domenica 15 febbraio 2026

AUGURI MAURO! E SCUSA IL RITARDO

 80 anni sono una bella età eh? E allora perché ho dimenticato di fare gli auguri a Mauro Pagani che li ha compiuti il 5 febbraio?


Adesso il "dimenticare" messo così sembra una presa in giro poiché Mauro è davvero stato vittima di recente nel 2024 di un problema neurologico che gli ha causato una perdita di memoria dalla quale, per fortuna è uscito.
Ma come chi è Mauro Pagani? 
Allora facciamo un pò d'ordine. 
Venerdì abbiamo parlato di HAIR e la sua versione italiana dove recitava e cantava e ballava anche un giovane Teo Teocoli. 
Bene, Teo è stato la voce di un gruppo che all'inizio si faceva chiamare I Quelli e dove già c'erano certi nomi come Franco Mussida, Flavio Premoli e Franz Di Cioccio. 
Sta prendendo forma la cosa? 
Beh, dopo I Quelli, quando Teo e qualcun altro se ne vanno, chi resta prende il nome di Premiata Forneria Marconi nella quale entra come bassista Patrick Djivas e ci finisce dentro pure Mauro Pagani. Mauro, violino, flauto e voce, (ma anche altro all'occorrenza poiché è polistrumentista), resterà nella band per sette anni dopodiché si dedicherà ad altri progetti tra cui anche quella DOMANI

riutilizzata modificandola nel 2009 (era un suo brano del 2003) per raccogliere fondi in occasione del terremoto in Abruzzo. 
Beh gli auguri te li faccio oggi, eh Mauro? 
Meglio tardi che mai... 

sabato 14 febbraio 2026

DUE O TRE CANZONI PER SAN VALENTINO

 Quest'anno San Valentino cade di sabato per cui, dato che in genere questo giorno lo dedico alla musica, mi permetto di selezionare qualche canzone a tema partendo da PERFECT di Ed Sheeran, una ballad terzinata che fa subito "ammooree" con gli "occhi a cuore" come nei manga.


Molto più concettuale e personalmente considerata di un livello superiore (ma non solo da me) LA CURA di Franco Battiato dove, dopo un testo che è una dichiarazione di intenti a proteggere e valorizzare la persona amata, arriva l'assolo di David Rhodes a concludere in bellezza una canzone che se la rifai la devi fare così perché è come quella di Ed Sheeran, cioè perfect.

Concludo con un brano dei Frankie Goes To Hollywood che considero una delle più belle canzoni in generale degli anni 80 presa dal doppio capolavoro, creato insieme a Trevor Horn, Welcome To The Pleasure Dome, e naturalmente sto parlando di THE POWER OF LOVE, un inno all'amore dove anche qui si protegge la persona amata, ma da artigli incappucciati e vampiri.

E non ha importanza se sia amore etero o omosessuale, perché basta che sia amore vero. 
Eh si, ce n'è tanto bisogno di amore in un periodo come questo così pieno di tragedie di ogni tipo dove molto spesso sono donne a finire come vittime. 
Sappiate che io voglio bene a tutti voi che state leggendo

e ve lo dimostro ogni giorno con un nuovo post su questo blog che cerca di non prendersi mai troppo sul serio, perché chi lo gestisce (io) in fondo ha ancora l'animo di un bimbo, magari cresciuto, si, ma solo per l'anagrafe. 

venerdì 13 febbraio 2026

HAIR: QUEL CINEMA-MUSICAL CHE MI PIACE TANTO

 Oggi, 13 febbraio, metto i panni dell'astrologo, o perlomeno fingo, essendo dallo scorso gennaio entrati in quel periodo siderale che si conclude tra meno di una settimana in cui il Sole entra nell' Acquario, e anche periodo in cui "la Luna è nella settima casa e Giove si allinea con Marte".


Ricordano qulcosa queste parole? 
Dovrebbero... poiché sono l'apertura di Aquarius, canzone presa dal musical Hair che Milos Forman ha portato magistralmente al cinema nel 1979. La canzone in realtà l'avevo ascoltata per la prima volta nella VERSIONE quasi lounge dei The 5th Dimension, gruppo vocale statunitense tipo i futuri Manhattan Transfer, che con il brano raggiunse nel 1969 il primo posto in classifica.

