mercoledì 5 ottobre 2022

JAMES BOND VS. BEATLES

 Il 5 ottobre del 1962, ovvero esattamente 60 anni fa, è stato un grande giorno nel Regno Unito, in quanto musica e cinema hanno visto la nascita di due miti monumentali:


veniva pubblicato infatti il primo singolo dei Beatles Love Me Do mentre nelle sale cinematografiche arrivava il primo episodio delle avventure di 007 con il semplice titolo di Dr. No, mentre per noi sarà Agente 007 - Licenza Di Uccidere, creando non pochi problemi anni dopo quando l'episodio con Timothy Dalton si chiamerà Licence To Kill e da noi, per non chiamarlo con lo stesso titolo del 1962, prenderà uno scialbo (come il film) Vendetta Privata, ma problema risolto alla radice con l'era di Daniel Craig dove i titoli sono tutti rimasti in inglese anche per l'edizione Italiana. 
Essendo il primo di una lunga serie ancora da venire, non aveva ancora quell'iconica apertura con Bond che cammina, si volta e spara (arriverà solo dal secondo episodio), e film a cui si perdona qualche effetto speciale un po' alla buona come la scena del ragno dove si vede benissimo la lastra di vetro che protegge Connery,

ma già con le basi per una lunga saga che è arrivata fino ai giorni nostri, anche autocitandosi come con Halle Berry che in La Morte Può Attendere, l'ultimo con Brosnan, riprende il look del famoso bikini con cinturone di Ursula Andress, e saga che tiene tutti i fans in fermento per sapere chi mai sarà il nuovo interprete.

Coincidenza o no, i Beatles saranno nominati anche nel mitico GOLDFINGER con Bond che dichiara quanto sia deleterio ascoltarli senza i tappi nelle orecchie (nel doppiaggio italiano, mentre in originale parla di "earmuffs", cioè paraorecchie).


Su questo parere di Bond (non di Connery, beninteso) dissento totalmente perché per i FabFour ho sempre avuto un occhio e orecchio di riguardo (fra film e musica) e sul loro primo singolo c'è anche una curiosità in quanto esistono tre versioni della stessa canzone, con tre batteristi diversi di cui il PRIMO
era stato il musicista più sfortunato della storia, cioè Pete Best che la suonava delicata sul bordo del rullante con anche un inciso molto personale ma che non convinse del tutto, perciò verrà poi sostituito da Ringo, dal tocco più deciso e squadrato per la pubblicazione del 45 GIRI,
ma a sua volta sostituito da Andy White nella VERSIONE presente su Please Please Me, il primo album dei 4, traccia dove Ringo invece ha suonato solo il tamburello (e se riascoltate la versione precedente infatti noterete che non c'era nessun tamburello).
Finezze volute da George Martin che era notoriamente incontentabile e sempre alla ricerca del particolare suono da mettere nei dischi. 
E per fortuna, aggiungo io, così abbiamo potuto avere tutta una serie di album uno meglio dell'altro che hanno ispirato tutto un mondo musicale a venire fino ai giorni nostri, esattamente come 007 ha ispirato il cinema di spionaggio. 
Forse allora non è stato un caso che entrambi debuttassero proprio quel 5 ottobre del 1962, proprio per lasciare quel segno nella musica e nel cinema.

martedì 4 ottobre 2022

SOPRAVVISSUTI: IDEA BUONA, MA...

 È partita ieri la fiction di Rai1 che racconta del quasi naufragio della barca a vela Arianna partita da Genova e dispersa in mare per un anno, con effetti speciali tipo La Tempesta Perfetta di Petersen e sottotrame di tradimenti, segreti da non rivelare, mentre vediamo i sopravvissuti che si confrontano con parenti, familiari, amici.


Non sarebbe male, ma, probabilmente per un curioso problema tecnico, le prime due puntate sono andate in onda a velocità dimezzata con il risultato che tutto pareva al rallentatore... 
Come? 
Nessun problema tecnico? 
Ah è proprio lo stile fiction Rai che va al rallentatore? 
Eh... Saperlo prima... 
Mi sarei addormentato sul cuscino invece che sul... Lino Guanciale...

lunedì 3 ottobre 2022

DOCTOR STRANGE NEL MULTIVERSO DELLA FOLLIA: QUEST'ULTIMA PAROLA BASTEREBBE GIÀ COME TITOLO

 I pezzi grossi del cinema, dopo la sua versione di Spiderman, avranno pensato che se Sam Raimi prende le redini di un film Marvel può essere una garanzia, ma senza considerare che tale artista può diventare pure una mina vagante e fuori controllo. 


