mercoledì 1 luglio 2026

YOUNG SHERLOCK SU PRIME VIDEO: RISCRIVIAMO TUTTO PER L'ENNESIMA VOLTA

 Su Prime Video c'è Young Sherlock che è una serie ideata da Matthew Parkhill, sviluppata da Guy Ritchie e Peter Harness e basata sui romanzi di Andy Lane.


Sono gli anni giovanili del celebre futuro investigatore che qui vediamo sullo schermo ancora diciannovenne, ma già con torbidi misteri e traumi familiari tra il carcere di Newgate e l'Università di Oxford. 
È uno Sherlock tormentato e ribelle quello interpretato da Hero Fiennes Tiffin che si ritrova coinvolto in una serie di cospirazioni e tragedie, che gettano le basi del suo carattere e lo formano per la nascita della sua ossessione per la giustizia. 
Al contrario di come ce lo presentava Steven Spielberg in quella sua produzione del 1985

dal titolo Piramide Di Paura diretta da Barry Levinson e scritta da Chris Columbus (che trio, eh?), qui non c'è ancora traccia del fido Watson al suo fianco, mentre invece Sherlock diventa migliore amico della sua futura nemesi, James Moriarty, e durante gli episodi ci saranno alcuni momenti che ci dicono come cambierà il loro rapporto, di cui uno, con una battuta divertente, è quando Sherlock in un negozio si prova il classico cappellino iconico legato all'investigatore.

I primi due episodi, quelli diretti da Ritchie, hanno il dinamismo visivo che già si vedeva nei film con Robert Downey Jr. mentre in seguito il ritmo spesso cala. 
Ironia comunque ne abbiamo, ma anche molte licenze narrativa rispetto al materiale originale, come la sorella minore data per morta da piccina. 
Sorella mai pensata da Sir Arthur Conan Doyle, ma creata negli anni 2000 dall'autrice Nancy Springer e che, con il nome di Enola, è stata già portata in due film da Millie Bobby Brown, con il terzo che dovrebbe uscire su Netflix proprio oggi.

Vedi a volte le coincidenze... 

martedì 30 giugno 2026

VIA COL VENTO: LIBRO E FILM

 Oggi si parla di libri perché il 30 giugno del 1936 veniva pubblicato il mastodontico romanzo di Margaret Mitchell, Via Col Vento, vincitore del Premio Pulitzer in quell'anno.


Mastodontico è anche il celebre ADATTAMENTO CINEMATOGRAFICO che in realtà condensa già ben bene in quattro ore il romanzo tagliando o modificando diverse sottotrame, ma stavolta non starei tanto a discutere se sia meglio il film o il libro. 
Piuttosto mi soffermerei sulle differenze tra le due opere, e le più grandi riguardano la vita familiare poiché nel libro è dedicato largo spazio al passato della famiglia O'Hara e alle vicende della madre, Elena, mentre il film si concentra quasi esclusivamente sulle vicende adulte della protagonista e sulla sua lotta per non perdere la piantagione di Tara. 
Anche alcuni figli di Rossella sono spariti dato che nel film ha solo la figlioletta avuta con Rhett Butler. 
Nel romanzo invece ha ben tre figli da tre uomini diversi: oltre a Bonnie Blue, ci sono Wade Hampton Hamilton, avuto dal primo marito, e Ella Lorena Kennedy avuta dal secondo marito. 
Vengono modificati anche alcuni personaggi come Ashley Wilkes, che nel romanzo ha una personalità meno forte e risulta decisamente meno affascinante agli occhi del lettore. 
Il libro ha inoltre sfumature molto più brutali che nel film vengono omesse o modificate, come episodi di violenza domestica o il tentato stupro nei confronti di Rossella durante un viaggio, che in pellicola viene riportato in modo più edulcorato. 
Entrambe le opere si chiudono invece con l'iconica frase "Domani è un altro giorno", ma forse come è messa nel libro lascia intendere in modo molto più marcato la determinazione e l'egoismo di Rossella, disposta a tutto pur di riconquistare Rhett. Beh, in un certo senso ho spoilerato un pochino il finale, ma dubito che al mondo ci sia ancora qualcuno che non conosce questa storia. 

lunedì 29 giugno 2026

SAYONARA BEATLES!

 I Beatles, quando ancora suonavano dal vivo, misero piede per la prima volta in Giappone il 29 giugno del 1966.


Il loro tour fu al tempo stesso sia un evento storico che turbolento dato che si esibirono in 5 leggendari concerti al Nippon Budokan di Tokyo, affrontando minacce di morte, polemiche culturali e un livello di sicurezza senza precedenti. 
Ma andiamo con ordine da quando la band atterrò all'aeroporto di Haneda alle 3:40 del mattino, dopo un ritardo causato da un tifone, il che sembrava già essere un brutto segno del destino. 
Ad accoglierli trovarono una nazione divisa tra fans osannanti e chi invece gli dava contro. 
L'arrivo della "Beatlemania" preoccupò a tal punto le autorità che furono mobilitati circa 35.000 agenti di polizia, da una parte per proteggerli e dall'altra per evitare disordini, ma fin qui diciamo che poteva essere tutto normale
Il vero problema fu che i concerti si tennero per la prima volta al Budokan, il tempio sacro (!!!) delle arti marziali costruito per le Olimpiadi del 1964, e questa scelta scatenò l'ira dei tradizionalisti e dei nazionalisti giapponesi, che consideravano l'esibizione di una band rock occidentale in quel luogo una profanazione. 
In seguito il Budokan diventerà invece un luogo abituale per i concerti e i Cheap Trick vi registreranno anche un ottimo disco live

come anche i Deep Purple, i Dream Theater e i Blur. 
Ma ai Fab Four era toccato essere i primi a "profanare" quel luogo e quella fu la causa delle numerose minacce di morte ricevute, per cui, anche per preservarli dall'isteria dei fans, i quattro furono quasi costretti agli arresti domiciliari nella Presidential Suite dell'Hotel Hilton di Tokyo senza poter uscire liberamente, così, per passare il tempo in stanza, John, Paul, George e Ringo si dedicarono a dipingere insieme un'opera collettiva

