martedì 30 giugno 2020

DOVE VAI TUTTA NUDA? - UN FILM DOVE MAI TI ASPETTERESTI DI TROVARE "IL MATTATORE"



Tomas Milian non è solo Nico Giraldi, anche se chiaramente è il personaggio a cui viene immediatamente collegato.
Lo apprezzo moltissimo anche in Vamos A Matar Companeros di cui ho parlato QUI, ma a sorpresa l'ho trovato anche in questa commedia mediamente sexy dove è sempre imbarazzatissimo, con Maria Grazia Buccella, spesso poco vestita, ma straparruccata, 

Vittorio Gassman di cui ricorrono i 20 anni della sua morte, ladro dalle mille risorse parruccatissimo anche lui, 

e persino l'icona della canzone partenopea Angela Luce nei panni fetish di una prostituta.

Dirige Pasquale Festa Campanile, che con un nome così era per forza destinato ai film commedia, e infatti ha sempre fatto egregiamente questo genere di pellicole.

Nel cast anche Gastone Moschin e, nella parte del cameriere, anche quel Tito Leduc 

che Renzo Arbore metterà nei panni di una delle Sorelle Bandiera, cioè quella bionda:


lunedì 29 giugno 2020

IMMORTAL AD VITAM



Ormai chi segue il mio blog ha capito che molte, moltissime volte vado, come soleva dire il sommo cantautor Fabrizio, in direzione ostinata e contraria rispetto al gradimento generale di certi film.
È il caso anche di questa pellicola del 2004 firmata da Enki Bilal che è stata bollata dai più come noiosa, incomprensibile e altre amenità del genere, mentre a me (cacchio) è piaciuta un sacco la commistione di attori reali e digitali, scenari inesistenti e set concreti, divinità egizie e situazioni disturbanti.
D'altronde mi era piaciuto anche Sky Captain e pure quel Final Fantasy animato come la Playstation...
E comunque Linda Hardy, stupenda...


domenica 28 giugno 2020

LA RIVOLTA DELLE MACCHINE COMINCIA DA SAMSUNG?



Da qualche giorno pare che in tutto il mondo molti lettori raggioblù di Samsung si siano improvvisamente bloccati in uno stato di continuo riavvio.
Un altro evento funesto da imputare al 2020? Tecnicamente potrebbe trattarsi di qualche problema di connessione ai server dove gli apparecchi ricevono gli aggiornamenti, o, in alternativa, la causa potrebbe essere la famigerata obsolescenza programmata o gli alieni o c'è stata una tremenda inondazione, il terremoto, le cavallette!!! (Cit. Jake).
Fatto sta che Samsung aveva già fatto innervosire molti possessori di smart tv con nemmeno una decina di anni di vita che non si collegavano più alle piattaforme streaming a causa della mancanza di aggiornamenti, e così quando è venuta a conoscenza del problema dei lettori ha comunicato che spera di risolverlo in qualche modo.
Magari siamo pure pronti a fronteggiare un Terminator con le fattezze di Schwarzy, ma in questo caso ci troviamo disarmati...

sabato 27 giugno 2020

DIRE STRAITS, EMERSON LAKE & PALMER E LO STRANO CASO DEGLI ASSOLI SCOMPARSI



Sto ascoltando alla radio i Dire Straits con Sultans Of Swing e mi godo la voce di Mark che racconta  di questo gruppo immaginario il cui chitarrista può permettersi solo una chitarra piuttosto vecchia, ma che quando sta sotto i riflettori la fa suonare da Dio.
Ecco quindi che arriva il finale con uno degli assoli più belli della storia e... Noooo!!! Lo speaker attacca a parlarci sopra perché tanto è solo una parte strumentale e quindi...

Stessa sgradevole esperienza mi è successa recentemente per ben due volte (in programmi diversi) su Radio2 con LUCKY MAN
degli Emerson Lake & Palmer, stupenda ballad dove il finale è lasciato ad un lungo assolo di Moog da parte di Keith Emerson, ma anche qui lo speaker ha talmente tante cose interessanti da dire che non trova di meglio da fare che coprire con la sua parlantina i suoni vintage della canzone... tanto è solo musica.
Per fortuna, se quelle canzoni voglio ascoltarle integrali le posso sentire quando mi pare dato che fanno parte della mia collezione, però un simile trattamento radiofonico lo considero quantomai irrispettoso nei confronti dell' artista e del pubblico.
E pensare che nei primi anni 70 uno strano gruppo con uno strambo nome che è Premiata Forneria Marconi, ha fatto invece una cosa completamente nuova lasciando ai suoni del Moog la parte del ritornello della loro canzone più famosa: Impressioni Di Settembre.

