Visualizzazione post con etichetta Duran Duran. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Duran Duran. Mostra tutti i post

mercoledì 22 luglio 2026

CINEMA, PICCIONI, GODZILLA E DURAN DURAN

 Venerdì è morta a 81 anni Brenda Fricker, attrice irlandese nota soprattutto per aver interpretato la “signora dei piccioni” nel film dove appariva anche DONALD TRUMP (non imbucato allora) Mamma, Ho Riperso L’Aereo – Mi Sono Smarrito A New York,


un personaggio che, molto simile, appariva anche nel Mary Poppins originale interpretata da Jane Darwell. 
Ma ricordiamo che in precedenza Brenda aveva anche vinto l’Oscar come miglior attrice non protagonista grazie al regista Jim Sheridan, che nel 1989 le fece interpretare la madre del protagonista di Il Mio Piede Sinistro, quel film che racconta la storia di Christy Brown

(Daniel Day-Lewis qui sopra con lei), uomo con una paralisi cerebrale, ma che riesce a diventare un apprezzato pittore imparando a dipingere con l’unica parte del corpo che riesce a controllare: il piede sinistro, appunto. 
Prima Brenda aveva fatto solo qualche partecipazione in serie tv britanniche e piccoli ruoli secondari al cinema. 
Restando nel mondo del cinema, a 90 se ne va anche Francesco Massaro,

regista, sceneggiatore e soggettista italiano. 
Aveva inziato a lavorare come aiuto regista di Luchino Visconti per IL GATTOPARDO, virando poi sulla classica commedia all'italiana e tra i suoi lavori cinematografici più noti ci sono Al Bar Dello Sport (1983), cult con il neo-novantenne LINO BANFI e Jerry Calà, e Il Lupo E L'Agnello (1980), co-produzione francese con Michel Serrault e Tomas Milian, compreso il suo esordio con Il Generale Dorme In Piedi dove ha diretto Ugo Tognazzi e Mariangela Melato

(si, c'era un pò di nudo femminile, e infatti il film era vietato ai, minori di 14 anni). 
Aveva partecipato come sceneggiatore anche al famoso Sposerò Simon LeBon, il film "paninaro" del 1986 tratto dal libro di Clizia Gurrado uscito in pieno fenomeno Duran Duran (Wild Boys! Wild Boys!).

Ed in chiusura è recentissima la notizia della morte dell'attrice Kaylee Hottle ad appena diciannove anni in un incidente stradale nel Maryland dove non stava guidando lei. 
Sordomuta dalla nascita, vista anche nel recente reboot di Magnum P.I., si era fatta notare nel ruolo di Jia, la ragazzina in grado di comunicare con il linguaggio dei segni con Kong nella recente saga blockbuster di Godzilla Vs. Kong e il successivo sequel.

Addio Brenda, Kaylee e Francesco. 

martedì 23 giugno 2026

GLI ANNI 80 FRANCESI E L'EROTISMO

 C'erano una volta gli anni 80, ma quelli con Lio, Plastic Bertrand, Caroline Loeb e molti altri artisti d'oltralpe che davano il loro contributo in risposta alla british invasion di Duran Duran, SPANDAU BALLET, Depeche Mode e simili.


Anche Guesch Patti (all'anagrafe Patricia Porrasse) si dava parecchio da fare e scalava le classifiche di tutta Europa, quindi anche italiane, con ÉTIENNE, dove, al pari della canzone Kobra di Donatella Rettore, le allusioni non proprio velate alla fellatio nel testo della canzone (qui nel video con traduzione italiana) sono chiarite dal fatto che in francese il nome proprio maschile Étienne,

che tradotto in italiano sarebbe Stefano, è uno dei nomignoli francesi del pene (cosa che allora non sapevo assolutamente), un pò come gli americani lo chiamano Dick e i britannici anche Willy. 
Disquisizioni linguistiche a parte, la cantante, il cui padrino era Bernard Blier (lo ricordiamo come vittima della ghenga di AMICI MIEI), è deceduta un paio di giorni fa ad 80 anni dopo aver fatto qualche piccola apparizione nel mondo del cinema, e ricordiamo anche le sue performances musical-recitative al Festival di Sanremo del 1988 e al Festivalbar dello stesso anno con l'altro singolo LET BE MUST THE QUEEN.

Adieu Guesch Patti. 

mercoledì 27 agosto 2025

TECHETECHETÉ È LA VERA REGINA DELL'ESTATE?

 Poco più di una settimana fa, in occasione della dipartita di PIPPO BAUDO, mi trovavo ad elogiare Techetecheté che ultimamente mi sta dando grosse soddisfazioni, ed ecco che la scorsa settimana arriva una puntata sugli anni 80 della Italo-disco,


periodo al quale sono molto legato perché l'ho trascorso facendo girare i vinili sui piatti Technics in discoteca (no, non dico che suonavo, state tranquilli). 
E quindi aggiungo un ulteriore punto a favore di Rai1 con invece un piccolo appunto a Stefano Zandri (“chi cacchio è?" diranno i più) cioè Den Harrow

il cui nome d'arte era un gioco di parole su "denaro", come lo erano anche i nomi di altri suoi due colleghi degli esordi Joe Yellow e Jock Hattle, sempre facenti parte della scuderia di Turatti & Chierigato. 
Stefano infatti sul suo profilo Facebook dichiara di aver visto quella puntata in tv e di essersi reso conto di quanto fossero horror i look di allora. Beh su questo caro Stefano di cui ho fatto girare parecchi dischi, dissento completamente poiché i look anni 80 sono stati e rimangono assolutamente iconici con nulla da invidiare a quelli dei loro colleghi internazionali come Duran Duran e Spandau Ballet, e te lo dice uno che in quegli anni è uscito per strada sia come paninaro che come new dandy pseudo dark.

Quello che era invece davvero orribile era il balletto che spesso accompagnava le esibizioni finte live come a Discoring e posso citare RAGGIO DI LUNA (produzione italiana, ma cantante francese, al secolo Mandy Ligios) con Comanchero, ma sopratutto in assoluto gli EASY GOING con Baby I Love You, davvero imbarazzanti nonostante quel pezzo mi piacesse un botto.

