La musica e il cinema sono, specialmente per la Disney, spessissimo legati insieme anche nelle pellicole che negli States escono nel pieno dell'estate tipo a ferragosto che noi ce lo siamo lasciato alle spalle, mentre in quello del 1946 usciva nelle sale cinematografiche statunitensi il film Musica Maestro!,
8º Classico Disney (Make Mine Music era il titolo originale), nato come alternativa più leggera al monumentale Fantasia, ed è un film a episodi che unisce animazione e generi musicali popolari dell'epoca (jazz, blues e musica classica), spaziando da Pierino E Il Lupo al segmento Blue Bayou. Sono 10 cortometraggi indipendenti che portano sullo schermo stili e atmosfere differenti: Pierino E Il Lupo rilegge l'opera di Prokofiev,
in cui ogni personaggio è associato a uno strumento musicale specifico.
Blue Bayou originariamente concepito per Fantasia sul Chiaro di luna di Debussy, unisce animazione suggestiva e atmosfere sognanti.
Due Ballerini Di Tip-Tap (All The Cats Join In): un cortometraggio dal ritmo incalzante che celebra lo swing e la musica del clarinettista Benny Goodman.
La Balena Che Voleva Cantare All'Opera: la storia di una balena che sogna di cantare nei teatri d'opera.
Nell'edizione italiana uscita nelle sale ben più avanti, ovvero il 16 dicembre del 1949, una certa attenzione va ai doppiatori italiani come Alberto Sordi che ha dato voce al narratore di quest'ultimo segmento, il QUARTETTO CETRA che ha cantato in italiano le canzoni dei The King's Men e di The Andrews Sisters, ALBERTO RABAGLIATI che reinterpreta Ken Darby, mentre a Natalino Otto spetta cantare al posto di Andy Russell.
Quindi nomi molto, molto vintage e difatti non si tratta di uno dei film più popolari della Disney, tant'è che non lo ha nemmeno sulla sua piattaforma (ma è su Chili) ed ha spesso momenti piuttosto noiosi come quello di Rabagliati, seppure con belle immagini.
Alcuni dei segmenti sono poi stati abbinati singolarmente all'uscita nelle sale di altri film di animazione Disney che non raggiungevano i 90 minuti standard e in seguito anche pubblicati ognuno in VHS.
Aho', ma quanto è 'na figata sta nuova serie Due Spicci de Zerocalcare?
E che musica, regà, che se sente co' ‘sto sfondo?
Giusta per er sabato de ferragosto.
Che Dite, T'Appartengo de Ambra?
Vabbè, l'avevo già detto pure N'ANTRA VORTA che me piaceva da morì (la canzone e l'Angiolini), ma in realtà stavo a parlà dei JOY DIVISION, de MIKE OLDFIELD sbarbatello e de un pezzo che spunta verso la fine del terz'episodio.
Me ricordavo d'aveccelo sentito in un film, così, daje na cifra de ricerche ar volo e t'ho scoperto che era NIGHTCALL, l'apertura de Drive de Nicolas Winding Refn (un film che te consiglio, cioè... na botta de violenza ma co' er core) e lo suonava Kavinsky sotto la regia de un Daft Punk (e se sente tutto, eh!).
Mortacci...
E mò tocca fà pure li seri che l'hanno trovato a Kavinsky stecchito dentro casa sua che c'aveva cinquant'anni...
Pare na barzelletta ma purtroppo è così!
E poi, regà, come sempre ce stanno citazioni a nastro: da Il Trono Di Spade a Batman, da Diabbolik ai Gunis (scritto proprio così, mortacci!), passando pè Bridgerton fino ad arrivà alle Tartallegre... ("Nun te fà mai accoltellà da uno che ascolta la trap... meglio Lucio Dalla" me fa morì), ma mica quelle de l'ovetto Kinder!
No, no: qui semo a li strozzini dde borgata (beh, co' quello che ce facevano spende pe' completà la collezzione, pure chi ha inventato quei pupazzetti c'aveva n'anima un po' da infame criminale!).
Nun te mancano le altre botte de pop che te pijo a lo scuro emotivo, tipo TORN de quela Natalie Imbruglia e BOYS DON'T CRY de li mortacci d'i The Cure; e manco le fijate più co' li pensieri a rota, che se piazzeno co' grazia in pezzi come THE SOUND OF SILENCE de Simon & Garfunkel.
