Si sente in giro parlare di gravi difficoltà di Amazon nella produzione del prossimo James Bond dopo aver acquisito in toto il glorioso brand.
Qualcuno l'avrebbe sentito definire “vecchia e antiquata spia inglese”, incubo e noia, facendo temere già l’insuccesso di Bond 26, sempre che venga realizzato.
Se la direzione creativa avrebbe come nomi Amy Pascal e David Heyman, già presenti dietro Spider-Man e Harry Potter, per la regia Denis Villeneuve, reduce dalla monumentale trilogia di Dune (di cui non sono sicuro di vedere il terzo capitolo), e Steven Knight per la sceneggiatura, l'opera al momento risulta ancora ben lontana dall’essere completata.
Si parla infatti ormai del 2029-30 e non c'è mai stata prima una pausa così lunga tra due film della saga.
Si parla di un Bond più giovane, come nel recente VIDEOGAME, nero, donna o ambientato negli anni 60.
Sono stati fatti i nomi di Jacob Elordi, Callum Turner, Henry Cavill e Aaron Taylor-Johnson, ma soprattutto per gossip.
Tenuto conto che il top dell'era Craig è stato Skyfall,
davvero un grande film, il prossimo dovrà portare risultati ancora più alti. E con tutta questa pressione sembra ripetersi l'effetto Connery quando tornò sul set di Una Cascata Di Diamanti (Mai Dire Mai era apocrifo), dato che molti chiedono ancora in scena Craig.
È vero che il suo Bond alla fine di No Time To Die sembrava definitivamente spacciato, ma sappiamo bene che le risorse del cinema sono infinite, perciò chissà?
Oggi innanzitutto, anche se siamo in ritardo, facciamo gli auguri di Buon Compleanno a Cher
che ha compiuto nei giorni scorsi 80 anni, e le battute sul suo aspetto sinteticamente giovanile saranno già fioccate a mille, per cui non è il caso di infierire oltre.
Piuttosto il titolo del post si riferisce ovviamente al film MAMMA MIA! CI RISIAMO! dove lei era la mamma di Meryl Streep anche se hanno solo tre o quattro anni di differenza.
Continuiamo invece con un lutto nel mondo dei videogames di Star Wars per la morte di Tom Kane
che è stato un doppiatore statunitense specializzato nel dare la voce a personaggi iconici come Yoda, l'ammiraglio Ackbar, Boba Fett, Qui-Gon Jinn e C-3PO.
Altro suo ruolo importante, insieme a molti altri, quello del Professor Utonium ne Le Superchicche.
Tom aveva 64 anni e nel 2020 era stato colpito da ictus che gli aveva portato gravi problemi motori e di linguaggio.
Se n'è andato anche l'attore Michael Keating, 79 anni, ben noto in U.K. per la serie di fantascienza Blake's 7, inedita in Italia.
È stato anche il reverendo Stevens di Eastenders, altra serie britannica di lunga data pure quella mai vista da noi.
Conosciuto da noi invece era George Eastman,
pseudonimo di Luigi Montefiori, visto in moltissimi Western all'italiana e action movies sempre nostrani e molto spesso ispirati a grandi titoli hollywoodiani.
George aveva 83 anni.
Infine l'addio a Dick Parry,
83 anni, che per milioni di ascoltatori è stato prima di tutto un suono caratteristico dei Pink Floyd.
Suonava lui infatti il sax soft di Us And Them, quello nervoso di Money, o ancora la lunga parte sostenuta nella suite di Shine On You Crazy Diamond.
Assoli diventati parte dell’identità stessa dei Pink Floyd.
Auguri quindi a Cher e purtroppo addio a Tom, Michael, Dick e George.
Stasera, 23 maggio, andrà in onda su Rai1 la finale di Dalla Strada Al Palco che non sono riuscito a seguire forse perché Carlo Conti mi ha un pò saturato i maroni.
Dall’altra parte dunque è pronta la replica di Canale 5 con i Pooh che festeggiano quest’anno i sessant’anni di carriera anche se tempo fa avevano già tenuto il classico concerto d'addio.
In effetti da allora non hanno più prodotto nuove canzoni, ma solo una versione riveduta ed estesa di PARSIFAL, a solo nome di Roby Facchinetti, album rimasterizzati e concerti eventi che continuano a riunire migliaia di fans.
Questo perché i Pooh rimangono una delle band più celebri ed iconiche del nostro panorama musicale e, diciamolo pure chiaramente, sempre all'avanguardia nella strumentazione e negli allestimenti scenografici, tant'è che si è dibattuto a lungo su chi avesse per primo usato gli effetti laser tra loro e i ROCKETS (hanno vinto però i francesi).