E difatti è quanto mi è sembrato accada in questo secondo episodio delle mirabolanti avventure di Doctor Strange che parte già a tavoletta dalle prime scene, ma lì per li pensi che perlomeno ti gasa da subito e mi sta bene, poi però la faccenda del multiverso comincia a derapare a destra e a manca e lì il controllo della tenuta di strada comincia a farsi precario finché davvero non si va a sbattere sfasciando tutto. 
Nel senso che da metà film in poi ho trovato le stesse cose che mi hanno deluso nel FINALE DI WANDAVISION, cioè scontri in stile Dragonball, fracassoni e spaccatutto, ma perlomeno bisogna dire che sono realizzati dalla ILM con effetti speciali sorprendenti e non pezzenti come nella serie SHE-HULK (ci mancava solo quello). 
Inoltre, il film ormai è parte di una maxiserie composta dai film e serie tv Marvel, per cui se (difficile) non hai seguito WandaVision non ti sarà chiara la questione dei figli immaginati da Scarlet Witch. 
Ma continuity a parte, Sam nelle due ore nette della pellicola (perché 6 minuti son solo di titoli di coda) passa dal film di supereroi ad un quasi sequel de L'Armata Delle Tenebre impreziosito dalle musiche di Danny Elfman, con Doctor Strange anche in versione morto vivente semidecomposto ed un libro magico da proteggere (non il Necronomicon, ma ci siamo vicini). 
Raimi condisce il tutto con il cameo (anche dopo tutti i titoli di coda) di Bruce Campbell che lì per lì avevo scambiato per John Lithgow (pensa te come sono messo) nei panni del venditore ambulante. 
Non è però autocitandosi in questo modo che si fa un film, ma lo dico io che regista o sceneggiatore non sono e probabilmente ne capisco molto meno di tutti quelli che invece hanno definito questo lavoro molto meglio di Il Grande E Potente Oz, che invece a me era piaciuto, guarda un po', perché perlomeno una storia c'era. 
Qui invece la storia è una cosa minima scritta su un tovagliolino di carta come le misure (sbagliate) della scenografia in THIS IS THE SPINAL TAP, sovrastata da portali, magie, e super effettoni mirabolanti, ma che alla fine mi sono apparsi vuoti come i set verdi dove gli attori (seppur bravissimi) hanno recitato tutte le scene o la maggior parte di esse. 
In conclusione, non è che la faccenda del multiverso ora sta prendendo un po' troppo la mano agli sceneggiatori per cui ora stanno a seguire la regola del "tanto vale tutto"?. 
No, perché in tal caso sto sentendo già una certa stanchezza verso questi prodotti, e pensa che ancora devo vedere Thor Love & Thunder... 
Ma già che io salto con piacere di palo in frasca e il titolo originale parla di MADNESS...  perché non buttare lì un pezzo "che non c'entra un cazzo ma che piace ai giovani"... come me 😁?

 

domenica 2 ottobre 2022

ARMAGEDDON DIVENTA REALTÀ (CON UN PIZZICO DI STAR WARS) MENTRE SE NE VA IL WRESTLER CHE HA SCONFITTO L'UOMO TIGRE

 È nato prima l'uovo o la gallina? Oppure la vita è sogno o il sogno è vita? Cioè insomma, la realtà si ispira al cinema oppure è il cinema che anni fa si è ispirato ad alcuni studi sugli asteroidi? Attendiamo una risposta da Alberto Angela e Gigi Marzullo, caso mai leggessero questo blog (siii, credici), ma nel frattempo posso dire che di recente è stato fatto davvero un esperimento nello spazio per vedere se sia possibile deviare la traiettoria di un eventuale asteroide minaccioso per il nostro pianeta, e non è un'ipotesi così balzana se pensate che la scomparsa dei dinosauri pare sia stata dovuta proprio ad un tale evento dal quale si sono salvati solo gli organismi più piccoli.


La prova fatta era molto semplice da descrivere, nel senso che una sonda doveva schiantarsi ad alta velocità contro un asteroide scelto a caso per deviarne il percorso colpendolo come negli autoscontri del Luna Park, ed il tutto è stato ripreso da due telecamere, perciò nessun bisogno di mandare degli "uomini veri"


che fanno la classica camminata tutti in fila per andare in missione nello spazio lasciandoci secco anche il Bruce Willis di turno che saluta la figlia per l'ultima volta nella famosa scena finale strappalacrime. 
Niente di tutto ciò, nemmeno le esplosioni tanto care a Michael Bay (che tanto nello spazio i KABOOM!!! non si sentono mica). 
La missione era in pratica simile a quando le boccette del biliardo si cozzano e seguita da remoto, da cui pare che sia stata un successo, ma la cosa simpatica sono gli acronimi creati (anche un po' forzati suppongo) per dare dei nomi stranamente familiari ai macchinari impiegati: la sonda lanciata contro l'asteroide si chiama D.A.R.T. e le due telecamere sono L.U.K.E. e L.E.I.A.

Piccolo il mondo eh? O meglio...la galassia, che così non pare più molto lontana lontana come tanto tempo fa... 
E, sempre per quanto riguarda il sottile confine fra realtà e fantasia, si è spento a 79 anni Antonio Inoki, il mitico wrestler giapponese che prese il suo nome d'arte all'italiana dal pugile Antonino Rocca e che già da anni stava combattendo contro una serie di patologie ben più subdole dei suoi avversari sul ring, fra cui dei gravi danni alla colonna vertebrale che lo costringevano sulla sedia a rotelle. 
Da tempo era entrato in politica, ma la sua fama è dovuta più che altro alle sfide fatte contro i grandi campioni come Mohammed Alì, perché Inoki faceva parte, si, del mondo del wrestling dove c'è tanta finzione scenica, ma era anche un lottatore vero.

