Se leggete abitualmente queste pagine web saprete già che il jazz non è la branca musicale nella quale sono più ferrato.
Tuttavia quando a 95 anni se ne va una leggenda come il sassofonista Sonny Rollins (tra l'altro a pochi giorni di distanza dal suo pinkfloydiano collega DICK PARRY) non posso certo fare a meno di ricordarlo, anche perché Sonny, oltre al classico jazz, ha esplorato anche altri mondi arrivando anche a suonare per i Rolling Stones in WAITING ON A FRIEND, brano contenuto in Tattoo You, l'album di Start Me Up.
Carriera la sua che alla fine degli anni 50 aveva passato un brutto periodo tra tossicodipendenza e detenzione per rapina a mano armata, fortunatamente poi superato.
Rollins dal 2014 non si esibiva più perché affetto da fibrosi polmonare.
Una pagina di storia della musica sta per chiudersi, infatti Don Henley ha parlato apertamente del futuro degli EAGLES, spiegando che il 2026 segnerà la fine del percorso ormai pluridecennale della band.
E io lo scrivo in questo sabato musicale, perché dopo oltre 50 anni di carriera, ed essere stati i musicisti di Linda Ronstadt, Henley ha raccontato il desiderio di rallentare, dedicare tempo alla famiglia, viaggiare davvero, coltivare passioni lontane dai palchi e affrontare con serenità anche i limiti imposti dall'età. Età che ultimamente ha sentito pesare anche Keith Richards dei Rolling Stones che per l'artrite ha dovuto rinunciare al prossimo tour perlomeno finché non si sentirà meglio (se si sentirà meglio), ma nel frattempo la band sta lavorando ad un nuovo disco dopo quel sorprendente HACKNEY DIAMONDS che non è certo il loro lavoro migliore, ma avercene dischi così.
Ma torniamo alle nostre Aquile, perché ALBUM STORICI gli Eagles li hanno incisi (HOTEL CALIFORNIA sta per compiere 50 anni), concerti sold out li hanno avuti, qualcuno di loro purtroppo non c'è più, quindi una decisione così sembra più che lecita.
Ma per i fans non ci sarà alcun pericolo di dimenticarli perché la loro musica rimane, su qualsiasi supporto disponibile, e quella non dirà mai che è arrivato il capolinea.
Chiudo il post di oggi con gli auguri a Lady Gaga per i suoi 40 anni,
artista che porta in scena spettacoli molto diversi da quelli degli Eagles, ma tutto sommato dotata di una versatilità tale che, sono sicuro, potrebbe interpretare benissimo anche le loro canzoni esattamente come già si è cimentata nello swing-jazz con Tony Bennett e in altri generi estranei al suo come nel film A STAR IS BORN.
Siamo quindi arrivati a pochi giorni da Halloween che domani sera ci riempirà le strade di zombie, mummie, streghe e vampiri.
Ecco a proposito un film che nel mio mondo trash ci sta benissimo e riesce a rimanere in tema di Halloween: Zora La Vampira ovvero l'esordio cinematografico dei Manetti Bros. che fino ad allora avevano diretto solo videoclip musicali e lo sì capisce da quanto rap c'è dentro a sto film, che parte pure bene con l'idea del Dracula che viene in Italia come immigrato clandestino e qualche risatina te la fa fare.
Ma poi?
Poi ci manca solo il Califfo a cantare Tutto Il Resto È Noia e manco Selen
(altra presenza femminile con Micaela Ramazzotti protagonista) riesce a tirarlo su... sto parlando del film, eh...
Film, non dimentichiamolo, con anche Carlo Verdone e che in effetti era già un cine comic molto prima che i Manetti mettessero le mani (male) su DIABOLIK poiché deriva molto liberamente da un ben noto fumetto erotico degli anni 70 che leggevi dai barbieri mentre aspettavi il tuo turno (dalle parrucchiere per signora invece non credo fossero disponibili tali pubblicazioni editoriali).
Pellicola con pretese horror per modo di dire e di cui ho deciso di parlare brevemente oggi anche perché conta una delle poche apparizioni al cinema di James Senese, lo storico sassofonista di Pino Daniele con lui già dai Napoli Centrale e putroppo scomparso all'età dì 80 anni per le complicazioni di una polmonite.
Per ricordare James voglio mettere adesso sul piatto QUANNO CHIOVE, ovvero una delle più belle canzoni di Pino in versione live dove l'assolo di sax fa la sua bella parte.
Più o meno dallo stesso mondo, poiché James aveva influenze jazz, arrivava anche Jack DeJohnette, 83 anni e batterista che ha avuto l'onore di suonare nel famoso Bitches Brew di Miles Davis e con tanti altri nomi del giro jazzistico.
