sabato 2 maggio 2026

OGGI TANTA MUSICA: POSSIAMO RICORDARE INSIEME?

 Dopo il tradizionale concertone di ieri con il ritorno dei veri Litfiba, anche qui oggi si riunisce tanta, ma tanta musica, a partire con il nome di Don Schlitz, cantautore americano, che probabilmente non dirà nulla a nessuno, mentre la sua canzone WHEN YOU SAY NOTHING AT ALL scritta con Paul Ovestreet invece la conosciamo tutti benissimo nella versione di Ronan Keating,


il frontman dei Boyzone, perché era la colonna sonora del delizioso Notting Hill, film del 1999 con Hugh Grant e Julia Roberts nel loro periodo migliore, e anche periodo in cui i film probabilmente rimanevano nel cuore molto più di quanto non succeda adesso, tant'è che abbiamo pure rivisto la stessa storia in versione molto simile raccontata anche in MARRY ME - SPOSAMI con Jennifer Lopez e Owen Wilson, e successivamente, a ruoli invertiti, in THE IDEA OF YOU con Anne Hathaway. 
Don è mancato di recente nello scorso mese di aprile a 73 anni,

come anche altri suoi colleghi del mondo musicale (mese davvero nefasto per gli artisti), per cui tutti loro messi insieme mi hanno ispirato questo post del sabato. 
Infatti restiamo con gli irlandesi Boyzone che con le cover si vede che andavano forte avendo cantato anche LOVE ME FOR A REASON,

canzone dei The Osmonds, gruppo statunitense a conduzione prettamente familiare dal sound un pò "ecclesiastico" in voga negli anni 70, dei quali è morto a 76 anni Alan Osmond, il maggiore dei fratelli che componevano la band (quartetto o quintetto a seconda del periodo) e che ricordava all'epoca un pochino il nostro Little Tony essendo allora pure lui un "ragazzo col ciuffo". 

Dal pop passiamo al country di Nashville, materia prima di Wayne Moss, chitarrista session man specializzato in quel genere, che ha suonato anche in I Want You con Bob Dylan nell'album Blonde On Blonde del 1966 (ne esiste anche una cover italiana fatta dai Nomadi chiamata Ti Voglio), e in Oh! Pretty Woman di Roy Orbison, e che ha poi fondato il Cinderella Sound Studio,

il più antico e longevo studio di registrazione di quella località e dintorni, e dal quale sono passati artisti come Peter Criss dei KISS, la Steve Miller Band e Linda Ronstadt per la quale in particolare Wayne ha suonato nell'intero album Silk Purse del 1970, e disco che contiene la famosa WILL YOU LOVE ME TOMORROW,


brano scritto da Carole King che lo includerà in seguito nel suo Tapestry, e con il quale si sono cimentati in moltissimi prima e dopo di lei, con anche qui l'immancabile cover in italiano realizzata dai Rokes di Shel Shapiro con il titolo Ci Vedremo Domani, ma che non regge assolutamente il confronto. 
Dal country passiamo al progressive dei Traffic, band britannica che ha avuto tra i suoi componenti anche Steve Winwood appena uscito dallo Spencer Davis Group, e come fondatore il chitarrista e cantante Dave Mason

che però chiaramente aveva da subito la testa dietro ad altri progetti soprattutto di produzione musicale, e quindi ha lasciato il gruppo appena dopo aver inciso con loro nel 1968 il secondo album dal titolo Traffic ancora prima che venisse pubblicato, e che era il successore a distanza di un anno di MR. FANTASY

disco di debutto con l'inconfondibile Winwood che canta la canzone qui sopra e brano questo che avrebbe in seguito dato il nome al PROGRAMMA MUSICALE più interessante e innovativo degli anni 80 condotto da Carlo Massarini, trasmissione che ha formato la mia (e non solo la mia) cultura musicale verso i prodotti un pochino più new wave. 
Andiamo avanti con la dipartita dell'australiano James Valentine,

