sabato 31 agosto 2019

VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA 3D


Il passaggio televisivo su Rai4 di ieri sera mi ha permesso di recuperare involontariamente questo film con Brendan Fraser reduce dalla saga delle mummie (bello il primo, discreto il secondo, inguardabile il terzo), ispirato a Jules Verne, che non avevo visto all'epoca della sua uscita... e guardandolo mi sono reso conto dei motivi che mi avevano tenuto lontano da esso. Non tanto per il 3D che ovviamente su Rai4 non era incluso, ma era proprio la realizzazione degli effetti speciali che lasciava a desiderare, con palesi green screen ovunque che non freghi nemmeno un bambino.
Che poi è proprio ai bambini che sarebbe rivolta la pellicola, in quanto a Gardaland era stata anche creata un'attrazione in 4D con spezzoni del film e la voce di Fabrizio Pucci, doppiatore di Brendan Fraser, che raccontava cose agli ospiti del parco.
E poi altra cosa triste, il contadino italiano alle pendici del vulcano, caratterizzato così male che non trovo parole adatte se non quel BLEAH! che usavano dire i Peanuts di Schultz.
C'è stato anche uno pseudo seguito sempre tratto da un altro romanzo di Verne, ma stavolta con The Rock protagonista (e non mi sorprende, perché se serve un attore per un film esagerato Dwayne Johnson è sempre pronto), Viaggio All'Isola Misteriosa.
P.s. comunque parlando della saga delle mummie, la peggiore è quella più recente con Tom Cruise senza alcun dubbio.

venerdì 30 agosto 2019

JAMES BOND

Sta per arrivare una nuova avventura di 007, e facendo un po' di conti ti accorgi che esiste un Bond per ogni generazione. Dal sornione Connery al massiccio Craig, passando per il fugace Lazenby e l'ironico Moore, il dimenticabile Dalton e l'impassibile Brosnan. La saga va avanti da 50 anni ormai e sembra avere intenzione di proseguire (ancora con Daniel Craig). In alcuni casi (Spectre per citare un titolo) bisogna dire che la parte più bella del film è stata la classica scena d'apertura seguita dai canonici titoli di testa (oggetto più unico che raro ormai, in quanto ultimamente tutti i film seguono il trend di cominciare senza). Personalmente il mio primo Bond è stato Roger Moore con La Spia Che Mi Amava e la Lotus Esprit subacquea e Squalo dai denti d'acciaio. Ma non disdegno i classici con Sean Connery (Goldfinger su tutti), anche se alcuni sentono davvero il peso degli anni che portano. Ho apprezzato anche Brosnan, per la regia, le scene di azione, gli ottimi effetti speciali, anche se Pierce è sempre un po' ingessato. Con Craig è arrivata l'operazione revival, con il ritorno dei temi classici rivisitati (in Skyfall c'è da urlare "Cazzo sì!!!" quando dietro la serranda del garage appare la mitica Aston Martin). In più si vede un agente non sempre impeccabile, ma anzi malmenato, ma che pesta di brutto anche lui, quindi (se possibile) più reale. Se non fosse che il lavoro delle vere spie è tutt'altra cosa rispetto a quanto si vede sullo schermo. Ma ci piace immaginarlo così...