Era il 24 gennaio del 1975 ed eravamo arrivati con una Renault 4 a Colonia sotto la pioggia con il mio amico Keith Jarrett, pianista jazz (non partite subito con dei pregiudizi su questo genere musicale) che aveva appena tenuto un concerto a Zurigo durante il suo tour solista (aveva suonato in precedenza con Miles Davis, nientemeno, e con gruppi di tre o quattro elementi) e il ragazzo stava per eseguire un altro CONCERTO dov'era lui da solo al pianoforte, ma arrivati sul posto scopriamo che il piano messo a disposizione dall'organizzazione era molto più piccolo di quello richiesto, aveva un pedale rotto e sopratutto era scordato.
Non per fare il rompicoglioni eh, ma chiunque suoni una cosa che non sia il campanello di casa può capire il Keith che disse subito che in quelle condizioni non avrebbe potuto suonare, e non potevo che dargli ragione, cacchio.
Così apriti cielo! si scatena l'inferno e perlomeno viene risolto dall'organizzazione (una giovane ragazza che lì per lì andò subito nel panico) il problema dell'accordatura, il che non è poco, ma che tuttavia secondo il parere del Keith non era ancora perfetta.
Quindi con un po' di scazzo, dopo un po' di no, dai, mah, forse, Jarrett ha tenuto lo stesso il concerto e, dato che se ad un musicista come lui ero sicuro che se davi anche il pianino di Schroeder
ne sarebbe uscito comunque qualcosa di grande, tale concerto fu ugualmente un grande successo con la sala piena, tanto che ne venne ricavato un album dal titolo THE KOLN CONCERT che sarà pubblicato il successivo novembre e che diventerà l'album più famoso di jazz-solo con tre milioni e mezzo di copie vendute dove a tratti si sente anche qualcosa che potrebbe avere ispirato musicisti più recenti come Ludovico Einaudi e Giovanni Allevi. Quella musica in parte la si può ascoltare anche in alcuni film come Caro Diario di Nanni Moretti, Il Lenzuolo Viola di Nicolas Roeg e Pianoforte di Francesca Comencini, suo debutto alla regia.
Al Keith venne poi pure richiesta una trascrizione della musica del disco, ma, siccome era stato tutto improvvisato, lui diceva giustamente che non si poteva fare una cosa del genere per troppe parti che sfidavano i canoni metronomici. Tuttavia alla fine tale trascrizione, seppure con grandi difficoltà e insistenze, arrivò.
Naturalmente stavo scherzando all'inizio del post quando dicevo che c'ero anch'io a Colonia con Keith (tutto il resto però è storia assolutamente vera, anche il viaggio in Renault 4), ma personalmente posso dire che pure io, nonostante il jazz non sia la mia materia preferita in fatto di musica, il disco me lo sono ascoltato con grande piacere perché si sente che su quei tasti bianchi e neri c'è la mano di QUALCUNO che sa tirare fuori della vera musica. Musica che, come forse ho già detto (e non solo io) non deve rimanere legata a nessun genere, ma musica che può essere solo bella o brutta, e QUESTA (che trovate nel post di oggi divisa in quattro parti) è, a parer mio, bella anche se non si tratta della classica canzoncina leggera. E adesso, nel mio mondo di fantasia, Keith è diventato anche mio amico.
Oggi abbiamo una manciata di addii che arrivano dal cinema e dalla musica, non certo tutti di botto nello stesso giorno, cominciando con forse l'addio più importante per chi ama i film che ti fanno staccare il cervello, poiché è mancato ad 80 anni Jim Abrahams, cioè uno dei componenti del trio ZAZ, ovvero Zucker-Abrahams-Zucker,
quelli che hanno fatto sfracelli con le parodie dei film famosi sfornando titoli come L'Aereo Più Pazzo Del Mondo e Una Pallottola Spuntata, breve serie tv compresa che, molti non lo sanno, ma era antecedente ai tre film, ma che da noi arrivò dopo con il titolo apparentemente consecutivo di Quelli Della Pallottola Spuntata.
Jim, che nella foto in alto è quello con il completo gessato chiaro, aveva firmato da solista invece la doppietta di Hot Shots, pure quella comunque irresistibile.
Da Inception invece abbiamo perso l'autore della musica.
Ma no, tranquilli, Hans Zimmer, che ha firmato la colonna sonora di questo top film e parecchi altri, sta bene.
Chi è mancato è Charles Dumont, cioè l'autore di Non, Je Ne Regrette Rien, la canzone che veniva usata nel film di Nolan per il sonno condiviso come in questa SCENA.
