80 anni fa nasceva nella città di New York Donald Trump,
che diventerà il 45° e il 47° presidente degli Stati Uniti d'America, con tutte le conseguenze di tale incarico, magari anche spesso esasperate dai media, ma certamente puntate più verso una certa negatività specie verso gli altri Paesi del mondo come se gli Stati Uniti fossero il top e gli altri solo dei sudditi sottomessi.
Certe manie di grandezza si erano viste già in passato portando niente di buono, e la serie The Boys, nella figura di Patriota,
ha qualche riferimento a lui nemmeno troppo velato.
Ma l'avete votato, cari americani, e ora ve lo tenete perlomeno fino alla fine del mandato.
Nel frattempo godetevi la festa per il suo compleanno che si preannuncia mastodontica, nel senso che se Kennedy ha avuto gli auguri cantati da Marilyn Monroe in persona, Trump non vuole essere da meno e per l'evento ha fatto costruire appositamente un'arena da oltre quattromila posti.
Mercoledì invece è morta a 66 anni la conduttrice televisiva, attrice e cantante Patrizia Caselli per un tumore al polmone.
Patrizia aveva partecipato a vari programmi televisivi tra gli anni Ottanta e Novanta, come Chi Tiriamo In Ballo?, Bella D’Estate e Detto Tra Noi, su Rai 2, e condusse un quiz all'interno della trasmissione Ricomincio Da Due, presentata da Raffaella Carrà.
Inoltre ha avuto anche alcune esperienze in teatro e nel cinema.
Quindi addio Patrizia e... vabbè... auguri Donald.
Al primo ascolto durante l'Eurovision Song Contest ero rimasto spiazzato da BANGARANGA della bulgara Dara che poi ha vinto questa edizione 2026.
In effetti quel titolo, una parola che esprime uno stato di confusione, era anche ben coreografato con i ballerini sul palco, e riascoltandola l'ho rivalutata, anzi adesso me la canto pure (no, non faccio il balletto schizzato, no) e ce l'ho nella mia playlist del momento.
Nella nostra musica italiana invece ha fatto discutere il ritorno di Tiziano Ferro, un tempo perfetto nel canto e nel fisico, mentre ultimamente lo abbiamo visto tornato sovrappeso quasi come prima del suo esordio, quando pesava 111 kg, e anche la sua voce e intonazione paiono averne risentito in maniera notevole.
Adesso il suo ultimo album datato 2025 Sono Un Grande (che non è andato benissimo), torna in edizione deluxe ampliata con più brani e duetti come in Xdono che, nella nuova versione con Lazza che ha aggiunto delle "barre" sue, diventa XXDONO, ma ci sono come ospiti in altri brani anche Giorgia, Ditonellapiaga e Ariete.
Mio guilty pleasure della settimana, lasciatemelo dire, è Olivia Rodrigo, in babydoll sexy nel videoclip di DROP DEAD,
canzone piena di belle armonie vocali tutte fatte da lei con sovraincisioni, e infermierina da fantasie erotiche in quello di THE CURE dallo svolgimento decisamente più inquietante. E infine un ritorno quello di Justin Bieber che si è ritrovato in classifica con una sua canzone del 2012 duettata con Nicki Minaj, ovvero BEAUTY AND A BEATS che ho riscoperto con piacere, anzi, per dirla tutta, all'epoca non me l'ero filata per niente. Questo grazie al suo show che ha fatto impazzire il pubblico all'ultimo Coachella dove è stato l'headliner, seppure con un set più che minimo per il quale ha ricevuto anche qualche critica dato che ha intascato 10 milioni di dollari per stare sul palco con un MacBook mandando sul maxischermo i suoi video sui quali cantava sopra come fosse al karaoke.
Di questi Mondiali 2026 ce ne può fregare qualcosa?
Personalmente a me no, perché l'Italia non partecipa per l'ENNESIMA VOLTA, ma sono sicuro che quelli che seguono abitualmente il calcio guarderanno lo stesso le partite che, per la prima volta, con una organizzazione monumentale, vengono giocate in tre Paesi diversi: Stati Uniti, Canada e Messico.
E proprio qui ieri si è tenuta la cerimonia di apertura nello stadio Azteca di Città del Messico.
Si, quella l'ho guardata, e non è uno stadio qualsiasi questo.
Qui Pelé conquistò il suo terzo titolo mondiale nel 1970, mentre Diego Armando Maradona firmò la vittoria dell'Argentina nel 1986 con la famosa MANO DE DIOS e il gol del secolo contro l’Inghilterra.
Per gli italiani resta invece lo scenario della leggendaria semifinale Italia-Germania Ovest terminata 4-3, passata alla storia come la PARTITA DEL SECOLO, e per ricordare tale evento è stato invitato a presenziare Gianni Rivera che segnò il gol decisivo.
