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sabato 16 maggio 2026

BEACH BOYS - PET SOUNDS: I BOYS CRESCONO

 Non è dei Boys della serie tv su Prime Video che si sta parlando oggi, ma degli spiaggiaroli Beach Boys, quelli che esattamente sessant'anni fa pubblicavano Pet Sounds,


album che è considerato fondamentale perché ha rivoluzionato la musica pop fino ad allora considerata un mezzo di semplice intrattenimento, facendola diventare una nuova forma d'arte ben più complessa. Questo perché dopo la surf music di prima, che ha fatto comunque sfracelli, qui Brian Wilson, da sempre la mente del gruppo, ha introdotto SUONI ORCHESTRALI su testi intimisti

ed ha aggiunto sperimentazioni sonore, influenzando capolavori che arriveranno in seguito come SGT. PEPPER dei Beatles secondo quanto dichiarato da George Martin in persona, ovvero il produttore dei quattro di Liverpool che nelle loro canzoni curava ogni dettaglio e in particolare gli arrangiamenti orchestrali, per esempio in The Long And Winding Road, che in origine, così come era stata concepita da Paul Macartney, suonava semplicemente COSÌ

prima dell'intervento di George.
Come ho scritto prima, in Pet Sounds si sperimenta perché si suona utilizzando strumenti inusuali (armonica basso, campanelli, strumenti a fiato, percussioni etniche) mentre i testi abbandonano i temi leggeri (surf/auto) per esplorare emozioni profonde, insicurezze, ansia e malinconia, rendendolo uno dei primi veri album d'autore.

Nonostante la sperimentazione dei suoni, l'album mantiene le caratteristiche ARMONIE VOCALI dei Beach Boys, elevandole anche ad un livello superiore in un album che è stato voluto come una specie di concept e non come una raccolta di singoli, volendo puntare l'attenzione sulla qualità dell'intero disco che è al contempo sperimentale, emozionale e orecchiabile.
E comunque, sempre a proposito di "beach" già le nostre riviere si stanno riempiendo di turisti in fuga dalle metropoli per il classico "posto al sole", magari ascoltando questo sabato anche i Beach Boys e i Beatles oltre a guardare in tv la finale dell'Eurovision Song Contest (a proposito, la seconda semifinale ha mostrato canzoni una più insulsa dell'altra eccetto giusto un paio) per tifare Sal Da Vinci... perché no? 

mercoledì 1 aprile 2026

LA PREMIATA DITTA STEVE & STEVE E IL PRIMO D'APRILE DI MEZZO SECOLO FA

 Primo d'aprile e tempo di scherzi anche cinquant'anni fa, quando due Steve appassionati di informatica in un garage della California, con pochi dollari in tasca e pochi componenti da assemblare decidono (per modo di dire) di giocare un pesce d'aprile all'appena fondata società informatica di Bill Gates e Paul Allen che ancora non si chiamava Microsoft (prenderà quel nome negli anni 80).

In realtà quel "pesce d'aprile" era l'inizio di un'avventura imprenditoriale senza precedenti, che in pochi anni diventerà la diretta concorrente della Microsoft e non solo poiché la società andrà a toccare anche il mercato di aziende già rinomate come la Hewlett-Packard (attiva dal 1939), l'Intel e la Xerox, tutte nate nella Silicon Valley californiana.

I due Steve erano Steve Jobs e Steve Wozniak che stringono un'amicizia dopo aver fatto conoscenza durante delle conferenze a Palo Alto. Il primo (sopra a destra) in quel periodo si occupava di videogames per Atari, mentre l'altro aveva in mente da tempo l'idea di progettare un computer tutto suo dal momento che quelli in commercio avevano prezzi inaccessibili per le sue tasche, e così mostra degli appunti a Steve Jobs che alza il classico sopracciglio di chi vede qualcosa di molto interessante. 

Passa un pò di tempo durante il quale i due lavorano sodo nel garage dei genitori di Steve (Jobs) a Cupertino, finché, insieme a un vecchio amico, Ronald Wayne, il 1° aprile del 1976 fondano la società Apple Inc. con quella famosa mela morsicata che, con lo stesso nome, invece per i Beatles stava integra sul lato A dei loro dischi in vinile e divisa a metà sul lato B, dove già faceva da logo, ma con i computer dei due Steve non c'entrava nulla.


