martedì 3 novembre 2026

CARRIE - LO SGUARDO DI SATANA... E, LO RIPETO, NON È QUELLA DEGLI EUROPE

 Carrie, è vero e l'ho già detto in UN ALTRO POST un paio di anni fa, è anche la famosissima ballad strappamutande degli Europe, ma quello di cui parlo oggi (allora era l'anniversario del romanzo di Stephen King che segnava anche il suo debutto come scrittore), è un film horror soprannaturale americano diretto da Brian De Palma.


Pellicola che arriverà in Italia il 22 febbraio del 1977 e che compie oggi 50 anni dato che venne presentato in anteprima in 17 sale cinematografiche nell'area di Washington, DC - Baltimora il 3 novembre del 1976, il che ci stava benissimo perché era appena passato Halloween. 
Carrie White (Sissy Spacek) è un'adolescente timida, impacciata e costantemente emarginata dai compagni di liceo. 
Vive in un clima di totale chiusura domestica con la madre Margaret

(PIPER LAURIE), una fanatica religiosa ossessionata dal peccato e dalla sessuofobia.
Dopo un'umiliazione subita nello spogliatoio della scuola a causa della prima mestruazione (evento a lei sconosciuto sempre per colpa della madre), Carrie scopre di possedere potenti capacità telecinetiche che le permettono di muovere gli oggetti con la forza della mente. 
Mentre una compagna pentita,

Sue (Amy Irving), cerca di farla partecipare al ballo di fine corso facendola accompagnare dal proprio fidanzato Tommy, un gruppo di bulli organizza una crudele beffa (non dico quale, ma lo sanno tutti) che scatenerà la furia apocalittica di Carrie. 
Il film, come nello stile di De Palma, si avvale dell'uso dello split-screen


(lo schermo diviso in due) durante la sequenza del massacro al ballo, per mostrare contemporaneamente due punti di vista con l'espressione catalitica di Carrie, e dello slow motion. 
Sissy Spacek e Piper Laurie ricevono entrambe la nomination agli Oscar (rispettivamente come Miglior attrice protagonista e Miglior attrice non protagonista), un traguardo rarissimo per un film horror. 
Come avrete letto nell'altro post, se avete seguito il link lassù, il film vanta anche la presenza di un giovanissimo John Travolta

in uno dei suoi primi ruoli cinematografici rilevanti, nei panni del bullo Billy Nolan, oltre alla succitata Amy Irving, con pure Nancy Allen e William Katt. 
Carrie non è semplicemente una storia horror, ma vale già mezzo secolo fa come potente accusa sulle ferite del bullismo, sulla crudeltà adolescenziale e sui danni dell'estremismo religioso. 
Il film ha ridefinito il modo di raccontare l'adolescenza al cinema mostrandone il lato oscuro e influenzando generazioni di registi horror successivi. 
La scena di Carrie sul palco, ricoperta di sangue con gli occhi sbarrati, rimane una delle immagini più iconiche dell'intera storia del cinema. 
Tant'è che in seguito ne sono arrivati un sequel evitabile e due remake di cui il primo doveva essere il pilota di una serie tv, ma fece flop.

Impresa invece riuscita a Prime Video che ha tirato fuori una recentissima miniserie tv, stavolta senza Satana nel titolo e con alcune libertà dal romanzo di King, ma il gradimento ne ha confermato una seconda stagione. 

lunedì 2 novembre 2026

EVERLASTING LOVE, EUROVISION, LA PANTERA ROSA E CICLISMO

 La famosa canzone Everlasting Love conta moltissime cover, pure una in italiano fatta da I Ricchi E Poveri come singolo di debutto nel 1968 con il titolo L'ULTIMO AMORE, quando allora erano in quattro.


Nata come singolo di Robert Knight nel 1967 negli States, venne portata al successo nel Regno Unito con la cover dei Love Affair dove il cantante era Steve Ellis, deceduto di recente a 76 anni. 
Ma, se dobbiamo dirla tutta, in quel 45 GIRI che viene pubblicato nessun altro della band figura oltre Ellis che canta, poiché la prima registrazione non aveva soddisfatto i discografici che volevano un sound più simile alla Motown.

Così, si rifà tutto, ma, con la  scusa che il tempo stringe, al posto della band viene utilizzato un gruppo di session men di studio, orchestra compresa. 
Sempre nella musica si rimane con Eddie Friel, 64 anni, cantante irlandese che aveva rappresentato il suo Paese all'Eurovision Song Contest del 1995 a Dublino, quando ancora lo show non era diventato il calderone del trash, ma divertente, che conosciamo adesso con balletti ed effetti speciali.