Ma torniamo invece al film che racconta di Claude Bukowski (John Savage), giovane un pò timido in partenza per il Vietnam che prima di raggiungere i commilitoni si prende una giornata di libertà unendosi ad un gruppo di hippies e condividendo quindi il loro concetto di pace, amore e libertà, compreso anche lo sballarsi grazie alle sostanze stupefacenti che gli faranno avere bizzarre allucinazioni.

Tra gli hippies Claude troverà dei veri amici e anche l'amore (Beverly D'Angelo), e così uno del gruppo, per la precisione George Berger interpretato da TREAT WILLIAMS, deciderà di prendere momentaneamente il suo posto tagliando i lunghi capelli da ribelle e presentandosi in caserma a suo nome giusto per dargli ancora un pò di tempo da passare con la ragazza.
Mannaggia però, quando Berger è là arriva l'ordine di partire per il Vietnam

e Berger finirà in prima linea al suo posto come Claude Bukowski, purtroppo (spoiler non spoiler poiché la storia è arcinota) perdendo la vita come tanti altri in quella guerra inutile.
La versione teatrale aveva avuto anche un'edizione italiana dove tra gli hippies c'erano i giovani Renato Zero (in alto), Loredana Bertè (la bionda in basso), Teo Ronnie Jones (il nero) e Teo Teocoli (al suo fianco),

e spettacolo in cui ad un certo punto i ragazzi si mostravano sul palco completamente nudi per quel senso di pura libertà che viene veicolato dall'opera rock. Ma nel finale del film c'è invece qualcosa che mi ha lasciato da allora un dubbio: perché sulla lapide che vediamo nell'ultima scena

c'è scritto George Berger e non Claude Bukowski? 
Qualcuno si era accorto dello scambio di persona? 
Se fosse così il vero Claude avrebbe dovuto passare delle grosse grane per diserzione. 
Mah... forse sono io che mi faccio sempre troppe domande. 

giovedì 12 febbraio 2026

DAWSON'S CREEK OGGI PIANGE (COME IL FAMOSO MEME)

 Fans o non fans di Dawson's Creek, purtroppo è di ieri la notizia della morte di James Van Der Beek,


il biondino Dawson della serie tv anni 90 che ha lanciato anche Joshua Jackson e Katie Holmes, quest'ultima in realtà forse più nota, oltre che per il Batman di Nolan, per essere stata la moglie di Tom Cruise dopo Nicole Kidman. Anche Michelle Williams si è ritagliata una sua carriera e l'abbiamo ritrovata in moltissime pellicole fra cui THE GREATEST SHOWMAN

e THE FABELMANS
Ma torniamo a James che da tempo era malato di cancro e forse dei quattro è stato anche quello che ha avuto una carriera meno luminosa, anzi lui stesso ci scherzava sopra dicendo che era diventato più famoso per quel ben noto meme in cui piange piuttosto che per altro.

James aveva solo 48 anni, ma si sa che quella malattia non ha età. 
Un altro attore ci ha lasciato, ma dobbiamo andare molto indietro nel tempo perché si tratta di Bud Cort che nel 1971 aveva interpretato il film Harold & Maude

(me lo ricordo ancora quel curioso poster appeso nel cinema che frequentavo) dove era un ragazzino ossessionato dalla morte che stringeva amicizia con una vecchina scampata all'Olocausto. 
Anche Bud non ha avuto poi una grande carriera nel cinema anche perché è stato vittima di ben due gravissimi incidenti e se n'è andato anche lui ieri a 77 anni.

Goodbye James & Bud. 

mercoledì 11 febbraio 2026

LA VILLA PORTOGHESE: È LUI O NON È LUI? È LEI O NON È LEI? CERRRTO CHE...

 Ecco un film che piacerà sicuramente a Lory, quella che bonariamente mi rimprovera se le dico che mi è piaciuto l'ultimo dei FANTASTICI 4.