Da quel garage esce infine l'Apple I, messo in commercio nel 1976 mentre l'anno seguente viene lanciata la versione "II" che ottiene un considerevole riscontro di vendite. 
Ma ecco che gli anni Novanta, come un karma, fanno rigirare contro la Apple lo "scherzo" di partenza che viene schiacciata dalla spietata concorrenza di Microsoft Windows anche per alcuni problemi di progettazione dei prodotti. 
Sarà quindi Steve Jobs, nel 1997, ad avere l'idea dell'iPod che cambierà il modo di ascoltare la musica e insieme il mercato delle case discografiche, e poi l'infinita serie di iPhone per cui la gente ha fatto le code davanti ai negozi per averli subito (ma perché poi?). 
Insomma... uno scherzetto ben riuscito, mentre non è uno scherzo il fatto che l'Italia, sconfitta ieri dalla Bosnia, sia fuori dai Mondiali per la terza volta come era già successo nel 2018 e 2022 e ancora prima nel 1958, quando il Mondiale allora si chiamava Coppa Rimet. 
Peccato, perché sarebbero state le uniche partite di calcio che avrebbero solleticato il mio interesse... 

martedì 31 marzo 2026

UN ALTRO LUTTO DA "RITORNO AL FUTURO"

 E dopo gli addii musicali di ieri, purtroppo non mancano quelli cinematografici di oggi dato che James Tolkan era apparso in tutta la trilogia di Ritorno Al Futuro, dapprima come preside che prendeva di mira Marty McFly e relativo padre bollandoli come "sfaticati", e poi come sceriffo nel terzo episodio.


Purtroppo l'attore è deceduto di recente a 84 anni dopo essere stato anche in Top Gun dove, invece di vessare Michael J. Fox, se la prendeva con Tom Cruise e colleghi.
Altro lutto nel cinema riguarda l’attrice statunitense Valerie Perrine,

nota soprattutto per alcuni film degli anni Settanta, tra cui Lenny con Dustin Hoffmann e Superman dove era la segretaria di Lex Luthor.
Valerie è morta la scorsa settimana a 82 anni dopo che nel 2015 le era stata diagnosticato il Morbo di Parkinson (guarda caso, come a Michael J. Fox). 
Un intoppo alla sua carriera fu, secondo lei, l'aver recitato in Can’t Stop The Music, noto per essere il film con i VILLAGE PEOPLE (infatti era prodotto come la band da Belolo & Morali)

e uno dei film così malriusciti che nel 1981 ispirarono i famigerati Razzie Awards, delle specie di Oscar al contrario sui peggiori fallimenti cinematografici (ma a Steve Guttenberg, anche lui presente nel cast, era andata evidentemente meglio). 
Non l'ho mai visto finora, ma chissà? Certe cose brutte mi incuriosiscono sempre; non per niente ho voluto guardare anche quel pastrocchio di SGT. PEPPER'S LONELY HEARTS CLUB BAND, il film musical con Bee Gees, Peter Frampton e tanti altri.
Di sicuro c'è che qui anche la CANZONE principale del film, rispetto alle produzioni famose dei Village People, era già di suo una mezza ciofeca.

Andò meglio per Valérie più di recente nella commedia del 2000 What Women Want.
Goodbye Valérie & James. 



mercoledì 4 marzo 2026

QIELLA VOLTA CHE JOHN LENNON NON AVEVA MISURATO LE PAROLE

 Quel lontano 4 marzo del 1966, mentre Lucio Dalla compiva 23 anni e aveva appena partecipato al Festival di Sanremo con Paff Bum!, prima di partire per un tour negli Stati Uniti, John Lennon in un'intervista all'Evening Standard si faceva scappare una famosa frase che venne subito male interpretata, e ne avevo accennato già qualcosa L'ANNO SCORSO.


Nella frase sosteneva che i Beatles (eh si, tornano anche oggi) erano diventati più famosi di Gesù, e concetto con il quale il beatle voleva solo evidenziare la portata planetaria della "Beatlemania" rispetto alla religione in quel periodo. 
Cioè hai presente il fanatismo, le ragazzine urlanti, le folle in delirio eccetera? 
Tutte cose che non potevano certo lasciare indifferenti quei quattro ragazzi di Liverpool e che, volente o nolente, ti infondono anche una certa autostima. 

E infatti Lennon per quei motivi aveva avuto la sensazione che il cristianesimo fosse in declino in quegli anni dato che le chiese erano sempre meno affollate, e che la band di cui faceva parte stesse semplicemente avendo un impatto culturale maggiore, un più forte effetto aggregante sulla gioventù dell'epoca rispetto alla religione. 
Se andiamo a vedere non aveva per nulla torto poiché John si riferiva solo alla popolarità pop del momento e non ad un confronto storico o teologico che esulava totalmente dalle sue competenze. 
Forse in effetti aveva preso come metro di paragone qualcosa di un pò troppo grande, buttandosi così candidamente, ingenuamente senza pensare tanto a quello che stava dicendo. 
Ma se le parole sono importanti, come DICEVA Nanni Moretti, conta anche molto come vengono interpretate, e per questo la dichiarazione causò enormi polemiche, in particolare negli Stati Uniti che su questi argomenti si mostravano particolarmente bigotti, portando a boicottaggi dei dischi dei Beatles con roghi dei vinili organizzati dalle radio cristiane e dalle associazioni religiose, nonostante le successive precisazioni di Lennon. 
Questa vicenda viene anche raccontata nel documentario del 2016 diretto da Ron Howard,

The Beatles: Eight Days A Week - The Touring Years dove Ringo Starr è doppiato in italiano da Pino Insegno, giuro. 
La frase di John, sempre con quel suo significato leggermente travisato, divenne un simbolo della supremazia della cultura pop e della musica rock negli anni '60. 
Il titolo PIÙ FAMOSO DI GESÙ è stato anche utilizzato da Gianluca Grignani per un brano del 1996, contenuto nel discusso album La Fabbrica di Plastica di cui avevo parlato tempo fa qui dalle mie parti.