(oggi un dipinto molto famoso) nella quale ho la sensazione di vedere come delle anticipazioni del film YELLOW SUBMARINE, e ad ascoltare i provini del loro prossimo album, Revolver che, manco a dirlo, diventerà un capolavoro.
Il primo storico concerto al Budokan si tenne la sera del 30 giugno 1966 dopo essere stati preceduti sul palco da diversi artisti di supporto giapponesi che ben poco avevano a che fare con il loro genere, ma nessuno del pubblico si comportò come quelli che, non solo in Italia, fanno fare vita grama a chi apre i concerti dei grossi nomi, e ne sanno qualcosa anche gli allora debuttanti Guns N'Roses quando, nel 1988 aprivano le date del tour degli Iron Maiden,

e si prendevano bordate di fischi perché il pubblico voleva subito sul palco la band di Steve Harris. 
Ma torniamo ai Beatles, i cui set al Budokan duravano circa mezz'ora e la loro scaletta consisteva in 11 brani classici tra cui: Rock and Roll Music, Day Tripper, YESTERDAY, PAPERBACK WRITER, I'm Down. 
I fans giapponesi erano estremamente appassionati, ma, a differenza del pubblico occidentale (provate, se riuscite, ad ascoltare il live registrato all'Hollywood Bowl), ascoltavano i brani in un silenzio quasi surreale anche tra un pezzo e l'altro, e posso confermare questa caratteristica orientale essendo stato in Giappone in tempi recenti e trovando molta tranquillità e cortesia anche in una metropoli pazzesca come Tokyo dove, sono sicuro, anche Lucio Dalla direbbe che "non ci si perde neanche un bambino".

Mannaggia, freniamo le divagazioni che non è del mio diario di viaggio che devo parlare oggi, bensì dei Beatles che, nonostante le stranezze e le semidisavventure, ricordarono sempre il Giappone con grande affetto, specialmente per il notevole rispetto dimostrato dal pubblico, al contrario delle altre vere disavventure che avrebbero vissuto pochi giorni dopo nelle Filippine. 
Questo però ve lo racconto la prossima volta... 

domenica 28 giugno 2026

WHAM! TUTTO IL CONTRARIO DI SPEGNERSI LENTAMENTE

 Il 28 giugno del 1986 era un sabato e penso che molti, specialmente i britannici, se lo ricordino bene quel sabato perché magari erano anche loro in mezzo alla folla oceanica che riempiva lo Stadio di Wembley per assistere al concerto d'addio degli Wham!


L'evento, di cui vi regalo la SPLENDIDA APERTURA dove, su un lungo intro di Everything She Wants, entrano in scena prima uno e poi l'altro Wham!, ha segnato la fine della carriera del celebre duo pop britannico composto da George Michael e Andrew Ridgeley, davanti a 72.000 fan letteralmente in delirio. 
Annunciato a maggio dello stesso anno, lo scioglimento fu voluto fortemente da George Michael, che sentiva il bisogno di comporre musica più matura (i maligni avevano certo pensato alle divisioni delle royalties) ponendo fine all'era scanzonata degli Wham! in braghette e yeyeyè. 
Lo show è stato una compilation dei loro più grandi successi con anche alcune cover come Why di Carly Simon. 
Sono passate Wake Me Up Before You Go-Go e Careless Whisper concludendo con una versione estesa di I'm Your Man con Simon LeBon. 
Anche Elton John ha partecipato duettando sulle note di Candle in the Wind. 
Si è chiusa così quel giorno un'avventura durata appena quattro anni, ma che ha proiettato George Michael e Andrew Ridgeley nell'olimpo delle star mondiali, con oltre 30 milioni di dischi venduti e con un certo margine di successo maggiore per George rispetto ad Andrew. 
Ma quello lo si vedeva già quando erano gli Wham! 
Ah... Non so se può interessare, ma il 28 giugno di 100 anni fa invece nasceva un certo Mel Brooks...

Auguri smodati! 

sabato 27 giugno 2026

LABYRINTH - DOVE TUTTO È POSSIBILE (ANCHE VEDERE DAVID BOWIE COSÌ)

 Sono passati 40 anni (era il 27 giugno del 1986) da quando negli USA usciva il film Labyrinth


diretto da Jim Henson e ispirato ai libri dello scrittore statunitense Maurice Sendak, e infatti in quell'estate io mettevo già in discoteca il pezzo UNDERGROUND dalla sua soundtrack per far ballare in pista, ed è anche per questo motivo che il film occupa il posto della musica del sabato, perché di musica dentro ce n'è 

tra i cinque brani firmati da David Bowie (cantati da lui però sono solo quattro) e le musiche di Trevor Jones.
Per vederlo in Italia abbiamo aspettato fino al 23 dicembre e il titolo era stato allungato in Labyrinth - Dove Tutto È Possibile, usanza dell'epoca che finalmente è stata messa da parte (quasi sempre) per lasciare i titoli così come l'autore li ha fatti. 
Qui abbiamo l'adolescente Sarah (Jennifer Connelly) che non è soddisfatta della sua vita familiare (genitori separati, nuova matrigna... uff!!!) e si distrae leggendo libri che parlano di mondi fiabeschi, e collezionando pupazzi. 
Una sera deve fare da baby-sitter al suo fratellino Toby (Toby Froud) che non la smette di piangere. 
La ragazza ormai stremata invoca allora il re dei Goblin, Jareth protagonista di uno dei suoi libri, affinché si porti via il capriccioso bimbo. 
E mica se l'aspettava che Jareth, un David Bowie con un look tra Patty Pravo e Tina Turner,

arrivasse davvero e se lo prendesse! Al che la povera Sarah gli chiede di restituirlo subito che ll'era tutto uno scherzo, un era mica vero (doveva avere origini toscane la Sarah), ma il re risponde beffardo con la voce di Tom Cruise (Roberto Chevalier) che se lo rivuole indietro ha tempo 13 ore per superare il labirinto che circonda il suo castello, altrimenti il piccolo diventerà uno dei tanti goblin del suo regno. 
Inizia così la dura prova di Sarah durante la quale incontra bizzarri personaggi, e da alcuni trova anche aiuto come lo gnomo Gogol, il bestione Bubo, e Sir Didymus, un cane yorkshire che cavalca un "coraggioso" cane da pastore; ma gli ostacoli sono tanti e Jareth si diverte a rendere tutto ancora più complicato.

