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domenica 30 agosto 2026

IL CODICE DA VINCI: PER LA RAI IL SANTO GRAAL È UN MISTERO CHE DEVE RIMANERE MISTERIOSO

 Si racconta in giro che 700 mila spettatori che lunedì scorso su Rai2 stavano guardando Il Codice Da Vinci siano rimasti basiti dopo che, passate oltre due ore di visione, la pellicola è stata tagliata sul finale troncando gli ultimi preziosi 30/40 secondi


Proprio sul più bello infatti, nel momento in cui stava per essere svelato l’enigma alla base della trama, cioè quello sul Santo Graal raccontato nel romanzo di Dan Brown (nessuna corrispondenza con la realtà quindi), Rai2 ha deciso che tale mistero dovesse rimanere insoluto e, con un beffardo "arrivederci", ha interrotto la pellicola mandata in prima serata (ma ricordo a tutti che è in realtà una seconda serata perché la prima è stabilmente occupata da quello che viene definito "preserale") per mandare in onda alcuni spot e per poi dare la linea a Il Processo Al 90° che non poteva certo attendere oltre con le immagini del posticipo di Serie A Roma-Fiorentina, e forse il tecnico Rai aveva appena visto Disclosure Day di Spielberg con quel suo finale tronco che ha lasciato scontenti molti e ha pensato di fare lo stesso, oppure si era pure stufato di aspettare dopo essersi reso conto ormai che non era un biopic su Sal

(Da Vinci) dato che delle sue canzoni non c'era nemmeno l'ombra. 
E parlo di tecnico perché spero, ma ho dei dubbi, ci sia ancora una mano umana dietro e non una programmazione computerizzata come certe emittenti radiofoniche ormai fanno. 
Comunque... Apriti cielo! 
In pochi minuti sui social i telespettatori hanno protestato dopo anche aver già sopportato interruzioni pubblicitarie malamente infilate nel bel mezzo di dialoghi. La Rai si è scusata con il pubblico con le parole del direttore della sezione Cinema e Serie Tv Adriano De Maio spiegando che la messa in onda di un film o di un programma registrato è sottoposta ad una serie di lavorazioni complesse, affidate anche ad alcune sequenze alfanumeriche di supercazzole prematurate con scappellamento a destra. 
Aggiungendo che, come fosse Antani, l'intera trilogia sarà replicata su Rai Movie il 15 (Il Codice da Vinci), il 16 (Angeli e Demoni), il 17 Settembre (Inferno), naturalmente in prima serata, e lo ha fatto puntando il dito che si vede benissimo che stuzzica.

Intanto ringrazio Pietro Germi e Mario Monicelli, e poi posto qui sopra la sequenza finale "perduta", ma soprattutto, in tutto questo bailamme, mi viene da chiedermi se davvero 700 mila persone in questa stagione stiano ancora davvero guardando la tv in diretta dato che comunque il film ha già vent'anni ed è già passato più volte in televisione, ed è ora anche comodamente visibile su RaiPlay (nonché già da prima su altre piattaforme) senza interruzioni pubblicitarie o troncature imposte per favoreggiamento verso il calcio (signore supremo degli sport!!!). 
Ecco... Forse è questo il vero mistero... 



lunedì 10 agosto 2026

THE BEATLES - REVOLVER: 60 ANNI FA I RAGAZZI DECIDEVANO CHE ERA IL MOMENTO DI CAMBIARE

 Ricordate che vi avevo dato APPUNTAMENTO ad agosto per l'anniversario di Revolver dei Beatles?


Ed eccoci qua con quel disco che venne pubblicato per la precisione il 5 agosto 1966 come settimo album dei FabFour e ne avrei parlato prima, ma nel frattempo FRANCESCO se n'è andato e non potevo evitare di dedicargli un intero post. 
Disco questo considerato il loro momento di svolta nel quale i ragazzi metteranno da parte la musica pop da concerto (anche per via di certe DISAVVENTURE di cui vi ho già raccontato) per buttarsi nelle prime, complesse sperimentazioni in studio, tra cui l'uso pionieristico di nastri magnetici, il tape loop e le prime influenze psichedeliche e orientali. 
Registrato agli Abbey Road Studios di Londra sotto la guida del produttore George Martin, l'album contiene 14 brani e, per la prima volta ben tre sono composizioni di George Harrison

(in precedenza i due "capi" gliene concedevano al massimo due per disco), tra cui la celebre canzone d'apertura TAXMAN che potrebbe ricordare il tema musicale della nota serie tv Batman e difatti entrambe uscirono nello stesso anno, ma non è mai stato chiarito bene chi avesse ispirato chi. 
C'è poi TOMORROW NEVER KNOWS scritta da John Lennon,

che con quel sitar dominante è considerata la canzone che ha dato il via alla psichedelia essendo costruita su un unico accordo di Do, e utilizza loop di nastri registrati al contrario. 
ELEANOR RIGBY è tutta di Paul McCartney,

ma, per il famoso accordo tra di loro, risultano tutte divise con Lennon ed è arrangiata unicamente per un ottetto d'archi, difatti i quattro non suonano nessuno strumento e, anzi, Ringo nemmeno canta. 
Lo fa invece in YELLOW SUBMARINE, marcetta apparentemente infantile (Paul l'aveva concepita proprio pensando ad una canzone per bambini e fu pubblicata come singolo), ma diventata una specie inno generazionale e oso dire che quasi sicuramente è stata la mia prima canzone dei Beatles che ho ascoltato.

Era naturalmente la colonna sonora del celebre FILM D'ANIMAZIONE omonimo. 
All'interno della canzone, oltre all'intervento a sorpresa di una banda musicale, c'è anche una lunga serie di rumori inseriti da John Lennon, come suoni di campane e vari altri tipo colpi e cigolii, compresa una sequenza di parole pronunciate in lingue diverse. Esiste anche una VERSIONE cantata in italiano da Nada,

con il testo scritto da Mogol e un risultato finale al limite del terrificante, e nel numero 2934 di Topolino del 21 febbraio 2012, a pag. 97 appare un sottomarino giallo usato da Zio Paperone e Paperino per esplorare il fondale del mare uguale allo Yellow Submarine. 
Infatti Zio Paperone specifica che arriva da un set cinematografico... 
HERE, THERE AND EVERYWHERE è poi diventata un classico di Paul

che la propone spesso nei suoi concerti e la si sente anche in quel suo bistrattato film GIVE MY REGARDS TO BROAD STREET (non era così orrendo, dai) e una menzione particolare invece va a GOT TO GET YOU INTO MY LIFE, bella, ma che viene largamente superata dalla cover che ne faranno gli Earth Wind per quel disastro di film che era stato SGT. PEPPER e se volete confrontarla la trovate nel post che avevo dedicato a quel passo falso di Robert Stigwood e i Bee Gees. 

