sabato 15 agosto 2026

DUE SPICCI: IL RITORNO DI ZEROCALCARE

 Aho', ma quanto è 'na figata sta nuova serie Due Spicci de Zerocalcare?


E che musica, regà, che se sente co' ‘sto sfondo?
Giusta per er sabato de ferragosto. 
Che Dite, T'Appartengo de Ambra? 
Vabbè, l'avevo già detto pure N'ANTRA VORTA che me piaceva da morì (la canzone e l'Angiolini),

ma in realtà stavo a parlà dei JOY DIVISION, de MIKE OLDFIELD sbarbatello

e de un pezzo che spunta verso la fine del terz'episodio. 
Me ricordavo d'aveccelo sentito in un film, così, daje na cifra de ricerche ar volo e t'ho scoperto che era NIGHTCALL, l'apertura de Drive de Nicolas Winding Refn

(un film che te consiglio, cioè... na botta de violenza ma co' er core) e lo suonava Kavinsky sotto la regia de un Daft Punk (e se sente tutto, eh!). 
Mortacci... 
E mò tocca fà pure li seri che l'hanno trovato a Kavinsky stecchito dentro casa sua che c'aveva cinquant'anni...

Pare na barzelletta ma purtroppo è così!
E poi, regà, come sempre ce stanno citazioni a nastro: da Il Trono Di Spade a Batman, da Diabbolik ai Gunis (scritto proprio così, mortacci!), passando pè Bridgerton fino ad arrivà alle Tartallegre... ("Nun te fà mai accoltellà da uno che ascolta la trap... meglio Lucio Dalla" me fa morì), ma mica quelle de l'ovetto Kinder!

No, no: qui semo a li strozzini dde borgata (beh, co' quello che ce facevano spende pe' completà la collezzione, pure chi ha inventato quei pupazzetti c'aveva n'anima un po' da infame criminale!).
Nun te mancano le altre botte de pop che te pijo a lo scuro emotivo,

tipo TORN de quela Natalie Imbruglia e BOYS DON'T CRY de li mortacci d'i The Cure;

e manco le fijate più co' li pensieri a rota, che se piazzeno co' grazia in pezzi come THE SOUND OF SILENCE de Simon & Garfunkel.

A' centro però 'rimane la cifra de Giancane, che co' pezzi come NON TI RICONOSCO PIÙ (a sigla) je fa in musica er baratro emotivo de Zerocalcare, co' na caterva de coerenza e co' 'na botta de cinismo che te fa quasi robba 'na lacrimuccia sur divano letto.


Che ve devo dì? Eeee niente, pè mme Zerocalcare resta sempre uno dei pezzi forti de Netflix (semo alla terza serie e cche dovrebbe esse l'ultima, ma spero de no), come na carbonara venuta bbene, giusto così pè perdonalla pe' tutta la fuffa inutile che caccia fori l'artro tempo.

Praticamente è la fiera de quanno co' piú de quarant'anni realizzi che l'amicizia è na cifra importante, ma non è che te risolve i problemi co' na bacchetta maggica. E sai che c'è co' sti Due Spicci? I buffi della vita, e nun se parla solo de sordi, ma de tutte quelle scadenze emotive che hai co' l'universo e che non poi piú stralcià, così te svegli un giorno e capisci che le promesse che t'eri fatto a vent'anni erano chiacchiere e distintivo.

Non c'è piú er brodo di giuggiole dell'adolescenza; ora ognuno c'ha li cazzi sua e si rimbalza le responsabilità con Zero che nun fa er supereroe: sta lì che se la squaglia de fronte alle tragedie quotidiane tra risate amare e magone in gola, un po' come pijà un gancio in faccia dal tempo che passa.

Dimme na cosa: pure te, a na certa età, hai realizzato che stavamo a scherzà e ora ce tocca pagà er conto, o sei ancora convinto de potretela sfangare?


Allora je diamo l'addio a Kavinsky e poi... S’annamo a pijà er gelato! 

venerdì 14 agosto 2026

FUNKYTOWN E I SUOI SEGRETI

 Capita spesso di sentire in un film FUNKYTOWN dei Lipps Inc. (vedi La Pazza Storia Del Mondo di Mel Brooks, Shrek 2),


nome della band disco che gioca con la definizione "lip-sync" ovvero il playback e difatti quella che si vede nel video è Cynthia Johnson, la vera vocalist della registrazione originale che invece all'epoca (non chiedetemi perché, non ero io il direttore del marketing) veniva sostituita da Debbie Jenner (nota anche come Doris D.), una cantante ballerina biondina anglo-olandese, nelle performances in tv.

Prassi, quella del volto che non corrispondeva alla vera voce, comunque usata spessissimo nella musica da discoteca dell'epoca, e disco questo uscito nel 1980, ma che mantiene tuttora un groove irresistibile tra synth, voci filtrate e assolo di sax. 
Tutto merito di David Z. che aveva anche prodotto i primi album di Prince & The Revolution dove suo fratello all'epoca suonava la batteria e Cynthia invece, rimanendo nel giro, farà poi parte del progetto parallelo di Prince, The Time. 
David, il cui vero cognome era Rivkin,

in Funkytown aveva anche suonato la chitarra e purtroppo è morto di recente a 78 anni. 
Sempre sua era anche la mano messa nel singolo She Drives Me Crazy dei Fine Young Cannibals, altra grande hit degli anni 80. 
Altro produttore che ci lascia è William Orbit, morto a 69 anni, che era stato produttore di Madonna con “Ray of Light” vincendo tre Grammy,

(qui sopra insieme alla premiazione).
Aveva lavorato anche con Blur e U2, remixando già negli anni 80 anche la famosa If You Love Somebody Set Them Free di Sting nel maxisingolo ad uso di noi dj dell'epoca. 
Ho fatto un salto poi quando ho letto della scomparsa di Bill Armstrong perché sulle prime avevo pensato si parlasse di Billy Ray, leader dei Green Day, mentre invece questo aveva 97 anni ed era un produttore musicale australiano orientato verso il jazz.

Non che sia meno importante, sia chiaro, eh...
Altro sobbalzo l'ho avuto quando ho appreso della morte di Tony Scott, dato che il regista fratello di Ridley era già mancato nel 2012. 
Ma infatti si parlava di uno Scott di 54 anni, rapper e musicista olandese di origine surinamese, morto per complicazioni dovute alla sclerosi multipla.