A' centro però 'rimane la cifra de Giancane, che co' pezzi come NON TI RICONOSCO PIÙ (a sigla) je fa in musica er baratro emotivo de Zerocalcare, co' na caterva de coerenza e co' 'na botta de cinismo che te fa quasi robba 'na lacrimuccia sur divano letto.
Che ve devo dì? Eeee niente, pè mme Zerocalcare resta sempre uno dei pezzi forti de Netflix (semo alla terza serie e cche dovrebbe esse l'ultima, ma spero de no), come na carbonara venuta bbene, giusto così pè perdonalla pe' tutta la fuffa inutile che caccia fori l'artro tempo.
Praticamente è la fiera de quanno co' piú de quarant'anni realizzi che l'amicizia è na cifra importante, ma non è che te risolve i problemi co' na bacchetta maggica. E sai che c'è co' sti Due Spicci? I buffi della vita, e nun se parla solo de sordi, ma de tutte quelle scadenze emotive che hai co' l'universo e che non poi piú stralcià, così te svegli un giorno e capisci che le promesse che t'eri fatto a vent'anni erano chiacchiere e distintivo.
Non c'è piú er brodo di giuggiole dell'adolescenza; ora ognuno c'ha li cazzi sua e si rimbalza le responsabilità con Zero che nun fa er supereroe: sta lì che se la squaglia de fronte alle tragedie quotidiane tra risate amare e magone in gola, un po' come pijà un gancio in faccia dal tempo che passa.
Dimme na cosa: pure te, a na certa età, hai realizzato che stavamo a scherzà e ora ce tocca pagà er conto, o sei ancora convinto de potretela sfangare?
Allora je diamo l'addio a Kavinsky e poi... S’annamo a pijà er gelato!
Capita spesso di sentire in un film FUNKYTOWN dei Lipps Inc. (vedi La Pazza Storia Del Mondo di Mel Brooks, Shrek 2),
nome della band disco che gioca con la definizione "lip-sync" ovvero il playback e difatti quella che si vede nel video è Cynthia Johnson, la vera vocalist della registrazione originale che invece all'epoca (non chiedetemi perché, non ero io il direttore del marketing) veniva sostituita da Debbie Jenner (nota anche come Doris D.), una cantante ballerina biondina anglo-olandese, nelle performances in tv.
Prassi, quella del volto che non corrispondeva alla vera voce, comunque usata spessissimo nella musica da discoteca dell'epoca, e disco questo uscito nel 1980, ma che mantiene tuttora un groove irresistibile tra synth, voci filtrate e assolo di sax.
Tutto merito di David Z. che aveva anche prodotto i primi album di Prince & The Revolution dove suo fratello all'epoca suonava la batteria e Cynthia invece, rimanendo nel giro, farà poi parte del progetto parallelo di Prince, The Time.
David, il cui vero cognome era Rivkin,
in Funkytown aveva anche suonato la chitarra e purtroppo è morto di recente a 78 anni.
Sempre sua era anche la mano messa nel singolo She Drives Me Crazy dei Fine Young Cannibals, altra grande hit degli anni 80.
Altro produttore che ci lascia è William Orbit, morto a 69 anni, che era stato produttore di Madonna con “Ray of Light” vincendo tre Grammy,
(qui sopra insieme alla premiazione).
Aveva lavorato anche con Blur e U2, remixando già negli anni 80 anche la famosa If You Love Somebody Set Them Free di Sting nel maxisingolo ad uso di noi dj dell'epoca.
Ho fatto un salto poi quando ho letto della scomparsa di Bill Armstrong perché sulle prime avevo pensato si parlasse di Billy Ray, leader dei Green Day, mentre invece questo aveva 97 anni ed era un produttore musicale australiano orientato verso il jazz.
Non che sia meno importante, sia chiaro, eh...
Altro sobbalzo l'ho avuto quando ho appreso della morte di Tony Scott, dato che il regista fratello di Ridley era già mancato nel 2012.
Ma infatti si parlava di uno Scott di 54 anni, rapper e musicista olandese di origine surinamese, morto per complicazioni dovute alla sclerosi multipla.
Unisce la musica con il cinema il nome di Bruno Battisti D'Amario che è stato un chitarrista classico, insegnante e compositore italiano.
D'Amario, 88 anni, era noto per le sue performances nelle colonne sonore di Ennio Morricone e Nino Rota, e proprio il maestro Morricone diceva di lui che era capace di evocare suoni straordinari con la sua chitarra come, per esempio, nella colonna sonora del film Il buono, il brutto e il cattivo.
