mercoledì 18 febbraio 2026

IL PRIMO ZOOTROPOLIS COMPIE DIECI ANNI

 Mentre è uscito da un pò il secondo episodio, compie dieci anni il primo Zootropolis


di cui non ho mai parlato poiché allora questo blog non esisteva ancora, e pellicola che, stranamente, in Italia era arrivata già il 18 febbraio 2016, come anche in moltissimi altri paesi, prima di uscire negli Stati Uniti il successivo 4 marzo per non so quali strategie di marketing. 
Forse quello della Disney era un test puntato all'estero per vedere come funzionava essendo un film animato realizzato senza il solito supporto della Pixar (ma John Lasseter c'è) e che riportava in scena, un pò come fosse un omaggio in CGI, animali antropomorfi come in quel meraviglioso Robin Hood del 1973

che, forse non tutti lo sanno, riutilizzava molte sequenze in rotoscope che erano state realizzate per Biancaneve E I Sette Nani, poiché in Disney non si butta via niente e infatti la stessa sequenza la si vede anche in Gli Aristogatti, come anche Il Libro Della Giungla ha fornito qualche animazione, basta modificare leggermente il personaggio et voilà... ecco pronta la nuova sequenza perfettamente animata.

Trucchetti a parte, Robin Hood rimane tuttora uno dei punti più alti della casa di Topolino. 
Difatti in Zootropolis c'è anche qui protagonista una volpe, Nick, che è uno con la fedina penale non proprio limpida, e che aiuta la giovane coniglietta Judy (no, non è una di quelle conigliette delle riviste...), recluta in polizia, a risolvere un mistero misterioso. 
Nonostante i personaggi teneramente "furry", le tematiche della trama hanno riferimenti d'attualità e il film si è aggiudicato l'Oscar 2017 come miglior film d'animazione. 
Nella versione originale c'è Shakira come guest tra i doppiatori,

mentre in Italia fanno capolino Paolo Ruffini, Frank Matano e Nicola Savino. 
Insomma è carino, ma tuttavia non ricordo un merchandising forte come c'è sempre stato invece in altre occasioni da parte della Disney. 

martedì 17 febbraio 2026

ALLA MATTINA PRESTO COSA C'È DI MEGLIO DELL'ODORE DEL CAFFÈ CHE RIEMPIE LA CASA? FORSE QUALCOS'ALTRO?

 Eh, si, secondo qualcuno l'odore migliore per alzarsi la mattina è un altro.

Infatti è fresca di ieri la notizia della morte di Robert Duvall, 95 anni, noto soprattutto per amare "l'odore del Napalm la mattina" in APOCALYPSE NOW e per il ruolo dell'avvocato consigliere ne Il Padrino, entrambi al servizio di Francis Ford Coppola.
Carriera comunque la sua che non può essere ridotta a questi due soli ruoli, seppure iconici, perché costellata di vari premi e anche di un Oscar nel 1984, mentre il suo debutto risale al 1962 quando ha interpretato il malato di mente Arthur "Boo" Radley in Il Buio Oltre La Siepe. 
Rimanendo nel cinema è curioso che a febbraio di vent'anni fa, per la precisione era il 3, uscisse La Cura Del Gorilla,

film diretto da Carlo A. Sigon e che, nuovamente a febbraio, ma stavolta pochi giorni fa, sempre Carlo è mancato all'età di 61 anni. 
Sigon nel cinema ha fatto ben poco e anzi altre sue due opere sono documentari sportivi, 

