sabato 12 settembre 2026

AH, MA NON SONO I JETHRO TULL?

Oggi, come capita solitamente al sabato, faccio il dj e metto sul piatto HOUSE OF THE KING

un brano strumentale che era stato scelto da Renzo Arbore come sigla di un programma radiofonico degli anni 70 dal titolo Per Voi Giovani, ideato, ma non condotto da lui, e che, per via di quel flauto suonato in maniera rock/prog, associavo ai Jethro Tull, mentre non molto tempo fa ho scoperto essere dei Focus, band progressive rock olandese fondata nel 1969 dal tastierista, flautista e cantante Thijs van Leer e del chitarrista Jan Akkerman sicuramente ispirandosi al gruppo di BOURÉE


(dichiarata rilettura di J.S. Bach), LOCOMOTIVE BREATH

e AQUALUNG, pezzo storico quest'ultimo e probabilmente il più iconico dei Jethro anche se nella versione di studio del 1971 non c'è una sola nota suonata di flauto (la parte del leone la fanno le chitarre),

ma poi dal vivo invece Ian ce lo ha spesso aggiunto. 
Lo stile dei Focus, tutt'ora in attività seppure con formazioni diverse nello scorrere degli anni, mescola, come la band di Ian Anderson, rock, jazz, musica classica ed elementi folk. 
A proposito, trovo molto corretta la scelta di Ian in occasione degli ultimi tour, di mettere sul poster "Ian Anderson presenta Jethro Tull"


poiché dei veri originali musicisti della band prog degli anni 70 è rimasto solo lui dopo anche l'abbandono di Martin Barre, fido chitarrista per 43 anni in tutta la discografia precedente dei Jethro Tull fino al 2012 quando Ian sciolse la band, ripensandoci però pochi anni dopo. 
Ma Martin stavolta non tornò per la rigenerazione dei Jethro perché i rapporti con Ian (uno che come leader ha sempre preferito essere riconoscibile piuttosto che rassicurante) si erano incrinati in modo irreparabile, mentre invece in passato era restato anche in occasione di QUELL'ALBUM che causò una grave scissione a causa di un pasticcio creato dalla casa discografica. 
Questa dicitura chiarificatrice mostrata sulle locandine però non appare sugli ultimi album post-Barre, e invece a parer mio sarebbe stata corretta, come anche nel caso di tanti gruppi che tuttora si presentano con il nome storico, ma degli elementi originali ne è rimasto soltanto uno (Nomadi, Le Orme) o addirittura nessuno (Matia Bazar, Camaleonti).

Ian, perlomeno in concerto, dimostra coerenza ed onestà nei confronti del pubblico. 
Gli altri... Mah... 

venerdì 11 settembre 2026

COLLEZIONI VINTAGE E FRANCOBOLLI STORICI

 Dopo aver collezionato le classiche figurine che i furbi "spacciatori" offrivano ai giovin virgulti all'uscita delle scuole


(la Panini aveva prodotto anche quelle di U.F.O. e SPAZIO 1999 - questa pubblicata con il titolo britannico che faceva più figo - tanto per restare in tema con le mie passioni televisive),

c'è stato anche un tempo in cui mi era venuta la mania di collezionare francobolli e li sistemavo in un apposito raccoglitore color bordeaux, ma senza saperne granché del loro valore. 
Era quello il tempo in cui la corrispondenza si faceva ancora via lettera o cartolina, perciò avevo sempre nuovi elementi da aggiungere alla mia collezione. 
Tuttavia nel 1996 tale mia passione si era ormai già sopita e dimenticata da molti anni in favore di altri interessi che davano più soddisfazioni, specialmente dopo aver constatato che mostrare la propria collezione di francobolli o figurine non era esattamente un argomento di grande successo verso il gentil sesso.


