martedì 29 settembre 2026

L'ULTIMA MISSIONE: PROJECT HAIL MARY: TANTE CITAZIONI IN UN FILM DELIZIOSO

 Project Hail Mary è prima dì tutto un romanzo di fantascienza del 2021 scritto da Andy Weir già autore di The Martian, storia già portata al cinema con protagonista Matt Damon che si arrabattava in mille modi per non lasciarci la pelle dopo essere stato abbandonato su Marte dai colleghi perché creduto morto.


Da quest'altro libro sempre a tema di spazio e problem-solving, è stato tratto l'omonimo film distribuito in Italia come L'Ultima Missione: Project Hail Mary, pellicola su Prime Video dal minutaggio lunghissimo ma che non stanca davvero mai, diretta da Phil Lord e Christopher Miller e interpretata da Ryan Gosling nel ruolo di Ryland Grace che si risveglia da un coma indotto a bordo di un'astronave avanzatissima, perfetto nel ruolo così inizialmente confuso senza alcun ricordo della sua identità o del motivo per cui si trova nello spazio profondo. 
Qualcosa chiaramente non ha funzionato come doveva poiché accanto a lui ci sono i corpi senza vita degli altri due membri dell'equipaggio che, mannaggia, magari avrebbero potuto dargli qualche preziosa informazione. 
Con il graduale ritorno della memoria, per noi mostrato parallelamente grazie a continui flashback, Grace ricorda di essere un ex biologo molecolare diventato insegnante di scienze.

Per via di queste sue conoscenze, si troverà suo malgrado messo in mezzo ad una missione senza ritorno poiché sulla Terra, al contrario di quello che abbiamo vissuto in quest'estate, la luce del Sole ha iniziato a diminuire a causa di un microrganismo alieno parassita (ribattezzato "Astrofago") che si nutre dell'energia stellare, minacciando il nostro pianeta di una nuova glaciazione. 
Per salvare l'umanità è stata organizzata la missione Hail Mary (Ave Maria), diretta verso il sistema stellare di Tau Ceti unica stella vicina a non subire l'infezione e quindi per scoprire perché sia immune e, se possibile, trovare una cura per il nostro sole. 
Come dicevo prima, il film è una continua risoluzione pratica e ingegnosa di problemi scientifici e fisici complessi usando la scienza e arrangiandosi con quello che Grace ha intorno, magari in modi che sono sembrati un pò troppo frettolosi per me che non sono un insegnante di scienze, ma va bene così. 
Senza spoilerare troppo, sarà fondamentale l'incontro con un insolito alieno a cui Ryland dà il nome di Rocky per il suo aspetto roccioso, ma c'è anche Adriana, giuro, e non ridete... anzi no, fatelo pure perché di sorrisi durante il film ne arrivano spontanei con Gosling che si conferma un vero mattatore in scena. 
Parlando di forme di vita aliene poi non può mancare una citazione verso gli Incontri Ravvicinati di Spielberg. 
Un'ottima cosa è che Rocky è animato meccanicamente e ciò lo rende perfettamente reale in scena con Ryan. 
Notare anche la citazione sui Beatles con i nomi che Grace mette sulle capsule inviate verso la Terra e scena, questa qui sotto, sottolineata dalla loro TWO OF US.

Sarà un caso, ma i 4 di Liverpool capitano sempre in mezzo eh? 

lunedì 28 settembre 2026

X-FACTOR 2026 FA VENT'ANNI

 Allora... fatemi capire bene, poiché vedendo le audizioni di quest'anno, a quanto pare a X-Factor se dici che musicalmente sai fare un pò di tutto non va bene.


Ma allora metti che dal passato, con una macchina del tempo (magari fatta a forma di DeLorean, perché chì l'ha detto che non può essere anche una bella macchina?), si presentino davanti ai giudici i Beatles di SGT. PEPPER, oppure quel maledetto tutto matto di FRANK ZAPPA, oppure ancora i primi Queen che se ascolti i LORO ALBUM pre-baffi di Freddie ci trovi davvero un pò di tutto, dal rock allo swing, all'operetta, fino al charleston, che fai? Li mandi a casa???

E poi Gabbani che, quando non fa l'emulo del Groucho di DYLAN DOG con battute terrificanti, si lancia a criticare il concorrente parlando di tecnicismi su timing e melodia di cui non frega una cippa a nessuno, senza ricordarsi che dal vivo in quei programmi tv estivi finti-Festivalbar lui stesso modifica alcuni passaggi delle sue stesse canzoni. 
Per fortuna quest'anno nel quartetto di giudici non c'è Achille Lauro (gran paraculo della canzone italiana) che col suo "Senato!" aveva veramente fracassato i maroni, e il suo posto è stato preso da Irama che, finché se ne sta buono lì seduto al tavolo dei giudici e non canta con quel modo mugugnante di tendenza attuale, va abbastanza bene e nel frattempo offre degli assist a Paola Iezzi che così può maliziosamente parlare dei due uccelli del cantante facendo scompisciare Jake La Furia, quello che nel mucchio rimane il più simpatico anche perché non si nasconde dietro a paraventi di sapienza e confessa di non capire mai quello che dice Gabbani. 
Il tutto ancora diretto da Giorgia che si conferma un'ottima padrona di casa. 
Ecco riassunte in breve le audizioni appena concluse giovedì scorso per il nuovo X-Factor 2026 che, fra una cosa e l'altra, compie pure vent'anni.

domenica 27 settembre 2026

COMPLEANNI CELEBRI E NON SOLO

 Jovanotti, che arriva a compiere oggi 60 anni rimanendo tuttora in vetta alla popolarità,


è probabilmente l'esempio più lampante di come sia importante nello show business la capacità di evolversi. 
Si, perché quando il ragazzo fece il suo debutto lanciato da Claudio Cecchetto su Deejay Television nel 1987, tutti erano unanime per definirlo un cretino che sparirà in un lampo.

