venerdì 20 marzo 2026

UNA BATTAGLIA DOPO L'ALTRA: PREMIO OSCAR PIÙ CHE MERITATO

 Come promesso, ho inziato a vedere i titoli relativi agli Oscar di quest'anno e non potevo non iniziare dal trionfatore Una Battaglia Dopo L'Altra di Paul Thomas Anderson, regista che avevo scoperto anni fa con lo splendido MAGNOLIA e che finora, per quello che ho visto, riesce a proporre sullo schermo ogni volta un prodotto completamente diverso.


Qui si parte con Leonardo DiCaprio e Teyana Taylor nel ruolo di rivoluzionari in un'America distopica che fanno esplodere cose e poi fanno sesso, e poi fanno sesso mentre fanno esplodere cose, e poi fanno esplodere cose mentre... 
Beh, forse non proprio così, ma quasi, finché non nasce una figlia che sarà ricercata da un orribile invasato a cui dà volto e movenze Sean Penn

che si è preso giustamente la statuetta come attore non protagonista. 
Da lì il film diventa un road movie con Leo molto simile al Grande Lebowski e Benicio Del Toro sensei che lo aiuta grazie a passaggi segreti claustrofobici. 
In certi momenti mi è tornato anche in mente Will Smith in Nemico Pubblico che scappa e corre in accappatoio come se non ci fosse un domani.

Film questo di Paul Thomas che dura ben 2 ore e 40 minuti, ma correndo correndo passano in un botto con anche la colonna sonora ossessiva e pure inquietante di Jonny Greenwood dei Radiohead. 
E grazie a tutto questo finalmente per il nostro Anderson, dopo tante volte passate dove ha ricevuto in totale undici nominations, è arrivato il giusto riconoscimento con tre Oscar durante la notte più importante per il cinema. 

giovedì 19 marzo 2026

FESTA DEL PAPÀ: AUGURI!

 Oggi è la Festa del Papà, quindi da qui parte un augurio a tutti i papà, anche quelli che magari sembrano un pò burberi e brontoloni, ma sotto sotto sono dei teneri genitori (il mio era così).


Per fortuna quei papà insensibili come Gendo Ikari che in NEON GENESIS EVANGELION costringe il giovane figlio Shinji a pilotare senza alcuna esperienza l'Eva 01 a rischio della vita, e con la motivazione che solo lui può farlo (e ne capiremo il motivo molto più avanti negli episodi della serie, ma non faccio spoiler), beh quelli, per fortuna sono solo frutto di fantasia... 
Oppure no, purtroppo esistono anche quelli, come esistono anche mariti e compagni violenti e le cronache ce lo ricordano ogni giorno, ma nella mia ingenuità e nel mio mondo ideale spero che le cose possano cambiare. 
E, anzi, con il massimo rispetto posto anche una foto che è un piccolo regalo per un'amica,

un omaggio realizzato grazie all'intelligenza artificiale che fa tanto discutere a seconda dell'uso che ne viene fatto, ma in questo caso credo che l'uso stia dal lato buono di tutto questo mio mondo ideale. 

mercoledì 18 marzo 2026

BRIDGERTON STAGIONE 4 SI È CONCLUSA

 Come la storia di Cenerentola, a cui questa stagione di Bridgerton SI ISPIRA,


alla fine, con gli ultimi quattro episodi arrivati su Netflix durante il Festival di Sanremo, possiamo vedere che vivranno quasi tutti (perché un decesso improvviso ci sarà) felici e contenti, alcuni magari meno soddisfatti di altri proprio come succede durante la kermesse musicale che quest'anno si è tirata addosso un mare di critiche, forse ancora più del solito specialmente per la "toccata e fuga" dei Pooh mandati in onda durante la finale con una sola canzone, Uomini Soli,

e la consegna sbrigativa del premio alla carriera che Conti non poteva mica perdere tempo, mentre in Piazza Colombo hanno tenuto un vero e proprio mini-concerto con orchestrali al seguito. 
Ma torniamo alla nostra serie tv dove, oltre alla vicenda principale, ricordiamo che Penelope,

la novella moglie di Colin Bridgerton, alla fine della STAGIONE PRECEDENTE aveva promesso di smettere con le pubblicazioni gossipare di Lady Whistledown, ma qualcuno non ben identificato ne raccoglie l'eredità e la Lady misteriosa riappare a condire e pepare le giornate di quella Londra ucronica che vediamo sullo schermo, oppure leggiamo nei libri dai quali sono tratte le sceneggiature seppure con alcune libertà. 
Stagione poi particolarmente interessante perché questi ultimi episodi mi hanno fatto fare tardi con il binge-watching per la curiosità che ad ogni chiusura mi rimaneva, e nemmeno mi calava la palpebra,pensa te. 
Quindi, miei cari lettori e gentili lettrici (per dirla in tono), potete stare tranquilli che Bridgerton tornerà ancora a deliziarci con la giusta ricetta di ironia, erotismo e anche molta fantasia che non ci sta mai male. 

martedì 17 marzo 2026

MY FAIR LADY E IL DEBUTTO A BROADWAY

 Oggi si canta e si balla a tempo di musical con il celeberrimo My Fair Lady che un paio di giorni fa ha compiuto 70 anni.


