sabato 31 gennaio 2026

BRUCE GIRA ANCORA PER LE STRADE, MA NON PIÙ A PHILADELPHIA

 Bruce Springsteen è tornato, e non solo nel bel FILM a lui dedicato.


È tornato perché quello che è successo di recente a Minneapolis non gli va giù per niente e quando un rocker come lui deve dire qualcosa, la dice cantando, certo schierandosi così anche politicamente, ma chi l'ha detto che un artista non può farlo? 
E quindi lo scorso sabato Bruce ha scritto questa canzone, le ha dato il titolo di STREETS OF MINNEAPOLIS (quasi come un riferimento ad un suo vecchio brano famosissimo), domenica l'ha registrata è lunedì l'ha pubblicata a tempo di record

in risposta al terrore di Stato che si sta abbattendo su quella città che una volta era conosciuta più che altro per essere il luogo natìo di Prince. 
Nel testo il Boss parla dell'esercito di King Trump, ovvero il corpo di polizia ICE, e non le manda a dire con un mood che pare tornato lo Springsteen di The River, ma con un pò più di Bob Dylan dentro, mostrando sempre una bella grinta nonostante abbia ormai l'età di 76 anni. 
Si, sarò anche una canaglia, ma quello che sta succedendo nel mondo anche per causa di quello lì che porta lo stesso nome di Paperino,

non mi può lasciare indifferente seppure la politica non sia esattamente il mio piatto forte. 
Ma forse a questo punto non si tratta più di di politica, bensì di sopravvivenza contro una piaga che potremmo definire come "delirio di onnipotenza". 
Per questo la canzone, anche se è tutt'altro che allegra e spensierata, l'ho scelta oggi come sola rappresentante della musica del sabato sul mio blog. 

venerdì 30 gennaio 2026

ATTITUDINI: NESSUNA (MA NON È MICA VERO)

 Attitudini: Nessuna, oltre ad essere il titolo del documentario di Sophie Chiarello dedicato ad Aldo, Giovanni e Giacomo,


è anche quanto era stato scritto sulla pagella delle elementari di Aldo Baglio dato che i risultati a scuola non c'erano e il bimbo pensava a tutto tranne che studiare. 
Certo, una cosa crudele da scrivere ad un bimbo, ma poi Aldo ha saputo dimostrare che qualche attitudine l'aveva, inizialmente insieme al solo Giovanni Storti, e poi con l'arrivo di Giacomo Poretti in un trio comico che ha toccato l'apice del successo al cinema a mio parere con Chiedimi Se Sono Felice, ma ha fatto anche degli enormi passi falsi con Fuga Da Reuma Park e Il Cosmo Sul Comò, due film di rara bruttezza. 
Qui nel documentario si torna con i tre nei luoghi della loro infanzia, dei debutti, dei successi in tv a Mai Dire Gol

(Giovanni rivela come riusciva a fare il geco) e la nascita di Tafazzi, e poi nei teatri e, appunto al cinema. 
Diverte, ma c'è anche tanta malinconia e mentre scorrevano i titoli di coda ho pure sentito gli occhi umidi. 

giovedì 29 gennaio 2026

ANDIAMO A VEDERE UN FESTIVAL DI 60 ANNI FA

 Quest'anno il Festival di Sanremo si fa attendere perché arriverà verso la fine di Febbraio con tutta la bagarre che si sta creando sull'uso dell'autotune, permesso da noi anche se criticato, ma rigorosamente vietato all'Eurovision Song Contest (ricordiamo la terrificante esibizione al naturale di Mahmood e Blanco), e vero motivo per cui l'anno scorso il vincitore Olly non vi ha rappresentato l'Italia lasciando invece il compito a Lucio Corsi.


C'è da dire che se la commissione sanremese vietasse l'autotune, circa metà dei cantanti di quest'anno non sarebbero presenti, quindi, nel frattempo torniamo indietro esattamente di 60 anni, magari con una Panda 30 modificata con il Flusso Canalizzatore e un bel pieno di plutonio, e ci ritroviamo nel 1966, quando dal 27 al 29 gennaio si è tenuta la kermesse canora più famosa e più criticata. 
Compie infatti 60 anni oggi NESSUNO MI PUÒ GIUDICARE,


portata al Festival da Caterina Caselli abbinata alla versione di Gene Pitney (ma questa presto dimenticata). 
Non vince, ma si aggiudica il podio con il secondo posto diventando dai giorni successivi il 45 giri più venduto e da far suonare nei mangiadischi grazie a quel mood beat che l'ha resa un successo. 
E pensare che in origine era stata pensata come un tango, ma Caterina non era d'accordo a cantare una canzone definita da lei "da vecchi", e quindi il brano venne modificato con l'arrangiamento che poi è risultato azzeccato. 
Alcune piccola curiosità partendo dal rifiuto della canzone quando venne proposta ad Adriano Celentano, probabilmente ancora con l'arrangiamento originale. 
Il brano poi lo abbiamo trovato anche in TITANE, film che tanto deve a Cronenberg, in una scena di ammazzamento totale.
Altra curiosità è che stranamente non ne venne tratto un musicarello, ma darà il titolo, molti anni dopo, ad un divertente FILM con Paola Cortellesi, Raoul Bova e molti altri.
Chi vinse quell'edizione del Festival? 
Domenico Modugno abbinato a Gigliola Cinquetti con Dio Come Ti Amo, canzone senza dubbio intensa e struggente, ma, se mi conoscete, saprete già che anche per i miei gusti avrebbe vinto la Caselli. 
E in coda aggiungo un altro compleanno, quello di Amiii Stewart per i suoi 70 anni, regina delle discoteche nel 1979 con KNOCK ON WOOD

