mercoledì 1 luglio 2026

YOUNG SHERLOCK SU PRIME VIDEO: RISCRIVIAMO TUTTO PER L'ENNESIMA VOLTA

 Su Prime Video c'è Young Sherlock che è una serie ideata da Matthew Parkhill, sviluppata da Guy Ritchie e Peter Harness e basata sui romanzi di Andy Lane.


Sono gli anni giovanili del celebre futuro investigatore che qui vediamo sullo schermo ancora diciannovenne, ma già con torbidi misteri e traumi familiari tra il carcere di Newgate e l'Università di Oxford. 
È uno Sherlock tormentato e ribelle quello interpretato da Hero Fiennes Tiffin che si ritrova coinvolto in una serie di cospirazioni e tragedie, che gettano le basi del suo carattere e lo formano per la nascita della sua ossessione per la giustizia. 
Al contrario di come ce lo presentava Steven Spielberg in quella sua produzione del 1985

dal titolo Piramide Di Paura diretta da Barry Levinson e scritta da Chris Columbus (che trio, eh?), qui non c'è ancora traccia del fido Watson al suo fianco, mentre invece Sherlock diventa migliore amico della sua futura nemesi, James Moriarty, e durante gli episodi ci saranno alcuni momenti che ci dicono come cambierà il loro rapporto, di cui uno, con una battuta divertente, è quando Sherlock in un negozio si prova il classico cappellino iconico legato all'investigatore.

I primi due episodi, quelli diretti da Ritchie, hanno il dinamismo visivo che già si vedeva nei film con Robert Downey Jr. mentre in seguito il ritmo spesso cala. 
Ironia comunque ne abbiamo, ma anche molte licenze narrativa rispetto al materiale originale, come la sorella minore data per morta da piccina. 
Sorella mai pensata da Sir Arthur Conan Doyle, ma creata negli anni 2000 dall'autrice Nancy Springer e che, con il nome di Enola, è stata già portata in due film da Millie Bobby Brown, con il terzo che dovrebbe uscire su Netflix proprio oggi.

Vedi a volte le coincidenze... 

martedì 30 giugno 2026

VIA COL VENTO: LIBRO E FILM

 Oggi si parla di libri perché il 30 giugno del 1936 veniva pubblicato il mastodontico romanzo di Margaret Mitchell, Via Col Vento, vincitore del Premio Pulitzer in quell'anno.


Mastodontico è anche il celebre ADATTAMENTO CINEMATOGRAFICO che in realtà condensa già ben bene in quattro ore il romanzo tagliando o modificando diverse sottotrame, ma stavolta non starei tanto a discutere se sia meglio il film o il libro. 
Piuttosto mi soffermerei sulle differenze tra le due opere, e le più grandi riguardano la vita familiare poiché nel libro è dedicato largo spazio al passato della famiglia O'Hara e alle vicende della madre, Elena, mentre il film si concentra quasi esclusivamente sulle vicende adulte della protagonista e sulla sua lotta per non perdere la piantagione di Tara. 
Anche alcuni figli di Rossella sono spariti dato che nel film ha solo la figlioletta avuta con Rhett Butler. 
Nel romanzo invece ha ben tre figli da tre uomini diversi: oltre a Bonnie Blue, ci sono Wade Hampton Hamilton, avuto dal primo marito, e Ella Lorena Kennedy avuta dal secondo marito. 
Vengono modificati anche alcuni personaggi come Ashley Wilkes, che nel romanzo ha una personalità meno forte e risulta decisamente meno affascinante agli occhi del lettore. 
Il libro ha inoltre sfumature molto più brutali che nel film vengono omesse o modificate, come episodi di violenza domestica o il tentato stupro nei confronti di Rossella durante un viaggio, che in pellicola viene riportato in modo più edulcorato. 
Entrambe le opere si chiudono invece con l'iconica frase "Domani è un altro giorno", ma forse come è messa nel libro lascia intendere in modo molto più marcato la determinazione e l'egoismo di Rossella, disposta a tutto pur di riconquistare Rhett. Beh, in un certo senso ho spoilerato un pochino il finale, ma dubito che al mondo ci sia ancora qualcuno che non conosce questa storia. 

lunedì 29 giugno 2026

SAYONARA BEATLES!

 I Beatles, quando ancora suonavano dal vivo, misero piede per la prima volta in Giappone il 29 giugno del 1966.


