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giovedì 10 settembre 2026

AMORI & INCANTESIMI 2: MAGICAMENTE SEQUEL

 Ci sono legami che nemmeno il tempo può spezzare.


Questo, e altri slogan come quello in foto, sono quanto ci dicono tante presentazioni lanciate per l'arrivo di Amori & incantesimi 2, da oggi al cinema. 
È questo infatti il sequel di un famoso film del 1998 diretto da Griffin Dunne (era la prima vittima del lupo mannaro di John Landis), tratto dal romanzo Il Giardino Delle Magie di Alice Hoffman dove protagoniste sono Sally (Sandra Bullock) e Gillian Owens (Nicole Kidman), due sorelle rimaste orfane e cresciute da due zie con il volto di Stockard Channing, la Rizzo di Grease, e Dianne Wiest. 
Faccio un piccolo ripasso del primo film dove la loro famiglia in cui alberga la magia da streghe, è gravata da una maledizione secolare per cui ogni uomo che si innamora di una donna della famiglia è destinato a morire prematuramente. 
Sally vorrebbe una vita normale e senza magia, mentre Gillian è più ribelle. 
Per via di alcune situazioni allora partiva una catena di eventi soprannaturali e misteriosi. 
Magia richiamata nel sequel diretto da Susanne Bier, e tratto ancora da un altro libro successivo della Hoffman, perché pare che quella maledizione sia tuttora attiva, e, in un certo senso, magia anche in scena soprattutto per fare in modo che adesso le due protagoniste abbiano un aspetto "naturale" nonostante entrambe siano state ritoccate abbastanza pesantemente dalla chirurgia plastica.

Si conferma così ancora una volta il trend nostalgico di ripescare vecchi titoli per dargli un seguito come è successo con IL DIAVOLO VESTE PRADA dove erano passati vent'anni dall'originale, mentre qui sono quasi trenta. 
Ma se ne vale la pena, ci può stare. 

mercoledì 9 settembre 2026

MAMMA, MAMMA, C'È ELVIS PRESLEY IN TV! (PARTE SECONDA)

 Della prima folgorante apparizione di Elvis Presley in tv ne avevo parlato TEMPO FA.


Ma quella SUCCESSIVA avvenuta all'Ed Sullivan Show il 9 settembre del 1956 è considerata uno dei momenti più importanti della storia della televisione e del rock and roll. 
C'è però da dire che le premesse non erano per nulla buone poiché inizialmente il conduttore Ed Sullivan aveva detto che non avrebbe mai invitato Elvis perché lo considerava troppo provocatorio. 
Questo per poi cambiare completamente idea dopo che lo show di Steve Allen, suo concorrente, con Elvis batté gli ascolti di Sullivan, che allora tirò fuori ben 50.000 dollari per avere tre apparizioni del cantante. 
Sfiga volle però che Ed, prima della messa in onda, avesse un brutto infortunio in auto, quindi la puntata fu presentata dall'attore Charles Laughton. 
Elvis cantò Don't Be Cruel e presentò la nuova canzone LOVE ME TENDER, tema del film omonimo. 
Come previsto, lo show fu seguito da circa 60 milioni di spettatori, e spesso si fa confusione con la famosa censura che faceva riprendere Elvis solo dalla vita in su. 
Questo non avvenne in modo drastico durante la prima esibizione del 9 settembre 1956, ma solo durante la sua terza e ultima apparizione, il 6 gennaio 1957 quando i suoi conturbanti movimenti di bacino e gambe vennero lasciati fuori inquadratura favorendo i primi piani per decisione della CBS (l'emittente televisiva) che impose una linea durissima. 
Nonostante questa censura, alla fine dell'ultimo show lo stesso Ed Sullivan volle difendere pubblicamente il cantante davanti a milioni di americani,

dichiarando in diretta che Elvis era "un ragazzo perbene e un giovane fantastico".
Prima però non l'avrebbe mai detto... 

martedì 8 settembre 2026

STAR TREK: L'INIZIO

 Oggi ricorre l'anniversario della messa in onda americana sulla NBC del primo episodio di Star Trek, The Man Trap, che si apriva così: "Giornale di bordo del Capitano, data astrale eccetera eccetera...".