QUI COMINCIA L'AVVENTURA... E FINISCE PURE

Era il 1975 e il produttore Franco Cristaldi, notando il grande successo della coppia campione d'incassi Bud Spencer & Terence Hill pensò: "Perché non provare a farne una versione al femminile? Mettiamo motori, sganassoni e battute e voilà". Se l'idea sembrava buona, all'atto pratico rende un po'meno bene, nonostante la bravura di Monica Vitti e Claudia Cardinale. Il trailer poi era quantomai ingannevole perché te lo mostrava proprio come un film alla Spencer&Hill, cosa che poi non era. Sarà colpa della regia, degli sceneggiatori (Barbara Alberti era una dei due che si inventarono sta storiella assurda), non si sa bene, comunque in italia non fu un gran successo di botteghino, e difatti la coppia da botte al femminile non si vedrà più in seguito. Caso strano invece all'estero è stato distribuito in inglese, spagnolo e persino in russo ed è diventato un mezzo cult forse per la mise della bella Monica che, specialmente in una scena in particolare infonde un pizzico di erotismo fetish come fece molto prima Marianne Faithfull in The Girl On The Motorcycle, al quale forse si deve un po' di ispirazione. Come in tutti i film italiani di quel periodo appare anche questo signore qui
un po'quello che è Michael Caine per Nolan, che lo mette in tutti i suoi lavori anche per soli 10 minuti, ma con uno stile di recitazione molto meno british.
Tanto per capirci meglio ecco una scena alla Spencer & Hill mostrata anche nel trailer



Chiaro no? Anche la squadra di stuntmen che pija le mazzate è la stessa degli spaghetti western. Confrontate i Trinità o Altrimenti ci Arrabbiamo. 
Quindi ti aspetti un film frizzante e spensierato e invece sembrano film diversi, diretti da registi diversi, montati insieme così un po' a caso.
Essere fregati è un attimo.

domenica 25 agosto 2019

BREAKING BAD, IL SEQUEL

Arriva ad ottobre un film su Netflix che lì per lì dal titolo non direbbe nulla, ma che in realtà è il seguito della fortunata serie tv Breaking Bad. Si prosegue quindi dalla fuga di Jessie che avevamo visto nell'ultimo episodio e... non si sa altro. Giustamente si mantiene il segreto sul seguito di una delle serie di maggior successo degli anni passati e personalmente sono anch'io tra quelli che lo guarderanno di sicuro. Magari dando prima una ripassata all'episodio finale in cui... NO SPOILER per chi sta vedendo la serie per la prima volta, e so che qualcuno lo sta facendo...

sabato 24 agosto 2019

MACHETE

Quel buontempone di Robert Rodriguez, molto prima di cimentarsi con Alita, si era divertito a creare un finto trailer da montare prima del suo film Planet Terror, con immagini traballanti e graffiate come si vedevano nei trailer proiettati nelle sale un po' scrause di seconda visione degli anni 60/70, che frequentavo regolarmente e alle quali sono legati i più bei ricordi cinematografici, vedi Bud Spencer & Terence Hill per fare un semplice esempio. Valutando in seguito il potenziale di tamarraggine del personaggio interpretato da Danny Trejo, Robert ne tirò fuori un film completo che ammiccava alla cinematografia retrò a cui si riferiva. Un divertissement da guardare con il cervello spento poiché le cose che succedono sono davvero eccessive e assurde, ma in tale contesto ci stanno perfettamente, proprio perché non si prende mai sul serio. Anche il seguito, Machete Kills, resta o addirittura supera quella linea di eccesso esilarante, come la lingerie/mitragliatrice di Sofia Vergara (che in parte si era già vista addosso a Tom Savini in Dal Tramonto All'Alba), e, anche se nessun critico lo ammetterà mai, i due prodotti sono confezionati a regola d'arte per divertire senza darci troppo peso. Basta prenderlo per quello che è, cioè un lavoro in cui tutti si sono divertiti (e si vede) a fare delle parodie anche di se stessi e ci sono riusciti perfettamente.

venerdì 23 agosto 2019

ADDIO A CARLO DELLE PIANE

A 83 anni è scomparso Carlo Delle Piane, volto inconfondibile del cinema italiano che ha avuto l'onore e senz'altro il merito di aver lavorato con i più grandi nomi, da Totò ad Alberto Sordi, Vittorio Gassmann, da Pupi Avati a Vittorio De Sica, Mario Monicelli e così via.

LA TV VINTAGGIA DI PAURA (VERA!!!)


