Fuga Da Los Angeles di John Carpenter in america era uscito il 9 Agosto del 1996 poiché è usanza comune dalle loro parti fare uscire i titoli di una certa importanza in piena estate.
Compie quindi trent'anni, ma da noi invece arriverà il 10 gennaio del 1997 e parlavo di film importante perché era il tentativo di John di dare un seguito a 1997: Fuga Da New York sempre con Kurt Russell, ma il risultato era stato un qualcosa con meno ispirazione.
Cioè, mentre il primo film era essenziale, cupo e carico di atmosfera, il secondo è sopra le righe, rumoroso e già allora visivamente datato.
Snake Plissken (Iena per noi italiani per una questione di labiale nel doppiaggio) che nel primo film era forzato a buttarsi in una missione impossibile che Tom Cruise levati, diventa qui una versione smargiasso di sé stesso, più loquace e meno minaccioso, e anche l’ambientazione perde tutta la forza simbolica.
La New York infernale ricreata nel film del 1981 (notare il particolare errore della benda sull'occhio sbagliato nella locandina italiana), e che potrebbe anche essere plausibile visto il contesto del film, diventa qui una Los Angeles che sembra un luna park post-apocalittico.
Oltretutto ci troviamo davanti a CGI invadenti e scene d’azione al limite del caricaturale, con buttata in mezzo una satira politica che vorrebbe avere la forza di dare un tono al film, ma la perde per strada.
In pratica è una continua autocitazione di sé stesso che però manco si avvicina all’originale.
Parlando di Carpenter e ripensando ai suoi lavori precedenti, questa è una cosa triste, ma il succo della faccende è che si tratta di una vera e propria occasione mancata.
Ricordate che vi avevo dato APPUNTAMENTO ad agosto per l'anniversario di Revolver dei Beatles?
Ed eccoci qua con quel disco che venne pubblicato per la precisione il 5 agosto 1966 come settimo album dei FabFour e ne avrei parlato prima, ma nel frattempo FRANCESCO se n'è andato e non potevo evitare di dedicargli un intero post.
Disco questo considerato il loro momento di svolta nel quale i ragazzi metteranno da parte la musica pop da concerto (anche per via di certe DISAVVENTURE di cui vi ho già raccontato) per buttarsi nelle prime, complesse sperimentazioni in studio, tra cui l'uso pionieristico di nastri magnetici, il tape loop e le prime influenze psichedeliche e orientali.
Registrato agli Abbey Road Studios di Londra sotto la guida del produttore George Martin, l'album contiene 14 brani e, per la prima volta ben tre sono composizioni di George Harrison (in precedenza i due "capi" gliene concedevano al massimo due per disco), tra cui la celebre canzone d'apertura TAXMAN che potrebbe ricordare il tema musicale della nota serie tv Batman e difatti entrambe uscirono nello stesso anno, ma non è mai stato chiarito bene chi avesse ispirato chi.
C'è poi TOMORROW NEVER KNOWS scritta da John Lennon, che con quel sitar dominante è considerata la canzone che ha dato il via alla psichedelia essendo costruita su un unico accordo di Do, e utilizza loop di nastri registrati al contrario.
ELEANOR RIGBY è tutta di Paul McCartney, ma, per il famoso accordo tra di loro, risultano tutte divise con Lennon ed è arrangiata unicamente per un ottetto d'archi, difatti i quattro non suonano nessuno strumento e, anzi, Ringo nemmeno canta.
Lo fa invece in YELLOW SUBMARINE, marcetta apparentemente infantile (Paul l'aveva concepita proprio pensando ad una canzone per bambini e fu pubblicata come singolo), ma diventata una specie inno generazionale e oso dire che quasi sicuramente è stata la mia prima canzone dei Beatles che ho ascoltato. Era naturalmente la colonna sonora del celebre FILM D'ANIMAZIONE omonimo.
All'interno della canzone, oltre all'intervento a sorpresa di una banda musicale, c'è anche una lunga serie di rumori inseriti da John Lennon, come suoni di campane e vari altri tipo colpi e cigolii, compresa una sequenza di parole pronunciate in lingue diverse. Esiste anche una VERSIONE cantata in italiano da Nada,
con il testo scritto da Mogol e un risultato finale al limite del terrificante, e nel numero 2934 di Topolino del 21 febbraio 2012, a pag. 97 appare un sottomarino giallo usato da Zio Paperone e Paperino per esplorare il fondale del mare uguale allo Yellow Submarine.