Si tratta de La Villa Portoghese, film spagnolo visto di recente in una tranquilla sala d'essai con poco pubblico e che racconta di un docente universitario che all'improvviso viene mollato dalla moglie serba senza un preavviso o una spiegazione, e lui da un momento all'altro non la trova più in casa. 
Grazie all'aiuto delle autorità scopre che è andata nel suo Paese d'origine, ma non si può fare nulla per farla tornare, e così da quel momento la sua vita cambia. 
Lascerà l'Università per intraprendere un viaggio senza una precisa meta, ma questo solo finché non gli capiterà l'occasione di prendere il posto e l'identità di un giardiniere in una villa in Portogallo. 
Dopo diversi anni un altro scambio di identità lo farà tornare in Spagna per capire cosa sta succedendo nel suo appartamento dal momento che ha avuto la notizia che vi abita una donna con il nome di sua moglie, ma tutto con estrema lentezza, tanto che, così a percezione, davvero sembra che anche il film duri parecchi anni. 
Ma, al contrario di quanto mi aspettavo, non mi sono annoiato nemmeno un pò, forse perché ad un certo punto la curiosità di sapere come andava a finire questa faccenda di identità rubate ha prevalso sulla lentezza del film. 

martedì 10 febbraio 2026

RICORDI DI CINEMA, TV E MUSICA

 È morto a 79 anni Demond Wilson, attore americano noto soprattutto per il ruolo di Lamont Sanford,


il figlio di Fred Sanford nella sitcom degli anni 70 "Sanford and Son" dove i due battibeccavano continuamente e che andava in onda sulle reti locali.
Serie della quale avevo già parlato tempo addietro in occasione della scomparsa di QUINCY JONES, autore della sua sigla. 
La causa del decesso sono state le complicazioni legate ad un tumore. 
Altro nome che si rapporta alle serie tv è quello di Bryan Loren,

compositore grande amico e collaboratore di Michael Jackson con il quale si raccontava avesse scritto DO THE BARTMAN (cosa smentita in seguito) 
per il disco dei Simpsons,

dove il brano era cantato, anzi rappato, ovviamente dalla doppiatrice originale di Bart, 
ovvero Nancy Cartwright, con Bryan che appare nei cori. 

Non esiste la versione italiana forse perché Ilaria Stagni, voce italiana di Bart, giustamente non se la sentiva di fare un rap come spesso abbiamo visto in certi casi di doppiaggi malfatti completamente fuori tempo, e ce ne sono eccome, anzi, magari ne farò un post dedicato. 
Un altro nome legato alla musica che ci lascia è quello di Fred Smith,

77 anni e bassista della primissima formazione dei Blondie nel 1975, presto mollati nello stesso anno, ancora prima di incidere il primo album, per andare con i Television di Tom Verlaine. 
Apparteneva invece al mondo dello spettacolo effimero, quello che non sai bene il motivo per cui una persona è lì in tv, Patrizia DeBlanck,

85 anni e dal passato nobile poiché veniva definita con l'appellativo di contessa. 
Il suo ruolo in tv è stato quello dell'opinionista in diversi programmi, in special modo L'Isola Dei Famosi quando vi ha partecipato sua figlia Giada. In seguito ci andrà pure lei.
Non facciamoci mancare nulla poiché anche il teatro viene oggi chiamato in causa con la scomparsa ieri di Giancarlo Dettori a 93 anni,

attore streheleriano apparso anche in alcuni film tra cui Maledetto Il Giorno Che T'Ho Incontrato di e con Carlo Verdone, ma molto pochi rispetto alla sua lunga vita passata sui palchi dei teatri. 
Infine è anch'essa di ieri la notizia della morte di Antonino Zichichi,

96 anni e fisico che, fra le altre cose, parlando con i Papi li fece ragionare e ammettere gli errori commessi dalla Chiesa nei confronti della scienza, come, per esempio, la condanna a Galileo Galilei. 
Addio a Demond, Bryan, Fred, Patrizia, Giancarlo e Antonino. 


lunedì 9 febbraio 2026

TAXI DRIVER... MA DICI A ME?

 Come L'ALBUM di Lucio Battisti di cui ho raccontato due giorni fa, anche un famoso film ha compiuto ieri 50 anni ed è Taxi Driver di Martin Scorsese.