Strano però che per Gianluca non si sia scatenato lo stesso putiferio... 

martedì 3 marzo 2026

FRANCESCO PAOLANTONI HA VINTO QUALCHECCOSA

 Oggi apro il post con gli auguri per i suoi 70 anni a Francesco Paolantoni,


il simpatico comico napoletano che capita di vedere ospite in millemila programmi tv (soprattutto per le incursioni a Tale E Quale Show) e in particolare nuovamente da domani in prima serata con Stasera Tutto È Possibile, dove gioca ai giochi più pazzi sotto la conduzione di Stefano De Martino. 
Anche se allora era molto diverso, non si può dimenticare a Mai Dire Gol nei panni del concorrente di telequiz Robertino

con il tormentone "ho vinto qualcheccosa?".
Purtroppo c'è anche l'addio a Sandro Munari, storico campione di rally per la Lancia che se n'è andato ad 85 anni

e a Len Garry, 84 anni, che era stato uno dei primi membri dei Quarrymen, dove suonava il bidofono, come si vede nella foto sotto, che era una specie di contrabbasso artigianale costituito appunto da un bidone, un palo e una corda, mentre le due chitarre erano di competenza di John Lennon e Paul McCartney.

E poi è inutile ricordare come si sarebbero evolute le cose.
Auguri ancora a Francesco e addio a Sandro e Len. 

sabato 20 dicembre 2025

SIR PAUL TORNA E...

 Chi ha assistito alle tappe dell'ultimo tour di Paul McCartney, “Got Back”, sarà rimasto colpito come il sottoscritto dalla sua energia che, ad 83 anni, gli fa tenere il ritmo per quasi tre ore senza mostrare segni di stanchezza.


Ok, sorvoliamo sul costo dei biglietti abbastanza proibitivo, ma Paul nello show non si limita a cantare: suona basso, chitarre, piano, mandolino, ukulele, praticamente senza pause con solo una breve sosta prima del bis. 
In tutto, trentacinque canzoni che attraversano più di sessant’anni di musica.

Tra gli strumenti suonati c'è ovviamente lo storico basso Höfner che non è il migliore del mondo, ma, come disse Paul, lo aveva comprato all'epoca perché costava poco e poteva permettersi solo quello. 
La band che lo accompagna mostra Rusty Anderson e Brian Ray alle chitarre, Abe Laboriel Jr. alla batteria, Paul “Wix” Wickens alle tastiere e una sezione fiati che aggiunge colore nei momenti giusti.

L’apertura è con HELP! , e ti accorgi subito che Paul in effetti adesso canta con una voce non esattamente perfetta come una volta, ma con quei pezzi basta eseguirli e scatta lo stesso la magia dalle prime note.

Si passa dai classici degli WINGS agli ultimi lavori solisti, fino a NOW AND THEN, la canzone dei Beatles completata di recente. 
In mezzo ai brani, un Paul chiacchierone racconta storie che da sole varrebbero il biglietto: la prima volta che vide Hendrix a Londra, la REGISTRAZIONE DI LOVE ME DO, o quella di IN SPITE OF ALL THE DANGER, il primo pezzo inciso dai Beatles. 
Come parla anche di questo che potrebbe davvero essere l'ultimo suo tour.

SOMETHING, di George Harrison, Paul se la suona in una versione inedita all’ukulele e poi coinvolge tutta la band in versione elettrica. 
Il ritmo non cala mai. 
Paul ringrazia anche Peter Jackson per il bellissimo documentario GET BACK di cui scorrono immagini sul video, in particolare quelle del concerto sul tetto.

Let It Be e Hey Jude sono da brividi collettivi, mentre LIVE AND LET DIE ci porta nel mondo di 007 con un’esplosione di fuochi e fiamme, letteralmente. 
Per il bis, canta di nuovo con John su I'VE GOT A FEELING, grazie appunto alle immagini del leggendario live del 1969 con grande commozione.

Si chiude con Sgt. Pepper’s, Helter Skelter e il medley finale: Golden Slumbers / Carry That Weight / The End. 
E alla fine, siccome tutto deve finire, Paul saluta mandando tutti a casa dopo una serata dove le imperfezioni sono state abbondantemente coperte dalle emozioni e dai ricordi. 
Ah... e senza autotune... 

domenica 9 novembre 2025

DARKNESS "FALLS" ACROSS THE LAND... (E ADDIO ALL' AMICO PEPPE)

 Vediamo se siete musicofili e riconoscete al volo da quale canzone è tratta la frase che ho scelto come titolo di oggi 9 novembre, giorno in cui, nel 1965, tutta New York è rimasta vittima di un black-out, ma non come quello del FILM di Danny Boyle.