Ma probabilmente sono dei pazzi...

venerdì 26 giugno 2020

COMA PROFONDO



Thriller medico-ospedaliero del 1978 sul commercio degli organi umani tratto da un romanzo di Michael Crichton e diretto da lui stesso, con due giovani Michael Douglas e Genevieve Bujold.
Due cose restano sicuramente impresse: i corpi in animazione sospesa (letteralmente sospesi o meglio "appesi") 


e la Fiat 131 Mirafiori azzurra che Michael guida.


Tensione non sempre ben gestita, ma onestamente si vede di peggio anche in cose recenti, per cui un buon film per chi ama questo genere.
Ah... Nonostante le apparenze, quella nella locandina 

NON è la Principessa Leia arrivata lì dal famoso film dell' anno precedente...


mercoledì 24 giugno 2020

INCEPTION: MA COME FINISCE VERAMENTE IL FILM?


 

Sta per arrivare ad agosto Tenet, il nuovo intrigante film di Christopher Nolan di cui ho parlato QUI, ma oggi vorrei risolvere un dubbio su Inception che ritengo sia uno dei suoi più bei lavori. 
Un regista Nolan stimolato in questo film evidentemente dal marzulliano dubbio se la vita è sogno o se il sogno aiuta a vivere. Forse Inception è anche (boom! la sparo grossa...) uno dei più bei film in assoluto, per come è congegnato, per come si sviluppa, e specialmente per come termina. 
Si, perché sul suo finale sono stati aperti forum, blog, ecchipiunehapiunemetta. 
Per molti il colpo di scena sta nella trottola che non si sa se cade o gira all'infinito. 
Per me il plot twist si svolge invece già sull'aereo sul quale Cobb/DiCaprio si sveglia circondato dai suoi compari di impresa. 
Ecco: quelli che lo guardano un po' annoiati taluni o sorpresi altri, in realtà non hanno la minima idea di chi sia il signore che si è appena svegliato vicino a loro. 
In quanto Cobb si è sognato tutta la storia di due ore e passa, mettendo come protagonisti del sogno, gli altri viaggiatori che stavano casualmente sul suo stesso volo. 
Mi ero permesso di segnare su Wikipedia questa mia versione del finale, ma è stata brutalmente cancellata, per cui la recupero qui. Perciò il macchinario per il sogno condiviso non esiste, se non nel sogno che si è fatto Cobb durante il viaggio. 
Lo dimostrano, oltre a Michael Caine che lo accoglie all'arrivo, diversi altri momenti del film, che si svolgono esattamente come in un sogno anche quando si dovrebbe essere nella realtà. 
Piccoli particolari da scoprire dopo alcune visioni ripetute, almeno nel mio caso l'ho rivisto tre volte per verificare certi passaggi e avere la conferma della mia tesi.
Ma poi la trottola che gira prima dei titoli di coda lascia il dubbio se quella sia realtà o ancora sogno. Comunque è visivamente spettacolare e mentalmente intrigante. 
Marzullescamente parlando...

PURPLE DISCO MACHINE FT. SOPHIE & THE GIANTS - HYPNOTIZED



Ultimamente ho la fissa per alcuni pezzi che passano in radio e questo è uno dei tanti.
Non si tratta di una band, ma di un dj produttore tedesco, tale Tino Piontek con la fissa (lui) del sound disco retrò, che però in questo caso usufruisce del featuring di Sophie & The Giants

gruppo indie britannico di giovanissimi che normalmente fanno un genere più rock, ma in questo brano suonano squisitamente funky anni 80 

con quei suoni e stili che erano stati utilizzati anche per arrangiare Terra Promessa di Eros Ramazzotti.

La collaborazione della band con Tino mi ricorda un po' la vita artistica dei Blondie di cui ho parlato QUI, che dalla new wave sono passati alla disco, al reggae-calypso fino al rap, cavalcando i trend del momento.
Perché è legittimo per un artista fare la musica che si sente di fare e non quella per cui sei stato etichettato, come ho spiegato QUI nel post su Neil Young e il suo disco elettronico.
Quindi se Hypnotized può essere un lancio sia per Purple Disco Machine che per Sophie & The Giants, ben venga.

