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venerdì 4 settembre 2026

C'È STATA UNA PRIMA VOLTA ANCHE PER I SEX PISTOLS

 Il 4 settembre del 1976 gli allora sudditi di Elisabetta II fecero un'esperienza scioccante ascoltando e vedendo per la prima volta in tv i Sex Pistols.


Questa prima messa in onda storica dei Sex Pistols in televisione non avvenne certo sulla rigorosa BBC, ma sulla rete privata locale Granada Television, tv commerciale che in seguito sarà inglobata con altre private dalla ITV (colosso come fosse la nostra Mediaset), e nota per esempio per la lunga soap-opera CORONATION STREET (quella che ispirò i Queen per il videoclip di I Want To Break Free)

e per lo show musicale di Ayshea, attrice e cantante presente nel cast di U.F.O., e anche l'unica dello staff della SHADO a portare al collo un grosso ciondolo con la sua iniziale sopra alla famosa divisa di ordinanza.

Durante lo show So It Goes, condotto da Tony Wilson (futuro fondatore della Factory Records, etichetta indipendente alla quale saranno legate band new wave piuttosto cupe tipo Joy Division, New Order e Cabaret Voltaire) la band dei Sex Pistols suonò dal vivo ANARCHY IN THE UK tre mesi prima che il singolo venisse ufficialmente pubblicato. 
L'esibizione fu un'anteprima assoluta del punk in TV, introdotta dal celebre urlo di Johnny Rotten: "Get off your arse" ("Alzate il culo"). 
La band, pensa un pò, fu poi completamente bandita dalla BBC nel maggio 1977 a causa del singolo scandaloso GOD SAVE THE QUEEN.

Ma sappiamo bene che questo non fu mai un problema per loro. 
Ormai il punk era arrivato. 
E pensare che quella volta, qualche anno prima, quando i Beatles suonarono sul tetto, i compassati gentlemen britannici conservatori pensavano di aver visto ormai il massimo della trasgressione. 

venerdì 10 luglio 2026

L'ECLISSI TOTALE DEL CUORE DI BONNIE

 Che brutto venerdì oggi. Venerdì che al cinema è stato spesso declinato come horror oppure pazzo, e che invece stavolta mi porta la notizia della morte di Bonnie Tyler, nota dalla fine degli anni Settanta per canzoni di grande successo come IT'S A HEARTACHE,


per la quale con quella sua voce roca era stata paragonata a Rod Stewart. 
Altra sua canzone famosa la si sentiva in Footlose, la cui colonna sonora comprendeva HOLDING OUT FOR A HERO,

ma soprattutto la sua voce rimane legata a TOTAL ECLIPSE OF THE HEART, canzone a dir poco maestosa del 1983 scritta da Jim Steinman nel suo classico inconfondibile stile, che girò anche il suo video, ed ebbe con quella un successo pazzesco.

Bonnie, il cui vero nome era Gaynor Hopkins e aveva anche rappresentato il Regno Unito all’Eurovision quando ancora non era lo show dell'eccesso trash, ha avuto una carriera piuttosto lunga, ma non sempre alla vetta del successo poiché per molto tempo non si era più sentito parlare di lei, ed è morta mercoledì a 75 anni in ospedale in Portogallo, dove era stata ricoverata a inizio maggio per problemi di salute e poi messa in coma farmacologico. 
Avrebbe dovuto cominciare un tour di 30 date tra Europa e Regno Unito, ma purtroppo è andata così. 
Goodbye Bonnie. 

mercoledì 10 giugno 2026

PAPERBACK WRITER: I BEATLES COLPISCONO DURO

 Il 10 giugno del 1966 veniva pubblicato il singolo dei Beatles PAPERBACK WRITER.


Ma facciamo un passo indietro a quando i ragazzi entrarono in studio nell'aprile dello stesso anno per incidere la canzone, e Paul McCartney decise di mettere da parte il suo iconico basso Höfner per impugnare un più aggressivo Rickenbacker 4001 (ma nel videoclip imbraccia l'altro), cercando di tirare fuori un suono che potesse competere con la potenza delle produzioni americane dell'epoca dato che i Beatles ne venivano dalle esperienze massacranti delle TOURNÉE negli States e l'intenzione era quella di cominciare a lavorare e sperimentare di più in studio che buttarsi ancora in simili contesti live. 
Con l'aiuto dell'ingegnere del suono Geoff Emerick che fece alcune modifiche alle apparecchiature, dribblando i rigidi protocolli degli studi EMI, il risultato fu una spinta di basse frequenze talmente potente che fu possibile solo perché ad Abbey Road era appena stata introdotta un'altra invenzione tecnologica, chiamata ATOC, che serviva proprio per evitare dei dannosi picchi di bassi che viceversa avrebbero dato dei problemi nell'incisione. 
Il brano, con il suo impatto sonoro molto più pesante rispetto al passato, è arricchito dalle classiche armonie vocali impeccabili e dall'uso di chitarre come l'Epiphone Casino e la Gibson SG, che avrebbero poi caratterizzato le sessioni di RAIN

(il lato B del 45 giri) e gran parte del successivo capolavoro Revolver che non conterrà questi due pezzi. 
Tutto ciò sotto la supervisione di George Martin che, lo sappiamo bene, quando c'era da giocare con i suoni dei Beatles non si tirava mai indietro, ma di questo ne parleremo in maniera più approfondita ad agosto, quando Revolver compirà 60 anni. 

lunedì 30 marzo 2026

UN PÒ DI NOMI (TRA MUSICA E CINEMA) CHE CI LASCIANO

 Si apre la settimana con l'addio a David Riondino, cantante, autore di canzoni, attore e scrittore, diventato famoso per le sue partecipazioni satiriche in molte trasmissioni televisive tra gli anni Ottanta e Novanta, specialmente il Maurizio Costanzo Show. Aveva 73 anni David e all’inizio degli anni Ottanta era diventata molto popolare la sua canzone MARACAIBO,


(attenzione al testo di questa scarna versione originale che cita un certo Fidel che poi sarà modificato in Miguel nella versione ufficiale prodotta da Tony Carrasco e guarnita di fiati e percussioni) scritta e cantata qui insieme a Maria Luisa "Lu" Colombo, diventata anche un cavallo di battaglia degli spettacoli di Gerry Calà grazie al film Vacanze Di Natale. 
Altra musica quella di Chip Taylor

che ci ricollega al film UNA DONNA PROMETTENTE, pellicola da vedere assolutamente il cui finale devastante fa suonare Angel Of The Morning nella cover di Juice Newton datata 1981.
Si perché quella canzone era stata scritta da Chip, il cui vero nome era James Wesley Voight ed era, come si può notarne la somiglianza dalla foto, il fratello dell'attore John, quindi anche zio di Angelina Jolie.