Ciò non toglie che invece gli appassionati di filatelia ci fossero ancora e infatti l'11 settembre negli USA avvenne l'emissione dei francobolli commemorativi di Glenn Miller, Count Basie, Tommy e Jimmy Dorsey, Benny Goodman per la serie Big Band Leaders, quindi in un certo senso collegati a questo blog dedicato a cinema, tv e musica, e avevano un valore nominale originario di 32 centesimi di dollaro. 
La serie completa era stata disegnata dall'illustratore Bill Nelson e comprendeva un foglio con i loro ritratti in tonalità dai colori vintage, che richiamano lo stile nostalgico e l'atmosfera dell'era dello Swing. 
Dal punto di vista collezionistico, l'emissione è stata stampata in grande quantità con oltre 23 milioni di esemplari. 
Di conseguenza, pur avendo un grande valore storico e culturale per gli amanti del jazz e delle big band, i singoli francobolli o i fogli completi da 20 pezzi sono tuttora facilmente reperibili sui principali siti di collezionismo a prezzi molto accessibili, spesso intorno a pochi euro per blocco. 
Quindi non si tratta di preziose rarità. 
E non lo erano nemmeno quelle che collezionavo io... 

giovedì 10 settembre 2026

AMORI & INCANTESIMI 2: MAGICAMENTE SEQUEL

 Ci sono legami che nemmeno il tempo può spezzare.


Questo, e altri slogan come quello in foto, sono quanto ci dicono tante presentazioni lanciate per l'arrivo di Amori & incantesimi 2, da oggi al cinema. 
È questo infatti il sequel di un famoso film del 1998 diretto da Griffin Dunne (era la prima vittima del lupo mannaro di John Landis), tratto dal romanzo Il Giardino Delle Magie di Alice Hoffman dove protagoniste sono Sally (Sandra Bullock) e Gillian Owens (Nicole Kidman), due sorelle rimaste orfane e cresciute da due zie con il volto di Stockard Channing, la Rizzo di Grease, e Dianne Wiest. 
Faccio un piccolo ripasso del primo film dove la loro famiglia in cui alberga la magia da streghe, è gravata da una maledizione secolare per cui ogni uomo che si innamora di una donna della famiglia è destinato a morire prematuramente. 
Sally vorrebbe una vita normale e senza magia, mentre Gillian è più ribelle. 
Per via di alcune situazioni allora partiva una catena di eventi soprannaturali e misteriosi. 
Magia richiamata nel sequel diretto da Susanne Bier, e tratto ancora da un altro libro successivo della Hoffman, perché pare che quella maledizione sia tuttora attiva, e, in un certo senso, magia anche in scena soprattutto per fare in modo che adesso le due protagoniste abbiano un aspetto "naturale" nonostante entrambe siano state ritoccate abbastanza pesantemente dalla chirurgia plastica.

Si conferma così ancora una volta il trend nostalgico di ripescare vecchi titoli per dargli un seguito come è successo con IL DIAVOLO VESTE PRADA dove erano passati vent'anni dall'originale, mentre qui sono quasi trenta. 
Ma se ne vale la pena, ci può stare. 

mercoledì 9 settembre 2026

MAMMA, MAMMA, C'È ELVIS PRESLEY IN TV! (PARTE SECONDA)

 Della prima folgorante apparizione di Elvis Presley in tv ne avevo parlato TEMPO FA.


Ma quella SUCCESSIVA avvenuta all'Ed Sullivan Show il 9 settembre del 1956 è considerata uno dei momenti più importanti della storia della televisione e del rock and roll. 
C'è però da dire che le premesse non erano per nulla buone poiché inizialmente il conduttore Ed Sullivan aveva detto che non avrebbe mai invitato Elvis perché lo considerava troppo provocatorio. 
Questo per poi cambiare completamente idea dopo che lo show di Steve Allen, suo concorrente, con Elvis batté gli ascolti di Sullivan, che allora tirò fuori ben 50.000 dollari per avere tre apparizioni del cantante. 
Sfiga volle però che Ed, prima della messa in onda, avesse un brutto infortunio in auto, quindi la puntata fu presentata dall'attore Charles Laughton. 
Elvis cantò Don't Be Cruel e presentò la nuova canzone LOVE ME TENDER, tema del film omonimo. 
Come previsto, lo show fu seguito da circa 60 milioni di spettatori, e spesso si fa confusione con la famosa censura che faceva riprendere Elvis solo dalla vita in su. 
Questo non avvenne in modo drastico durante la prima esibizione del 9 settembre 1956, ma solo durante la sua terza e ultima apparizione, il 6 gennaio 1957 quando i suoi conturbanti movimenti di bacino e gambe vennero lasciati fuori inquadratura favorendo i primi piani per decisione della CBS (l'emittente televisiva) che impose una linea durissima. 
Nonostante questa censura, alla fine dell'ultimo show lo stesso Ed Sullivan volle difendere pubblicamente il cantante davanti a milioni di americani,

dichiarando in diretta che Elvis era "un ragazzo perbene e un giovane fantastico".
Prima però non l'avrebbe mai detto... 