Nonostante il titolo Revolver, non ci si riferisce ad un'arma da fuoco come potrebbe pensare anche la mia cara amica blogger RITA (che parlando dei Beatles ci sta benissimo perché loro canteranno in futuro di una Rita Meter Maid), ma piuttosto al movimento rotatorio del piatto del giradischi. 
La copertina poi l'avevo anche ridisegnata io per la classica cassetta che mi ero fatto registrare da un amico, ed era formata da un collage di foto e disegni realizzato dal bassista e amico Klaus Voormann (sarà poi nella Plastic Ono Band) che ha vinto con questa il prestigioso Grammy Award come Best Album Cover, Graphic Arts. 
Pochi giorni dopo la pubblicazione i Beatles sbarcheranno in America per il loro ultimo tour, quello che si concluderà il 26 agosto a San Francisco.

E più avanti il loro percorso di crescita e sperimentazione continuerà con SGT. PEPPER, ma quello vero, eh... 

sabato 1 agosto 2026

ONCE E THE COMMITMENTS: DUE FILM CON MUSICA E IRLANDA DENTRO

 Dedico la musica del sabato tutta a Glen Hansard, cantautore irlandese che ottenne la fama internazionale nel 2007 per la canzone FALLING SLOWLY, brano che vinse il premio Oscar per il film Once dove la canta insieme a Markéta Irglová.


Glen purtroppo è morto pochi giorni fa a soli 56 anni in un incidente in moto poco fuori Dublino, senza altri veicoli coinvolti, dopo aver passato la serata al Wren’s Nest, un pub lungo il fiume Liffey. 
Hansard aveva cominciato negli anni Novanta con la band dei Frames e poi nel 2000 con il duo degli Swell Season e anche come solista. 

Come attore non protagonista, lo avevamo intravisto in THE COMMITMENTS di ALAN PARKER dove era il giovane chitarrista biondo/rossiccio dal capello lungo che si vede a tratti nel VIDEO qui sopra dove la parte del leone la fa Andrew Strong, lead vocal del gruppo.

Esilarante è la scena degli aspiranti improbabili musicisti che si presentano alla porta per il provino con la speranza di far parte della futura band. 
Poi invece Glen protagonista lo è stato appunto in Once, che nel 2007 gli diede una inaspettata popolarità internazionale con pure il plauso di Steven Spielberg che ha dichiarato di adorare quel film tratto da un musical e dove, curiosamente, i protagonisti principali non hanno un nome vero e proprio.

Se non vi disturba il fatto che Once sia stato girato tutto con una telecamera a mano, perciò parecchio balenga ad effetto documentario, ve lo consiglio insieme all'altro film di Alan Parker di cui vi ho parlato sopra. 
Devono piacere entrambi, ve lo assicuro. 
Legato per certi altri versi alla musica era anche Don Antonio Mazzi,

che ci lascia a 96 anni e che si è sempre prodigato per contrastare il disagio giovanile e le tossicodipendenze, utilizzando l'arte e i ritmi musicali come strumenti di aggregazione, riscatto e terapia con un approccio che univa la spiritualità alla vita reale. 
Celebri sono stati i suoi spazi quotidiani su emittenti nazionali come RTL 102.5, in cui ha sempre promosso la musica come veicolo di messaggi positivi e di riflessione.
Addio Don Mazzi e Glen. 

venerdì 26 giugno 2026

CLIVE DAVIS: UNO CHE AVEVA CAPITO TUTTO DELLA MUSICA

 Perdonate i necrologi anche oggi (settimana davvero critica... sarà il caldo...), ma non ci posso fare nulla se è morto a 94 anni anche Clive Davis,


direttore musicale della Hall Of Fame e soprattutto importantissimo produttore discografico statunitense e scopritore di talenti che aveva fatto firmare negli anni 80 il primo contratto a Whitney Houston (con lui nella foto) facendola diventare la star che conosciamo con una vendita di 260 milioni di dischi, e, oltre a ricoprire il ruolo di talent-scout, aveva avuto anche l'intuito di rilanciare la carriera di numerosi musicisti come Miles Davis negli anni Settanta, di Aretha Franklin negli anni 80

(ricordiamo il duetto con George Michael in I KNEW YOU WERE WAITING FOR ME) e di Carlos Santana negli anni Novanta. 
Tutto cominciava nel 1974, quando Davis aveva fondato la Arista Records (inizialmente però il nome era Bell Records), probabilmente la più importante casa discografica per il genere R&B di quegli anni, aprendosi in seguito ad altri generi, in particolare la dance e l’hip hop prendendo con sé artisti come Annie Lennox, Kenny G e Dionne Warwick, e successivamente i rapper Notorious B.I.G. e Puff Daddy (oggi Diddy), in pratica la programmazione di Radio Milano International 101 di qualche decade fa. 
E rileggendo i nomi qui sopra capisci subito quanto sia stato importante il contributo di Clive Davis nella musica. 
Goodbye Clive. 

mercoledì 6 maggio 2026

RIFLESSIONE SUL CONCERTONE DEL PRIMO MAGGIO(NE)

 Ho sentito cose che voi umani... Si, cioè, in realtà "ho letto" critiche sulla selezione dei partecipanti al Concertone del Primo Maggio del 2026 definendoli artisti mainstream come infatti sono, ma aggiungendo che non sia quello il loro posto.


