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venerdì 15 maggio 2026

THE BEAUTY: LA BELLEZZA A CARO PREZZO

 Ryan Murphy dopo le STORIE AMERICANE D'ORRORE continua a scavare a fondo, qui con Matt Hodgson, nelle perversioni umane e torna con una nuova serie altamente disturbante dove la bellezza da top model si può ottenere, si, chiunque tu sia, ma il prezzo da pagare è molto alto.


The Beauty non risparmia scene di sesso e body horror, con in parallelo l'indagine su strani decessi portata avanti da due detective di cui la parte maschile è Ashton Kutcher. 
Essendo che l'azione passa anche per l'Italia, ci pensa Riccardo Scamarcio a rappresentare brevemente le forze dell'ordine nostrane. 
Speciale il quinto episodio che ci porta in un lungo flashback con l'apparizione di altre guest-star d'eccezione come Isabella Rossellini

(bizzarra presenza la sua pensando al film La Morte Ti Fa Bella) che rimane per diversi altri episodi, Vincent D'Onofrio e Peter Gallagher. 
Ma non solo qui appaiono gustose ospitate perché già il primo episodio è aperto dalla modella Bella Hadid alla sua terza prova davanti alla macchina da presa e in una lunga scena così adrenalinica che ti lascia a bocca aperta, specie per come si conclude.

Inoltre ci sono altri episodi che si distaccano apparentemente dalla trama principale focalizzandosi su qualche personaggio secondario, ma che poi ritroviamo collegati a qualche evento che avevamo già visto in precedenza, come in un gioco di incastri alla Christopher Nolan. 
Guardando la serie, che al momento si chiude lasciando tutto maledettamente in sospeso con 11 episodi, per certi versi non può non venire in mente THE SUBSTANCE con Demi Moore anche se nel prodotto di Murphy/Hodgson non abbiamo doppioni invidiosi e la bellezza, oltre che con le sostanze chimiche iniettate, arriva anche in un modo completamente diverso che non rivelerò assolutamente. 
Posso solo dire (e lo si vede appunto già dalla prima bomba di sequenza di cui ho parlato sopra) che è un pò come la canzone degli Homo Sapiens di cui ho parlato TEMPO FA... Bella Da Morire... 

mercoledì 13 maggio 2026

ANCHE I VAMPIRI INVECCHIANO E ALCUNI VANNO ALL'EUROVISION

 Stiamo parlando di quel vampiro che si chiama Edward Cullen che, con il volto emaciato di Robert Pattinson


ha fatto sospirare le ragazzine al cinema nella saga di Twilight della quale ho visto il primo film, molto carino, ma non i sequel (non è detto che non li recuperi prima o poi). 
Oggi Robert, della nuova generazione di Hollywood dopo aver fatto il modello, compie 40 anni, per cui auguri, e la saga tratta dai libri di Stephenie Meyer gli ha dato quel lancio che gli serviva verso il successo dopo alcuni ruoli secondari come nel 2005 nel quarto capitolo della saga di Harry Potter. 
Dopo TENET di Nolan, nel marzo 2022 si nasconderà pure lui sotto il cappuccio del Cavaliere Oscuro in THE BATMAN dove veste i panni del protagonista Bruce Wayne. Vampiri o cavalieri oscuri a quanto pare ce ne sono stati anche all'Eurovision Song Contest di ieri sera con la prima semifinale e arrivano dalla SERBIA


con un look molto goth, forse anche troppo, e comunque hanno passato il turno. Emozionante, quasi commovente invece  l'esibizione del nostro SAL DA VINCI aperta da un boato del pubblico e conclusasi con una vera e propria ovazione per il cantante napoletano che è apparso lui stesso molto emozionato. 


In chiusura permettetemi di aggiungere un altro piccolo omaggio fotografico realizzato con l'intelligenza artificiale (finché si usa così direi che non ci sono problemi) per una mia amica finlandese Rita (potete seguire il suo blog QUI) che sta scoprendo in questi giorni la saga di Star Wars e ne racconta le sue impressioni, ma che dal canto suo si sente molto affine allo Spock di Star Trek con i suoi ragionamenti strettamente legati alla logica.

Logica che sarebbe un bene se fosse seguita anche dai grandi potenti della Terra, ma sappiamo che non sempre è così... 

giovedì 16 aprile 2026

NOLAN E PLEASENCE: ADDII NEL CINEMA

 Oggi, per non perdere l'abitudine, purtroppo devo segnalare che è morto pochi giorni fa John Nolan, zio di Christopher e Jonathan.