Canzone incisa anche dallo stesso Chip nel 1971, ma prima di lui negli anni 60 era già stata resa famosa da almeno tre versioni precedenti di cui una anche italiana da parte di RENATO DEI PROFETI

con un videoclip tratto da uno dei tanti film definiti "musicarelli" che venivano prodotti in quegli anni legati alle canzoni di successo. 
Chip se n'è andato anche lui e aveva 86 anni.
Ancora più differente la musica heavy metal di Ross "The Boss" Friedman,

chitarrista fondatore dei Manowar e ancora prima dei punk The Dictators. 
È deceduto a 74 anni affetto da sclerosi laterale amiotrofica. 
Ci lascia a 67 anni anche Jon Dee Graham, texano ed ex membro di Skunk e True Believers, band che hanno fuso il punk con il classico country.

Addio quindi David, Chip, Ross e Jon. 

 

giovedì 26 marzo 2026

GINO: LA FINE DI UNA LUNGA STORIA D'AMORE CHE SEMBRAVA SENZA FINE

 Come il titolo di quella sua meravigliosa canzone (cantata anche da Mina e da Ornella Vanoni, sua amica e anche compagna per un periodo) è finita a 91 anni la storia di Gino Paoli, cantautore della vecchia scuola genovese che adesso si ritrova tutta riunita nell'aldilà con, partendo da sinistra in senso orario, Umberto Bindi, Paoli, Fabrizio De André,Luigi Tenco,Bruno Lauzi e Vittorio DeScalzi dei New Trolls. 


Uomo magari un pò burbero il Gino, ma che ci lascia un bagaglio musicale mai passato di moda con pezzi che tuttora fanno parte della nostra storia.

SAPORE DI SALE, Il Cielo In Una Stanza, di cui è grandiosa la versione cantata da Mina, Senza Fine che, oltre ad essere anche questa una canzone che Ornella cantava, è il brano che apre NAVE FANTASMA, quel film che parte benissimo, ma che poi si perde per strada, e poi La Gatta, fino ad arrivare al suo ritorno alla vetta delle classifiche nel 1991 con QUATTRO AMICI che ospita anche Vasco Rossi sul finale.

Gino Paoli aveva sfidato la morte nel 1963 quando il cantante si sparò al petto in un momento di depressione, ma la pallottola non colpì organi vitali. 
I medici decisero di non rimuovere il proiettile perché ritenuto troppo rischioso, lasciandola incapsulata nel corpo, precisamente vicino al pericardio, ma contemporaneamente Paoli venne denunciato per possesso illegale di arma da fuoco. 
Gino ha avuto anche un periodo in politica ed era il padre dell'attrice Amanda Sandrelli. 
Prima di Paoli se n'è andato anche Louie Louie Cordero, 64 anni, attore e cantante portoricano che potete vedere nel ruolo del fidanzato di Madonna nel videoclip di BORDERLINE qui sotto.

Infine, dalla musica al cinema, è morto nel sonno per cause naturali l’attore statunitense Nicholas Brendon, noto soprattutto per il ruolo di Xander Harris, uno degli amici della protagonista che ha il volto di Sarah Michelle Gellar in Buffy L’Ammazzavampiri,

una delle serie tv più famose di fine anni 90 e primi anni 2000 tratta da un omonimo film del 1992 con tutt'altro cast che però fu un fiasco colossale. 
Aveva 54 anni.
Addio Gino, Louie Louie e Nicholas. 




martedì 24 marzo 2026

MIDGE URE - BREATHE: BASTAVA SOLO ASPETTARE IL MOMENTO GIUSTO

 Anche oggi un pò di musica qui dalle mie parti poiché ha appena compiuto trent'anni BREATHE di Midge Ure, ex Ultravox,


e quando capita di ascoltare la canzone ogni tanto alla radio, nel ritornello succede di andare dietro al cantato in falsetto perché quel pezzo adesso ce l'abbiamo dentro un pò tutti. 
Eppure alla sua uscita il 22 marzo del 1996, il brano con il videoclip qui sopra, scritto dallo stesso Midge Ure e prodotto da Richard Feldman, è stato un clamoroso flop, forse anche perché dall'ex Ultravox (e anche Visage quindi due mondi pieni di new wave elettronica) il pubblico non si aspettava una cosa così, quasi folk scozzese. 
Destino vuole che, senza il bisogno di remix o nuove versioni, una campagna pubblicitaria della Swatch abbia scelto quel brano due anni dopo la sua pubblicazione come colonna sonora del suo SPOT

(tra l'altro bellissimo, ma la qualità del video purtroppo non è granché) mandandolo in breve tempo alla numero 1 della classifica italiana e austriaca, compreso l'album in cui era contenuto. 
L'unica modifica è stata la realizzazione di un NUOVO VIDEO MUSICALE rifatto nello stile dello spot Swatch con anche qualche product placement abilmente inserito.