Altra canzone famosa dalla colonna sonora, sempre cantata da Bowie e pubblicata come singolo, è MAGIC DANCE
I pupazzi del film sono di Frank Oz, già creatore dei Muppets e del saggio Yoda di quella famosa saga, e David si ritrova per la seconda volta perfettamente a suo agio a collaborare con lui e i suoi "giocattoli" poiché era già stato ospite molti anni prima proprio del mitico Muppets Show. 
Nessuna CGI era stata usata, ma solo effetti ottici ben congegnati, con un unico momento debole riguardante un effetto speciale in chromakey abbastanza pezzente per animare dei pupazzi rosa. 
Ma complessivamente mi sento di perdonarlo. 

venerdì 26 giugno 2026

CLIVE DAVIS: UNO CHE AVEVA CAPITO TUTTO DELLA MUSICA

 Perdonate i necrologi anche oggi (settimana davvero critica... sarà il caldo...), ma non ci posso fare nulla se è morto a 94 anni anche Clive Davis,


direttore musicale della Hall Of Fame e soprattutto importantissimo produttore discografico statunitense e scopritore di talenti che aveva fatto firmare negli anni 80 il primo contratto a Whitney Houston (con lui nella foto) facendola diventare la star che conosciamo con una vendita di 260 milioni di dischi, e, oltre a ricoprire il ruolo di talent-scout, aveva avuto anche l'intuito di rilanciare la carriera di numerosi musicisti come Miles Davis negli anni Settanta, di Aretha Franklin negli anni 80

(ricordiamo il duetto con George Michael in I KNEW YOU WERE WAITING FOR ME) e di Carlos Santana negli anni Novanta. 
Tutto cominciava nel 1974, quando Davis aveva fondato la Arista Records (inizialmente però il nome era Bell Records), probabilmente la più importante casa discografica per il genere R&B di quegli anni, aprendosi in seguito ad altri generi, in particolare la dance e l’hip hop prendendo con sé artisti come Annie Lennox, Kenny G e Dionne Warwick, e successivamente i rapper Notorious B.I.G. e Puff Daddy (oggi Diddy), in pratica la programmazione di Radio Milano International 101 di qualche decade fa. 
E rileggendo i nomi qui sopra capisci subito quanto sia stato importante il contributo di Clive Davis nella musica. 
Goodbye Clive. 

giovedì 25 giugno 2026

SIXPENCE NONE THE RICHER - KISS ME: C'È LA CANZONE E C'È IL FILM

 Per noi italiani i Sixpence None The Richer sono soprattutto quelli di KISS ME, canzone molto, molto carina del 1998 presa poi, come tante altre, come sottofondo per quando, durante gli eventi sportivi o musicali, entra in azione la kiss-cam e la coppia inquadrata deve, per tradizione, darsi un bacio.



Il brano è diventato anche colonna sonora dell'omonimo film del 1999 con Rachael Leigh Cook e Freddie Prinze Jr.  dove, fra gli altri, ci sono anche Matthew Lillard, che farà poi coppia con Freddie nei due film live action di Scooby-Doo, e pure il compianto Paul Walker, il futuro Brian di Fast & Furious) storia di studenti dove la classica ragazza modesta

conquista il bellone fisicato dell'istituto (che inizialmente mostra interesse per lei solo per scommessa) con grande sorpresa della sua ex, la reginetta di bellezza eletta sempre lei ogni anno, e canzone che si sente anche in Dawson's Creek come anche in parecchi altri film e serie tv. 
Altro brano che magari vi sblocca qualche ricordo anche se non lo collegate direttamente a loro, è THERE SHE GOES che era però una cover di un pezzo del 1988 dei misconosciuti The La's

e verrà inserita nella ristampa del CD. 
Canzone, invece tornando a Kiss Me, che ha anche segnato il cambio di rotta della band nata nel 1992 e che da indie entrava così nel circuito mainstream con anche l'ingresso in formazione del nuovo bassista Justin Cary che purtroppo ci porta anche oggi a parlare di addii nella musica perché se n'è andato la settimana scorsa a soli 50 anni per colpa di un ictus e a nulla sono serviti due interventi chirurgici per cercare di salvarlo.

È comunque da precisare che la band era nata inizialmente in Texas nel 1992 come duo chitarra e voce di christian rock (per i temi a sfondo religioso trattati nelle canzoni) fondata da Matt Slocum e Leigh Nash, e Justin era stato "assunto" in seguito all'evoluzione del gruppo come il resto dei componenti. 
Goodbye Justin. 

mercoledì 24 giugno 2026

THE RING: RICORDANDO SAMARA

 Oggi si torna al cinema con The Ring, l'ottima versione americana del 2002


(l'originale è giapponese, Ringu) dove, se malauguratamente guardavi una certa videocassetta, ti arrivava subito dopo una telefonata non del solito call center rompiballe (ma stavolta l'avresti preferito) per informarti gentilmente della tua prossima morte entro sette giorni e parodiata immancabilmente anche nel TERZO SCARY MOVIE, in particolare ancora di più nei contenuti extra del dvd dove si mixa con Matrix Reloaded. 
Film, The Ring, che all'epoca aveva fatto il botto (molto meno con i sequel) con protagonista Naomi Watts e nel quale una giovanissima Daveigh Chase interpretava l'inquietante e iconica Samara Morgan, la bambina annegata che esce fuori da uno schermo televisivo.


E purtroppo pure oggi si parla anche nella realtà di decessi perché Daveigh, dopo anche certe vicissitudini non in regola con la legge, è morta martedì a soli 35 anni per complicazioni insorte a causa di una meningite e di un’infezione. 
Era stata anche la sorella minore del protagonista Jake Gyllenhaal in DONNIE DARKO (film mito assoluto) e nel pessimo sequel che vi ho già consigliato di evitare, e prima ancora aveva doppiato Lilo nell'edizione originale di Lilo & Stitch. 
Goodbye Daveigh. 

martedì 23 giugno 2026

GLI ANNI 80 FRANCESI E L'EROTISMO

 C'erano una volta gli anni 80, ma quelli con Lio, Plastic Bertrand, Caroline Loeb e molti altri artisti d'oltralpe che davano il loro contributo in risposta alla british invasion di Duran Duran, SPANDAU BALLET, Depeche Mode e simili.