Talmente vero da superare i confini della realtà e finire pure nei manga e anime de L'Uomo Tigre battendo il protagonista.
Addio Antonio. 

sabato 1 ottobre 2022

THE FABULOUS WEALTHY TARTS: CHI SONO? CHIEDETELO A PAUL YOUNG

 Quando nel 1983 uscì No Parlez di Paul Young, album quasi tutto composto da cover,


con quella bomba di Love Of The Common People, cover pure quella, tutti, chi più chi meno, rimanemmo colpiti dalle due coriste che sottolineavano ogni frase della canzone con i vari "Ah ahiaaa", "Oo naa, oo naa", "Boom cha" e via così, talmente precise e perfette da sembrare campionate (ma doveva ancora arrivare quell'epoca) e in video coreografavano pure il tutto con movimenti e mossette studiate che attiravano l'attenzione così tanto al punto che ci sono dei VIDEO LIVE
dove Paul si vede pochissimo e la camera sta quasi tutto il tempo su Maz e Kim, le The Fabulous Wealthy Tarts che era il loro nome da duo con il quale avevano già all'attivo un lavoro come coriste in un PROGRAMMA MUSICALE alla BBC.
Per tutte queste ragioni nessuno mi toglie dalla testa che gran parte del successo di Paul Young, senza nulla togliere a lui, sia stato anche dovuto alla loro presenza nel disco e negli show. 
Difatti le stesse canzoni proposte poi anni dopo nei tour successivi con un trio di coristi maschi di colore, non facevano più lo stesso effetto. 
Maz (Roberts) & Kim (Lesley), dato che il loro talento era stato notato un po' da tutti nel giro discografico, hanno anche tentato la carta di uscire sul mercato con un LORO DISCO,
ancora una cover, stavolta di The Last Time degli Stones, ma dal risultato poco rilevante, come anche il ritorno tempo dopo con il nome di 2 Much ed il singolo WHEN THE OUTLAWS COME.
Probabilmente con dei brani più adatti e una produzione migliore le cose sarebbero andate molto diversamente perché i numeri le due ragazze li avevano, ma se non li giochi nel modo giusto quei numeri alla fine non ti fanno vincere niente. 
Maz comunque si è consolata sposando Pino Palladino, il bassista di Paul (uno dei migliori al mondo), Kim canta ancora in ambito religioso (e famola sta battuta che "canta da Dio"), mentre purtroppo Paul ha avuto poi dei gravi problemi alle corde vocali per i quali non riesce quasi più a cantare come si vede da questo recente SPEZZONE LIVE,
e difatti è uno di quelli che sono ricorsi al playback durante lo SHOW condotto da Amadeus all'Arena di Verona di cui stasera va in onda l'ultima serata, e a proposito del quale colgo l'occasione per tornare sull'argomento e dare una tiratina d'orecchi (come diceva Mike Bongiorno) anche ai miei amati ROCKETS perché il leader Quagliotti nei commenti sui social continua a negare di averlo utilizzato quel benedetto playback nel loro MEDLEY, mentre, invece di incazzarsi come sta facendo, dal mio punto di vista sarebbe persino giustificato (ok sono un po' di parte) dato che è più che palese che, fra trucco argentato e costumi avveniristici, si voleva creare l'illusione di avere i membri originali sul palco con le stesse sonorità (e infatti le voci che si sentivano erano quelle registrate di Christian LeBartz e "Little" Gerard L'Her).
Illusione perfettamente riuscita perché ho sentito gente che credeva davvero fermamente di aver visto i 5 originali, cioè questi:

Ma ne avevo già parlato della differenza fra il playback per necessità e per comodità, per cui Paul l'ha utilizzato per forza maggiore e i Rockets in nome dello spettacolo, ma se altri invece hanno mimato solo per comodità o per timore di prendere una stecca (e ci sono stati e potrei fare nomi e cognomi), no... non sono scusabili.

venerdì 30 settembre 2022

IL GANGSTA'S PARADISE ACCOGLIE COOLIO

 Anche oggi purtroppo una nota triste, e nota in questo caso è il temine più appropriato perché si parla di una dipartita nel mondo della musica, in quanto il rapper Coolio,


59 anni, è stato trovato ieri senza vita nel bagno di casa sua, ma le cause della morte non sono ancora state chiarite anche se, dalle prime ipotesi, pare si tratti di un arresto cardiaco.

Il suo più grande successo per cui è stato premiato anche con un Grammy e tre MTV WMA, risale agli anni 90 con GANGSTA'S PARADISE che altro non era che una rilettura di una canzone degli anni 70 di Stevie Wonder secondo lo stile e i temi cari al mondo del rap, ma senza volgarità alcuna, cosa richiesta espressamente da Stevie per dare il permesso di utilizzare il suo sample. 
In realtà il primo testo non era esattamente "pulito", ma pur di poter utilizzare Pastime Paradise, la canzone originale di Wonder, venne eppurato da ogni frase troppo "pesante", anzi se si analizza con attenzione la canzone, si scoprono anche molti riferimenti religiosi. 
Anche qui nel caso di Coolio c'è un legame con il cinema in quanto il pezzo era la soundtrack di Pensieri Pericolosi con Michelle Pfeiffer che appare anche nel videoclip, e citato poi anche in Bad Teacher - Una Cattiva Maestra con Cameron Diaz, e Justin Timberlake, ma dalla sua il rapper aveva collezionato anche diversi camei in svariate pellicole ed anche in serie tv famose come Streghe, LA TATA,
Joey e Sabrina Vita Da Strega. 
Altra nota, ma stavolta leggera, è che alla frase "È morto Coolio" ho sentito davvero rispondere "Iglesias?".
Può succedere 😁. 
Goodbye Coolio.

