Capita spesso di sentire in un film FUNKYTOWN dei Lipps Inc. (vedi La Pazza Storia Del Mondo di Mel Brooks, Shrek 2),
nome della band disco che gioca con la definizione "lip-sync" ovvero il playback e difatti quella che si vede nel video è Cynthia Johnson, la vera vocalist della registrazione originale che invece all'epoca (non chiedetemi perché, non ero io il direttore del marketing) veniva sostituita da Debbie Jenner (nota anche come Doris D.), una cantante ballerina biondina anglo-olandese, nelle performances in tv.
Prassi, quella del volto che non corrispondeva alla vera voce, comunque usata spessissimo nella musica da discoteca dell'epoca, e disco questo uscito nel 1980, ma che mantiene tuttora un groove irresistibile tra synth, voci filtrate e assolo di sax.
Tutto merito di David Z. che aveva anche prodotto i primi album di Prince & The Revolution dove suo fratello all'epoca suonava la batteria e Cynthia invece, rimanendo nel giro, farà poi parte del progetto parallelo di Prince, The Time.
David, il cui vero cognome era Rivkin,
in Funkytown aveva anche suonato la chitarra e purtroppo è morto di recente a 78 anni.
Sempre sua era anche la mano messa nel singolo She Drives Me Crazy dei Fine Young Cannibals, altra grande hit degli anni 80.
Altro produttore che ci lascia è William Orbit, morto a 69 anni, che era stato produttore di Madonna con “Ray of Light” vincendo tre Grammy,
(qui sopra insieme alla premiazione).
Aveva lavorato anche con Blur e U2, remixando già negli anni 80 anche la famosa If You Love Somebody Set Them Free di Sting nel maxisingolo ad uso di noi dj dell'epoca.
Ho fatto un salto poi quando ho letto della scomparsa di Bill Armstrong perché sulle prime avevo pensato si parlasse di Billy Ray, leader dei Green Day, mentre invece questo aveva 97 anni ed era un produttore musicale australiano orientato verso il jazz.
Non che sia meno importante, sia chiaro, eh...
Altro sobbalzo l'ho avuto quando ho appreso della morte di Tony Scott, dato che il regista fratello di Ridley era già mancato nel 2012.
Ma infatti si parlava di uno Scott di 54 anni, rapper e musicista olandese di origine surinamese, morto per complicazioni dovute alla sclerosi multipla.
Unisce la musica con il cinema il nome di Bruno Battisti D'Amario che è stato un chitarrista classico, insegnante e compositore italiano.
D'Amario, 88 anni, era noto per le sue performances nelle colonne sonore di Ennio Morricone e Nino Rota, e proprio il maestro Morricone diceva di lui che era capace di evocare suoni straordinari con la sua chitarra come, per esempio, nella colonna sonora del film Il buono, il brutto e il cattivo.
Ci siamo così avvicinati al cinema dove è morto ad 80 anni Vincent Pastore, attore italoamericano noto per aver interpretato il personaggio di Salvatore “Big Pussy” Bonpensiero nei Soprano e per aver partecipato a Quei Bravi Ragazzi e Carlito’s Way, tra i più famosi e apprezzati film di gangster di sempre.
Sempre per il cinema è morta a 73 anni Fiorenza Marchegiani che debuttò accanto a Massimo Troisi in RICOMINCIO DA TRE, interpretando il personaggio di Marta.
Nel corso della carriera ha partecipato anche a produzioni televisive di successo come Vivere, Incantesimo ed Elisa Di Rivombrosa.
Concludiamo gli addii (eh... oggi sono tanti) con lo sport dando l'ultimo saluto all’ex velocista Livio Berruti, che alle Olimpiadi di Roma nel 1960 fu il primo atleta italiano a vincere i 200 metri alle Olimpiadi.
Aveva 87 anni ed è deceduto a causa di una breve malattia.
Addio David, William, Billy, Tony, Bruno, Vincent, Fiorenza e Livio.
Quello che è accaduto ieri sera 12 agosto a New York è stato un evento epocale poiché dopo 33 anni Ritchie Blackmore si è riunito sul palco con gli ex compagni Deep Purple (non proprio tutti perché purtroppo Jon Lord, il loro storico tastierista dall'Hammond "ruggente", è mancato tempo fa ed ora lo sostituisce Don Airey) per suonare con loro SMOKE ON THE WATER.
Grande emozione, ma fa leggermente male sentire Ritchie adesso suonare il solo del brano in una maniera molto rallentata rispetto alle note fulminee che metteva insieme all'epoca di Made In Japan.
Occhio Ritchie, che Ian (Gillan) si porta via la tua Fender.
Certo, quando parliamo di eclissi viene subito in mente BONNIE TYLER con il suo brano più famoso (perlomeno a me succede per deformazione professionale), ma oggi, 12 agosto, arriva anche nei cieli italiani l'eclissi di Sole, principale evento astronomico dell'estate 2026.
La Luna si posizionerà davanti al Sole e inizierà a oscurarlo intorno alle 19:30 (ora italiana).
Si tratta della prima eclissi totale osservabile nel Vecchio Continente dal 1999.
