sabato 19 giugno 2021

SEVDALIZA - RHODE (MUSICA E VISUAL ART COME PIACE AD ACHILLE LAURO)

 Ecco, la scorsa settimana per quanto riguarda la musica mi ero soffermato sulle novità pure un po' scioccherelle che ci propone questa estate 2021. Così oggi per contropartita torno a parlare di musica insolita e anche un po' cervellotica, e lo faccio con Sevdaliza, artista iraniana/olandese, perché quando musica e video diventano arte e si concretizzano in qualcosa che rasenta il sogno o addirittura l'incubo disturbante come in questa RHODE,

uscita lo scorso autunno come singolo, ma l'album era già uscito ad agosto, dove la nostra amica cavalca un toro meccanico molto, ma molto particolare, è molto difficile rimanere indifferenti.
Di Sevdaliza ne avevo già parlato l'anno scorso quando Ema Stokholma e Gino Gastaldo mandarono in onda HUMAN, il suo primo singolo targato 2017 ed io stavo ascoltando la radio di notte in cuffia mentre stendevo il bucato (si, faccio anche quelle cose)... beh era stata un'esperienza fuori dal mondo e non solo perché stavo sul balcone, tra suoni ed effetti speciali sulla voce (dal vivo purtroppo non è la stessa cosa, bisogna dirlo). Se poi avete visto anche il videoclip di Human dove lei entra in scena fiera vestita con un mantello nero per poi rivelare, come fece Achille Lauro due edizioni fa a Sanremo, una sorpresa, ma ben più inquietante della tutina indossata dall'ex trapper italiano, beh in quel caso avete avuto il trattamento completo. 
Musica questa che non essendo "leggerissima" come quel grande successo sanremese insegna, non trova passaggi sulle radio commerciali, perlomeno in orari decenti. 
E forse aver citato Achille Lauro non è nemmeno troppo un caso, perché certe trovate sceniche e visuali messe in atto dal nostro particolare ed estroso cantautore proprio quest'anno sul palco di un Ariston vuoto, sembrano ispirarsi un po' ad altri videoclip di Sevdaliza come JOANNA
tra piume e sangue che cola, e THAT OTHER GIRL
con le sue statue semiumane. 
E se Human già non era un pezzo facile, Rhode e le altre citate nel post in effetti possono apparire ancora più cervellotiche e difficili da assimilare se ascoltate solo in audio senza il supporto video. Ma per noi "creatures of the night" non è certo un problema...



venerdì 18 giugno 2021

GLI ZOMBI SONO TRA NOI

 Esco di casa ed ho anche una certa fretta, ma appena fuori mi trovo davanti questa visione:

Una miriade di corpi semi immobili con la testa china mi si parano davanti... ok, niente panico, mi dico, hai visto quasi tutto The Walking Dead e pure i due Zombieland perciò sai cosa fare. Non hai il revolver di Rick e nemmeno la Katana di Michonne, ma puoi essere più veloce di loro se vuoi, perché loro sono lenti anche se inesorabili, perciò ce la puoi fare... A questo punto prendo fiato e comincio a dribblare la folla camminando a testa alta mentre tutti sono zombizzati dai loro schermi LCD...

E anche per oggi sono salvo😉. 

Sembra un racconto di fantasia, ma ha la sua buona parte di verità. E comunque buona giornata, zombi e non zombi!!!


giovedì 17 giugno 2021

SCONTRI STELLARI OLTRE LA TERZA DIMENSIONE, VISTO E RECENSITO DA MADAME VERDURIN


 Oggi passo nuovamente la parola ad un'ospite d'eccezione, MADAME VERDURIN che, tramite un gioco da lei indetto sul suo blog, da canaglia quale sono ho subdolamente portato a recensire in rima (una sua simpatica abitudine) uno dei più clamorosi esempi di fantascienza all'italiana realizzata con quattro soldi e tanta voglia di seguire l'allora mito nascente di Guerre Stellari di cui ho già parlato precedentemente su queste pagine: SCONTRI STELLARI OLTRE LA TERZA DIMENSIONE, conosciuto anche all'estero con il titolo Starcrash, oppure anche The Adventures Of Stella Star. 

A lei quindi la parola:

Dal titolo ci si aspetterebbe, appunto, una guerra stellare,

Mentre invece iniziamo dentro un albero di Natale:

Lucette colorate ovunque senza motivo

E una navetta che col cartone anche io la costruivo.

La scena che vedo non è proprio bellissima, 

Anzi mi ricorda un po’ Paperissima:

Marco Columbro e Lorella Cuccarini

Avevano effetti speciali certamente più carini.

La musica è di John Barry, lo stesso di 007:

Almeno lui la buona volontà ce la mette.

