venerdì 30 giugno 2023

VICINI DI CASA (OVVERO IL TEATRO AL CINEMA)

 Vicini Di Casa, oltre ad avere un titolo simile ad una pellicola del 1981 con John Belushi (la sua ultima apparizione in verità) e Dan Aykroyd, è in realtà un remake di un film spagnolo (una volta tanto non francese) con tutta l'aria di una piece teatrale dato che i personaggi fondamentali sono quattro e ci sono solo un paio di apparizioni sporadiche di altri vicini di casa.


Questo perché la storia verte sulla coppia in crisi formata da Claudio Bisio e Vittoria Puccini in contrasto con quella "bollente" di Francesca Lodovini e Vinicio Marchioni (visto con Albanese in GRAZIE RAGAZZI),

la seconda coppia che cerca di coinvolgere i due litiganti in giochi erotici di gruppo con tutta una serie di conseguenze abbastanza prevedibili e con Claudio Bisio che spara battute ciniche tutto il tempo come fosse sul palco di Zelig, ma perlomeno è grazie a lui che si sorride un po' qui e là.

Discreto film del 2022, ma resto dell'idea che a teatro avrebbe funzionato molto meglio. 

giovedì 29 giugno 2023

ARACATACA - NON VOGLIO CAMBIARE PIANETA 2: PEDALA UOMO, PEDALA

 L'aveva detto Jovanotti che dopo i bagni di folla del JOVA BEACH PARTY aveva bisogno di staccare come fa di solito, e l'ha fatto.


Prima con un salto in Africa documentato su RaiPlay, ed ora sempre sulla stessa piattaforma con Aracataca - Non Voglio Cambiare Pianeta 2, che segue le orme del PRECEDENTE CAPITOLO, con Lorenzo in bicicletta in Sudamerica. 
E pedala il Cherubini, pedala e pedala macinando decine di chilometri in un solo giorno, autoripreso da una cam tipo GoPro, partendo da solo, ma viene presto raggiunto, per un lungo tratto, da Augusto Baldoni, suo amico di Forlì che ha un negozio di biciclette e coltiva chiaramente la stessa passione.

Aracataca, che viene nominata nella canzone OH, VITA!, è la località che ha dato i natali a Gabriel Garcia Marquez, l'autore di Cent'Anni Di Solitudine che il cantante definisce "il libro dei libri". 
Non succede mai nulla di eclatante durante le 22 brevi puntate abbinate ognuna alle carte dei tarocchi, se non le cose che possono capitare ad un turista ciclista e detto così sembrerebbe una noia immensa, e invece pensa te che è uno dei programmi migliori che puoi guardare sulla tua tv, e magari, per immedesimarsi meglio, lo puoi fare anche pedalando su una cyclette😉. 
E nel weekend, nonostante il caldo, senza bisogno di farmi motivare da Aldo Rock, anch'io finirò come al solito per saltare in sella per farmi un po' di chilometri (non certo quanti ne fa Lorenzo), e non li farò in meno di 12 parsec come mia abitudine, ma con calma, con molta calma e prudenza, che spero abbiano anche gli automobilisti con me sulla stessa strada e (giuro mi succede) canticchiando la canzone della sigla che dopo 22 episodi ho imparato, non a memoria perché le sfrofe cambiano ogni volta, mentre il ritornello è sempre quello.
Aracataca, Aracataca, non voglio cambiare pianeta... Due... 

mercoledì 28 giugno 2023

LUTTO NEL CAST DI APOCALYPSE NOW E DINTORNI

 Ultimamente mi sono trovato a parlare spesso di Francis Ford Coppola, sia per la splendida serie THE OFFER che per un altro post dove si parlava di KOLOSSAL dalla durata importante, caratteristica che nel regista è stata sempre presente, specie in APOCALYPSE NOW nelle sue varie edizioni con lunghezze di molto differenti.