Sarà quindi un'eclissi profondissima al Nord, con un Sole che tramonterà sull'orizzonte italiano e, poche ore dopo, un cielo quasi privo di Luna per osservare le Perseidi, ovvero le stelle cadenti che non ci sono solo il 10 di agosto come tradizione vuole, ma anche nei giorni prima e dopo.
E una volta tanto, sempre oggi, tra i tanti addii che purtroppo mi tocca segnalare spesso, ci sono invece anche un paio di compleanni ovvero quello per i 40 anni di Alessandra Amoroso
e quello un pò più consistente che ci riporta indietro al 1946 quando viene fondata l'Unione Calcio Sampdoria, nata dalla fusione fra l'Andrea Doria e la Sampierdarenese.
Fuga Da Los Angeles di John Carpenter in america era uscito il 9 Agosto del 1996 poiché è usanza comune dalle loro parti fare uscire i titoli di una certa importanza in piena estate.
Compie quindi trent'anni, ma da noi invece arriverà il 10 gennaio del 1997 e parlavo di film importante perché era il tentativo di John di dare un seguito a 1997: Fuga Da New York sempre con Kurt Russell, ma il risultato era stato un qualcosa con meno ispirazione.
Cioè, mentre il primo film era essenziale, cupo e carico di atmosfera, il secondo è sopra le righe, rumoroso e già allora visivamente datato.
Snake Plissken (Iena per noi italiani per una questione di labiale nel doppiaggio) che nel primo film era forzato a buttarsi in una missione impossibile che Tom Cruise levati, diventa qui una versione smargiasso di sé stesso, più loquace e meno minaccioso, e anche l’ambientazione perde tutta la forza simbolica.
La New York infernale ricreata nel film del 1981 (notare il particolare errore della benda sull'occhio sbagliato nella locandina italiana), e che potrebbe anche essere plausibile visto il contesto del film, diventa qui una Los Angeles che sembra un luna park post-apocalittico.
Oltretutto ci troviamo davanti a CGI invadenti e scene d’azione al limite del caricaturale, con buttata in mezzo una satira politica che vorrebbe avere la forza di dare un tono al film, ma la perde per strada.
In pratica è una continua autocitazione di sé stesso che però manco si avvicina all’originale.
Parlando di Carpenter e ripensando ai suoi lavori precedenti, questa è una cosa triste, ma il succo della faccenda è che si tratta di una vera e propria occasione mancata.
Ricordate che vi avevo dato APPUNTAMENTO ad agosto per l'anniversario di Revolver dei Beatles?
Ed eccoci qua con quel disco che venne pubblicato per la precisione il 5 agosto 1966 come settimo album dei FabFour e ne avrei parlato prima, ma nel frattempo FRANCESCO se n'è andato e non potevo evitare di dedicargli un intero post.
Disco questo considerato il loro momento di svolta nel quale i ragazzi metteranno da parte la musica pop da concerto (anche per via di certe DISAVVENTURE di cui vi ho già raccontato) per buttarsi nelle prime, complesse sperimentazioni in studio, tra cui l'uso pionieristico di nastri magnetici, il tape loop e le prime influenze psichedeliche e orientali.
Registrato agli Abbey Road Studios di Londra sotto la guida del produttore George Martin, l'album contiene 14 brani e, per la prima volta ben tre sono composizioni di George Harrison (in precedenza i due "capi" gliene concedevano al massimo due per disco), tra cui la celebre canzone d'apertura TAXMAN che potrebbe ricordare il tema musicale della nota serie tv Batman e difatti entrambe uscirono nello stesso anno, ma non è mai stato chiarito bene chi avesse ispirato chi.
C'è poi TOMORROW NEVER KNOWS scritta da John Lennon, che con quel sitar dominante è considerata la canzone che ha dato il via alla psichedelia essendo costruita su un unico accordo di Do, e utilizza loop di nastri registrati al contrario.
ELEANOR RIGBY è tutta di Paul McCartney, ma, per il famoso accordo tra di loro, risultano tutte divise con Lennon ed è arrangiata unicamente per un ottetto d'archi, difatti i quattro non suonano nessuno strumento e, anzi, Ringo nemmeno canta.
Lo fa invece in YELLOW SUBMARINE, marcetta apparentemente infantile (Paul l'aveva concepita proprio pensando ad una canzone per bambini e fu pubblicata come singolo), ma diventata una specie inno generazionale e oso dire che quasi sicuramente è stata la mia prima canzone dei Beatles che ho ascoltato. Era naturalmente la colonna sonora del celebre FILM D'ANIMAZIONE omonimo.
All'interno della canzone, oltre all'intervento a sorpresa di una banda musicale, c'è anche una lunga serie di rumori inseriti da John Lennon, come suoni di campane e vari altri tipo colpi e cigolii, compresa una sequenza di parole pronunciate in lingue diverse. Esiste anche una VERSIONE cantata in italiano da Nada,
con il testo scritto da Mogol e un risultato finale al limite del terrificante, e nel numero 2934 di Topolino del 21 febbraio 2012, a pag. 97 appare un sottomarino giallo usato da Zio Paperone e Paperino per esplorare il fondale del mare uguale allo Yellow Submarine.