Verso la fine degli anni 60, la Rai propose due produzioni francesi ad alto tasso di tensione: I Compagni Di Baal, 
una setta di figuri mascherati che si riferiva ad una antica divinità della Siria, ma con ammiccamenti demoniaci, con lo scopo di dominare il mondo come canteranno i Tears For Fears anni più tardi (Everybody Wants To Rule The World),
e soprattutto Belfagor Il Fantasma Del Louvre, vero personaggio cult con maschera di cuoio e abito nero (no, il bdsm non c'entra) che si aggirava nottetempo nel famoso museo parigino quando ancora non aveva la piramide di cristallo. 
Stendiamo subito un velo pietoso (e nero) sul ridicolo remake con Sophie Marceau che non aveva un microbriciolo del fascino di quella produzione in bianco e nero. Ricordo davvero spettatori terrorizzati, ma che continuavano a seguire le vicende perché troppo presi dalla storia. In Italia mica potevamo stare con le mani in mano rispetto ai fransuà e quindi ecco che salta fuori Ugo Pagliai e il suo Segno Del Comando a tormentare i sonni degli abbonati con una stupenda Carla Gravina tra fantasmi e leggende sullo sfondo di Roma. Da ricordare anche la sigla de er Lando Fiorini.

A metà anni 70 arriva poi un altro prodotto soprannaturale a tinte horror che è Ritratto Di Donna Velata, dove ci stanno il saltatore di staccionate Nino Castelnuovo e una Daria Nicolodi di Argentiana provenienza alle prese con leggende etrusche in quel di Volterra.
Ma ancora prima, la Rai aveva realizzato un ottima miniserie di fantascienza con Luigi Vannucchi, Giampiero Albertini, Paola Pitagora, Nicoletta Rizzi, piena di tensione (e pure qualche lungaggine di troppo, bisogna ammetterlo) dal titolo A Come Andromeda 

e più avanti un altro sci-fi drama sul trapianto di cervello e relative conseguenze inaspettate con Giulio Brogi e Laura Belli dal titolo Gamma, 

con un ultima puntata da batticuore fino all'ultimo secondo. E non dimentichiamo il Jekyll con Giorgio Albertazzi 
corredato di lenti a contatto bianche come un perfetto cosplayer per terrorizzare intere famiglie che mandavano i bambini ancora a letto di corsa dopo Carosello. Serie, queste che viste oggi mostrano molto i segni degli anni, ma le ritengo comunque superiori a Un Posto Al Sole, Don Matteo e compagnia bella di fiction mal recitate e ancor peggio scritte. Ma The Times They Are A-Changin' cantava Bob e non possiamo farci niente...


mercoledì 21 agosto 2019

FILM PROSSIMI VENTURI


Due titoli stanno creando fermento nel mondo cinefilo/musicale. Uno è ancora solo sulla carta, ma l' inizio delle riprese è previsto per il 2020 ed è il quarto episodio di Matrix, con Carrie Ann Moss e Keanu Reeves, alla cui produzione resta solo un/una Wachowsky (Lana). Non si sa ancora se Lawrence Fishburne e Hugo Weaving faranno parte del progetto e nemmeno altri nomi coinvolti. Speriamo solo che dopo i due noiosetti Reloaded e Revolutions, che hanno generato milioni di parodie (spassosissima questa

contenuta negli extra del dvd di ScaryMovie 3), si torni a qualcosa di dignitoso e innovativo come fu il primo episodio: per dire, lo vidi in homevideo ed ero convinto che il mio televisore avesse dei problemi al tubo catodico perché vedevo le immagini virate sul verde e non capivo perché... Finché non sono arrivato con Neo al mondo reale.
L'altro invece è già in lavorazione e si chiama Stardust, biopic su David Bowie interpretato dal cantautore e attore britannico/sudafricano Johnny Flynn.
In italia non è granché conosciuto ma all'estero su Netflix è uno dei protagonisti della serie Lovesick, il cui titolo originale all'inizio era Scrotal Recall (giuro!!!).
Ormai Bohemian Rhapsody ha aperto una strada e speriamo che la seguano in molti, poiché i biopic sulle star del rock coniugano perfettamente le mie due grandi passioni di cinema e musica. E tra poco riuscirò finalmente a vedere pure Rocketman...