Canzone cantata dalla mitica Edith Piaf e anche portata di recente alle audizioni di X-Factor da LUNASPINA, purtroppo non capita al momento delle decisioni importanti.
Dumont aveva i suoi bei 95 anni.
Sempre per la musica (oggi sono molti i nomi di quest'arte che ci lasciano) se n'è andato Roy Haynes, 99 anni, batterista jazz che ha avuto l'onore di suonare con nomi giganteschi come Miles Davis, Charlie Parker e Sarah Vaughan, e se non sei veramente un dio dello strumento certe cose non ti capitano di sicuro.
Altro nome musicale che ci ha lasciati è Peter Sinfield co-fondatore dei King Crimson con Robert Fripp.
Peter era stato anche autore dei testi della band ed aveva 80 anni.
Concludo sempre in musica con l'addio a Mike Pinera, chitarrista entrato negli Iron Butterfly nel 1970, cioè dopo quella bomba lisergica di IN-A-GADDA-DA-VIDA, e poi, dopo un periodo anche da solista, nella band di Alice Cooper nei primi 80.
Mike aveva 76 anni, ma, ovviamente, nella foto qui sotto lo vediamo poco dopo la militanza con gli Iron Butterfly.
Oggi è un giorno da ricordare per il cinema perché è ben mezzo secolo che Vittorio DeSica ci ha lasciati.
Padre del neorealismo come regista con film come Ladri Di Biciclette, la sua eredità cinematografica è stata poi presa in mano dal figlio Cristian che... beh... vola decisamente più in basso, ma parlarne male sarebbe come sparare sulla Croce Rossa.
C'è da dire che comunque Vittorio si era distinto anche come attore brillante nelle commedie leggere (mai pecorecce) tipo la tetralogia di Pane, Amore e... (quello nella foto è un cofanetto di tre dividì, ma c'è anche un quarto Pane Amore E... Andalusia) e Cristian, dalla sua, qualche rara volta ha anche partecipato a film drammatici come I Limoni D'Inverno dello scorso anno.
In questa giornata di ricordi allora colgo l'occasione per segnalare anche la scomparsa di Renato Serio, 78 anni, direttore d'orchestra, compositore e arrangiatore dei lavori di Renato Zero dalla metà degli anni 80,
quando il cantante romano cominciò a mettere un po' da parte quella sua vena scandalosa, ma divertente, del primo periodo in cui i suoi partners musicali erano Ruggero Cini, Piero Pintucci e Franca Evangelisti, e suo collaboratore anche per la controversa trasmissione tv del 2000 Tutti Gli Zeri Del Mondo, criticata si, ma che però a me era piaciuta.
Assonanza dei due nomi Zero - Serio che all'epoca mi faceva pensare ad uno pseudonimo per nascondere la stessa persona e invece non era assolutamente così, ma sai com'è, a metà anni 80 mica avevamo già in mano internet per documentarci. Renato è stato anche l'autore della sigla dello show, condotto da Bonolis/Laurenti, Ciao Darwin, con la canzone MATTI cantata sempre da Zero.
Altro nome della musica che ci ha lasciati nei giorni scorsi è PHIL LESH, 84 anni, polistrumentista che ha fatto parte, come bassista e anche voce, dei Grateful Dead, la band rock blues di Jerry Garcia della quale era stato co-fondatore.
Altro mondo musicale quello da cui invece arriva Lou Donaldson, mancato di recente a 98 anni e sassofonista jazz che ha suonato in moltissimi dischi della famosa etichetta Blue Note improntata appunto sul jazz.
Quindi oggi, accanto ad un ricordo di Vittorio, anche un addio a Renato, Phil e Lou.
Non è una barzelletta, perché anche oggi perdiamo un grande nome della musica, cioè David Sanborn, 78 anni.
David era un sassofonista che ha potuto vantare collaborazioni con i più grandi nomi dello show business con il suo stile che mischiava il jazz con il funky e, grazie a quello, è stato fra i musicisti che hanno suonato in YOUNG AMERICANS, l'album che per David Bowie segnò una transizione netta dal rock al funky appunto dove il sax di Sanborn la fa da padrone specie nella title track.
In tempi più recenti, per modo di dire perché si parla pur sempre di anni 90, aveva partecipato anche alla colonna sonora di Arma Letale 3 con Sting ed Eric Clapton nel brano IT'S PROBABLY ME. Purtroppo un cancro alla prostata è riuscito alla fine a portarselo via nonostante lui avesse continuato imperterrito a suonare dal vivo e anzi c'era già pronto un tour per l'anno successivo, ma tant'è...