un altro di quei casi in cui una cover diventa più famosa dell'originale e anche migliore. 
Auguri ad entrambe. 

mercoledì 28 gennaio 2026

STRISCIA LA NOTIZIA: MA SUL SERIO?

 Si, la settimana scorsa ho visto la prima puntata della nuova Striscia La Notizia e in cuor mio non credo proprio che domani vedrò la seconda dato che già le ultime edizioni preserali (ma che poi erano una prima serata effettiva, come già ho spiegato TEMPO FA) non mi prendevano per niente, anzi mi irritavano al punto che preferivo i Pacchi di Rai 1...


Scherzo eh... 
Perché invece già mi fiondavo sulle piattaforme streaming dove perlomeno scelgo io e a che ora mi pare, e se mi capita di vedere una porcheria sono io il responsabile. 
Porcheria magari questa nuova Striscia non lo è del tutto, però è piena di WTF, primo fra tutti vedere la De Filippi con Tina Cipollari e Giovannino (uno dei motivi per cui evito come la peste Tu Si Que Vales) consegnare le merdine agli occupatori abusivi di parcheggi per invalidi. 
Poi beh, grande studio, grande orchestra diretta da Demo Morselli che non vedevo da un sacco di tempo, grande quantità di Veline che passano da due a sei, ma putroppo per me non è grande tv. 

martedì 27 gennaio 2026

IL GIORNO DELLA MEMORIA VERSIONE "WHAT IF?"

  "La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati".

Così recita l'articolo 1 della legge italiana che spiega cosa si ricorda nel Giorno Della Memoria.
La scelta del 27 gennaio si riferisce proprio al giorno in cui, nel 1945, le truppe sovietiche dell'Armata Rossa entrarono ad Auschwitz e liberarono i pochi sopravvissuti allo sterminio, rivelando al mondo intero la follia nazista.

Ma una serie tv del 2015 tuttora disponibile su Prime Video perché è un prodotto Amazon, ovvero The Man In The High Castle, immagina che le cose siano andate diversamente, cioè qui vediamo che i nazisti hanno vinto la guerra e gli Stati Uniti ora sono divisi tra Germania e Giappone con in mezzo un territorio neutrale,


e con conseguenze non esattamente piacevoli. 
Tratta dal romanzo La Svastica Sul Sole di Philip K.Dick, colui a cui dobbiamo Blade Runner, prende poi nelle stagioni successive alla prima delle direzioni diverse dallo scritto originale rimanendo comunque un ottimo prodotto anche se spesso un pò lento. 
Lentezza che nel libro era ancora più marcata non essendo per nulla un racconto d'azione, mentre per la versione televisiva qualche piccolo guizzo era stato aggiunto per dare un pochino più di dinamica ad una storia di suo già terribilmente cupa e che di recente pare tornare d'attualità con certi personaggi che vogliono dominare il mondo come se giocassero a Risiko. 
Purtroppo non si tratta di un gioco e non mi piace parlare di politica perché non ne capisco nulla. 
Ma se, metti caso, dovesse accadere qualcosa anche dalle nostre parti, magari mi schiererò di nuovo al fianco dei ribelli come quella volta con la gente di Alderaan,

solo per dimostrare alla principessa di turno che non sono un "brutto idiota, presuntuoso, strapezzente e cafone". 

lunedì 26 gennaio 2026

SPACE VAMPIRES O LIFEFORCE, STORIA DI UN B-MOVIE PER CASO

 Nel 1986 è passata dalle nostre parti, proprio il 26 gennaio, la Cometa di Halley e il prossimo giro lo farà nel 2061.


Quindi vedrò di tenermi pronto per quella data, ma nel frattempo ricordo che tale cometa era finita l'anno prima nel film di Tobe Hooper che seguiva il grande successo di Poltergeist (che era basato su un soggetto di Spielberg, ma un pò troppo horror per gli standard di Steven), ovvero Space Vampires, il cui titolo originale era Lifeforce, ma stavolta quello nostrano non era tutto matto inventato come tante altre volte poiché era esattamente quello provvisorio usato durante la lavorazione. 
Stava lì nel film questa cometa poiché nella sua coda vi si nascondeva una enorme astronave aliena che una joint-venture britannica e americana decide di andare visitare secondo il vecchio adagio "curiosity killed the cat". 
Difatti sti furboni come souvenir si portano sulla terra a Londra tre umanoidi trovati all'interno dell'astronave, due maschi e una femmina chiusi dentro a bare di cristallo e poi arriva il Principe Azzurro che...

