martedì 27 ottobre 2026

20 ANNI FA USCIVA UN GRANDE ALBUM, MA SAREBBE STATO ANCHE L'ULTIMO

 Compie oggi 20 anni infatti Back to Black, il secondo e celebre album in studio della cantautrice britannica Amy Winehouse,


pubblicato il 27 ottobre 2006, che oltre a essere anche il titolo del brano simbolo del disco, dà il titolo al biopic del 2024 diretto da Sam Taylor-Johnson, la regista moglie di Aaron Taylor Johnson, uno dei candidati al ruolo di nuovo James Bond, ma ormai fuori dalla terna che parrebbe ristretta ai tre nomi di Jack Lowden, Callum Turner e Josh O'Connor, con tutti i legittimi dubbi del caso dato che personalmente in loro non ci vedo niente di Connery, Moore, Brosnan, Craig, eccetera eccetera.

Ma bando alle divagazioni e torniamo al film Back to Black che ripercorre la vita, l'ascesa musicale e le gravi difficoltà personali di Amy Winehouse, interpretata dall'attrice Marisa Abela. 
L'album invece, prodotto principalmente da Mark Ronson, mescola soul, R&B, jazz e pop retrò degli anni '50 e '60 e si può considerare uno dei più grandi album del XXI secolo. 
Brano in particolare BACK TO BLACK

(traducibile come "ritorno al nero" o "al lutto") che era stato scritto di getto da Amy Winehouse insieme a Mark Ronson e nasceva dal dolore profondo per la fine della sua tormentata relazione con Blake Fielder-Civil, che l'aveva lasciata per tornare con la sua ex e del quale è famoso il video qui sopra in bianco e nero che mostra un vero e proprio "funerale dell'amore", con Amy e un corteo funebre a Londra. 
Oltre alla title-track naturalmente c'è la famosa REHAB,

che, su un ritmo apparentemente dance/soul/R&B, parla invece seriamente del suo rifiuto di andare in un centro di riabilitazione per alcolisti (sappiamo poi com'è andata a finire purtroppo). 
Nel titolo del post dico che è l'ultimo disco perché, voglio precisare, il successivo Lioness è uscito postumo nel 2011, l'anno della sua morte, ed è solo una raccolta di demo e brani scartati messa insieme da Mark Ronson, e che contiene tuttavia qualcosa di buono.
Dobbiamo oggi dare anche l'addio a Nigel Durham

che è stato un batterista britannico noto principalmente per la sua militanza nella storica band heavy metal Saxon, ed è scomparso recentemente il 24 ottobre 2026 a 61 anni. 
Era entrato nel gruppo alla fine degli anni '80, registrando le tracce di batteria per il celebre e controverso album "Destiny" uscito nel 1988. 
Controverso perché i Saxon quella volta fecero storcere il naso ai loro fans più metallari con questa cover di RIDE LIKE THE WIND

presa dall'album di debutto di Cristopher Cross, uno che con il metal ci stava come i cavoli a, merenda. 
Eppure il brano era innegabilmente bello e fece conoscere ad un pubblico più ampio la band. 
Dopo la  militanza di un paio di anni nei Saxon, Nigel ha poi sempre collaborato con altri musicisti nel giro dell'heavy metal, anche fuoriusciti dai Saxon.
Dalla serie classica di Star Trek dobbiamo anche dare l'addio a Walter Marvin Koenig, 90 anni e celebre in tutto il mondo (e oltre) per aver interpretato il guardiamarina e navigatore russo Pavel Čechov anche nei primi sette film del franchise. 
Il personaggio di Čechov è salito a bordo dell'Enterprise a partire dalla seconda stagione della serie originale, si dice grazie alla forte somiglianza fisica di Walter

(a destra) con Davy Jones dei MONKEES (a sinistra), con l'obiettivo di attrarre anche il pubblico femminile più giovane.
Oltre a Star Trek, Koenig ha interpretato il personaggio di Alfred Bester nella nota serie televisiva di fantascienza Babylon 5. 
Goodbye Nigel e Walter, con il ricordo di Amy. 

lunedì 26 ottobre 2026

INTELLIGENZE ARTIFICIALI MOLTO DIVERSE TRA LORO AL CINEMA

  Amanti del cinema sul grande schermo, in questo autunno Nexo Studios, con Back to Cult, riporta in sala due titoli visionari molto lontani fra loro nel tempo, ma che hanno in comune il merito di aver rivoluzionato la storia del cinema. 

Millemila infatti sono state le ispirazioni e le imitazioni (oltre ai SEQUEL, quelli VERI e quelli FASULLI) di questi due titoli di cui parlo oggi, di cui il primo appuntamento è per oggi fino al 28 ottobre con Matrix, scritto e diretto dalle attuali Lana e Lilly Wachowski nel 1999 quando ancora erano fratelli maschi, e vincitore di quattro Premi Oscar.