Da tutt'altro mondo musicale invece arrivava Enrico Musiani, cioè da quel canto all'italiana melodico portato avanti da Claudio Villa che lo presenta in questo video con il suo più grande successo LAURETTA MIA. Enrico, che aveva 86 anni, aveva cantato anche Rose Rosse portata al successo però da Massimo Ranieri che all'epoca era senza dubbio più dentro ai circuiti commerciali anche per la sua immagine molto accattivante per il pubblico femminile e un modo di cantare molto più "power" di quello di Musiani.
Anche il cinema è da citare oggi per la scomparsa di Mark Damon, 91 anni, attore statunitense che aveva iniziato la carriera (guarda un po' com'è piccolo il mondo) con ROGER CORMAN in I Vivi E I Morti
e I Diavoli Del Grand Prix, dopodiché in Italia ha lavorato in diversi titoli horror e western con i nostri registi che, spesso sotto nome fittizio, sfornavano pellicole a getto continuo, quelle con i titoli molto creativi, e chissenefrega se spesso si trattava di b-movie, tanto il suo mentore Corman era specializzato proprio in quello e ci aveva fatto su una fortuna.
Negli anni 80 invece lo troveremo fra i produttori di film di grande successo fra cui 9 Settimane E 1/2.
Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato e scurdammoce o' passato per quanto riguarda gli Oscar che sono andati secondo le aspettative (e infatti Garrone non ce l'ha fatta contro Glazer) con Nolan trionfatore e anche una buona tripletta per Povere Creature!, mentre gli otaku, che avranno sicuramente esultato per il premio a Miyazaki, già lo sanno che Akira Toriyama, l'autore della lunghissima saga di DragonBall, manga e anime, è mancato il primo marzo, ma, non essendo un nome così noto a tutti, potrebbe essere stata una notizia passata in secondo piano, così ci devo pensare io a darle la giusta rilevanza.
All'inizio della storia di DragonBall, serie di punta dei pomeriggi anni 80 (e non solo) di Italia 1, il protagonista Goku è ancora un bambino con una coda e una forza sovrumana, e la vicenda racconta della sua ricerca delle Sfere Del Drago con molti personaggi di contorno (Bulma, Freezer, Trunks, Vegeta) che puntualmente popolano i vari convegni di cosplayers.
Un'altra famosa opera di Toriyama del 1981 era stata Dr. Slump.
Casualmente, come per restare in tema di animazione giapponese e la notte degli Oscar, sono esattamente 40 anni fa che usciva nelle sale il secondo lungometraggio di Hayao Miyazaki ovvero Nausicaä Della Valle Del Vento, e, nonostante gli anni che passano, e la decisione di ritirarsi, il nostro amico si è di recente smentito ed ha nel 2023 realizzato quel nuovo film dal titolo Il Ragazzo E L'Airone, e ottima decisione dato che quest'anno si è preso la statuetta.
Nel Mondo dei doppiatori dobbiamo dare l'addio ad Angelo Nicotra, 75 anni e seconda voce ufficiale di Morgan Freeman (il più abbinato all'attore americano è stato Renato Mori, purtroppo mancato nel 2014).
Angelo aveva anche dato la voce in diverse pellicole a Danny Glover, Brendan Gleeson e John Goodman.
Concludiamo con un ultimo saluto a Steve Lawrence, attore e nome della musica da Las Vegas dove si esibiva in duo con la moglie, e da ricordare più che altro per la sua partecipazione a THE BLUES BROTHERS di Landis nella parte di un agente teatrale nella famosa scena della sauna,
personaggio che poi tornerà anche nel secondo capitolo dove ci sarà anche John Goodman, citato sopra, ma in quel caso non doppiato da Nicotra.
Una piccola curiosità su questa scena è che i musicisti Lou Marini e Tom Malone della Blues Brothers Band avevano anche fatto parte del supergruppo fusion dalle svariate formazioni Blood, Sweat & Tears e tale scena era la citazione della copertina del loro album No Sweat, dove sul retro apparivano tutti in sauna con i soli asciugamani.
Steve aveva 88 anni e a portarlo via sono state le complicazioni dell'Alzheimer di cui era malato da tempo.
Prima domenica del 2024, ed era un secolo fa che George Gershwin completava la sua Rapsodia In Blu, brano strumentale celeberrimo che capita spesso di sentire in diversi contesti, ma soprattutto che apre MANHATTAN di Woody Allen,
cioè uno dei momenti top dell'attore regista che riesce a passare da dei veri capolavori a robe che piacciono solo a lui, per non parlare poi dei problemi di tutt'altro genere, ma sono altri discorsi quelli.
