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mercoledì 9 settembre 2026

MAMMA, MAMMA, C'È ELVIS PRESLEY IN TV! (PARTE SECONDA)

 Della prima folgorante apparizione di Elvis Presley in tv ne avevo parlato TEMPO FA.


Ma quella SUCCESSIVA avvenuta all'Ed Sullivan Show il 9 settembre del 1956 è considerata uno dei momenti più importanti della storia della televisione e del rock and roll. 
C'è però da dire che le premesse non erano per nulla buone poiché inizialmente il conduttore Ed Sullivan aveva detto che non avrebbe mai invitato Elvis perché lo considerava troppo provocatorio. 
Questo per poi cambiare completamente idea dopo che lo show di Steve Allen, suo concorrente, con Elvis batté gli ascolti di Sullivan, che allora tirò fuori ben 50.000 dollari per avere tre apparizioni del cantante. 
Sfiga volle però che Ed, prima della messa in onda, avesse un brutto infortunio in auto, quindi la puntata fu presentata dall'attore Charles Laughton. 
Elvis cantò Don't Be Cruel e presentò la nuova canzone LOVE ME TENDER, tema del film omonimo. 
Come previsto, lo show fu seguito da circa 60 milioni di spettatori, e spesso si fa confusione con la famosa censura che faceva riprendere Elvis solo dalla vita in su. 
Questo non avvenne in modo drastico durante la prima esibizione del 9 settembre 1956, ma solo durante la sua terza e ultima apparizione, il 6 gennaio 1957 quando i suoi conturbanti movimenti di bacino e gambe vennero lasciati fuori inquadratura favorendo i primi piani per decisione della CBS (l'emittente televisiva) che impose una linea durissima. 
Nonostante questa censura, alla fine dell'ultimo show lo stesso Ed Sullivan volle difendere pubblicamente il cantante davanti a milioni di americani,

dichiarando in diretta che Elvis era "un ragazzo perbene e un giovane fantastico".
Prima però non l'avrebbe mai detto... 

lunedì 7 settembre 2026

UN UOMO IN CASA E ALTRO

 C'è stato un periodo in cui Rai2 nell'orario preserale prima del tg, cioè durante la cena, mandava in onda telefilm leggeri come gli americani Happy Days e Love Boat.


Dal Regno Unito invece ci aveva proposto Un Uomo In Casa con Richard O'Sullivan (nella foto è quello con capello lungo e basettoni) che è mancato ad 82 anni. 
Era famosa anche la versione americana dal titolo TRE CUORI IN AFFITTO dove il suo personaggio aveva il volto di John Ritter.

Di minore successo era stato lo spin-off Il Nido Di Robin, mentre i due vicini di casa (quelli in alto nella foto) impiccioni e conservatori, ma con lei che, nonostante l'età, dei pensierini sul giovane che coabitava con le due ragazze li faceva, si meritarono una divertente serie tutta loro dal titolo GEORGE & MILDRED
Altra serie, ma di film Disney è la saga di Zombies,

un franchise di film musicali di grande successo nato nel 2018 e incentrato sulla convivenza tra umani e studenti zombie. 
Una sorta di High School Musical intriso di Twilight (nel secondo arriveranno i lupi mannari e nel terzo i vampiri). 
Dal cast abbiamo perduto di recente Carla Jeffery, 33 anni.

Anche la musica piange la cantante jazz Cassandra Wilson. 
Aveva 70 anni ed è stata una delle voci più note del jazz degli anni 90 e 2000 (paragonata a Billie Holiday e Sarah Vaughan) riprendendo famosi brani pop e rivoltandoli come calzini con le sue interpretazioni, come, per esempio, questa TIME AFTER TIME, grande hit di Cyndi Lauper.

Goodbye Cassandra, Carla & Richard.

sabato 5 settembre 2026

DISCHI DI CUI NE POSSIAMO FARE A MENO

 Allora... Partiamo dal presupposto che se un artista non pubblica certe canzoni nei suoi album e le mette da parte in favore di altre che lui giudica migliori, un motivo ci sarà; magari le riprenderà in mano in seguito per ritoccarle, riscriverle, riarrangiarle, oppure le passerà a qualcun altro (uno dei cavilli delle case discografiche a cui devono, per contratto, sottostare gli artisti e se ne era PARLATO anche a X-Factor).


Nel caso di Prince (che con la Warner Bros. aveva avuto diversi disaccordi), troviamo uscita da una settimana Timeless, una raccolta di brani in ordine cronologico che perciò, proprio per questo motivo, risulta molto disomogenea perché parte dal 1978, anno del suo primo album (sono sicuro che molti lo considerano invece nato artisticamente negli anni 80) fino al 2016, anno della sua morte un mese e mezzo dopo l'ultimo disco pubblicato allora.

E mi duole dirlo e fare la parte del cattivo, perché Prince l'ho adorato e omaggiato andando anche a vederlo in concerto a Milano nel 1988, ma che questi sono scarti lo si capisce subito dato che dal mucchio salvo solo WITH THIS TEAR, canzone questa davvero molto bella che ad aprile aveva anticipato l'uscita dell'album facendo ben sperare, e brano che comunque già era stato interpretato magistralmente nel 1992 da Céline Dion (mica una scrausa, eh...).