E forse quelli che più lo odiavano erano i possessori di Mercedes, auto che all'epoca sui suoi modelli sfoggiava la famosa stella simbolo ritta sul cofano messa lì esattamente come la Rolls-Royce metteva il suo Spirit Of Ecstasy, e ricordiamo bene tutti cosa capitò allora.

Ora Lorenzo "Jovanotti" Cherubini non sarà diventato certamente il miglior cantautore sulla faccia della terra, ma nel tempo ha saputo crescere ed essere più credibile, portando in giro anche CONCERTI EVENTO e raccontando in tv le sue AVVENTURE E DISAVVENTURE su due ruote.
Circondandosi poi sempre di ottimi collaboratori tra cui l'inseparabile Saturnino, uno dei migliori bassisiti italiani. 
Ne fa dieci di meno invece Francesco Totti,

l'ex "pupone" della "maggica" che festeggia il mezzo secolo. 
Auguri ad entrambi. 
Con anche un paio di addii cominciando da Jackie Jackson, 79 anni, bassista giamaicano e membro originale della band Toots And The Maytals che con il loro singolo DO THE REGGAE hanno coniato il termine che caratterizzerà quel genere musicale

che troverà i suoi massimi esponenti in miti come Bob Marley.
Ci lascia anche Marina Vlady, attrice francese di origini russe (Marina Catherine Poljakova) scomparsa di recente ad 88 anni.

Addio Marina e Jackie. 

sabato 26 settembre 2026

50 ANNI DI U2 (MA ANCORA NON SI CHIAMAVANO COSÌ)

 C'era una volta un giovane batterista che di nome faceva e fa tuttora Larry Mullen, intenzionato a metter su una band, e quindi affiggeva un volantino nella bacheca della "Mount Temple Comprehensive School" di Dublino.


Capiterà così che dei ragazzi si ritroveranno il 25 settembre del 1976 (cioè 50 anni esatti compiuti ieri) a suonare nella cucina di Larry, dando vita ad un nuovo gruppo che prende inizialmente il nome di Feedback. 
Oltre a Mullen ci sono il cantante Paul David Hewson (soprannonimato dagli amici Bono Vox come il nome di un negozio locale), il bassista Adam Clayton, il chitarrista Dave Evans (soprannominato The Edge da Paul/Bono) e, per breve tempo, anche suo fratello maggiore Dick come seconda chitarra. 
Dopo l’uscita di quest’ultimo nel 1978 per andare a formare i Virgin Prunes (magari li ascolteremo insieme un giorno, ma dovete essere davvero pronti a tutto...), la band prende momentaneamente il nome di The Hype, ma presto lo cambierà in U2, che si racconta sia stato suggerito da Steve Averill, musicista amico di Bono, ispirandosi a quello di un aereo spia americano, ma nel loro caso vale di più il significato fonetico di "you too", cioè anche voi.
E non credete alla leggenda che vorrebbe fosse stato Robert Smith dei Cure a dare loro quel nome, perché non è vero e, anzi, gli stavano proprio sulle balle.

Nello stesso anno i quattro incontrano il manager Paul MacGuinness e si apre così la vera storia della band con l'uscita del primo album Boy, accompagnato dal primo singolo I WILL FOLLOW, sempre eseguita in tutti i loro tour. 
La svolta decisiva si avrà nel 1984, quando incontrano i produttori Brian Eno e Daniel Lanois. 
Il primo frutto di questo sodalizio sarà la mitica PRIDE,

dedicata a Martin Luther King, che anticipa l'album THE UNFORGETTABLE FIRE, e disco che finisce primo in classifica a pochi giorni dall'uscita. 
Tre anni dopo con THE JOSHUA TREE il rock degli U2 coinciderà con l'inizio di un profondo impegno per l'Africa e per i diritti umani in generale che resterà un punto fermo nel futuro della band.

Ultimamente capita che siano i soli Bono e The Edge a fare i rappresentanti della band durante apparizioni pubbliche come interviste e ospitate, cosa che non so quanto possa far piacere a Larry che aveva fondato la band. 
Inoltre le collaborazioni con personaggi come Martin Garrix hanno un pò modificato il loro SOUND

facendoli assomigliare quasi alla versione più recente dei Coldplay, anche loro molto cambiati durante la loro carriera. 
Si tratta comunque in entrambi i casi di evoluzione perché gli anni passano ed è giusto adeguarsi ai tempi. 

venerdì 25 settembre 2026

L'ALBA DI DYLAN DOG

 Domani sarà un anniversario dedicato agli amanti del fumetto italiano perché, con il titolo L'Alba Dei Morti Viventi, il 26 settembre del 1986 usciva in edicola il primo numero di Dylan Dog, l'indagatore dell'incubo, fumetto horror ideato da Tiziano Sclavi e disegnato da Claudio Villa ed Angelo Stano.