Travis, reduce del Vietnam, vive come tanti suoi commilitoni una crisi post bellica che lo porta a stare in solitudine e in un profondo stato di alienazione per cui non riesce a dormire. 
Decide così di lavorare come tassista notturno a New York, entrando in contatto con quella gente, spesso poco raccomandabile, che popola la notte della "Grande Mela". 
I suoi problemi anche con le donne e una serie di eventi lo porteranno a trasformarsi in giustiziere.

Questa è la sceneggiatura che Paul Schrader, futuro regista di AMERICAN GIGOLÒ, propose a Martin Scorsese che si disse entusiasta e, a sua volta, propose il ruolo di Travis per prima cosa a Dustin Hoffman che però rifiutò, forse anche perché un ruolo violento simile a quello l'aveva già sostenuto cinque anni prima in Cane Di Paglia. 
Quindi la parte toccò a Robert DeNiro già premio Oscar per Il Padrino e che con il regista lavorerà più e più volte. 
Sarà proprio Robert che riceverà da Martin carta bianca e inventerà lui stesso quella famosa scena davanti allo specchio che non c'era sul copione. 
La pellicola debuttò nelle sale statunitensi l'8 febbraio del 1976, ma da noi la vedremo il 27 agosto.

Oscar sfiorato per Jodie Foster, allora tredicenne, nel ruolo della baby prostituta, ma che nella scena in cui slaccia i pantaloni a DeNiro viene sostituita da sua sorella Connie allora già diciannovenne. 
Da non dimenticare anche Harvey Keitel pappone capellone.

Quindi, nonostante le molte candidature, non arrivò nessuna statuetta, ma comunque a Cannes una Palma D'Oro Martin se l'era presa lo stesso. 

domenica 8 febbraio 2026

APERTURA OLIMPIADI INVERNALI: BENE, MA NON BENISSIMO

 Non so se seguirò in tv le Olimpiadi Invernali, perlomeno non assiduamente, però l'apertura di venerdì quella l'ho vista e devo dire che lo spettacolo è stato grande,


e bene anche per le prime medaglie che da ieri hanno già cominciato ad arrivare, mentre posso definire ignobile l'altro spettacolo del giorno dopo con i soliti ennesimi disordini e scontri con la Polizia (ma perché, branco di idioti che non siete altro?).
Adesso per quanto riguarda la cerimonia di venerdì metto subito le cose in chiaro puntando il dito contro i mascheroni (qui sotto diretti da Matilda De Angelis) che ad un certo punto ballavano una Vamos A La Playa modificata facendola diventare Milano E Cortina (a proposito, uno dei tre NON era Peppe Vessicchio, eh...)

offrendo uno spettacolo così cringe che ha superato anche Mariah Carey imbalsamata al centro dello stadio, completamente "rah-peata" nel leggere un gobbo con scritto come pronunciare le parole (giuro!).

Non sono sicuro, ma credo che anche lei abbia usufruito del playback, come invece ha ammesso l'onnipresente Laura Pausini, che festeggia oggi con piadina e lambrusco i 20 anni del suo Grammy Award preso per il pop latino, ed esecutrice dell'inno italiano in versione un pò "pausinata" con un paio di modifiche alla melodia originale che, ok, davano enfasi, ma forse se esegui quel brano lo dovresti fare come Goffredo Mameli l'ha scritto, o meglio come Michele Novaro, che è il compositore della musica, l'ha pensato.

Sul fatto di eseguirlo in playback invece potrebbe essere che nessuno voleva rischiare l'EFFETTO ALBANO di qualche anno fa. 
Facendo i complimenti al management di Ghali che è riuscito ad infilarlo lì in mezzo come un cavolo a merenda giusto per promuovere il nuovo disco, un altro punto che devo criticare sono i commentatori Rai che durante le performances hanno quasi sempre continuato a parlare e parlare e ancora a parlare snocciolando informazioni per far vedere che ne sapevano, ma a me invece hanno ricordato gli Squallor di VACCA,

dove Gianni Boncompagni, guest-star nel brano, raccontava nello stesso modo vita, morte (soprattutto) e miracoli di tutti i componenti dell'orchestra che eseguiva il pezzo. 
Vabbè... di buono c'è che lo spettacolo perlomeno non è finito "in vacca", come si suol dire, poiché grande è stato l'entusiasmo che si è scatenato all'arrivo degli azzurri e concludo ricordando un grande azzurro del passato immortalato in un altrettanto grande film.