mercoledì 28 settembre 2022

I ROCKETS A VERONA E IL CASO DELLA CANZONE SCOMPARSA

 Il titolo del post di oggi è un po' come se fosse quello di un romanzo di Sir Arthur Conan Doyle, perché se state seguendo su Rai 1 le SERATE condotte da Amadeus all'Arena di Verona sulla musica degli anni 60,70, 80 e 90, sarete arrivati anche voi alla seconda che è andata in onda sabato scorso lasciando un alone di mistero sull'esibizione dei ROCKETS, tornati argentei per l'occasione (ogni tanto lo fanno, si) anche se con una formazione del tutto nuova e ringiovanita, fatta eccezione per il tastierista Fabrice Quagliotti che comunque si porta benissimo i suoi 61 anni.


Chi aveva presenziato durante le riprese all'Arena, ricordava molto più lungo il medley che i Rockets avevano presentato, poiché dopo Electric Delight, Fabrice imbracciava la keytar (quella tastiera a tracolla resa famosa da Sandy Marton, per capirci) e andava in prima linea per Galactica, che invece in tv è stata brutalmente tagliata via. 
Perché un tale trattamento? 
Misteri delle tempistiche Rai a cui paghiamo pure un abbonamento che una volta era abbastanza giustificato, ma adesso con i programmi e i film farciti di spot come le reti commerciali sembra solo un sistema ambiguo per incamerare denaro.

Per fortuna, sul canale ufficiale YouTube dei Rockets è stata resa disponibile la PERFORMANCE INTEGRALE comprensiva di Galactica con John Biancale (il nuovo cantante) che qui cercava di riportare sul palco il personaggio alieno e allucinato che era di Christian LeBartz e, nel mimare le famose e caratteristiche pose e mosse del suo predecessore, cominciava anche a perdere il sottocasco argentato già dalla canzone precedente (fateci caso).

Sono però necessarie due note tecniche: la prima è che l'audio di Galactica è leggermente inferiore al resto perché è stato recuperato dalla traccia che usciva dai monitor, mentre la seconda è che tutto il blocco era un playback realizzato con le tracce originali dei dischi che presentavano la formazione originale con LeBartz, L'Her, Groetzinger, Maratrat e, naturalmente, Quagliotti. 
Un po' una birichinata, è vero, questo playback che è stato utilizzato da diversi artisti che si sono esibiti nel programma come persino i finti Matia Bazar (non c'è più nessuno degli originali). 
Anche Paul Young ha avuto tale necessità durante la prima serata, ma solo a causa dei gravi problemi alle corde vocali che ha avuto in passato e che gli hanno precluso totalmente la possibilità di raggiungere il falsetto. 
Per la precisione TUTTE le canzoni eseguite lì hanno la musica su una base, anche quelle su cui l'artista ha cantato davvero dal vivo come Gloria Gaynor, The Trammps, Holly Johnson, e gli strumenti sul palco servono solo a far scena. 
Gli SHOW ATTUALI dei Rockets invece sono "quasi" tutti suonati dal vivo (con campioni e sequenze, certo) ed anche con arrangiamenti ritoccati per essere al passo con i tempi.
Ho dovuto virgolettare il "quasi", poiché è pur vero che alcune parti preregistrate ci sono (non come dice Red Ronnie però, che secondo lui tutti i concerti sono al 90% finti) e ci sono anche state in passato diverse occasioni dove Fabrice ha fatto il frontman come nei primi anni 2000 qui a MODENA,
mollando la sua postazione alle tastiere (tanto le sequenze vanno da sole) e cantando lui personalmente le canzoni, fino ad arrivare a farla davvero "sporca" con Galactica eseguita da tutti palesemente in playback sull'audio del disco originale opportunamente rimontato. 
Eh... Cosa non si fa per sopravvivere. 
Perché si, che i Rockets, si narra che vengano dal futuro, ma in realtà quasi 50 anni son passati da quando uscì il loro primo singolo di successo Future Woman, che sul retro conteneva quella famosa VERSIONE DI APACHE degli Shadows.
Perciò per un curioso cortocircuito spazio-temporale, si sono dovuti adeguare pure loro ai tempi che si sono inesorabilmente evoluti, fra cambi di formazione ed aggiornamenti tecnologici che hanno un po' mutato il suono della "universal band", compreso pure un discusso periodo New Romantic

tutto pizzi e pettinature cotonate, restando però nel campo del sound elettronico. 
Nel loro caso, in una esibizione televisiva votata al revival, la finzione scenica è servita per poter avere l'illusione di riportare i "vecchi" Rockets originali in una sorta di Tale E Quale Show all'Arena di Verona, che vale un po' come l'operazione con la quale sono stati di recente ricreati digitalmente gli ABBA di 50 anni fa. 
P.s.
Anche su RaiPlay c'è la versione "mozzata". 

martedì 27 settembre 2022

NESSUNO COME NOI: FRA CLAUDIA MORI, RAIMONDO VIANELLO E IL NUOVO GOVERNO

 Volfango DeBiasi, regista di commedie mediamente riuscite come Un Boss In Salotto e UNA FAMIGLIA MOSTRUOSA, abbandona per una volta il tono leggero (un cambio drastico come quello avvenuto al governo con queste elezioni) e si butta a dirigere una storia di tradimenti parallela ad amori giovanili degli anni 80, con un risultato così così perché pare di vedere la classica fiction di Canale 5, emittente dove è stato mandato in onda.