Il nome del protagonista è ripreso dal poeta gallese Dylan Thomas, mentre i tratti somatici, come confermato dall'autore, sono evidentemente ispirati all'attore inglese Rupert Everett com'era allora. 
La storia raccontava di una giovane vedova che vede ricomparire il marito come zombie e si rivolge disperata all'investigatore Dylan Dog, che inizia le indagini accompagnato da Groucho,

inseparabile assistente identico al suo omonimo dei Fratelli Marx e caratterizzato come un emettitore seriale di BATTUTE A RAFFICA. 
Il fumetto, di cui possiedo moltissimi numeri e adesso ho anche in versione digitale, diventa subito un fenomeno letterario. 
Dylan è un ex agente di Scotland Yard, 30enne e inglese che veste sempre allo stesso modo: giacca nera, camicia rossa e jeans (molto facile quindi farne il cosplay se hai un phisoque du role adeguato). 
Non porta armi con sé, ma all'occorrenza Groucho gli lancia un revolver, e sul suo passato si sa ben poco. 
Non è dunque un supereroe che vince sempre, ma un uomo che si trova davanti anche personaggi come Frankenstein, Dracula, eccetera, insieme ad altri meno famosi. 
Casualmente sono in maggioranza donne quelle che si rivolgono a lui e delle quali finisce quasi sempre per innamorarsi. 
Questo diventa presto il fumetto nostrano più venduto in Italia e ispirerà due film, ma entrambi stroncati dalla critica e dal pubblico:

DellaMorte DellAmore (1994) con Rupert Everett (ma il personaggio protagonista, nonostante la evidente somiglianza, non era Dylan Dog e la sceneggiatura prendeva spunto da un altro racconto di Sclavi) e Dylan Dog: Dead of Night (2010)

con Brandon Routh (uno che è stato anche Superman al cinema nel 2006) nel ruolo del detective, ma senza la presenza di Groucho (gravissima mancanza, dato che avevo detto che sono inseparabili) sostituto da Marcus, e pellicola che sembrava invece più un Buffy L'Ammazzavampiri girato al maschile.

Per l'occasione nelle edicole è arrivata anche la ristampa di quel primo numero e altri ne usciranno tra i più rappresentativi, ma ad un prezzo francamente un pò elevato. 
Chissenefrega... ho l'originale... 

giovedì 24 settembre 2026

AVENGERS: ENDGAME "EXTRA" OPPURE "ENCORE", MA TANTO È UGUALE

 Avengers: Endgame "Extra" (questa è l'aggiunta nel titolo italiano, ma in originale sarebbe "Encore", come i bis nei concerti) torna nei cinema italiani da oggi con 4 minuti di scene inedite che faranno da collegamenti narrativi pensati dai fratelli Russo come ponte verso Avengers: Doomsday la cui uscita sarà il 16 dicembre.

Riferendosi all'edizione originale del 2019 sono nate le teorie dei fans sulle nuove scene extra che, secondo loro, si concentreranno sul Dottor Destino, interpretato da Robert Downey Jr: la teoria che sta girando ipotizza che il Dottor Strange abbia spinto Tony al sacrificio perché in tutti gli altri 14 milioni di futuri in cui Stark sopravviveva, finiva col trasformarsi nel tirannico Dottor Destino. Ma, ferma un attimo... il Dottor Destino non era Victor Von Doom, ovvero un collega e amico di Reed Richards dei Fantastici 4 pure lui mutato?


Un altro filone di ipotesi si concentra su Captain America e il suo viaggio per ricollocare le Gemme dell'Infinito nelle rispettive linee temporali passate ponendo le basi per gli eventi catastrofici di Doomsday. 
Si parla anche della sostituzione dell'attrice che interpreta Cassie Lang (la figlia di Ant-Man) per allinearla a quella vista nei capitoli successivi dell'MCU, ma sarebbe un particolare secondario rispetto alle ipotesi precedenti.

Ricordo infatti che anche nella saga di Ritorno Al Futuro, nel secondo episodio la fidanzata di Marty McFly era interpretata da un'attrice diversa rispetto al primo film, ma nessuno rimase turbato allora. 
Ma tanto con la scusa dei multiversi, vero e proprio escamotage alla Deus Ex Machina, si può girare la storia come diavolo si vuole che intanto vale tutto. 
In tutto ciò io però sento ormai una saturazione personale tra multiversi e Avengers che non mi fa sentire più nessun hype a riguardo. 
Comunque i dettagli ufficiali sulla natura esatta di queste nuove scene sono rimasti sotto chiave da parte dei Marvel Studios fino al debutto in sala di oggi. 
Ci aggiorniamo eh? 

mercoledì 23 settembre 2026

100 ANNI DI JOHN COLTRANE

 Il 2026 segna il centenario della nascita di John Coltrane (nato il 23 settembre 1926 e morto nel 1967), celebrato in tutto il mondo con un anno di eventi, concerti e pubblicazioni speciali per ricordare il leggendario sassofonista.


Coltrane 100 infatti è la grande celebrazione globale organizzata dal Coltrane Estate che comprende anche uscite discografiche speciali, come cofanetti in vinile e CD. 
Anche la moderna Spotify si allinea alle celebrazioni con playlist dedicate. 
John suonava soprattutto il sassofono tenore e il sassofono soprano e ha collaborato con grandi leggende come Dizzy Gillespie e Miles Davis nel suo quintetto. 
Da ricordare soprattutto due album: Giant Steps (1959) dove i brani sono una vera e propria messa alla prova fondamentale per ogni sassofonista, e A LOVE SUPREME (1965),

disco in quattro parti considerato il suo capolavoro assoluto. 
Tutt'altro mondo rispetto a ULTIMO di cui è uscito ieri il film concerto e genere il jazz che, lo sapete, non rientra del tutto nei miei preferiti, ma la bravura non si discute mai. 

martedì 22 settembre 2026

ULTIMO - LA FAVOLA PER SEMPRE (E ANCHE PER CHI NON C'ERA)

 Oggi, 22 settembre 2026, esce al cinema "Ultimo - La Favola Per Sempre", il film evento che racconta il grande concerto del cantante Ultimo tenuto lo scorso 4 luglio a Tor Vergata davanti a 250.000 fan di cui la maggior parte non può certo dire di averlo visto da vicino, con tutto quello che ne è conseguito... nel senso che mostrerà anche le molte polemiche?


