sabato 20 aprile 2024

ROCKERS DELLA PORTA ACCANTO & CO.

 Grande disco Ohio Players, disco che avrò già ascoltato una decina di volte il nuovo dei Black Keys, il duo nerd di Akron,


quella località dell'Ohio appunto con un nome che pare uno di quei pianeti inventati per la fantascienza degli anni 60, il che potrebbe anche essere poiché è da lì che arrivavano anche i bizzarri Devo e già all'epoca il tutto mi faceva quell'effetto interstellare. 
Dicevo che i due, Dan Auerback e Patrick Carney, principalmente chitarra e batteria, hanno un aspetto da nerd nel senso che niente hanno di patinato come invece certe rockstar tutte curate nel look, specie quelle degli anni 80. 
No, i due li potresti incontrare per la strada e manco sai che sono quelli che in passato hanno scritto Lonely Boy oppure Gold On The Ceiling ed ora escono con un nuovo disco bellissimo che oltre a dare un sequel al video della succitata Lonely Boy con ON THE GAME,

dove nel nuovo videoclip torna il ballerino per caso di allora, ti fanno sentire pure certe atmosfere alla Tarantino di Le Iene e Pulp Fictition con READ EM AND WEEP, canzone con casualmente lo stesso titolo di un brano di Meat Loaf (scritto da Jim Steinman) e cantato anche da Barry Manilow un una versione leggermente modificata, ma comunque questa dei Black Keys non ne è assolutamente un'altra cover,

oppure Dan sfodera una voce soul in I FORGOT TO BE YOUR LOVER che è una cover, questa invece si, di una canzone del 1968 di William Bell, mettendo qui e là anche armonie alla Beatles in un album pieno di ospiti (ci sono anche Beck e Noel Gallagher), molto diverso dai primi lavori da garage band dei due dove Dan suonava tutto lui sovraincidendo ogni strumento eccetto la batteria.

Tutto diverso invece il mondo dei Vampire Weekend la cui A-PUNK era nota per uno spot pubblicitario, e se ci cliccate sopra a quel link ve lo ricordate di sicuro, ed ora escono con Only God Was Above Us dove spaziano dalle semplici ballad da birreria agli arrangiamenti orchestrali super curati passando per certe cose quasi oniriche come il singolo CAPRICORN.

Essendo comunque una band alternativa il cui nome deriva da un cortometraggio ideato, ma mai girato dal leader cantante chitarrista Ezra Koenig (un COGNOME illustre per la fantascienza in tv), e dalla formazione a quattro ora ridotta a trio dal 2016, non manca anche quello che più si avvicina al vecchio stile del primo album del 2008 che ritroviamo in GEN-X COPS.

Sorpresa nella musica italiana invece con Francesco DeGregori che dopo Dalla e Venditti, trova un nuovo partner musicale in Checco Zalone che fondamentalmente qui suona il piano e occasionalmente canta in alcune canzoni di Pastiche, il loro album realizzato in coppia. 
Il Principe pare molto a suo agio anche nel cantare le canzoni firmate da Checco dando quel giusto contrasto fra il suo essere abbastanza austero e la dissacrante ironia del comico.

Di non buono c'è solo che dopo una buona partenza con GIUSTO O SBAGLIATO, brano inedito che prende una chiara ispirazione da My Way che però ti fa le chiuse alla Jannacci, e che presenta un arrangiamento molto carico con fiati, Hammond, basso, chitarra e batteria, poi si finisce subito sul minimalismo voce e pianoforte (infatti è quello che c'è scritto sul disco) che se su Pezzi Di Vetro rende bene perché già il brano di Francesco nasce scarno di suo, su canzoni come RIMMEL invece senti tanto la mancanza dell'originale anche per come Francesco la canta che pare tanto svogliato (saranno anche 50 anni che puntualmente deve farla nei concerti, sennò non lo fanno uscire vivo, ok, però...).