omonimo del chitarrista dei Maroon 5 (che invece sta bene per quanto ne so) cioè quel gruppo dove ben pochi si ricordano i nomi degli altri membri poiché tutta l'attenzione va verso il frontman Adam Levine (ma succede anche con i Coldplay e coi nostri Negramaro). 
Questo James che se n'è andato invece è stato il sassofonista soprattutto dei Models (ma anche di un altro paio di gruppi in momenti diversi) nel periodo in cui questi hanno avuto il loro maggiore successo con questa bomba dance di OUT OF MIND OUT OF SIGHT
 
ovvero il 1985, periodo in cui l'Australia tirava parecchio con gli INXS e i Men At Work, guarda caso altre due band dove i fiati erano ben presenti.
James aveva 64 anni. 
E sempre dall'Australia arrivavano nel 1990 le Spdfgh (no, non mi è salito il gatto sulla tastiera), quartetto tutto al femminile della musica rock molto indie, ma talmente indie che invece non ha mai goduto della popolarità internazionale dei colleghi sopracitati, e guidato per sette anni da Kim Bowers

(in primo piano in rosso), chitarra e voce, che ha perso di recente la sua battaglia contro un cancro al seno che le era stato diagnosticato nel 2022. 
Dopo lo scioglimento della band, il cui nome era stato definito dai critici come il più stupido del rock australiano, Kim si era dedicata a molti altri progetti sempre nel campo musicale.
Altra cantante che ci ha lasciati è Nedra Talley Ross, 80 anni e componente delle Ronettes, trio vocale al femminile, ideato da PHIL SPECTOR di cui Neda, cugina delle altre due che erano invece sorelle, era rimasta l'ultima ancora in vita e che avete sicuramente ascoltato nel film Dirty Dancing dove si ascolta la loro famosissima BE MY BABY.

Delle Ronettes avevo già parlato all'epoca della morte di RONNIE SPECTOR che, dopo il trio, aveva avuto una discreta carriera da solista. 
E non dimentichiamo però che anche quei punk americani dei Ramones, quando sono passati per un controverso album sotto la direzione di Phil, si sono cimentati in una COVER tutta sviolinata della Baby I Love You delle Ronettes. 
Concludo (e direi che ce n'è abbastanza di addii per oggi!) con il cantautore canadese Taylor Kirk che aveva solo 44 anni

ed era il creatore del progetto Timber Timbre, principalmente uno pseudonimo come solista, al quale si aggiungevani altri musicisti per tour e registrazioni in formazioni sempre diverse. 
Fu con il terzo disco intitolato Timber Timbre del 2009 che arrivò una discreta popolarità per Taylor, anche perché la canzone MAGIC ARROW fu inclusa nella colonna sonora di due serie tv famosissime, Breaking Bad e The Good Wife.

Goodbye Kim, Nedra, Taylor, James, Dave, Wayne, Alan e Don. 

venerdì 1 maggio 2026

AFFARI AL BUIO E LA MATTEL IN LUTTO

 Giornata del 1 maggio, ovvero Festa Del Lavoro durante la quale oggi dobbiamo salutare Darrell Sheets, uno dei volti più noti del programma Affari Al Buio visibile su Cielo, che è morto a 67 anni, nella sua abitazione a Lake Havasu City, in Arizona, deceduto per un colpo di pistola alla testa per cui si presume si tratti di suicidio.


Il programma è quello basato sulle aste di depositi abbandonati, dove alcuni acquirenti fanno offerte senza conoscere il contenuto delle merci, ma solo valutando con una vista da fuori per cui vi si può trovare merce interessante come anche, spesso, ciarpame inutile. 
Il format ha avuto anche spin-off e versioni canadesi e francesi. 
Dal 2010 al 2023, Sheets, soprannominato “The Gambler” (“Il Giocatore d’azzardo”), aveva partecipato a 163 episodi, ma nel 2019 era stato colpito da un infarto, il che lo aveva portato a ridurre parecchio le apparizioni televisive, anche per via di un intervento chirurgico al quale era stato sottoposto. 
Negli ultimi anni pare sia stato anche vittima di cyberbullismo e si sospetta che questa possa anche essere la causa del suicidio. 
Strano poi il destino di Roger Sweet,

designer della Mattel e creatore di He-Man e tutta la sua saga, che se n'è andato a 91 anni proprio in concomitanza con il battage promozionale che precede l'uscita del nuovo film sui suoi Masters Of The Universe che arriverà da noi a giugno

per provare a far dimenticare quello brutto degli anni 80 con Dolph Lundgren.
Per fortuna oggi non solo addii perché possiamo anche augurare buon compleanno a Violante Placido che compie 50 anni e della quale avevo parlato in occasione di quel bizzarro film di magia e sortilegi che è L'ANIMA GEMELLA, molto carino, e UN ALTRO invece da dimenticare.

