martedì 8 settembre 2026

STAR TREK: L'INIZIO

 Oggi ricorre l'anniversario della messa in onda americana sulla NBC del primo episodio di Star Trek, The Man Trap, che si apriva così: "Giornale di bordo del Capitano, data astrale eccetera eccetera...".

La voce del capitano James Kirk (impersonato da William Shatner) che aggiorna il diario di bordo dell’Enterprise farà da prologo poi a tutti e 29 gli episodi della prima stagione.
Era il 1966, ma noi vedremo quella prima stagione solo nel 1979 su TELEMONTECARLO (ora La7). 
Accanto a James Tiberius Kirk in questo viaggio attraverso il cosmo, alla ricerca di nuove forme di vita e di civiltà, ci sono tra gli altri il vulcaniano Spock (Leonard Nimoy) e il Dr McCoy (DeForest Kelley). 
Prima di questo c’era stato un episodio pilota con un cast totalmente diverso eccetto Nimoy/Spock, rifiutato dalla NBC e che sarà trasmesso soltanto nel 1988.

Come andò quella prima stagione? 
Beh diciamo che la serie non conquistò subito il pubblico americano, tant'è che già alla seconda stagione se ne stava decidendo la chiusura. 
Andò diversamente invece oltreoceano dove il telefilm diverrà subito un cult, alimentando la nascita di fanclub, siti, riviste. 
Fu così che, a grande richiesta, nacque la terza stagione. 
Aveva colpito anche il concetto di filosofia sociale che anticipava il futuro e le nuove tecnologie mostrate nella serie: precursori dei moderni cellulari, dei pc portatili e innovazioni legate al campo medico tipo qualcosa simile a una Tac, e alla vita domestica come le porte scorrevoli, che in realtà sul set erano azionate a mano

come le erano anche le famose portiere ad ali di gabbiano delle avveniristiche auto viste nella successiva serie british U.F.O. che nella finzione pareva si sollevassero elettricamente e invece erano alzate da un operatore che rimaneva fuori inquadratura (con il formato 4:3 era più facile nascondere degli elementi ai lati dello schermo).

E non è un mistero che la stessa NASA prenderà Star Trek come fonte d'ispirazione per i suoi esperimenti, tra cui il primo shuttle spaziale, chiamato in suo onore Enterprise come la nave spaziale della serie. 
Sul piano sociale invece convivevano con gli americani un alieno, un giapponese e un russo (pare la classica barzelletta, eh?) in un periodo degli anni 60 in cui invece le differenze razziali erano ancora forti. 
E poi c'era Uhura, donna di colore, che con Kirk, due anni dopo, sarà protagonista del primo bacio interrazziale della storia delle fiction TV a stelle e strisce.

Insomma alla fine ci ripensarono e la serie, dopo essere stata acquistata dalla Paramount, andrà avanti con nuove generazioni, spin-off, film e remake/reboot. 
Tant'è che l'ideatore Gene Roddenberry si vedrà dedicato un asteroide (4659 Roddenberry) e un cratere su Marte.

Eh, che invidia eh? 

lunedì 7 settembre 2026

UN UOMO IN CASA E ALTRO

 C'è stato un periodo in cui Rai2 nell'orario preserale prima del tg, cioè durante la cena, mandava in onda telefilm leggeri come gli americani Happy Days e Love Boat.


Dal Regno Unito invece ci aveva proposto Un Uomo In Casa con Richard O'Sullivan (nella foto è quello con capello lungo e basettoni) che è mancato ad 82 anni. 
Era famosa anche la versione americana dal titolo TRE CUORI IN AFFITTO dove il suo personaggio aveva il volto di John Ritter.

Di minore successo era stato lo spin-off Il Nido Di Robin, mentre i due vicini di casa (quelli in alto nella foto) impiccioni e conservatori, ma con lei che, nonostante l'età, dei pensierini sul giovane che coabitava con le due ragazze li faceva, si meritarono una divertente serie tutta loro dal titolo GEORGE & MILDRED
Altra serie, ma di film Disney è la saga di Zombies,

un franchise di film musicali di grande successo nato nel 2018 e incentrato sulla convivenza tra umani e studenti zombie. 
Una sorta di High School Musical intriso di Twilight (nel secondo arriveranno i lupi mannari e nel terzo i vampiri). 
Dal cast abbiamo perduto di recente Carla Jeffery, 33 anni.

Anche la musica piange la cantante jazz Cassandra Wilson. 
Aveva 70 anni ed è stata una delle voci più note del jazz degli anni 90 e 2000 (paragonata a Billie Holiday e Sarah Vaughan) riprendendo famosi brani pop e rivoltandoli come calzini con le sue interpretazioni, come, per esempio, questa TIME AFTER TIME, grande hit di Cyndi Lauper.

