domenica 17 maggio 2026

L'UOMO CHE SAPEVA TROPPO (SUL VISTAVISION)

 Ha appena compiuto ieri 70 anni L'Uomo Che Sapeva Troppo di Alfred Hitchcock,


perlomeno per la sua uscita negli Stati Uniti, mentre in Italia arriverà il 6 settembre dello stesso anno. 
Film che è un remake di una pellicola precedente sempre di Alfred, ma di vent'anni prima, in bianco e nero e di produzione britannica, e che è famoso anche per la canzone QUE SERÀ SERÀ cantata da Doris Day.

Inoltre, come si legge sulla fotobusta in alto, il film era stato girato a colori in VistaVision che è un formato cinematografico ad alta definizione introdotto dalla Paramount nel 1954. 
Questo metodo raddoppia quasi la dimensione del fotogramma, garantendo un'immagine più nitida, dettagliata e panoramica, spesso utilizzata per kolossal e, più recentemente, per effetti speciali (l'ha usato George Lucas per Star Wars - Una Nuova Speranza per non perdere in qualità nei passaggi di post-produzione) e pellicole che ricercano una resa visiva superiore.
Nato come risposta alla televisione e al CinemaScope, offre un'immagine con grana finissima, colori pieni e profondità di campo elevata. ed è tornato in auge di recente per produzioni che cercano di ricreare un look epico e analogico, come il film The Brutalist.
Tornando al film di Hitchcock con James Stewart e la già citata Doris Day, questo racconta di una famiglia americana in vacanza che, dopo aver assistito accidentalmente a un omicidio a Marrakech, subisce il rapimento del figlio per evitare che rivelino i dettagli di un piano di assassinio politico internazionale. 
E naturalmente c'è il classico cameo di Alfred che appare di spalle tra il pubblico che assiste ad uno spettacolo.

Impossibile non notarlo. 

sabato 16 maggio 2026

BEACH BOYS - PET SOUNDS: I BOYS CRESCONO

 Non è dei Boys della serie tv su Prime Video che si sta parlando oggi, ma degli spiaggiaroli Beach Boys, quelli che esattamente sessant'anni fa pubblicavano Pet Sounds,


album che è considerato fondamentale perché ha rivoluzionato la musica pop fino ad allora considerata un mezzo di semplice intrattenimento, facendola diventare una nuova forma d'arte ben più complessa. Questo perché dopo la surf music di prima, che ha fatto comunque sfracelli, qui Brian Wilson, da sempre la mente del gruppo, ha introdotto SUONI ORCHESTRALI su testi intimisti

ed ha aggiunto sperimentazioni sonore, influenzando capolavori che arriveranno in seguito come SGT. PEPPER dei Beatles secondo quanto dichiarato da George Martin in persona, ovvero il produttore dei quattro di Liverpool che nelle loro canzoni curava ogni dettaglio e in particolare gli arrangiamenti orchestrali, per esempio in The Long And Winding Road, che in origine, così come era stata concepita da Paul Macartney, suonava semplicemente COSÌ

prima dell'intervento di George.
Come ho scritto prima, in Pet Sounds si sperimenta perché si suona utilizzando strumenti inusuali (armonica basso, campanelli, strumenti a fiato, percussioni etniche) mentre i testi abbandonano i temi leggeri (surf/auto) per esplorare emozioni profonde, insicurezze, ansia e malinconia, rendendolo uno dei primi veri album d'autore.

Nonostante la sperimentazione dei suoni, l'album mantiene le caratteristiche ARMONIE VOCALI dei Beach Boys, elevandole anche ad un livello superiore in un album che è stato voluto come una specie di concept e non come una raccolta di singoli, volendo puntare l'attenzione sulla qualità dell'intero disco che è al contempo sperimentale, emozionale e orecchiabile.
E comunque, sempre a proposito di "beach" già le nostre riviere si stanno riempiendo di turisti in fuga dalle metropoli per il classico "posto al sole", magari ascoltando questo sabato anche i Beach Boys e i Beatles oltre a guardare in tv la finale dell'Eurovision Song Contest (a proposito, la seconda semifinale ha mostrato canzoni una più insulsa dell'altra eccetto giusto un paio) per tifare Sal Da Vinci... perché no? 

venerdì 15 maggio 2026

THE BEAUTY: LA BELLEZZA A CARO PREZZO

 Ryan Murphy dopo le STORIE AMERICANE D'ORRORE continua a scavare a fondo, qui con Matt Hodgson, nelle perversioni umane e torna con una nuova serie altamente disturbante dove la bellezza da top model si può ottenere, si, chiunque tu sia, ma il prezzo da pagare è molto alto.


The Beauty non risparmia scene di sesso e body horror, con in parallelo l'indagine su strani decessi portata avanti da due detective di cui la parte maschile è Ashton Kutcher. 
Essendo che l'azione passa anche per l'Italia, ci pensa Riccardo Scamarcio a rappresentare brevemente le forze dell'ordine nostrane. 
Speciale il quinto episodio che ci porta in un lungo flashback con l'apparizione di altre guest-star d'eccezione come Isabella Rossellini

(bizzarra presenza la sua pensando al film La Morte Ti Fa Bella) che rimane per diversi altri episodi, Vincent D'Onofrio e Peter Gallagher. 
Ma non solo qui appaiono gustose ospitate perché già il primo episodio è aperto dalla modella Bella Hadid alla sua terza prova davanti alla macchina da presa e in una lunga scena così adrenalinica che ti lascia a bocca aperta, specie per come si conclude.

