Visualizzazione post con etichetta U2. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta U2. Mostra tutti i post

sabato 18 aprile 2026

GLI ANNI 80 MUSICALI FRA IRLANDA E CANADA

 L'Irlanda e i Clannad erano due cose che finivano spesso per collegarsi l'una con l'altra nei discorsi musicali finché non si sono sciolti nel 2024.


Comunque poi erano sporadicamente tornati in occasione di un paio di eventi speciali di cui uno era stata la celebrazione della serie tv Robin Of Sherwood (in Italia rinominata solo Robin Hood) della quale la band irlandese aveva curato la COLONNA SONORA
Purtroppo nei giorni scorsi è mancata Moya Brennan, 73 anni, sorella della nota solista ENYA e voce, nonché arpista, della band che in passato aveva avuto come ospite anche Bono Vox degli U2 in questo MERAVIGLIOSO BRANO

che mi evoca immediatamente freddo e paesaggi nebbiosi.
Dal Canada invece arrivava Alain Lefebvre il cui nome d'arte era Al Gunn, bassista turnista che ha fatto parte dei Men Without Hats fra il 1984 e il 1986, ben noti anche in Italia per la loro hit del 1982 SAFETY DANCE dove però il sound era dominato dai synth, e sono canadesi pure loro come Al, non fatevi ingannare dal videoclip girato invece nelle campagne inglesi.

Versione su disco molto bella che faceva ballare come dei pazzi mentre dal vivo l'esecuzione era decisamente più "disordinata". 
Al era entrato nella band in occasione del LIVE HATS TOUR, un periodo in cui il leader Ivan Doroschuk voleva riportare sul palco e nei dischi un sound più rock con chitarre in evidenza dato che erano nati in origine come band punk, cosa che creò un certo attrito con la casa discografica che invece li aveva messi sotto contratto proprio per il synthpop tipico degli anni 80.

Per finire torniamo in Irlanda e diamo l'addio a Patrick Campbell-Lyons, 82 anni e componente fondatore dei Nirvana, ma quelli nati negli anni 60, non la band grunge di Seattle. 
Questi Nirvana producevano un pop psichedelico/sinfonico e il loro disco di debutto era questo THE STORY OF SIMON SIMOPATH del quale potete ascoltare l'intero lato A. 

Il lato B, su YouTube poi dovrebbe arrivare di conseguenza con i consigli della piattaforma.
Siccome poi questi Nirvana, nati come duo che si circondava di moltissimi turnisti, erano ancora in attività negli anni 90, c'erano state inizialmente delle noie per Kurt Cobain & co. per utilizzare tale nome, ma poi non se ne fece nulla.
Patrick è quello nella foto con la giacca chiara all'epoca del disco. 

Goodbye Moya, Al & Patrick. 

mercoledì 30 aprile 2025

QUEL DISCO COSÌ SIMILE AGLI U2

 Era il 1987, periodo in cui stavo ancora dietro ai microfoni di una radio privata un po' prima che arrivassero la house e poi la tremenda hardcore (che contribuirono in parte ad allontanarmi da quel giro), ed avevo per le mani un disco dei gallesi The Alarm, per me allora sconosciuti, ma loro in realtà stavano sulla scena, perlomeno britannica, già dall'inizio di quella decade così pregna di grande musica.


Il singolo era RAIN IN THE SUMMERTIME, ed era una canzone molto più pop del loro repertorio usuale, che un po' ricordava gli U2 senza i loop e delay di The Edge, ma con le stesse aperture vocali di Bono. 
Difatti nello stesso anno, pochi mesi prima usciva The Joshua Tree della band irlandese e The Alarm, per caso o chissà, nel 1983 avevano avuto l'onore di aprire i loro concerti nel tour di War.