È proprio il caso di dire che era solo "questione di tempo"... 

venerdì 13 marzo 2026

FRANCO BATTIATO: IL LUNGO VIAGGIO (NON COSÌ LUNGO, FORSE)

 Come era accaduto per TRON: ARES, sul web si è scatenata una marea di critiche anche per Il Lungo Viaggio,


il film per breve tempo al cinema e poi trasmesso di recente da Rai1, che racconta la vita di Franco Battiato dall'infanzia in Sicilia (quando si rompe quel naso che sarà il suo tratto distintivo) fino a La Cura. 
Brano che torna più volte durante la visione a sottolineare momenti particolarmente intensi e anzi i suoi suoni si sentono già in apertura nella sequenza onirica sull'Etna innevato

e che torna anch'essa più volte. 
A parte la bravura di Dario Aita che interpreta Franco in maniera impeccabile nei movimenti e nella parlata identica, cantando anche tutte le canzoni contenute nel film che sono state risuonate ex-novo, compresi i videoclip rifatti identici, nella storia raccontata e che rimane dentro alle due ore, io ci ho trovato tutto quello che di fondamentale doveva esserci, 

cioè il periodo milanese della musica d'avanguardia sperimentale dopo un precedente passaggio nella musica leggera che però viene saltato e solo citato (in effetti non era così necessario per la narrazione). 
Periodo però che non portava nessun guadagno, anzi sui giornali dell'epoca fioccavano le recensioni negative sulle performances live elettroniche di Franco e i musicisti che lo accompagnavano. 
Particolare questo che non viene citato, ma era successo davvero di essere definito buffone. 
Per certi versi parevano le sperimentazioni sonore di Albanese nel suo ULTIMO FILM
Tuttavia uno di quei brani cervellotici dal mood particolarmente inquietante diventerà la sigla di TG2 DOSSIER,

ma anche questo nel film non viene detto. 
Ma siccome Battiato deve anche mangiare almeno ogni tanto, ad un certo punto decide di trarre profitto dalla musica e riesce a strappare un contratto con la EMI. 
Nasce così, incontrando Giusto Pio, L'ERA DEL CINGHIALE BIANCO con quel velocissimo solo di violino che nel 1979 farà alzare il sopracciglio agli ascoltatori delle radio,

grazie anche al testo che non parla di sole, cuore e amore, ma di alberghi a Tunisi, studenti di Damasco e sigarette turche. 
Il successivo Patriots però, specialmente per le vendite, non convince la casa discografica che invece preme per avere un disco da piazzare in classifica (d'altronde è quello il lavoro delle majors). 
Ed è a questo punto che Battiato lancia una nuova sfida, cioè va bene fare un disco da classifica, ma sarà senza filler inutili, cioè senza brani messi lì solo per allungare il minutaggio. 
Quando la EMI si vede proporre un disco contenente solo sette canzoni per un totale di 31 minuti scarsi, non esita ad esprimere i suoi dubbi su chi comprerà un album così breve, ma a pensarci bene è meglio un prodotto perfetto, ma essenziale oppure un'ora riempita con cose inutili?

Le vendite diedero ragione a Franco e LA VOCE DEL PADRONE rimane il suo capolavoro con tutte, ma proprio tutte e sette le canzoni passatissime in tutte le radio. 
Da lì a scrivere canzoni anche per altri cantanti il passo sarà breve e infatti Alice vincerà il Festival di Sanremo con PER ELISA scritta da lei con Battiato e Pio

e che porterà entrambi (Franco e Alice) all'Eurofestival, quello che poi diventerà l'Eurovision Song Contest (altro episodio che non si vede). 
Cosa che farà leggermente irritare la conterranea Giuni Russo che stava aspettando da un pò una canzone da Franco, e scena che qualcuno ha erroneamente creduto mostrasse una rivalità tra le due cantanti. 
In realtà non era mai stato così e per lei da Franco arriverà UN'ESTATE AL MARE che sarà un grande successo anche in discoteca.

Ma Giuni allora si trovava sotto l'ala protettiva di Caterina Caselli con la quale (apro un'altra parentesi che non c'è nel film) invece nacquero presto i veri dissapori poiché Caterina insisteva per tenere Giuni su un registro leggero, canzonettaro, mentre lei, che aveva doti vocali pazzesche, avrebbe preferito poter mostrare di più le sue capacità. 
Nel film si salta anche il periodo successivo de L'Arca Di Noè, disco in effetti meno di successo rispetto all'imbattibile precedente per cui comprendo la scelta di passare oltre, ma nel mio caso personale quel tour (altra ulteriore parentesi) fu anche il mio primo incontro live con Battiato che si portava dietro anche Alberto Radius alla chitarra e tutto il Coro dei Madrigalisti. 
Quindi per me non c'è nessuna critica negativa sul film se non una nota tecnica per l'effetto speciale leggermente scrauso che lo mostra sul palco dell'Arena di Verona dove si nota benissimo che il pubblico, anche se opportunamente sfocato, è posticcio e, specialmente in un'inquadratura, guarda da tutt'altra parte e applaude così a caso. 
Ma è una piccolezza rispetto alle due ore che questo film mi ha fatto passare tra i ricordi. Ma ai soliti mai contenti tutto questo non è bastato e allora giù critiche sui social e sul web. 
Che poi, se diventava un film di tre ore, magari gli stessi sarebbero stati lì a dire che era un mattone troppo lungo e che noia, che barba... 
De gustibus... 
E se non l'avete visto consiglio ancheIL CORAGGIO DI ESSERE FRANCO, un bel documentario sempre su di lui che, come scrissi in quel post, per me è stato "un amico con cui ho passato durante gli anni 80 una Summer On A Solitary Beach, cercando quel Centro Di Gravità Permanente, e volando via, grazie ad un Sentimiento Nuevo, come Gli Uccelli, per infine alzare Bandiera Bianca avendo trovato finalmente Segnali Di Vita al carnevale estivo sopra i carri in maschera dove stanno suonando Cuccurruccuccù" (la sintesi del suo disco di maggior successo).

sabato 10 gennaio 2026

THE GOOD AND THE BAD... IN MUSICA

 Oggi tra le novità musicali, ma ancora uscite verso la fine dello scorso anno, propongo WHERE IS MY HUSBAND? di Raye


che non è un trio come potrebbe apparire dal videoclip, ma una singola artista britannica fatta e finita che canta e rappa alla velocità della luce in una canzone che si porta dietro echi soul e r'n'b aggiornati ai giorni nostri. 
E in mezzo a tanta roba mediocre che salta fuori dalle radio, ogni tanto fa piacere trovare cose così. 
Come contraltare invece mi è capitato di sentire LA CURA PER ME, la canzone che Giorgia aveva portato all'ultimo Sanremo, cantata dal suo autore Blanco con un effetto da orticaria per non dire peggio (si vede che dovevo pagare pegno), ma c'è rimasta a tratti anche la Todrani a cercare di riparare lo scempio.