Anche Guesch Patti (all'anagrafe Patricia Porrasse) si dava parecchio da fare e scalava le classifiche di tutta Europa, quindi anche italiane, con ÉTIENNE, dove, al pari della canzone Kobra di Donatella Rettore, le allusioni non proprio velate alla fellatio nel testo della canzone (qui nel video con traduzione italiana) sono chiarite dal fatto che in francese il nome proprio maschile Étienne,

che tradotto in italiano sarebbe Stefano, è uno dei nomignoli francesi del pene (cosa che allora non sapevo assolutamente), un pò come gli americani lo chiamano Dick e i britannici anche Willy. 
Disquisizioni linguistiche a parte, la cantante, il cui padrino era Bernard Blier (lo ricordiamo come vittima della ghenga di AMICI MIEI), è deceduta un paio di giorni fa ad 80 anni dopo aver fatto qualche piccola apparizione nel mondo del cinema, e ricordiamo anche le sue performances musical-recitative al Festival di Sanremo del 1988 e al Festivalbar dello stesso anno con l'altro singolo LET BE MUST THE QUEEN.

Adieu Guesch Patti. 

lunedì 22 giugno 2026

L'ARGENTINA IN MANO-MISSIONE PER CONTO DI DIO

 Già che siamo in tempo dI Mondiali, ma senza la nostra Nazionale derisa da un davvero poco opportuno Gianni Infantino, presidente della FIFA, ricordiamo che esattamente quarant'anni fa Diego Armando Maradona segnava quel celebre gol della Mano di Dio nei quarti di finale della Coppa del Mondo FIFA 1986 tra Argentina e Inghilterra, e chiaramente scatenava un mare di polemiche perché il pallone era stato toccato da Diego con la testa saltando in elevazione sopra al portiere, ma anche con la mano sinistra che il calciatore aveva sollevato per darsi più spinta non essendo lui altissimo. 

L'arbitro però non vide il fallo e convalidò la rete.
Maradona poi sostenne che il gol era stato segnato in buona parte con la testa e il tocco di mano era stato spinto da Dio facendo nascere quella famosa espressione che ho camuffato nel titolo del post di oggi citando i Blues Brothers e una loro altrettanto famosa frase del film diretto da John Landis nel 1980.

A questo episodio seguì, circa cinque minuti dopo, un'altra rete di Maradona che, per come sarà eseguita, sarà definita il Gol del Secolo e grazie alla quale l'Argentina vinse 2-1 nonostante il tentativo di rimonta dell'Inghilterra, e in seguito conquistò la Coppa del Mondo di quell'edizione. 
Episodi che, anche se siete come me che il calcio non lo seguo granché, non possono fare a meno di rimanere nella storia anche perché quella della Mano di Dio è un'espressione che ha in seguito ispirato FILM, libri e canzoni. 

domenica 21 giugno 2026

ATTENZIONE! FAKE!

 Sui social da un pò di tempo appaiono e scompaiono pagine in cui vengono postati foto e video realizzati con l'intelligenza artificiale, che ritraggono la nostra premier Giorgia Meloni in atteggiamenti normali


mentre sorride, saluta, dà il buongiorno o la buonanotte, mangia cose buone rivolgendosi agli italiani (in altre sedi purtroppo sono stati visti anche video, non solo riguardanti lei, dal contenuto osé). 
Italiani che forse non hanno capito tutti che si tratta di immagini fake (sospetto, per alcuni evidenti particolari, nemmeno fatte in Italia)

per cui alcuni rispondono scrivendo nei commenti con insulti pure coloriti. 
La cosa era capitata in precedenza a Gerry Scotti, che l'ha presa in ridere e, anzi, adesso se li fa fare su misura (XXXL?) quei video. 
Ma chissà invece cosa ne pensa la vera Giorgia? 

sabato 20 giugno 2026

BEVERLEY SISTERS: CHI SE LE RICORDA?

 Ricordate un pò di tempo fa che su queste pagine abbiamo parlato del TRIO LESCANO?


Bene, su quello stile, ma quasi vent'anni dopo, le britanniche Beverley Sisters, che sono state attive soprattutto tra gli anni '50 e '60, sono diventate famose come il primo "girl group" del Regno Unito, probabilmente solo perché le Spice Girls ancora dovevano nascere. 
Le sorelle, rinomate per le loro perfette armonizzazioni, erano: Joy Chinery (nata nel 1924 e scomparsa nel 2015), e le gemelle Teddie e Babs Chinery nate nel 1927. 
Babs era deceduta nel 2018 e nei giorni scorsi anche Teddie se n'è andata dopo aver raggiunto i 99 anni. 
Ecco il motivo per questo sabato di MUSICA REVIVAL così vintage (ma non solo).

Prima di cantare professionalmente, le sorelle lavoravano come segretarie e furono scoperte durante la Seconda Guerra Mondiale cantando per uno spot pubblicitario. 
Hanno debuttato alla BBC Radio nel 1944 tenendo un loro show per ben sette anni e il loro stile è stato spesso paragonato a quello delle famose Andrews Sisters americane che erano contemporanee del succitato Trio Lescano e che Christina Aguilera

ha omaggiato triplicandosi digitalmente nel videoclip di CANDYMAN
Le loro canzoni più iconiche sono Sisters (lassù in alto il brano), e alcuni classici natalizi

(si, fa un pò strano parlarne a giugno con il caldo che si è scatenato) come LITTLE DONKEY e I SAW MOMMY KISSING SANTA CLAUS,

canzoni che contano anche versioni più moderne come, per esempio, QUEST'ULTIMA reinterpretata da John Mellencamp con uno spirito decisamente più country rock.

Le Beverley Sisters hanno poi continuato ad esibirsi per decenni, spesso ospiti di programmi televisivi, e nel 2006 ciascuna di loro è stata nominata MBE (Membro dell'Ordine dell'Impero Britannico) dalla Regina Elisabetta II un bel pò di tempo dopo i Beatles, ma, a differenza dei quattro di Liverpool, non ci fu nessuna POLEMICA a riguardo. 
Piaciuto il viaggio di oggi nel passato musicale molto remoto e anche un pò più recente? 
In chiusura, non c'entra con le sisters, ma ci ha lasciato ad 86 anni anche l'artista degli effetti speciali Brian Johnson (omonimo del vocalist degli AC/DC), noto soprattutto per le miniature di SPAZIO 1999

(sue sono le iconiche Aquile), Alien e L'Impero Colpisce Ancora.
E comunque era tutto un preambolo per concludere dicendo: goodbye Teddie & Brian. 

venerdì 19 giugno 2026

IL GOBBO DI NOTRE DAME: VICTOR HUGO SECONDO LA DISNEY

 Il 19 giugno del 1996 al Caesars Superdome di New Orleans (allora Louisiana Superdome), trasformato per l'occasione nello spazio più grande mai allestito per una prima cinematografica Disney, si è tenuta la première del film Il gobbo di Notre Dame,


34º Classico Disney, mentre l'uscita ufficiale nelle sale cinematografiche statunitensi avverrà due giorni dopo, il 21 giugno. 
In Italia invece il film è arrivato nelle sale ancora qualche mese dopo, il 6 dicembre 1996, in vista delle festività natalizie come tradizione. 
È una delle opere più mature della Disney che stavolta porta in scena le atmosfere oscure del romanzo di Victor Hugo con qualche piccola modifica (Frollo qui, per non infastidire i religiosi, non è un arcidiacono, ma un giudice), cosa che  è stata una vera e propria sfida essendo pensato comunque come un prodotto per bambini. 
L'evento ha avuto una portata colossale con una parata e uno spettacolo musicale trasmessi in TELEVISIONE su Disney Channel e se allora non lo avete visto, nessun problema perché ve lo recupero io.

