sabato 30 ottobre 2021

CHAPELWAITE: AH BEH, SE PIACE A STEPHEN KING...

 Halloween e Stephen King vanno a braccetto, e la notizia di una serie tv tratta da Jerusalem's Lot, racconto del "Re" tratto da A Volte Ritornano, in uscita in due tranches proprio in questo periodo su Tim Vision, non poteva che solleticare tutti gli appassionati di horror.


Ma qualcosa però non torna... 
A parte il titolo che non poteva essere quello del racconto per una questione di diritti, lo scritto di Stephen era basato sulle lettere inviate dal protagonista (alcune inviate anche dal suo servitore), ed era anche abbastanza breve, per cui come può uscirne una serie di dieci episodi di un'ora ciascuno? 
E qui arriva la genialata degli sceneggiatori: basta allungare il brodo in maniera da ottenere la copertura da serie tv standard per essere trasmessa su una piattaforma streaming. 
Infatti è quanto succede fra personaggi modificati e inventati, situazioni che sembrano più che altro dei filler, ed il premio Oscar Adrien Brody che tiene per tutto il tempo quell'espressione preoccupata e sofferta, e che forse gli è venuta anche facile pensando al risultato finale di quello che stava recitando in una cosa di cui è anche produttore esecutivo. 
La cosa strana è che pare che una volta tanto King abbia dato un parere favorevole al prodotto televisivo, al contrario di tanti altri lavori (migliori) tratti dalle sue opere... 
Contento lui... 

ALLUCINAZIONI E PAURE DAL PASSATO: ENZO CARELLA - MALAMORE

 Oggi musica: ok che sotto Halloween ci starebbe Thriller, e infatti l'anno scorso avevo già dedicato proprio UN POST alle migliori canzoni a tema horror (non colonne sonore perché lì ci sarà da aprire prima o poi un altro post dedicato), ma oggi, così per motivi miei perché sta canzone mi gira in testa, preferisco proporre un qualcosa di decisamente retrò con il primo disco di Enzo Carella (non più tra noi da quasi 5 anni) e prima collaborazione con quel Pasquale Panella che un decennio più avanti scriverà per Lucio Battisti i famosi e discussi testi incomprensibili in quei dischi dalle copertine essenziali. Qui in MALAMORE

lo stile di Panella è già quello, ma senza alcun effetto straniante perché in questo caso Pasquale non arriva come successore di Mogol (fu un cambio di testi traumatico all'epoca per i tutti i battistiani, ma era sempre meglio del tentativo maldestro fatto dalla moglie di Lucio in E Già), per cui la strada era ancora tutta da battere e soprattutto il suo stile visionario da far conoscere. 
Aggiungendo alle parole criptiche di Panella una musica elettronica fatta con gli strumenti dell'epoca (moog analogici), mista ad una chitarra e altri strumenti veri, il risultato è gelido, ipnotico ed inquietante (magari non così spaventoso o brividoso da Halloween però ci può stare), anche se il parlare di aghi nella gola e nella pelle fa sospettare un uso di sostanze particolari per cui non la ascoltavi mai in presenza dei genitori, questa canzone ti si insinua dentro piano piano che non la puoi mollare lì; perlomeno a me in quegli anni faceva quell'effetto. 
Meno bene per la VERSIONE DEL 1979,
riproposta nel secondo album di Enzo dove va perduto tutto l'intro con la parte elettronica che cresceva piano piano suono dopo suono e di conseguenza una parte dell'effetto ipnotico. 

venerdì 29 ottobre 2021

DOPPIATORI STORICI CHE SE NE VANNO

 Oggi ci tocca un grande e doppio addio nel mondo del doppiaggio:


prima di tutto l'addio va alla caratteristica voce italiana di Cher, Glenn Close, e Anjelica Houston, cioè Ludovica Modugno che ci lascia a 72 anni. 
Era sua anche la voce di Rizzo (Stockard Channing) in Grease e di Victoria Principal in Dallas ed è stata naturalmente anche attrice in molti film dagli anni 70 fino ad oggi,

si, persino con Checco Zalone in Cado Dalle Nubi e Quo Vado?. 
L'altra voce del doppiaggio che ci lascia è quella di Wladimiro Grana,

73 anni, il cui importantissimo compito, che cade a pennello in questo periodo di Halloween, è stato quello di far parlare in italiano Freddy Krueger (praticamente il fondatore morale della New Line Cinema) nel primo film della saga di Nightmare, dove diceva forse dieci battute (pure brevi) in tutta la pellicola, e poi nei capitoli successivi sarebbero subentrati altri doppiatori fra cui il compianto (anche lui, si) Sergio Di Stefano, voce storica anche di Dr. House, e persino Massimo Corvo (Vin Diesel), ma Wladimiro ha contribuito senza dubbio pure lui nel suo piccolo a creare il mito, o perlomeno a gettarne le basi. 
Addio ad entrambi. 

giovedì 28 ottobre 2021

SQUID GAME: NIENTE DI NUOVO SUL FRONTE ORIENTALE

 Squid Game, di cui penso di non dover specificare trama e contenuti perché è l'oggetto di ogni discorso di questi ultimi giorni quasi più del Covid-19, anche grazie ad una subdola campagna pubblicitaria che si avvale anche del passaparola è diventato in poco tempo un nuovo cult che se non lo hai visto sei fuori dal mondo.


