giovedì 7 maggio 2026

SONY: L'IMPERO DEL SOLE

 Sapevate che la Sony, colosso dell'elettronica moderna e dintorni, in realtà compie oggi i suoi bei 80 anni?


Era infatti il 7 maggio del 1946 quando a Tokyo l'ingegnere Masaru Ibuka e il fisico Akio Morita (nessuna parentela con il Pat di Happy Days e Karate Kid) fondavano la società Tokyo Tsushin Kogyo K.K., che contava all'epoca circa 20 dipendenti. 
Nome però un pochino complicato per un'azienda di quel tipo e mancante di quell'appeal capace di caratterizzare i suoi prodotti per attrarre i clienti. 
Intanto l'acronimo TTK venne bocciato poiché c'era già la compagnia ferroviaria Tokyo Kyuko, chiamata TKK, e inoltre esisteva gia la TDK che, con ancora un acronimo più simile, sarebbe stata pronta per diventare una delle maggiori case produttrici di nastri magnetici

insieme alla stessa Sony, Maxell, Basf e altre case che ci hanno fornito il materiale per scambiarci i nostri brani preferiti molto prima che arrivassero gli Mp3 in un'epoca in cui non ci facevamo tante menate sulla perfezione del suono. 
Comunque il nostro Morita voleva una parola che non esistesse in nessuna lingua, identificabile solo con i suoi prodotti. 
Ed ecco che nel 1955 viene trovato il nome Sony, ufficializzato tre anni dopo e che deriva da un incrocio tra la parola latina sonus, quella inglese sunny, cioè soleggiato come l'impero del film di Steven Spielberg, 

dove era alla sua seconda prova attoriale, dopo un fantasy non andato molto bene, un bimbo che crescendo diventerà il famoso Cristian Bale, e anche nome di un variopinto duo pop musicale,

e l'espressione del gergo giapponese Sonny boys che indica i giovani brillanti, destinati a una rapida carriera, preso così come un buon auspicio. 
Da allora tale marchio (reso spesso lucido metallico quando viene rappresentato), oltre all'elettronica di consumo, si è evoluto in altre branche come il cinema con l'ex TriStar Pictures,

quella del cavallo bianco alato, che passata nelle mani del colosso orientale diventerà Sony Pictures Entertainment (suo è il più recente fenomeno K-POP DEMON HUNTER e già nel 1996 la ditta aveva preso l'Oscar per l'introduzione del SDDS Digital Sound System) e la musica, e a tal proposito ne abbiamo GIÀ PARLATO di come la Sony (Music) sia molto presente anche nel nostro Festival di Sanremo al punto da dividersi la più grossa fetta di artisti con la Warner Music e la Universal. 
Eh... gli affari sono affari... 

mercoledì 6 maggio 2026

RIFLESSIONE SUL CONCERTONE DEL PRIMO MAGGIO(NE)

 Ho sentito cose che voi umani... Si, cioè, in realtà "ho letto" critiche sulla selezione dei partecipanti al Concertone del Primo Maggio del 2026 definendoli artisti mainstream come infatti sono, ma aggiungendo che non sia quello il loro posto.


È chiaro che tali critiche arrivino principalmente da gente che negli "anni di piombo", quelli difficili ANCHE PER LA MUSICA live, ha vissuto indossando l'eskimo e che pretende dall'artista sul palco un "impegno" e possibilmente uno schieramento politico ben dichiarato, dimenticando però che l’impegno vero riguarda le motivazioni personali che non devono per forza materializzarsi, in modo sistematico e intellegibile, all'interno di una canzone pop di stampo mainstream. 
A battersi per i diritti, secondo alcuni, dovrebbero essere solo i poveri, mentre quelli che, grazie alla musica, hanno "fatto i soldi" dovrebbero starne fuori perché, sempre secondo il ragionamento di cui sopra, se partecipano diventano istantaneamente degli ipocriti o degli opportunisti. 
L'ho già detto molte, moltissime altre volte che dal 1990, anno del primo Concerto del Primo Maggio, condotto allora da Carlo Massarini e Ombretta Colli, le cose sono molto cambiate, e non sto certo affermando che sia in meglio, tuttavia dovremmo accettare la possibilità di una via pop all'impegno sociale, non dico con favore, ma almeno con maggior serenità anche se vedere, per fare un esempio, Fulminacci sul palco ti fa domandare chi sia