Tuttavia posso ricordare che nemmeno tutto il pubblico di Woodstock può dire con certezza di aver visto e sentito tutto il concerto perfettamente, anche perché molti, durante le performances erano impegnati a fare altre cose, tipo dall'amore libero allo straniarsi di brutto (anche quello liberamente). 
L'importante allora era "esserci" e forse anche in questi maxi eventi attuali vale la stessa regola. 
Il film resta nelle sale italiane da oggi fino al 30 settembre.
Aggiungo l'addio a Davide Di Lernia , 47 anni, regista e montatore, nonché figlio del famoso cantante parodista Leone (Lo Zoo di 105) scomparso nove anni fa. 

Davide, che di recente aveva fatto "rivivere" il padre grazie all'A.I., è deceduto in un incidente stradale in moto.
Addio Davide. 

lunedì 21 settembre 2026

ARRIVA IL DIVIN CODINO

 Non seguo il calcio, in particolar modo quello recente per tutta una serie di motivi che ho già raccontato nel blog.


Tuttavia ne parlo come nel caso dell'addio a SANDRO MAZZOLA, oppure perché oggi è l'anniversario dell'esordio in Serie A di Roberto Baggio e mi sembra il caso di raccontarvela qui quella prima volta, dato che è un calciatore amato anche da chi non è tifoso sfegatato, forse anche perché nella sua carriera non ha mai causato scandali, gossip, o altre cose con accezioni negative. 
Era il 21 settembre del 1986 e la partita era Fiorentina-Sampdoria, seconda giornata di campionato di serie A. 
Roberto entrava in campo a soli 19 anni dopo un lungo e difficile infortunio al ginocchio subìto ai tempi del Lanerossi Vicenza (si, la squadra aveva lo sponsor tessile nel nome)

e, già che ci sono, ci tengo a far notare, con le due foto sopra, in che modo "basico" si presentassero in campo allora i calciatori.
Purtroppo, pochi giorni dopo questa prima presenza in Serie A, il ginocchio cedette di nuovo, costringendolo ad un altro stop prima del completo recupero, ma poi da lì la sua sarà una carriera importante e ricca di successi come pochi altri numeri 10.

Divin Codino, il suo soprannome per l'hairstyle, si ritirerà nel 2004, dopo aver vinto due scudetti (con Juventus e Milan), una Coppa UEFA e il Pallone d’oro nel 1993. Si, c'è anche quel famoso rigore sbagliato nel 1994 che ci costò il mondiale,

ma errare è umano e comunque gli è stato perdonato unanimemente proprio per il tipo di persona che Roberto era ed è tuttora. 

domenica 20 settembre 2026

IL PRIMO FESTIVAL DI CANNES

 Sono passati 80 anni belli tondi da quando si è tenuta nel 1946 la prima vera edizione del Festival di Cannes,


svoltasi dal 20 settembre al 5 ottobre, e nata come risposta democratica alla Mostra di Venezia che allora era "leggermente" influenzata dai regimi fascisti in voga in quel tempo. Inizialmente era stata prevista per il settembre del 1939, ma lo scoppio della guerra fece bloccare tutto. 
Quell'edizione del dopoguerra, che aveva come Presidente onorario Louis Lumière, quindi premiò ben undici film di diverse nazionalità tra cui ROMA CITTÀ APERTA di Roberto Rossellini, Notorious - L'Amante Perduta di Alfred Hitchcock e Breve Incontro di David Lean. 
Un anniversario importante per un blog che fa della musica, della tv e del cinema in particolar modo, la sua ragione di esistere. 

sabato 19 settembre 2026

LA TORRE DI BABELE È STATA "COSTRUITA" 50 ANNI FA

Per celebrare i 50 anni dall'uscita dell'album LA TORRE DI BABELE di Edoardo Bennato (pubblicato originariamente nel 1976, è uscita ieri un'edizione speciale e numerata in vinile con audio rimasterizzato direttamente dai nastri originali e una copertina resa metallizzata riprodotta anche in un poster autografato allegato.


Era stato lo stesso Edoardo a creare quella copertina con 100 figurine di guerrieri e soldati di varie epoche a formare la famosa Torre che dà il titolo anche ad un programma tv di La7. 
È ancora un album che per certi pezzi (Ma Chi È?, EAA) si mostra ancora un pò acerbo, ma che ha preceduto di un anno il boom di BURATTINO SENZA FILI, disco perfetto invece dove nessuna traccia pare essere messa lì come riempitivo. 
Questo La Torre Di Babele è comunque diventato leggendario perché contiene brani come VENDERÒ

(l'unica del disco il cui testo non è firmato da lui, ma dal fratello Eugenio), CANTAUTORE, manifesto beffardo sul pubblico che vuole che un artista sia qualcosa di completamente diverso da un essere umano senza rispettare le sue normali esigenze,

FRANZ È IL MIO NOME, che già citava Pinocchio e il Paese Dei Balocchi dell'album successivo anche se nella canzone non era esattamente quello di Collodi, ma si capisce che era già una sua idea fissa poiché ricordo che già ne I Buoni E I Cattivi del 1974 apparivano sulla copertina due gendarmi come quelli che catturavano il burattino fuggitivo. 

E naturalmente la stessa beffarda (pure quella) title track con cui ho aperto il post. Da collezionare, ma soprattutto da ascoltare, perché è per questo che sono fatti i dischi.
Purtroppo il sabato musicale non è esente da addii come quello a Rosalind Ashford,

83 anni, cantante americana e membro originale di Martha & The Vandellas, trio vocale della Motown, tipo le Supremes e le Ronettes, e che ricordo con il loro più grande successo DANCING IN THE STREETS.

