sabato 18 luglio 2026

UNA BAND CHE FA L'APPELLO

 Chissà se qualcuno si ricorda di Dave Dee, Dozy, Beaky, Mick & Tich?


Questa serie di soprannomi messi in fila è stata il nome di un popolare gruppo pop/rock britannico formatosi nel 1964 a Salisbury. 
Eccentrici nei loro spettacoli come nel loro abbigliamento, scalarono le classifiche degli anni '60

con una serie di hit come HOLD TIGHT!BEND IT! (una specie di sirtaki) e ZABADAK!, scritte dal duo di autori Ken Howard e Alan Blaikley, e non chiedetemi il motivo di tale grande successo perché francamente non lo so, ma, come dimostrato spesso nella musica, può esserci del genio anche in motivetti apparentemente insulsi.

La band era composta da Dave Dee (David Harman, voce), Dozy (Trevor Ward-Davies, basso), Beaky (John Dymond, chitarra), Mick (Michael Wilson, batteria), Tich (Ian Amey, chitarra) ed era nata come The Initials per poi prendere quel nome così insolito rispetto ai canoni dell'epoca che prediligevano nomi brevissimi sul modello dei Beatles e degli Who. 
Mossa furba però che li rese unici e differenti da Peter, Paul & Mary che utilizzavano i loro nomi, e da Crosby, Stills & Nash (a volte con Young) che invece usavano i cognomi. 
Il loro stile musicale spaziava dal pop orecchiabile al freakbeat (un pò stile Frank Zappa) e mod, fino alla psichedelia. 
Ebbero un successo enorme, piazzando quei primi due singoli postati lassù con oltre un milione di copie vendute e raggiungendo il primo posto nella classifica britannica.
Il loro singolo più iconico, Hold Tight! (1966), è noto anche per essere apparso nella celebre colonna sonora del film Grindhouse - A Prova Di Morte (Death Proof) di Quentin Tarantino

e vanta anche una COVER IN ITALIANO da parte de I Monelli, quartetto beat che in seguito allargherà la formazione cambiando il nome in Flashmen e diventando il primo gruppo italiano sotto contratto con la prestigiosa Decca, quella stessa dei Rolling Stones. 
Colgo l'occasione di parlarne oggi perché John "Beaky" Dymond è mancato di recente all'età di 81 anni.

Come anche se n'è andato Halroy "Hal" Candis Williams, 91 anni, attore statunitense noto soprattutto per il suo ruolo ricorrente dell'agente di polizia Smith ("Smitty") in Sanford & Son,

la famosa SERIE TV black con la sigla firmata da QUINCY JONES
Goodbye "Hal" & "Beaky".

venerdì 17 luglio 2026

FRANKENSTEIN ALLA CONQUISTA DELLA TERRA: IL TRASH GIAPPONESE CON I MOSTRI GIGANTI

 Nel 1966 (il mese preciso non è sicuro, ma c'è chi dice tra maggio e luglio) negli Stati Uniti usciva Frankenstein Alla Conquista Della Terra diretto da Ishiro Honda, ovvero il papà di Godzilla.


In Giappone invece era uscito l'anno precedente, mentre in Italia me lo ricordo che era arrivato nei primi anni 70 direttamente nelle piccole sale di seconda visione come quella del piccolo paese dove abitavo, sala che di quei film orientali, tra kaiju (i film di mostri giapponesi) e wuxia (arti marziali cinesi), ne proiettava un botto riempiendo le poltrone, e un mio amico che millantava di averlo visto me lo aveva raccontato, ma delle sue parole non sapevo se fidarmi molto perché di suo era un noto fanfarone e quello che sentivo mi pareva parecchio bizzarro. 
Molti anni dopo, agli albori delle tv private, l'ho visto su una di quelle piccole emittenti e ho avuto la conferma che quello che raccontava quell'amico fosse vero e decisamente bizzarro. 
Intanto era prodotto dalla inarrestabile Toho che sfornava pellicole a getto continuo, e con un contributo degli USA per cui appare già quel Nick Adams,

attore americano di genitori ucraini che ritroveremo anche in seguito in L'INVASIONE DEGLI ASTROMOSTRI, e prende spunto dal romanzo mito di Mary Shelley mixato con il genere kaiju raccontando che, durante la Seconda Guerra Mondiale, i nazisti erano in possesso del cuore immortale del mostro di Frankenstein. 
Tale organo va a finire a Hiroshima ma, intersecando fatti storici reali, il 6 agosto del 1945, l'esplosione della bomba atomica lo fa mutare e dal singolo cuore si formerà una vera e propria figura umana. 
Anni dopo, un ragazzo selvaggio viene trovato mentre semina il panico in città: 

