domenica 22 marzo 2026

SE CHUCK NORRIS SE NE VA...

 ...siamo fregati!


Se c'era una sola minima possibilità di risolvere i conflitti in corso, questa è ormai svanita poiché Chuck Norris ci ha lasciato ad 86 anni e quindi non potrà intervenire con la Delta Force. 
Si scherza su quel film distribuito dalla Cannon, percio già di suo di serie B, ma diventato lo stesso un cult, però purtroppo l'ex Walker Texas Ranger se n'è andato lasciando anche il ricordo di quando per un pochino le ha suonate a Bruce Lee

nel Colosseo (finto, ricreato in studio) per poi comunque perdere quel duello rimasto nella storia del cinema. 
Comunque si è sempre scherzato anche con i tantissimi meme su Chuck e, anzi, qualcuno sui social ha continuato a scherzarci su scrivendo che dopo tre giorni tornerà. 
Purtroppo stavolta non è un meme. 
Ancora cinema in lutto per Tom Georgeson, il capobanda di UN PESCE DI NOME WANDA dove oltre a Jamie Lee Curtis, John Cleese e Michael Palin (questi ultimi due ne arrivavano dai Monty Python) c'era un pazzesco Kevin Kline. 
Piccola curiosità sul personaggio che Tom interpretava nel film e che aveva il suo nome praticamente invertito diventando George Thomason.

Tom aveva 88 anni. 
Lasciando da parte il cinema è mancato anche Umberto Bossi il Senatur della Lega Nord da tempo affetto da gravi problematiche fisico-motorie indotte da ictus.

Aveva 84 anni. 
Addio Chuck, Tom e Umberto. 

sabato 21 marzo 2026

SUORE, PORNODIVE E ARIA DI PRIMAVERA

 Un paio di settimane fa nel centro di Milano è apparso questo cartellone pubblicitario con questa sibillina domanda:


Tramite quel codice QR si accedeva ad un sondaggio che non ho bisogno di dirvi che risultati ha portato, miei cari lettori birichini. 
Tutto ciò poi si è rivelata essere la manovra promozionale del nuovo singolo di Annalisa uscito una settimana dopo, e che, come dice il titolo, non è una CANZONE ESTIVA, ma lei si porta già avanti.

Anzi, presenta un brano completamente opposto al vincitore del Festival di Sanremo snobbando platealmente la manifestazione canora come a dichiarare che tutto ciò a lei non serve. 
Ed è vero, perché Annalisa è quella che ti sforna comunque la hit che non ti togli più dalla testa grazie anche a delle notevoli doti vocali e un team di produzione che ha messo da parte la proposta degli esordi, molto più casta e melodica, in favore di suoni e ritmi che starebbero perfettamente in un disco di Lady Gaga, senza dimenticare certi look tutti basati sulla lingerie esposta con nonchalance. 
Ecco, questo è il punto che mette dei seri dubbi poiché Annalisa le doti, come dicevo, le ha davvero e certi mezzucci promozionali non sarebbero così necessari in realtà. 
Scelte sue o del management?
Anche questo comunque, come il Festival, non le servirebbe. 
Ma andiamo avanti con la nostra musica del sabato che essendo oggi IL PRIMO GIORNO DI PRIMAVERA, 

anche se astronomicamente la stagione sarebbe arrivata in effetti nel pomeriggio di ieri, non posso non ricordare che i Dik Dik nel 1969 l'avevano pure cantata con parole di Mogol questa stagione in arrivo, in una canzone il cui intro con l'organo Hammond ricorda da vicino l'altro loro famoso successo SENZA LUCE,

che altro non era che una bella cover di A Whiter Shade Of Pale dei Procol Harum. 
Ah, abbiamo anche un referendum domani, ma vuoi vedere che con quest'arrivo della bella stagione potrebbe capitare che non si raggiunga il quorum? 
Nessun problema perché tanto stavolta non serve raggiungerlo, e quelli che sto referendum lo verrebbero boicottare già rosicano. 
Vabbè... anche oggi quindi auguro a tutti un buon weekend, il primo primaverile con le giornate che hanno già cominciato ad allungarsi lasciando un pò di luce in più giorno dopo giorno. 

venerdì 20 marzo 2026

UNA BATTAGLIA DOPO L'ALTRA: PREMIO OSCAR PIÙ CHE MERITATO

 Come promesso, ho inziato a vedere i titoli relativi agli Oscar di quest'anno e non potevo non iniziare dal trionfatore Una Battaglia Dopo L'Altra di Paul Thomas Anderson, regista che avevo scoperto anni fa con lo splendido MAGNOLIA e che finora, per quello che ho visto, riesce a proporre sullo schermo ogni volta un prodotto completamente diverso.