mentre è stato prolifico per Elio E Le Storie Tese per quanto riguarda i loro videoclip musicali. 
Anche Baglioni ha avuto la sua direzione per Io Sono Qui.
Ma purtroppo sembra essere la sua regia, forse non essendo avvezzo alle durate cinematografiche, il punto più debole di questo film che in effetti non parte male con Claudio Bisio in scena e in perenne voice over come nei classici noir. 
Che noir in effetti lo è perché il morto c'è (ricordate Kledi della De Filippi?), ma anche con momenti di commedia dove passano di lì anche Bebo Storti, Antonio Catania, Stefano Chiodaroli (Pieraaaaa!!!) e Gigio Alberti a dare al film un'aria da Salvatores, ma preso su Wish. 
Perché man mano che va avanti, il film perde tutto quello che aveva dato nelle prime scene e a strappare un sorriso ogni tanto non sono le situazioni, ma solo alcune battute. 
Poi magari da Bisio, ormai associato a vita a Zelig, il pubblico si aspettava un film diverso da questo dove il suo personaggio del buttafuori Sandrone soffre di doppia personalità quasi come un Jekyll/Mr.Hyde, ma non sempre questo "doppio" rende bene come dovrebbe. 
Beh, diciamo che il film si può definire non pessimo dato che c'è anche il mitico Ernest Borgnine, nel senso che si lascia guardare, ma alla fine ti accorgi che è la classica pellicola che "vorrebbe essere", ma non ci arriva, ed è anche il classico caso in cui il libro di Sandrone Dazieri è migliore.

Colgo l'occasione, già che oggi siamo in tema di addii, per segnalare anche la morte di Pino Colizzi, 88 anni, attore, ma soprattutto storico doppiatore che ha dato la voce, oltre a quelli decisamente riconoscibili mostrati nella foto qui sopra, anche a Jack Nicholson, Robert DeNiro e moltissimi altri come si può vedere dalla sua pagina di Wikipedia. 
È stato anche direttore del doppiaggio per Pulp Fiction, Matrix e per James Bond nella versione di Pierce Brosnan.
E purtroppo non manca la musica all'appello poiché abbiamo perso anche Andrew Ranken,

72 anni e batterista membro fondatore dei Pogues, gruppo folk punk che è già passato su queste pagine web in occasione del Natale... pare strano? 
Non lo è, perché quella loro ballad che trovate QUI, è bellissima. 
Comunque addio Robert, Carlo, Pino e Andrew. 

lunedì 16 febbraio 2026

50 PER 105 FA 5250... MA NON STIAMO PARLANDO DI MATEMATICA

 E dopo gli AUGURI RITARDATI a Mauro Pagani, arrivano invece puntuali quelli a Radio 105


che 50 anni fa esatti nasceva con il nome Studio 105 fondata da Alberto Hazan ed Edoardo Hazan in un monolocale di via Tito Vignoli a Milano (zona Lorenteggio) esattamente come tante altre piccole radio in tutta Italia. 
Allora il segnale era ricevuto solo localmente, ma si capiva già che quel "piccolo mondo antico" stava troppo stretto e serviva un modo per espandersi, così in seguito diventerà Rete 105

e i suoi programmi saranno ripetuti in molte zone dell'Italia da piccole emittenti che avevano concluso per cause di forza maggiore di tirare avanti agonizzanti con le trasmissioni regolari, ma ancora con gli impianti operativi, e che nei blocchi pubblicitari inseriranno notiziari e spot di attività locali a seconda delle regioni dove cambiava anche la frequenza FM che per Milano invece era il famoso 99 Mhz. 
Infine cambierà ancora forma passando sotto proprietà Mediaset e diventando così Radio 105 Network, una delle stazioni più ascoltate dell'etere nazionale grazie anche a quello Zoo Di 105

così sopra le righe che se qualcuno, ai tempi in cui io bazzicavo nelle radio, avesse provato a fare una cosa simile, sarebbe stato cacciato immediatamente. 
Ma oggi è così... 

domenica 15 febbraio 2026

AUGURI MAURO! E SCUSA IL RITARDO

 80 anni sono una bella età eh? E allora perché ho dimenticato di fare gli auguri a Mauro Pagani che li ha compiuti il 5 febbraio?


