sabato 31 luglio 2021

COUNTDOWN - DIMENSIONE ZERO: NON HO LA DELOREAN, MA HO UNA PORTAREI... VA BENE LO STESSO?

 Di solito il sabato lo dedico ad un po' di musica fra nuove uscite e ricordi del passato, ma questa settimana è stata piena di addii per quanto riguarda il mondo musicale, per cui ho postato già un sacco di musica... Sì, anche gli SLIPKNOT fanno musica (a modo loro pestando sui barili di birra) anche se a qualcuno può apparire strano. Ma l'ho già detto che sono onnivoro e mi piace conoscere un po' di tutto. Detto ciò, dedico quindi il sabato ad un film che ha aperto gli anni 80 nientemeno che con i viaggi nel tempo, perché Il tema ha sempre un certo fascino nel cinema anche per i paradossi che può comportare; e ha un bel dire Doc Brown che non si deve interferire con gli eventi passati se, casualmente, ti ritrovi 30 anni indietro e conosci tua madre che all'epoca era tua coetanea e ti si mette a filarti.


Le cose diventano forse ancora più complicate se, a causa di una tempesta magnetica, un'intera portaerei militare come la Nimitz, equipaggio incluso, si ritrova improvvisamente al giorno prima dello storico attacco a Pearl Harbour, con il comandante che si pone l'amletico dubbio: "Essere o non essere, intervenire o non intervenire nel conflitto?" cambiando così il corso della storia spazzando via la flotta giapponese con un paio di bombardamenti ben assestati. 
Come finisce non lo dico, ma un po' il concetto di Ritorno Al Futuro lo anticipava per certi versi e tra le pieghe del tempo ci scappa anche la love story. Cast stellare con Kirk Douglas, Martin Sheen fresco (si fa per dire) di quella vacanza esotica che è stata APOCALYPSE NOW, James Farentino e Katharine Ross. 

venerdì 30 luglio 2021

UN PEZZO DEI ZZ-TOP CHE SE NE VA

 Eh ma allora ditelo che questa settimana è così e mi metto il cuore in pace. Sarà un caso, ma ad uno a uno se ne stanno andando musicisti di vario genere, dal melodico al metal fino al rock texano degli ZZ-TOP che ispira subito atmosfere da Route 66. Eh si, perché nel sonno ci ha lasciati prorio ieri a 72 anni anche Dusty Hill,


il bassista della band il cui vero nome era Joseph Michael e che, a causa della folta barba e gli occhiali da sole perennemente indossati, pareva il fratello gemello di Billy Gibbons e invece no che non lo era. 
Quindi proprio un brutto momento per la musica, ma se non altro ho l'occasione di postare un po'di ottimi pezzi come quella Sleeping Bag che i nostri "ragazzi" hanno messo nella soundtrack di TONYA in QUESTA SCENA

che quando ho visto quel film sulla RAI mi ha fatto inevitabilmente alzare il volume a palla, oppure in RITORNO AL FUTURO PARTE III, con tanto di CAMEO DEL TRIO
in versione orchestrina western e, per una volta per esigenze di scena, senza occhiali da sole, oppure ancora la loro grande superhit con videoclip pieno di bellezze anni 80 e cori spiegati dal titolo GIMME ALL YOUR LOVIN'
Se poi vogliamo anche sentire cantare proprio Dusty in particolare, eccolo dal vivo (detta così sembra una presa in giro, ma tant'è...) con TUSH
Keep on ridin' Dusty. 

giovedì 29 luglio 2021

UN ALTRO ADDIO NELLA MUSICA, MA QUI SIAMO SU UN ALTRO PIANETA CON GLI SLIPKNOT

 Ancora un lutto nel mondo della musica, ma stavolta non siamo per niente nel mondo melodico di GIANNI NAZZARO, anche se la notizia della morte del batterista Joey Jordison risale proprio allo stesso giorno. Ma chi è Joey? Beh io posso anche mettere una foto del musicista,


ma siccome suonava negli Slipknot (nodo scorsoio), raramente lo si è visto in faccia poiché tutti i membri della band dello Iowa indossano maschere che al confronto Jason Voorhees sembra un Pierrot. Cioè i classici tipi coi quali molto probabilmente non faresti uscire volentieri tua figlia.

Ma ad un certo punto nel 2013, vuoi perché suonare sempre con sta maschera addosso fa sudare come unabbestia, e già un batterista suda il triplo degli altri in una qualsiasi band, vuoi perché gli era stata diagnosticata una malattia molto, ma molto antipatica quale la mielite trasversa che è una conseguenza della sclerosi multipla, Joey è costretto a lasciare gli Slipknot perché "non sente più le gambe", detto da lui dopo un concerto e prima avvisaglia di quello che gli succederà inesorabilmente fino alla tragica recente notte in cui è morto nel sonno a soli 46 anni. 
Ok, ora è facile fare discorsi bacchettoni che fra alcool e droghe un po' se la sia cercata; ma francamente non sempre è così. Tali malattie ti colpiscono anche se conduci una vita morigerata e purtroppo le cure sono solo dei palliativi che ne rallentano il progredire, ma non riescono ancora a fermarle. 
Ancora un discorso differente è da fare sul genere musicale per il quale Joey era stato insignito del titolo di miglior batterista metal, ma che nel caso degli Slipknot tocca anche dei picchi thrash, death e nu-metal per cui non son certo le loro canzoni che fischietti sotto la doccia. Tanto per fare due esempi: PSYCHOSOCIAL e DUALITY

cioè musica fatta apposta per certi film come Resident Evil, Punisher Zona Di Guerra, Freddy Vs. Jason, dove infatti vengono utilizzati i loro brani e ci stanno benissimo, perché anche in questo caso il legame tra musica e cinema è molto forte. Per cui era giusto dare un ultimo saluto a Joey anche da questa galassia lontana lontana... 

Goodbye

mercoledì 28 luglio 2021

ADDIO A GIANNI NAZZARO

 Ci lascia a 72 anni, a causa di un tumore ai polmoni, Gianni Nazzaro, cantante dell'era del Disco Per L'Estate che ha vinto per due volte, una delle quali con QUANTO È BELLA LEI

canzone che sta nel filone del power/melodico, definizione che non esiste (l'ho inventata io), ma per capirci è anche lo stile di Massimo Ranieri (e questo nome vedremo che conterà parecchio per Gianni). 
Oltre al Disco Per L'Estate, Nazzaro è stato naturalmente presente in tutte le manifestazioni canore dell'epoca dal Festival Di Sanremo al Cantagiro e Canzonissima. 
Con l'aria accattivante da gran figo, anticipando di anni il look del Riccardo Fogli di Storie Di Tutti I Giorni, era indirizzato verso un pubblico di signore un pochino più mature (oggi le chiameremmo milf e cougar) ed ha avuto anche qualche esperienza come attore fra cinema e TV. Ma più che altro voglio ricordare Gianni per una curiosità: nel 1987 aveva proposto alla commissione del Festival Di Sanremo una canzone che venne scartata. Il titolo era Perdere L'Amore... Ricorda qualcosa? Cioè era proprio la stessa canzone riproposta l'anno successivo da Massimo Ranieri e che ha vinto quell'edizione. Per uno strano gioco del destino, Gianni ha poi partecipato a Tale E Quale Show di Carlo Conti imitando proprio Massimo Ranieri con quella canzone e vincendo così anche la puntata. E il cerchio finalmente si era chiuso. Adesso invece è chiuso definitivamente. 