Entra poi in scena Caroline Munro, la protagonista, 

niente da dire, una gran bella vista!

La bella Caroline Munro/ Stella Stella

Si chiama Stella Star, per gli amici italiani Stella Stella

Piratessa galattica, della galassia la più bella.

Al suo fianco il fedele Akton dai poteri strabilianti:

Dalle mani fa uscire le stelle filanti!

Che era una carnevalata si era già capito,

Non serviva mettere nella piaga il dito!

Akton, idolo delle feste di compleanno dei bambini

Sull’astronave c’è un’intelligenza artificiale

anzi, è proprio un grumo di materia celebrale!

I nostri eroi filibustieri vengono trovati

E dagli scagnozzi dell’Imperatore catturati:

Il robot “L”, che è C3PO ma il modello nero,

Non ha nemmeno un nome intero

Ma d’altra parte il regista non ci poteva pensare,

Aveva già il suo nuovo nome da inventare!

Il robot è quello in mezzo

Da “Luigi Cozzi” a “Lewis Coates” il passo è breve,

Per aver successo globalizzarsi si deve.

L’altro imperiale è Thor, non quello, ahimè,

Più che a un vikingo somiglia a Shrek

così , tutto dipinto di verde…

Non stringetegli la mano perché il colore perde!

La nostra Stella, portata via in tutta fretta

Non ha nemmeno tempo di indossare una camicetta;

Per svolgere i lavori forzati

Gli abiti sadomaso non son certo i più adeguati,

Ma Stella Stellina sobilla una ribellione

E in due e due quattro è fuggita di prigione

Ma è ancora lontana la libertà:

I suoi servizi sono richiesti da Sua Maestà.

Christopher Plummer è l’imperatore

(da ammirare per la sua mancanza di pudore),

Christopher Plummer è solo l’Imperatore dell’Universo

Vuole che Stella e Akton vadano subitissimo

A scovare il nascondiglio del Conte cattivissimo:

“Sarete accompagnati da Shrek e C3PO,

Io qui col mio ologramma vi aspetterò!”

L’imperatore si allontana, sembra finita la comunicazione

Ma gli è sovvenuta un’altra questione:

“Dimenticavo, perdonate lo sbaglio,

Se non vi secca mi riportate mio figlio?

Il mio unico discendente, l’erede al trono

Dell’universo e tutte le stelle che ci sono?”

Partono i nostri verso il Pianeta Proibito

Per sventare il diabolico piano dal Conte ordito.

Sulla strada giungono ad un pianeta di sole donne popolato

Rapiscono Stella e vogliono ogni uomo sterminato:

Un pianeta di sole ragazze in bikini?

Così iniziano molti film birichini

Vogliono torturare Stella con una macchina che distrugge la mente

ma non val la pena: sotto i capelli non c’è un bel niente!

Stella si salva anche questa volta

Ma stiamo per assistere ad una sorprendente svolta:

Thor/Shrek è un traditore in realtà

Stella e il robot surgelati nel ghiaccio abbandonerà,

Ma Akton è svelto e anche molto furbo

E ha tolto il fusibile per inserire il turbo

Recupera dal freezer il robot e Stella

E la scongela come i Quattro Salti in Padella.

Vi risparmio alcuni robot, scontri e lotte

Se no andiamo avanti fino a mezzanotte.

Tocca ora al pianeta dei cavernicoli

Ripresi dal basso così sembran più ridicoli

Ma un eroe misterioso con maschera da pesce

Spara laser dagli occhi e a salvare tutti riesce

Tutti i trogloditi son squagliati come burro,

Sorpresa: sotto la maschera c’è il Principe Azzurro!

David Hasselhoff senza salvagente né auto sarcastica

È ancora vivo, che notizia fantastica!

Per raggiungere il covo del Conte malfattore

Per fortuna c’è un comodo ascensore.

Akton si sacrifica per il bene e la gloria

E siamo quasi alla fine della storia.

Scontro finale, botte da orbi dappertutto

I nostri tentano il tutto per tutto:

Poiché nessuna munizione sembra funzionare

L’intera astronave gli devono lanciare

E finalmente il Conte capitola

Mettendo fine a questa farsa ridicola.

Tutti son felici e soddisfatti

Gli spettatori grosse risate si son fatti.