Per amore vi risparmio invece le altre brutture contenute nel disco che comunque è ascoltabile anche su YouTube.
Il fatto è che adesso il patrimonio artistico di Prince è in mano al The Prince Estate, ente ufficiale e legale (non so perché, ma me lo immagino come un grosso avvoltoio) che gestisce l'intera eredità artistica, commerciale, d'immagine e materiale del musicista, e quindi dal Vault, l'immenso archivio segreto di brani inediti, demo e registrazioni live custodito a Paisley Park, ci dovremo aspettare ancora molta roba inutile.

Altra cosa brutta, ma anche di più, e stavolta italiana, è il NUOVO DISCO di Rovazzi con Arisa (sempre più magra) e Nino D'Angelo (sempre più... Nino). 
Pezzo presentato anche in quei programmi tv estivi simil-Festivalbar che ti fa chiedere "perché?”, ma che però ha il pregio di farmi rivalutare in toto il qui presente disco di Prince. 
Non so se mi sono spiegato... 

venerdì 4 settembre 2026

C'È STATA UNA PRIMA VOLTA ANCHE PER I SEX PISTOLS

 Il 4 settembre del 1976 gli allora sudditi di Elisabetta II fecero un'esperienza scioccante ascoltando e vedendo per la prima volta in tv i Sex Pistols.


Questa prima messa in onda storica dei Sex Pistols in televisione non avvenne certo sulla rigorosa BBC, ma sulla rete privata locale Granada Television, tv commerciale che in seguito sarà inglobata con altre private dalla ITV (colosso come fosse la nostra Mediaset), e nota per esempio per la lunga soap-opera CORONATION STREET (quella che ispirò i Queen per il videoclip di I Want To Break Free)

e per lo show musicale di Ayshea, attrice e cantante presente nel cast di U.F.O., e anche l'unica dello staff della SHADO a portare al collo un grosso ciondolo con la sua iniziale sopra alla famosa divisa di ordinanza.

Durante lo show So It Goes, condotto da Tony Wilson (futuro fondatore della Factory Records, etichetta indipendente alla quale saranno legate band new wave piuttosto cupe tipo Joy Division, New Order e Cabaret Voltaire) la band dei Sex Pistols suonò dal vivo ANARCHY IN THE UK tre mesi prima che il singolo venisse ufficialmente pubblicato. 
L'esibizione fu un'anteprima assoluta del punk in TV, introdotta dal celebre urlo di Johnny Rotten: "Get off your arse" ("Alzate il culo"). 
La band, pensa un pò, fu poi completamente bandita dalla BBC nel maggio 1977 a causa del singolo scandaloso GOD SAVE THE QUEEN.

Ma sappiamo bene che questo non fu mai un problema per loro. 
Ormai il punk era arrivato. 
E pensare che quella volta, qualche anno prima, quando i Beatles suonarono sul tetto, i compassati gentlemen britannici conservatori pensavano di aver visto ormai il massimo della trasgressione. 

mercoledì 2 settembre 2026

FUMETTI IN TIVVÙ-U-U-UUU

 Vediamo chi si ricorda di Gulp! I Fumetti In Tv, un programma della Rai degli anni 70,


che i più fortunati potevano già vedere a colori (io no) dopo il tg, in cui le tavole dei fumetti venivano trasmesse in video e dei doppiatori leggevano le battute nei "balloons" in soli 15 minuti totali di messa in onda per ogni puntata. 
Detto adesso, con i tempi attuali serrati che hanno in tv al punto di troncare il finale di un film (😁) e lo stile dei programmi che vanno in onda un pò su tutte le reti, sembrerebbe di una noia mortale, e invece (chi lo ricorda lo sa) funzionava, tant'è che in seguito crescerà in versione ampliata con anche cartoons Marvel con il nome SuperGulp!
Beh, io già conoscevo il fumetto Alan Ford e vederlo in video non poteva che essere un piacere. 
Non conoscevo ancora invece il detective Nick Carter, il piccoletto con il berretto (omonimo del biondo componente dei Backstreet Boys, è vero), e i suoi collaboratori, il grosso Patsy e l'orientale Ken,

frutto della collaborazione di Franco Bonvicini, quello delle Sturmtruppen detto Bonvi, con Guido De Maria, disegnatore morto di recente a 93 anni.
Fu infatti Guido De Maria a disegnare proprio il personaggio di Nick Carter,

il cui nome si rifaceva ad un noto detective dei romanzi vintage di fine 800 portato anche al cinema, e fu sua l'idea del programma di cui era regista insieme a Giancarlo Governi, inventandone anche Giumbolo, la mascotte.

Insieme al musicista Franco Godi collaborò anche per le sigle della trasmissione.
Sempre dal fumetto di Nick Carter poi diventerà di uso comune la frase ricorrente "E l'ultimo chiuda la porta!"
Insomma, si può dire quindi che senza Guido De Maria non ci sarebbe mai stato questo programma. 
Addio Guido. 
 

martedì 1 settembre 2026

DISCLOSURE DAY: TORNANO GLI ALIENI DI SPIELBERG, MA C'È DELL'ALTRO

 Sono stati 79 anni di segretezza e te lo ripetono più volte (riferendoso al caso Roswell del 1947 nel New Mexico) nel corso del film che i file sugli UFO e sulle intelligenze extraterrestri sono stati tenuti nascosti al pubblico per esattamente 79 anni.