La voce del capitano James Kirk (impersonato da William Shatner) che aggiorna il diario di bordo dell’Enterprise farà da prologo poi a tutti e 29 gli episodi della prima stagione.
Era il 1966, ma noi vedremo quella prima stagione solo nel 1979 su TELEMONTECARLO (ora La7). 
Accanto a James Tiberius Kirk in questo viaggio attraverso il cosmo, alla ricerca di nuove forme di vita e di civiltà, ci sono tra gli altri il vulcaniano Spock (Leonard Nimoy) e il Dr McCoy (DeForest Kelley). 
Prima di questo c’era stato un episodio pilota con un cast totalmente diverso eccetto Nimoy/Spock, rifiutato dalla NBC e che sarà trasmesso soltanto nel 1988.

Come andò quella prima stagione? 
Beh diciamo che la serie non conquistò subito il pubblico americano, tant'è che già alla seconda stagione se ne stava decidendo la chiusura. 
Andò diversamente invece oltreoceano dove il telefilm diverrà subito un cult, alimentando la nascita di fanclub, siti, riviste. 
Fu così che, a grande richiesta, nacque la terza stagione. 
Aveva colpito anche il concetto di filosofia sociale che anticipava il futuro e le nuove tecnologie mostrate nella serie: precursori dei moderni cellulari, dei pc portatili e innovazioni legate al campo medico tipo qualcosa simile a una Tac, e alla vita domestica come le porte scorrevoli, che in realtà sul set erano azionate a mano

come le erano anche le famose portiere ad ali di gabbiano delle avveniristiche auto viste nella successiva serie british U.F.O. che nella finzione pareva si sollevassero elettricamente e invece erano alzate da un operatore che rimaneva fuori inquadratura (con il formato 4:3 era più facile nascondere degli elementi ai lati dello schermo).

E non è un mistero che la stessa NASA prenderà Star Trek come fonte d'ispirazione per i suoi esperimenti, tra cui il primo shuttle spaziale, chiamato in suo onore Enterprise come la nave spaziale della serie. 
Sul piano sociale invece convivevano con gli americani un alieno, un giapponese e un russo (pare la classica barzelletta, eh?) in un periodo degli anni 60 in cui invece le differenze razziali erano ancora forti. 
E poi c'era Uhura, donna di colore, che con Kirk, due anni dopo, sarà protagonista del primo bacio interrazziale della storia delle fiction TV a stelle e strisce.

Insomma alla fine ci ripensarono e la serie, dopo essere stata acquistata dalla Paramount, andrà avanti con nuove generazioni, spin-off, film e remake/reboot. 
Tant'è che l'ideatore Gene Roddenberry si vedrà dedicato un asteroide (4659 Roddenberry) e un cratere su Marte.

Eh, che invidia eh? 

lunedì 7 settembre 2026

UN UOMO IN CASA E ALTRO

 C'è stato un periodo in cui Rai2 nell'orario preserale prima del tg, cioè durante la cena, mandava in onda telefilm leggeri come gli americani Happy Days e Love Boat.


Dal Regno Unito invece ci aveva proposto Un Uomo In Casa con Richard O'Sullivan (nella foto è quello con capello lungo e basettoni) che è mancato ad 82 anni. 
Era famosa anche la versione americana dal titolo TRE CUORI IN AFFITTO dove il suo personaggio aveva il volto di John Ritter.

Di minore successo era stato lo spin-off Il Nido Di Robin, mentre i due vicini di casa (quelli in alto nella foto) impiccioni e conservatori, ma con lei che, nonostante l'età, dei pensierini sul giovane che coabitava con le due ragazze li faceva, si meritarono una divertente serie tutta loro dal titolo GEORGE & MILDRED
Altra serie, ma di film Disney è la saga di Zombies,

un franchise di film musicali di grande successo nato nel 2018 e incentrato sulla convivenza tra umani e studenti zombie. 
Una sorta di High School Musical intriso di Twilight (nel secondo arriveranno i lupi mannari e nel terzo i vampiri). 
Dal cast abbiamo perduto di recente Carla Jeffery, 33 anni.

Anche la musica piange la cantante jazz Cassandra Wilson. 
Aveva 70 anni ed è stata una delle voci più note del jazz degli anni 90 e 2000 (paragonata a Billie Holiday e Sarah Vaughan) riprendendo famosi brani pop e rivoltandoli come calzini con le sue interpretazioni, come, per esempio, questa TIME AFTER TIME, grande hit di Cyndi Lauper.

Goodbye Cassandra, Carla & Richard.

giovedì 3 settembre 2026

STRIPTEASE: QUANDO RIMPIANGI PATRICK SWAYZE

 Ecco un film distribuito nel 1996 (28 giugno negli States e 5 settembre in Italia), ovvero Striptease che ha segnato uno dei peggiori momenti della carriera di Demi Moore, attrice che solo sei anni prima faceva commuovere il mondo in Ghost insieme a Patrick Swayze. 