E se vi state domandando quale sia questa “terza dimensione

Guardate la scollatura di Caroline Munro e capirete l’allusione…


A questo punto ringrazio nuovamente Madame Verdurin e mi collego alla sua battuta sulla "terza" dimensione che il titolo del film supera portandoci "oltre"... Come quel famoso Kilgore a cui piace l'odore del Napalm di mattina, io adoro queste disquisizioni sulla fisica quantistica perché danno un tono tecnico-scientifico ad un blog altrimenti sul limite del becero e confermo infatti, grazie alla foto qui, che siamo tranquillamente in vista di una "quarta"... (ovviamente dimensione).😀

mercoledì 16 giugno 2021

BREAKFAST CLUB: I RAGAZZI DEGLI ANNI 80 SI CONFRONTANO

 Oggi mi sento in vena di raccontare... Erano gli anni 80 e nelle sale della mia città arrivavano un po' tutti i film di cassetta, da E.T. a Ritorno Al Futuro, passando per Flashdance e La Storia Infinita, mentre alcuni titoli erano (chissà perché?) relegati ad essere proiettati solo in una sala cineclub con una scrausa cassa audio peggio di un cinema parrocchiale. Nella stessa sala ci avevo già visto 4 anni prima Heavy Metal, film di animazione basato sui fumetti della rivista Metal Hurlant che si fregiava di una colonna sonora di tutto rispetto con Cheap Trick, Devo, Blue Oyster Cult, Black Sabbath tra i nomi, ma l'audio emesso, monofonico e gracchiante, ammazzava ogni esaltazione. Così nel 1985, quando usciva Breakfast Club,


già sapevo che cosa mi aspettava, ma stavolta per fortuna la musica era un filino meno importante anche se c'era quella DON'T YOU (FORGET ABOUT ME) che i Simple Minds hanno sempre un po rigettato perché non era scritta da loro, ma da Keith Forsey che firmava anche le altre canzoni tipicamente anni 80 che si sentono nel film. La canzone però è perfettamente funzionale alla storia raccontata e pure in discoteca eravamo tutti a gridare Hey Hey Hey Heeeey, anch'io dalla mia postazione di dj, ed era un grande riempipista. Certo, dopo averla sparata sulle casse della discoteca, ascoltarla poi in quella piccola sala con la qualità di una radiolina a transistor Philips mi rattristava un po', ma all'epoca era o così o niente e dato che sto film lo volevo vedere mi sono dovuto accontentare. Per fortuna il film era bellissimo, con un cast che comprendeva (visibili nel poster) Emilio Estevez, Molly Ringwald, Judd Nelson, Anthony Michael Hall ed Ally Sheedy, che l'anno successivo sarà la "fidanzata" di Numero 5, il robottino di Corto Circuito. Altro nome famoso è l'attore Paul Gleason,


cioè l' antipatico preside con il look da Barry Manilow (battuta di Judd Nelson nel film) che punisce i cinque ragazzi, e sarà invece colui che in Una Poltrona Per Due finirà tra le braccia del gorilla innamorato...

Si racconta che John Hughes, il regista/sceneggiatore specializzato in altri film con ragazzi tipo Bella In Rosa sempre con la Ringwald, La Donna Esplosiva ancora con Hall e Sixteen Candles con entrambi, ha scelto invece di non lavorare più con Judd Nelson perché il regista si era trovato molto male con lui a causa di alcune incomprensioni mai perfettamente chiarite per le quali stava quasi per licenziare l'attore. Notare che  Judd, ovvero il ribelle Bender, in italiano ha la voce del compianto Tonino Accolla ed ogni tanto salta fuori un po' di Axel Foley. Il film, girato esattamente in sequenza come lo vediamo, è andato così bene, contro le aspettative dei gestori delle sale della mia città, che ne è stata tratta anche una sceneggiatura teatrale, infatti la storia molto dialogata si presta benissimo a ciò. Non mi risulta però che finora in Italia qualche compagnia lo abbia messo in cartellone. Peccato, perché secondo me sarebbe interessante vederlo live. Il titolo italiano perde dall'originale semplicemente il "the", ma ci è andata ancora bene dai. Non oso immaginare quale stramberia avrebbero potuto escogitare certi titolisti italiani che, specialmente negli anni 60 e 70, hanno quasi stravolto il senso di pellicole famose. Cinque Matti A Scuola? Non Aprite Quella Classe? Colazione Da Teppisti? Ecco una manciata di idee a tema, ma che fuorvierebbero chiunque dalla vera trama di Breakfast Club.

martedì 15 giugno 2021

ADDIO A NED BEATTY

 Ci lascia ad 83 anni Ned Beatty, attore visto in un sacco di film, ma che tuttavia forse non ha mai avuto la popolarità tale da rimanere impresso come tanti altri suoi colleghi. Il suo debutto è stato con Un Tranquillo Weekend Di Paura di John Boorman,


ma poi lo abbiamo visto come braccio destro di Lex Luthor nei Superman di Richard Donner, in THE INCREDIBLE SHRINKING WOMAN firmato da JOEL SCHUMACHER, in 1941 Allarme Ad Hollywood di Spielberg, e persino nominato all'Oscar per Quinto Potere di Sidney Lumet; ma la chicca dal gusto deliziosamente trash è che lo possiamo trovare anche nella prima versione di Capitan America

targata 1990, ma totalmente dimenticata dal mondo perché è un film dal budget bassissimo ancora lontano dai recenti prodotti Marvel e decisamente più vicino a quei lontani FANTASTICI 4 prodotti da Roger Corman. 