Tant'è che c'erano anche alcuni, come SAVAGE (Roberto Zanetti noto in seguito come Robyx) per la sua Don't Cry Tonight (non presente nella puntata, ma visto in un ALTRO SPECIAL), che racconta che, dato che non sapeva ballare, per non sembrare ridicolo si inventava pose statiche e mosse con le mani, 

cioè una specie di antenato di POSAMAN. 
Per Den Harrow e altri suoi colleghi come Spagna (allora ancora immune dalla chirurgia plastica selvaggia), per esempio, invece anche il muoversi sul palco era perfettamente centrato con la canzone che presentavano. 
Che vabbè, nel caso di Stefano è risaputo che non cantasse lui, ma Tom Hooker e Silvio Pozzoli


(no, non è Gigi del duo Gigi & Ross), ma chissenefrega dato che il risultato funzionava (anche con Baltimora e Valerie Dore, per dire) e il produttore tedesco FRANK FARIAN lo aveva capito già bene dagli anni 70 quando cantava in studio al posto di Bobby Farrell dei BONEY M (nelle poche esibizioni live invece era proprio Bobby a cantare, ma in modo molto diverso) e poi in seguito ha messo su i Milli Vanilli con tutti i casini che sono successi.
Bene, per quanto mi riguarda spero che Techetecheté continui a sorprendermi così che va bene. 
Anzi, sulla sua scia intanto ieri sera Raidue ha mandato in onda invece la prima puntata di uno speciale su Discoring,

anche quello molto bello e zeppo di ricordi. 
Naturalmente anche la puntata di Techetecheté è su Raiplay ancora per qualche giorno e consiglio di vederla finché possibile. 

domenica 13 luglio 2025

LIVE AID: 40 ANNI FA L'EVENTO MONDIALE

 Quarant'anni fa si teneva in contemporanea, a Londra nello stadio di Wembley e a Philadelphia al JFK Stadium, lo storico concerto del Live Aid nato dall'idea di Bob Geldof e Midge Ure per raccogliere fondi con l'intenzione di alleviare il problema della fame in Etiopia.


Fu una passerella di artisti notevole, ma non priva di problemi dato che, a parte l'esibizione dei Queen ripresa, anzi, fotocopiata poi nel film BOHEMIAN RHAPSODY (della quale Brian May non rimase molto soddisfatto comunque), tanti furono i problemi tecnici dovuti principalmente al fatto che non c'era tempo di fare prove e sound check, ma gli artisti dovevano salire sul palco ed esibirsi "pronti-via" con giusto il tempo di collegare i cavi agli strumenti e con i tecnici al mixer che settavano tutto al volo.

Non mancarono nemmeno le critiche, una delle quali è forse la più feroce quella di Morrissey, leader degli Smiths, che ha da sempre avuto un pessimo rapporto con il governo inglese e infatti non partecipò dichiarando che Margaret Thatcher avrebbe potuto da sola offrire quei fondi che invece sono stati donati dalle classi meno abbienti.


Sempre il fattore soldi fu il motivo per cui altri artisti non parteciparono come i Tears For Fears poiché Roland Orzabal voleva da Geldof delle prove tangibili che quei soldi sarebbero davvero andati in beneficenza (ma si raccontano anche versioni diverse), forse ricordando l'evento del Concert For Bangladesh organizzato da George Harrison dove sembra che qualcuno si prese i soldi e scappò come fosse un film di Woody Allen.

E si, anche questo Live Aid fu un evento musicale sotto il sole cocente come quello che avverrà vent'anni dopo di cui avevo parlato QUI poiché tutto cominciò intorno alle ore 12 per terminare poi di notte, ricordando pure Phil Collins che fece quel famoso TOUR DE FORCE (un po' una sboronata, dai) con il Concorde per suonare anche a Philadelphia con i Led Zeppelin. 
Più del 90 per cento delle tv mondiali rimase collegato in diretta per l'evento dovendo a volte scegliere quale delle esibizioni mandare in onda poiché ad un certo punto le performances tenute nelle due locations si sovrapponevano. 
Da notare che poi il riversamento in home video cercò di correggere le imperfezioni come quella terribile STECCA presa live da Simon LeBon su A View To A Kill,

che venne abilmente sovraincisa, mentre quella sul piano fatta da Phil Collins rimane e va bene così (c'è nel link lassù) che tanto l'ex Genesis l'aveva presa in ridere. 
Controversie o no, rimane comunque un evento storico che molti di quelli che stanno leggendo avranno anche vissuto in diretta tv come il sottoscritto, ed evento che ha contribuito a rendere così speciali gli Anni 80. 

sabato 2 novembre 2024

DURAN DURAN - DANSE MACABRE IN VERSIONE DELUXE

 Settimana piena di film questa, perciò anche due giorni di seguito dedicati alla musica ci stanno, e poi per domani c'è pronta una chicca cinematografica giusta per Halloween appena passato.


Oggi musica allora perché un anno esatto è passato dal disco di Halloween dei Duran Duran, quello intitolato, perfettamente a tema, Danse Macabre, e pochi giorni fa ne è arrivata una nuova versione Deluxe, voluta in particolare da Nick Rhodes, con copertina identica, ma virata in rosso, che contiene tre brani in più e sempre con dei titoli in tema macabro, tra cui una versione "dark phase" di New Moon On Monday,

in pratica un remix qui chiamato solo NEW MOON, come uno dei film della saga di Twilight, dove ha suonato anche Andy Taylor. 
Il secondo è un'ottima cover di EVIL WOMAN della Electric Light Orchestra, e dato che adoro quella band ho ascoltato questa versione con un po' di timore che me l'avessero ammazzata, ma per fortuna è andato tutto bene.

Terzo brano è MASQUE OF THE PINK DEATH, citazione di un film di Roger Corman con Vincent Price dove però la morte era rossa, brano strumentale senza infamia e senza lode messo in apertura della nuova tracklist.

Esiste anche la versione in vinile con ben tre dischi dentro e gadgets e ancora altri brani in più, ma, in questo caso, sono solo strumentali.

Bisogna precisare intanto che si tratta di un disco fatto apposta dichiaratamente per Halloween, questo dei Duran Duran, e infatti era stato pubblicato il 28 ottobre scorso oltre essere stato già precedentemente suonato interamente due anni fa Duran...te (hehe) la loro festa mascherata a Las Vegas dove si sono presentati così, 

con quel mattacchione di Simon LeBon che ad un certo punto, quando eseguono la bondiana A View To A Kill, non ti cambia costume e viene fuori travestito da corpulenta Sposa Cadavere?