Proprio da tale capolavoro devo segnalare la scomparsa nei giorni scorsi di Frederic Forrest, 86 anni, che interpretava Jay Hicks detto Chef, il baffuto (e un po' schizzato) membro dell'equipaggio che accompagnava Martin Sheen in quel viaggio/incubo sul fiume per andare a far la festa al colonnello Kurtz (Marlon Brando). 
Chef, per capirci, era quello che aveva un'insana passione smodata per una delle conigliette di Playboy. 
Frederic, che era malato da tempo, era anche stato candidato all'Oscar nel 1980 per The Rose dal quale vi regalo una foto da lui autografata,

il film, uscito nello stesso anno di quello di Coppola (1979), con Bette Midler chiaramente ispirato alla vita di Janis Joplin, ma poi realizzato senza poter utilizzare i veri nomi della vicenda a causa di diritti negati. 
Tant'è che la pellicola si doveva chiamare inizialmente Pearl, come era soprannominata Janis, cambiando poi invece totalmente titolo e sceneggiatura in corso d'opera. 
Di molto precedente invece è la morte di Julian Sands,

attore britannico che ha lavorato con registi prestigiosi come James Ivory e David Cronenberg. 
Julian è da ricordare in veste diabolica anche per i due capitoli di Warlock, dove il secondo supera di gran lunga il primo

(se vi piace il gore, splatter, body-horror) e per Smallville in tv dove è stato Jor-El indossando un costume identico a colui che l'aveva preceduto nel film con Christopher Reeve, ovvero Marlon Brando, il futuro colonnello Kurtz (and Coppola is back again).

Julian aveva 65 anni e a gennaio era stato dato per disperso dopo che era partito per un'escursione. 
Finalmente i suoi resti sono stati ritrovati e identificati in un bosco sulle alture della California. 
Goodbye Frederic e Julian. 

martedì 27 giugno 2023

THE WALKING DEAD: DARYL DIXON (I VAGANTI SONO ANCORA QUI)

 Sarà pur vero che i morti viventi non muoiono mai per antonomasia, se son viventi, no?


Ma questo può giustificare un tale accanimento a portare avanti una saga ormai allo stremo delle forze come quella di The Walking Dead tirando fuori uno spinoff dietro l'altro, come stavolta che tocca ad un personaggio, seppure iconico, come Daryl Dixon (Norman Reedus)? 
Boh, magari poi la serie è bellissima, ma da parte mia c'è ormai un hype sotto lo zero per cui non so nemmeno la data di uscita perché non mi interessa. 
So solo che l'azione qui si va a spostare in Francia e nel cast torna anche Melissa McBride

(dopo qualche tentennamento prima di decidersi a riprendere il personaggio di Carol), mentre Jeffrey Dean Morgan (Negan) è presente in questi giorni in un altro (!) spinoff appena uscito negli Stati Uniti dal titolo The Walking Dead: Dead City,

che naturalmente sono già pronto per dribblare quando uscirà da noi. 
Insomma ci state provando in tutti i modi per acchiapparmi, ma credo proprio che non mi avrete, maledetti "vaganti". 

lunedì 26 giugno 2023

LA PROFEZIA DELL'ARMADILLO: QUANDO TI DICONO CHE IL LIBRO È MEGLIO DEL FILM

 La Profezia Dell'Armadillo è la famosa graphic novel di Zerocalcare che nel 2018 ha avuto una trasposizione cinematografica live action con risultati altalenanti.


Se da una parte i due protagonisti Zero e Secco sono perfettamente incarnati da Simone Liberati e Pietro Castellitto, dall'altra non è esaltante la regia che cala di ritmo parecchie volte in perfetto stile "troppo italiano" (cit. Stanis) e con una fotografia troppo spesso spenta che non aiuta nella visione.

Parlata romanesca ancora più accentuata che nelle due serie animate di Netflix (e nella PIÙ RECENTE c'è una gustosa scena proprio sulla dizione di Zero) che con la presa diretta rende a volte difficile la comprensione. 
Un paio di scene però sono davvero esilaranti come la mamma (Laura Morante) alle prese con il computer e l'intervista ad Adriano Panatta che ti porta per un attimo in un film di Nanni Moretti.

Però si ride in maniera molto diversa (appunto alla Moretti) da come ti succede quando leggi il fumetto che invece pesca a mani basse nelle manie e nelle serie tv anni 80 che hanno caratterizzato l'adolescenza di Zerocalcare. 
Oppure, se vogliamo un'altro riferimento, il film può sembrare più un'imitazione di SANTA MARADONA, cioè quel cult con Stefano Accorsi e LIBERO DERIENZO
Valerio Aprea fa l'armadillo/coscienza che però risulta più efficace nelle serie animate di Netflix, forse anche perché in quelle riceverà il doppiaggio di Valerio Mastandrea che anche qui comunque ne curava già i dialoghi.