Dopo aver preso parte alla pellicola, infatti, l’attrice entrò in una spirale di Razzie Awards (gli Oscar al contrario) da cui fu difficile tirarsi fuori. 
D’altronde, Striptease viene tuttora considerato uno dei peggiori film americani mai visti sul grande schermo sia dalla critica che dal pubblico. 
Insomma, tra una cosa e l’altra, l'unica cosa buona per Demi dev'essere stata incassare l’assegno più pagato fino a quel momento che era di 12,5 milioni di dollari, facendola diventare l’attrice allora più pagata al mondo. 
Film tra l’erotico e la commedia dove Demi, spesso in scena senza tante coperture, interpreta una madre che, per non perdere la figlia, accetta un lavoro in un locale di striptease grazie ad un fisico allora di tutto rispetto, ma mostrato ancora di recente in THE SUBSTANCE
Non per niente almeno un solo premio positivo l'aveva preso Demi con un MTV Movie Award come attrice più attraente. 
I Razzie Awards invece allora sono stati più che generosi: ben 6 vittorie mettendo quasi a repentaglio la carriera di uno dei volti più rinomati di Hollywood. 
Certo è che, anche dopo 30 anni appena compiuti, Striptease se lo devono ricordare in molti buongustai dato che ha incassato ben 113 milioni di dollari dopo averne spesi 50. 
Insomma, a conti fatti il suo grande successo commerciale l’ha avuto, ma non sempre i grandi incassi sono sinonimo di qualità. 

martedì 1 settembre 2026

DISCLOSURE DAY: TORNANO GLI ALIENI DI SPIELBERG, MA C'È DELL'ALTRO

 Sono stati 79 anni di segretezza e te lo ripetono più volte (riferendoso al caso Roswell del 1947 nel New Mexico) nel corso del film che i file sugli UFO e sulle intelligenze extraterrestri sono stati tenuti nascosti al pubblico per esattamente 79 anni.


Finché nelle sale non è uscito appunto Disclosure Day di Steven Spielberg che manda in onda mondiale quei filmati nascosti e torna così su uno dei temi a lui cari, ovvero gli incontri con gli alieni.
Ma in realtà gli alieni, che ci sono e si vedono pure, sono la parte meno importante della trama che invece si basa sulle tante cose da complottista che lo Stato tiene segrete, su fughe mozzafiato dai cattivi comandati da Colin Firth

(ultimanente sempre più legato a questi ruoli) che usa un aggeggio che fa un effetto tipo il Cerebro del professor Charles Xavier (X-Men) e che per la sua forma, se avete visto Project Hail Mary di cui parlerò nei prossimi giorni, dovrebbe ricordarvi qualcosa (perlomeno a me è sembrato qualcosa di simile seppure più piccolo) e pure di divertite auto citazioni di Steven. 
Ho riso come un cretino infatti quando i fuggitivi sono arrivati all'Inn-Di-Ana Motel, easter egg che non devo certo spiegare.
Anche la scena del treno


(girata in maniera pazzesca da Oscar per stunt ed effetti speciali) ricorda vagamente la sequenza iniziale di Indiana Jones E L'Ultima Crociata, in cui un giovane Indy scappa su un treno del circo e cade in una vasca piena di serpenti, dando origine alla sua celebre fobia. 
Film di due ore e venti che inizia come se mancasse una parte introduttiva (nei cinema di una volta capitava a volte che proiettassero le "pizze" nell'ordine sbagliato e Celentano NE SA QUALCOSA) e che si rivela invece essere un'ottima mossa perché così anche noi spettatori ci troviamo nelle condizioni di Emily Blunt straniata che non capisce cosa le stia succedendo, a lei e a qualcun altro, e pellicola che non ti molla un attimo condita poi magistralmente dalle famose luci che Spielberg mette in scena sempre nei suoi film (ricordate che ne avevo parlato per West Side Story?) e che non solo illuminano, ma fanno davvero la scenografia,

anche certi lensflare che molti considererebbero un difetto e qui invece fanno il marchio del regista.
E attenzione che adesso voglio puntare l'attenzione sul fatto che come regista e sceneggiatore, insieme a David Koepp, Steven sia stato però criticato per questo finale troncato sull'ultima frase un pò come è successo a Il Codice Da Vinci IN TV, ma lì era stato per un pasticcio tecnico. 
Chi è rimasto deluso probabilmente non ha capito il vero senso del film perché quella frase sussurrata che non si percepisce (chi non ha pensato al FINALE di Lost In Translation?)