L'album me lo ero ascoltato per intero dopo quella poco entusiasmante anteprima del SINGOLO OMONIMO veramente brutto (l'ho detto e lo ripeto), seguito poi quasi subito da un altro estratto decisamente migliore cioè BLACK MOONLIGHT con la mano di Nile Rodgers, che potrebbe però essere benissimo anche un brano rimasto fuori da Seven And The Ragged Tiger, dove c'era anche The Reflex sempre con l'ex Chic che ne curò il remix per le discoteche, dato che alla chitarra, qui ritroviamo Andy Taylor.

Danse Macabre, che, pensa un po', è pure il titolo di un romanzo di Stephen King, ma anche un poema sinfonico dell'800 di Camille Saint Saens, tratta in tutte le canzoni tematiche nere e horror ed è pieno zeppo di cover, dai Rolling Stones a Siouxsie & The Banshees, da Cerrone ai Talking Heads, dagli Specials fino a Billie Eilish, nonché di ben quattro riletture di brani che arrivano dal passato dei Duran Duran, che in particolare sono tre canzoni estratte dai loro primi tre album, risuonate e riarrangiate (Secret Oktober era in realtà il lato B di Union Of The Snake), di cui Lonely In Your Nightmare viene persino mashuppata con Superfreak di Rick James. 
Sempre proprietà loro, ma del 1993 cioè del nuovo corso con Warren Cuccurullo, invece è Love Voodoo che viene modificata nel titolo come LOVE VOUDOU.

E alla resa dei conti, se si esclude proprio la title track veramente pessima, non è nemmeno un brutto disco, ma pare piuttosto una rimpatriata di musicisti che si divertono a fare una jam suonando cose loro e di altri senza farsi troppi problemi, e mantenendo comunque il loro sound. 

venerdì 11 ottobre 2024

LO SPAZIO È PER LE DONNE (PARTE TERZA)

 Già in passato ho parlato di donne nello spazio, e oggi sto pensando che quell'11 ottobre dell'orwelliano 1984 non sarà facile da dimenticare per Kathryn Sullivan


poiché mentre noi, chi con Schott e Timberland e chi dinerovestito come i dark, ci ascoltavano i dischi dei Cure, Depeche Mode, Smiths, Echo & The Bunnymen, l'appena pubblicato The Unforgettable Fire degli U2 e stavamo aspettando che i Duran Duran tirassero fuori The Wild Boys, lei se ne stava stava lassù nello spazio a galleggiare bella bella come se niente fosse. 
Era lei infatti un membro dell'equipaggio dello Shuttle e in tale frangente ebbe l'occasione per fare una passeggiata extraveicolare di più di tre ore diventando così la prima donna statunitense a fare tale attività (ma i Russi c'erano già arrivati pochi mesi prima e l'ho raccontato QUI), cosa che, ad uno con sempre i piedi piantati su questa benedetta terra, davvero riesce difficile immaginare che effetto possa fare.

Chissà se Kathryn si è emozionata come Jennifer Lawrence in Passengers e le è scappata una lacrimuccia (cosa che nel film succede con un evidente errore poiché la lacrima non colerebbe giù per la guancia, ma vabbè...). 
A dirla tutta se al suo posto ci fossi stato io forse mi scappava altro che una lacrimuccia, ma piuttosto qualcosa di molto meno romantico che sarebbe rimasto con me lì dentro la tuta... Ehm! 
Una curiosità è che Kathryn ha sperimentato anche la direzione opposta essendo la prima donna ad essere scesa nella Fossa Delle Marianne. 
Mica male eh? 
Altro che i film di fantascienza scrausi che ci becchiamo sulle piattaforme, magari attirati da un'immagine accattivante (uh, quante volte) o da Bruce Willis messo lì in primo piano, ma che poi dice due battute e ciao per i suoi ormai ben noti problemi di afasia. 
Adesso la Kat ha i suoi bei 73 anni e certe cose non le fa certamente più, ma sicuramente ne avrà tante da raccontare... 

sabato 30 dicembre 2023

TREVOR HORN - ECHOES: ANCIENT & MODERN (POP ANNI 80 CHE HA LASCIATO IL SEGNO)

 Di Trevor Horn direi che è uno che di musica ne capisce abbastanza fin da quando con Geoff Downes, sotto il nome di Buggles, aveva creato quella hit pazzesca che era VIDEO KILLED THE RADIO STAR.


Ma non contento, il buon Trevor fa contemporaneamente anche il produttore e tira fuori cose come i britannici Frankie Goes To Hollywood, i tedeschi Propaganda, i concettuali Art Of Noise e il ritorno di Grace Jones (con anche i meno fortunati Dollar, bisogna dire), spadroneggiando fino agli anni 90 con le russe TaTu, mentre, giusto per non farsi mancare nulla, nel 1980 canta pure in DRAMA,

disco degli Yes appena abbandonati da Jon Anderson e Rick Wakeman, portandosi dietro anche Geoff perché mancava giusto un tastierista e prendendo in seguito le redini per produrre poi 90125, quell'altro disco della band britannica che segnava il ritorno quasi al completo della lineup originale con Trevor Rabin al posto di Steve Howe e Tony Kaye (primo tastierista della band a cavallo fra gli anni 60 e 70) a sostituire Rick Wakeman. A dirla tutta il gruppo in realtà era stato composto inizialmente per chiamarsi Cinema dato che l'idea era partita da Rabin, il quale ha spesso a che fare con le colonne sonore, con le canzoni che dovevano pure essere cantate da lui. 
Il ritorno di Anderson invece cambió le carte in tavola (Rabin francamente non era molto entusiasta di ciò), e i fatti diedero ragione ad Horn sfornando, per la prima volta nella storia della band progressive, anche una hit da discoteca che era Owner Of A Lonely Heart, con anche un doveroso ritocco al look dei componenti che, nonostante avessero già un'età più avanzata dei vari Duran, Spandau e Depeche, si uniformarono alle cotonature e agli abiti di quel decennio. 