I quattro ragazzi avevano un look tipico degli anni 80 con quei capelli importanti sostenuti da lacca sparata senza ritegno (era cosa normale in quel periodo se ricordate anche Nik Kershaw, i Kajagoogoo e i Drum Theatre) e capitano qui oggi poiché è mancato a 66 anni il loro biondo leader Mike Peters affetto da tempo da un tumore. 
Il loro genere era stato definito new wave post punk e casualmente a 71 anni se n'è andato anche David Thomas, leader dei PERE UBU, altra band post punk, ma questa era degli anni 70 e con tutt'altro spirito dentro.

David aveva la caratteristica di essere affetto da problemi psichici come la schizofrenia e questo lo si evinceva anche dal suo modo di cantare isterico e dalle mosse scomposte sul palco dove comunque trovava la sua dimensione migliore.
Oltre alla band principale, David aveva poi avuto diverse collaborazioni con altri musicisti comprese anche le reunion dei Pere Ubu. 
Goodbye Mike and David. 

martedì 18 marzo 2025

TRA COMPLEANNI E ADDII MUSICALI

 Compie oggi i suoi bei 80 anni il mio quasi omonimo Bobby Solo, ovvero colui che ha rigirato in versione italiana il modo di cantare vellutato di Elvis Presley, mentre il suo collega Little Tony (gran bella voce pure lui) puntava decisamente più nel replicarne le movenze ancheggianti e l'abbigliamento glam.


Roberto Satti è il suo nome all'anagrafe, mentre il "Solo" si dice sia nato da una specie di equivoco ai suoi esordi, quando lui voleva farsi chiamare soltanto Bobby, specificando Bobby solo, nel senso di soltanto, solamente, ma quel "solo" divenne invece parte del suo nome d'arte. 
Di Bobby avevo già parlato tempo fa in UN POST su uno dei tantissimi 007 all'italiana dove lui canta in inglese sui titoli di testa sembrando davvero Elvis.


Anzi, per dirla tutta in QUESTA CANZONE io ci ho sentito pure qualcosa di Goldeneye scritta dagli U2 molti anni dopo per farla cantare a Tina Turner nel primo Bond versione Brosnan (che dicono potrebbe pure tornare al servizio di Sua Maestà nonostante l'età). 
Compleanno festeggiato in anticipo inoltre il suo già domenica scorsa a "casa" di Mara Venier durante Domenica In, alla faccia delle superstizioni che dicono che farlo prima porti male. 
Purtroppo oltre ad un compleanno musicale c'è anche un addio di (letteralmente) tutt'altra musica che va a Dandy Bestia,

l'ex chitarrista degli Skiantos il cui vero nome era Fabio Testoni ed aveva 72 anni. 
Fabio aveva lasciato la band di rock demenziale alla fine degli anni 70, ma poi era sempre tornato per tutte le reunion. 
Auguri quindi a Bobby e addio a Dandy. 

martedì 4 febbraio 2025

C'È SEMPRE UNA PRIMA VOLTA ANCHE PER GLI U2

 Oh raga, ma sapete che giorno è oggi? È il 4 febbraio, e sicuramente quello del 1985 se lo ricordano in parecchi per una maxi super nevicata che aveva coperto Milano nei giorni precedenti.


Ma non solo per quel motivo tale giorno è da ricordare poiché quel 4 febbraio per la prima volta gli U2 si esibivano in Italia dopo la pubblicazione di UNFORGETTABLE FIRE
La data, come si legge sul biglietto nella foto, era stata stabilità per la location del palasport, quello che sorgeva vicino allo stadio Meazza, ma quella neve caduta così abbondante aveva fatto parecchi danni in giro,