Goodbye Darrell and Roger. 

giovedì 30 aprile 2026

È LUI O NON È LUI? CERRRTO CHE... BOH!!!

 Anche oggi, siccome si dice che non sia così brutto come lo si dipinge, è di scena il diavolo, nel senso che già tempo fa avevo citato in un POST quella famosa foto interna di Hotel California, capolavoro degli Eagles,


che in alto sulla balconata mostra una figura in penombra e che alcuni sostengono sia Anton Szandor LaVey, ovvero il fondatore della Chiesa di Satana (Church of Satan), organizzazione religiosa e filosofica che ha visto la luce la NOTTE DI VALPURGA del 1966 a San Francisco, cioè il 30 aprile. 
Nel tempo quell'ipotesi che si tratti di lui è stata ampiamente confutata, ma dato che oggi cadono i 60 anni di quella Chiesa, e viviamo in un periodo in cui tutto dev'essere inclusivo, fluido e senza pregiudizi, potrebbe essere l'occasione giusta per saperne di più. 
Intanto la Chiesa di Satana non adora un diavolo reale o un'entità maligna, ma pratica quello che viene definito satanismo ateo o laveyano dove Satana è inteso come simbolo, come una metafora dove l'uomo è considerato il proprio unico dio (lo slogan "I am my own redeemer" lo dice). 
Viene promosso soprattutto il rifiuto dell'ipocrisia religiosa opponendosi al Cristianesimo con i suoi dogmi e rituali. 
Tutto ciò, insieme alle regole fondamentali del Fight Club (ehm...no), è ampiamente descritto nel pratico manuale La Bibbia Di Satana scritto nel 1969 da LaVey stesso.

Il simbolo ufficiale è il Sigillo di Baphomet, costituito da una testa di capra inscritta in un pentacolo rovesciato, circondata da lettere ebraiche che dovrebbero formare il nome "Leviathan" (la prendo così come viene perché non conosco l'alfabeto ebraico), come il titolo di quel film horror/marino del 1989 che, con un cast niente male (Peter Weller, Richard Crenna), portava in scena una specie di Alien subacqueo, anzi quasi un vero e proprio clone,

e gira gira ci capitano sempre dei collegamenti con il cinema che in quel periodo in particolare ha seguito spesso un trend che lo portava giù giù sott'acqua (The Abyss, Creatura Degli Abissi). 
Ma anche la musica c'entra (non solo per Hotel California) poiché della setta ne ha fatto parte molta gente famosa, soprattutto quel personaggio sopra le righe che risponde al nome di Marilyn Manson

(e chi senno?). 
Fermo restando che ognuno alla fine è libero di credere in quello che preferisce, per me può anche adorare un cactus e rispetterò sempre la sua scelta. 
Basta che tutto ciò non invada il mio spazio privato personale. 


mercoledì 29 aprile 2026

PARLI DEL DIAVOLO E...

 Oggi è il grande giorno poiché, a vent'anni dal primo film, esce in Italia Il Diavolo Veste Prada 2,


e quindi tornano Miranda Priestly (Meryl Streep) e Andy Sachs (Anne Hathaway) con la regia di David Frankel, e se il primo film era un romanzo di formazione, questo secondo capitolo invece punta sulle scelte di vita, i compromessi e la capacità di adattarsi a un mondo in cambiamento. 
Da quello che si sa infatti, come in THE PAPER (ma spero meglio), qui si sta al passo coi tempi e si parla della crisi della carta stampata, e di conseguenza della sopravvivenza della rivista Runway, con Andy, ormai giornalista affermata e Miranda, prossima alla pensione, costrette ad una alleanza forzata per salvare le proprie carriere, e per farlo ci si muove tra New York, Milano e il Lago di Como. 
Oltre alle due protagoniste ci sono ancora Emily Blunt (Emily) e Stanley Tucci (Nigel), con nuovi arrivi tra cui Kenneth Branagh, Simone Ashley e Justin Theroux. 
Preoccupati forse che dopo vent'anni un seguito così non sia all'altezza dell'originale? 
Un pochino si, ma mi sento di dare tutta la mia fiducia e ne riparleremo una volta visto. 

