Tra le tante saghe cinematografiche, solo di recente ho iniziato a scoprire quella di The Equalizer
grazie ai primi due film diretti da Antoine Fuqua e con Denzel Washington che, nonostante un'età non da ragazzo (all'epoca del primo film era già intorno ai 60 anni, ma forse ne dimostrava anche di più), essendo il suo personaggio un agente della C.I.A. in pensione, mena e spara come se non ci fosse un domani per sistemare certi torti che vede e che proprio non gli vanno giù.
Torti che non vengono fatti a lui, ma a persone che purtroppo non sono in condizioni di poter controbattere e così serve qualcuno che lo faccia (lui appunto).
Sarebbe bello se davvero ci fosse un personaggio così anche nella realtà e invece ogni giorno si sentono cose che ti fanno salire su un nervoso che non ti dico anche nel fare la coda per qualcosa o nelle più semplici questioni condominiali come i parcheggi e i rumori molesti.
Ammetto che una volta mi giravano di più le balle, mentre ultimamente ho seguito la filosofia per la quale il tempo molto spesso sistema da solo le cose.
E devo dire che a volte è successo, e certe persone, che vivono chiaramente male la loro vita da misantropi peggio del famoso Scrooge di Dickens, hanno ricevuto la punizione che meritavano (in genere gravi questioni di salute), forse per la storia del karma che se fai cose cattive poi ti si ritorce contro, o semplicemente perché, coltivando dentro di sé solo cattiveria, il proprio corpo alla fine reagisce così.
Oggi, per non perdere l'abitudine, purtroppo devo segnalare che è morto pochi giorni fa John Nolan, zio di Christopher e Jonathan.
L'attore, come protagonista principale, aveva recitato in Terror, film horror/slasher (ma non ancora nel trend teen) del 1978 e che in Italia era stato distribuito con il titolo Delirium House-La Casa Del Delirio, pellicola che sembrava prendere ispirazione dal SUSPIRIA di Dario Argento, ma forse anche perché la sceneggiatura originale era stata rimaneggiata più volte da persone diverse.
Curiosamente sarà in seguito Dario a rifare in Inferno una scena di morte molto simile ad una contenuta nel film Terror.
John attualmente aveva 87 anni e in tempi più recenti era noto per aver interpretato uno dei personaggi della serie tv Person Of Interest del nipote Jonathan.
Ha fatto poi anche un'apparizione in Batman Begins di Christopher.
Si continua con i cognomi famosi come quello di Angela Pleasence,
figlia di Donald (insieme in una foto di molto tempo fa), anche lei attrice passata come moltissimi per la soap-opera CORONATION STREET, e che se n'è andata ad 84 anni con una carriera, nonostante il cognome, meno di spicco rispetto a quella del padre che invece ricordiamo in moltissime pellicole come anche ...Altrimenti Ci Arrabbiamo, naturalmente l'originale con Spencer & Hill.
È morto a 95 anni invece Mario Adorf,
attore svizzero che ha recitato in decine di film polizieschi/gialli italiani tra gli anni 60 e 70, come Milano Calibro 9 di Fernando Di Leo e L’Uccello Dalle Piume Di Cristallo di Dario Argento (rieccolo) nel periodo precedente agli horror veri e propri che renderanno il regista romano maestro e mito in quel genere.
Su queste pagine web Adorf l'avevo già citato fotograficamente tempo fa per un ruolo quasi da cameo in un film commedia italiano piuttosto leggero di Luigi Zampa che era LE DOLCI SIGNORE
(distribuito anche all'estero con il titolo Anyone Can Play), ma lavorò anche seriamente con Luigi Comencini, Antonio Pietrangeli, Dino Risi, Valerio Zurlini, Franco Rossi e Renato Castellani, interpretando sempre personaggi comprimari.
Da protagonista invece ha recitato in La Mala Ordina, di Fernando Di Leo.
Parallelamente alle produzioni Marvel dedicate ai grossi nomi, ogni tanto arriva qualche serie tv che fa conoscere anche i personaggi meno famosi.
Wonder Man è una di queste serie in cui un attore, per poter interpretare un supereroe storico della sua infanzia, deve nascondere il fatto che lui abbia davvero dei superpoteri. Scoprire questo segreto fa gola a certe persone che mettono al suo fianco un altro attore, Trevor Slattery, interpretato da Ben Kingsley in versione capellone (nella locandina è quello giù in basso) con lo scopo di avere delle prove concrete ed è con questa coppia che la serie prende l'aspetto di un buddy movie sostanzialmente dallo spirito drammatico, ma con Ben, che aveva interpretato il Mandarino nel terzo Iron Man e in Shang-Chi, ci sono dei continui incontri con gente che lo riconosce per quel ruolo e sarà lui a fare spesso la spalla comica della situazione ottimamente doppiato da Stefano De Sando, cioè la voce attuale italiana di De Niro e naturalmente Walter White di Breaking Bad.