Altro addio va a Duncan Sheik, cantautore statunitense che fu attivo tra la fine degli anni 90 e gli inizi degli anni 2000, e noto principalmente per BARELY BREATHING, la sua canzone più famosa

che era stata anche rifatta in italiano da Niccolò Fabi con il titolo Il Male Minore. 
Duncan è morto a 56 anni per un arresto cardiaco. 
Infine, non c'entra con la musica, ma non è meno importante, anzi, perché all'età di 83 anni si è spento Sandro Mazzola leggendaria bandiera assoluta dell'Inter (mai cambiato squadra) e pilastro della Nazionale italiana.

Addio Rosalind, Duncan e Sandro. 

venerdì 18 settembre 2026

C'ERA DUE VOLTE A HOLLYWOOD

 Facciamo un salto indietro a quando usciva nelle sale il 18 settembre del 2019 C'era Una Volta A… Hollywood (Once Upon a Time in Hollywood), il celebre film di Quentin Tarantino con Leonardo DiCaprio e Brad Pitt.


Sta per arrivare adesso lo spin-off/sequel e si intitola Le avventure di Cliff Booth (The Adventures of Cliff Booth), basato sul personaggio dello stuntman interpretato da Brad Pitt. 
Uscirà brevemente nelle sale IMAX il 25 novembre 2026, dopodiché sarà in streaming su Netflix (che lo produce) verso Natale. 
Ritroveremo Cliff, pochi anni dopo gli eventi del primo film, che ora sarà impiegato come tuttofare per gli studios. 
Nel cast ci sono anche Timothy Olyphant, Elizabeth Debicki, Scott Caan e Carla Gugino. 
Quentin Tarantino ne firma la sceneggiatura, ma affida la regia a David Fincher, il che rende la cosa molto appetitosa. 
Già lo sto aspettando... 

giovedì 17 settembre 2026

RAI ISORADIO: FINALMENTE ORA CI SIAMO

 Avete notato ultimamente come è cambiata in meglio Rai Isoradio?


Era nata nel 1989 con un triste e piatto audio monofonico, un'esigenza allora necessaria per poter entrare nelle gallerie autostradali in isofrequenza, mentre un conduttore dal tono palesemente scazzato e monocorde, e che immaginavo in uno stanzino angusto e poco illuminato, alternava musica vecchia e stantia (parevano gli scarti delle altre radio perché si passava da Nico Fidenco a qualcosa di completamente opposto) a informazioni sul traffico che perlomeno potevano essere utili. 
Ora dal 2019, l'emittente trasmette in DAB, in stereofonia e la programmazione è diventata molto più piacevole anche con le ultime novità discografiche e veri speakers che intrattengono l'ascoltatore parlando comunque sempre meno di altri colleghi logorroici e spesso irritanti che popolano le emittenti più famose e pensano pure di essere divertenti. 
Putroppo Rossella Diaco,

una delle speaker veterane, ci ha lasciato lo scorso agosto a 65 anni per un tumore al pancreas. 
Beh... per dovere di cronaca c'è anche il compleanno per i 50 anni di Alessandro Siani, ma ho già espresso PIÙ VOLTE come la penso sulle capacità comiche dell'attore, per cui non mi ripeto.

Concludo allora con l'addio a Rossella, anche se posticipato, mentre adesso Rai Isoradio, da semplice "radio da viaggio" a "radio del viaggio", è diventata adesso una delle mie preferite. 

mercoledì 16 settembre 2026

UN SUPEREROE VERO

 Cade oggi l'anniversario di un'impresa eroica che costò purtroppo la carriera sportiva al suo protagonista.


Il 16 settembre del 1976, infatti Shavarsh Karapetyan, nuotatore armeno, stava facendo jogging lungo il lago di Yerevan con suo fratello dopo aver completato il suo solito allenamento di nuoto, quando sentì il rumore di uno schianto e vide un filobus che affondava nel lago dopo essere caduto da una diga. 
In un attimo il mezzo, carico di passeggeri, finì sul fondo del bacino idrico a circa 25 metri dalla riva a una profondità di 10 metri. Karapetyan si tuffò nonostante le difficili condizioni delle acque limacciose e riuscì ad aprire il finestrino posteriore del filobus riuscendo a salvare, rituffandosi più volte, 37 dei 92 passeggeri a bordo, più altri 9 che riuscirono a fuggire da soli attraverso il finestrino. 
Putroppo solo 20 dei 46 totali salvati sopravvissero, nonostante le cure mediche dei soccorsi arrivati sul posto. 
Karapetyan stesso venne ricoverato per 45 giorni a causa delle molteplici lacerazioni contro i vetri rotti e anche per una grave polmonite. 
Successive complicazioni polmonari impedirono a Karapetyan di continuare la sua carriera sportiva eccetto per un'ultima gara nella quale, nonostante i polmoni danneggiati e i forti dolori, riuscì a stabilire un nuovo record mondiale. 
Ma il bello è che Karapetyan non era nuovo ad imprese eroiche poiché due anni prima stava viaggiando su un autobus quando l'autista accostò per controllare un problema meccanico. 
Forse per il freno a mano difettoso, l'autobus iniziò improvvisamente a rotolare giù verso una gola di montagna. 
Ma in pochi secondi Karapetyan sfondò la parete divisoria che separava i passeggeri dal posto di guida dell'autista, prese il controllo del volante e allontanò l'autobus dal pericolo di finire nel dirupo. 
Ora viene da chiedersi se nessuno abbia mai avuto l'idea di realizzare un film sulle imprese extra sportive di Karapetyan, ma il fatto è che la censura sovietica solitamente sopprimeva qualsiasi notizia sui disastri nell'URSS

(si, anche le conquiste spaziali che tanto facevano rosicare gli americani perché pareva che ai sovietici andasse sempre tutto bene), quindi tutte le documentazioni relative all'incidente furono conservate presso l'ufficio del procuratore distrettuale e pubblicate solo anni dopo, quando finalmente la Pravda pubblicò l'articolo sulla sua impresa il 12 ottobre 1982 cioè sei anni dopo l'accaduto, rivelando che era lui il salvatore per cui gli furono conferite delle onorificenze ufficiali; al che molti chiesero che gli venisse conferito anche il titolo di Eroe dell'Unione Sovietica, ma ciò non accadde. 
Eh... hanno un caratterino difficile questi russi e ormai l'abbiamo capito bene. 

martedì 15 settembre 2026

AUGURI OLIVER!

