lunedì 13 luglio 2026

A.I. ANZIANOTTA?

 Adesso parlare di intelligenza artificiale sembra il modo migliore per mostrarsi al passo coi tempi, non è vero?


Infatti anche il più scrauso dei film finisce che ce la butta in mezzo in qualche modo, anzi spesso sono proprio quelli di serie B che lo fanno, magari a sproposito, proprio per cercare di darsi un tono d'attualità. 
E se invece vi dicessi che di tale argomento se ne parlò per la prima volta ben 70 anni fa? 
Mi riferisco al Seminario di Dartmouth del 1956, ideato da John McCarthy, matematico informatico, Marvin Minsky, scienziato cognitivo e informatico, Nathaniel Rochester, ingegnere elettronico in IBM, e Claude Shannon, matematico e ingegnere elettronico. 
In quell'occasione venne introdotto ufficialmente da McCarthy il termine "intelligenza artificiale" e si cominciò a studiare la possibilità di creare macchine pensanti. 
Idea strampalata? 
Probabilmente per molti sarà stato così ritenendo che sarà stato il caldo, chissà, poiché era l'estate del 1956 e quelle persone si trovavano presso il Dartmouth College ad Hanover, nel New Hampshire, fatto sta che tale seminario è durato circa sei settimane finanziato dalla Fondazione Rockefeller.

Oltre ai partecipanti principali ha riunito anche altri matematici, ingegneri e psicologi per definire le basi necessarie per creare macchine capaci di simulare funzioni cognitive umane e istituire l'intelligenza artificiale come campo autonomo di ricerca scientifica. 
Per dire... i modelli moderni come i Large Language Models come la ormai famigerata  Chat Gpt che scrive gli articoli per i giornalisti pigri, o le reti neurali profonde, realizzano gli stessi obiettivi del 1956, ma usando il calcolo statistico sui dati invece della logica formale. 
Ed è qui oggi che vediamo come si sono evolute le cose a riguardo poiché il seminario di Dartmouth ha definito allora i problemi fondamentali dell'IA, mentre la tecnologia odierna ha cambiato il modo di risolverli. 
Nel 1956 si ipotizzò che ogni aspetto dell'apprendimento e dell'intelligenza potesse essere descritto così precisamente da essere simulato da una macchina e infatti i modelli moderni confermano questa intuizione attraverso la matematica e i vettori di dati. 
A Dartmouth si cercava di far capire la lingua alle macchine tramite regole grammaticali rigide, mentre oggi, i modelli di linguaggio generativi fanno la stessa cosa, ma in maniera più "smart" prevedendo la parola successiva in base a miliardi di esempi, un pò come fa il nostro smartphone mentre scriviamo un messaggio perché ormai ha già capito dove vogliamo andare a parare. 
Marvin Minsky portò a Dartmouth i suoi studi sulle prime reti neurali artificiali (Snarc). 
Quel concetto, allora limitato dalla scarsa potenza di calcolo dell'epoca, è la base del modo come l'intelligenza artificiale impara e si evolve. 
Ieri si cercava di programmare le regole del mondo nella macchina, mentre oggi si danno alla macchina miliardi di dati e si lascia che sia lei a trovare le regole da sola. 
Vuoi mettere che comodità? 
Tutto molto bello, come avrebbe detto BRUNO PIZZUL, ma l'importante è che la cosa non sfugga di mano

come James Cameron ci aveva raccontato in Terminator e già Stanley Kubrick lo aveva anticipato nel lontano 1968 lassù nella famosa scena di 2001 Odissea Nello Spazio: "Apri la saracinesca esterna HAL", "Mi dispiace, David, purtroppo non posso farlo. Questa conversazione non può avere più alcuno scopo... Addio".
Intelligenza artificiale fin troppo intelligente...

domenica 12 luglio 2026

QUEEN LIVE AT WEMBLEY '86: ED È STORIA

Il 12 luglio del 1986 rimane una data storica per i Queen perché viene registrato allo Stadio di Wembley il doppio CD Queen Live at Wembley '86 che sarà proposto anche in VHS.


In realtà  già l'11 la band aveva tenuto il concerto e tale registrazione sarà poi pubblicata nelle edizioni speciali successive rimasterizzate, anche questa completa.

È il concerto del celebre giubbotto giallo di Freddie che in alcuni brani in effetti sentiamo molto affaticato, ma i cori di Roger e Brian aiutano l'insieme. 
Rimane comunque un documento storico perché fu trasmesso in tv (non in diretta) e fu anche una delle ultime performance live della band. 
Per la precisione, l'ultima in assoluto, ma nessuno ancora lo sapeva, fu tenuta il successivo 9 agosto a Knebworth con l'apertura degli Status Quo e i Big Country, e il materiale registrato finirà in Live Magic. 
Inoltre, anche se con i Queen non ha alcun legame,

se non un meme così, fatemi fare anche gli auguri per i 90 anni di Lino Banfi,

passato con disinvoltura dalle commedie scollacciate anni 70/80 ai prodotti televisivi per le famiglie. 
Auguri Lino! 

sabato 11 luglio 2026

THE ROLLING STONES: FOREIGN TONGUES: POTREBBE ESSERE DAVVERO L'ULTIMA TESTIMONIANZA? PER PEPPINO SI

  È uscito ieri Foreign Tongues il nuovo  album dei Rolling Stones dalla copertina orrenda che più orrenda non si poteva fare anche se creata dall'artista Nathaniel Mary Quinn, dove cantano anche del declino dell’impero americano.