Piccola curiosità su Cyndi Lauper che essendo stata contattata per il doppiaggio, aveva pensato che le dessero il personaggio di Esmeralda, mentre poi ha scoperto che la volevano per dare la voce ad un Gargoyle. 
Tuttavia, dopo alcune prove, la cantante non è risultata idonea e quindi il suo ruolo è stato dato ad un'altra doppiatrice, mentre i ruoli dei protagonisti sono stati affidati a Tom Hulce (voce di Quasimodo ed ex Amadeus per Milos Forman) e Demi Moore (voce di Esmeralda e per lei credo non serva aggiungere altro). 
Personaggi protagonisti che per noi invece hanno avuto le voci, sia cantanti che recitanti, di Massimo Ranieri e Mietta (dududú dadadà),

mentre di solito le parti cantate e recitate vengono eseguite da due voci differenti. 
Infatti nella versione originale Demi Moore nel canto viene sostituita da Heidi Mollenhauer, cantante professionista di cabaret, mentre Hulce ha eseguito lui stesso i brani. 
Nel caso di Massimo Ranieri e Mietta invece non c'è stato bisogno di sostituzioni perché sono entrambi due ottimi cantanti e, nel caso di Massimo, siamo davanti ad un artista completo che fa proprio di tutto, anche l'acrobata se serve, e ha 75 anni!!! 

giovedì 18 giugno 2026

PIANOFORTE PORTATILE? ET VOILÀ!

 "Io mi ricordo quattro ragazzi con la chitarra e un pianoforte sulla spalla" dice Antonello Venditti nella sua canzone Notte Prima Degli Esami, e al concerto commemorativo per Pino Daniele tenutosi allo Stadio San Paolo di Napoli aveva raccontato che fosse proprio il cantautore partenopeo quello che reggeva tale peso sulle spalle, ma su questo lasciatemi rimanere col beneficio del dubbio per le cose che ho scritto tempo fa QUI.


In effetti, tra gli strumenti da portare su un palco per un concerto, il pianoforte se è vero e a coda, è un bel fardello pesante da maneggiare, tant'è che esistono dei carrelli motorizzati fatti apposta per muoverlo e sono anche in grado di salire dei gradini, oppure spesso si inserisce una più pratica tastiera elettronica all'interno di un simulacro di pianoforte a coda fatto di materiale molto leggero. 
Tuttavia qualcuno 70 anni fa aveva già pensato di rendere tale operazione di trasporto meno gravosa per cui ecco arrivare nel 1956 il primo pianoforte elettrico portatile della Wurlitzer, storica società specializzata negli strumenti musicali.


Si tratta del modello 112 che presentava delle funzioni abbastanza ridotte: una manopola per regolare il volume, un pedale sustain (se non siete musicisti, serve per prolungare il suono di una nota) e delle gambe rimovibili (quello sopra in foto con ben due manopole è il modello già più avanzato). 
I pianoforti Wurlitzer sono stati prodotti fino al 1982 ed hanno quel suono particolare che apre THE LOGICAL SONG dei Supertramp dove a suonarlo è Roger Hodgson che canta anche con quel suo particolare tono acuto (posso perdere l'occasione per riascoltare un pezzo così? Direi di no).

Tale suono (non quello della voce di Roger...) è ottenuto da martelletti che battono su lamelle metalliche. 
Altri artisti legati a quel piano elettrico sono stati John Lennon, Bob Dylan e i Doors. 
In seguito la Wurlitzer indirizzò la produzione solo verso organi e jukebox, quei marchingegni che Fonzie faceva funzionare con un pugno

e che ci hanno fatto compagnia per diverse decadi facendo anche nascere il mitico Festivalbar, programma tv che ha scandito ogni anno le nostre estati con dentro tutta la musica del momento, rigorosamente in playback, ma ci andava bene così. 

mercoledì 17 giugno 2026

SLAM DUNK: LA FINE

 Era il 17 giugno del 1996 quando veniva pubblicato sulla rivista settimanale Shōnen Jump l'ultimo capitolo del fumetto Slam Dunk di Takehiko Inoue, inizialmente con l'indicazione "Fine prima parte" che poi sarà modificata definitivamente in "Fine" nella pubblicazione come volume a sé stante.


Dal manga, il primo che ha contribuito in maniera molto marcata alla diffusione e allo sviluppo del basket nella Terra del Sol Levante, sono stati tratti un anime di centouno episodi, in tv dal 16 ottobre 1993, e cinque film animati. 
La serie anime però presentava spesso scene in ordine diverso, con aggiunte o tolte diverse altre piccole sequenze che ne modificano leggermente il contenuto, per cui è stata interrotta a poco più della metà del manga per volere dell'autore dell'opera originale, in quanto ritenuta troppo differente e non adeguata, senza quindi un vero e proprio finale. 
I film, invece, sono indipendenti dalla serie e si basano su storie a parte. 
Slam Dunk tratta la tematica dello sport con molto humour, ma punta anche l'attenzione verso il bullismo nelle scuole, tema sempre molto attuale.

Il protagonista Hanamichi Sakuragi (qui sopra la sua action figure) è un teppistello che si unisce alla squadra di basket del liceo Shohoku solo per fare colpo sulla ragazza dei suoi sogni, scoprendo poi una vera passione per lo sport, mostrando quindi un racconto di formazione e crescita personale. 
Quella formazione e crescita che viene mostrata spesso nel cinema e nelle serie tv dove un personaggio inizialmente negativo cambia radicalmente atteggiamento, e, a quanto pare, ha funzionato anche trent'anni fa. 

martedì 16 giugno 2026

JETHRO TULL: STORIA DI UN BEL PASTICCIO

 Nel 1980, per colpa della casa discografica Chrysalis, l'intesa di una storica band prog andò a ramengo e il gruppo si sciolse all'improvviso.