Ma la famosa profezia di sto benedetto armadillo quindi quale sarebbe? 
Eccola: 
"qualsiasi previsione ottimistica fondata su elementi soggettivi e irrazionali spacciati per logici e oggettivi, destinata ad alimentare delusione, frustrazione e rimpianti, nei secoli dei secoli. Amen". 

domenica 25 giugno 2023

PASSA EL PASADOR

 Anche oggi molta musica su questo blog; intanto perché è passato di là pure lui, El Pasador, ovvero Paolo Zavallone, il simpatico baffone che era noto per aver composto e cantato le sigle di NON STOP e La Sberla, programmi antenati di Drive-In, con quel suo vocione caratteristico,


che purtroppo è mancato nei giorni scorsi a 91 anni dopo aver pure partecipato come direttore musicale nonché OSPITE (in playback) ad un Festival di Sanremo nel 1978,

cioè quando la Rai mandava in onda solo la serata finale perché l'interesse degli sponsor in quel periodo era pari a zero e però, forse per quel motivo, lo show perlomeno aveva una durata decente. 
Di quell'anno infatti, oltre ai mille problemi tecnici durante la diretta (il budget anche per i tecnici non era altissimo probabilmente), si ricordano solo i vincitori Matia Bazar con ...E DIRSI CIAO

cioè una canzone del gruppo genovese fra le meno amate dal sottoscritto, ma dove apprezzo solo i vocalizzi pinkfloydiani di Antonella (attenzione perché sul video di Sanremo è stata riversata la traccia di studio, ma Antonella anche dal vivo quella sera era pazzesca, giuro),

Rino Gaetano con GIANNA (terzo posto) eseguita con i PANDEMONIUM, e le esordienti Laura Luca con DOMANI DOMANI (con lo stesso montaggio audio dei Matia Bazar) 

ed Anna Oxa dal look punk ideato per lei dall'amico Ivan Cattaneo per presentare quella canzone a dir poco stupenda che è UN'EMOZIONE DA POCO il cui testo porta la firma di Ivano Fossati (secondo posto, ma lo valeva eccome se lo valeva il primo).

Lutto anche per Korea's Got Talent, dove un concorrente del 2011 piazzatosi al secondo posto, Choi Sung-Bong, 33 anni con alle spalle una storia strappalacrime di abbandono ed adozione, è stato trovato morto suicida nel suo appartamento.

Il cantante viene definito dai media che ne hanno dato la notizia della morte, "star del K-pop", ma al programma televisivo si era presentato in veste LIRICA e francamente non così eccezionale secondo me.

Ma naturalmente non sono un critico musicale e nemmeno son coreano, perciò che ne voglio sapere io? 
Comunque addio ad El Pasador e Choi, nomi che si uniscono alle continue notizie di tragedie che riempiono i notiziari, alcune francamente quasi cercate come quella del Titan, imploso a causa della pressione come quando schiacci una lattina di birra (pare in pochi millisecondi) con dentro equipaggio e passeggeri nonostante ci fossero stati mille avvertimenti sulla pericolosità di tale discesa negli abissi per vedere da vicino il relitto del Titanic.

Cose che riescono solo a James Cameron che invece è sceso laggiù una trentina di volte ed è ancora qui per raccontarlo. 

sabato 24 giugno 2023

ASPIRANTI TORMENTONI (PARTE 2) E PERSONAGGI TORMENTATI (ANCHE DALLA POLIZIA)

 Tantissima musica oggi, dato che i tormentoni estivi fioriscono come gli ombrelloni sulle spiagge, o, se preferite nel senso di fastidio, come gli herpes sulle labbra, e in particolare, dopo un PRIMO ASSAGGIO di un paio di settimane fa, oggi butto lì un bel po' di accoppiate che in certi casi sembrano improbabili, ma che perlomeno funzionano "quasi" sempre.


Come la nuova canzone (di nuovo) abbinata ad un famoso cornetto gelato, dal titolo DISCO PARADISE che mette insieme Fedez, gli Articolo 31 e stavolta anche Annalisa, e dove risuonano motivi famosi tutti mixati insieme specialmente quando entra in gioco la Scarrone nel ritornello che pare un po' Everlasting Love, Le Mille Bolle Blu e un po' anche STAY di Jackson Browne. 
Eh ma la ragazza ligure ha sempre avuto la tendenza a prendere molte ispirazioni a destra e a manca come quando a Sanremo ha presentato una cover non accreditata di BLUE JEANS

di Lana DelRey cantando sul palco dell'Ariston, in maniera come sempre impeccabile, IL MONDO PRIMA DI TE.