Bah!!! 

sabato 1 novembre 2025

STRASCICHI DI HALLOWEEN IN MUSICA

 E anche sto Halloween ce lo semo tolti dalle... più o meno come si diceva in un famoso film italiano.


Rimane però la nostra amata musica del sabato dove oggi di scena, sempre sul tema horror, c'è Lady Gaga con THE DEAD DANCE, pezzo già ascoltato alla fine dell'estate in un episodio della seconda stagione di Mercoledì in quel delizioso balletto di cui ho parlato QUI
Molto diverso il videoclip originale della Germanotta in bianco e nero dove si presenta con un look a metà tra zombie e bambola diabolica. 
Sarà anche per colpa di Mercoledì che mi è piaciuta un sacco (e ovviamente confido che nella terza stagione si risolva il "problemino" di Enid), ma quando parte io la alzo a palla. 
Di tutt'altro genere invece una canzone che proprio ieri ha festeggiato i suoi 50 anni senza dimostrarli anche grazie ad una qualità eccelsa nella registrazione fatta nel 1975 e qualità che si sente in tutto l'album A Night At The Opera dei Queen.

Ovviamente sto parlando di BOHEMIAN RHAPSODY, un singolo dalla durata oversize che all'epoca aveva preoccupato non poco la EMI che temeva, per tale minutaggio, di non sentire passato in radio il brano. 
Paura assolutamente infondata perché sappiamo ormai tutti com'è andata (anche nel CINEMA) e va tuttora quando una radio lo trasmette.

Canzone rock/operistica dove le voci dei tre Queen (perché John Deacon non cantava nei dischi nonostante Wikipedia dica il contrario) venivano sovraincise, moltiplicate fino a sembrare un coro di (si dice così a spanne) 180 elementi. 
Ed ora tutti in macchina a fare headbanging!!! 

sabato 11 ottobre 2025

GIORGIA, MOGOL, COMA_COSE E... PERVERSIONI BIZZARRE

 L'estate ormai passata, fra le tante canzoni che aveva portato e di cui avevo PARLATO come tormentoni, si è fregiata anche di L'UNICA di Giorgia che al primo ascolto avevo pensato fosse stata scritta dai Coma_Cose, adesso agli onori delle cronache per la loro separazione dopo solo un anno di matrimonio.


Invece, nonostante per le prime strofe assomigli alla Cuoricini sanremese della coppia scoppiata, dietro c'è tutt'altra gente, e Giorgia ha dimostrato ancora una volta che, al contrario di quanto ha dichiarato Mogol, non è sempre così uguale a sé stessa, anzi, ricordo ancora con piacere, tipo quasi una decina di anni, fa l'arrangiamento dance di CREDO

che mi faceva alzare a palla il volume in macchina e infatti la tengo ancora in una playlist tutta matta dove ci ho messo dentro dai BOSTON a SYLVIE VARTAN(!!!), giuro. 
Tutt'altro rispetto a Come Saprei, eh Giulio (Rapetti)? 
A far da contraltare a Giorgia, ma rimanendo con i ritmi dance, aggiungo nel post di oggi una canzone del 1985 che compirà i suoi 40 anni il prossimo novembre e il cui videoclip iniziava esattamente come se fosse il sequel della hit precedente, ovvero Take On Me. Sto parlando degli A-ha, infatti, e di THE SUN ALWAYS SHINES ON T.V.,

correlata anch'essa da un video bellissimo diretto da Steve Barron, regista ben noto nell'industria musicale, ma anche al cinema con quel suo ELECTRIC DREAMS molto carino, ma che purtroppo sente tutto il peso degli anni che ha (40).
Video per certi versi leggermente meno d'effetto del precedente che sfruttava animazione rotoscopica ed effetti speciali, e che porta il trio norvegese (che qui appare come quintetto con aggiunti un bassista e un batterista) a suonare in una cattedrale accompagnato da un'orchestra, per la gioia degli agalmatofili, interamente composta da manichini che imbracciano strumenti e "urlano" gli "aaaah" dei cori,

così come sono dei manichini anche gli spettatori. 
L'effetto complessivo è veramente bello a vedersi e cos'è l'agalmatofilia magari ve lo spiego un'altra volta😜. 
Buon sabatoooo!!!

sabato 6 settembre 2025

NOTTI DI SETTEMBRE DAL GUSTO GOTH... QUASI

 Grazie ad una funzione del mio cellulare che non credevo potesse funzionare davvero, ho ritrovato una canzone che mi girava in testa e che mi portava indietro con la mente agli anni 70.


No, le due tipe bizzarre per ora non c'entrano (ma poco più avanti si), e canzone della quale ricordavo solo che diceva September facendo rima con Remember, come in tanti altri brani che mi uscivano fuori cercando con Google, tipo quello degli Earth Wind & Fire oppure di Neil Diamond o anche i Green Day.


