domenica 1 marzo 2026

SANREMO? TUTTO BENE O QUASI

 Eccoci finalmente nel dopo Sanremo, dove lo spettacolo in effetti c'è stato, questo tralasciando o cercando di dimenticare elementi inutili come Alessandro Siani e la cringissima A.i. di Papaveri e Papere.


Intanto è doveroso un ultimo saluto a Neil Sedaka, 86 anni, con all'attivo anche diversi 45 giri cantati in italiano e che nel 1965 avrebbe dovuto partecipare al Festival, ma una serie di beghe tra l'organizzazione e la RCA ne compromisero la presenza. 
Intanto, per quelli che hanno qualche annetto in più, lo ricordo io qui con quella che è la sua canzone più famosa, OH CAROL!


Tornando al Festival 2026 che ha dovuto svolgere la finale aprendosi con un clima tutt'altro che festaiolo (ma... the show must go on), lo sapevo che la mia favorita Ditonellapiaga non avrebbe mai vinto la kermesse ufficiale però il terzo posto sul podio l'ha preso e intanto ha sbancato insieme a Tony Pitony nella serata delle cover, e che cover la loro!

Con The Lady Is A Tramp ci hanno portato direttamente a Broadway! 
Comunque la sua canzone in gara Che Fastidio! è dance e va benissimo perché noi italiani la dance la sappiamo fare come dimostrano gli anni 80 e 90. 
Prevedo frequenti passaggi in radio per lei. 
Serena Brancale ha portato una ballata come altre duecento prima di lei con l'idea di voler essere Giorgia, ma missione non del tutto portata a termine. 
Fulminacci invece ha messo da parte il suo ispirarsi a Daniele Silvestri (ricordate la bellissima Tattica?) e si è adagiato sulla classica canzone da festival, comunque meglio di tante altre. 
Arisa, se ci fosse bisogno di ricordarlo, ha una voce da paura, ma la canzone pare un pò tanto Disney. 
Oddio, forse non è un difetto così grave. 
Sal Da Vinci, il vincitore (nomen omen)

dopo le standing ovation e le lacrime di commozione è stato già prenotato da circa 200 matrimoni. 
Elettra Lamborghini porta il nulla, ma tutto sommato su quel palco ho sentito di peggio. 
La canzone di Luché, se ascoltate la versione che passa alla radio pare tutta un'altra cosa con la voce effettata, mentre invece in tv tanti artfici tecnologici non si sono sentiti, non so se volutamente o per errore dei fonici che errori ne hanno fatti un bel pò, e il risultato quello si è sentito benissimo, doloroso per le orecchie. 
Per chi ha nostalgia di Max Gazzè, che latita dal Festival da qualche anno, c'è Sayf che con con la sua canzone ritmata e allegra si è preso il secondo posto, grazie ad un testo che è tutto il contrario di quello che propongono certi suoi colleghi trappers che parlano solo di zoccole e "lambo" (non Elettra). 
Mara Sattei... due palle. 
Eddie Brock, uno che parte sottovoce e poi urla di tutto alla tipa. 
LDA, figlio d'arte, in duo con Aka7even, ovvero Napoli versione latinoamericana. 
Dargen D'Amico lui si che sta sul pezzo, un pezzo disco vecchio stile che cita l'A.i., ma spero non quella delle papere di lassù. 
Tommaso Paradiso "struggente", ma come Albanese nel suo ULTIMO FILM
No dai, qui c'è il classicone forse già sentito anche perché l'ex dei The Giornalisti pare sempre uguale a sé stesso. 
Si chiama anche coerenza. 
Levante conferma quanto è brava con passaggi mica facili nella sua canzone. 
Patty Pravo? Divina. 
E per tutto il resto lasciamo la parola al tempo che verrà, che ho già detto tanto. 

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Tengo sempre pronto il blaster.