Addio Gianni.

martedì 27 luglio 2021

THE DAY AFTER TOMORROW... LIVE

 Vedi il solito film catastrofico tipo il famoso blockbuster di Emmerich oppure GEOSTORM o il vecchio assurdo Twister o l'ancor più vintaggio TERREMOTO! e pensi: "cacchio, non sanno più cosa inventarsi"... E invece no!!!


Ecco che la cronaca diventa più catastrofica di un film zeppo di effettoni speciali che qui son ancora più speciali perché reali. Fra inondazioni in Germania, incendi in Sardegna, grandinate bibliche in autostrada con relative auto distrutte e, non da meno, un virus che cerca di decimare la popolazione mondiale, ti viene da pensare che il messaggio di Ultimatum Alla Terra (ORIGINALE e remake) non sia così poi tanto da fantascienza: per salvare la terra bisogna eliminare il suo principale nemico, cioè l'uomo, perciò il pianeta, probabilmente dotato di una sua intelligenza che noi non abbiamo ancora constatato, si difende per sopravvivere... Paura eh? 

lunedì 26 luglio 2021

LUPIN (DANS L"OMBRE D"ARSENE): SECONDA STAGIONE PER FINTA

 Secondo la politica di Netflix con Lupin siamo alla seconda stagione, ma in realtà è sempre e solo LA PRIMA che conclude i suoi 10 capitoli.


E già questa la trovo una cosa antipatica, ma la ENNE rossa lo fa di abitudine (non solo questo in verità). 
Inoltre se nei PRIMI CINQUE EPISODI mandato in onda avevo già ravvisato alcune pecche tipicamente alla francese, ma riuscivo a perdonare dicendo persino che la serie mi piaceva, qui si va a completare l'opera seguendo lo stesso trend o anche peggio. 
Ovviamente non voglio spoilerare nulla, però basti sapere che, tranne in pochi casi dove tutto viene organizzato nei minimi dettagli, e te lo mostrano con dei flashback, tante situazioni pare che si risolvano così per caso quasi da sole oppure, al contrario, in maniera talmente forzata che che ti viene la voglia di piantarla lì, tipo il travestimento da inserviente del teatro, daiii... 
E hai voglia a far pensare che i piani ingegnosi di Assane Diop siano ispirati alle avventure del famoso ladro gentiluomo di LeBlanc. 
Forse giusto un bambino che non ha mai letto i romanzi e nemmeno vista la serie vintaggissima con George Descrieres potrebbe crederci. 
Ma se si cerca un po' di verosimiglianza, o perlomeno un prodotto fatto bene, qui siamo nel posto sbagliato. Lo so... Me ne sono accorto dopo 10 episodi, ma in effetti già dal sesto si sentiva puzza di bruciato... Meglio tardi che mai, così magari evito di perdere altro tempo dietro ad una nuova stagione che arriverà. 

domenica 25 luglio 2021

MAC RONAY, MAGO TUTTO DA RIDERE

 Mr Forest, il Mago Oronzo, e tanti altri che si vedono in programmi tipo Italia's Got Talent sono illusionisti che oltre alla bravura nella prestidigiciribiribizzazione sanno farti anche ridere, mentre altri preferiscono l'effetto persino un po'horror con le torture all'assistente sul palco affettandola, decapitandola, schiacciandola o chissà in quanti altri fantasiosi e truculenti modi. Tra i maghi comici io morivo dal ridere già al solo vederlo apparire sulla massiccia TV in bianco e nero ospite dei programmi RAI: Mac Ronay, mago cabarettista francese, disordinato, spettinato, stropicciato, che non parlava mai se non per emettere un flebile "hep" che gli partiva ogni tanto quando lui stesso si mostrava meravigliato che il trucco fosse riuscito, ma rovinandolo subito dopo perché maldestramente svelava tutto. Ecco un assaggio delle sue strabilianti "capacità" all' ED SULLIVAN SHOW:


sabato 24 luglio 2021

HIT ESTIVE: IL BUONO, IL BRUTTO E IL CATTIVO

 Come in un famoso film di Sergio Leone oggi prendo tre degli ultimi prodotti musicali di quest'estate 2021 e gli assegno le rispettive parti. Si parte con un'accoppiata interessante, quella di Michele Bravi con Sophie & The Giants in FALENE.

Sound arabeggiante con videoclip strafashion molto originale che mostra Michele in svariati outfits parecchio bizzarri, e Sophie Scott, la front girl della band, che stavolta canta pure in italiano e che però con quel modo di farsi le sopracciglia adesso sembra tutta la sosia di LILLY MERAVIGLIA,
quella famosa star di YouTube tutta matta, ma simpatica. E ci scappano pure dei teneri baci... Qui gatta ci cova? Buon per loro, son ragazzi... 
Un bel po' meno bene invece secondo me il Rovazzi che fino ad un certo punto della sua carriera ho considerato molto geniale pure al cinema con Il Vegetale, ma che adesso mi sta dando l'idea di ripetersi dal punto di vista creativo e LA MIA FELICITÀ
ne è la prova, praticamente identica a Faccio Quello che Voglio, però un po' più brutta (e non che l'altra fosse un capolavoro eh...). E a poco serve il videoclip che l'accompagna con co-protagonista un simil baby Yoda ed effetti speciali degni di un film della Marvel. Anzi, ad onor del vero forse vale di più l'introduzione recitata con Gerry Scotti e Luca Ward che tutto il prodotto finale che si fregia pure del featuring di Eros Ramazzotti. 
Per concludere rieccolo puntale come un orologio spagnolo, perché svizzero non è, Alvaro Soler con MANANA
che, da furbacchione, prende la base musicale di Despacito e ci canta su una serie di parole latineggianti spacciandola per la nuova canzone dell'estate 2021, e per fare sta cosa si presenta pure con il rinforzo di Cali Y El Dandee. Cioè non era già abbastanza il Covid-19 e tutte le conseguenti rotture di maroni? No eh? 

venerdì 23 luglio 2021

DIAMANTI A COLAZIONE (STAVOLTA NON DA TIFFANY)

 Facile parlare di film sulla cresta dell'onda tipo BLACK WIDOW eh? Provo oggi invece a fare un salto mortale triplo carpiato andando a parlare di qualcosa che nessuno ricorda tipo questo film commedia british, ma prodotto anche da Carlo Ponti in un periodo in cui gli inglesi non pensavano ancora alla Brexit e non facevano così I PERMALOSI per una coppa persa, dove al nostro Marcello Mastroianni, proprio colui che dà anche il titolo al nuovo singolo dei SOTTOTONO, gli fanno interpretare un duca russo che non so quanto ci azzecchi, ma tant'è che si canta anche la canzone in inglese dei titoli con l'accento bizzarro da italiano.