Finché nelle sale non è uscito appunto Disclosure Day di Steven Spielberg che manda in onda mondiale quei filmati nascosti e torna così su uno dei temi a lui cari, ovvero gli incontri con gli alieni.
Ma in realtà gli alieni, che ci sono e si vedono pure, sono la parte meno importante della trama che invece si basa sulle tante cose da complottista che lo Stato tiene segrete, su fughe mozzafiato dai cattivi comandati da Colin Firth

(ultimanente sempre più legato a questi ruoli) che usa un aggeggio che fa un effetto tipo il Cerebro del professor Charles Xavier (X-Men) e che per la sua forma, se avete visto Project Hail Mary di cui parlerò nei prossimi giorni, dovrebbe ricordarvi qualcosa (perlomeno a me è sembrato qualcosa di simile seppure più piccolo) e pure di divertite auto citazioni di Steven. 
Ho riso come un cretino infatti quando i fuggitivi sono arrivati all'Inn-Di-Ana Motel, easter egg che non devo certo spiegare.
Anche la scena del treno


(girata in maniera pazzesca da Oscar per stunt ed effetti speciali) ricorda vagamente la sequenza iniziale di Indiana Jones E L'Ultima Crociata, in cui un giovane Indy scappa su un treno del circo e cade in una vasca piena di serpenti, dando origine alla sua celebre fobia. 
Film di due ore e venti che inizia come se mancasse una parte introduttiva (nei cinema di una volta capitava a volte che proiettassero le "pizze" nell'ordine sbagliato e Celentano NE SA QUALCOSA) e che si rivela invece essere un'ottima mossa perché così anche noi spettatori ci troviamo nelle condizioni di Emily Blunt straniata che non capisce cosa le stia succedendo, a lei e a qualcun altro, e pellicola che non ti molla un attimo condita poi magistralmente dalle famose luci che Spielberg mette in scena sempre nei suoi film (ricordate che ne avevo parlato per West Side Story?) e che non solo illuminano, ma fanno davvero la scenografia,

anche certi lensflare che molti considererebbero un difetto e qui invece fanno il marchio del regista.
E attenzione che adesso voglio puntare l'attenzione sul fatto che come regista e sceneggiatore, insieme a David Koepp, Steven sia stato però criticato per questo finale troncato sull'ultima frase un pò come è successo a Il Codice Da Vinci IN TV, ma lì era stato per un pasticcio tecnico. 
Chi è rimasto deluso probabilmente non ha capito il vero senso del film perché quella frase sussurrata che non si percepisce (chi non ha pensato al FINALE di Lost In Translation?)

e l'invito successivo del personaggio di Emily Blunt ad "ascoltare" sono un invito ad aprirsi meglio verso gli altri che stanno intorno a noi, di qualsiasi provenienza siano, cosa che invece tendiamo a fare sempre meno rinchiudendoci sui nostri display dei telefoni anche quando andiamo ad un concerto e passiamo tutto lo show guardando lo schermo invece che la performance sul palco. 
Dico così perché vedo molti, troppi che lo fanno davvero (forse per poi postare per primi sui social eventuali defaillances dell'artista come è successo di recente a Samurai Jay che ha avuto problemi con l'autotune), mentre io, giuro, preferisco godere appieno del momento live sul palco.
Tutto il succo del film comunque si può condensare nel testo di Imagine di John Lennon, che ci parla di idee semplici: empatia, rispetto per le differenze, condivisione, superamento della religione.
E lo fa dal lontano 1971, ma forse stiamo diventando troppo ottusi per capirlo. 

sabato 29 agosto 2026

L'ULTIMO LIVE DEI BEATLES (O MEGLIO, IL PENULTIMO)

 Oggi torno alla musica vintage e, in questo caso, anche registrata piuttosto male, perché ricorre la data storica dei sessant'anni dell'ultimo concerto ufficiale a pagamento dei Beatles che si tenne appunto il 29 agosto 1966 allo stadio Candlestick Park di San Francisco.


La band, dopo altri artisti che avevano il compito di aprire lo show alle ore 20.00, fra cui le RONETTES create da PHIL SPECTOR, suonò per circa 33 minuti (per dire... i Pooh fanno concerti lunghi più di due ore e Springsteen ha toccato anche le tre ore) eseguendo 11 brani davanti a circa 25.000 spettatori, con però ben 7.000 biglietti rimasti invenduti.
Il palco, come si vede dalla foto,

era protetto da una gabbia metallica (una SITUAZIONE SIMILE a quella vista nel film The Blues Brothers) e intorno a loro c'era un continuo girare di forze dell'ordine e membri dello staff con lo stadio illuminato a giorno, l'impianto audio era assolutamente inadeguato e le urla dei fan coprivano quasi del tutto la musica come si può sentire nel breve montaggio VIDEO qui sotto,

pessimo, si, ma comunque documento storico. 
Come avevo raccontato in precedenza, i tour per i Beatles erano diventati estenuanti e pericolosi, tra anche minacce e problemi logistici. 
Inoltre i brani di album come REVOLVER che era appena stato pubblicato erano troppo complessi per essere riproposti dal vivo e difatti non ne eseguirono nessuno dal nuovo disco, ma solo PAPERBACK WRITER che era stata incisa POCHI MESI prima di Revolver e uscita solo come 45 giri.