Goodbye Cassandra, Carla & Richard.

domenica 6 settembre 2026

GROSSO GUAIO A CHINATOWN (BELLO GROSSO PER JOHN CARPENTER)

 Il film Grosso Guaio A Chinatown è uscito nei cinema italiani il 5 settembre del 1986 a pochi mesi di distanza dall'uscita ufficiale nelle sale statunitensi avvenuta il 2 luglio dello stesso anno, quindi il film ha appena compiuto i suoi 40 anni da qualche mese.


Da notare che il titolo originale Big Trouble In Little China giocava con il contrasto tra le parole BIG e LITTLE, completamente perduto nella versione italiana. 
C'è un camionista, Jack Burton (Kurt Russell), che si ritrova coinvolto in una guerra di magia nera a San Francisco. 
Quando la fidanzata del suo amico Wang Chi viene rapita da una setta di Chinatown, Jack si addentra nei meandri sotterranei del quartiere per salvarla. 
Dietro al rapimento c'è David Lo Pan

(James Hong), uno stregone millenario condannato a vivere come uno spirito disincarnato. 
Per poter tornare in carne e ossa e governare il mondo, Lo Pan deve sposare una donna dagli occhi verdi, trovata appunto in quella ragazza. 
Però, secondo il detto di Stefano Accorsi che "two gusti is meglio che one", oltre a Miao Yin, nel mirino dello stregone finisce anche Gracie Law (Kim Cattrall), un'avvocatessa che Jack aveva conosciuto all'aeroporto.

Il film fu per Carpenter un clamoroso fiasco al botteghino (dieci anni dopo ce ne sarà UN ALTRO sempre con Kurt Russell) principalmente perché uscì in una delle estati cinematografiche più affollate di sempre con Aliens - Scontro Finale (fortemente pubblicizzato), Top Gun, Karate Kid II e Labyrinth. 
E inoltre il film era in pratica una commedia d'azione condita da arti marziali, fantasy e magia nera, forse un mix troppo caotico per gli spettatori degli anni '80. 
Però di buono c'era che Jack Burton non era il classico eroe d'azione infallibile, anzi, spesso si dimostrava goffo, finiva nei guai e veniva salvato dai personaggi secondari, cosa che, sotto un certo punto di vista, lo avvicinava al pubblico. 
E difatti, negli anni successivi all'uscita al cinema, il film trovò la sua vera dimensione grazie alle videocassette e ai passaggi televisivi, dove il passaparola lo trasformò in un vero e proprio cult, magari non ai livelli dei titoli a cui ci aveva abituato Carpenter, ma certamente rivalutato. 
Putroppo c'è anche un recente addio ad un membro del cast, ovvero James Lew , 73 anni, stuntman americano che qui ha interpretato uno dei Chang Sing,

i lottatori di arti marziali che stavano dalla parte dei buoni, oltre a moltissime apparizioni da controfigura in famosi titoli come Inception e, in tv, Luke Cage. 
Goodbye James. 

sabato 5 settembre 2026

DISCHI DI CUI NE POSSIAMO FARE A MENO

 Allora... Partiamo dal presupposto che se un artista non pubblica certe canzoni nei suoi album e le mette da parte in favore di altre che lui giudica migliori, un motivo ci sarà; magari le riprenderà in mano in seguito per ritoccarle, riscriverle, riarrangiarle, oppure le passerà a qualcun altro (uno dei cavilli delle case discografiche a cui devono, per contratto, sottostare gli artisti e se ne era PARLATO anche a X-Factor).


Nel caso di Prince (che con la Warner Bros. aveva avuto diversi disaccordi), troviamo uscita da una settimana Timeless, una raccolta di brani in ordine cronologico che perciò, proprio per questo motivo, risulta molto disomogenea perché parte dal 1978, anno del suo primo album (sono sicuro che molti lo considerano invece nato artisticamente negli anni 80) fino al 2016, anno della sua morte un mese e mezzo dopo l'ultimo disco pubblicato allora.

E mi duole dirlo e fare la parte del cattivo, perché Prince l'ho adorato e omaggiato andando anche a vederlo in concerto a Milano nel 1988, ma che questi sono scarti lo si capisce subito dato che dal mucchio salvo solo WITH THIS TEAR, canzone questa davvero molto bella che ad aprile aveva anticipato l'uscita dell'album facendo ben sperare, e brano che comunque già era stato interpretato magistralmente nel 1992 da Céline Dion (mica una scrausa, eh...).