Grazie a quella funzione che non è Shazam e per cui basta canticchiare la melodia della canzone (con un minimo di intonazione, eh), il mio fido e intelligentissimo cellulare (d'altronde "smartphone" significa proprio questo) ha riconosciuto NIGHTS OF SEPTEMBER di Edward Cliff ed ora me la sto riascoltando con grande piacere in questo primo sabato mattina di settembre dopo la sua relativa notte settembrina, appunto come la canzone. 
Chi era Edward Cliff? 
Beh intanto il suo vero nome era Jean Carlo,

un cantante brasiliano non vedente dalla voce simile a Demis Roussos e con una discografia non esattamente nutrita, ma questa canzone, forse l'unica di successo da noi, per me rimane bellissima. 
Parlando invece del 6 settembre, e in particolare quello del 1985, dai cultori del brit pop tale data è ricordata come il giorno in cui nella trasmissione televisiva britannica Bliss TV dove passava il top della new wave di allora, furono ospiti le Strawberry Switchblade

ovvero un duo femminile scozzese (quello della foto in apertura) dal look goth, ma presentandosi nel programma con un sound decisamente pop come dimostra JOLENE, la canzone che eseguirono che era la cover di un famoso successo di Dolly Parton messa anche da Beyoncé nel suo ULTIMO ALBUM
Come si può ben vedere dal video (di pessima qualità VHS) preso da quel programma tv, le due belle figliole, pur presentandosi con un look che stava tra Siouxsie e Lene Lovich come tante frequentatrici della discoteca dove mixavo all'epoca e che davano quella giusta nota di colore dark, parevano più che altro una ennesima clonazione di Cyndi Lauper, anche un po' per il balletto eseguito nel video.

Tanto per ascoltare meglio la canzone, metto anche il VIDEOCLIP ORIGINALE rimasterizzato che ha un audio decisamente migliore, pur rimanendo un brano molto leggerino. 
A dirla tutta però il vero unico grande successo delle Strawberry Switchblade (all'inizio aiutate da una collaborazione con Roddy Frame degli Aztec Camera) era stato quello di poco precedente ovvero la ancora più poppissima SINCE YESTERDAY

dove entrambe nel video sembrano anticipare quelle gothic lolita giapponesi che arriveranno negli anni 2000 pure con un paio di film come KAMIKAZE GIRLSGOTHIC & LOLITA PSYCHO di cui ho già parlato e che consiglio entrambi. 
Eh, ma qui erano appunto quegli anni 80 (che rimangono favolosi per me) che erano fatti così, con quella continua ricerca dell'immagine e infatti nel programma, tra i vari Depeche Mode, Propaganda, Cult eccetera, passavano in particolare con grande riscontro personaggi vacui come i SIGUE SIGUE SPUTNIK,

cioè tutto look e e poca sostanza nonostante fossero una produzione di Giorgio Moroder (notare nel video anche la citazione di ARANCIA MECCANICA). 
E adesso chissà? 
Magari, in particolare la prima canzone del post (ma anche le altre, perché no?) qualche ricordo riesce a rispolverarlo anche a chi sta leggendo come ha fatto con me? 

sabato 19 luglio 2025

TRE GRAZIE IN MUSICA

 Almeno tre canzoni stanno marchiando la mia estate e non sono quelle proposte nei vari Battiti Live, Tim Music Awards ed altri eventi simil Festivalbar che esistono proprio per non mandare in crisi di astinenza chi ha sempre collegato l'estate con la musica in tv.


Sono tre le grazie femminili internazionali (e non fatemi adesso la battuta di Grazia, Graziella e...) di cui un paio dalle voci molto simili e tutte e tre giovani e belle cantanti che sanno porsi in maniera sexy e accattivante, ma che, lo ripeto, sono pure brave e non solo belle, di cui la prima qui sopra è Miley Cyrus che anni fa ci aveva lasciati esterrefatti con la mascella a penzoloni

quando l'abbiamo vista seduta "nature" su una palla da demolizione a leccare mazze, ed ora l'ex star della Disney torna con END OF THE WORLD, dove continua la sua opera di seduzione in audio e video (una vera e propria missione la sua) con una voce che ultimamente mi ricorda anche STEVIE NICKS per la quale, lo sapete, ho un debole.

Anche Sabrina Carpenter il suo sporco lavoro (ma qualcuno deve pur farlo) di seduzione lo fa con MANCHILD, dove lei è pure bellissima, ma anche parecchio ironica, il che non guasta mai. 
Per finire ecco Chappell Roan tornata con un nuovo singolo dal titolo PINK PONY CLUB dove anche lei gioca a fare la sexy in stile country come Beyoncé ci ha mostrato nel suo ULTIMO ALBUM, ma lo fa con quella sua voce dal colore quasi lirico per cui risulta di molto diversa dalle sue due colleghe.

Musica questa certamente molto leggera, ma perfetta per passare l'estate che per i brani concettuali c'è sempre tempo (così, tanto per dire, due settimane fa proprio qui si parlava dei PINK FLOYD VS. RITA PAVONE). 
Ed è tutto per oggi da questa galassia lontana lontana... a voi studio e... buon weekend!

giovedì 10 luglio 2025

MADONNA, LA REGINA DEL POP A NUDO

 Ci sono passate in tante, poco o per nulla vestite davanti ai fotografi all'inizio della carriera, mentre alcune come la nostra Sandra Milo avevano posato anche in non più giovane età giusto per dimostrare che belle lo si è sempre.

E alla regola non era sfuggita neppure Madonna nel 1979 quando, ancora sconosciuta, aveva fatto un servizio fotografico nuda. 
Fatto sta che nel 1985 Playboy aveva poi a sorpresa pubblicato quelle sue vecchie foto giocando sul testo di Like A Virgin con la frase "for the very first time". 
Ma la nostra amica, che in quegli anni stava cavalcando il suo successo alla grande, aveva sorpreso tutti dichiarando sul New York Post 

che non se ne vergognava e anzi, da lì a qualche anno dopo sarebbero arrivati anche quei suoi dischi come JUSTIFY MY LOVE,

ovvero erotismo schietto allo stato puro, e HUMAN NATURE con videoclip dal gusto BDSM, come a confermare che tutto faceva parte del SUO gioco e a guidarlo era stata sempre lei.