e poi invece quando attacca la sanremese Stupida Sfortuna fai "aaah, ecco!". 
È vero che modificare il testo di Bella Ciao! sia stato un passo falso per Delia, ma non notato dal pubblico teen che forse conosce la canzone più per La Casa Di Carta che per il suo reale significato, e che lo "spessore artistico" di molti presenti equivalga a quello della carta velina, eppure sono sempre i ragazzi nel pubblico che quelle canzoni se le cantano tutte perché fanno parte della loro generazione e tutto sommato le conosco anch'io che sono cresciuto con Bennato, Dalla e DeGregori, e pure alcune di queste nuove leve le apprezzo davvero. 
Sarà anche l'effetto delle radio che martellano con gli stessi artisti visti venerdì sera, ma non dimentichiamo che il motivo di tali passaggi è che le emittenti sono ormai diventate da tempo dei veicoli promozionali per le majors, mentre i ragazzi legati a etichette indipendenti che si sono esibiti invece nel pomeriggio ben difficilmente li sentirai passare in radio. 
In questo caso funziona il passaparola, le piattaforme streaming (Spotify ospita moltissimi nomi nuovi, ma non sempre eclatanti) che sono un concetto indirizzato perlopiù sempre ai ragazzi, cioè quelli che nel mondo del lavoro non ci sono ancora, per cui il vero significato di questo concertone non lo conoscono se non per sentito dire, e manco sanno cosa significhino quelle misteriose sigle CIGL, CISL, UIL, ma piuttosto valutano l'importanza dei like e dei followers, e magari si sono pure chiesti cosa ci facessero là quei vecchietti fiorentini coi capelli grigi (i Litfiba).

Anzi, quelli che aspettavano la band di Pelù e Renzulli erano sicuramente a casa davanti alla tv, mentre i ragazzi del pubblico in piazza San Giovanni avranno invece apprezzato molto di più il DJ set (finto) del pomeriggio.
Quello che poi è anche cambiato notevolmente è quel mondo del lavoro dove una volta ci si sentiva "a posto" lavorando da dipendenti di una ditta consolidata, mentre adesso il giovane cerca di essere subito indipendente al grido di "io sono mio e mi gestisco io" (frase famosa anche in un altro contesto) e si apre una partita IVA come libero professionista, con tutti i pro e i contro del caso, per cui anche i classici sindacati dovranno presto prendere coscienza di ciò e adeguarsi ai tempi. 
Ecco... curiosando sui social ho letto fin troppi commenti nello stile "ai miei tempi..." e inevitabilmente mi sono figurato l'autore come uno che nel tempo libero sta lì a guardare un cantiere. 
E allora ancora una volta dico no e prometto solennemente che io non sarò mai così.

E purtroppo devo aggiungere in coda l'addio a Evaristo Beccalossi, storico calciatore del Brescia, dell'Inter e della Sampdoria che ci ha lasciato stanotte a 69 anni per le complicazioni di un'emorragia cerebrale. 
Addio Evaristo. 

martedì 5 maggio 2026

QUANDO LA LOVE BOAT È STATA DISMESSA

 Il cinque maggio, oltre ad essere il titolo di una famosa ode di Alessandro Manzoni (quello de I Promessi Sposi, permettetemi un pò di cultura seria) segna anche nel 1986 la messa in onda americana dell'ultimo episodio di The Love Boat,


serie tv di enorme successo con i personaggi fissi del CAPITANO STUBING, "Gopher", Isaac, "Doc", Julie e, a partire dalla terza stagione, Vicki, la giovane figlia del Capitano, e show che in ogni episodio ospitava delle guest stars, alcune già famosissime e altre all'esordio, sulle quali venivano imbastite le sceneggiature. 
Particolare l'episodio numero 200 in cui Andy Warhol ha interpretato sé stesso

e nel quale c'erano anche i coniugi Cunningham di HAPPY DAYS, ovvero Tom Bosley e Marion Ross, ma i due personaggi avevano nomi diversi. 
Grande successo anche per la COLONNA SONORA ITALIANA creata di sana pianta e cantata da Little Tony per l'edizione vista da noi (senza il "The") dal 1 giugno del 1980, cioè tre anni dopo la prima originale,

mentre, sempre per l'Italia, chiuderà nel 1990 dopo 249 episodi in totale suddivisi in dieci stagioni. 
E la cosa bella è che all'epoca nessuno era un filler inutile messo lì per allungare il brodo. 