Ecco infatti la scaletta: Rock And Roll Music (cover di Chuck Berry), She's A Woman, If I Needed Someone, Day Tripper, Baby's in Black, I Feel Fine, Yesterday, I Wanna Be Your Man, Nowhere Man, Paperback Writer, Long Tall Sally (cover di Little Richard).
Non appena finì l'ultima nota i Beatles salutarono in fretta e, senza concedere bis, abbandonarono gli strumenti sul palco e corsero immediatamente verso un blindato posizionato dietro la recinzione che li portò direttamente all'aeroporto di San Francisco, lasciando lo stadio mentre le urla dei 25.000 fan stavano ancora chiedendo di rivederli. 
Ma sull'aereo di ritorno esausti i quattro stavano già decidendo di smettere di esibirsi in tour, chiudendo l'era dei concerti tradizionali, questo prima della celebre e ultima esibizione gratuita (e fuorilegge) sul tetto della Apple nel 1969. 
Paul McCartney, prima di salire sul palco di San Francisco, aveva chiesto al press agent Tony Barrow di registrare lo show su una cassetta audio, ma Tony non girò la cassetta da 30 minuti per lato e l'audio si interrompe bruscamente durante l'ultimo brano, Long Tall Sally. 
Quella cassetta originale (una C60 Philips che usavo anch'io prima di scoprire che le trasparenti Scotch davano una risposta molto migliore sulle frequenze medio-alte) rimase chiusa in un cassetto per anni, ma da qualche copia uscirono album bootleg come The Sunset Concert o Live at Candlestick Park e QUESTA

è esattamente quella registrazione integrale (sfumata sull'ultima canzone) ed è montata su tante foto scattate durante quell'ultima serata live.

giovedì 27 agosto 2026

E ADESSO CON CHI BALLEREMO IL TIME WARP?

 Ehm... come un uccello del malaugurio l'avevo detto IERI che piano piano tutti i più grandi se ne stanno andando e, purtroppo, oggi c'è ancora un lutto dato che, poche ore dopo la scomparsa di Dolly Parton, ci lascia anche Tim Curry,


l’attore inglese, famoso per avere interpretato Frank-N-Furter nel musical The Rocky Horror Picture Show e il pagliaccio assassino Pennywise nella miniserie degli anni 90 It, tratta dal celebre romanzo omonimo di Stephen King. 
Tim è morto ad 80 anni (come Dolly) dopo che nel 2012 aveva avuto un grave ictus, e da allora era apparso pochissimo in pubblico per i molti problemi di salute che ne erano derivati. 
Il ruolo più importante della sua carriera fu appunto quello di Frank-N-Furter in The Rocky Horror Picture Show che Curry interpretò sia nella prima VERSIONE TEATRALE del musical, del 1973, sia in quella CINEMATOGRAFICA di due anni dopo, che, come ben sappiamo, è attualmente un cult assoluto. 
Tuttavia dopo quel film stranamente Curry faticò a trovare parti memorabili fino al 1990, quando il regista Tommy Lee Wallace lo scelse come protagonista di It,

trasposizione che però non era molto fedele al romanzo di King, e fu accolta molto tiepidamente dalla critica, ma un pò meglio dal pubblico nonostante alcuni effetti speciali non proprio perfetti (eh... all'epoca i mezzi tecnici riservati alla tv erano quelli). 
Personalmente l'ho adorato anche nella parte dell’entità demoniaca in LEGEND di Ridley Scott

dove recitava un giovanissimo Tom Cruise in fase di lancio, e non dimentichiamo che è stato pure il sagace maggiordomo in Signori, Il Delitto È Servito, trasposizione cinematografica del celebre gioco da tavolo Cluedo, e infatti Clue era anche il titolo originale del film.

Goodbye Tim, and let's do the Time Warp forever. 

mercoledì 26 agosto 2026

DOLLY, COUNTRY, MOTOWN, SOUL & BEATLES

 Eee niente, piano piano i nomi storici se ne stanno andando tutti e infatti è morta ad 80 anni la cantautrice country americana Dolly Parton,


famosa soprattutto negli anni Settanta e Ottanta. 
Era una vera e propria icona del country e aveva ispirato nei decenni artisti di ogni genere musicale e generazione come anche Beyoncé che ha riproposto nel suo ALBUM "COUNTRY" la sua Jolene, cantata anche da Miley Cyrus anche lei legata al country per parte di padre e imparentata con Dolly alla lontanissima, e molto prima, negli anni 80, dalle forse dimenticate (non dal sottoscritto) vagamente goth STRAWBERRY SWITCHBLADE.
Anche attrice in film come DALLE 9 ALLE 5 - ORARIO CONTINUATO, tra Lily Tomlin e Jane Fonda, oppure al fianco di Sylvester Stallone in Nick Lo Scatenato (Rhinestone), ho già ricordato in altra occasione di averla conosciuta discograficamente nel 1978.
Popolarissima e amata, oltre che per la gran voce e il talento, anche per il suo carisma e il suo aspetto appariscente, alla fine del 2025 aveva annullato alcuni concerti per motivi di salute non ben specificati: solo dopo la notizia della morte è stato fatto sapere che era malata di cancro e difatti qualche sospetto già c'era perché nelle sue ULTIME APPARIZIONI in video cantava da seduta.