Shakira ha cantato l’inno ufficiale, DAI DAI, insieme al nigeriano Burna Boy (la canzone non ha però per nulla la forza della sempre mondial-calcistica Waka Waka).
Perlomeno però lei ce la siamo goduta per la seconda metà del brano con un buon audio mentre per tutto il resto dello show si sentiva quello rimbombante in presa diretta perché era molto più importante far sentire in primo piano le voci dei due commentatori...mah...
Sul palco prima di Shakira che ha chiuso lo show, sono passati molti altri artisti locali (ma sfido chiunque ad averli sentiti) tra cui i Maná, quelli che con Santana avevano inciso nel 1999 CORAZÓN ESPINADO, in una festa in pieno stile da carnevale sudamericano, ma vista da ogni angolo del mondo.
Anche Canada e Stati Uniti hanno oggi la loro cerimonia inaugurale dove da una parte a Toronto ci saranno anche Alanis Morissette e Michael Bublé, mentre a Los Angeles si esibiranno Katy Perry, il rapper Future e la cantante brasiliana Anitta, quella che in questa pre estate stiamo già ballando con LA TESTA GIRA, un indiavolato merengue cantato in trio con i nostri Fred De Palma ed Emis Killa.
Si, alla fine il mondo della musica e dello spettacolo è diventato piccolo, e questa è anche la parte che desta almeno un certo interesse da parte mia... e poi, marginale, in questo show c'è anche un pò di calcio.
Da qualche mese il MONTY PYTHON'S FLYING CIRCUS è disponibile su Prime Video con il best of della prima stagione doppiata in italiano.
Caposaldo della comicità nonsense britannica, la serie ha reso celebre la frase di transizione "And now for something completely different" (E ora qualcosa di completamente diverso) che diventerà anche il titolo del loro primo film ideato per il lancio sul mercato americano dove la serie non era ancora stata trasmessa e infatti gli sketch del film erano un remake di quelli già visti in tv.
Scritta e interpretata interamente dai fondatori Graham Chapman, John Cleese, Terry Gilliam, Eric Idle, Terry Jones e Michael Palin andò in onda nel Regno Unito nel 1969, ma in Italia è stata trasmessa solo nei primi anni 90 e già allora, in effetti con tutto quel periodo di mezzo, mostrava leggermente i segni del tempo; figuriamoci a vederla adesso nel 2026 quanto può fare pensare che diavolo ci sia di tanto comico in quello che fanno e dicono, poiché il tono estremamente surreale degli sketch viene talmente spinto lassù in alto da risultare poco assimilabile per noi che, nel caso della prima visione su Italia 1, fino ad allora ci eravamo nutriti dei nostri comici di cassetta come Lino Banfi, Alvaro Vitali, Paolo Villaggio, Renato Pozzetto & co. (si, pure Boldi e De Sica, questo perlomeno in film come Vacanze Di Natale), oppure Roberto Benigni e due altri nomi che mai dimenticheremo come Massimo Troisi e Francesco Nuti, ma qui eravamo su un livello molto diverso.
E a maggior ragione erano ancora più differenti i nostri parametri televisivi comici basati su Zelig, Mai Dire Gol e simili dopo aver pure passato gli anni 80 in compagnia del Drive-In.
Eppure la satira dei Monty Python, perlomeno in patria (ripeto, più di vent'anni prima) funzionava e le animazioni di Terry Gilliam
hanno ispirato quelle da intermezzo de Le Iene.
Sempre parlando di nostri comici molto diversi dai Monty Python, ma tuttavia pure lui con un tono surreale molto marcato, oggi spegne 70 candeline Giobbe Covatta che deve gran parte del suo successo al Maurizio Costanzo Show.
Il 10 giugno del 1966 veniva pubblicato il singolo dei Beatles PAPERBACK WRITER.
Ma facciamo un passo indietro a quando i ragazzi entrarono in studio nell'aprile dello stesso anno per incidere la canzone, e Paul McCartney decise di mettere da parte il suo iconico basso Höfner per impugnare un più aggressivo Rickenbacker 4001 (ma nel videoclip imbraccia l'altro), cercando di tirare fuori un suono che potesse competere con la potenza delle produzioni americane dell'epoca dato che i Beatles ne venivano dalle esperienze massacranti delle TOURNÉE negli States e l'intenzione era quella di cominciare a lavorare e sperimentare di più in studio che buttarsi ancora in simili contesti live.
Con l'aiuto dell'ingegnere del suono Geoff Emerick che fece alcune modifiche alle apparecchiature, dribblando i rigidi protocolli degli studi EMI, il risultato fu una spinta di basse frequenze talmente potente che fu possibile solo perché ad Abbey Road era appena stata introdotta un'altra invenzione tecnologica, chiamata ATOC, che serviva proprio per evitare dei dannosi picchi di bassi che viceversa avrebbero dato dei problemi nell'incisione.