martedì 23 giugno 2020

JOEL SCHUMACHER CI LASCIA



A 80 anni se ne va Joel Schumacher, il regista che ha avuto il coraggio di riproporre Batman con i colori e la fumettosità della serie tv, ma aggiornata agli anni 90, con quei due film odiati da quasi tutti, ma che a me piacciono (ok... capezzoli a parte) e ne ho parlato proprio QUI.
Goodbye Joel.

lunedì 22 giugno 2020

40 ANNI DI THE BLUES BROTHERS



Uno di quei film che all'uscita non attirano frotte di pubblico in sala (forse anche per i due loschi figuri che campeggiano sulla locandina "vestiti da beccamorti", come vengono definiti nella pellicola), ma negli anni questo di John Landis è diventato senza dubbio uno dei cult per eccellenza dove musica e immagini vivono in simbiosi come non mai.
Oltre ai due protagonisti, John Belushi e Dan Aykroyd (ormai lontanissimo dalla fisicità di quel 1980), è impressionante la parata di stelle della musica black: Aretha Franklyn, Cab Calloway, Ray Charles, James Brown, John Lee Hooker (tutti ormai scomparsi), nonché la "Band" con i migliori professionisti del blues (anche qui qualcuno ci ha lasciati, purtroppo).
E non dimentichiamo Carrie Fisher gentilmente dotata di bazooka.
Record di auto fracassate e di minutaggio (per l'epoca) perché sono quasi due ore e mezza di film che ti passa che è un piacere.
Altro che certi mattoni che durano 90 minuti e ti sembrano il doppio...
No, del sequel non ne parliamo perché non esiste... dai...
Piuttosto è arrivato il momento di andare in scena.
E quindi... cominciamo lo show!!!

domenica 21 giugno 2020

BEE GEES - TRAGEDY (E UN SEGRETO CHE NON TUTTI SANNO)



Del celebre trio australiano ho raccontato una mini bio QUI in occasione delle voci su un possibile biopic che mi farebbe molto piacere vedere anche se non ho mai ballato come Tony Manero (ma un mio amico si, e si vestiva e pettinava pure "ugguale ugguale, miiii").
Ma stavolta ho scoperto, grazie ad un documentario su Rai 5, che l'album successore del campione di vendite La Febbre Del Sabato Sera, cioè Spirits Having Flown, nasconde un piccolo segreto artigianale e precisamente nel singolo Tragedy.

Prima del finale la musica si ferma al minuto 3.35 e si sente uno sparo: beh stentavo a crederci, ma quel suono è stato prodotto vocalmente da Barry davanti al microfono 

esattamente come farà nei film Michael Winslow, il celebre rumorista di Scuola Di Polizia.

Proprio vero che musica e cinema vanno di pari passo, perlomeno in questa galassia lontana lontana...

sabato 20 giugno 2020

ADDIO A IAN HOLM, ALIAS BILBO BAGGINS



A causa di una malattia legata al morbo di Parkinson, è mancato a 88 anni Ian Holm, storico interprete di Bilbo Baggins nella trilogia del Signore Degli Anelli (mentre ne Lo Hobbit era Martin Freeman, molto somigliante come Bilbo giovane).
Chi è amante di Terry Gilliam lo ricorderà anche in Brazil
 
e per la fantahorrorscienza in Alien di Scott.

Riposa in pace Ian, e che la Terra (Di Mezzo) ti sia lieve...

giovedì 18 giugno 2020

LUPIN III IL FILM



Quando ho cominciato a guardare questo Lupin III live action del 2014 non sapevo assolutamente nulla del cast, per cui la sorpresa è stata enorme quando ho visto il caro vecchio Nick Tate, l'australiano che interpretava Alan Carter in Spazio 1999


che qui dà il volto a Thomas Dawson, il grande capo di una società criminale.
Per il resto ho trovato una Fujiko che pare Anna Tatangelo e un Lupin senza basettoni, ma con orecchie a sventola e Cinquecento gialla.
Per assurdo era più somigliante al vero Lupin il buon Valerio Mastandrea nel simpatico corto "Basette".


