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giovedì 8 ottobre 2026

GOOD FORTUNE: I NUOVI ANGELI (COME IL GRUPPO POP DEGLI ANNI 70)

 Su Prime Video c'è Good Fortune, un film commedia dove Keanu Reeves con barba e hairstyle da JOHN WICK, ma in un rassicurante spolverino bianco, per una volta non semina morte dove passa, ma, anzi, fa la parte di un angelo pieno di buone intenzioni.


L'unico problema è che il suo unico compito sarebbe quello di evitare che la gente muoia guidando con il cellulare in mano, ma lui è leggermente intraprendente, nonché pasticcione, e si prende a cuore le vicende dello sfigatissimo protagonista interpretato da Aziz Ansari, simpatico, ma che dirige pure la pellicola. 
Quindi di sua iniziativa gli scambia la vita con quella di un miliardario con il volto di Seth Rogen per fargli capire che tutto sommato anche da ricchi non è tutto così bello. 
Idea carina quella degli angeli, e già sfruttata altre volte nel cinema quella dello scambio (qualcuno ha pensato a UNA POLTRONA PER DUE?), ma il film è lontano anni luce da Wim Wenders e il suo Il Cielo Sopra Berlino, e diverte molto meno del classico natalizio di John Landis dato che soffre di una regia piatta come non mai e fatica a tenere desta l'attenzione forse perché Aziz è alla sua prima prova dietro la macchina da presa. 
Di buono c'è che la colonna sonora contiene tutte canzoni anni 80,

perfino BOYS di Sabrina Salerno. 
Sui titoli di coda poi arriva giustamente a suggellare il tutto SEND ME AN ANGEL dei Real Life, band new wave australiana nota per questo unico grande successo dal sound tutto synthpop malinconico,

e gruppo che, all'epoca della sua uscita, credevo assolutamente che fossero british come tutti quelli della brit-invasion che andava allora. 
La cosa buffa è che, rivedendo adesso il video dei Real Life, mi sono accorto quanto Gigi Rock,

comico musicista di Zelig, assomigli al frontman della band australiana. 

2 commenti:

  1. Io l'ho trovato molto carino, anche se come dici tu ci sono già stati diversi film sugli angeli, però questo ha una sua originalità. Il difetto secondo me è che è un po' troppo lungo, ma nel complesso mi è piaciuto.

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    1. Inizialmente anche a me stava piacendo, ma poi, dopo lo scambio di vite, l'ho sentito come se andasse a spegnersi lentamente scena dopo scena.
      Non sono certo un regista, ma secondo me Aziz, nel dirigere, un pò di responsabilità ce l'ha, dato che aveva a disposizione un paio di attori che poteva valorizzare molto meglio anche se lo script non era poi così innovativo.

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Tengo sempre pronto il blaster.