Ci sono anche attori veri che interpretano loro stessi come Joe Pantoliano e Josh Gad e l'unico problema potrebbe essere un finale che non finisce, come succede ormai quasi regolarmente per lasciare aperta la possibilità di una seconda stagione che secondo alcuni haters o leoni da tastiera non dovrà esserci perché è una serie brutta.
E invece io dico che non è vero che è brutta e anzi la consiglio a tutti.
Titolo del post che cita una famosa SIGLA di Canzonissima, ma quella vera di tanto tempo fa e che (in questo caso nel 1970) era cantata da Raffaella Carrà.
Ora non dico che un programma tv, se ne viene fatta una nuova edizione, deve per forza essere l'esatta fotocopia della versione precedente, ma guardando la rinnovata Canzonissima che va in onda il sabato su Rai 1, dell'originale non rimane nemmeno l'ombra perché di base questa è un'operazione di recupero di un passato, sia ruffianamente quello remoto del programma che teneva il posto d'onore dello show del sabato sera (e che quando venne spostato alla domenica pomeriggio andò a perdere un pò della sua ragione di essere) sia il passato più recente di Milly Carlucci
che conduce esattamente come ha portato avanti Ballando Con Le Stelle (che qualche ragione di esistere ce la può anche avere) e anche quel paio di altri show tremendi imbevuti di trash che è meglio dimenticare.
Ora, per chi non lo ricordasse, la Canzonissima che andò in onda dal ‘56 al ‘75 aveva di che fregiarsi, a seconda delle edizioni, con appunto Raffaella Carrà che ballava il “Tuca tuca” con Alberto Sordi, con gli autori che erano stati anche Garinei e Giovaninni, con Antonello Falqui oppure Eros Macchi alla regia, con Mina che cantava “Brava”, e c'erano i volti di Delia Scala, Paolo Panelli, Nino Manfredi, Dario Fo e Franca Rame che però venivano censurati, Walter Chiari e il suo Sarchiapone, Loretta Goggi e Pippo Baudo e perfino Topo Gigio, tutti nomi che se ne sono ormai andati eccetto un paio.
Oggi invece ci sono solo i cantanti, una giuria che spara giudizi, e i retroscena dei partecipanti come sempre nel programma di ballo di Milly, e la comicità invece si riduce a qualche moscia battuta dei presenti qua è là.
Ma la musica?
Quella va a pescare fra cover di canzoni d'epoca remota e recente, e qualche cavallo di battaglia dei partecipanti, mentre l'originale Canzonissima portava sempre canzoni nuove che scalavano ogni volta le classifiche.
Posso capire che manchino le idee, ma a sto punto non è il caso di spacciare per un ritorno in tv di un titolo glorioso, questo programma che invece è come un film di Tarantino, cioè senza gloria e pure un pò bastardo.
In coda, non c'entra nulla, ma aggiungo un simpatico omaggio con una foto rielaborata per la mia cara amica BLOGGER FINLANDESE RITA con la quale di recente abbiamo amabilmente chiacchierato e scherzato su varie cose, tra cui anche Star Trek
(l'ho fatta diventare una splendida vulcaniana), e questo spiega anche la mia nuova scherzosa foto del profilo.
Tempo fa ero rimasto "agganciato" alla tv che in seconda serata mandava in onda il SECONDO BEVERLY HILLS COP, come rapito da quelle immagini e musiche di film fine anni 80.
La stessa cosa mi è capitata di recente con Rai 1 che ha rispolverato Pretty Woman e mi ha confermato quanto fosse forte la Touchstone in quel periodo che, in questo caso, era esattamente il 1990.
Potrei elencare una marea di titoli Touchstone che hanno fatto il pieno ai botteghini, ma non lo farò, pensando invece a come venivano pensati i film allora, senza tante menate di urtare la sensibilità di qualcuno (il mestiere della Vivian di Julia Roberts è arcinoto e Edward/Richard Gere sarebbe passibile di favoreggiamento alla prostituzione).
Fatto sta che me lo sono riguardato per intero anche se sapevo ogni battuta a memoria
(giuro, le ho recitate a tratti in sincrono come al ROCKY HORROR PICTURE SHOW e in particolare questa qui sopra della Roberts l'ho anche già usata in un VECCHIO POST) e ammetto che, tra tante risate come per la scena delle lumache o quella con l'esultanza di Vivian alla partita di Polo,
alla fine mi son trovato con gli occhi umidi.