Adesso Trevor Horn ha fatto uscire da qualche mese un disco a suo nome dove rilegge alcuni suoi lavori grazie al contributo di altri artisti, per cui fa cantare con un mood completamente differente OWNER OF A LONELY HEART a Rick Astley, quello di Never Gonna Give You Up, ovvero un mito degli anni 80,

mentre altre canzoni sono cover sempre pescate da quel decennio, come Seal che rifà Steppin' Out di Joe Jackson, oppure PERSONAL JESUS dei Depeche Mode cantata qui da Iggy Pop con una vocalità che la rende molto simile alla versione già esistente di Johnny Cash, ed altri brani ancora che riservano davvero molte sorprese dimostrando che gli anni 80 non erano poi così tutta apparenza o fuffa come molti critici si ostinavano a farci credere 40 anni fa.

Anzi già nel suo disco precedente, Reimagines The Eighties, Trevor riarrangiava con la Sarm Orchestra alcune canzoni sempre degli anni 80. 
Oddio... 
Vuoi vedere che fra 40 anni si rivaluteranno nello stesso modo tutti i pseudocantanti che vengono sputati fuori dalle radio e dai talent a getto continuo? 
Ho qualche dubbio a riguardo, ma mica sono Nostradamus, per cui ne riparliamo nel 2063. 
Vi aspetto. 

giovedì 21 dicembre 2023

JUMP COMPIE 40 ANNI

 Eh si, fra una cosa e l'altra è una settimana piena di musica questa che ci porta verso il Santo Natale, ma siccome gli Wham! li abbiamo già passati MARTEDÌ e Mariah Carey ci pensa da sola ad arrivare, proprio come il suo collega Michael Bublé, e comunque il vicino sabato sarà a tema, oggi si cambia genere perché compie 40 anni un disco che ha lanciato i Van Halen nelle alte posizioni delle classifiche al pari dei Duran Duran, gli Spandau Ballet, Nino D'Angelo 🙄.... ehm... 


Cioè si sta parlando di JUMP, un gran pezzo in cui il rock viene coniugato col pop e in cui il compianto Eddie Van Halen si divideva fra chitarra e synth Oberheim (si racconta però che che il frontman David Lee Roth non gradisse molto tale intrusione tastieristica) con due assoli consecutivi che sono passati alla storia anche per il pubblico delle discoteche che però, in quel momento del doppio assolo, notavo sempre che cominciava a guardarsi intorno un po' perso come quelli che guardavano Marty McFly sul palco

partito per la tangente pure lui con un solo metal in quella che invece era iniziata come Johnny B.Goode. 
Poi sarà una specie di colleganento astruso, ma la canzone venne usata anche da Steven Spielberg nel 2018 per aprire READY PLAYER ONE, dove appunto torna in scena anche la mitica DeLorean del film di Zemeckis, e la si sente anche almeno in un'altra cinquina di pellicole.

E torniamo a noi, ad oggi, poiché era appunto il 21 dicembre del 1983 il giorno in cui Jump veniva pubblicata e anticipava l'arrivo dell'intero album che sarà intitolato 1984 dato che uscirà proprio nell'anno successivo, e anno che si portava dietro anche tutti i riferimenti di Orwell e il Grande Fratello (nooo, non quello di Canale 5) grazie agli EURYTHMICS.

Canzone invece quella dei Van Halen che ha avuto anche l'onore di essere stata COVERIZZATA da Paul Anka in una divertente versione swing in un album dove il vecchio crooner rivoltava come calzini tanti titoli famosi provenienti dal mondo del rock.

E con il ricordo di questo pezzo spero di aver riportato alla mente anche un chitarrista geniale che SE NE È ANDATO troppo presto e definito da molti il più veloce del mondo, lui con la sua band che, al contrario dei rockers dalle espressioni truci, si presentavano sempre con il sorriso. 
Ciao ancora, Eddie. 

lunedì 4 dicembre 2023

30 ANNI SENZA FRANK ZAPPA

 Il 4 dicembre del 1993, a 52 anni moriva per un cancro alla prostata Frank Zappa, un artista decisamente unico nel mondo musicale, al quale hanno attinto ispirazioni parecchi musicisti magari anche insospettabili, fra i quali ci sono dichiaratamente Elio E Le Storie Tese e persino Caparezza, quest'ultimo anche nel look, mentre per Lennon e, in particolare, per McCartney pare che le trovate di Frank siano servite loro per partorire il leggendario SGT. PEPPER.


Quello che arrivava da un disco di Frank, infatti, sia con i Mothers Of Invention, per esempio con il loro doppio disco d'esordio FREAK OUT!, che parallelamente da solista, era una grande tecnica (Mothers infatti stava come abbreviazione per motherfuckers, termine usato nel giro per definire in breve musicisti coi controcazzi) mista a tanta ironia, umorismo (anche pesante) e satira, anche se quest'ultima magari non era così immediata per noi essendo l'inglese la sua lingua.

Forse come risposta alle dichiarazioni dei Beatles, ma anche come critica verso la loro commercialità, l'idea per il terzo album dei Mothers, We're Only In It For The Money, rifaceva pari pari la copertina del disco dei quattro di Liverpool, ma ovviamente con contenuti completamente differenti, cosa che però non fece entusiasmare né Paul McCartney, con cui Frank, prima di pubblicare il disco, ebbe un colloquio telefonico piuttosto evasivo, né la casa dei Mothers che temeva invece ripercussioni legali.

La cosa più curiosa dei Mothers è che il loro manager li aveva ingaggiati quasi per errore essendo convinto che si trattasse di una blues band, questo finché non li sentì suonare in sala di registrazione scoprendo un qualcosa di letteralmente inaudito in precedenza. 
Nonostante le apparenze estremamente bizzarre, Frank non ha mai fatto uso di droghe e, anzi, ha più volte allontanato dal suo staff alcuni che invece avevano tale cattiva abitudine. 
Per contro invece, chi lo frequentava da molto vicino, diceva che non era esattamente un esempio di igiene personale. 
Beh, ma mica si può avere tutto dai. 
Non so poi se sia ancora in commercio, ma una ventina di anni fa c'era pure una linea di abbigliamento chiamata Frankie Garage,


chiaramente ispirata nel logo a Frank e che citava appunto JOE'S GARAGE, altro suo famoso album solista triplo del 1979, ma che, per non rischiare di mettere in commercio un disco dal costo troppo elevato, in realtà era stato fatto uscire inizialmente solo il primo dei tre atti, seguito poi dagli altri due sotto forma di disco doppio, e dove, fra gli altri musicisti c'erano anche i futuri Missing Persons con Dale e Terry Bozzio e quel Warren Cuccurullo che più avanti conoscerà i Duran Duran.