Woody, amante del Jazz e suonatore di clarinetto che prende anche qualche stecca come documentato di recente, sicuramente adora in particolare l'intro del brano suonato proprio dal suo strumento preferito, con la composizione che poi si apre in maniera orchestrale in pompa magna.
Anche la Disney se ne è appropriata per il commento musicale di Fantasia 2000, nonché Il Grande Gatsby versione più recente con Leonardo DiCaprio.
In tv invece lo sentiamo in Glee e nei Simpson.
Fatto sta che la Rapsodia, anche se magari non ne conoscete il titolo o l'autore, non potete non averla ascoltata almeno una volta nel vostro ciclo vitale, più che altro perché 100 anni sono una bella cifretta e se tuttora viene considerata una bella composizione, un motivo ci sarà.
Come ELTON JOHN e i KISS, anche i Manhattan Transfer hanno organizzato il loro Farewell Tour, ma certamente qui siamo in un genere musicale molto diverso, anche se un paio di hit nelle classifiche le hanno piazzate pure loro quando all'epoca c'era ancora Tim Hauser, fondatore del quartetto nel 1969 insieme a Laurel Massé e purtroppo mancato nel 2014.
Anche Laurel, a causa di un grave incidente automobilistico era stata sostituita negli anni 70 da Cheryl Bentyne.
Con la formazione quindi ancora rinnovata dall'ingresso di Trist Curless, i quattro vocalist danno l'addio al pubblico che li ha seguiti nel corso degli anni portando in giro uno spettacolo che contiene tutti i loro brani più famosi, cose che magari conoscono di più i boomer che i millennials, ma che pure questi ultimi dovrebbero assimilare nel loro DNA da questi "vecchietti" e magari tanta roba insulsa non passerebbe più nelle radio secondo le attuali tendenze. Non possiedo nemmeno un disco dei Manhattan Transfer, ma sto pensando seriamente di riempire questo vuoto, e comunque li ho trasmessi parecchio in radio all'epoca di SOUL FOOD TO GO, quella canzone che Loredana Bertè aveva già inciso in precedenza e quindi per un po' di tempo per alcuni nacque l'equivoco che il quartetto avesse fatto un omaggio alla nostra cantante che invece nel suo disco del 1983 l'aveva proposta con un testo italiano scritto da Ivano Fossati che l'aveva intitolata JAZZ, mentre in realtà si trattava di un brano del brasiliano Djavan (Sina). Quando mi capita di sentirli ancora adesso, non posso fare a meno di godere per la perfezione vocale che sanno rendere, al limite delle possibilità umane e no, non usano cori preregistrati come invece Paul Stanley, ma non solo lui (vogliamo parlare dei Pooh?), ha fatto nel tour dei Kiss. In Italia sono passati lo scorso novembre e il loro tour ha segnato l'ultima data proprio ieri a Los Angeles, perciò chi c'era c'era, ma io la butto lì...
Se tornassero a sorpresa per una data aggiuntiva e capitassero dalle vostre parti, magari, cosa che sia Elton John che i Kiss hanno fatto nel loro neverending tour, il mio consiglio è di andare a sentirli e se poi non vi sono piaciuti, allora potrete insultarmi come fanno sempre gli amici quando li porto a vedere film bizzarri.
Se seguite Italia 1, avrete notato come sia cambiata la programmazione che cade all'ora di cena, nel senso che una ventina di anni fa ci facevano compagnia Willy, Il Principe di Bel Air oppure La Vita Secondo Jim o ancora The Big Bang Theory oppure Tutto In Famiglia, cioè sitcom leggere tutte da ridere, mentre adesso ti sbattono in faccia delitti e scene truculente con la saga di C.S.I.
Questo forse perché la scelta sugli altri canali è quantomai vasta se escludiamo Rai 2, dove a cercare di fare concorrenza c'è agonizzante Il Mercante In Fiera che era nato proprio su Italia 1 in quella fascia oraria sempre con Pino Insegno che si è visto, a causa del flop, togliere l'eredità de L'Eredità (giochetto di parole eh) che rimane a Insigna e non va più a Insegno (altro giochetto) con sommo dispiacere della sua cara amica Giorgia (quella che non canta). Quindi per evitare di bruciarsi delle serie tv nuove, da un po' di tempo su Mediaset all'ora di cena ti mettono in replica tali prodotti che invece una volta andavano in onda DOPO cena, con tanto di bollino rosso. Ma parlando appunto di C.S.I. nella sua versione ambientata a Miami dai colori molto più vivaci delle serie sorelle (un po' come quando ambienti un film in Messico e fai la fotografia tutta gialla), in alcuni episodi era arrivato Kyle Harmon,
quello con la maglietta blu, ovvero il figlio di Horatio Caine ed era interpretato da Evan Ellington, il quale è stato di recente trovato senza vita nel suo appartamento a soli 35 anni.