 

sabato 7 febbraio 2026

LUCIO BATTISTI - LA BATTERIA, IL CONTRABBASSO, ECCETERA: UN LAVORO DA NON-SHOWMAN

 Nel febbraio di 50 anni fa, perdonate se non ricordo il giorno e l'ora con precisione, veniva pubblicato La Batteria, Il Contrabbasso, Eccetera,


album di Lucio Battisti con lui sulla copertina che corre come i pazzi nel fango e che diventerà campione di vendite grazie al traino del singolo ANCORA TU che avevo registrato all'epoca dalla radio con quel piccolo Philips K7 di cui ho già parlato tempo fa. 

Album questo dove alla batteria c'è Walter Calloni il quale per questa canzone ha inciso e sovrapposto tre tracce diverse per dare quel groove particolare, senza dimenticare la chitarra funky che apre il brano suonata da Ivan Graziani. 
Ma in realtà tutto il disco che era stato registrato in una ventina di giorni durante l'estate precedente, è pieno di brani diventati famosi

come LA COMPAGNIA, poi riportata alle nuove generazioni da Vasco Rossi senza fare il falsetto di Lucio, IL VELIERO,

con quel basso portante ossessivo che sembrerebbe aver ispirato i francesi Ofenbach (provate ad ascoltare la loro BE MINE e poi ditemi),

UN UOMO CHE TI AMA, canzone che se uscisse oggi sarebbe bollata come maschilista e nota anche per la versione di Bruno Lauzi nello stesso anno, insomma una tracklist che sembra una raccolta di successi.

E nel frattempo Lucio continuava quel suo non mostrarsi più in pubblico poiché quella era diventata la sua idea di come offrirsi. 
Non si sentiva uno showman, ma piuttosto un prodotto discografico. 
Non ha mai invidiato i suoi colleghi sempre in tour oppure in tv a farsi promozione, bene sapendo lo stress che provocano tali impegni ai quali si era sottoposto tempo prima partecipando anche al Festival Di Sanremo. 
Ecco, forse lui la vita se la godeva più degli altri dando alla musica solo il tempo necessario all'interno delle sue giornate seppure girasse quasi sempre con una 12 corde a portata di mano per poter mettere giù ogni nuova ispirazione come proprio nel caso di Ancora Tu che gli era arrivata durante un viaggio in America. 
In effetti anch'io spesso, nonostante la musica sia da sempre parte della mia vita, ultimamente mi ritaglio momenti di silenzio (qualche volta l'avevo fatto già anche durante gli anni 80) anche perché per fortuna non abito in un centro urbano caotico, ma invece ho intorno a me tanto verde e, per dirla tutta, anche tanti insetti che sono un pò il rovescio della medaglia, ma a far due conti direi che va bene così. 
Così Lucio nel silenzio pensava alle canzoni da scrivere. 
Tutte cose queste raccontate da lui in occasione dell'uscita dell'album e che possono sembrare inconcepibili rapportate al giorno d'oggi dove apparire sembrerebbe la cosa più importante del mondo per avere like e followers che sennò "non esisti". 
Insomma, Battisti, antitesi degli artisti moderni, probabilmente aveva  capito il vero senso dell' "essere musicista" e anche il pubblico, specie in quegli anni 70, mostrava di essere d'accordo con lui accontentandosi della sue rare apparizioni sulla tv Svizzera di cui questa è L'ULTIMA del 1980,

in playback, ma da come "spinge" Lucio nel video direi che lui stava cantando ugualmente, ma con il microfono spento.
Ma qui si parlava già di un altro bellissimo album che prima o poi passerà di qua. 

venerdì 6 febbraio 2026

MOONAGE DAYDREAM: UN VIAGGIO OLTRE LO SPAZIO ED IL TEMPO

 Per la ricorrenza dei DIECI ANNI della morte di David Bowie, Rai 5, sempre molto legata alla musica, ha proposto Moonage Daydream, il film documentario dedicato all'artista e che ancora non avevo visto.