Dopo tutta questa pappardella però devo dire che il mio primo incontro con Frank Zappa avvenne solo nel 1980 con un bizzarro (e come potrebbe essere altrimenti?) singolo dal titolo I DON'T WANNA GET DRAFTED, ovvero "non voglio essere arruolato" canzone che, proprio per il suo contenuto anti militarista trovò parecchi ostacoli all'essere trasmessa nelle radio americane, e inoltre non anticipava nessun album per cui anche i discografici mostrarono poco interesse nella promozione.

Ma sul sottoscritto in qualche modo aveva funzionato quella strana filastrocca, dopodiché, grazie anche a CIAO 2001 che leggevo assiduamente ogni mese, ho cominciato ad informarmi un po' su questo personaggio che, nell'anniversario della sua morte, quindi, cade a fagiuolo per aprire la settimana con musica un po' diversa, anzi parecchio diversa, anzi di un'altra galassia ancora più lontana, come questa PEACHES EN REGALIA

tratta da Hot Rats, disco solista del 1969 quasi tutto strumentale con l'eccezione di un brano cantato (pure piuttosto male) da Captain Beefheart.
Certo, magari questo non è un post esaustivo su Frank Zappa, ma avendo costui pubblicato circa un centinaio di dischi (compresi quelli postumi), l'impresa di fare stare tutto in un solo post è piuttosto ardua. 
Anzi, alla fine della storia sono sicuro che tuttora ci sarà qualcuno che ancora si chiede "ma chi diavolo è Frank Zappa?". 

mercoledì 29 novembre 2023

SOUL BOYS OF THE WESTERN WORLD - SPANDAU BALLET IL FILM (CHE NON TI DICE PROPRIO TUTTO)

 Ultimamente ho parlato spesso dei Duran Duran, così per contropartita, su Prime Video ho visto Soul Boys Of The Western Wolrd, un bel film documentario sugli Spandau Ballet, una delle band simbolo degli anni 80 che racconta la loro storia fin dagli inizi con loro ragazzini che si esibiscono in piccoli club, già con il giovane Tony Hadley che non puoi non notarlo alto com'è rispetto agli altri quattro.


Inizi che musicalmente erano parecchio synth pop marcatamente new wave con abiti di scena che sembravano presi a Peter Pan o Robin Hood (come si può vedere anche nella copertina del bluray qui sopra), ma poi vedi che con il tempo il loro sound (e look) si sposta verso una certa raffinatezza quasi soul ed estrema eleganza come forse i più se li ricordano con quel capolavoro che è stato THROUGH THE BARRICADES.

Si racconta poi dello scioglimento causato da divergenze sulle royalties e certi attriti sulla parallela carriera da attori di Gary e Martin Kemp, con Tony che se ne parte per una sua altra personale carriera solista e infine il film si conclude con la reunion del 2007 fra abbracci e baci da volemose bbene come se non fosse mai successo nulla con il classico happy ending tutto sorrisi (e canzoni). 
E lì finisce il racconto in video. 
Peccato però che sto film non ti dica che poco tempo dopo Tony uscirà nuovamente dalla band (pare sempre per i soliti motivi economici) incazzato nero per non tornare "mai più"

(parole sue e di Antonio Zequila con il quale condivide la giacca), e con il resto della band che, per terminare il tour, ingaggia un giovanotto come cantante, bello, bravo, ma il pubblico ormai ha identificato gli Spandau con Tony Hadley (sebbene tutte le canzoni siano scritte da Gary Kemp) e quella sua voce pazzesca che con gli anni è persino migliorata, perciò il gioco dura poco e la band si scioglie definitivamente. 
Adesso Tony porta in giro quel repertorio nei suoi concerti, dove l'estate scorsa ha avuto anche un incidente ad un ginocchio (non sul palco, ma in camerino) per cui l'ultimo show l'ha fatto così


in giacca, braghette, tutore e infradito, dopo aver ricevuto le cure mediche, pur di non mancare all'appuntamento col pubblico. 

mercoledì 22 novembre 2023

UN PRESIDENTE, I BEATLES E I DURAN DURAN

 Giorno storico il 22 novembre di sessant'anni fa, poiché a Dallas il presidente John Fitzgerald Kennedy viene assassinato come ci racconta anche Stephen King nel suo ROMANZO dal quale è stata tratta la serie tv con lo stesso titolo, cioè 22.11.63.


E ieri, giorno in cui è stato decretato anche il licenziamento di Morgan da X-Factor (un vero peccato perché con i suoi deliri era forse l'unica fonte di divertimento) su RaiMovie è anche andato in onda JFK - Un Caso Ancora Aperto di Oliver Stone dove, oltre a Kevin Costner, Gary Oldman e Tommy Lee Jones, c'è anche il buon Tomas Milian, ma non è facile riconoscerlo subito. 
Per fortuna non solo vicende drammatiche ci ricorda questo giorno, dato che nel Regno Unito appunto contemporaneamente veniva anche pubblicato l'album With The Beatles (mentre in Italia arriverà l'anno successivo), il secondo loro LP, quello con la copertina in bianco e nero che non piaceva ai discografici che la consideravano funebre, mentre i Beatles l'adoravano e alla fine l'ebbero vinta per farlo uscire così.

Conteneva 8 brani dei quali molte erano cover, mentre fra gli originali c'era la hit ALL MY LOVING. 
20 anni dopo, ma per la precisione un giorno prima, cioè il 21 novembre, usciva invece il terzo album dei Duran Duran dal titolo Seven And The Ragged Tiger,

il quale, nonostante si presentasse come un progetto piuttosto ambizioso, non si dimostrò al livello del precedente Rio, ma era comunque un ottimo lavoro supercurato verso il quale si deve fare una particolare attenzione sui simboli esoterici che appaiono sulla copertina e che sono riferiti alle canzoni.

Il disco era stato anticipato dal singolo UNION OF THE SNAKE che aveva avuto un certo periodo di passaggio anche nelle discoteche e con il Videoclip in mezzo al deserto con uomini-iguana, mentre poi nell'album troviamo anche THE REFLEX

che Nile Rodgers remixerà extended proprio ad uso dei dj, ma il risultato a mio parere ad un certo punto giocava un un po' troppo sui campionamenti... lascio a voi il giudizio, comunque era molto meglio la versione editata per il 45 giri e relativo VIDEOCLIP.

sabato 11 novembre 2023

MUSICA CON VECCHI NOMI CHE TORNANO E FRESCHE NOVITÀ

 È un gradito ritorno quello dei Blink 182 con ONE MORE TIME, una ballad stupenda che ho già messo fra le mie canzoni preferite di questo 2023 che sta per volgere alla conclusione perché, eh si, manca solo un mese e mezzo, anzi, tra poco comincerà la manfrina del "se non ci vediamo prima, allora Buon Natale e Buon Anno, eh".