L'attore, come protagonista principale, aveva recitato in Terror, film horror/slasher (ma non ancora nel trend teen) del 1978 e che in Italia era stato distribuito con il titolo Delirium House-La Casa Del Delirio, pellicola che sembrava prendere ispirazione dal SUSPIRIA di Dario Argento, ma forse anche perché la sceneggiatura originale era stata rimaneggiata più volte da persone diverse.

Curiosamente sarà in seguito Dario a rifare in Inferno una scena di morte molto simile ad una contenuta nel film Terror. 
John attualmente aveva 87 anni e in tempi più recenti era noto per aver interpretato uno dei personaggi della serie tv Person Of Interest del nipote Jonathan. 
Ha fatto poi anche un'apparizione in Batman Begins di Christopher. 
Si continua con i cognomi famosi come quello di Angela Pleasence,

figlia di Donald (insieme in una foto di molto tempo fa), anche lei attrice passata come moltissimi per la soap-opera CORONATION STREET, e che se n'è andata ad 84 anni con una carriera, nonostante il cognome, meno di spicco rispetto a quella del padre che invece ricordiamo in moltissime pellicole come anche ...Altrimenti Ci Arrabbiamo, naturalmente l'originale con Spencer & Hill. 
È morto a 95 anni invece Mario Adorf,

attore svizzero che ha recitato in decine di film polizieschi/gialli italiani tra gli anni 60 e 70, come Milano Calibro 9 di Fernando Di Leo e L’Uccello Dalle Piume Di Cristallo di Dario Argento (rieccolo) nel periodo precedente agli horror veri e propri che renderanno il regista romano maestro e mito in quel genere. 
Su queste pagine web Adorf l'avevo già citato fotograficamente tempo fa per un ruolo quasi da cameo in un film commedia italiano piuttosto leggero di Luigi Zampa che era LE DOLCI SIGNORE

(distribuito anche all'estero con il titolo Anyone Can Play), ma lavorò anche seriamente con Luigi Comencini, Antonio Pietrangeli, Dino Risi, Valerio Zurlini, Franco Rossi e Renato Castellani, interpretando sempre personaggi comprimari. 
Da protagonista invece ha recitato in La Mala Ordina, di Fernando Di Leo.

Addio Angela, Mario e John. 

giovedì 12 febbraio 2026

DAWSON'S CREEK OGGI PIANGE (COME IL FAMOSO MEME)

 Fans o non fans di Dawson's Creek, purtroppo è di ieri la notizia della morte di James Van Der Beek,


il biondino Dawson della serie tv anni 90 che ha lanciato anche Joshua Jackson e Katie Holmes, quest'ultima in realtà forse più nota, oltre che per il Batman di Nolan, per essere stata la moglie di Tom Cruise dopo Nicole Kidman. Anche Michelle Williams si è ritagliata una sua carriera e l'abbiamo ritrovata in moltissime pellicole fra cui THE GREATEST SHOWMAN

e THE FABELMANS
Ma torniamo a James che da tempo era malato di cancro e forse dei quattro è stato anche quello che ha avuto una carriera meno luminosa, anzi lui stesso ci scherzava sopra dicendo che era diventato più famoso per quel ben noto meme in cui piange piuttosto che per altro.

James aveva solo 48 anni, ma si sa che quella malattia non ha età. 
Un altro attore ci ha lasciato, ma dobbiamo andare molto indietro nel tempo perché si tratta di Bud Cort che nel 1971 aveva interpretato il film Harold & Maude

(me lo ricordo ancora quel curioso poster appeso nel cinema che frequentavo) dove era un ragazzino ossessionato dalla morte che stringeva amicizia con una vecchina scampata all'Olocausto. 
Anche Bud non ha avuto poi una grande carriera nel cinema anche perché è stato vittima di ben due gravissimi incidenti e se n'è andato anche lui ieri a 77 anni.

Goodbye James & Bud. 

domenica 28 dicembre 2025

NOLAN, CAMERON E ZALONE RINGRAZIANO I LUMIÈRE

 Nolan, Cameron e Zalone sembrano essere i nomi del cinema che in queste feste natalizie stanno facendo parlare tutti con film completamente diversi.