Unisce la musica con il cinema il nome di Bruno Battisti D'Amario che è stato un chitarrista classico, insegnante e compositore italiano. 
D'Amario, 88 anni, era noto per le sue performances nelle colonne sonore di Ennio Morricone e Nino Rota, e proprio il maestro Morricone diceva di lui che era capace di evocare suoni straordinari con la sua chitarra come, per esempio, nella colonna sonora del film Il buono, il brutto e il cattivo.

Ci siamo così avvicinati al cinema dove è morto ad 80 anni Vincent Pastore, attore italoamericano noto per aver interpretato il personaggio di Salvatore “Big Pussy” Bonpensiero nei Soprano e per aver partecipato a Quei Bravi Ragazzi e Carlito’s Way, tra i più famosi e apprezzati film di gangster di sempre.

Sempre per il cinema è morta a 73 anni Fiorenza Marchegiani che debuttò accanto a Massimo Troisi in RICOMINCIO DA TRE, interpretando il personaggio di Marta.

Nel corso della carriera ha partecipato anche a produzioni televisive di successo come Vivere, Incantesimo ed Elisa Di Rivombrosa. 
Concludiamo gli addii (eh... oggi sono tanti) con lo sport dando l'ultimo saluto all’ex velocista Livio Berruti, che alle Olimpiadi di Roma nel 1960 fu il primo atleta italiano a vincere i 200 metri alle Olimpiadi.

Aveva 87 anni ed è deceduto a causa di una breve malattia. 
Addio David, William, Billy, Tony, Bruno, Vincent, Fiorenza e Livio.

giovedì 13 agosto 2026

DEEP PURPLE QUASI AL COMPLETO

 Quello che è accaduto ieri sera 12 agosto a New York è stato un evento epocale poiché dopo 33 anni Ritchie Blackmore si è riunito sul palco con gli ex compagni Deep Purple (non proprio tutti perché purtroppo Jon Lord, il loro storico tastierista dall'Hammond "ruggente", è mancato tempo fa ed ora lo sostituisce Don Airey) per suonare con loro SMOKE ON THE WATER.


Grande emozione, ma fa leggermente male sentire Ritchie adesso suonare il solo del brano in una maniera molto rallentata rispetto alle note fulminee che metteva insieme all'epoca di Made In Japan.

Occhio Ritchie, che Ian (Gillan) si porta via la tua Fender.
Comunque long live rock'n'roll! 

mercoledì 12 agosto 2026

TOTAL ECLIPSE, MA NON È LA FAMOSA CANZONE DI BONNIE

 Certo, quando parliamo di eclissi viene subito in mente BONNIE TYLER con il suo brano più famoso (perlomeno a me succede per deformazione professionale), ma oggi, 12 agosto, arriva anche nei cieli italiani l'eclissi di Sole, principale evento astronomico dell'estate 2026.


La Luna si posizionerà davanti al Sole e inizierà a oscurarlo intorno alle 19:30 (ora italiana). 
Si tratta della prima eclissi totale osservabile nel Vecchio Continente dal 1999. 
Sarà quindi un'eclissi profondissima al Nord, con un Sole che tramonterà sull'orizzonte italiano e, poche ore dopo, un cielo quasi privo di Luna per osservare le Perseidi, ovvero le stelle cadenti che non ci sono solo il 10 di agosto come tradizione vuole, ma anche nei giorni prima e dopo. 
E una volta tanto, sempre oggi, tra i tanti addii che purtroppo mi tocca segnalare spesso, ci sono invece anche un paio di compleanni ovvero quello per i 40 anni di Alessandra Amoroso


e quello un pò più consistente che ci riporta indietro al 1946 quando viene fondata l'Unione Calcio Sampdoria, nata dalla fusione fra l'Andrea Doria e la Sampierdarenese.

Auguri a entrambe! 

martedì 11 agosto 2026

FUGA DA LOS ANGELES... O DAL FILM SBAGLIATO

 Fuga Da Los Angeles di John Carpenter in america era uscito il 9 Agosto del 1996 poiché è usanza comune dalle loro parti fare uscire i titoli di una certa importanza in piena estate.


Compie quindi trent'anni, ma da noi invece arriverà il 10 gennaio del 1997 e parlavo di film importante perché era il tentativo di John di dare un seguito a 1997: Fuga Da New York sempre con Kurt Russell, ma il risultato era stato un qualcosa con meno ispirazione. 
Cioè, mentre il primo film era essenziale, cupo e carico di atmosfera, il secondo è sopra le righe, rumoroso e già allora visivamente datato. 
Snake Plissken (Iena per noi italiani per una questione di labiale nel doppiaggio) che nel primo film era forzato a buttarsi in una missione impossibile che Tom Cruise levati, diventa qui una versione smargiasso di sé stesso, più loquace e meno minaccioso, e anche l’ambientazione perde tutta la forza simbolica.

La New York infernale ricreata nel film del 1981 (notare il particolare errore della benda sull'occhio sbagliato nella locandina italiana), e che potrebbe anche essere plausibile visto il contesto del film, diventa qui una Los Angeles che sembra un luna park post-apocalittico. 
Oltretutto ci troviamo davanti a CGI invadenti e scene d’azione al limite del caricaturale, con buttata in mezzo una satira politica che vorrebbe avere la forza di dare un tono al film, ma la perde per strada. 
In pratica è una continua autocitazione di sé stesso che però manco si avvicina all’originale. 
Parlando di Carpenter e ripensando ai suoi lavori precedenti, questa è una cosa triste, ma il succo della faccenda è che si tratta di una vera e propria occasione mancata. 

lunedì 10 agosto 2026

THE BEATLES - REVOLVER: 60 ANNI FA I RAGAZZI DECIDEVANO CHE ERA IL MOMENTO DI CAMBIARE

 Ricordate che vi avevo dato APPUNTAMENTO ad agosto per l'anniversario di Revolver dei Beatles?