Altro che ragazzina in mano ai manager e vittima dei media. 
Anche per questo, senza ombra di dubbi, Madonna è sempre la regina del pop al di sopra di tante altre pretendenti al titolo. 

venerdì 2 maggio 2025

LA GATTA SUL TETTO CHE SCOTTA (E DINTORNI)

 La Gatta Sul Tetto Che Scotta, famoso film con Paul Newman ed Elizabeth Taylor,


in origine era stato concepito per essere girato in bianco e nero, ma poi venne scelto il colore dato che c'erano quelle due star dagli occhi così caratteristici: azzurrissimi quelli di Paul e di un raro viola per Liz. 
Fascino indiscusso delle star di un tempo, tant'è che le due versioni per la tv girate successivamente non ebbero lo stesso successo del film diretto da Richard Brooks, nonostante quella del 1976 avesse nel cast, oltre a Robert Wagner e Natalie Wood, quel pezzo da 90 di Sir Laurence Olivier, e quella del 1985 invece fosse interpretata da Tommy Lee Jones e Jessica Lange. Tuttavia quest'ultimo remake manteneva più fedeltà all'opera originale del drammaturgo Tennessee Williams dove si parlava della presunta omosessualità del protagonista maschile (cosa completamente censurata nella versione con Paul Newman). 
Anche Gorgia, presente anche lei ieri al CONCERTONE, ha fatto nel 2004 un omaggio musicale al titolo di questo film con il singolo LA GATTA (SUL TETTO), ma solo al titolo poiché nel videoclip invece appare più come una Catwoman stile Michelle Pfeiffer e viene introdotta da un presentatore molto speciale che i tifosi del calcio dovrebbero conoscere molto bene.

Tornando invece al punto di partenza del post di oggi, questo film capita qui dalle mie parti in questo giorno proprio perché l'opera teatrale originale faceva vincere il premio Pulitzer a Tennessee Williams nel lontano 2 maggio del 1955, riconoscimento tra l'altro già ricevuto in precedenza per Un Tram Che Si Chiama Desiderio che verrà poi trasposto in film con protagonista Marlon Brando, giusto per rimanere in tema di nomi colossali del mondo del cinema. 
Piccola curiosità in chiusura che riguarda quest'ultimo film con Marlon Brando dove ancora il sottotesto omosessuale veniva omesso, è che uno spezzone audio è stato utilizzato da Luciano Ligabue nella breve introduzione del suo terzo singolo MARLON BRANDO È SEMPRE LUI dove si sente l'attore (nel doppiaggio italiano d'epoca) gridare "Hey Stella!!!".

Questo perché il rocker emiliano ha sempre avuto la passione del cinema e lo dimostrerà in seguito con due film, uno bellissimo e L'ALTRO pessimo. 

mercoledì 23 aprile 2025

ME AT THE ZOO: IL PRIMO VIDEOCLIP DELLA STORIA ORMAI VENTENNALE DEL "TUBO"

 Se tornate con la mente al 14 febbraio di quest'anno, oltre ad essere stato il giorno degli innamorati, ricorderete che è stato anche il ventesimo COMPLEANNO di YouTube, ma questo inteso come fondazione della piattaforma, mentre per il suo lancio vero e proprio nel web con il primo account registrato e il caricamento del primo video in assoluto, invece si va alle ore 20:27 del 23 aprile successivo, come appunto la data odierna, e primo video che non era ancora un videoclip musicale di VEVO o un trailer o quant'altro, ma una semplice ripresa amatoriale dal titolo ME AT THE ZOO.


La qualità era ancora bassa e il caricamento lento con quei modem antidiluviani che facevano certi rumori bizzarri per connettersi e più stavi collegato più pagavi che non c'erano ancora i piani flat. 
Tutto ciò ormai con la fibra ultraveloce che utilizziamo tutti pare ovviamente obsoleto e sicuramente se un ragazzo di vent'anni sta leggendo queste righe difficilmente avrà provato tale esperienza persino frustrante quando il video "bufferava" per caricarsi.

Il ragazzo nel video, se per caso ve lo state chiedendo, è Jawed Karim, co-fondatore di YouTube e responsabile dei sistemi di sicurezza riguardanti la piattaforma. 
Rimane invece QUESTO il video più visto di questi vent'anni.

Forse per l'usanza ormai comune di molti genitori di "parcheggiare" i bambini davanti ad un display per non farsi rompere le balle in situazioni tipo al ristorante o un viaggio in aereo, esperienza mia quest'ultima recentissima con una bambina di circa tre anni dietro al mio sedile che, oltre a saltare continuamente scrollando il mio schienale mentre cercavo di dormire, guardava qualcosa di diabolico sul telefonino che emetteva tutta una serie di WHEEEE, BOOM, KAPOW, CRASH, cioè un vero incubo per me, e nel frattempo i genitori muti. Ok, sono i pro e i contro della tecnologia in crescita, ma tutto dipende da come la utilizziamo (in questo caso serve chiaramente un corso ai genitori, quei genitori), anche nel caso dell'intelligenza artificiale così additata come una cosa demoniaca da crocifiggere, mentre non sarebbe il caso di preoccuparsi così tanto perché finché avremo noi umani l'ultima parola, tutto andrà bene... finché...

sabato 5 aprile 2025

SE CI SONO TROPPE BRUTTE NOTIZIE AL FEMMINILE, IO RIBATTO SEMPRE AL FEMMINILE CON BELLA MUSICA

 Durante questa settimana abbiamo dovuto ricevere ancora tristi notizie di femminicidi, il che mi fa domandare se davvero chi li commette ormai pensa di farla franca con tutti i mezzi che adesso abbiamo a disposizione per sgamare i colpevoli, e cosa, quella degli ultimi ritrovati scientifici e tecnologici, che sta facendo rimettere in gioco anche delitti ormai decennali.


Ma lasciamo questo lavoro a chi di dovere e in questo sabato musicale oggi mi allontano dalla facile commercialità per rimanere però a tema tutto femminile (che non serve sicuramente a nulla a fronte della cronaca nera, ma oggi mi andava così) con Aurora la cui canzone del 2016 THROUGH THE EYES OF A CHILD la si può ascoltare durante Adolescence, la miniserie di Netflix che tanto sta facendo parlare di sé per il tema di attualità da una parte (femminicidio anche qui addirittura in ambito scolastico come sentito proprio di recente ai TG) e per il modo tecnico con cui è realizzata dall'altra, e alla quale dedicherò presto un post.