lunedì 4 maggio 2026

MANHATTAN: UN SET DI 400 ANNI

 Erano esattamente quattro secoli fa quando l'esploratore olandese Peter Minuit arrivava il 4 maggio del 1626 nei Nuovi Paesi Bassi


(dove stava l'odierna isola di Manhattan) a bordo del See Meeuw e, senza saperlo (forse anche perché il cinema doveva ancora essere inventato), acquistava per conto del suo governo, in cambio di paccottiglia, quell'isola che diventerà una location iconica per moltissimi film della cinematografia mondiale. 
Certo, allora probabilmente era un pò diversa da come l'abbiamo vista noi nei film, per esempio in MANHATTAN (1979)

diretto e interpretato da Woody Allen, pellicola che è un vero e proprio atto d'amore verso la città, girato in bianco e nero con lo skyline di Manhattan e luoghi come il Guggenheim e Central Park, sfondo quest'ultimo di innumerevoli scene romantiche e non, come in Mamma, Ho Riperso L'Aereo: Mi Sono Smarrito A New York dove fa un cameo pure Donald Trump.

E poi c'è anche Misterioso Omicidio A Manhattan (1993), altro film sempre di Woody Allen che la utilizza in una commedia noir ambientata tra gli appartamenti dell'Upper East Side.

Andiamo avanti con Notte Folle A Manhattan (2010), una commedia d'azione con Steve Carell e Tina Fey che si svolge interamente tra le strade della città.

Altri Film ambientati a Manhattan sono naturalmente TAXI DRIVER (1976), ritratto crudo della Manhattan notturna degli anni '70, GHOSTBUSTERS - ACCHIAPPAFANTASMI (1984) in cui molte scene si svolgono tra i grattacieli di Manhattan, inclusa la battaglia finale dove però Manhattan è stata ricreata in studio, HARRY, TI PRESENTO SALLY (1989), dove la città è protagonista, con scene a Central Park e in vari caffè, Men In Black (1997) girato anche in luoghi come Cortlandt Alley,

situato tra Tribeca, sede del festival del cinema fondato da Robert DeNiro, e Chinatown, e che è considerato il vicolo più filmato d'America, Madagascar (2005), il celebre film d'animazione che inizia proprio nello zoo di Central Park, a Manhattan (conta lo stesso anche se è un cartoon digitale), Il Diavolo Veste Prada (2006), ambientato nel mondo della moda tra gli uffici di Midtown.

Anche la Grand Central Station di Manhattan appare in numerosi film, tra cui Carlito's Way e Se Mi Lasci Ti Cancello (soffro ogni volta che scrivo questo tremendo titolo italiano). 
Ricordiamo anche La Febbre Del Sabato Sera, dove nella colonna sonora campione di vendite c'è proprio il brano Manhattan Skyline di David Shire e, restando nella musica, non posso non citare i MANHATTAN TRANSFER, i maestri del Vocalese. 
Concludo allora questa carrellata di locations tornando al punto di partenza con Sutton Place Park,

luogo della celebre inquadratura di Woody Allen e Diane Keaton in Manhattan e che si vede nel poster originale. 
Sicuramente non ho citato tutti i film in cui si vede Manhattan, per cui, se ne ricordate qualcuno in particolare, potete aggiungerli nei commenti. 

domenica 3 maggio 2026

ALEX


Ciao Alex.
Si, Alex Zanardi. 
Tu si che sei stato un supereroe, altro che quelli cartonati della Marvel.
Tu hai saputo rialzarti dopo una terribile caduta che avrebbe messo in crisi chiunque.
Hai mantenuto un senso dell' umorismo e una positività che sono ormai merce rara.
Hai dimostrato che non è mai finita finché non è finita, proprio come dice quella famosa canzone di Lenny Kravitz.
Vederti ancora in pista era come sentire il Dottor Frankenstein (o suo nipote) che gridava "Si Può Fareeee!!!".
Ma il destino sa essere beffardo e un brutto giorno decide di aspettarti dietro una curva per coglierti di sorpresa.
Da allora non sei più apparso in pubblico ed ora, raggiunti i 59 anni, non ti vedremo davvero più e ci mancherai moltissimo.
Ma di sicuro non ti dimenticheremo.
Ripeto, ciao Alex! 

sabato 2 maggio 2026

OGGI TANTA MUSICA: POSSIAMO RICORDARE INSIEME?