E infatti Eddie aveva giocato in casa cantando DREAMIN' seduto bello composto che pareva di stare in un pianobar. 
Addio anche nel cinema ad Elke Sommer, 85 anni, attrice tedesca vista in Uno Sparo Nel Buio,

avventura della serie della Pantera Rosa con Peter Sellers alias Clouseau, e in quel film con Dean Martin e Sharon Tate, MISSIONE COMPIUTA STOP. BACIONI MATT HELM, che viene mostrato in cartellone anche nelle scene finali in C'ERA UNA VOLTA A HOLLYWOOD di Tarantino. 
Concludiamo con Barbara Barrie, 95 anni, attrice americana nominata per l'Oscar per All American Boys del 1979, il film sul ciclismo con Dennis Quaid del quale verrà realizzato l'anno dopo anche L'America In Bicicletta, un prequel come serie tv sempre con Barbara,

e vista anche in Soldato Giulia Agli Ordini dove era la madre di Goldie Hawn. 
Barbara ha usufruito del suicidio assistito. 
Goodbye Barbara, Elke, Eddie & Steve. 

domenica 1 novembre 2026

AHS - 13: PAURA, RIBREZZO O DISAGIO?

 American Horror Story 13 (intitolata semplicemente "13" perché il numero ha un ruolo fondamentale)


è uscita il 24 settembre negli Stati Uniti su FX e il 30 settembre/1° ottobre su Disney+ in Italia (si, Disney... eh i tempi cambiano per tutti). 
Stavolta gli episodi durano circa 20-30 minuti ciascuno, un taglio nuovo per la serie, che unisce qui le mitologie di stagioni passate come Murder House, Coven e Apocalypse. 
Rientrano infatti storici volti del franchise tra cui Jessica Lange, Sarah Paulson, Evan Peters, Emma Roberts e Kathy Bates, affiancati da nuove leve come Joey Pollari nel ruolo di Ben DeSoto. 
Qualche dubbio c'è stato per episodi particolarmente lenti come il quinto e per l'apparire come un confuso calderone di citazioni e fan-service dove, grazie ad un escamotage narrativo, si vedono tornare molti personaggi delle stagioni precedenti

beccandosi però la critica di mancare di novità. 
Ma è sicuro che, nel bene e nel male, per Halloween un prodotto così non poteva mancare, perciò, eccolo qua. 

sabato 31 ottobre 2026

ORRORE A 33 GIRI PER HALLOWEEN

 In vista di Halloween oggi parliamo di orrore musicale e, a riguardo, c'era un sito, Orrore A 33 Giri, 


che è stato uno storico progetto italiano (2006–2026) ideato e curato da Auroro Borealo (ascoltate qualche disco suo, così per curiosità), dedicato alla scoperta e alla catalogazione di musica "diversamente bella", dischi improbabili, bizzarri e artisti underground dimenticati. 
Nell'agosto del 2026, dopo 20 anni di attività, il sito web ufficiale Orrore A 33 Giri ha concluso la sua corsa attiva, ma rimane accessibile online come archivio storico dei contenuti prodotti in vent'anni. 
Il progetto si è trasformato ed è proseguito sotto il nome di Dischi Brutti (gestito sempre da Auroro Borealo), mantenendo lo stesso spirito di ricerca del pezzo musicale assurdo o dimenticato. 
Adesso mi tirerò addosso gli strali dei cultori del prog italiano che incensano e difendono a spada tratta certi prodotti cosiddetti di nicchia, perché l'ho cercato, ma stranamente nell'archivio del sito non ho trovato traccia di Aria di Alan Sorrenti

(dalla copertina bellissima completamente aperta) pubblicato l'8 giugno del 1972, che non è un disco horror in senso cinematografico, ma per me è un'opera sopravvalutata anche se molti Alan lo lodano per via del suo uso estremo della voce e delle atmosfere psichedeliche che in quegli anni 70 vorrebbero sembrare d'avanguardia. 
Intanto si parte con la suite ARIA

che occupa l'intera prima facciata (circa 20 minuti) e parte come una dolce ballata folk acustica, ma evolve rapidamente in un flusso sonoro inquietante dove Sorrenti usa la voce non come semplice strumento melodico per cantare, ma piuttosto, secondo alcuni, ricorda le sperimentazioni estreme di Demetrio Stratos o Tim Buckley, mentre a mio parere emette solo lamenti e parole a caso su strumenti che suonano a caso. 
L'idea dovrebbe essere d'avanguardia poiché nel disco suona anche Jean-Luc Ponty (già con Frank Zappa), ma tutto l'insieme così dissonante sembra provocare invece un vero e proprio "terrore psicologico.