Erano quasi le 17 e trenta, quindi l'oscurità era già calata, e l'evento lasciò al buio per ben 12 ore un'area di 200.000 km quadrati
 a causa di un guasto sulle prime non ben specificato nella centrale idroelettrica di Niagara Falls (e torna anche il titolo del post, pensa te). 
Si scoprì in seguito che un relè che serviva di protezione in caso di sovraccarico, era stato impostato male e quindi fece sì che la fornitura elettrica venisse interrotta durante un normale picco di assorbimento. 
Lo stato di New York si oscurò per primo alle 17.28 e successivamente, furono colpiti anche gli altri Stati circostanti nel giro di 12 minuti compresa parte del Canada. 
L'interruzione di energia elettrica causò ovviamente gravi problemi al traffico con i semafori spenti, ma anche agli ospedali, agli aerei, agli ascensori e alle metropolitane. 
A New York si registrarono 3 vittime, 2 per arresto cardiaco e l'altra per una caduta dalle scale. 
Stranamente nelle 12 ore di buio, il tasso di criminalità scese invece di aumentare come si temeva, e la polizia compì solo 59 arresti. 
Pare poi che 9 mesi più tardi (intorno al luglio/agosto 1966), ci fosse stato un netto incremento delle nascite, tipo da cosa nasce cosa... col favore delle tenebre... ma rimane perlopiù una leggenda. 
Quindi tutto a posto? 
Non proprio perché, nonostante l'esperienza di quella volta, New York rimase di nuovo senza corrente elettrica nel 1977 e poi ancora nel 2003
Queste altre due volte però non è nata nessuna teoria sulle nascite intorno ai nove mesi successivi... 
Nascite si, ma putroppo oggi in coda arriva anche l'addio a Peppe Vessicchio,

il noto e simpatico direttore d'orchestra, spesso al Festival di Sanremo, deceduto per una polmonite a 69 anni.
Se volete qualche bizzarra curiosità sul maestro la trovate QUI dove parlavo dei suoi esordi con i futuri Trettrè. 
In realtà non l'ho mai conosciuto di persona, ma oggi mi sembra ugualmente di aver perduto un amico. 
Addio Peppe. 

domenica 26 ottobre 2025

QUEL GIORNO CHE I BEATLES DIVENTARONO BARONETTI

 Era il 26 ottobre del 1965 quando tutti e quattro i membri dei Beatles furono insigniti dell'onorificenza di Membro Dell'Ordine dell'Impero Britannico, ovvero ricevettero la famosa carica di Baronetti, non tanto perché alla Regina piacessero particolarmente le loro canzoni (che comunque ce l'avrei vista a fare "yeah yeah yeah" ascoltando She Loves You sul giradischi regale), ma per il contributo che la loro opera aveva portato nell'economia del Paese esportando il prodotto anche oltreoceano.


Tutto bene senonchè 
quel matto di John Lennon in tale occasione disse al proposito: 
«Gran parte delle persone che fanno vanto di aver ricevuto il rango di Membro dell'Ordine dell'Impero Britannico sono persone che l'hanno ricevuto per il loro eroismo durante la guerra - per aver ucciso delle altre persone... Noi riceviamo la nostra onorificenza perché intratteniamo il pubblico. Penso che noi ce lo meritiamo di più». 
Uh, le critiche che gli arrivarono, e pensare che non aveva ancora dichiarato che i Beatles erano più popolari di Gesù... 
Lo farà infatti l'anno dopo durante un'intervista e bisogna dire che, specie negli Stati Uniti, non la presero molto bene, tant'è che ci furono manifestazioni in cui vennero bruciati pubblicamente i loro dischi. 
Poi John, dopo che qualcuno gli fece notare di aver fatto una gaffe più grande di quelle di Mike Bongiorno, si scusó con il Vaticano specificando che la sua frase non voleva essere blasfema e dalla Santa Sede si mostrarono comprensivi evitando, per quella volta, la scomunica. 
Ancora più avanti, nel 1969, sempre per andare controcorrente, Lennon restituirà l'onorificenza nell'ambito delle proteste pacifiste di quell'anno. 
Gli altri tre invece se la sono tenuta. 

giovedì 23 ottobre 2025

SPECCHIO SEGRETO: LA TV VINTAGE IN BIANCO E NERO

 Televisione vintage oggi di scena con Specchio Segreto, ovvero le candid camera ideate da Nanni Loy nel 1964 ispirandosi ad un programma americano.


Tra tutte le situazioni che vedevano ignari passanti ripresi da telecamere nascoste, la più famosa probabilmente è quella in cui lo stesso Nanni al bar inzuppa il suo cornetto nel cappuccino altrui suscitando diverse reazioni a seconda della "vittima".