è l'essere nato da quel cuore e, per dirla tutta, quel simil-cavernicolo non ha un'espressione esattamente intelligente (tra l'altro nei primissimi piani si nota benissimo che ha una di quelle dentiere da vampiro che vendono a carnevale, quelle con un pezzo di gengiva rossa, giuro),

tant'è che qualche risata può tranquillamente scappare durante la visione anche perché sembra di rivedere Richard Kiel in L'UMANOIDE che si produce in mille espressioni che vorrebbero essere minacciose e invece sono una più ridicola dell'altra. 
Comunque l'essere diventerà gigantesco, con la capacità di rigenerarsi e si troverà poi a combattere contro il mostro Baragon

(dal corno lampeggiante) per difendere l'umanità, dimostrando di essere buono anche se inizialmente tutti credevano il contrario. 
Per curiosità, nel costume di Baragon c'era Haruo Nakajima, ovvero colui che ha interpretato Godzilla in tutti i film vintage, più altri mostri in altri film.
Ora non vi racconto il finale per filo e per segno, ma c'è da dire che i co-produttori americani della American International Pictures rimasero così impressionati dagli effetti speciali del mostro "Oodako" (il polpo gigante apparso in Il Trionfo Di King Kong) che chiesero espressamente di inserirlo in qualche modo nel film. 
Così venne girata una scena finale extra in cui Frankenstein viene improvvisamente attaccato da un Polpo Gigante emerso dal nulla nei boschi. 
Questa sequenza assurda (polpi lacustri? Nei boschi? Mah...) venne però scartata nella versione USA ufficiale perché alla fine risultava fuori contesto. 
Rimase però inclusa in alcune edizioni home video e passaggi televisivi. 
Anche l'intero montaggio americano subì tagli di scene drammatiche e l'aggiunta di dialoghi doppiati che spiegavano in modo più marcato le dinamiche scientifiche e belliche cercando di dare spessore a una trashata immane.

giovedì 16 luglio 2026

THE DOORS: THE FINAL CUT (E QUEL FUOCO SI RIACCENDE)

 The Doors: The Final Cut è la versione restaurata in 4K con audio Dolby Atmos del celebre film biografico diretto nel 1991 da Oliver Stone.


Anche questo film, come Il Castello Di Cagliostro, è tornato nelle sale negli stessi giorni e se l'avete perso mi spiace, ma mica posso pensare io a tutto eh... 
Scherzi a parte il film racconta l'ascesa, gli eccessi e la morte a soli 27 anni di Jim Morrison, interpretato da un memorabile Val Kilmer, ripercorrendo la vita di Jim dalla fondazione della band a Los Angeles insieme a Ray Manzarek, Robby Krieger e John Densmore. 
C'è naturalmente anche il rapporto tormentato con Pamela Courson (Meg Ryan), ma Stone ci mostra in particolare la deriva autodistruttiva del cantante, tra uso di sostanze allucinogene, poesia e provocazioni pubbliche, fino alla morte a Parigi.
Val Kilmer ha anche registrato personalmente gran parte delle parti vocali, sovrapponendole o affiancandole ai nastri originali della band, i cui membri originali rimasero stupiti per la verosimiglianza fisica e scenica con cui l'attore aveva portato in scena il loro leader.

Per dire... è difficile a prima vista capire quale delle due foto di Jim e Pam mostri gli attori e quale invece sia vera. 
Più che un'interpretazione sembrava una vera e propria reincarnazione del Re Lucertola, cioè tutt'altra cosa rispetto al Freddie Mercury di Rami Malek che, messo a confronto con Val, pareva un partecipante di Tale E Quale Show (con tutto il rispetto per il FILM che comunque avevo apprezzato). 
Comunque, miei "cavalieri della tempesta", non disperate perché il film è anche disponibile a noleggio su Prime Video, anche se per la resa migliore dell'audio, specialmente in casi come questo, rimane sempre la sala il posto più adatto. 

mercoledì 15 luglio 2026

LUPIN III - IL CASTELLO DI CAGLIOSTRO IN 4K

 Come abbiamo già visto in precedenza per anche gli altri film suoi, anche il leggendario debutto cinematografico di Hayao Miyazaki è tornato da lunedì per tre giorni sul grande schermo in una straordinaria versione restaurata e rimasterizzata in 4K.