Nessuno Come Noi (pare davvero uno slogan politico, no?), film del 2018 tratto dal romanzo omonimo di Luca Bianchini dal titolo che ricorda Come Te Nessuno Mai di Muccino (ma magari fosse così), era lì e l'ho subìto passivamente con tutte le pause pubblicitarie


(in realtà nel frattempo stavo facendo ben più interessanti ricerche comparative su internet su cose da acquistare per cui davo lo stesso peso agli spot come al film), ma è disponibile pure su Netflix, con il momento top per me di quando Alessandro Preziosi sembra rifare pari pari la scena raccontata nel disco Buonasera Dottore di Claudia Mori parodiata anche da Raimondo Vianello e Sandra Mondaini in un FAMOSO SKETCH di Tante Scuse.

Ecco lì è tornato il Volfango che conoscevo... e giù risate 😜. 
Solo che l'intenzione non era esattamente quella di far ridere... 
E, tornando al parallelismo iniziale con il neonato governo, vedremo presto anche lì se ci sarà da ridere per i grossi cambiamenti oppure no. 

lunedì 26 settembre 2022

ADDIO ALLA TERRIBILE CAPOSALA DEL CUCULO (E NON SOLO A LEI)

 È mancata ad 88 anni Louise Fletcher, l'attrice che in Qualcuno Volò Sul Nido Del Cuculo interpretava la sadica infermiera Mildred Ratched,


quella originale e non quella della SERIE SU NETFLIX tanto discussa che comunque a me non dispiaceva per tutta una serie di motivi che ho già spiegato. 
Oltre a parecchie presenze in una cinquantina di film e serie tv, altro suo ruolo importante era stato nella serie Star Trek Deep Space Nine dove appariva in diversi episodi. 
Un volto da donna di carattere il suo che in questa foto d'epoca (1959)

mi ha fatto pensare persino a SHE-HULK, la serie Disney sulla cugina di Bruce Banner che sto seguendo, non certo per il fisico muscoloso o il colore della pelle, ma solo per una certa somiglianza con Tatiana Maslany.

"Chi è Tatiana? Chi è Tatianaaa??? (cit. Gabriele Cirilli). 
Ma sempre a divagare, mannaggia... 
A 95 anni se ne va anche Henry Silva, attore americano con una faccia scolpita esattamente per fare il ruolo del cattivo anche in parecchi film italiani.

Era un stato anche uno degli interpreti di COLPO GROSSO, ovvero il primo Ocean's Eleven, quello originale con il Rat Pack di Frank Sinatra. 
Il suo decesso è avvenuto in effetti più di una settimana fa, ma, chissà come, avevo perso la notizia forse a causa del l'imponente invasione promozional-politica nei notiziari. 
Per finire, anche il cinema e il teatro italiano salutano un'attrice molto popolare nei cosiddetti "peplum" degli anni 60, cioè Lydia Alfonsi che ci lascia a 94 anni.

L'ultima sua apparizione era stata in La Vita È Bella di Benigni, ma nel 1964 aveva anche vinto un premio televisivo per lo sceneggiato Mastro Don Gesualdo (adesso sarebbe chiamata miniserie se andasse su Netflix). 
Goodbye Louise, Henry e Lydia. 

domenica 25 settembre 2022

PER NOI SUA MAESTÀ È SEMPRE SUA MAESTÀ, UOMO O DONNA CHE SIA

 In questi giorni sta girando una notizia, specie sul web dopo la dipartita di Elisabetta II, in cui si parla del profondo rinnovamento di James Bond che, oltre ad avere un nuovo attore che lo interpreterà, non sarà più al servizio segreto della Regina, ma del Re.


Cosa però che per noi italiani non cambia granché dato che, come recita il titolo di quell'unico e sfortunato film con George Lazenby, 007 era si al servizio segreto di Sua Maestà, ma nella nostra lingua risulta senza allusioni al sesso della regale persona, mentre in inglese la differenza ci sarà eccome fra Her Majesty e His Majesty, come tante diciture storiche che sono già state modificate in U.K. 
Potrebbe essere una ragione di più per preferire la lingua originale nei prossimi film in quanto nei dialoghi potrebbero esserci dei riferimenti al cambio avvenuto al vertice del regno. 
Potrebbe... ma lo sapete che alla fine son pigro e preferisco i doppiaggi, se fatti bene. 

sabato 24 settembre 2022

UN PO' DI MUSICA DI FINE ESTATE

 Ieri, equinozio d'autunno, ci siamo lasciati l'estate alle spalle; un estate di musica dove al furbetto malandrino David Guetta piace vincere facile e per la sua nuova hit I'M GOOD non prende solo un campionamento, ma ricalca e risuona pari pari il successone degli Eiffel 65 (nel titolo però tra parentesi ce lo mette Blue) con tutto un nuovo testo e la fa cantare a Bebe Rexha con tutte le sue curve fasciate nel latex.