Eppure se siamo qui a fare questo dobbiamo tornare a 130 anni fa, quando nasceva una delle basi fondamentali di questo blog, ovvero il cinema con i fratelli Lumière che ringrazio pubblicamente caso mai qualche discendente stesse leggendo. 
Il 28 dicembre del 1892 infatti veniva proiettato pubblicamente a Parigi il primo cortometraggio dei fratelli davanti ad una trentina di persone. 
Poche in effetti, si, perché c'era una certa diffidenza verso certe nuove "diavolerie".
Erano dieci episodi che ritraevano scene di vita normale

e in seguito, insieme ad un pubblico sempre più numeroso, verrà proiettato anche quel famoso arrivo del treno che si racconta avesse terrorizzato gli spettatori. 
Questo primo evento era stato reso possibile grazie al brevetto della pellicola cinematografica ideata da George Eastman nel 1885 e ad un prototipo chiamato "cinematografo" inventato da León Bouly che però non aveva i fondi per depositare il brevetto, per cui i Lumière poterono utilizzare tale nome riconoscendone però la paternità a León. 
Anche Thomas Edison aveva contributo alla nascita del cinema grazie all'invenzione del cinetoscopio di cui avevo parlato QUI
Ma questa dei Lumière viene considerata la prima vera proiezione cinematografica pubblica della storia. 
Certo... Nolan, Cameron e Zalone arriveranno un pò più avanti... 

mercoledì 16 luglio 2025

SQUID GAME: CAPITOLO FINALE (CREDICI)

 Parliamo oggi dell'anniversario per gli 80 anni del test nucleare del Progetto Manhattan (ma se avete visto quel mattoncino che è OPPENHEIMER di Nolan ne sapete già abbastanza) oppure parliamo un po' di Squid Game?


Parliamo di come sia cambiato rispetto alla prima bella (ma non esattamente originale) PRIMA STAGIONE
Parliamo dei colpi di sonno che mi hanno preso durante la visione? 
Parliamo della lentezza esasperante di certe scene di dlalogo messe lì come per dare spessore ad una vicenda tirata per i capelli e che invece stava bene così com'era fatta e finita con il protagonista che sopravviveva alla carneficina e se ne andava con un nuovo look alla BTS (a proposito di capelli)?

Parliamo di quanti, dopo aver passato un simile inferno, sarebbero tornati indietro per salvare gli stolti che ci sarebbero caduti a loro volta? 
Parliamo del cameo di Cate Blanchett?

Parliamone, parliamone eccome, anzi sperando che tutto sia finito così, ma parliamo anche del fatto che sarà comunque la dura legge di Netflix a dire l'ultima parola. 
Quella parola FINE che ultimamente non si usa più mettere nemmeno nei film poiché si preferisce non dire "e vissero tutti felici e contenti", ma invece si preferisce lasciare sempre una porticina aperta per un eventuale sequel, molto spesso stanco e non richiesto, e quel cameo con Cate a Los Angeles che recluta partecipanti al gioco fa pensare ad uno spinoff americano (si dice che dovrebbe essere diretto da David Fincher). 
Insomma, non so se con tutto questo parlare sia rimasto chiaro che quest'ultimo blocco di episodi di Squid Game non mi ha entusiasmato per niente, mentre, da come era partita, la NUOVA VICENDA in precedenza sembrava promettere abbastanza bene seppure con quelle incongruenze di cui parlavo prima, che forse ora mi viene il dubbio che magari facevo bene a riguardarmi Oppenheimer che, per assurdo, pareva meno "statico"? 
Cara o maledetta Netflix, ti aspetto al varco con i prossimi sviluppi. 

giovedì 5 giugno 2025

DOCTOR WHO: COME SI CAMBIA, CANTAVA LA MANNOIA

 Il Dottore (CHI?) è tornato con una nuova stagione passata piano piano, un episodio dopo l'altro su Disney + una volta alla settimana e se con il primo di episodio ero rimasto un po' perplesso, per fortuna poi nei successivi il tiro si è alzato di brutto e non sono mancati quei momenti di tensione che tengono i nostri amici bloccati in un posto con qualcosa che non si sa bene cosa sia (situazione ricorrente per la serie e sempre di grande effetto).