 E così anche Oliver Stone ha toccato il traguardo degli 80 anni.


Sto parlando di uno dei registi più discussi di Hollywood per i suoi ritratti anticonformisti della storia americana e che gli sono valsi le meritate vittorie alla Notte Degli Oscar. 
Il fatto di essersi arruolato come volontario in Vietnam deve averlo segnato profondamente ispirandogli i primi lavori (il documentario "Last Year in Viet Nam" 1971), fino ai due capolavori assoluti: "Platoon" del 1986, premiato con otto nomination agli Oscar (vincendone quattro, tra cui la miglior regia) e "NATO IL 4 LUGLIO", interpretato magistralmente da Tom Cruise e che gli ha portato la seconda statuetta come regista apparendo quasi sempre anche come attore con una piccola parte. 
E non dimentichiamo "Wall Street" (1987), "Talk Radio" (1988), "Assassini nati" (1994) e naturalmente "THE DOORS" tornato di recente nelle sale. 
Auguri Oliver. 

lunedì 14 settembre 2026

LA LEGGE DI LIDIA POËT È ARRIVATA IN RAI E...

 Dopo essere stata su Netflix tre anni fa abbondanti ed essere arrivata alla terza stagione, la prima serie di La Legge Di Lidia Poët, costruita su un personaggio realmente esistito, è stata acquistata dalla Rai che alcuni giorni fa l'ha mandata in onda su Rai1 facendo sollevare un mare di proteste sui social per un audio pessimo nel quale non si capiva una parola di quello che gli attori dicevano.


Forse anche per quello è stata poi spostata su Rai3. 
Ma cari amici seriali... se ricordate bene, di questo problema ne avevo già parlato tempo fa PROPRIO QUI appunto tre anni fa, e c'ero pure andato giù pesante nonostante io abbia un debole per la protagonista Matilda De Angelis. 
Ma a sto punto ormai credo che quel mio interesse sia solo per la sua bellezza perché dalle capacità attoriali sue ho già ricevuto ALTRE DELUSIONI amare come anche dai suoi colleghi in scena, magari anche per colpa di certi script fatti con i piedi. 
Comunque mi compiaccio di non essere l'unico ad aver rilevato tali problemi in quella serie che poteva anche essere bella, ma fatta così è inaccettabile. 
E la cosa più strana è che Matilda, se diretta invece da Sydney Sibilia (magari lui glielo diceva di rifare la scena alzando di più la voce?) e con una sceneggiatura fatta bene, ha funzionato benissimo in L'INCREDIBILE STORIA DELL'ISOLA DELLE ROSE e la voce l'avrebbe anche perché l'abbiamo sentita già cantare SU QUESTE PAGINE WEB insieme ad Elisa. 
Perché allora questa continua de-evoluzione? 
Per risolvere il mistero misterioso che gira intorno a Matilda (e al modo attuale di recitare nelle fiction italiane) ci vorrebbe Lidia Poët, ma quella vera... 

domenica 13 settembre 2026

ADDIO AL PAPÀ ADOTTIVO DI ACTARUS

 Da questo blog arriva oggi l'addio ad Elio Zamuto, 85 anni, attore e doppiatore italiano e per la precisione siciliano, apparso in decine di film poliziotteschi degli anni 70, da non confondere con Mario Zambuto che invece era la voce italiana di Stanlio quando Ollio lo doppiava Alberto Sordi.


Ma gli appassionati di anime giapponesi potranno ricordare la voce calda, profonda e rassicurante di Elio che faceva parlare in italiano il Dottor Procton (Genzo Umon il nome originale), direttore del Centro di Ricerche Spaziali e padre adottivo di Actarus nella leggendaria serie ATLAS UFO-ROBOT/GOLDRAKE, approdata in Italia alla fine degli stessi anni 70. 
Tra i suoi ruoli più ricordati come doppiatore c'è anche il Professor Shiba in Jeeg Robot D’Acciaio, Tom Selleck nella serie Magnum-P.I. e Apollo Creed (interpretato da Carl Weathers) nel primo film di Rocky, casualmente (o no?) tutti baffuti come lui. 
Come attore, sempre negli anni 70, ha inevitabilmente partecipato anche ai film che facevano da contraltare a quelli "duri" e violenti allora in voga, 

ovvero  quelli scollacciati/comici come L'Infermiera Nella Corsia Dei Militari con NADIA CASSINI e Lino Banfi (qui sopra). 
Ci lascia anche Emma Bonino, 74 anni, volto femminile della politica italiana rimasta in attività fino all'ultimo nonostante la grave malattia.

Addio Emma ed Elio. 

sabato 12 settembre 2026

AH, MA NON SONO I JETHRO TULL?