Sono nate persino leggende di fantomatiche associazioni di genitori che chiedono la rimozione dalle piattaforme streaming di tale prodotto... 
Ma se la cosa fa tanto clamore, non sarebbe più sensato controllare cosa guardano i propri figli in tv che i Teletubbies, molti non lo sanno, ma quelli son veramente satanici 😱 ed ora hanno anche una loro web tv che tutto il giorno trasmette solo quello?
Però non sono io sicuramente la reincarnazione della Montessori per cui torno nel mio ruolo che più mi confà, per cui ognuno può decidere come comportarsi. 
Dico solo che dopo averlo visto e sopportato in quell'episodio finale extra lento che manco Snyder lo avrebbe immaginato così coi suoi ralenti, lottando contro dei colpi di sonno che mi stavano prendendo (ma anche il secondo episodio mi aveva già messo a dura prova), posso dire che in fin dei conti non è niente male anche se si rifà ad un sacco di altre cose già viste e, in alcuni a casi, anche migliori, perché gli orientali sulle cose gore e splatter ci si sono sbizzarriti più e più volte, solo che non avevano ancora il traino della ENNE rossa, per cui nel titolo del post mi è venuto naturale parafrasare un famoso libro di Remarque diventato anche un film in quel lontano 1979, anno fatidico di cui avevo parlato qui per VICENDE un pochino più personali, ma in cui c'entrava parecchio la musica. 
Tanto per fare un po' di esempi, il film di Takashi Miike (il regista di YATTAMAN IL FILM) As The Gods Will


fa giocare ad Uno Due Tre Stella! più o meno nello stesso modo di Squid Game e con lo stesso destino per chi perde, e poi ALICE IN BORDERLAND, anche se qui in Squid Game i giocatori sono volontari, mentre di là erano obbligati a giocare loro malgrado come d'altronde anche in Battle Royale,

dove gli studenti si ammazzavano fra di loro, e pure in Gantz, dove degli aspiranti suicidi e altri che si trovavano in situazioni mortali senza via di scampo, venivano reclutati e resi combattenti contro una minaccia aliena da una sfera misteriosa. 

Letteralmente catturati in un modo a dir poco originale, tipo un teletrasporto che li prende un microsecondo prima della morte e che poi nella ricostruzione dei corpi ha sicuramente le scene migliori dei due film. 


Certo è che, in tutto questo bailamme, per i cosplayers di tutto il mondo è nata un'occasione per riciclare le tute che pochissimi anni fa avevano comprato per impersonare i ladri spagnoli e poi, quando nel 2020 è arrivato il lockdown non si poteva più fare nessun raduno tipo Lucca Comics, mannaggia, e magari ora vengono bene per Halloween

applicando giusto qualche particolare in più tipo la maschera da scherma. 
Al di là di tutte le citazioni che si possono trovare nella serie Netflix, però a me nessuno mi toglie dalla testa che l'ispirazione fondamentale di tutto ciò la troviamo in Takeshi's Castle/Mai Dire Banzai e, perché no?, anche in Ciao Darwin, per cui ecco da gustare la versione di Squid Game montata come se fosse una puntata del programma di PAOLO BONOLIS.

mercoledì 27 ottobre 2021

LA NOTTATACCIA: CHE VITACCIA PER L'ORCHESTRACCIA

 Mah... L'idea di base poteva essere carina con la chiara ispirazione/omaggio a La Casa Di Carta.


Dei musicisti chiamati L'Orchestraccia che non trovano più ingaggi, che hanno come manager Lillo e capitanati da Marco Conidi, un habitué dei Sanremo anni 80/90, occupano la RAI durante un programma condotto da Ema Stokholma per far valere i propri diritti. 
I musicisti indossano tute come i ladri spagnoli, ma di colore blu, e maschere di Carlo Conti, perché ormai è l'erede di Pippo Baudo (ospite della prima serata di Ballando Con Le Stelle andata in onda due sabati orsono), erede senza alcun dubbio. 
Lo show va avanti fra gag ed esibizioni di comici, presentatori, attori e cantanti ospiti tipo Noemi, Claudia Gerini, Lorena Bianchetti,Edoardo Bennato, Marilyn Manson (ehm...), però è tutto parecchio confuso, parlato spesso in romanesco stretto e tante battute non si capiscono proprio per problemi di audio. 
Inoltre Ema recita la sua parte di conduttrice così male che meriterebbe un Razzie Award tutto per lei. 
Mi aveva incuriosito la promozione fatta da Amadeus nel suo programma dove Marco Conidi era uno dei Soliti Ignoti, ma insomma per farla breve mi son lasciato fregare. 
Solo su Raiplay, e si capisce subito perché. 

martedì 26 ottobre 2021

IL CENTRAL PERK PERDE IL SUO BARISTA E GOLDFINGER IL SUO AUTORE

 Un cancro alla prostata, contro il quale stava lottando da anni, si è portato via James Michael Tyler, 59 anni, meglio noto al grande pubblico come Gunther, il barista del Central Perk di FRIENDS.


Ruolo, quello di Gunther, sicuramente il più importante della sua carriera, e per il quale era stato scelto in quanto sapeva maneggiare davvero la macchina del caffè, avendo lavorato proprio come barista prima di fare l'attore. 
Ed era persino tornato più o meno a farlo il barista perché in occasione dei 15 anni della serie tv aveva avuto l'idea di aprire a Londra un vero bar chiamato Central Perk del quale ne era la riproduzione. 
Addio doveroso anche nella musica da film e in particolare al paroliere di Goldfinger e You Only Live Twice, Leslie Bricusse,

scomparso in questi giorni a 95 anni. 
Occasione per riascoltare quelle due stupende canzoni cantate una da SHIRLEY BASSEY
(senza dubbio una delle migliori di tutta la saga e sicuramente la più iconica) e l'altra da NANCY SINATRA
E scusa se quello spione di 007 si infila anche oggi nei post, ma il ragazzo è fatto così, è la sua natura e c'è poco da fare. 
Goodbye guys. 

lunedì 25 ottobre 2021

DREAM HORSE: SIAMO A CAVALLO!

 Una citazione di John Candy da The Blues Brothers penso non ci stia male oggi; battuta esistente però solo nel doppiaggio italiano perché in originale John dice tutta un'altra cosa che gioca tra camion (truck) e traccia (track). Battuta poi che serve solo per introdurre un altro film di cavalli e di amore e rispetto verso i fieri quadrupedi dove Toni Collette interpreta la storia vera della protagonista che lavora in un supermarket del Galles, ma un bel giorno decide di dare un guizzo in più alla sua vita un pochino grigia come il cielo di quelle parti, che non è così evocativo come quello d'Irlanda cantato dalla Mannoia, e si mette ad allevare un cavallo da corsa fondando una società con gli abitanti del paese.