Infatti Zio Paperone specifica che arriva da un set cinematografico...
HERE, THERE AND EVERYWHERE è poi diventata un classico di Paul che la propone spesso nei suoi concerti e la si sente anche in quel suo bistrattato film GIVE MY REGARDS TO BROAD STREET (non era così orrendo, dai) e una menzione particolare invece va a GOT TO GET YOU INTO MY LIFE, bella, ma che viene largamente superata dalla cover che ne faranno gli Earth Wind per quel disastro di film che era stato SGT. PEPPER e se volete confrontarla la trovate nel post che avevo dedicato a quel passo falso di Robert Stigwood e i Bee Gees. Nonostante il titolo Revolver, non ci si riferisce ad un'arma da fuoco come potrebbe pensare anche la mia cara amica blogger RITA (che parlando dei Beatles ci sta benissimo perché loro canteranno in futuro di una Rita Meter Maid), ma piuttosto al movimento rotatorio del piatto del giradischi.
La copertina poi l'avevo anche ridisegnata io per la classica cassetta che mi ero fatto registrare da un amico, ed era formata da un collage di foto e disegni realizzato dal bassista e amico Klaus Voormann (sarà poi nella Plastic Ono Band) che ha vinto con questa il prestigioso Grammy Award come Best Album Cover, Graphic Arts.
Pochi giorni dopo la pubblicazione i Beatles sbarcheranno in America per il loro ultimo tour, quello che si concluderà il 26 agosto a San Francisco.
E più avanti il loro percorso di crescita e sperimentazione continuerà con SGT. PEPPER, ma quello vero, eh...
Freddie, Brian, Roger e John non lo sapevano ancora, ma quello tenuto il 9 agosto 1986 al Knebworth Park (Hertfordshire, UK), davanti a oltre 120.000 persone, sarebbe stato l'ultimo storico concerto dei Queen con tutti loro insieme.
Il frontman infatti scoprirà di aver contratto l'HIV solo nel 1987 quando iniziarono a comparire i primi segni della malattia, tra cui una lesione sul suo corpo (un sarcoma di Kaposi) che lo spinse a fare gli esami medici che confermarono la diagnosi.
Quindi quella sera tutto sembrava ancora andare a gonfie vele con l'evento battezzato "A Night Of Summer Magic" che concluse trionfalmente il tour di A Kind of Magic.
Lo show fu un'appendice del tour europeo, aggiunto a sorpresa per via dell'enorme richiesta di biglietti.
Nonostante la produzione non avesse previsto riprese video professionali ufficiali della performance (i maxischermi vennero usati solo per rimandare le immagini), l'audio venne registrato e successivamente pubblicato nell'album Live Magic che quindi rimane l'ultimo documento più recente delle performances live della band al completo.
Esiste in circolazione anche un DOPPIO DVD pirata del concerto, ma sono immagini di pessima qualità riprese inquadrando i maxischermi.
Dei ritorni in seguito con l'ingaggio di Paul Rodgers e Adam Lambert se ne può anche parlare, ma a mio parere l'unico che avrebbe degnamente reincarnato Freddie sarebbe stato George Michael (incredibile la sua performance in SOMEBODY TO LOVE al concerto tributo). Purtroppo il destino sappiamo bene come ha deciso di far andare le cose.
Oggi cade un anniversario molto triste, per cui lascio momentaneamente da parte la musica (non del tutto), anche perché ieri abbiamo salutato il nostro amico Francesco con una bella carrellata di canzoni sue.
Accadeva infatti 70 anni fa il disastro di Marcinelle nella miniera di carbone Bois du Cazier in Belgio.
A causa di un corto circuito elettrico scoppiò un violento incendio che provocò 262 vittime tra i minatori di 12 nazionalità diverse intrappolati a oltre 1000 metri di profondità per un conseguente guasto dell'ascensore
Ben 136 di loro erano italiani e fu una tragedia che segnò profondamente la storia europea e l'emigrazione italiana nel secondo dopoguerra poiché molti andavano a fare quel lavoro (infame diciamolo pure chiaramente) per portare un sostegno economico alle proprie famiglie ancora provate dagli eventi bellici.
L'invio di manodopera italiana portava in cambio allo Stato forniture di carbone a prezzi agevolati, ma le condizioni di lavoro erano durissime e non sicure, per non dire disumane.
In seguito al disastro, il Belgio rivide le norme di sicurezza nelle miniere (rimaneva comunque un lavoro pesantissimo) e l'Italia istituì la Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo, celebrata proprio l'8 agosto.
