martedì 7 gennaio 2020

IRMA VEP - CRONACA DI UN FILM PER CASO


Ecco la storia di quando un film ti capita tra le mani veramente per caso.
È il 1999 e voglio registrare una puntata di U.F.O., la serie cult di Gerry Anderson di cui ho parlato QUI, che la Rai manda in onda a notte inoltrata essendo repliche degli anni 70 e quindi le considera (a torto) solo un tappabuchi.
Per sicurezza, conoscendo gli orari balenghi e mai affidabili della notte, metto una cassetta da 3 ore e programmo il mio VCR con un buon margine prima e dopo l'orario previsto.
L'indomani trovo il mio episodio registrato con in più all'inizio un'oretta di un film francese già cominciato e che mostra un' attrice cinese coinvolta in un remake di un vecchio classico del cinema muto.
Si vede un addetto ai lavori che spiega all'attrice protagonista una scena in cui lei deve prendere una pistola, ma nella prova la pistola è sostituita da un giochino di gomma per cagnolini, una finta bistecca che suona quando la premi.
L'attrice è Maggie Cheung, e grazie a Sorrisi E Canzoni Tv controllo il palinsesto della notte prima scoprendo che il film è del 1996 ed è Irma Vep di Olivier Assayas.
Incuriosito dalla bellezza di Maggie e certi costumi
chiaramente ispirati al secondo Batman di Burton 

(viene detto chiaramente con quella foto lì nel film nella scena del sexy shop) mi accingo a guardare questa porzione rimasta sulla vhs, ma non ne capisco molto, forse perché non ne ho visto l'inizio.
Così attendo circa un anno e, grazie a Enrico Ghezzi, lo ritrovo in replica sui Rai 3 sempre in orari da vampiri e me lo registro tutto intero, con il risultato che la parte che mi mancava non era così importante, giusto due piccoli chiarimenti (come quello nel sexy shop), ma in fondo l'opera è esattamente quello che avevo visto nella parte registrata per caso, cioè un mezzo pastrocchio fondato sul cinema nel cinema, ma perlomeno impreziosito da Maggie e anche dall' attrice che interpreta la sua controfigura, bisogna dire.
Carina anche la canzone di Serge Gainsbourg e Brigitte Bardot, Bonnie & Clyde, che accompagna una sequenza e poi anche i titoli di coda nella versione coverizzata dai Luna, ma praticamente identica all'originale.

Pastrocchio quindi sì, ma perlomeno ben recitato e che ha un certo fascino bislacco, tanto che l'ho rivisto con piacere altre due volte almeno.

2 commenti:

  1. Prima del tuo post non conoscevo questo film! Il regista di Irma Veep, però, l'ho già sentito nominare anche se non ho mai visto i suoi film.

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    1. Io di altro film suo ho visto solo Demonlover che non è male. Un po'scombinato anche quello però, proprio il marchio del regista, credo.

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