La band era quella dei Jethro Tull e al loro leader Ian Anderson, secondo una clausola del contratto con la casa, era stato chiesto di realizzare un album solista, magari sullo stile folk. 
Ian si mise al lavoro di buon grado però con la condizione di poter collaborare anche qui con il fido chitarrista Martin Barre con lui dagli inizi dei Jethro Tull, per la precisione dal secondo album Stand Up. 
Per il resto dei musicisti Ian, che nella sua testa voleva anche giustamente adeguarsi ai tempi entranti cioè gli anni 80 che saranno pieni di sintetizzatori (vedi l'evoluzione dei suoi colleghi prog Genesis, per esempio), cercò musicisti nel giro della musica elettronica tra Roxy Music e Frank Zappa, e in breve tirò fuori il disco che riprendeva, riarrangiate, alcuni sue vecchie composizioni mai pubblicate e altre del tutto nuove.

Il disco si sarebbe chiamato semplicemente A, come lui, Anderson, ma con quei suoni moderni suonava come quello di una vera rock band, altro che folk, e lo potete ascoltare qui in VERSIONE ESTESA (con più brani rispetto alla tracklist originale e in effetti è un gran bel disco prog),

per cui ecco che alla Chrysalis viene in mente di pubblicarlo lo stesso a nome Jethro Tull con una copertina che abbandonava gli outfit da folletto per un'immagine ispirata a Incontri Ravvicinati Del Terzo Tipo, causando le ire dei componenti dei veri Jethro Tull che non avevano partecipato alle registrazioni, e quindi mollano definitivamente la band. 
E lo fanno con tutte le ragioni perché la situazione era un pò come se Mick Jagger e Keith Richards avessero fatto uscire un disco a nome Rolling Stones, ma senza Ronnie Wood, Bill Wyman e Charlie Watts all'epoca in cui questi ultimi due erano ancora nella band. 
A nulla servirono le spiegazioni e le scuse di Ian che era fermamente intenzionato a tornare alla formazione di prima per l'album successivo. 
L'intesa si era spezzata (ripeto, non per causa sua) e fra i fuggitivi c'era anche l'allora David Palmer,

(quello con il foulard al collo) tastierista che era entrato ufficialmente come componente nel 1976, ma che anche prima arrangiava i brani per i Jethro Tull. 
David purtroppo è mancato nei giorni scorsi a 88 anni, ma nel frattempo, dopo la morte della moglie, nel 2004 aveva anche cambiato sesso diventando Dee.

Sempre restando nel genere prog è mancato anche Dave Greenslade, 83 anni, pure lui compositore e tastierista inglese

che, oltre ad aver fondato una band che portava il suo cognome, ha fatto prima di tutto parte dei Colosseum, noti soprattutto per il loro secondo album VALENTYNE SUITE, quello con la famosa copertina che raffigura una modella tra due alti candelabri futuristici come si vede nel video allegato (il secondo candelabro sta sul retro della copertina che è una foto intera).

Da tutt'altro genere invece arrivava il rapper Oliver Tree deceduto a soli 32 anni in uno scontro tra elicotteri. 
Oliver aveva uno stile molto ironico anche nel modo di presentarsi con i capelli a scodella, e il suo pezzo più famoso era (ironicamente) questa LIFE GOES ON,

che ha raggiunto una popolarità virale venendo usata anche per meme e video di TikTok. 
Quindi goodbye Dave, Oliver e Dee (o David). 

lunedì 15 giugno 2026

MICHAEL: QUASI TUTTO SUL RE DEL POP

 Se, dopo Freddie Mercury, vai a toccare un altro mito come Michael Jackson, è inevitabile che si scatenino le critiche dei fans


specie quelli così convinti di sapere tutto del loro idolo al punto di essersi già fatti da soli nella loro testa un film personale. 
Questi, vedendo al cinema la pellicola diretta da Antoine Fuqua, avranno pensato subito che questa cosa non va bene e quest'altra manca. 
Certo, in effetti i salti temporali sono parecchi e non troviamo traccia di U.S.A. FOR AFRICA (momento importantissimo ed epocale) e nemmeno di Paul McCartney (manca anche Janet Jackson, la più piccola della famiglia, lei però per suo esplicito volere), ma per metterci tutto forse ci saremmo sorbiti almeno tre ore di film, fermo restando che la storia raccontata qui si ferma al trionfale Tour di Bad, mentre sappiamo bene che in seguito la vera storia avrebbe preso una piega molto diversa. 
Storia che sull'ultima inquadratura una didascalia annuncia che infatti continua.
Non è detto che per questo ci sia davvero in previsione un sequel sul grande schermo seppure si sappia che il materiale rimasto fuori dal montaggio definitivo ci sia già girato bello pronto. 
Tuttavia il problema del film non è l'essere bello o no, perché per me è stato un bel film visto con piacere, ma piuttosto, come era già accaduto in BOHEMIAN RHAPSODY, viene da chiedersi se sia davvero utile e necessario rifare tali e quali le scene da videoclip (per esempio THRILLER) e live. 
Certo, mentre le guardi pensi "Wow! È uguale!", ma a me subito dopo è salito quel maledetto dubbio che questa fotocopia non sia altro che un esercizio di stile per dimostrare quanto Jafaar Jackson (che è il nipote di Michael) sia somigliante e bravo a ballare come lo zio. 
Altro piccolo problema secondo me è il sorriso ebete che il ragazzo tiene per almeno la metà del minutaggio come se fosse sempre sulla copertina di Off The Wall,

il primo album solista del nostro Re del Pop. 
Ma, ve lo confesso, non ho mai vissuto fianco a fianco con Michael, perciò magari lui era davvero così tutto Sorrisi E Canzoni...

(Hahaha! Sono scemo, lo so) 
Ma attenzione perché il problema più grande per noi è come Jafaar è stato doppiato in italiano da Francesco Ferri con un atteggiamento tutto gnegné che sembra la parodia di Michael vista in SCARY MOVIE 3
Già nel TRAILER


si sente che Jafaar tiene una intonazione leggera, ma molto più credibile e lo possiamo dire perché il vero Michael lo abbiamo sentito parlare diverse volte come nel videoclip di Thriller e nel dialogo con Paul McCartney (rieccolo) in THE GIRL IS MINE che nel film non sentirete.