Per amore vi risparmio invece le altre brutture contenute nel disco che comunque è ascoltabile anche su YouTube.
Il fatto è che adesso il patrimonio artistico di Prince è in mano al The Prince Estate, ente ufficiale e legale (non so perché, ma me lo immagino come un grosso avvoltoio) che gestisce l'intera eredità artistica, commerciale, d'immagine e materiale del musicista, e quindi dal Vault, l'immenso archivio segreto di brani inediti, demo e registrazioni live custodito a Paisley Park, ci dovremo aspettare ancora molta roba inutile.

Altra cosa brutta, ma anche di più, e stavolta italiana, è il NUOVO DISCO di Rovazzi con Arisa (sempre più magra) e Nino D'Angelo (sempre più... Nino). 
Pezzo presentato anche in quei programmi tv estivi simil-Festivalbar che ti fa chiedere "perché?”, ma che però ha il pregio di farmi rivalutare in toto il qui presente disco di Prince. 
Non so se mi sono spiegato... 

venerdì 4 settembre 2026

C'È STATA UNA PRIMA VOLTA ANCHE PER I SEX PISTOLS

 Il 4 settembre del 1976 gli allora sudditi di Elisabetta II fecero un'esperienza scioccante ascoltando e vedendo per la prima volta in tv i Sex Pistols.


Questa prima messa in onda storica dei Sex Pistols in televisione non avvenne certo sulla rigorosa BBC, ma sulla rete privata locale Granada Television, tv commerciale che in seguito sarà inglobata con altre private dalla ITV (colosso come fosse la nostra Mediaset), e nota per esempio per la lunga soap-opera CORONATION STREET (quella che ispirò i Queen per il videoclip di I Want To Break Free)

e per lo show musicale di Ayshea, attrice e cantante presente nel cast di U.F.O., e anche l'unica dello staff della SHADO a portare al collo un grosso ciondolo con la sua iniziale sopra alla famosa divisa di ordinanza.

Durante lo show So It Goes, condotto da Tony Wilson (futuro fondatore della Factory Records, etichetta indipendente alla quale saranno legate band new wave piuttosto cupe tipo Joy Division, New Order e Cabaret Voltaire) la band dei Sex Pistols suonò dal vivo ANARCHY IN THE UK tre mesi prima che il singolo venisse ufficialmente pubblicato. 
L'esibizione fu un'anteprima assoluta del punk in TV, introdotta dal celebre urlo di Johnny Rotten: "Get off your arse" ("Alzate il culo"). 
La band, pensa un pò, fu poi completamente bandita dalla BBC nel maggio 1977 a causa del singolo scandaloso GOD SAVE THE QUEEN.

Ma sappiamo bene che questo non fu mai un problema per loro. 
Ormai il punk era arrivato. 
E pensare che quella volta, qualche anno prima, quando i Beatles suonarono sul tetto, i compassati gentlemen britannici conservatori pensavano di aver visto ormai il massimo della trasgressione. 

giovedì 3 settembre 2026

STRIPTEASE: QUANDO RIMPIANGI PATRICK SWAYZE

 Ecco un film distribuito nel 1996 (28 giugno negli States e 5 settembre in Italia), ovvero Striptease che ha segnato uno dei peggiori momenti della carriera di Demi Moore, attrice che solo sei anni prima faceva commuovere il mondo in Ghost insieme a Patrick Swayze. 


Dopo aver preso parte alla pellicola, infatti, l’attrice entrò in una spirale di Razzie Awards (gli Oscar al contrario) da cui fu difficile tirarsi fuori. 
D’altronde, Striptease viene tuttora considerato uno dei peggiori film americani mai visti sul grande schermo sia dalla critica che dal pubblico. 
Insomma, tra una cosa e l’altra, l'unica cosa buona per Demi dev'essere stata incassare l’assegno più pagato fino a quel momento che era di 12,5 milioni di dollari, facendola diventare l’attrice allora più pagata al mondo. 
Film tra l’erotico e la commedia dove Demi, spesso in scena senza tante coperture, interpreta una madre che, per non perdere la figlia, accetta un lavoro in un locale di striptease grazie ad un fisico allora di tutto rispetto, ma mostrato ancora di recente in THE SUBSTANCE
Non per niente almeno un solo premio positivo l'aveva preso Demi con un MTV Movie Award come attrice più attraente. 
I Razzie Awards invece allora sono stati più che generosi: ben 6 vittorie mettendo quasi a repentaglio la carriera di uno dei volti più rinomati di Hollywood. 
Certo è che, anche dopo 30 anni appena compiuti, Striptease se lo devono ricordare in molti buongustai dato che ha incassato ben 113 milioni di dollari dopo averne spesi 50. 
Insomma, a conti fatti il suo grande successo commerciale l’ha avuto, ma non sempre i grandi incassi sono sinonimo di qualità. 

