lunedì 2 marzo 2026

TRON: ARES, OVVERO LE POSSIBILITÀ (IMPOSSIBILI?) DELL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE ELEVATE ALL'ENNESIMA POTENZA

 Riguardo Tron Ares non capisco tutti i commenti negativi che sono circolati in rete perché secondo me è un gran bel film puntato sulla A.I. magari un pò troppo avanti come possibilità, ma anche il capostipite del 1982, a cui stranamente non ho ancora dedicato un post, ma lo farò, viaggiava di fantasia come un treno.


Qui anche si viaggia, ma su moto e macchine abbomba che Toretto e John Wick levatevi, e per realizzare quelle scene hanno bloccato Vancouver (dove sono state girate) per alcune notti.

Poi se è visto con un audio come si deve ti fa ribaltare dalla poltrona e comunque c'è tutto quello che può piacere perché si avvale degli effetti speciali del Weta Workshop che attualmente sono i migliori in assoluto, con tutto il rispetto per la ILM, e poi ci sono i Depeche Mode (non loro, ma li senti perché piacciono ad Ares) e c'è un simil Obi Wan Kenobi che è Jeff Bridges, perché sì c'è ancora il server degli anni 80 del primo film con le moto digitali che sterzano nette a 90 gradi.

Jared Leto tutto sommato recita anche bene nel ruolo di Ares, l'intelligenza artificiale nata con scopi militari, ma che di suo diventa così intelligente da capire che certe direttive non sono poi così corrette (lo capissero anche certi personaggi dei giorni nostri) e quindi si rifiuta di eseguire gli ordini tirando su una bella grana perché invece la sua "collega" Athena lei no,

lei è testarda, implacabile come un Terminator (e anche ottusa, bisogna dirlo) e fa solo quello che le dicono di fare e basta usando tutti i mezzi a sua disposizione e se non li ha se li crea a sua volta con l'intelligenza artificiale. 
E poi attenzione perché qui c'è una autocitazione che è proprio disneyana,

quella della macchina della polizia divisa in due che stava in Tutto Accadde Un Venerdì, ovvero il primo Freaky Friday con Jodie Foster uscito cinquant'anni fa, ma forse non tutti l'hanno collegata subito, così com'è inserita in una sequenza di quelle girate in strada a Vancouver che dicevo prima.

A me ha fatto anche piacere rivedere l'ex "Scully" Gillian Anderson che dopo X-Files ha avuto meno fortuna di David Duchovny. 
E non dimentichiamo la musica come pompa grazie a Trent Reznor e Atticus Ross dei Nine Inch Nails che non fanno per nulla rimpiangere i Daft Punk del secondo capitolo (anzi!), tra l'altro molto meno riuscito e che probabilmente basava tutta la sua forza sul redivivo 3d (e anche su Olivia Wilde, diciamocelo).

Qui invece siamo sul 2d, che rende già di suo grande lo spettacolo sullo schermo della tv, se abbastanza ampio, mentre al cinema trova certamente la collocazione più giusta. 
E chi ha pensato che è una boiata lo rimando nel server del 1982! 

domenica 1 marzo 2026

SANREMO? TUTTO BENE O QUASI

 Eccoci finalmente nel dopo Sanremo, dove lo spettacolo in effetti c'è stato, questo tralasciando o cercando di dimenticare elementi inutili come Alessandro Siani e la cringissima A.i. di Papaveri e Papere.


Intanto è doveroso un ultimo saluto a Neil Sedaka, 86 anni, con all'attivo anche diversi 45 giri cantati in italiano e che nel 1965 avrebbe dovuto partecipare al Festival, ma una serie di beghe tra l'organizzazione e la RCA ne compromisero la presenza. 
Intanto, per quelli che hanno qualche annetto in più, lo ricordo io qui con quella che è la sua canzone più famosa, OH CAROL!


Tornando al Festival 2026 che ha dovuto svolgere la finale aprendosi con un clima tutt'altro che festaiolo (ma... the show must go on), lo sapevo che la mia favorita Ditonellapiaga non avrebbe mai vinto la kermesse ufficiale però il terzo posto sul podio l'ha preso e intanto ha sbancato insieme a Tony Pitony nella serata delle cover, e che cover la loro!