Adesso il "dimenticare" messo così sembra una presa in giro poiché Mauro è davvero stato vittima di recente nel 2024 di un problema neurologico che gli ha causato una perdita di memoria dalla quale, per fortuna è uscito.
Ma come chi è Mauro Pagani? 
Allora facciamo un pò d'ordine. 
Venerdì abbiamo parlato di HAIR e la sua versione italiana dove recitava e cantava e ballava anche un giovane Teo Teocoli. 
Bene, Teo è stato la voce di un gruppo che all'inizio si faceva chiamare I Quelli e dove già c'erano certi nomi come Franco Mussida, Flavio Premoli e Franz Di Cioccio. 
Sta prendendo forma la cosa? 
Beh, dopo I Quelli, quando Teo e qualcun altro se ne vanno, chi resta prende il nome di Premiata Forneria Marconi nella quale entra come bassista Patrick Djivas e ci finisce dentro pure Mauro Pagani. Mauro, violino, flauto e voce, (ma anche altro all'occorrenza poiché è polistrumentista), resterà nella band per sette anni dopodiché si dedicherà ad altri progetti tra cui anche quella DOMANI

riutilizzata modificandola nel 2009 (era un suo brano del 2003) per raccogliere fondi in occasione del terremoto in Abruzzo. 
Beh gli auguri te li faccio oggi, eh Mauro? 
Meglio tardi che mai... 

sabato 14 febbraio 2026

DUE O TRE CANZONI PER SAN VALENTINO

 Quest'anno San Valentino cade di sabato per cui, dato che in genere questo giorno lo dedico alla musica, mi permetto di selezionare qualche canzone a tema partendo da PERFECT di Ed Sheeran, una ballad terzinata che fa subito "ammooree" con gli "occhi a cuore" come nei manga.


Molto più concettuale e personalmente considerata di un livello superiore (ma non solo da me) LA CURA di Franco Battiato dove, dopo un testo che è una dichiarazione di intenti a proteggere e valorizzare la persona amata, arriva l'assolo di David Rhodes a concludere in bellezza una canzone che se la rifai la devi fare così perché è come quella di Ed Sheeran, cioè perfect.

Concludo con un brano dei Frankie Goes To Hollywood che considero una delle più belle canzoni in generale degli anni 80 presa dal doppio capolavoro, creato insieme a Trevor Horn, Welcome To The Pleasure Dome, e naturalmente sto parlando di THE POWER OF LOVE, un inno all'amore dove anche qui si protegge la persona amata, ma da artigli incappucciati e vampiri.

E non ha importanza se sia amore etero o omosessuale, perché basta che sia amore vero. 
Eh si, ce n'è tanto bisogno di amore in un periodo come questo così pieno di tragedie di ogni tipo dove molto spesso sono donne a finire come vittime. 
Sappiate che io voglio bene a tutti voi che state leggendo

e ve lo dimostro ogni giorno con un nuovo post su questo blog che cerca di non prendersi mai troppo sul serio, perché chi lo gestisce (io) in fondo ha ancora l'animo di un bimbo, magari cresciuto, si, ma solo per l'anagrafe. 

venerdì 13 febbraio 2026

HAIR: QUEL CINEMA-MUSICAL CHE MI PIACE TANTO

 Oggi, 13 febbraio, metto i panni dell'astrologo, o perlomeno fingo, essendo dallo scorso gennaio entrati in quel periodo siderale che si conclude tra meno di una settimana in cui il Sole entra nell' Acquario, e anche periodo in cui "la Luna è nella settima casa e Giove si allinea con Marte".


Ricordano qulcosa queste parole? 
Dovrebbero... poiché sono l'apertura di Aquarius, canzone presa dal musical Hair che Milos Forman ha portato magistralmente al cinema nel 1979. La canzone in realtà l'avevo ascoltata per la prima volta nella VERSIONE quasi lounge dei The 5th Dimension, gruppo vocale statunitense tipo i futuri Manhattan Transfer, che con il brano raggiunse nel 1969 il primo posto in classifica.

