sabato 29 agosto 2020

PETER JACQUES BAND - LA PROVA CHE SE SUONI LA TROMBA NON SUONI SOLO "IL SILENZIO"

Quanto l'ho fatta girare la cassettina dove avevo registrato il primo disco della Peter Jacques Band intitolato Fire Night Dance e che conteneva il singolo Walkin' On Music.

Ma prima che nascesse questa fantomatica band da discoteca bisogna sapere che alla fine degli anni 70 a Mauro Malavasi, musicista diplomato in tromba al conservatorio e aspirante produttore discografico, viene commissionata una cover per le discoteche di una canzone dello Spencer Davis Group che è I'm A Man.
Il nostro amico si mette al lavoro e, alla fioca luce di un lumicino, in breve ti sforna un pezzo della Madonna (non la Ciccone), con assoli di tromba e un arrangiamento che ti fa ballare per forza come I Will Survive fa ballare Kevin Kline in In & Out.
Il brano esce per il gruppo denominato Macho (ogni riferimento ulteriore a In & Out è puramente casuale) e diventa un successo planetario.

Da questa più che gratificante esperienza il buon Mauro, insieme a Fred Petrus, realizza un'altra band che prende il nome finalmente di Peter Jacques Band e continua a sfornare successi dai ritmi disco elettronici, come Giorgio Moroder, ma con sempre ampi spazi per il suo strumento prediletto.
Poco importa se poi nelle apparizioni televisive i cantanti erano solo degli impersonatori, dei modelli che mimavano un playback e ballavano. Ci sarebbe una lista infinita di personaggi che hanno usato un immagine di un modello figo e poi i cantanti veri erano meno avvenenti o semplicemente più bravi (Den Harrow, doppiato da ben tre cantanti diversi, Baltimora, la cui voce era del produttore Maurizio Bassi, Milli Vanilli, sbugiardati alla premiazione dei Grammy Awards, Valerie Dore, che cantava bassa bassa, sottovoce con in sincrono la voce squillante di Dora Carofiglio dei Novecento, solo per citarne alcuni).
Finita l' avventura Peter Jacques Band a causa della morte di Petrus, il Mauro che ormai si è fatto un nome nel giro internazionale, diventa produttore discografico e firma alcuni dei più grandi successi degli anni 80 della musica internazionale, per dire Luther Vandross o The Ritchie Family, e pure italiana, persino di Dalla, Morandi, e Pavarotti giusto per assicurarsi una buona pensione, che non guasta mai...
Morale della favola... anche dietro alla musica cosiddetta leggera da discoteca ci trovi dei nomi mica da poco.

2 commenti:

  1. Potresti farci un post sui cantanti dalla voce contraffatta😀 fine anni 80 ricordo i Black Box che avevano piazzato una modella che cantava con la voce però di Martha Wash ( It’s raining men -quella originale-) perché i produttori Deejay Davoli e Limoni ritenevano che fosse la Wash fosse troppo grassa .
    Ciao

    RispondiElimina

Non c'è moderazione per i commenti perché sono un'anima candida e mi fido.
Chi spamma invece non è gradito per cui occhio!
Tengo sempre pronto il blaster.