Inoltre ci sono altri episodi che si distaccano apparentemente dalla trama principale focalizzandosi su qualche personaggio secondario, ma che poi ritroviamo collegati a qualche evento che avevamo già visto in precedenza, come in un gioco di incastri alla Christopher Nolan. 
Guardando la serie, che al momento si chiude lasciando tutto maledettamente in sospeso con 11 episodi, per certi versi non può non venire in mente THE SUBSTANCE con Demi Moore anche se nel prodotto di Murphy/Hodgson non abbiamo doppioni invidiosi e la bellezza, oltre che con le sostanze chimiche iniettate, arriva anche in un modo completamente diverso che non rivelerò assolutamente. 
Posso solo dire (e lo si vede appunto già dalla prima bomba di sequenza di cui ho parlato sopra) che è un pò come la canzone degli Homo Sapiens di cui ho parlato TEMPO FA... Bella Da Morire... 

giovedì 14 maggio 2026

LA RIVINCITA DEI NERDS HA PERDUTO "ORCO"

 Era il 1984 e nelle sale usciva La Rivincita Dei Nerds, film comico demenziale che ha avuto altri due seguiti e un film tv.


I nerds del titolo sono dei ragazzi tutt'altro che atletici, ma molto intelligenti, che entrano nel classico college americano dove inevitabilmente si scontrano con i classici studenti bulli dominanti e dediti al football americano che spadroneggiano appoggiati dall'allenatore che ha più voce in capitolo del direttore. 
È cosa ben nota infatti che i buoni risultati sportivi ottenuti in quei contesti vanno a contribuire nei crediti universitari degli studenti coprendo le loro mancanze. 
Da quella parte stava il personaggio estremamente ottuso di Orco

interpretato da Donald Gibb che purtroppo è morto a 71 anni.
Inutile dire che già il titolo del film, nonché la sua locandina, fanno capire come andranno le cose. 
Da notare che gli altri protagonisti del film erano ROBERT CARRADINE della ben nota famiglia, e Anthony Edwards che ritroveremo due anni dopo in Top Gun nel ruolo di Goose e poi nella serie tv E.R. Medici In Prima Linea.

E sempre a proposito di tv se n'è andato a 87 anni anche Ted Turner che nel 1980 fondò insieme a Reese Schonfeld l’emittente CNN, la prima negli Stati Uniti dedicata solo alle notizie 24 ore su 24.

Ted era affetto da tempo da una grave malattia degenerativa. 
Goodbye Donald & Ted. 

mercoledì 13 maggio 2026

ANCHE I VAMPIRI INVECCHIANO E ALCUNI VANNO ALL'EUROVISION

 Stiamo parlando di quel vampiro che si chiama Edward Cullen che, con il volto emaciato di Robert Pattinson


ha fatto sospirare le ragazzine al cinema nella saga di Twilight della quale ho visto il primo film, molto carino, ma non i sequel (non è detto che non li recuperi prima o poi). 
Oggi Robert, della nuova generazione di Hollywood dopo aver fatto il modello, compie 40 anni, per cui auguri, e la saga tratta dai libri di Stephenie Meyer gli ha dato quel lancio che gli serviva verso il successo dopo alcuni ruoli secondari come nel 2005 nel quarto capitolo della saga di Harry Potter. 
Dopo TENET di Nolan, nel marzo 2022 si nasconderà pure lui sotto il cappuccio del Cavaliere Oscuro in THE BATMAN dove veste i panni del protagonista Bruce Wayne. Vampiri o cavalieri oscuri a quanto pare ce ne sono stati anche all'Eurovision Song Contest di ieri sera con la prima semifinale e arrivano dalla SERBIA


con un look molto goth, forse anche troppo, e comunque hanno passato il turno. Emozionante, quasi commovente invece  l'esibizione del nostro SAL DA VINCI aperta da un boato del pubblico e conclusasi con una vera e propria ovazione per il cantante napoletano che è apparso lui stesso molto emozionato. 


In chiusura permettetemi di aggiungere un altro piccolo omaggio fotografico realizzato con l'intelligenza artificiale (finché si usa così direi che non ci sono problemi) per una mia amica finlandese Rita (potete seguire il suo blog QUI) che sta scoprendo in questi giorni la saga di Star Wars e ne racconta le sue impressioni, ma che dal canto suo si sente molto affine allo Spock di Star Trek con i suoi ragionamenti strettamente legati alla logica.

Logica che sarebbe un bene se fosse seguita anche dai grandi potenti della Terra, ma sappiamo che non sempre è così... 

martedì 12 maggio 2026

IL DIAVOLO VESTE PRADA 2: VENT'ANNI SONO PUR SEMPRE VENT'ANNI

 Ci dev'essere un'organizzazione di haters preposta a gettare fango su ogni cosa che esce ultimamente, così a priori.