Non va granché meglio sul lato B che comincia solo in apparenza bene con VORREI INCONTRARTI, una "canzone" dall ispirazione quasi rinascimentale che, dopo un inizio delicato cambia mood perché il nostro amico si fa prendere di nuovo la mano e riattacca ad urlare come un ossesso. 
Oppure brani come LA MIA MENTE

che accentuano questo senso di fastidio con la voce di Sorrenti che si spande su tappeti di sintetizzatori alienanti e pianoforti elettrici dal taglio jazz oscuro. 
Quel jazz che, mescolato al rock, ha fatto la fortuna di band internazionali e italiane dedite al prog. 
Ma qui, mi spiace, è un altro paio di maniche. 
Queste sono solo le mie impressioni eh... e per questo motivo ho messo questo disco orribile oggi in prossimità di Halloween tralasciando invece, per pudore, le ultime recenti esibizioni live di Alan dove massacra i suoi successi pop fine anni 70/inizio anni 80 andando completamente fuori tempo sulla base che sta suonando. 
Meglio ascoltare la versione di studio di, per esempio, FIGLI DELLE STELLE.

venerdì 30 ottobre 2026

ADDIO O CAPITANO, MIO CAPITANO... E AGGIUNGO UN ANNIVERSARIO CINEMATOGRAFICO

 Star Trek, seppure stavolta nella versione Next Generation, è di nuovo in lutto per la scomparsa di Patrick Stewart,


attore inglese celebre per essere stato il capitano Jean-Luc Picard in quel rinnovamento della serie andato in onda tra il 1987 e il 1994, compresi anche alcuni lungometraggi per il cinema, e poi anche il professore Charles Xavier nei film degli X-Men, ricoprendo ancora nuovamente il ruolo di Picard in una SERIE TUTTA SUA su Prime Video. 
Patrick è morto l'altro ieri ad 86 anni ed era malato di Alzheimer e di demenza. 
Prima dei ruoli che lo resero celebre al grande pubblico, Stewart era stato un ammirato attore di teatro shakespeariano. Passò poi alla televisione e al cinema, recitando tra gli altri in EXCALIBUR del 1981 e nel Dune del 1984 nella versione di DAVID LYNCH. 
L'ultima sua apparizione infine è stata ancora come professor Xavier in AVENGERS: DOOMSDAY, ma che vedremo a dicembre.

Da un addio si passa ad un anniversario, anche se quando uscì al cinema il 29 ottobre del 1976, Febbre da cavallo di Steno non convinse nessuno. 
Incassi trascurabili e pessime recensioni lo liquidarono in breve come un film banalotto. 
Negli anni 90 invece Febbre Da Cavallo fu oggetto di un’insperata riscoperta da parte del pubblico televisivo in particolare del Lazio grazie alle numerose repliche mandate in onda sulle reti locali e private della regione. 
Oggi, 50 anni dopo, Febbre da cavallo è diventato un film di culto e non solo a Roma. 
Si può dire, anzi, che sia la commedia più famosa fra quelle con protagonista GIGI PROIETTI (Mandrake) che, pur avendo già lavorato con registi importanti come Ettore Scola e Mario Monicelli, ai tempi era ancora un attore emergente e qui divideva la scena con Enrico Montesano (Er Pomata) e un manipolo di nomi dell'epoca, come Catherine Spaak, Mario Carotenuto e Adolfo Celi.

Nel 2002 Carlo Vanzina, figlio di Steno, ne ha diretto il sequel, Febbre Da Cavallo - La Mandrakata, sempre con Proietti e Montesano, ma questo non è diventato un cult. 
Comunque Goodbye Patrick. 

giovedì 29 ottobre 2026

MASTERS OF THE UNIVERSE: MISSIONE COMPIUTA

 Tempo fa, nel 1987, c'era stato il primo tentativo di portare al cinema He-Man, Skeletor e tutta la ghenga de I Dominatori Dell'Universo, con il risultato di un colossale flop perché il film era veramente brutto e il suo problema più grosso probabilmente era che si prendeva pure dannatamente sul serio.


Cosa che invece non accade nel nuovo Masters Of The Universe che è un tripudio di caos postmoderno, una pellicola che sembra diretta da un Taika Waititi sotto l'effetto di sostanze psicotrope. 
Attenzione però: se cercate l'epica fantasy classica tipo Il Signore Degli Anelli, siete nel posto sbagliato perché questo He-Man è Adam, decisamente un imbranato, un eroe non-eroe che per poco non inciampa nei suoi stessi muscoli (notevoli, bisogna dirlo) e che appare costantemente confuso dalla sua stessa esistenza. 
In pratica si respira un'atmosfera tipo i GUARDIANI DELLA GALASSIA ed è questo che lo fa funzionare. 
Bisogna ammettere che ogni tanto lo sfondo si mostra per quello che è, cioè un green screen falso quasi a livelli di FLASH GORDON,

come spicca per fintissima anche una tigre animata in CGI pessima (Battle Cat). Probabilmente tutto il budget era stato investito per creare Skeletor interpretato da Jared Leto, il quale sul set indossava una tuta di lattice che dava l'effetto del corpo scarnificato con muscoli in evidenza, mantello, cappuccio e accessori, mentre il teschio gli è stato sovrapposto in post produzione.