Detto tutto questo, il film ha dalla sua di essere piacevole senza farti mollare mai l'attenzione, grazie ad un'ottima regia e infatti con Fuqua abbiamo già avuto esperienze positive anche raccontate QUI con film del tutto differenti. 

domenica 14 giugno 2026

HAPPY BIRTHDAY TO YOUUU (COME CANTAVA MARILYN)

 80 anni fa nasceva nella città di New York Donald Trump,


che diventerà il 45° e il 47° presidente degli Stati Uniti d'America, con tutte le conseguenze di tale incarico, magari anche spesso esasperate dai media, ma certamente puntate più verso una certa negatività specie verso gli altri Paesi del mondo come se gli Stati Uniti fossero il top e gli altri solo dei sudditi sottomessi. 
Certe manie di grandezza si erano viste già in passato portando niente di buono, e la serie The Boys, nella figura di Patriota,

ha qualche riferimento a lui nemmeno troppo velato. 
Ma l'avete votato, cari americani, e ora ve lo tenete perlomeno fino alla fine del mandato. 
Nel frattempo godetevi la festa per il suo compleanno che si preannuncia mastodontica, nel senso che se Kennedy ha avuto gli auguri cantati da Marilyn Monroe in persona, Trump non vuole essere da meno e per l'evento ha fatto costruire appositamente un'arena da oltre quattromila posti. 
Mercoledì invece è morta a 66 anni la conduttrice televisiva, attrice e cantante Patrizia Caselli per un tumore al polmone.

Patrizia aveva partecipato a vari programmi televisivi tra gli anni Ottanta e Novanta, come Chi Tiriamo In Ballo?, Bella D’Estate e Detto Tra Noi, su Rai 2, e condusse un quiz all'interno della trasmissione Ricomincio Da Due, presentata da Raffaella Carrà. 
Inoltre ha avuto anche alcune esperienze in teatro e nel cinema. 
Quindi addio Patrizia e... vabbè... auguri Donald. 

sabato 13 giugno 2026

CONFUSIONE, RITORNI E SHOW BUSINESS

 Al primo ascolto durante l'Eurovision Song Contest ero rimasto spiazzato da BANGARANGA della bulgara Dara che poi ha vinto questa edizione 2026.


In effetti quel titolo, una parola che esprime uno stato di confusione, era anche ben coreografato con i ballerini sul palco, e riascoltandola l'ho rivalutata, anzi adesso me la canto pure (no, non faccio il balletto schizzato, no) e ce l'ho nella mia playlist del momento. 
Nella nostra musica italiana invece ha fatto discutere il ritorno di Tiziano Ferro, un tempo perfetto nel canto e nel fisico, mentre ultimamente lo abbiamo visto tornato sovrappeso quasi come prima del suo esordio, quando pesava 111 kg, e anche la sua voce e intonazione paiono averne risentito in maniera notevole. 
Adesso il suo ultimo album datato 2025 Sono Un Grande (che non è andato benissimo), torna in edizione deluxe ampliata con più brani e duetti come in Xdono

che, nella nuova versione con Lazza che ha aggiunto delle "barre" sue, diventa XXDONO, ma ci sono come ospiti in altri brani anche Giorgia, Ditonellapiaga e Ariete. 
Mio guilty pleasure della settimana, lasciatemelo dire, è Olivia Rodrigo, in babydoll sexy nel videoclip di DROP DEAD

canzone piena di belle armonie vocali tutte fatte da lei con sovraincisioni, e infermierina da fantasie erotiche in quello di THE CURE dallo svolgimento decisamente più inquietante.

E infine un ritorno quello di Justin Bieber che si è ritrovato in classifica con una sua canzone del 2012 duettata con Nicki Minaj, ovvero BEAUTY AND A BEATS che ho riscoperto con piacere, anzi, per dirla tutta, all'epoca non me l'ero filata per niente.

Questo grazie al suo show che ha fatto impazzire il pubblico all'ultimo Coachella dove è stato l'headliner, seppure con un set più che minimo per il quale ha ricevuto anche qualche critica dato che ha intascato 10 milioni di dollari per stare sul palco con un MacBook mandando sul maxischermo i suoi video sui quali cantava sopra come fosse al karaoke. 
Ma lo show business probabilmente funziona così. 

venerdì 12 giugno 2026

MONDIALI 2026: PER TANTI, MA NON PER TUTTI

 Di questi Mondiali 2026 ce ne può fregare qualcosa?


Personalmente a me no, perché l'Italia non partecipa per l'ENNESIMA VOLTA, ma sono sicuro che quelli che seguono abitualmente il calcio guarderanno lo stesso le partite che, per la prima volta, con una organizzazione monumentale, vengono giocate in tre Paesi diversi: Stati Uniti, Canada e Messico. 
E proprio qui ieri si è tenuta la cerimonia di apertura nello stadio Azteca di Città del Messico. 
Si, quella l'ho guardata, e non è uno stadio qualsiasi questo. 
Qui Pelé conquistò il suo terzo titolo mondiale nel 1970, mentre Diego Armando Maradona firmò la vittoria dell'Argentina nel 1986 con la famosa MANO DE DIOS e il gol del secolo contro l’Inghilterra. 
Per gli italiani resta invece lo scenario della leggendaria semifinale Italia-Germania Ovest terminata 4-3, passata alla storia come la PARTITA DEL SECOLO, e per ricordare tale evento è stato invitato a presenziare Gianni Rivera che segnò il gol decisivo. 
Shakira ha cantato l’inno ufficiale, DAI DAI, insieme al nigeriano Burna Boy

(la canzone non ha però per nulla la forza della sempre mondial-calcistica Waka Waka). 
Perlomeno però lei ce la siamo goduta per la seconda metà del brano con un buon audio mentre per tutto il resto dello show si sentiva quello rimbombante in presa diretta perché era molto più importante far sentire in primo piano le voci dei due commentatori...mah...
Sul palco prima di Shakira che ha chiuso lo show, sono passati molti altri artisti locali (ma sfido chiunque ad averli sentiti) tra cui i Maná, quelli che con Santana avevano inciso nel 1999 CORAZÓN ESPINADO,

in una festa in pieno stile da carnevale sudamericano, ma vista da ogni angolo del mondo. 
Anche Canada e Stati Uniti hanno oggi la loro cerimonia inaugurale dove da una parte a Toronto ci saranno anche Alanis Morissette e Michael Bublé, mentre a Los Angeles si esibiranno Katy Perry, il rapper Future e la cantante brasiliana Anitta, quella che in questa pre estate stiamo già ballando con LA TESTA GIRA, un indiavolato merengue cantato in trio con i nostri Fred De Palma ed Emis Killa.

