Questo del 20 aprile 1926 fu un evento che cambiò il cinema fino ad allora proiettato muto e accompagnato solo da un pianista con le classiche didascalie che si alternavano alle immagini.
A fare questo "miracolo" fu il Vitaphone, ovvero un pionieristico sistema sonoro cinematografico "sound-on-disc" sviluppato dalla Western Electric e adottato dalla Warner Bros., che sincronizzava dischi fonografici, cioè i classici 33 giri, ma incisi su un solo lato, ai proiettori cinematografici, e che ebbe il grande vero successo con Il Cantante Di Jazz del successivo 1927,
un film che attualmente non potrebbe essere realizzato perché l'attore Al era bianco truccato da nero con i labbroni bianchi, e sai com'è con la faccenda blackface che dicono che prendi per i fondelli le etnie.
Eravamo davvero senza rispetto alcuno oppure adesso ci si fanno troppe pippe mentali?
ovvero il suono inciso direttamente sulla traccia laterale della pellicola (quelle righe verticali frastagliate sulla sinistra), che garantiva una maggiore affidabilità. Attualmente le moderne tecnologie delle sale invece utilizzano dei files digitali risolvendo così anche il problema della pellicola che si rompeva (ne avevo GIÀ PARLATO che nel cinema di seconda visione che frequentavo molti anni fa ho visto film spezzettati qua e là) e la sua facile infiammabilità.
Con l'unico problema che, se ti prende l'abbiocco, sei così comodo che rischi di russare per tutto il film...


