Infatti Zio Paperone specifica che arriva da un set cinematografico...
HERE, THERE AND EVERYWHERE è poi diventata un classico di Paul che la propone spesso nei suoi concerti e la si sente anche in quel suo bistrattato film GIVE MY REGARDS TO BROAD STREET (non era così orrendo, dai) e una menzione particolare invece va a GOT TO GET YOU INTO MY LIFE, bella, ma che viene largamente superata dalla cover che ne faranno gli Earth Wind per quel disastro di film che era stato SGT. PEPPER e se volete confrontarla la trovate nel post che avevo dedicato a quel passo falso di Robert Stigwood e i Bee Gees. Nonostante il titolo Revolver, non ci si riferisce ad un'arma da fuoco come potrebbe pensare anche la mia cara amica blogger RITA (che parlando dei Beatles ci sta benissimo perché loro canteranno in futuro di una Rita Meter Maid), ma piuttosto al movimento rotatorio del piatto del giradischi.
La copertina poi l'avevo anche ridisegnata io per la classica cassetta che mi ero fatto registrare da un amico, ed era formata da un collage di foto e disegni realizzato dal bassista e amico Klaus Voormann (sarà poi nella Plastic Ono Band) che ha vinto con questa il prestigioso Grammy Award come Best Album Cover, Graphic Arts.
Pochi giorni dopo la pubblicazione i Beatles sbarcheranno in America per il loro ultimo tour, quello che si concluderà il 26 agosto a San Francisco.
E più avanti il loro percorso di crescita e sperimentazione continuerà con SGT. PEPPER, ma quello vero, eh...
Freddie, Brian, Roger e John non lo sapevano ancora, ma quello tenuto il 9 agosto 1986 al Knebworth Park (Hertfordshire, UK), davanti a oltre 120.000 persone, sarebbe stato l'ultimo storico concerto dei Queen con tutti loro insieme.
Il frontman infatti scoprirà di aver contratto l'HIV solo nel 1987 quando iniziarono a comparire i primi segni della malattia, tra cui una lesione sul suo corpo (un sarcoma di Kaposi) che lo spinse a fare gli esami medici che confermarono la diagnosi.
Quindi quella sera tutto sembrava ancora andare a gonfie vele con l'evento battezzato "A Night Of Summer Magic" che concluse trionfalmente il tour di A Kind of Magic.
Lo show fu un'appendice del tour europeo, aggiunto a sorpresa per via dell'enorme richiesta di biglietti.
Nonostante la produzione non avesse previsto riprese video professionali ufficiali della performance (i maxischermi vennero usati solo per rimandare le immagini), l'audio venne registrato e successivamente pubblicato nell'album Live Magic che quindi rimane l'ultimo documento più recente delle performances live della band al completo.
Esiste in circolazione anche un DOPPIO DVD pirata del concerto, ma sono immagini di pessima qualità riprese inquadrando i maxischermi.
Dei ritorni in seguito con l'ingaggio di Paul Rodgers e Adam Lambert se ne può anche parlare, ma a mio parere l'unico che avrebbe degnamente reincarnato Freddie sarebbe stato George Michael (incredibile la sua performance in SOMEBODY TO LOVE al concerto tributo). Purtroppo il destino sappiamo bene come ha deciso di far andare le cose.
Oggi cade un anniversario molto triste, per cui lascio momentaneamente da parte la musica (non del tutto), anche perché ieri abbiamo salutato il nostro amico Francesco con una bella carrellata di canzoni sue.
Accadeva infatti 70 anni fa il disastro di Marcinelle nella miniera di carbone Bois du Cazier in Belgio.
A causa di un corto circuito elettrico scoppiò un violento incendio che provocò 262 vittime tra i minatori di 12 nazionalità diverse intrappolati a oltre 1000 metri di profondità per un conseguente guasto dell'ascensore
Ben 136 di loro erano italiani e fu una tragedia che segnò profondamente la storia europea e l'emigrazione italiana nel secondo dopoguerra poiché molti andavano a fare quel lavoro (infame diciamolo pure chiaramente) per portare un sostegno economico alle proprie famiglie ancora provate dagli eventi bellici.
L'invio di manodopera italiana portava in cambio allo Stato forniture di carbone a prezzi agevolati, ma le condizioni di lavoro erano durissime e non sicure, per non dire disumane.
In seguito al disastro, il Belgio rivide le norme di sicurezza nelle miniere (rimaneva comunque un lavoro pesantissimo) e l'Italia istituì la Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo, celebrata proprio l'8 agosto.
Oggi l'ex sito minerario è stato riconvertito ed è possibile visitarlo in quanto riconosciuto come Patrimonio Mondiale dell'UNESCO.
Giornata quindi dolorosa, ma tuttavia una canzone meravigliosa a tema possiamo ascoltarla anche oggi perché i New Trolls nel 1969 incisero quel capolavoro di UNA MINIERA che raccontava proprio una vicenda simile.