mercoledì 2 settembre 2026

FUMETTI IN TIVVÙ-U-U-UUU

 Vediamo chi si ricorda di Gulp! I Fumetti In Tv, un programma della Rai degli anni 70,


che i più fortunati potevano già vedere a colori (io no) dopo il tg, in cui le tavole dei fumetti venivano trasmesse in video e dei doppiatori leggevano le battute nei "balloons" in soli 15 minuti totali di messa in onda per ogni puntata. 
Detto adesso, con i tempi attuali serrati che hanno in tv al punto di troncare il finale di un film (😁) e lo stile dei programmi che vanno in onda un pò su tutte le reti, sembrerebbe di una noia mortale, e invece (chi lo ricorda lo sa) funzionava, tant'è che in seguito crescerà in versione ampliata con anche cartoons Marvel con il nome SuperGulp!
Beh, io già conoscevo il fumetto Alan Ford e vederlo in video non poteva che essere un piacere. 
Non conoscevo ancora invece il detective Nick Carter, il piccoletto con il berretto (omonimo del biondo componente dei Backstreet Boys, è vero), e i suoi collaboratori, il grosso Patsy e l'orientale Ken,

frutto della collaborazione di Franco Bonvicini, quello delle Sturmtruppen detto Bonvi, con Guido De Maria, disegnatore morto di recente a 93 anni.
Fu infatti Guido De Maria a disegnare proprio il personaggio di Nick Carter,

il cui nome si rifaceva ad un noto detective dei romanzi vintage di fine 800 portato anche al cinema, e fu sua l'idea del programma di cui era regista insieme a Giancarlo Governi, inventandone anche Giumbolo, la mascotte.

Insieme al musicista Franco Godi collaborò anche per le sigle della trasmissione.
Sempre dal fumetto di Nick Carter poi diventerà di uso comune la frase ricorrente "E l'ultimo chiuda la porta!"
Insomma, si può dire quindi che senza Guido De Maria non ci sarebbe mai stato questo programma. 
Addio Guido. 
 

martedì 1 settembre 2026

DISCLOSURE DAY: TORNANO GLI ALIENI DI SPIELBERG, MA C'È DELL'ALTRO

 Sono stati 79 anni di segretezza e te lo ripetono più volte (riferendoso al caso Roswell del 1947 nel New Mexico) nel corso del film che i file sugli UFO e sulle intelligenze extraterrestri sono stati tenuti nascosti al pubblico per esattamente 79 anni.


Finché nelle sale non è uscito appunto Disclosure Day di Steven Spielberg che manda in onda mondiale quei filmati nascosti e torna così su uno dei temi a lui cari, ovvero gli incontri con gli alieni.
Ma in realtà gli alieni, che ci sono e si vedono pure, sono la parte meno importante della trama che invece si basa sulle tante cose da complottista che lo Stato tiene segrete, su fughe mozzafiato dai cattivi comandati da Colin Firth

(ultimanente sempre più legato a questi ruoli) che usa un aggeggio che fa un effetto tipo il Cerebro del professor Charles Xavier (X-Men) e che per la sua forma, se avete visto Project Hail Mary di cui parlerò nei prossimi giorni, dovrebbe ricordarvi qualcosa (perlomeno a me è sembrato qualcosa di simile seppure più piccolo) e pure di divertite auto citazioni di Steven. 
Ho riso come un cretino infatti quando i fuggitivi sono arrivati all'Inn-Di-Ana Motel, easter egg che non devo certo spiegare.
Anche la scena del treno


(girata in maniera pazzesca da Oscar per stunt ed effetti speciali) ricorda vagamente la sequenza iniziale di Indiana Jones E L'Ultima Crociata, in cui un giovane Indy scappa su un treno del circo e cade in una vasca piena di serpenti, dando origine alla sua celebre fobia. 
Film di due ore e venti che inizia come se mancasse una parte introduttiva (nei cinema di una volta capitava a volte che proiettassero le "pizze" nell'ordine sbagliato e Celentano NE SA QUALCOSA) e che si rivela invece essere un'ottima mossa perché così anche noi spettatori ci troviamo nelle condizioni di Emily Blunt straniata che non capisce cosa le stia succedendo, a lei e a qualcun altro, e pellicola che non ti molla un attimo condita poi magistralmente dalle famose luci che Spielberg mette in scena sempre nei suoi film (ricordate che ne avevo parlato per West Side Story?) e che non solo illuminano, ma fanno davvero la scenografia,

anche certi lensflare che molti considererebbero un difetto e qui invece fanno il marchio del regista.
E attenzione che adesso voglio puntare l'attenzione sul fatto che come regista e sceneggiatore, insieme a David Koepp, Steven sia stato però criticato per questo finale troncato sull'ultima frase un pò come è successo a Il Codice Da Vinci IN TV, ma lì era stato per un pasticcio tecnico. 
Chi è rimasto deluso probabilmente non ha capito il vero senso del film perché quella frase sussurrata che non si percepisce (chi non ha pensato al FINALE di Lost In Translation?)