È un mix fra lo spirito di Exile On Main Street, ovvero l’anima musicale sporca, grezza e blues di Keith Richards, e il gusto pop di Mick Jagger ai tempi di Some Girls, quando la band arrivava anche nelle discoteche con Miss You e lo si sente dai ritornelli che sembrano fatti apposto per acchiappare. 
C'è comunque un feeling “live” nell’album che è stato registrato nell’arco di un mese e contiene anche alcuni riferimenti all’attualità.

Uno è in RINGING HOLLOW, pezzo che evoca il country e che è una riflessione sullo stato dell’America che non è più il posto che era un tempo. 
In un altro pezzo, MR. CHARM, si tira in ballo Elon Musk.

In SIDE EFFECTS, invece, Jagger canta di donne e degli effetti collaterali della vita rock’n’roll con una frase che dice che “C’è un prezzo da pagare per tutto ciò che ti inietti nelle vene”,

e si sa che tutti loro hanno usato varie sostanze e avuto problemi durante la loro lunga carriera in quei tempi, gli anni ’60 e ’70, che erano un periodo di grande apertura in questo senso. 
Tra le altre canzoni ci sono ci sono il soul in falsetto alla Curtis Mayfield di JEALOUS LOVER

(che si poteva anche evitare a mio parere) con Steve Winwood al Fender Rhodes; HIT ME IN THE HEAD, recuperata da una delle ultime session con Charlie Watts alla batteria ed è, a detta di Jagger, un pezzo punk

molto veloce stile Ramones, ma con più soli di chitarra dentro; e parlando di chitarre c'è DIVINE INTERVENTION, basata sull’intreccio delle chitarre di Richards e Ronnie Wood e con ospite alla chitarra anche Robert Smith dei Cure

messo in mezzo così all'improvviso senza quasi potersi preparare; COVERED IN YOU, con Paul McCartney al basso;

NEVER WANNA LOSE YOU, con di nuovo Smith ai synth e ai cori.

Oltre ai pezzi già noti Rough and Twisted e IN THE STARS (quella del video con Odessa A’zion in cui gli Stones sono ringiovaniti),

nel disco ci sono le cover di You Know I’m No Good di Amy Winehouse, con Jagger all’armonica a bocca, e di Beautiful Delilah di Chuck Berry che rappresenta una sorta di sguardo alle origini dato che la band ha sostanzialmente iniziato nel 1963 rifacendo Come On di Berry. 
L’artrite di Richards, che tra una cosa e l'altra è diventato bisnonno, ha impedito al gruppo di intraprendere un tour negli stadi che era già stato previsto e a questo punto non è dato sapere se gli Stones torneranno a fare tournée o qualche concerto isolato. 
Ma, almeno per ora, l'ultimo album è una certezza e, perlomeno al primo ascolto, non sa per nulla di vecchio.

In chiusura anche l'ultimo saluto a Peppino Di Capri, 86 anni, che è mancato stanotte e che aveva aperto i concerti italiani dei loro "rivali" Beatles. 
Addio Peppino. 

venerdì 10 luglio 2026

L'ECLISSI TOTALE DEL CUORE DI BONNIE

 Che brutto venerdì oggi. Venerdì che al cinema è stato spesso declinato come horror oppure pazzo, e che invece stavolta mi porta la notizia della morte di Bonnie Tyler, nota dalla fine degli anni Settanta per canzoni di grande successo come IT'S A HEARTACHE,


per la quale con quella sua voce roca era stata paragonata a Rod Stewart. 
Altra sua canzone famosa la si sentiva in Footlose, la cui colonna sonora comprendeva HOLDING OUT FOR A HERO,

ma soprattutto la sua voce rimane legata a TOTAL ECLIPSE OF THE HEART, canzone a dir poco maestosa del 1983 scritta da Jim Steinman nel suo classico inconfondibile stile, che girò anche il suo video, ed con ebbe con quella un successo pazzesco.

Bonnie, il cui vero nome era Gaynor Hopkins e aveva anche rappresentato il Regno Unito all’Eurovision quando ancora non era lo show dell'eccesso trash, ha avuto una carriera piuttosto lunga, ma non sempre alla vetta del successo poiché per molto tempo non si era più sentito parlare di lei, ed è morta mercoledì a 75 anni in ospedale in Portogallo, dove era stata ricoverata a inizio maggio per problemi di salute e poi messa in coma farmacologico. 
Avrebbe dovuto cominciare un tour di 30 date tra Europa e Regno Unito, ma purtroppo è andata così. 
Goodbye Bonnie. 

giovedì 9 luglio 2026

E QUI COMANDO IO, E QUESTA SQUADRA È MIA

 C'è mancato poco che questa foto fatta con l'intelligenza artificiale diventasse realtà.