E una nota leggenda di Hollywood racconta anche che Steven Spielberg sia un grandissimo fan di questo anime, definendolo in passato come uno dei film d'avventura più belli mai realizzati.  Hayao invece dalla sua ha spesso nominato Lo Squalo come uno dei suoi film preferiti.  Tant'è che sembrano esserci alcuni punti di contatto tra il film di Miyazaki e Indiana Jones avendo anticipato di ben due anni l'uscita nelle sale de I Predatori Dell'Arca Perduta (1981).


Tra gli elementi che accomunano le due opere c'è un perfetto e scanzonato bilanciamento tra azione mozzafiato, enigmi storici e un umorismo sempre brillante.  Ci sono trappole mortali e criminali spietati, gadget improvvisati e una massiccia dose di improvvisazione per risolvere situazioni complicate.  Anche le scene d'azione spielberghiane sembrano ispirate all'inseguimento iniziale del film animato. Entrambi i franchise poi ruotano attorno alla decifrazione di antichi segreti e al recupero di preziosi reperti storici protetti da insidie meccaniche e sotterranei segreti.  Non si tratta certo di plagio nel caso di Spielberg, ma sicuramente Miyazaki con questo film ha fatto del gran bene alla Hollywood che ci piace. 

martedì 14 luglio 2026

JURASSIC PARK PERDE IL SUO PROTAGONISTA STORICO... E PURE LA MUSICA NON È DA MENO

 È un brutto momento sia per la musica, come abbiamo visto nei giorni scorsi (eh, ma anche oggi...), che per il cinema poiché anche l'attore neozelandese Sam Neill è morto improvvisamente ieri all'età di 78 anni, dopo essere guarito dal cancro. 


L'interprete di JURASSIC PARK, quello originale del 1993, era nato in irlanda e aveva annunciato ad aprile di essere guarito, dopo essersi sottoposto a cure per un tumore del sangue al terzo stadio.
Non era stato solo legato ai dinosauri però il Sam poiché lo abbiamo visto anche in Lezioni Di Piano, Caccia A Ottobre Rosso, L'Uomo Bicentenario, Punto Di Non Ritorno (per alcuni un cult, per altri una ciofeca) e Peaky Blinders in tv, giusto per citare alcuni titoli. 
Era tornato, insieme a Jeff Goldblum e Laura Dern, anche nel rinnovato franchise per Jurassic World - Il Dominio nel 2022.
Ancora per la musica se n'è andato a 63 anni Calvin Hayes, tastierista (anche batterista) britannico che ha fatto parte dei Johnny Hates Jazz

(sfido a non ricordarsi di loro appena parte la canzone) i cui più grandi successi nel pop anni Ottanta sono stati SHATTERED DREAMS (con videoclip diretto da David Fincher dove Calvin si vede al piano) e Turn Back the Clock incluse nel loro primo vero album che portava il titolo del secondo singolo, dove Hayes ha suonato anche la batteria e arrivato dopo alcuni lavori iniziali passati inosservati.
Ci lascia anche Kevin Chown, 56 anni,

bassista americano di tutt'altro genere che ha suonato anche nei Chad Smith's Bombastic Meatbats, ovvero il gruppo rock fusion strumentale del batterista dei Red Hot Chili Pepper.
Goodbye Sam,Calvin & Kevin. 

lunedì 13 luglio 2026

A.I. ANZIANOTTA?

 Adesso parlare di intelligenza artificiale sembra il modo migliore per mostrarsi al passo coi tempi, non è vero?


Infatti anche il più scrauso dei film finisce che ce la butta in mezzo in qualche modo, anzi spesso sono proprio quelli di serie B che lo fanno, magari a sproposito, proprio per cercare di darsi un tono d'attualità. 
E se invece vi dicessi che di tale argomento se ne parlò per la prima volta ben 70 anni fa? 
Mi riferisco al Seminario di Dartmouth del 1956, ideato da John McCarthy, matematico informatico, Marvin Minsky, scienziato cognitivo e informatico, Nathaniel Rochester, ingegnere elettronico in IBM, e Claude Shannon, matematico e ingegnere elettronico. 
In quell'occasione venne introdotto ufficialmente da McCarthy il termine "intelligenza artificiale" e si cominciò a studiare la possibilità di creare macchine pensanti. 
Idea strampalata? 
Probabilmente per molti sarà stato così ritenendo che sarà stato il caldo, chissà, poiché era l'estate del 1956 e quelle persone si trovavano presso il Dartmouth College ad Hanover, nel New Hampshire, fatto sta che tale seminario è durato circa sei settimane finanziato dalla Fondazione Rockefeller.