Dimostrazione che quella canzone è diventata una delle più popolari della italo disco anni 90 e non è sicuramente la sola. 
Dal brio dance si passa a coloro che paiono l'ombra di loro stessi come sono diventati i Red Hot Chili Peppers che, aldilà dell'energia solita che ci mettono, con la nuova TIPPA MY TONGUE convincono davvero poco e hai voglia Anthony di stare lì a fare yayayayayayaya tutto il tempo che tanto il pezzo rimane brutto.
Sorpresina invece con Malika Ayane, che non è una delle mie cantanti preferite, specie per il ricordo di quando faceva la precisina rompiballe come giudice a X-Factor, però devo ammettere che il suo singolo UNA RAGAZZA è parecchio accattivante con il mood anni 60 che ha come il fashionissimo look da swinging London che sfoggia nel video.
Quindi un weekend d'autunno in musica, dove, come in un film di Sergio Leone, ci sono più o meno Il Buono, Il Brutto E Il Cattivo... 
In quale ordine lo deciderete voi😜. 

venerdì 23 settembre 2022

LE ROCAMBOLESCHE AVVENTURE DI ROBIN HOOD CONTRO L'ODIOSO SCERIFFO: FAI PRIMA A VEDERLA CHE A DIRE IL TITOLO

 Ecco un'altra serie tv firmata da Mel Brooks dopo quella bomba di GET SMART, ma stavolta subito successiva a quel GRAN FILM che conosciamo.


Il lunghissimo titolo italiano è totalmente inventato, ma forse più efficace dell'originale che era When Things Were Rotten, che suona un po' tipo Quando C'era Del Marcio, mentre così si fa capire da subito come funziona la serie che è appunto una rilettura delle avventure di Robin Hood, molto prima del film che sempre Mel porterà sullo schermo con Cary Elwes, Robin Hood, Un Uomo In Calzamaglia.


I personaggi qui sono quelli del romanzo in un contesto dove Mel manovra tutto secondo il suo stile sopra le righe con un frate Tuck interpretato dal mitico Dick Van Patten che tornerà anche nell'altro film, ma con un ruolo diverso, Robin con il volto di Dick Gautier, già nel cast della serie sull'agente segreto pasticcione,

e Lady Marian che è quella Misty Rowe di cui avevo già parlato tempo fa per un paio di FILM BIOGRAFIA su Marilyn Monroe di dubbia qualità, ma non per causa sua, perché si parla spesso di attori cani, ma esistono anche parecchi registi da paragonare ai fedeli quattrozampe. 
Sempre da quella vecchia serie parodia di James Bond, arriva anche Bernie Kopell che ritroveremo più avanti nel tempo come Doc, il medico di bordo della famosa LOVE BOAT.

Sono solo 13 episodi che compongono un'unica stagione, che però vale come una e mezza abbondante di quelle che vengono prodotte adesso. 
Breve (più del suo titolo italiano, appunto), ma divertente se vi piace lo stile di Mel Brooks. 

giovedì 22 settembre 2022

L'INCREDIBILE BURT WONDERSTONE: ILLUSIONISTI NEL CINEMA, MA SENZA CHRISTOPHER NOLAN

 Ricordate The Prestige di Nolan dove due maghi illusionisti erano acerrimi rivali?


Ecco, questo è un'altra cosa già per il fatto che i due rivali, per questioni passate irrisolte, ma colleghi sul palco, siano Steve Carell e Steve Buscemi, con lo spirito quindi rivolto alle battute demenziali e alle trovate visive esagerate, ma anche con una morale di fondo. 
E non siamo nemmeno nei paraggi di Now You See Me di cui questo film è precedente. 
Però di trucchi, di illusioni si parla anche qui con un cast completato da Jim Carrey capellonato (come i suoi colleghi) nei panni del terzo incomodo cioè un mago di strada che sta rubando la scena a tutti, James Gandolfini, Alan Arkin e Olivia Wilde, ed io un film dove c'è Olivia Wilde lo guarderei già in partenza, così senza pregiudizio, anche se poi qui (come quasi sempre nei film che ha interpretato) non è così incisiva come ci si aspetterebbe avendola conosciuta nella serie Dr House dove il ruolo forse le si confaceva di più. 
Ad un certo punto però occhio che la Olivia ti appare conciata come le luchadoras messicane!!!


È c'è pure il cameo di un grandissimo illusionista vero...
Su Prime Video. 

mercoledì 21 settembre 2022

STEPHEN KING COMPIE 75 ANNI

 Tre quarti di secolo sono già una bell'età ed è quella che ha raggiunto il nostro amicone Stephen King proprio oggi portandola anche egregiamente dopo certi trascorsi non proprio eclatanti.


Grazie a lui il cinema ha avuto un'infinità di soggetti da cui attingere, in verità quasi mai rispettati fino in fondo, ma in alcuni casi persino migliorati nei finali che, lo dicono in tanti, per lo scrittore sono un po' come un tallone d'Achille.