Ma scusate la divagazione festaiola, che non cambia però il fatto che, a dirla tutta, l'intero album non è esattamente un disco esaltante. 
Beh ragazzi, teniamo conto che i Blink sono cresciuti un po' da quando ci facevano saltare con All The Small Things e quindi qualcuno può pensare che sia normale comportarsi un po' meno da scavezzacolli e magari essere un po' più riflessivi, senza arrivare però ai livelli ROGER WATERS ottantenne che trasforma un capolavoro in una menosissima rilettura autocompiaciuta.
Ma non è questo il caso perché invece il disco di cui sto parlando è parecchio tirato a mille, diventando però nel contempo anche un po' monotono facendo risaltare per contro proprio la ballad che mi piace tanto. 

Bene anche la musica italiana con Calcutta, uno dei nomi nuovi che trovo più interessanti, con la sua nuova 2 MINUTI, che continua a piacermi anche se la sua esibizione live da Fiorello non è stata il massimo della perfezione. 
Posso dire in sua scusante che cantare alle 8 del mattino non è cosa da tutti e porto l'esempio di Dionne Warwick che, non so se ad 82 anni ha ancora questa regola, prima di mezzogiorno addirittura non proferisce parola. 
È anche una bella sorpresa sentire in questi giorni Mina con ANCORA ANCORA ANCORA remixata da Mark Ronson (non è però figlio di tanto MICK),

un po' come nello stesso modo Bob Sinclair ti mette le mani su Ti Sento, uno dei pezzi più potenti dei Matia Bazar con Antonella Ruggiero e ne tira fuori una COSA COSÌ tutta dance che però deve ancora inchinarsi davanti all'originale che rimane il top.

Operazione simile anche quella di Marshmello che riprende Fields Of Gold di Sting, modificandola a modo suo anche nel titolo che diventa DREAMING, e nel testo tutto nuovo, e la fa cantare ex novo a Pink e all'ex Police, che quando c'è da provare qualcosa di insolito (nella musica intendo... eh) non si è mai tirato indietro.

Novità interessante l'ho trovata con Tate McRae e la sua GREEDY, un po' piena di autotune, è vero, ma l'ho già detto che sulla voce femminile lo sopporto di più quel maledetto effetto, e che nel video mostra molto apertamente atteggiamenti ed ispirazioni da Lolita mutuati da una giovane Britney Spears,

come anche nell'outfit rosso in cui si era presentata ormai quasi un anno fa ai Juno Awards con SHE'S ALL I WANNA BE (ma allora ammetto che non sapevo proprio chi fosse).

E poi c'è il terzo singolo dei Duran Duran tratto da Danse Macabre, ovvero PSYCHO KILLER, bella cover dei Talking Heads, con al basso Victoria dei Maneskin incensata da John Taylor come una buona bassista (o una bassista buona, adesso non ricordo bene), mentre sulla rete è partito un immotivato bombardamento mediatico contro di lei.

Ok, diciamo che sti quattro ragazzi de Roma, dei quali è stata pubblicata proprio ieri l'edizione estesa di Rush!, il loro album già uscito a gennaio che ora torna con quattro nuovi brani all'interno, non sono di sicuro i migliori musicisti del mondo e credo che non comprerei mai un loro disco (sempre per il discorso di prima sui Blink di essere piuttosto ripetitivi), però non si può negare che sanno fare spettacolo e tengono il palco come si deve quando fai un concerto, per cui hanno avuto l'occasione e colto la palla al balzo per sfruttare il successo nel modo migliore. 
Finché dura. 
Ah, non so se sia importante, ma nel frattempo è uscito anche un nuovo disco dei Beatles di cui avevo già parlato TEMPO FA, all'inizio dell'estate mentre Paul McCartney ci stava lavorando su e questo è il videoclip ufficiale di NOW AND THEN,

ovvero un capolavoro di CGI che mette insieme i quattro di diverse epoche come se fossero lì adesso a suonare tutti insieme. 
Si, questo è il modo migliore per avviarci verso la fine di un anno forse ancora peggiore di quelli funestati dal Covid-19, perché allora la guerra che si combatteva non era una cosa idiota e insulsa come quelle che stanno devastando adesso il nostro pianeta, ma (lo scrivo sottovoce) dicono che una forse per il momento dovrebbe essere un attimo in standby, perlomeno per quanto riguarda la liberazione degli ostaggi. 
Che poi, a ben pensare, quando mai una guerra non è idiota? 
E se il redivivo digitale John Lennon, a proposito, tanti tanti anni fa cantava Imagine e Give Peace A Chance, questo significa che non è cambiato proprio niente. 

sabato 23 settembre 2023

DURAN DURAN - DANSE MACABRE: UN ORRORE IN TUTTI I SENSI, MA CI PENSANO I ROCKETS E NILE RODGERS

 Il prossimo 27 ottobre, cioè ad un passo da Halloween, uscirà il nuovo album dei Duran Duran che ha già fatto parlare di sé per la presenza di Victoria dei Maneskin e per il ritorno di Nile Rodgers, nonché del figliol prodigo Andy Taylor, ma quanto sia affidabile il ragazzo lo devo ancora verificare, anche perché il chitarrista fino allo scorso anno era in lotta contro un tumore.


Nel frattempo è stato pubblicato pochi giorni fa il nuovo singolo dal titolo DANSE MACABRE che continua il trend "ottimista" lanciato dai Depeche Mode con Memento Mori lo scorso anno. 
Videoclip horror creato dall'intelligenza artificiale che ha raccolto tutti i dati possibili su Tim Burton e La Sposa Cadavere/Nightmare Before Christmas/BEETLEJUICE, nonché su certi altri film come Coraline E La Porta Magica da quel romanzo di Neil Gaiman, per sfornare un gran bel prodotto senza dubbio, che però si ferma lì al lato visuale, dato che la canzone in sé stessa, nonostante le percussioni tipo SHOUT dei Tears For Fears che si sentono all'inizio, è quanto di più brutto si sia mai sentito dagli anni 80 a questa parte (altro che la super hit di Orzabal e Smith).