martedì 20 agosto 2019

APOCALYPSE NOW THE FINAL CUT


Quando un film è un mito ci sono due possibilità: o resta per sempre nell'immaginario collettivo e si ricordano battute e scene nei minimi dettagli, oppure può succedere che il regista continui a riguardometterci le mani per trovare la quadratura del cerchio, per farlo come avrebbe voluto farlo all'epoca. È successo con Star Wars, con E.T., con le varie edizioni di Blade Runner, con le versioni extended di molte pellicole. La storia si ripete ancora con Apocalypse Now. Quando uscì nel 1979, Francis Ford fu costretto a tagliare moltissimo materiale, per cui l'edizione del 2001 denominata Redux ripristinava tutte le scene eliminate, arrivando però ad un minutaggio di 202 minuti (ho sentito Clark Gable e Vivien Leigh che hanno esclamato sticazzi!). Esce adesso una versione intermedia curata da Coppola che si aggira sui 180 minuti, ma ne sentivamo la necessità? La risposta è no, perché non aggiunge nulla a quanto già visto, anzi semmai toglie, snellisce certi momenti del film, secondo le intenzioni del regista. Per quanto mi riguarda la versione Redux l'avevo digerita bene (con dovute pause pipì e quant'altro) nonostante la lunghezza e anche il ridoppiaggio italiano (piaga dei nostri  tempi sulla quale ho dedicato un post)
era stato fatto in maniera più che dignitosa, rispettando le intonazioni delle voci originali; cambiavano solo delle parole ogni tanto in qualche frase ("L'odore del Napalm AL MATTINO" invece che "DI MATTINA"),


oppure cazzo! invece di merda!
ma solo i cinemaniaci lo avevano notato. Prodotto quindi dedicato a chi non possedesse ancora nessuna delle due versioni, e dato che le ho entrambe posso anche tranquillamente rinunciare. Ma solo ed esclusivamente per questo motivo, perché questo film è obbligatorio in ogni cineteca personale per la musica dei Doors, per la fotografia splendida di Vittorio Storaro, per la recitazione sempre perfetta, per la regia ineccepibile e ovviamente per l'attacco degli elicotteri sulla musica di Wagner, ormai una scena cult talmente bella che rende questo film ancora più cult di quello che è di suo. This is the end... Beautiful friend, This is the end... My only friend, The end...


domenica 18 agosto 2019

ZEROVILLE

Dopo Zerolandia, Zerofobia, Zeromania, Zerofollia e quant'altro di sapore sorciniano che non c'entra nulla di nulla, arriva finalmente un film di James Franco targato 2014, ma bloccato fino ad oggi a causa del fallimento della casa di produzione. Un detective indaga sull'omicidio di Sharon Tate nella Hollywood del 1969, scoprendo un sacco e mezzo di cose interessanti. Oltre a James Franco ci sono Danny Mc Bride, Seth Rogen e Megan Fox che... ecco per quanto bella sia Megan, qui vediamo sempre la Megan identica a quella che abbiamo conosciuto con Transformers e Jennifer's Body, cioè grandissima gnocca, ma totalmente fuori contesto in un film ambientato nel 1969. Questo perlomeno è quanto si vede nel trailer...

Qualsiasi curioso riferimento all'ultima pellicola di Tarantino è puramente casuale, in quanto Franco aveva il film pronto molto prima di Quentin, ma una serie di sfortunati eventi ha agevolato il sorpasso. Non si prevede comunque un'uscita al cinema, ma solo homevideo. E il carrozzone va avanti da sé...

sabato 17 agosto 2019

PETER FONDA


Anche l'icona di Easy Rider ha smesso di cavalcare il suo chopper a 79 anni. Addio Peter Fonda.