Goodbye Ned. 


lunedì 14 giugno 2021

SI VIVE UNA VOLTA SOLA... MA SOLA NEL SENSO DI "SÓLA"?

 La "sóla" è la fregatura che ti viene rifilata dal gaglioffo di turno con la chiara intenzione di turlupinarti. Al che, dopo aver visto sto film non posso fare a meno di pensare: Ma che succede a Carlo Verdone? Una roba così brutta e prevedibile non l'aveva mai né diretta né interpretata, in breve: una vera "sóla".


Forse nelle intenzioni voleva essere una specie di Amici Miei alla romana, ma il risultato è lontano anni luce da quella storica pellicola di Mario Monicelli che se rivedo oggi mi piace come allora. Mentre invece di questo film, brutto, ma proprio brutto, me ne dimenticherò presto e non ne sentirò assolutamente la mancanza. Unica cosa positiva (per modo di dire) è che stavolta ad Anna Foglietta è stato dato un ruolo più consono invece di farle fare la Milla Jovovich tarocca come in quell'altra roba brutta che era IL TALENTO DEL CALABRONE. Ma dice... "Embè, chi te l'ha fatto fà dde guardalli?"... "Eeee gniente, stavano llì su Prime..." 

domenica 13 giugno 2021

ADDIO A PAOLA PIGNI

 A causa di un infarto è scomparsa a 75 anni Paola Pigni, ex campionessa mezzofondista italiana.


L'ex atleta era in rappresentanza delle Legends Di Sport e Salute ad una cerimonia presenziata dal Capo Dello Stato Sergio Mattarella quando (quasi un brutto scherzo del destino) ha avuto un malore ed è stata portata al pronto soccorso, purtroppo inutilmente. Molte le sue vittorie ai tempi della TV in bianco e nero diventando ispirazione per le ragazze dell'epoca che si avvicinavano allo sport; anzi, si racconta che tali vittorie potrebbero essere state anche di più se non le fossero state rubate da alcune atlete dell'est che facevano uso di doping abilmente tenuti nascosti. Ma si sa che troppe volte la sportività viene messa da parte in favore di facili vittorie, ma anche di danni permanenti al fisico a causa delle sostanze assunte. Meglio avere la coscienza a posto come l'aveva lei. 

Addio Paola. 

sabato 12 giugno 2021

NUOVE NOVITÀ NUOVISSIME (QUASI TUTTE) NELLA MUSICA

 Ecco guarda un po'che mi sono innamorato di una voce: parliamo della voce un po' particolare di questa cantante, particolare anche perché è pure un'attrice e comunque se sei un attore devi modulare la tua voce un certo modo;


quindi anche inconsciamente probabilmente sei già portato il canto o ad uno pseudo rap. La voce di cui sto parlando è quella di Margherita Vicario che viene martellata in radio con la sua COME VA

per fortuna niente a che vedere con quella "E allora come va Come va Come va" di Mahmood cioè Soldi (tra parentesi io Mahmood lo reggo davvero poco, niente di personale eh...). 
Di tutt'altro genere, ma nemmeno troppo, il ritorno alla grande di Gianni Morandi che, dopo la brutta avventura della bruciatura alle mani, si fa scrivere un pezzo da Jovanotti e lo interpreta proprio alla Jovanotti tant'è che riesce quasi difficile riconoscerlo in questa L' ALLEGRIA

Ancora più acrobatico il nuovo singolo di Fedez con Achille Lauro dove fa bella mostra di se niente meno che Orietta Berti: il titolo è MILLE


Mondi lontanissimi come cantava Franco Battiato, ma che grazie alla musica si incontrano e, a quanto pare, vanno anche molto d'accordo. 
Per finire, esce proprio oggi il nuovo album di Baby K dalla copertina che cita la sci-fi vintaggia della mia SERIE TV PREFERITA rubando però il casco nientemeno che ai Daft Punk.
Enjoy😁. 

venerdì 11 giugno 2021

UNA SIRENA A PARIGI: QUANDO NON CAPISCI SE UN FILM TI È PIACIUTO O NO

 Con l'avventura dello schiaffo a Macron si parla spesso della Francia in questi giorni. In più cominciano anche gli Europei... Beh com'è, come non è, Francia anche oggi pure qui in questa galassia lontana lontana... Un film francese del 2020 con moltissime caratteristiche che lo rendono ancora più francese, ma dato che resta sul registro della commedia lo si riesce a digerire piuttosto bene.