Qui si parte con Leonardo DiCaprio e Teyana Taylor nel ruolo di rivoluzionari in un'America distopica che fanno esplodere cose e poi fanno sesso, e poi fanno sesso mentre fanno esplodere cose, e poi fanno esplodere cose mentre... 
Beh, forse non proprio così, ma quasi, finché non nasce una figlia che sarà ricercata da un orribile invasato a cui dà volto e movenze Sean Penn

che si è preso giustamente la statuetta come attore non protagonista. 
Da lì il film diventa un road movie con Leo molto simile al Grande Lebowski e Benicio Del Toro sensei che lo aiuta grazie a passaggi segreti claustrofobici. 
In certi momenti mi è tornato anche in mente Will Smith in Nemico Pubblico che scappa e corre in accappatoio come se non ci fosse un domani.

Film questo di Paul Thomas che dura ben 2 ore e 40 minuti, ma correndo correndo passano in un botto con anche la colonna sonora ossessiva e pure inquietante di Jonny Greenwood dei Radiohead. 
E grazie a tutto questo finalmente per il nostro Anderson, dopo tante volte passate dove ha ricevuto in totale undici nominations, è arrivato il giusto riconoscimento con tre Oscar durante la notte più importante per il cinema. 

giovedì 19 marzo 2026

FESTA DEL PAPÀ: AUGURI!

 Oggi è la Festa del Papà, quindi da qui parte un augurio a tutti i papà, anche quelli che magari sembrano un pò burberi e brontoloni, ma sotto sotto sono dei teneri genitori (il mio era così).


Per fortuna quei papà insensibili come Gendo Ikari che in NEON GENESIS EVANGELION costringe il giovane figlio Shinji a pilotare senza alcuna esperienza l'Eva 01 a rischio della vita, e con la motivazione che solo lui può farlo (e ne capiremo il motivo molto più avanti negli episodi della serie, ma non faccio spoiler), beh quelli, per fortuna sono solo frutto di fantasia... 
Oppure no, purtroppo esistono anche quelli, come esistono anche mariti e compagni violenti e le cronache ce lo ricordano ogni giorno, ma nella mia ingenuità e nel mio mondo ideale spero che le cose possano cambiare. 
E, anzi, con il massimo rispetto posto anche una foto che è un piccolo regalo per un'amica,

un omaggio realizzato grazie all'intelligenza artificiale che fa tanto discutere a seconda dell'uso che ne viene fatto, ma in questo caso credo che l'uso stia dal lato buono di tutto questo mio mondo ideale. 

mercoledì 18 marzo 2026

BRIDGERTON STAGIONE 4 SI È CONCLUSA

 Come la storia di Cenerentola, a cui questa stagione di Bridgerton SI ISPIRA,


alla fine, con gli ultimi quattro episodi arrivati su Netflix durante il Festival di Sanremo, possiamo vedere che vivranno quasi tutti (perché un decesso improvviso ci sarà) felici e contenti, alcuni magari meno soddisfatti di altri proprio come succede durante la kermesse musicale che quest'anno si è tirata addosso un mare di critiche, forse ancora più del solito specialmente per la "toccata e fuga" dei Pooh mandati in onda durante la finale con una sola canzone, Uomini Soli,

e la consegna sbrigativa del premio alla carriera che Conti non poteva mica perdere tempo, mentre in Piazza Colombo hanno tenuto un vero e proprio mini-concerto con orchestrali al seguito. 
Ma torniamo alla nostra serie tv dove, oltre alla vicenda principale, ricordiamo che Penelope,

la novella moglie di Colin Bridgerton, alla fine della STAGIONE PRECEDENTE aveva promesso di smettere con le pubblicazioni gossipare di Lady Whistledown, ma qualcuno non ben identificato ne raccoglie l'eredità e la Lady misteriosa riappare a condire e pepare le giornate di quella Londra ucronica che vediamo sullo schermo, oppure leggiamo nei libri dai quali sono tratte le sceneggiature seppure con alcune libertà. 
Stagione poi particolarmente interessante perché questi ultimi episodi mi hanno fatto fare tardi con il binge-watching per la curiosità che ad ogni chiusura mi rimaneva, e nemmeno mi calava la palpebra,pensa te. 
Quindi, miei cari lettori e gentili lettrici (per dirla in tono), potete stare tranquilli che Bridgerton tornerà ancora a deliziarci con la giusta ricetta di ironia, erotismo e anche molta fantasia che non ci sta mai male. 

martedì 17 marzo 2026

MY FAIR LADY E IL DEBUTTO A BROADWAY

 Oggi si canta e si balla a tempo di musical con il celeberrimo My Fair Lady che un paio di giorni fa ha compiuto 70 anni.


Era infatti il 15 marzo del 1956 quando lo show debuttava a Broadway con Julie Andrews (futura Mary Poppins) e Rex Harrison come protagonisti rimanendo in scena per oltre 2700 repliche, un record per l'epoca. 
Non chiedetemi perché, ma si tratta di un musical definito dai critici "perfetto", basato sulla pièce Pigmalione di George Bernard Shaw. 
Ambientato nella Londra edoardiana, quella corrispondente più o meno alla Belle Époque francese con quei cappelli femminili dalle tese larghissime, racconta la trasformazione per scommessa di Eliza Doolittle, una povera fioraia con un forte accento cockney, in una sofisticata signora dell'alta società grazie all'aiuto del cinico professor Henry Higgins. 
Si parla di classe sociale, linguaggio e amore perché c'è l'inevitabile love story, diventando un classico senza tempo, e secondo me dando in parte l'ispirazione, la scintilla di partenza a Una Poltrona Per Due.