No non è esattamente la storia di Biancaneve, e anzi ben presto i tre si rivelano dei succhiatori di energia vitale che riducono le loro vittime a mummie rinsecchite. 
Al che ti parte un casino a non finire dove i due maschi vengono uccisi, mentre la femmina se ne va bella nuda

(si tratta dell'attrice modella Mathilda May con tutti i suoi perché a posto) in giro per Londra a cercare altre pappe che c'ha sempre un certo languorino che, per dirla come un famoso spot di un pò di tempo fa, non è proprio fame, ma piuttosto voglia di qualcosa di buono.

Taaac! Ricordo sbloccato con Ambrogio e la bella signora in giallo, non nel senso di Jessica Fletcher?
E la "space girl", come viene chiamata (con la "a" perché le cinque con la "i" e le zeppone arriveranno negli anni 90),

lo trova quel qualcosa di buono in uno dei terrestri che l'hanno portata giù, un buongustaio che in italiano ha la voce di Luke Skywalker (Claudio Capone) con il quale scoppia l'amore fino all'epilogo finale spoilerato (pensa te) nella locandina italiana lassù in alto, mentre quella originale era tutt'altra cosa, ma forse graficamente più bruttina.

Non è male come film che potremmo definire fantahorror erotico, ma è finito subito nei B-movie forse perché distribuito dalla Cannon Film che ne produceva a iosa e infatti in tv sarà trasmesso su quei circuiti secondari come Odeon Tv dove i B-movie abbondavano e spesso sono passati anche QUI dalle mie parti. 
B-movie suo malgrado anche a causa di un doppiaggio pessimo dove, per dire, sentiamo pronunciare "Helley" il nome della cometa, e lo potremo vedere in home video distribuito dalla Multivision i cui prodotti era usuale trovare in quei famosi cestoni degli autogrill e supermercati a prezzi irrisori.

A sorpresa invece ci troviamo (non in un cestone) un Patrick Stewart pre-Star Trek e pre-X-Men. 
Anche la musica si è occupata della Cometa di Halley grazie a Irene Grandi che ha presentato la CANZONE con quel titolo, scritta da Francesco Bianconi dei Baustelle, al Festival di Sanremo del 2010.

Ho sproloquiato abbastanza per oggi? 
Credo di si... 

domenica 25 gennaio 2026

LEPRECHAUN: PRATICAMENTE UNA SAGA OPEN SOURCE

 La saga horror di Leprechaun è stata un pò rimaneggiata a seconda di chi la prendeva in mano.


L'ideatore, sceneggiatore, produttore e regista del primo film uscito nel 1992 era Mark Jones, mancato di recente a 73 anni,

mentre il leprecauno era stato interpretato in sei film su otto da Warwick Davis, noto per essere il protagonista di Willow diretto da Ron Howard e presente in tutti i film dove veniva richiesto un attore con le sue caratteristiche (nanismo) come ne Il Ritorno Dello Jedi.

Dicevo che nei vari film le cose cambiavano un pò così a caso poiché in uno il folletto malefico irlandese, che se gli rubi l'oro se la prende non poco, aveva duemila anni oppure seicento in un'altra pellicola è la stessa cosa capitava per i suoi poteri e capacità. 
Di buono c'è che il primo film ha segnato anche il debutto di una giovanissima Jennifer Aniston.

Di lì a poco arriverà anche Friends... 
Da segnalare anche la scomparsa di Francis Buchholz, 74 anni e per lungo tempo bassista degli Scorpions nel periodo di Still Lovin' You, per capirci.

E quindi addio Francis e Mark. 

sabato 24 gennaio 2026

B-52'S E DEVO INSIEME LIVE

 Oggi parrucconi e sound retrò con i B-52's, o meglio quello che ne rimane dato che sono rimasti in tre dei cinque originali, che hanno portato in giro un tour co-headliner con i Devo (quelli con il caratteristico copricapo rosso)  nello scorso 2025, chiamato "Cosmic De-Evolution Tour".


Le date si sono svolte nel Nord America lo scorso autunno compresa Las Vegas, ma per chi volesse vederli, il tour è stato esteso anche al 2026 toccando l'Europa a Londra il 20 giugno e Manchester il 21. 
In effetti tra le due band c'è un legame sancito negli anni 80 su un maxi mix

(questo) non in commercio ufficiale, ma solo per i dj e che possiedo gelosamente anch'io custodito in quel caveau dove tengo i miei tesori, ovvero la cantina, che iniziava con un medley di K.C. & The Sunshine Band, e dove poi, insieme a tantissime altre canzoni, venivano mixate le loro GIRL U WANT

 (sopra) e PRIVATE IDAHO, perché negli anni 80 in discoteca si ballava anche questa roba qui, eccome se si ballava insieme allo ska e alla new wave e, naturalmente, la Italo-disco. 

