martedì 7 luglio 2026

THE AVIATOR E IL DISASTRO DI BEVERLY HILLS

 Nel film The Aviator del 2004 diretto da Martin Scorsese, e pellicola di cui avevo parlato TEMPO FA dicendomi entusiasta a metà, quella metà viene come marcata dall'incidente


che Howard Hughes ebbe a Beverly Hills con lo schianto del suo prototipo da ricognizione Hughes XF-11, pilotato da lui (interpretato ovviamente da Leonardo DiCaprio), e il fatto accadeva il 7 luglio del 1946. 
Era il primo volo di collaudo e un guasto all'elica e la conseguente perdita di potenza del motore costrinsero Hughes a tentare un atterraggio d'emergenza in un campo da golf, ma senza riuscire ad arrivarci.


Il velivolo precipitò nel quartiere di Beverly Hills distruggendo tre abitazioni prima di prendere fuoco. 
Nonostante le case fossero abitate, miracolosamente nessun civile rimase ucciso. 
L'imprenditore invece subì gravissime lesioni e gravi ustioni su tutto il corpo. 
Il lungo periodo di riabilitazione e i dolori cronici, uniti ai farmaci antidolorifici, contribuirono in seguito a scatenare il suo noto disturbo ossessivo-compulsivo e a farlo vivere isolato. 
Ed è da lì infatti che, dopo quella SCENA altamente spettacolare che ti faceva rimanere a bocca aperta, il film cambiava registro, ma la storia in fondo era ben quella. 

lunedì 6 luglio 2026

STALLONE & BIKINI

 Apriamo oggi innanzitutto con gli auguri per gli ottant'anni di Sylvester Stallone (che, per fortuna, a dispetto del titolo del post, non è in Bikini) e glieli facciamo anche da parte di "Adrianaaa"!


Nascita, quella di Sly, avvenuta un giorno dopo quella del Bikini, appunto, di cui sopra. 
Che oggi è pur vero che fa caldo eh? 
Ma pensate un pò che vampate ottant'anni fa quando, nel 1946, la spogliarellista Micheline Bernardini indossava il primo modello di quel costume da bagno femminile in una piscina di Parigi.


Una novità letteralmente "esplosiva". 
Il sarto francese Louis Reard presentava infatti il 5 luglio alla piscina Molitor di Parigi un nuovo  costume da bagno, destinato a cambiare radicalmente, la  moda estiva femminile. 
Per rimarcare l'effetto dirompente del due pezzi, il nome scelto si rifaceva al luogo del test delle due bombe all'idrogeno lanciate dagli Stati Uniti sull'atollo di Bikini, nelle isole Marshall. 
Inizialmente però persino le modelle stesse si vergognavano ad indossare un costume così piccolo e che lascia scoperto l'ombelico come buona parte dei glutei. 
Tant'è che Reard faticava a trovare una persona disponibile a indossarlo finché non ti arriva la diciannovenne Micheline che è già avvezza a presentarsi in pubblico in outfits ben più succinti. 
Le grandi star del cinema come Brigitte Bardot e i concorsi di bellezza contribuiranno alla diffusione del bikini a partire dalla seconda metà degli anni Cinquanta.

Ma certamente, per quanto riguarda proprio il cinema, uno dei bikini più famosi rimane quello del 1962 con cui Ursula Andress si fa notare da Sean Connery uscendo dal mare in Agente 007 Licenza Di Uccidere, ed outfit replicato poi nell'era Brosnan da Halle Berry.

Nel frattempo le notizie sul nuovo 007 sono sempre vaghe, quindi aspettiamo, ma temo che sarà ancora lunga l'attesa. 

domenica 5 luglio 2026

LE DISAVVENTURE DI QUATTRO GIOVANI BEATLES

 Ricordate lunedì scorso che in conclusione del post sui BEATLES IN GIAPPONE davo appuntamento alla "prossima volta" per parlare delle loro disavventure filippine?


Ed ecco che quella "prossima volta" è arrivata oggi facendoci tornare esattamente a 60 anni fa con i giornali locali dell'epoca che intitolavano gli articoli giocando sui titoli delle loro canzoni. 
Ma tutto ebbe inizio il giorno precedente, il 4 luglio del 1966, quando il gruppo mancò accidentalmente ad un ricevimento di gala organizzato dalla First Lady Imelda Marcos al Palazzo Presidenziale di Malacañang.