Al suo fianco una ladra scassinatrice con le fattezze di Rita Tushingham, cioè non esattamente una bellezza come quelle che puoi immaginare nella swinging London del 1968,


ma comunque un personaggino molto particolare che il regista beatlesiano Richard Lester ha voluto in quel suo NON TUTTI CE L' HANNO che io adoro. Se poi il titolo fa pensare non a caso ad un film tipo questo:


qui stiamo da tutt'altra parte, e non solo geograficamente. La nostra coppia organizza un furto/recupero di gioielli di famiglia insieme ad un gruppo di ladre/modelle che, come capita in molti film di questo periodo di cui mi trovo a parlare (si capisce che ho fatto un po'di inventario?), sono la nota di classe della pellicola tra costumi colorati, appariscenti e parrucche non da meno



che ti catapultano nel mood di Austin Powers dove si cita anche James Bond nella scena del caveau dove vengono custoditi i preziosi gioielli con una musica molto simile a quella di John Barry, e più avanti quando serve scoprire una combinazione che (guarda un po') è 007. 
Tuttavia non basta Mastroianni a far da garante per un film strapieno di sciocchezze insulse tipo lo stratagemma del cane sulla finestra, per dirne una, e difatti alla fine ti resta ben poco oltre al puro fatto estetico. E lo dice uno che adora gli assurdi film dei Beatles. Però pure questo ce l'ho registrato in vhs dalla TV e per qualche strano motivo, forse per avere una testimonianza che il trash non è solo italiano, non mi sento di cancellarlo. Per ogni curiosità è disponibile tutto intero su YOUTUBE

giovedì 22 luglio 2021

VALENTINE THE DARK AVENGER: NIENTE... È SOLO COLPA MIA...

 Ok, I fumetti non li fa solo la Marvel, ma li fanno anche in Indonesia. E allora? Ne hanno tutto il diritto, ma mica è obbligatorio per gli indonesiani fare anche un film basato su un loro fumetto, no? E invece loro nel 2017 lo fanno in barba a tutti e poi te lo distribuiscono pure su Prime Video con una locandina bellissima


in mezzo a tanta roba scrausa, ma scrausa di brutto come i film più recenti di Bruce Willis, (anche quelli però con locandine bellissime) anche lui su Prime Video con l'opera omnia più recente (appunto) e indecente (pure) come VICE, per dire uno dei tanti titoli. 
La storia di Valentine è presto detta. Una ragazza che conosce le arti marziali, e che quindi, se capita, mena senza andare tanto per il sottile, si ritrova per una serie di motivi a diventare una supereroina che deve combattere il crimine rappresentato qui da un supercattivo chiamato Shadow che con il mascherone in faccia parla come L'Enigmista di Saw. 
Ok... L'idea poteva anche essere buona, ma le riprese sono a dei livelli quasi amatoriali e non fanno fare una bella figura al prodotto insieme a costumi e makeup che lasciano parecchio a desiderare, tipo l'elasticone che tiene su la maschera a Shadow... Tremendo!!! 
L'evoluzione del costume di Valentine quella invece è stata studiata anche bene, partendo da una iniziale semplice felpa col cappuccio fino al costume definitivo finale con protezioni ovunque e trucco sugli occhi che riesce a dare una parvenza di fatto bene. 
Poi però basta qualche secondo di ripresa a cazzo di cane che tutta la "MAGIA" del cinema svanisce e se ne va tutto in vacca perché vedi benissimo che è una roba da cosplayers pezzenti. 
E ci sono persino due scene post credits che minacciano un seguito!!! Eh si perché nonostante tutto sono pure arrivato alla fine nel disgusto più totale.
Ma vabbé... da un film indonesiano cosa mi dovevo aspettare? 
Anch'io me le vado proprio a cercare però...

mercoledì 21 luglio 2021

LOKI: UNA SERIE DA DIO...

 Ecco che sono arrivato alla fine. Non senza fatica, lo ammetto, ma ci sono arrivato. Com'è la serie Loki?


Sicuramente una serie che divide gli animi perché non si può dire che sia brutta, ma tante, troppe cose per me non hanno funzionato come dovevano. 
Un po' come noi maschietti abbiamo apprezzato certi primi piani di Scarlett Johansson che la regista ci ha regalato in BLACK WIDOW, non ci sono dubbi che Tom Hiddleston sappia fare breccia nel cuore del pubblico femminile, tant'è che molte lo sognano come un successore di Daniel Craig al Servizio di Sua Maestà, ma la vedo dura visto il legame sempre più stretto che ormai ha con la Disney/Marvel, stretto quasi come un cappio con nodo scorsoio... Cioè erano altri tempi (e altri contratti) quelli in cui un Harrison Ford (per dire un nome) usciva con dei blockbusters uno dietro l'altro impersonando personaggi sostanzialmente diversi e per case di produzione differenti.

 
Tom sa bene come comportarsi in scena per gigioneggiare e il risultato lo porta a casa quasi sempre, basta che non si tratti di fare scene di lotta troppo concitate, ma d'altronde il suo personaggio è il Dio dell'inganno, mica il Dio di menare le mani... 
Dio dell'inganno si, ma che qui trova pane per i suoi denti dato che si ritrova a tu per tu con degli altri Loki (anche sotto forma di alligatore) che in più di un caso si dimostrano ben più scaltri di lui mettendolo in crisi parecchio e, sarà un caso, ma quella che lo mette più in crisi è proprio la sua versione femminile. 
Si perché ad un certo punto succede come fosse la serie di DOCTOR WHO (non capita a CASO questo nome poiché molti hanno già trovato dei riferimenti a tale storica serie della BBC) dove, chessó?, Peter Capaldi (uno dei dottori top del reboot) incontra tutte insieme le sue rigenerazioni, compresa quella successiva in cui per la prima volta il Dottore è una donna. 
E su questo punto si potrebbe aprire un discorso parallelo, tipo un universo alternativo, poiché, senza apparire misogini, l'ultima rigenerazione femminile del Dottore ha portato più sfracelli che altro, ma non per colpa di Jodie Whittaker che anzi lei dà del suo meglio, ma per colpa dello showrunner che ha preso in mano il personaggio con il suo mondo e lo ha rivoltato come in quella famosa scena finale di SOCIETY
Qui siamo sullo stesso piano, ma anche peggio, dove tra un'infatuazine per il Loki donna chiamata Sylvie e discorsi, monologhi che non finiscono mai di questo e quell'altro personaggio, si tira avanti per sei episodi, mentre probabilmente un film di durata extended sarebbe stato sufficiente. 
E "badaben badaben badaben" , quando parlo di discorsi e monologhi, non sto parlando di cose come quelle che Tarantino mette nei suoi film che sono fatte (e doppiate) così bene che, anzi, ne vorresti ancora di più; qui siamo sul livello di Matrix Reloaded con frasi e concetti che si rigirano su se stessi senza andare a parare da nessuna parte, ma cercando di dare una parvenza di solennità agli eventi che ti vengono mostrati davanti agli occhi. 
Occhi messi a dura prova perché per questo motivo sul finale, quando i nostri eroi sono al cospetto del cattivone, ho trattenuto a stento le palpebre dal cadere giù e chiudersi inesorabilmente. Meno male... Sennò mi sarei perso la gag del copione che mi ha riportato in mente quella scena di THE DEAD DON'T DIE, film che consiglio a tutti come uno dei più belli dello scorso anno, ma che molti non hanno preso per il verso giusto e son pure stato insultato dagli amici che si aspettavano un The Walking Dead d'autore. 
Ma sto divagando mannaggia... (non perdo mai sto vizio...) 
Tornando alla nostra serie TV, ok Sylvie, la Loki donna, non sembra avere quello spessore da personaggio Marvel?