Questo è infatti lo spirito giusto che Russell T. Davies ha riportato con Ncuti Gatwa, primo Dottore di colore, per far dimenticare certe situazioni cervellotiche ideate dal suo mai amato predecessore. 
E poi torna nuovamente Ruby Sunday con un episodio tutto suo come quello bellissimo della precedente stagione dove il Dottore appariva solo all'inizio e alla fine. 
Il che (ne disquisivo già con CASSIDY) mi ha fatto ricordare che non sarebbe la prima volta che nasce uno spinoff da questa longeva serie e questo interesse per Ruby... 
Chissà che ci stiano pensando? 
Anche perché quel momento della STAGIONE PRECEDENTE in cui la ragazza pestava una farfalla e il suo aspetto cambiava

diventando una specie di rettiliana, non è più stato sviluppato, e quindi sono ancora lì che mi chiedo "perché?". 
Attenzione però perché certe volte gli spinoff, come nel caso di Torchwood (fai l'anagramma) vengono americanizzati un po' troppo perdendo parecchio dello spirito originale. 
Nello scorrere degli episodi il nostro Dottore cambia un'infinità di outfits, probabilmente la sua caratteristica peculiare più del colore della pelle, e, anzi durante quello tutto black afro style (forse non esattamente il migliore e difatti non l'ha scritto Davies), lo vediamo pure con nuove acconciature inedite.

Viene fatto anche un omaggio all'Eurovision Song Contest (senza Lucio Corsi, Tommy Cash o Gabry Ponte) che, essendo adesso nel futuro futurissimo, è diventato Interstellar come il film di Nolan, ma più breve, ed è lì che finalmente scopriamo chi sarà mai la vecchina sempre presente e che tante cose conosce del Dottore, 

e dico solo che c'entra con qualcuno che arriva dal suo passato, quando in Italia non lo vedevamo e lui aveva quell'aspetto che si vede qui sopra in foto, questo perché a noi tramite la Rai ci erano arrivati solo pochi episodi dove abbiamo fatto la sua conoscenza grazie all'interpretazione precedente di Tom Baker. 

Adesso per fortuna anche le stagioni mai trasmesse dalla nostra tv sono recuperabili su DVD, mentre quello stesso personaggio femminile qui nel finale di stagione adotta un outfit rinnovato ai nostri tempi circondata perfino da certe figure dal gusto chiaramente fetish bdsm.

Perché è pur vero che ogni episodio ha una sua conclusione, ma contemporaneamente porta avanti una trama orizzontale che butta lì un indizio alla volta. 
Russell T. Davies, dopo, appunto alcuni episodi "ceduti", ma che funzionano, torna a lasciare il segno per scrivere il grande finale di stagione tra fratelli Grimm e Orwell diviso in due parti. 
Forse a causa degli alti e bassi della stagione nonostante l'impegno di Davies a rimettere le cose a posto dopo i danni di "quel tizio là" (per me stagione con molti alti, ma comunque Russell è stato pure criticato dai soliti mai contenti), Ncuti Gatwa dovrebbe essere arrivato al capolinea come Dottore dato che nell'ultimo episodio c'è la classica rigenerazione (ma abbiamo già visto tornare anche TENNANT e la sfortunata WHITTAKER che riappare proprio qui quasi in chiusura,

perciò le porte del Tardis a quanto pare rimangono sempre aperte nel whoniverse) con i rumours sul nuovo attore che erano già tanti da almeno una settimana, alcuni clamorosi, ancora prima di vederla questa rigenerazione (ma non faccio spoiler e vedremo come le cose andranno avanti). 
Rigenerazione che, lo dico così, mi è sembrata appiccicata lì a membro di segugio nella trama dell'episodio e forse dà la conferma di certe voci di corridoio per le quali la BBC avrebbe licenziato in fretta Gatwa a causa di certe sue dichiarazioni riguardanti la guerra in Medio Oriente. 
Lo sappiamo bene infatti quanto contano due parole di troppo nei programmi televisivi, vero JEREMY CLARKSON?

E non guardarmi con quella faccia perplessa...
Per quanto riguarda la serie invece spero che vada sempre meglio, anzi, me lo sento davvero anche se la Disney, che qui ci ha messo una produzione davvero sontuosa tra scenografie ed effetti speciali, pare adesso non essere più interessata al prodotto britannico, forse perché la casa americana non è riuscita a succhiarlo fino all'osso come sta facendo con la saga di Star Wars e la Marvel. 
Ma, a proposito di ossi

(che se ne vedono tanti in questo finale), si sa che sti inglesi sono ossi duri... 

venerdì 29 novembre 2024

ADDIO NEL MONDO DI "UNA PALLOTTOLA SPUNTATA" E DI "INCEPTION" (E NON SOLO)