Ed eccoci qua con quel disco che venne pubblicato per la precisione il 5 agosto 1966 come settimo album dei FabFour e ne avrei parlato prima, ma nel frattempo FRANCESCO se n'è andato e non potevo evitare di dedicargli un intero post. 
Disco questo considerato il loro momento di svolta nel quale i ragazzi metteranno da parte la musica pop da concerto (anche per via di certe DISAVVENTURE di cui vi ho già raccontato) per buttarsi nelle prime, complesse sperimentazioni in studio, tra cui l'uso pionieristico di nastri magnetici, il tape loop e le prime influenze psichedeliche e orientali. 
Registrato agli Abbey Road Studios di Londra sotto la guida del produttore George Martin, l'album contiene 14 brani e, per la prima volta ben tre sono composizioni di George Harrison

(in precedenza i due "capi" gliene concedevano al massimo due per disco), tra cui la celebre canzone d'apertura TAXMAN che potrebbe ricordare il tema musicale della nota serie tv Batman e difatti entrambe uscirono nello stesso anno, ma non è mai stato chiarito bene chi avesse ispirato chi. 
C'è poi TOMORROW NEVER KNOWS scritta da John Lennon,

che con quel sitar dominante è considerata la canzone che ha dato il via alla psichedelia essendo costruita su un unico accordo di Do, e utilizza loop di nastri registrati al contrario. 
ELEANOR RIGBY è tutta di Paul McCartney,

ma, per il famoso accordo tra di loro, risultano tutte divise con Lennon ed è arrangiata unicamente per un ottetto d'archi, difatti i quattro non suonano nessuno strumento e, anzi, Ringo nemmeno canta. 
Lo fa invece in YELLOW SUBMARINE, marcetta apparentemente infantile (Paul l'aveva concepita proprio pensando ad una canzone per bambini e fu pubblicata come singolo), ma diventata una specie inno generazionale e oso dire che quasi sicuramente è stata la mia prima canzone dei Beatles che ho ascoltato.

Era naturalmente la colonna sonora del celebre FILM D'ANIMAZIONE omonimo. 
All'interno della canzone, oltre all'intervento a sorpresa di una banda musicale, c'è anche una lunga serie di rumori inseriti da John Lennon, come suoni di campane e vari altri tipo colpi e cigolii, compresa una sequenza di parole pronunciate in lingue diverse. Esiste anche una VERSIONE cantata in italiano da Nada,

con il testo scritto da Mogol e un risultato finale al limite del terrificante, e nel numero 2934 di Topolino del 21 febbraio 2012, a pag. 97 appare un sottomarino giallo usato da Zio Paperone e Paperino per esplorare il fondale del mare uguale allo Yellow Submarine. 
Infatti Zio Paperone specifica che arriva da un set cinematografico... 
HERE, THERE AND EVERYWHERE è poi diventata un classico di Paul

che la propone spesso nei suoi concerti e la si sente anche in quel suo bistrattato film GIVE MY REGARDS TO BROAD STREET (non era così orrendo, dai) e una menzione particolare invece va a GOT TO GET YOU INTO MY LIFE, bella, ma che viene largamente superata dalla cover che ne faranno gli Earth Wind per quel disastro di film che era stato SGT. PEPPER e se volete confrontarla la trovate nel post che avevo dedicato a quel passo falso di Robert Stigwood e i Bee Gees. 

Nonostante il titolo Revolver, non ci si riferisce ad un'arma da fuoco come potrebbe pensare anche la mia cara amica blogger RITA (che parlando dei Beatles ci sta benissimo perché loro canteranno in futuro di una Rita Meter Maid), ma piuttosto al movimento rotatorio del piatto del giradischi. 
La copertina poi l'avevo anche ridisegnata io per la classica cassetta che mi ero fatto registrare da un amico, ed era formata da un collage di foto e disegni realizzato dal bassista e amico Klaus Voormann (sarà poi nella Plastic Ono Band) che ha vinto con questa il prestigioso Grammy Award come Best Album Cover, Graphic Arts. 
Pochi giorni dopo la pubblicazione i Beatles sbarcheranno in America per il loro ultimo tour, quello che si concluderà il 26 agosto a San Francisco.

E più avanti il loro percorso di crescita e sperimentazione continuerà con SGT. PEPPER, ma quello vero, eh... 

domenica 9 agosto 2026

L'ULTIMA NOTTE MAGICA DEI QUEEN

 Freddie, Brian, Roger e John non lo sapevano ancora, ma quello tenuto il 9 agosto 1986 al Knebworth Park (Hertfordshire, UK), davanti a oltre 120.000 persone, sarebbe stato l'ultimo storico concerto dei Queen con tutti loro insieme.


Il frontman infatti scoprirà di aver contratto l'HIV solo nel 1987 quando iniziarono a comparire i primi segni della malattia, tra cui una lesione sul suo corpo (un sarcoma di Kaposi) che lo spinse a fare gli esami medici che confermarono la diagnosi. 
Quindi quella sera tutto sembrava ancora andare a gonfie vele con l'evento battezzato "A Night Of Summer Magic" che concluse trionfalmente il tour di A Kind of Magic. 
Lo show fu un'appendice del tour europeo, aggiunto a sorpresa per via dell'enorme richiesta di biglietti. 
Nonostante la produzione non avesse previsto riprese video professionali ufficiali della performance (i maxischermi vennero usati solo per rimandare le immagini), l'audio venne registrato e successivamente pubblicato nell'album Live Magic che quindi rimane l'ultimo documento più recente delle performances live della band al completo. 
Esiste in circolazione anche un DOPPIO DVD pirata del concerto,

ma sono immagini di pessima qualità riprese inquadrando i maxischermi. 
Dei ritorni in seguito con l'ingaggio di Paul Rodgers e Adam Lambert se ne può anche parlare, ma a mio parere l'unico che avrebbe degnamente reincarnato Freddie sarebbe stato George Michael (incredibile la sua performance in SOMEBODY TO LOVE al concerto tributo).

Purtroppo il destino sappiamo bene come ha deciso di far andare le cose. 

sabato 8 agosto 2026

UNA MINIERA IN BELGIO, 70 ANNI FA...

 Oggi cade un anniversario molto triste, per cui lascio momentaneamente da parte la musica (non del tutto), anche perché ieri abbiamo salutato il nostro amico Francesco con una bella carrellata di canzoni sue.