Prima cosa su tutte che è ambientato a Parigi, ma vabbè così, fosse solo per quello sarebbe troppo facile. La storia è una specie di favola in cui un musicista trova una sirena ferita nella Senna e se la porta a casa per curarla. Lei che da sirena, secondo la sua natura, fino a quel momento ha sempre fatto impazzire e morire uomini che non le resistevano, si trova davanti per la prima volta qualcuno che appare insensibile ai suoi letali poteri e anzi scocca una specie di scintilla fra i due. Surreale in ogni scena, con quello stile che ricorda Jean Pierre Jeunet (Amelie), il film ha il difetto che non decolla mai veramente come ti aspetteresti e rimane così in un limbo... né carne né pesce... hahahaha sono un cretino lo so😂😂😂. Nota particolare per la vicina di casa che è Rossy De Palma, la musa di Almodovar, ma pure lei pare recitare col freno a mano tirato.

giovedì 10 giugno 2021

APOCALYPSE NOW - FINAL CUT

 È il 1979 ed un geniale regista che di nome fa Francis Ford Coppola propone il suo film sul Vietnam dal titolo Apocalypse Now: belle scene, bella musica, ma "No Francis" si sente rispondere, "così è troppo lungo, non possiamo farlo uscire nelle sale, non siamo mica ai tempi di Via Col Vento eh...". In effetti durava 3 ore e venti!!! Così, dato che all'epoca non c'era ancora Zack Snyder a tirarti fuori 4 ore di JUSTICE LEAGUE in 4:3, il buon Francis si arma di forbici e taglia via una buona ora di quella pellicola, ma conserva tutto in una scatolina: metti caso che non torni utile più avanti? Tipo all'alba degli anni 2000, quando i film di durata oversize sembrano di nuovo sdoganati e allora Francis riprende quei pezzi di pellicola che aveva conservato gelosamente e li rimette tutti al loro posto, riportando il suo film alla lunghezza originale con il titolo Apocalypse Now Redux. Senonchè, dopo un po' di tempo, tipo 20 anni, pure il Francis si convince che forse proprio tutto tutto il materiale che aveva ripristinato non era così necessario e riprende quelle famose forbici per snellire nuovamente qua e là la sua opera rinominandola Apocalypse Now - Final Cut.


Come dire: "Ok, adesso questa è la versione di che non modificherò più"... Si vabbè... Fino al prossimo ripensamento...? Scherzi a parte, questa nuova versione definitiva di 3 ore ha una rimasterizzazione tale che non sembra proprio un film girato più di 40 anni fa e il ridoppiaggio, che è quello di Redux, per una volta non fa rimpiangere le voci originali anche se qualche parola viene qua e là cambiata (Cazzo! al posto di Merda!... per dire... Ma il concetto è quello), ed è rimasta integra la scena nella piantagione francese che ben poco aggiunge alla storia, anzi forse in effetti ammoscia un po' lo scorrere degli eventi. Infatti l'edizione del 1979 funzionava benissimo anche senza. Ma è stata comunque una buona occasione per rivedermi un film bellissimo dove appaiono un giovane Harrison Ford

che aveva appena smesso i panni del contrabbandiere corelliano Han Solo, ed un ragazzino (allora) magrissimo che di nome fa Lawrence Fishburne.

Disponibile su TimVision. 

mercoledì 9 giugno 2021

I CAVALIERI DEL CIELO: SERIE TIVVÙ DEL TEMPO CHE FFÙ

 Oggi vediamo se qualcuno si ricorda di una bellissima serie televisiva chiamata I Cavalieri Del Cielo...


Ma probabilmente la ricordo solo io. Si tratta di un prodotto degli antipaticissimi francesi che da quando gli abbiamo soffiato il mondiale e l'Eurovision Song Contest non perdono occasione per darci contro, ma ogni tanto qualcuno che si fa prendere un po' la mano c'è e gliela sbatte pure in faccia sta mano al presidente Macron

con un sonoro sberlone di quelli che nei fumetti fanno PAFF!, anche se non certo per vendicarci a noi per tutte le malelingue e insinuazioni verso noi vicini di casa, ma tant'è che è successo... Beh nonostante tutto il francesismo bisogna dire che era una serie davvero ben realizzata e anticipava con vere riprese aeree di caccia Mirage III persino il mito di Top Gun, pensa te... Perché i protagonisti erano proprio due piloti dell'aviazione militare. 
Viene realizzata nel 1966, ma in Italia verrà trasmessa all'ora di pranzo solo nei primi anni 70. Sono episodi brevi della durata di 26 minuti e la sceneggiatura si basa sulle avventure dei fumetti disegnati da Uderzo, quello di Asterix. 
Per la versione live action sono stati ingaggiati due attori dalla somiglianza impressionante con i personaggi disegnati