Il manager Brian Epstein, per non stressare troppo i suoi ragazzi, aveva declinato l'invito sottovalutando involontariamente l'importanza della situazione non essendo al corrente dell'etichetta che non permetteva assolutamente di considerare facoltativo un simile invito, ma i media locali e il regime filippino lo presero come un affronto intenzionale. 
La notizia del loro mancato arrivo fu trasmessa immediatamente dai notiziari in TV, con i figli dei Marcos in lacrime, scatenando la furia popolare. 
E fu così che, dopo il grande successo dei loro due concerti al Rizal Memorial Stadium davanti a 80.000 fan, i Beatles si ritrovarono improvvisamente senza alcuna protezione di polizia o di sicurezza. 
Anzi, la mattina del 5 luglio del 1966, la band e il loro entourage scoprirono che nessuno li serviva in hotel e che una folla ostile li attendeva fuori. 
Durante il tragitto verso l'aeroporto internazionale di Manila e al loro arrivo si trovarono come in un incubo, con le scale mobili bloccate e quindi costretti a trasportare di peso la strumentazione, senza contare che subirono sputi, insulti e spintoni. 
Pare che vennero persino costretti a pagare tasse inventate dai funzionari del governo prima di poter salire sull'aereo. 
Questa traumatica esperienza convinse il gruppo a smettere definitivamente di esibirsi dal vivo nei tour mondiali solo pochi mesi dopo. 
Quindi, se per caso andate nelle Filippine e, anche se non cantate, vi invitano ad un galà, nel dubbio non dite di no... che è meglio... 

sabato 4 luglio 2026

BLOOD SWEAT & TEARS: NON LA SOLITA MUSICA

 Ci sono quelle band, in genere piuttosto numerose, dove c'è dentro una sezione di fiati piuttosto importante, per esempio gli Earth Wind & Fire e i Chicago che più o meno conosciamo tutti per alcuni successi da discoteca (i primi) o raffinate ballad radiofoniche (i secondi).


Nella categoria rientrano, molto meno popolari dei loro colleghi di prima, anche i Blood, Sweat & Tears (nove elementi) di cui leggevo tanti anni fa su Ciao 2001, e se si parla di loro si deve in realtà fare distinzione tra due band differenti un pò come succederà con i FLEETWOOD MAC prima e dopo PETER GREEN.
Qui abbiamo la prima fondata nel 1967 da AL KOOPER, collaboratore di Bob Dylan (suo è il riff di Hammond in Like A Rolling Stone), il quale, dopo la pubblicazione del primo album 

dalla famosa foto di copertina che mostra i nostri nove con, sulle ginocchia, i rispettivi mini-me, viene messo in discussione dai suoi compagni per le sue capacità vocali e su questo non sono d'accordo, anche perché contiene ottimi brani come questa I LOVE YOU MORE THAN YOU'LL EVER KNOW.

E infatti si racconta che la vera motivazione delle critiche fosse una certa sua sgradita supremazia decisionale e il fatto che Kooper fosse già una celebrità per cui il resto dei musicisti sembrava relegato al solo ruolo di accompagnamento. 
Così Al ha lasciato il gruppo dopo quel primo album che, nonostante le lodi della critica per il loro sound così diverso per l'epoca, non andò molto bene forse proprio perché tanto diverso. 
E poi c'è la seconda band con formazione leggermente cambiata e l'ingresso del cantante David Clayton-Thomas,

(quello massiccio tutto sulla destra) canadese, che ne è stato il frontman nel periodo di maggiore successo partendo da un secondo album del 1968 intitolato semplicemente con il nome della band (la foto in apertura del post), come se si trattasse invece di una novella opera prima. 
David è mancato di recente a 84 anni e ha guidato la band con la sua voce potente e blues verso il successo negli anni '60 e '70, mischiando rock, jazz e maestose sezioni di fiati. 
Ma non è stata tutta rose e fiori la vita di David che, scappato di casa a 14 anni, ha vissuto da senzatetto e ha trascorso anche del tempo in prigione dove ha imparato a suonare la chitarra. 
Trasferitosi a Toronto, si è fatto le ossa nei club rhythm and blues di Yonge Street, prima di trasferirsi a New York nel 1967.

SPINNING WHEEL (scritta proprio da Clayton-Thomas) è la canzone simbolo dei Blood Sweat & Tears che hanno partecipato anche al celebre Festival di Woodstock nel 1969, ma, nonostante fossero tra gli artisti principali e avessero ricevuto un compenso di 15.000 dollari, la loro esibizione fu notoriamente esclusa dall'iconico film documentario perché il loro manager ordinò di spegnere le telecamere a causa di controversie sui pagamenti. 
Per esattamente 50 anni, la loro esibizione è rimasta ufficialmente inedita, fino all'agosto del 2019, quando la Columbia/Legacy ha pubblicato un album live completo della performance, intitolato Live at Woodstock. 
La carriera di David con i BS&T si è alternata anche tra lavori solisti, e tutto quello che c'è da sapere sulla band viene raccontato anche al cinema nel documentario "What the Hell Happened to Blood, Sweat & Tears?"

uscito nel 2023 per la regia di John Scheinfeld,  che racconta la loro incredibile ascesa vincendo, grazie anche a David, 3 Grammy negli anni '70, e rivela anche la storia segreta, ma non troppo, di come i membri della band furono ricattati dal Dipartimento di Stato per far sì che al loro cantante canadese venisse rilasciato un visto di residenza permanente, una carta verde necessaria per continuare a lavorare con la band. 
Curioso infine che in quello stesso album di Spinning Wheel ci sia una canzone cantata da lui dal titolo WHEN I DIE e che, per come è strutturata, sembra un musical.