Ci siamo così avvicinati al cinema dove è morto ad 80 anni Vincent Pastore, attore italoamericano noto per aver interpretato il personaggio di Salvatore “Big Pussy” Bonpensiero nei Soprano e per aver partecipato a Quei Bravi Ragazzi e Carlito’s Way, tra i più famosi e apprezzati film di gangster di sempre.
Sempre per il cinema è morta a 73 anni Fiorenza Marchegiani che debuttò accanto a Massimo Troisi in RICOMINCIO DA TRE, interpretando il personaggio di Marta.
Nel corso della carriera ha partecipato anche a produzioni televisive di successo come Vivere, Incantesimo ed Elisa Di Rivombrosa.
Concludiamo gli addii (eh... oggi sono tanti) con lo sport dando l'ultimo saluto all’ex velocista Livio Berruti, che alle Olimpiadi di Roma nel 1960 fu il primo atleta italiano a vincere i 200 metri alle Olimpiadi.
Aveva 87 anni ed è deceduto a causa di una breve malattia.
Addio David, William, Billy, Tony, Bruno, Vincent, Fiorenza e Livio.
Quello che è accaduto ieri sera 12 agosto a New York è stato un evento epocale poiché dopo 33 anni Ritchie Blackmore si è riunito sul palco con gli ex compagni Deep Purple (non proprio tutti perché purtroppo Jon Lord, il loro storico tastierista dall'Hammond "ruggente", è mancato tempo fa ed ora lo sostituisce Don Airey) per suonare con loro SMOKE ON THE WATER.
Grande emozione, ma fa leggermente male sentire Ritchie adesso suonare il solo del brano in una maniera molto rallentata rispetto alle note fulminee che metteva insieme all'epoca di Made In Japan.
Occhio Ritchie, che Ian (Gillan) si porta via la tua Fender.
Certo, quando parliamo di eclissi viene subito in mente BONNIE TYLER con il suo brano più famoso (perlomeno a me succede per deformazione professionale), ma oggi, 12 agosto, arriva anche nei cieli italiani l'eclissi di Sole, principale evento astronomico dell'estate 2026.
La Luna si posizionerà davanti al Sole e inizierà a oscurarlo intorno alle 19:30 (ora italiana).
Si tratta della prima eclissi totale osservabile nel Vecchio Continente dal 1999.
Sarà quindi un'eclissi profondissima al Nord, con un Sole che tramonterà sull'orizzonte italiano e, poche ore dopo, un cielo quasi privo di Luna per osservare le Perseidi, ovvero le stelle cadenti che non ci sono solo il 10 di agosto come tradizione vuole, ma anche nei giorni prima e dopo.
E una volta tanto, sempre oggi, tra i tanti addii che purtroppo mi tocca segnalare spesso, ci sono invece anche un paio di compleanni ovvero quello per i 40 anni di Alessandra Amoroso
e quello un pò più consistente che ci riporta indietro al 1946 quando viene fondata l'Unione Calcio Sampdoria, nata dalla fusione fra l'Andrea Doria e la Sampierdarenese.
Fuga Da Los Angeles di John Carpenter in america era uscito il 9 Agosto del 1996 poiché è usanza comune dalle loro parti fare uscire i titoli di una certa importanza in piena estate.
Compie quindi trent'anni, ma da noi invece arriverà il 10 gennaio del 1997 e parlavo di film importante perché era il tentativo di John di dare un seguito a 1997: Fuga Da New York sempre con Kurt Russell, ma il risultato era stato un qualcosa con meno ispirazione.
Cioè, mentre il primo film era essenziale, cupo e carico di atmosfera, il secondo è sopra le righe, rumoroso e già allora visivamente datato.
Snake Plissken (Iena per noi italiani per una questione di labiale nel doppiaggio) che nel primo film era forzato a buttarsi in una missione impossibile che Tom Cruise levati, diventa qui una versione smargiasso di sé stesso, più loquace e meno minaccioso, e anche l’ambientazione perde tutta la forza simbolica.
La New York infernale ricreata nel film del 1981 (notare il particolare errore della benda sull'occhio sbagliato nella locandina italiana), e che potrebbe anche essere plausibile visto il contesto del film, diventa qui una Los Angeles che sembra un luna park post-apocalittico.
Oltretutto ci troviamo davanti a CGI invadenti e scene d’azione al limite del caricaturale, con buttata in mezzo una satira politica che vorrebbe avere la forza di dare un tono al film, ma la perde per strada.
In pratica è una continua autocitazione di sé stesso che però manco si avvicina all’originale.