Come vanno le cose è meglio scoprirlo guardando il film che scorre normale, forse anche troppo, ma è gradevole e con momenti anche divertenti come Delilah di quell'altro famoso gallese di nome Tom Jones (canzone che io adoro anche nella versione italiana di Jimmy Fontana) cantata prima durante un Karaoke e poi di nuovo sui titoli di coda da tutto il cast, compresi i protagonisti veri della storia molto somiglianti agli attori che li interpretano. 

domenica 24 ottobre 2021

IL CINEMA DOVREBBE ESSERE FINZIONE

 Drammatica notizia quella della morte della direttrice della fotografia ed ex attrice Halyna Hutchins, uccisa a soli 42 anni sul set di Rust, film western in produzione nel New Mexico con Alec Baldwin, il quale stava utilizzando inconsapevolmente proprio l'arma che risulterà letale per lei.


Anche il regista è rimasto ferito nell'incidente e la vicenda fa tornare alla mente inevitabilmente Brandon Lee morto nello stesso modo per colpa di una pistola che NON era stata caricata a salve, ma la lista di incidenti mortali sui set cinematografici sarebbe molto più lunga. 
Svista dell'assistente che doveva preparare l'arma per la scena (ma cosa ci facevano dei proiettili veri sul set?) o cos'altro ne sia stata la causa, anche questa è una morte sul lavoro come ne sono piene le cronache italiane dei tg davvero quasi tutti i giorni ormai. 
Tutte morti assurde, senza alcun senso, sicuramente evitabili se si fossero prese le opportune precauzioni e tenuta la dovuta attenzione. 
Ma si sa che del senno di poi... 

sabato 23 ottobre 2021

MUSICA: TANTA ROBA BRUTTA, MA ANCHE NO

 Allora... Parliamo del nuovo singolo di Vasco? Meglio di no perché ne parlerei troppo male vista la banalità che traspare dalle frasi straprevedibili contenute in SIAMO QUI

canzone terzinata quasi come quella Certe Notti del suo acerrimo nemico Ligabue, e molto, troppo simile a I SOLITI
uscita diversi anni fa. 
Ecco non volevo parlarne ma l'ho fatto... 
In tema di roba brutta anche i Negramaro con ORA TI CANTO IL MARE

non si fan mancare nulla con tutti quei saliscendi che ti aggrediscono e, anzi, fan persino venire tanto di quel nervoso che la canzone di Vasco mi pare pure bella. 
Madame invece gioca con l'autotune, con la pronuncia e con Sfera Ebbasta in TU MI HAI CAPITO
e ritorna il concetto che tale effetto elettronico lo preferisco sulla voce femminile piuttosto che su quella maschile, se proprio ci deve essere. Perlomeno qui siamo su un livello un po' più alto delle canzoni precedenti. 
Per fortuna Lorde, che non sentivo da molto tempo, rimette a posto tutto il mio cervello con i pochi neuroni funzionanti, grazie ad una canzone di gran delicatezza come MOOD RING
mood che mi riporta a 30 anni fa, fra All Saints e Spice Girls con voci sussurrate senza le diavolerie elettroniche di cui sopra, e tanta melodia. 
La palma dell'originalità spetta però a Tutti Fenomeni che, dopo aver riletto i Depeche Mode lo scorso anno con VALORI AGGIUNTI, ritorna con MARINAI
originale nel cantato così come la sua copertina. 
Brunori Sas ritorna stavolta a fare un featuring per Mobrici e con la sua voce cantautorale alla DeGregori mette un valore aggiunto (non quello di Tutti Fenomeni) a POVERO CUORE.
E per finire fa sempre piacere rivedere Rod Stewart che si presenta attorniato da belle figliole anche se ONE MORE TIME
non è certamente ai livelli dei cavalli di battaglia dei tempi d'oro, ma gli invidio sicuramente la giacca che indossa... e la combriccola (che non è quella del Blasco). 

venerdì 22 ottobre 2021

LA DONNA INVISIBILE... ANZI, QUASI INGUARDABILE

 Film in bianco e nero della Universal targato 1940 sulla scia de L'Uomo Invisibile, in quel periodo che la casa cinematografica stava sfruttando i personaggi di quell' horrorverse che ha cercato di rebootare recentemente con risultati ben poco eclatanti come La Mummia versione Tom Cruise.


Qui la protagonista è una modella che per vendicarsi dei soprusi perpetrati dal suo capo, accetta di sottoporsi ad un esperimento organizzato da uno scienziato un po' sgangherato, ma che incredibilmente funziona e la ragazza diventa davvero invisibile.

Gli effetti speciali, parlando di un film di 80 anni fa sono discreti, ma la storia è di fatto una commedia che tocca a volte i livelli di una comica di Stanlio & Ollio (magari!!!), e rende il tutto decisamente mal riuscito. Peccato perché nel cast figura John Barrymore

che interpreta lo scienziato e che ha dalla sua una filmografia di tutto rispetto, nonché la particolarità di essere il nonno della nostra contemporanea Drew Barrymore. 

giovedì 21 ottobre 2021

QUESTO PICCOLO GRANDE AMORE HA PERSO IL SUO AUTORE

 Grande lutto nella musica perché ad 82 anni se ne va Antonio Coggio, l'autore di Questo Piccolo Grande Amore


e pure di tutti, ma proprio tutti tutti i successi di Claudio Baglioni, che invece firmava i testi, fino a Sabato Pomeriggio, conosciuta anche come la famigerata Passerotto Non Andare Via. 
Non solo Claudio ha usufruito delle sue composizioni, ma anche moltissimi altri come Patty Pravo e Fiorella Mannoia per il suo vero esordio nella musica dopo anni passati come STUNTWOMAN e un paio di dischi invece passati inosservati (o inascoltati), ma che io ricordo perché sono completamente pazzo e vi posto qui il suo primissimo singolo del 1972 che era MA QUALE SENTIMENTO

canzone che una mia cugina aveva su una compilation su quelle giurassiche cassettone STEREO 8, e cantata in coppia con Memmo Foresi con il quale condivideva l'album: si, quella in copertina è proprio una giovanissima Fiorella. 
Ma come al solito mi prende la divagazione selvaggia (dovrò farmi vedere da uno bravo prima o poi), per cui torno subito ad Antonio

di cui posto la foto, ma che sicuramente pochi avranno visto di persona e che ultimamente era collaboratore fisso di Mariella Nava, nonché suo grande amico, e gli mando un ultimo saluto ringraziandolo di tutto. 
Ciao Antonio. 

mercoledì 20 ottobre 2021

SANREMO VERSIONE AMADEUS 3.0

 Sono sempre pronto a tornare sui miei passi e l'ho sempre detto. Un paio di anni fa avevo infatti criticato il Festival come improbabile rappresentante della musica italiana, ma Amadeus, che ho avuto il piacere di conoscere quando era capellone in una discoteca, come direttore artistico ha saputo farmi ricredere con due edizioni, ma più la seconda in verità, dove i nomi in gara erano davvero quelli della nuova onda musicale italiana e con i vincitori, i Maneskin, che sono poi effettivamente andati alla conquista del mondo.