Lo dico perché già in altre occasioni ho letto recensioni negative su produzioni diverse e che poi, per il mio gusto personale, si sono rivelate infondate, e inevitabilmente la storia si è ripetuta anche per Il Diavolo Veste Prada 2, definito sui social come un sequel inutile, fatto con i piedi e soprattutto doppiato male in italiano. 
Ecco, avendo visto il film come avevo promesso, su quest'ultimo punto posso essere anche d'accordo, ma solo per il personaggio di Nigel interpretato da Stanley Tucci al quale Gabriele Lavia

dà, come nel primo film, quella particolare cadenza da macchietta gay figlia dei più classici stereotipi omofobi, cosa che differisce dalla recitazione originale (si, sono andato ad ascoltare per avere una conferma) dove Stanley tiene un tono sofisticato, è vero, ma mai fastidioso o eccessivo. 
Criticata anche la voce di Maria Pia Di Meo su Meryl Streep praticamente da sempre, mentre io l'ho trovata perfettamente coerente con il personaggio di Miranda che ha, come nel film, vent'anni in più sulla schiena e penso sia normale prendere un tono leggermente più affaticato, seppure Meryl sia da applauso già solo con le espressioni che assume in scena quando si trova ad interloquire con qualcuno che non rispecchia la sua approvazione, e succede spessissimo. 
Così, per la cronaca, Maria Pia ha dieci anni esatti in più di Meryl,

tanto per dire era lei che dava la voce italiana ad Audrey Hepburn in Colazione Da Tiffany, e comunque ritrovare le stesse quattro voci italiane di vent'anni fa ci stava anche per Emily Blunt, ma non ricordavo che Anne Hathaway in quel primo film già non fosse doppiata dalla solita Domitilla D'Amico, ma da Connie Bismuto

che, sempre andando a sentire l'audio originale, dà al personaggio di Andy qualcosa in più che invece la recitazione di Anne mantiene spesso ad un livello monocorde. 
Ecco... quello che ho trovato di poco azzeccato in questo sequel è veramente poco, e certamente nel primo episodio c'era il solito effetto sorpresa che qui manca dato che con Miranda in scena già ti aspetti un certo tipo di comportamento cinico verso i suoi interlocutori. 
Sulla trama avevo già dato una piccola ANTICIPAZIONE in occasione dell'uscita nelle sale, ma aggiungo una piccola nota sulla scena che chiude il film e che, per certi versi, mi ha ricordato l'ultimissima inquadratura di Arancia Meccanica in cui si vede Alex DeLarge che torna a fare sesso superando il condizionamento della Cura Ludovico e nel voiceover esclama: "Ero guarito, eccome!".

lunedì 11 maggio 2026

LA COSA: IL RITORNO (MA NON È UN SEQUEL)

 Oltre quarant’anni dopo essere stato accolto freddamente da pubblico e critica, ma solo per una questione di altri alieni concorrenti e rassicuranti in quel periodo (leggi E.T. di Spielberg), LA COSA, capolavoro horror di John Carpenter del 1982, torna con un nuovo documentario-evento di oltre cinque ore dal titolo The Thing Expanded.


Prodotto dallo stesso team che ha realizzato Aliens Expanded su Aliens Scontro Finale e In Search of Darkness che invece fa una panoramica sul cinema horror, questo documentario mostra il dietro le quinte della creazione di uno degli horror (ripeto, dopo essere stato rivalutato) più determinanti e influenti della storia del cinema. 
Diretto da Ian Nathan, esplora la produzione del film, il suo impatto, le difficoltà delle riprese, e in particolare il finale non finale che continua a dividere il pubblico dopo oltre quarant’anni, perché in effetti tutto rimane in sospeso tra i due sopravvissuti che hanno entrambi motivi validi per sospettare l'uno dell’altro e funziona benissimo così. Forse anche per questo motivo non ne è mai stato realizzato un sequel (saggia scelta), ma invece un prequel che termina esattamente dove inizia questo film, ma che utilizzava un pò troppa CGI. 
Ci sono interviste esclusive a John Carpenter, Kurt Russell, Keith David, Guillermo del Toro, Eli Roth, Frank Darabont, Dean Cundey. 
Per correttezza c'è da dire che anche il DVD conteneva già un lungo backstage, ma solo in inglese e senza sottotitoli italiani, e molto più contenuto nella durata, ma ugualmente ampiamente esaustivo specie per quanto riguarda l'incredibile lavoro sugli effetti speciali tutti reali sul set, merito di Rob Bottin



(senza alcuna CGI) e lavoro che in tv, su Italia 1, è stato sempre censurato tagliando via intere sequenze perché veramente poco indicate per chi non sopporta spettacoli sanguinolenti. 
Difatti qualcuno sventurato mi aveva detto di averlo visto in tv e di non averlo trovato così horror. 
Per i fans che hanno effettuato il preordine tramite la piattaforma ufficiale (che non posto perché mica sono un ufficio promozionale,eh...), il Blu-ray sarà disponibile a giugno 2026, una volta completata la produzione. 
A partire dal 7 maggio, il progetto è invece già accessibile per tutti esclusivamente in formato digitale (sempre a pagamento) attraverso il sito ufficiale (si trova con Google) fino al 21 maggio e comprende, oltre al download del documentario The Thing Expanded, anche la colonna sonora ufficiale digitale firmata da Ennio Morricone e un libretto in PDF. 
Ma tutto sommato io sono già a posto così con quello in mio possesso. 

domenica 10 maggio 2026

MAMMA! I POLICE!

