venerdì 5 marzo 2021

LE DIMISSIONI A SORPRESA DI NICOLA ZINGARETTI

 Premetto che non mi intendo di politica, anche se ne convengo che sarebbe un argomento molto più serio ed importante delle cose di cui tratto di solito. Ma son fatto così e mi piaccio persino per come sono 😀. Tuttavia non posso non posso rimanere indifferente alla notizia "scoop" di Nicola Zingaretti che a sorpresa si dimette dal PD perché (più o meno parole sue) "pensano solo alle poltrone invece di risolvere la pandemia".


Ma che??? Davero? E fra italia multicolore, con adesso pure le sfumature, e scuole chiuse a sorpresa, con famiglie che si devono arrangiare dall'oggi al domani letteralmente, Zingaretti si sveglia fresco fresco e fa la scoperta del secolo. Non ci voleva certo Montalbano per capirlo. Beh... il meme con Willy Wonka ci sta tutto eh...

giovedì 4 marzo 2021

IL "NUOVO" DISCO DI LUCIO DALLA

 Ecco arrivare come ogni anno puntuale (e vorrei vedere se non non fosse così) il 4 marzo, giorno che ci ricorda la nascita di Lucio Dalla. L'anno scorso in quest'occasione ho ricordato la sua divertente partecipazione ad un film di Pupi Avati dal semplice titolo LA MAZURKA DEL BARONE, DELLA SANTA E DEL FICO FIORONE, che, a dispetto del titolo, non era una commedia pecoreccia come quelle con Edwige Fenech, Lino Banfi o Gloria Guida, anche se qualche concessione (oggi si chiamerebbe "fanservice") c'era anche lì. Ma quest'anno segnalo una chicca discografica in uscita tra una settimana, e precisamente il 12 marzo, cioè la ristampa in formato CD, LP e LP colorato di Geniale?,


disco live di Lucio Dalla E Gli Idoli. Il CD era già uscito nel 1991, dopo il successo di Cambio, ma era passato quasi inosservato. Sono infatti brani dal vivo registrati tra il 1969 e il 1971 dei quali probabilmente i più conosciuti sono Sylvie e 4/3/43, che compie pure 50 anni dopo essere stato presentato proprio al Festival che si sta svolgendo in questi giorni, ma non all'Ariston, bensì nel più piccolo, ma suggestivo salone delle feste del Casinò. Nella nuova edizione il suono è rimasto monofonico come nell'originale, seppure rimasterizzato, e vi si trova anche un bonus disk con altre chicche tipo Quand'ero Soldato e Il Cielo. In realtà non aggiunge niente di nuovo alla discografia del cantautore, ma solo la possibilità di avere tale opera in vinile, dato che nel 91 era uscito solo in CD. E dato che il ritorno del vinile sta prendendo sempre più piede fra i nostalgici dei padelloni, la casa discografica non perde l'occasione per cavalcare tale onda modaiola. Così ce n'è per tutti i gusti. Magari se aspettiamo ancora qualche anno, sulla nostra bella auto elettrica nuova di zecca ci troveremo montato persino il lettore STEREO 8, come sulla Fiat 128 Sport... per i più vintaggiosi...

mercoledì 3 marzo 2021

UN SANREMO COSÌ NON SI ERA MAI VISTO (PER TANTI MOTIVI)

 Se una serie tv vuol partire bene, il primo episodio deve fare il botto, e quasi sempre è così. Come anche un film deve prendere bene dalle prime scene (vero CASSIDY?) come per esempio i film di 007 in cui la sequenza iniziale (spesso scollegata dalla trama) con i consecutivi titoli di testa si è rivelata a volte superiore a tutta la pellicola (cito solo Spectre come esempio lampante). Ma oggi non si parla dell' atteso nuovo Bond di Craig, bensì dell' ugualmente atteso e già in partenza discusso Festival Di Sanremo Edizione Covid.


Com'è? Beh l'esibizione di Avincola delle nuove proposte con un pallone da calcio potrebbe essere il simbolo della prima puntata. No, non per la presenza assolutamente inutile di Zlatan Ibrahimovich, ma perché è stata una vera palla. Di rado mi sono annoiato così, giuro. Pensavo che l'assenza del pubblico in fondo non avrebbe inficiato il risultato finale più di tanto, dato che lo spettacolo è quello che avviene sul palco, e invece mi son dovuto ricredere. E sono state inutili le battute di Fiorello sulle poltrone vuote e tutte le relative gag (in verità un po'troppe). La scenografia è imponente (pure un po'inquietante) e pare presa dal mondo di Tron

