giovedì 31 marzo 2022

THE BEATLES - GET BACK: SIGNORI, SI PARTE PER UN VIAGGIO NEL TEMPO

 Peter Jackson ha l'abitudine ormai dimostrata di fare film dalla lunghezza importante: dalla saga del Signore Degli Anelli, a quella de Lo Hobbit, passando per il suo King Kong.


Inevitabile quindi che, mettendosi a realizzare una serie tv per Disney + con il materiale audio e video dei Beatles registrato in vista di quel famoso ultimo concerto sul tetto della casa discografica (si parla di 150 ore di pellicola in totale), il risultato portasse a 3 maxi episodi di due ore e mezza ciascuno dove c'è tutto quello che accadde in quei giorni di preludio allo scioglimento ufficiale della band. 
Scioglimento che a momenti arrivava ancora prima del previsto a causa del momentaneo e improvviso abbandono di George a causa della sua frustrazione per essere sempre quello che doveva fare come dicevano John e Paul, cosa che lo faceva sentire limitato nella creatività. 
Da tale litigio è conseguito un distacco di George per una decina di giorni durante i quali era stato anche pensato di sostituirlo con Eric Clapton, ma per fortuna non fu necessario perché il giovane chitarrista un bel giorno riappare come d'incanto, forse anche grazie alla presenza di Ringo, ma questo lo vedremo più avanti. 
La cosa bella del prodotto è che hai l'impressione di essere lì con loro mentre stanno provando e plasmando brani come Get Back e Let It Be. 
Ok che magari non tutto può risultare interessante per un utente medio, però per me che con i Beatles ci sono cresciuto e adoro tuttora le loro canzoni e film per la positività che trasmettono, al contrario dei loro rivali Rolling Stones più votati ad un mood più cattivo, pessimistico e negativo, è stato come fare un viaggio nel tempo e ritrovarmi proprio in quel gennaio del 1969 insieme a loro (con Yoko Ono fra le balle, vabbè) che cazzeggiano, scherzano, ma anche si confrontano e se le dicono. 
In tutto questo si nota come Ringo sia invece sempre stato molto al di fuori delle discussioni, mantenendo una posizione neutrale e presentandosi per primo alle prove pure dopo il fattaccio di George, anzi traspare da parte di Harrison per Ringo un vero rispetto ed amicizia (ecco quello che dicevo prima) che sembrano molto più solidi e sinceri che verso gli altri due, come nel momento in cui i due lavorano su Octopus's Garden appena accennata da Ringo al piano e George si mostra molto interessato risolvendogli tutti i passaggi successivi. 
Negli studi dove i quattro (cinque con l'aggiunta di Billy Preston al piano elettrico) stanno registrando il loro ultimo album si nota più volte anche un giovane Alan Parsons che fa l'assistente di studio con la mansione di operatore ai nastri, proprio in quel posto che diverrà in seguito la fucina del suo Project.

Il finale della serie è lasciato all'esibizione integrale sul tetto interrotta dall'intervento di due bobbies, alla fine spalleggiati anche dal loro sergente, forse un po' troppo zelanti, dato che le impressioni raccolte in strada erano al 90 % positive per quel concerto a sorpresa, ma si sa che i rompimaroni ci sono sempre stati. 
Concerto che era anche l'ultimo che li vedeva tutti insieme, e lo ammetto che dopo aver passato tutte quelle ore con loro che provavano, alla fine ero commosso anch'io, e a malincuore sono risalito lo stesso sul Tardis per tornare nel 2022, fra Covid-19 in risalita e inutili guerre volute da perfetti idioti che si trovano al governo. 
Come direbbero i 4 di Liverpool... Help!

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