Accadeva infatti 70 anni fa il disastro di Marcinelle nella miniera di carbone Bois du Cazier in Belgio. 
A causa di un corto circuito elettrico scoppiò un violento incendio che provocò 262 vittime tra i minatori di 12 nazionalità diverse intrappolati a oltre 1000 metri di profondità per un conseguente guasto dell'ascensore
Ben 136 di loro erano italiani e fu una tragedia che segnò profondamente la storia europea e l'emigrazione italiana nel secondo dopoguerra poiché molti andavano a fare quel lavoro (infame diciamolo pure chiaramente) per portare un sostegno economico alle proprie famiglie ancora provate dagli eventi bellici. 
L'invio di manodopera italiana portava in cambio allo Stato forniture di carbone a prezzi agevolati, ma le condizioni di lavoro erano durissime e non sicure, per non dire disumane. 
In seguito al disastro, il Belgio rivide le norme di sicurezza nelle miniere (rimaneva comunque un lavoro pesantissimo) e l'Italia istituì la Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo, celebrata proprio l'8 agosto. 
Oggi l'ex sito minerario è stato riconvertito ed è possibile visitarlo in quanto riconosciuto come Patrimonio Mondiale dell'UNESCO. 
Giornata quindi dolorosa, ma tuttavia una canzone meravigliosa a tema possiamo ascoltarla anche oggi perché i New Trolls nel 1969 incisero quel capolavoro di UNA MINIERA che raccontava proprio una vicenda simile.

venerdì 7 agosto 2026

CARO IL MIO FRANCESCO... CANTAVA LIGABUE

 Quando un grande se ne va non posso fare a meno di sovvertire l'ordine dei post che avevo già preparato per dedicare la giornata a lui.


Ed è di Francesco Guccini che sto parlando e che ci ha lasciati ad 86 anni. 
Francesco era il classico esempio di quando vuoi definire un cantautore nel senso più tradizionale essendo autore di AUSCHWITZ,

inizialmente scritta per l'EQUIPE 84 (era il lato B di Bang Bang) con un testo leggermente diverso e ancora impossibilitato a firmarla perché all'epoca non era iscritto alla SIAE, e di CANZONE PER UN'AMICA

resa famosa anche dai Nomadi per i quali aveva scritto anche DIO È MORTO (censurata dalla bacchettona Rai, ma trasmessa invece da Radio Vaticana  che ne aveva compreso il significato)

e loro per contraccambiare avevano inciso un album tutto di canzoni sue scritte nel primo periodo. 
Altro suo classico è ovviamente LA LOCOMOTIVA, la lunga canzone con cui raccontò la storia del macchinista anarchico Pietro Rigosi, che si schiantò con la sua locomotiva in un gesto diventato un simbolo della protesta contro le ingiustizie sociali e della lotta di classe.

Canzone questa per la quale ho dei ricordi di quando andavo in colonia e c'era uno dei ragazzi più grandi che si esibiva alla chitarra nelle serate dopo cena cantando canzoni come questa e un paio di classici di Bennato. 
E poi L'AVVELENATA,

la famosa invettiva dedicata alle sue insofferenze nei confronti dell’industria discografica e dei critici musicali, in particolare Riccardo Bertoncelli che aveva stroncato il suo primo disco, canzone feroce questa, ma con tanta ironia dentro e che cresce musicalmente ad ogni strofa, e altre tante sue canzoni tra gli anni 60 e 70 contribuirono a definire appunto lo stile musicale cantautorale con risvolto politico che diventò un riferimento per la sinistra studentesca e di movimento di quel periodo. 
Per me poi rimane divertentissimo Opera Buffa dove Francesco ti racconta a modo suo LA GENESI.

L'immagine di Guccini fu legata alla città di Bologna, città in cui si trasferì ventenne insieme alla famiglia e che faceva spesso da sfondo alle storie raccontate nelle sue canzoni come VIA PAOLO FABBRI 43.

Fu dal 1967 che cominciò ad esibirsi con quel suo primo disco, Folk Beat N°1 che non si filarono in molti, in effetti, ma c’era già molto del Guccini che sarebbe diventato uno dei cantautori più importanti della storia della musica italiana. 
Conteneva già tra le altre Canzone Per Un’Amica che ho già citato prima. 
Nel 1970 uscirono altri due suoi dischi, Due Anni Dopo e L’isola Non Trovata, ma fu soprattutto Radici del 1972 a dargli un primo vero successo.

Ancora oggi è tra i suoi album più amati, per canzoni come IL VECCHIO E IL BAMBINO. Ha scritto anche libri e ha fatto l'attore per esempio in Radiofreccia di Ligabue che gli ha dedicato la CANZONE citata nel titolo del post, in pratica una Avvelenata 2.0.

E rimaniamo in tema di musica con invece un compleanno per l'ex disc jockey Gerry Scotti, ora conduttore televisivo, che oggi compie 70 anni e quindi dovrebbe conoscere più che bene questo cantautore anche se dubito fortemente che su Radio Deejay dove lavorava abbia mai messo sul piatto un suo vinile. 
Auguri Gerry e addio Francesco. 

giovedì 6 agosto 2026

LA STORIA VERA VS. HOLLYWOOD

 Tempo fa avevo parlato del bellisimo film Disney LA RAGAZZA DEL MARE che raccontava l'impresa di Trudy Ederle, leggendaria nuotatrice statunitense, celebre per essere stata la prima donna ad attraversare a nuoto il Canale della Manica il 6 agosto del 1926.


L'avevo già fatto notare allora che l'attrice Daisy Ridley (la Rey di Star Wars) si presentava in maniera molto diversa rispetto alla vera Trudy più massiccia come si può vedere dalla foto qui sopra, ma questo non inficia il risultato finale del film perché lei ce la mette davvero tutta e sa rendersi credibile. 
Quell'impresa di Trudy ha rivoluzionato il nuoto mondiale e ha sfidato i pregiudizi sulle donne nello sport dell'epoca. 
Nata a New York da una famiglia di origini tedesche, la Ederle che, a causa di una grave infezione contratta da bambina, ha nuotato per tutta la vita con una parziale perdita dell'udito, alle Olimpiadi di Parigi del 1924 aveva conquistato una medaglia d'oro nella staffetta 4x100 stile libero e due medaglie di bronzo individuali. 
Dopodiché due anni dopo, testarda e cocciuta come lei sola, per la leggendaria traversata era partita da Capo Gris-Nez (Francia) ed è arrivata a Kingsdown (Inghilterra) impiegando solo 14 ore e 34 minuti, battendo di quasi due ore il precedente record stabilito dagli uomini e, al suo rientro a New York, è stata accolta da oltre due milioni di persone con una parata trionfale. 
Quindi se volete sapere di più di come si è svolta quella traversata con tutti gli imprevisti che si sono verificati (alcuni, dicono i ben informati, enfatizzati per lo schermo), non vi resta che guardare il film. 

mercoledì 5 agosto 2026

IL MAGO HOUDINI: MAGIA DEL CINEMA VINTAGE

 Ecco un classico film prodotto, ma non diretto, da quel genio di George Pal: Il Mago Houdini (in originale solo Houdini) del 1953 con Tony Curtis, molto prima di ATTENTI A QUEI DUE, e Janet Leigh che faranno coppia anche nella vita reale.


