mercoledì 7 giugno 2023

GUARDATE LÀ!... È PRINCE? È T.A.F.K.A.P.? È SYMBOL?...

 Quella del titolo è naturalmente una semplice ispirazione ad un tormentone tratto dalle avventure di Superman, che ha un suo perché dato che, quando nel 1988 lo vidi al PalaTrussardi, Prince si chiamava ancora così e portava in giro il suo Lovesexy Tour, quello con il palco centrale e la Cadillac che sotto le luci pareva rosa, 


ma in realtà era bianca come quella nel videoclip di ALPHABET STREET, e che girava tutto intorno a quel palco, un palco affollatissimo di musicisti, ballerini, coristi, quasi come le erano di pubblico le gradinate e la platea.

Insomma tutto stava andando alla grande per il principe di Minneapolis che in breve tempo aveva regalato la prima grande hit alle Bangles (sto parlando di Manic Monday), ed ha visto uscire uno sperimentale "black album" senza alcuna scritta sopra di cui si pentirà immediatamente ordinando di ritirarlo e distruggerlo, le cui più tante copie rimaste in circolazione si riveleranno essere dei bootleg farlocchi incisi pure male in monofonia (gli originali stereo rarissimi valgono invece una fortuna),

e nel 1989, ancora con il nome di Prince si aggiudicherà anche la COLONNA SONORA del primo Batman di Burton (disco che ammetto di non amare molto), mentre quel tour di Lovesexy viene pure trasmesso IN DIRETTA da Dortmund sulla Rai poche settimane dopo la data a cui ho presenziato, così me lo sono rivisto, ma giuro che essere lì era tutta un'altra cosa con l'intero forum a ballare così tanto che sentivi le vibrazioni sotto ai piedi e saltavi anche se non volevi. 

Poi il 7 giugno del 1993, quindi esattamente 30 anni fa, forse anche per il carattere non facile del nostro amico che, per dire, odiava a morte (e secondo me a torto) la versione di Nothing Compares 2 U fatta da Sinéad O'Connor, succede un patatrac con la sua casa discografica e Prince cambia il suo nome con un simbolo, facendosi chiamare T.A.F.K.A.P. ovvero The Artist Formerly Known As Prince, e adottando un simbolo che condensava al suo interno diverse altre simbologie che The Artist aveva in parte già utilizzato in passato sulle copertine dei suoi dischi.

Ok, per dirla tutta, quella del cambio di nome era una pratica già vista in passato e posso quindi far nomi nonché cognomi per esempio con Cat Stevens, che per motivi religiosi diventa Yousuf Islam, con Terence Trent D'Arby, che, dopo un primo disco di enorme successo ed un secondo poco compreso (o meglio, poco comprensibile), torna al suo vero nome Sananda Maitreya (ma sparendo nell'oblio), come anche di recente The Weeknd che ora si fa chiamare Abel Tesfaye come all'anagrafe canadese, e anche quello della copertina senza nome e con soltanto simboli era un giochetto che in passato era già stato tentato dai LED ZEPPELIN, per cui molti hanno pensato a tale trovata come ad un'idea per ravvivare una carriera che sembrava essere leggermente in calo rispetto alle vendite degli anni 80. 
Nessuno però aveva ancora pensato di sostituire il proprio nome con un simbolo e comunque da quel momento, anche se tutto il mondo continuerà a chiamarlo Prince poiché quel simbolo non è pronunciabile, il nostro amico apparirà con la scritta SLAVE sul volto

ad indicare il rapporto non proprio idilliaco con la casa discografica, ed il suo nome non si vedrà più sui dischi fino ad arrivare al giorno della sua dipartita prematura, quel 21 aprile del 2016 che ci porterà via uno dei più geniali musicisti degli ultimi anni e del quale ho apprezzato anche il film Purple Rain,

bistrattato dalla critica, ma con i suoi perché, ed uno di questi perché era la sua Honda CB400 stra-customizzata (giravo pure io con una custom all'epoca, ma Kawasaki), mentre l'altro perché si chiama Apollonia Kotero (lassù sulla porta nella locandina), la quale, oltre a stare benissimo con quel completo di pelle nera che indossava nella pellicola abbinato all'hairstyle imponente tipico degli anni 80, si produceva pure in un TUFFO nel lago come mamma l'ha fatta, e l'ha fatta molto bene, direi.


E in coda, per tornare ad una mia affermazione che ho fatto lassù in alto, posto entrambe le versioni di Nothing Compares 2 U, cioè LA SUA e quella di SINÉAD.



Paiono quasi due canzoni diverse, entrambe a modo loro belle nello stile differente, ma lasciamo ai posteri l'ardua sentenza. 

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