mercoledì 5 agosto 2026

IL MAGO HOUDINI: MAGIA DEL CINEMA VINTAGE

 Ecco un classico film prodotto, ma non diretto, da quel genio di George Pal: Il Mago Houdini (in originale solo Houdini) del 1953 con Tony Curtis, molto prima di ATTENTI A QUEI DUE, e Janet Leigh che faranno coppia anche nella vita reale.


È una spettacolare, ma romanzata, biografia che racconta le imprese dell'escapologo nei primi del Novecento, con in parallelo la storia d'amore con la moglie Bess portando sullo schermo i suoi numeri più estremi. 
Altre pellicole negli anni hanno avuto il mago come protagonista è l'ultima è Houdini - L'Ultimo Mago del 2007, incentrato invece sugli ultimi anni dell'artista (interpretato da Guy Pearce) e sulla sua ossessione nel voler sbugiardare i falsi medium.

Qui c'è anche una storia d'amore romantica e pericolosa con una seducente sensitiva interpretata da Catherine Zeta-Jones subentrata al posto di Rachel Weisz rimasta incinta, ma personalmente io sono più legato al film vintage. 
Comunque, parlando del vero Harry Houdini, le sue imprese subacquee sono ricordate come le sue performance più iconiche. 
Era proprio il 5 agosto del 1926 quando rimase rinchiuso in una bara sigillata sott'acqua per un'ora e mezza immersa nella piscina dell'hotel Shelton a New York.

Ovviamente non si trattava di magia, ma di un'incredibile capacità di controllare il respiro con un allenamento fisico estremo per cui Harry si preparava a lungo in apnea in una vasca da bagno di casa e praticava tecniche di iperventilazione prima di immergersi, per massimizzare l'ossigenazione nel sangue. 
Naturalmente non era meno importante un'ingegnosa progettazione meccanica degli strumenti di fuga come nel caso di casse e bauli che venivano modificati artigianalmente da lui stesso con pannelli rimovibili o serrature congegnate in modo da aprirsi dall'interno con una pressione minima, magari aiutandosi con grimaldelli nascosti tra i capelli o in bocca. 
Infatti, se ricordate la copertina dell'album di Kate Bush

The Dreaming che conteneva la canzone RUNNING UP THAT HILL, tornata famosa grazie a Stranger Things, la cantante appare in copertina nel ruolo di Bess, la moglie di Houdini mentre sta per baciare il mago ed ha sulla lingua una piccola chiave che, grazie al bacio, passerà di nascosto all'artista già pronto incatenato per lo spettacolo. 

Davvero funzionava così il trucchetto. 
Era stata questa la sua ultima grande sfida portata a termine, come le altre sue imprese, grazie ad una preparazione maniacale. Houdini era inoltre in grado di slogare o contrarre volontariamente spalle e polsi per sfilarsi, per esempio, dalle manette, 
Una cosa molto "forte" e scenica era che, prima di un' immersione, Harry chiedeva spesso al pubblico di trattenere il respiro insieme a lui. 
Questo creava tensione per gli spettatori che così riuscivano a percepire il tempo dilatato, facendo sembrare l'impresa ancora più sovrumana. 
Magia quindi, si, ma, come nel caso del film di lunedì scorso, più che altro illusione con qualche inganno dentro. 
Inganni assolutamente leciti per creare uno spettacolo d'effetto. 

martedì 4 agosto 2026

QUEL CALCIO CHE NON C'È PIÙ

 Lo sapete che non sono un tifoso di calcio, anche perché quel tifo violento che si vede ultimamente non credo possa essere considerato parte vera e propria dello sport.