Oltre ai partecipanti principali ha riunito anche altri matematici, ingegneri e psicologi per definire le basi necessarie per creare macchine capaci di simulare funzioni cognitive umane e istituire l'intelligenza artificiale come campo autonomo di ricerca scientifica. 
Per dire... i modelli moderni come i Large Language Models come la ormai famigerata  Chat Gpt che scrive gli articoli per i giornalisti pigri, o le reti neurali profonde, realizzano gli stessi obiettivi del 1956, ma usando il calcolo statistico sui dati invece della logica formale. 
Ed è qui oggi che vediamo come si sono evolute le cose a riguardo poiché il seminario di Dartmouth ha definito allora i problemi fondamentali dell'IA, mentre la tecnologia odierna ha cambiato il modo di risolverli. 
Nel 1956 si ipotizzò che ogni aspetto dell'apprendimento e dell'intelligenza potesse essere descritto così precisamente da essere simulato da una macchina e infatti i modelli moderni confermano questa intuizione attraverso la matematica e i vettori di dati. 
A Dartmouth si cercava di far capire la lingua alle macchine tramite regole grammaticali rigide, mentre oggi, i modelli di linguaggio generativi fanno la stessa cosa, ma in maniera più "smart" prevedendo la parola successiva in base a miliardi di esempi, un pò come fa il nostro smartphone mentre scriviamo un messaggio perché ormai ha già capito dove vogliamo andare a parare. 
Marvin Minsky portò a Dartmouth i suoi studi sulle prime reti neurali artificiali (Snarc). 
Quel concetto, allora limitato dalla scarsa potenza di calcolo dell'epoca, è la base del modo come l'intelligenza artificiale impara e si evolve. 
Ieri si cercava di programmare le regole del mondo nella macchina, mentre oggi si danno alla macchina miliardi di dati e si lascia che sia lei a trovare le regole da sola. 
Vuoi mettere che comodità? 
Tutto molto bello, come avrebbe detto BRUNO PIZZUL, ma l'importante è che la cosa non sfugga di mano

come James Cameron ci aveva raccontato in Terminator e già Stanley Kubrick lo aveva anticipato nel lontano 1968 lassù nella famosa scena di 2001 Odissea Nello Spazio: "Apri la saracinesca esterna HAL", "Mi dispiace, David, purtroppo non posso farlo. Questa conversazione non può avere più alcuno scopo... Addio".
Intelligenza artificiale fin troppo intelligente...

domenica 12 luglio 2026

QUEEN LIVE AT WEMBLEY '86: ED È STORIA

Il 12 luglio del 1986 rimane una data storica per i Queen perché viene registrato allo Stadio di Wembley il doppio CD Queen Live at Wembley '86 che sarà proposto anche in VHS.


In realtà  già l'11 la band aveva tenuto il concerto e tale registrazione sarà poi pubblicata nelle edizioni speciali successive rimasterizzate, anche questa completa.

È il concerto del celebre giubbotto giallo di Freddie che in alcuni brani in effetti sentiamo molto affaticato, ma i cori di Roger e Brian aiutano l'insieme. 
Rimane comunque un documento storico perché fu trasmesso in tv (non in diretta) e fu anche una delle ultime performance live della band. 
Per la precisione, l'ultima in assoluto, ma nessuno ancora lo sapeva, fu tenuta il successivo 9 agosto a Knebworth con l'apertura degli Status Quo e i Big Country, e il materiale registrato finirà in Live Magic. 
Inoltre, anche se con i Queen non ha alcun legame,

se non un meme così, fatemi fare anche gli auguri per i 90 anni di Lino Banfi,

passato con disinvoltura dalle commedie scollacciate anni 70/80 ai prodotti televisivi per le famiglie. 
Auguri Lino! 

UNA BAND CHE FA L'APPELLO

 Chissà se qualcuno si ricorda di Dave Dee, Dozy, Beaky, Mick & Tich? Questa serie di soprannomi messi in fila è stata il nome di un po...