mercoledì 5 ottobre 2022

JAMES BOND VS. BEATLES

 Il 5 ottobre del 1962, ovvero esattamente 60 anni fa, è stato un grande giorno nel Regno Unito, in quanto musica e cinema hanno visto la nascita di due miti monumentali:


veniva pubblicato infatti il primo singolo dei Beatles Love Me Do mentre nelle sale cinematografiche arrivava il primo episodio delle avventure di 007 con il semplice titolo di Dr. No, mentre per noi sarà Agente 007 - Licenza Di Uccidere, creando non pochi problemi anni dopo quando l'episodio con Timothy Dalton si chiamerà Licence To Kill e da noi, per non chiamarlo con lo stesso titolo del 1962, prenderà uno scialbo (come il film) Vendetta Privata, ma problema risolto alla radice con l'era di Daniel Craig dove i titoli sono tutti rimasti in inglese anche per l'edizione Italiana. 
Essendo il primo di una lunga serie ancora da venire, non aveva ancora quell'iconica apertura con Bond che cammina, si volta e spara (arriverà solo dal secondo episodio), e film a cui si perdona qualche effetto speciale un po' alla buona come la scena del ragno dove si vede benissimo la lastra di vetro che protegge Connery,

ma già con le basi per una lunga saga che è arrivata fino ai giorni nostri, anche autocitandosi come con Halle Berry che in La Morte Può Attendere, l'ultimo con Brosnan, riprende il look del famoso bikini con cinturone di Ursula Andress, e saga che tiene tutti i fans in fermento per sapere chi mai sarà il nuovo interprete.

Coincidenza o no, i Beatles saranno nominati anche nel mitico GOLDFINGER con Bond che dichiara quanto sia deleterio ascoltarli senza i tappi nelle orecchie (nel doppiaggio italiano, mentre in originale parla di "earmuffs", cioè paraorecchie).


Su questo parere di Bond (non di Connery, beninteso) dissento totalmente perché per i FabFour ho sempre avuto un occhio e orecchio di riguardo (fra film e musica) e sul loro primo singolo c'è anche una curiosità in quanto esistono tre versioni della stessa canzone, con tre batteristi diversi di cui il PRIMO
era stato il musicista più sfortunato della storia, cioè Pete Best che la suonava delicata sul bordo del rullante con anche un inciso molto personale ma che non convinse del tutto, perciò verrà poi sostituito da Ringo, dal tocco più deciso e squadrato per la pubblicazione del 45 GIRI,
ma a sua volta sostituito da Andy White nella VERSIONE presente su Please Please Me, il primo album dei 4, traccia dove Ringo invece ha suonato solo il tamburello (e se riascoltate la versione precedente infatti noterete che non c'era nessun tamburello).
Finezze volute da George Martin che era notoriamente incontentabile e sempre alla ricerca del particolare suono da mettere nei dischi. 
E per fortuna, aggiungo io, così abbiamo potuto avere tutta una serie di album uno meglio dell'altro che hanno ispirato tutto un mondo musicale a venire fino ai giorni nostri, esattamente come 007 ha ispirato il cinema di spionaggio. 
Forse allora non è stato un caso che entrambi debuttassero proprio quel 5 ottobre del 1962, proprio per lasciare quel segno nella musica e nel cinema.

martedì 4 ottobre 2022

SOPRAVVISSUTI: IDEA BUONA, MA...

 È partita ieri la fiction di Rai1 che racconta del quasi naufragio della barca a vela Arianna partita da Genova e dispersa in mare per un anno, con effetti speciali tipo La Tempesta Perfetta di Petersen e sottotrame di tradimenti, segreti da non rivelare, mentre vediamo i sopravvissuti che si confrontano con parenti, familiari, amici.


