lunedì 19 gennaio 2026

SPRINGSTEEN - LIBERAMI DAL NULLA: NON È TUTTA ROSE E FIORI LA VITA DELLE STAR

 Springsteen - Liberami Dal Nulla è un film che racconta il Boss


in quel periodo successivo al grande successo di The River, un album doppio che tutti dovremmo avere. 
Il nostro Bruce lo vediamo all'inizio bello carico con tutta la E-Street Band sul palco in chiusura del tour, dopodiché cade in depressione con i ricordi del rapporto padre-figlio che riaffiorano, e si ritira in una casa isolata a tirare giù canzoni scarne con voce e chitarra che costruiranno la tracklist di Nebraska su un registratore a 4 piste tra le perplessità di Jon Landau, il produttore, e tutto lo staff che lo segue. 
Ma non solo, poiché nel mucchio Bruce scrive anche dei brani che poi, opportunamente arrangiati con la band al completo, finiranno due anni dopo in Born In The USA, ovvero il suo più grande successo commerciale.

Se sorvoliamo sul fatto che Jeremy Allen White nel film assomiglia più ad un giovane Dustin Hoffman che al vero Springsteen, e su quelle ripetute pose storte che tiene da seduto mentre conversa che mi sono parse un pò forzate


(ho contato almeno quattro scene praticamente identiche), c'è di buono che ha cantato lui davvero le canzoni come Timothee Chalamet aveva fatto in A COMPLETE UNKNOWN, il film su Bob Dylan anche lui ritratto in un preciso e circoscritto periodo della sua carriera. 
Carina la scena in cui balla con sua madre e che in pratica cita un video di pochi anni fa diventato virale. 
Film questo che magari non ti riempie le sale come ROCKETMAN e BOHEMIAN RHAPSODY, anzi l'ho visto di recente programmato in un cinema d'essai di quelli dove ti trovi con pochi cinefili intorno, ma perlomeno l'audio era ottimo, e che è lento, è vero, ma comunque ha il suo perché anche se non conosci appieno la discografia del Boss. 

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