 Oggi abbiamo una manciata di addii che arrivano dal cinema e dalla musica, non certo tutti di botto nello stesso giorno, cominciando con forse l'addio più importante per chi ama i film che ti fanno staccare il cervello, poiché è mancato ad 80 anni Jim Abrahams, cioè uno dei componenti del trio ZAZ, ovvero Zucker-Abrahams-Zucker,


quelli che hanno fatto sfracelli con le parodie dei film famosi sfornando titoli come L'Aereo Più Pazzo Del Mondo e Una Pallottola Spuntata, breve serie tv compresa che, molti non lo sanno, ma era antecedente ai tre film, ma che da noi arrivò dopo con il titolo apparentemente consecutivo di Quelli Della Pallottola Spuntata. 
Jim, che nella foto in alto è quello con il completo gessato chiaro, aveva firmato da solista invece la doppietta di Hot Shots, pure quella comunque irresistibile. 
Da Inception invece abbiamo perso l'autore della musica. 
Ma no, tranquilli, Hans Zimmer, che ha firmato la colonna sonora di questo top film e parecchi altri, sta bene.


Chi è mancato è Charles Dumont, cioè l'autore di Non, Je Ne Regrette Rien, la canzone che veniva usata nel film di Nolan per il sonno condiviso come in questa SCENA.

Canzone cantata dalla mitica Edith Piaf e anche portata di recente alle audizioni di X-Factor da LUNASPINA, purtroppo non capita al momento delle decisioni importanti.
Dumont aveva i suoi bei 95 anni.

Sempre per la musica (oggi sono molti i nomi di quest'arte che ci lasciano) se n'è andato Roy Haynes, 99 anni, batterista jazz che ha avuto l'onore di suonare con nomi giganteschi come Miles Davis, Charlie Parker e Sarah Vaughan, e se non sei veramente un dio dello strumento certe cose non ti capitano di sicuro.

Altro nome musicale che ci ha lasciati è Peter Sinfield co-fondatore dei King Crimson con Robert Fripp. 
Peter era stato anche autore dei testi della band ed aveva 80 anni.

Concludo sempre in musica con l'addio a Mike Pinera, chitarrista entrato negli Iron Butterfly nel 1970, cioè dopo quella bomba lisergica di IN-A-GADDA-DA-VIDA, e poi, dopo un periodo anche da solista, nella band di Alice Cooper nei primi 80.
Mike aveva 76 anni, ma, ovviamente, nella foto qui sotto lo vediamo poco dopo la militanza con gli Iron Butterfly.

Addio quindi a Jim, Charles, Roy, Peter e Mike. 

lunedì 11 novembre 2024

INTERSTELLAR: RITORNA DALLO SPAZIO E CI TROVA INVECCHIATI, SI, MA SOLO DI DIECI ANNI

 Da stasera per tre giorni torna al cinema per il suo decimo anniversario Interstellar,


il filmone di Christopher Nolan dove Matthew McConaughey, siccome la vita sulla terra sta diventando difficile, parte, in cerca di risposte e nuovi orizzonti, per un viaggio nello spazio dove il tempo scorre in un modo diverso dalla terra (si, come nei sogni di INCEPTION, ma con il parametro opposto) e quindi, quando torna, trova tutto un po' cambiato, anche sua figlia adolescente, ma nel frattempo gli verranno chiariti certi fatti strani che accadevano in casa sua prima della sua partenza. 
Amato da molti e criticato da altrettanti, ed anche l'ultimo con la partecipazione di Michael Caine che è stato un punto fisso, quasi un feticcio per il regista fino ad allora, per me rimane ancora uno dei film buoni di Nolan che "arruolerà" anche l'idolo delle teenagers Harry Styles in Dunkirk

(nessuno mi toglie dalla testa che anche Leonardo DiCaprio lo avesse ingaggiato a causa di una certa auto-somiglianza), e che invece poi la farà un po' fuori dal vaso con TENET e arriverà pure ad annoiarmi leggermente con OPPENHEIMER (si, avevo preferito BARBIE nello scontro fra i due).

E comunque non posso non apprezzare un film dove c'è anche Anne Hathaway in tenuta da astronauta, eh... 

giovedì 3 ottobre 2024

X-FACTOR: TRA AMORE E ODIO

 È terminata la prima fase di X-Factor, programma che continuo a seguire nonostante tutte le critiche che gli piovono addosso persino da gente come Bruce Dickinson degli Iron Maiden, che era stato contattato per diventare giudice di un altro famoso talent e così non ha perso l'occasione per sparare a zero su tutto quel genere di programmi tv.