Oppure quelli dei due famosi corti amatoriali che si possono trovare su youtube:



Una nota molto negativa sul doppiaggio che mantiene le voci del cartone, ma che appaiono in molti casi totalmente fuori luogo, almeno secondo la mia impressione, specialmente su Lupin e Zenigata in particolare.
Quindi alla fine il prodotto non è male, ma ci si dimentica spesso di cosa si sta guardando a causa di lensflare a manetta, come Giggi Abrams insegna, e azione alla quale siamo ormai abituati da diversi anni tra John Wick e prodotti Marvel.
Forse è meglio continuare con le produzioni animate...


mercoledì 17 giugno 2020

UNDONE



Serie molto interessante su Prime realizzata con il Rotoscope, ossia il sistema che usava la Disney per far muovere in maniera reale i suoi personaggi umani nei cartoni tipo Biancaneve, Cenerentola e via dicendo, e che consisteva nel replicare in disegni i movimenti che attori in carne ed ossa facevano recitando le parti.
All'epoca era pionieristico, mentre adesso con l'uso del digitale lo abbiamo visto un una serie di spot per una nota marca di birra e in A Scanner Darkly, un film riuscito a metà di cui magari parlerò in seguito.
La protagonista è Rosa Salazar, la Alita di Rodriguez

della quale ho parlato QUI, ma stavolta il ruolo è totalmente diverso: non interpreta una ragazzina cyber, ma una donna di 28 anni, cioè quasi della sua età (34) e c'ha pure gli occhi di dimensioni normali, pensa te.
C'è un incidente (anzi due), un sospetto di omicidio, e la nostra amica che comincia a vedere la gente morta come "er regazzino de quel film de Shallallà", ma in un modo un po'diverso.
E poi viaggi nel tempo che manco Marty McFly e Donnie Darko messi insieme nel Tardis.
In realtà il pilot non è esattamente accattivante, ma quando arriva in scena Bob Odenkirk, che è anche il produttore insieme alla squadra di Bojack Horseman, allora i giri salgono eccome e ogni episodio successivo ti prende sempre di più.
E per chi ama fare binge watching sono solo trenta minuti alla volta, per cui passa velocissimo.

martedì 16 giugno 2020

ARTEMIS FOWL, OVVERO LA DIMOSTRAZIONE CHE QUALCOSA ALLA DISNEY NON VA



Allora, partiamo dal presupposto che tutti i remake in live action dei classici Disney hanno la stessa valenza della corazzata di Fantozzi.
Quindi cosa fa la DISNEY? Ogni tanto realizza dei film standalone piuttosto belli tipo Togo di cui ho parlato QUI.
Poi ti arriva il solito creativo geniale che dice: "Ehi, ma se alla Warner hanno fatto il botto con Harry Potter, perché non facciamo anche noi un franchise basato su dei libri fantasy?".
E va a proporre la saga irlandese di Artemis Fowl che io non ho mai letto, ma pare sia carina.
Si prende un Kenneth Branagh e gli fai dirigere Colin Farrell, Judi Dench, Josh Gad ed ecco che...
Niente...
Il vuoto cosmico!!!
Io di rado non ho terminato un film, ma questo l'ho mollato ancora prima della metà perché è riuscito a farmi completamente disinteressare a storia e personaggi.
Lasciamo stare i nomi italiani che arrivano comunque dalla traduzione del libro, ma che sicuramente fanno un po'imbarazzante (Cantuccio, Tubero, Spinella Tappo) un po' come la città di Bregna di Aeon Flux che dai, non ditemi che non ha un nome imbarazzante...
A differenza di Harry Potter in cui Columbus ci faceva entrare in empatia con i ragazzini fin da subito, qui Branagh è talmente frettoloso e didascalico che ti sbatte in faccia una serie di cose che resti lì tonno con un "embè" tatuato sulla faccia.
Poi mi cominci il film con Josh Gad che pare il gemello di Hagrid

ti vien per forza da pensare che dietro ci sia tutto un complotto per creare in fretta e furia una serie di film come quelli del maghetto occhialuto.
Probabilmente ci saranno stati anche dei tagli dato che dura solo 90 minuti (dei quali, ripeto, ne ho visti solo 40 scarsi), ma non me la sento proprio di verificare se una edizione integrale sia migliore di questa inutile baracconata fatta chiaramente solo con il simbolo del dollaro negli occhi come succedeva a Zio Paperone.
E vogliamo parlare del doppiaggio? No meglio di no...
Eeee niente... oggi son così.