e l'invito successivo del personaggio di Emily Blunt ad "ascoltare" sono un invito ad aprirsi meglio verso gli altri che stanno intorno a noi, di qualsiasi provenienza siano, cosa che invece tendiamo a fare sempre meno rinchiudendoci sui nostri display dei telefoni anche quando andiamo ad un concerto e passiamo tutto lo show guardando lo schermo invece che la performance sul palco. 
Dico così perché vedo molti, troppi che lo fanno davvero (forse per poi postare per primi sui social eventuali defaillances dell'artista come è successo di recente a Samurai Jay che ha avuto problemi con l'autotune), mentre io, giuro, preferisco godere appieno del momento live sul palco.
Tutto il succo del film comunque si può condensare nel testo di Imagine di John Lennon, che ci parla di idee semplici: empatia, rispetto per le differenze, condivisione, superamento della religione.
E lo fa dal lontano 1971, ma forse stiamo diventando troppo ottusi per capirlo. 

lunedì 31 agosto 2026

ANCHE HARRY POTTER FA PARTE DE "GLI INFINITI RITORNI"

Gli Infiniti Ritorni è un romanzo di Marren Bagels (occhio in coda al post) pubblicato nel 1961 nella collana fantascientifica Urania, fedele compagna di letture della mia adolescenza, e tale titolo sembra anche fatto apposta per la tendenza attuale di riportare al cinema i grandi titoli del passato come abbiamo visto più volte nei post. 


Anche Harry Potter (già tornato per i VENT'ANNI, ma in un brutto periodo) segue questa tendenza e il primo episodio della fortunata saga cinematografica è tuttora nelle sale fino a mercoledì per festeggiare il quarto di secolo. Personalmente ho visto questo film diretto da Cris Columbus almeno una cinquina di volte ed è, insieme al secondo, ancora una storia leggera, a tratti disneyana, mentre in seguito le atmosfere e i colori diventeranno molto più cupe e quasi horror. 
Saga questa che conta già purtroppo una serie di nomi che non ci sono più come Maggie Smith, Robbie Coltrane, Richard Harris e Alan Rickman

e rivederli ancora sul grande schermo al cinema potrebbe anche fare commuovere certe canaglie come il sottoscritto. 
Con anche un pensiero che il cinema del passato abbia lasciato un segno molto più profondo di quanto non facciano pellicole recenti che vedi e già il giorno dopo ne dimentichi il titolo. 
Ah... in coda vi posto anche la bellissima e inquietante copertina disegnata da Karel Thole (padre del noto cabarettista Ernst) per il romanzo di Marren Bagels,

nome posticcio che celava le identità delle due sorelle italiane Maria e Ornella De Barba. 
Notare il prezzo in basso a sinistra!!! 

domenica 30 agosto 2026

IL CODICE DA VINCI: PER LA RAI IL SANTO GRAAL È UN MISTERO CHE DEVE RIMANERE MISTERIOSO

 Si racconta in giro che 700 mila spettatori che lunedì scorso su Rai2 stavano guardando Il Codice Da Vinci siano rimasti basiti dopo che, passate oltre due ore di visione, la pellicola è stata tagliata sul finale troncando gli ultimi preziosi 30/40 secondi


Proprio sul più bello infatti, nel momento in cui stava per essere svelato l’enigma alla base della trama, cioè quello sul Santo Graal raccontato nel romanzo di Dan Brown (nessuna corrispondenza con la realtà quindi), Rai2 ha deciso che tale mistero dovesse rimanere insoluto e, con un beffardo "arrivederci", ha interrotto la pellicola mandata in prima serata (ma ricordo a tutti che è in realtà una seconda serata perché la prima è stabilmente occupata da quello che viene definito "preserale") per mandare in onda alcuni spot e per poi dare la linea a Il Processo Al 90° che non poteva certo attendere oltre con le immagini del posticipo di Serie A Roma-Fiorentina, e forse il tecnico Rai aveva appena visto Disclosure Day di Spielberg con quel suo finale tronco che ha lasciato scontenti molti e ha pensato di fare lo stesso, oppure si era pure stufato di aspettare dopo essersi reso conto ormai che non era un biopic su Sal

(Da Vinci) dato che delle sue canzoni non c'era nemmeno l'ombra. 
E parlo di tecnico perché spero, ma ho dei dubbi, ci sia ancora una mano umana dietro e non una programmazione computerizzata come certe emittenti radiofoniche ormai fanno. 
Comunque... Apriti cielo! 
In pochi minuti sui social i telespettatori hanno protestato dopo anche aver già sopportato interruzioni pubblicitarie malamente infilate nel bel mezzo di dialoghi. La Rai si è scusata con il pubblico con le parole del direttore della sezione Cinema e Serie Tv Adriano De Maio spiegando che la messa in onda di un film o di un programma registrato è sottoposta ad una serie di lavorazioni complesse, affidate anche ad alcune sequenze alfanumeriche di supercazzole prematurate con scappellamento a destra. 
Aggiungendo che, come fosse Antani, l'intera trilogia sarà replicata su Rai Movie il 15 (Il Codice da Vinci), il 16 (Angeli e Demoni), il 17 Settembre (Inferno), naturalmente in prima serata, e lo ha fatto puntando il dito che si vede benissimo che stuzzica.