Altre trovate invece erano anche abbastanza ardite come quella della ragazza messa in vendita al mercato e l'altra della moglie del negoziante legata e imbavagliata. 
Nel 1977 poi Loy realizzó un programma rievocativo in cui raccontava e mostrava i momenti migliori del programma. Anche Viaggio In Seconda Classe, sempre di Nanni Loy nei successivi anni 80, era girato con la stessa tecnica, ma sui treni quando avevano gli scompartimenti (ora non è più così) che erano di fatto dei piccoli salottini come quello in cui viaggiavano i Beatles in A Hard Day's Night,

e in cui spesso si conversava con sconosciuti durante il viaggio. 
Qui due set di ripresa allestiti negli scompartimenti adiacenti, filmavano tutto attraverso gli specchi finti che erano posizionati sopra ai sedili, ma il risultato era decisamente meno surreale di quello che si era visto in Specchio Segreto che, infatti, era stato anche sospettato di avere un po' di finzione dentro per rendere più divertenti le situazioni. 
Poi arriverà Mediaset con Scherzi A Parte a rovinare tutto con palesi sceneggiate organizzate pure male come quella volta che fecero credere ad un vip che la sua macchina cadeva da una gru che l'aveva imbragata per errore. 
Il fatto è che l'auto era una modesta Uno bianca della Fiat e, con tutto il rispetto per quel modello campione di vendite che ho posseduto pure io tra le tante che ho guidato, avevo dubitato fortemente da subito che quella persona famosa avesse una utilitaria del genere... 
Forse, come dicevo prima, la finzione c'era anche in Specchio Segreto, ma erano altri tempi ed eravamo tutti più ingenui. 

giovedì 18 settembre 2025

DAVID GILMOUR AL CINEMA

 Mentre è uscito da ieri sera in alcune sale per una settimana il concerto documentario di David Gilmour relativo agli show che il chitarrista aveva tenuto al Circo Massimo lo scorso anno suonando i classici dei Pink Floyd, ma sopratutto per promuovere il suo disco solista (album per nulla esaltante a mio parere e l'ho già detto e lo ripeto) LUCK AND STRANGE 


(con i biglietti venduti a cifre impossibili), ha festeggiato i suoi 50 anni Wish You Were Here, il disco dei Pink Floyd che, per un motivo o per l'altro, ogni tanto fa capolino su queste pagine web e di cui oggi non posto nessun brano poiché l'ho già fatto in passato. 
Era stato pubblicato il 12 settembre nel Regno Unito e il giorno successivo negli States, e di recente l'avevo citato per la morte di RONNIE RONDELL, lo stuntman infuocato che appare sulla famosa copertina.

Circa cinque anni prima invece avevo dedicato un post ad alcune CURIOSITÀ relative al disco e che avevo scoperto solo di recente. 
David, in occasione della presentazione del film, è stato intervistato rispondendo anche a domande su ipotetiche reunion impossibili perché ormai Roger (Waters) pensa solo a sé stesso, e anche perché Rick Wright non c'è più.

E non sono mancate anche scomode domande su quel concerto veneziano del 1989 trasmesso in diretta tv e tanto polemizzato per come ne è uscita il giorno dopo la città della laguna.
Polemiche verso le quali il musicista si trova perfettamente d'accordo

dato che dal comune loro, come band e staff, avevano ricevuto promesse non mantenute di servizi (igienici e non) a disposizione del pubblico. 
Ma certo... sti veneziani (lungimiranti come la Decca che rifiutò i Beatles) mica pensavano che ad un concerto gratuito (!!!) dei Pink Floyd (seppure mancanti di Waters) potesse arrivare così tanta gente...

sabato 13 settembre 2025

PER VIVERE INSIEME FELICI E CONTENTI, COME NELLE FAVOLE

 Chi non conosce HAPPY TOGETHER dei The Turtles,


magari nella versione italiana dal titolo PER VIVERE INSIEME cantata dai Quelli, ma anche da Jimmy Fontana e qualcun altro ancora? 
Canzone a ritmo di marcetta beatlesiana che convoglia, proprio come dice il titolo, un sentimento di felicità collettiva con quel papapappà ripetuto ad libitum.

E canzone che capita qui dalle mie parti oggi a causa del suo autore, Mark Volman, fondatore degli statunitensi The Turtles (è loro anche la versione originale di Scende La Pioggia di Gianni Morandi) insieme a Howard Kaylan con cui avrà anche un periodo di militanza nel gruppo di Frank Zappa per poi mettere insieme il duo Flo & Eddie.
Mark infatti, che, da tipo bizzarro qual'era, inizialmente aveva chiamato il gruppo The Tyrtles un po' come The Byrds avevano storpiato la traduzione inglese di Uccelli, è mancato nei giorni scorsi a 78 anni,

in quei giorni dominati dalla scomparsa di GIORGIO ARMANI e poco prima anche di EMILIO FEDE, e probabilmente la sua dipartita sarà passata in secondo piano. 
Esattamente come pochi avranno notato anche la scomparsa di Oliviero Malaspina, cantautore e scrittore del pavese noto per la collaborazione con Cristiano De André in molti dei suoi dischi e anche per quell'album mai completato a cui stava lavorando Fabrizio De André poco prima di morire e che avrebbe avuto come tema conduttore la notte.