Non ci vuole un computer della NASA (quella NASA che esattamente 40 anni fa vedeva rientrare in questo giorno l'astronauta SALLY RIDE) per confrontare le due canzoni e difatti la canzone di Annalisa mi era piaciuta parecchio, forse proprio perché mi piace molto anche Lana DelRey. 
Persino la sua Mon Amour ha un qualcosa di MR. SAXOBEAT degli anni 90, il successone di Alexandra Stan, 

tanto che ho sentito un Dj sabato sera che le ha proprio mixate insieme. 
Ma in questo caso si tratta solo di pura ispirazione senza dubbio. 
Il buon Rovazzi con il suo baffetto è tornato ormai da un po' con uno di quei suoi soliti minifilm dove stavolta recitano anche Aldo Giovanni e Giacomo in quello che è il videoclip di LA DISCOTECA ITALIANA con Orietta Berti che il prossimo anno, se tanto mi dà tanto, vedremo duettare con i Maneskin.

Atmosfera da Telecupole, lustrini e cantato vintage (impeccabile dell'Orietta) sullo zunpa zunpa zunpa della discoteca/balera. 
Non è al suo meglio, a mio parere, Marco Mengoni, qui con Elodie, in PAZZA MUSICA, una canzone senza la caratteristica del tormentone, cioè quella di rimanere in testa alla prima, anzi passa abbastanza anonima se non per quelle altre due caratteristiche, cioè che Elodie è sempre bellissima e Marco canta in scioltezza come un dio su tonalità femminili.

I Boomdabash dalla loro non hanno resistito alla tentazione di sfornare il solito duetto estivo e stavolta hanno messo in mezzo le riunite Paola e Chiara per LAMBADA che non c'entra con quella originale dei Kaoma e appena parte ti evoca il solito tamarro sulla spiaggia affollata con la cassa gigante WiFi che vuole far sentire a tutti i presenti la musica che piace a lui e solo a lui, questo finché non viene scaraventato fra le onde lui e la sua cassa WiFi. 

Cosa accaduta comunque anche l'altro ieri su un treno regionale dove stavo viaggiando, e finita con l'arrivo del controllore (anzi, una controllora) a far abbassare il volume ai ragazzini tamarri del momento. 
Anche qui siamo comunque molto lontani dall'esempio di tormentone. 
Stessa cosa per ACQUAMARINA di Ana Mena con Guè che da un po' ormai non si fa più chiamare Pequeno per raggiunti limiti di età.

Canzone carina e videoclip con una splendida Ana in coda da sirena che se la canta con quel suo modo tutto sexy che avrebbe anche se cantasse La Locomotiva di Guccini. 
Piacevolissima, ma finita lì. 
Altri duetti o terzetti invece sono così lontani dal mio gusto personale che non mi sembra neanche il caso di nominarli.
Ma così, giusto per rendersi conto di come sia cambiata la musica in 20 anni, voglio ricordare appunto che esattamente due decenni orsono veniva pubblicato il primo album solista di Beyoncé, appena fuoriuscita dalle Destiny's Child, cioè quel disco che conteneva CRAZY IN LOVE.

E in tutto questo mare di musica da mare (perdonatemi il gioco di parole) prodotta con il puro intento di cercare di creare il tormentone 2023, c'è anche chi invece viene tormentato sul palco,

come Bebe Rexha che si è vista arrivare in fronte un telefonino lanciato dal pubblico con conseguenti punti di sutura, e qualcun altro che finisce nel mirino della polizia tedesca per "apologia di nazismo" perché in concerto avrebbe indossato una divisa un po' particolare.


La persona in questione è Roger Waters, l'ex bassista dei Pink Floyd che quella divisa la indossa da sempre nel suo show quando arriva In The Flesh, e, certo, divisa che a prima vista può sembrare quella delle SS, ma che invece è ornata dai famosi martelli che marciano nel videoclip di ANOTHER BRICK IN THE WALL PT. 2.

E, nonostante sappiamo bene tutti come la pensi Roger su quell'argomento, proiettando sul maxischermo anche i nomi legati a tale brutta vicenda della storia, nomi come quello di Anna Frank, qualcuno un mesetto fa ci ha voluto vedere un' incitazione filonazista. 
Dammi retta Roger, per il prossimo concerto a Berlino, canottiera con medaglione e vai di cassa dritta con autotune e ballerine che twerkano, oppure un duetto con Orietta Berti: fidati, vedrai che così nessuno rompe le balle. 

venerdì 23 giugno 2023

1993: LORENA BOBBITT CONTRO JOHN WAYNE, MA NON È UN WESTERN

 Il 23 giugno di 30 anni fa Lorena Bobbitt faceva uno scherzone al marito che dormiva beato (e probabilmente anche ubriaco) tagliandoli via quella propaggine simpaticamente chiamata pisello e scaraventandola poi via nel bosco.