Intanto ringrazio Pietro Germi e Mario Monicelli, e poi posto qui sopra la sequenza finale "perduta", ma soprattutto, in tutto questo bailamme, mi viene da chiedermi se davvero 700 mila persone in questa stagione stiano ancora davvero guardando la tv in diretta dato che comunque il film ha già vent'anni ed è già passato più volte in televisione, ed è ora anche comodamente visibile su RaiPlay (nonché già da prima su altre piattaforme) senza interruzioni pubblicitarie o troncature imposte per favoreggiamento verso il calcio (signore supremo degli sport!!!). 
Ecco... Forse è questo il vero mistero... 



venerdì 28 agosto 2026

TORNERÒ: L'AVEVA DETTO SCHWARZY

 "I'll be back", frase iconica mal tradotta nell'adattamento italiano del primo TERMINATOR (gli facevano dire "aspetto fuori", ma la colpa non era di Alessandro Rossi che gli dava la voce italiana e recitava quanto gli era stato scritto) stavolta vale in tutto il suo significato poiché il secondo, fantastico episodio torna oggi nelle sale fino al 30 agosto

in 4k per godere al meglio degli allora innovativi effetti speciali che hanno reso questo secondo film il migliore della saga con l'implacabile Terminator che qui, da cattivissimo sterminatore del primo episodio, diventa una specie di angelo custode del giovane Kyle Reese. 
Spettacolo colossale ad altissimo livello con violenza, è vero, ma votata al bene, e soprattutto nessun momento di noia. 
Attenzione però perché esiste anche un Terminator 2 tarocco

che è un prodotto italiano a basso costo diretto da Bruno Mattei sotto lo pseudonimo di Vincent Dawn, uscito nel 1989 e penso che ne parlerò prima o poi essendo questo un vero e proprio cult trash. 

giovedì 27 agosto 2026

E ADESSO CON CHI BALLEREMO IL TIME WARP?

 Ehm... come un uccello del malaugurio l'avevo detto IERI che piano piano tutti i più grandi se ne stanno andando e, purtroppo, oggi c'è ancora un lutto dato che, poche ore dopo la scomparsa di Dolly Parton, ci lascia anche Tim Curry,


l’attore inglese, famoso per avere interpretato Frank-N-Furter nel musical The Rocky Horror Picture Show e il pagliaccio assassino Pennywise nella miniserie degli anni 90 It, tratta dal celebre romanzo omonimo di Stephen King. 
Tim è morto ad 80 anni (come Dolly) dopo che nel 2012 aveva avuto un grave ictus, e da allora era apparso pochissimo in pubblico per i molti problemi di salute che ne erano derivati. 
Il ruolo più importante della sua carriera fu appunto quello di Frank-N-Furter in The Rocky Horror Picture Show che Curry interpretò sia nella prima VERSIONE TEATRALE del musical, del 1973, sia in quella CINEMATOGRAFICA di due anni dopo, che, come ben sappiamo, è attualmente un cult assoluto. 
Tuttavia dopo quel film stranamente Curry faticò a trovare parti memorabili fino al 1990, quando il regista Tommy Lee Wallace lo scelse come protagonista di It,

trasposizione che però non era molto fedele al romanzo di King, e fu accolta molto tiepidamente dalla critica, ma un pò meglio dal pubblico nonostante alcuni effetti speciali non proprio perfetti (eh... all'epoca i mezzi tecnici riservati alla tv erano quelli). 
Personalmente l'ho adorato anche nella parte dell’entità demoniaca in LEGEND di Ridley Scott

dove recitava un giovanissimo Tom Cruise in fase di lancio, e non dimentichiamo che è stato pure il sagace maggiordomo in Signori, Il Delitto È Servito, trasposizione cinematografica del celebre gioco da tavolo Cluedo, e infatti Clue era anche il titolo originale del film.