La sua versione a fumetti era molto diversa anche fisicamente? Non è un problema secondo me, poiché quando si tratta di raggirare il nostro Tom, e succede spesso tanto quanto lui continua a caderci, la sua controparte femminile funziona alla perfezione, forse più di una fisicata androgina, forse anche proprio per il suo apparente aspetto "normale" e lo sappiamo bene che in questi frangenti le donne hanno una marcia in più di noi uomini quando si tratta di far fesso un maschietto. 
Piuttosto quello che non funziona sono le tante, troppe scene in cui non succede nulla e che vengono riempite ancora una volta con discorsi pieni di riferimenti a questo e quell'altro personaggio Marvel, che magari ti fanno alzare il sopracciglio e ti scappa il sorrisino se sei uno di quelli che hanno visto tutto tutto, ma proprio tutto, ma se hai perso anche solo uno dei film dello scorso decennio rimani li con un grosso embé stampato sulla faccia. 
Lo so per certo, me l'hanno confermato in molti che lo stavano guardando con me e gli ho dovuto spiegare alcune cose stoppando l'episodio sennò non si andava avanti a forza di perché e cos'è. Per tutti questi motivi ho aspettato fino alla fine prima di scrivere qualche impressione sulla serie Loki, per capire dove sarebbe andata a parare; e al fin della licenza... non posso dire sia del tutto una brutta serie, ma già il finale con l'inquadratura su quella statua e poi quel finalino post credits con il timbro che preannuncia la seconda serie probabilmente dovevano essere delle cose da farti dire wow!!!, e invece mi hanno lasciato del tutto indifferente, forse per i colpi di sonno che ho avuto prima... 

martedì 20 luglio 2021

ARRIVA WANDA MAXIMOFF IN SARDEGNA: SARÀ IN VACANZA O... ?

 In un'estate che stenta a ripartire perché le restrizioni ci sono sempre, ma poi quando lo fa ci scappano quei bagni di folla come per gli Europei 2020 (e le vicine olimpiadi a Tokyo son già minate da contagi e positivi), ripartono anche le manifestazioni legate al cinema all'aperto (con le zanzare) e, se vi capita di essere in Sardegna perché ci abitate (che fortuna) o siete lì che cercate una parvenza di vacanza, da domani non potete mancare il Filming Italy Sardegna Festival,


un evento ideato da Tiziana Rocca che si svolge al Forte Village, dura fino al 25 luglio e che presenta come ospite speciale proprio Elizabeth Olsen

cioè la Scarlet Witch ovvero Wanda Maximoff a presenziare le proiezioni dei film del MCU in cui appare lei, nonché una proiezione speciale della serie WANDAVISION che, nonostante un finale un po'raffazzonato, si è già aggiudicata il titolo di serie TV del 2021 da parte di un po'tutti quelli che, come me, scrivono cose a caso sui blog; titolo aggiudicato perlomeno di sicuro nell'universo televisivo Marvel, visti i risultati delle altre serie che son successivamente passate sui nostri schermi e di cui parlerò in maniera approfondita tra breve di una in particolare (si, quella). 
Per me, vista l'ammirazione per Elizabeth che ho già esternato senza ritegno alcuno nei vari post dedicati alla sua serie TV, basterebbe già questo per farmi fare le valigie alla volta dell'isola se solo non avessi già pianificato una vacanza montana per staccare dal caldo afoso che ci sta attanagliando in questi giorni, ma vacanza che comunque non mi distoglierà dallo scrivere cose a caso. Per i fortunati che invece potranno assistere all'evento ripeto che parte da domani fino al 25 luglio. 
E salutatemi Liz... 

lunedì 19 luglio 2021

THE RIDER - IL SOGNO DI UN COWBOY: TRA RODEI VERI E ROBOTS FASULLI

 Prima che vincesse l'oscar con NOMADLAND, di Chloé Zhao, regista anche di questo film del 2017/2018 a seconda delle fonti,


non sapevo proprio della sua esistenza e l'unico essere che conoscevo con un nome simile era sto coso qui:

che dalla Carlucci lo spacciavano per un vero androide frutto delle più sofisticate tecnologie robotiche mentre è più che evidente che dentro c'era un animatore. Lo ammetto sono uno strapezzente cafone, ma è così. 
Poi un giorno su RaiPlay arriva questo film che parla di Brady Blackburn, un cowboy campione di rodeo che, dopo uno bruttissimo incidente dove ci ha rimesso quasi la testa e che gli ha lasciato alcuni problemi motori, cerca di riciclarsi come domatore di cavalli selvaggi e pure come commesso in un supermarket dove ogni tanto lo riconoscono e gli chiedono di fare una foto insieme. Ma appena parte il film mi accorgo che in quelle scene c'è dello stile che non mi è nuovo e infatti da una rapida verifica scopro che la regista è sempre lei, Chloé, coi suoi panorami colorati dal sole, ampie vedute, dialoghi che sembrano improvvisati come in un documentario e un ritmo non esattamente scoppiettante. Anzi, ritmo proprio non c'è n'è, ma non è un male. Di sicuro, se la stessa storia fosse stata messa in mano ad un altro regista temo ci sarebbero state delle incursioni zuccherose che qui non ci sono manco per niente. E poi la solita bizzarra distribuzione italiana mette pure quell'aggiunta al titolo, che sarebbe solo The Rider, aggiunta che induce a pensare ad atmosfere disneyane, ma sai com'è... forse temevano che si confondesse con i Riders odierni che fanno le consegne in bicicletta... Mah... La differenza con Nomadland è che ogni tanto là sentivi un po' di pianoforte di Ludovico Einaudi, mentre qui la musica è ridotta all'osso. Anzi il film ti mette una tale angoscia con la vicenda di Brady così reale perché lo è, che ti sembra di condividerla in pieno, con la sua sorellina affetta dal morbo di Asperger e Lane, l'amico/collega di rodeo molto meno fortunato di lui, ridotto su una sedia a rotelle tetraplegico che si esprime (male) solo con l'alfabeto dei segni. La sottile barriera tra realtà e finzione poi qui è ancora più sottile perché non ci sono attori famosi come Frances McDormand, ma anzi, Brady si chiama così anche nella vita reale, però ha un cognome diverso, ed ha avuto veramente un incidente durante un rodeo con la dinamica che si racconta qui. Stessa cosa per il suo amico tetraplegico che interpreta se stesso essendo stato anche lui un campione di tale sport e i video di LANE SCOTT

che si vedono su Youtube sono assolutamente reali. Non è molto chiaro però se Lane sia in quelle condizioni per un analogo incidente a cavallo o più probabilmente automobilistico come riportano invece altre fonti. Fatto sta che la realtà si interseca continuamente con la finzione ed è reale anche la sorellina di Brady, realmente autistica. Non è certo un film da popcorn e birretta, ma almeno ora so qualcosa di più su Chloé Zhao, tipo che non è imparentata con quel farlocco robot ballerino... 

domenica 18 luglio 2021

ADDIO A LIBERO DE RIENZO

 Una morte improvvisa per infarto a 44 anni quella di Libero De Rienzo, giovane attore, regista e sceneggiatore.


