martedì 10 marzo 2026

HIGHLANDER - L'ULTIMO IMMORTALE: 40 ANNI FA (O FORSE ANCHE PRIMA?) INIZIAVA TUTTO COSÌ

 Anche oggi un film fantascientifico o forse decisamente più fantasy che compie gli anni.


Non sono 70 come IERI, ma solo 40 anni per Highlander che continua comunque ad essere un oggetto cinematografico unico. 
Si, unico come dice la sua frase ricorrente "ne resterà soltanto uno" perché del seguito è meglio non parlarne, anche se io l'ho fatto QUI TEMPO FA perché delle cose trash ne ho fatto una ragione di vita, basta prenderle nel verso giusto, cioè il perculamento. 
Il primo Highlander era uscito in sala per la prima volta il 7 marzo del 1986 (il 30 ottobre invece per l'Italia), ma l'accoglienza al botteghino fu deludente. 
Tuttavia quest’avventura fatta di spadoni nascosti chissà come sotto l'impermeabile e decapitazioni diventerà ugualmente un cult, tanto che ne è stato minacciato annunciato un nuovo remake (necessario?) con Henry Cavill, Russell Crowe e Dave Bautista. 
Ne è stata tratta anche una serie tv con Adrian Paul negli anni 90, carina, ma non l'avevo seguita tutta. 
La storia di Highlander nasce per certi versi anche grazie all'idea di Ridley Scott che nel 1977 con I Duellanti

aveva debuttato portando in scena una vicenda che aveva qualche analogia, quella di due uomini (Keith Carradine e Harvey Keitel) impegnati in un duello infinito aggiungendo qui, nel film di oggi, che tale duello si protrae attraverso i secoli. 
Il film usciva in pieni anni 80 dominati da Sylvester Stallone, Arnold Schwarzenegger o Bruce Willis che portavano in scena personaggi molto diversi da Connor MacLeod, montanaro della Highlands scozzesi del XVI secolo, finito nella New York del 1985 a decapitare a colpi di spada un misterioso nemico. 
La prima scelta per Connor cadde su Kurt Russell che pareva perfetto essendo stato Jena (Snake) Plissken, poi si pensò a Mickey Rourke, Micheal Douglas, Kevin Costner… 
Russell Mulcahy, regista di videoclip musicali, però vide Lambert in Greystoke - La leggenda di Tarzan, e capì di aver trovato il suo uomo in Christopher anche se costui non parlava una parola di inglese e lo imparò appositamente per il film. 

Con l'entrata nel cast di Sean Connery il duo era bello che formato anche se non si tratta di una coppia come Spencer & Hill, anzi era pronto a creare invece un classico rapporto maestro-allievo per contrastare Kurgan, l'avversario interpretato da un cattivissimo (e grosso) Clancy Brown, e quando azzecchi il cattivo in un film, il più dovrebbe essere già fatto.

Non per me che lo vedrò per la prima volta in home video perché in quel 1986 stavo vivendo un periodo particolarmente intenso tra radio, discoteche e pure qualche immancabile flirt, e quindi portare una ragazza a vedere un film così non pareva carino. 
Da Conan Il Barbaro di John Milius, che ha dato il via, poi ecco che è stato tutto un fiorire di spade, creature fantastiche, guerrieri mitici. 
Ladyhawke, LEGEND, EXCALIBUR, LA STORIA INFINITA, Scontro Di Titani e tanti altri ne seguiranno, arrivando anche poi alla saga del Signore Degli Anelli. 
Quello è anche il decennio di He-Man

(si, c'era anche il tremendo film live action, vabbè, di cui è in arrivo il remake), di Kenshiro, de I Cavalieri Dello Zodiaco. 
Qui però il tono è leggermente diverso perché si racconta una storia tormentata di sopravvivenza che fa perdonare anche certi effetti speciali non eccelsi (ma quarant'anni fa andavano bene).

Un aiuto non da poco lo avrà dalla COLONNA SONORA firmata dai Queen, forse a conti fatti meglio recepita del film stesso alla sua uscita. 
Comunque, come spesso ho scritto qui nel blog, questo non è l'unico caso di pellicole che poi vengono giustamente rivalutate nel tempo. 

4 commenti:

  1. Sono cresciuta con la TV, imparato parole inglesi prima di andare a scuola, poi studiato l'inglese e, a un certo punto, ho visto Sean Connery come 007, elegante sì, però con un accento scozzese, che ha cancellato l'eleganza 😂😄😎

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    1. Io invece Sean 007 l'ho sentito per anni e anni doppiato in italiano da quella voce meravigliosa di Pino Locchi, per cui l'accento scozzese non c'era.

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    2. Infatti ho sentito dire che il doppiaggio in Italia è su un livello molto alto e la tradizione è lunga, con forti professionisti. ♥ Ma per me che vivo per le lingue non basterebbe una sola lingua, signor Solo. Amo l'Italia e l'italiano, ma non potrei viverci. Tu parli inglese? You speak English, Bobby?

      Ho guardato il video (I Queen), goduto i ritmi della batteria e guardato il batterista manipolare le bacchette. Bellezza. Poesia in movimento. ♥

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    3. Si, con l'inglese me la cavo piuttosto bene, e con lo spagnolo mi ci arrangio. Il francese lo capisco un pò, ma non lo parlo.
      Roger Taylor dei Queen è un grande batterista.
      E canta anche in moltissime canzoni della band.

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