Da circa una decina d'anni Evan mancava dagli schermi ed era vittima di dipendenza da droghe e alcool come accade purtroppo a molti ragazzi prodigio entrati giovanissimi nello show business come lui.
Anche la musica è in lutto, ma per quanto riguarda il jazz, poiché a 93 anni è mancato Dino Piana trombonista dell'astigiano noto a livello mondiale dato che difatti lo si può trovare nelle incisioni dei grandi di questo genere musicale, e parlo di nomi come Chet Baker e Charlie Mingus. In questo video lo si sente e si vede alle prese con una rilettura swing-jazz di AMARCORD di Nino Rota, film di Fellini che adoro, e brano dove partecipa anche il figlio Franco.
Danilo Rea, virtuoso pianista jazz e Fiorella Mannoia, prestigiosa interprete leggera italiana, cos'hanno in comune?
Apparentemente nulla, ma i due si conoscono da tempo e hanno già duettato spesso in diverse occasioni tipo Umbria Jazz, e se il repertorio di Fiorella, l'ex STUNTWOMAN del cinema passata per fortuna alla musica, viene rivisitato dalle dita di Danilo può anche portare ad un tour intitolato Luce che da quest'estate sta viaggiando in lungo e in largo (con il balzo di rimbalzo, cit.).
Ma non si tratta di un concerto con "fumi e raggi laser" come diceva quel simpatico nostro AMICO siciliano di cui eseguono anche una delle sue più belle canzoni cioè LA CURA, bensì sul palco, come si vede dal video, ci sono solo loro due, una con la sua voce e l'altro col suo pianoforte circondati dalla luce di tante candele, per rendere tali canzoni rinnovate in un'atmosfera quasi onirica, con pure un finalino differente, più attuale su Quello Che Le Donne Non Dicono, per spiegare che una donna non deve dire per forza sempre si, ma anzi se ti dice NO è NO!
I nostri due saranno in giro fino al 23 dicembre per quanto riguarda quest'anno, ma, visto come sta andando il tour, non è detto che nel 2024 il sodalizio non possa continuare.
Anche oggi un nome del cinema ci lascia e quel nome è Burt Young, ovvero Paulie Pennino, il fratello di "Adrianaaaaa" nella saga di Rocky.
Burt (ovviamente quello col cappello chiaro nella foto) aveva lavorato anche con Sergio Leone in C'Era Una Volta In America ed aveva 83 anni e origini italiane poiché il suo vero nome era Gerald Tommaso (DeLouise).
Come per par condicio, ma ne faremmo volentieri a meno, anche la musica deve salutare Carla Bley, pianista e compositrice jazz che nella sua carriera aveva anche realizzato un disco collaborando con Nick Mason, il batterista dei Pink Floyd che nel 1981 aveva tentato una sua avventura solista con NICK MASON'S FICTITIOUS SPORTS. Lavoro decisamente non facile e anzi, a dirla tutta sulla faccenda del "fittizio", quel disco era più di Carla Bley che di Nick, poiché era lei che aveva composto tutti i brani mentre Mason aveva solo suonato e partecipato alla produzione, e le canzoni erano pure state cantate tutte da Robert Wyatt tranne una dove la voce era invece di Karen Kraft, ma sai com'è nel mondo dei discografici...
I Pink Floyd ne uscivano da quel capolavoro che è The Wall di due anni prima, per cui il nome di Mason tirava più di qualsiasi cosa...
Ed ora non fatemi battute sui carri di buoi e altre cose perché siamo qui per la dipartita di Carla ad 87 anni per un tumore al cervello.
Nei giorni scorsi è mancato il cantautore napoletano Federico Salvatore, 63 anni, artista che con le sue canzoni ironiche come AZZ... è stato sempre molto vicino al mondo del cabaret o, se vogliamo, anche a quel teatro canzone inventato da Giorgio Gaber,
finché un giorno stupì tutti quelli che, già col sorriso sulle labbra, stavano guardando il Festival Di Sanremo del 1996 con SULLA PORTA, canzone drammatica di un figlio che dichiara la propria omosessualità alla madre. Da un po' di tempo Federico era in condizioni critiche dopo un'emorragia cerebrale.