Forse anche complice l'assenza del pubblico mummificato che solitamente occupa le prime file del teatro e l'anno prima invece è rimasto sorpreso (per non dire altro) per le trovate di Achille Lauro e lo stuntman di Ghali, e magari stavolta se ci fossero stati sarebbero rimasti sbigottiti per le canzoni che si discostavano così tanto da Nilla Pizzi. 
E stavolta persino l'inserimento di un personaggio agee come Orietta Berti, con una canzone cantata stupendamente, ma mediocre, ha aperto la pista al tormentone estivo che è stato quel Mille con Fedez e Achille Lauro, pure loro presenti sul palco dell'Ariston. 
Così ho appreso da giorni con grande piacere che Amedeo (Sebastiani) ha confermato anche il terzo festival dopo una iniziale riluttanza. 
Per ora non si parla di Fiorello come spalla, ma Rosario è imprevedibile e magari un paio di ospitate se le farà. Sarebbe pur sempre meglio un pizzico di Fiorello al posto di un prolisso Benigni che non finiva mai l'introduzione di 45 minuti. Staremo a vedere quindi... 
Ma chi dice che è presto per parlare di Sanremo? 
Tra poco sarà già Natale e cominceremo a vedere in TV gli spot dei panettoni... 

martedì 19 ottobre 2021

L'UOMO IN AMMOLLO CI HA LASCIATI

 "Noo, non esiste lo sporco impossibile" era il tormentone con cui Franco Cerri esaltava le qualità del Bio Presto immerso in una vasca trasparente piena d'acqua, famosissimo spot che ha avuto anche mille parodie.


Se ne va a 95 anni di onorata carriera, ma non pubblicitaria, bensì musicale e precisamente nel campo del jazz, nel quale io valgo quanto una capra, ma Franco invece era un chitarrista coi controfiocchi ed ha avuto l'onore di suonare la chitarra, ma anche il contrabbasso, con i più grandi nomi mondiali in tema jazzistico, campo in cui era anche docente. 
Non si è fatto però mancare nemmeno una incursione nella commedia musicale il nostro Franco, esibendosi anche come attore e ballerino con Renato Rascel in Tobia Candida Spia. 
Piccola parentesi a proposito di Renato Rascel, di cui erano famosi in quegli anni i divertenti titoli delle commedie fatti in rima come Alvaro Piuttosto Corsaro e Attanasio Cavallo Vanesio, tutti titoli firmati da quella coppia di ferro che era Garinei & Giovannini. 
Quindi per il signor Cerri una carriera tutt'altro che noiosa perché va bene essere dei seri professori di musica, ma fino ad un certo punto, no? 
E quindi ben venga che il grande pubblico se lo ricordi anche se per un simpatico spot televisivo, che tanto il suo talento musicale era indiscutibile. 
Addio Franco. 

lunedì 18 ottobre 2021

IO SONO NESSUNO (MA NON È L'ODISSEA E NEMMENO UNO SPAGHETTI WESTERN)

 Bob Odenkirk è colui che ha messo la marcia in più in Breaking Bad con il personaggio dell'avvocato maneggione. Bob ha anche prodotto e interpretato quella bella serie che è UNDONE con Rosa Salazar.


Bob qui invece è un mite signor nessuno che vive una vita ripetitiva che più ripetitiva non si può immaginare, quasi più di quella di GUY NEL SUO FILM
Finché una sera dei ladri si intrufolano in casa sua e lui, pur avendone l'occasione, non farà nulla e li lascerà andare via così con il disappunto del figlio primogenito e della moglie e aumentando il loro disprezzo nei suoi confronti, loro che lo vedono come una vera nullità. 
Solo la piccola figlia lo venera sempre e lo coccola con vero amore e quando pare che il suo braccialetto col gattino sia stato rubato dai due ladruncoli, scatta qualcosa che lui aveva cercato di tenere nascosto nel suo passato, qualcosa di molto violento che la sua famiglia non conosce assolutamente e che lo porterà a scontrarsi con la mafia russa. 
Ma non si tratta dell'ennesimo John Wick come potrebbe sembrare anche dalla scritta sulla locandina che pare anche di sentire il vocione di Alessandro Rossi nei soliti trailers ingannevoli. 
No, non è così... 
Il nostro amico Bob Odenkirk non arriva mai agli eccessi visti in JOHN WICK 3, anche se si scopre che sa menare e sparare come se non ci fosse un domani.

E poi c'è la sorpresa di un redivivo Christopher Lloyd che si mangia la scena in quei pochi minuti (ma fondamentali) che lo vedono protagonista

(giuro che verso la fine ho urlato "Hahaaaa"), e un paio di momenti che però sono poco più di un cameo per Michael Ironside. 
Ne avevo sentito parlare bene, ma devo ammettere che non pensavo che fosse "così bene". 
Ancora una volta il passaparola tra blogger(s) ha funzionato. 

domenica 17 ottobre 2021

QUELLI DI THE GRAND TOUR ANCHE IN VERSIONE SOLISTA

 Ecco di ritorno i fantastici tre di THE GRAND TOUR, prima con A Massive Hunt - Caccia Grossa, uno speciale che li porta questa volta in Madagascar alla ricerca di un misterioso tesoro, pretesto questo per girare in posti impervi e demolire tre automobili prestigiose come solo loro sanno fare.