"Strano", pensó probabilmente John Wayne Bobbitt, perché non era nemmeno il primo d'aprile. 
Fatto sta che l'uomo con il nome da attore americano non la prese molto bene per quello scherzo del ca##o, e la cosa finì in tribunale dopo che gli ritrovarono quel pezzo mancante (t'immagini a cercarlo col lanternino?) e glielo riattaccarono pure. 
E niente... pensa poi a fare fisioterapia eccetera, partecipando anche a film porno dal titolo ammiccante come questo:

Insomma una vicenda che pareva fosse nata da violenze domestiche subite da Lorena, dalle quali invece John venne scagionato e storia che ha prodotto migliaia di citazioni nel cinema (SANTA MARADONA e Fight Club) e nelle serie tv di cui una del 2019 su Prime Video

ricostruisce (mai termine fu più appropriato) proprio la vicenda con anche i flashback su come la coppia si era conosciuta. 
Persino Elio E Le Storie Tese nel 1998 hanno messo la coppia in NESSUNO ALLO STADIO,

canzone realizzata per quei mondiali tenuti negli Stati Uniti, nazione letteralmente matta per il baseball, il basket e il football americano, ma per niente legata al calcio, mentre ancora ancora lo era forse per il ciclismo perché ci credeva Kevin Costner


in quel film diretto da John Badham dal titolo Il Vincitore parlava appunto di ciclismo e dalla locandina qui sopra direi che lo si capisce, ma posto per dovere di cronaca anche l'altra assurda locandina italiana che era uscita all'epoca e che se fossi Kevin o John mi girerebbero non poco a vederla esposta perché pare un film becero con Alvaro Vitali (ma a Cecchi Gori piacevano ste cose).

Insomma, stop con le solite divagazioni alle quali non so resistere (come Oscar Wilde con le tentazioni) e concludiamo la vicenda che a parlarne fa tuttora stringere le gambe ai maschietti, ma che magari può far pensare anche che una relazione è fatta di dare e ricevere, e non solo di prendere. 

giovedì 22 giugno 2023

40 ANNI FA EMANUELA ORLANDI SPARIVA NEL NULLA

 Oggi, giovedì 22 giugno si segnano i 40 anni di uno dei grandi misteri italiani, ovvero quello di Emanuela Orlandi.


Emanuela era una ragazzina italiana di 15 anni, figlia di un dipendente del Vaticano, la quale scomparve il 22 giugno 1983 a Roma mentre tornava a casa dalla scuola di musica. La sua scomparsa venne collegata a quella avvenuta poco più di un mese prima di un'altra giovane romana, Mirella Gregori, anche lei mai più ritrovata, ed ebbe un grande impatto mediatico scatenando numerose indagini, di recente riaperte, per cercare di venire a capo della brutta faccenda. Nonostante gli sforzi, non è mai stata trovata e la sua scomparsa rimane ancora oggi un mistero. Nel corso degli anni sono state fatte numerose ipotesi sul suo rapimento e sulla sua sorte, buttando lì varie possibilità che mettevano in mezzo un giro di pedofilia, la Banda della Magliana e persino il terrorismo internazionale (cioè, mancavano in scena solo gli alieni ormai), ma nessuna di esse è stata confermata. La vicenda di Emanuela Orlandi è diventata un caso emblematico di scomparsa che ha suscitato grande interesse e dibattito in Italia e nel mondo, con anche un paio di trasposizioni cinematografiche, la prima delle quali, Liberate Emanuela del 1984, venne proiettata una sola volta con un'anteprima ancora da rifinire e venne immediatamente sequestrata, dopodiché l'unico master esistente venne rubato e distrutto alimentando così la leggenda di grossi nomi implicati nella vicenda. L'altro film è La Verità Sta In Cielo del 2016 per la regia di Roberto Faenza e vede in scena Riccardo Scamarcio nei panni di Renatino, il boss della Magliana. Netflix ha invece ha prodotto una docu-serie sul caso che è stato trattato anche in diversi libri, dei quali il più recente era stato scritto da MARIA GIOVANNA MAGLIE, scomparsa poche settimane fa. 