Per questi 60 anni in cui siamo cresciuti insieme a loro quindi, i Pooh si sono esibiti per tre serate all'Arena di Verona e Canale 5 ha registrato tutto montando, suppongo, il meglio dei tre concerti poiché la prima del 14 maggio è stata funestata da un forte temporale durante il quale la band ha lasciato il palco e molti del pubblico sono andati via pensando che non riprendessero più a suonare e invece, dopo circa mezz'ora, il concerto è ripreso per i pochi coraggiosi rimasti, ma accorciato di molto.
Intero invece quello del 16 maggio, ma anche lì c'è stato un grave imprevisto con uno spettatore colpito da infarto e prontamente soccorso, ma purtroppo invano.
Senza ulteriori problemi la terza serata del 17 maggio e per festeggiare questi 60 anni con i Pooh sul palco hanno duettato anche Giuliano Sangiorgi dei Negramaro (in UOMINI SOLI), Noemi (in Tanta Voglia Di Lei), Ermal Meta (in Stai Con Me) e Marco Masini (in Pierre) con anche l'apporto di una vera orchestra sinfonica.
Non sono mancate alcune critiche sulla posizione completamente laterale per il giovane Phil Mer, il figlioccio di Red Canzian che i Pooh hanno chiamato ormai da alcuni anni a sostituire il compianto batterista Stefano D'Orazio (che appare in video).
Phil infatti (lo si vede anche dalle ospitate in tv) viene tuttora considerato più un ottimo turnista piuttosto che un vero membro dei Pooh, come succede anche a Danilo Ballo, polistrumentista fondamentale per la resa live, che adesso sta sul palco con loro, in posizione laterale opposta a Phil, mentre in precedenza era letteralmente dietro le quinte.
I Pooh invece, per risultare sempre in quattro perlomeno sulle locandine, hanno fatto rientrare il fuggitivo Riccardo Fogli che negli anni 70 li aveva mollati convinto dalla sua compagna di allora, Patty Pravo, a dedicarsi ad una carriera solista che per un lungo periodo è stata pure fortunata con diversi successi e anche la VITTORIA al Festival di Sanremo.
Una piccola curiosità è che, in realtà, nessuno di loro quattro faceva parte della formazione originale dei Pooh che ha debuttato con questo nome nel 1966, dopo essersi chiamati inizialmente Jaguars, con questa COVER dello Spencer Davis Group.
Tutto questo al grido di "Si può essere amici per sempre!".
Compie trent'anni poiché era uscito nel 1996 e diretto da Brian De Palma, il primo Mission: Impossible.
In Italia arriverà il 13 settembre quel leggendario film che ha lanciato l'iconica saga cinematografica e che era nato da un'idea di Tom Cruise, grande appassionato dell'omonima serie TV degli anni '60.
Tom è l'agente dell'IMF (Impossible Mission Force) Ethan Hunt che partecipa a una missione a Praga per sventare il furto di una lista di agenti segreti.
L'operazione si rivela però un tranello in cui l'intera squadra viene sterminata e Hunt, unico sopravvissuto, viene accusato di essere la "talpa".
Per provare la propria innocenza, Ethan è costretto a fuggire a gambe levate (che tanto Tom c'è abituato) e a mettere insieme un nuovo team con agenti rinnegati, cercando di incastrare il vero traditore e trafficante noto con il nome in codice "Max".
Magari era un pò improbabile (o impossible) la scena dell'elicottero nella galleria del treno, ma piuttosto è diventata da antologia la sequenza della rapina al caveau blindato di Langley in cui, per rubare la lista di agenti senza attivare i sensori di peso, allarmi termici e acustici, Ethan si cala dal soffitto rimanendo sospeso a mezz'aria
(si dice che avesse dei pesi nelle scarpe per mantenere la posizione), una scena iconica parodiata e omaggiata innumerevoli volte, come lo è anche la famosa scena di Entrapment in cui Catherine Zeta-Jones "danza" insinuandosi tra i raggi del sistema d'allarme supervisionata da Sean Connery.
Da allora la saga "impossibile" non si è più fermata con Tom ogni volta più spericolato in scene d'azione spettacolari, ma sempre realizzate con sistemi di sicurezza come cavi e imbragature cancellati in post produzione.
E anche la terza stagione di Shrinking si è conclusa settimana dopo settimana perché Apple TV, come altre piattaforme, pubblica gli episodi un pò alla volta, ma stavolta lo ha fatto in un modo che pare chiudere definitivamente i battenti poiché quasi tutti i personaggi alla fine prendono strade diverse e, come dice la versione internazionale di Con Te Partirò cantata da Andrea Bocelli e Sarah Brightman (che tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana, cantava e ballava COSÌ), arriva il momento di dire addio.