E in questo sabato che solitamente viene riservato alla musica, ve lo dice a malincuore uno che fra Spandau e Duran ha sempre preferito i secondi al punto da aver portato a lungo delle acconciature come i cinque di Birmingham per fare il dj in discoteca, imitandoli anche negli outfit per quanto fosse possibile.

Li ho seguiti sti ragazzi anche negli anni 90 quando Warren Cuccurullo (ex Missing Persons) era subentrato ad Andy, in particolare nel 1993, anno storico per i videogames in cui nasceva Sonic The Hedgehog per la Sony e loro se ne uscivano con quel disco senza un titolo preciso, solo con il loro nome, ma chiamato The Wedding Album a causa delle foto di copertina,

un lavoro che conteneva due gioielli come Ordinary World e Come Undone, e poi nei 2000, notando ogni volta che ogni nuovo disco pescava a tratti nel loro passato senza mai autocopiarsi, ma piuttosto come a mantenere una certa coerenza di stile. 
Ma qui, oggi, nel 2023, in cui il mitico Simon LeBon potrebbe cambiare il suo cognome con MaxiBon,

non riesco proprio a trovare le fonti che hanno generato tale orrore musicale (se musica si può definire). 
E se questo è un assaggio del nuovo album, allora lascio la parola ad una che se ne intende, ovvero alla Sora Lella.


Ah... proprio un attimo prima della pubblicazione del post (forse per correre ai ripari) è stato rilasciato anche il secondo singolo dei Duran Duran, cioè BLACK MOONLIGHT,

proprio la canzone dove hanno dato il loro contributo Nile Rodgers e Andy Taylor e questa alza il livello portando un po' di funky col basso di John che tira il pezzo.
Questo fa ben sperare, ma purtroppo le voci di corridoio dicono che sia l'unico brano decente del nuovo lavoro.
Aspettiamo un mesetto per la verifica dai... 
Novità di tutt'altro genere invece il NUOVO DISCO dei ROCKETS di Fabrice Quagliotti che rimane come ultimo rappresentante dei cinque originali, e che continua a rinnovare la formazione dato che dall'inizio dell'estate ha presentato il nuovo frontman Fabri Kiarelli che arriva da Savona. 
I Rockets pure loro stavolta spiazzano tutti perché si cimentano nel beat anni 60 coverizzando (pensa te...) Piccola Katy dei Pooh e dandole un testo in inglese con aggiunte alcune barre rap, mantenendo però il famoso break recitato in cui Riccardo Fogli chiedeva alla ragazza di fermarsi un momento ad ascoltarlo e la convinceva a tornare a casa.

Certo l'effetto che fa è quantomai bizzarro (per non dire terrificante), ma bisogna ricordare che la band fece il botto quando entró in formazione Fabrice sempre con una cover, cioè On The Road Again dei Canned Heat superando la popolarità dell'originale, e anche il loro primo album conteneva APACHE degli Shadows riletta da loro in stile funky.

Quindi in effetti sono tutte canzoni piuttosto strane per un gruppo che si spaccia per extraterrestre, ma persino questa nuova inutile cover così diversa dal loro solito sound sintetico/spaziale, mi pare meno peggio di quel brutto nuovo singolo dei Duran Duran.
Parere personale eh...

sabato 21 gennaio 2023

DOPPIO APPUNTAMENTO CON IL DOPPIO ZERO

 Su Prime Video, se vi piace la musica che da sempre accompagna le avventure di 007, vi sono stati due ghiotti special usciti in occasione dei 60 anni della saga e virtualmente collegati fra di loro come se uno fosse il contenuto extra dell'altro.


Il primo, tuttora presente nel menu, riguarda appunto le colonne sonore con la loro creazione, i dubbi, i rifiuti, gli arrangiamenti, gli aneddoti su coloro che hanno cantato le canzoni incluse nel film e sugli autori, alcuni davvero molto gustosi come quello sulla demo cantata da Bono e inviata a Tina Turner per farle sentire una bozza di GOLDENEYE,

(qui montata sulle immagini originali dei titoli di testa) con lei che, dopo averla ascoltata, non era perfettamente convinta che fosse adatta al suo modo di cantare, oppure Shirley Manson dei Garbage che urlò come un'ossessa alla notizia che avevano deciso di assegnare a loro The World Is Not Enough, oppure ancora i commenti sulle canzoni che non hanno funzionato come si sperava, per esempio con Shirley Bassey che dichiara di non aver mai amato Moonraker e di non averla mai più cantata nei suoi concerti. 
L'altro special invece è ormai fuori catalogo, ma su YouTube si può ancora vedere TUTTO INTERO,

ed è un live tenuto alla Royal Albert Hall lo scorso ottobre nel 2022, sempre in occasione dell'anniversario, al quale hanno partecipato alcuni degli interpreti originali delle famose soundtrack, come Shirley Bassey, rieccola, che ha aperto il concerto con Diamods Are Forever e Goldfinger eseguite ad 85 anni con alcune lievi imperfezioni più che perdonabili, e tralasciando ovviamente la canzone nominata prima, Lulu con The Man With The Golden Gun, i Garbage, Hans Zimmer, e un sentito omaggio a Chris Cornell da parte di David Arnold che ha eseguito You Know My Name, per la quale, ricordando il timbro tipicamente grunge di Chris, ho un po' temuto e invece David l'ha portata a casa più che degnamente con una voce più limpida, ma non meno emozionante. 
Tutto è sorretto dall'accompagnamento di una grande orchestra, perciò molto suggestivo, però sono incomprensibili invece assenze come quella di Adele, la cui Skyfall viene affidata ad Emma Lindars, come tanti altri che hanno portato sul palco nelle vesti di supplenti altre famose canzoni della saga: Celeste, Skin, Paloma Faith, quest'ultima con abito da sera rosa e guanti sopra al gomito neri di latex (materiale che sta prendendo piede negli ultimi tempi) ancora unti della vaselina necessaria per entrarvi dentro.