martedì 8 settembre 2026

STAR TREK: L'INIZIO

 Oggi ricorre l'anniversario della messa in onda americana sulla NBC del primo episodio di Star Trek, The Man Trap, che si apriva così: "Giornale di bordo del Capitano, data astrale eccetera eccetera...".

La voce del capitano James Kirk (impersonato da William Shatner) che aggiorna il diario di bordo dell’Enterprise farà da prologo poi a tutti e 29 gli episodi della prima stagione.
Era il 1966, ma noi vedremo quella prima stagione solo nel 1979 su TELEMONTECARLO (ora La7). 
Accanto a James Tiberius Kirk in questo viaggio attraverso il cosmo, alla ricerca di nuove forme di vita e di civiltà, ci sono tra gli altri il vulcaniano Spock (Leonard Nimoy) e il Dr McCoy (DeForest Kelley). 
Prima di questo c’era stato un episodio pilota con un cast totalmente diverso eccetto Nimoy/Spock, rifiutato dalla NBC e che sarà trasmesso soltanto nel 1988.

Come andò quella prima stagione? 
Beh diciamo che la serie non conquistò subito il pubblico americano, tant'è che già alla seconda stagione se ne stava decidendo la chiusura. 
Andò diversamente invece oltreoceano dove il telefilm diverrà subito un cult, alimentando la nascita di fanclub, siti, riviste. 
Fu così che, a grande richiesta, nacque la terza stagione. 
Aveva colpito anche il concetto di filosofia sociale che anticipava il futuro e le nuove tecnologie mostrate nella serie: precursori dei moderni cellulari, dei pc portatili e innovazioni legate al campo medico tipo qualcosa simile a una Tac, e alla vita domestica come le porte scorrevoli, che in realtà sul set erano azionate a mano

come le erano anche le famose portiere ad ali di gabbiano delle avveniristiche auto viste nella successiva serie british U.F.O. che nella finzione pareva si sollevassero elettricamente e invece erano alzate da un operatore che rimaneva fuori inquadratura (con il formato 4:3 era più facile nascondere degli elementi ai lati dello schermo).

E non è un mistero che la stessa NASA prenderà Star Trek come fonte d'ispirazione per i suoi esperimenti, tra cui il primo shuttle spaziale, chiamato in suo onore Enterprise come la nave spaziale della serie. 
Sul piano sociale invece convivevano con gli americani un alieno, un giapponese e un russo (pare la classica barzelletta, eh?) in un periodo degli anni 60 in cui invece le differenze razziali erano ancora forti. 
E poi c'era Uhura, donna di colore, che con Kirk, due anni dopo, sarà protagonista del primo bacio interrazziale della storia delle fiction TV a stelle e strisce.

Insomma alla fine ci ripensarono e la serie, dopo essere stata acquistata dalla Paramount, andrà avanti con nuove generazioni, spin-off, film e remake/reboot. 
Tant'è che l'ideatore Gene Roddenberry si vedrà dedicato un asteroide (4659 Roddenberry) e un cratere su Marte.

Eh, che invidia eh? 

lunedì 7 settembre 2026

UN UOMO IN CASA E ALTRO

 C'è stato un periodo in cui Rai2 nell'orario preserale prima del tg, cioè durante la cena, mandava in onda telefilm leggeri come gli americani Happy Days e Love Boat.


Dal Regno Unito invece ci aveva proposto Un Uomo In Casa con Richard O'Sullivan (nella foto è quello con capello lungo e basettoni) che è mancato ad 82 anni. 
Era famosa anche la versione americana dal titolo TRE CUORI IN AFFITTO dove il suo personaggio aveva il volto di John Ritter.