Altro nome legato alla musica che ci ha lasciati è quello del jazzista Ahmad Jamal, 92 anni, pianista inizialmente poco compreso nell'ambiente al punto tale da considerarlo poco più che un artista da pianobar, mentre gli anni gli hanno poi dato ragione per il suo tocco particolare sul pianoforte e finalmente sono arrivate le lodi.
Uno degli standard jazz più famosi che eseguiva nei suoi concerti è POINCIANA, brano degli anni 40 conosciuto anche nelle versioni cantate da decine di interpreti del calibro di Frank Sinatra e portato al grande pubblico dai Manhattan Transfer nel 1976
in quel Coming Out, album di grande successo che conteneva la celebre Chanson D'Amour, il brano la cui risposta faceva "rrattarattarà".
Rinnovo inoltre ancora le condoglianze a Roberto Vecchioni per il figlio Arrigo di cui ho parlato IERI.
Così di primo acchito può apparire strano essendo state due persone molto diverse fra loro, ma Lucio Dalla e Lucio Battisti erano coetanei poiché erano nati a 24 ore di distanza l'uno dall'altro in questo mese appena iniziato, precisamente oggi il 4 (Dalla) e il 5 (Battisti).
Tant'è che in questo 2023, se fossero ancora in vita, avrebbero entrambi compiuto 80 anni e, in occasione di tale anniversario, la Sony Music ha deciso di ristampare in vinile i dischi più significativi dei due artisti con edizioni speciali colorate da collezione. Nel caso di Dalla si è pensato a Com'è Profondo Il Mare, disco che segna il suo debutto come autore dei testi che invece in precedenza erano curati da Roberto Roversi come ne Il Giorno Aveva Cinque Teste, anche questo nella lista dei dischi ristampati.Altro disco di Dalla che ritorna è 1983, di cui posto la title track, perché in questo 2023 l'album compie 40 anni, e anche un 45 giri inedito per l'Italia (venne pubblicato solo in Germania) dal titolo MON AMOUR.Per Battisti invece è stata scelta la sua discografia post mogol saltando (per fortuna) Eh Già dove ai testi si era cimentata malamente sua moglie Grazia Letizia Veronesi, per ripubblicare in toto invece il periodo con Pasquale Panella autore dei testi ermetici e le musiche anche sperimentali di Lucio, dischi che lasciarono interdetti parecchi, se vogliamo dirla tutta.
Comunque anche il periodo del sodalizio con Mogol trova posto in quest'operazione con le raccolte Emozioni e SuperBattisti e con UNA DONNA PER AMICO,disco quest'ultimo che conosco nota per nota grazie alle centinaia di migliaia di volte che l'ho fatto girare sia su nastro (per poterlo ascoltare ovunque lo avevo registrato su una cassetta Scotch dove sul lato A c'era questo e sull'altro i Bee Gees con Spirits Having Flown) che in vinile e CD.
E quindi, mentre i negozi di dischi spariscono come è sparito Blockbuster per i film a noleggio (ma in alcuni paesi qualcuno irriducibile ci riprova motivato dal ritorno dei vinili), rimane l'acquisto online e difatti tali prodotti sono disponibili da ieri, ma già lo erano in prevendita da qualche giorno dato che sono in numero limitato.
Concludo quindi con un Buon Compleanno ai nostri due ottantenni (perché con la musica sono sempre tra noi) e anche un ultimo saluto a due musicisti che ci hanno lasciati di recente:
Steve Mackey, 56 anni, bassista dei Pulp, band formata nel 1979 da un allora quindicenne Jarvis Cocker, carismatico cantante dalla vocalità simile ad Elvis Costello, e band della quale qualcuno potrà ricordare questa DISCO 2000.
Steve ultimamente era stato anche produttore di Florence & The Machine e Arcade Fire.
Altra grande perdita riguarda un colosso del jazz, il sassofonista Wayne Shorter, 89 anni, che fu tra i fondatori dello storico gruppo fusion Weather Report dei quali posto il brano forse più famoso, cioè BIRDLAND,coverizzata anche dai Manhattan Transfer, e musicista che ho ascoltato più volte in quel bellissimo disco di Joni Mitchell del 1982 dal titolo WILD THINGS RUN FAST.
Cosa succederebbe se il temibile sergente Hartman di Full Metal Jacket, invece di aver intrapreso la carriera militare, fosse diventato l'insegnante di una scuola di musica Jazz? Succederebbe che nel 2014 Damien Chazelle ne farebbe un film con J.K. Simmons nella parte del serg... ehm dell' insegnante doppiato da un grande Luca Biagini al suo meglio.