Da ricordare che era sua la versione originale di I WILL ALWAYS LOVE YOU, successo planetario di Whitney Houston.
È deceduta di recente ad 87 anni anche Janie Bradford,


altra cantautrice americana, ma in questo caso soul, legata alla gloriosa Motown e nota per aver scritto con Berry Gordy, il suo "capo", MONEY (THAT'S WHAT I WANT), uno dei primi successi dei Beatles che conobbero tale canzone grazie alla versione incisa alla fine degli anni 50 da Barrett Strong. 
Registrata in maniera definitiva dai ragazzi di Liverpool con anche l'apporto al pianoforte di George Martin,

la primissima versione dei Beatles era stata già eseguita in precedenza con ancora Pete Best alla batteria durante quella famosa audizione per la Decca che rifiutò i FabFour.
Sempre nel mondo della musica soul ci lascia Latimore, 86 anni, cantante americano il cui successo più famoso e coverizzato è questa LET'S STRAIGHTEN IT OUT.

Tra le tante cover della canzone, Monica & Usher l'hanno interpretata per la colonna sonora di Panther nel 1995

(non è quella "Black" della Marvel), mentre Gwen McCrae l'ha incisa nel 1978, BB King nel 1989, Millie Jackson nel 1994 ed Etta James nel 2002.
Goodbye Dolly, Janie & Latimore. 

lunedì 24 agosto 2026

LOVE ME TENDER: CANZONE E FILM

  Il film Love Me Tender, distribuito in Italia con il titolo Fratelli Rivali e diretto da Robert D. Webb, segna lo storico esordio cinematografico di Elvis Presley nel 1956 ed è l'unica pellicola dove nei titoli di testa e in locandina (quella originale) il suo nome appariva ancora come co-protagonista.


Infatti il protagonista principale era Richard Egan che divenne il suo più grande sostenitore, difendendo pubblicamente il talento e l'umiltà del ragazzo contro le critiche che arrivarono addosso al Re del Rock'n'Roll in versione attore criticato anche per il tono di voce nei dialoghi, giudicato troppo acuto e acerbo rispetto ai colleghi esperti.
Ma c'era di buono che la sua sola presenza bastava a soddisfare i giovani dell'epoca dato che nei cinema i fans (specie "le" fans) urlavano così forte ogni volta che Elvis appariva sullo schermo da coprire interamente i dialoghi parlati del film. 
Il successo fu immediato e i costi di produzione vennero coperti subito nei primi tre giorni di programmazione. 
In realtà la pellicola doveva intitolarsi The Reno Brothers, ma fu cambiato per sfruttare l'incredibile successo radiofonico della CANZONE OMONIMA

che vendette un milione di copie già in prevendita (uscirà nel settembre-ottobre del 1956) e, si racconta, venne registrata quasi in segreto da Elvis il 23 agosto sul set durante una pausa di lavorazione del film con anche la presenza di un giovane Dennis Hopper intrufolatosi di nascosto a spiarlo. 
La canzone, famosissima ballata romantica, riprende il brano tradizionale della Guerra Civile Americana AURA LEE

(quindi i diritti di utilizzo erano liberi) e fu scritta da Vera Matson mentre suo marito Ken Darby curò il testo che però venne poi accreditato ad Elvis Presley per questioni di marketing. 
Il disco, presentato il 9 settembre all'Ed Sullivan Show, ha quindi raggiunto il primo posto nelle classifiche USA ed è diventato uno dei pezzi più noti e amati del repertorio di Elvis. 
Tornando al film che ha debuttato negli Stati Uniti con una prima il 15 novembre 1956 al Paramount Theater di New York, per poi essere distribuito ufficialmente il 21 novembre 1956 (da noi arriverà il 7 febbraio del 1957), si tratta di un classico western inframmezzato da brani musicali dove i fratelli Reno combattono per i Confederati e partecipano ad un assalto a un treno unionista, ignorando che la guerra sia già finita. 
Il maggiore dei fratelli, Vance (interpretato da Richard Egan), viene creduto morto in battaglia, così il fratello minore Clint (Elvis Presley) rimasto a curare la fattoria e convinto della morte di Vance, ne sposa la fidanzata Cathy (Debra Paget).

Ma Vance torna a sorpresa vivo e vegeto e scoppia quindi un triangolo amoroso, con in più le indagini dell'esercito sul denaro rubato durante l'assalto al treno. 
Esordiente qui l'Elvis attore, ma con tanta voglia di fare e i risultati arriveranno in breve tempo con tutta una serie di film leggeri, a livello dei nostri musicarelli degli anni 60, quelli con i nomi della musica italiana che tanto andavano di moda allora.

sabato 22 agosto 2026

L'ESTATE CON LA MUSICA DENTRO

 Oggi lascio da parte la musica vintage, quella che appena la senti ti partono certi ricordi, per dare invece un'occhiata all'attuale airplay radiofonico dove sento passare spesso i nuovi brani di, per esempio, ANNA,


che all'anagrafe di cognome fa Pepe, ma artisticamente è solo Anna, giovanissima trapper italiana di La Spezia che ho visto crescere piano piano dal 2020 con il SUO ESORDIO che si chiamava Bando e che ha avuto un piccolo problema di diritti poi regolarizzato poiché usava un campione di un'altro brano già esistente. 
La giovane età la si sente eccome seppure la sua voce sia pesantemente filtrata dall'autotune, ma il brano tutto sommato non è male se rapportato a certi suoi colleghi insopportabili.