È chiaro che tali critiche arrivino principalmente da gente che negli "anni di piombo", quelli difficili ANCHE PER LA MUSICA live, ha vissuto indossando l'eskimo e che pretende dall'artista sul palco un "impegno" e possibilmente uno schieramento politico ben dichiarato, dimenticando però che l’impegno vero riguarda le motivazioni personali che non devono per forza materializzarsi, in modo sistematico e intellegibile, all'interno di una canzone pop di stampo mainstream. 
A battersi per i diritti, secondo alcuni, dovrebbero essere solo i poveri, mentre quelli che, grazie alla musica, hanno "fatto i soldi" dovrebbero starne fuori perché, sempre secondo il ragionamento di cui sopra, se partecipano diventano istantaneamente degli ipocriti o degli opportunisti. 
L'ho già detto molte, moltissime altre volte che dal 1990, anno del primo Concerto del Primo Maggio, condotto allora da Carlo Massarini e Ombretta Colli, le cose sono molto cambiate, e non sto certo affermando che sia in meglio, tuttavia dovremmo accettare la possibilità di una via pop all'impegno sociale, non dico con favore, ma almeno con maggior serenità anche se vedere, per fare un esempio, Fulminacci sul palco ti fa domandare chi sia

e poi invece quando attacca la sanremese Stupida Sfortuna fai "aaah, ecco!". 
È vero che modificare il testo di Bella Ciao! sia stato un passo falso per Delia, ma non notato dal pubblico teen che forse conosce la canzone più per La Casa Di Carta che per il suo reale significato, e che lo "spessore artistico" di molti presenti equivalga a quello della carta velina, eppure sono sempre i ragazzi nel pubblico che quelle canzoni se le cantano tutte perché fanno parte della loro generazione e tutto sommato le conosco anch'io che sono cresciuto con Bennato, Dalla e DeGregori, e pure alcune di queste nuove leve le apprezzo davvero. 
Sarà anche l'effetto delle radio che martellano con gli stessi artisti visti venerdì sera, ma non dimentichiamo che il motivo di tali passaggi è che le emittenti sono ormai diventate da tempo dei veicoli promozionali per le majors, mentre i ragazzi legati a etichette indipendenti che si sono esibiti invece nel pomeriggio ben difficilmente li sentirai passare in radio. 
In questo caso funziona il passaparola, le piattaforme streaming (Spotify ospita moltissimi nomi nuovi, ma non sempre eclatanti) che sono un concetto indirizzato perlopiù sempre ai ragazzi, cioè quelli che nel mondo del lavoro non ci sono ancora, per cui il vero significato di questo concertone non lo conoscono se non per sentito dire, e manco sanno cosa significhino quelle misteriose sigle CIGL, CISL, UIL, ma piuttosto valutano l'importanza dei like e dei followers, e magari si sono pure chiesti cosa ci facessero là quei vecchietti fiorentini coi capelli grigi (i Litfiba).

Anzi, quelli che aspettavano la band di Pelù e Renzulli erano sicuramente a casa davanti alla tv, mentre i ragazzi del pubblico in piazza San Giovanni avranno invece apprezzato molto di più il DJ set (finto) del pomeriggio.
Quello che poi è anche cambiato notevolmente è quel mondo del lavoro dove una volta ci si sentiva "a posto" lavorando da dipendenti di una ditta consolidata, mentre adesso il giovane cerca di essere subito indipendente al grido di "io sono mio e mi gestisco io" (frase famosa anche in un altro contesto) e si apre una partita IVA come libero professionista, con tutti i pro e i contro del caso, per cui anche i classici sindacati dovranno presto prendere coscienza di ciò e adeguarsi ai tempi. 
Ecco... curiosando sui social ho letto fin troppi commenti nello stile "ai miei tempi..." e inevitabilmente mi sono figurato l'autore come uno che nel tempo libero sta lì a guardare un cantiere. 
E allora ancora una volta dico no e prometto solennemente che io non sarò mai così.

E purtroppo devo aggiungere in coda l'addio a Evaristo Beccalossi, storico calciatore del Brescia, dell'Inter e della Sampdoria che ci ha lasciato stanotte a 69 anni per le complicazioni di un'emorragia cerebrale. 
Addio Evaristo. 

sabato 28 febbraio 2026

DAVID BOWIE E GLORIA GAYNOR (AMBEDUE SOTTO MENTITE SPOGLIE) ED ALTRI CONTRO SANREMO

 Premetto che non ho nulla contro la kermesse musicale a parte la sua durata eccessiva (ma tanto c'è RaiPlay), anzi la seguo costantemente ogni anno (Fedez & Masini saranno i vincitori?), tuttavia oggi per la nostra musica del sabato porto in scena cose ben diverse da quelle che in questi giorni dominano anche l'etere radiofonico. 


Sono morti infatti nei giorni scorsi alcuni artisti che Carlo Conti non ha nominato durante la lunga lista di personaggi famosi scomparsi (Pippo, Peppe, eccetera) e posso capirlo poiché forse non erano popolarissimi, specie nel caso di Des De Moor (quello più paffutello nella foto di copertina del disco) che, in coppia con il pianista Russell Churney, si era divertito a rileggere in versione alternativa stile cabaret/chanson una serie di canzoni di David Bowie come per esempio questa THE MAN WHO SOLD THE WORLD, ed è anche forse l'unica che si riesce a trovare su YouTube.
Des aveva 64 anni.

Altra famosa cover uscita negli anni 90 riguarda I Will Survive di Gloria Gaynor che la band statunitense dei Cake aveva rifatto in una VERSIONE maschile strascicata, ma con il suo perché, e che sicuramente tutti abbiamo sentito passare in radio almeno una volta. 
Oggi la pubblico qui perché Greg Brown,

il chitarrista co-fondatore dei Cake che aveva lasciato la band dopo la pubblicazione dell'album relativo, è mancato nei giorni scorsi all'età di 54 anni dopo una breve malattia. 
Sempre di musica si parla con MARK KENNEDY,

batterista australiano che è entrato a far parte dei Men At Work nel 1985 quando Jerry Speiser ha lasciato la band dopo quel periodo di grande successo dei primi due album che ce li avevano fatti conoscere con hit come WHO CAN IT BE NOW? .

Mark aveva 74 anni. 
Infine una breve incursione nel cinema poiché Robert, il più giovane dei fratelli Carradine, si è suicidato a 71 anni. 
Colgo l'occasione allora, restando con la famiglia Carradine, di mettere qui nel post anche suo fratello Keith che con I'M EASY appariva nello storico film Nashville di Altman.