Pare soltanto però, perché si dice che una quarta stagione sia stata già confermata anche se forse sarà con meno presenze dei fuggitivi (ma Harrison Ford nel ruolo di Paul ci sarà).
Una stagione questa che, rispetto alle PRECEDENTI e in particolare LA PRIMA, ho sentito piuttosto triste nonostante l'autore, con Brett Goldstein e Jason Siegel (qui sopra con Harrison), sia Bill Lawrence (sarebbe lui che in origine era propenso a chiudere dopo tre stagioni) ovvero la stessa mente che c'è dietro a COUGAR TOWN e Scrubs, e di quest'ultima, APPENA TORNATA con buona parte del cast originale, tornerò a parlare quando avrò visto tutti gli episodi.
Era il 20 maggio del 1969 e "Substitute" (occhio al titolo!) una famosa canzone del gruppo rock inglese The Who, scritta da Pete Townshend, stava andando benissimo nelle classifiche dopo essere stata pubblicata durante il marzo precedente.
Stava infatti al quinto posto nel Regno Unito e fu successivamente inclusa nell'album compilation Meaty Beaty Big And Bouncy del 1971.
Ma qualcosa proprio quel 20 maggio di sessant'anni fa non andò come doveva andare poiché ad un loro concerto al Ricky-Tick Club di Newbury (notare anche gli altri artisti nominati nelle locandine), il bassista John Entwistle e il batterista Keith Moon, non si erano presentati e mica c'erano già i telefonini che ti mettevi in contatto in ogni situazione a forza di "Allora!!! Dove diavolo sei???”.
Così il cantante Roger Daltrey e il chitarrista Pete Townshend, messi alle strette, chiesero ai musicisti della band di supporto che li aveva introdotti di prendere il posto dei due assenti che, quando questi ultimi arrivarono in forte ritardo, se la presero a morte per essere stati "sostituiti" come, guarda caso, dice il TITOLO profetico del singolo e dove nel video si vede Keith Moon che mima malissimo il playback sulla batteria (pare non fosse esattamente "in ordine" quel giorno... e anche altri della sua breve vita), litigando e prendendosi a botte da orbi con gli strumenti come fossero in un film di Bud Spencer & Terence Hill, tanto che Townshend colpì Entwistle in testa con la sua chitarra.
John e Keith sul momento minacciarono di lasciare la band, ma entro pochi giorni i quattro musicisti si riappacificheranno e continueranno le attività insieme, e meno male anche perché, dovevano ancora arrivare le due opere rock Tommy (1969) e la loro seconda che era Quadrophenia (altro doppio del 1973), ed entrambe saranno anche successivamente portate AL CINEMA.
Sarebbe stato un vero peccato non averle avute.
Vero scioglimento invece dopo 30 anni (francamente li davo già finiti da un pezzo) per i danesi Aqua, quelli di BARBIE GIRL, che lo hanno comunicato ieri sui social e che dal 2016 si erano già ridotti da quartetto a trio.
Anche questa è musica, seppure molto diversa da quella di The Who, e, lo ammetto, all'epoca mi piaceva un sacco.
I fans di Doctor Who saranno già al corrente della morte ad 87 anni di Jill Curzon,
l'attrice che nel secondo film del 1966, spin-off dedicato ai Dalek (ricorderete anche dei gelati con lo stesso nome e forma), interpretava Louise, una delle due nipoti (l'altra era Susan) del Dottore che era interpretato per la seconda volta da Peter Cushing, ma sempre e solo per il cinema.
In Italia, dove è stata doppiata e distribuita con il titolo Daleks - Il Futuro Fra Un Milione Di Anni, la pellicola rappresenta anche il primissimo approccio del pubblico italiano con il personaggio del Doctor Who,
poiché il precedente film Dr. Who And The Daleks non era stato doppiato né distribuito, mentre la serie televisiva del Doctor Who non arriverà che tra il 1980 e il 1981, grazie al doppiaggio di alcune avventure della dodicesima e tredicesima stagione con protagonista il Quarto Dottore interpretato da Tom Baker, quello con la sciarpa lunga lunga e multicolor.
Al posto del classico tema musicale del Dottore, il film ha una colonna sonora firmata da Barry Gray, quello della famosa sigla di U.F.O..
Qui i Daleks rapiscono gli umani per farli diventare dei robot al loro servizio, o in alternativa li sterminano (EX-TER-MI-NATE!), e tra gli altri attori presenti nel film, che era praticamente un remake di un precedente episodio della serie per la tv, c'è anche Bernard Cribbins che ritroveremo molti anni dopo nella nuova serie reboot nel ruolo del nonno di Donna Noble,
la rossa partner del Dottore nella versione (o rigenerazione) di David Tennant.