Oggi l'ex sito minerario è stato riconvertito ed è possibile visitarlo in quanto riconosciuto come Patrimonio Mondiale dell'UNESCO.
Giornata quindi dolorosa, ma tuttavia una canzone meravigliosa a tema possiamo ascoltarla anche oggi perché i New Trolls nel 1969 incisero quel capolavoro di UNA MINIERA che raccontava proprio una vicenda simile.
Quando un grande se ne va non posso fare a meno di sovvertire l'ordine dei post che avevo già preparato per dedicare la giornata a lui.
Ed è di Francesco Guccini che sto parlando e che ci ha lasciati ad 86 anni.
Francesco era il classico esempio di quando vuoi definire un cantautore nel senso più tradizionale essendo autore di AUSCHWITZ, inizialmente scritta per l'EQUIPE 84 (era il lato B di Bang Bang) con un testo leggermente diverso e ancora impossibilitato a firmarla perché all'epoca non era iscritto alla SIAE, e di CANZONE PER UN'AMICA resa famosa anche dai Nomadi per i quali aveva scritto anche DIO È MORTO (censurata dalla bacchettona Rai, ma trasmessa invece da Radio Vaticana che ne aveva compreso il significato) e loro per contraccambiare avevano inciso un album tutto di canzoni sue scritte nel primo periodo.
Altro suo classico è ovviamente LA LOCOMOTIVA, la lunga canzone con cui raccontò la storia del macchinista anarchico Pietro Rigosi, che si schiantò con la sua locomotiva in un gesto diventato un simbolo della protesta contro le ingiustizie sociali e della lotta di classe.
Canzone questa per la quale ho dei ricordi di quando andavo in colonia e c'era uno dei ragazzi più grandi che si esibiva alla chitarra nelle serate dopo cena cantando canzoni come questa e un paio di classici di Bennato.
E poi L'AVVELENATA, la famosa invettiva dedicata alle sue insofferenze nei confronti dell’industria discografica e dei critici musicali, in particolare Riccardo Bertoncelli che aveva stroncato il suo primo disco, canzone feroce questa, ma con tanta ironia dentro e che cresce musicalmente ad ogni strofa, e altre tante sue canzoni tra gli anni 60 e 70 contribuirono a definire appunto lo stile musicale cantautorale con risvolto politico che diventò un riferimento per la sinistra studentesca e di movimento di quel periodo.
Per me poi rimane divertentissimo Opera Buffa dove Francesco ti racconta a modo suo LA GENESI. L'immagine di Guccini fu legata alla città di Bologna, città in cui si trasferì ventenne insieme alla famiglia e che faceva spesso da sfondo alle storie raccontate nelle sue canzoni come VIA PAOLO FABBRI 43.
Fu dal 1967 che cominciò ad esibirsi con quel suo primo disco, Folk Beat N°1 che non si filarono in molti, in effetti, ma c’era già molto del Guccini che sarebbe diventato uno dei cantautori più importanti della storia della musica italiana.
Conteneva già tra le altre Canzone Per Un’Amica che ho già citato prima.
Nel 1970 uscirono altri due suoi dischi, Due Anni Dopo e L’isola Non Trovata, ma fu soprattutto Radici del 1972 a dargli un primo vero successo.
Ancora oggi è tra i suoi album più amati, per canzoni come IL VECCHIO E IL BAMBINO. Ha scritto anche libri e ha fatto l'attore per esempio in Radiofreccia di Ligabue che gli ha dedicato la CANZONE citata nel titolo del post, in pratica una Avvelenata 2.0. E rimaniamo in tema di musica con invece un compleanno per l'ex disc jockey Gerry Scotti, ora conduttore televisivo, che oggi compie 70 anni e quindi dovrebbe conoscere più che bene questo cantautore anche se dubito fortemente che su Radio Deejay dove lavorava abbia mai messo sul piatto un suo vinile.
Tempo fa avevo parlato del bellisimo film Disney LA RAGAZZA DEL MARE che raccontava l'impresa di Trudy Ederle, leggendaria nuotatrice statunitense, celebre per essere stata la prima donna ad attraversare a nuoto il Canale della Manica il 6 agosto del 1926.
L'avevo già fatto notare allora che l'attrice Daisy Ridley (la Rey di Star Wars) si presentava in maniera molto diversa rispetto alla vera Trudy più massiccia come si può vedere dalla foto qui sopra, ma questo non inficia il risultato finale del film perché lei ce la mette davvero tutta e sa rendersi credibile.