Goodbye Des, Greg, Mark & Robert. 

lunedì 16 febbraio 2026

50 PER 105 FA 5250... MA NON STIAMO PARLANDO DI MATEMATICA

 E dopo gli AUGURI RITARDATI a Mauro Pagani, arrivano invece puntuali quelli a Radio 105


che 50 anni fa esatti nasceva con il nome Studio 105 fondata da Alberto Hazan ed Edoardo Hazan in un monolocale di via Tito Vignoli a Milano (zona Lorenteggio) esattamente come tante altre piccole radio in tutta Italia. 
Allora il segnale era ricevuto solo localmente, ma si capiva già che quel "piccolo mondo antico" stava troppo stretto e serviva un modo per espandersi, così in seguito diventerà Rete 105

e i suoi programmi saranno ripetuti in molte zone dell'Italia da piccole emittenti che avevano concluso per cause di forza maggiore di tirare avanti agonizzanti con le trasmissioni regolari, ma ancora con gli impianti operativi, e che nei blocchi pubblicitari inseriranno notiziari e spot di attività locali a seconda delle regioni dove cambiava anche la frequenza FM che per Milano invece era il famoso 99 Mhz. 
Infine cambierà ancora forma passando sotto proprietà Mediaset e diventando così Radio 105 Network, una delle stazioni più ascoltate dell'etere nazionale grazie anche a quello Zoo Di 105

così sopra le righe che se qualcuno, ai tempi in cui io bazzicavo nelle radio, avesse provato a fare una cosa simile, sarebbe stato cacciato immediatamente. 
Ma oggi è così... 

sabato 29 novembre 2025

ED OGGI ORNELLA CON TUTTI I SUOI AMICI

 In omaggio ad Ornella Vanoni, Rai Radio Techetè ha dedicato l’intera programmazione di domenica scorsa alla grande interprete della canzone attraverso programmi del canale e la riproposizione del varietà della domenica che la ebbe protagonista negli Anni ‘70.


Il programma si chiamava Una Domenica Con Ornella - Più Di Così e a prima vista sembra prendere il titolo mescolando quelli di due sue canzoni, ma in realtà UNA delle due, quella cantata in coppia con il corpulento Gepy, sarà successiva alla trasmissione e sarà inoltre uno dei tanti duetti a cui la cantante ha partecipato durante la sua lunga carriera. 

Duetti che metterò in questo post di oggi dopo che già tutta la settimana le è stata giustamente dedicata da tutte le forme di media e social. 
Magari arrivo tardi, lo so, ma preferisco fare le cose con calma. 
Torniamo però alla trasmissione che ho avuto modo di ascoltare in questa riproposizione e che è andata in onda su Rai Radio 2 dal 1976 al 1977 tutte le domeniche mattina dalle 9,35 alle 11,00, nella stessa fascia oraria della storica trasmissione Gran varietà. 
La prima puntata venne trasmessa il 14 novembre 1976 e l'ultima il 26 giugno 1977 ed era registrata nell'Auditorio A del Centro di Produzione Rai di via Asiago 10 con la presenza del pubblico a differenza della trasmissione più celebre i cui applausi e risate erano tutte registrate in precedenza, che tanto alla radio mica te ne accorgevi. 
Oltre ad Ornella altri cantanti si proposero come "padroni di casa" cambiando opportunamente il titolo e fra gli altri c'era stato anche Gianni Morandi. 
L'edizione di Ornella però aveva un qualcosa di speciale in quella sua voce che ti parlava con dei toni tra l'amichevole e il sensuale, e lo dico perché in gioventù secondo me era stata una gran bella donna

(ditemi se in questa foto non ricorda Raquel Welch?) seppure con canzoni che all'epoca non riuscivo ad apprezzare eccetto UNA RAGIONE DI PIÙ che con un arrangiamento a dir poco epico e quei cori (dei New Trolls con Nico Di Palo in evidenza) in crescendo che facevano dabadà dabadà mi scatenava fantasie da colonna sonora di Ennio Morricone.

L'arrangiamento invece era opera di Giampiero Reverberi che dopo Le Orme si occuperà del Rondò Veneziano, mentre tra gli autori, oltre alla stessa Ornella, c'erano Franco Califano e i due fratelli Reitano.

Ma avevo anticipato dei molteplici duetti di Ornella e uno dei più recenti la vedeva con Mahmood cantare un suo vecchio brano dal titolo SANT'ALLEGRIA, come anche Samuele Bersani ha diviso con lei CALMA RIVOLUZIONARIA 

che avevo già proposto in un post tempo fa.
Sempre ironica poi si era fatta due TOY BOY nella figura di Colapesce e DiMartino,

mentre dei duetti (non solo musicali) con Gino Paoli poi ci sarebbe da riempire un libro o magari un doppio album che era uscito in coppia nel 1985, replicando poi vent'anni dopo, mentre alcune sue canzoni sono state persino remixate in versione dance. 
Concludo con una canzone che non è un duetto, ma è certamente stupenda e rimane fra le mie preferite, ovvero VAI VALENTINA.

Insomma, alla fine sarà molto difficile dimenticare la nostra cara Ornella. 

martedì 26 agosto 2025

BRUCE SPRINGSTEEN - BORN TO RUN: MEZZO SECOLO PASSATO A CORRERE

 Beh, oggi Bruce Springsteen gode senza dubbio di una meritata e conquistata fama nel mondo della musica, tanto da riempire gli stadi come se niente fosse e lo fa con concerti dalla durata oversize, giusto per non scontentare nessuno che sennò poi alla fine ti cantano la canzoncina "se non suoni l'ultima, noi non ce ne andiamo".