compreso lo sfondamento del tetto di tale struttura che non sarà mai più riparata, anzi verrà demolita. 
Capitasse adesso una nevicata così ti parte subito una conferenza sul cambiamento climatico e l'allerta meteo bloccherebbe qualsiasi cosa. 
Difatti l'organizzazione era finita subito nel panico perché le prevendite erano andate più che bene e l'unico posto dove poteva essere spostato il concerto era il Palatenda, con l'unico problema che la capienza era nettamente minore. 
Così in barba alle regole di sicurezza che al giorno d'oggi non ti permetterebbero assolutamente di farlo, tutto il superfluo venne eliminato dal Palatenda per far posto agli spettatori e gli U2 poterono eseguire il concerto che verrà replicato nei due giorni subito successivi al Teatro Tenda di Bologna. 
Per fortuna andò tutto bene, ma mi posso immaginare gli organizzatori tutta la sera con le mani nelle parti basse perché se qualcuno si faceva male sai che casino. 
Pochi mesi dopo i quattro irlandesi avrebbero calcato quell'altro palco, quello del Live Aid, crescendo sempre di più arrivando l'anno dopo a quello che probabilmente è stato il top della loro discografia, cioè The Joshua Tree. 
Comunque oggi cadono anche i 50 anni di Natalie Imbruglia, 

che con gli U2 non c'entra nulla, anzi, la bella australiana dopo il botto del primo album che conteneva la hit TORN (che rimane tuttora una delle canzoni top degli anni 90 e Valeria Rossi, quella di Tre Parole lo sa) non è mai più riuscita a fare di meglio, dedicandosi nel frattempo a cinema e soap opera con maggiori consensi. 
Fatto sta che se siete stati a quel CONCERTO di Milano di 40 anni fa di cui esiste il bootleg di qualità pessima


dove all'inizio Bono, già lungimirante, diceva in italiano che era la prima volta, ma non l'ultima, beh sappiate che avete contribuito anche voi a fare la storia. 

venerdì 11 ottobre 2024

LO SPAZIO È PER LE DONNE (PARTE TERZA)

 Già in passato ho parlato di donne nello spazio, e oggi sto pensando che quell'11 ottobre dell'orwelliano 1984 non sarà facile da dimenticare per Kathryn Sullivan


poiché mentre noi, chi con Schott e Timberland e chi dinerovestito come i dark, ci ascoltavano i dischi dei Cure, Depeche Mode, Smiths, Echo & The Bunnymen, l'appena pubblicato The Unforgettable Fire degli U2 e stavamo aspettando che i Duran Duran tirassero fuori The Wild Boys, lei se ne stava stava lassù nello spazio a galleggiare bella bella come se niente fosse. 
Era lei infatti un membro dell'equipaggio dello Shuttle e in tale frangente ebbe l'occasione per fare una passeggiata extraveicolare di più di tre ore diventando così la prima donna statunitense a fare tale attività (ma i Russi c'erano già arrivati pochi mesi prima e l'ho raccontato QUI), cosa che, ad uno con sempre i piedi piantati su questa benedetta terra, davvero riesce difficile immaginare che effetto possa fare.

Chissà se Kathryn si è emozionata come Jennifer Lawrence in Passengers e le è scappata una lacrimuccia (cosa che nel film succede con un evidente errore poiché la lacrima non colerebbe giù per la guancia, ma vabbè...). 
A dirla tutta se al suo posto ci fossi stato io forse mi scappava altro che una lacrimuccia, ma piuttosto qualcosa di molto meno romantico che sarebbe rimasto con me lì dentro la tuta... Ehm! 
Una curiosità è che Kathryn ha sperimentato anche la direzione opposta essendo la prima donna ad essere scesa nella Fossa Delle Marianne. 
Mica male eh? 
Altro che i film di fantascienza scrausi che ci becchiamo sulle piattaforme, magari attirati da un'immagine accattivante (uh, quante volte) o da Bruce Willis messo lì in primo piano, ma che poi dice due battute e ciao per i suoi ormai ben noti problemi di afasia. 
Adesso la Kat ha i suoi bei 73 anni e certe cose non le fa certamente più, ma sicuramente ne avrà tante da raccontare... 

martedì 1 ottobre 2024

IL FUOCO INDIMENTICABILE DI HIROSHIMA E DEGLI U2

 Primo ottobre e l'estate è sempre più alle nostre spalle con le temperature decisamente più basse, mentre, per il discorso piogge, quelle non ci sono mai mancate nemmeno nei giorni passati.