 Auguri con il classico omaggio floreale a tutte le mamme,


sempre importanti in ogni giorno dell'anno anche se ormai siamo adulti, e oggi in più lo farò pure nel modo meno banale del mondo mettendo sul piatto una canzone dei Police dal titolo appunto MOTHER, ma non è esattamente la canzone più dolce dell'universo


e, nonostante le apparenze sonore, non lo era nemmeno la sua omonima dei Pink Floyd che avevo postato nella stessa occasione NEL 2021
Inoltre non aspettatevi l'angelica voce di Sting a deliziarvi le orecchie poiché è invece il chitarrista Andy Summers a cantarla nel modo più ruvido possibile tanto da sembrare Tom Waits posseduto da Johnny Rotten. 
In effetti da quel Synchronicity del 1983 pieno di pezzi raffinati che facevano come da anticipazione della successiva carriera solista di Sting, era il brano che allora mi era piaciuto di meno perché lo trovavo completamente fuori posto, ma riascoltandolo adesso (erano almeno 40 anni che non lo sentivo) riesce a provocarmi nuove sensazioni quasi psichedeliche con quel suo inaspettato stile arabeggiante. 
Sicuramente non sarà la stessa cosa per tutti... ma lo sapete che sono pur sempre una canaglia... 

sabato 9 maggio 2026

STAR IN PASSERELLA E MUSICA DA PAURA

 Il Met Gala, l'appuntamento annuale della moda, finisce sempre in prima pagina e anche lo scorso lunedì c'è passato il meglio e il peggio dello stile mescolato in uno spettacolo che ha regalato i migliori momenti virali


con la modella Heidi Klum trasformata, grazie ad ore di trucco, in una vera e propria statua vivente (abituata a queste "mutazioni" essendo in passato diventata anche la versione orco di Fiona di Shrek) e Katy Perry in un outfit con volto mascherato e mani con sei dita come citazione delle aberrazioni fisiche presenti spesso nelle immagini generate dalla A.I.,

perlomeno quella più a buon mercato che poi, dopo che ti sei abituato a non farne più a meno, ti chiede di pagare cifre spropositate per andare avanti come è già capitato anche ad aziende di una certa importanza. 
Eh si, perché da sempre la grande richiesta fa salire i prezzi (ma per quale concreto motivo poi?). 
Quindi star dello spettacolo e della musica internazionale in passerella lunedì scorso e invece le star del cinema nostrano mercoledì sera sono passate su Rai1 per i David di Donatello presentati da Bianca Balti e un logorroico Flavio Insinna che ha fatto un'introduzione confusionaria che di più non si poteva, rimarcando più volte il fatto di voler essere rapidi per le nuove direttive secondo le quali la prima serata non deve più protrarsi fino ad orari da vampiri, ma allungandosi talmente tanto nei preamboli che pareva non riuscire più a concludere il discorso. 
Discorso lunghissimo anche quello della prima premiata della serata Matilda De Angelis, anzi così farcito di luoghi comuni, retorica e opportunismi che anche lì sembrava non trovare un punto d'arrivo dato che già le 22.00 erano passate perché in apertura c'era stata anche la perfetta esibizione di Annalisa con BANG BANG

seguita da Esibizionista e i licantropi ormai stavano già preparandosi ad uscire. 
Vabbè, vampiri e altri mostri fanno comunque parte del cinema, a volte anche QUELLO ITALIANO, ma anche della musica del nostro sabato che oggi, oltre ad aver citato l'apertura dei David di prima (la canzone nella versione di Nancy Sinatra con quella particolare chitarra in effetto tremolo apriva Kill Bill Vol. 1 di Tarantino), posto qui con gli australiani Tame Impala ft. Jennie (cantante sud coreana) e la loro DRACULA

con tanto di campana a morto che fa sempre una certa atmosfera da film horror, anche se sappiamo bene che quel genere di film non soddisfa molto i gusti di chi assegna gli Oscar e premi simili. 
Ma il premio Oscar alla carriera oggi va sicuramente ai Rolling Stones che nel 2026 stanno per pubblicare un nuovo album Foreign Tongues (dalla copertina bruttissima) e questo IN THE STARS è il secondo singolo che lo anticipa e che arriva giusto per mettere in chiaro come si fa musica vera in questi tempi in cui l'A.I. produce pure quella.