Goodbye David. 

venerdì 3 luglio 2026

TRANSFIGURE: EVVAI DI PHOTOSHOP

 Alzi la mano chi non ha mai corretto digitalmente una propria foto!


Non dico per sembrare una top model, ma magari solo per correggere un'ombra, un occhio rosso, un qualcosina che dà fastidio. 
Io stesso mi sono più volte dilettato con tali strumenti. 
In effetti c'è chi di tali artifici digitali ne abusa e i risultati poi si vedono chiaramente perché l'immagine diventa innaturale. 
Su tale tema c'è su YouTube TRANSFIGURE,

un breve corto di qualche anno fa dove una ragazza sta, appunto, cercando di migliorare una sua foto, ma si accorge che, per qualche strano motivo, le modifiche che fa le si presentano anche sul suo corpo reale, cosa che lì per lì ti fa pensare Wow! 
Ma se il computer su cui stai lavorando ad un certo punto comincia a fare di testa sua, le conseguenze possono essere anche letali... 
Buon divertimento! 

giovedì 2 luglio 2026

VILLAGE PEOPLE IN LUTTO

 Con grande dispiacere riporto la notizia della morte di Victor Willis, 74 anni cantante frontman e leader originale dei Village People,


quello al centro travestito da poliziotto e in seguito anche da ufficiale di marina. 
È stato lui la mente creativa dietro i più grandi successi della band oltre che l'unico membro eterosessuale della primissima formazione originale. 
I produttori Jacques Morali e Henri Belolo lo ingaggiarono dopo averlo visto recitare nel musical The Wiz a Broadway per quello che allora era solo un progetto in studio come tanti altri nella discomusic: infatti per il primo album omonimo del 1977, quello che conteneva SAN FRANCISCO,

Willis cantò da solista quasi tutte le parti vocali, affiancato da coristi professionisti. 
Visto l'enorme successo ottenuto nei club, i due produttori hanno poi rapidamente assemblato un gruppo di ballerini e performer (che non sono gli stessi che appaiono nella foto di copertina del primo LP) per portare i brani in giro con coreografie dal vivo. 
Y.M.C.A., Macho Man, In the Navy, Go West, sono alcune tra le canzoni dei Village People che portano firma di Willis e senza dubbio le più famose. 
Goodbye Victor. 

mercoledì 1 luglio 2026

YOUNG SHERLOCK SU PRIME VIDEO: RISCRIVIAMO TUTTO PER L'ENNESIMA VOLTA

 Su Prime Video c'è Young Sherlock che è una serie ideata da Matthew Parkhill, sviluppata da Guy Ritchie e Peter Harness e basata sui romanzi di Andy Lane.


Sono gli anni giovanili del celebre futuro investigatore che qui vediamo sullo schermo ancora diciannovenne, ma già con torbidi misteri e traumi familiari tra il carcere di Newgate e l'Università di Oxford. 
È uno Sherlock tormentato e ribelle quello interpretato da Hero Fiennes Tiffin che si ritrova coinvolto in una serie di cospirazioni e tragedie, che gettano le basi del suo carattere e lo formano per la nascita della sua ossessione per la giustizia. 
Al contrario di come ce lo presentava Steven Spielberg in quella sua produzione del 1985

dal titolo Piramide Di Paura diretta da Barry Levinson e scritta da Chris Columbus (che trio, eh?), qui non c'è ancora traccia del fido Watson al suo fianco, mentre invece Sherlock diventa migliore amico della sua futura nemesi, James Moriarty, e durante gli episodi ci saranno alcuni momenti che ci dicono come cambierà il loro rapporto, di cui uno, con una battuta divertente, è quando Sherlock in un negozio si prova il classico cappellino iconico legato all'investigatore.

I primi due episodi, quelli diretti da Ritchie, hanno il dinamismo visivo che già si vedeva nei film con Robert Downey Jr. mentre in seguito il ritmo spesso cala. 
Ironia comunque ne abbiamo, ma anche molte licenze narrativa rispetto al materiale originale, come la sorella minore data per morta da piccina. 
Sorella mai pensata da Sir Arthur Conan Doyle, ma creata negli anni 2000 dall'autrice Nancy Springer e che, con il nome di Enola, è stata già portata in due film da Millie Bobby Brown, con il terzo che dovrebbe uscire su Netflix proprio oggi.

Vedi a volte le coincidenze... 

THE AVIATOR E IL DISASTRO DI BEVERLY HILLS

 Nel film The Aviator del 2004 diretto da Martin Scorsese, e pellicola di cui avevo parlato  TEMPO FA dicendomi entusiasta a metà, quella m...