mercoledì 14 agosto 2019

RAMONES

Cosa succede se il punk inglese incontra la surf music americana? Potrebbe essere così che nascono i Ramones, band newyorkese collocata nel settore punk nato coi Sex Pistols, ma molto più vicina al pop di quanto si possa immaginare incontrandoli in qualche vicolo per la prima volta.
Certo il loro aspetto li rende più simili a Sid Vicious che a Brian Wilson, ma appena partono con il loro "one, two, three, four" ti accorgi che la loro musica sa di spiagge e corse in motocicletta,
cioè temi molto diversi dalle invettive contro la monarchia lanciate dal gruppo di Johnny Rotten.
Rockaway Beach, Sheena Is A Punk Rocker, Blitzkrieg Bop, Surfin'Bird, Rock'n Roll High School sono alcuni titoli che evocano queste atmosfere.
Altri brani invece parlano anche di teenagers lobotomizzati, di famiglie dalla dubbia moralità, di idioti totali e altri ancora sono addirittura ballad romantiche, giuro.
Toccarono l'apice della popolarità e le zone alte delle classifiche negli anni 80 con End Of The Century, prodotto da Phil Spector che si azzardò a condire un po'troppo il loro sound aggiungendo violini e sezioni di fiati, scontentando un po'i fans più puri.
Bisogna dire però che i quattro ragazzi avevano sempre avuto quel sound nel sangue perché in ogni disco precedente avevano sempre incluso almeno una cover degli anni 50, quindi Phil non aveva fatto altro che evidenziare la loro passione per la musica retrò. Comunque dal vivo gli stessi brani continuavano ad essere eseguiti con un semplice trio di chitarra, basso e batteria a velocità fulminanti, come hanno continuato poi nei dischi successivi. Una curiosa curiosità è che ogni elemento della band assumeva il cognome Ramone, ma non erano assolutamente fratelli. E prossimamente potrebbe arrivare un biopic tratto dal libro I Slept With Joey Ramone scritto dal fratello (quello vero) del frontman. Inutile dire che sarà una delle mie prossime visioni al cinema.



martedì 13 agosto 2019

ADDIO A NADIA TOFFA

Dopo aver denunciato mali ovunque della società in cui viviamo, con Le Iene di cui era inviata, non è riuscita a debellare quello peggiore che l'aveva presa di mira ormai da tempo. A soli 40 anni Nadia Toffa è mancata dopo una lunga lotta contro il cancro.

TEST DELLE PAROLE

Ho finalmente rimosso il test delle parole per i commenti. Non avevo notato che fosse attivo e so quanto sia noioso per chi vuole scrivere qualcosa, certo non quanto i captcha in cui devi riconoscere segnali stradali, semafori, automobili e quant'altro, ma comunque rompiballe. Via libera quindi.

domenica 11 agosto 2019

ALITA, ANGELO DELLA BATTAGLIA


Premetto che, da pseudo otaku, conosco bene le origini manga di Alita, ma non ne ho mai letto una pagina e nemmeno ho visto gli anime, per cui la visione del film non è stata influenzata da agenti esterni. E quindi mi sono goduto uno splendido action movie diretto da quel maestro che è Robert Rodriguez, con effetti speciali praticamente in ogni inquadratura e CGI assolutamente reale, non quei ghirigori incomprensibili che si vedevano nei Transformers, tutto ciò perfettamente integrato con gli attori grazie alla WETA DIGITAL. Mi immagino i set completamente verdi con gli attori mezzi truccati e mezzi vestiti di verde pure loro; l'unica piccolissima pecca, secondo me, sono certi movimenti dei capelli di Alita che risultano a volte leggermente finti, ma è proprio cercare il pelo (capello) nell'uovo.
Comunque per me è un gran bel film come Rodriguez sa fare e l'aveva anche già dimostrato di sapersi muovere nel campo dei mecha con il terzo episodio di Spy Kids, e poi è prodotto da quella gran testa di James Cameron, cioè mica Cecchi Gori eh...
Una curiosa analogia mi riporta alla mente Big Eyes di Tim Burton, sempre con Christoph Waltz  alle prese con dei quadri dalle caratteristiche (occhioni) molto simili a quelle della figlia cyborg Alita. Ma forse l'ho pensato solo io. E comunque il manga era disegnato proprio così, per cui tuttapposto.
P.s. Non so perché, ma dopo questo film mi è venuta una gran voglia di riguardarmi Rollerball del 1975 e gridare Jo-Na-Than con il pubblico... ma senza Guido Meda...

venerdì 9 agosto 2019

E LA MUSICA, LA MUSICA...