Oggi, come capita solitamente al sabato, faccio il dj e metto sul piatto HOUSE OF THE KING, 

un brano strumentale che era stato scelto da Renzo Arbore come sigla di un programma radiofonico degli anni 70 dal titolo Per Voi Giovani, ideato, ma non condotto da lui, e che, per via di quel flauto suonato in maniera rock/prog, associavo ai Jethro Tull, mentre non molto tempo fa ho scoperto essere dei Focus, band progressive rock olandese fondata nel 1969 dal tastierista, flautista e cantante Thijs van Leer e del chitarrista Jan Akkerman sicuramente ispirandosi al gruppo di BOURÉE


(dichiarata rilettura di J.S. Bach), LOCOMOTIVE BREATH

e AQUALUNG, pezzo storico quest'ultimo e probabilmente il più iconico dei Jethro anche se nella versione di studio del 1971 non c'è una sola nota suonata di flauto (la parte del leone la fanno le chitarre),

ma poi dal vivo invece Ian ce lo ha spesso aggiunto. 
Lo stile dei Focus, tutt'ora in attività seppure con formazioni diverse nello scorrere degli anni, mescola, come la band di Ian Anderson, rock, jazz, musica classica ed elementi folk. 
A proposito, trovo molto corretta la scelta di Ian in occasione degli ultimi tour, di mettere sul poster "Ian Anderson presenta Jethro Tull"


poiché dei veri originali musicisti della band prog degli anni 70 è rimasto solo lui dopo anche l'abbandono di Martin Barre, fido chitarrista per 43 anni in tutta la discografia precedente dei Jethro Tull fino al 2012 quando Ian sciolse la band, ripensandoci però pochi anni dopo. 
Ma Martin stavolta non tornò per la rigenerazione dei Jethro perché i rapporti con Ian (uno che come leader ha sempre preferito essere riconoscibile piuttosto che rassicurante) si erano incrinati in modo irreparabile, mentre invece in passato era restato anche in occasione di QUELL'ALBUM che causò una grave scissione a causa di un pasticcio creato dalla casa discografica. 
Questa dicitura chiarificatrice mostrata sulle locandine però non appare sugli ultimi album post-Barre, e invece a parer mio sarebbe stata corretta, come anche nel caso di tanti gruppi che tuttora si presentano con il nome storico, ma degli elementi originali ne è rimasto soltanto uno (Nomadi, Le Orme) o addirittura nessuno (Matia Bazar, Camaleonti).

Ian, perlomeno in concerto, dimostra coerenza ed onestà nei confronti del pubblico. 
Gli altri... Mah... 

venerdì 11 settembre 2026

COLLEZIONI VINTAGE E FRANCOBOLLI STORICI

 Dopo aver collezionato le classiche figurine che i furbi "spacciatori" offrivano ai giovin virgulti all'uscita delle scuole


(la Panini aveva prodotto anche quelle di U.F.O. e SPAZIO 1999 - questa pubblicata con il titolo britannico che faceva più figo - tanto per restare in tema con le mie passioni televisive),

c'è stato anche un tempo in cui mi era venuta la mania di collezionare francobolli e li sistemavo in un apposito raccoglitore color bordeaux, ma senza saperne granché del loro valore. 
Era quello il tempo in cui la corrispondenza si faceva ancora via lettera o cartolina, perciò avevo sempre nuovi elementi da aggiungere alla mia collezione. 
Tuttavia nel 1996 tale mia passione si era ormai già sopita e dimenticata da molti anni in favore di altri interessi che davano più soddisfazioni, specialmente dopo aver constatato che mostrare la propria collezione di francobolli o figurine non era esattamente un argomento di grande successo verso il gentil sesso.


Ciò non toglie che invece gli appassionati di filatelia ci fossero ancora e infatti l'11 settembre negli USA avvenne l'emissione dei francobolli commemorativi di Glenn Miller, Count Basie, Tommy e Jimmy Dorsey, Benny Goodman per la serie Big Band Leaders, quindi in un certo senso collegati a questo blog dedicato a cinema, tv e musica, e avevano un valore nominale originario di 32 centesimi di dollaro. 
La serie completa era stata disegnata dall'illustratore Bill Nelson e comprendeva un foglio con i loro ritratti in tonalità dai colori vintage, che richiamano lo stile nostalgico e l'atmosfera dell'era dello Swing. 
Dal punto di vista collezionistico, l'emissione è stata stampata in grande quantità con oltre 23 milioni di esemplari. 
Di conseguenza, pur avendo un grande valore storico e culturale per gli amanti del jazz e delle big band, i singoli francobolli o i fogli completi da 20 pezzi sono tuttora facilmente reperibili sui principali siti di collezionismo a prezzi molto accessibili, spesso intorno a pochi euro per blocco. 
Quindi non si tratta di preziose rarità. 
E non lo erano nemmeno quelle che collezionavo io... 

giovedì 10 settembre 2026

AMORI & INCANTESIMI 2: MAGICAMENTE SEQUEL

 Ci sono legami che nemmeno il tempo può spezzare.


Questo, e altri slogan come quello in foto, sono quanto ci dicono tante presentazioni lanciate per l'arrivo di Amori & incantesimi 2, da oggi al cinema. 
È questo infatti il sequel di un famoso film del 1998 diretto da Griffin Dunne (era la prima vittima del lupo mannaro di John Landis), tratto dal romanzo Il Giardino Delle Magie di Alice Hoffman dove protagoniste sono Sally (Sandra Bullock) e Gillian Owens (Nicole Kidman), due sorelle rimaste orfane e cresciute da due zie con il volto di Stockard Channing, la Rizzo di Grease, e Dianne Wiest. 
Faccio un piccolo ripasso del primo film dove la loro famiglia in cui alberga la magia da streghe, è gravata da una maledizione secolare per cui ogni uomo che si innamora di una donna della famiglia è destinato a morire prematuramente. 
Sally vorrebbe una vita normale e senza magia, mentre Gillian è più ribelle. 
Per via di alcune situazioni allora partiva una catena di eventi soprannaturali e misteriosi. 
Magia richiamata nel sequel diretto da Susanne Bier, e tratto ancora da un altro libro successivo della Hoffman, perché pare che quella maledizione sia tuttora attiva, e, in un certo senso, magia anche in scena soprattutto per fare in modo che adesso le due protagoniste abbiano un aspetto "naturale" nonostante entrambe siano state ritoccate abbastanza pesantemente dalla chirurgia plastica.