100 ANNI DI ALBERTONE



Si festeggiano i 100 anni della nascita di Alberto Sordi, uno dei nomi storici del cinema italiano e ognuno di noi ha sicuramente il suo film preferito, che sia Un Americano A Roma, Il Marchese Del Grillo, Un Borghese Piccolo Piccolo... la lista sarebbe infinita, con tutti i personaggi che ha portato sullo schermo, ma tutti avevano una caratteristica del cinema di quel periodo, cioè quel fuori sincrono straniante del labiale che ogni tanto saltava fuori a causa del doppiaggio che pronunciava parole a volte completamente diverse. Eh ma si usava fare così, erano rari i film con il recitato in presa diretta.
Tecnicismi a parte, Alberto Sordi dalle mie parti io lo ricordo con piacere in un film da lui stesso diretto e dal sapore sci-fi che era Io E Caterina, anche per la presenza di Edwige Fenech (son buongustaio eh), nel quale finiva soggiogato da una cameriera robot 

la cui voce era della doppiatrice Daniela Caroli, nota anche nel mondo Anime per moltissimi personaggi, ma non ho mai saputo chi fosse rinchiusa in quel guscio di plastica a darle le movenze. Anzi se qualcuno lo sapesse me lo scriva, grazie.
Essendo io comunque una canaglia, per ricordare Sordi posto quella famosa apparizione televisiva insieme alla Carrà nel celebre Tuca Tuca... enjoy!!!


lunedì 15 giugno 2020

GEMINI MAN (OVVERO IL WILLYFILM NON È COSÌ BRUTTO COME LO SI DIPINGE)



La critica ha remato talmente tanto contro il nuovo film di Will Smith che pensavo di farmi quattro risate vedendo una cosa trashissima, perché diciamocelo, l' ex Fresh Prince ha collezionato una serie di film discutibili, e invece...
Beh non è certo un capolavoro, ma l'ho trovato ben realizzato e con un finale (finalmente) senza cliffhanger malandrini e che esprime positività. 
La Weta Digital fa un egregio lavoro con la versione giovane di Will e non c'è quella goffaggine di De Niro in The Irishman; ovviamente perché si parla di due attori con età diverse.
E poi un' ottima regia di Ang Lee e una bella, anzi stupenda fotografia che mi ha ripagato dal buio sfocato di In The Vast Of Night che avevo visto pochi giorni prima e di cui ho parlato QUI.
Inoltre c'è Mary Elizabeth Winstead, cioè la Ramona coi capelli viola di Scott Pilgrim 

quel delizoso film di Edgar Wright di cui ho parlato QUI e dal quale sono usciti tanti di quei nomi che ora sono strafamosi.
Per cui... Beh ok sono un po'di parte, ma giuro che vale la visione.

domenica 14 giugno 2020

GODSPELL (E GUARDA UN PO' CHI TI CI TROVO?)



Molti anni fa ho visto in tv questo musical del 1973 (io adoro i musical) che è un po'un Jesus Christ Superstar un po' meno super, ma comunque bello; poi l'ho rivisto ancora, e poi ancora e me lo sono infine anche registrato in VHS.
Ma solo pochi giorni fa ho realizzato che quel Victor Garber 


che interpretava il Messia era lo stesso Victor Garber che conosco oggi!!!

Mai più l'avrei immaginato che il compassato Dr. Stein di Legends Of Tomorrow  avesse questo passato hippie...


venerdì 12 giugno 2020

I PANDEMONIUM, AMEDEO MINGHI E IL LEGAME CON GLI ANIME GIAPPONESI



Pandemia e Pandemonio, due parole di attualità che ho usato anch'io insieme in questo post QUI, ma che subito dopo mi hanno ricordato un gruppo vocal/teatrale della scena romana che era in voga negli anni 70 negli spettacoli di Gabriella Ferri e Gigi Proietti ed è tuttora operativo, seppure con le dovute modifiche alla formazione.
Formazione appunto che all'inizio includeva anche un giovane Amedeo Minghi 

(di recente ricoverato in ospedale per problemi di salute, ma non a causa del Coronavirus) ancora lontano dal Dududù Dadadà e il capello platinato anni 80, ma che fa ancora parte del gruppo quando esce il suo primo singolo "L' Immenso":

Io li scopro più tardi, nel 1977 con una canzone di "successo", nel senso che era stata lanciata dal programma del sabato sera di Vianello e Mondaini, Noi No, e le radio private la passavano parecchio, che è "Barista" cantata con Giorgio Bettinelli, guest star in quell' occasione.

Dopodiché l'anno successivo me li trovo al Festival Di Sanremo dietro a Rino Gaetano che canta "Gianna" e loro fanno il coro finale della canzone.

Il gruppo vi partecipa anche da protagonista nel 1979 con una canzone che un po' tutti conoscono, ma forse senza sapere che erano loro a cantarla, e anzi probabilmente vengono anche confusi con gli Squallor: "Tu Fai Schifo Sempre":

Titolo certamente anomalo in una scena musicale che ci teneva che la rima cuore-amore fosse la regola.
Ovviamente non vincono, ma acquistano una maggiore popolarità che li porta ad incidere persino tutta una serie di sigle per gli anime che stanno invadendo l' italia, mascherandosi però dietro a vari pseudonimi tipo Galaxy Group:

E gira gira ecco che il cerchio si chiude e vedi che anche Amedeo Minghi, grazie alla teoria di quei famosi "sei gradi (circa) di separazione", è legato ai cartoni giapponesi.

giovedì 11 giugno 2020

AL BANDO VIA COL VENTO?