Per me rimangono mitici i duetti con Stefano Accorsi in SANTA MARADONA, e riporto qui un piccolo estratto con tanto di videoclip da un vecchio post: 
...Qui in Santa Maradona del 2001, ambientato a Torino, ma in realtà girato in varie città, Stefano Accorsi mi piace alla follia e con Libero De Rienzo forma un' accoppiata micidiale in alcuni botta e risposta magari a volte un po'confusi dall' audio in presa diretta, ma valgono davvero la visione, tipo la teoria delle spalle nel ballo come linea di demarcazione tra etero e gay.
 
...
Aggiungo, sempre dallo stesso film, anche l'imperdibile SCENA DELLA LIBRERIA:
Ma Libero è da ricordare anche in due degli episodi di Smetto Quando Voglio, la divertente trilogia di Sidney Sibilia, nel ruolo di Bartolomeo Bonelli, l'economista abile a poker che nel secondo film abbiamo visto in quel famoso assalto al TRENO IN CORSA.
Purtroppo ci sono anche dei lati più oscuri in questa già di suo tragica vicenda che verranno chiariti dall'autopsia poiché in passato l'attore era stato tossicodipendente. 
Vada come vada... ci mancherai Libero. 

sabato 17 luglio 2021

BABYLON ZOO - SPACEMAN (ALIENI DA UNA BOTTA E VIA TRA NOI)

 I Babylon Zoo sono chiaramente una One Shot Band,


nel senso che oltre a questa canzone che negli anni 90 ha fatto davvero il botto, non mi sono pervenute altre notizie eclatanti su di loro che si sono fermati dopo due soli album di cui il secondo è stato un flop. La loro unica supermega hit SPACEMAN

in realtà esiste in due versioni, delle quali la prima pubblicata non ha quel famoso intro alla Alvin & The Chipmunks usato anche in uno SPOT LEVI'S

che non ricordavo, ma mi dicono che era arrivato pure in Italia dopo Boombastic, si, quella di Shave Like A Bomber con Cristian Vieri ormai diventato DJ Bobo (non quello di Chihahua...) 
Beh peccato che non lo ricordo perché era molto figo e... la protagonista anche devo dire 😜. 
Ma per ogni approfondimento sullo spot ci penserà prima o poi MIKIMOZ perché su queste cose non lo batte nessuno. 
Alcuni li definivano i nuovi Smashing Pumpkins, anche per la particolarità della bassista al femminile che qui era Carrie Melbourne, sempre fasciata in abiti di pvc/latex dal gusto fetish come si vede su nel video preso da Top Of The Pops e me la immagino a camminare come Morticia Addams tutta a passettini... Forse è un caso, ma le bassiste sono spesso e volentieri molto sexy (leggi Maneskin). 
Ma sarà stato anche un successo da una botta e via, però appena parte ti riporta subito in quel decennio in cui pullulavano Blur, Oasis e The Verve da una parte e il grunge dall'altra, senza dimenticare i Prodigy e tutti i loro emuli. Perciò posso dire con certezza che la canzone il suo lavoro l'ha fatto, cioè ha lasciato il segno. 
Piccola curiosità su come Jas Mann, il frontman, è cambiato nel corso degli anni:

ora fa il produttore cinematografico ed è diventato un terrestre a tutti gli effetti... 

venerdì 16 luglio 2021

LE DOLCI SIGNORE, OVVERO 4 DIVE IN UNA BOTTA SOLA

 Bizzarra pellicola italiana del 1968 che ho registrata su vhs molto tempo fa da Rete4, diretta da Luigi Zampa con un cast internazionale che comprende Claudine Auger, Ursula Andress (pescate entrambe dai set di 007 come succede spesso), Marisa Mell (nello stesso anno nel Diabolik di Bava) e Virna Lisi.


Il film si snoda fra tradimenti, incubi erotici, ricatti, spogliarelliste per caso, bondage maldestri, equivoci e cose del genere. 
Quando usciva al cinema era uno di quei film vietati ai minori di 14 anni non perché fosse porno, ma perché rientra nel filone della commedia con argomenti particolari e qualche piccolo nudo qua e là e infatti c'entra anche quel Lando Buzzanca specialista olimpionico in questo genere anche se qui non si ritrova in tali situazioni, ma fa solo la parte di un ricattatore. 
Nonostante gli argomenti però non finisce nel filone pecoreccio dei film con Alvaro Vitali e Renzo Montagnani; rimane un gradino più elevato grazie al cast seppure non si possa parlare di un lavoro con velleità artistiche alla Fellini o Pasolini (registi che con argomenti pruriginosi abbinati alla commedia hanno comunque avuto a che fare). Il film ha avuto anche una distribuzione all'estero con il titolo Anyone Can Play come la canzone dei titoli di testa cantata da Mal e firmata da Armando Trovajoli che ti dissemina musichette che non c'entrano nulla qua e là in ogni scena. Una volta si faceva così, cioè si montava la colonna sonora a caso come i motivetti da ascensore, mica come adesso che uno tipo Danny Elfman si studia i singoli momenti del film per sottolinearli al meglio con le musiche. Ma ad onor del vero, anche con un trattamento così non credo che il film sarebbe migliorato 😅😅😅. 
L'unica cosa davvero buona che salta all'occhio, e in quegli anni di cinema patinato che cercava di fare il verso ai prodotti oltrefrontiera era spesso così, sono i bellissimi costumi e il trucco delle quattro protagoniste pure loro bellissime e perfette in ogni inquadratura, da vere dive, e poi lo spogliarello di Marisa Mell, anche se non mostra granché, ma è fatto con la giusta grazia, sensualità e gusto che richiede la scena. Certo è che da un regista come Luigi Zampa non poteva arrivare un film davvero brutto, seppure qualche pecca anche direttiva ci sia, ed è comunque geniale il suo tocco nel modo in cui ha mixato le quattro storie senza dividerle in singoli episodi, come si usava fare in molte altre pellicole, anzi legandole insieme con le protagoniste che interagiscono anche fra di loro, dando così l'impressione di un film corale. Forse per tutti questi motivi ce l'ho ancora su quella vhs e l'ho pure riguardato recentemente, anche se vedere una videocassetta su un televisore odierno può suonare obsoleto (con tutte le ragioni di questo mondo). E perciò chissà che un giorno non lo trovo pure in DVD... 

giovedì 15 luglio 2021

TERREMOTO! QUANDO SEI DENTRO AL FILM (O PERLOMENO TE LA RACCONTANO COSÌ)