Eppure il cantautore ha detto che con Checco si è divertito molto. 
Cover varie completano il disco, fra Pino Daniele, Paolo Conte e persino Nino Manfredi con la deliziosa la Ballata Di Pinocchio che ti fa fare un salto indietro nel tempo all'epoca dello sceneggiato tv di Comencini. 
Magari non è un disco fondamentale per la storia della musica, ma meno peggio di quello che si poteva pensare. 
Chiudo per oggi con Doja Cat che per me è stata un colpo di fulmine all'epoca di HOT PINK e anche ogni videoclip suo era per me uno spettacolo da vedere. 
Peccato che con il nuovo disco, Scarlet, anticipato alcuni mesi fa dal singolo PAINT THE TOWN RED dove gira in loop un campione di Walk On By di BURT BACHARACH con la voce di Dionne Warwick,

non ci sia più traccia di quel funky e quella sensualità che c'era in Say So e company, e infatti il videoclip della canzone è decisamente horror seppure sexy, puntando invece ad essere una specie di novella Nicki Minaj tutta rime piene di "bitch" che da un po' di tempo nello slang non è più un'accezione negativa, ma quasi un complimento per quanto una sia sexy da infarto e anzi se lo appendono scritto anche al collo come ciondolo o ne fanno una fibbia per i cinturoni.

Testi e titoli explicit come WET VAGINA, che appena ascoltata da anima candida mi sembrava dicesse invece Wait For China, fanno capire che non è un disco da Zecchino D'oro, ma a volte il troppo stroppia. 
Per fortuna la ragazza è giovane e può sempre recuperare come ha fatto BEYONCÉ

venerdì 19 aprile 2024

OGGI È LA FESTA DI UN VILLAIN DI 007

 Spulciando in giro, scopro che oggi, venerdì 19 aprile, è il giorno in cui cade la festa vudú (o voodoo) del Baron Samedi, cioè il Loa che attende le anime dei defunti per accompagnarle nell'aldilà.


Adesso, mettendo da parte le credenze legate alle varie religioni, per noi che bazzichiamo nel cinema, questo nome non ci è nuovo, anzi ci riporta al 1973, quando Roger Moore entrava a far parte del mondo di 007 in Vivi E Lascia Morire (ma era già da un po' che in casa Broccoli lo stavano corteggiavando) subentrando ad un Sean Connery che aveva accettato di tornare giusto solo per quel Una Cascata Di Diamanti fortemente voluto dalla produzione come protagonista dopo il mezzo fiasco di George Lazenby. 
Ma era un Connery ormai poco convinto e già un po' ingrigito quello che avevamo visto in quell'ultimo film dalla locandina pazzesca (quella originale, non le RIEDIZIONI per DVD e Blu-ray) che ti fa immaginare chissà cosa,

mentre poi alla visione fatta in dvd nei primi anni 2000 ho constatato che non era davvero così, anzi molto molto meno spettacolare, e film che poi per dirla tutta non sarà effettivamente l'ultimo per Connery perché... mai dire mai... 
Si dice così no? 
Scherzi a parte, l'esordio di Moore si portava dietro una delle più belle canzoni della saga firmata da Paul McCartney & Wings, ovvero LIVE AND LET DIE,

(e anche i Guns'n'Roses ringraziano), ma anche qui se devo dirla tutta Roger non mi aveva divertito come in passato con Attenti A Quei Due, forse perché essendo "novizio" del bondverse, si era attenuto alle istruzioni ricevute senza metterci granché del suo come invece farà in seguito, scontentando a quel punto magari i fans puri di Sean e Ian Fleming. 
Comprendo perfettamente, ma ricordo che per me Moore è stato il primo 007 che ho visto con La Spia Che Mi Amava, perciò per me c'è stato un impatto, un imprinting e tuttora considero quel film come uno dei migliori. 
Certo paragonato al Bond di Craig massiccio e pestaduro