mercoledì 21 giugno 2023

ZEROCALCARE - QUESTO MONDO NON MI RENDERÀ CATTIVO (MA MI FARÀ PENSARE)

 Anvedi oh, la nuova serie arraffica di Zerocalcare su Netflix come sta a partì abbomba co' li Clash e poi tutti li brani che se sentono so' uno più bello dell'altro


tipo per esempio, oltre alla sigla sempre de Giancane, ci stanno i Cure, gli Oasis, i Chumbawamba, gli Hanson, The Connells, Lou Reed, gli 883 (questi in un contesto quasi da Trainspotting), e poi c'è sta pure Berlusconi, che nun canta però, ma anche Bridgerton, i Men In Black,

Indiana Jones, I Blues Brothers e tanto altro, tutto ad un ritmo che tte se sbatte'n faccia come 'na mazzata che in ogni episodio de mezz'ora ce stanno mille cose come pure il problema de li migranti e li nazisti. 
E pure te se strigne er core in certi momenti che stanno a diventà così de botto drammatici (succedeva anche nella serie precedente sul finale, mentre qui invece sta a capità spesso). 
C'ho avuto un solo dubbio che ho detto "oddio nun è possibile", cioè quanno arriva quello strano errore che sta a confonne il pilota di Jeeg Robot con Actarus di Goldrake,

ma chissà... 
Magari era voluto pe' mettemme alla prova. 
Valerio Mastandrea fa sempre parlà l'armadillo/coscienza del protagonista con momenti da rotolasse dal ride perché nun te li aspetti e per come so' parlati pure quelli arraffica come d'altronde tutti i dialoghi e tutte le trovate visive che cce stanno in ogni episodio; trovate che nun ve spoilero (anche se qualcosina, mannaggia, m'è scappata lassù). 

E mó s'annamo a pijà'n gelato mentre ce stamo a sentì THE STRUMBELLAS.

martedì 20 giugno 2023

MISSION IMPOSSIBLE 7: TOM CRUISE FA IL "COLPO GROSSO"

 Tom Cruise è passato per Roma a seminare il panico per quanto riguarda la viabilità nella giornata di ieri, e nel frattempo anche per presentare quel famoso nuovo episodio di Mission Impossible, il settimo, il cui titolo completo è Mission Impossible - Dead Reckoning - Parte Uno,


cioè quello che piano piano si è fatto fregare tutte le trovate "impossibili" da quell'ALTRO FRANCHISE di cui abbiamo appena visto il decimo episodio e anche nel caso di quello si tratta di una "parte uno", ma non te lo dice. 
E così Tom nell'intervista su Sky non fa che ripetere che è il miglior episodio della serie (e che... mica ti dice che il suo film è una sóla eh... che comunque mi fido e non lo sarà di sicuro una sóla) con trovate incredibili ed effetti speciali stupefacenti, e via così per vendere al meglio il suo prodotto sempre diretto da Christopher McQuarrie. 
E mentre sul poster Tom ha fondamentalmente sempre la stessa posa ed espressione degli altri episodi, concentrato a puntare qualcosa fuori dalla locandina, nell'intervista lo guardo bene, figo ed elegante come sempre, ma con il capello un po' ribelle e quel viso leggermente gonfio (maledetto botox) e mi viene in mente Umberto Smaila quando conduceva Colpo Grosso; cioè mettigli il baffetto al Tom e...



 
Macché dico daiii... 
Oddio sto delirando e mi sa che devo proprio farmi vedere da uno bravo... 
Eppure quel baffetto... 

lunedì 19 giugno 2023

GRAZIE RAGAZZI (PER AVER FATTO UN FILM "D'EVASIONE")

 È un gran bel film Grazie Ragazzi, anche se, come sta accadendo sempre più spesso, si tratta di un altro remake di una pellicola francese dal titolo Un Anno Con Godot, dove Antonio Albanese,


molto somigliante a Kad Merad, l'attore francese originale, qui sotto il terzo da sinistra,


interpreta a sua volta Antonio, un attore di teatro in crisi che pur di guadagnare qualcosa doppia film porno (trovata un po' anacronistica, ma divertente), e così accetta di tenere alcune lezioni di recitazione in un carcere portando in scena Aspettando Godot di Samuel Beckett con dei risultati inaspettati.
Tra gli altri interpreti, Sonia Bergamasco nella parte della direttrice del carcere, Fabrizio Bentivoglio, colui dal quale parte l'idea del corso di recitazione e che coinvolgerà il reticente Antonio, e Vinicio Marchioni, il piccolo boss del carcere che tutti temono, ma che troverà finalmente qualcuno che non si piega davanti a lui, perlomeno non del tutto.