Nei B-52's aveva cantato per un breve periodo, per sostituire momentaneamente Cindy Wilson, anche JULEE CRUISE, la voce della soundtrack di Twin Peaks, mentre Kate Pierson ha partecipato come guest ad una delle canzoni più belle dei R.E.M., ovvero SHINY HAPPY PEOPLE.

E se non avete ballato con questa... 

venerdì 23 gennaio 2026

I KNOW, IT'S ONLY ROCK'N'ROLL AND I LIKE IT

 Quando si sente parlare della Rock'N'Roll Hall Of Fame a volte la si immagina una cosa tipo nata negli anni 50, magari legata all'arrivo di Marty McFly nel passato.


E invece è nata come museo a Cleveland nel 1983 e poi, esattamente 40 anni fa, vi sono stati inseriti i primi dieci artisti, questi estremamente legati al rock'n'roll e ritratti sulla copertina di Rolling Stone, mentre in seguito vi faranno ingresso anche altri decisamente più pop come gli Abba e lo scorso anno Cyndi Lauper. 
Quel 23 gennaio del 1986 erano questi gli artisti: Chuck Berry, James Brown, Ray Charles, Sam Cooke, Fats Domino, gli Everly Brothers, Buddy Holly, Jerry Lee Lewis, Little Richard e naturalmente Elvis Presley, di cui alcuni all'epoca ancora in vita e altri no, e forse anche per questo verrebbe naturale datarla più indietro nel tempo. 
Piccola curiosità: il nostro Zucchero, nonostante le sue frequentazioni blues, non è mai stato inserito nella Hall Of Fame, ma è stato il primo e unico italiano ad essersi esibito là, il che è comunque un onore. 
Tutto molto bello però ci sono state anche critiche sui metodi di scelta degli artisti da fare entrare. 
E adesso in chiusura non devo certo dirvi chi mi ha ispirato il titolo del post. 

giovedì 22 gennaio 2026

MINIMARKET: QUANDO URLI "KEVIN!", MA NON È "MAMMA HO PERSO L'AEREO"

 Wow, una serie tv italiana con Kevin Spacey che ritorna in pubblico dopo quelle brutte vicende?


Eh si, vedi, è su RaiPlay e si chiama Mini Market, ma... c'è un ma, perché l'idea del commesso di un mini market che ha come amico immaginario proprio Kevin Spacey sulla carta pareva carina con anche varie guest e i momenti musical, e pure il primo episodio non è male. 
Poi però scopri che non è così interessante come pareva e anzi annoia un pò, ma se vuoi la guardi così se proprio non c'è niente di meglio. 
Peccato, anche per Kevin che fa specie vederlo così impelagato in una produzione a basso, bassissimo costo tanto mediocre dove però lui dà il meglio di sé prendendosi in giro,

e prendendo in giro anche la famosa ENNE rossa alla quale, per via di quelle accuse, aveva dovuto pagare non so quanti dindini. 
Comunque lui non se ne sta con le mani in mano e anche in questo periodo di oblio ha partecipato a diverse produzioni indipendenti, dove in una delle quali ci sarebbe stato anche Dolph Lundgren, ma è finita in vacca a causa del produttore accusato di cose poco legali... 
Eh, ma è un vizio allora... 

mercoledì 21 gennaio 2026

AIRPORT 80 (MA VECCHIO DI UN ANNO)

 Oggi un post retrospettivo anche relativo allo stesso mio blog poiché è trascorso mezzo secolo da quando il Concorde ha spiccato il primo volo.


Un aereo supersonico innovativo con quel muso che si abbassava come un becco e diventato protagonista anche di Airport 80, l'ultimo dei film ufficiali a tema CATASTROFICO/VOLANTE e film che però curiosamente il titolo originale riportava sia il nome dell'aereo che l'anno 79,

perché da noi lo avremmo visto un anno esatto dopo con ALAIN DELON che si faceva un mazzo tanto come pilota a causa di tutta una serie di tentativi di sabotaggio/abbattimento, e George Kennedy che ancora non aveva incontrato Frank Drebin. 
Piccola curiosità sul doppiaggio italiano che chiama Dallas l'aeroporto di Washington mentre invece è Dulles che in effetti ha una pronuncia quasi simile. 
Aereo, proprio quello usato per le riprese,

che finirà distrutto nel terribile incidente del 24 luglio del 2000. 
Velivolo inoltre rivelatosi utile a Phil Collins durante il Live Aid per fare un volo intercontinentale dopo la sua esibizione e andare a riesibirsi con i Led Zeppelin. Purtroppo non al meglio poiché una volta sul palco il drummer dei Genesis si accorse di non conoscere così bene le canzoni del Dirigibile e così preferì fare un quasi playback toccando piano i tamburi e lasciando fare il grosso del lavoro all'altro batterista Tony Thompson come già avevo raccontato QUI
Sempre in quel post avevo anche raccontato di come la serie tv britannica U.F.O. avesse anticipato con un velivolo molto simile l'apparizone dell'aereo francese che arriverà alla fine del suo compito nel 2003, anche quello già raccontato su queste pagine web in quello stesso POST dedicato.

martedì 20 gennaio 2026

ADDIO VALENTINO

 Grande lutto nella moda e per l'Italia nel mondo con la scomparsa di Valentino Garavani a 93 anni, ma solo Valentino per il mondo delle passerelle.