Il brano, con il suo impatto sonoro molto più pesante rispetto al passato, è arricchito dalle classiche armonie vocali impeccabili e dall'uso di chitarre come l'Epiphone Casino e la Gibson SG, che avrebbero poi caratterizzato le sessioni di RAIN (il lato B del 45 giri) e gran parte del successivo capolavoro Revolver che non conterrà questi due pezzi.
Tutto ciò sotto la supervisione di George Martin che, lo sappiamo bene, quando c'era da giocare con i suoni dei Beatles non si tirava mai indietro, ma di questo ne parleremo in maniera più approfondita ad agosto, quando Revolver compirà 60 anni.
È morto all’età di 72 anni, a causa di complicazioni legate a una polmonite, l’attore inglese Anthony Head, noto negli anni 90 soprattutto per aver recitato nella serie tv Buffy L’Ammazzavampiri dove era Rupert Giles,
bibliotecario della scuola e mentore della protagonista, e in Ted Lasso nel ruolo del miliardario Rupert Mannion, oltre che essere apparso in oltre venti film.
Una settimana fa invece l’attore statunitense James Handy è stato accoltellato nel cortile di una casa a Los Angeles, ed è morto poco dopo essere stato trasportato in ospedale.
Aveva 81 anni e possiamo averlo visto in molte serie tv e film tra cui Jumanji (1995)
dove era il disinfestatore che viene chiamato per liberare la casa di Alan Parrish da uno sciame di pipistrelli, ma che poi fa dietrofront, e Top Gun: Maverick (2022) nel ruolo di un barista.
Ma forse James lo possiamo ricordare meglio nel film dove aveva sostenuto una parte più importante che era Aracnofobia.
Il suo assassino, per cause non precisate, è Michael Gledhill, 44 anni e figlio dell'attuale compagna di Handy.
Avendo terminato di vedere il revival di Scrubs, sul quale avevo molte aspettative, ma anche moltissimi timori, posso tirare un sospiro di sollievo perché si è rivelata essere un'operazione riuscita, realizzata col cuore e con la testa.
Intanto questa nuova decima stagione cancella di botto quella nona, pessima senza alcuna ragione di esistere dopo aver seguito la serie dal 2 ottobre 2001 (o dal 19 marzo 2003, per l'italia su MTV), innovativa sit-com medicale che stava sulla scia del successo di E.R., ma con spirito molto più leggero.
Purtroppo dopo l'ottava stagione con J.D. (Zach Braff) che alla fine se ne andava, Bill Lawrence e compagni hanno tirato fuori infatti una nona stagione di Scrubs, ma con l'aggiunta Med School, che, a ripensarci, fa più pensare ad uno spin-off che ad un vero proseguimento.
Era stata infatti una cosa nefanda e personalmente avevo mollato la visione dopo una manciata di episodi, perché delle vicende dei nuovi specializzandi non me ne fregava una cippa essendo ormai diventato amico intimo di J.D., Turk, Carla, Elliot, il Dr. Cox, l'inserviente e tutti gli altri personaggi che popolavano l'ospedale Sacro Cuore.
E dopo una lunga attesa questi amici sono tornati con nove puntate nuove di zecca realizzate con lo stesso identico spirito di allora.
Qui J.D. non lavora più al Sacro Cuore da un pezzo e fa il medico privato, ma torna in maniera abbastanza fortuita nella struttura dove si è prima fatto le ossa e subìto le vessazioni dei superiori, e poi è diventato un medico a tutti gli effetti, accompagnando una sua paziente ricoverata proprio al Sacro Cuore.
Qui (ecco una foto "ieri e oggi") ritrova l'amicone Turk, Carla ed Elliot, con la quale le cose nel frattempo non sono andate per niente bene, e pure il suo mentore, il Dr. Cox che gli farà una proposta e, inizialmente, John Dorian a riguardo si mostra alquanto reticente, ma poi...
Ci saranno anche qui dei nuovi specializzandi
con le loro storie personali, ma la presenza della "vecchia guardia" quasi al completo garantisce che chi più di vent'anni fa seguiva Scrubs stavolta non rimanga deluso.
Vecchia guardia però mancante di Ted Buckland che aveva il volto di SAM LLOYD perché nel frattempo l'attore è deceduto, e soprattutto del personaggio del primario Bob Kelso che con il suo cinismo bucava lo schermo ogni volta in scena essendo non proprio un villain, ma diciamo piuttosto un diversamente buono, e si sa che quel tipo di personaggio è quello che fa il 50 per cento della riuscita di un film o serie tv.
Sappiamo che il personaggio del primario era andato in pensione e l'attore che lo ha interpretato, Ken Jenkins, da tempo si è ritirato dalle scene, ma Zach Braff, facente parte anche della produzione, ha di recente dichiarato che in una seconda stagione, già confermata, potrebbe farsi rivedere.