E se facciamo i conti ci accorgiamo che oggi sono pure passati quarant'anni da quel primo ottobre del 1984 quando nei negozi usciva The Unforgettable Fire, disco degli U2 che prendeva il titolo da una mostra fotografica su Hiroshima e che contiene la hit PRIDE (IN THE NAME OF LOVE).


Disco questo che vedeva la band sensibilmente in crescita dopo la collaborazione con Jimmy Iovine e Steve Lillywhite dei primi album, e la pubblicazione del loro primo live Under A Blood Red Sky, disco breve, ma bellissimo di cui consiglio anche la versione su VHS dove nel finale, mentre scorrono i titoli di coda si sente anche HARRY'S GAME dei Clannad,

band irlandese e canzone che Bono ha fortemente voluto inserire nel video perché l'adora da quando la scoprì una notte guidando in macchina (io nello STESSO MODO ho scoperto i Coma_Cose, vabbè) e che lo porterà a cantare con loro IN A LIFETIME.

Cambia quindi lo staff produttivo alle spalle dei quattro ragazzi ed entra in scena Brian Eno che all'inizio non era granché interessato a prendere in mano la faccenda e infatti aveva detto al suo collaboratore Daniel Lanois qualcosa tipo "vai avanti tu che mi vien da ridere...".

Salvo poi ripensarci dopo i primi incontri preliminari dove Brian si accorse che c'era qualcosa di grosso che poteva bollire in quella pentola irlandese. 
Ma l'uscita del disco non venne accolta bene proprio da tutti, anzi, in particolare un giornalista del Rolling Stone, che per rispetto della privacy chiameremo con un nome di fantasia tipo... Kurt Loder (😜), scrisse una recensione passata alla storia dove bollava la band irlandese come senza idee.

Cioè per lui quello che era un evidente progresso nel raffinare i suoni sia introducendo il synth e strumenti addizionali suonati dallo stesso Eno ed effetti di loop sulla chitarra, sia rendendo più corposa e compatta la parte ritmica di Larry e Adam, era solo un modo per coprire un vuoto creativo. 
Forse era anche troppo lungimirante sicuramente quel giornalista, dato che quel vuoto in realtà si sta verificando un po' adesso nelle ultime produzioni degli U2, ma all'epoca ci trovavamo invece davanti ad un gruppo con ancora tante cose da dire che verranno poi portate avanti con The Joshua Tree, altra pietra miliare della musica. 

venerdì 17 maggio 2024

QUANDO SBAGLI LA TONALITÀ, LA FRITTATA È FATTA

 L'ho visto anch'io il povero AlBano cantare l'inno italiano in occasione della finale di Coppa Italia e l'ho visto perdersi fra le note cercando di aggiustare dei passaggi al volo dopo delle clamorose stecche e un finale che più raffazzonato non poteva essere.


Cos'è successo? 
L'impressione che ho avuto è che il cantante pugliese, per mancanza di tempo o (spero davvero di no) per presunzione, abbia improvvisato tutto senza fare nemmeno una prova per trovare una tonalità adatta a lui. 
Preferisco non infierire oltre poiché già ci sono state ovunque le reazioni sui social, sul web, sulle testate giornalistiche, ma, a dimostrazione che invece sulla giusta tonalità aveva già fatto delle performances eccellenti, posto quest'altro INNO eseguito da lui perfettamente pochi anni fa.

La fondamentale differenza era che nel video qui sopra cantava sopra ad una base che gli ha dato quindi una nota ben precisa con cui partire, mentre stavolta era a cappella e così è andato un po' a caso secondo l'istinto traditore, prendendola troppo alta. 
Potenza ne ha certamente ancora il "ragazzo", ma certe note alte dell'altra sera sono impossibili anche per uno con la sua esperienza e capacità musicale. 
Madonna, per esempio adesso canta LIKE A VIRGIN due toni più bassa della versione originale del suo stesso disco


e, vabbè, ora non stiamo a vedere le canzoni che invece ha fatto in playback nell'ultimo tour, faccenda che ha fatto girare le balle non poco a quelli che si son pagati dei biglietti salatissimi. 
Non solo lei, però, ha scelto di tenere una tonalità più bassa, ma anche rock band come i Kiss hanno di recente suonato e cantato I WAS MADE FOR LOVING YOU riadattata un tono sotto con l'aggiunta di qualche coro preregistrato, però ricordo anche che purtroppo, nonostante l'escamotage tecnico, Paul Stanley (c'ha un'età) non era stato esattamente al suo massimo.