Tuttavia per The Boss non è sempre stato così poiché i suoi primi due album furono due flop commerciali nonostante fossero dischi elogiati dalla critica.
Dovrà quindi arrivare il 25 agosto del 1975 (cadeva esattamente ieri l'anniversario del mezzo secolo) per far uscire BORN TO RUN,

un album che vedeva alla produzione, come nuovo arrivo, anche Jon Landau, uno che ci sapeva fare abbastanza bene (sua è la famosa frase "ho visto il futuro del rocknroll e il suo nome è Bruce Springsteen") e, complice anche una campagna promozionale dai costi elevatissimi, ecco che finalmente Bruce viene notato... 
Non dal sottoscritto però. 
Si, perché qui avrei potuto facilmente millantare che già conoscevo anche i due album precedenti (chi poteva metterlo in dubbio?) e invece no, poiché Springsteen lo ascolterò per la prima volta su RADIO LUXEMBOURG

durante quelle pionieristiche ricezioni notturne sulle onde medie tra mille disturbi (unico modo e orario per poter ascoltare l'emittente in Italia) nel 1978 con il singolo BADLANDS che arrivava quindi dal suo quarto album di studio.

Eh, lo so, erano passati ben tre anni dall'uscita di Born To Run, ma che volete farci? 
Le FM di allora erano pregne di Pooh, Tozzi, Santo California, Luca D'Ammonio, Michele Pecora, Benito Urgu (alcuni di questi nomi a qualcuno faranno dire "chiii?"), la disco teutonica e quella francese (leggi ROCKETS), e invece del Boss non se ne parlava ancora tanto.
Poi, inutile dire, che, anche leggendo quel vangelo che era CIAO 2001, sono cresciuto anche insieme a lui e alle sue canzoni passando da quel doppio The River e poi quel top di album che è stato Born In The USA, che per i puristi era commerciale si, è vero, ma anche la svolta di Born To Run, con la mitica E-Street Band ormai consolidata, era stata ideata per acchiappare i circuiti di musica commerciale dato che non si vive di sola musica, ma serve anche qualche spicciolo da mettere da parte. 
E comunque, se non fosse andata così, non avremmo avuto lo Springsteen che conosciamo, per cui ritengo che tutto sia andato per il meglio. 

mercoledì 30 luglio 2025

GIORNATA INTERNAZIONALE DELL'AMICIZIA: PRENDILA PER BUONA

 Oggi, 30 luglio, è la Giornata Internazionale Dell'Amicizia proclamata nientemeno che dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per promuovere l'unione dei popoli senza distinzioni di razze, ideologie ed etnie.


Certo... vaglielo a dire a chi invece fa della guerra un business, perché alla fine si tratta di quello, come spiega chiaramente l'inizio di quel film Trafficanti che AVEVO POSTATO un po' di tempo fa. 
Cercando di starne fuori dalla guerra finché sarà possibile, metto qui oggi una vecchia canzone dell'immmenso Herbert Pagani (chissà però quanti se lo ricordano?) dei tempi di quando lo si vedeva ancora in tv negli show del sabato sera.


L'AMICIZIA è il titolo ed è palesemente vecchia nello stile valzerato vagamente alla francese (Herbert, nato a Tripoli, aveva doppia cittadinanza italiana e francese ed era stato anche speaker di Radio Monte Carlo), ma quello che dice rimane sempre attuale. 
In coda purtroppo devo anche aggiungere l'addio a Livio Macchia,

bassista e co-fondatore dei Camaleonti che erano finiti in UN POST anche di recente. 
Livio aveva 83 anni, malato da tempo, ed era quello con i baffoni, per capirci, che divideva le canzoni da cantare con l'amico TONINO CRIPEZZI, quello dal particolare vibrato incorporato. 
Addio Livio, anche tu sei stato pur sempre un nostro amico in musica. 

mercoledì 30 aprile 2025

QUEL DISCO COSÌ SIMILE AGLI U2

 Era il 1987, periodo in cui stavo ancora dietro ai microfoni di una radio privata un po' prima che arrivassero la house e poi la tremenda hardcore (che contribuirono in parte ad allontanarmi da quel giro), ed avevo per le mani un disco dei gallesi The Alarm, per me allora sconosciuti, ma loro in realtà stavano sulla scena, perlomeno britannica, già dall'inizio di quella decade così pregna di grande musica.


Il singolo era RAIN IN THE SUMMERTIME, ed era una canzone molto più pop del loro repertorio usuale, che un po' ricordava gli U2 senza i loop e delay di The Edge, ma con le stesse aperture vocali di Bono. 
Difatti nello stesso anno, pochi mesi prima usciva The Joshua Tree della band irlandese e The Alarm, per caso o chissà, nel 1983 avevano avuto l'onore di aprire i loro concerti nel tour di War.

I quattro ragazzi avevano un look tipico degli anni 80 con quei capelli importanti sostenuti da lacca sparata senza ritegno (era cosa normale in quel periodo se ricordate anche Nik Kershaw, i Kajagoogoo e i Drum Theatre) e capitano qui oggi poiché è mancato a 66 anni il loro biondo leader Mike Peters affetto da tempo da un tumore. 
Il loro genere era stato definito new wave post punk e casualmente a 71 anni se n'è andato anche David Thomas, leader dei PERE UBU, altra band post punk, ma questa era degli anni 70 e con tutt'altro spirito dentro.

David aveva la caratteristica di essere affetto da problemi psichici come la schizofrenia e questo lo si evinceva anche dal suo modo di cantare isterico e dalle mosse scomposte sul palco dove comunque trovava la sua dimensione migliore.
Oltre alla band principale, David aveva poi avuto diverse collaborazioni con altri musicisti comprese anche le reunion dei Pere Ubu. 
Goodbye Mike and David. 

sabato 5 aprile 2025

SE CI SONO TROPPE BRUTTE NOTIZIE AL FEMMINILE, IO RIBATTO SEMPRE AL FEMMINILE CON BELLA MUSICA

 Durante questa settimana abbiamo dovuto ricevere ancora tristi notizie di femminicidi, il che mi fa domandare se davvero chi li commette ormai pensa di farla franca con tutti i mezzi che adesso abbiamo a disposizione per sgamare i colpevoli, e cosa, quella degli ultimi ritrovati scientifici e tecnologici, che sta facendo rimettere in gioco anche delitti ormai decennali.