(un po come con i film live action di Asterix): Tanguy, il figo, 
è interpretato da Jacques Santi e l'amico-collega, il buffo e pasticcione Laverdure, da Christian Marin. 
Johnny Halliday cantava la sigla LES CHEVALIERS DU CIEL
e ne andava particolarmente orgoglioso perché era sempre nel suo repertorio durante i concerti. Un remake ne è stato fatto negli anni 80 ma con scarso successo. 

martedì 8 giugno 2021

ADDIO A MARCO MERLO (MA ANCHE LUTTI TRA CINEMA E MANGA)

 Un ragazzo che ci lascia a 28 anni per una leucemia è sempre una tragedia. Se poi si aggiunge che dal pronto soccorso dove si era recato per un forte mal di testa, Michele era stato mandato via con troppa leggerezza perché giudicato "non così grave", sale anche un bel po' di rabbia dato che quella leucemia gli ha provocato poi una fatale emorragia cerebrale.


Michele Merlo era stato uno dei ragazzi di Amici e aveva anche partecipato alla settima edizione di X-Factor con Simona Ventura, Morgan, Elio e Mika. 
Per dovere di cronaca sono da ricordare anche Charles Grodin, attore famoso per i film con il "cagnolino" Beethoven,

scomparso ad 86 anni per un cancro al midollo osseo, e Kentaro Miura, deceduto a 54 anni, nome che i veri otaku conoscono come autore di Berserk.

Un addio a tutti da questa galassia lontana lontana... 

lunedì 7 giugno 2021

CRUDELIA (PARDON) CRUELLA (OVVERO EMMA CONTRO EMMA)

 Molto discusso questo film, ma non è che sia brutto. Non lo è per niente, ma più che altro ti indispone per come ti cambia il nome di quel personaggio con cui sei cresciuto e così iconico tra i villain Disney. Eh si, perché anche se sulla locandina italiana campeggia il nome CRUDELIA,


nel film è sempre e solo Cruella, alter ego di Estella. E pure la canzoncina famosa che fa capolino sul finale canta di Cruella DeVil, e non di Cruedelia DeMon che farebbe paura persino a un leon... Ma se si riesce a superare tale ostacolo, non da poco in effetti, ci si trova davanti un prodotto molto ben fatto che si snoda tra un turbinio di costumi che farebbero invidia a Lady Gaga, ma che però crea anche un background sulla cattivissima scheletrica psicopatica francamente non così necessario per chi ha amato il cartone animato. Ma è la moda di adesso di pescare nel passato dei personaggi cattivelli famosi dei film cult ed inventare biografie più o meno credibili (tipo l'infermiera di Qualcuno Volò Sul Nido Del Cuculo o il Norman Bates di Psycho). Colonna sonora formidabile (Clash, Rolling Stones, Electric Light Orchestra, Bee Gees, Blondie, Queen ecc...), quasi continuamente per tutta la durata del film, come fosse un musical, per cui è obbligatorio tenere un volume piuttosto sostenuto come al cinema, sennò non c'è gusto. A prima vista potrebbe sembrare un Joker al femminile (o una Harley Quinn) immerso nelle atmosfere di Il Diavolo Veste Prada, anche per la presenza di un Mark Strong quasi identico a Stanley Tucci,


senonchè il film con Joaquin Phoenix mostrava un protagonista già adulto, mentre qui si parte proprio dalla nascita della bambina già segnata dal primo evento importante nella sua storia, la storia di Estella, magistralmente interpretata da Emma Stone eccessiva al punto giusto. Ottima anche la sua nemesi, Emma Thompson che riesce persino ad essere più cattiva di CRUDELIA... Pardon... CRUELLA. Il regista Craig Gillespie si porta dal cast di TONYA anche Paul Walter Hauser nel ruolo di uno dei due scagnozzi di CRUDELIA... Eddaje... CRUELLA, e anche in quel film la musica tirava parecchio. Divertitevi a scovare anche i Maneskin nel film, ormai inarrestabili dopo la vittoria all'Eurovision Song Contest: Damiano dà la voce a Jeffrey,

l'assistente della Baronessa Von Hellmann/Emma Thompson e canta I Wanna Be Your Dog degli Stooges nella scena del concerto in cui Artie

la esegue sul palco, mentre Victoria doppia più brevemente una reporter in tv. Ma attenzione anche a Mark Strong in un breve flashback dove appare ringiovanito digitalmente e parruccato: è identico a Martufello!!! 