Oliviero, che aveva 63 anni, poi lo avremmo visto partecipare al concerto commemorativo Faber Amico Fragile insieme a tanti altri nomi della musica italiana (anche Celentano che si era impantanato su La Guerra Di Piero) dove ha eseguito CANZONE DEL PADRE
Più recente invece la morte di Rick Davies uno dei due fondatori/voci dei SUPERTRAMP di cui Roger Hodgson era quello dei falsetti, mentre Rick cantava con voce più profonda canzoni come questa GOODBYE STRANGER

(divisa comunque con Roger) dal loro album di più grande successo che è stato Breakfast In America e che ognuno deve avere in casa in qualsiasi forma, ma ci deve essere. 
Rick, 81 anni, era malato di tumore del sangue e per tale motivo era saltata la reunion che avrebbero dovuto fare nel 2015.
Sempre legato alla musica era il produttore irlandese Nicky Ryan

(da non confondere con il regista sempre irlandese Nick), scopritore dei Clannad dai quali arriva Enya che, grazie a lui, inzió a metà degli anni 80 la sua carriera da solista prendendolo come agente e produttore dopo che entrambi conclusero la collaborazione con la band.
Ryan, come si sente qui sotto nella canzone più famosa di Enya, ORINOCO FLOW

era un appassionato delle sovrapposizioni vocali con le quali creava atmosfere molto particolari e che richiedevano un enorme lavoro in studio, cioè una cosa che gruppi come i QUEEN conoscevano perfettamente già da tempo (per maggiori chiarimenti ascoltate i loro dischi fino alla svolta baffuta di Mercury). 
Nick aveva 79 Anni. 
Non termina qui la triste lista delle dipartite, ma stavolta non c'entra la musica perché a 78 anni, dopo una lunga malattia degenerativa che non gli premettava più di comunicare, è mancato anche Stefano Benni,

il noto scrittore autore di titoli come La Compagnia Dei Celestini e Bar Sport. 
Quest'ultimo diventerà anche un film con Claudio Bisio, Giuseppe Battiston e molti altri a dar vita ai personaggi del libro. 
E in coda purtroppo anche l'assassinio di Charlie Kirk, 31 anni, attivista influencer conservatore ucciso da un killer 22enne già arrestato.

Addio Charlie, Stefano, Nick, Rick, Oliviero e Mark. 

lunedì 8 settembre 2025

8 SETTEMBRE 1955: NASCE IL DUCK WALK

 Si, è vero, Beatles, Rolling Stones, Pink Floyd e tutti gli altri che occupano un posto nel mio cuore avranno sì definito i canoni del rock, psichedelico o blues che sia così come oggi lo conosciamo, ma senza l'idolo di John Lennon e Keith Richards, ovvero Chuck Berry, tutto ciò non sarebbe esistito.


È lui che nel 1955 (per la precisione era proprio l'8 settembre di settant'anni fa) durante uno show si era pure inventato il Duck Walk, si dice per coprire un problema che aveva sulla giacca. 
O forse non è andata esattamente così poiché noi invece sappiamo bene che era stato Marty McFly a suggerire quella mossa, insieme al rocknroll, al fratello di Chuck... 
O no? 
Chissà cosa ne pensa Angus Young... 

mercoledì 13 agosto 2025

AUGURI A TUTTI I MANCINI

 Ogni giorno scopro qualcosa di nuovo, come, per esempio, che oggi è la giornata internazionale dei mancini.


Mancini che nella musica di un certo livello hanno lasciato il segno come nella figura di Paul McCartney per dire, lui da solo o con i Beatles imbracciando quel basso Hofner a forma di violino, idolatrato dai cultori musicisti, ma in realtà Paul ammise che aveva usato quello semplicemente perché era economico e all'epoca non poteva permettersi altro.

Tra i miti mancini poi c'è sicuramente Jimi Hendrix la cui chitarra era realizzata per destrorsi, ma il genio di Seattle ne aveva ribaltato le corde. 
E poi ci sono anche batteristi mancini, cioè che tengono rullante e charleston invertiti rispetto ai loro colleghi, e uno di loro è Phil Collins,

mentre un altro, anche lui "abbastanza famoso", è Ringo Starr. 
Tornando ai chitarristi mancini famosi abbiamo Tony Iommi dei Black Sabbath,

quanto mai d'attualità in questo periodo in cui anche chi fino a ieri ascoltava solo Alessandra Amoroso e Tony Effe, adesso si dice fan sfegatato della band di Ozzy Osbourne.

Anche Mark Knopfler sarebbe mancino, ma suona la chitarra da destrorso, con però una manualità particolare sul manico dovuta alla sua caratteristica, come sarebbe mancino anche Noel Gallagher degli Oasis,

ma anche lui imbraccia lo strumento come destrorso così come lo fa anche Steve Morse il successore di Richie Blackmore nei Deep Purple.