Un altro espediente per eseguire dignitosamente una canzone che in originale sarebbe da urlare come dei pazzi, è quello di farne una versione acustica, quindi piu soft, il che giustifica anche un canto più sommesso e delicato su una tonalità meno "appesa". 
Come gli U2 con la loro SUNDAY BLOODY SUNDAY riproposta solo chitarra e voci. 


Rimane pur sempre una canzone che, anche eseguita in questo modo, fa cantare lo stesso tutto uno stadio, si uno stadio come quello che ha sentito dal vivo AlBano...

mercoledì 8 maggio 2024

QUELLA VOLTA CHE HAI INCONTRATO DUE BUSKERS MOLTO PARTICOLARI

 I buskers, forse lo sapete già, sono i cosiddetti musicisti di strada (si, come i Måneskin prima di diventare famosi) che suonano ovunque sperando in una piccola offerta in denaro, nelle piazze, sui lungomare, anche nei corridoi delle stazioni delle metropolitane, un luogo che assicura un gran passaggio di gente e un tetto sopra la testa, che metti che piova...


L'unica nota negativa di quest'ultima location è che la maggior parte di quella gente passa di fretta tutta indaffarata per andare da qualche parte, magari a prendere qualche coincidenza, senza quasi degnare di uno sguardo i musicisti, ma quella domenica di due anni fa, l'8 maggio del 2022 qualcuno notó che c'era qualcosa di strano in quei due buskers nella stazione della metropolitana di Khreshchatyk a Kiev (ammetto di aver fato copia-incolla), perché assomigliavano maledettamente a Bono e The Edge degli U2. 
I soliti sosia da Tale E Quale Show? 
Non proprio, perché quelli erano davvero BONO E THE EDGE nel tunnel della stazione metropolitana, e suonavano gratuitamente per alcune decine di persone che si erano fermate curiose.


A loro si è poi unita la band ucraina Antytila per cantare insieme la celebre “Stand By Me” di Ben E. King, o, se preferite, "Pregherò" di Celentano (per non dire John Lennon, eh). 
Questa trovata era stata ideata per sensibilizzare la gente sul concetto di libertà che non riguarda solo l'Ucraina, ma tutti in generale, augurando che si potesse presto arrivare alla pace. 
Speranza per ora vana, anzi nel frattempo si è acuito anche un altro annoso conflitto mediorientale, ma, con tutto il rispetto per le lodevoli iniziative per la pace verso le quali si sono sempre fortemente dichiarati, dubito fortemente che stavolta i due irlandesi andranno a suonare anche da quelle parti. 

sabato 7 ottobre 2023

U2 - ATOMIC CITY E TAKE THAT - WINDOWS: DUE MONDI MUSICALI OPPOSTI CHE NON SI INCONTRANO

 Scrivere nel titolo del post di mondi musicali che si incontrano farebbe sicuramente incuriosire, facendo supporre collaborazioni particolari, ma questa volta non succede per niente.


Sarebbe un po' come annunciare che il nuovo singolo degli U2, ATOMIC CITY, è una bomba, cioè parrebbe solo un giochetto di parole facile facile, visto il titolo, eppure il pezzo ha una sua forza dirompente niente male. 
Canzone che non preannuncia nessun nuovo album, ovvero un brano standalone dei quattro ragazzi che, specialmente Bono e Adam Clayton (quest'ultimo mi ha ricordato Lello Arena, pensa te) si mostrano parecchio invecchiati ma ancora pieni di energia... atomica. 
Con il loro concerto hanno inaugurato il Las Vegas Sphere, il nuovo teatro da 20.000 posti con il prezzo del biglietto un po' tanto elevato (ma non era Bono che voleva far cancellare il debito pubblico dei paesi più poveri?), e forse non arriva così per caso il riferimento alla famosa bomba (che SCOPPIA E RIMBOMBA, coma cantava Johnny Dorelli) in un anno dove Nolan ci ha raccontato la storia di Hoppenheimer, e ancora non sarà difficile notare nella ritmica della canzone così pestata, una certa somiglianza con LONDON CALLING dei Clash,