Non sarebbe male, ma, probabilmente per un curioso problema tecnico, le prime due puntate sono andate in onda a velocità dimezzata con il risultato che tutto pareva al rallentatore... 
Come? 
Nessun problema tecnico? 
Ah è proprio lo stile fiction Rai che va al rallentatore? 
Eh... Saperlo prima... 
Mi sarei addormentato sul cuscino invece che sul... Lino Guanciale...

lunedì 3 ottobre 2022

DOCTOR STRANGE NEL MULTIVERSO DELLA FOLLIA: QUEST'ULTIMA PAROLA BASTEREBBE GIÀ COME TITOLO

 I pezzi grossi del cinema, dopo la sua versione di Spiderman, avranno pensato che se Sam Raimi prende le redini di un film Marvel può essere una garanzia, ma senza considerare che tale artista può diventare pure una mina vagante e fuori controllo. 


E difatti è quanto mi è sembrato accada in questo secondo episodio delle mirabolanti avventure di Doctor Strange che parte già a tavoletta dalle prime scene, ma lì per li pensi che perlomeno ti gasa da subito e mi sta bene, poi però la faccenda del multiverso comincia a derapare a destra e a manca e lì il controllo della tenuta di strada comincia a farsi precario finché davvero non si va a sbattere sfasciando tutto. 
Nel senso che da metà film in poi ho trovato le stesse cose che mi hanno deluso nel FINALE DI WANDAVISION, cioè scontri in stile Dragonball, fracassoni e spaccatutto, ma perlomeno bisogna dire che sono realizzati dalla ILM con effetti speciali sorprendenti e non pezzenti come nella serie SHE-HULK (ci mancava solo quello). 
Inoltre, il film ormai è parte di una maxiserie composta dai film e serie tv Marvel, per cui se (difficile) non hai seguito WandaVision non ti sarà chiara la questione dei figli immaginati da Scarlet Witch. 
Ma continuity a parte, Sam nelle due ore nette della pellicola (perché 6 minuti son solo di titoli di coda) passa dal film di supereroi ad un quasi sequel de L'Armata Delle Tenebre impreziosito dalle musiche di Danny Elfman, con Doctor Strange anche in versione morto vivente semidecomposto ed un libro magico da proteggere (non il Necronomicon, ma ci siamo vicini). 
Raimi condisce il tutto con il cameo (anche dopo tutti i titoli di coda) di Bruce Campbell che lì per lì avevo scambiato per John Lithgow (pensa te come sono messo) nei panni del venditore ambulante. 
Non è però autocitandosi in questo modo che si fa un film, ma lo dico io che regista o sceneggiatore non sono e probabilmente ne capisco molto meno di tutti quelli che invece hanno definito questo lavoro molto meglio di Il Grande E Potente Oz, che invece a me era piaciuto, guarda un po', perché perlomeno una storia c'era. 
Qui invece la storia è una cosa minima scritta su un tovagliolino di carta come le misure (sbagliate) della scenografia in THIS IS THE SPINAL TAP, sovrastata da portali, magie, e super effettoni mirabolanti, ma che alla fine mi sono apparsi vuoti come i set verdi dove gli attori (seppur bravissimi) hanno recitato tutte le scene o la maggior parte di esse. 
In conclusione, non è che la faccenda del multiverso ora sta prendendo un po' troppo la mano agli sceneggiatori per cui ora stanno a seguire la regola del "tanto vale tutto"?. 
No, perché in tal caso sto sentendo già una certa stanchezza verso questi prodotti, e pensa che ancora devo vedere Thor Love & Thunder... 
Ma già che io salto con piacere di palo in frasca e il titolo originale parla di MADNESS...  perché non buttare lì un pezzo "che non c'entra un cazzo ma che piace ai giovani"... come me 😁?

 

domenica 2 ottobre 2022

ARMAGEDDON DIVENTA REALTÀ (CON UN PIZZICO DI STAR WARS) MENTRE SE NE VA IL WRESTLER CHE HA SCONFITTO L'UOMO TIGRE

 È nato prima l'uovo o la gallina? Oppure la vita è sogno o il sogno è vita? Cioè insomma, la realtà si ispira al cinema oppure è il cinema che anni fa si è ispirato ad alcuni studi sugli asteroidi? Attendiamo una risposta da Alberto Angela e Gigi Marzullo, caso mai leggessero questo blog (siii, credici), ma nel frattempo posso dire che di recente è stato fatto davvero un esperimento nello spazio per vedere se sia possibile deviare la traiettoria di un eventuale asteroide minaccioso per il nostro pianeta, e non è un'ipotesi così balzana se pensate che la scomparsa dei dinosauri pare sia stata dovuta proprio ad un tale evento dal quale si sono salvati solo gli organismi più piccoli.