Dalla radio e dal 2019 invece mi è arrivata questa avventura onirica di Grimes (come lo è anche il videoclip) ascoltata durante Il Volo Del Mattino con Fabio Volo su Radio Deejay e intitolata SO HEAVY I FELL THROUGH THE EARTH che mi ha raggiunto in replica notturna mentre guidavo, perciò ancora più onirica. 
Concludo sempre al femminile, ma andando molti anni più indietro nel tempo, precisamente nel 1970, come se avessi una DeLorean equipaggiata con il flusso catalizzatore, con Dusty Springfield e la sua super raffinata SPOOKY,

ascoltata anche questa di recente, ma non ricordo in quale frangente. 
Poco importa però. 
Buon weekend. 

sabato 22 febbraio 2025

SONO SOLO CANZONETTE - EDOARDO BENNATO: IL FILM CON TANTA A.I., MA USATA BENE

 Me lo sono goduto davvero questo film documentario dal titolo Sono Solo Canzonette - Edoardo Bennato e diretto da Stefano Salvati, uno che con la musica ha sempre avuto molto a che fare in quanto regista di moltissimi videoclip e, purtroppo per lui, anche di quel JOLLY BLU che gode di una pessima fama.


Per questo lo metto oggi nel sabato che di solito dedico alla musica perché infatti nel film se ne sente eccome. 
Qui infatti si racconta il cantautore Edoardo Bennato grazie anche ai contributi tipo di Max Pezzali, Jovanotti, Ligabue, Mogol, Paolo Conte, Dori Ghezzi, Marco Giallini, Carlo Conti, Leonardo Pieraccioni (per il quale ha scritto la colonna sonora di Il Principe E Il Pirata) da una parte, e dall'altra tanti altri, amici, parenti e collaboratori che lo hanno accompagnato durante la sua lunga carriera fin dagli esordi.

Quegli esordi che lo vedevano bambino insieme ai suoi due fratelli Eugenio e Giorgio (che È MANCATO poco più di un anno fa) esibirsi in trio. 
E qui entra in gioco l'A.I. che prende vecchie foto d'epoca come quella qui sopra e le anima come fossero dei filmati con un risultato abbastanza credibile, ma che non inganna troppo. 
Cosa che sopperisce alla mancanza di vero materiale video, e magari sarebbe stato utile anche a Pierluigi Zaia per migliorare quel DOCUMENTARIO SUI ROCKETS, che dopo che lo hai visto ti lascia un senso di incompiuto. 
Anzi prendi esempio da Stefano come si fa un documentario musicale, caro Pier.

Con l'intelligenza artificiale qui vengono ricreati artificialmente anche momenti live del Bennato dei primi anni 70 forse però esagerando un po' con quel pubblico posticcio che sembra uscito da Woodstock, mentre QUESTO SOPRA della durata di un'ora invece è vero, del 1979, preso dalla Tv Svizzera e non utilizzato nel film. 
Anzi qualcuno ha criticato il film proprio perché da nessuna parte c'era un avviso che dicesse che l'A.I. sarebbe intervenuta con un uso così massiccio.
Certo però che se nel 2025 non ti accorgi del trucchetto così evidente allora qualche problema c'è e non sta nel film.


La parte del leone nel racconto la fanno i due più famosi concept album cioè Burattino Senza Fili e Sono Solo Canzonette, tralasciando invece il terzo dell'ideale trilogia È Arrivato Un Bastimento ispirato alla fiaba del Pifferaio Di Hamelin che non fu un flop, ma quasi, e viene appena accennato. 
Vero flop invece era stato NON FARTI CADERE LE BRACCIA, il suo primissimo LP quando venne pubblicato nel 1973 con la famosa copertina del fiammifero,

al punto che il discografico che aveva Edoardo sotto di lui gli disse che forse non era il suo mestiere. 
Parole che il tizio dovette rimangiarsi quando vide poi Bennato riempire gli stadi nel 1980 come solo le rockstar internazionali riuscivano a fare, e di conseguenza anche quel primo disco sarà rivalutato pienamente anche se era ancora un lavoro molto melodico, lontano dalle invettive tipo quelle di MENO MALE CHE ADESSO NON C'È NERONE e Salviamo Il Salvabile.

Dal primo album Edoardo recupererà Un Giorno Credi per rimetterla anche nel suo secondo I Buoni E I Cattivi, temendo di averla perduta visto lo scarso successo di vendite, ma il tempo dirà il contrario. 
Ed è ancora in forma Edoardo dato che l'ho visto in concerto pochi anni fa iniziare lo show sempre con chitarra, tamburello a pedale, armonica e kazoo, per continuare poi con un'ottima band, e posso dire a quelli che hanno detto che a Sanremo era senza voce, che si sbagliano e non lo hanno capito.
Anzi, rimane lui uno dei migliori sulla piazza anche se i suoi dischi nuovi non hanno più quella forza che scaturiva dai solchi di La Torre Di Babele, quello che contiene Cantautore e Venderò (tutti titoli presenti nel live lassù in alto), disco che lui da solo nel 1976 era stato già una vera rivoluzione. 
L'anno dopo sarebbe arrivato l'album su Pinocchio e... Boom! 

CANTA APPRESS' A NUJE Edo, e per noi non sono solo canzonette le tue. 

domenica 16 febbraio 2025

AUGURI A YOUTUBE

 Lo scorso venerdì, oltre ad essere stato San Valentino per tutti gli innamorati e anche la serata delle cover al Festival Di Sanremo, è stato anche il ventesimo compleanno della piattaforma YouTube fondata il 14 febbraio del 2005 in California.


Per noi che l'abbiamo vista nascere era stato senza dubbio un evento fondamentale, mentre per i ragazzi di adesso è un semplice dato di fatto che esista come tutte le altre piattaforme dove posti video di tutti i tipi. 
Oggi quindi voglio ripescare un mio vecchio post nel quale raccontavo il mio primo approccio con YouTube e contemporaneamente domandavo a chi stesse leggendo se, per caso, ricordava il primo video cliccato (e la domanda vale anche oggi), ed eccolo qui riportato integrale: 

mercoledì 18 novembre 2020

YOUTUBE: PRIMO CONTATTO

 Il titolo del post è chiaramente una parafrasi di UNO DEI FILM della serie di Star Trek che preferisco, tanto per mantenere l'ambiente cinematografico. Ma, così per curiosità, se qualcuno formulasse la domanda "Qual è il primo video che hai cercato su Youtube?" sappiamo tutti rispondere o ormai è un ricordo sepolto sotto tonnellate di bytes?