La cosa più sorprendente di questa edizione per me è stata la simpatia debordante di Jake La Furia dei Club Dogo, compagnone così giocoso che ci andrei subito a farmici una birretta insieme, mentre Manuel Agnelli è ancora lì che ti parla di "attitudine", Achille Lauro se la tira come se fosse David Bowie tornato (o ricaduto) sulla terra e Paola Iezzi (ovviamente del duo Paola & Chiara) non perde occasione per fare battutine a doppio senso sessuale... 
Vabbè, ma c'è anche Giorgia che conduce, ok ma per ora molto in disparte se non per un paio di canzoni sue buttate lì a cappella per presentarsi. 
Come sempre le audizioni sono ricolme di personaggi che entrano sul palco solo per divertirsi già consci che non sarebbero presi, altri che arrivano tirandosela come Achille Lauro che se la tira da Bowie e poi fanno figure barbine, mentre altri ancora che appena li vedi non gli daresti due soldi, poi scopri che sono la reincarnazione di Edith Piaf come la sgangherata e divertente LUNASPINA

che ha tenuto banco presentandosi e parlando del suo gatto Primpi La Merda, e poi ha chiuso questa prima parte in bellezza riportandomi alla mente pure INCEPTION perché quella canzone della Piaf, che ha cantato pazzescamente benissimo, serviva a DiCaprio e compari per quel macchinario del sonno condiviso. 
Sonno che spero non mi prenda in seguito come invece era capitato altre volte, ma perlomeno per quelli che sono passati adesso direi che carne al fuoco ne abbiamo, perciò speriamo bene da stasera per i Bootcamp, gli Home Visit e infine i live. 
E chi lo ama (X-Factor) lo segua! 

mercoledì 12 giugno 2024

NELSON MANDELA E INCEPTION

 Esattamente 60 anni fa, cioè il 12 giugno del 1964, Nelson Mandela, attivista anti apartheid e premio nobel per la pace, nonché presidente del Sudafrica, veniva condannato all'ergastolo per alto tradimento e passerà in carcere quasi un terzo della sua vita.


Vita che però, secondo alcuni fermamente convinti, sarebbe terminata dietro le sbarre negli anni 80, mentre Nelson arrivó fino al 2013, anno effettivo della sua morte.
Tale convinzione errata era stata pure avvalorata da una scrittrice di fantascienza, Fiona Broome, che durante un incontro pubblico con altre persone sosteneva fermamente questa versione senza venire smentita perché quella convinzione era instillata inconsciamente come in INCEPTION anche negli altri presenti, e ha dato origine a quello che adesso viene chiamato appunto Effetto Mandela, cioè un fatto che viene distorto dalla conoscenza comune fino a credere che sia la vera versione. 
Su tale argomento in seguito Fiona ha aperto un sito web dove si discute appunto di falsi ricordi presi per veri da migliaia di persone. 
Per dire... anche nel cinema ci sono certe convinzioni fermamente radicate nella memoria collettiva di cui una delle più famose è la frase di Darth Vader "Luke, io sono tuo padre!" con tanto di meme che girano per il web, mentre la frase corretta pronunciata da James Earl Jones (Massimo Foschi per l'Italia) è "No! Io sono tuo padre"


(ecco il documento VIDEO allegato).
L'effetto Mandela ha dato anche il nome ad un angosciante film del 2018 dal titolo appunto The Mandela Effect, e comunque bisogna ricordare anche che, dopo che già nel 1984 il gruppo ska The Specials aveva pubblicato FREE NELSON MANDELA,

sotto la produzione di Elvis Costello, la canzone MANDELA DAY dei Simple Minds è nata nel 1989 proprio per il concerto del Mandela Day dove diversi artisti si esibivano invocando la liberazione del leader sudafricano che in quel giorno compiva 70 anni, e non per cantarne la dipartita.

Potrebbe essere stato anche questo concerto il motivo che ha fatto nascere tale convinzione nella mente di tante persone. 
Eh, ma qui siamo un po' come nel famoso gioco del telefono senza fili dove una frase parte da un capo e arriva all'altro completamente distorta, e dove anche internet ha la sua buona parte di responsabilità nella creazione di falsi ricordi, facendoti sentire a volte come in una realtà alternativa o in un film di Nolan. 
In chiusura del post invece è purtroppo vera la notizia della morte di Francoise Hardy, cantautrice francese dallo stile delicato che ha ispirato anche Carla Bruni. 
Francoise aveva 80 anni ed aveva avuto un certo periodo di popolarità anche in Italia partecipando ai Festival di Sanremo degli anni 60 quando le canzoni venivano proposte in coppia con artisti internazionali come Louis Armstrong, Wilson Pickett e Shirley Bassey, giusto per nominarne alcuni ben noti.
Il suo successo più grande è stato questa TOUS LES GARÇONS ET LES FILLES.