Ambientato in un futuro distopico, il film con Keanu Reeves, Laurence Fishburne e Carrie-Anne Moss ci mostra un mondo in cui le macchine, che allora non chiamavamo ancora intelligenze artificiali, hanno soggiogato l’umanità. 
Cosa che, a detta di molti, adesso non è così di fantasia, ma allora erano altri tempi.

Si proseguirà il 16, 17 e 18 novembre con 2001: Odissea Nello Spazio di Stanley Kubrick. 
Uscito nel 1968 (notate bene la data!) e ispirato al racconto La Sentinella di Arthur C. Clarke, il film con Keir Dullea e l'inquietante A.I. Hal 9000 fin troppo intelligente, è un capolavoro assoluto della storia del cinema anche se a certi spettatori capisco che possa apparire noioso. 
Ma immaginate solo che effetto può fare, per dire, ascoltare ALSO SPRACH ZARATHUSTRA in una sala con l'audio a palla?

Insomma, due titoli iconici che torneranno sul grande schermo in 4K per farti pensare sul rapporto fra uomo, macchina e A.I. per poi proseguire con altri titoli che saranno via via annunciati.

domenica 25 ottobre 2026

L'ALMANACCO DEL GIORNO DOPO, MA QUELLO ORIGINALE

 Nella memoria collettiva c'è un programma televisivo che debuttava 50 anni fa ed è rimasto come simbolo di una televisione garbata e d'altri tempi.


Era L'ALMANACCO DEL GIORNO DOPO, trasmesso ininterrottamente su Rai 1 dal 25 ottobre 1976 al 26 febbraio 1994 (con una breve pausa nel 1992), andando in onda ogni sera alle 19:45, subito prima del Tg1 e delle previsioni del tempo con quella famosa sigla che ho messo in apertura del post e che era Chanson Balladée, un pezzo d'ispirazione rinascimentale composto da Antonino Riccardo Luciani, mentre scorrevano in orizzontale le incisioni all'acquaforte raffiguranti i mesi dell'anno, tratte dalle opere dell'artista Giuseppe Maria Mitelli. 
La trasmissione durava pochi minuti e manteneva una formula fissa con la conduttrice, l'annunciatrice Paola Perissi, a volte alternata da altre colleghe come Maria Giovanna Elmi

(guilty pleasure) o Nicoletta Orsomando, annunciando la data del giorno seguente e il santo celebrato dalla Chiesa. 
Venivano comunicati gli orari dell'alba, del tramonto, della levata e del calare della luna, e ovviamente ci avvisava anche del cambio dell'ora quando era il momento di passare dall'ora legale a quella solare o viceversa. 
A proposito... ve ne siete ricordati? 
Beh, adesso gli smartphone lo fanno da, soli, ma una volta non era così e, anzi, ricordo una domenica pomeriggio di primavera che il gestore del cinema che frequentavo anni e anni fa se ne era dimenticato ed aveva aperto la sala con un grande ritardo mentre la gente aspettava fuori, io compreso, per un film che poi, nonostante un cast di nomi famosi, si era rivelato un bella ciofeca: L'Odissea Del Neptune Nell'Impero Sommerso.

Nel programma si ricordavano anniversari ed eventi storici e c'erano spazi rapidi dedicati a cucina, giardinaggio, animali, fai da te e curiosità linguistiche. 
Si concludeva infine con la lettura di aforismi e citazioni famose e con la breve sigla che c'è di seguito sempre nel video lassù. 
Nel 2022 è stato riproposto da Rai 2 con una RIEDIZIONE completamente diversa intitolata Drusilla E L'Almanacco Del Giorno Dopo, condotta appunto da Drusilla Foer. 
Si possono rivedere i contenuti storici e gli archivi della trasmissione cinquantenne su RaiPlay.

Un pò di più, cioè 90 invece, sono gli anni di Bill Wyman, storico ex bassista dei Rolling Stones, compiuti proprio ieri e sul quale esiste un bel documentario, THE QUIET ONE
che avevo visto su RaiPlay, ma credo non sia più disponibile.
Sicuramente da qualche altra parte si trova.
Auguri Bill!!! 

sabato 24 ottobre 2026

THE SUPREMES E IL MAGO HOUDINI COS'HANNO IN COMUNE?

 Lo scopriamo in questo sabato tutto lustrini e parruccone perché nell'ottobre del 1966 le Supremes hanno ottenuto l'onore di essere il primo gruppo musicale femminile ad essere in cima alle classifiche di vendita negli USA con un album dal titolo The Supremes A' Go-Go dove, a dire il vero, si mostravano sulla copertina in outfits molto più casual del solito.