Era infatti il 15 marzo del 1956 quando lo show debuttava a Broadway con Julie Andrews (futura Mary Poppins) e Rex Harrison come protagonisti rimanendo in scena per oltre 2700 repliche, un record per l'epoca. 
Non chiedetemi perché, ma si tratta di un musical definito dai critici "perfetto", basato sulla pièce Pigmalione di George Bernard Shaw. 
Ambientato nella Londra edoardiana, quella corrispondente più o meno alla Belle Époque francese con quei cappelli femminili dalle tese larghissime, racconta la trasformazione per scommessa di Eliza Doolittle, una povera fioraia con un forte accento cockney, in una sofisticata signora dell'alta società grazie all'aiuto del cinico professor Henry Higgins. 
Si parla di classe sociale, linguaggio e amore perché c'è l'inevitabile love story, diventando un classico senza tempo, e secondo me dando in parte l'ispirazione, la scintilla di partenza a Una Poltrona Per Due.

Nel 1964 è stato trasposto nell'omonimo film diretto da George Cukor, vincitore di 8 premi Oscar, con Audrey Hepburn doppiata nel canto da Marni Nixon (trucchetto usato spesso) nel ruolo di Eliza e Rex Harrison che riprende il ruolo di Higgins.

Qui sopra UNO dei brani tratti dal film dove "the rain in Spain" diventa "la rana in Spagna" per una pratica questione di sync labiale e anche qui per la versione italiana il canto è affidato a Tina Centi, cantante professionista, mentre Maria Pia Di Meo ha doppiato Audrey solo per le parti recitate. 
Già che ci sono, posto anche la locandina italiana, molto differente da quella originale statunitense,

e che mostra Audrey nel famoso outfit divenuto iconico come lo è anche il tubino di Colazione Da Tiffany. 
Il musical ha avuto diverse versioni italiane di successo, tra cui quella recente interpretata da Serena Autieri nel ruolo di Eliza e Ivan Castiglione come Higgins. 
Purtroppo legati alla musica abbiamo anche due addii a cominciare con Paki Canzi, 78 anni, voce e leader de I Nuovi Angeli, gruppo pop italiano nato negli anni 60 che, come tanti dell'epoca viveva di cover di successi stranieri (anche Obladì Obladà in versione italiana), ma non solo, poiché nel 1971 Roberto Vecchioni aveva contributo con loro per il successo più famoso, DONNA FELICITÀ.

  • Sempre musica, ma giusto un pò più dura quella dei Motörhead il cui chitarrista Phil Campbell è mancato di recente a 64 anni per le conseguenze di una difficile operazione chirurgica. 
Phil era stato nella band per 31 anni dopo Brian Robertson.

Quindi auguri per i 70 anni a My Fair Lady e addio a Paki (Pasquale) e Phil. 

lunedì 16 marzo 2026

DOC... MI STAI DICENDO CHE HAI COSTRUITO UNA MACCHINA DEL TEMPO... CON UNA STUDEBAKER???

 Ovviamente sappiamo tutti che non era una Studebaker quella usata nel film Ritorno Al Futuro, 


ma se ho citato quella marca di auto americane il motivo c'è perché anche oggi si va al cinema e in più si viaggia nel tempo dato che era il 16 marzo del 1966 quando dagli stabilimenti di Hamilton nell'Ontario, usciva l'ultimo esemplare di Studebaker, auto dalle linee austere, rigorose, massicce, molto diverse dalle più appariscenti Cadillac o Lincoln che, al contrario, parevano veicoli spaziali e, opportunamente modificate, erano state anche le prime Batmobili in tv.