Goodbye Tim, and let's do the Time Warp forever. 

mercoledì 26 agosto 2026

DOLLY, COUNTRY, MOTOWN, SOUL & BEATLES

 Eee niente, piano piano i nomi storici se ne stanno andando tutti e infatti è morta ad 80 anni la cantautrice country americana Dolly Parton,


famosa soprattutto negli anni Settanta e Ottanta. 
Era una vera e propria icona del country e aveva ispirato nei decenni artisti di ogni genere musicale e generazione come anche Beyoncé che ha riproposto nel suo ALBUM "COUNTRY" la sua Jolene, cantata anche da Miley Cyrus anche lei legata al country per parte di padre e imparentata con Dolly alla lontanissima, e molto prima, negli anni 80, dalle forse dimenticate (non dal sottoscritto) vagamente goth STRAWBERRY SWITCHBLADE.
Anche attrice in film come DALLE 9 ALLE 5 - ORARIO CONTINUATO, tra Lily Tomlin e Jane Fonda, oppure al fianco di Sylvester Stallone in Nick Lo Scatenato (Rhinestone), ho già ricordato in altra occasione di averla conosciuta discograficamente nel 1978.
Popolarissima e amata, oltre che per la gran voce e il talento, anche per il suo carisma e il suo aspetto appariscente, alla fine del 2025 aveva annullato alcuni concerti per motivi di salute non ben specificati: solo dopo la notizia della morte è stato fatto sapere che era malata di cancro e difatti qualche sospetto già c'era perché nelle sue ULTIME APPARIZIONI in video cantava da seduta.

Da ricordare che era sua la versione originale di I WILL ALWAYS LOVE YOU, successo planetario di Whitney Houston.
È deceduta di recente ad 87 anni anche Janie Bradford,


altra cantautrice americana, ma in questo caso soul, legata alla gloriosa Motown e nota per aver scritto con Berry Gordy, il suo "capo", MONEY (THAT'S WHAT I WANT), uno dei primi successi dei Beatles che conobbero tale canzone grazie alla versione incisa alla fine degli anni 50 da Barrett Strong. 
Registrata in maniera definitiva dai ragazzi di Liverpool con anche l'apporto al pianoforte di George Martin,

la primissima versione dei Beatles era stata già eseguita in precedenza con ancora Pete Best alla batteria durante quella famosa audizione per la Decca che rifiutò i FabFour.
Sempre nel mondo della musica soul ci lascia Latimore, 86 anni, cantante americano il cui successo più famoso e coverizzato è questa LET'S STRAIGHTEN IT OUT.

Tra le tante cover della canzone, Monica & Usher l'hanno interpretata per la colonna sonora di Panther nel 1995

(non è quella "Black" della Marvel), mentre Gwen McCrae l'ha incisa nel 1978, BB King nel 1989, Millie Jackson nel 1994 ed Etta James nel 2002.
Goodbye Dolly, Janie & Latimore. 

martedì 25 agosto 2026

NATALE SENZA DOTTORE

 Non è il titolo di un cinepanettone, ma quello che accadrà ad una delle tradizioni natalizie della tv britannica e mondiale che il prossimo dicembre andrà clamorosamente in fumo.


Noi tutti whovians siamo ormai abituati a trascorrere le feste in compagnia del Signore del Tempo nell'annuale episodio speciale dell'amata e popolare serie di fantascienza Doctor Who, ma lo showrunner Russell T. Davies e lo studio Bad Wolf hanno annunciato da mesi ormai la cancellazione dello speciale natalizio 2026 precedentemente confermato. 
L'ulteriore colpo di scena è che Davies ha lasciato il suo incarico. 
Tuttavia nel giro del Dottore si sta pensando di investire nel futuro a lungo termine della serie per fare tornare il TARDIS di nuovo in tutto il suo splendore. 
Al momento non c'è una nuova sceneggiatura e nessun attore è mai stato contattato per interpretare il prossimo Dottore

(nell'ultimo episodio eravamo rimasti che sembrava essersi rigenerato con l'aspetto di Rose, ovvero Billie Piper, ma non è detto). 
Tra i tanti motivi di questi nefasti eventi uno è la partnership con la Disney che, a quanto pare, non ha funzionato come si sperava, e in effetti non è la prima volta che la Casa del Topo crea problemi verso titoli storici, vedi, per esempio Star Wars e tanti spinoff inutili fatti raschiando il fondo di quel barile che gli ha venduto George Lucas. 
Quindi ci si trova anche qui davanti ad una SITUAZIONE SIMILE a quella che sta vivendo 007, altra icona britannica gravata ormai da mesi da voci mai del tutto fondate sul proseguimento della saga. 
Che sia tutta colpa della Brexit? Mah... 
In chiusura, già che siamo in discorsi di fantasia e di Disney, metto un omaggio per UN'AMICA magica e speciale che a volte si diverte a trasformarmi in un geco e mi tiene appiccicato al muro di casa sua. 