Si, alla fine il mondo della musica e dello spettacolo è diventato piccolo, e questa è anche la parte che desta almeno un certo interesse da parte mia... e poi, marginale, in questo show c'è anche un pò di calcio.

giovedì 11 giugno 2026

MONTY PYTHON'S FLYING CIRCUS SU PRIME VIDEO

 Da qualche mese il MONTY PYTHON'S FLYING CIRCUS è disponibile su Prime Video con il best of della prima stagione doppiata in italiano.


Caposaldo della comicità nonsense britannica, la serie ha reso celebre la frase di transizione "And now for something completely different" (E ora qualcosa di completamente diverso) che diventerà anche il titolo del loro primo film ideato per il lancio sul mercato americano dove la serie non era ancora stata trasmessa e infatti gli sketch del film erano un remake di quelli già visti in tv. 
Scritta e interpretata interamente dai fondatori Graham Chapman, John Cleese, Terry Gilliam, Eric Idle, Terry Jones e Michael Palin andò in onda nel Regno Unito nel 1969, ma in Italia è stata trasmessa solo nei primi anni 90 e già allora, in effetti con tutto quel periodo di mezzo, mostrava leggermente i segni del tempo; figuriamoci a vederla adesso nel 2026 quanto può fare pensare che diavolo ci sia di tanto comico in quello che fanno e dicono, poiché il tono estremamente surreale degli sketch viene talmente spinto lassù in alto da risultare poco assimilabile per noi che, nel caso della prima visione su Italia 1, fino ad allora ci eravamo nutriti dei nostri comici di cassetta come Lino Banfi, Alvaro Vitali, Paolo Villaggio, Renato Pozzetto & co. (si, pure Boldi e De Sica, questo perlomeno in film come Vacanze Di Natale), oppure Roberto Benigni e due altri nomi che mai dimenticheremo come Massimo Troisi e Francesco Nuti, ma qui eravamo su un livello molto diverso. 
E a maggior ragione erano ancora più differenti i nostri parametri televisivi comici basati su Zelig, Mai Dire Gol e simili dopo aver pure passato gli anni 80 in compagnia del Drive-In. 
Eppure la satira dei Monty Python, perlomeno in patria (ripeto, più di vent'anni prima) funzionava e le animazioni di Terry Gilliam


hanno ispirato quelle da intermezzo de Le Iene. 
Sempre parlando di nostri comici molto diversi dai Monty Python, ma tuttavia pure lui con un tono surreale molto marcato, oggi spegne 70 candeline Giobbe Covatta che deve gran parte del suo successo al Maurizio Costanzo Show.

Auguri Giobbe! 

mercoledì 10 giugno 2026

PAPERBACK WRITER: I BEATLES COLPISCONO DURO

 Il 10 giugno del 1966 veniva pubblicato il singolo dei Beatles PAPERBACK WRITER.


Ma facciamo un passo indietro a quando i ragazzi entrarono in studio nell'aprile dello stesso anno per incidere la canzone, e Paul McCartney decise di mettere da parte il suo iconico basso Höfner per impugnare un più aggressivo Rickenbacker 4001 (ma nel videoclip imbraccia l'altro), cercando di tirare fuori un suono che potesse competere con la potenza delle produzioni americane dell'epoca dato che i Beatles ne venivano dalle esperienze massacranti delle TOURNÉE negli States e l'intenzione era quella di cominciare a lavorare e sperimentare di più in studio che buttarsi ancora in simili contesti live. 
Con l'aiuto dell'ingegnere del suono Geoff Emerick che fece alcune modifiche alle apparecchiature, dribblando i rigidi protocolli degli studi EMI, il risultato fu una spinta di basse frequenze talmente potente che fu possibile solo perché ad Abbey Road era appena stata introdotta un'altra invenzione tecnologica, chiamata ATOC, che serviva proprio per evitare dei dannosi picchi di bassi che viceversa avrebbero dato dei problemi nell'incisione. 
Il brano, con il suo impatto sonoro molto più pesante rispetto al passato, è arricchito dalle classiche armonie vocali impeccabili e dall'uso di chitarre come l'Epiphone Casino e la Gibson SG, che avrebbero poi caratterizzato le sessioni di RAIN

(il lato B del 45 giri) e gran parte del successivo capolavoro Revolver che non conterrà questi due pezzi. 
Tutto ciò sotto la supervisione di George Martin che, lo sappiamo bene, quando c'era da giocare con i suoni dei Beatles non si tirava mai indietro, ma di questo ne parleremo in maniera più approfondita ad agosto, quando Revolver compirà 60 anni. 

martedì 9 giugno 2026

ECCO UN PAIO DI FACCE NOTE, MA FORSE LO SONO UN PÒ MENO I NOMI

 È morto all’età di 72 anni, a causa di complicazioni legate a una polmonite, l’attore inglese Anthony Head, noto negli anni 90 soprattutto per aver recitato nella serie tv Buffy L’Ammazzavampiri dove era Rupert Giles,


bibliotecario della scuola e mentore della protagonista, e in Ted Lasso nel ruolo del miliardario Rupert Mannion, oltre che essere apparso in oltre venti film. 
Una settimana fa invece l’attore statunitense James Handy è stato accoltellato nel cortile di una casa a Los Angeles, ed è morto poco dopo essere stato trasportato in ospedale. 
Aveva 81 anni e possiamo averlo visto in molte serie tv e film tra cui Jumanji (1995)

dove era il disinfestatore che viene chiamato per liberare la casa di Alan Parrish da uno sciame di pipistrelli, ma che poi fa dietrofront, e Top Gun: Maverick (2022) nel ruolo di un barista. 
Ma forse James lo possiamo ricordare meglio nel film dove aveva sostenuto una parte più importante che era Aracnofobia.

Il suo assassino, per cause non precisate, è Michael Gledhill, 44 anni e figlio dell'attuale compagna di Handy.
Goodbye Anthony & James.