Difatti la produzione maggiore della casa era stata improntata verso i pick-up, ovvero i camioncini che nei film americani abbiamo sempre visto specie nelle zone rurali. 
Anche in Ritorno Al Futuro infatti nel 1955 dove finisce Marty McFly, c'è la concessionaria Statler Motors che a Hill Valley vende le Studebaker ed è pubblicizzata sul giornale che legge per rendersi conto di che anno sia quello in cui si trova


dato che intorno a lui le cose appaiono un pochino cambiate rispetto a com'erano solo pochi secondi prima.
La stessa Statler Motors, invece, nel 1985 dal quale era partito stava distribuendo il marchio Toyota con in particolare quel pick-up che tanto piace al nostro ragazzo (anzi, piaceva a moltissimi all'epoca e anche tutt'ora) e che poi alla fine del film troverà nel suo garage dopo aver un pò modificato gli eventi del passato, anche se non si dovrebbe mai fare (ricordatelo casomai doveste andare indietro nel tempo).


Sempre la stessa concessionaria Statler nel futuro 2015 del secondo episodio venderà la Pontiac, che in realtà invece è fallita nel 2010, mentre nel 1855, l'epoca del terzo episodio western, sempre la ditta Statler noleggia cavalli, e due di quelli tireranno il calesse guidato da Clara facendole rischiare così la vita, dopo che Doc si era dimenticato di andarla a prendere alla stazione, con tutto quello che poi ne è conseguito. 

Non so se tutti abbiano notato questa continuità nella trilogia di Zemeckis. 
Personalmente l'ho scoperto da poco questo particolare e mi ha confermato ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, che si tratta di una grande, geniale terna di film che spero non verranno mai toccati da remake o sequel, come infatti hanno anche dichiarato tutti coloro che ci hanno lavorato. Geniale, si, ma senza nessun riconoscimento da premio Oscar che invece quest'anno ha dato ben sei statuette a Una Battaglia Dopo L'Altra con Leonardo DiCaprio e Sean Penn e che vedrò a breve perché ho promesso di recuperare i titoli che erano in lizza, o almeno il vincitore. 

domenica 15 marzo 2026

WORLD CONTACT DAY, OVVERO: CHE LA PACE UNIVERSALE SIA CON VOI

 Oggi, cioè stanotte, per i nostri amici oltreoceano ci sarà la Notte Degli Oscar di cui quest'anno non ho visto ancora nemmeno un titolo candidato e sicuramente recupereró, ma è anche il World Contact Day, ovvero la Giornata Mondiale del Contatto, evento ideato nel 1953 dall'International Flying Saucer Bureau. 

Ecco... la cosa buffa è che tale evento invita a inviare pensieri di pace verso lo spazio, mentre sappiamo tutti che ce ne sarebbe molto più bisogno qui sulla Terra e glielo dico direttamente a quello là che forse sta credendo di giocare a Risiko con le vite degli altri.

A parte questo torniamo al nostro World Contact Day, ovvero una giornata simbolica per tentare un contatto "mentale" o pacifico con eventuali civiltà extraterrestri sperando che non si rivelino come quelle di MARS ATTACKS!, e promossa dal giornalista Albert K. Bender, fondatore del Bureau,


cioè colui che diede anche origine alla leggenda dei Men In Black raccontando di aver ricevuto la visita di questi figuri vestiti di nero che si impossessarono di molto materiale che aveva raccolto sull'esistenza degli UFO 
Il giornalista disse che all'inizio pensava fossero agenti governativi, ma in seguito avrebbe avuto delle rivelazioni sul fatto che fossero degli alieni.
Vabbè, era facile raccontare fandonie del genere 70 anni fa con la gente che credeva a tutto e con i film di fantascienza dell'epoca come LA GUERRA DEI MONDI o Devil Girl From Mars.

Fatto sta che molto più di recente i Men In Black, opportunamente rivisti, diventeranno anche una serie di film.
Piccola parentesi sul cognome Bender che siccome è anche il nome del robot di Futurama,


pensavo che Matt Groening avesse scelto di battezzare cosi il personaggio pensando ad Albert, mentre invece l'idea gli sarebbe arrivata da John Bender, uno dei ragazzi di BREAKFAST CLUB, film assolutamente da vedere se non l'avete già fatto.
Ma torniamo all'idea dell'evento che nasceva in testa ad Albert durante la corsa agli avvistamenti UFO degli anni '50, e vista oggi pare una cosa molto da nerd o da Big Bang Theory, se vogliamo, essendo attualmente ricordata principalmente dagli appassionati di ufologia e fantascienza. 
Come avevo scritto molto tempo fa, la giornata ha anche un suo inno ufficiale nella canzone dei Carpenters CALLING OCCUPANTS OF INTERPLANETARY CRAFT,

che sarà pure zuccherosa e pacchiana, ma a me piace un sacco ed ho molti bei ricordi legati ad essa che ho raccontato in un VECCHIO POST, per cui mi pare giusto farla suonare anche oggi, dando anche un'occhiata in cielo che non si sa mai... 

sabato 14 marzo 2026

MEZZO SECOLO DI MUSIC... E ALTRE STORIE AL TERMINE

 Durante questo marzo, come abbiamo visto nei giorni scorsi, ben tre film famosi hanno compiuto gli anni con diverse età ciascuno e anche di generi molto differenti.