Così iconico da avere stabilito una precisa tonalità di rosso a cui ha dato il suo nome (su WIKIPEDIA trovate le specifiche esatte della gradazione) e indossare un abito così è un privilegio non comune. 
Vabbè non sto parlando solo del lato economico, dai.

Sempre così iconico da apparire himself anche al cinema in Il Diavolo Veste Prada e ZOOLANDER 2
E iconico al punto da meritarsi una delle interpretazioni più famose di Dario Ballantini

a Striscia La Notizia che giovedì torna in prima serata su Canale 5 con una nuova formula. 
Addio Valentino. 

lunedì 19 gennaio 2026

SPRINGSTEEN - LIBERAMI DAL NULLA: NON È TUTTA ROSE E FIORI LA VITA DELLE STAR

 Springsteen - Liberami Dal Nulla è un film che racconta il Boss


in quel periodo successivo al grande successo di The River, un album doppio che tutti dovremmo avere. 
Il nostro Bruce lo vediamo all'inizio bello carico con tutta la E-Street Band sul palco in chiusura del tour, dopodiché cade in depressione con i ricordi del rapporto padre-figlio che riaffiorano, e si ritira in una casa isolata a tirare giù canzoni scarne con voce e chitarra che costruiranno la tracklist di Nebraska su un registratore a 4 piste tra le perplessità di Jon Landau, il produttore, e tutto lo staff che lo segue. 
Ma non solo, poiché nel mucchio Bruce scrive anche dei brani che poi, opportunamente arrangiati con la band al completo, finiranno due anni dopo in Born In The USA, ovvero il suo più grande successo commerciale.

Se sorvoliamo sul fatto che Jeremy Allen White nel film assomiglia più ad un giovane Dustin Hoffman che al vero Springsteen, e su quelle ripetute pose storte che tiene da seduto mentre conversa che mi sono parse un pò forzate


(ho contato almeno quattro scene praticamente identiche), c'è di buono che ha cantato lui davvero le canzoni come Timothee Chalamet aveva fatto in A COMPLETE UNKNOWN, il film su Bob Dylan anche lui ritratto in un preciso e circoscritto periodo della sua carriera. 
Carina la scena in cui balla con sua madre e che in pratica cita un video di pochi anni fa diventato virale. 
Film questo che magari non ti riempie le sale come ROCKETMAN e BOHEMIAN RHAPSODY, anzi l'ho visto di recente programmato in un cinema d'essai di quelli dove ti trovi con pochi cinefili intorno, ma perlomeno l'audio era ottimo, e che è lento, è vero, ma comunque ha il suo perché anche se non conosci appieno la discografia del Boss. 

domenica 18 gennaio 2026

THE VOICE KIDS: HO I MIEI LIMITI,

 Nonostante abbia scritto sul mio profilo che ho una malsana passione per i Talent, putroppo ultimamente ho constatato che gli stessi stanno diventando "sempre uguali sempre quelli dall'equatore al Polo Nord" come diceva una famosa canzone.


Difatti quest'anno ho saltato molte puntate di X-Factor arrivando direttamente alla finale e stessa cosa al contrario per The Voice Senior dove la finale invece non l'ho vista. Insopportabile in particolare la recente versione The Voice Kids dove i coach si prodigano ancora di più in lodi ai piccoli cantori perché giudicarli male pare brutto e quindi... meglio essere ipocriti? 

sabato 17 gennaio 2026

IL RITORNO DI EMMA

 A sorpresa è tornata in auge una canzone di Emma Marrone targata 2013 dal titolo L'AMORE NON MI BASTA


e che quando era uscita mi aveva fatto pensare ad una specie di imitazione presa su Wish della meravigliosa Try di Pink. Scoprirò in seguito che in effetti nel disco di Emma suonava Mylious Johnson, proprio il batterista di Pink, e il brano voleva essere una specie di omaggio (vabbè dilla così). 
Comunque mi piaceva un sacco e tuttora piace a molti poiché è diventata virale come colonna sonora di video sui social perlopiù legati allo sport (fondamentalmente calcio). 
Sempre restando in tema di musica purtroppo dobbiamo dare l'addio a TONY DALLARA mancato a 89 anni

e a Kenny Morris, 68 anni e primissimo batterista di Siouxsie & The Banshees alla fine degli anni 70.