Tuttavia quando ci lascia un grande calciatore del passato, di quando il calcio non era ancora fatto da fotomodelli e stuntmen, allora credo che possa trovare spazio anche qui dalle mie parti, come nel caso di Franco Baresi che se n'è andato nei giorni scorsi a 66 anni dopo essere stato una leggenda del calcio mondiale, e considerato uno dei più grandi difensori di tutti i tempi. 
Fedele al Milan per oltre 20 anni e capitano di poche parole ma di immenso carisma, era cresciuto nel vivaio rossonero, esordendo in prima squadra nel 1977 ed è diventato capitano a soli 22 anni. 
È rimasto con i rossoneri anche nei momenti più bui, retrocedendo in Serie B agli inizi degli anni '80 e guidando poi la squadra a una rinascita epica. 
Con il Milan ha vinto 6 Scudetti, 3 Coppe dei Campioni (le attuali Champions League), 2 Supercoppe UEFA e 2 Coppe Intercontinentali. Ha giocato la sua ultima stagione nel 1997 e, in suo onore, il club ha ritirato la sua maglia numero 6, il che significa che nessun altro giocatore porterà quel numero sulla schiena.
Anche la sua storia con gli Azzurri è stata ricca di emozioni poiché ha fatto parte della rosa che ha vinto il Campionato del Mondo in Spagna, nel 1982 pur senza scendere in campo. 
È stato invece poi protagonista assoluto negli Stati Uniti guidando la difesa fino alla finale di Pasadena nel 1994 giocando una gara stoica contro il Brasile, a sole poche settimane da un grave infortunio al menisco per il quale tutti dubitavano del suo ritorno in campo. 
Purtroppo nella stessa occasione c'è anche il lato amaro perché fu suo il primo errore nella sfortunata sequenza dei calci di rigore

(scoppiò in lacrime per questo) dove poi hanno sbagliato anche Daniele Massaro e Roberto Baggio. 
Come difensore libero (un ruolo che con l'evolversi delle tecniche di gioco ormai non esiste più) sapeva anticipare gli avversari prima che potessero ricevere palla e alcuni commentatori lo definivano una vera belva in campo. 
Tant'è che gli venne dato il soprannome "Kaiser Franz" italiano, in omaggio al grande Franz Beckenbauer, altro nome storico del grande calcio. 
Addio Franco. 

lunedì 3 agosto 2026

L'ILLUSIONE PERFETTA - NOW YOU SEE ME: NOW YOU DON'T (TERZO EPISODIO DEI MAGHI)

 Su Prime Video c'è Now You See Me 3 (il cui titolo corretto è in realtà più complicato dato che sarebbe L'Illusione Perfetta - Now You See Me: Now You Don't)


ed è appunto il terzo capitolo della famosa saga sui maghi criminali, ma anche simpatici, uscito al cinema a novembre 2025 con la regia di Ruben Fleischer. 
Il film unisce il cast storico a nuovi giovani talenti, puntando ovviamente sui trucchi di illusione e una trama con locations internazionali. 
Nel film sono passati dieci anni dal colpo di Londra e i Quattro Cavalieri tornano in campo insieme a una nuova generazione di illusionisti, che sta sfruttando senza il loro permesso la loro immagine, per un piano ad alto rischio: rubare un enorme diamante e fermare l'organizzazione criminale guidata da Veronika Vanderberg. 
Rientrano quindi in scena Jesse Eisenberg, Woody Harrelson, Dave Franco, Isla Fisher (non aspettavo altro) e Morgan Freeman, affiancati da volti nuovi come Rosamund Pike (la Vanderberg), Justice Smith, Dominic Sessa (l'abbiamo visto in quel delizioso The Holdovers) e Ariana Greenblatt. 
Da notare che sono stati ridotti al minimo gli effetti digitali in favore di scenografie e trucchi reali e, aggiungo io, per fortuna poiché pare che nel cinema abbiano capito che, quando un effetto speciale viene realizzato all'antica direttamente sul set, ha sempre qualche punto in più. 
Già si parla di un Now You See Me 4, ma c'è tempo perché il film si trova attualmente in fase di scrittura. 

domenica 2 agosto 2026

LAPUTA - CASTELLO NEL CIELO: UNA LOCATION ITALIANA PER MIYAZAKI

 Dopo il successo di Nausicaä Della Valle Del Vento, nel 1985 Hayao Miyazaki, insieme a Isao Takahata e alla casa editrice Tokuma Shoten, fonda lo STUDIO GHIBLI, e quindi un anno dopo (era come oggi il 2 agosto) esce nelle sale cinematografiche giapponesi Laputa - Castello Nel Cielo, terzo lungometraggio di Miyazaki e primo film ufficiale del nuovo Studio.