Poi un altro speciale sempre in trio intitolato Lochdown dove devono raggiungere una località inventandosi e costruendosi persino dei sistemi per camminare sull'acqua con le auto, dopodiché ognuno di loro si cimenta anche in avventure soliste come succede a volte ai componenti di una band famosa. 
A dir la verità James May aveva già avuto una sua serie che era OUR MAN IN JAPAN, dove ci mostrava curiosità bizzarre dei nostri amici orientali, mentre in questa nuova Oh Cook!

invece lo vediamo in cucina alle prese con ricette che alcune volte non vengono esattamente come dovevano. 
Jeremy Clarkson invece si cimenta nell'agricoltura e mette in piedi una fattoria tutta sua in La Fattoria Clarkson,

con tutte le difficoltà che se non hai mai coltivato nemmeno un orticello non te le immagini e finisce che non sai proprio come cavartela. 
Richard Hammond in The Great Escapists,

tradotta in italiano I Grandi Sognatori (???), gioca la carta esotica e, in coppia con Tory Belleci di Mythbusters, realizza una serie degna di McGyver con i due che sono naufragati su un isola deserta e con i rottami della barca riescono a costruire talmente tante cose che l'isola deserta diventa quasi un paradiso di lusso. 
Beh ovvio che c'è ovunque parecchia finzione specialmente in quest'ultima serie che punta davvero sull'eccesso a tutti i costi, ma la simpatia dei personaggi coinvolti riesce a fartelo dimenticare. 
Tutto questo è su Prime Video e, in conclusione, fra tutte le tre avventure solite, personalmente prediligo quella di Jeremy perché ha un finale che (cavolo!) ti tocca davvero nel cuore ed è riuscita a far emozionare persino una canaglia strapezzente e cafone come il sottoscritto. 

sabato 16 ottobre 2021

UN FILM (MOLTO) INEDITO DEL 1979 CON UNA COLONNA SONORA MOLTO SPECIALE

 Era il 1979, in piena estate ed ero ricoverato in ospedale per un brutto incidente, per cui la mia fida compagna era una radiolina che purtroppo aveva solo le onde medie (quindi niente FM delle radio private anche se già esistevano) sulla quale ascoltavo Radio Montecarlo che all'epoca era ancora molto diversa dall'emittente che si sente oggi. RMC mi metteva ogni giorno quasi le stesse canzoni disposte in sequenza diversa, che magari così uno ci fa meno attenzione, e fra quelle che si ripetevano c'era il primo singolo di un gruppo milanese chiamato Decibel il cui cantante era un giovane Enrico Ruggeri ancora coi capelli e gli occhiali dalla montatura bianca con lenti nere. La canzone era INDIGESTIONE DISKO

scritto con la "K" come si conviene ad un gruppo punk italiano di quel periodo (esistevano infatti anche i Krisma di Maurizio Arcieri & Christina Moser). 
Punk si, ma decisamente pieno di synth e molto lontano dai cattivissimi colleghi british. 
La curiosità è che nella band ci suonava alla batteria Roberto Turatti, futuro produttore di Den Harrow (il famoso progetto fake) e tutta quel l'ondata di disco all'italiana che ha monopolizzato gli anni 80. Roberto in realtà aveva suonato con Enrico negli Champagne Molotov ed era stato richiamato al volo per le promozioni televisive dopo l'abbandono del batterista ufficiale.
Forse per ricambiare il favore, poi più avanti ritroveremo Ruggeri come autore di parecchi brani della produzione di Turatti. 
Certo, la canzone si può anche facilmente definire un orrore, però a me piaceva il modo di cantare sguaiato che aveva Enrico così fuori dagli schemi e i suoni così sintetici. 
Ma con mio grande disappunto non ho mai trovato il 45 giri per poterlo acquistare e metterlo insieme a quelle cose tanto strane che fan parte della mia collezione. 
Era anche appena uscito il secondo album di Pino Daniele e ovviamente JE SO' PAZZO
che ne era il singolo veniva trasmessa in radio, ma chi fosse Pino e sulla sua musica non penso ci sia molto da aggiungere se non che all'epoca era agli esordi pure lui come Enrico, ma già si capiva dagli indizi che tipo di artista sarebbe diventato, mentre nel caso di Ruggeri l'artista è mutato profondamente con il tempo rimescolando più volte le carte in tavola. 
Un'altra canzone era il singolo solista di Tony Cicco, ex batterista e voce della gloriosa Formula 3 che appariva però qui come Cico con questa IRONIA
dal ritmo shuffolato ed easy pop, ma delle quattro è quella che francamente riporto solo per dovere di cronaca perché è quella che forse mi piace di meno però mi è rimasta ugualmente dentro. 
La quarta canzone persistente di RMC in quel periodo di convalescenza invece era una cosa country cantautorale molto malinconica di Corrado Castellari, autore prolifico per lo Zecchino D'Oro, anche con alcune canzone scritte insieme alla figlia Melody, la quale ha su YouTube diversi video molto interessanti in cui spiega le tecniche per cantare, per presentarsi sul palco, eccetera. 
La canzone era ANCORA NON SO
dal testo squisitamente pessimista che forse mi piaceva proprio perché mi dava da pensare che Corrado, perlomeno nella canzone, stava peggio di me psicologicamente, per cui mi tirava un pochino su, che io perlomeno avevo solo un' imponente ingessatura del torace e del braccio, cosa che poi sarebbe passata, mentre invece lo stato d'animo raccontato nella canzone, quello se ce l'hai dentro non lo butti via facilmente con il gesso. 
Ogni mattina all'alba poi, sentivo regolarmente passare in motorino un mio amico che andava a lavorare presso un panettiere, così anche lui era entrato a far parte della colonna sonora con quella marmitta mezza bucata che si sarebbe riconosciuta ovunque. 
Da notare che pochi mesi dopo, ormai uscito dall'ospedale e di nuovo in forze, a novembre sarebbe stato pubblicato THE WALL
che avrebbe segnato un punto fermo nella storia della musica, dei Pink Floyd e pure, perché no?, nella mia storia personale. 
Perché la musica, volente o nolente (eh... anche il Liga con Elisa abbiamo), è una colonna sonora della propria vita ed oggi, grazie ad una manciata di ricordi e di canzoni, mi sono rivisto proprio il mio film personale del 1979 mai uscito nelle sale. 

venerdì 15 ottobre 2021

ONLY MURDERS IN THE BUILDING: TUTTI NE PARLANO...