Il loro tour fu al tempo stesso sia un evento storico che turbolento dato che si esibirono in 5 leggendari concerti al Nippon Budokan di Tokyo, affrontando minacce di morte, polemiche culturali e un livello di sicurezza senza precedenti. 
Ma andiamo con ordine da quando la band atterrò all'aeroporto di Haneda alle 3:40 del mattino, dopo un ritardo causato da un tifone, il che sembrava già essere un brutto segno del destino. 
Ad accoglierli trovarono una nazione divisa tra fans osannanti e chi invece gli dava contro. 
L'arrivo della "Beatlemania" preoccupò a tal punto le autorità che furono mobilitati circa 35.000 agenti di polizia, da una parte per proteggerli e dall'altra per evitare disordini, ma fin qui diciamo che poteva essere tutto normale
Il vero problema fu che i concerti si tennero per la prima volta al Budokan, il tempio sacro (!!!) delle arti marziali costruito per le Olimpiadi del 1964, e questa scelta scatenò l'ira dei tradizionalisti e dei nazionalisti giapponesi, che consideravano l'esibizione di una band rock occidentale in quel luogo una profanazione. 
In seguito il Budokan diventerà invece un luogo abituale per i concerti e i Cheap Trick vi registreranno anche un ottimo disco live

come anche i Deep Purple, i Dream Theater e i Blur. 
Ma ai Fab Four era toccato essere i primi a "profanare" quel luogo e quella fu la causa delle numerose minacce di morte ricevute, per cui, anche per preservarli dall'isteria dei fans, i quattro furono quasi costretti agli arresti domiciliari nella Presidential Suite dell'Hotel Hilton di Tokyo senza poter uscire liberamente, così, per passare il tempo in stanza, John, Paul, George e Ringo si dedicarono a dipingere insieme un'opera collettiva

(oggi un dipinto molto famoso) nella quale ho la sensazione di vedere come delle anticipazioni del film YELLOW SUBMARINE, e ad ascoltare i provini del loro prossimo album, Revolver che, manco a dirlo, diventerà un capolavoro.
Il primo storico concerto al Budokan si tenne la sera del 30 giugno 1966 dopo essere stati preceduti sul palco da diversi artisti di supporto giapponesi che ben poco avevano a che fare con il loro genere, ma nessuno del pubblico si comportò come quelli che, non solo in Italia, fanno fare vita grama a chi apre i concerti dei grossi nomi, e ne sanno qualcosa anche gli allora debuttanti Guns N'Roses quando, nel 1988 aprivano le date del tour degli Iron Maiden,

e si prendevano bordate di fischi perché il pubblico voleva subito sul palco la band di Steve Harris. 
Ma torniamo ai Beatles, i cui set al Budokan duravano circa mezz'ora e la loro scaletta consisteva in 11 brani classici tra cui: Rock and Roll Music, Day Tripper, YESTERDAY, PAPERBACK WRITER, I'm Down. 
I fans giapponesi erano estremamente appassionati, ma, a differenza del pubblico occidentale (provate, se riuscite, ad ascoltare il live registrato all'Hollywood Bowl), ascoltavano i brani in un silenzio quasi surreale anche tra un pezzo e l'altro, e posso confermare questa caratteristica orientale essendo stato in Giappone in tempi recenti e trovando molta tranquillità e cortesia anche in una metropoli pazzesca come Tokyo dove, sono sicuro, anche Lucio Dalla direbbe che "non ci si perde neanche un bambino".

Mannaggia, freniamo le divagazioni che non è del mio diario di viaggio che devo parlare oggi, bensì dei Beatles che, nonostante le stranezze e le semidisavventure, ricordarono sempre il Giappone con grande affetto, specialmente per il notevole rispetto dimostrato dal pubblico, al contrario delle altre vere disavventure che avrebbero vissuto pochi giorni dopo nelle Filippine. 
Questo però ve lo racconto la prossima volta... 

domenica 28 giugno 2026

WHAM! TUTTO IL CONTRARIO DI SPEGNERSI LENTAMENTE

 Il 28 giugno del 1986 era un sabato e penso che molti, specialmente i britannici, se lo ricordino bene quel sabato perché magari erano anche loro in mezzo alla folla oceanica che riempiva lo Stadio di Wembley per assistere al concerto d'addio degli Wham!