Due pezzi che passano in heavy rotation su tutte le radio. N.B. per chi non sa cosa sia la heavy rotation consiglio il post di un paio di settimane fa
https://cinematvmusicaealtro.blogspot.com/2019/07/musica-sotto-lombrellone.html?m=1
Il primo è il nuovo singolo de Le Vibrazioni, L'Amore Mi Fa Male

e come sempre ci troviamo davanti ad ottimi musicisti che sfornano robe mediocri.
Ma peggio ancora è quando arrivano i Boomdabash con Alessandra Amoroso e le sue tonalità gradevoli come un trapano da dentista

con Mambo Salentino, tra rap, trombette campionate e ultrasuoni della suddetta singer solista.
E purtroppo non si scappa perché li becchi ovunque vai...

giovedì 8 agosto 2019

LA CASA DI CARTA 3


Tutti ne parlano strabene della terza serie... ma perché io mi ritrovo pervaso dai dubbi? Dopo essermi divertito con le prime due, molto ben fatte (che in realtà sarebbe stata una serie unica, ma Netflix aveva scelto di dividerla in due parti), mi trovo davanti una serie di episodi in cui la storia tocca dei livelli assurdi in cui devi fare totale affidamento alla sospensione dell'incredulità se vuoi andare avanti. Per non parlare dei dialoghi farciti di turpiloquio a membro di segugio per dare "colore", nelle intenzioni forse, ma che risultano maledettamente forzati (perlomeno nel doppiaggio italiano, e a volte ammetto di non aver capito il senso di alcune battute). Anche la recitazione degli attori assume spesso quella tipica mimica spagnola sopra le righe, che si ritrova anche in film francesi. "Situazioni che stancamente si ripetono senza tempo" (cit.Bennato) tanto che nel terzo episodio sembrava di rivedere la stessa scena identica della prima serie quando gli incappucciati mascherati si presentano agli ostaggi della zecca di stato. Ok, azione e dispiego di mezzi ne abbiamo, ma è proprio quello che rende il tutto un po' overloaded. Va bene che con la precedente rapina un po' di soldi se li sono messi in saccoccia, ma è davvero possibile mettere insieme tutta l'attrezzatura mostrata in scena, in così poco tempo? Persino un intero convoglio di mezzi militari? E poi ho trovato un po' stancanti i continui flashback messi lì unicamente per sfruttare ancora il personaggio di Berlino che aveva riscosso tanto gradimento di pubblico nelle stagioni precedenti. Ma se piace... Io devo dire che adoro i film di James Bond e Mission Impossible per cui posso anche accettare tali esagerazioni/forzature che in tali pellicole sono pane quotidiano. Da questa serie però, perlomeno da come era partita, mi aspettavo un po' più di "piedi per terra",ma si sa che la legge dello show business chiede sempre di più quindi bisogna prenderla così, come tutto un teatro dell'assurdo iperbolico e frenetico che comunque sembra piacere molto al pubblico che ama gli action tipo quelli di The Rock (che se non sospendi l'incredulità con lui...). La differenza fondamentale con Dwayne Johnson è che si mostrano meno muscoli e più architetture mentali, per quanto astruse, dando un'impressione di un prodotto più intelligente. Tant'è che una quarta stagione sembra già in cantiere. Sperando che non crolli tutto sul più bello come un "castello di carte".