Hbo Max ha tolto dalla sua piattaforma il famoso polpettone di Victor Fleming a causa di insinuazioni razziste che in questi giorni sono il leit-motiv dei tg quasi più del Covid-19.
Secondo i comunicati stampa, il film dovrebbe ritornare disponibile con un' introduzione che spiegherebbe il contesto storico, ma mi pare chiaro che nessuno sospetterebbe che la storia sia ambientata ai giorni nostri.
Fatto sta che la censura continua a colpire le piattaforme streaming come era successo con la Sirena A Manhattan di cui ho parlato QUI.
Ma dato che se voglio vedere Via Col Vento mi metto su il mio bel Raggioblù, posso dire, come Rhett Butler, "Francamente, mia cara... me ne infischio!!!".

THE VAST OF NIGHT - L' IMMENSITÀ DELLA NOTTE



Tipico caso di film con un'idea di partenza fighissima (anni 50, deejay della radio e astronavi aliene), che se fosse finito nelle mani giuste di uno Spielberg, Zemeckis o Howard sarebbe diventato qualcosa di grosso.
E invece al di là dei premi ricevuti a festival indipendenti c'è molta noia che pervade il tutto.
Se l'idea intrigante del deejay vs. alieni era già presente in una famosa canzone dei Carpenters di cui ho parlato QUI, il risultato zoppica un po', a
partire dalla lunga, interminabile introduzione con discorsi che sanno di vuoto (se escludiamo la citazione su un futuro con minitelevisori che terremo in mano per parlare con la gente) e non portano a niente se non a farci girare per mezz'ora con i protagonisti per la cittadina di notte, vedendoli praticamente sempre di spalle, ripresi con una steadycam che li pedina, male illuminati e pure sfocati, in lunghi piani sequenza come se la ripresa fosse amatoriale.
Perché ok che l'atmosfera è notturna, ma vedere un film così è francamente stancante.
Peccato perché era carina anche l'idea di far partire le immagini come se fosse una vecchia serie tv, che palesemente omaggia Ai Confini Della Realtà di cui ho parlato QUI.
L'ho visto fino alla fine perché l'argomento comunque mi interessava e il finale va per fortuna in crescendo alzando un pochino l' asticella, ma ammetto di aver fatto tanta fatica.
P.s.
Anche i Pooh nel 1977 cantavano di un deejay che faceva il turno di notte alla radio, ma la storia ingranava molto meglio:



tra le mie sigarette, e il piatto che gira, la luce è sciolta nel caffè...

mercoledì 10 giugno 2020

ADDIO A PAU DONES ALIAS JARABE DE PALO



Quella brutta bestia del cancro si è portato via un altro nome della musica a soli 53 anni.
Pau Dones, meglio conosciuto con il nome della band che aveva e di cui ha mantenuto il marchio nonostante i cambi di formazione, identificandosi così con essa, cioè Jarabe De Palo e che significa letteralmente e simpaticamente Sciroppo Di Legno, come dire Manica Di Legnate.
Carriera quindi breve, ma molto seguito in Italia grazie a collaborazioni con Jovanotti e i Nomadi e un paio di hit ben piazzate che sono rimaste nel cuore del pubblico.
Ed è proprio con queste che voglio ricordarlo e salutarlo.


Ciao Pau.

martedì 9 giugno 2020

1917, IL GIOCO DEL PIANO SEQUENZA



Realizzare un film in piano-sequenza vero è un esercizio di stile al quale sono arrivati in pochi.
Ultimamente abbiamo visto parecchie scene in piano-sequenza in diversi film, anche se non sono quasi mai veri e ci sono in realtà dei montaggi digitali fatti molto bene.
Questo film di Sam Mendes sembra tutto fatto così, tranne un paio di stacchi netti, mentre invece ricorre alle suddette tecniche digitali per mixare le scene come se fossero una ripresa continua.
Al di là dei tecnicismi, comunque il film è stupendo e George McKay regge la scena dall' inizio alla fine talmente bene che riesce a far passare in secondo piano i camei dei nomi più altolocati.
È un film di guerra, ma niente a che vedere con altri film del genere.
Qui sei con il protagonista come se stessi giocando sulla PlayStation e ti senti parte della sua corsa disperata contro il tempo per salvare 1600 soldati da una sicura strage.
E la cosa più bella è che pare sia tratto da un racconto di una storia vera da parte del nonno del regista.