 E hanno più di ottant'anni questi ragazzi! 

venerdì 8 maggio 2026

UN PARCO DEI DIVERTIMENTI MOLTO FAMOSO

 Anche se non ci siete mai stati, probabilmente avete già visto il Six Flags Magic Mountain, un parco divertimenti a Valencia (California), dove l'8 maggio del 1976 venne inaugurato il The New Revolution,


ovvero le prime montagne russe in ferro con giro completo verticale. 
Dicevo che lo avrete già visto perché molte volte, il parco è stato set di film con scene ambientate in parchi divertimenti come infatti nel 1977 vi è stata girata una scena del film Rollercoaster - Il Grande Brivido (seconda parte del titolo aggiunta solo per la versione italiana),

a bordo proprio del Revolution. 
Nel 1983 poi è stato il finto parco divertimenti Walley World nel film National Lampoon's Vacation di Harold Ramis, e nel 1987 è stata girata una scena del film Lezioni d'estate (titolo originale Summer School) di Carl Reiner. 
Nel 1991 vi fu girata la SIGLA DI TESTA del telefilm Una Bionda Per Papà (Step By Step)

e nel 1990 appare nella serie televisiva BEVERLY HILLS 90210 con il coaster Viper in corsa, altra montagna russa allora da primato che anche nel 1993 appare nel film Una Vita Al Massimo e poi nel 2000 in una scena del film Space Cowboys per la regia di Clint Eastwood. 
Nel 2008 vi viene girato un episodio della serie televisiva targata Nickelodeon Zoey 101 sul coaster "Goliath", ma nella serie viene chiamato Spin Twister. 
Nel 2017 infine è stata l'ambientazione del video musicale della canzone CHAINED TO THE RHYTHM di Katy Perry. 
E ora ditemi che non l'avete mai visto... 

giovedì 7 maggio 2026

SONY: L'IMPERO DEL SOLE

 Sapevate che la Sony, colosso dell'elettronica moderna e dintorni, in realtà compie oggi i suoi bei 80 anni?


Era infatti il 7 maggio del 1946 quando a Tokyo l'ingegnere Masaru Ibuka e il fisico Akio Morita (nessuna parentela con il Pat di Happy Days e Karate Kid) fondavano la società Tokyo Tsushin Kogyo K.K., che contava all'epoca circa 20 dipendenti. 
Nome però un pochino complicato per un'azienda di quel tipo e mancante di quell'appeal capace di caratterizzare i suoi prodotti per attrarre i clienti. 
Intanto l'acronimo TTK venne bocciato poiché c'era già la compagnia ferroviaria Tokyo Kyuko, chiamata TKK, e inoltre esisteva gia la TDK che, con ancora un acronimo più simile, sarebbe stata pronta per diventare una delle maggiori case produttrici di nastri magnetici

insieme alla stessa Sony, Maxell, Basf e altre case che ci hanno fornito il materiale per scambiarci i nostri brani preferiti molto prima che arrivassero gli Mp3 in un'epoca in cui non ci facevamo tante menate sulla perfezione del suono. 
Comunque il nostro Morita voleva una parola che non esistesse in nessuna lingua, identificabile solo con i suoi prodotti. 
Ed ecco che nel 1955 viene trovato il nome Sony, ufficializzato tre anni dopo e che deriva da un incrocio tra la parola latina sonus, quella inglese sunny, cioè soleggiato come l'impero del film di Steven Spielberg, 

dove era alla sua seconda prova attoriale, dopo un fantasy non andato molto bene, un bimbo che crescendo diventerà il famoso Cristian Bale, e anche nome di un variopinto duo pop musicale,

e l'espressione del gergo giapponese Sonny boys che indica i giovani brillanti, destinati a una rapida carriera, preso così come un buon auspicio. 
Da allora tale marchio (reso spesso lucido metallico quando viene rappresentato), oltre all'elettronica di consumo, si è evoluto in altre branche come il cinema con l'ex TriStar Pictures,

quella del cavallo bianco alato, che passata nelle mani del colosso orientale diventerà Sony Pictures Entertainment (suo è il più recente fenomeno K-POP DEMON HUNTER e già nel 1996 la ditta aveva preso l'Oscar per l'introduzione del SDDS Digital Sound System) e la musica, e a tal proposito ne abbiamo GIÀ PARLATO di come la Sony (Music) sia molto presente anche nel nostro Festival di Sanremo al punto da dividersi la più grossa fetta di artisti con la Warner Music e la Universal. 
Eh... gli affari sono affari... 

mercoledì 6 maggio 2026

RIFLESSIONE SUL CONCERTONE DEL PRIMO MAGGIO(NE)

 Ho sentito cose che voi umani... Si, cioè, in realtà "ho letto" critiche sulla selezione dei partecipanti al Concertone del Primo Maggio del 2026 definendoli artisti mainstream come infatti sono, ma aggiungendo che non sia quello il loro posto.


È chiaro che tali critiche arrivino principalmente da gente che negli "anni di piombo", quelli difficili ANCHE PER LA MUSICA live, ha vissuto indossando l'eskimo e che pretende dall'artista sul palco un "impegno" e possibilmente uno schieramento politico ben dichiarato, dimenticando però che l’impegno vero riguarda le motivazioni personali che non devono per forza materializzarsi, in modo sistematico e intellegibile, all'interno di una canzone pop di stampo mainstream. 
A battersi per i diritti, secondo alcuni, dovrebbero essere solo i poveri, mentre quelli che, grazie alla musica, hanno "fatto i soldi" dovrebbero starne fuori perché, sempre secondo il ragionamento di cui sopra, se partecipano diventano istantaneamente degli ipocriti o degli opportunisti. 
L'ho già detto molte, moltissime altre volte che dal 1990, anno del primo Concerto del Primo Maggio, condotto allora da Carlo Massarini e Ombretta Colli, le cose sono molto cambiate, e non sto certo affermando che sia in meglio, tuttavia dovremmo accettare la possibilità di una via pop all'impegno sociale, non dico con favore, ma almeno con maggior serenità anche se vedere, per fare un esempio, Fulminacci sul palco ti fa domandare chi sia