Parlando di Carpenter e ripensando ai suoi lavori precedenti, questa è una cosa triste, ma il succo della faccenda è che si tratta di una vera e propria occasione mancata.
Ricordate che vi avevo dato APPUNTAMENTO ad agosto per l'anniversario di Revolver dei Beatles?
Ed eccoci qua con quel disco che venne pubblicato per la precisione il 5 agosto 1966 come settimo album dei FabFour e ne avrei parlato prima, ma nel frattempo FRANCESCO se n'è andato e non potevo evitare di dedicargli un intero post.
Disco questo considerato il loro momento di svolta nel quale i ragazzi metteranno da parte la musica pop da concerto (anche per via di certe DISAVVENTURE di cui vi ho già raccontato) per buttarsi nelle prime, complesse sperimentazioni in studio, tra cui l'uso pionieristico di nastri magnetici, il tape loop e le prime influenze psichedeliche e orientali.
Registrato agli Abbey Road Studios di Londra sotto la guida del produttore George Martin, l'album contiene 14 brani e, per la prima volta ben tre sono composizioni di George Harrison (in precedenza i due "capi" gliene concedevano al massimo due per disco), tra cui la celebre canzone d'apertura TAXMAN che potrebbe ricordare il tema musicale della nota serie tv Batman e difatti entrambe uscirono nello stesso anno, ma non è mai stato chiarito bene chi avesse ispirato chi.
C'è poi TOMORROW NEVER KNOWS scritta da John Lennon, che con quel sitar dominante è considerata la canzone che ha dato il via alla psichedelia essendo costruita su un unico accordo di Do, e utilizza loop di nastri registrati al contrario.
ELEANOR RIGBY è tutta di Paul McCartney, ma, per il famoso accordo tra di loro, risultano tutte divise con Lennon ed è arrangiata unicamente per un ottetto d'archi, difatti i quattro non suonano nessuno strumento e, anzi, Ringo nemmeno canta.
Lo fa invece in YELLOW SUBMARINE, marcetta apparentemente infantile (Paul l'aveva concepita proprio pensando ad una canzone per bambini e fu pubblicata come singolo), ma diventata una specie inno generazionale e oso dire che quasi sicuramente è stata la mia prima canzone dei Beatles che ho ascoltato. Era naturalmente la colonna sonora del celebre FILM D'ANIMAZIONE omonimo.
All'interno della canzone, oltre all'intervento a sorpresa di una banda musicale, c'è anche una lunga serie di rumori inseriti da John Lennon, come suoni di campane e vari altri tipo colpi e cigolii, compresa una sequenza di parole pronunciate in lingue diverse. Esiste anche una VERSIONE cantata in italiano da Nada,
con il testo scritto da Mogol e un risultato finale al limite del terrificante, e nel numero 2934 di Topolino del 21 febbraio 2012, a pag. 97 appare un sottomarino giallo usato da Zio Paperone e Paperino per esplorare il fondale del mare uguale allo Yellow Submarine.
Infatti Zio Paperone specifica che arriva da un set cinematografico...
HERE, THERE AND EVERYWHERE è poi diventata un classico di Paul che la propone spesso nei suoi concerti e la si sente anche in quel suo bistrattato film GIVE MY REGARDS TO BROAD STREET (non era così orrendo, dai) e una menzione particolare invece va a GOT TO GET YOU INTO MY LIFE, bella, ma che viene largamente superata dalla cover che ne faranno gli Earth Wind per quel disastro di film che era stato SGT. PEPPER e se volete confrontarla la trovate nel post che avevo dedicato a quel passo falso di Robert Stigwood e i Bee Gees. Nonostante il titolo Revolver, non ci si riferisce ad un'arma da fuoco come potrebbe pensare anche la mia cara amica blogger RITA (che parlando dei Beatles ci sta benissimo perché loro canteranno in futuro di una Rita Meter Maid), ma piuttosto al movimento rotatorio del piatto del giradischi.
La copertina poi l'avevo anche ridisegnata io per la classica cassetta che mi ero fatto registrare da un amico, ed era formata da un collage di foto e disegni realizzato dal bassista e amico Klaus Voormann (sarà poi nella Plastic Ono Band) che ha vinto con questa il prestigioso Grammy Award come Best Album Cover, Graphic Arts.
Pochi giorni dopo la pubblicazione i Beatles sbarcheranno in America per il loro ultimo tour, quello che si concluderà il 26 agosto a San Francisco.
E più avanti il loro percorso di crescita e sperimentazione continuerà con SGT. PEPPER, ma quello vero, eh...