con tutte quelle geometrie al neon (ora si, lo so che sono led, ok, ma ai tempi del film Disney c'erano i tubi fluorescenti), mentre il palco enorme, con relativa doppia buca dell'orchestra, si mangia una buona mezza platea che tanto non serve a nulla. Ma lo spettacolo mancava proprio forse perché mancava il pubblico, anche se di solito è composto da persone che stanno lì nelle prime file solo per farsi vedere e che delle canzoni gliene frega poco e niente. Eppure negli artisti sul palco (quasi tutti) si percepiva la sensazione di incompleto, di fare una cosa verso una sala vuota, mancava il guizzo, lo sguardo che incontra la platea, l'essere li per chi ti sta davanti. Pure Vasco probabilmente non sarebbe il Vasco che conosciamo se cantasse in uno stadio completamente deserto. Diodato dal canto suo si era già trovato in una situazione simile con l'esibizione per l' Eurovision Song Contest cantando in un' Arena Di Verona vuota ed ora si ritrova di nuovo in una situazione analoga prendendosi pure una stecca abbastanza notevole. Loredana Bertè fa un mini concerto con i suoi successi e presenta il nuovo singolo, ma quest'ultimo cantato in playback. Anche Achille Lauro, ospite fisso, viene presentato sul palco dell' Ariston, ma in realtà la sua esibizione è completamente registrata (tanto il pubblico non c'è, perciò puoi montare un po' quello che ti pare) e sul finale della canzone ci sono pure gli effetti speciali splatter e piange lacrime di sangue. Ecco, dopo Achille ho gettato la spugna e quello che mi manca lo recupero su Raiplay con comodo perché quasi 4 ore di diretta (al netto degli spot) sono troppe anche per una canaglia che ama la musica come me, così vedrò anche il saluto di Amadeus e Fiorello a Claudio Coccoluto, DJ che il cancro si è portato via a 59 anni ed anche loro ex collega a RadioDeeJay. Ed è un vero peccato che quest'anno il Festival sia così sottotono perché per la prima volta forse avrebbe rappresentato davvero le tendenze musicali del momento. Putroppo, causa Covid, le cose saranno così ancora per un bel po'... ma allora perché lo guardo? Perché Sanremo è Sanremo!!!

martedì 2 marzo 2021

LUPIN - DANS L'OMBRE D' ARSENE

 Attenzione, serve un chiarimento. Questa serie NON è un live action di Lupin III e non è nemmeno un remake di quella molto divertente degli anni 60 con George Descrières.


Qui il protagonista si ispira al libro di Leblanc sulle avventure del ladro gentiluomo (e il titolo originale che ho pubblicato infatti è più completo) per vendicarsi di coloro che, molti anni prima, avevano spinto suo padre al suicidio accusandolo di un delitto non commesso. Omar Sy ordisce quindi tutta una serie di macchinazioni ingegnose le cui radici arrivano proprio dalle pagine del libro. Ma Netflix malandrina ha spezzato la serie in due tronconi da 5 episodi ciascuno (quelle manovre che aveva già fatto con La Casa Di Carta) così per il finale dovremo aspettare con il fiato sospeso a causa del cliffhanger alla fine del quinto episodio. Prodotto francese, ben realizzato se si chiude un occhio per lo stunt dell' auto nel primo episodio: un video da PlayStation sarebbe stato fatto meglio. Approssimative anche certe situazioni del tipo: "ho fatto a cazzotti con un tizio perché non eravamo d'accordo sul migliore racconto di LeBlanc...", ma daiii, solo in un prodotto francese puoi sentire una cosa così; ed è curioso come pure il doppiaggio italiano si riempia di espressioni, di certi intercalare che non senti mai in un prodotto americano. Ma per il resto ci sta. Il problema vero è che ci saremo dimenticati tutto quando arriverà la seconda parte. Voilà mon amì... c'est Netflix...

lunedì 1 marzo 2021

LA VITA STRAORDINARIA DI DAVID COPPERFIELD (CON MOLTA PIÙ FANTASIA DI DICKENS)

 Allora... intanto non si parla del famoso mago che si diverte a segarsi a metà e a far scomparire la Statua Della Libertà, ma del personaggio letterario creato da Dickens. E se non vi disturba vedere personaggi con etnie distribuite un po' a caso come accadeva in Bridgerton, allora potete anche gustarvi questa rilettura molto particolare e pure un bel po' sgangherata di David Copperfield.


La differenza fondamentale con la serie su Netflix è che qui si tromba molto meno, anzi zero. Tanto per dire le concessioni stilistiche, qui David Copperfield è interpretato da Dev Patel, il protagonista indiano di The Millionaire di Danny Boyle. Personalmente il film l'ho voluto vedere assolutamente perché mi riuniva insieme ben due Dottori della tv: Peter Capaldi (Doctor Who) e Hugh Laurie (Dr.House) e loro da soli o nelle poche scene in cui si trovano insieme, si mangiano tutto il cast in un sol boccone.