 Quanto ha fatto parlare di sé questo film per i nomi coinvolti nel cast tipo Charlton Heston, Ava Gardner, Walter Matthau,George Kennedy, Lorne Greene, Richard Roundtree, Genevieve Bujold,


cioè vere superstars con pure una giovane Victoria Principal pre-Dallas,


e per gli effetti speciali visivi con tanti stuntmen al lavoro 

e modellini che parevano veri perché venivano abilmente sovrapposti a scene identiche con gli stessi edifici e la gente sotto che scappava, ma in alcuni casi il trucco veniva svelato perché da un'attenta visione si poteva notare che i pezzi di cemento che cadevano dal modellino scomparivano improvvisamente prima di toccare terra dove c'era la scena reale, e il sangue era quello classico molto rosso vivo che si usava nel 1974. 
Ma in particolare il film viene ricordato per gli effetti sonori che introducevano un nuovo sistema audio chiamato con il fantasioso nome di "Sensurround" che viene spacciato anche in un disco di cinque anni dopo dal titolo SKYDIVER
come quel mezzo sottomarino e mezzo aereo di una certa serie TV

e cantato da un fantomatico Ben Richardson con tanto di avviso sulla copertina per gli "effetti sonori" di un terremoto contenuti nella canzone.
Effetti sonori però non di dominio di tutte le sale; difatti nella sala di seconda visione dove l'ho visto io c'era soltanto il canonico altoparlante centrale monofonico e nonostante ciò mi era piaciuto lo stesso, mentre nei cinema attrezzati vi erano degli amplificatori supplementari per le basse frequenze (dei subwoofer) che entravano in funzione nelle scene delle scosse di terremoto per farti vibrare la poltrona e anche lo stomaco (cosa che succede anche nei concerti dove il basso pompa di brutto) e a causa di tale coinvolgimento dei sensi era nata la leggenda di gente che si era sentita male al cinema temendo di essere in presenza di un vero sisma perciò tenevano un'ambulanza fuori che non si sa mai...
Ma sulla veridicità di tali notizie non ci metterei la mano sul fuoco perché all'epoca non potevi mica verificare e ti dovevi fidare delle notizie che arrivavano dalla TV, radio e giornali. 
Ma dai...  Non eravamo mica più ai tempi in cui la gente si spaventava per il primo film in bianco e nero tutto sgranato che mostrava un treno in arrivo e tutti pensavano di venire travolti dal convoglio e scappavano urlando... 
E pure sulla veridicità di tale storia avrei dei seri dubbi... 
Avessi una DeLorean andrei a verificare... 

mercoledì 14 luglio 2021

BLACK WIDOW: SE LA CAPISCI CON LE BUONE OK, SENNÓ ARRIVANO I CAZZOTTI... UOMO AVVISATO....

 Finalmente dopo tanta attesa abbiamo questo prequel sulla Vedova Nera Marvel, che già soltanto perché c'è Scarlett Johansson per me era un film da vedere... Eh sì, ho une debole anche per lei... Anche in quella scena in cui la vediamo con il naso più brutto di quelli di Roy Scheider e Owen Wilson messi insieme. 


Ma a parte ciò, non è stato esattamente come mi aspettavo, cioè io me lo immaginavo una specie di Nikita in salsa Marvel/Disney. E invece no, qui la storia parte sì con Natasha e Yelena ancora bambine, ma poi salta avanti di brutto con le nostre amiche già belle addestrate a menare come se non ci fosse un domani. E nel caso di Yelena, anche sotto l'influsso, il condizionamento di un cattivone che starebbe bene in un film di James Bond. Ops! Nome che salta fuori a caso? Forse no, poiché si vede una breve scena di Moonraker dove possiamo riconoscere MICHAEL LONSDALE, Roger Moore e il super iconico Richard Kiel. Comunque nel film ci sono belle scene d'azione che non cadono mai nel confusionario e te le godi perché da un prodotto Marvel è quello che ti aspetti, compresi inseguimenti in moto e su questo punto mi darete del maschilista, ma mi soffermo per dire che due bellezze così su una moto sono senza dubbio un valore aggiunto.

Che poi la regista è una donna, quindi suppongo che siano sue anche alcune scelte di indugiare in diverse scene sulle terga di Scarlett seppure stravestita con la divisa di Black Widow. 
Peccato però per tutti quei dialoghi che ammosciano il ritmo del film con la pretesa di dare spessore e forza ai legami tra i protagonisti, cosa che si poteva fare benissimo in metà tempo come la Pixar ci insegna ogni volta, da Toy Story, agli Incredibili, fino a LUCA. Dialoghi che invece, specialmente nel confronto fra Dreykov e Natasha mi hanno fatto pensare ad una rivolta di cui forse avete sentito parlare contro certi tizi che hanno riempito le cronache di pochi anni fa, tipo Harvey Weinstein e ROGER AILES, i quali del proprio ruolo di supremazia verso il gentil sesso se ne approfittavano giusto un pochino. Per cui ok buono il sottotesto, buone le scene d'azione, ma non tutto gira come dovrebbe, se non come ispirazione per migliaia di cosplayers che ora non saranno più confinate ad una sola etnia e costrette ad indossare esclusivamente una parrucca rossa. Ovviamente solo avendo visto Endgame capiamo la scena post credits davanti alla tomba che sennò non avrebbe molto senso: scena che è messa lì per introdurre quella serie di cui probabilmente farò a meno come ho schivato l'altra della Marvel sul falcone & il soldato di cui non mi fregava nulla già da metà del primo episodio.

martedì 13 luglio 2021

ULTIMA GARA: DOCUFILM PER NUOTATORI

 Film per la TV co-diretto ed interpretato da Raoul Bova che è davvero un ex nuotatore, e per l'occasione mette insieme altri colleghi sportivi che hanno avuto delle storie non proprio rose e fiori nella loro carriera come Massimiliano Rosolino, Emiliano Brembilla e Filippo Magnini.


Insieme si ritrovano per un ultima nuotata durante la quale si raccontano tirando fuori tutto. Tra gli altri appare anche Manuel Bortuzzo, il giovane nuotatore che a causa di un colpo di pistola alla schiena ha perduto l'uso delle gambe. Un docufilm rivolto più che altro a chi il nuoto lo pratica e conosce quanto lavoro ci sia dietro ai pochi minuti risolutivi di una gara, perciò magari non per tutti, ma comunque interessante anche se lo scorso giugno, la sera della messa in onda su Canale 5, non era stato premiato dagli ascolti. 

lunedì 12 luglio 2021

GRAZIE AZZURRI. MA PROPRIO TUTTI TUTTI

 Non male quest'anno di competizioni per l'Italia che sembra dimenticare per un po' l'incubo Covid 19 grazie ad una serie di successi, primo fra tutti la combattuta vittoria della Nazionale di Mancini alla finale degli Europei 2020 (anche se si svolgono nel 2021) conclusasi ieri sera ai rigori nello stadio di Wembley (come fosse uno storico concerto dei Queen).