e poi invece quando attacca la sanremese Stupida Sfortuna fai "aaah, ecco!". 
È vero che modificare il testo di Bella Ciao! sia stato un passo falso per Delia, ma non notato dal pubblico teen che forse conosce la canzone più per La Casa Di Carta che per il suo reale significato, e che lo "spessore artistico" di molti presenti equivalga a quello della carta velina, eppure sono sempre i ragazzi nel pubblico che quelle canzoni se le cantano tutte perché fanno parte della loro generazione e tutto sommato le conosco anch'io che sono cresciuto con Bennato, Dalla e DeGregori, e pure alcune di queste nuove leve le apprezzo davvero. 
Sarà anche l'effetto delle radio che martellano con gli stessi artisti visti venerdì sera, ma non dimentichiamo che il motivo di tali passaggi è che le emittenti sono ormai diventate da tempo dei veicoli promozionali per le majors, mentre i ragazzi legati a etichette indipendenti che si sono esibiti invece nel pomeriggio ben difficilmente li sentirai passare in radio. 
In questo caso funziona il passaparola, le piattaforme streaming (Spotify ospita moltissimi nomi nuovi, ma non sempre eclatanti) che sono un concetto indirizzato perlopiù sempre ai ragazzi, cioè quelli che nel mondo del lavoro non ci sono ancora, per cui il vero significato di questo concertone non lo conoscono se non per sentito dire, e manco sanno cosa significhino quelle misteriose sigle CIGL, CISL, UIL, ma piuttosto valutano l'importanza dei like e dei followers, e magari si sono pure chiesti cosa ci facessero là quei vecchietti fiorentini coi capelli grigi (i Litfiba).

Anzi, quelli che aspettavano la band di Pelù e Renzulli erano sicuramente a casa davanti alla tv, mentre i ragazzi del pubblico in piazza San Giovanni avranno invece apprezzato molto di più il DJ set (finto) del pomeriggio.
Quello che poi è anche cambiato notevolmente è quel mondo del lavoro dove una volta ci si sentiva "a posto" lavorando da dipendenti di una ditta consolidata, mentre adesso il giovane cerca di essere subito indipendente al grido di "io sono mio e mi gestisco io" (frase famosa anche in un altro contesto) e si apre una partita IVA come libero professionista, con tutti i pro e i contro del caso, per cui anche i classici sindacati dovranno presto prendere coscienza di ciò e adeguarsi ai tempi. 
Ecco... curiosando sui social ho letto fin troppi commenti nello stile "ai miei tempi..." e inevitabilmente mi sono figurato l'autore come uno che nel tempo libero sta lì a guardare un cantiere. 
E allora ancora una volta dico no e prometto solennemente che io non sarò mai così.

E purtroppo devo aggiungere in coda l'addio a Evaristo Beccalossi, storico calciatore del Brescia, dell'Inter e della Sampdoria che ci ha lasciato stanotte a 69 anni per le complicazioni di un'emorragia cerebrale. 
Addio Evaristo. 

martedì 5 maggio 2026

QUANDO LA LOVE BOAT È STATA DISMESSA

 Il cinque maggio, oltre ad essere il titolo di una famosa ode di Alessandro Manzoni (quello de I Promessi Sposi, permettetemi un pò di cultura seria) segna anche nel 1986 la messa in onda americana dell'ultimo episodio di The Love Boat,


serie tv di enorme successo con i personaggi fissi del CAPITANO STUBING, "Gopher", Isaac, "Doc", Julie e, a partire dalla terza stagione, Vicki, la giovane figlia del Capitano, e show che in ogni episodio ospitava delle guest stars, alcune già famosissime e altre all'esordio, sulle quali venivano imbastite le sceneggiature. 
Particolare l'episodio numero 200 in cui Andy Warhol ha interpretato sé stesso

e nel quale c'erano anche i coniugi Cunningham di HAPPY DAYS, ovvero Tom Bosley e Marion Ross, ma i due personaggi avevano nomi diversi. 
Grande successo anche per la COLONNA SONORA ITALIANA creata di sana pianta e cantata da Little Tony per l'edizione vista da noi (senza il "The") dal 1 giugno del 1980, cioè tre anni dopo la prima originale,

mentre, sempre per l'Italia, chiuderà nel 1990 dopo 249 episodi in totale suddivisi in dieci stagioni. 
E la cosa bella è che all'epoca nessuno era un filler inutile messo lì per allungare il brodo. 

lunedì 4 maggio 2026

MANHATTAN: UN SET DI 400 ANNI

 Erano esattamente quattro secoli fa quando l'esploratore olandese Peter Minuit arrivava il 4 maggio del 1626 nei Nuovi Paesi Bassi


(dove stava l'odierna isola di Manhattan) a bordo del See Meeuw e, senza saperlo (forse anche perché il cinema doveva ancora essere inventato), acquistava per conto del suo governo, in cambio di paccottiglia, quell'isola che diventerà una location iconica per moltissimi film della cinematografia mondiale. 
Certo, allora probabilmente era un pò diversa da come l'abbiamo vista noi nei film, per esempio in MANHATTAN (1979)

diretto e interpretato da Woody Allen, pellicola che è un vero e proprio atto d'amore verso la città, girato in bianco e nero con lo skyline di Manhattan e luoghi come il Guggenheim e Central Park, sfondo quest'ultimo di innumerevoli scene romantiche e non, come in Mamma, Ho Riperso L'Aereo: Mi Sono Smarrito A New York dove fa un cameo pure Donald Trump.