ma soprattutto il ritornello che urla I'm free nello stesso modo in cui Debbie Harry dei Blondie cantava CALL ME sotto la produzione di Giorgio Moroder, dove pure la rullata iniziale è identica.

Collegamento mentale dovuto anche al fatto, forse, che ATOMIC era stato anche un altro bel singolo dei Blondie che tengo gelosamente nei miei 45 giri da collezione preferiti. 
Beh, magari perché sono stati sgamati, i quattro irlandesi, o meglio due, perché Adam e Larry (Mullen Jr.) non hanno mai voce in capitolo, hanno ammesso tali somiglianze come omaggi a quel periodo musicale in cui loro muovevano i primi passi. 
Mah... Prendiamola per buona dai, che già Vertigo aveva un inciso che ricordava da vicino YOU KEEP ME HANGIN'ON delle Supremes

e Invisible pescava il riff da PIEDONE LO SBIRRO
Con tutt'altro genere sono invece tornati in ballo anche i Take That ridotti a trio con Gary Barlow (ex cicciobombo cannoniere), Mark Owen e Howard (il papero) Donald e si presentano con WINDOWS


(e non fatemi la battuta che per la musica è meglio il Mac dai... 😜), un brano che ti riporta a certe sonorità morbide vagamente country tipo quelle degli America, che, nonostante il nome, sono una band britannica perché formata dai figli di militari statunitensi di stanza nel Regno Unito.

Comunque era SURVIVAL il brano degli America a cui mi riferivo.
E a forza di collegamento e citazioni quanta musica oggi... nuova e anche vintage, così contenti tutti. 

sabato 9 luglio 2022

MUSE E NUOVO ALBUM IN ARRIVO, CANTANTI REPLICANTI, BLACK EYED PEAS E GIOVANI ROCKERS IN CRESCITA

 Riecco i Muse che dopo ben 4 anni pubblicheranno belli belli il loro nuovo album ad agosto ed il lavoro è anticipato da una terna di singoli: prima Won't Stand Down che pare tornare ai tempi di Plug-in Baby e contenere un campione di Take On Me in mezzo a suoni cattivissimi e alla voce super saturata di Matt Bellamy, poi Compliance e infine il più recente WILL OF THE PEOPLE

che intitola anche l'album in arrivo e che... 
Mah... 
Non posso dire che sia brutto eh... 
Però boh... 
Mi ha lasciato un po' perplesso. 
Da notare comunque che il brano pare la citazione di Beautiful People di Marilyn Manson, anche se molto edulcorata rispetto ai prodotti standard di Brian Warner, in un videoclip che invece pare a metà strada fra Squid Games e Anonymous. 
Considerazione a parte per la versione fatta LIVE
con il mascherone sulla faccia che, per come esce pulita la voce di Matt, fa venire il dubbio che si tratti di un playback come al Cantante Mascherato della Carlucci, oppure Matt canta dietro le quinte mettendo un "sosia" davanti al microfono; ciò non sarebbe così strano poiché Billie Eilish l'ha fatto all'ultimo Coachella per i primi due minuti della sua esibizione, e già anni fa Michael Jackson invece, con la scusa della mascherina chirurgica sul volto (era avantissimo) e gli occhialoni scuri, di sicuro usava lo stesso trucchetto per farsi sostituire in occasione di apparizioni in pubblico che non fossero concerti.