E i festeggiamenti nelle piazze stanotte hanno appunto messo da parte tutte le precauzioni a cui eravamo abituati, perché tanto per una volta non succede niente... Dicono... Speriamo, però era già capitato lo stesso con la semifinale, vabbè. Anche perché la Delta, che non è la macchina che ho avuto negli anni 80, ma la pericolosa variante del virus, pare allargarsi in maniera preoccupante. Anche Matteo Berrettini ha fatto la sua parte nel pomeriggio portandoci in finale al torneo di Wimbledon contro il numero 1 al mondo Novak Djokovic, non vincendo, ma tuttavia resistendo 3 ore e mezza... E non è un piccolo particolare... Direbbe la Giusi Ferreri. 
E poi non dimentichiamo i Maneskin vincitori all'EUROVISION SONG CONTEST e nei primi posti di tutte le classifiche a portare in giro per il mondo la musica italiana che una volta invece aveva come rappresentanti Toto Cutugno, i Ricchi & Poveri e Al Bano & Romina, tant'è che poi nascevano le leggende che gli Abba e Michael Jackson ci copiavano 😂😂😂. Un sentito grazie va anche ai Pinguini Tattici Nucleari per aver più che sportivamente "suggerito", senza chiedere i diritti d'autore, il tema musicale a Martin Garrix, che con tale input ha realizzato l'INNO degli Europei con gli U2 🙄🤔😬😜. 
Scherzi a parte, grave nota di biasimo invece per la nazionale inglese di cui quasi ogni giocatore immediatamente dopo aver ricevuta la medaglia del secondo posto se la toglieva con disprezzo davanti alle telecamere, non so con precisione se buttandola a terra o meno perché poi uscivano dall'inquadratura, ma già di per sé levarsela è stato un pessimo spettacolo.



Un brutto esempio di non-sportività criticato pure dai loro stessi tifosi, che pure avevano le loro colpe perché prima della partita avevano fischiato il nostro inno nazionale e calpestato alcune bandiere tricolore. 
E così com'è come non è, siamo pure tornati a cantare quella famosa canzone di ITALIA 90.

domenica 11 luglio 2021

STARGATE DIRECTOR'S CUT IN EDIZIONE DA COLLEZIONE

 Come d'ordinanza anch'io ho la mia copia di Stargate, film di Roland Emmerich nato una di quelle volte che era sceso dal letto col piede giusto, e perciò in uno dei suoi giorni migliori, che dà una nuova visione delle piramidi e degli egizi con Kurt Russell, James Spader ed un favolosamente ambiguo Jaye Davidson post "La Moglie Del Soldato". Ma non é una copia qualsiasi la mia, no.


Il box che contiene il DVD é di cartone e si può montare come una vera piramide da mettere in bella mostra in qualche vetrinetta.

Cosa che in realtà non ho mai fatto perché tutti i miei DVD e Blu-Ray stanno diligentemente incastrati in un Billy dell' Ikea in ordine alfabetico. Ma la cosa bella é comunque sapere di averlo😀.

sabato 10 luglio 2021

GIANLUCA GRIGNANI - LA FABBRICA DI PLASTICA: AUGURI PER I 30 ANNI (UN PO' TURBOLENTI)

 Il secondo disco di Gianluca Grignani compie 30 anni e per l'occasione viene ripubblicato, ma la notizia più chicca è che per la prima volta viene pubblicato in vinile, mentre nel 1991 erano usciti solo il CD e la cassetta perché il padellone era dato per morto.


Disco controverso e complicato, non solo perché qui Gianluca si presenta dopo una vacanza in Giamaica con un look tutto nuovo che si discostava parecchio da quell'immagine da teen idol che il primo disco proponeva, ma anche per i contenuti che, sotto forma quasi di concept album, erano una specie di invettiva proprio contro le case discografiche che creavano cantanti fatti con lo stampino. 
Forse lì per lì alla casa era anche piaciuta la cosa di giocare su quell'idea un po' provocatoria, ma poi le cose forse non sono andate per il verso giusto o, come dice Elio nella CANZONE MONONOTA
"non hanno avuto le palle", forse i grandi capi temevano il flop, forse il Grignani si era fatto un po' prendere la mano, tant'è che Gianluca ha raccontato che ad ogni sua idea che proponeva gli rispondevano sempre "eh no, non rompere le balle, così non si può fare", tipo prendere quel tale arrangiatore fino a far stampare le plastiche del CD con una miscela gialla e nera striata tipo vomito o liquame tossico, come poi invece alla fine è stato fatto. 
Persino la registrazione non è delle migliori perché sempre Gianluca dice che è stata fatta per errore in controfase, perciò, invece di avere un bel suono stereo aperto, le frequenze si annullavano una con l'altra... Insomma una supercazzola tecnica. 
Geniale invece era il VIDEOCLIP
con colori acidi e outfit alla ARANCIA MECCANICA, con tanto di ghigno diabolico di Gianluca. 
E l'altra chicca interessante è che quest'estate porterà live il disco integralmente per festeggiare la ricorrenza. 
Certo... Tutto poi dipende dalle condizioni dell'artista che in passato, senza tirare in ballo le tumultuose vicende personali, ha avuto diverse reazioni bizzarre durante le serate sul palco, come quella volta che si ostinava a non voler uscire gridando isterico dietro le quinte che c'erano "troppe fighe" tra il pubblico, o un'altra ancora in cui, mezzo ubriaco, ha suonato una serie di cover dei Beatles a caso per una mezz'oretta e poi buona serata a tutti scatenando l'inferno che manco Russell Crowe. 
Ma tutto sommato, con tutto il bisogno di musica live che abbiamo, gli si può dare ancora una possibilità perché "Ricorda a volte un uomo va anche perdonato"... 

venerdì 9 luglio 2021

ADDIO AL PAPÀ DI IRON MAN

 Nel senso di Robert Downey Sr. cioè il papà del Robert Downey Jr che è stato consacrato dalla saga degli Avengers nel ruolo del miliardario supereroe Tony Stark. L'attore regista si è spento ad 85 anni malato di Parkinson.


Come attore è apparso con ruoli secondari in alcune pellicole tipo Vivere E Morire A Los Angeles di William Friedkin, oppure Boogie Nights e MAGNOLIA  (quanto lo adoro sto film) diretti da Paul Thomas Anderson, mentre da regista ha lavorato nel settore indipendente o sperimentale, perciò molto poco conosciuto da noi e certo non popolare come suo figlio che invece, fra personaggi come Sherlock Holmes e Tony Stark, è molto presente su questi blog (non solo il mio certamente) come fosse ormai uno di famiglia. 
Per cui mi è sembrato opportuno ricordare Robert Downey Sr. anche qui per fare all'altro Robert le più sentite condoglianze. 

giovedì 8 luglio 2021

THE NEVERS... MAH, BOH, UFF...

 Mah... Pareva un' idea interessante una serie HBO ideata da Joss Whedon con persone dotate di poteri particolari o mutazioni che vengono chiamati "I Toccati", ma non nel senso di picchiatelli eh.