Adieu Francoise. 

lunedì 25 marzo 2024

TENET AL TG, MA NON ERA UN FILM

 Qualche giorno fa accendo la tv nel tardo pomeriggio con il volume basso e penso "ah, c'è in onda Tenet appena iniziato",


ma qualcosa non mi torna perché mi sembra un orario strano per mandare il film di Nolan, così alzo il volume e scopro che invece sono le immagini dell'attentato al teatro di Mosca e c'è una bella differenza perché nel film eravamo invece a Kiev. 
Fatto sta che le riprese fatte coi cellulari sembrano una copia sputata dell'inizio di Tenet, compresa l'esplosione sul tetto del teatro,

e film che, l'ho già detto all'epoca, mi ha lasciato con la stessa espressione che tiene John David Washington per tutto il tempo, cioè un po' quella della mucca che guarda il treno passare. 
Vederlo però tradotto in realtà è stato straniante anche per le iniziali dichiarazioni di Putin che più o meno a grandi linee diceva "se scopro che sono stati quelli di Kiev mi incazzo davvero" (perdonate qualche imprecisione nella traduzione), mentre le motivazioni vere che ne sono poi uscite fuori, cioè che l'attentato sarebbe stato rivendicato dall'ISIS, sono ancora più incomprensibili, come se non bastasse già l'incomprensibile guerra idiota che c'è in corso. 
Forse per questo motivo il leader russo continua a sospettare che dietro alla vicenda ci sia la mano di Kiev, sospetti dovuti al fatto che gli attentatori stavano cercando di fuggire appunto in Ucraina. 
Come un romanzo di Charles Bukowski divenuto anche un film nel 1981 per la regia di Marco Ferreri, il cui titolo ho già usato di recente PARAFRASANDOLO, sono Storie Di Ordinaria Follia che esulano da quello che il mio cervello riesce a comprendere, o perlomeno ad accettare come plausibili, perché le uniche guerre che accetto sono quelle "Stellari". 
E intanto il conflitto in corso rischia di allargarsi sempre di più. 
Sono pazzi... amari. 

giovedì 8 febbraio 2024

METTIAMOCI COMODI PER SALUTARE UN BEL PO' DI GENTE

 Sarà un post un po' lungo, ma giuro sempre meno di una serata di Sanremo, questo dove i punk o ex punk (come dice di esserlo stato anche Enrico Ruggeri) saranno in lutto per la scomparsa di Wayne Kramer,


chitarrista e uno dei fondatori degli MC5, band di Detroit antesignana di quello che sarà il movimento al quale apparterranno anche Sex Pistols e Ramones. 
Wayne aveva 75 anni e la sua band era stata considerata un modello di ispirazione al pari dei Velvet Underground e degli Stooges, portando sul palco degli show particolarmente energici come si può sentire da questo brano live dal titolo KICK OUT THE JAMS.

Sempre la musica, ma molto molto diversa, manda l'ultimo saluto ad Aston Barrett, bassista dei giamaicani Wailers e, con il fratello Carlton, arrangiatore dei successi di Bob Marley nei quali creava tutte le linee di basso e spesso contribuiva anche alla composizione. 
Aston aveva 77 anni ed era soprannominato "family man" perché pare che avesse ben 41 figli, perlomeno dichiarati, poiché altre fonti ne citano invece più di 50.

Per il cinema invece ci lascia Don Murray, 94 anni, attore che ricevette la nomination per l'Oscar come miglior attore non protagonista, grazie al film Fermata D'Autobus con Marilyn Monroe, ma premio che gli venne soffiato da Anthony Quinn per Brama Di Vivere. 
Don aveva anche uno stretto legame con l'Italia poiché nel dopoguerra aveva fondato un'azienda agricola in Sardegna.

E passando quindi per il nostro BelPaese abbiamo perduto anche lo sceneggiatore di fumetti Alfredo Castelli, 76 anni e autore di Martin Mystére, uno dei più noti dei numerosi titoli di casa Bonelli.