Cioè non che non funzionino su carta eh, però parlando, per fare un esempio, di cose tipo Shining, le modifiche apportate da Kubrick lo hanno reso davvero migliore, anche se lì per li all'autore non era andata giù molto bene. 
Altri film invece hanno sfruttato malamente il nome di King, uno su tutti IL TAGLIAERBE che delle idee di Stephen ha si è no poco più di un minuto, per cui il nostro scrittore aveva fatto partire una legittima causa legale. 
Dal suo esempio poi sono nati altri emuli scrittori e anche registi, perché pure lui ha provato a stare dietro alla macchina da presa con Maximum Overdrive,

titolo originale stupendo dove fa pure un cameo, ma che in italiano diventa un insipido Brivido; e per tutto ciò che ha scritto, e che ancora non si stanca di fare, i DUFFER BROS. lo stanno ringraziando ancora adesso. 
Vorrei chiudere con una frase originale, ad effetto, ma mi pare che in questi giorni, a causa di certi fatti di cronaca, sia un po' abusata... 
Auguri e lunga vita al Re... 
Vabbè... pareva carina... 

martedì 20 settembre 2022

DOLLHOUSE: OVVERO "LA CASA DEI DESIDERI" PER IL PUBBLICO ITALIANO

 Persone denominate Dolls (ma anche Attivi) che lavorano per un'organizzazione che cancella loro la personalità e ne impianta una nuova a seconda delle esigenze, belliche, erotiche o quant'altro.


Ecco il plot di Dollhouse, serie di fantascienza del 2009 ora su Disney+, ideata da Joss Whedon (si quello là famoso) con protagonista Eliza Dushku, che si è fermata dopo un paio di stagioni quando veniva trasmessa sul canale Fox,

ma quelle stagioni che contavano ancora tanti episodi a botta, perciò non si può fare il confronto con gli 8 episodi standard voluti (o imposti) dalle piattaforme streaming al giorno d'oggi. Sono 26 quindi gli episodi più uno mai trasmesso negli U.S.A. (in Italia invece si, su Cielo dove la serie si presentava con il titolo La Casa Dei Desideri) presente nei cofanetti per l'home video, cioè un prodotto abbastanza sostanzioso.

Forse anche un po' troppo fantasioso con Eliza che, di volta in volta, diventa personaggi diversi, ma, al contrario dei suoi colleghi Dolls, mantiene nella sua memoria delle briciole di ricordi di chi fosse prima, con un agente federale che la tampina sospettando la sua vera identità, ma ad un certo punto l'interesse è scemato e la dura legge del gol... ehm... del network ha deciso che lo show non interessava più agli sponsor per cui non ha più rinnovato la serie.

Si, forse in alcuni casi eravamo in presenza di un vero e proprio fanservice che manco negli anime hentai... ma ci poteva stare. 

lunedì 19 settembre 2022

THIS IS SPINAL TAP: IL ROCKUMENTARIO FONDAMENTALE

 Avevo parlato brevemente di questo divertentissimo film di e con Rob Reiner che documenta le vicende di una fantomatica band hard rock inglese chiamata Spinal Tap,


in occasione della scomparsa di RIC PARNELL che interpretava uno dei molteplici (e sfortunati) batteristi della band deceduti in circostanze assurde tipo autocombustione,

o un incidente di giardinaggio che però non viene spiegato, oppure ancora un'altro soffocato dal vomito, cosa realmente accaduta a John Bonham dei LED ZEPPELIN, ma con la differenza che stavolta il vomito trovato dentro al batterista non era il suo, ma di "qualcun altro" non specificato. 
Il film, un assoluto cult da riscoprire per cui si merita perciò un post tutto per sé, si svolge seguendo gli Spinal Tap e intervistandoli durante quello che doveva essere un trionfale tour americano risoltosi invece, a causa anche del nuovo disco con una copertina poco gradita, in una serie di date annullate e concerti raffazzonati in luoghi improbabili tipo: "Spettacolo di Burattini e Spinal Tap". 
Il copione dava un abbozzo biografico dei personaggi e gli attori improvvisavano quasi tutto e per questo risulta divertentissimo in ogni secondo della pellicola come nella famosa scena dell'amplificatore speciale con il volume che arriva a 11,

diventata un vero e proprio modo di dire come un messaggio in codice nel mondo musicale e che dà anche il nome ad un'edizione speciale in blu-ray,

e poi il baccello difettoso, il metal detector, la ricerca del palco, la scenografia di Stonehenge, tutte trovate da piegarsi in due e che, nonostante le canzoni abbiano dei chiari doppi sensi sessisti, mai vanno a cadere sul pecoreccio come invece fanno altri film demenziali tipo il reboot di JAY & SILENT BOB.

Questo perché, anche se lo sembra, non si tratta di un film demenziale e, anzi, la cura con cui è realizzato lo rende più credibile di tanti biopic che vorrebbero essere veri, ma che invece puntano alla scena scandalosa più che alla sostanza. 
E se posso dirlo, ci ho visto pure un po' di Help e A Hard Day's Night, I film dei Beatles, anche perché il bassista Derek Smalls (Harry Shearer) nella pellicola ha certi atteggiamenti ed espressioni che mi ricordavano Ringo Starr dei Fab Four.
 