Disco questo che è stato ripubblicato in edizione speciale "espansa" in 4 CD contenenti in più la versione remixata stereo delle tracce originali e molte bonus tracks.
Intanto, se ce ne fosse bisogno, ricordiamo che dalle Supremes sono partite poi con carriere soliste di successo MARY WILSON, ma soprattutto Diana Ross e la loro storia ha ispirato il film DREAMGIRLS con Beyoncé protagonista. 
Era questo già il loro nono LP perché queste ragazze lavoravano sodo, e nella tracklist troviamo titoli quasi tutti firmati dal trio Holland-Dozier-Holland, poi coverizzati in seguito da moltissimi altri artisti,

come per esempio THIS OLD HEART OF MINE (IS WEAK FOR YOU) già incisa poco prima dagli Isley Brothers e di cui è famosa la più recente VERSIONE di Rod Stewart

cantata qui proprio insieme a Ronald Isley, uno dei Brothers originali,

 YOU CAN'T HURRY LOVE rifatta, per fare un altro esempio, pari pari alla loro, coretti compresi, da PHIL COLLINS

durante la sua fortunata carriera solista parallela ai Genesis, la loro cover più ritmata di BABY I NEED YOUR LOVING,

poi diventata una hit da discoteca shuffolata tutta rivista nei suoni negli anni 80 grazie a CHARLES AUGINS,

la loro versione di THESE BOOTS ARE MADE FOR WALKIN' successiva all'originale cantata l'anno prima da Nancy Sinatra, 

e pure MONEY (THAT'S WHAT I WANT) che già era passata in mano ai Beatles della prima ora.

Ed ecco che il giorno del 24 ottobre si collega a quarant'anni prima, cioè nel 1926, data  dell'ultima esibizione al Garrick Theatre di Detroit di Harry Houdini, il famoso illusionista escapologo di cui ho parlato AMPIAMENTE QUI, e al quale Dua Lipa ha dedicato UNO DEI SUOI BRANI più famosi


giocando sulla metafora di "sparire" se una relazione non va come dovrebbe. 
E buon weekend a tutti! 

venerdì 23 ottobre 2026

UN RICORDO DI DIECI ANNI FA E UN PAIO DI ADDII RECENTI

 Dieci anni fa, quando ancora non scrivevo sciocchezze su un blog, un arresto cardiaco metteva fine, a soli 57 anni, alla vita di Pete Burns, vocalist dei Dead or Alive,


la band ricordata soprattutto per il successo di YOU SPIN ME ROUND (LIKE A RECORD), una produzione (e si sente) del famoso trio Stock-Aitken-Waterman che aveva lanciato Rick Astley, Kylie Minogue, Mel & Kim e si era occupato della rinascita di metà anni 80 per Donna Summer, cioè sto parlando di tutta una serie di hit riempipista. 
Pete all'epoca era, a mio parere, un "figo della madonna" e piaceva molto alle ragazzine, ma lui era già particolarmente interessato ad altri orizzonti perché non era solo scena quella di apparire ambiguo, provocante e androgino.

Negli ultimi anni della sua vita, trascorsa in buona parte in Liguria secondo quanto raccontato spesso da Massimo Morini, leader dei Buio Pesto, aveva poi sottoposto il suo corpo a circa 300 operazioni chirurgiche, che purtroppo gli avevano creato anche grossi problemi come quelli legati ad un complicato e mal riuscito intervento alle labbra che richiese ingenti cure. 
Al che ritengo che forse sia meglio ricordarcelo com'era una quarantina di anni fa, eh? 
Passando al cinema invece è morto a 93 anni l’attore statunitense Tom Skerritt,

il capitano Arthur Dallas nel primo film di Alien, la nota saga fantascientifica creata da Ridley Scott. 
Principalmente caratterista, era stato anche Mike “Viper” Metcalf in Top Gun nel 1986.

Concludo con un personaggio completamente sconosciuto dalle nostre parti, ovvero Mr. Whitekeys (pseudonimo di Douglas Haggar) che è stato un musicista, comico, showman e ornitologo statunitense, diventato una vera e propria icona culturale dello stato dell'Alaska per il suo stile irriverente e la sua satira politica incentrata sulle stranezze e sui costumi locali.

È scomparso il 19 ottobre 2026 all'età di 79 anni e, se proprio volete saperne di più, in rete si trova molto materiale su questo bizzarro personaggio.
Goodbye Tom & Mr. Whitekeys, e anche un ricordo di Pete. 

giovedì 22 ottobre 2026

TRE FILM DOCUMENTARI MOLTO DIVERSI TRA LORO, MA TUTTI PASSATI ALLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA

 La Gialappa’s Band stavolta sta dall’altra parte dello schermo e si fa riprendere in L’Assurda Storia Della Gialappa’s Band, il documentario di Walter Veltroni sul trio di commentatori fuori campo che esce oggi nelle sale dopo l'anteprima del 20 ottobre alla Festa Del Cinema di Roma.