Quell'impresa di Trudy ha rivoluzionato il nuoto mondiale e ha sfidato i pregiudizi sulle donne nello sport dell'epoca.
Nata a New York da una famiglia di origini tedesche, la Ederle che, a causa di una grave infezione contratta da bambina, ha nuotato per tutta la vita con una parziale perdita dell'udito, alle Olimpiadi di Parigi del 1924 aveva conquistato una medaglia d'oro nella staffetta 4x100 stile libero e due medaglie di bronzo individuali.
Dopodiché due anni dopo, testarda e cocciuta come lei sola, per la leggendaria traversata era partita da Capo Gris-Nez (Francia) ed è arrivata a Kingsdown (Inghilterra) impiegando solo 14 ore e 34 minuti, battendo di quasi due ore il precedente record stabilito dagli uomini e, al suo rientro a New York, è stata accolta da oltre due milioni di persone con una parata trionfale.
Quindi se volete sapere di più di come si è svolta quella traversata con tutti gli imprevisti che si sono verificati (alcuni, dicono i ben informati, enfatizzati per lo schermo), non vi resta che guardare il film.
Ecco un classico film prodotto, ma non diretto, da quel genio di George Pal: Il Mago Houdini (in originale solo Houdini) del 1953 con Tony Curtis, molto prima di ATTENTI A QUEI DUE, e Janet Leigh che faranno coppia anche nella vita reale.
È una spettacolare, ma romanzata, biografia che racconta le imprese dell'escapologo nei primi del Novecento, con in parallelo la storia d'amore con la moglie Bess portando sullo schermo i suoi numeri più estremi.
Altre pellicole negli anni hanno avuto il mago come protagonista è l'ultima è Houdini - L'Ultimo Mago del 2007, incentrato invece sugli ultimi anni dell'artista (interpretato da Guy Pearce) e sulla sua ossessione nel voler sbugiardare i falsi medium.
Qui c'è anche una storia d'amore romantica e pericolosa con una seducente sensitiva interpretata da Catherine Zeta-Jones subentrata al posto di Rachel Weisz rimasta incinta, ma personalmente io sono più legato al film vintage.
Comunque, parlando del vero Harry Houdini, le sue imprese subacquee sono ricordate come le sue performance più iconiche.
Era proprio il 5 agosto del 1926 quando rimase rinchiuso in una bara sigillata sott'acqua per un'ora e mezza immersa nella piscina dell'hotel Shelton a New York.
Ovviamente non si trattava di magia, ma di un'incredibile capacità di controllare il respiro con un allenamento fisico estremo per cui Harry si preparava a lungo in apnea in una vasca da bagno di casa e praticava tecniche di iperventilazione prima di immergersi, per massimizzare l'ossigenazione nel sangue.
Naturalmente non era meno importante un'ingegnosa progettazione meccanica degli strumenti di fuga come nel caso di casse e bauli che venivano modificati artigianalmente da lui stesso con pannelli rimovibili o serrature congegnate in modo da aprirsi dall'interno con una pressione minima, magari aiutandosi con grimaldelli nascosti tra i capelli o in bocca.
Infatti, se ricordate la copertina dell'album di Kate Bush The Dreaming che conteneva la canzone RUNNING UP THAT HILL, tornata famosa grazie a Stranger Things, la cantante appare in copertina nel ruolo di Bess, la moglie di Houdini mentre sta per baciare il mago ed ha sulla lingua una piccola chiave che, grazie al bacio, passerà di nascosto all'artista già pronto incatenato per lo spettacolo.
Davvero funzionava così il trucchetto.
Era stata questa la sua ultima grande sfida portata a termine, come le altre sue imprese, grazie ad una preparazione maniacale. Houdini era inoltre in grado di slogare o contrarre volontariamente spalle e polsi per sfilarsi, per esempio, dalle manette,
Una cosa molto "forte" e scenica era che, prima di un' immersione, Harry chiedeva spesso al pubblico di trattenere il respiro insieme a lui.
Questo creava tensione per gli spettatori che così riuscivano a percepire il tempo dilatato, facendo sembrare l'impresa ancora più sovrumana.
Magia quindi, si, ma, come nel caso del film di lunedì scorso, più che altro illusione con qualche inganno dentro.
Inganni assolutamente leciti per creare uno spettacolo d'effetto.