Altro mondo è quello di Sienna Spiro con MATERIAL LOVER e una vocalità iper raffinata sulle tracce di Adele. 
Disco sorprendente in toto è quello di Raye che avevamo conosciuto con Where Is My Husband e nell'album completo This Music May Contain Hope presenta quasi un musical con intro e outro, e brani talmente particolari che non sembrano quasi arrivare dalla stessa persona. 
In studio poi è lei stessa a registrare tutte le voci,

mentre DAL VIVO affida il compito alle super brave coriste.
Cocente delusione invece per Ditonellapiaga che mi aveva folgorato già tempo fa al CONCERTO DEL PRIMO MAGGIO e poi al FESTIVAL DI SANREMO, e invece adesso mi ha portato un album tutto uguale come dimostra il nuovo singolo BUSINESSMAN...

Mah... 
Concludo la rassegna musicale di oggi con VIAJANDO POR EL MUNDO Brano di Karol G e Manu Chao che per me e per le radio che lo mandano attualmente in onda perché uscita come singolo a maggio, è la delizia di quest'estate anche se in realtà l'album era già stato pubblicato nel 2025.

Canzone basata su campionamenti della famosa Me Gustas Tu dell'ex Manonegra, ma chissenefrega, basta che sia bella. 
In coda gli auguri per i recenti 80 anni dell'ultimo Kraftwerk originale, Ralf Hutter,

di cui questa è la copia sintetica. 

venerdì 21 agosto 2026

L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE NON CONOSCE BENE I QUEEN

 In questo periodo in cui tanto si parla di intelligenza artificiale usata anche spesso a sproposito, Brian May, chitarrista dei Queen nonché astrofisico nel tempo libero, ha deciso, così per divertimento, di mettere alla prova tale intelligenza e le ha chiesto di ricreare la foto della famosa copertina dell'album The Game.


Beh... il risultato rende i Queen un quintetto con Tony Iommi e Stewart Copeland (i due più a sinistra) e Freddie che sembra uno dei tanti cloni delle tribute band scrause. 
Direi proprio che questa intelligenza deve ancora imparare molto. 
O sarà il caldo... 

giovedì 20 agosto 2026

UNA REGINA DANZANTE CINQUANTENNE

 L'agosto del 1976 non ricordo se fosse caldo come questo che stiamo vivendo, ma probabilmente no, e per la precisione era il 16 quando il mondo vedeva la pubblicazione di DANCING QUEEN degli ABBA, senza dubbio uno dei loro brani più iconici.


Il video qui sopra venne registrato a marzo contemporaneamente a The Best of ABBA, ma venne tenuto "segreto" fino ad agosto. 
Il tutto si svolse in Australia per una futura trasmissione nel programma musicale Bandstand e fu trasmessa per la prima volta in Australia il 21 agosto 1976 realizzando un record di share della tv del Paese. 
Una piccola curiosità è che i musicisti che accompagnano l'esibizione nel video non sono i soliti collaboratori degli ABBA, ma musicisti ospiti australiani per una serie di regole legate alle trasmissioni televisive. 
Anche gli U2 hanno OMAGGIATO la canzone durante un loro tour in Svezia ospitando Bjorn e Benny sul palco.


Già il titolo, Dancing Queen, evoca una figura precisa: la "regina" della pista, e infatti, prima ancora di farla schizzare in cima alle classifiche internazionali, i quattro l’hanno presentata dal vivo due mesi prima, durante il gala organizzato alla vigilia delle nozze tra il re Carlo XVI Gustavo di Svezia e Silvia Sommerlath. 
Sovrani che incontrano altri sovrani quindi, e 50 anni che noi ascoltiamo questa canzone, leggera, anzi leggerissima, è vero, ma falla te se sei capace 😁. 

mercoledì 19 agosto 2026

UNA LUCERTOLA CON LA PELLE DI DONNA: EFFETTI SPECIALI TROPPO SPECIALI

 Il film del 1971 diretto da Lucio Fulci, Una Lucertola Con La Pelle Di Donna con Florinda Bolkan,


storia thriller disturbante, ma un pò confusa, di omicidi reali, presunti e sognati. 
Carlo Rambaldi si era occupato degli effetti speciali, e tale pellicola è diventata famosa proprio perchè ha rischiato di incorrere in una severa condanna penale a causa dell'aspetto sorprendentemente realistico della sequenza più famosa del film, ovvero quella in cui la Bolkan apre la porta del laboratorio di una clinica e si trova davanti quattro cani vivisezionati.
Gli animali, che erano stati realizzati appunto da Rambaldi, avevano il cuore pulsante, il movimento della lingua, un gonfiamento pneumatico dei polmoni e la circolazione sanguigna a vista dentro a dei tubi di plastica.

Insomma parevano veri, tant'è che un'associazione animalista denunciò il regista Fulci e il produttore Amati per maltrattamento. 
La scena costò al regista un processo dove Carlo Rambaldi arrivò a presentare in aula i fantocci da lui realizzati. 
La denuncia fu quindi ritirata con grande imbarazzo dei giudici e degli animalisti. 
Tra gli altri interpreti del film c'era anche Silvia Monti,

deceduta di recente ad 80 anni, e che qualcuno potrà ricordare di aver visto anche nella commedia avventurosa italofrancese Il Cervello con Jean Paul Belmondo e David Niven.