Ma merita anche una citazione Ben Whishaw con il suo viscido e odioso Uriah Heep... non la band, ma il personaggio. La band infatti prendeva il nome proprio dal romanzo di Dickens, perché mica sono tutti degli ignorantoni sti rockers anzi, leggono i libri e si documentano su Discovery Channel: come i Jethro Tull che prendono il nome da un agronomo del seicento e i Pink Floyd che hanno unito insieme i nomi di battesimo di due bluesmen (Anderson e Council). A casa nostra anche i Pooh, quando sono nati negli anni 60, hanno pensato di prendere il nome dall' orsetto della Disney e per un po' sui dischi ne appariva anche la sagoma finché il Topo si è un po' risentito e ha messo in mezzo gli avvocati. Nome ok, ma via l'orsetto. Eh i ragazzi non ci avevano mica pensato... Ma sto per caso divagando? Strano, non succede mai...

domenica 28 febbraio 2021

MA NON CI SONO UN PO' TROPPE REGINE NEL POP?

 Eeee niente... oggi mi son svegliato polemico. Ma pensiamoci un attimo: quando Michael Jackson era ancora tra noi era giustamente chiamato il Re Del Pop, lui e nessun altro, anche se le sue ultime produzioni erano tutt'altro che eclatanti, ma nel periodo con Quincy Jones ha fatto indubbiamente mordere la polvere a tutti i suoi colleghi, perciò il titolo era strameritato. Stessa cosa succedeva anni prima nel Rock'n Roll, quando l'appellativo di Re veniva dato ad Elvis Presley e lui ci credeva talmente tanto che si conciava pure come tale. Ma ultimamente ho notato che la prestigiosa corona viene assegnata un po'troppo facilmente, tipo:


un servizio in tv su Rihanna la definisce Regina Del Pop, ma poi ho notato che la stessa cosa succede in un altro tg parlando di LadyGaga, e poi di Katy Perry, e di Beyoncé, nonché di Madonna, insomma di ogni cantante donna in generale... non se ne sta un po' abusando di tale termine? O si vuole fomentare una qualche sfida all' ultimo sangue... ops... ultima nota? O più semplicemente i giornalisti usano le parole a sproposito giusto per pompare, per dare più valore al servizio? Tipo che chiamerebbero Regina del Pop pure Baby K, Giusi Ferreri e Alessandra Amoroso (se non l'hanno già fatto...), dato che, grazie agli onnipresenti Takagi & Ketra/Boomdabash, hanno scalato più volte le classifiche.

Nel dubbio: GOD SAVE THE QUEEN...

E non ce n'è più per nessuno...

sabato 27 febbraio 2021

TRAINSPOTTING COMPIE 25 ANNI

 Compie un quarto di secolo il film di Danny Boyle tratto dal romanzo di Irvine Welsh.


Film crudo e violento, ma a tratti quasi commedia, che può anche dare fastidio, ma rappresenta una realtà che esiste e non si può nascondere sotto al tappeto. Si, quel tappeto che a un certo punto inghiotte (metaforicamente) Renton, il protagonista, durante la scena con PERFECT DAY

di Lou Reed. Ma un'altra scena altrettanto iconica è quella sempre di Renton che entra (con la fantasia allucinata da crisi di astinenza) nel water del peggior bagno di tutta la Scozia per recuperare delle pasticche. Senza dimenticare ovviamente l'apertura del film con il famoso monologo Choose Life sulle note di LUST FOR LIFE
di Iggy Pop, oppure la scena con Robert Carlyle che lancia il boccale di birra dal soppalco del pub. Ecco direi che oggi possiamo celebrare i 30 anni di questo film con un po' di musica tosta naturalmente includendo anche gli Underworld e la loro BORN SLIPPY

Un piccolo aneddoto sempre sulla musica del film: Danny Boyle, amico di Noel Gallagher, gli avrebbe chiesto di fargli una canzone per la soundtrack, ma il simpatico e gioviale (?) chitarrista degli Oasis avrebbe risposto cose come "ee non c'ho voglia ee non mi va...". Boyle scoprirà solo in seguito che Noel non aveva capito assolutamente di che cosa trattasse il film. Forse, chissà, colpa questo altro film di gente che guarda i treni e che è un piccolo capolavoro con RENATO POZZETTO
e quindi per lui "trooppo italiano"(cit. Stanis). Il seguito di Trainspotting a molti non ha convinto a me invece è piaciuto, ma ne riparleremo fra qualche anno quando compirà il venticinquesimo compleanno anche lui. See you later...

LE DIMISSIONI A SORPRESA DI NICOLA ZINGARETTI

 Premetto che non mi intendo di politica, anche se ne convengo che sarebbe un argomento molto più serio ed importante delle cose di cui trat...