È una spettacolare, ma romanzata, biografia che racconta le imprese dell'escapologo nei primi del Novecento, con in parallelo la storia d'amore con la moglie Bess portando sullo schermo i suoi numeri più estremi. 
Altre pellicole negli anni hanno avuto il mago come protagonista è l'ultima è Houdini - L'Ultimo Mago del 2007, incentrato invece sugli ultimi anni dell'artista (interpretato da Guy Pearce) e sulla sua ossessione nel voler sbugiardare i falsi medium.

Qui c'è anche una storia d'amore romantica e pericolosa con una seducente sensitiva interpretata da Catherine Zeta-Jones subentrata al posto di Rachel Weisz rimasta incinta, ma personalmente io sono più legato al film vintage. 
Comunque, parlando del vero Harry Houdini, le sue imprese subacquee sono ricordate come le sue performance più iconiche. 
Era proprio il 5 agosto del 1926 quando rimase rinchiuso in una bara sigillata sott'acqua per un'ora e mezza immersa nella piscina dell'hotel Shelton a New York.

Ovviamente non si trattava di magia, ma di un'incredibile capacità di controllare il respiro con un allenamento fisico estremo per cui Harry si preparava a lungo in apnea in una vasca da bagno di casa e praticava tecniche di iperventilazione prima di immergersi, per massimizzare l'ossigenazione nel sangue. 
Naturalmente non era meno importante un'ingegnosa progettazione meccanica degli strumenti di fuga come nel caso di casse e bauli che venivano modificati artigianalmente da lui stesso con pannelli rimovibili o serrature congegnate in modo da aprirsi dall'interno con una pressione minima, magari aiutandosi con grimaldelli nascosti tra i capelli o in bocca. 
Infatti, se ricordate la copertina dell'album di Kate Bush

The Dreaming che conteneva la canzone RUNNING UP THAT HILL, tornata famosa grazie a Stranger Things, la cantante appare in copertina nel ruolo di Bess, la moglie di Houdini mentre sta per baciare il mago ed ha sulla lingua una piccola chiave che, grazie al bacio, passerà di nascosto all'artista già pronto incatenato per lo spettacolo. 

Davvero funzionava così il trucchetto. 
Era stata questa la sua ultima grande sfida portata a termine, come le altre sue imprese, grazie ad una preparazione maniacale. Houdini era inoltre in grado di slogare o contrarre volontariamente spalle e polsi per sfilarsi, per esempio, dalle manette, 
Una cosa molto "forte" e scenica era che, prima di un' immersione, Harry chiedeva spesso al pubblico di trattenere il respiro insieme a lui. 
Questo creava tensione per gli spettatori che così riuscivano a percepire il tempo dilatato, facendo sembrare l'impresa ancora più sovrumana. 
Magia quindi, si, ma, come nel caso del film di lunedì scorso, più che altro illusione con qualche inganno dentro. 
Inganni assolutamente leciti per creare uno spettacolo d'effetto. 

martedì 4 agosto 2026

QUEL CALCIO CHE NON C'È PIÙ

 Lo sapete che non sono un tifoso di calcio, anche perché quel tifo violento che si vede ultimamente non credo possa essere considerato parte vera e propria dello sport.


Tuttavia quando ci lascia un grande calciatore del passato, di quando il calcio non era ancora fatto da fotomodelli e stuntmen, allora credo che possa trovare spazio anche qui dalle mie parti, come nel caso di Franco Baresi che se n'è andato nei giorni scorsi a 66 anni dopo essere stato una leggenda del calcio mondiale, e considerato uno dei più grandi difensori di tutti i tempi. 
Fedele al Milan per oltre 20 anni e capitano di poche parole ma di immenso carisma, era cresciuto nel vivaio rossonero, esordendo in prima squadra nel 1977 ed è diventato capitano a soli 22 anni. 
È rimasto con i rossoneri anche nei momenti più bui, retrocedendo in Serie B agli inizi degli anni '80 e guidando poi la squadra a una rinascita epica. 
Con il Milan ha vinto 6 Scudetti, 3 Coppe dei Campioni (le attuali Champions League), 2 Supercoppe UEFA e 2 Coppe Intercontinentali. Ha giocato la sua ultima stagione nel 1997 e, in suo onore, il club ha ritirato la sua maglia numero 6, il che significa che nessun altro giocatore porterà quel numero sulla schiena.
Anche la sua storia con gli Azzurri è stata ricca di emozioni poiché ha fatto parte della rosa che ha vinto il Campionato del Mondo in Spagna, nel 1982 pur senza scendere in campo. 
È stato invece poi protagonista assoluto negli Stati Uniti guidando la difesa fino alla finale di Pasadena nel 1994 giocando una gara stoica contro il Brasile, a sole poche settimane da un grave infortunio al menisco per il quale tutti dubitavano del suo ritorno in campo. 
Purtroppo nella stessa occasione c'è anche il lato amaro perché fu suo il primo errore nella sfortunata sequenza dei calci di rigore

(scoppiò in lacrime per questo) dove poi hanno sbagliato anche Daniele Massaro e Roberto Baggio. 
Come difensore libero (un ruolo che con l'evolversi delle tecniche di gioco ormai non esiste più) sapeva anticipare gli avversari prima che potessero ricevere palla e alcuni commentatori lo definivano una vera belva in campo. 
Tant'è che gli venne dato il soprannome "Kaiser Franz" italiano, in omaggio al grande Franz Beckenbauer, altro nome storico del grande calcio. 
Addio Franco. 

lunedì 3 agosto 2026

L'ILLUSIONE PERFETTA - NOW YOU SEE ME: NOW YOU DON'T (TERZO EPISODIO DEI MAGHI)