Con The Lady Is A Tramp ci hanno portato direttamente a Broadway! 
Comunque la sua canzone in gara Che Fastidio! è dance e va benissimo perché noi italiani la dance la sappiamo fare come dimostrano gli anni 80 e 90. 
Prevedo frequenti passaggi in radio per lei. 
Serena Brancale ha portato una ballata come altre duecento prima di lei con l'idea di voler essere Giorgia, ma missione non del tutto portata a termine. 
Fulminacci invece ha messo da parte il suo ispirarsi a Daniele Silvestri (ricordate la bellissima Tattica?) e si è adagiato sulla classica canzone da festival, comunque meglio di tante altre. 
Arisa, se ci fosse bisogno di ricordarlo, ha una voce da paura, ma la canzone pare un pò tanto Disney. 
Oddio, forse non è un difetto così grave. 
Sal Da Vinci, il vincitore (nomen omen)

dopo le standing ovation e le lacrime di commozione è stato già prenotato da circa 200 matrimoni. 
Elettra Lamborghini porta il nulla, ma tutto sommato su quel palco ho sentito di peggio. 
La canzone di Luché, se ascoltate la versione che passa alla radio pare tutta un'altra cosa con la voce effettata, mentre invece in tv tanti artfici tecnologici non si sono sentiti, non so se volutamente o per errore dei fonici che errori ne hanno fatti un bel pò, e il risultato quello si è sentito benissimo, doloroso per le orecchie. 
Per chi ha nostalgia di Max Gazzè, che latita dal Festival da qualche anno, c'è Sayf che con con la sua canzone ritmata e allegra si è preso il secondo posto, grazie ad un testo che è tutto il contrario di quello che propongono certi suoi colleghi trappers che parlano solo di zoccole e "lambo" (non Elettra). 
Mara Sattei... due palle. 
Eddie Brock, uno che parte sottovoce e poi urla di tutto alla tipa. 
LDA, figlio d'arte, in duo con Aka7even, ovvero Napoli versione latinoamericana. 
Dargen D'Amico lui si che sta sul pezzo, un pezzo disco vecchio stile che cita l'A.i., ma spero non quella delle papere di lassù. 
Tommaso Paradiso "struggente", ma come Albanese nel suo ULTIMO FILM
No dai, qui c'è il classicone forse già sentito anche perché l'ex dei The Giornalisti pare sempre uguale a sé stesso. 
Si chiama anche coerenza. 
Levante conferma quanto è brava con passaggi mica facili nella sua canzone. 
Patty Pravo? Divina. 
E per tutto il resto lasciamo la parola al tempo che verrà, che ho già detto tanto. 

sabato 28 febbraio 2026

DAVID BOWIE E GLORIA GAYNOR (AMBEDUE SOTTO MENTITE SPOGLIE) ED ALTRI CONTRO SANREMO

 Premetto che non ho nulla contro la kermesse musicale a parte la sua durata eccessiva (ma tanto c'è RaiPlay), anzi la seguo costantemente ogni anno (Fedez & Masini saranno i vincitori?), tuttavia oggi per la nostra musica del sabato porto in scena cose ben diverse da quelle che in questi giorni dominano anche l'etere radiofonico. 


Sono morti infatti nei giorni scorsi alcuni artisti che Carlo Conti non ha nominato durante la lunga lista di personaggi famosi scomparsi (Pippo, Peppe, eccetera) e posso capirlo poiché forse non erano popolarissimi, specie nel caso di Des De Moor (quello più paffutello nella foto di copertina del disco) che, in coppia con il pianista Russell Churney, si era divertito a rileggere in versione alternativa stile cabaret/chanson una serie di canzoni di David Bowie come per esempio questa THE MAN WHO SOLD THE WORLD, ed è anche forse l'unica che si riesce a trovare su YouTube.
Des aveva 64 anni.

Altra famosa cover uscita negli anni 90 riguarda I Will Survive di Gloria Gaynor che la band statunitense dei Cake aveva rifatto in una VERSIONE maschile strascicata, ma con il suo perché, e che sicuramente tutti abbiamo sentito passare in radio almeno una volta. 
Oggi la pubblico qui perché Greg Brown,

il chitarrista co-fondatore dei Cake che aveva lasciato la band dopo la pubblicazione dell'album relativo, è mancato nei giorni scorsi all'età di 54 anni dopo una breve malattia. 
Sempre di musica si parla con MARK KENNEDY,

batterista australiano che è entrato a far parte dei Men At Work nel 1985 quando Jerry Speiser ha lasciato la band dopo quel periodo di grande successo dei primi due album che ce li avevano fatti conoscere con hit come WHO CAN IT BE NOW? .

Mark aveva 74 anni. 
Infine una breve incursione nel cinema poiché Robert, il più giovane dei fratelli Carradine, si è suicidato a 71 anni. 
Colgo l'occasione allora, restando con la famiglia Carradine, di mettere qui nel post anche suo fratello Keith che con I'M EASY appariva nello storico film Nashville di Altman.