Personalmente posso dire di ricordare benissimo che, a dispetto della mia passione per PINK FLOYD, Queen & Co., il primo video che ho visto sul Tubo è OOPS I DID IT AGAIN di Britney Spears,
perché mi piaceva un sacco anche quella canzone (sono musicalmente onnivoro, l'ho già ribadito più volte) e pure lei in quel videoclip era particolarmente bella, che non guasta assolutamente, anzi. Poi l'ambientazione chiaramente ispirata a BARBARELLA con un tocco di METROPOLIS, due film che adoro, e Mission To Mars, nonché la citazione di Titanic, non poteva che farmelo piacere ancora di più. Da notare anche che in quest' edizione di Tale E Quale Show, tra tanti "mascheroni" imbarazzanti, Britney è stata impersonata visivamente identica (un po'meno vocalmente) da Carolina Rey, ma coi tacchi invece che con le sneakers nere, proprio con QUESTA CANZONE.

Ad onor del vero, Paola Cortellesi la sapeva imitare molto meglio a MAI DIRE GOL:

Ma, clonazioni a parte... Se vi fa piacere, e se ve lo ricordate, sarei quindi curioso di conoscere il primo approccio su Youtube di chi sta leggendo qui. E via di ricordi...


venerdì 6 dicembre 2024

LA STORIA INFINITA (UNO DEI TANTI FILM CHE FANNO NATALE)

 Siamo in vista di Natale ed un film che passa quasi regolarmente sulle reti tv sotto le feste, usciva appunto nelle sale italiane il 6 dicembre del 1984.


Sto parlando di La Storia Infinita, film tratto dal libro di Michael Ende che invece negli Stati Uniti era già stato visto dal 20 luglio, mentre noi per il momento potevamo solo ballare la canzone in discoteca, ma ancora prima, nell'aprile dello stesso anno il film era stato proiettato in anteprima in Germania poiché è una produzione tedesca nonostante il cast comprenda attori americani tra i quali Gerald McRaney della serie tv Simon & Simon

(quello col cappello). 
L'edizione poi uscita negli USA (che è quella arrivata anche da noi) aveva avuto una nuova colonna sonora dove a quelle di Klaus Doldinger erano state aggiunte le musiche di Giorgio Moroder con quella famosa CANZONE cantata da Limahl

(qui montata sulle immagini del film in HD), mentre l'originale aveva solo la classica musica da colonna sonora che comunque è già bella di suo. 
Del film non potevo non averne GIÀ PARLATO in passato e trovate al link del post passato anche il videoclip originale di Limahl dove sfoggia quel famoso hairstyle imbarazzante. 
Quelle altre occasioni in cui ho scritto del film erano tipo per sapere, dopo il grande successo, che fine avesse fatto NOAH HATHAWAY cioè Atreyu

(scoprendo poi solo di recente che aveva già debuttato a sei anni in Battlestar Galactica nel ruolo del piccolo Boxey), oppure la bellissima TAMI STRONACH ovvero la Principessa Bambina, per cui, per non ripetermi troppo, ho messo tutti i link ai capitoli precedenti (come fossero dei miei prequel, ecco😁). 
Capitoli successivi che invece preferisco evitare nel senso dei sequel del film, dato che per me (e sono fermamente convinto di aver ragione) rimane unico solo il primo del 1984... Che anno fantastico quello!!! 

sabato 9 novembre 2024

MEGHAN TRAINOR - TIMELESS: CURVE PERICOLOSE NELLO SPAZIO

 Per la musica del sabato, oggi propongo l'album di Meghan Trainor uscito lo scorso marzo dal titolo Timeless.



Disco che, a mio parere, vale la pena di guardare appunto sia davanti che dietro, e anche, volendo, nella versione deluxe.

Qui la nostra bionda amica curvy pare aver perso qualcosina in fatto di peso (è così infatti) e, per un attimo, apparentemente anche in fatto di verve perché in apertura del disco non ho sentito quella spensieratezza di canzoni yeye sue del passato tipo Made You Look e All About That Bass. 
La ragazza sembra essersi diretta in parte verso la tendenza delle "bitches" (nel senso buono) contaminando le sue canzoni di r'n'b e hip hop, che comunque tutto sommato non guastano.


Questo lo si sente appunto in apertura con TO THE MOON dal videoclip fantascientifico dove Meghan appare in formissima con diversi outfit e con diversi ospiti tra i quali suo marito, suo figlio e l'attrice comica Niecy Nash pure lei curvy e in outfit notevole.
La canzone era già stata messa in versione strumentale in coda al precedente video di BEEN LIKE THIS

(mentre scorrevano i titoli di coda come in un film), dove è ospite TPain che forse lo si può notare fra uno schiaffetto e l'altro sui fondoschiena. 
In WHOOPS, il terzo singolo estratto, invece c'è solo lei in scena moltiplicata a fare la bad girl spaccatutto.

Alla fine dell'ascolto quindi mi sono accorto che quello smarrimento iniziale per fortuna era solo un'impressione perché subito in ogni canzone ci ritrovo sempre quella Meghan che conosco, quella dai ritmi vintage e quindi capisco che nel suo caso si tratta di evoluzione, di apertura verso altri mondi la sua, e ci sta benissimo, ma dico anche "basta perdere peso eh..." che anche in questo senso ci sta benissimo così la Meghan. 

C'È STATA UNA PRIMA VOLTA ANCHE PER I SEX PISTOLS

 Il 4 settembre del 1976 gli allora sudditi di Elisabetta II fecero un'esperienza scioccante ascoltando e vedendo per la prima volta in ...