domenica 6 giugno 2021

CAFFÈ, THE, MEE? SVELATO L'ARCANO

 Ce ne ho messo di tempo, ma alla fine ho capito perché anche in inglese la famosa battuta di UNA DONNA IN CARRIERA ripresa pari pari anche in WONDER WOMAN 1984 funziona così bene come in italiano. Ciò è dovuto al fatto che il pronome "te" in inglese viene usato in alcune forme grammaticali con la forma "thee" quando la frase indica "a te", suonando simile alla pronuncia di "tea". Esiste inoltre proprio un libro degli anni 70 che si intitola proprio "Coffee, Tea Or Me?"


che racconta le esperienze (inventate) di alcune hostess con un ambiguo sottofondo sexy, producendo anche due seguiti. La frase era stata usata anche come titolo di un film documentario, ma non aveva altro riferimento al libro in questione.

Ecco... Ora sto meglio... Basta poco per farmi felice e rendere migliore una qualsiasi domenica 😁. 

sabato 5 giugno 2021

RINO GAETANO: 40 ANNI SENZA DI LUI

 Sono trascorsi 40 anni proprio l'appena passato 2 giugno da quando Rino se ne è andato a causa di un brutto incidente con la sua Volvo mentre tornava a casa.


Schianto frontale contro un camion, forse a causa di un colpo di sonno del cantante. Fatto sta che non c'erano ancora gli airbag e le cinture di sicurezza obbligatorie, ma anche se ci fossero stati non so quanto avrebbero potuto essere utili viste le condizioni dell'auto.

Si aggiunga anche che Rino è stato rimbalzato prima di trovare un posto libero in un pronto soccorso libero, esattamente come accade al protagonista di La Ballata Di Renzo, una sua canzone degli esordi; fatto che ha creato la leggenda che Gaetano avesse predetto la sua morte per filo e per segno. Ovviamente è solo un caso, diciamolo chiaro. Piuttosto nell'anniversario della sua morte colgo l'occasione per postare una sua canzone nata come lato B di Mio Fratello È Figlio Unico, ma che vale sicuramente come un doppio lato A: SFIORIVANO LE VIOLE
che parte come una canzone romantica un po' malinconica, persino banale, dal ritmo medio, ma alla fine si apre in una serie di citazioni a raffica storiche e satiriche come lui sapeva fare benissimo, tipo "Michele Novaro incontra Mameli e insieme scrivono un pezzo tuttora in voga"... E mi scappa il sorriso 😊 perché quel pezzo è davvero talmente in voga che lo cantano anche allo stadio molto di più che Seven Nation Army dei White Stripes (cioè Poo Po Po Po Po Poo Poo per capirci). Per fortuna Rino Gaetano non è mai stato dimenticato e le sue canzoni le senti ovunque, anche negli spot pubblicitari, si vabbè, ma è anche quello un modo per averlo fra di noi ancora adesso. 

venerdì 4 giugno 2021

ARANCIA MECCANICA COMPIE 50 ANNI: BENE, BENE, BENE... ALEX OFFRE DA BERE A TUTTI AL KOROVA MILK BAR

 Uno dei film più controversi e criticati della storia del cinema compie mezzo secolo e il bello è che tutti questi anni non se li sente addosso per niente. 


Un film che ha ispirato pure le gesta di alcuni poco di buono che la stampa non ha esitato a chiamare "La Banda Dell'Arancia Meccanica" turbando non poco il buon Stanley Kubrick che invece nel suo film aveva voluto mandare un messaggio totalmente diverso sul libero arbitrio. Ma si sa che essere fraintesi è un attimo e si passa per dei fomentatori, dei sovversivi, e quant'altro. Siccome del film ne avevo parlato piuttosto approfonditamente diversi mesi orsono parlando anche del libro di Burgess dal quale è tratto, metto qui il LINK AL POST, perché non mi sembra il caso di riscrivere pari pari quanto avevo già scritto. Ovvio che è una delle pellicole che sta nelle posizioni top della mia classifica personale ("che te lo dico a fare..." Cit. Donnie Brasco). 


giovedì 3 giugno 2021

ADDIO A PETER DEL MONTE

 È di questi giorni la scomparsa a 77 anni del regista italiano, ma nato negli U.S.A., Peter Del Monte,


nome legato al cinema d'autore, perciò agli antipodi del genere di pellicole che si trovano di solito su questo blog, perché si che ogni tanto faccio la persona seria (almeno ci provo), ma normalmente sono abbastanza tamarro. Oltre che essere ricordato per film come L'Altra Donna e (non fatevi fuorviare dal titolo che sembrerebbe quello di una commedia con Alvaro Vitali) Piso Pisello, con il quale nel 1981 ha vinto il premio della giuria di Venezia ed è valso anche un David di Donatello a testa per Valeria D'Obici e Alessandro Haber, era stato per un po' anche nelle cronache di gossip per la sua relazione con Valeria Golino negli anni 80, poco prima che Valeria si lanciasse ad Hollywood con Rain Man. 