La prova fatta era molto semplice da descrivere, nel senso che una sonda doveva schiantarsi ad alta velocità contro un asteroide scelto a caso per deviarne il percorso colpendolo come negli autoscontri del Luna Park, ed il tutto è stato ripreso da due telecamere, perciò nessun bisogno di mandare degli "uomini veri"


che fanno la classica camminata tutti in fila per andare in missione nello spazio lasciandoci secco anche il Bruce Willis di turno che saluta la figlia per l'ultima volta nella famosa scena finale strappalacrime. 
Niente di tutto ciò, nemmeno le esplosioni tanto care a Michael Bay (che tanto nello spazio i KABOOM!!! non si sentono mica). 
La missione era in pratica simile a quando le boccette del biliardo si cozzano e seguita da remoto, da cui pare che sia stata un successo, ma la cosa simpatica sono gli acronimi creati (anche un po' forzati suppongo) per dare dei nomi stranamente familiari ai macchinari impiegati: la sonda lanciata contro l'asteroide si chiama D.A.R.T. e le due telecamere sono L.U.K.E. e L.E.I.A.

Piccolo il mondo eh? O meglio...la galassia, che così non pare più molto lontana lontana come tanto tempo fa... 
E, sempre per quanto riguarda il sottile confine fra realtà e fantasia, si è spento a 79 anni Antonio Inoki, il mitico wrestler giapponese che prese il suo nome d'arte all'italiana dal pugile Antonino Rocca e che già da anni stava combattendo contro una serie di patologie ben più subdole dei suoi avversari sul ring, fra cui dei gravi danni alla colonna vertebrale che lo costringevano sulla sedia a rotelle. 
Da tempo era entrato in politica, ma la sua fama è dovuta più che altro alle sfide fatte contro i grandi campioni come Mohammed Alì, perché Inoki faceva parte, si, del mondo del wrestling dove c'è tanta finzione scenica, ma era anche un lottatore vero.

Talmente vero da superare i confini della realtà e finire pure nei manga e anime de L'Uomo Tigre battendo il protagonista.
Addio Antonio. 

sabato 1 ottobre 2022

THE FABULOUS WEALTHY TARTS: CHI SONO? CHIEDETELO A PAUL YOUNG

 Quando nel 1983 uscì No Parlez di Paul Young, album quasi tutto composto da cover,