Era invece destrorso Kurt Cobain, ma preferiva usare chitarre mancine.

Mancino era anche Ziggy Stardust, il personaggio alterego di David Bowie (anche lui era un mancino che suonava da destrorso) e lui stesso infatti lo dice nella canzone che porta quel nome come titolo,

quella canzone che avevo conosciuto prima nella versione un po' più dark dei Bauhaus in QUEL PERIODO degli anni 80 in cui gravitavo tra paninari e DARK, appunto, e solo in seguito sono andato a scoprire l'originale del White Thin Duke. 
Ma vedi che anche le cover, se fatte bene, sono utili alla crescita musicale? 
Quindi, come lassù nel titolo, tanti auguri ai tanti mancini!!! 

giovedì 26 giugno 2025

ANCHE I BEATLES VANNO AL MARE

 Si, nel loro TOUR ITALIANO il 26 giugno del 1965 i Beatles sono passati anche da Genova (belin!) esibendosi, dopo aver assaggiato la focaccia e la pasta al pesto (pare avessero esclamato OMG!), in quel terrificante palasport che visto da fuori pareva un'astronave aliena atterrata in riva al mare, e dove molto tempo dopo avrei visto e sentito suonare (o meglio, rimbombare) i RAMONES a manetta con i loro "one, two, three, four!".


Perlomeno, se soprassedevi sull'acustica pessima, potevi però godere del concerto anche in caso di pioggia. 
Il capoluogo ligure, certamente meno avvezzo alle celebrità rispetto a Milano e Roma dove invece gli eventi mondani con i VIP sono sempre stati all'ordine del giorno, ricorda sempre con piacere (stavolta nella data di ieri cioè l'arrivo effettivo dei quattro) quella giornata del doppio concerto, pomeridiano e serale, dei Beatles e lo fa con rassegne musicali ed eventi dove la musica naturalmente è il piatto principale e a tal proposito posto anche la simpatica locandina del 2015 dove venivano utilizzati i disegni della serie animata.


Sempre in tema "genovese" è questa VERSIONE IN DIALETTO LIGURE di Yesterday (dopo quella NAPOLETANA) ad opera di Franco Bampi, che purtroppo non posso postare in una qualità migliore perché non si trova.

Forse meno avversa contro i "capelloni" rispetto alla STAMPA MILANESE , la Superba Genova ricorda un grande entusiasmo del pubblico seppure seduto composto e senza crisi isteriche, mentre per i Ramones negli anni 80 eravamo lì, nello stesso identico posto, ma tutti in piedi a pogare, altroché seduti.

Ma, lo dico sempre che sempre di musica si tratta e musica da vivere standoci "dentro". 

martedì 24 giugno 2025

I BEATLES ALLA CONQUISTA DELL'ITALIA

 Era il 24 giugno del 1964 e a Milano quel giorno di sessant'anni fa viene ricordato come quello in cui i Beatles si esibirono per la prima volta in Italia al Velodromo Vigorelli.


Altre due città, Genova e Roma, verranno toccate dai quattro di Liverpool con depistaggi creati ad hoc per deviare i fans, tipo i falsi binari di arrivo del treno dato che incredibilmente si spostavano con quel mezzo di trasporto. 
Incredibile magari per oggi, ma già l'anno prima nel film TUTTI PER UNO (A Hard Day's Night) c'era una scena con loro quattro più il nonno di Paul in viaggio sul treno. 
A Gianni Minà spettó il compito di fare 
gli onori di casa e i ragazzi oltre alle interviste fecero, da bravi turisti, anche tutta una serie di scatti con sullo sfondo il Duomo Di Milano.

Due i concerti di poco più di mezz'ora per ogni data, uno al pomeriggio e uno alla sera, con l'apertura affidata ad alcuni artisti in carico alla Carish, casa discografica dell'epoca, fra i quali Peppino Di Capri, Fausto Leali e Maurizio Arcieri futuro KRISMA che all'epoca era con i New Dada, e qualcuno di loro gonfierà pure la cosa dicendo "ho suonato con i Beatles" come se avessero fatto una jam session collettiva. 
Comunque era un altro modo di considerare i concerti già con le due esibizioni giornaliere, con un continuo brulicare di persone dell'entourage intorno al palco, e poi per la breve durata, nonché per i prezzi che partivano da 750 lire fino a 3000 lire per i posti migliori.