 Dopo il tradizionale concertone di ieri con il ritorno dei veri Litfiba, anche qui oggi si riunisce tanta, ma tanta musica, a partire con il nome di Don Schlitz, cantautore americano, che probabilmente non dirà nulla a nessuno, mentre la sua canzone WHEN YOU SAY NOTHING AT ALL scritta con Paul Ovestreet invece la conosciamo tutti benissimo nella versione di Ronan Keating,


il frontman dei Boyzone, perché era la colonna sonora del delizioso Notting Hill, film del 1999 con Hugh Grant e Julia Roberts nel loro periodo migliore, e anche periodo in cui i film probabilmente rimanevano nel cuore molto più di quanto non succeda adesso, tant'è che abbiamo pure rivisto la stessa storia in versione molto simile raccontata anche in MARRY ME - SPOSAMI con Jennifer Lopez e Owen Wilson, e successivamente, a ruoli invertiti, in THE IDEA OF YOU con Anne Hathaway. 
Don è mancato di recente nello scorso mese di aprile a 73 anni,

come anche altri suoi colleghi del mondo musicale (mese davvero nefasto per gli artisti), per cui tutti loro messi insieme mi hanno ispirato questo post del sabato. 
Infatti restiamo con gli irlandesi Boyzone che con le cover si vede che andavano forte avendo cantato anche LOVE ME FOR A REASON,

canzone dei The Osmonds, gruppo statunitense a conduzione prettamente familiare dal sound un pò "ecclesiastico" in voga negli anni 70, dei quali è morto a 76 anni Alan Osmond, il maggiore dei fratelli che componevano la band (quartetto o quintetto a seconda del periodo) e che ricordava all'epoca un pochino il nostro Little Tony essendo allora pure lui un "ragazzo col ciuffo". 

Dal pop passiamo al country di Nashville, materia prima di Wayne Moss, chitarrista session man specializzato in quel genere, che ha suonato anche in I Want You con Bob Dylan nell'album Blonde On Blonde del 1966 (ne esiste anche una cover italiana fatta dai Nomadi chiamata Ti Voglio), e in Oh! Pretty Woman di Roy Orbison, e che ha poi fondato il Cinderella Sound Studio,

il più antico e longevo studio di registrazione di quella località e dintorni, e dal quale sono passati artisti come Peter Criss dei KISS, la Steve Miller Band e Linda Ronstadt per la quale in particolare Wayne ha suonato nell'intero album Silk Purse del 1970, e disco che contiene la famosa WILL YOU LOVE ME TOMORROW,


brano scritto da Carole King che lo includerà in seguito nel suo Tapestry, e con il quale si sono cimentati in moltissimi prima e dopo di lei, con anche qui l'immancabile cover in italiano realizzata dai Rokes di Shel Shapiro con il titolo Ci Vedremo Domani, ma che non regge assolutamente il confronto. 
Dal country passiamo al progressive dei Traffic, band britannica che ha avuto tra i suoi componenti anche Steve Winwood appena uscito dallo Spencer Davis Group, e come fondatore il chitarrista e cantante Dave Mason

che però chiaramente aveva da subito la testa dietro ad altri progetti soprattutto di produzione musicale, e quindi ha lasciato il gruppo appena dopo aver inciso con loro nel 1968 il secondo album dal titolo Traffic ancora prima che venisse pubblicato, e che era il successore a distanza di un anno di MR. FANTASY

disco di debutto con l'inconfondibile Winwood che canta la canzone qui sopra e brano questo che avrebbe in seguito dato il nome al PROGRAMMA MUSICALE più interessante e innovativo degli anni 80 condotto da Carlo Massarini, trasmissione che ha formato la mia (e non solo la mia) cultura musicale verso i prodotti un pochino più new wave. 
Andiamo avanti con la dipartita dell'australiano James Valentine,

omonimo del chitarrista dei Maroon 5 (che invece sta bene per quanto ne so) cioè quel gruppo dove ben pochi si ricordano i nomi degli altri membri poiché tutta l'attenzione va verso il frontman Adam Levine (ma succede anche con i Coldplay e coi nostri Negramaro). 
Questo James che se n'è andato invece è stato il sassofonista soprattutto dei Models (ma anche di un altro paio di gruppi in momenti diversi) nel periodo in cui questi hanno avuto il loro maggiore successo con questa bomba dance di OUT OF MIND OUT OF SIGHT
 
ovvero il 1985, periodo in cui l'Australia tirava parecchio con gli INXS e i Men At Work, guarda caso altre due band dove i fiati erano ben presenti.
James aveva 64 anni. 
E sempre dall'Australia arrivavano nel 1990 le Spdfgh (no, non mi è salito il gatto sulla tastiera), quartetto tutto al femminile della musica rock molto indie, ma talmente indie che invece non ha mai goduto della popolarità internazionale dei colleghi sopracitati, e guidato per sette anni da Kim Bowers