Ma lasciamo questo lavoro a chi di dovere e in questo sabato musicale oggi mi allontano dalla facile commercialità per rimanere però a tema tutto femminile (che non serve sicuramente a nulla a fronte della cronaca nera, ma oggi mi andava così) con Aurora la cui canzone del 2016 THROUGH THE EYES OF A CHILD la si può ascoltare durante Adolescence, la miniserie di Netflix che tanto sta facendo parlare di sé per il tema di attualità da una parte (femminicidio anche qui addirittura in ambito scolastico come sentito proprio di recente ai TG) e per il modo tecnico con cui è realizzata dall'altra, e alla quale dedicherò presto un post.

Dalla radio e dal 2019 invece mi è arrivata questa avventura onirica di Grimes (come lo è anche il videoclip) ascoltata durante Il Volo Del Mattino con Fabio Volo su Radio Deejay e intitolata SO HEAVY I FELL THROUGH THE EARTH che mi ha raggiunto in replica notturna mentre guidavo, perciò ancora più onirica. 
Concludo sempre al femminile, ma andando molti anni più indietro nel tempo, precisamente nel 1970, come se avessi una DeLorean equipaggiata con il flusso catalizzatore, con Dusty Springfield e la sua super raffinata SPOOKY,

ascoltata anche questa di recente, ma non ricordo in quale frangente. 
Poco importa però. 
Buon weekend. 

lunedì 10 marzo 2025

101 AUGURI, INTESO COME RADIO

 Il 10 marzo del 1975 nasceva Radio Milano International, ovvero la prima delle radio libere, ma libere veramente (cioè senza licenza) come cantava Eugenio Finardi, tanto che, per essere davvero libera e non farsi beccare dall'Escopost, si spostava con gli impianti su un furgone dopo che le forze dell'ordine avevano sigillato i trasmettitori del primo tentativo realizzato in una camera da letto con un apparecchio militare di seconda mano.


Eh... Sembra di ricordare la storia della britannica Radio Caroline anche se quella non stava su ruote, ma su una nave per lo stesso motivo e vicenda raccontata nel film I LOVE RADIO ROCK
Vita dura quindi per i pionieri dell'etere milanese dove fra i nomi impegnati in tale missione contro il predominio della Rai c'era un giovane CLAUDIO CECCHETTO

(perfettamente riconoscibile qui sopra) e in seguito anche Gerry Scotti con entrambi che poi migreranno verso altri orizzonti (leggi Radio DeeJay). 
L'ascoltavo spesso di notte tra la fine degli anni 80 e l'inizio dei 90 dato che mi capitava di viaggiare spesso in macchina, ed il motivo principale era perché, rispetto alle altre, la programmazione guardava molto all'America, come i ragazzi di oggi di Ramazzotti, ma sopratutto perché, grazie a dei compressori di nuova generazione, aveva di suo un suono stereo pazzesco che mi pareva di avere un impianto spaziale in auto (e invece avevo solo i due classici altoparlanti nelle portiere) per cui ti faceva piacere per forza le canzoni che mandava in onda anche se non le conoscevi. 
Da allora fino ad oggi che compie 50 anni, sono passate davanti ai suoi microfoni altre voci storiche come quella profondissima di Massimo Oldani, con la sua passione per la musica black, e il compianto Leonardo "Leopardo" ReCecconi, mentre l'emittente ha modificato spesso il nome fino a diventare l'attuale R101 passata sotto il dominio Mediaset e quindi meno "libera" di quella che era l'idea degli esordi, ma pur sempre un'ottima stazione radio nel panorama italiano. 
E la radio, non questa in particolare, ma il suo mondo, si ricollega un po' anche ad Ornella Muti

che proprio ieri ha festeggiato i 70 anni, poiché in uno dei migliori film di Francesco Nuti, Stregati, girato a Genova, l'attore, mai dimenticato in questa galassia, era proprio uno speaker notturno dell'immaginaria emittente Radio Strega.
Se non lo avete mai visto, questo è un consiglio per tutti. 

venerdì 31 gennaio 2025

ADDIO MARIANNE

 La swinging London, i Rolling Stones, in particolare Mick Jagger, l'uso di sostanze stupefacenti (immancabili in quel periodo), la musica e, in parte, anche il cinema, questo era stato il mondo di Marianne Faithfull mancata ieri a 78 anni, per cui anticipo di un giorno il post prettamente musicale che di solito arriva di sabato.


Nel periodo riguardante la relazione con il leader degli Stones Marianne aveva anche collaborato ad alcune loro canzoni anche se non si tratta dei brani immortali che tuttora i "ragazzi" portano in giro in tour, ma comunque, dal canto suo, anche Marianne ha da sempre prodotto dischi di cui uno del 1981 ricordo in maniera particolare perché il singolo SWEETHEART passava molto sulle radio di allora e mi piaceva anche. 
Forse pure qualcun'altro riascoltandolo adesso se lo ricorda con quel suo ritmo reggae trascinato, perché quel genere stava vivendo un gran momento di gloria grazie a Bob Marley, Peter Tosh e tutti gli emuli più o meno famosi tra cui ci metterei anche i Police con la loro reggatta punk.

In particolare BOB l'anno prima aveva marchiato a fuoco il campo di San Siro (o forse lo avevano fatto quelli che stavano ad ascoltarlo fumando anche l'erba del prato?) con quello storico concerto aperto da Pino Daniele. 
Iniziavano così gli anni 80, quelli pieni di synth new wave, si, ma che avevano spesso anche cose alternative come la musica che Marianne ha portato avanti fino a pochi anni fa dedicandosi in alternativa anche al cinema in diverse apparizioni fra cui MARIE ANTOINETTE di Sofia Coppola. 
Goodbye Marianne. 

lunedì 16 dicembre 2024

SPAGNA E FRANKENSTEIN JUNIOR HANNO QUALCOSA "QUASI" IN COMUNE

 Mentre ieri sono caduti i 50 anni dell'uscita nelle sale statunitensi di Frankenstein Junior, del quale ho parlato già in occasione del suo RITORNO NELLE SALE sotto Halloween e ancora almeno un altro paio di volte in altre occasioni, oggi è il giorno di un altro compleanno che tocca ad una nota cantante italiana, la quale raggiunge invece lei quota 70, e, anche se dire l'età di una signora dicono che non sia carino, io lo posso fare perché son canaglia di mio.