Per chi c'è stato, se chiedete in giro, è rimasto comunque un bel ricordo emozionante nella sua mente e anzi so di gente che ne parla come di un fracasso esagerato del pubblico che copriva la musica anche perché i sistemi di amplificazione non erano come quelli attuali che ti rivoltano le budella. 
Tuttavia la stampa, che partiva già con qualche pregiudizio sui "capelloni", tendeva a minimizzare tutto e non si disse molto entusiasta dalle risposte che i Beatles diedero ai giornalisti, come fece lo stesso anche la Rai che non si prese la briga di riprendere l'evento che "tanto di questi qui presto non si ricorderà più nessuno" (ma quante ne sanno certi capoccioni). 
E qui infatti si dovrebbe verificare quanto c'è di vero nel dichiarato dai giornalisti sulla "tiepida accoglienza" del pubblico italiano dato che i numeri di allora dicono il contrario e che tante volte anche adesso si raccontano balle solo per fare il titolo d'effetto come QUELLA VOLTA che pareva che Blanco fosse caduto rovinosamente dal palco e invece...
Se poi, sempre qui, apriamo una parentesi, si potrebbe parlare dei sold out esaltati dalle testate giornalistiche (argomento d'attualità),

ma falsi e che riguardano i concerti recenti dei big, cioè biglietti costosissimi rimasti in realtà invenduti e regalati dal management per riempire lo stadio sennò l'artista fa brutta figura ad esibirsi per poche centinaia di persone. 
Eh..., ma allora qui si finirebbe a parlare male di grossi nomi dove tutto viene abilmente pilotato? 
Possibile? 
Posso dire personalmente di essere stato alla fine degli anni 80 dietro le quinte di una manifestazione musicale dove c'erano alcuni artisti esordienti e un nome mooolto big di punta che però rifiutava di esibirsi se non vedeva il palatenda pieno, e così lui personalmente ha fatto entrare gratis decine e decine di persone alla faccia di chi aveva pagato il biglietto che comunque aveva di suo un costo ancora molto contenuto.

Ma non voglio far nomi perciò chiudo la parentesi, anche perché oggi si parla delle tre date dei Beatles (la foto qui sopra è stata scattata al palasport di Genova ben noto per la pessima acustica essendo circolare) documentate solo su un 45 giri registrato live pare proprio a Milano (e introvabile) per i quattro quasi esordienti che piano piano sarebbero diventati, insieme ai Rolling Stones, dei veri miti della musica, riferimento per ogni artista negli anni a venire. 
E non sono affermazioni mie a vanvera... questa è storia. 

sabato 21 giugno 2025

60 ANNI PASSATI A NON ESSERE SODDISFATTI

 Un disco con un grosso errore grammaticale può diventare un mito, un manifesto, anzi magari è proprio la canzone che ti fa pensare ai Rolling Stones.


Si tratta naturalmente di (I CAN'T GET NO) SATISFACTION, dove l'errore sta nel fatto che in una frase così si dovrebbe dire "any" satisfaction, sennò così com'è scritto si ha una doppia negazione che, come i prof. insegnano, porta ad un'affermazione. 
Ma siamo nella musica ovvero la moderna poesia e certe licenze capitano anche adesso come nel singolo di Alfa con (di nuovo) un titolo errato, cioè A ME MI PIACE,

canzone che sfrutta un campione di Me Gustas Tu di Manu Chao e anche la sua partecipazione, e che, come canta il ragazzo genovese, detto così rende l'idea in maniera molto più efficace. 
Ma torniamo invece alla band di Jagger & Richards (poiché sono loro gli autori di tutte le loro canzoni escluse le numerose cover) che il 4 giugno del 1965 vedeva pubblicato proprio quel singolo, però stranamente solo negli U.S.A., poiché la Decca (quella che si era fatta scappare i Beatles) stava già preparando un loro EP e l'uscita della canzone sul mercato avrebbe provocato un contrasto nella promozione. 
Così per il Regno Unito tale uscita fu rimandata al 20 agosto. 
Si racconta che dopo la pubblicazione e la conseguente scalata delle classifiche ci fu un enorme incremento della vendita del FuzzTone Gibson,

cioè l'effetto che Richards aveva usato sulla chitarra per creare quel particolare suono che, nella sua testa, doveva imitare delle trombe, e anzi le avrebbe volute sovraincise. 
Andando ancora più dentro la canzone, come accadde per YESTERDAY scritta da Paul McCartney più o meno nello stesso periodo, anche Keith avrebbe sognato il riff mentre dormiva, così l'ha registrato in fretta su un nastro dopodiché si è riaddormentato e sullo stesso nastro sono rimasti 40 minuti del suo russare che magari potremmo ascoltare in qualche raccolta postuma della band dove ci cacciano dentro tutto quello rimasto nei cassetti tipo la Anthology dei (di nuovo loro) Beatles. 
Fatto sta che quella canzone, che conta moltissime cover, è diventata la sigla finale dei concerti dei Rolling Stones che se non la fanno non li lasciano uscire vivi.
L'unica cosa da chiedersi adesso è se davvero in tutti questi anni qualche piccola soddisfazione non se la saranno tolta? 
Io direi proprio che se la son tolta eccome... 

MISSION: IMPOSSIBLE (INIZIA LA SAGA AL CINEMA)

 Compie trent'anni poiché era uscito nel 1996 e diretto da Brian De Palma, il primo Mission: Impossible. In Italia arriverà il 13 sette...