Altro lutto tra gli attori riguarda Cheryl Hall, 76 anni, attrice inglese che era stata nella rosa finale di tre attrici per la parte di Jo Grant, ovvero la compagna del DOCTOR WHO versione Jon Pertwee. 
Il trio delle finaliste era allora composto da lei insieme alla vincitrice finale Katy Manning e Gabrielle Drake, che aveva appena terminato l'impegno nella serie tv U.F.O. nel ruolo di Gay Ellis (guilty pleasure di tutti noi fans della serie), con Jenny McCracken quarta nella lista.

Cheryl con quest'ultima parteciperà comunque all'episodio del Dottore dal titolo Carnival Of Monsters, inedito in Italia poiché da noi la serie arriverà solo negli anni 80 interpretato da Tom Baker, ed è apparsa in diverse altre serie tv quasi sempre come guest. 
Restiamo con un'altra serie tv che era Heroes trasmessa da Italia1 nei primi anni 2000 (bellissima la prima stagione, ma non si può dire lo stesso per le successive) nella quale uno dei personaggi chiave era la Cheerleader indistruttibile Claire Bennet interpretata dalla allora giovanissima Hayden Panettiere.

L'attrice purtroppo è deceduta a soli 36 anni dopo un periodo di crisi post parto e di dipendenza dagli oppioidi e dall’alcol, con nel suo passato anche problemi, raccontati in un suo libro, legati al suo lavorare ad Hollywood in giovane età. 
Cosa che purtroppo è accaduta a molte giovanissime star anche della Disney.
Ci ha lasciato a 98 anni anche Fulvio Lucisano,

produttore cinematografico di film di grande successo, tra cui l'esordio di Massimo Troisi con Ricomincio Da Tre di cui si intravede il poster dietro di lui nella foto. 
Per la musica gli ZZ-Top perdono anche il batterista Frank Beard

che era l'unico della band dei texani barbuti a non portare la barba lunghissima come gli altri due, nonostante il suo cognome significhi proprio "barba".
Aveva 77 anni e quindi Billy Gibbons rimane ora l'unico componente originale. 
C'è anche un compleanno illustre oggi ed è quello dell'ex Presidente americano Bill Clinton che fa 80 anni.

Auguri quindi, e addio Silvia, Cheryl, Fulvio, Frank e Hayden. 

lunedì 17 agosto 2026

90 ANNI TRA PENSIERI E PAROLE

 Non è più un ragazzino Mogol e ha avuto pure le sue belle magagne per quanto riguarda la salute, difatti ha quattro bypass.


Ma comunque arriva oggi ai 90 anni il milanese Giulio Rapetti (il suo nome all'anagrafe) da oltre mezzo secolo uno dei maggiori parolieri italiani soprattutto per la lunga collaborazione artistica con Lucio Battisti. 
Di quest'ultimo ha firmato i brani più celebri, come Acqua Azzurra, Acqua Chiara, Pensieri E Parole ed Emozioni (lista stralunghissima in realtà).  
Alla magia delle sue parole devono molto anche altri artisti come Riccardo Cocciante, Adriano Celentano, Caterina Caselli, Bobby Solo, i Dik Dik e Little Tony con più di 1500 canzoni scritte nel corso degli anni. 
Qualcosa non perfettamente riuscito ce l'ha anche lui nel mucchio (lo trovate QUI e QUI), ma in misura nettamente minore. 
In suo onore, nel 2008, la regione Valle d'Aosta ha istituito un premio annuale destinato all'autore del miglior testo musicale in lingua italiana, la cui giuria è presieduta dallo stesso Mogol. 
Curiosamente la Rai ha mandato in onda in replica nei giorni scorsi lo speciale a lui dedicato dove festeggiava gli 80 anni (eh...son tutti in ferie e mica c'è tempo per farne uno nuovo!!!). 
Ma comunque auguri! 

domenica 16 agosto 2026

MUSICA MAESTRO!: UNA COMPILATION VINTAGE SPECIE IN ITALIANO

 La musica e il cinema sono, specialmente per la Disney, spessissimo legati insieme anche nelle pellicole che negli States escono nel pieno dell'estate tipo a ferragosto che noi ce lo siamo lasciato alle spalle, mentre in quello del 1946 usciva nelle sale cinematografiche statunitensi il film Musica Maestro!,


8º Classico Disney (Make Mine Music era il titolo originale), nato come alternativa più leggera al monumentale Fantasia, ed è un film a episodi che unisce animazione e generi musicali popolari dell'epoca (jazz, blues e musica classica), spaziando da Pierino E Il Lupo al segmento Blue Bayou. Sono 10 cortometraggi indipendenti che portano sullo schermo stili e atmosfere differenti: Pierino E Il Lupo rilegge l'opera di Prokofiev,