Sto parlando di Ivana Spagna, che nel periodo "disco" si firmava solo Spagna e aveva, in quel 1986, lanciato una moda tutta di giacche con alamari e pizzi che mischiava un po'l'Adam Ant pirata/ussaro con la Madonna dell'epoca,

ed una capigliatura leonina (anche un po' la Bride Of Frankenstein della foto in apertura, se vogliamo restare in tema di anniversari, eh...) anche quella diventata in quel periodo il suo marchio distintivo. 
Dalle discoteche poi passerà per Sanremo cantando in italiano con il nome completo come anche in Il Re Leone della Disney mettendo da parte definitivamente quella criniera cotonata (che però vedi che era già negli anni 80 come un presagio).

Ci vuole certo una sua canzone adesso, ma invece delle solite Easy Lady o Call Me o, appunto, quella del film (che tuttora canta quando fa delle ospitate nei programmi tv oppure nei locali estivi), preferisco postare una piccola chicca abbastanza rara che avevo in radio nei primissimi anni 80, cioè un 45 giri a nome di Yvonne Kay dove l'Ivana appariva già con i capelli sparati (eh... questo voleva dire stare negli anni 80), ma ancora castani, con il quale debuttava ed era una cover italo disco della nota I'VE GOT THE MUSIC IN ME


che nei primi anni 70 era cantata da Kiki Dee, quella del duetto con Elton John più o meno dello stesso periodo. 
Auguri Ivana! 

domenica 6 ottobre 2024

PACCHI VS. IGNOTI E RADIO CENTENARIA

 Mentre si festeggiano i 100 anni della radiofonia italiana che apriva i battenti proprio il 6 ottobre, ma del 1924, in questo modo: «URI (Unione Radiofonica Italiana). 1-RO: Stazione di Roma. Lunghezza d'onda metri 425. A tutti coloro che sono in ascolto il nostro saluto e il nostro buonasera. Sono le ore 21 del 6 ottobre 1924. Trasmettiamo il concerto di inaugurazione della prima stazione radiofonica italiana per il servizio delle radioaudizioni circolari. Il quartetto composto da Ines Viviani Donarelli, che vi sta parlando, Alberto Magalotti, Amedeo Fortunati e Alessandro Cicognani, eseguirà Haydn dal quartetto "Opera 7", I e II tempo.», la sfida fra Rai 1 con Affari Tuoi, il gioco dei pacchi e la Nove dove Amadeus ha riesumato I Soliti Ignoti con un altro titolo è per ora vinta da Stefano Di Martino che ha preso in mano il gioco ereditato proprio da Amedeo Sebastiani.


Quindi per l'ex dj si tratta di un flop? 
Personalmente io continuo a preferire il gioco dove devi indovinare le identità perché l'altro non l'ho mai trovato così appassionante essendo solo una questione dove conta la fortuna di beccare il pacco giusto. 
Un po'come The Wall con Gerry Scotti dove hai un bel daffare a dire "a destra a sinistra" ad una palla che scende giù senza nessun intervento umano e nel frattempo cerchi di non sentirti un perfetto deficiente. 
Ma pensiamo bene a come funziona la tv per l'utente medio. 
I pacchi seguono il traino del TG1 che continua ad essere seguitissimo, e quell'utente medio è notoriamente pigro perciò lascia la tv sintonizzata su quel canale, mentre la Nove non ha notiziari per cui se vuoi vedere il programma di Amadeus devi andare lì apposta. 
Inoltre su Canale 5 c'è anche Striscia La Notizia che segue a ruota il TG5. 
E ancora, la Rai pubblicizza il gioco ovunque sulle sue reti, mentre la Nove lo fa solo sulla stessa rete e su Real Time che è diventata sempre della Warner Bros., perciò ha molta meno visibilità a meno che tu non sia un assiduo spettatore di quelle due reti e so per certo che non è così, eccezion fatta per Fabio Fazio che, nonostante il trasloco, ha continuato ad avere una fetta di pubblico fedele seppure anche lì più ristretta di prima. 
Di buono c'è che sulla Nove c'è meno ansia da prestazione per lo share, quel maledetto parametro che sulle reti ammiraglie, dove vivono solo per quello, fa protrarre i programmi fino ad orari impossibili. 
Per ora è così e, come cantavano gli Asia, il supergruppo degli anni 80,ONLY TIME WILL TELL

che è sempre un pezzo favoloso da riascoltare o da scoprire se non lo conoscete. 

sabato 7 settembre 2024

RTL 102.5 HA DECRETATO IL TORMENTONE DELL'ESTATE 2024

 In tempi non sospetti ho parlato molto bene di Annalisa dopo aver ascoltato integralmente il SUO DISCO nell'edizione speciale natalizia.


Adesso dopo mesi e mesi faccio un po' di conti e la bella cantante ligure me la sono trovata ovunque a fare featuring con chiunque, anche perfino con rappers/trappers apparentemente lontani dal suo pop leggero.

Ciliegina sulla torta è questa STORIE BREVI (titolo profetico per come funzionano i cosiddetti tormentoni ultimamente) dove stavolta è a duettare con Tananai, e canzone che, durante lo show all'Arena di Verona di RTL 102.5, è stata eletta tormentone dell'estate 2024, pezzo ritmato, ma melodico che svetta sopra ad una marea di artisti che, segno dei tempi, hanno tutti a che fare con rap e trap autotunata. 
Fra quelli poco sotto di loro due nella classifica mi fa piacere trovare in buona posizione anche Anna che seguo pure lei dagli ESORDI e (pensate quello che vi pare) mi ha fatto passare l'estate ascoltando a palla il suo album Vera Baddie che contiene la "bellissima, aha abbronzatissima" (per citare il ritornello) 30°C,

a dimostrazione che qualcosa di buono arriva anche dalle nuove leve e Orietta Berti lo aveva già capito prima di tutti quando si è fatta coinvolgere da Fedez e Achille Lauro in MILLE.

La sua collega Mina invece ricordate quando aveva cercato di fare LA MODERNA con Blanco ed era uscita una robaccia che... Mioddio!!!??? 
Nella Terra di Mezzo, tranquilla tranquilla, invece c'è Ornella Vanoni che, oltre a fare pure lei duetti a sorpresa in attesa del suo disco tutto nuovo, stavolta troviamo remixata con la sua SANT'ALLEGRIA del 1997 per mano di Jack Sani.