(ma anche pestato) siamo da tutt'altra parte, ma è anche vero che sono passati un po' di anni da quel 1977 in cui vedevamo una Lotus Esprit diventare un sottomarino e un gigante con i denti d'acciaio che sembrava invincibile. 
Detto ciò, in quel primo 007 versione Moore, tra i villain c'era proprio, come scagnozzo del Dr.Kananga, il fighissimo e inquietante Baron Samedi nella sua divisa ufficiale con cappello a cilindro interpretato magistralmente da quei due metri di Geoffrey Holder, personaggio tanto legato al mondo esoterico che per tutto il film non è ben chiaro se sia reale oppure soprannaturale, ma ciò che conta è che è rimasto iconico ed ho pensato così di ricordarlo oggi perché al centro dei festeggiamenti in quella religione basata su un culto dell'aldilà un po' diverso dal nostro dove in questo caso non è raro che i morti siano anche viventi. 
E su tale eventualità ne è zeppo il cinema. 

giovedì 18 aprile 2024

STAI CON ME OGGI? GLIELO DÒ IO L'OSCAR A BILLY CRYSTAL

 Billy Crystal nella sua lunga carriera non ha mai preso un Oscar, ma solo un EMA per TERAPIA E PALLOTTOLE diviso con Robert DeNiro come coppia comica, eppure nonostante ciò è un attore molto legato alla mitica statuetta perché al contrario ne ha presentati parecchi di quegli eventi, e mentre mi viene spontaneo domandarmi se ha mai rosicato per tale situazione, stavolta me lo trovo protagonista e regista di Stai Con Me Oggi?, una commedia romantica su una strana coppia che ha anche un risvolto drammatico perché parla di demenza senile, ovvero quelle malattie subdole come l'Alzheimer ed io ho avuto un padre con quel grave problema.


Ma per fortuna lo fa con sempre un tono leggero tipico di Billy seppure sul finale qualche fazzoletto sia bene averlo lì a portata di mano, dai. 
E se un film riesce a smuovere anche una granitica canaglia come il sottoscritto... beh un premio virtuale glielo darei io a Billy. 
Comunque tranquilli che si ride, specialmente nella scena top della sfuriata contro colui che legge male i testi che Billy scrive, poiché il suo personaggio Charlie è appunto un autore televisivo, uno di quelli che fanno la fortuna di tanti frontmen di successo con un'immagine accattivante, come anche Fiorello, bisogna dirlo, ma che lavorano nell'ombra. 
Qualcuno sul web ha lamentato che è un film che la tira troppo per le lunghe, ma probabilmente non conosce gente come MARTIN SCORSESE... 
Ehm...

mercoledì 17 aprile 2024

METRO-GOLDWIN-MAYER: AND YOU'RE GONNA HEAR ME ROAR

 Pochi giorni fa parlavo del PRECURSORE del moderno cinema ed oggi compie un secolo esatto la Metro-Goldwin-Mayer, la storica casa di produzione statunitense nata dalla fusione di altre tre (i tre nomi appunto) con il famoso leone che ruggisce nel cerchio.


Leone che, senza contare le mille parodie con gattini e quant'altro, nel corso degli anni ha cambiato faccia ben sei volte perché tanti sono gli animali che si sono succeduti in quel ruolo, con anche un logo stilizzato voluto da Kubrick per aprire 2001 Odissea Nello Spazio (ma era già apparso in apertura di altri due film) dato che a lui piacevano molto i titoli essenziali su fondo colorato come ricorderete anche in ARANCIA MECCANICA
Da notare che il nostro leone all'inizio era muto e solo quattro anni dopo faceva sentire il suo ROAR,

come la canzone di Katy Perry appunto, grazie all'arrivo del sonoro, avvento che turbava non poco Brad Pitt in BABYLON
Tale casa è stata comunque una garanzia di film di un certo livello, tipo come in Italia lo era la Titanus con il suo scudo, seppure qualche baggianata sia uscita sporadicamente anche da lì per la verità. 
Bondiani senza dubbio in esultanza perché è stato grazie alla MGM se abbiamo visto iniziare le avventure di 007 sul grande schermo, ma anche i Pink Floyd di The Wall, Rocky e Thelma & Louise (fra i tanti) si sono fregiati di tale marchio prestigioso. 
Tuttavia il più grande successo mondiale e commerciale la MGM lo ha avuto producendo i cartoons di Tom & Jerry, ovvero lo show più violento del mondo che vanta anche un merchandising di portata incalcolabile.