Laputa in realtà è un'isola volante immaginaria già citata molto tempo prima nella letteratura. 
Nasce infatti come celebre elemento letterario nei Viaggi Di Gulliver di Jonathan Swift del 1726 ed è abitata da scienziati e filosofi molto intelligenti ma del tutto staccati dalla vita reale. 
Rappresentava per l'autore una satira contro la scienza accademica e il potere politico dell'epoca. 
Hayao Miyazaki ha voluto prendere pari pari l'idea dell'isola e metterla nel suo film che racconta la storia di Pazu e Sheeta, due ragazzi che cercano questo luogo misterioso nascosta tra le nuvole che custodisce una tecnologia antica, un potere enorme e giardini incantati curati da robot. 
È un film d'avventura con temi ecologici e una critica contro l'uso distruttivo delle armi e del potere. 
Da noi in Italia ci è arrivato molto più tardi, cioè il 14 gennaio del 2004 con una riedizione datata 25 aprile 2012 dove il doppiaggio era leggermente diverso. 
Se il design dei robot guardiani/giardinieri

è stato poi ispirazione per la Dreamworks nel delizioso film animato IL ROBOT SELVAGGIO, Miyazaki invece per visualizzare la sua isola ha dichiarato di aver preso ispirazione da Civita di Bagnoregio, la "città che muore" in provincia di Viterbo che è famosa anche in Giappone.

Il borgo è arroccato su uno sperone tufaceo e isolato dal resto del mondo, ed entrambi i luoghi condividono un'atmosfera sospesa nel tempo, poetica e a rischio di scomparire. 
L'unico modo per raggiungere la città è a piedi, attraversando un ponte pedonale in cemento armato lungo circa 300 metri. 
Consiglio da turista? 
Anche, perché no? 


sabato 1 agosto 2026

ONCE E THE COMMITMENTS: DUE FILM CON MUSICA E IRLANDA DENTRO

 Dedico la musica del sabato tutta a Glen Hansard, cantautore irlandese che ottenne la fama internazionale nel 2007 per la canzone FALLING SLOWLY, brano che vinse il premio Oscar per il film Once dove la canta insieme a Markéta Irglová.


Glen purtroppo è morto pochi giorni fa a soli 56 anni in un incidente in moto poco fuori Dublino, senza altri veicoli coinvolti, dopo aver passato la serata al Wren’s Nest, un pub lungo il fiume Liffey. 
Hansard aveva cominciato negli anni Novanta con la band dei Frames e poi nel 2000 con il duo degli Swell Season e anche come solista. 

Come attore non protagonista, lo avevamo intravisto in THE COMMITMENTS di ALAN PARKER dove era il giovane chitarrista biondo/rossiccio dal capello lungo che si vede a tratti nel VIDEO qui sopra dove la parte del leone la fa Andrew Strong, lead vocal del gruppo.

Esilarante è la scena degli aspiranti improbabili musicisti che si presentano alla porta per il provino con la speranza di far parte della futura band. 
Poi invece Glen protagonista lo è stato appunto in Once, che nel 2007 gli diede una inaspettata popolarità internazionale con pure il plauso di Steven Spielberg che ha dichiarato di adorare quel film tratto da un musical e dove, curiosamente, i protagonisti principali non hanno un nome vero e proprio.

Se non vi disturba il fatto che Once sia stato girato tutto con una telecamera a mano, perciò parecchio balenga ad effetto documentario, ve lo consiglio insieme all'altro film di Alan Parker di cui vi ho parlato sopra. 
Devono piacere entrambi, ve lo assicuro. 
Legato per certi altri versi alla musica era anche Don Antonio Mazzi,

che ci lascia a 96 anni e che si è sempre prodigato per contrastare il disagio giovanile e le tossicodipendenze, utilizzando l'arte e i ritmi musicali come strumenti di aggregazione, riscatto e terapia con un approccio che univa la spiritualità alla vita reale. 
Celebri sono stati i suoi spazi quotidiani su emittenti nazionali come RTL 102.5, in cui ha sempre promosso la musica come veicolo di messaggi positivi e di riflessione.
Addio Don Mazzi e Glen. 

venerdì 31 luglio 2026

CON QUELLA FACCIA UN PÒ COSÌ

 Ma sarà un effetto ottico o sono tracce di vita extraterrestre?