e l'invito successivo del personaggio di Emily Blunt ad "ascoltare" sono un invito ad aprirsi meglio verso gli altri che stanno intorno a noi, di qualsiasi provenienza siano, cosa che invece tendiamo a fare sempre meno rinchiudendoci sui nostri display dei telefoni anche quando andiamo ad un concerto e passiamo tutto lo show guardando lo schermo invece che la performance sul palco. 
Dico così perché vedo molti, troppi che lo fanno davvero (forse per poi postare per primi sui social eventuali defaillances dell'artista come è successo di recente a Samurai Jay che ha avuto problemi con l'autotune), mentre io, giuro, preferisco godere appieno del momento live sul palco.
Tutto il succo del film comunque si può condensare nel testo di Imagine di John Lennon, che ci parla di idee semplici: empatia, rispetto per le differenze, condivisione, superamento della religione.
E lo fa dal lontano 1971, ma forse stiamo diventando troppo ottusi per capirlo. 

lunedì 31 agosto 2026

ANCHE HARRY POTTER FA PARTE DE "GLI INFINITI RITORNI"

Gli Infiniti Ritorni è un romanzo di Marren Bagels (occhio in coda al post) pubblicato nel 1961 nella collana fantascientifica Urania, fedele compagna di letture della mia adolescenza, e tale titolo sembra anche fatto apposta per la tendenza attuale di riportare al cinema i grandi titoli del passato come abbiamo visto più volte nei post. 


Anche Harry Potter (già tornato per i VENT'ANNI, ma in un brutto periodo) segue questa tendenza e il primo episodio della fortunata saga cinematografica è tuttora nelle sale fino a mercoledì per festeggiare il quarto di secolo. Personalmente ho visto questo film diretto da Cris Columbus almeno una cinquina di volte ed è, insieme al secondo, ancora una storia leggera, a tratti disneyana, mentre in seguito le atmosfere e i colori diventeranno molto più cupe e quasi horror. 
Saga questa che conta già purtroppo una serie di nomi che non ci sono più come Maggie Smith, Robbie Coltrane, Richard Harris e Alan Rickman

e rivederli ancora sul grande schermo al cinema potrebbe anche fare commuovere certe canaglie come il sottoscritto. 
Con anche un pensiero che il cinema del passato abbia lasciato un segno molto più profondo di quanto non facciano pellicole recenti che vedi e già il giorno dopo ne dimentichi il titolo. 
Ah... in coda vi posto anche la bellissima e inquietante copertina disegnata da Karel Thole (padre del noto cabarettista Ernst) per il romanzo di Marren Bagels,

nome posticcio che celava le identità delle due sorelle italiane Maria e Ornella De Barba. 
Notare il prezzo in basso a sinistra!!! 

domenica 30 agosto 2026

IL CODICE DA VINCI: PER LA RAI IL SANTO GRAAL È UN MISTERO CHE DEVE RIMANERE MISTERIOSO

 Si racconta in giro che 700 mila spettatori che lunedì scorso su Rai2 stavano guardando Il Codice Da Vinci siano rimasti basiti dopo che, passate oltre due ore di visione, la pellicola è stata tagliata sul finale troncando gli ultimi preziosi 30/40 secondi


Proprio sul più bello infatti, nel momento in cui stava per essere svelato l’enigma alla base della trama, cioè quello sul Santo Graal raccontato nel romanzo di Dan Brown (nessuna corrispondenza con la realtà quindi), Rai2 ha deciso che tale mistero dovesse rimanere insoluto e, con un beffardo "arrivederci", ha interrotto la pellicola mandata in prima serata (ma ricordo a tutti che è in realtà una seconda serata perché la prima è stabilmente occupata da quello che viene definito "preserale") per mandare in onda alcuni spot e per poi dare la linea a Il Processo Al 90° che non poteva certo attendere oltre con le immagini del posticipo di Serie A Roma-Fiorentina, e forse il tecnico Rai aveva appena visto Disclosure Day di Spielberg con quel suo finale tronco che ha lasciato scontenti molti e ha pensato di fare lo stesso, oppure si era pure stufato di aspettare dopo essersi reso conto ormai che non era un biopic su Sal