martedì 6 agosto 2019

LE BAND TRIBUTO

Molte persone non sopportano le tribute band, definendole "gruppi che vivono di luce riflessa". Beh non sono d'accordo con questa avversione, in quanto, se il tributo è fatto da musicisti che veramente amano quello che stanno suonando, lo sforzo di riprodurre i suoni e le movenze dei propri idoli è sempre ammirevole. E i risultati si vedono, con il pubblico coinvolto ed entusiasta di quello che sta ascoltando e vedendo. Giuro che in alcuni casi ho avuto la sensazione, in alcuni momenti dello show, di trovarmi davanti gli artisti originali, magari anche grazie al cappellino di Vasco o al baffo di Freddie, o il cilindro di Slash. Se poi il tributo è a band di nicchia, come Journey o Marillon, il merito è ancora più grande perché è chiaro che si suona per proporre musica in cui si crede fermamente.
Ma i risultati si vedono anche in negativo, se invece il tributo viene realizzato solo per un puro scopo commerciale. In questo caso si assiste alla performance di musicisti svogliati che stanno li tanto per passare la serata e non stabiliscono alcuna empatia con il pubblico che hanno di fronte. Come in tutte le cose, conta come le fai. Diceva il grande Augusto Daolio: "Se canti solo con la voce, prima o poi potresti rimanere senza. Ma se canti con il cuore, lui ti accompagnerà finché campi"... Quindi se un tributo è fatto con il cuore, ben venga.

lunedì 5 agosto 2019

THUNDERBIRDS

Le produzioni tv e cinematografiche stanno vivendo di remake più o meno riusciti, da Hawaii Squadra 5.0 a Mc Gyver, da Arma Letale a Magnum P.I. (ma senza baffi), i C.H.I.P.S., Baywatch fino alle Charlie's Angels e Starsky & Hutch. In molti si chiedono come mai nessuno abbia mai pensato di fare un remake delle gloriose produzioni di Gerry Anderson, Spazio 1999 e UFO (cosa di cui si vocifera da moltissimo tempo, tanto che ormai non ci crede più nessuno). In realtà Jonathan Frakes, il William Riker di Star Trek New Generation, qualche anno fa si era cimentato come regista in un disastroso Thunderbirds, che era un'altra famosa serie di Anderson fatta con le marionette come Stingray, Captain Scarlet e Joe 90. Il film era invece totalmente live action, con una brevissima inquadratura della mano di una marionetta che agiva sui comandi di pilotaggio (una semplice citazione che pochi avranno colto). Forse, visto il risultato di tale pellicola, ogni altro progetto è stato prontamente accantonato. Di per se forse non era nemmeno un brutto film, ma lo spirito della serie degli Anderson era completamente assente. Pochi Thunderbirds e troppi ragazzini ficcanaso per farla breve. Nel frattempo Michael Bay stava già pensando a monopolizzare Hollywood con i suoi Transformers...

domenica 4 agosto 2019

KISS PHANTOMS


Qual è la band più bistrattata dalla critica, ma letteralmente adorata dai fans? Senza dubbio i Kiss di Paul Stanley e Gene Simmons, i membri fondatori originali che ancora oggi portano in giro uno show a base di fuoco e fiamme, chitarre sacrificate e sangue come se piovesse (e come sono in forma nonostante l'età). Fatto sta che però uno scheletro nell'armadio lo tengono pure loro. Era il 1978 e i quattro, dopo essere stati anche immortalati in una serie di fumetti Marvel, 

vengono coinvolti in un film realizzato dalla Warner Bros. e prodotto da Hanna & Barbera per la tv. Erano i quattro membri originali con Peter Criss ed Ace Freheley, ma gli unici entusiasti di fare sta cosa erano Paul e Gene; difatti Ace disertò le riprese più volte (anche a causa di sbornie eccessive) al punto che in alcune scene venne sostituto da una controfigura, tanto sotto il trucco e il costume chi se ne accorgeva? Inoltre non aveva quasi battute da recitare... Il risultato finale era una roba talmente brutta che è difficile descriverla a parole, ma in breve il soggetto era stato preso da una delle avventure preparate per il cagnolone Scooby Doo e la banda di simpatici investigatori del mistero, riadattandolo in modo da farci entrare la rockband e inserendo spezzoni dei loro concerti (che alla fine erano l'unica cosa buona del film). In Italia venne chiamato Kiss Phantoms, ma il titolo originale era Kiss Meets The Phantom Of The Park