martedì 28 aprile 2026

LA GIOIA: SE FAI UN TRAILER, FALLO BENE

 Mi trovavo qualche mese fa al cinema in attesa di vedere la pellicola in programmazione e nel frattempo passavano i trailer, quando è partita a manetta Reality di Richard Sanderson (si, quella canzone del Tempo Delle Mele) che qui faceva da commento musicale al trailer di La Gioia,


film diretto da Nicolangelo Gelormini ispirato a quella vicenda vera (ma qui molto modificata) di una professoressa truffata e uccisa da un suo ex studente. 
Ma la musica nella sala è sparata così a manetta che non si capisce una sola parola dei dialoghi nel TRAILER, anche perché la recitazione (non me ne vogliano Valeria Golino e Jasmine Trinca) è quella sussurrata/biascicata che tanto va di moda nel cinema italiano, o perlomeno quello che vuole farsi prendere seriamente.

A me invece sorge il ragionevole dubbio che quel tipo di cinema voglia seriamente prendere per i fondelli noi spettatori. 

lunedì 27 aprile 2026

SCHOOL SPIRITS STAGIONE 2 E ANCHE 3

 Mentre ci hanno nuovamente provato con Trump, anch'io ci ho provato, davvero, cioè mi ci sono messo con tutta la mia buona volontà a cercare di seguire la seconda stagione di School Spirits


poiché nel frattempo è uscita anche la terza, ed ero davvero ben disposto perché LA PRIMA mi era piaciuta molto con quel suo essere una specie di Breakfast Club con i fantasmi e la piacevole constatazione che la piattaforma di Paramount ne aveva imbroccata una giusta. 
E poi in rete ne parlavano tutti bene di queste nuove stagioni per cui cosa poteva andare storto? 
Non lo so, ma qualcosa per me stavolta non ha ingranato, forse anche perché ormai l'effetto sorpresa non c'era più ed è subentrato invece un qualcosa tipo effetto ralenti per cui la noia del già visto ha prevalso sulll'interesse e ho mollato credo dopo quattro episodi. 
Per non parlare poi delle moltissime altre cose di maggiore interesse offerte sulle altre piattaforme. 
Fatemi sapere se è il caso di riprendere la visione, grazie. 

domenica 26 aprile 2026

CHERNOBYL: MINI SERIE PER UN MAXI DISASTRO

 Dopo le ricorrenze piacevoli di IERI, tra Festa della Liberazione con classici pic-nic e i 100 anni della Turandot, cade oggi il quarantesimo anniversario del molto meno gradevole Disastro di Chernobyl,


cioè quando nell'aprile del 1986 in Unione Sovietica, l'esplosione in una centrale elettronucleare provocò immediatamente 31 vittime e, nei giorni seguenti, una nube radioattiva ha contaminato buona parte dell'Europa, con conseguenze che dureranno per decenni sulla popolazione locale tra malanni gravi e deformità nei nascituri. 
Dalla vicenda è stata tratta nel 2019 una miniserie tv HBO in cinque episodi, e ancora prima anche i Kraftwerk nella loro recente versione live di RADIOACTIVITY

(brano del 1975 sempre inquietante perlomeno nella prima parte, mentre apprezzo molto meno questo arrangiamento nella seconda parte che diventa quasi dance) hanno citato Chernobyl e altre amene località strettamente interessate dall'energia nucleare e le sue dirette conseguenze. 
Farsi del male è un attimo... 

OGGI TANTA MUSICA: POSSIAMO RICORDARE INSIEME?

 Dopo il tradizionale concertone di ieri con il ritorno dei veri Litfiba, anche qui oggi si riunisce tanta, ma tanta musica, a partire con i...