 Su Prime Video c'è Now You See Me 3 (il cui titolo corretto è in realtà più complicato dato che sarebbe L'Illusione Perfetta - Now You See Me: Now You Don't)


ed è appunto il terzo capitolo della famosa saga sui maghi criminali, ma anche simpatici, uscito al cinema a novembre 2025 con la regia di Ruben Fleischer. 
Il film unisce il cast storico a nuovi giovani talenti, puntando ovviamente sui trucchi di illusione e una trama con locations internazionali. 
Nel film sono passati dieci anni dal colpo di Londra e i Quattro Cavalieri tornano in campo insieme a una nuova generazione di illusionisti, che sta sfruttando senza il loro permesso la loro immagine, per un piano ad alto rischio: rubare un enorme diamante e fermare l'organizzazione criminale guidata da Veronika Vanderberg. 
Rientrano quindi in scena Jesse Eisenberg, Woody Harrelson, Dave Franco, Isla Fisher (non aspettavo altro) e Morgan Freeman, affiancati da volti nuovi come Rosamund Pike (la Vanderberg), Justice Smith, Dominic Sessa (l'abbiamo visto in quel delizioso The Holdovers) e Ariana Greenblatt. 
Da notare che sono stati ridotti al minimo gli effetti digitali in favore di scenografie e trucchi reali e, aggiungo io, per fortuna poiché pare che nel cinema abbiano capito che, quando un effetto speciale viene realizzato all'antica direttamente sul set, ha sempre qualche punto in più. 
Già si parla di un Now You See Me 4, ma c'è tempo perché il film si trova attualmente in fase di scrittura. 

domenica 2 agosto 2026

LAPUTA - CASTELLO NEL CIELO: UNA LOCATION ITALIANA PER MIYAZAKI

 Dopo il successo di Nausicaä Della Valle Del Vento, nel 1985 Hayao Miyazaki, insieme a Isao Takahata e alla casa editrice Tokuma Shoten, fonda lo STUDIO GHIBLI, e quindi un anno dopo (era come oggi il 2 agosto) esce nelle sale cinematografiche giapponesi Laputa - Castello Nel Cielo, terzo lungometraggio di Miyazaki e primo film ufficiale del nuovo Studio.


Laputa in realtà è un'isola volante immaginaria già citata molto tempo prima nella letteratura. 
Nasce infatti come celebre elemento letterario nei Viaggi Di Gulliver di Jonathan Swift del 1726 ed è abitata da scienziati e filosofi molto intelligenti ma del tutto staccati dalla vita reale. 
Rappresentava per l'autore una satira contro la scienza accademica e il potere politico dell'epoca. 
Hayao Miyazaki ha voluto prendere pari pari l'idea dell'isola e metterla nel suo film che racconta la storia di Pazu e Sheeta, due ragazzi che cercano questo luogo misterioso nascosta tra le nuvole che custodisce una tecnologia antica, un potere enorme e giardini incantati curati da robot. 
È un film d'avventura con temi ecologici e una critica contro l'uso distruttivo delle armi e del potere. 
Da noi in Italia ci è arrivato molto più tardi, cioè il 14 gennaio del 2004 con una riedizione datata 25 aprile 2012 dove il doppiaggio era leggermente diverso. 
Se il design dei robot guardiani/giardinieri

è stato poi ispirazione per la Dreamworks nel delizioso film animato IL ROBOT SELVAGGIO, Miyazaki invece per visualizzare la sua isola ha dichiarato di aver preso ispirazione da Civita di Bagnoregio, la "città che muore" in provincia di Viterbo che è famosa anche in Giappone.

Il borgo è arroccato su uno sperone tufaceo e isolato dal resto del mondo, ed entrambi i luoghi condividono un'atmosfera sospesa nel tempo, poetica e a rischio di scomparire. 
L'unico modo per raggiungere la città è a piedi, attraversando un ponte pedonale in cemento armato lungo circa 300 metri. 
Consiglio da turista? 
Anche, perché no? 


sabato 1 agosto 2026

ONCE E THE COMMITMENTS: DUE FILM CON MUSICA E IRLANDA DENTRO

 Dedico la musica del sabato tutta a Glen Hansard, cantautore irlandese che ottenne la fama internazionale nel 2007 per la canzone FALLING SLOWLY, brano che vinse il premio Oscar per il film Once dove la canta insieme a Markéta Irglová.


Glen purtroppo è morto pochi giorni fa a soli 56 anni in un incidente in moto poco fuori Dublino, senza altri veicoli coinvolti, dopo aver passato la serata al Wren’s Nest, un pub lungo il fiume Liffey. 
Hansard aveva cominciato negli anni Novanta con la band dei Frames e poi nel 2000 con il duo degli Swell Season e anche come solista. 

Come attore non protagonista, lo avevamo intravisto in THE COMMITMENTS di ALAN PARKER dove era il giovane chitarrista biondo/rossiccio dal capello lungo che si vede a tratti nel VIDEO qui sopra dove la parte del leone la fa Andrew Strong, lead vocal del gruppo.

Esilarante è la scena degli aspiranti improbabili musicisti che si presentano alla porta per il provino con la speranza di far parte della futura band. 
Poi invece Glen protagonista lo è stato appunto in Once, che nel 2007 gli diede una inaspettata popolarità internazionale con pure il plauso di Steven Spielberg che ha dichiarato di adorare quel film tratto da un musical e dove, curiosamente, i protagonisti principali non hanno un nome vero e proprio.

Se non vi disturba il fatto che Once sia stato girato tutto con una telecamera a mano, perciò parecchio balenga ad effetto documentario, ve lo consiglio insieme all'altro film di Alan Parker di cui vi ho parlato sopra. 
Devono piacere entrambi, ve lo assicuro. 
Legato per certi altri versi alla musica era anche Don Antonio Mazzi,

che ci lascia a 96 anni e che si è sempre prodigato per contrastare il disagio giovanile e le tossicodipendenze, utilizzando l'arte e i ritmi musicali come strumenti di aggregazione, riscatto e terapia con un approccio che univa la spiritualità alla vita reale. 
Celebri sono stati i suoi spazi quotidiani su emittenti nazionali come RTL 102.5, in cui ha sempre promosso la musica come veicolo di messaggi positivi e di riflessione.
Addio Don Mazzi e Glen. 

venerdì 31 luglio 2026

CON QUELLA FACCIA UN PÒ COSÌ

 Ma sarà un effetto ottico o sono tracce di vita extraterrestre?