(in primo piano in rosso), chitarra e voce, che ha perso di recente la sua battaglia contro un cancro al seno che le era stato diagnosticato nel 2022. 
Dopo lo scioglimento della band, il cui nome era stato definito dai critici come il più stupido del rock australiano, Kim si era dedicata a molti altri progetti sempre nel campo musicale.
Altra cantante che ci ha lasciati è Nedra Talley Ross, 80 anni e componente delle Ronettes, trio vocale al femminile, ideato da PHIL SPECTOR di cui Neda, cugina delle altre due che erano invece sorelle, era rimasta l'ultima ancora in vita e che avete sicuramente ascoltato nel film Dirty Dancing dove si ascolta la loro famosissima BE MY BABY.

Delle Ronettes avevo già parlato all'epoca della morte di RONNIE SPECTOR che, dopo il trio, aveva avuto una discreta carriera da solista. 
E non dimentichiamo però che anche quei punk americani dei Ramones, quando sono passati per un controverso album sotto la direzione di Phil, si sono cimentati in una COVER tutta sviolinata della Baby I Love You delle Ronettes. 
Concludo (e direi che ce n'è abbastanza di addii per oggi!) con il cantautore canadese Taylor Kirk che aveva solo 44 anni

ed era il creatore del progetto Timber Timbre, principalmente uno pseudonimo come solista, al quale si aggiungevani altri musicisti per tour e registrazioni in formazioni sempre diverse. 
Fu con il terzo disco intitolato Timber Timbre del 2009 che arrivò una discreta popolarità per Taylor, anche perché la canzone MAGIC ARROW fu inclusa nella colonna sonora di due serie tv famosissime, Breaking Bad e The Good Wife.

Goodbye Kim, Nedra, Taylor, James, Dave, Wayne, Alan e Don. 

venerdì 1 maggio 2026

AFFARI AL BUIO E LA MATTEL IN LUTTO

 Giornata del 1 maggio, ovvero Festa Del Lavoro durante la quale oggi dobbiamo salutare Darrell Sheets, uno dei volti più noti del programma Affari Al Buio visibile su Cielo, che è morto a 67 anni, nella sua abitazione a Lake Havasu City, in Arizona, deceduto per un colpo di pistola alla testa per cui si presume si tratti di suicidio.


Il programma è quello basato sulle aste di depositi abbandonati, dove alcuni acquirenti fanno offerte senza conoscere il contenuto delle merci, ma solo valutando con una vista da fuori per cui vi si può trovare merce interessante come anche, spesso, ciarpame inutile. 
Il format ha avuto anche spin-off e versioni canadesi e francesi. 
Dal 2010 al 2023, Sheets, soprannominato “The Gambler” (“Il Giocatore d’azzardo”), aveva partecipato a 163 episodi, ma nel 2019 era stato colpito da un infarto, il che lo aveva portato a ridurre parecchio le apparizioni televisive, anche per via di un intervento chirurgico al quale era stato sottoposto. 
Negli ultimi anni pare sia stato anche vittima di cyberbullismo e si sospetta che questa possa anche essere la causa del suicidio. 
Strano poi il destino di Roger Sweet,

designer della Mattel e creatore di He-Man e tutta la sua saga, che se n'è andato a 91 anni proprio in concomitanza con il battage promozionale che precede l'uscita del nuovo film sui suoi Masters Of The Universe che arriverà da noi a giugno

per provare a far dimenticare quello brutto degli anni 80 con Dolph Lundgren.
Per fortuna oggi non solo addii perché possiamo anche augurare buon compleanno a Violante Placido che compie 50 anni e della quale avevo parlato in occasione di quel bizzarro film di magia e sortilegi che è L'ANIMA GEMELLA, molto carino, e UN ALTRO invece da dimenticare.

Goodbye Darrell and Roger. 

SONY: L'IMPERO DEL SOLE

 Sapevate che la Sony, colosso dell'elettronica moderna e dintorni, in realtà compie oggi i suoi bei 80 anni? Era infatti il 7 maggio d...