sabato 7 febbraio 2026

LUCIO BATTISTI - LA BATTERIA, IL CONTRABBASSO, ECCETERA: UN LAVORO DA NON-SHOWMAN

 Nel febbraio di 50 anni fa, perdonate se non ricordo il giorno e l'ora con precisione, veniva pubblicato La Batteria, Il Contrabbasso, Eccetera,


album di Lucio Battisti con lui sulla copertina che corre come i pazzi nel fango e che diventerà campione di vendite grazie al traino del singolo ANCORA TU che avevo registrato all'epoca dalla radio con quel piccolo Philips K7 di cui ho già parlato tempo fa. 

Album questo dove alla batteria c'è Walter Calloni il quale per questa canzone ha inciso e sovrapposto tre tracce diverse per dare quel groove particolare, senza dimenticare la chitarra funky che apre il brano suonata da Ivan Graziani. 
Ma in realtà tutto il disco che era stato registrato in una ventina di giorni durante l'estate precedente, è pieno di brani diventati famosi

come LA COMPAGNIA, poi riportata alle nuove generazioni da Vasco Rossi senza fare il falsetto di Lucio, IL VELIERO,

con quel basso portante ossessivo che sembrerebbe aver ispirato i francesi Ofenbach (provate ad ascoltare la loro BE MINE e poi ditemi),

UN UOMO CHE TI AMA, canzone che se uscisse oggi sarebbe bollata come maschilista e nota anche per la versione di Bruno Lauzi nello stesso anno, insomma una tracklist che sembra una raccolta di successi.

E nel frattempo Lucio continuava quel suo non mostrarsi più in pubblico poiché quella era diventata la sua idea di come offrirsi. 
Non si sentiva uno showman, ma piuttosto un prodotto discografico. 
Non ha mai invidiato i suoi colleghi sempre in tour oppure in tv a farsi promozione, bene sapendo lo stress che provocano tali impegni ai quali si era sottoposto tempo prima partecipando anche al Festival Di Sanremo. 
Ecco, forse lui la vita se la godeva più degli altri dando alla musica solo il tempo necessario all'interno delle sue giornate seppure girasse quasi sempre con una 12 corde a portata di mano per poter mettere giù ogni nuova ispirazione come proprio nel caso di Ancora Tu che gli era arrivata durante un viaggio in America. 
In effetti anch'io spesso, nonostante la musica sia da sempre parte della mia vita, ultimamente mi ritaglio momenti di silenzio (qualche volta l'avevo fatto già anche durante gli anni 80) anche perché per fortuna non abito in un centro urbano caotico, ma invece ho intorno a me tanto verde e, per dirla tutta, anche tanti insetti che sono un pò il rovescio della medaglia, ma a far due conti direi che va bene così. 
Così Lucio nel silenzio pensava alle canzoni da scrivere. 
Tutte cose queste raccontate da lui in occasione dell'uscita dell'album e che possono sembrare inconcepibili rapportate al giorno d'oggi dove apparire sembrerebbe la cosa più importante del mondo per avere like e followers che sennò "non esisti". 
Insomma, Battisti, antitesi degli artisti moderni, probabilmente aveva  capito il vero senso dell' "essere musicista" e anche il pubblico, specie in quegli anni 70, mostrava di essere d'accordo con lui accontentandosi della sue rare apparizioni sulla tv Svizzera di cui questa è L'ULTIMA del 1980,

in playback, ma da come "spinge" Lucio nel video direi che lui stava cantando ugualmente, ma con il microfono spento.
Ma qui si parlava già di un altro bellissimo album che prima o poi passerà di qua. 

2 commenti:

  1. Lucio Battisti, che simpatico, che carino, che talentoso,
    con quella voce un po' rauca. Mi piace un mondo ❤️

    I miei favoriti sono questi due:
    La canzone del sole e Anche per te. 🎼

    Buon fine settimana Bobby.
    Buon sabbato Bobbo 🙃😀

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    Risposte
    1. Buon weekend a te cara Rita che apprezzi la musica italiana, quella bella che porta tanti ricordi.
      Purtroppo non sono sicuro che la musica attuale potrà fare lo stesso effetto riascoltata tra 50 anni.
      Ma posso anche sbagliarmi.
      D'altronde anche dei Beatles e dei Rolling Stones al loro esordio dicevano che era musica che non sarebbe durata.

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Tengo sempre pronto il blaster.