(Da Vinci) dato che delle sue canzoni non c'era nemmeno l'ombra. 
E parlo di tecnico perché spero, ma ho dei dubbi, ci sia ancora una mano umana dietro e non una programmazione computerizzata come certe emittenti radiofoniche ormai fanno. 
Comunque... Apriti cielo! 
In pochi minuti sui social i telespettatori hanno protestato dopo anche aver già sopportato interruzioni pubblicitarie malamente infilate nel bel mezzo di dialoghi. La Rai si è scusata con il pubblico con le parole del direttore della sezione Cinema e Serie Tv Adriano De Maio spiegando che la messa in onda di un film o di un programma registrato è sottoposta ad una serie di lavorazioni complesse, affidate anche ad alcune sequenze alfanumeriche di supercazzole prematurate con scappellamento a destra. 
Aggiungendo che, come fosse Antani, l'intera trilogia sarà replicata su Rai Movie il 15 (Il Codice da Vinci), il 16 (Angeli e Demoni), il 17 Settembre (Inferno), naturalmente in prima serata, e lo ha fatto puntando il dito che si vede benissimo che stuzzica.

Intanto ringrazio Pietro Germi e Mario Monicelli, e poi posto qui sopra la sequenza finale "perduta", ma soprattutto, in tutto questo bailamme, mi viene da chiedermi se davvero 700 mila persone in questa stagione stiano ancora davvero guardando la tv in diretta dato che comunque il film ha già vent'anni ed è già passato più volte in televisione, ed è ora anche comodamente visibile su RaiPlay (nonché già da prima su altre piattaforme) senza interruzioni pubblicitarie o troncature imposte per favoreggiamento verso il calcio (signore supremo degli sport!!!). 
Ecco... Forse è questo il vero mistero... 



sabato 29 agosto 2026

L'ULTIMO LIVE DEI BEATLES (O MEGLIO, IL PENULTIMO)

 Oggi torno alla musica vintage e, in questo caso, anche registrata piuttosto male, perché ricorre la data storica dei sessant'anni dell'ultimo concerto ufficiale a pagamento dei Beatles che si tenne appunto il 29 agosto 1966 allo stadio Candlestick Park di San Francisco.


La band, dopo altri artisti che avevano il compito di aprire lo show alle ore 20.00, fra cui le RONETTES create da PHIL SPECTOR, suonò per circa 33 minuti (per dire... i Pooh fanno concerti lunghi più di due ore e Springsteen ha toccato anche le tre ore) eseguendo 11 brani davanti a circa 25.000 spettatori, con però ben 7.000 biglietti rimasti invenduti.
Il palco, come si vede dalla foto,

era protetto da una gabbia metallica (una SITUAZIONE SIMILE a quella vista nel film The Blues Brothers) e intorno a loro c'era un continuo girare di forze dell'ordine e membri dello staff con lo stadio illuminato a giorno, l'impianto audio era assolutamente inadeguato e le urla dei fan coprivano quasi del tutto la musica come si può sentire nel breve montaggio VIDEO qui sotto,

pessimo, si, ma comunque documento storico. 
Come avevo raccontato in precedenza, i tour per i Beatles erano diventati estenuanti e pericolosi, tra anche minacce e problemi logistici. 
Inoltre i brani di album come REVOLVER che era appena stato pubblicato erano troppo complessi per essere riproposti dal vivo e difatti non ne eseguirono nessuno dal nuovo disco, ma solo PAPERBACK WRITER che era stata incisa POCHI MESI prima di Revolver e uscita solo come 45 giri.

Ecco infatti la scaletta: Rock And Roll Music (cover di Chuck Berry), She's A Woman, If I Needed Someone, Day Tripper, Baby's in Black, I Feel Fine, Yesterday, I Wanna Be Your Man, Nowhere Man, Paperback Writer, Long Tall Sally (cover di Little Richard).
Non appena finì l'ultima nota i Beatles salutarono in fretta e, senza concedere bis, abbandonarono gli strumenti sul palco e corsero immediatamente verso un blindato posizionato dietro la recinzione che li portò direttamente all'aeroporto di San Francisco, lasciando lo stadio mentre le urla dei 25.000 fan stavano ancora chiedendo di rivederli. 
Ma sull'aereo di ritorno esausti i quattro stavano già decidendo di smettere di esibirsi in tour, chiudendo l'era dei concerti tradizionali, questo prima della celebre e ultima esibizione gratuita (e fuorilegge) sul tetto della Apple nel 1969. 
Paul McCartney, prima di salire sul palco di San Francisco, aveva chiesto al press agent Tony Barrow di registrare lo show su una cassetta audio, ma Tony non girò la cassetta da 30 minuti per lato e l'audio si interrompe bruscamente durante l'ultimo brano, Long Tall Sally. 
Quella cassetta originale (una C60 Philips che usavo anch'io prima di scoprire che le trasparenti Scotch davano una risposta molto migliore sulle frequenze medio-alte) rimase chiusa in un cassetto per anni, ma da qualche copia uscirono album bootleg come The Sunset Concert o Live at Candlestick Park e QUESTA