Lo spettacolo integrale era di quasi tre ore, ma su Prime Video e anche su YouTube sono stati pubblicati solo 120 minuti dedicati principalmente alle canzoni poiché molto di quello che manca erano esecuzioni di temi musicali presi dai vari film in alternanza con le esibizioni cantate, quindi niente Duran Duran, A-ha, Sheena Easton, e in un'occasione del genere è un vero peccato.
Manca però nella versione di Prime, anche Nobody Does It Better (recuperabile su YouTube grazie ad una ripresa amatoriale) che qui era cantata da ELLA EYRE facendo anche lei una doppietta come Shirley Bassey,
e francamente mentre con Licence To Kill la prestazione era stata ottima con una delle più belle canzoni della saga, canzone che porta echi di Goldfinger, ma purtroppo legata ad un mediocre film con Timothy Dalton, in quel contesto con la colonna sonora di La Spia Che Mi Amava, che è stato il mio primo contatto con 007 al cinema, si è fatta sentire tanto tanto la mancanza della voce calda di Carly Simon. 
Ma in effetti te lo dice la canzone stessa che Nessuno Lo Fa Meglio. 

lunedì 6 giugno 2022

IL GIUBILEO DI PLATINO DELLA REGINA ELISABETTA II (CON PURE LIGABUE SUL PALCO)

 Tanti auguri e 100 di questi giorni alla Regina Elisabetta II, festeggiata da giovedì fino a ieri sera per i suoi 70 anni di regno, e in particolare sabato da una moltitudine di persone a far casino lì davanti a casa sua, ma lei, purtroppo a causa di un problema di salute, è apparsa solo in un simpatico video di apertura dell'evento insieme all'orsetto Paddington (come anni fa invece si lanciava con il paracadute scortata da 007 Craig), con un ologramma proiettato sul finestrino della carrozza, e poi finalmente domenica in persona con quel suo famoso COMPLETINO green screen.

Apertura di un grande concerto che è stata affidata ai QUEEN di cui, ormai mi sono rassegnato, Adam Lambert è diventato il frontman ufficiale dalle indubbie doti vocali e anche di un certo "peso",

seppure sia del tutto privo di quei toni caldi e sensuali che Freddie emetteva quando apriva bocca ed era grazie a quei toni particolari che sapeva farti innamorare senza distinzioni di sesso. 
C'erano Roger Taylor e Brian May a portare avanti il nome della band, nome che comunque preferiscono ancora scrivere Queen + Adam Lambert, mentre John Deacon se ne stava in pantofole a casa sua a seguire il tutto davanti alla tv, come da anni ormai ha scelto di fare.

Concertone che ha messo sul palco persino una rediviva DIANA ROSS a chiudere lo show, mentre prima di lei sono passati, fra gli altri, Alicia Keys, Craig David, Duran Duran e Andrea Bocelli.
ELTON JOHN invece è apparso con un video registrato perché la stessa sera stava allo stadio di San Siro per un concerto tutto suo e certi tour de force di suonare in due posti contemporaneamente li faceva solo Phil Collins quando era in salute. 
Qui da noi invece Ligabue lo stesso sabato non ha festeggiato la Regina, bensì molti meno anni (30) di onorata carriera personale, e finalmente è riuscito a tornare ancora una volta al Campovolo, evento più volte rimandato causa Covid-19, davanti a più di 100.000 fans.
Perché se Vasco torna in grande stile, Luciano non può essere da meno, ed ha presentato anche il nuovo singolo NON CAMBIEREI QUESTA VITA CON NESSUN'ALTRA
che si scrolla di dosso tutto per riprendere lo stile asciutto, ma annaffiato dal Lambrusco, del primo Liga anni 90.
God Save The Queen. 

giovedì 23 dicembre 2021

BABBO NATALE VS. GESÙ BAMBINO

 Erano meglio i Beatles o i Rolling Stones? I Blur o gli Oasis? I Duran o gli Spandau? Oppure cambiamo tema ma la diatriba resta: esiste la Fata Del Dentino oppure è un Topolino che ti porta la monetina quando metti il dentino caduto sotto al cuscino?


E, dato che è partito il countdown in vista della natività, i doni di Natale è meglio se li porta Babbo Natale, come ormai universalmente deciso dai media commerciali, oppure Gesù Bambino, come una volta si raccontava? 
Allora... 
Partiamo dal presupposto che un neonato che la notte della sua nascita deve fare il giro del mondo a consegnare dei regali ai bimbi buoni, al giorno d'oggi suonerebbe un po' come sfruttamento minorile, per cui entrerebbero in gioco le associazioni per la tutela dei minori e i sindacati che magari ti indicono pure una bella manifestazione pacifica che verrà poi regolarmente disturbata dai soliti fomentatori di disordini che non aspettano altro. 
Al lato opposto c'è quel grande colosso della bevanda celebrata in MILLE canzoni che, forse non lo sapevate, ma si racconta che abbia pure decretato il colore rosso della divisa di Babbo Natale, che una volta era rappresentato in verde; in realtà il cambio di colore era dovuto alla pubblicità di un'altra bibita scomparsa, ma ancora precedente, quindi sempre a scopo pubblicitario, e qui entra in gioco lo strapotere americano ed il lato commerciale del Natale. 
Per cui qualche altissimo prelato, nella figura del Vescovo di Noto Antonio Staglianò, circa un mesetto fa ha sparato in pubblico la dichiarazione che Babbo Natale non esiste, mettendo in crisi persino Tim Allen che con i suoi film su Santa Claus ci ha fatto una fortuna,

per non parlare dei tanti bambini che a quel punto si sono sentiti buggerati per aver passato notti insonni in attesa di veder arrivare l'omone barbuto, nella speranzosa speranza che non fosse il solito ladro acrobata che ti svaligia l'appartamento dopo averti narcotizzato, per poi crollare comunque vinti dal sonno e trovare la mattina successiva i regali sotto l'albero come per magia. 
Ma alla fine chi vince delle due tradizioni è davvero così importante? 
È davvero una cosa che va fuori dalle norme europee, se sei un bambino, credere in una leggenda per una notte che sia un po' di magia e di amore? 
Anzi, a volte penso che le persone che fanno tali affermazioni non siano mai stati bambini, non riesco ad immaginarmeli tali. 
Forse perché un bambino non starebbe mai a fare dei discorsi del genere. 
E se non sei ancora un po' bambino dentro, finisce che fai davvero una brutta vita. 
Ma forse son solo io che, con l'età sto diventando brontolone oltre che canaglia... 
E nonostante tutto... Buon Natale!!! 

PROTESTE E VIOLENZA

 Oggi post brevissimo con una sola domanda: ma perché???