 Mannaggia quanto tempo era che non vedevo Martin Short, precisamente da quel Vizio Di Forma con un ancora non molto famoso Joaquin Phoenix.


E voilà... te lo ritrovo in una serie tv insieme a Steve Martin e Selena Gomez, tutti e tre protagonisti e produttori esecutivi, come dire "ci metto i soldi e la faccia". 
Carine le interazioni fra i tre che appaiono ben in sintonia nel cercare il colpevole di un omicidio avvenuto nel loro stabile, però non la vedo come quel gran capolavoro che molti dicono. 
Anzi, a volte ho il sospetto che siano proprio gli uffici stampa a mettere in giro dei dati pompati proprio per attirare l'attenzione del pubblico. 
Ma, senza per forza gridare al complotto e vedere del marcio in Danimarca, è pur vero che a me son piaciute cose che ad altri hanno fatto proprio schifo. 
Il mondo è bello perché è vario. 
Ah, una curiosità sul doppiaggo di Martin Short che, forse solo a me, fa un effetto strano perché ti aspetti sempre che ad un certo punto dica "Thé... Best... Whawhahaha". 

giovedì 14 ottobre 2021

MENTRE PER QUALCUNO STAR TREK DIVENTA REALTÀ, ABBIAMO ANCHE DUE ADDII TRA MUSICA E CINEMA

 Realtà quella che ha sperimentato William Shatner a 90 anni grazie a Jeff Bezos che l'ha spedito veramente nello spazio per qualche minuto con la sua Blue Origin, dopo aver passato una vita sulla plancia (finta) dell'Enterprise nei panni del capitano James T. Kirk.


Ovviamente non devo specificare chi sia William nella foto... Vero? 
Purtroppo però le notizie sono anche meno liete, poiché un altro attore, stavolta italiano, dopo aver raggiunto la ragguardevole età di 95 anni, ci ha lasciato in questi giorni: si tratta di Elio Pandolfi, attore, doppiatore e pure cantante che nei miei ricordi personali era la stentorea voce italiana del COLONNELLO BUTTIGLIONE


in quella serie di film nati da un personaggio di Alto Gradimento e di cui ho già parlato su queste pagine; film altamente demenziali (ma divertenti) che riempivano le sale negli anni 70. 
Ma se si va a vedere la quantità di attori che Elio ha doppiato nella sua lunga carriera si scopre che sono davvero moltissimi, e persino Stanlio ha parlato italiano grazie a lui.

In più ovviamente è stato anche attore al cinema e molto presente in tv in quelle prose che la Rai mandava in onda ogni settimana di venerdì quando lo schermo era ancora in bianco e nero. 
Anche la radio trasmetteva le prose dove recitava il buon Pandolfi, questo ancora anni prima, e me lo ricordo di averle ascoltate forse a letto durante qualche influenza invernale con il febbrone, perché erano cose che mi affascinavano dato erano corredate di rumori di fondo come galoppar di cavalli, pioggia, spari e quant'altro potesse far lavorare l'immaginazione dell'ascoltatore, e forse con gli effetti della febbre diventava tutto più reale... 
Eh si, al cervello veniva richiesto di lavorare un pochino di più rispetto allo streaming attuale dove il massimo dell'esercizio è quando decidi di vedere un film o una serie con i sottotitoli. 
E coi sottotitoli son pigro e l'ho già ribadito più volte 😜. 
Ma ora cercherò di non divagare troppo e concludo con questo vintaggissimo, ma storico, spot della Motta (1961) dove i protagonisti sono TOTO E TATA,

ed Elio dava appunto la voce a Toto.
Altro addio invece nella musica irlandese folk per l'ultimo saluto a Paddy Moloney,

(quello seduto al centro), che aveva 83 anni ed era il co-fondatore dei Chieftains; la cosa buffa è che nel mio immaginario di quando leggevo CIAO 2001, io, cresciuto tra Beatles e Pooh, sentendo nominare questi dal nome apparentemente duro li credevo ingenuamente una band metal e invece siamo in un mondo totalmente diverso. 
Sti "ragazzi" me li ritroverò anni dopo, nel 1990 sul palco del The Wall berlinese insieme a tutti gli ospiti invitati da Roger Waters, e due anni dopo ad accompagnare l'altro Roger, che di cognome fa Daltrey, per una insolita, ma bellissima, versione di BEHIND BLUE EYES
Addio Elio e Paddy. 

mercoledì 13 ottobre 2021

CAMBIO DI PROGRAMMAZIONE PER "VOGLIO ESSERE UN MAGO" (... CHE NIENTE NIENTE PORTO SFIGA?)

 Eccallà... Due settimane fa ho parlato bene di un nuovo programma Rai ed ora scopro che ha fatto flop con i dati d'ascolto per cui Voglio Essere Un Mago


viene brutalmente tolto dalla prima serata del martedì e relegato al pomeriggio alle 17.15 con puntate rimontate di 45 minuti di cui la prima è già andata in onda lunedì, mentre le successive ci saranno oggi e domani, dopodiché la serie si concluderà la prossima settimana precisamente martedì, e di nuovo mercoledì e giovedì. 
Quindi una programmazione veramente sconclusionata, ma se nelle alte sfere che capiscono tutto di spettacolo han deciso così... 
Per fortuna su Raiplay si potrà seguire all'orario che si desidera e quindi farò in questo modo perché, beh, io resto dell'idea che il programma mi piace, ma probabilmente non tutti la pensano come il sottoscritto, e non solo sugli spettacoli di finzione, ma, come ABBIAMO VISTO, anche sulle vicende reali che stanno monopolizzando i nostri TG in un'escalation di violenza, morti sul lavoro, femminicidi, la cui lista si allunga ogni giorno, mentre i vari politici lanciano frasi ad effetto e slogan furbetti per farsi belli davanti alle masse ormai davvero provate da tante, troppe vessazioni. 
Pare un'apocalisse che si sta preparando pezzo dopo pezzo come le tessere di un puzzle, mattoncino dopo mattoncino come una costruzione di lego, e forse proprio per staccare da tutta sta tensione veicolata così tanto (ma giustamente) dai media, avevo visto in un programma leggero, ed anche esoterico, una boccata d'aria fresca, una piccola magia per farti staccare il cervello senza finire nella pura idiozia, dato che per mettere in piedi un gioco di illusionismo ben riuscito ci vuole una grande abilità e dedizione per quello che stai creando. 
Ora perciò il programma sarà bollato come un flop, ma chissà, magari fra 20-40 anni se ne riparlerà come un cult, come certi film bocciati all'uscita in sala, ma poi premiati successivamente dai fans. 