in cui ogni personaggio è associato a uno strumento musicale specifico. 
Blue Bayou originariamente concepito per Fantasia sul Chiaro di luna di Debussy, unisce animazione suggestiva e atmosfere sognanti.
Due Ballerini Di Tip-Tap (All The Cats Join In): un cortometraggio dal ritmo incalzante che celebra lo swing e la musica del clarinettista Benny Goodman. 
La Balena Che Voleva Cantare All'Opera: la storia di una balena che sogna di cantare nei teatri d'opera. 
Nell'edizione italiana uscita nelle sale ben più avanti, ovvero il 16 dicembre del 1949, una certa attenzione va ai doppiatori italiani come Alberto Sordi che ha dato voce al narratore di quest'ultimo segmento, il QUARTETTO CETRA che ha cantato in italiano le canzoni dei The King's Men e di The Andrews Sisters, ALBERTO RABAGLIATI che reinterpreta Ken Darby,

mentre a Natalino Otto spetta cantare al posto di Andy Russell. 
Quindi nomi molto, molto vintage e difatti non si tratta di uno dei film più popolari della Disney, tant'è che non lo ha nemmeno sulla sua piattaforma (ma è su Chili) ed ha spesso momenti piuttosto noiosi come quello di Rabagliati, seppure con belle immagini. 
Alcuni dei segmenti sono poi stati abbinati singolarmente all'uscita nelle sale di altri film di animazione Disney che non raggiungevano i 90 minuti standard e in seguito anche pubblicati ognuno in VHS. 

sabato 15 agosto 2026

DUE SPICCI: IL RITORNO DI ZEROCALCARE

 Aho', ma quanto è 'na figata sta nuova serie Due Spicci de Zerocalcare?


E che musica, regà, che se sente co' ‘sto sfondo?
Giusta per er sabato de ferragosto. 
Che Dite, T'Appartengo de Ambra? 
Vabbè, l'avevo già detto pure N'ANTRA VORTA che me piaceva da morì (la canzone e l'Angiolini),

ma in realtà stavo a parlà dei JOY DIVISION, de MIKE OLDFIELD sbarbatello

e de un pezzo che spunta verso la fine del terz'episodio. 
Me ricordavo d'aveccelo sentito in un film, così, daje na cifra de ricerche ar volo e t'ho scoperto che era NIGHTCALL, l'apertura de Drive de Nicolas Winding Refn

(un film che te consiglio, cioè... na botta de violenza ma co' er core) e lo suonava Kavinsky sotto la regia de un Daft Punk (e se sente tutto, eh!). 
Mortacci... 
E mò tocca fà pure li seri che l'hanno trovato a Kavinsky stecchito dentro casa sua che c'aveva cinquant'anni...

Pare na barzelletta ma purtroppo è così!
E poi, regà, come sempre ce stanno citazioni a nastro: da Il Trono Di Spade a Batman, da Diabbolik ai Gunis (scritto proprio così, mortacci!), passando pè Bridgerton fino ad arrivà alle Tartallegre... ("Nun te fà mai accoltellà da uno che ascolta la trap... meglio Lucio Dalla" me fa morì), ma mica quelle de l'ovetto Kinder!

No, no: qui semo a li strozzini dde borgata (beh, co' quello che ce facevano spende pe' completà la collezzione, pure chi ha inventato quei pupazzetti c'aveva n'anima un po' da infame criminale!).
Nun te mancano le altre botte de pop che te pijo a lo scuro emotivo,

tipo TORN de quela Natalie Imbruglia e BOYS DON'T CRY de li mortacci d'i The Cure;

e manco le fijate più co' li pensieri a rota, che se piazzeno co' grazia in pezzi come THE SOUND OF SILENCE de Simon & Garfunkel.

A' centro però 'rimane la cifra de Giancane, che co' pezzi come NON TI RICONOSCO PIÙ (a sigla) je fa in musica er baratro emotivo de Zerocalcare, co' na caterva de coerenza e co' 'na botta de cinismo che te fa quasi robba 'na lacrimuccia sur divano letto.


Che ve devo dì? Eeee niente, pè mme Zerocalcare resta sempre uno dei pezzi forti de Netflix (semo alla terza serie e cche dovrebbe esse l'ultima, ma spero de no), come na carbonara venuta bbene, giusto così pè perdonalla pe' tutta la fuffa inutile che caccia fori l'artro tempo.

Praticamente è la fiera de quanno co' piú de quarant'anni realizzi che l'amicizia è na cifra importante, ma non è che te risolve i problemi co' na bacchetta maggica. E sai che c'è co' sti Due Spicci? I buffi della vita, e nun se parla solo de sordi, ma de tutte quelle scadenze emotive che hai co' l'universo e che non poi piú stralcià, così te svegli un giorno e capisci che le promesse che t'eri fatto a vent'anni erano chiacchiere e distintivo.

Non c'è piú er brodo di giuggiole dell'adolescenza; ora ognuno c'ha li cazzi sua e si rimbalza le responsabilità con Zero che nun fa er supereroe: sta lì che se la squaglia de fronte alle tragedie quotidiane tra risate amare e magone in gola, un po' come pijà un gancio in faccia dal tempo che passa.

Dimme na cosa: pure te, a na certa età, hai realizzato che stavamo a scherzà e ora ce tocca pagà er conto, o sei ancora convinto de potretela sfangare?


Allora je diamo l'addio a Kavinsky e poi... S’annamo a pijà er gelato! 

AMORI & INCANTESIMI 2: MAGICAMENTE SEQUEL

 Ci sono legami che nemmeno il tempo può spezzare. Questo, e altri slogan come quello in foto, sono quanto ci dicono tante presentazioni la...