Addio Peter. 

mercoledì 2 giugno 2021

OK CONNERY, CIOÈ: QUELL' AGENTE UN PO' SEGRETO CHE HA FATTO ARRABBIARE SEAN

 In occasione della recente scomparsa di NEIL CONNERY, fratello minore di Sean, ho parlato brevemente di questo spy-movie che lo vedeva protagonista ed oggi mi va di scrivere qualcosa di più dopo avermelo rivisto comodamente su RaiPlay. 


Innanzitutto un piccolo avvertimento se vi capitasse di guardarlo: dopo il logo della Titanus (glorioso e, di solito, garanzia di film di un certo livello) le scene sulla barca durante i titoli di testa, su una canzone tutta shake di Ennio Morricone e Bruno Nicolai cantata da Christie, appaiono un po' sfocate, ma è una cosa che accadeva spesso in quegli anni a causa della sovrapposizione delle scritte, ma poi l'immagine migliora anche se ovviamente non si può parlare di 4K. Il protagonista si chiama Neil Connery esattamente come l'attore, ed è il fratello di un famoso agente con il doppio zero, ma che non viene mai nominato. Alberto De Martino, il regista, si diverte a farci pensare più di una volta a QUEL famoso agente segreto, ma essendo il fratello non dovrebbe chiamarsi Bond, bensì Connery pure lui, e per tutto il film è un continuo cortocircuito di "dovrebbe essere, ma non è".


Infatti il film dovrebbe essere come uno di James Bond, ma non lo è perché manca del tutto l'elemento che ti strappa la risata, la battutina scema, ma che arriva al momento giusto per sdrammatizzare, o, viceversa, per rendere paradossalmente credibile il classico villain sopra le righe che troviamo anche qui con le fattezze di Adolfo Celi, ex Emilio Largo di Thunderball. Invece niente, non si sorride mai se non per le bellezze (che Neil sta a broccolare una ad una come suo fratello gli ha insegnato) messe in mostra durante la pellicola e abbigliate nei modi più appariscenti possibili, tipo le soubrette del varietà o Renato Zero sotto acidi (cosa non proprio ad hoc se sei una spia e dovresti passare inosservata), e una delle quali è la stupenda Daniela Bianchi



al suo terzo film con DeMartino e presa direttamente dal secondo film di 007, cioè Dalla Russia Con Amore. Fa sogghignare involontariamente anche vedere il corpulento Adolfo Celi e suoi scagnozzi vestiti nel finale come Michael Jackson in Thriller.


Cioè... Dico... Stesso stilista eh? Roba che se passa di lì Eddie Murphy ti rifà questa scena di Beverly Hills Cop, 

ma rotolandosi per terra perché di tizi conciati così ce ne sono almeno una decina. 
Lois Maxwell, Bernard Lee e Anthony Dawson completano la rosa degli attori che arrivano dai set bondiani, mentre un sacco di particolari richiamano i vari Bond già usciti al cinema, come la sosia di Rosa Klebb o il Circo Volante di Pussy Galore qui coniugato come Gattine Selvagge. Locations in giro per il mondo esattamente come accade in 007 e persino la musica parte furbescamente come il tema di John Barry, ma alla terza nota cambia per diventare un'altra melodia.


Simpatica e nostrana anche la cosa che le scazzottate hanno gli stessi rumori dei film di Bud & Terence, il tipico sound dei film all'italiana. Al contrario dei cliché bondiani poi, non esiste proprio la scena del casinò dove in genere avviene il primo incontro ancora in incognito tra l'agente ed il villain, ma questo accade comunque in un'altra occasione. Peccato solo per questa totale mancanza di ironia; e pensare che nelle intenzioni iniziali la sceneggiatura doveva essere una commedia parodistica (un po' come quel Casinò Royale con David Niven) e la locandina internazionale, al contrario di quella italiana postata in alto abbastanza seriosa, rende anche di più quell'idea.

Eh, ma l'umorismo british mica è da tutti... In questo caso nemmeno da parte di Sean, che si dice si sia sentito come preso per i fondelli e non abbia gradito proprio per niente la partecipazione di suo fratello a questo film. 





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