La Gialappa's Band è composta storicamente da Marco Santin, Giorgio Gherarducci e, fino al 2023, Carlo Taranto (oggi invece è ridotta a duo con Santin e Gherarducci). 
Nati in radio nel 1985, i tre hanno rivoluzionato lo stile dello spettacolo televisivo essendo capaci di prendere per i fondelli programmi TV, reality show, partite di calcio e spot pubblicitari, smontandoli con un'ironia surreale e cinica. 
Hanno lanciato o rilanciato decine di personaggi e comici entrati nella cultura popolare (da Aldo, Giovanni e Giacomo con i bulgari a Teo Teocoli con Caccamo). 
Il film mostra tra i partecipanti con le loro testimonianze appunto il trio Aldo, Giovanni e Giacomo, Antonio Albanese, Claudio Bisio, Paola Cortellesi, Fabio De Luigi, Luciana Littizzetto, Maccio Capatonda, Neri Marcorè, Ubaldo Pantani e molti altri protagonisti dello spettacolo italiano.

Si cambia musica, ma non ce n'è molta come invece ci si aspetterebbe, nel film documentario dedicato a Jovanotti che si intitola Lorenzo - L'Incredibile Avventura Di Jovanotti. 
Il docu-film è stato presentato in anteprima anche questo alla Festa del Cinema di Roma, dove Lorenzo ha sfilato sul red carpet, e arriverà nelle sale italiane il 26 novembre. 
È un racconto di formazione intimo e privato sui suoi VIAGGI IN BICICLETTA (che condivido e chissà... magari un giorno lo emuleró), i pensieri sul futuro e il passaggio ad un nuovo capitolo della sua vita.

Ultimo Fellini invece è un docufilm diretto da Gianluigi Attorre che racconta l'ultimo decennio della vita e della carriera del regista grazie anche all'archivio personale di Vincenzo Mollica. 
Il film, proiettato alla Festa del Cinema di Roma il 17 ottobre, porta le testimonianze di Martin Scorsese, Nicola Piovani, Roberto Benigni, Milo Manara e Vincenzo Mollica, mentre la mia personale, della quale non fregherà niente a nessuno, la trovate in un POST di qualche tempo fa ed è estremamente sincera senza peli sulla lingua o paraculismi. 
L'uscita ufficiale è prevista però per il 2027. 
Infine, sempre per il cinema, auguri per i suoi 60 anni alla nostra attrice Valeria Golino. 
Nostra si, ma ben conosciuta anche all'estero,

per esempio per Rain Man dove se ne stava tranquillamente fra Tom Cruise e Dustin Hoffman. 

mercoledì 21 ottobre 2026

UN POSTO AL SOLE COMPIE TRENT'ANNI

 Sulla collina di Posillipo, affacciato sul mare, sorge Palazzo Palladini, residenza storica dell'omonima famiglia, tra le più influenti della città. L’ultimo discendente nobile, il conte Giacomo, muore dopo aver fatto testamento lasciando la "terrazza" (chiamata così per lo splendido panorama sul golfo di Napoli) alla figlia naturale Anna, che ha avuto con la sua governante.


Iniziava così con questa trama trent'anni or sono, la prima puntata di Un Posto Al Sole, la prima soap-opera interamente prodotta in Italia riprendendo il format australiano di Neighbours, cioè quella dove recitava anche Natalie Imbruglia, che no... purtroppo non c'era nella versione italiana. 
Qui si raccontano le vicende di alcune famiglie che si ritrovano a fare i conti con le problematiche reali del capoluogo partenopeo e della società italiana in genere: dalla camorra al disagio giovanile, compresi i temi più scottanti legati alla sessualità e alla droga. 
Dalla prima puntata su Rai3, e sempre su questa rete, compaiono personaggi storici che saranno presenti in tutte le stagioni, come Raffaele Giordano e Renato Poggi, interpretati rispettivamente da Patrizio Rispo e Marzio Honorato. 
Via via si alterneranno numerosi attori, per lo più esordienti, alcuni dei quali li ritroveremo in seguito affermati nel mondo della TV e del cinema. 
La soap-opera ha superato ormai le 5000 puntate mantenendo sempre l'omonima SIGLA interpretata da Monica Sarnelli e Carlo Famularo.


Non è sicuramente uno dei prodotti televisivi che seguo (preferisco cose un pochino più "action"), ma trent'anni passati ininterrottamente sono comunque un bel compleanno. 
E mi chiedo... chissà se Natalie Imbruglia, avendo certe origini italiane, l'ha mai vista? 

20 ANNI FA USCIVA UN GRANDE ALBUM, MA SAREBBE STATO ANCHE L'ULTIMO

 Compie oggi 20 anni infatti Back to Black, il secondo e celebre album in studio della cantautrice britannica Amy Winehouse, pubblicato il ...