Altra sceneggiatura di successo, ma stavolta non italiana, è quella per il film THE PRESTIGE di Christopher Nolan, tratta molto liberamente dal romanzo di Christopher Priest, autore britannico di fantascienza deceduto ad 80 anni.

E già che oggi siamo in tema di addii, mandiamo anche le condoglianze a Bruce Springsteen poiché nei giorni scorsi è mancata la sua mamma, Adele Zerilli di 98 anni dalle chiare origini italiane e in questo toccante VIDEO li vediamo ballare insieme come quando il Boss ballava con l'allora ragazzina Courteney Cox sulle note di Dancing In The Dark.

Addio Adele, Christopher, Don, Aston e Wayne. 

mercoledì 31 gennaio 2024

OPPENHEIMER: POTREBBE ESSERE IL PREQUEL DI IL DOTTOR STRANAMORE

 Finalmente ho visto il film di cui tutti hanno già parlato a lungo e, pensa te, non è mica BARBIE bensì la sua diretta nemesi cioè Oppenheimer.


Dico subito che tre ore nette di film non sono mai e poi mai poche, ma a volte il contesto riesce a fartele passare un un botto. 
La situazione qui invece, divisa su tre linee temporali distinguibili dal fatto che una è in bianco e nero, l'altra a colori e la terza mostra Cillian Murphy visibilmente invecchiato, non l'ho trovata esattamente scorrevole, anche forse perché di fisica quantistica ne so quanto una capra (con alcuni sospetti su capre più colte di me) e al limite mi fermo alle minchiate che ti raccontano in ANTMAN, che tanto mica posso andare a verificare. 
Insomma che dopo tante belle parole e un nudo di Florence Pugh che mica la butti via, ma ai fini del film poteva benissimo non esserci, dopo 45 minuti comincia a muoversi qualcosa perché sta per avere luogo l'evento cioè il test per vedere se la bomba H funziona o è solo una fantasia nella testa dello scienziato. 
Dubbio legittimo tenendo conto dell'enorme dispiego di mezzi messo su per permettere tale test che era comunque e sempre dovuto all'eterna rivalità fra potenze mondiali e non certo per migliorare la vita umana.

Fatto sta che Nolan stavolta lascia da parte le città ribaltate di INCEPTION, i plot twist di THE PRESTIGE, i paradossi temporali di Interstellar e il tempo a doppio senso di TENET (questo in effetti era già stato un mezzo passo falso), per raccontare una storia reale che tutti a grandi linee conosciamo, ma probabilmente non così fino in fondo. 
E forse una preparazione almeno veloce prima di vedere il film sarebbe stata opportuna perlomeno per capire più chiaramente di cosa si stava parlando. 
Perché poi, appunto, si parla tanto nel film e stavolta il commento musicale rimane meno incisivo, anzi sono molto spesso i rumori a fare alzare la tensione quando serve, mentre nel momento clou della famosa esplosione... puff... arriva il silenzio più totale, così straniante proprio perché invece ti aspettavi di essere travolto dai subwoofer che ti saltavano addosso. 
E invece niente, come anche i test successivi che vengono riportati solo dalle notizie come in un "lo dimo, ma nun lo famo" alla BORIS come se Nolan facesse un omaggio a René Ferretti (che potrebbe starci eh). 
Rumori anche che sottolineano i sensi di colpa di Oppenheimer quando si rende conto di aver creato un mostro finito nelle mani dell'esercito, senza dimenticare le varie accuse di comunismo, di essere una spia, insomma una vita dal color di cioccolata, ma dal gusto molto diverso. 
Pare insomma di essere in mezzo a dei matti invasati guerrafondai mentre l'unico coi piedi per terra sarà Gigi,


si, dai, quello dell'Eurospin che il cassiere lo scambia per il cane di Doc Emmett Brown😜, che lì per lì pensi che gli consigli le offerte del giorno al supermercato, mentre poi sul finale Nolan ti fa rivedere la scena da vicino e capisci quello che si erano detti. 
Il tutto sarà poi trattato con cinica satira da Stanley Kubrick ne Il Dottor Stranamore, film del 1964, è vero, ma ormai lo abbiamo capito che per Nolan il tempo è relativo... 

CON QUELLA FACCIA UN PÒ COSÌ

 Ma sarà un effetto ottico o sono tracce di vita extraterrestre? Questo si domandavano in milioni tra spettatori e lettori di fronte alla f...