Di minore successo era stato lo spin-off Il Nido Di Robin, mentre i due vicini di casa (quelli in alto nella foto) impiccioni e conservatori, ma con lei che, nonostante l'età, dei pensierini sul giovane che coabitava con le due ragazze li faceva, si meritarono una divertente serie tutta loro dal titolo GEORGE & MILDRED
Altra serie, ma di film Disney è la saga di Zombies,

un franchise di film musicali di grande successo nato nel 2018 e incentrato sulla convivenza tra umani e studenti zombie. 
Una sorta di High School Musical intriso di Twilight (nel secondo arriveranno i lupi mannari e nel terzo i vampiri). 
Dal cast abbiamo perduto di recente Carla Jeffery, 33 anni.

Anche la musica piange la cantante jazz Cassandra Wilson. 
Aveva 70 anni ed è stata una delle voci più note del jazz degli anni 90 e 2000 (paragonata a Billie Holiday e Sarah Vaughan) riprendendo famosi brani pop e rivoltandoli come calzini con le sue interpretazioni, come, per esempio, questa TIME AFTER TIME, grande hit di Cyndi Lauper.

Goodbye Cassandra, Carla & Richard.

domenica 6 settembre 2026

GROSSO GUAIO A CHINATOWN (BELLO GROSSO PER JOHN CARPENTER)

 Il film Grosso Guaio A Chinatown è uscito nei cinema italiani il 5 settembre del 1986 a pochi mesi di distanza dall'uscita ufficiale nelle sale statunitensi avvenuta il 2 luglio dello stesso anno, quindi il film ha appena compiuto i suoi 40 anni da qualche mese.


Da notare che il titolo originale Big Trouble In Little China giocava con il contrasto tra le parole BIG e LITTLE, completamente perduto nella versione italiana. 
C'è un camionista, Jack Burton (Kurt Russell), che si ritrova coinvolto in una guerra di magia nera a San Francisco. 
Quando la fidanzata del suo amico Wang Chi viene rapita da una setta di Chinatown, Jack si addentra nei meandri sotterranei del quartiere per salvarla. 
Dietro al rapimento c'è David Lo Pan

(James Hong), uno stregone millenario condannato a vivere come uno spirito disincarnato. 
Per poter tornare in carne e ossa e governare il mondo, Lo Pan deve sposare una donna dagli occhi verdi, trovata appunto in quella ragazza. 
Però, secondo il detto di Stefano Accorsi che "two gusti is meglio che one", oltre a Miao Yin, nel mirino dello stregone finisce anche Gracie Law (Kim Cattrall), un'avvocatessa che Jack aveva conosciuto all'aeroporto.

Il film fu per Carpenter un clamoroso fiasco al botteghino (dieci anni dopo ce ne sarà UN ALTRO sempre con Kurt Russell) principalmente perché uscì in una delle estati cinematografiche più affollate di sempre con Aliens - Scontro Finale (fortemente pubblicizzato), Top Gun, Karate Kid II e Labyrinth. 
E inoltre il film era in pratica una commedia d'azione condita da arti marziali, fantasy e magia nera, forse un mix troppo caotico per gli spettatori degli anni '80. 
Però di buono c'era che Jack Burton non era il classico eroe d'azione infallibile, anzi, spesso si dimostrava goffo, finiva nei guai e veniva salvato dai personaggi secondari, cosa che, sotto un certo punto di vista, lo avvicinava al pubblico. 
E difatti, negli anni successivi all'uscita al cinema, il film trovò la sua vera dimensione grazie alle videocassette e ai passaggi televisivi, dove il passaparola lo trasformò in un vero e proprio cult, magari non ai livelli dei titoli a cui ci aveva abituato Carpenter, ma certamente rivalutato. 
Putroppo c'è anche un recente addio ad un membro del cast, ovvero James Lew , 73 anni, stuntman americano che qui ha interpretato uno dei Chang Sing,

i lottatori di arti marziali che stavano dalla parte dei buoni, oltre a moltissime apparizioni da controfigura in famosi titoli come Inception e, in tv, Luke Cage. 
Goodbye James. 

AH, MA NON SONO I JETHRO TULL?

Oggi, come capita solitamente al sabato, faccio il dj e metto sul piatto  HOUSE OF THE KING ,  un brano strumentale che era stato scelto da ...