lunedì 10 agosto 2020

SOTTO IL SOLE DI RICCIONE (COME NEGLI ANNI 80, MA UN PO' MENO)

C'era una volta Sapore Di Mare di Vanzina e ora c'è Sotto Il Sole Di Riccione e nel cambio generazionale le differenze sono enormi;

prima su tutte è che il film si svolge per una buona parte con protagonisti i cellulari e le app per rimorchiare, cose che invece "a quei tempi" non esistevano assolutamente e l'impressione che hai subito è che ti divertivi di più.
Almeno questa è stata l'impressione che ho avuto vedendo questo film basato sulle canzoni dei The Giornalisti (ovvero Tommaso Paradiso solista e pure in scena sul palco con sponsor Radio Deejay in bella vista perché l' emittente ha da sempre una succursale estiva in codesto loco), perché il film alla fine è sì appena carino, per colpa di uno spirito decisamente diverso dalle commedie da spiaggia degli anni 80 alle quali vorrebbe fare il verso, nonostante la coppia di registi videoclippara (Younuts) sia anche complice dell'aiuto dietro le quinte chiesto ad Enrico Vanzina. 

Non migliorano la situazione nemmeno Isabella Ferrari (che da quei film arriva) e Andrea Roncato, pure lui con molta esperienza nel cinema estivo leggero. 

Luca Ward si impegna e cerca di "scatenare l' inferno" in qualche modo ma rimedia un risultato mediocre come tutto l' ambaradan dove i veri protagonisti sono i giovani attori provenienti per la maggiore da varie serie tv, web, youtube e simili. 

Cambiano i tempi e il cinema si adegua per raccontare le tecnologie, la vita coi social network, le piattaforme e tutto ciò che ne consegue, però non è detto che il risultato sia per forza di cose "buono perché attuale".

In breve non ce la vedo una sala gremita come negli anni 80 a ridere in coro per le gag, ma diciamo che è più adatto per funzionare nella dimensione televisiva di Netflix, anzi somiglia davvero molto più ad una fiction tv che ad un vero film.

Tuttavia con tutti i difetti che ha è sempre meglio di quell' altro film basato sempre su una vacanza sulla riviera romagnola, ma a Rimini, diretto da Luciano Ligabue e di cui ho parlato (molto male) QUI.


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