Ultimamente la casa, dopo varie vicissitudini fra le quali anche un rischio di fallimento, è passata di proprietà del gruppo Amazon. 
Quindi è finita nel giro delle piattaforme pure lei con gli algoritmi che producono i film a getto continuo? 
Non lo so questo, ma di sicuro i tempi cambiano per tutti. 

martedì 16 aprile 2024

È STATA UNA DURA GIORNATA... EHM, ANZI NO, NOTTE

 Sono passati 60 anni spaccati da quando quel 16 aprile del 1964 i Beatles (si, sempre loro) registravano in un solo giorno A HARD DAY'S NIGHT, la loro hit da numero uno in classifica (infatti inclusa in quell'album rosso che le raccoglieva tutte) con il titolo derivato da una battuta di Ringo dopo una giornata intera passata in studio senza vedere la luce del sole.


Canzone che uscirà nel luglio seguente come colonna sonora dell'omonimo film, e che parte con quel famoso accordo misterioso suonato dalla Rickenbacker a 12 corde di George Harrison con sovrapposti altri strumenti a confondere il risultato finale. 
Per la precisione, da attente analisi risulta che George suona un Sol e un Do, Paul un Re sul basso e John un Re sus 4 sulla chitarra ritimca. 
Stavolta al piano c'era anche il produttore George Martin mentre in seguito farà da ospite in altre registrazioni Billy Preston. 
Casualmente oggi è anche la giornata mondiale della voce, e anch'essa gioca un ruolo molto importante nella registrazione perché nella canzone le due voci di Paul e John suonano sdoppiate come se fossero tutti e quattro a cantare, mentre invece si tratta di una sovraincisione dei due leader per cui si può dire che già allora i quattro cominciavano a sperimentare effetti nuovi nella loro musica (accordo iniziale incluso) che in questo caso era ispirata agli Everly Brothers, ma con quel qualcosa in più che poteva avere solo una canzone dei Beatles. 
E nel frattempo i TG fra una notizia di conflitti e l'altra ritirano fuori quella vecchia storia del "se i figli dei 4 di Liverpool si mettessero tutti insieme per fare un disco"

dato che è appena uscito su Spotify PRIMROSE HILL, brano che vede la collaborazione di James McCartney e Sean Ono Lennon con un risultato francamente lontano anni luce da quelli raggiunti dai genitori. 
Cioè canzone carina, romantica, ma niente di così eclatante da far sperare in una generazione Beatles 2.0, anche perché degli altri due, cioè Harrison & Starkey junior, non se ne parla.

Anzi, direi che adesso ci son grane più grandi come Amadeus che lascia la Rai... 

lunedì 15 aprile 2024

SPIDER-MAN NO WAY HOME: NIENTE PAURA... C'È IL MULTIVERSO

 Stranamente ho visto un film con un eroe Marvel che stava su Prime Video e non su Disney+, ed è Spider-Man No Way Home, ma la spiegazione è semplice perché è un prodotto Sony e non Fox l'ultimo più recente della saga con Tom Holland nei panni di Peter Parker.


Ma non solo, poiché, come per dare una spiegazione al fatto che Spidey nel corso degli anni ha cambiato faccia più volte, qui torna la faccenda del Multiverso ormai un Deus Ex Machina quando vuoi risolvere una situazione un po' complicata, e tema trattato anche nel SECONDO FILM ANIMATO con Miles Morales che mi ha lasciato lì in sospeso fino al prossimo episodio. 
Tutto nasce dal fatto che Peter ha dei problemi per il fatto che la sua identità è stata rivelata nel film precedente, per cui chiede a Dr. Strange se con i suoi poteri può rimettere a posto le cose come stavano prima. 
E qui il nostro mago del Multiverso si adopera per accontentare il ragazzo, senonchè lo stesso Peter combina un pasticcio che pregiudica la buona riuscita del l'incantesimo e dal Multiverso arrivano i vecchi nemici delle incarnazioni precedenti come Doc Ock, Goblin, Lizard e Sandman, ma pure gli altri Spiderman con le fattezze di Andrew Garfield e Tobey Maguire, quest'ultimo parecchio invecchiato, ma tanto con la maschera sul viso e la CGI nessuno se ne accorge.