Si conferma così ancora una volta il trend nostalgico di ripescare vecchi titoli per dargli un seguito come è successo con IL DIAVOLO VESTE PRADA dove erano passati vent'anni dall'originale, mentre qui sono quasi trenta. 
Ma se ne vale la pena, ci può stare. 

mercoledì 9 settembre 2026

MAMMA, MAMMA, C'È ELVIS PRESLEY IN TV! (PARTE SECONDA)

 Della prima folgorante apparizione di Elvis Presley in tv ne avevo parlato TEMPO FA.


Ma quella SUCCESSIVA avvenuta all'Ed Sullivan Show il 9 settembre del 1956 è considerata uno dei momenti più importanti della storia della televisione e del rock and roll. 
C'è però da dire che le premesse non erano per nulla buone poiché inizialmente il conduttore Ed Sullivan aveva detto che non avrebbe mai invitato Elvis perché lo considerava troppo provocatorio. 
Questo per poi cambiare completamente idea dopo che lo show di Steve Allen, suo concorrente, con Elvis batté gli ascolti di Sullivan, che allora tirò fuori ben 50.000 dollari per avere tre apparizioni del cantante. 
Sfiga volle però che Ed, prima della messa in onda, avesse un brutto infortunio in auto, quindi la puntata fu presentata dall'attore Charles Laughton. 
Elvis cantò Don't Be Cruel e presentò la nuova canzone LOVE ME TENDER, tema del film omonimo. 
Come previsto, lo show fu seguito da circa 60 milioni di spettatori, e spesso si fa confusione con la famosa censura che faceva riprendere Elvis solo dalla vita in su. 
Questo non avvenne in modo drastico durante la prima esibizione del 9 settembre 1956, ma solo durante la sua terza e ultima apparizione, il 6 gennaio 1957 quando i suoi conturbanti movimenti di bacino e gambe vennero lasciati fuori inquadratura favorendo i primi piani per decisione della CBS (l'emittente televisiva) che impose una linea durissima. 
Nonostante questa censura, alla fine dell'ultimo show lo stesso Ed Sullivan volle difendere pubblicamente il cantante davanti a milioni di americani,

dichiarando in diretta che Elvis era "un ragazzo perbene e un giovane fantastico".
Prima però non l'avrebbe mai detto... 

martedì 8 settembre 2026

STAR TREK: L'INIZIO

 Oggi ricorre l'anniversario della messa in onda americana sulla NBC del primo episodio di Star Trek, The Man Trap, che si apriva così: "Giornale di bordo del Capitano, data astrale eccetera eccetera...".

La voce del capitano James Kirk (impersonato da William Shatner) che aggiorna il diario di bordo dell’Enterprise farà da prologo poi a tutti e 29 gli episodi della prima stagione.
Era il 1966, ma noi vedremo quella prima stagione solo nel 1979 su TELEMONTECARLO (ora La7). 
Accanto a James Tiberius Kirk in questo viaggio attraverso il cosmo, alla ricerca di nuove forme di vita e di civiltà, ci sono tra gli altri il vulcaniano Spock (Leonard Nimoy) e il Dr McCoy (DeForest Kelley). 
Prima di questo c’era stato un episodio pilota con un cast totalmente diverso eccetto Nimoy/Spock, rifiutato dalla NBC e che sarà trasmesso soltanto nel 1988.

Come andò quella prima stagione? 
Beh diciamo che la serie non conquistò subito il pubblico americano, tant'è che già alla seconda stagione se ne stava decidendo la chiusura. 
Andò diversamente invece oltreoceano dove il telefilm diverrà subito un cult, alimentando la nascita di fanclub, siti, riviste. 
Fu così che, a grande richiesta, nacque la terza stagione. 
Aveva colpito anche il concetto di filosofia sociale che anticipava il futuro e le nuove tecnologie mostrate nella serie: precursori dei moderni cellulari, dei pc portatili e innovazioni legate al campo medico tipo qualcosa simile a una Tac, e alla vita domestica come le porte scorrevoli, che in realtà sul set erano azionate a mano

come le erano anche le famose portiere ad ali di gabbiano delle avveniristiche auto viste nella successiva serie british U.F.O. che nella finzione pareva si sollevassero elettricamente e invece erano alzate da un operatore che rimaneva fuori inquadratura (con il formato 4:3 era più facile nascondere degli elementi ai lati dello schermo).

E non è un mistero che la stessa NASA prenderà Star Trek come fonte d'ispirazione per i suoi esperimenti, tra cui il primo shuttle spaziale, chiamato in suo onore Enterprise come la nave spaziale della serie. 
Sul piano sociale invece convivevano con gli americani un alieno, un giapponese e un russo (pare la classica barzelletta, eh?) in un periodo degli anni 60 in cui invece le differenze razziali erano ancora forti. 
E poi c'era Uhura, donna di colore, che con Kirk, due anni dopo, sarà protagonista del primo bacio interrazziale della storia delle fiction TV a stelle e strisce.

Insomma alla fine ci ripensarono e la serie, dopo essere stata acquistata dalla Paramount, andrà avanti con nuove generazioni, spin-off, film e remake/reboot. 
Tant'è che l'ideatore Gene Roddenberry si vedrà dedicato un asteroide (4659 Roddenberry) e un cratere su Marte.

Eh, che invidia eh? 

L'ULTIMA MISSIONE: PROJECT HAIL MARY: TANTE CITAZIONI IN UN FILM DELIZIOSO

 Project Hail Mary è prima dì tutto un romanzo di fantascienza del 2021 scritto da Andy Weir già autore di The Martian, storia già portata a...