Ma torniamo invece al film che racconta di Claude Bukowski (John Savage), giovane un pò timido in partenza per il Vietnam che prima di raggiungere i commilitoni si prende una giornata di libertà unendosi ad un gruppo di hippies e condividendo quindi il loro concetto di pace, amore e libertà, compreso anche lo sballarsi grazie alle sostanze stupefacenti che gli faranno avere bizzarre allucinazioni.

Tra gli hippies Claude troverà dei veri amici e anche l'amore (Beverly D'Angelo), e così uno del gruppo, per la precisione George Berger interpretato da TREAT WILLIAMS, deciderà di prendere momentaneamente il suo posto tagliando i lunghi capelli da ribelle e presentandosi in caserma a suo nome giusto per dargli ancora un pò di tempo da passare con la ragazza.
Mannaggia però, quando Berger è là arriva l'ordine di partire per il Vietnam

e Berger finirà in prima linea al suo posto come Claude Bukowski, purtroppo (spoiler non spoiler poiché la storia è arcinota) perdendo la vita come tanti altri in quella guerra inutile.
La versione teatrale aveva avuto anche un'edizione italiana dove tra gli hippies c'erano i giovani Renato Zero (in alto), Loredana Bertè (la bionda in basso), Teo Ronnie Jones (il nero) e Teo Teocoli (al suo fianco),

e spettacolo in cui ad un certo punto i ragazzi si mostravano sul palco completamente nudi per quel senso di pura libertà che viene veicolato dall'opera rock. Ma nel finale del film c'è invece qualcosa che mi ha lasciato da allora un dubbio: perché sulla lapide che vediamo nell'ultima scena

c'è scritto George Berger e non Claude Bukowski? 
Qualcuno si era accorto dello scambio di persona? 
Se fosse così il vero Claude avrebbe dovuto passare delle grosse grane per diserzione. 
Mah... forse sono io che mi faccio sempre troppe domande. 

giovedì 12 febbraio 2026

DAWSON'S CREEK OGGI PIANGE (COME IL FAMOSO MEME)

 Fans o non fans di Dawson's Creek, purtroppo è di ieri la notizia della morte di James Van Der Beek,


il biondino Dawson della serie tv anni 90 che ha lanciato anche Joshua Jackson e Katie Holmes, quest'ultima in realtà forse più nota, oltre che per il Batman di Nolan, per essere stata la moglie di Tom Cruise dopo Nicole Kidman. Anche Michelle Williams si è ritagliata una sua carriera e l'abbiamo ritrovata in moltissime pellicole fra cui THE GREATEST SHOWMAN

e THE FABELMANS
Ma torniamo a James che da tempo era malato di cancro e forse dei quattro è stato anche quello che ha avuto una carriera meno luminosa, anzi lui stesso ci scherzava sopra dicendo che era diventato più famoso per quel ben noto meme in cui piange piuttosto che per altro.

James aveva solo 48 anni, ma si sa che quella malattia non ha età. 
Un altro attore ci ha lasciato, ma dobbiamo andare molto indietro nel tempo perché si tratta di Bud Cort che nel 1971 aveva interpretato il film Harold & Maude

(me lo ricordo ancora quel curioso poster appeso nel cinema che frequentavo) dove era un ragazzino ossessionato dalla morte che stringeva amicizia con una vecchina scampata all'Olocausto. 
Anche Bud non ha avuto poi una grande carriera nel cinema anche perché è stato vittima di ben due gravissimi incidenti e se n'è andato anche lui ieri a 77 anni.

Goodbye James & Bud. 

IL PRIMO ZOOTROPOLIS COMPIE DIECI ANNI

 Mentre è uscito da un pò il secondo episodio, compie dieci anni il primo Zootropolis di cui non ho mai parlato poiché allora questo blog n...