L'evento, di cui vi regalo la SPLENDIDA APERTURA dove, su un lungo intro di Everything She Wants, entrano in scena prima uno e poi l'altro Wham!, ha segnato la fine della carriera del celebre duo pop britannico composto da George Michael e Andrew Ridgeley, davanti a 72.000 fan letteralmente in delirio. 
Annunciato a maggio dello stesso anno, lo scioglimento fu voluto fortemente da George Michael, che sentiva il bisogno di comporre musica più matura (i maligni avevano certo pensato alle divisioni delle royalties) ponendo fine all'era scanzonata degli Wham! in braghette e yeyeyè. 
Lo show è stato una compilation dei loro più grandi successi con anche alcune cover come Why di Carly Simon. 
Sono passate Wake Me Up Before You Go-Go e Careless Whisper concludendo con una versione estesa di I'm Your Man con Simon LeBon. 
Anche Elton John ha partecipato duettando sulle note di Candle in the Wind. 
Si è chiusa così quel giorno un'avventura durata appena quattro anni, ma che ha proiettato George Michael e Andrew Ridgeley nell'olimpo delle star mondiali, con oltre 30 milioni di dischi venduti e con un certo margine di successo maggiore per George rispetto ad Andrew. 
Ma quello lo si vedeva già quando erano gli Wham! 
Ah... Non so se può interessare, ma il 28 giugno di 100 anni fa invece nasceva un certo Mel Brooks...

Auguri smodati! 

sabato 27 giugno 2026

LABYRINTH - DOVE TUTTO È POSSIBILE (ANCHE VEDERE DAVID BOWIE COSÌ)

 Sono passati 40 anni (era il 27 giugno del 1986) da quando negli USA usciva il film Labyrinth


diretto da Jim Henson e ispirato ai libri dello scrittore statunitense Maurice Sendak, e infatti in quell'estate io mettevo già in discoteca il pezzo UNDERGROUND dalla sua soundtrack per far ballare in pista, ed è anche per questo motivo che il film occupa il posto della musica del sabato, perché di musica dentro ce n'è 

tra i cinque brani firmati da David Bowie (cantati da lui però sono solo quattro) e le musiche di Trevor Jones.
Per vederlo in Italia abbiamo aspettato fino al 23 dicembre e il titolo era stato allungato in Labyrinth - Dove Tutto È Possibile, usanza dell'epoca che finalmente è stata messa da parte (quasi sempre) per lasciare i titoli così come l'autore li ha fatti. 
Qui abbiamo l'adolescente Sarah (Jennifer Connelly) che non è soddisfatta della sua vita familiare (genitori separati, nuova matrigna... uff!!!) e si distrae leggendo libri che parlano di mondi fiabeschi, e collezionando pupazzi. 
Una sera deve fare da baby-sitter al suo fratellino Toby (Toby Froud) che non la smette di piangere. 
La ragazza ormai stremata invoca allora il re dei Goblin, Jareth protagonista di uno dei suoi libri, affinché si porti via il capriccioso bimbo. 
E mica se l'aspettava che Jareth, un David Bowie con un look tra Patty Pravo e Tina Turner,

arrivasse davvero e se lo prendesse! Al che la povera Sarah gli chiede di restituirlo subito che ll'era tutto uno scherzo, un era mica vero (doveva avere origini toscane la Sarah), ma il re risponde beffardo con la voce di Tom Cruise (Roberto Chevalier) che se lo rivuole indietro ha tempo 13 ore per superare il labirinto che circonda il suo castello, altrimenti il piccolo diventerà uno dei tanti goblin del suo regno. 
Inizia così la dura prova di Sarah durante la quale incontra bizzarri personaggi, e da alcuni trova anche aiuto come lo gnomo Gogol, il bestione Bubo, e Sir Didymus, un cane yorkshire che cavalca un "coraggioso" cane da pastore; ma gli ostacoli sono tanti e Jareth si diverte a rendere tutto ancora più complicato.