Addio Tony e Kenny. 

venerdì 16 gennaio 2026

I GEMELLI COME SCHWARZENEGGER E DE VITO

 Triste notizia in questo periodo in cui Zelig festeggia i trent'anni, quella della scomparsa di Luciano Manzalini, 74 anni e metà magra del duo comico dei Gemelli Ruggeri


dove si esibiva in coppia con Eraldo Turra e li vediamo qui sopra con tra di loro anche Vito (vedi che c'entra anche se senza il De?), spesso collega negli sketch nei programmi tv con Patrizio Roversi e Syusy Blady. 
Una comicità semplice la loro, quasi infantile, giocata soprattutto sulle loro differenze fisiche, ma che allora funzionava e infatti erano stati presenti in molte trasmissioni comiche come il Drive In, L'Araba Fenice


(la CANZONE sopra ne era la sigla di chiusura), Matrioska, nonché in alcune pellicole e nella serie tv Fantaghirò.
Da segnalare anche la scomparsa a 68 anni di Scott Adams per un cancro alla prostata.
Era un disegnatore di fumetti noto per le striscie di Dilbert, 

l'impiegato di una grande azienda e ispirato al periodo in cui l'autore aveva fatto quel lavoro. 
Scott aveva anche avuto grossi problemi a causa delle sue posizioni razziste. 
Addio Luciano e Scott. 

giovedì 15 gennaio 2026

EMILY IN PARIS 5: INSOMMA...

 Abbiamo un problema e si chiama Emily In Paris Rome.


Si, perché l'ultima stagione della fino ad ora simpatica serie Netflix con Lily Collins l'ho trovata parecchio insopportabile negli episodi ambientati a Roma e nell'immaginario paese di Solitano (il set era nei dintorni di Ostia). 
Forse il fastidio più grosso, oltre al convento/albergo francamente assurdo, mi è arrivato dagli attori ospiti italiani

come Raul Bova e Anna Galiena che si autodoppiavano così male che manco un film porno è doppiato così... per sentito dire eh... 
Insomma, è pur vero che se si supera quella buona parte abbondante di girato italiano (va un pochinino meglio nell'escursione a Venezia), 

alla fine troviamo sempre la solita Emily con i comprimari di contorno, ma rispetto alla freschezza delle stagioni precedenti qualcosa è cambiato anche nella stessa Lily Collins sempre più spigolosa. 
E pensare che glielo AVEVO DETTO tempo fa di smetterla di perdere peso, ma lei testarda non mi sta mai a sentire... uff... 
Comunque anche la stessa Netflix ha mostrato poco interesse verso la nuova stagione perché non l'ha divisa in due o tre blocchi come invece fa con le cose che sa portargli molti spettatori. 
Vabbè... anche questa stagione l'abbiamo passata. 

mercoledì 14 gennaio 2026

LA PRIMA VOLTA DI DAVID BOWIE

 Pochi giorni fa abbiamo ricordato i 10 ANNI della morte di David Bowie e oggi invece cade l'anniversario della pubblicazione del suo primo singolo con questo nome d'arte poiché, essendo lui all'anagrafe David Jones, in precedenza aveva già pubblicato alcuni 45 giri come Davie Jones oppure Davy Jones come il tentacolato pirata leggendario (ma ricordiamo che anche il piccoletto cantante percussionista dei MONKEES si chiamava così). 


Il 14 gennaio del 1966 infatti veniva pubblicato CAN'T HELP THINKING ABOUT ME che in effetti fu un flop (qualcuno disse che imitava troppo gli Who), ma riascoltato oggi ci troviamo già quello che sarà il Bowie del futuro che infatti non disdegnerà di riproporre il brano anche nei suoi concerti più recenti, quelli con la bassista Gail Ann Dorsey come si vede in questo VIDEO LIVE in cui introduce lui stesso la canzone con una breve presentazione.

All'epoca dell'incisione gli Spiders From Mars non c'erano ancora e David registrò il disco con una band messa insieme tramite gli annunci sui giornali specializzati e che prese il nome di The Buzz dove il musicista più famoso era Tony Hatch, compositore pianista arrangiatore che lavorerà con moltissimi artisti. Della canzone poi esiste anche una NUOVA INCISIONE dell'inizio degli anni 2000


realizzata con la band che ultimamente accompagnava David in concerto e caratterizzata da un timbro vocale più profondo di quello acerbo degli esordi che sarà pubblicata nell'album postumo Toy uscito nel 2021 che conteneva nuove versioni di canzoni ripescate dal passato di Bowie. 
Beh... anche oggi una scusa come un'altra per riascoltare un mito. 

martedì 13 gennaio 2026

IL MORTO RICONOSCENTE TORNA ANCORA

 Sarà un caso, ma ultimamente i GRATEFUL DEAD (il titolo del post è la traduzione del nome della band) mi ritornano spesso su queste pagine web e stavolta putroppo è per dare l'addio a Bob Weir,