Perché son canaglia, è vero, ma un film fatto così bene non mi lascia indifferente neanche dopo l'ennesima visione.
Piccola curiosità sulla famosa locandina lassù in alto dove il volto è di Julia, ma il corpo è di Shelley Michelle, cioè colei che l'ha sostituita anche in alcune scene, non pericolose come quelle di Tom Cruise, ma solo un pochino più piccanti.
Ma solo pochino poiché il film rimane tutt'altro rispetto alle commedie sexy all'italiana di cui parlavo proprio la SCORSA SETTIMANA.
La missione Artemis II si è conclusa venerdì sera con l'ammaraggio della navicella quasi in concomitanza con la Giornata Internazionale dei Viaggi dell'Uomo nello Spazio,
che cade oggi in onore alla data del primo uomo nello spazio, Jurij Gagarin, nel 1961, e cosa che all'epoca fece rosicare non poco gli americani per essere stati battuti in questo modo dai russi.
Tuttavia saranno gli astronauti a stelle e striscie quelli che per primi metteranno i piedi sul suolo lunare, con quali benefici per l'umanità non è ancora chiaro adesso, ma perlomeno il cinema ci ha fatto su una serie di film spaziali mica da poco (anche alcuni che confutano quanto visto in tv), e, anzi, una famosa serie tv (SPAZIO 1999) metterà sulla Luna un'intera comunità di persone costrette a restarci per sempre lassù.
Artemis II invece, dopo la PRIMA VERSIONE senza equipaggio e inizialmente con problemi ai motori, stavolta si è "limitata" a fare il giro intorno alla luna per mostrare quel lato che a noi rimane sempre nascosto e sul quale i Pink Floyd ci hanno costruito la loro FORTUNA.
Un nuovo allunaggio sarebbe invece previsto per la prossima missione, la Artemis III.
Piccola curiosità su Artemis, ovvero Artemide che era la sorella gemella di Apollo, quello che stava lì a fare le palle di pelle di pollo e che ha invece dato il nome alle precedenti missioni spaziali statunitensi, anche quella NUMERO 13.
Giustamente adesso si pensa per par condicio e politically correct anche qui perché, l'avevo detto TEMPO FA, e poi ribadito una SECONDA e una TERZA volta, lo spazio è per le donne, come hanno dimostrato le molte astronaute in passato e poi quelle sempre più presenti nelle ultime missioni.
In coda faccio gli auguri ad Andy Garcia per i suoi 70 anni e che, restando in tema spaziale, abbiamo visto negli ultimi secondi di Passengers in un cameo.
Ok, oggi, dopo tanti sabati rivolti a brani piuttosto vintage, diamo uno sguardo (o meglio, un orecchio) alla musica attuale, cioè quella che passa alla radio e sui canali tv dedicati ai videoclip.
Come impatto visivo devo doverosamente aprire con Meek e la sua FABULOUS, in cui la cantante (prima conosciuta come Georgia Meek) si esibisce in tutta una serie di outfit che definire "sopra le righe" non rende l'idea, tanto più che lei è decisamente "curvy" e lo ostenta in maniera più che disinvolta riuscendo anche ad essere sexy. Canzone che in questi giorni non riesco a togliermi dalla testa e che mi ricorda anche molto da vicino lo stile di CHAPPELL ROAN.
Tutt'altro genere quello di Artie 5ive, rapper/trapper italiano che dimostra che con poche frasi ripetute all'infinito ci puoi fare una canzone, ovviamente di quel genere.
DAVVERODAVVERO non rientra (davvero) tra i miei preferiti, ma non posso non notare che il brano ha qualcosa di ipnotico che lo rende geniale. Infine ecco un nuovo estratto dal titolo OPALITE dall'ultimo album di Taylor Swift.
Brano questo che nel ritornello, come in un flash, mi ha fatto ricordare HOLD ME NOW degli ottantiani Thompson Twins (e anche altre cose sparse). Certamente non è plagio, ma l'ispirazione c'è e parecchia, e forse è proprio per questo che anche il video cita gli anni 80, colorati e pieni di grande musica e film indimenticabili.
E concludo restando negli anni 80 perché ci ha lasciati l'altro ieri Afrika Bambaataa, al secolo Lance Taylor, a 68 anni per un cancro alla prostata.
DJ, produttore e rapper, probabilmente il brano suo più famoso è RECKLESS insieme agli UB40. Negli ultimi tempi si erano moltiplicate a suo carico le accuse di molestie sessuali subite da gente del giro musicale in giovane età che, uno dopo l'altro, hanno cominciato a rendere tutto pubblico, ma l'artista ha sempre negato ogni cosa.
Che sia vero o no, comunque addio Afrika (o Lance).