o anche Attack Of The Phantoms, e arrivò addirittura nei cinema dopo il grande botto discotecaro di I Was Made For Lovin'You, tanto che per l'occasione vi incollarono anche il videoclip della canzone, anche se non c'entrava nulla, tra quell'accozzaglia di effetti speciali imbarazzanti e recitazione non esattamente da oscar.
Forse Ace non era poi così ubriaco quando si diceva contrario ad imbarcarsi in un progetto simile...

sabato 3 agosto 2019

SUPER RAPINA A MILANO


È il 1980, è estate e con la fidanzatina dell'epoca ci infiliamo al cinema pensando che sia il nuovo film di Celentano che tanto ci aveva divertito con altre pellicole. Ma quando parte la proiezione arriva la brutta sorpresa. Era un giurassico film in bianco e nero (1964!!! ma le foto nelle locandine erano tutte a colori) con Celentano, Santercole, Don Backy, Detto Mariano, Miki Del Prete, Claudia Mori, insomma il Clan. Non ho mai saputo se i gestori della sala sapevano della sola che stavano rifilando agli spettatori, anche perché per il tempo della sfortunata proiezione ho avuto altro da fare, però mannaggia mi avevano fregato e mi giravano un bel po'. E inoltre era anche un brutto film, diretto (male) da Adriano stesso, molto tempo prima di Joan Lui e i suoi deliri teologici (anche quello diretto malissimo). Da quella volta ho cominciato ad informarmi un po' di più su quello che andavo a vedere.
P.s. qualche anno dopo, comunque ero in sala a vedere il famigerato Joan Lui...

venerdì 2 agosto 2019

RAFFAELE PISU

Un altro nome che a molti non dirà niente, ma che ha fatto la storia della tv in bianco e nero, quella antica, delle soubrette e del varietà. Raffaele Pisu è mancato a 94 anni. Conduttore, attore, comico e anche spalla di quel Provolino a cui dava la voce Franco Latini in moltissimi sketch della tv che fu.
P.s. Provolino è quello a sinistra nella foto... (dai!!! Raffaele era un comico simpaticissimo e non si sarebbe offeso per una battutina così).

giovedì 1 agosto 2019

THE CELL

Allucinante. È il primo aggettivo che mi viene in mente pensando a questo film. Ma nel senso buono. Se si esclude il plot scioccherellone del marchingegno che ti permette di entrare nella mente del criminale, i momenti del "viaggio" sono qualcosa di artisticamente incredibile (e difatti molte inquadrature si rifanno ad opere d'arte esistenti) grazie ad effetti speciali che lasciano letteralmente a bocca aperta (citazione di una scena in particolare).

Un'esperienza visuale creata da Tarsem Singh, regista del famoso clip Losing My Religion dei R.E.M., che riporta le stesse luci radenti in una scena in particolare. Trovate visive freaky di cui ritroveremo qualche edulcorata traccia nel più recente Mirror Mirror (Biancaneve) con Julia Roberts e la sopraccigliuta Lily Collins. Nel cast di The Cell, da non confondere con l'omonimo e pessimo film basato su un cellulare, Jennifer Lopez protagonista che è sempre un belvedere e una schiera di comprimari che passano in secondo piano perché comunque la pellicola va guardata per QUELLE scene, come quella del cavallo

compresa l'assurda autotortura del serial killer, ma meno assurda di quanto si creda, dato che in certi ambienti lo fanno per davvero... è proprio vero che non ci sono più i sani giochi di una volta eh?

SEVDALIZA - RHODE (MUSICA E VISUAL ART COME PIACE AD ACHILLE LAURO)

 Ecco, la scorsa settimana per quanto riguarda la musica mi ero soffermato sulle novità pure un po' scioccherelle che ci propone questa ...