Beh, si tratta di un vero e proprio viaggio nel mondo di David condito da colori su colori, a tratti con effetto lisergico per quanto mi sono apparse ipersature quasi fluorescenti anche le immagini tratte dal film concerto Ziggy Stardust che ricordavo invece per una fotografia piuttosto cupa/scura. 
Davanti agli occhi ti passano montaggi di immagini a raffica come se fossi Alex DeLarge durante la Cura Ludovico, e che ti ricordano quante cose ha fatto Bowie durante la sua esistenza. Cioè non solo musica, ma anche cinema, teatro, mimo, pittura, e ti viene da pensare che a te, per fare lo stesso, non basterebbero due vite come quelle cantate da Mengoni.
Interviste ce ne sono in cui si racconta, ma sono sempre blocchi molto brevi dove alla sua voce viene sovrapposta quella di Roberto Chevalier che lo ha doppiato in alcuni film


(forse i migliori) e ti accorgi che in effetti quella di  David sarebbe un pochino più profonda, ma sinceramente Roberto è talmente bravo (c'è bisogno di dirlo?) che posso dire di non aver avuto per nulla l'impressione di sentire parlare Tom Cruise. 
Durante la visione segui l'evoluzione della sua musica (ma non solo quella) passando anche dalla gelida Berlino, dagli arrangiamenti Chic di Nile Rodgers, e più avanti per quel periodo in cui con Reeves Gabrels ha fondato i Tin Machine che (oddio!) non ho mai sopportato, ma glielo concedo lo stesso perché l'ho già detto più volte che un artista non deve per forza essere legato a degli stili o cliché che in genere ti impongono i manager mangiasoldi. 
Lui invece ha sempre scelto di essere libero di reinventarsi ed è finito pure in un brutto film con Pieraccioni e la Marcuzzi, pensa te. 
Si, David Bowie ha davvero provato qualsiasi cosa... in tutti i sensi. 

giovedì 5 febbraio 2026

90 ANNI SONO PASSATI, MA GIÀ ALLORA ERANO "TEMPI MODERNI"

 Correva l'anno 1936, eccome se correva infatti come si vede nelle comiche dove tutto viene accelerato, anche in quelle di Benny Hill.


E precisamente 90 anni fa al Cinema Teatro Rivoli di New York avveniva la prima mondiale di Tempi Moderni, di e con Charlie Chaplin che in America, VI RICORDO, non è mai stato chiamato Charlot, ma al contrario quel nome alla francese gli era stato affibbiato solo in Europa. 
Film che era una satira sul mondo del lavoro sempre più automatizzato rendendo simili ad automi anche gli operatori umani

costretti a movimenti ripetitivi lavorando a quelle catene di montaggio alle quali mi è capitato di trovarmi anch'io molti, moltissimi anni fa prima di partire per le scorribande spaziali, e posso confermare la sensazione provata guardando il film seppure io non sia mai finito dentro agli ingranaggi

come Charlie, ma poco ci mancava. 
Pellicola ingentilita dalla presenza di Paulette Goddard che appare con Chaplin sulla locandina italiana disegnata dal pittore romano Anselmo Ballester autore di altri lavori per il cinema dell'dell'epoca,

e sulla bellezza delle LOCANDINE DI UN TEMPO avevo già espresso diverse volte tutta la mia ammirazione. 
Da noi il film arriverà il 18 dicembre dello stesso anno, per le festività natalizie che ancora non venivano monopolizzate dalla Disney poiché all'epoca produceva solo brevi cortometraggi e Biancaneve E I Sette Nani, il primo film vero e proprio, arriverà solo l'anno successivo, con presenti in platea alla prima statunitense, anche Charlie e Paulette. 

mercoledì 4 febbraio 2026

BRIDGERTON 4: C'È DEL CENERENTOLISMO SU NETFLIX

 Allora... la nuova stagione di Bridgerton anche questa naturalmente divisa furbescamente in due parti da Netflix perché è un prodotto a cui la ENNE rossa ci tiene molto, in pratica è una rivisitazione della fiaba di Cenerentola, perlomeno nei primi due episodi.