Goodbye Des, Greg, Mark & Robert. 

venerdì 27 febbraio 2026

ARRIVANO I POKÉMON... ACCHIAPPALI TUTTI!!!

 E lasciamola andare avanti così la kermesse sanremese che sui social non si parla d'altro dato che da un giorno all'altro diventano tutti critici musicali, mentre qui oggi torno indietro di trent'anni perché il 27 febbraio del 1996 usciva in Giappone il primo videogioco dei Pokémon nella versione rossa e in quella blu, mentre in Italia arriverà il 5 ottobre del 1999 con il traino della serie tv in onda su Italia 1.


In realtà la Nintendo avrebbe voluto far uscire il gioco in concomitanza con il Natale del 1995, ma alcuni ritardi hanno fatto slittare tutto due mesi dopo, con il timore di non essere più in un periodo di grandi vendite. 
La strategia però di mettere personaggi diversi nelle due edizioni fece in modo che molti giocatori acquistassero entrambe le versioni, quindi doppio guadagno. 
La grande particolarità del gioco era che, tramite un collegamento tra due consolle Game Boy, ci si potevano scambiare i personaggi e partecipare ad eventi dedicati che in seguito si terranno anche in Italia. Ricordo infatti a Mirabilandia di aver visto in anteprima il film Lucario E Il Mistero Di Mew,

uno dei tanti lungometraggi realizzati su Pikachu & Co. Eh si, guardo pure quelle cose perché si tratta pur sempre di cinema e non sono mai cresciuto. 
Non per nulla mi era piaciuto pure POKÉMON DETECTIVE PIKACHU, film live action al quale non avrei dato un euro, e invece... 

giovedì 26 febbraio 2026

LAVOREREMO DA GRANDI... E RIDEREMO DI GUSTO

 Oggi prendo una pausa dal Festival per dedicarmi a Lavoreremo Da Grandi,


l'ultimo film di e con Antonio Albanese coadiuvato da Giuseppe Battiston e non moltissimi altri in scena in un film che a tratti potrebbe essere quasi una pièce teatrale dato che principalmente l'azione si svolge in casa.

La pellicola si apre con ON THE ROAD AGAIN nella versione originale dei Canned Heat che paragonata a quella micidiale degli argentei e spaziali ROCKETS ne pare una loffia cover, e invece è il contrario. 
Si ride spesso tra morti presunti ed escort di passaggio,

mentre Albanese fa il musicista dodecafonico che fa sentire a tutti i costi le sue composizioni agli amici, definendole "struggenti", anche in auto e sarà anche quella la causa da cui partirà tutta la vicenda che si snoda nel film che fa ridere senza stare limitato dal solito politically correct... 
E per fortuna! 

mercoledì 25 febbraio 2026

QUANDO LA RAI NON SI FILAVA IL FESTIVAL

 A DITONELLAPIAGA è stata affidata l'apertura del Festival ed è stata una devastante apertura dato che pareva di sentire gli Underworld, cioè tutto quello che non è un classico brano da Sanremo e forse per questo l'ho già messa tra le mie preferite.


Un Festival questo che rende doverosamente omaggio a parecchi personaggi televisivi e musicali morti più o meno di recente. 
Tutto questo sorretto da un grande impianto scenico che definire faraonico non rende l'idea perché adesso la Rai per il Festival non bada a spese con gente che ci lavora su mesi e mesi prima con uno sbattimento che non ti dico. 
Ma immaginate invece un festival di Sanremo che andava in onda in tv solo con la serata finale (le altre si sentivano alla radio) organizzato in una manciata di giorni, con un presentatore che invece di stare sul palco rimane seduto a un tavolo sotto (Giancarlo Guardabassi aveva problemi a stare tanto in piedi) come si vede in apertura nel video più avanti, con la diretta della serata finale che finisce prima dell'annuncio del vincitore perché non c'erano santi... il tempo a disposizione per la diretta era già abbastanza (altro che i minutaggi spropositati di adesso) e doveva assolutamente andare in onda il telegiornale

(sarà annunciato lì che Peppino Di Capri ha vinto con NON LO FACCIO PIÙ) che chiude la programmazione serale della RAI, allora ancora monopolista. 
Era il 1976 e avevo registrato tutte le canzoni dalla tv con quel Philips K7 mio compagno musicale per lungo tempo, in un'Italia stretta tra sacrifici, crisi e poca movida, tra big in declino e tanti sconosciuti.