Anche la musica nel 1976 ha segnato una data importante, quella del 5 marzo (quindi qui siamo coetanei del FILM di Asterix) poiché veniva pubblicato il secondo singolo dall'album Rebel di John Miles ed era MUSIC.
Cioè mica la solita canzonetta, ma un brano che dura quasi sei minuti dove si sente eccome la mano(na) di Alan Parsons come produttore, e infatti John canterà anche in alcune canzoni del Project. 
Monumentale forse è l'aggettivo che piu si adatta a Music, ed è una canzone che nonostante il passare degli anni non passa mai di moda, tant'è che negli anni 90

è stata pure ballata in discoteca nella VERSIONE DANCE di Fargetta, e nel 2001 i Camaleonti ne hanno fatto una cover in italiano

dal titolo MUSICA E MEMORIA
Per la cronaca, e per sentire le evidenti differenze, questo era stato invece HIGHFLY, il singolo precedente 

estratto dallo stesso album e quest'altro REMEMBER YESTERDAY invece arriverà poco dopo nel successivo LP Strangers In The City, cioè entrambe canzoni discrete, piacevoli, ma non al livello di Music.

E questo forse spiega anche come mai il successo di quel brano (che nell'album viene anche riproposto come REPRISE in coda al disco)

purtroppo non sia mai stato bissato da John Miles, che comunque, grazie a quella canzone, si è creato la sua fama e lo si è visto partecipare spesso ad eventi dove veniva invitato a cantare quel suo "primo amore per la musica" che per certi versi è stato anche il mio, ma con molto meno successo di pubblico. 
Non si ferma qui la, musica del sabato perché purtroppo ci sono anche un paio di addii (anche John È MANCATO alla fine del 2021) a cominciare da Walter Martino, 72 anni e batterista dei Goblin in quel 1975 che li rese famosi per la colonna sonora di PROFONDO ROSSO
Walter, che era stato uno dei compositori proprio della TITLE TRACK,

aveva poi lasciato la band dopo quell'album, ma con il resto dei Goblin era rimasto sempre in contatto e infatti la band, seppure completamente rivoluzionata, ne ha annunciato di recente la morte. 
Un altro che ci ha lasciato è Tommy DeCarlo, 60 anni e successore di Brad Delp nel ruolo di cantante dei BOSTON dopo esserne stato fan all'età di 12 anni. 
Pensa a volte il destino cosa ti può riservare, eh? 
Tommy purtroppo è stato stroncato di recente da un cancro al cervello

e in questo abile montaggio qui sotto vediamo e sentiamo sia lui che Brad eseguire dal vivo MORE THAN A FEELING, la canzone simbolo della band capitanata dal chitarrista polistrumentista Tom Scholz che dopo i primi due meravigliosi album lascerà passare molto tempo prima di pubblicare a metà anni 80 il terzo suonato tutto da lui, con l'aiuto di una batteria elettronica, e sempre cantato da Brad.

Anche Enrica Bonaccorti era stata legata alla musica avendo scritto le parole di canzoni famose come La Lontananza per Domenico Modugno. 
L'attrice e presentatrice ha perduto a 76 anni la dura battaglia che da lungo tempo stava combattendo contro un tumore al pancreas.

Oltre alla conduzione di Non È La Rai per Mediaset, è da ricordare quella volta che sulla Rai durante Pronto Chi Gioca? una concorrente al telefono diede la risposta esatta del quiz ancora prima che Enrica le facesse la domanda, scoperchiando così qualche intrallazzo riguardante i giochi in tv truccati.
In conclusione segnalo che è morto anche lui per un tumore a 50 anni il collega (lo dico con la massima umiltà) Luca Conti, che nei primi anni Duemila fu uno dei blogger più importanti e letti in Italia.

Conti, anche scrittore di libri, si occupava soprattutto di tecnologia, internet e ambiente ed ebbe occasione anche di collaborare con vari giornali, tra cui il Sole 24 Ore, di insegnare all’Università Bicocca di Milano e di lavorare come consulente per la comunicazione e il marketing nel settore digitale.
Addio Walter, Tommy, Enrica e Luca. 

UNA BATTAGLIA DOPO L'ALTRA: PREMIO OSCAR PIÙ CHE MERITATO

 Come promesso, ho inziato a vedere i titoli relativi agli Oscar di quest'anno e non potevo non iniziare dal trionfatore Una Battaglia D...