Nel 1964 è stato trasposto nell'omonimo film diretto da George Cukor, vincitore di 8 premi Oscar, con Audrey Hepburn doppiata nel canto da Marni Nixon (trucchetto usato spesso) nel ruolo di Eliza e Rex Harrison che riprende il ruolo di Higgins.

Qui sopra UNO dei brani tratti dal film dove "the rain in Spain" diventa "la rana in Spagna" per una pratica questione di sync labiale e anche qui per la versione italiana il canto è affidato a Tina Centi, cantante professionista, mentre Maria Pia Di Meo ha doppiato Audrey solo per le parti recitate. 
Già che ci sono, posto anche la locandina italiana, molto differente da quella originale statunitense,

e che mostra Audrey nel famoso outfit divenuto iconico come lo è anche il tubino di Colazione Da Tiffany. 
Il musical ha avuto diverse versioni italiane di successo, tra cui quella recente interpretata da Serena Autieri nel ruolo di Eliza e Ivan Castiglione come Higgins. 
Purtroppo legati alla musica abbiamo anche due addii a cominciare con Paki Canzi, 78 anni, voce e leader de I Nuovi Angeli, gruppo pop italiano nato negli anni 60 che, come tanti dell'epoca viveva di cover di successi stranieri (anche Obladì Obladà in versione italiana), ma non solo, poiché nel 1971 Roberto Vecchioni aveva contributo con loro per il successo più famoso, DONNA FELICITÀ.

  • Sempre musica, ma giusto un pò più dura quella dei Motörhead il cui chitarrista Phil Campbell è mancato di recente a 64 anni per le conseguenze di una difficile operazione chirurgica. 
Phil era stato nella band per 31 anni dopo Brian Robertson.

Quindi auguri per i 70 anni a My Fair Lady e addio a Paki (Pasquale) e Phil. 

lunedì 16 marzo 2026

DOC... MI STAI DICENDO CHE HAI COSTRUITO UNA MACCHINA DEL TEMPO... CON UNA STUDEBAKER???

 Ovviamente sappiamo tutti che non era una Studebaker quella usata nel film Ritorno Al Futuro, 


ma se ho citato quella marca di auto americane il motivo c'è perché anche oggi si va al cinema e in più si viaggia nel tempo dato che era il 16 marzo del 1966 quando dagli stabilimenti di Hamilton nell'Ontario, usciva l'ultimo esemplare di Studebaker, auto dalle linee austere, rigorose, massicce, molto diverse dalle più appariscenti Cadillac o Lincoln che, al contrario, parevano veicoli spaziali e, opportunamente modificate, erano state anche le prime Batmobili in tv.

Difatti la produzione maggiore della casa era stata improntata verso i pick-up, ovvero i camioncini che nei film americani abbiamo sempre visto specie nelle zone rurali. 
Anche in Ritorno Al Futuro infatti nel 1955 dove finisce Marty McFly, c'è la concessionaria Statler Motors che a Hill Valley vende le Studebaker ed è pubblicizzata sul giornale che legge per rendersi conto di che anno sia quello in cui si trova


dato che intorno a lui le cose appaiono un pochino cambiate rispetto a com'erano solo pochi secondi prima.
La stessa Statler Motors, invece, nel 1985 dal quale era partito stava distribuendo il marchio Toyota con in particolare quel pick-up che tanto piace al nostro ragazzo (anzi, piaceva a moltissimi all'epoca e anche tutt'ora) e che poi alla fine del film troverà nel suo garage dopo aver un pò modificato gli eventi del passato, anche se non si dovrebbe mai fare (ricordatelo casomai doveste andare indietro nel tempo).


Sempre la stessa concessionaria Statler nel futuro 2015 del secondo episodio venderà la Pontiac, che in realtà invece è fallita nel 2010, mentre nel 1855, l'epoca del terzo episodio western, sempre la ditta Statler noleggia cavalli, e due di quelli tireranno il calesse guidato da Clara facendole rischiare così la vita, dopo che Doc si era dimenticato di andarla a prendere alla stazione, con tutto quello che poi ne è conseguito. 

Non so se tutti abbiano notato questa continuità nella trilogia di Zemeckis. 
Personalmente l'ho scoperto da poco questo particolare e mi ha confermato ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, che si tratta di una grande, geniale terna di film che spero non verranno mai toccati da remake o sequel, come infatti hanno anche dichiarato tutti coloro che ci hanno lavorato. Geniale, si, ma senza nessun riconoscimento da premio Oscar che invece quest'anno ha dato ben sei statuette a Una Battaglia Dopo L'Altra con Leonardo DiCaprio e Sean Penn e che vedrò a breve perché ho promesso di recuperare i titoli che erano in lizza, o almeno il vincitore. 

SE CHUCK NORRIS SE NE VA...

 ...siamo fregati! Se c'era una sola minima possibilità di risolvere i conflitti in corso, questa è ormai svanita poiché Chuck Norris c...