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domenica 1 settembre 2024

IL PENSIERO DI ANDREA RONCATO SUI MESSAGGI CHE MANDA LA TV AI RAGAZZI

 La scorsa settimana ho sentito alla radio Andrea Roncato del duo Gigi & Andrea, che in un'intervista si diceva molto dispiaciuto della crescente violenza intorno a noi e lo dava come un segno dei tempi lanciando anche un'accusa alle serie tv tipo Romanzo Criminale, Gomorra e Mare Fuori che rendono i delinquenti come dei miti anche se violenti.


Su questo il comico mi trova d'accordo perché nessuna di quelle serie rientra tra le mie preferite dato che prediligo cose come Emily In Paris e The Boys (sono agli antipodi, lo so), e difatti Andrea teme che questo dato da certi programmi, sia un brutto esempio per le nuove generazioni rispetto a quello che invece mandava come messaggio il cinema di una volta sicuramente più ingenuo. 
Certo è che ai tempi in cui lui faceva i suoi film di cassetta leggermente sexy, come quello qui sopra, ma nei limiti dato che si rideva più che altro per i suoi "Oi che ci do, che ci do, che ci do", la violenza non c'era perché al massimo era trattata come nelle comiche, e forse i ragazzi dell'epoca, guardando le sue imprese sullo schermo, erano più ispirati a fare l'amore invece che la guerra. 
Ma il politically correct ha cambiato le regole ed ora funziona così sovvertendo persino le parti, cioè meno sesso facile e spensierato e più musi duri da imitare anche, purtroppo, da parte delle baby gang. 
Ricordiamo però che tanto tempo prima anche i Rolling Stones lungimiranti cantavano "as every cop is a criminal and all the sinners saints" in quel capolavoro che é Sympathy For The Devil. 
Forse che Jagger & Richards erano già stati nel futuro?

Grande Giove! 

martedì 4 giugno 2024

ADDIO YANEZ DE GOMERA, O MEGLIO, PHILIPPE, E NON SOLO

 Nei giorni scorsi purtroppo lo abbiamo appreso da tutti i media e social che, dopo una lunga malattia, ci ha lasciato anche Philippe Leroy a 93 anni, indimenticabile interprete del salgariano Yanez De Gomera nel SANDOKAN televisivo con Kabir Bedi, e anche Leonardo Da Vinci nella produzione sempre per la tv della Rai, nonché vescovo in Don Matteo.


Per il cinema lo ricordo personalmente con grande piacere nei DUE FILM della serie dei 7 Uomini D'Oro (in quello NELLO SPAZIO Philippe non c'entra nulla perché è il solito fake da guardare solo per spernacchiarlo) e in molte altre pellicole dove dava il suo tipico tocco di charme. 
La tradizione attoriale viene comunque portata avanti da sua figlia Philippine (molto somigliante al padre) che invece è una delle protagoniste della fortunata serie EMILY IN PARIS di cui è in arrivo la quarta stagione. 
Philippine era nata dalla prima relazione con la modella Francoise Laurent, mentre in seguito Philippe avrà altri due figli dalla figlia di Enzo Tortora, Silvia. 
Un'altra produzione televisiva piange la sua protagonista e si tratta de La Tata, ma nella sua versione russa che aveva il titolo che non saprei mai scrivere in caratteri cirillici, perché, nonostante da buon contrabbandiere spaziale conosca parecchie lingue della galassia, è uno degli idiomi a me più oscuri (e tanto ben pochi lo capirebbero), ma che, tradotto in inglese dalla sua lingua, suonava come My Fair Nanny, chiaro riferimento a My Fair Lady.

L'attrice che la interpretava, Anastasija Zavorotnjuk (ho fatto un copia incolla per scriverlo giusto), considerata una delle donne più belle del mondo (e mi sento d'accordo), è mancata a soli 53 anni perdendo la sua battaglia contro il cancro. 
Serie tv di grandissimo successo The Nanny, dimostrato dal fatto che questo remake non era l'unico poiché ne esistevano anche le versioni polacca, greca e indonesiana, nonché quelle dei paesi di lingua ispanofona virate sullo stile delle telenovelas. 
La versione invece che conosciamo noi, quella statunitense con Fran Drescher come protagonista e produttrice,

aveva un adattamento italiano che chiamava la tata Francesca Cacace rendendola di origini italiane cattoliche, mentre nell'originale era ebrea e si chiamava Francine Joy Fine, e in ogni episodio sfoggiava degli outfit a dir poco appariscenti anticipando di anni sia Lady Gaga che Katy Perry e tutte le altre sulla loro scia. 
In conclusione segnalo anche che da ieri, fino a domani, in molte sale è visibile il film DONNIE DARKO in versione rimasterizzata in 4k, operazione interessante poiché anche il Blu-ray aveva qualche problema in fatto di definizione (o forse era una cosa voluta per mantenere l'effetto straniante della trama). 
Film che per tanti (pure per me) è un capolavoro, mentre per altri è una porcheria immonda. 
De gustibus... ma quello davvero brutto è il sequel dal titolo S. Darko, dove la S puntata sta per Samantha, la sorella di Donnie. 
Un addio comunque ad Anastasija e Philippe. 

