lunedì 19 luglio 2021

THE RIDER - IL SOGNO DI UN COWBOY: TRA RODEI VERI E ROBOTS FASULLI

 Prima che vincesse l'oscar con NOMADLAND, di Chloé Zhao, regista anche di questo film del 2017/2018 a seconda delle fonti,


non sapevo proprio della sua esistenza e l'unico essere che conoscevo con un nome simile era sto coso qui:

che dalla Carlucci lo spacciavano per un vero androide frutto delle più sofisticate tecnologie robotiche mentre è più che evidente che dentro c'era un animatore. Lo ammetto sono uno strapezzente cafone, ma è così. 
Poi un giorno su RaiPlay arriva questo film che parla di Brady Blackburn, un cowboy campione di rodeo che, dopo uno bruttissimo incidente dove ci ha rimesso quasi la testa e che gli ha lasciato alcuni problemi motori, cerca di riciclarsi come domatore di cavalli selvaggi e pure come commesso in un supermarket dove ogni tanto lo riconoscono e gli chiedono di fare una foto insieme. Ma appena parte il film mi accorgo che in quelle scene c'è dello stile che non mi è nuovo e infatti da una rapida verifica scopro che la regista è sempre lei, Chloé, coi suoi panorami colorati dal sole, ampie vedute, dialoghi che sembrano improvvisati come in un documentario e un ritmo non esattamente scoppiettante. Anzi, ritmo proprio non c'è n'è, ma non è un male. Di sicuro, se la stessa storia fosse stata messa in mano ad un altro regista temo ci sarebbero state delle incursioni zuccherose che qui non ci sono manco per niente. E poi la solita bizzarra distribuzione italiana mette pure quell'aggiunta al titolo, che sarebbe solo The Rider, aggiunta che induce a pensare ad atmosfere disneyane, ma sai com'è... forse temevano che si confondesse con i Riders odierni che fanno le consegne in bicicletta... Mah... La differenza con Nomadland è che ogni tanto là sentivi un po' di pianoforte di Ludovico Einaudi, mentre qui la musica è ridotta all'osso. Anzi il film ti mette una tale angoscia con la vicenda di Brady così reale perché lo è, che ti sembra di condividerla in pieno, con la sua sorellina affetta dal morbo di Asperger e Lane, l'amico/collega di rodeo molto meno fortunato di lui, ridotto su una sedia a rotelle tetraplegico che si esprime (male) solo con l'alfabeto dei segni. La sottile barriera tra realtà e finzione poi qui è ancora più sottile perché non ci sono attori famosi come Frances McDormand, ma anzi, Brady si chiama così anche nella vita reale, però ha un cognome diverso, ed ha avuto veramente un incidente durante un rodeo con la dinamica che si racconta qui. Stessa cosa per il suo amico tetraplegico che interpreta se stesso essendo stato anche lui un campione di tale sport e i video di LANE SCOTT

che si vedono su Youtube sono assolutamente reali. Non è molto chiaro però se Lane sia in quelle condizioni per un analogo incidente a cavallo o più probabilmente automobilistico come riportano invece altre fonti. Fatto sta che la realtà si interseca continuamente con la finzione ed è reale anche la sorellina di Brady, realmente autistica. Non è certo un film da popcorn e birretta, ma almeno ora so qualcosa di più su Chloé Zhao, tipo che non è imparentata con quel farlocco robot ballerino... 

2 commenti:

  1. Però non ho capito se ti è piaciuto...?
    Ho amato molto questo film, storia vera, lui lavora veramente in un supermercato e lavorava solo la sera, cioè girava solo di sera, come avrai notato dai paesaggi in notturna. La regista l'aveva conosciuto durante la lavorazione del suo primo film, saputo della sua storia ha voluto raccontarla. Tutti veri protagonisti dai familiari agli amici.
    Al di là del ritmo lento veramente l'ho apprezzato molto👍
    In edicola è già uscito il DVD di Nomadland, tu che l'hai visto, che mi dici? Stesso livello, o magari ti è piaciuto di più?

    Ciao, buona estate, buoni film!

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    Risposte
    1. Allora, si alla fine devo dire che mi è piaciuto proprio per il fatto che c'è molto di vero in quello che si vede e te ne accorgi a poco a poco. Anche Nomadland resta sullo stesso binario del finto documentario, e te ne accorgerai anche tu se lo vedrai. Forse non gli avrei dato un oscar però... Certo che non sono film tutta azione come la Marvel ci ha abituati. Ma ogni tanto ci vogliono anche questi sennò alla fine vediamo sempre lo stesso film, no?

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