Regista che ho già amato in pellicole precedenti (Skyfall, American Beauty) e che si conferma tra i miei preferiti con questa.


lunedì 8 giugno 2020

LIEBSTER AWARD E I BLOG CHE SEGUO

Parto ringraziando Cassidy del blog La Bara Volante per avermi nominato in questa cosa che, essendo abbastanza neofita della blogosfera, non so neanche bene cosa sia, ma mi accingo a rispondere alle 11 domande previste.
Qui sotto trovate il regolamento!
1. Ringraziare il blogger che ti ha nominato, fornendo anche il link al suo blog.
2. Rispondere alle 11 domande ricevute.
3. Nominare altri 5-11 blogger.
4. Chiedere 11 domande ai blogger nominati.
5. Avvisare i blogger che sono stati nominati.

E a sto punto via con il questionario:

1.Prodotti artistici o prodotti industriali? Arte di consumo o arte pura?

Partendo dal presupposto che adoro i film fracassoni direi prodotti industriali, ma se non sono fatti bene diventano delle oscenità inguardabili, per cui entra in gioco il prodotto artistico. Perché alla fine diciamocelo, il cinema va preso per quello che è, per cui magari oggi ti esalti con un cinecomics, ma il giorno dopo ti ritrovi con un film che ti tira un pugno nello stomaco e ti fa ragionare o un altro che smuove certi sentimenti che credevi non esistessero in te. Di conseguenza non mi sento di essere troppo selettivo e prendo quello che mi provoca delle buone sensazioni. Che sia Scorsese o Neri Parenti poco importa.

2. Ti senti più un tipo nordico o mediterraneo?
Sicuramente nordico e lo posso desumere dalle vacanze (una) fatte in Grecia e quelle (più volte replicate) a Londra che, anche se è guidata da personaggi arcaici ormai fuori dal tempo, ha sempre un grande fascino.
E poi sono fan dei Beatles da sempre e le mie serie preferite arrivano dal Regno Unito.
Stop, mi fermo sennò faccio le valigie e chiedo la cittadinanza alla Betta...

3. Preferisci le cose che si sentono o le cose che si vedono?
Dato che nel blog tratto di cinema, tv e musica, e sono strettamente collegati, mi risulta difficile scindere le due cose che pure loro sono strettamente collegate.
Forse, essendo amante delle passeggiate con le cuffiette, propendo per le cose che si sentono (ho recentemente scoperto anche gli audiolibri) e la radio mi segue fedele in casa e in macchina.
Alla sera però passo inevitabilmente le mie due ore davanti ad un film o una serie tv perché le considero sempre delle ottime forme di intrattenimento.

4. Ti inondi nei social? Ti mantieni distante? Li rifiuti?
Il giusto. Non in maniera maniacale. Niente foto di gattini o di quello che mangio oggi o selfie con la faccia da pirla (che poi sarebbero al naturale, ecco).

5. Hai un criterio di organizzazione del blog?
Se per organizzazione si intende avere delle rubriche con scadenze regolari, quello no. Anzi vado a istinto, secondo quello che vedo o sento di musica, cinema, notizie.
L'unica cosa che cerco di rispettare è di pubblicare un solo post al giorno per una mia fissa personale per la quale sento il blog come un diario.

6. Programmi molto i tuoi post o “pubblichi” a istinto quando capita?
Come ho detto sopra, li pubblico quando capita. Anzi, dalla scrittura alla pubblicazione di solito passano anche diversi giorni durante i quali rimaneggio più volte quanto preparato e il più delle volte divago anche partendo dal post fino a cose lontanissime (in apparenza), ma che per me hanno un perché.
Poi capita il post istantaneo legato a qualche fatto di cronaca, ma anche su quello ci smanetto come minimo un'ora prima di pubblicarlo.
E non è raro che poi vada a fare qualche ulteriore modifica anche dopo pubblicato.

7. Come ti approcci alle tematiche femministe?
Rispetto le idee di tutti e tutte, perché il rispetto e la cosa più sacrosanta che ci sia, specie in periodo di MeToo, ma non saprei dire granché di tali tematiche.
Frequento comunque con grande piacere molti blog gestiti da donne/ragazze, blog interessanti anche per uno come me che ama il cinema fracassone. Diciamo che tirano fuori la mia parte femminile. Ma attenzione che da Bobby a Boob è un attimo eh...