E poi c'è anche Misterioso Omicidio A Manhattan (1993), altro film sempre di Woody Allen che la utilizza in una commedia noir ambientata tra gli appartamenti dell'Upper East Side.

Andiamo avanti con Notte Folle A Manhattan (2010), una commedia d'azione con Steve Carell e Tina Fey che si svolge interamente tra le strade della città.

Altri Film ambientati a Manhattan sono naturalmente TAXI DRIVER (1976), ritratto crudo della Manhattan notturna degli anni '70, GHOSTBUSTERS - ACCHIAPPAFANTASMI (1984) in cui molte scene si svolgono tra i grattacieli di Manhattan, inclusa la battaglia finale dove però Manhattan è stata ricreata in studio, HARRY, TI PRESENTO SALLY (1989), dove la città è protagonista, con scene a Central Park e in vari caffè, Men In Black (1997) girato anche in luoghi come Cortlandt Alley,

situato tra Tribeca, sede del festival del cinema fondato da Robert DeNiro, e Chinatown, e che è considerato il vicolo più filmato d'America, Madagascar (2005), il celebre film d'animazione che inizia proprio nello zoo di Central Park, a Manhattan (conta lo stesso anche se è un cartoon digitale), Il Diavolo Veste Prada (2006), ambientato nel mondo della moda tra gli uffici di Midtown.

Anche la Grand Central Station di Manhattan appare in numerosi film, tra cui Carlito's Way e Se Mi Lasci Ti Cancello (soffro ogni volta che scrivo questo tremendo titolo italiano). 
Ricordiamo anche La Febbre Del Sabato Sera, dove nella colonna sonora campione di vendite c'è proprio il brano Manhattan Skyline di David Shire e, restando nella musica, non posso non citare i MANHATTAN TRANSFER, i maestri del Vocalese. 
Concludo allora questa carrellata di locations tornando al punto di partenza con Sutton Place Park,

luogo della celebre inquadratura di Woody Allen e Diane Keaton in Manhattan e che si vede nel poster originale. 
Sicuramente non ho citato tutti i film in cui si vede Manhattan, per cui, se ne ricordate qualcuno in particolare, potete aggiungerli nei commenti. 

domenica 3 maggio 2026

ALEX


Ciao Alex.
Si, Alex Zanardi. 
Tu si che sei stato un supereroe, altro che quelli cartonati della Marvel.
Tu hai saputo rialzarti dopo una terribile caduta che avrebbe messo in crisi chiunque.
Hai mantenuto un senso dell' umorismo e una positività che sono ormai merce rara.
Hai dimostrato che non è mai finita finché non è finita, proprio come dice quella famosa canzone di Lenny Kravitz.
Vederti ancora in pista era come sentire il Dottor Frankenstein (o suo nipote) che gridava "Si Può Fareeee!!!".
Ma il destino sa essere beffardo e un brutto giorno decide di aspettarti dietro una curva per coglierti di sorpresa.
Da allora non sei più apparso in pubblico ed ora, raggiunti i 59 anni, non ti vedremo davvero più e ci mancherai moltissimo.
Ma di sicuro non ti dimenticheremo.
Ripeto, ciao Alex! 

sabato 2 maggio 2026

OGGI TANTA MUSICA: POSSIAMO RICORDARE INSIEME?

 Dopo il tradizionale concertone di ieri con il ritorno dei veri Litfiba, anche qui oggi si riunisce tanta, ma tanta musica, a partire con il nome di Don Schlitz, cantautore americano, che probabilmente non dirà nulla a nessuno, mentre la sua canzone WHEN YOU SAY NOTHING AT ALL scritta con Paul Ovestreet invece la conosciamo tutti benissimo nella versione di Ronan Keating,


il frontman dei Boyzone, perché era la colonna sonora del delizioso Notting Hill, film del 1999 con Hugh Grant e Julia Roberts nel loro periodo migliore, e anche periodo in cui i film probabilmente rimanevano nel cuore molto più di quanto non succeda adesso, tant'è che abbiamo pure rivisto la stessa storia in versione molto simile raccontata anche in MARRY ME - SPOSAMI con Jennifer Lopez e Owen Wilson, e successivamente, a ruoli invertiti, in THE IDEA OF YOU con Anne Hathaway. 
Don è mancato di recente nello scorso mese di aprile a 73 anni,

come anche altri suoi colleghi del mondo musicale (mese davvero nefasto per gli artisti), per cui tutti loro messi insieme mi hanno ispirato questo post del sabato. 
Infatti restiamo con gli irlandesi Boyzone che con le cover si vede che andavano forte avendo cantato anche LOVE ME FOR A REASON,

canzone dei The Osmonds, gruppo statunitense a conduzione prettamente familiare dal sound un pò "ecclesiastico" in voga negli anni 70, dei quali è morto a 76 anni Alan Osmond, il maggiore dei fratelli che componevano la band (quartetto o quintetto a seconda del periodo) e che ricordava all'epoca un pochino il nostro Little Tony essendo allora pure lui un "ragazzo col ciuffo". 