Questo si domandavano in milioni tra spettatori e lettori di fronte alla famosa foto del Volto su Marte, pubblicata dalla Nasa il 31 luglio 1976.
La foto fu scattata in realtà il 25 luglio 1976 dalla sonda Viking 1 della NASA e prima di renderla pubblica ci avevano pensato un pò su per qualche giorno. 
L'area si trova nella regione di Cydonia ed è lunga circa 2,65 chilometri. 
Il Sole basso sull'orizzonte creò quelle ombre che facevano sembrare la roccia simile a un volto umano. 
Saranno poi nuove foto ad alta risoluzione scattate da sonde successive (come il Mars Global Surveyor e la sonda Mars Express della ESA) che smentiranno l'idea di una struttura artificiale. 
Tuttavia la fantasia degli sceneggiatori l'ha fatta comparire nel film del 2000 Mission To Mars diretto da Brian De Palma e con Gary Sinise, Tim Robbins, Don Cheadle, Connie Nielsen,

dove si immagina che sia un rifugio contenente un'antica astronave.
Film non esattamente accolto bene alla sua uscita e io stesso l'ho trovato un pò noioso specie nella prima parte. 
Poi c'è da dire che la svolta metafisica ha reso il tutto ancora più difficile da digerire per un pubblico che invece ormai si aspettava solo film spaziali come Armageddon uscito solo due anni prima. 
In più, a dimostrazione di ciò, pochi mesi dopo, usciva anche Pianeta Rosso (Red Planet) con Val Kilmer (che mai dimenticheremo) e Carrie Ann Moss (la Trinity di Matrix), che andò ancora peggio.
Forse questo misterioso pianeta stava diventando un pò troppo affollato... 


giovedì 30 luglio 2026

TOP OF THE POPS: IT'S STILL NUMBER ONE!

 Esattamente vent'anni fa la celebre trasmissione musicale britannica Top Of The Pops ha chiuso i battenti dopo 42 anni di messa in onda e 2.204 episodi.


Questo a causa del calo costante degli ascolti e della spietata concorrenza di internet e dei canali musicali sempre disponibili 24 ore su 24. 
L'ultima puntata settimanale dello storico show della BBC era stata registrata il 26 luglio 2006 al BBC Television Centre di Londra ed è stata chiusa dal conduttore storico Jimmy Savile (il primo a presentare lo show nel 1964), che ha spento le luci in uno studio vuoto pronunciando la celebre frase: “It's still number one. It's Top of the Pops”.

La classifica finale quel giorno aveva il brano HIPS DON'T LIE di Shakira (feat. Wyclef Jean) al primo posto, mentre  l'ultima band a esibirsi nello studio in una puntata regolare, la settimana precedente, erano stati gli Snow Patrol con CHASING CARS.

La decisione di mettere la parola "fine" a quella che era stata, si può dire, una vera e propria istituzione britannica (secondo me la Regina Elisabetta II era una delle fedeli spettatrici), arrivò dopo un periodo di declino di cui ho accennato sopra che portò anche allo spostamento del programma da BBC One a BBC Two nel 2005. 
Nonostante la chiusura dello show settimanale, la BBC ha continuato a produrre per diversi anni speciali natalizi e repliche d'archivio su BBC Four come fa il nostro Techetecheté. 
Sono stati scritti fior fiore di libri a riguardo e anche realizzati documentari di cui uno del 1981,

quando il programma ha abbracciato il «New Pop» degli anni '80 (quello partito con Video Killed The Radio Star) con una nuova sigla e titoli. 
È un periodo, tuttavia quello del 1981, in cui la Gran Bretagna è divisa tra rivolte, disoccupazione e matrimonio reale, uno stato d'animo catturato nella GHOST TOWN (con quel particolare sound arabeggiante) dei The Specials,

band ska che la esegue in Top of the Pops, per poi sciogliersi subito dopo nel camerino del Television Centre. 
Torneranno nel 1996 anche se non saranno in formazione completa. 
Abbiamo anche avuto la nostra versione italiana omonima di Top Of The Pops che è andata in onda prima su Rai 2 e poi su Italia 1 e ha chiuso definitivamente nel 2011 per ascolti bassi come l'originale e il mancato rinnovo dei diritti. 
Da notare che in Italia, prima di questo programma, guardavamo DISCORING, una produzione tutta italiana che già si ispirava al prodotto britannico, e che dalla fine degli anni 70, ha cavalcato poi tutti gli anni 80 portando in scena gli artisti del momento.

E anche qui, quanti ricordi... Urca! 

mercoledì 29 luglio 2026

PARLI DEI QUEEN E SPUNTA LA CORONA (O IL BAFFO...)

 Ho fatto appena in tempo a dedicare un POST al leggendario concerto dei Queen a Budapest che questo non ti arriva al cinema in 4K IMAX?


Beh non subito eh (e non in tutte le sale), ma in occasione del 40° anniversario di questo momento storico, Sony Music ha annunciato che la versione restaurata in 4K del documentario sul concerto Queen Budapest sarà proiettata a partire dal 7 ottobre prima che la colonna sonora rimasterizzata venga pubblicata il successivo 30 ottobre su vinile (per gli audiomaniaci), CD e in formato digitale. 
Eccallà... Brian e Roger continuano a darsi da fare. 
Ma lo fanno bene? 
Me lo chiedo perché per questa "nuova" versione la qualità sarà sicuramente ottima visto che a lavorarci è stato il team di Peter Jackson, quello del Signore Degli Anelli e, parlando invece di restauro, delle immagini del GET BACK sui Beatles, così nitide (come anche l'audio) che ti pareva di essere in sala prove con loro. 
Ma i contenuti sono esattamente gli stessi. Nel senso che la versione audio dovrebbe essere completa di tutti i brani, mentre quella video invece non offre nulla di più dell'edizione precedente del concerto. 
Nel Blu-ray non sarà presente nessun documentario sul viaggio dei Queen a Budapest, nessuna nuova intervista o contenuto extra (cose che invece fanno sempre piacere trovare). 
Certo, andare al cinema a vederlo in una sala con l'audio come si deve sarà pur sempre una gran cosa. 
Ma parliamo anche di come si presenta il prodotto: Hungarian Rhapsody aveva una foto di Freddie francamente mediocre in cui pareva uno dei tanti imitatori che si trovano nelle sempre più numerose tribute band, ma perlomeno mostrava un font stupendo esattamente in linea con l'anno 1986 della band; questo invece (con un nuovo titolo, ma perché poi? Era così bello l'originale) ha una foto splendida, ma un font che non c'entra nulla piazzato lì a muzzo. 
E di queste cose ne avevo già parlato per esempio per le edizioni home video di ROLLERBALL, dei film di 007 e altri. 
Eh, gente... la grafica è importante, sempre! 