è esattamente quella registrazione integrale (sfumata sull'ultima canzone) ed è montata su tante foto scattate durante quell'ultima serata live.

venerdì 28 agosto 2026

TORNERÒ: L'AVEVA DETTO SCHWARZY

 "I'll be back", frase iconica mal tradotta nell'adattamento italiano del primo TERMINATOR (gli facevano dire "aspetto fuori", ma la colpa non era di Alessandro Rossi che gli dava la voce italiana e recitava quanto gli era stato scritto) stavolta vale in tutto il suo significato poiché il secondo, fantastico episodio torna oggi nelle sale fino al 30 agosto

in 4k per godere al meglio degli allora innovativi effetti speciali che hanno reso questo secondo film il migliore della saga con l'implacabile Terminator che qui, da cattivissimo sterminatore del primo episodio, diventa una specie di angelo custode del giovane Kyle Reese. 
Spettacolo colossale ad altissimo livello con violenza, è vero, ma votata al bene, e soprattutto nessun momento di noia. 
Attenzione però perché esiste anche un Terminator 2 tarocco

che è un prodotto italiano a basso costo diretto da Bruno Mattei sotto lo pseudonimo di Vincent Dawn, uscito nel 1989 e penso che ne parlerò prima o poi essendo questo un vero e proprio cult trash. 

giovedì 27 agosto 2026

E ADESSO CON CHI BALLEREMO IL TIME WARP?

 Ehm... come un uccello del malaugurio l'avevo detto IERI che piano piano tutti i più grandi se ne stanno andando e, purtroppo, oggi c'è ancora un lutto dato che, poche ore dopo la scomparsa di Dolly Parton, ci lascia anche Tim Curry,


l’attore inglese, famoso per avere interpretato Frank-N-Furter nel musical The Rocky Horror Picture Show e il pagliaccio assassino Pennywise nella miniserie degli anni 90 It, tratta dal celebre romanzo omonimo di Stephen King. 
Tim è morto ad 80 anni (come Dolly) dopo che nel 2012 aveva avuto un grave ictus, e da allora era apparso pochissimo in pubblico per i molti problemi di salute che ne erano derivati. 
Il ruolo più importante della sua carriera fu appunto quello di Frank-N-Furter in The Rocky Horror Picture Show che Curry interpretò sia nella prima VERSIONE TEATRALE del musical, del 1973, sia in quella CINEMATOGRAFICA di due anni dopo, che, come ben sappiamo, è attualmente un cult assoluto. 
Tuttavia dopo quel film stranamente Curry faticò a trovare parti memorabili fino al 1990, quando il regista Tommy Lee Wallace lo scelse come protagonista di It,

trasposizione che però non era molto fedele al romanzo di King, e fu accolta molto tiepidamente dalla critica, ma un pò meglio dal pubblico nonostante alcuni effetti speciali non proprio perfetti (eh... all'epoca i mezzi tecnici riservati alla tv erano quelli). 
Personalmente l'ho adorato anche nella parte dell’entità demoniaca in LEGEND di Ridley Scott

dove recitava un giovanissimo Tom Cruise in fase di lancio, e non dimentichiamo che è stato pure il sagace maggiordomo in Signori, Il Delitto È Servito, trasposizione cinematografica del celebre gioco da tavolo Cluedo, e infatti Clue era anche il titolo originale del film.