La versione italiana in realtà cambia il finale, forse per non far fare una figura barbina alla giustizia italiana, ma rimane un film che ti lascia dei buoni sentimenti. 

domenica 18 giugno 2023

LO SPAZIO È PER LE DONNE

 Proprio lo scorso VENERDÌ ho ricordato quello che è stato il primato dei sovietici nella corsa alla conquista dello spazio con il quale, grazie a Valentina Tereshkova, avevano battuto gli americani mandando prima di loro una donna in orbita.


Ma non solo, perché sti russi, giusto per rigirare il coltello nella piaga, ci avevano mandato pure la seconda donna in assoluto che era Svetlana Evgenevna Savickaja, ma questa nel 1982, mentre gli Stati Uniti, dopo aver rosicato a più non posso, dovranno attendere fino al 18 giugno 1983 per riuscire nella stessa impresa,

quando nello spazio ci manderanno la loro astronauta Sally Ride, che infatti nella foto "ride" (eh... son cretino lo so...), la quale, al contrario delle colleghe sovietiche tuttora in vita che si stanno godendo la pensione, è purtroppo mancata nel 2012.

Ovviamente, l'America cercò di pompare al massimo tale evento con l'intenzione di oscurare i russi, e venne pure prodotta una Barbie a forma di Sally, ma che a me ricorda forse più la Ripley di Alien (ma lo so... è il mio cervello che funziona così). 

Forse ispirato dal primo successo russo, il buon Gerry Anderson si era portato avanti nei primi anni 70 con la mia serie tv preferita, cioè U.F.O., dove immaginava che una base lunare di difesa contro le invasioni aliene fosse comandata da personale femminile, magari però lasciandosi un po' prendere la mano dalle idee fashion della moglie Sylvia che aveva inventato delle divise piuttosto particolari per quel personale.

Divise che comunque sono rimaste iconiche forse più dei pigiamini di Star Trek. 
E soavemente traghettato così dal gentil sesso spaziale in un più serio tema di addii domenicali, resto ancora in odore di fantascienza e, per tutti i nerd che credono ancora nella carta stampata a fumetti, devo segnalare la scomparsa nei giorni scorsi di John Romita Sr. a 93 anni,

famoso disegnatore della Marvel il cui figlio è, insieme a Mark Millar, il papà di Kick Ass, mentre lui, John Senior, ha avuto l'onore di essere il primo a disegnare Spiderman. 
Sarà sua anche la paternità di The Punisher.

Sempre di carta si parla, ma sotto forma di libri, nel caso di Cormack McCarthy, 89 anni ed autore, fra gli altri, del romanzo Non È Un Paese Per Vecchi dal quale i fratelli Coen ne hanno tratto un gran bel film nel 2007 con Tommy Lee Jones e Javier Bardem.

Perché, gira gira, vedi che sempre di cinema si va a parlare. 
E appunto, concludo con il cinema e l'addio all'attrice britannica Glenda Jackson, 87 anni e due volte premio Oscar negli anni 70 per Donne In Amore e Un Tocco Di Classe, e in seguito, in tempi più recenti, diventata per un certo periodo anche parlamentare.

Goodbye Glenda, John Sr. e Cormack. 

sabato 17 giugno 2023

I BEATLES E L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE

 In un periodo questo in cui si parla di Intelligenza Artificiale benvenuta oppure no, dato che saltano fuori persino articoli di giornali realizzati (male) grazie a tale marchingegno, Paul McCartney butta lì una possibilità che entro l'anno salti fuori un disco "nuovo" dei Beatles che era rimasto incompleto e quindi le parti che riguardebbero John Lennon verrebbero affidate proprio ad un'intelligenza artificiale.