Anzi, no, poiché quel "maneggio" in odore di onnipotenza fatto da Trump tramite telefonata al Presidente della FIFA Infantino per annullare l'espulsione del suo giocatore degli Stati Uniti, non è servito a nulla con il Belgio che ha buttato fuori la squadra americana bastonandola. 
Tiè! 
Che poi mica le ho viste quelle due partite, ma se ne parla talmente tanto di questa intromissione del mega Presidente galattico, che non posso nascondere la testa sotto la sabbia. 
Partite invece che nel 2006 avevo seguito perché l'Italia quella volta c'era in gioco, e a Berlino andava a finire che batteva la Francia per 6-4 dopo i calci di rigore nella finale dei mondiali di calcio di Germania 2006 e Chirac muto...  
Finale che forse in tutta sincerità, se non ci fosse stato quell'intermezzo-scontro tra Zidane e Materazzi,

ho sempre pensato che avrebbe potuto rischiare di finire a favore della Francia. 
Comunque questo è stato il quarto titolo mondiale conquistato dagli azzurri, ventiquattro anni dopo il precedente a Spagna '82 di cui ricordo come fosse adesso i caroselli in piazza per festeggiare. 
E ricordo anche che all'epoca avevo la Vespa. 
Giorno questo anche per fare gli auguri a Tom Hanks che compie 70 anni.

Auguri!!! 

mercoledì 8 luglio 2026

ARRIVANO LE SPICE GIRLS... DAL GIAPPONE

 Era il 1996, e in questo giorno di trent'anni fa il girl group britannico Spice Girls pubblicava il proprio singolo di debutto WANNABE


dove tutte avevano una parte solista, magari breve, tranne Victoria Adams che restava confusa nelle parti corali, anzi, secondo QUANTO DICEVA Butcher in The Boys nella stagione finale, la futura sposa di David Beckham proprio non emetteva alcun suono e infatti le parti vocali più evidenti erano quelle di MELANIE C, la Sporty Spice che forse fra le cinque era allora la meno carina, ma anche la più dotata artisticamente. 
Gruppi femminili al mondo ce n'erano stati già in precedenza, ma più sul genere elegante delle SUPREMES di Diana Ross, le LABELLE, le Sister Sledge. 
Con le Spice Girls si presentava invece il girl power tutto ballo e grinta tra zeppe e mini outfits. 
Piacevoli e anche divertenti per me in quello strampalato film dove appaiono anche Roger Moore ed Elton John

e che per l'Italia era stato rinominato Spice Girls - Il Film... forse che magari non si capiva che c'erano loro cinque?
Piccola curiosità: il singolo era stato già pubblicato in Giappone il mese precedente, così come test dato che nel Paese del Sol Levante i gruppi femminili dall'aspetto accattivante erano in circolazione già da tempo. 
Difatti laggiù andò benissimo anche per le Spice Girls e con tale anteprima si era creato da solo il materiale pubblicitario. 
Un marketing geniale. 

martedì 7 luglio 2026

THE AVIATOR E IL DISASTRO DI BEVERLY HILLS

 Nel film The Aviator del 2004 diretto da Martin Scorsese, e pellicola di cui avevo parlato TEMPO FA dicendomi entusiasta a metà, quella metà viene come marcata dall'incidente


che Howard Hughes ebbe a Beverly Hills con lo schianto del suo prototipo da ricognizione Hughes XF-11, pilotato da lui (interpretato ovviamente da Leonardo DiCaprio), e il fatto accadeva il 7 luglio del 1946. 
Era il primo volo di collaudo e un guasto all'elica e la conseguente perdita di potenza del motore costrinsero Hughes a tentare un atterraggio d'emergenza in un campo da golf, ma senza riuscire ad arrivarci.


Il velivolo precipitò nel quartiere di Beverly Hills distruggendo tre abitazioni prima di prendere fuoco. 
Nonostante le case fossero abitate, miracolosamente nessun civile rimase ucciso. 
L'imprenditore invece subì gravissime lesioni e gravi ustioni su tutto il corpo. 
Il lungo periodo di riabilitazione e i dolori cronici, uniti ai farmaci antidolorifici, contribuirono in seguito a scatenare il suo noto disturbo ossessivo-compulsivo e a farlo vivere isolato. 
Ed è da lì infatti che, dopo quella SCENA altamente spettacolare che ti faceva rimanere a bocca aperta, il film cambiava registro, ma la storia in fondo era ben quella. 

A.I. ANZIANOTTA?

 Adesso parlare di intelligenza artificiale sembra il modo migliore per mostrarsi al passo coi tempi, non è vero? Infatti anche il più scra...