Dal pop passiamo al country di Nashville, materia prima di Wayne Moss, chitarrista session man specializzato in quel genere, che ha suonato anche in I Want You con Bob Dylan nell'album Blonde On Blonde del 1966 (ne esiste anche una cover italiana fatta dai Nomadi chiamata Ti Voglio), e in Oh! Pretty Woman di Roy Orbison, e che ha poi fondato il Cinderella Sound Studio,

il più antico e longevo studio di registrazione di quella località e dintorni, e dal quale sono passati artisti come Peter Criss dei KISS, la Steve Miller Band e Linda Ronstadt per la quale in particolare Wayne ha suonato nell'intero album Silk Purse del 1970, e disco che contiene la famosa WILL YOU LOVE ME TOMORROW,


brano scritto da Carole King che lo includerà in seguito nel suo Tapestry, e con il quale si sono cimentati in moltissimi prima e dopo di lei, con anche qui l'immancabile cover in italiano realizzata dai Rokes di Shel Shapiro con il titolo Ci Vedremo Domani, ma che non regge assolutamente il confronto. 
Dal country passiamo al progressive dei Traffic, band britannica che ha avuto tra i suoi componenti anche Steve Winwood appena uscito dallo Spencer Davis Group, e come fondatore il chitarrista e cantante Dave Mason

che però chiaramente aveva da subito la testa dietro ad altri progetti soprattutto di produzione musicale, e quindi ha lasciato il gruppo appena dopo aver inciso con loro nel 1968 il secondo album dal titolo Traffic ancora prima che venisse pubblicato, e che era il successore a distanza di un anno di MR. FANTASY

disco di debutto con l'inconfondibile Winwood che canta la canzone qui sopra e brano questo che avrebbe in seguito dato il nome al PROGRAMMA MUSICALE più interessante e innovativo degli anni 80 condotto da Carlo Massarini, trasmissione che ha formato la mia (e non solo la mia) cultura musicale verso i prodotti un pochino più new wave. 
Andiamo avanti con la dipartita dell'australiano James Valentine,

omonimo del chitarrista dei Maroon 5 (che invece sta bene per quanto ne so) cioè quel gruppo dove ben pochi si ricordano i nomi degli altri membri poiché tutta l'attenzione va verso il frontman Adam Levine (ma succede anche con i Coldplay e coi nostri Negramaro). 
Questo James che se n'è andato invece è stato il sassofonista soprattutto dei Models (ma anche di un altro paio di gruppi in momenti diversi) nel periodo in cui questi hanno avuto il loro maggiore successo con questa bomba dance di OUT OF MIND OUT OF SIGHT
 
ovvero il 1985, periodo in cui l'Australia tirava parecchio con gli INXS e i Men At Work, guarda caso altre due band dove i fiati erano ben presenti.
James aveva 64 anni. 
E sempre dall'Australia arrivavano nel 1990 le Spdfgh (no, non mi è salito il gatto sulla tastiera), quartetto tutto al femminile della musica rock molto indie, ma talmente indie che invece non ha mai goduto della popolarità internazionale dei colleghi sopracitati, e guidato per sette anni da Kim Bowers

(in primo piano in rosso), chitarra e voce, che ha perso di recente la sua battaglia contro un cancro al seno che le era stato diagnosticato nel 2022. 
Dopo lo scioglimento della band, il cui nome era stato definito dai critici come il più stupido del rock australiano, Kim si era dedicata a molti altri progetti sempre nel campo musicale.
Altra cantante che ci ha lasciati è Nedra Talley Ross, 80 anni e componente delle Ronettes, trio vocale al femminile, ideato da PHIL SPECTOR di cui Neda, cugina delle altre due che erano invece sorelle, era rimasta l'ultima ancora in vita e che avete sicuramente ascoltato nel film Dirty Dancing dove si ascolta la loro famosissima BE MY BABY.

Delle Ronettes avevo già parlato all'epoca della morte di RONNIE SPECTOR che, dopo il trio, aveva avuto una discreta carriera da solista. 
E non dimentichiamo però che anche quei punk americani dei Ramones, quando sono passati per un controverso album sotto la direzione di Phil, si sono cimentati in una COVER tutta sviolinata della Baby I Love You delle Ronettes. 
Concludo (e direi che ce n'è abbastanza di addii per oggi!) con il cantautore canadese Taylor Kirk che aveva solo 44 anni

ed era il creatore del progetto Timber Timbre, principalmente uno pseudonimo come solista, al quale si aggiungevani altri musicisti per tour e registrazioni in formazioni sempre diverse. 
Fu con il terzo disco intitolato Timber Timbre del 2009 che arrivò una discreta popolarità per Taylor, anche perché la canzone MAGIC ARROW fu inclusa nella colonna sonora di due serie tv famosissime, Breaking Bad e The Good Wife.

Goodbye Kim, Nedra, Taylor, James, Dave, Wayne, Alan e Don.