martedì 3 gennaio 2023

EMILY IN PARIS STAGIONE 3, COME DISSERO I VANILLA FUDGE: YOU KEEP ME HANGIN'ON

 Eccoci alla terza stagione coloratissima di EMILY IN PARIS, uno dei campioni di ascolti di Netflix, perché ok, è vero che c'è tanta fuffa su questa grossa ENNE rossa e alcune serie, come 1899, vengono cancellate dopo una sola stagione, però ogni tanto quella giusta la imbroccano.


Stavolta con la terza stagione troviamo coppie che scoppiano, ritorni di fiamma (perché te lo diceva pure Antonè che certi amori fanno dei giri immensi e poi ritornano), relazioni alternative, scarpe zeppatissime, stivaloni e outfit ancora più fantasiosi tipo quelli della cara amica Mindy, sempre più lanciata nella carriera musicale, tipo quando da sotto un mantello nero sorprende il pubblico svelando un'aderentissima tuta fluo per cantare un brano di Dua Lipa,

un po' come fece Achille Lauro sul palco dell'Ariston (ma sono entrambi debitori verso il videoclip HUMAN di Sevdaliza) oppure la vediamo disinvolta vestita in latex da dominatrice (viene detto chiaro e tondo nei dialoghi) per una serata al cinema all'aperto. 
Quindi tutto si evolve e tutto cambia, pur restando sempre nello standard che abbiamo visto nelle precedenti stagioni. 
Lily Collins, che qui vedremo con una nuova frangetta e sempre più somigliante ad una novella Audrey Hepburn,

ha trovato un'ottima collocazione sia come attrice che come produttrice, e per la quarta stagione è già al lavoro dopo il cliffhanger finale che tiene sospesi noi spettatori, ma anche i personaggi della serie, un po' tutti in bilico sulle decisioni sentimentali e, alcuni, anche lavorative. 
Un'ottima stagione questa terza, nonostante qualcuno abbia l'criticata definendola poco divertente e incapace di portare a scelte definitive. 
Non sono d'accordo, naturalmente, un po' perché il trend della "scelta o non scelta" è proprio un tema ricorrente perché anche "non scegliere" è comunque una scelta, ma forse io son anche di parte perché, lo ammetto, potrei guardare la serie anche con il volume a zero dato che mi basta vedere Lily e i suoi outfit sempre più incredibili.


In realtà, a dirla tutta la moda parigina che sfila sulle passerelle della moda non è meno pacchiana di quanto si vede qui, eh; difatti tali modelli indossati da Lily sono presi esattamente da lì.

E le stanno da favola alla Lily che adoro, ma lo faccio con la preghiera di non perdere ancora ulteriore peso. 
P.s.
La canzone che ho citato nel titolo del post, oltre alla cover fatta dal gruppo di Carmine Appice e da Kim Wilde, era uno dei tanti successi delle SUPREMES di Diana Ross.

mercoledì 16 dicembre 2020

EMILY IN PARIS - COSE GIÀ VISTE, MA DIVERTENTI

 Divertente serie su Netflix con la sopraccigliuta e stupenda Lily Collins (si, è la figlia di quel tale che fa il batterista e che, purtroppo, non sta più tanto bene) che pare tanto una Audrey Hepburn dei giorni nostri, e pure di Audrey Hepburn sono un grande ammiratore.


Lei è Emily Cooper, una ragazza di Chicago che viene inviata a lavorare a Parigi presso un' agenzia di marketing, scontrandosi da subito con la diffidenza dei colleghi francesi e specialmente della capa, Philippine Leroy Beaulieu (si, è la figlia di quel tale che è stato il grande Yanez di Sandokan), trovando poi piano piano degli alleati all' interno dell'agenzia, e anche fuori, che la aiuteranno a superare dei momenti difficili. Situazioni viste un po' già in Il Diavolo Veste Prada, Ugly Betty, Sex & The City, tutto mixato in dieci episodi di mezz'ora briosi e divertenti che alla fine lasciano un cliffhanger per una seconda stagione che, si dice, sarà preparata appena possibile. Covid permettendo. 

P.s. Gli stereotipi sono tanti, è vero, e molti hanno criticato la serie proprio per questo, ma sa intrattenere con leggerezza ed è ciò che in fondo conta.

60 ANNI DI UN ALBUM STORICO: HIGHWAY 61 REVISITED DI BOB DYLAN

 Sabato d'autore oggi poiché cade esattamente il sessantesimo anniversario dello storico disco di Bob Dylan dal titolo Highway 61 Revisi...