78 anni, chitarrista e co-fondatore della band di Jerry Garcia. 
Anche il cinema che piace a me, quello truculento firmato da John Carpenter porta oggi un addio per T.K. Carter, 69 anni e che più o meno tutti ricordiamo nel ruolo del cuoco nero Nauls in LA COSA,

film che, ve l'ho già raccontato, fu un flop forse perché uscito in patria in concomitanza con E.T. di Spielberg, ma che nella mia galassia lontana lontana (e non solo la mia) occupa tuttora un posto d'onore con non so quante volte che me lo sono rivisto, ma non sui canali Mediaset perché lì aveva subìto dei tagli enormi per via delle scene veramente troppo impressionanti perdendo però tutto il lavoro di Rob Bottin negli effetti speciali che all'epoca erano tutti realizzati live in scena senza CGI e quindi con risultati fin troppo realistici per certi stomaci deboli. 
Stessa tecnica tutta live, ma tutt'altro che truculenta, che c'era anche in Labyrinth con David Bowie di cui abbiamo parlato POCHI GIORNI FA con MADAME VERDURIN
Goodbye Bob & T.K.

lunedì 12 gennaio 2026

QUALCUNO VOLÒ SUL NIDO DEL CUCULO COMPIE 50 ANNI E ZELIG UN PÒ MENO

 Come ultimamente si usa fare al cinema, torna nelle sale per tre giorni, il 12,13 e 14 gennaio (ma non tutte le sale hanno queste date),


Qualcuno Volò Sul Nido Del Cuculo in edizione rimasterizzata in 4k per i suoi 50 anni, film durissimo, ma anche commovente e a tratti divertente, capolavoro di Milos Forman sui malati di mente o considerati tali, con un cast di giovani future star da Jack Nicholson e le sue già belle pronte espressioni a Danny DeVito, da Christopher Lloyd a Will Sampson, da Brad Dourif fino a Louise Fletcher nel ruolo della terribile infermiera Ratched che si è meritata di recente su Netflix una SERIE TV tutta sua seppure controversa nel senso che non a tutti era piaciuta. 
Per me invece in quella serie decisamente splatter ci avevo trovato molto Kubrick dentro perlomeno nel tipo di riprese. 
La pellicola uscì negli USA il 20 novembre 1975 e nella notte degli Oscar 1976 si portò a casa ben cinque statuette, mentre in Italia arriverà il 12 marzo 1976 con questa locandina

e qui con il divieto ai minori di 14 anni per il linguaggio e le situazioni. 
Ma francamente in un periodo come quello dubito che il ragazzino adolescente volesse andare al cinema a vedere un film come questo mentre l'offerta alternativa (sempre con il divieto) presentava i classici film commedia italiani scollacciati, beceri sicuramente, ma quanti incassi hanno fatto allora? 
Sempre in tema di grandi compleanni festeggia 30 anni Zelig che torna da stasera su Canale 5. 
Certo tutt'altra cosa, ma va benissimo. 

domenica 11 gennaio 2026

BOWIE C'È, ANCHE DOPO 10 ANNI

 Sono caduti ieri 10 anni da quando David Bowie se n'è andato il 10 gennaio del 2016 quando ancora non curavo questo blog, e qualcuno poco tempo dopo si era inventato una ultima sua lettera da lasciare ai posteri.


Era scritta male, piena di errori dovuti probabilmente ad una traduzione approssimativa. 
Non c'era ancora Chat Gpt a fare danni peggiori e tantomeno Gemini. 
Ma siccome mi è capitata nuovamente tra le mani, oggi ho scelto di pubblicarla correggendo quegli errori. 

"Morirò... So che mancano pochi mesi alla fine della mia esperienza terrena...  

Cosa faccio? Mi dispero, mi deprimo, rifiuto l'idea della morte e fingo che la malattia non esista?  

Oppure decido di sconfiggere la morte... Lo decido con l'anima, perché solo l'anima e il cuore mi danno l'ispirazione per comporre musica, come ho fatto per 50 anni...  

Conto le ore che mi restano e, come mi dicono i medici, posso prevedere, con un certo margine, la data della mia morte. Il lancio del mio ultimo lavoro è fissato per l'8 gennaio 2016, il giorno del mio 69° compleanno.  

Lavoro giorno e notte, ho il tempo di comporre, perfezionare, interpretare, registrare in studio e fare video... Lo faccio il più rapidamente possibile, perché non voglio che la mia faccia mostri il segno della morte che, beffarda, sta falciando il mio corpo senza che io possa difendermi...  

Ma ti sfido, morte... Al diavolo, se non ti sfido!  

Ho sfidato e vinto il mondo dei fan negli anni '70 con l'orgoglio dell'ambiguità... Ho amato uomini e donne, sono stato un uomo, una donna, un alieno e infine un corpo celeste.  

Cosa puoi fare tu, morte, contro la mia eternità, il mio genio, la mia follia, la mia creatività, la mia musica che vivrà per sempre?  

Sono Lazzaro, strappato dalle cicatrici. Morirò nel corpo, ma vivrò per sempre attraverso la mia musica.  