Oggi, riferendomi ad un nostro discorso fatto sul suo blog, l'ho trasformata io con l'intelligenza artificiale che stavolta si è dimostrata un pochino più intelligente di quella usata da Brian May RECENTEMENTE

lunedì 24 agosto 2026

LOVE ME TENDER: CANZONE E FILM

  Il film Love Me Tender, distribuito in Italia con il titolo Fratelli Rivali e diretto da Robert D. Webb, segna lo storico esordio cinematografico di Elvis Presley nel 1956 ed è l'unica pellicola dove nei titoli di testa e in locandina (quella originale) il suo nome appariva ancora come co-protagonista.


Infatti il protagonista principale era Richard Egan che divenne il suo più grande sostenitore, difendendo pubblicamente il talento e l'umiltà del ragazzo contro le critiche che arrivarono addosso al Re del Rock'n'Roll in versione attore criticato anche per il tono di voce nei dialoghi, giudicato troppo acuto e acerbo rispetto ai colleghi esperti.
Ma c'era di buono che la sua sola presenza bastava a soddisfare i giovani dell'epoca dato che nei cinema i fans (specie "le" fans) urlavano così forte ogni volta che Elvis appariva sullo schermo da coprire interamente i dialoghi parlati del film. 
Il successo fu immediato e i costi di produzione vennero coperti subito nei primi tre giorni di programmazione. 
In realtà la pellicola doveva intitolarsi The Reno Brothers, ma fu cambiato per sfruttare l'incredibile successo radiofonico della CANZONE OMONIMA

che vendette un milione di copie già in prevendita (uscirà nel settembre-ottobre del 1956) e, si racconta, venne registrata quasi in segreto da Elvis il 23 agosto sul set durante una pausa di lavorazione del film con anche la presenza di un giovane Dennis Hopper intrufolatosi di nascosto a spiarlo. 
La canzone, famosissima ballata romantica, riprende il brano tradizionale della Guerra Civile Americana AURA LEE

(quindi i diritti di utilizzo erano liberi) e fu scritta da Vera Matson mentre suo marito Ken Darby curò il testo che però venne poi accreditato ad Elvis Presley per questioni di marketing. 
Il disco, presentato il 9 settembre all'Ed Sullivan Show, ha quindi raggiunto il primo posto nelle classifiche USA ed è diventato uno dei pezzi più noti e amati del repertorio di Elvis. 
Tornando al film che ha debuttato negli Stati Uniti con una prima il 15 novembre 1956 al Paramount Theater di New York, per poi essere distribuito ufficialmente il 21 novembre 1956 (da noi arriverà il 7 febbraio del 1957), si tratta di un classico western inframmezzato da brani musicali dove i fratelli Reno combattono per i Confederati e partecipano ad un assalto a un treno unionista, ignorando che la guerra sia già finita. 
Il maggiore dei fratelli, Vance (interpretato da Richard Egan), viene creduto morto in battaglia, così il fratello minore Clint (Elvis Presley) rimasto a curare la fattoria e convinto della morte di Vance, ne sposa la fidanzata Cathy (Debra Paget).

Ma Vance torna a sorpresa vivo e vegeto e scoppia quindi un triangolo amoroso, con in più le indagini dell'esercito sul denaro rubato durante l'assalto al treno. 
Esordiente qui l'Elvis attore, ma con tanta voglia di fare e i risultati arriveranno in breve tempo con tutta una serie di film leggeri, a livello dei nostri musicarelli degli anni 60, quelli con i nomi della musica italiana che tanto andavano di moda allora.

domenica 23 agosto 2026

3096 GIORNI (DA INCUBO)

 3096 Tage, ovvero 3096 Giorni, è un film drammatico tedesco del 2013 diretto da Sherry Hormann, ma purtroppo mai arrivato in Italia e quindi non esiste doppiato nella nostra lingua.