Ecco... intanto che ringrazio Alejandro Luisi per la simpatica GIF che ho scelto come apertura del post, e su INSTAGRAM trovate altre sue geniali creazioni grafiche, qualcuno avrà già pensato chissà cosa immaginando un computer che imita la voce di John e scrive un testo e una musica nel suo stile. 
Ma Paul rassicura tutti dicendo che il lavoro con la A.I. sarà di recupero e restauro della traccia già cantata da John, ma purtroppo di qualità troppo amatoriale per essere riversata su un disco. 
Già mi viene in mente negli anni 90 quando uscì FREE AS A BIRD,

altra canzone completata dai Beatles superstiti utilizzando una registrazione di John riequalizzata e rimaneggiata così male che pareva che Lennon cantasse con un microfono rotto, tipo con quella qualità che hanno le musichette di attesa al telefono. 
Adesso pare che la tecnologia attuale sia in grado di produrre un risultato di molto superiore senza snaturare quella che era l'intenzione iniziale, perciò speriamo bene. 
Già Peter Jackson aveva utilizzato un software per ripulire le registrazioni dei Beatles in sala prove che ha poi utilizzato nel suo maxi documentario GET BACK, e, se lo avete visto, potete concordare che il risultato è stato più che soddisfacente. 
La canzone è una registrazione del 1979 fatta su una cassetta da John, si chiama NOW AND THEN, e questo è il suono abbastanza scrauso del demo ritrovato da Yoko Ono,


cioè una canzone molto malinconica su quello che era stato e quello che è venuto, dove il lavoro fatto dall'A.I. è stato quello di estrarre la sola voce di John separata dal piano e correggere sporcature e disturbi per permettere poi di lavorarci in sala. 
Anzi, molte cover amatoriali sono già in circolazione da almeno una decina d'anni, alcune realizzate proprio con la traccia della voce di John e strumenti suonati nello stile Beatles imitando il tocco di Ringo e la chitarra solista di George, un po' come sta facendo Paul in questi giorni. 
Quindi nessuna creazione sintetica fatta da una macchina, e, mal che vada, e ve lo dice uno che i Beatles li adora, ci dimenticheremo presto di questo nuovo disco come abbiamo fatto con Free As A Bird. 

venerdì 16 giugno 2023

DOWNSIZING - VIVERE ALLA GRANDE: OVVERO MINUSCOLI

 In una società in cui le risorse sono sempre più scarse, se le persone fossero di piccole dimensioni ne utilizzerebbero meno di tali risorse, quindi vivrebbero una vita più abbondante e sostenibile.


Concetto alla base del film Downsizing - Vivere Alla Grande, commedia fantascientifica del 2017, con una locandina italiana che la fa puzzare di demenziale lontano un miglio, ma non è assolutamente così, diretta da Alexander Payne e con protagonisti Matt Damon, Christoph Waltz, Kristen Wiig e Hong Chau, che ribalta del tutto il punto di vista comune fino a poco tempo prima nella fantascienza in cui si cercavano nello spazio nuovi pianeti abitabili da colonizzare per sopperire alla sovrappopolazione. 
Spazio che poi è anche da ricordare in questo 16 giugno in quanto, ben 60 anni fa, la sovietica Valentina Tereshkova ad appena 26 anni diventava la prima donna nello spazio, altro primato che i russi portarono via agli americani.


Somiglianze con la nostra Samantha Cristoforetti a parte, il film invece rimane tutto con i piedi ben piantati per terra con la storia di Paul Safranek (interpretato da Matt Damon), un uomo qualunque che, alla ricerca di una vita migliore, decide di sottoporsi insieme alla moglie ad una procedura medica che li ridurrà alle dimensioni di circa 12 centimetri.
Peccato però che sua moglie invece si tiri indietro all'ultimo momento e lui lo saprà ormai dopo aver subìto il procedimento che è irreversibile. 
Cacchio! 
Ma pensarci prima no?

Rimasto quindi solo dopo la procedura, che mica può vivere più insieme a sua moglie ora che è più piccolo di una Barbie, Paul si trasferisce in una comunità di persone "ridotte" dove incontra Dusan (interpretato da Christoph Waltz), un eccentrico playboy che lo introduce al mondo delle feste esclusive e della vita di lusso.


Tuttavia, Paul scopre anche l'altra faccia della medaglia, ovvero che la discriminazione e la povertà esistono anche nelle comunità delle persone ridotte dato che, per via della natura umana, ci sarà sempre chi vuole prevaricare gli altri, tema del film che piano piano diventa più predominante di quello iniziale ecologico e l'interazione fra persone ridotte e normali non c'è più per cui si perde anche la necessità dell'effetto speciale, e cosa questa che fa calare anche il ritmo e la soglia dell'attenzione con una sensazione di "meh" che ti prende alla fine del film. 



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