Ben vengano anche cose così che pescano dal passato con gran classe. 

domenica 1 settembre 2024

IL PENSIERO DI ANDREA RONCATO SUI MESSAGGI CHE MANDA LA TV AI RAGAZZI

 La scorsa settimana ho sentito alla radio Andrea Roncato del duo Gigi & Andrea, che in un'intervista si diceva molto dispiaciuto della crescente violenza intorno a noi e lo dava come un segno dei tempi lanciando anche un'accusa alle serie tv tipo Romanzo Criminale, Gomorra e Mare Fuori che rendono i delinquenti come dei miti anche se violenti.


Su questo il comico mi trova d'accordo perché nessuna di quelle serie rientra tra le mie preferite dato che prediligo cose come Emily In Paris e The Boys (sono agli antipodi, lo so), e difatti Andrea teme che questo dato da certi programmi, sia un brutto esempio per le nuove generazioni rispetto a quello che invece mandava come messaggio il cinema di una volta sicuramente più ingenuo. 
Certo è che ai tempi in cui lui faceva i suoi film di cassetta leggermente sexy, come quello qui sopra, ma nei limiti dato che si rideva più che altro per i suoi "Oi che ci do, che ci do, che ci do", la violenza non c'era perché al massimo era trattata come nelle comiche, e forse i ragazzi dell'epoca, guardando le sue imprese sullo schermo, erano più ispirati a fare l'amore invece che la guerra. 
Ma il politically correct ha cambiato le regole ed ora funziona così sovvertendo persino le parti, cioè meno sesso facile e spensierato e più musi duri da imitare anche, purtroppo, da parte delle baby gang. 
Ricordiamo però che tanto tempo prima anche i Rolling Stones lungimiranti cantavano "as every cop is a criminal and all the sinners saints" in quel capolavoro che é Sympathy For The Devil. 
Forse che Jagger & Richards erano già stati nel futuro?

Grande Giove! 

giovedì 8 agosto 2024

ADDIO AD UN GRANDE ATTORE DI TEATRO, ANCHE AL SERVIZIO DI BORIS, E AD UN "COLLEGA"

 Nei giorni scorsi mentre già si disputavano queste benedette Olimpiadi piene di polemiche sessuali e igieniche (la Senna forse non è poi così pulita come i fransuà vogliono far credere, eh?) è mancato un nostro famoso attore di teatro, cioè Roberto Herlitzka che aveva 86 anni.


Molto teatro nella sua lunga carriera, si, però anche cinema avendo interpretato Aldo Moro in Buongiorno Notte di Marco Bellocchio ed essendo anche nel cast del film premio Oscar La Grande Bellezza di Sorrentino dove faceva la parte di un cardinale. 
Senza dimenticare anche che in tv lo avevamo visto in Boris nel ruolo di Orlando Serpentieri, personaggio con il quale ironizzava su se stesso proprio dando vita ad un bravissimo attore di teatro che veniva coinvolto nella sgangherata fiction diretta da Renè Ferretti. 
Altro addio che ci porta in un mondo completamente diverso lo dò ad un collega, ma molto più in grande di me per quanto riguarda le radio, dato che io bazzicavo solo nelle radio locali (che sono rimaste pochissime), mentre Massimo Cotto era una delle voci del colosso Virgin Radio. 
Massimo aveva 62 anni ed oltre ad essere dj aveva anche aiutato diversi cantanti italiani a scrivere dei libri biografici. 
Sto parlando per esempio di Max Pezzali con Non Ho Ucciso L'Uomo Ragno, VITTORIO DESCALZI con Una Volta Suonavo Nei New Trolls, e Ligabue con È Andata Così - Trent'Anni Come Si Deve, dal quale è stata tratta la DOCUSERIE su RaiPlay. 
Addio Roberto e Massimo. 

domenica 28 luglio 2024

QUELLI DELLA MUSICA CHE SE NE VANNO

 Domenica calda, afosa e purtroppo con alcuni personaggi da ricordare che ci hanno lasciato nei giorni scorsi come John Mayall, 90 anni, leggenda del blues britannico, cantante, chitarrista e armonicista (ma per non farsi mancare niente suonava anche il piano) poi trasferitosi negli States.


Tra le tante canzoni di una discografia che definire nutrita non rende l'idea (guardate un po' Wikipedia), una delle più famose è THE BEAR del 1968. 
Sempre per la musica se n'è andato ad 88 anni Abdul "Duke" Fakir, ovvero l'ultimo dei The Four Tops originali,

quartetto che ci riporta ai tempi della Motown delle canzoni firmate Holland-Dozier-Holland, e che, oltre che in quei brani storici come REACH OUT (I'LL BE THERE), avevamo visto ancora all'opera negli anni 80 nella soundtrack del film BUSTER con Phil Collins.

Ancora la musica, però stavolta dietro la consolle, ci porta la notizia della scomparsa di Giancarlo Guardabassi ad 87 anni, storica voce dei Dischi Caldi sulla radio nazionale, 

ovvero le canzoni che erano lì lì per entrare nella Hiiiit Paradeeee di Lelio Luttazzi (la pronunciava così con enfasi Lelio), e prima ancora anche autore di canzoni e a volte pure cantante. 
Di lui e del suo pogramma alla radio avevo accennato qualcosa tempo fa perché mi aveva fatto conoscere la colonna sonora di un film caposaldo dell'erotismo che è HISTOIRE D'O
Come autore invece Giancarlo era per la precisione paroliere e suoi erano i testi di, per esempio, Se Vuoi Uscire Una Domenica Sola Con Me cantata da un giovanissimo Gianni Morandi, Pietà Per Chi Ti Ama per la voce di Massimo Ranieri e il famoso CASATSCHOK

che cantava una bellissima Dori Ghezzi e disco a 45 giri che una mia vicina di casa faceva girare parecchio sul suo mangiadischi rosso. 
Addio quindi Giancarlo, Abdul e John. 

STAR TREK: L'INIZIO

 Oggi ricorre l'anniversario della messa in onda americana sulla NBC del primo episodio di Star Trek, The Man Trap, che si apriva così: ...