Ho vissuto abbastanza per ricevere gli auguri di buon compleanno. Pensavo di non farcela a vedere il mio album pubblicato... Sono sopravvissuto all'8 gennaio... E tu, mio caro assassino, hai perso!  

Pensa solo che, se non avessi bussato alla mia porta, avrei realizzato 24 lavori, magari sarei riuscito a vivere fino a 100 anni, e invece, grazie a te, ne ho realizzati 25!  

Sai... Sarò libero come un uccello".

Ecco in breve il ricordo di un artista che ha creato un'epoca, un genere, anzi tanti generi, che ha lasciato il segno in tutti noi e che non potremo mai dimenticare, perlomeno finché anche noi non concluderemo il nostro percorso su questa terra sperando che le nuove generazioni non lascino sgretolare come castelli di sabbia tutto quello che David e molti altri sono riusciti a costruire in tutti questi decenni. 

sabato 10 gennaio 2026

THE GOOD AND THE BAD... IN MUSICA

 Oggi tra le novità musicali, ma ancora uscite verso la fine dello scorso anno, propongo WHERE IS MY HUSBAND? di Raye


che non è un trio come potrebbe apparire dal videoclip, ma una singola artista britannica fatta e finita che canta e rappa alla velocità della luce in una canzone che si porta dietro echi soul e r'n'b aggiornati ai giorni nostri. 
E in mezzo a tanta roba mediocre che salta fuori dalle radio, ogni tanto fa piacere trovare cose così. 
Come contraltare invece mi è capitato di sentire LA CURA PER ME, la canzone che Giorgia aveva portato all'ultimo Sanremo, cantata dal suo autore Blanco con un effetto da orticaria per non dire peggio (si vede che dovevo pagare pegno), ma c'è rimasta a tratti anche la Todrani a cercare di riparare lo scempio.

Bah!!! 

venerdì 9 gennaio 2026

OH. WHAT. FUN. TITOLO CHE PROMETTE BENE, MA...

 Ho ancora qualche strascico natalizio da smaltire e non sto parlando di panettone.


No, quello di cui parlo è Oh What Fun, film su Prime Video che vede la classica famiglia americana riunirsi in massa per Natale e dove la capofamiglia è Michelle Pfeiffer. 
L'incipit promette molto bene con l'ironia sui film natalizi ben allineati in VHS dove tutti mostrano protagonisti maschili, mentre le donne, seppure fondamentali nella riuscita della festa, rimangono sempre confinate in secondo piano. 
Ed è infatti quanto accade a Claire (Michelle Pfeiffer) quando tutti vanno a vedere uno spettacolo e si dimenticano di lei ricordando un pò il momento Kevin! di Mamma Ho Perso L'Aereo... eh? 
Anzi pensa se il film si fosse chiamato Mom Alone, rifacendosi al titolo originale di quello di Columbus. 
Fatto sta che lei non si perde d'animo e va a imbucarsi in un programma tv dedicato alle mamme, cosa che ci teneva già in partenza, ma nessuno dei suoi familiari lo aveva preso in considerazione. 
Parte bene il film, ma poi si perde molto nelle varie relazioni dei parenti che in realtà sono composti da un cast mica male (vedi lassù il poster) e anche quello in partenza fa ben sperare. 
Invece quando si arriva alla fine ci si rende conto che qualcosa non è andato per il verso giusto dato che nel mio caso ho dovuto lottare contro dei colpi di sonno anche lunghi. 
Forse che allora sono io e non il film? 

giovedì 8 gennaio 2026

LA VOCE DI OK IL PREZZO È GIUSTO SI CHIAMAVA RAFFAELLA

 Si può essere un personaggio famoso della tv anche senza mai apparire in video e non sto parlando della Gialappa's.


Infatti Raffaella Bragazzi con la sua voce impostata da speaker era colei che descriveva fuori campo i premi in palio a Ok Il Prezzo È Giusto, sia sotto la conduzione di Iva Zanicchi che di Gigi Sabani, facendosi sostituire solo in quel periodo in cui è diventata mamma. 
Purtroppo Raffaella è mancata a 67 anni.

Lutto anche nel cinema d'autore perché a 70 anni se n'è andato Béla Tarr, regista ungherese noto soprattutto per i piani sequenza in bianco e nero desolato in completo silenzio durante i quali non accade nulla, come in Sátántangó

della durata di oltre 7 ore e Il Cavallo Di Torino, film che parte dall'episodio di Nietzsche in lacrime dopo aver visto maltrattare un cavallo nella nostra città piemontese. 
Enrico Ghezzi aveva mandato in onda questa seconda pellicola

su Rai 3 durante quel famoso Fuori Orario che tante cose interessanti mi ha fatto scoprire. 
Certo non è cinema da Zalone o da Cameron questo. 
Addio Raffaella e Béla. 

AUGURI MAURO! E SCUSA IL RITARDO

 80 anni sono una bella età eh? E allora perché ho dimenticato di fare gli auguri a Mauro Pagani che li ha compiuti il 5 febbraio? Adesso il...