Questo si domandavano in milioni tra spettatori e lettori di fronte alla famosa foto del Volto su Marte, pubblicata dalla Nasa il 31 luglio 1976.
La foto fu scattata in realtà il 25 luglio 1976 dalla sonda Viking 1 della NASA e prima di renderla pubblica ci avevano pensato un pò su per qualche giorno. 
L'area si trova nella regione di Cydonia ed è lunga circa 2,65 chilometri. 
Il Sole basso sull'orizzonte creò quelle ombre che facevano sembrare la roccia simile a un volto umano. 
Saranno poi nuove foto ad alta risoluzione scattate da sonde successive (come il Mars Global Surveyor e la sonda Mars Express della ESA) che smentiranno l'idea di una struttura artificiale. 
Tuttavia la fantasia degli sceneggiatori l'ha fatta comparire nel film del 2000 Mission To Mars diretto da Brian De Palma e con Gary Sinise, Tim Robbins, Don Cheadle, Connie Nielsen,

dove si immagina che sia un rifugio contenente un'antica astronave.
Film non esattamente accolto bene alla sua uscita e io stesso l'ho trovato un pò noioso specie nella prima parte. 
Poi c'è da dire che la svolta metafisica ha reso il tutto ancora più difficile da digerire per un pubblico che invece ormai si aspettava solo film spaziali come Armageddon uscito solo due anni prima. 
In più, a dimostrazione di ciò, pochi mesi dopo, usciva anche Pianeta Rosso (Red Planet) con Val Kilmer (che mai dimenticheremo) e Carrie Ann Moss (la Trinity di Matrix), che andò ancora peggio.
Forse questo misterioso pianeta stava diventando un pò troppo affollato... 


giovedì 30 luglio 2026

TOP OF THE POPS: IT'S STILL NUMBER ONE!

 Esattamente vent'anni fa la celebre trasmissione musicale britannica Top Of The Pops ha chiuso i battenti dopo 42 anni di messa in onda e 2.204 episodi.


Questo a causa del calo costante degli ascolti e della spietata concorrenza di internet e dei canali musicali sempre disponibili 24 ore su 24. 
L'ultima puntata settimanale dello storico show della BBC era stata registrata il 26 luglio 2006 al BBC Television Centre di Londra ed è stata chiusa dal conduttore storico Jimmy Savile (il primo a presentare lo show nel 1964), che ha spento le luci in uno studio vuoto pronunciando la celebre frase: “It's still number one. It's Top of the Pops”.

La classifica finale quel giorno aveva il brano HIPS DON'T LIE di Shakira (feat. Wyclef Jean) al primo posto, mentre  l'ultima band a esibirsi nello studio in una puntata regolare, la settimana precedente, erano stati gli Snow Patrol con CHASING CARS.

La decisione di mettere la parola "fine" a quella che era stata, si può dire, una vera e propria istituzione britannica (secondo me la Regina Elisabetta II era una delle fedeli spettatrici), arrivò dopo un periodo di declino di cui ho accennato sopra che portò anche allo spostamento del programma da BBC One a BBC Two nel 2005. 
Nonostante la chiusura dello show settimanale, la BBC ha continuato a produrre per diversi anni speciali natalizi e repliche d'archivio su BBC Four come fa il nostro Techetecheté. 
Sono stati scritti fior fiore di libri a riguardo e anche realizzati documentari di cui uno del 1981,

quando il programma ha abbracciato il «New Pop» degli anni '80 (quello partito con Video Killed The Radio Star) con una nuova sigla e titoli. 
È un periodo, tuttavia quello del 1981, in cui la Gran Bretagna è divisa tra rivolte, disoccupazione e matrimonio reale, uno stato d'animo catturato nella GHOST TOWN (con quel particolare sound arabeggiante) dei The Specials,

band ska che la esegue in Top of the Pops, per poi sciogliersi subito dopo nel camerino del Television Centre. 
Torneranno nel 1996 anche se non saranno in formazione completa. 
Abbiamo anche avuto la nostra versione italiana omonima di Top Of The Pops che è andata in onda prima su Rai 2 e poi su Italia 1 e ha chiuso definitivamente nel 2011 per ascolti bassi come l'originale e il mancato rinnovo dei diritti. 
Da notare che in Italia, prima di questo programma, guardavamo DISCORING, una produzione tutta italiana che già si ispirava al prodotto britannico, e che dalla fine degli anni 70, ha cavalcato poi tutti gli anni 80 portando in scena gli artisti del momento.

E anche qui, quanti ricordi... Urca! 

IL MAGO HOUDINI: MAGIA DEL CINEMA VINTAGE

 Ecco un classico film prodotto, ma non diretto, da quel genio di George Pal: Il Mago Houdini (in originale solo Houdini) del 1953 con Tony ...