martedì 28 luglio 2026

THE UNION: QUANDO CRITICA E PUBBLICO NON SONO PER NIENTE "UNITI"

 The Union è la classica action comedy di Netflix uscita nel 2024 con protagonisti Halle Berry e Mark Wahlberg che interpreta Mike McKenna, un tranquillo operaio edile del New Jersey con una vita del tutto ordinaria.


La sua routine viene stravolta quando incontra Roxanne Hall (la Berry che adoro), la sua ex fidanzata del liceo che adesso lavora per "The Union", un'agenzia segreta governativa che recluta persone comuni per missioni speciali dove servono volti non noti nel mondo dello spionaggio. 
E quando ti trovi davanti a Halle non vuoi cadere come un pollo?
Roxanne infatti porta Mike a Londra dopo averlo narcotizzato, per reclutarlo in una missione ad alto rischio, poiché l'identità di tutti gli agenti ufficiali è stata compromessa, ma ovviamente Mike non ha tutta questa voglia di impelagarsi in una faccenda così tanto più grande di lui. 
C'è anche J.K. Simmons che veste i panni di Tom Brennan,

il capo dell'agenzia. 
Il film parte con diverse scene d'azione mozzafiato ambientate e girate a Trieste con inseguimenti e stunt spettacolari. 
Sulla ENNE rossa ha avuto un enorme successo in termini di visualizzazioni da parte del pubblico, nonostante le recensioni decisamente negative da parte della critica specializzata che l'ha definita una commedia d'azione prevedibile e priva di vera originalità. 
Ma da parte mia invece me lo sono goduto parecchio perché leggero, divertente e ben realizzato in tutto, ovvero un classico "popcorn movie". 
E anche i dati di visione hanno decretato il film come un grandissimo successo commerciale. 
Quindi... Vox populi, Vox Dei... oppure, come ci diceva il buon BATTIATO,

si può sempre scegliere un bel film di Ėjzenštejn sulla rivoluzione... 

lunedì 27 luglio 2026

HUNGARIAN RHAPSODY: LIVE IN BUDAPEST (NATURALMENTE QUEEN)

 Parlando dei Queen sarà più leggendario il concerto di WEMBLEY o quello successivo a Budapest?


Beh, nel primo i ragazzi giocavano in casa mentre a Budapest, il 27 luglio del 1986, al Népstadion, la data del Magic Tour (l'ultima storica tournée della formazione al completo con Freddie Mercury) fu un evento di portata epocale per altri motivi. 
Soprattutto perché rappresentò la prima esibizione di una grandissima rockband occidentale dietro la Cortina di Ferro, in un blocco sovietico ancora rigidamente chiuso. 
Si parla di un pubblico totale stimato attorno alle 180.000 persone, per uno degli spettacoli più grandi mai visti nell'Europa dell'Est. 
L'Ungheria di quegli anni era sotto il controllo sovietico e la musica rock occidentale arrivava di contrabbando o censurata, per cui l'arrivo dei Queen fu visto come un vero e proprio soffio di libertà e un ponte culturale tra Est e Ovest. 
Per immortalare l'evento fu girato il celebre film-concerto Hungarian Rhapsody: Live In Budapest (titolo che è una citazione del loro BRANO MITICO mixata con le Rapsodie Ungheresi che sono una raccolta di 19 brani per pianoforte composti da Franz Liszt), mobilitando i migliori operatori disponibili nel paese per riprendere ogni singolo istante in 35mm. 
Durante il concerto, Freddie Mercury e Brian May sorpresero il pubblico intonando la famosa canzone tradizionale ungherese Tavaszi Szél Vizet Áraszt

e, come si vede nel video, Freddie si era appuntato sul palmo della mano la pronuncia delle parole in ungherese come a scuola quando c'era il compito in classe e ti scrivevi lì gli appunti di nascosto.
Vennero utilizzate ben 17 telecamere da 35mm e si racconta anche che l'Ungheria esaurì l'intera scorta nazionale di pellicola cinematografica di alta qualità. 
Trattandosi di un evento occidentale di massa in pieno regime comunista, i servizi segreti ungheresi infiltrarono agenti in tutta la folla per tenere d'occhio potenziali rivolte o comportamenti anti-regime, che in quei posti non si sa mai, ma tutto andò bene.

I Queen arrivarono da Vienna a Budapest a bordo di un aliscafo lungo il Danubio e il prezzo del biglietto era pari a circa tre giorni del salario medio di un operaio ungherese dell'epoca, ma i tagliandi andarono comunque esauriti in pochissime ore.

Anche adesso i biglietti dei grandi nomi spariscono immediatamente ma per via di una consuetudine vergognosa a causa dei troppi che ci lucrano sopra rimettendoli in vendita a prezzi esorbitanti, con gente che li acquista lo stesso per poi finire in quelle bolgie dantesche come il concerto di Ultimo dove i più lo hanno visto e sentito fuori sincrono sui maxischermi distanti dal palco solo per poter dire "io c'ero", ma non c'eri davvero se il palco è quello in basso nella foto presa esattamente da sopra di esso con quella specie di 8 rosso come passerella che si protubera tra il pubblico

e tu eri esattamente a circa un chilometro, dalla parte opposta di quelle 250.000 persone stipate nella spianata di Tor Vergata. 
In effetti ultimamente sta diventando una gara a chi ce l'ha più grosso... il pubblico. 
E no... a mio parere non è così che si vive un concerto. 

DUE SPICCI: IL RITORNO DI ZEROCALCARE

 Aho', ma quanto è 'na figata sta nuova serie Due Spicci de Zerocalcare? E che musica, regà, che se sente co' ‘sto sfondo? Gius...