con quella bomba di Love Of The Common People, cover pure quella, tutti, chi più chi meno, rimanemmo colpiti dalle due coriste che sottolineavano ogni frase della canzone con i vari "Ah ahiaaa", "Oo naa, oo naa", "Boom cha" e via così, talmente precise e perfette da sembrare campionate (ma doveva ancora arrivare quell'epoca) e in video coreografavano pure il tutto con movimenti e mossette studiate che attiravano l'attenzione così tanto al punto che ci sono dei VIDEO LIVE
dove Paul si vede pochissimo e la camera sta quasi tutto il tempo su Maz e Kim, le The Fabulous Wealthy Tarts che era il loro nome da duo con il quale avevano già all'attivo un lavoro come coriste in un PROGRAMMA MUSICALE alla BBC.
Per tutte queste ragioni nessuno mi toglie dalla testa che gran parte del successo di Paul Young, senza nulla togliere a lui, sia stato anche dovuto alla loro presenza nel disco e negli show. 
Difatti le stesse canzoni proposte poi anni dopo nei tour successivi con un trio di coristi maschi di colore, non facevano più lo stesso effetto. 
Maz (Roberts) & Kim (Lesley), dato che il loro talento era stato notato un po' da tutti nel giro discografico, hanno anche tentato la carta di uscire sul mercato con un LORO DISCO,
ancora una cover, stavolta di The Last Time degli Stones, ma dal risultato poco rilevante, come anche il ritorno tempo dopo con il nome di 2 Much ed il singolo WHEN THE OUTLAWS COME.
Probabilmente con dei brani più adatti e una produzione migliore le cose sarebbero andate molto diversamente perché i numeri le due ragazze li avevano, ma se non li giochi nel modo giusto quei numeri alla fine non ti fanno vincere niente. 
Maz comunque si è consolata sposando Pino Palladino, il bassista di Paul (uno dei migliori al mondo), Kim canta ancora in ambito religioso (e famola sta battuta che "canta da Dio"), mentre purtroppo Paul ha avuto poi dei gravi problemi alle corde vocali per i quali non riesce quasi più a cantare come si vede da questo recente SPEZZONE LIVE,
e difatti è uno di quelli che sono ricorsi al playback durante lo SHOW condotto da Amadeus all'Arena di Verona di cui stasera va in onda l'ultima serata, e a proposito del quale colgo l'occasione per tornare sull'argomento e dare una tiratina d'orecchi (come diceva Mike Bongiorno) anche ai miei amati ROCKETS perché il leader Quagliotti nei commenti sui social continua a negare di averlo utilizzato quel benedetto playback nel loro MEDLEY, mentre, invece di incazzarsi come sta facendo, dal mio punto di vista sarebbe persino giustificato (ok sono un po' di parte) dato che è più che palese che, fra trucco argentato e costumi avveniristici, si voleva creare l'illusione di avere i membri originali sul palco con le stesse sonorità (e infatti le voci che si sentivano erano quelle registrate di Christian LeBartz e "Little" Gerard L'Her).
Illusione perfettamente riuscita perché ho sentito gente che credeva davvero fermamente di aver visto i 5 originali, cioè questi:

Ma ne avevo già parlato della differenza fra il playback per necessità e per comodità, per cui Paul l'ha utilizzato per forza maggiore e i Rockets in nome dello spettacolo, ma se altri invece hanno mimato solo per comodità o per timore di prendere una stecca (e ci sono stati e potrei fare nomi e cognomi), no... non sono scusabili.

venerdì 30 settembre 2022

IL GANGSTA'S PARADISE ACCOGLIE COOLIO

 Anche oggi purtroppo una nota triste, e nota in questo caso è il temine più appropriato perché si parla di una dipartita nel mondo della musica, in quanto il rapper Coolio,


59 anni, è stato trovato ieri senza vita nel bagno di casa sua, ma le cause della morte non sono ancora state chiarite anche se, dalle prime ipotesi, pare si tratti di un arresto cardiaco.

Il suo più grande successo per cui è stato premiato anche con un Grammy e tre MTV WMA, risale agli anni 90 con GANGSTA'S PARADISE che altro non era che una rilettura di una canzone degli anni 70 di Stevie Wonder secondo lo stile e i temi cari al mondo del rap, ma senza volgarità alcuna, cosa richiesta espressamente da Stevie per dare il permesso di utilizzare il suo sample. 
In realtà il primo testo non era esattamente "pulito", ma pur di poter utilizzare Pastime Paradise, la canzone originale di Wonder, venne eppurato da ogni frase troppo "pesante", anzi se si analizza con attenzione la canzone, si scoprono anche molti riferimenti religiosi. 
Anche qui nel caso di Coolio c'è un legame con il cinema in quanto il pezzo era la soundtrack di Pensieri Pericolosi con Michelle Pfeiffer che appare anche nel videoclip, e citato poi anche in Bad Teacher - Una Cattiva Maestra con Cameron Diaz, e Justin Timberlake, ma dalla sua il rapper aveva collezionato anche diversi camei in svariate pellicole ed anche in serie tv famose come Streghe, LA TATA,
Joey e Sabrina Vita Da Strega. 
Altra nota, ma stavolta leggera, è che alla frase "È morto Coolio" ho sentito davvero rispondere "Iglesias?".
Può succedere 😁. 
Goodbye Coolio.

JAMES BOND VS. BEATLES

 Il 5 ottobre del 1962, ovvero esattamente 60 anni fa, è stato un grande giorno nel Regno Unito, in quanto musica e cinema hanno visto la na...