E non è un'invenzione (e neanche un gioco di parole, direbbe Edoardo Bennato) degli autori che invece durante le stagioni precedenti hanno apportato dei cambiamenti a volte anche sostanziali tipo che Michaela, la cugina di John marito di Francesca Bridgerton, nel romanzo era un uomo di nome Michael e questo cambio di sesso preannuncia certi sviluppi LBGTQ+ che ormai se in una serie tv non ce li metti sei considerato un vecchio babbeo. Dicevo che si tratta proprio della storia raccontata anche nel libro dell'autrice Julia Quinn, La Proposta Di Un Gentiluomo, dove stavolta l'attenzione è puntata sul dissoluto libertino Benedict che tanto fa creare pettegolezzi, pane per Lady Whistledown, dato che di prendere moglie non ha intenzione, e dove nella versione tv cambia soltanto l'etnia di Sophie, della matrigna e delle due sorellastre che sono tutte asiatiche mentre invece nel libro no. Inoltre rispetto alla fiaba invece di una scarpetta ci si perde un guanto, ma vedremo che comunque anche le calzature saranno fondamentali allo svolgersi della vicenda. Quindi primo blocco andato ed ora aspettiamo la fine di febbraio dove l'offerta televisiva sarà anche saturata dal Festivalone. 

martedì 3 febbraio 2026

TANTI AUGURI PIXAR

 Oggi torniamo un pò bambini con tanti bei ricordi perché il 3 febbraio del 1986 nasceva la Pixar Animation Studios (per gli amici solo Pixar),


ma in realtà la stessa società era nata nel 1979 come parte della Lucasfilm ed i suoi primi servigi digitali si videro nel 1982 in Star Trek II - L'Ira Di Khan in una celebre sequenza dove un pianeta si riempiva di vegetazione.

Dal 1986 grazie a Steve Jobs che l'aveva rilevata, prenderà il nome di Pixar e nel 1995 sfornerà per la Disney, dal 2006 sua nuova effettiva proprietaria, quel primo capolavoro completamente digitale che è Toy Story che noi ricordiamo sempre in maniera particolare per Fabrizio Frizzi doppiatore di Woody.

In seguito arriveranno Monsters, Cars, Wall-E, Nemo, Up, Ratatouille, Gli Incredibili e tanti altri fino ai più recenti come Inside Out, con una piccola critica mia sul secondo episodio che ho trovato un pochino confusionario, ma potrebbe benissimo essere solo un problema mio.

Tra l'altro l'ultimo spot di Just Eat si rifà palesemente a Inside Out. 
Una piccola e simpatica curiosità della Pixar che fa anche capire come sia pianificata ogni cosa, è che ogni film contiene sempre qualcosa, spesso un oggetto, che si riferisce al successivo film che dovrà arrivare (per esempio tra i giocattoli di Boo, la bimba di Monsters & Co., c'è un Nemo)

e probabilmente per notare tutte le citazioni il modo migliore sarebbe vederli in ordine cronologico inverso. 
Che tanto rimangono tutti degli ottimi prodotti anche visti al contrario. 
Quindi auguri per i 40 anni e cento di questi film. 

lunedì 2 febbraio 2026

RICOMINCIAMO DA CAPO CHE È GIÀ IERI

 Sapete cosa succede oggi negli Stati Uniti e in Canada?


No, tranquilli che Donald Trump non ne ha tirata fuori un'altra delle sue, ma è semplicemente il 2 febbraio
 ed è il giorno in cui si celebra il Giorno Della Marmotta ovvero il Groundhog Day come il titolo originale di quel famoso film con Bill Murray diretto nel 1993 dall'altro Ghostbuster Harold Ramis che tanto ci manca, e film che noi conosciamo come Ricomincio Da Capo
Come si racconta nel film, è tradizione farsi dire da una marmotta se l'inverno sarà ancora lungo e freddo, oppure se la primavera arriverà presto; tutto dipende dall'animale se, uscendo dalla tana e vedendo la sua ombra, si ritirerà ancora sottoterra o no. 
Buffo si, ma c'è ben poco da perculare i nostri amici di oltreoceano poiché a un certo punto noi in Europa ci siamo convinti che il Polpo Paul indicasse gli eventuali risultati dei Mondiali di calcio,