Il film è la vera storia di Natascha Kampusch, la bambina austriaca di dieci anni rapita a Vienna il 2 marzo 1998 da Wolfgang Přiklopil e tenuta segregata in un minuscolo scantinato per otto anni e mezzo, fino alla sua fuga avvenuta in questo giorno di vent'anni fa, il 23 agosto del 2006. 
Il titolo del film corrisponde al numero esatto dei giorni di prigionia subiti dalla protagonista. 
Si parte dal rapimento e l'inizio dell'incubo vissuto da Natascha tra abusi fisici e psicologici, tra il carnefice e la giovane ostaggio costretta a crescere in un ambiente chiuso e isolato dal mondo. 
Essendo una vicenda reale non spoilero quindi nulla se dico che si conclude con il coraggioso atto di fuga di Natascha e la fine della sua prigionia. 
Il film, abbastanza duro da sopportare se avete gli animi sensibili, si basa sull'autobiografia scritta dalla stessa Kampusch interpretata, nella versione adulta, da Antonia Campbell-Hughes, attrice britannica vista in diversi film, ma quasi sempre con parti secondarie. 

mercoledì 19 agosto 2026

UNA LUCERTOLA CON LA PELLE DI DONNA: EFFETTI SPECIALI TROPPO SPECIALI

 Il film del 1971 diretto da Lucio Fulci, Una Lucertola Con La Pelle Di Donna con Florinda Bolkan,


storia thriller disturbante, ma un pò confusa, di omicidi reali, presunti e sognati. 
Carlo Rambaldi si era occupato degli effetti speciali, e tale pellicola è diventata famosa proprio perchè ha rischiato di incorrere in una severa condanna penale a causa dell'aspetto sorprendentemente realistico della sequenza più famosa del film, ovvero quella in cui la Bolkan apre la porta del laboratorio di una clinica e si trova davanti quattro cani vivisezionati.
Gli animali, che erano stati realizzati appunto da Rambaldi, avevano il cuore pulsante, il movimento della lingua, un gonfiamento pneumatico dei polmoni e la circolazione sanguigna a vista dentro a dei tubi di plastica.

Insomma parevano veri, tant'è che un'associazione animalista denunciò il regista Fulci e il produttore Amati per maltrattamento. 
La scena costò al regista un processo dove Carlo Rambaldi arrivò a presentare in aula i fantocci da lui realizzati. 
La denuncia fu quindi ritirata con grande imbarazzo dei giudici e degli animalisti. 
Tra gli altri interpreti del film c'era anche Silvia Monti,

deceduta di recente ad 80 anni, e che qualcuno potrà ricordare di aver visto anche nella commedia avventurosa italofrancese Il Cervello con Jean Paul Belmondo e David Niven.

Altro lutto tra gli attori riguarda Cheryl Hall, 76 anni, attrice inglese che era stata nella rosa finale di tre attrici per la parte di Jo Grant, ovvero la compagna del DOCTOR WHO versione Jon Pertwee. 
Il trio delle finaliste era allora composto da lei insieme alla vincitrice finale Katy Manning e Gabrielle Drake, che aveva appena terminato l'impegno nella serie tv U.F.O. nel ruolo di Gay Ellis (guilty pleasure di tutti noi fans della serie), con Jenny McCracken quarta nella lista.

Cheryl con quest'ultima parteciperà comunque all'episodio del Dottore dal titolo Carnival Of Monsters, inedito in Italia poiché da noi la serie arriverà solo negli anni 80 interpretato da Tom Baker, ed è apparsa in diverse altre serie tv quasi sempre come guest. 
Restiamo con un'altra serie tv che era Heroes trasmessa da Italia1 nei primi anni 2000 (bellissima la prima stagione, ma non si può dire lo stesso per le successive) nella quale uno dei personaggi chiave era la Cheerleader indistruttibile Claire Bennet interpretata dalla allora giovanissima Hayden Panettiere.

L'attrice purtroppo è deceduta a soli 36 anni dopo un periodo di crisi post parto e di dipendenza dagli oppioidi e dall’alcol, con nel suo passato anche problemi, raccontati in un suo libro, legati al suo lavorare ad Hollywood in giovane età. 
Cosa che purtroppo è accaduta a molte giovanissime star anche della Disney.
Ci ha lasciato a 98 anni anche Fulvio Lucisano,

produttore cinematografico di film di grande successo, tra cui l'esordio di Massimo Troisi con Ricomincio Da Tre di cui si intravede il poster dietro di lui nella foto. 
Per la musica gli ZZ-Top perdono anche il batterista Frank Beard

che era l'unico della band dei texani barbuti a non portare la barba lunghissima come gli altri due, nonostante il suo cognome significhi proprio "barba".
Aveva 77 anni e quindi Billy Gibbons rimane ora l'unico componente originale. 
C'è anche un compleanno illustre oggi ed è quello dell'ex Presidente americano Bill Clinton che fa 80 anni.

Auguri quindi, e addio Silvia, Cheryl, Fulvio, Frank e Hayden. 

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