La sorpresa poi è stata anche che gli attori/musicisti del film, mai avrei pensato di ritrovarli molto tempo dopo in cose tipo Better Call Saul, dove Chuck (Michael McKean) altri non è che David St.Hubbins, il biondo leader chitarrista, oppure Nigel Tufnel (Christopher Guest) che torna a lavorare con Rob pochi anni dopo in LA STORIA FANTASTICA (altro cult che dovete assolutamente vedere per Inigo Montoya, cioè Mandy Patinkin). 
Camei di Patrick McNee (John Steed di AGENTE SPECIALE) nella parte del discografico dirigente della Polymar (parodia della Polygram), Fran Drescher (che conosciamo come Francesca Cacace, cioè La Tata) nei panni dell'addetta alle pubbliche relazioni, Billy Cristal più volte diretto da Reiner e qui mimo/cameriere, Anjelica Houston che crea la scenografia di Stonehenge alla quale però Nigel ha fornito le misure sbagliate scritte su un tovagliolino di carta,

e tanti altri. 
I tre protagonisti, che principalmente sono dei comici, hanno poi impersonato la band in molteplici occasioni nell'ambito di programmi televisivi ed eventi (pure David Gilmour si è esibito con loro), ed esiste anche un seguito, un film per la tv di cui non ero assolutamente a conoscenza, non più diretto da Rob Reiner e (pare) molto meno interessante, ma non è detto che non recuperi pure quello. 

domenica 18 settembre 2022

BUONGIORNO PAPÀ: ULTIMI STRASCICHI DI REPLICHE ESTIVE

 Film del 2016 visto appunto durante le innumerevoli repliche estive e seconda prova da regista di e con Edoardo Leo


che può contare su un cast che funziona molto bene dal protagonista Raoul Bova a Nicole Grimaudo con cui rifanno la famosa scena di Ufficiale E Gentiluomo, fino all'ottimo Marco Giallini,

nonno rocker della figlia a sorpresa che capita a casa di Raoul scombinandogli la vita da scapolo che aveva condotto fino ad allora. Si ride, ma, grazie ad attori che sanno fare bene il loro mestiere,

ci sono anche dei sentimenti in questo nuovo corso della commedia all'italiana, che, per fortuna, non conta solo sugli insopportabili cinepanettoni di cui non perdo occasione per parlarne male, ma anche su prodotti come questo oppure quelli di Sidney Sibilia, altro nome che finora non mi ha mai deluso e con cui Edoardo Leo ha lavorato nella trilogia di Smetto Quando Voglio. 
A scanso di equivoci, non c'è nessuna relazione con la fiction di Canale 5 dello scorso anno dal titolo BUONGIORNO MAMMA se non che in entrambe c'è Raoul.

sabato 17 settembre 2022

ANIMALS DEI PINK FLOYD HA COMPIUTO 45 ANNI E INDOSSA UN VESTITO NUOVO PER L'OCCASIONE

 45 anni fa, precisamente a gennaio, usciva un disco dei PINK FLOYD molto discusso (difatti non è uno dei miei preferiti della band inglese) la cui copertina è diventata forse più famosa e iconica dei brani in esso contenuti, tant'è vero che Gilmour utilizzerà dei maiali gonfiabili durante i TOUR dei suoi Pink Floyd (quelli senza Waters) anche se non eseguirà alcuna canzone del disco. 


Si tratta di Animals che è stato ripubblicato proprio ieri in una nuova versione rimasterizzata in 5.1 con un nuovo missaggio dei suoni e pure una nuova fotografia che riprende comunque quella originale con le famose ciminiere della Battersea Power Station

che, se ci siete stati, capita di vedere vicinissima dal finestrino del treno che dall'aeroporto vi porta a Londra, e quel maiale gonfiabile che nei progetti non doveva essere lì, ma fluttuare sopra un prato vicino; a causa del vento però gli ormeggi che lo tenevano vennero strappati ed il suino cominciò a volare a caso dove gli pareva, ma la prontezza del fotografo riuscì a fermare una serie di scatti mentre sorvolava appunto la centrale ed uno di quelli, opportunamente elaborato da sembrare un quadro ad olio, divenne la famosa copertina del 33 GIRI dal contenuto socio-politico e cupo come l'immagine.
L'evento della ristampa era stato previsto per il 2018, come si legge dallo sticker sul disco, ma ci sono stati diversi dissapori, diatribe, divergenze (cioè pare tutto quello che comincia per di...) su cosa scrivere nelle nuove note di copertina che Waters voleva aggiungere per dare più informazioni a chi acquistava il disco, mentre Gilmour preferiva mantenere un contenuto scarno come nell'originale perché secondo lui era più nello spirito un po' misterioso che aveva caratterizzato da sempre il gruppo. 
Alla fine pare l'abbia spuntata il chitarrista ed ora il disco esce nei vari formati disponibili con pure un libretto fotografico allegato. 
A parte che è un brutto segno se cominciamo anche a cambiare le copertine degli album storici oltre che le locandine dei film, come ne avevo parlato tempo fa in un POST portando proprio l'esempio di The Dark Side Of The Moon che ad ogni ristampa presenta sempre la stessa immagine, in tutto questo beccarsi fra galletti, il buon Nick Mason, il batterista, se la rideva sotto ai baffi

che ora non sfoggia più da anni, ma all'epoca dell'incisione si, e se ne è stato fuori dalle discussioni spolverando la sua collezione di auto storiche.

P.s.
Nessun maiale vero è stato maltrattato durante la realizzazione di questo post... 

JAMES BOND VS. BEATLES

 Il 5 ottobre del 1962, ovvero esattamente 60 anni fa, è stato un grande giorno nel Regno Unito, in quanto musica e cinema hanno visto la na...