8. Rapporto con la TV: la guardi? e se sì cosa guardi?
La TV trasmessa in diretta la guardo in occasioni particolari come il Festival Di Sanremo o vari talent show.
Fuggo come la peste quei talk show dove tutti sanno tutto di tutto e si gridano in faccia.
Ricordo però che per caso stavo vedendo la Toffanin che intervistava Tomas Milian e, mentre lui stava parlando della sua vita e dei problemi che ha avuto, lei lo interrompe per dare la pubblicità e lui, elegante come da copione, si inalbera un attimino e dice "Ennò eh, se nun te ne frega 'n cazzo de quello che te sto a dì nun me invità nemmeno". Ecco quel momento sono contento di averlo captato così per caso perché è stata una delle ultime apparizioni di Tomas, vero come nei suoi personaggi.
Sennò sono fisso sulle piattaforme streaming che perlomeno ti fanno godere film e serie senza spot rompimaroni che ti lancia la Toffanin.

9. A livello musicale sei da oggetto (compri CD, vinili ecc.) o vivi bene anche i file?
Ho avuto e ho tuttora pacchi di vinili, ma stanno in cantina perché non ho più il macchinario obsoleto atto a farli suonare, ma le stesse cose le sento anche tramite i file che mi porto dietro durante le passeggiate/corsette. E suonano meglio delle cassette che giravano nel walkman😀.

10. Ti consideri un eterno bambino o preferisci essere adulto?
Come ho già scritto in diversi commenti e post, condivido i Coma-Cose quando citano la sindrome di Peter Pan Di Stelle.
Sennò non terrei un blog di questo tipo, cioè improntato sulla leggerezza (almeno spero che si capisca che l'intenzione è questa).
Magari "da grande" cambierò tutto, ma per ora sto così.

11. Sei ordinato o disordinato? Riesci a spiegare la tua posizione in proposito?
Il "mio" ordine visto da altri è disordine.
Secondo me ognuno ha il suo modo di ordinare le cose, che siano libri, dvd o calzini nei cassetti.
E poi finché trovo a portata di mano le cose che mi servono, perché dovrei seguire un altro schema?
Anzi non ricordo chi, ma sono sicuro che qualcuno ha detto che il disordine è creatività... e se non l'ha detto nessuno finora, beh... l'ho detto io.

Con questo spero di aver dato un ritratto di come può essere una canaglia strapezzente e cafone come soleva dire quella Leia, e giro le stesse domande a chi vuole partecipare, perché per inventarne altre ci vuol fantasia e, come disse Ringo Starr nel film Yellow Submarine, "Io non ho fantasia".

Nell' elenco dei blog che seguo, oltre quello di Cassidy che ho linkato all' inizio, ce ne sono molti che hanno già aderito, ma alcuni non ancora, per cui se vorranno potranno partecipare.


Se avessi dimenticato qualcuno, fatemelo notare e perdonatemi... ho appena fatto la Rotta di Kessel in meno di dodici parsec e sono ancora un po' rintronato😀.

domenica 7 giugno 2020

QUANDO LA TV TI INSEGNAVA L' INGLESE CON LA FANTASCIENZA


Ecco una serie tv della BBC nata con intenti particolari, "Slim John", in cui oltre al racconto fantascientifico con androidi alieni alla conquista della terra e duplicati (replicanti ante-litteram), si aggiunge anche un corso di lingua inglese che veniva fatto apparentemente agli androidi del telefilm, ma in realtà era fatto per il pubblico televisivo.
Uno degli androidi (Robot Five) faceva amicizia con due ragazzi londinesi che lo ribattezzavano simpaticamente Slim John, essendo lui effettivamente uno spilungone.

Mi spiace per la scarsa qualità del video, ma è l'unico reperibile al momento perché temo che nemmeno in UK sia stato pubblicato in dvd.
La Rai lo mandava in onda al mattino nel programma "Una Lingua Per Tutti",
e ricordo di averlo seguito un po', non tanto per imparare la lingua, ma per la storia sci-fi proposta che mi intrigava parecchio; o forse era colpa di Juliet Harmer, 

la biondina protagonista anche di un episodio di Attenti A Quei Due 

di cui ho parlato QUI (potrebbe essere.. mah...).
Altre lingue proposte nel programma erano il francese con una storia di guerra e lo spagnolo del quale però non ho il minimo ricordo, anche perché Juliet Harmer lì non c'era...