quindi non possiamo certo considerare bizzarra la consuetudine che, a quanto pare dall'Ottocento, si è sviluppata dai coloni tedeschi in Pennsylvania dove è stata tenuta per la prima volta nel lontano 1887
Evento che coincideva con la Candelora, ovvero il nome informale associato alla Presentazione di Gesù Cristo al Tempio, fissata proprio nel secondo giorno di febbraio. 
Nel film Bill si ritrovava a rivivere continuamente quel giorno come anche succedeva ad Antonio Albanese nel remake italiano del 2004 dove però l'animale era una cicogna

e in questo caso non c'era nessuna vera tradizione dietro, ma solo un adattamento per la sceneggiatura di un film divertente. 

domenica 1 febbraio 2026

ADDIO ALLA "MAMMA" DI "KEVIN!!!"

 Nooo dai, non è possibile... Catherine O'Hara è mancata a 71 anni?


Ma sul serio? 
Cioè la mamma di Kevin in Mamma Ho Perso L'Aereo, ma ancora prima in BEETLEJUICE e poi ritrovata anche nei sequel di entrambi? 
E pure nella serie tv THE STUDIO con Seth Rogen? 
Si, purtroppo le cose stanno così dato che una breve malattia se l'è portata via e sicuro ci mancherà tantissimo. 
Ma anche la musica è in lutto perché da alcuni giorni il duo Sly & Robbie non esiste definitivamente più. 
Eh già, perché dopo la dipartita del bassista Robbie Shakespeare nel 2021, anche il batterista Sly Dunbar se n'è andato durante la passata settimana a 73 anni. 
Come duo hanno collaborato nei dischi di moltissimi artisti, da Grace Jones a Bob Dylan, ma anche i nostri Francesco De Gregori e Jovanotti li hanno voluti in sala d'incisione. 
Nati come rappresentanti del reggae nel 1976, hanno poi negli anni 80 cominciato a produrre dischi con il loro nome e penso che molti possano ricordare questa BOOPS THERE SHE GOES.


Goodbye Catherine & Sly. 

sabato 31 gennaio 2026

BRUCE GIRA ANCORA PER LE STRADE, MA NON PIÙ A PHILADELPHIA

 Bruce Springsteen è tornato, e non solo nel bel FILM a lui dedicato.


È tornato perché quello che è successo di recente a Minneapolis non gli va giù per niente e quando un rocker come lui deve dire qualcosa, la dice cantando, certo schierandosi così anche politicamente, ma chi l'ha detto che un artista non può farlo? 
E quindi lo scorso sabato Bruce ha scritto questa canzone, le ha dato il titolo di STREETS OF MINNEAPOLIS (quasi come un riferimento ad un suo vecchio brano famosissimo), domenica l'ha registrata è lunedì l'ha pubblicata a tempo di record

in risposta al terrore di Stato che si sta abbattendo su quella città che una volta era conosciuta più che altro per essere il luogo natìo di Prince. 
Nel testo il Boss parla dell'esercito di King Trump, ovvero il corpo di polizia ICE, e non le manda a dire con un mood che pare tornato lo Springsteen di The River, ma con un pò più di Bob Dylan dentro, mostrando sempre una bella grinta nonostante abbia ormai l'età di 76 anni. 
Si, sarò anche una canaglia, ma quello che sta succedendo nel mondo anche per causa di quello lì che porta lo stesso nome di Paperino,

non mi può lasciare indifferente seppure la politica non sia esattamente il mio piatto forte. 
Ma forse a questo punto non si tratta più di di politica, bensì di sopravvivenza contro una piaga che potremmo definire come "delirio di onnipotenza". 
Per questo la canzone, anche se è tutt'altro che allegra e spensierata, l'ho scelta oggi come sola rappresentante della musica del sabato sul mio blog. 

AUGURI MAURO! E SCUSA IL RITARDO

 80 anni sono una bella età eh? E allora perché ho dimenticato di fare gli auguri a Mauro Pagani che li ha compiuti il 5 febbraio? Adesso il...