martedì 12 ottobre 2021

FREE GUY - EROE PER GIOCO: SE NON LO CAPISCI SEI BOOMER

 Boomer sono coloro che, essendo loro malgrado nati 50/60 anni fa, sono un po' fuori dal linguaggio, dal gergo moderno e che vengono definiti così dai "giovani d'oggi", si, come quelli del film di Don Camillo senza Fernandel (e nemmeno Gino Cervi a fare Peppone), e tantomeno Terence Hill, perché anche l'ex Trinità è stato un Don Camillo molto prima di diventare Don Matteo.


Gergo perché i giovani d'oggi sono quelli che killano, hanno le skills e cambiano le skin come se niente fosse. 
No, non sono impazzito: se frequentate un pochino il mondo dei gamers online, questi termini dovrebbero esservi familiari, sennò non preoccupatevi perché li sentirete per tutta la durata di questo film e alla fine li assimilerete. 
Film questo che è una baraonda di citazioni, e qui torna un po' anche il discorso di una settimana fa a proposito di GUNPOWDER MILKSHAKE, se citare è diverso da copiare, se la vita è sogno o se il sogno è vita, se tra sparare oppure sparire scelgo ancora di sperare, finché ho te da respirare, finché ho un cielo da spiare... 
No Baglioni non c'entra però mi è partito così e quando attacca il Claudio non si ferma più; o forse c'entra un po' anche lui, tant'è che nella canzone dice pure... "E non ero un eroe" ... 
Perché si, il protagonista del film non è un eroe, e l'inizio te lo spiega chiaramente perché gli eroi sono solo quelli che indossano gli occhiali da sole. 
Occhiali che una volta indossati ti fanno vedere il mondo intorno a te per com'è veramente...

Ma aspetta un attimo!!! John Carpenter non c'entra? Essi Vivono non parlava proprio di occhiali da sole che... 
Ma no, dai sarà un caso. 
Beh ecco il nostro amico Guy, come Williams, lo Zorro della serie tv, vivere una vita identica tutti i giorni non sapendo che tutto intorno a sé è finto e pilotato dall'esterno... 
Ah, ma qui stiamo parlando di Peter Weir e il suo The Truman Show!!! 
No nemmeno questo dai, forse siamo in Matrix, ma manca la pillola che ti fa scoprire che la vita che stai vivendo è solo una simulazione virtuale. 
Ed è così infatti perché Guy è un PNG,

cioè un personaggio non giocabile di un videogioco, uno di quelli che fanno di contorno alle imprese dei giocatori nascosti dietro a degli avatar fighi... 
Beh allora abbiamo anche Ready Player One in ballo... 
E in parte anche un pochino quel Gamer piaciuto quasi a nessuno, ma a me si. 
Vogliamo metterci anche Pixels con Adam Sandler e Ralph Spaccatutto? 
Avanti c'è posto, come diceva Aldo Fabrizi. 
Ma alla fine del pippotto Free Guy è una copiatura di tutte ste cose o no? Naturalmente no, perché è vero sì che è tutto questo, ma è anche una cosa totalmente diversa, per cui a me ha divertito un sacco, ma so di ventenni che hanno detto "mah". 
È poi c'è quel Ryan "Deadpool" Reynolds che con l'allitterazione nel nome è già di diritto un supereroe e interpreta Guy che si sdoppia persino ad un certo punto. 
E Taika Waititi non vogliamo nominarlo? 
Lui, il perfido villain così sopra le righe che è davvero perfetto per farsi odiare a morte in questo film che si snoda fra le vicende nel mondo reale e quelle nel mondo virtuale dove Guy ad un certo punto capisce che c'è qualcosa di più che l'essere ogni giorno la solita vittima di una rapina nella solita banca dopo aver bevuto il solito caffè. 
Si, Guy capisce che può essere anche lui un eroe perché ha una A.I. tutta sua, non prevista, ma che cambia totalmente le carte in tavola e comincia a fare cose che gli altri PNG nemmeno si sognavano di fare, fino ad allora. 
Piccola nota finale per i moltissimi camei di vari giocatori famosi sul web e per quelli solo vocali di Tina Fey che doppia la madre brotolona di uno dei giocatori, Hugh Jackman che dà la voce ad un avatar mascherato e The Rock che è un rapinatore in banca. 
Questo delle voci ovviamente solo nella versione originale. 
Nota mia personale invece per Jodie Comer

che con la pistola puntata entra di diritto a far parte delle mie preferite sia biondina al naturale che in versione Molotov Girl.
Eh... Son fatto così... 

lunedì 11 ottobre 2021

PAZZA IDEA... FOLLE FOLLE FOLLE IDEA (MA PUTROPPO LA PATTY NON C'ENTRA)

 Io un po' ci scherzo, perché sotto sotto resto un cretino, per cui cito una famosa canzone italiana, ma quanto è accaduto nel weekend è follia pura: l'assalto alla CGIL rea di non tutelare i lavoratori che vogliono lavorare senza Green Pass, gli scontri tra manifestanti e polizia, il successivo raid al pronto soccorso che ha reso necessario anche lì l'intervento delle forze dell'ordine.