C'era un Toto Cutugno già cotonatissimo, ma in gara come leader degli Albatros portando una canzone bruttissima, VOLO AZ 504, che narra di lui che supplica lei incinta che invece se ne va via da lui con l'intenzione di abortire, in pratica una soap-opera. 
Personalmente invece avevo già la mia guilty pleasure in Mara Cubeddu, voce dei Daniel Sentacruz Ensemble che cantavano LINDA BELLA LINDA.

Festival che sul fatto di essere sottotono se la giocava con quello dell'anno precedente di cui ho parlato IERI
Entrambi parevano la sagra paesana citata da Vincenzo De Lucia mentre imitava Laura Pausini.

Poi sono arrivate le tv private e la Rai si è dovuta dare una svegliata per non perdere spettatori, così, anno dopo anno siamo arrivati a quel Festival supermaxi di adesso che personalmente seguo per buona parte il giorno dopo su RaiPlay. 
Magari poteva bastare una onesta via di mezzo? 

martedì 24 febbraio 2026

CI RISIAMO, VERO SANREMO?

 Stasera ci risiamo come il titolo di un VECCHIO WESTERN comico con Tomas Milian,


e riparte il Festival di Sanremo, ma Carlo Conti, con le sue rivelazioni snocciolate giorno per giorno e gli spot dove tutti cantano, ha già fatto la sua bella operazione di marketing. 
Abbiamo anche qui Laura Pausini, poi l’attore turco Can Jaman/Sandokan, Achille Lauro, Max Pezzali e altri ancora con pure la faccenda pseudo politica di Pucci. 
In gara una serie di figli d’arte di cui uno (Tredici Pietro) identico al padre,

ma rapper, al contrario del genitore che si capisce benissimo chi sia, e molti nomi sconosciuti agli occupanti delle poltrone dell'Ariston e ai nostalgici dei Festival di Baudo e Bongiorno. 
Poi ci sono quelli di Amici e X-Factor, e glorie del passato messe lì per il pubblico che ho citato prima.
A proposito di passato sanremese devo segnalare la scomparsa ad 87 anni di Angela Luce,

cantante e attrice napoletana che nel 1975 si era piazzata seconda con IPOCRISIA (vinse Gilda con Ragazza Del Sud) e che mi era già capitata da queste parti parlando di un film tutto matto con Tomas Milian e Maria Grazia Buccella, DOVE VAI TUTTA NUDA?, dove lei faceva un personaggio secondario, ma fondamentale. 
Aveva lavorato anche per Pasolini nel famigerato IL DECAMERON e per Luchino Visconti. 
Ma torniamo a noi, che francamente quest'anno Carlo Conti ci ha già un pò fracassato le palle. 
È comunque interessante dare un'occhiata come "magnifiche spie",

a quello che sta dietro, osservando tre cose: chi scrive, chi produce e chi firma. 
Cioè sono grosso modo i soliti autori, il che, per certi versi, riporta un pò al modo in cui era stato concepito il Festival ai tempi di Nunzio Filogamo che lo presentava agli "amici vicini e lontani" e dove le canzoni in gara venivano eseguite da tre soli interpreti a cui venivano affidati i brani da portare sul palco. 
La differenza è che qui adesso si lavora a più mani, ma tante, nel senso che il brano di Fedez e Marco Masini arriva con sei firme. 
Quello delle Bambole Di Pezza ne porta otto. 
Forse più che canzoni sono associazioni a delinquere a giudicare da quanti nomi le firmano. 
Ci sono quasi solo major discografiche, mentre le alternative sono molto poche nonostante Conti avesse parlato di apertura alle etichetta indipendenti. 
Fatto clamoroso, manca LaTarma Management, quello di Marta Donà che ogni anno vince con il suo artista. 
Era lei, Marta, quella signora che seguiva passo passo i Maneskin all'Eurovision e non una groupie fuori tempo massimo che qui sta abbracciando e baciando Victoria.

Forse Carlo avrà pensato che, se avesse vinto anche stavolta, alla fine qualcuno si sarebbe chiesto se non ci fosse qualche sotterfugio? 
Ma alla resa dei... "Conti" voglio sperare che questi siano solo dei miei pregiudizi e che poi lo spettacolo ci sia... 
Perché Sanremo è Sanremo. 

TRON: ARES, OVVERO LE POSSIBILITÀ (IMPOSSIBILI?) DELL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE ELEVATE ALL'ENNESIMA POTENZA

 Riguardo Tron Ares non capisco tutti i commenti negativi che sono circolati in rete perché secondo me è un gran bel film puntato sulla A.I....