E non è un mio vaneggiare, perché l' appellativo "palla di lardo" verso il giovane trombonista sovrappeso non può essere finito in quella scena così per caso, vista anche la somiglianza dell' attore con il giovane Vincent D'Onofrio del film di Kubrick. Detto ciò il film suo di Damien è anche bello, però se amate la musica nel modo come la amo io, vi farà arrabbiare un po', anzi incavolare parecchio, anzi incazzare di brutto perché se per suonare in una jazz band si deve essere maltrattati in quel modo, allora preferisco il death-metal. Dai... parliamoci chiaro... ci sta lo spettacolo che può dare al pubblico il maestro stronzo (funzionava per Stanley infatti) come anche nei film sulla danza classica (Il Cigno Nero... per dire un titolo, ma ce ne sono migliaia tipo anche la fiction italiana La Compagnia Del Cigno sempre sulla musica), e capita di vedere lo stesso stile in certi allenatori di piccole squadre di calcio locali che fanno di tutto per tirare fuori l'aggressività dei piccoli calciatori dimenticando o mettendo momentaneamente da parte il concetto di sportività che invece dovrebbe essere quello primario. Ecco... a tutto c'è un limite. Ed è il limite proprio di questo film che comunque ti porta a guardarlo fino alla fine per vedere fino a che punto può arrivare... "e quando sembra che sia finita... è proprio allora che comincia la salita" (cantava Venditti), no... nel senso che a un certo punto sembra tutto finito, e vissero tutti felici e contenti... e invece no!!! Sorprese fino alla fine... Chazelle, what a Joker.
Io non sono un appassionato di Jazz anche se ho visto SOUL e l'ho apprezzato molto. Le poche cose sul jazz che conosco le ho assimilate tramite la rivista CIAO 2001 che parlava spesso anche di fusion, il genere che mischia il jazz con il rock, per cui, grazie alla carta stampata, certi nomi, come per esempio i Weather Report e Pat Metheny, non mi erano del tutto estranei. Anzi, proprio grazie alla recensione letta sulla rivista ho acquistato uno stupendo disco di Joni Mitchell dal titolo WILD THINGS RUN FAST. Si aggiunga anche che lo Sting post-Police ha suonato spesso e volentieri con musicisti provenienti da quel mondo, contribuendo a far conoscere ancora di più il genere al grande pubblico affamato fino ad allora solo di Pooh, Viola Valentino e tutto il Festival Di Sanremo in blocco.
Da quel mondo musicale arriva anche Chick Corea, pianista jazz scomparso ieri all'età di 79 anni, ma anche lui non legato solo al jazz puro, ma anzi sempre pronto a collaborazioni varie. Tra i nomi con cui ha incrociato lo strumento: Miles Davis, Pat Metheny, Paco DeLucia, Herbie Hancock e persino i nostri Stefano Bollani e Pino Daniele sono solo alcuni dei nomi che costellano la carriera di Chick.
Proprio insieme a Pino mi va di ricordarlo e rivederli insieme in questo loro VIDEO LIVE
Purtroppo la qualità del video è da VHS, ma è la musica che conta.
Se qualcuno negli anni 80 è stato Punk (Prima di Te) come cantava Enrico Ruggeri, si ricorderà degli Stranglers e della loro ballad del 1981, GOLDEN BROWN che faceva idealmente il paio con l'altro famoso singolo del 1986 ALWAYS THE SUN. Io ero fondamentalmente paninaro ma stavo dalla parte dei Dark (che oggi si chiamano Goth) perché da buongustaio avevo constatato che le ragazze di quel giro erano veramente intriganti per quei tempi, con il loro look un po' da Elvira Mistress Of The Dark o, se preferite, Morticia Addams, che comunque sotto Halloween cade a fagiuolo...
per cui ho avuto pure io i miei trascorsi musicali tra Siouxie, Nina Hagen, Cure, Bauhaus, Sex Pistols, Clash e naturalmente Ramones.
Bene, anche gli Strangolatori erano un gruppo che girava in quegli anni e dalla partenza punk della metà degli anni 70 si erano via via indirizzati verso la più raffinata New Wave.
Adesso Laurence Mason, un genio del montaggio audio/video, sfruttando certe assonanze con il famoso classico del Dave Brubeck Quartet, TAKE FIVE e rimontando le immagini del video originale, ha suonato con il sax la melodia di Golden Brown ed ha creato un nuovo VIDEOCLIP fakissimo (ma anche fikissimo)
in cui si vede il quartetto suonare la canzone degli Stranglers , grazie a campionamenti sonori e immagini in loop, creando un paradosso temporale incredibile con quei musicisti in bianco e nero che sembrano tutti degli anziani professori di lettere con occhialoni spessi inclusi.