Tutto in nome della libertà, contro la "dittatura" dei vaccini. 
Peccato che il diritto alla libertà del singolo termini quando va ad intaccare quella del suo simile che invece ha scelto di vaccinarsi senza tanti problemi di complottismo, senza sentirsi per forza suddito dello stato; e distruggere un locale dei sindacati a mio parere non è esattamente sinonimo di libertà. 
Come non lo è tutto quello che ne è seguito, perché non è così che si lotta contro un virus che ora, è vero, sembra sopito grazie alle temperature ancora elevate, ma che è lì in agguato per tornare a mietere vittime come lo scorso inverno da incubo in cui hanno perso la vita nomi famosi e altri non famosi, ma che conoscevo di persona, e altri ancora ci sono andati molto vicini. 
Ma forse queste persone così desiderose di affermare la propria libertà lo hanno già dimenticato. 
O forse loro hanno dei superpoteri, e sono loro i nuovi mutanti che altro che la Marvel...
In tal caso li invidio... 

domenica 10 ottobre 2021

SETTE UOMINI D'ORO NELLO SPAZIO: PERCHÉ IL TRASH NON HA CONFINI

 In occasione della scomparsa di NINO CASTELNUOVO avevo citato questo film nel quale si è trovato pure lui impelagato; film che, fregiandosi del nome di Gianni Garko in cartellone, star degli spaghetti western, con il titolo si voleva collegare furbescamente ai 7 UOMINI D'ORO raccontati da Marco Vicario in due pellicole di una decina di anni prima, ma che in realtà non c'entra assolutamente nulla, essendo questo solo un bruttissimo pastrocchio creato sulla scia del Guerre Stellari uscito nel 1977, e inoltre negli altri due il numero era scritto in cifra e non in lettere; piccoli particolari che fanno la differenza.


E dire bruttissimo è ancora dire poco, perché abbinata ad una storia messa in piedi a cazzo (non mi veniva un'espressione che rendesse meglio l'idea), si sente pure una tremenda colonna sonora che pare uscita dagli episodi dei Teletubbies (non esagero... È davvero così). 
Attori coperti da brutti makeup,

parrucche da Raffaella Carrà, un robottino fatto con un bidone verniciato di bianco e altri due androidi bruttissimi, praticamente due paperini,

e poi Nino coi baffetti che sembrano disegnati col pennarello.
Potrei andare avanti all'infinito ad enunciare le millemila "perle" contenute in questo lavoro distribuito anche all'estero con il titolo di Star Odyssey, giusto per farci ridere dietro da tutto il mondo, che cerca anche di veicolare una morale antirazzista, così per darsi un tono serio. 
Il risultato invece è che ogni singola scena ti fa morire dal ridere anche se Yanti Somer,

attrice finlandese, in effetti non è niente male. 
Ma tutto il resto fa parte dell'immaginario trash assoluto e, a titolo informativo, su YouTube è disponibile completo, ma la qualità delle immagini è quella delle foto postate, perciò parecchio bassa.
Oddio... 
Dubito fortemente che un 4K potrebbe migliorare qualcosa... 

sabato 9 ottobre 2021

THE WEEKND - TAKE MY BREATH: UN VIDEOCLIP DA "NON FATELO A CASA"

 Sono in un bar e sto ascoltando la nuova di The Weeknd TAKE MY BREATH,

Quando alzo gli occhi e vedo sul maxischermo una cosa che mi fa pensare che per errore abbiano messo uno di quei film birichini dove fanno certi giochi sadomaso come quello che facevano fare a Claire Foy nei panni della protagonista di MILLENNIUM - QUELLO CHE NON UCCIDE
Ci metto un po' a realizzare che invece quello è proprio il videoclip di Take My Breath che sta andando in onda sul canale video di RTL102.5, tutto latex, bondage, pelle nera, mistresses e torture varie. 
E beh... D'altronde se un canale della Disney ti manda in onda AMERICAN HORROR STORIES, questo è assolutamente coerente. 
Mi torna però in mente non molti anni fa sempre RTL102.5 che, per mandare in onda I'M IN LOVE di Ola, lo aveva rimontato in modo da non far vedere la breve sequenza iniziale in cui una mistress torturava il cantante in questione strappandogli letteralmente via il cuore dal petto.

Eh già...  Ma lo diceva Bob Dylan che The Times They Are A-Changin'... 

venerdì 8 ottobre 2021

ADDIO ALLA MOGLIE DI JAMES BOND

 In un periodo in cui nelle sale sta girando No Time To Die, il capitolo conclusivo dello 007 con le fattezze di Daniel Craig, arriva la notizia della scomparsa di Luisa Mattioli,


attrice italiana che è stata la terza moglie di Roger Moore, il Bond con il quale mi sono avvicinato alla saga, per la precisione con La Spia Che Mi Amava

(di cui adoro questa locandina originale), dove oltre alle bellezze di turno, cioè Barbara Bach e Caroline Munro, c'era un'altra bellezza meno carnale, anzi ipertecnologica, che era la famosa Lotus Esprit in grado di immergersi in mare e modificare le sue parti fino a trasformarsi in un minisottomarino. In realtà l'effetto era stato realizzato con diverse auto, ognuna delle quali era adibita ad un solo determinato movimento, come il rientrare delle ruote o la fuoriuscita degli alettoni laterali,


e pure l'uscita dall'acqua sulla spiaggia era stata ottenuta con un cavo che trainava l'auto con i nostri amici a bordo, ma l'effetto finale era assolutamente realistico. 
Ma non divaghiamo e torniamo a parlare di Luisa che conobbe Roger nei primi anni 60 sul set di Il Ratto Delle Sabine

e da lì nacquero tre figli in un matrimonio durato fino al 1993. La carriera cinematografica della Mattioli non sarà lunghissima e i titoli degni di nota si contano sulle dita, tra cui Diciottenni Al Sole

e un episodio della serie tv sul Tenente Sheridan con Ubaldo Lay. 
Luisa ci lascia ad 85 anni e da qui le arriva un affettuoso saluto, poiché anche lei, seppure per vie traverse, ha fatto parte del mondo di 007. 
Addio Luisa. 

JAMES BOND VS. BEATLES

 Il 5 ottobre del 1962, ovvero esattamente 60 anni fa, è stato un grande giorno nel Regno Unito, in quanto musica e cinema hanno visto la na...