Goodbye Tim, and let's do the Time Warp forever. 

mercoledì 26 agosto 2026

DOLLY, COUNTRY, MOTOWN, SOUL & BEATLES

 Eee niente, piano piano i nomi storici se ne stanno andando tutti e infatti è morta ad 80 anni la cantautrice country americana Dolly Parton,


famosa soprattutto negli anni Settanta e Ottanta. 
Era una vera e propria icona del country e aveva ispirato nei decenni artisti di ogni genere musicale e generazione come anche Beyoncé che ha riproposto nel suo ALBUM "COUNTRY" la sua Jolene, cantata anche da Miley Cyrus anche lei legata al country per parte di padre e imparentata con Dolly alla lontanissima, e molto prima, negli anni 80, dalle forse dimenticate (non dal sottoscritto) vagamente goth STRAWBERRY SWITCHBLADE.
Anche attrice in film come DALLE 9 ALLE 5 - ORARIO CONTINUATO, tra Lily Tomlin e Jane Fonda, oppure al fianco di Sylvester Stallone in Nick Lo Scatenato (Rhinestone), ho già ricordato in altra occasione di averla conosciuta discograficamente nel 1978.
Popolarissima e amata, oltre che per la gran voce e il talento, anche per il suo carisma e il suo aspetto appariscente, alla fine del 2025 aveva annullato alcuni concerti per motivi di salute non ben specificati: solo dopo la notizia della morte è stato fatto sapere che era malata di cancro e difatti qualche sospetto già c'era perché nelle sue ULTIME APPARIZIONI in video cantava da seduta.

Da ricordare che era sua la versione originale di I WILL ALWAYS LOVE YOU, successo planetario di Whitney Houston.
È deceduta di recente ad 87 anni anche Janie Bradford,


altra cantautrice americana, ma in questo caso soul, legata alla gloriosa Motown e nota per aver scritto con Berry Gordy, il suo "capo", MONEY (THAT'S WHAT I WANT), uno dei primi successi dei Beatles che conobbero tale canzone grazie alla versione incisa alla fine degli anni 50 da Barrett Strong. 
Registrata in maniera definitiva dai ragazzi di Liverpool con anche l'apporto al pianoforte di George Martin,

la primissima versione dei Beatles era stata già eseguita in precedenza con ancora Pete Best alla batteria durante quella famosa audizione per la Decca che rifiutò i FabFour.
Sempre nel mondo della musica soul ci lascia Latimore, 86 anni, cantante americano il cui successo più famoso e coverizzato è questa LET'S STRAIGHTEN IT OUT.

Tra le tante cover della canzone, Monica & Usher l'hanno interpretata per la colonna sonora di Panther nel 1995

(non è quella "Black" della Marvel), mentre Gwen McCrae l'ha incisa nel 1978, BB King nel 1989, Millie Jackson nel 1994 ed Etta James nel 2002.
Goodbye Dolly, Janie & Latimore. 

martedì 25 agosto 2026

NATALE SENZA DOTTORE

 Non è il titolo di un cinepanettone, ma quello che accadrà ad una delle tradizioni natalizie della tv britannica e mondiale che il prossimo dicembre andrà clamorosamente in fumo.


Noi tutti whovians siamo ormai abituati a trascorrere le feste in compagnia del Signore del Tempo nell'annuale episodio speciale dell'amata e popolare serie di fantascienza Doctor Who, ma lo showrunner Russell T. Davies e lo studio Bad Wolf hanno annunciato da mesi ormai la cancellazione dello speciale natalizio 2026 precedentemente confermato. 
L'ulteriore colpo di scena è che Davies ha lasciato il suo incarico. 
Tuttavia nel giro del Dottore si sta pensando di investire nel futuro a lungo termine della serie per fare tornare il TARDIS di nuovo in tutto il suo splendore. 
Al momento non c'è una nuova sceneggiatura e nessun attore è mai stato contattato per interpretare il prossimo Dottore

(nell'ultimo episodio eravamo rimasti che sembrava essersi rigenerato con l'aspetto di Rose, ovvero Billie Piper, ma non è detto). 
Tra i tanti motivi di questi nefasti eventi uno è la partnership con la Disney che, a quanto pare, non ha funzionato come si sperava, e in effetti non è la prima volta che la Casa del Topo crea problemi verso titoli storici, vedi, per esempio Star Wars e tanti spinoff inutili fatti raschiando il fondo di quel barile che gli ha venduto George Lucas. 
Quindi ci si trova anche qui davanti ad una SITUAZIONE SIMILE a quella che sta vivendo 007, altra icona britannica gravata ormai da mesi da voci mai del tutto fondate sul proseguimento della saga. 
Che sia tutta colpa della Brexit? Mah... 
In chiusura, già che siamo in discorsi di fantasia e di Disney, metto un omaggio per UN'AMICA magica e speciale che a volte si diverte a trasformarmi in un geco e mi tiene appiccicato al muro di casa sua. 

Oggi, riferendomi ad un nostro discorso fatto sul suo blog, l'ho trasformata io con l'intelligenza artificiale che stavolta si è dimostrata un pochino più intelligente di quella usata da Brian May RECENTEMENTE

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