Altra canzone famosa dalla colonna sonora, sempre cantata da Bowie e pubblicata come singolo, è MAGIC DANCE
I pupazzi del film sono di Frank Oz, già creatore dei Muppets e del saggio Yoda di quella famosa saga, e David si ritrova per la seconda volta perfettamente a suo agio a collaborare con lui e i suoi "giocattoli" poiché era già stato ospite molti anni prima proprio del mitico Muppets Show. 
Nessuna CGI era stata usata, ma solo effetti ottici ben congegnati, con un unico momento debole riguardante un effetto speciale in chromakey abbastanza pezzente per animare dei pupazzi rosa. 
Ma complessivamente mi sento di perdonarlo. 

venerdì 26 giugno 2026

CLIVE DAVIS: UNO CHE AVEVA CAPITO TUTTO DELLA MUSICA

 Perdonate i necrologi anche oggi (settimana davvero critica... sarà il caldo...), ma non ci posso fare nulla se è morto a 94 anni anche Clive Davis,


direttore musicale della Hall Of Fame e soprattutto importantissimo produttore discografico statunitense e scopritore di talenti che aveva fatto firmare negli anni 80 il primo contratto a Whitney Houston (con lui nella foto) facendola diventare la star che conosciamo con una vendita di 260 milioni di dischi, e, oltre a ricoprire il ruolo di talent-scout, aveva avuto anche l'intuito di rilanciare la carriera di numerosi musicisti come Miles Davis negli anni Settanta, di Aretha Franklin negli anni 80

(ricordiamo il duetto con George Michael in I KNEW YOU WERE WAITING FOR ME) e di Carlos Santana negli anni Novanta. 
Tutto cominciava nel 1974, quando Davis aveva fondato la Arista Records (inizialmente però il nome era Bell Records), probabilmente la più importante casa discografica per il genere R&B di quegli anni, aprendosi in seguito ad altri generi, in particolare la dance e l’hip hop prendendo con sé artisti come Annie Lennox, Kenny G e Dionne Warwick, e successivamente i rapper Notorious B.I.G. e Puff Daddy (oggi Diddy), in pratica la programmazione di Radio Milano International 101 di qualche decade fa. 
E rileggendo i nomi qui sopra capisci subito quanto sia stato importante il contributo di Clive Davis nella musica. 
Goodbye Clive. 

giovedì 25 giugno 2026

SIXPENCE NONE THE RICHER - KISS ME: C'È LA CANZONE E C'È IL FILM

 Per noi italiani i Sixpence None The Richer sono soprattutto quelli di KISS ME, canzone molto, molto carina del 1998 presa poi, come tante altre, come sottofondo per quando, durante gli eventi sportivi o musicali, entra in azione la kiss-cam e la coppia inquadrata deve, per tradizione, darsi un bacio.



Il brano è diventato anche colonna sonora dell'omonimo film del 1999 con Rachael Leigh Cook e Freddie Prinze Jr.  dove, fra gli altri, ci sono anche Matthew Lillard, che farà poi coppia con Freddie nei due film live action di Scooby-Doo, e pure il compianto Paul Walker, il futuro Brian di Fast & Furious) storia di studenti dove la classica ragazza modesta

conquista il bellone fisicato dell'istituto (che inizialmente mostra interesse per lei solo per scommessa) con grande sorpresa della sua ex, la reginetta di bellezza eletta sempre lei ogni anno, e canzone che si sente anche in Dawson's Creek come anche in parecchi altri film e serie tv. 
Altro brano che magari vi sblocca qualche ricordo anche se non lo collegate direttamente a loro, è THERE SHE GOES che era però una cover di un pezzo del 1988 dei misconosciuti The La's

e verrà inserita nella ristampa del CD. 
Canzone, invece tornando a Kiss Me, che ha anche segnato il cambio di rotta della band nata nel 1992 e che da indie entrava così nel circuito mainstream con anche l'ingresso in formazione del nuovo bassista Justin Cary che purtroppo ci porta anche oggi a parlare di addii nella musica perché se n'è andato la settimana scorsa a soli 50 anni per colpa di un ictus e a nulla sono serviti due interventi chirurgici per cercare di salvarlo.

È comunque da precisare che la band era nata inizialmente in Texas nel 1992 come duo chitarra e voce di christian rock (per i temi a sfondo religioso trattati nelle canzoni) fondata da Matt Slocum e Leigh Nash, e Justin era stato "assunto" in seguito all'evoluzione del gruppo come il resto dei componenti. 
Goodbye Justin. 

YOUNG SHERLOCK SU PRIME VIDEO: RISCRIVIAMO TUTTO PER L'ENNESIMA VOLTA

 Su Prime Video c'è Young Sherlock che è una serie ideata da Matthew Parkhill, sviluppata da Guy Ritchie e Peter Harness e basata sui ro...