Interessante anche il fatto che sia ambientata nella Londra vittoriana, anche perché mi piacciono le serie e film in costume. Poi però la cosa ti prende meno di quello che ti aspettavi e... Niente... Molli lì la serie anche se ci sarebbe Sam Neill a dare il tocco in più (un po' come Anthony Hopkins stava in Westworld) perché ti accorgi che c'è si tanta ricercatezza nell'estetica, nel gusto steampunk, ma la sostanza non riesci a trovarla. Ma chissà... Potrei anche ripensarci... Ora no... Fa caldo... Uffa... Oggi non ho tempo... Oggi voglio stare spento.... Eeeeeehhhh

mercoledì 7 luglio 2021

EVANGELION:3.0+1.01 THRICE UPON A TIME SU PRIME (E UN SALUTO AD UN REGISTA CHE HA FATTO GLI ANNI 80)

 Grande colpo di PrimeVideo (perlomeno per me) che dal 13 agosto avrà in catalogo il film di chiusura della nuova tetralogia di Neon Genesis Evangelion, che per il cinema diventa solo Evangelion-Più-Altre-Cose-Scritte-Dopo,


con in più anche i tre capitoli precedenti sempre usciti al cinema, dove la storia narrata nell'anime, seppure parta nello stesso identico modo, prende presto strade decisamente diverse. 
Tre film necessari da vedere prima (se già non l'avete fatto) per dare un senso compiuto a questo nuovo che, rispetto alla serie TV già bella di suo, gode dell'aggiunta di una computer grafica a dir poco spettacolare. Insomma, per me un appuntamento a cui non mancherò.
 Aggiungo in coda un ultimo saluto a Richard Donner,

regista che con gli anime non ha nulla a che vedere, ma famoso sopratutto per i Superman con Christopher Reeve, Lady Hawke, I Goonies e la saga di Arma Letale, cioè uno che l'azione la sapeva realizzare davvero sul grande schermo, scomparso proprio due giorni fa a 91 anni. 

martedì 6 luglio 2021

ADDIO A RAFFAELLA CARRÀ

 No... Dai... È una bufala... Ne dicono tante... Non può essere vero... Questo è stato il mio primo pensiero. Eppure è proprio così:


a 78 anni Raffaella Carrà ci ha lasciati dopo una malattia che aveva tenuta nascosta a tutti. Ora potrei dire mille cose di lei, della sua carriera, ma sarebbero delle ovvietà che oggi si trovano in ogni notizia che la riguarda, per cui tengo a ricordare solo alcuni punti fondamentali per me: primo che a Milleluci i miei occhi erano solo per lei e i suoi outfit sexy,

mentre dell'austera Mina me ne importava davvero poco (ma non discuto certo della bravura della Mazzini eh). Secondo, che la ricordo miniaturizzata nei magici panni (anche quelli striminziti) di Maga Maghella

seduta sulla punta della scarpa di Corrado a Canzonissima con un effetto speciale che Rambaldi se lo sognava, e ne possiedo persino il 45 GIRI
cantato con l'ausilio di un nastro accelerato per cui le veniva una vocina piiiccola piccola; poi vabbè subito dopo era uscita in edicola anche una serie di fumetti erotici in cui una streghetta di nome Maghella piuttosto ben dotata si ritrovava coinvolta in avventure medievali pornomagiche ma quella è un'altra storia...

Terzo (e credo che questo dovrebbe essere patrimonio dell' UNESCO o meriterebbe tipo il Nobel) ci ha insegnato il TUCA TUCA .
E ho detto tutto. 

Ah no, dimenticavo... Grazie di tutto Raffa, ci mancherai moltissimo. 

lunedì 5 luglio 2021

FANTOZZI 50 ANNI E NON SENTIRLI (INFATTI MEGLIO LEGGERLI E VEDERLI)

 50 anni fa veniva pubblicato il primo libro di Fantozzi firmato da Paolo Villaggio, mancato 4 anni orsono, e da allora il mondo non è stato più lo stesso.


Per la verità il vero grande botto sarà qualche anno dopo con il primo film diretto da Luciano Salce, ma se il libro non avesse avuto quel potenziale al suo interno, di cui si resero conto tutti quelli che cominciarono a leggerlo, non avremmo avuto quella saga cinica e un pochino bastardadentro che tutti conosciamo. Per me i migliori restano i primi due film assolutamente perfetti, poiché tutti i seguiti diventavano man mano che andavano avanti un po' più allineati alla commedia più grossolana alla Boldi. Mentre nei primi due ridevo, si, ma ridevo con un retrogusto amarissimo che poi si è perso per strada. Dalle disavventure di Ugo Fantozzi sono nati dei modi di dire indissolubili tipo "mostruoso, vadi, cagata pazzesca" e scene culto come l'autobus preso al volo, che conosce anche chi non ha mai visto i film (improbabile), cosa che davvero ormai accade di rado in un cinema fatto con molto meno amore e invece più con l'occhio come Zio Paperone, con il simbolo del dollaro (o euro) stampato dentro. Ma a sua volta Fantozzi era un'evoluzione del personaggio televisivo Giandomenico Fracchia (di cui arriveranno anche un paio film negli anni 80 per cui lo vedremo anche contro Dracula) sottomesso al suo capo con il volto di Gianni Agus e lo ricordiamo tutti seduto scomodo su quella famosa poltrona - sacco, mentre nel libro invece era uno dei colleghi, le cui caratteristiche verranno ereditate e fuse insieme nei film con quelle del ragionier Filini. Evoluzione perché Fantozzi era si anche lui un ragionerie sottomesso di cui se ne approfittavano tutti, ma ogni tanto mostrava quel guizzo di ribellione che il suo collega invece non aveva. Ovviamente concludo celebrando Ugo Fantozzi, e naturalmente Paolo Villaggio, con i canonici 92 MINUTI DI APPLAUSI...

domenica 4 luglio 2021

FIORE MANNI? UN' ALTRA BUFALA. INVECE PER PAOLO BELDÌ LA NOTIZIA È VERA

 Anche Fiore Manni è stata vittima di quel gioco della falsa morte annunciata che ogni tanto colpisce qualche personaggio famoso.


Nel caso di Fiore però credo che ci sia qualcosa di più subdolo sotto, qualche gesto idiota di intolleranza verso una persona che ad un certo punto è diventata un fastidio per certi gaglioffi maramaldi che pensano in un modo così ottuso da non accettare se una ragazza sposa un'altra donna, scelta di vita che aveva appunto fatto la bella conduttrice di programmi per l'infanzia su Super! Una cosa del tutto personale che però Fiore, che ora ha un canale YouTube, aveva deciso di tenere nascosta per non avere problemi sul lavoro (proprio a causa di certi modi di pensare ottusi), mentre recentemente ha fatto quell'outing che probabilmente ha scatenato nella mente bacata di qualcuno una specie di caccia alla strega culminata appunto con queste fake news sulla sua morte. Fa specie che tutto ciò accada in concomitanza con i giorni del Gay Pride, ma sarà solo un caso dai... Diversa invece la notizia su Paolo Beldì,

il regista televisivo di tanti programmi con Fazio, Ventura, Celentano, Gialappa's Band: è stato trovato morto in casa probabilmente a causa di un attacco cardiaco. Aveva 66 anni.
Addio Paolo. 

GLOBAL CITIZEN LIVE: 24 ORE DI SPETTACOLO

 Parola d'ordine: d ifendere il pianeta! Arrivano i Supereroi Marvel o DC? Ma vaaaa, lo si può fare anche con la musica, ed è quello che...