Ma di cosa stavo parlando? 
Billie? Coachella? Michael? La Carlucci? 
Ah, si!!! I Muse!!! 
Altra cosa che sorprende non poco è che il nuovo tour toccherà anche posti piuttosto piccoli (tipo l'Alcatraz) per la band rapportati alle installazioni faraoniche e ipertecnologiche alle quali ci avevano abituati. 
Continuiamo ancora con la musica nuova, ma fa strano che, dopo un successo planetario come lo era stato I Gotta Feeling, i Black Eyed Peas, o quel che ne resta ormai orfani di Fergie, di nuovo spalleggiati da David Guetta e con la guest star Shakira (che ho faticato a riconoscere francamente),si ripresentino nel 2022 con una canzone esattamente copia-incolla dell'altra, con la sola differenza che ha un decimo dell'energia della gemella e non fa saltare manco con la dinamite.
È vero che DON'T YOU WORRY si avvale di un videoclip visivamente favoloso ispirato a Steven Spielberg e i suoi Incontri Ravvicinati, ma è proprio il pezzo che non porta nulla di nuovo, anzi sa di stantio di brutta maniera. 
Disco invece non nuovo poiché uscito quasi due anni fa, ma nuovo per il sottoscritto che ancora non l'aveva sentito, per Elijah Hewson figlio di Bono Vox con i suoi INHALER,
a
dove il ragazzo sfoggia una bella voce con un pochino (anzi tantissimo) di influenza del padre, ma manca quel qualcosa che ti lascia il segno dentro. 
Crescerà... 

sabato 26 giugno 2021

U2 & MARTIN GARRIX - WE ARE THE PEOPLE (E RINGO STARR)

 È ormai assodato che gli U2 come li conoscevamo una volta non esistono più. Non solo non sono più un quartetto, ma solo un duo dove Larry e Adam sono ormai confinati ad un ruolo di turnisti eccellenti e la rappresentanza la fanno solo Bono e The Edge, ma non sono nemmeno più quella combat band il cui leader durante l'US Festival si arrampicava sull'americana per sventolare una bandiera, confessando poi, nell'intervista dopo concerto, di aver fatto effettivamente una cazzata perché avrebbe potuto farsi seriamente male. Certo che quando appaiono ospiti (sempre in due) a programmi tipo da Fabio Fazio parlano sempre di diritti umani, ma siamo certamente anni luce dal gruppo che ha inciso quel Under A Blood Red Sky, disco live breve, ma stupendo. Talmente lontani che li vediamo persino associarsi a Martin Garrix, giovane dj produttore, per realizzare l'inno degli Europei 2021 (o 2020 come si continua a chiamarli in un modo un po' surreale perché, oh, avevamo già fatto pronto il merchandising l'anno scorso e vuoi che buttiamo via tutto?) WE ARE THE PEOPLE

canzone dal mood molto epico, certamente, ma che non ha mancato di suscitare qualche perplessità specialmente in quel passaggio particolare scelto anche dalle TV come stacchetto, in cui ricorda incredibilmente l'intro di RINGO STARR
cioè la famosa canzone dei Pinguini Tattici Nucleari. Ora non so se per il simpatico gruppo bergamasco è il caso di andare troppo a fondo, perché con quel caso simile tra AlBano e Michael Jackson si era scoperto poi che entrambe le canzoni pescavano da melodie di vecchi blues americani privi di diritti d'autore, salvo poi un' ultima udienza nella quale l'avvocato del cantante di Cellino è riuscito a farsi pagare dal Re del Pop una cifra ben più bassa di quanto richiesto in precedenza con la motivazione che c'erano 37 note uguali in sequenza... Vabbé. Fatto sta che i 2U2 (come sarebbe il caso di chiamarli ormai) erano già stati sospettati di plagio tempo fa e ne avevo parlato proprio QUI. Sospetto mai confermato, per cui beh... Sarà così anche stavolta... 

CON QUELLA FACCIA UN PÒ COSÌ

 Ma sarà un effetto ottico o sono tracce di vita extraterrestre? Questo si domandavano in milioni tra spettatori e lettori di fronte alla f...