A proposito, si racconta che nelle sale all'arrivo in scena di Tobey ci sia stata all'epoca un'ovazione del pubblico a conferma che Raimi almeno due ottimi film li aveva messi insieme. 
Insomma noi spettatori finiamo insieme ai protagonisti in una Sarabanda di eventi che nonostante le due ore e mezza reggono l'attenzione, con forse l'avvio del film solo un pochino lento. 
Adesso mi sorge un atroce dubbio: non sarà che anche per James Bond e le sue diverse incarnazioni, a qualcuno potrebbe venire in mente di buttare lì un Multiverso? 
Sai com'è... 

domenica 14 aprile 2024

LA MISSIONE QUINQUENNALE DI UNA (SPERO) SIMPATICA CANAGLIA

 Sono già passati 5 anni di blog durante i quali ho svolto la mia missione quinquennale, diretta all'esplorazione di strani, nuovi mondi, alla ricerca di altre forme di vita e di civiltà, fino ad arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima...


Ferma un attimo... non so, cioè non è che mi ci veda molto bene dentro al pigiamino del capitano Kirk o con le orecchie a punta di Spock e tanto meno nella mise stivalata di Uhura (oddio che brutta immagine...), anche perché non sono così fan di quella serie da andare così conciato a qualche convention a fare magari pure il saluto vulcaniano... 
No, certo che no, anzi avevo già scritto TEMPO FA che piuttosto faccio Na-No-Na-No, però la mia prima missione quinquennale l'ho appena conclusa davvero perché oggi appunto sono esattamente cinque anni che scrivo su questo blog che iniziava esattamente UNA DOMENICA e, posso dire, anche con una certa soddisfazione personale. 
Fra quelli che seguono i miei scritti ho trovato persone splendide con le quali si scherza amabilmente anche se ci si trova spesso pure in disaccordo su alcuni argomenti, ma è giusto che sia così, anzi, non ho mai messo nessuna moderazione ai commenti proprio per permettere una libera fruizione dei post e la possibilità di esprimere immediatamente la propria opinione perche è sempre meglio sentire diverse campane su qualsiasi argomento. 
Nei cinque anni trascorsi ho visto anche sparire dei blogger, temo alcuni anche per gravi problemi di salute e verso di loro mando un saluto se casomai potessero leggere, ma per un nome in particolare temo il peggio conoscendo anche le condizioni di salute in cui versava. 
Altri blog invece sono stati cancellati per dei malintesi su quello che si pubblica poiché ormai basta un niente che ti bollano come pirata che manco Jack Sparrow.

Se poi ci sono consigli da gente più veterana nella blogosfera, sono pronto anche ad accogliere anche quelli poiché cinque anni in effetti non sono niente e non posso quindi millantare un'esperienza enorme, ma per me questo, seppure piccolo, può essere considerato già un vero e proprio traguardo. 
E per questo risultato devo anche ringraziare Thomas Alva Edison che nel lontano 1894 aveva fatto la prima dimostrazione pubblica del cinetoscopio al quale stava lavorando da qualche anno. 


Si trattava di un precursore del proiettore cinematografico che non mostrava ancora l'immagine su un grande schermo, ma solo dentro ad un visore destinato ad un solo spettatore. 
Certo non si poteva ancora chiamare cinema, ma comunque senza tale invenzione che buttava le basi per tale arte, tanti post di questo blog non potrebbero esistere. 
E in coda aggiungo anche un ultimo saluto allo stilista fiorentino Roberto Cavalli che ci ha lasciati ad 83 anni.

Addio Roberto e buona domenica a tutti. 

ROCKERS DELLA PORTA ACCANTO & CO.

 Grande disco Ohio Players, disco che avrò già ascoltato una decina di volte il nuovo dei Black Keys, il duo nerd di Akron, quella località...