Qui infatti il risultato visivo è perfetto. Tuttavia si riesce facilmente a superare quel saltuario basso livello di qualità di cui parlavo prima anche perché già il film (e non lo sapevo assolutamente) si apre con la chitarra di Brian May che intona il TEMA DI ETERNIA,

e poi più avanti arrivano tutti i Queen al completo (di nuovo come in FLASH GORDON, ma il brano arriva da HIGHLANDER) per sottolineare la classica citazione della "camminata degli eroi" vista in moltissimi film

che anche qui parte epica, ma finisce per prendersi gustosamente in giro. 
E che dire delle altre citazioni come il cameo di Dolph Lundgren (era stato lui He-Man nel primo, disastroso film) che, nella scena in palestra, apostrofa il giovane Adam dicendogli "Stai prendendo il mio posto!"

riferito in questo caso all'attrezzo che sta usando, ma ovviamente il "posto" che si intende nella gag è il ruolo cinematografico. 
E l'altra citazione è per ROBOCOP, quando vediamo Man-At-Arms (Idris Elba) che tiene l'arma nella coscia esattamente come Murphy (Peter Weller) faceva nel sanguinoso (ma insuperabile) cult di Verhoeven.

Quindi, alla resa dei conti, personalmente posso dire che stavolta le cose sono andate molto meglio. 
Per cui consiglio di diffidare dai soliti troll in rete che lanciano escrementi su questo film (e molti altri, in effetti) probabilmente solo per provocare. 
Su di me tale accanimento ha avuto l'effetto contrario e mi ha spinto a vederlo, tantopiù che sta comodamente su Prime Video e c'è pure Morena Baccarin!!!

Ma che ve lo dico a fare?

mercoledì 28 ottobre 2026

DYLAN DOG HORROR SHOW: UN HALLOWEEN A TEATRO

 Dylan Dog come il Rocky Horror Show?


Non proprio, perché è pur vero che da oggi, ormai in vista di Halloween, va infatti in scena, allo storico teatro Eliseo di Roma, Dylan Dog Horror Show, di Tiziano Sclavi e Nicola Russo (c'è già stata un'anteprima il 22 accolta piuttosto bene e che in pratica è stata una prova generale on stage), con la regia di Valter Malosti, ma, anche se c'è musica e qualche canzone, non si tratta di un musical.
Dylan Dog qui è interpretato da Gabriele Graham Gasco,

mentre il suo fido assistente Groucho è Loris Fabiani che forse conoscete meglio nei panni del surreale comico Lunanzio, ma sfido chiunque a riconoscerlo nella foto qui sopra. 

Come gli sceneggiatori di Dylan Dog, anche Russo ha ricevuto da Sclavi un documento con indicazioni generali, ma precise, su come affrontare il personaggio di Dylan Dog. 
Una sorta di “bibbia”, come si dice in gergo, quando si deve rappresentare un personaggio famoso mantenendo intatto il suo background. 
Nello spettacolo Dylan incontra una serie di personaggi della sua storia, che riemergono quasi come fantasmi in una situazione sospesa tra sogno è realtà: e quindi ci sono l’ispettore Bloch, Bree Daniels, Xabaras, Morgana e altri ancora, come in un viaggio nel subconscio dell'Indagatore dell'Incubo. 
A tenere in equilibrio questo viaggio c’è però, come nel fumetto, l’ironia, incarnata soprattutto da Groucho (e meno male che c'è, mentre in quel FAMIGERATO FILM non era stato considerato importante, pensa te...) che sfonda la quarta parete e parla col pubblico, riportando Dylan alla realtà ogni volta che precipita nel suo incubo. 
Dicevo prima che non è un musical, ma la musica ha un ruolo centrale nella messa in scena. 
Sul palco c'è infatti un trio che suona dal vivo composto da Jacopo Battaglia alla batteria, Paolo Spaccamonti e Luca Cavina a chitarre, basso e sintetizzatori. 
Qualche dubbio vi sorge perché non avete mai letto un fumetto di Dylan Dog? 
Non c'è problema, perché lo spettacolo in sé riesce a creare interesse anche per chi rientra in questa categoria. 
Al momento non è dato di sapere se lo show sarà portato anche in altri teatri in giro per l'Italia, ma, da fan di Dylan Dog quale sono, spero di si. 

CARRIE - LO SGUARDO DI SATANA... E, LO RIPETO, NON È QUELLA DEGLI EUROPE

 Carrie, è vero e l'ho già detto in  UN ALTRO POST  un paio di anni fa, è anche la famosissima ballad strappamutande degli Europe, ma qu...