martedì 16 giugno 2026

JETHRO TULL: STORIA DI UN BEL PASTICCIO

 Nel 1980, per colpa della casa discografica Chrysalis, l'intesa di una storica band prog andò a ramengo e il gruppo si sciolse all'improvviso.


La band era quella dei Jethro Tull e al loro leader Ian Anderson, secondo una clausola del contratto con la casa, era stato chiesto di realizzare un album solista, magari sullo stile folk. 
Ian si mise al lavoro di buon grado però con la condizione di poter collaborare anche qui con il fido chitarrista Martin Barre con lui dagli inizi dei Jethro Tull, per la precisione dal secondo album Stand Up. 
Per il resto dei musicisti Ian, che nella sua testa voleva anche giustamente adeguarsi ai tempi entranti cioè gli anni 80 che saranno pieni di sintetizzatori (vedi l'evoluzione dei suoi colleghi prog Genesis, per esempio), cercò musicisti nel giro della musica elettronica tra Roxy Music e Frank Zappa, e in breve tirò fuori il disco che riprendeva, riarrangiate, alcuni sue vecchie composizioni mai pubblicate e altre del tutto nuove.

Il disco si sarebbe chiamato semplicemente A, come lui, Anderson, ma con quei suoni moderni suonava come quello di una vera rock band, altro che folk, e lo potete ascoltare qui in VERSIONE ESTESA (con più brani rispetto alla tracklist originale e in effetti è un gran bel disco prog),

per cui ecco che alla Chrysalis viene in mente di pubblicarlo lo stesso a nome Jethro Tull con una copertina che abbandonava gli outfit da folletto per un'immagine ispirata a Incontri Ravvicinati Del Terzo Tipo, causando le ire dei componenti dei veri Jethro Tull che non avevano partecipato alle registrazioni, e quindi mollano definitivamente la band. 
E lo fanno con tutte le ragioni perché la situazione era un pò come se Mick Jagger e Keith Richards avessero fatto uscire un disco a nome Rolling Stones, ma senza Ronnie Wood, Bill Wyman e Charlie Watts all'epoca in cui questi ultimi due erano ancora nella band. 
A nulla servirono le spiegazioni e le scuse di Ian che era fermamente intenzionato a tornare alla formazione di prima per l'album successivo. 
L'intesa si era spezzata (ripeto, non per causa sua) e fra i fuggitivi c'era anche l'allora David Palmer,

(quello con il foulard al collo) tastierista che era entrato ufficialmente come componente nel 1976, ma che anche prima arrangiava i brani per i Jethro Tull. 
David purtroppo è mancato nei giorni scorsi a 88 anni, ma nel frattempo, dopo la morte della moglie, nel 2004 aveva anche cambiato sesso diventando Dee.

Sempre restando nel genere prog è mancato anche Dave Greenslade, 83 anni, pure lui compositore e tastierista inglese

che, oltre ad aver fondato una band che portava il suo cognome, ha fatto prima di tutto parte dei Colosseum, noti soprattutto per il loro secondo album VALENTYNE SUITE, quello con la famosa copertina che raffigura una modella tra due alti candelabri futuristici come si vede nel video allegato (il secondo candelabro sta sul retro della copertina che è una foto intera).

Da tutt'altro genere invece arrivava il rapper Oliver Tree deceduto a soli 32 anni in uno scontro tra elicotteri. 
Oliver aveva uno stile molto ironico anche nel modo di presentarsi con i capelli a scodella, e il suo pezzo più famoso era (ironicamente) questa LIFE GOES ON,

che ha raggiunto una popolarità virale venendo usata anche per meme e video di TikTok. 
Quindi goodbye Dave, Oliver e Dee (o David). 

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