giovedì 17 marzo 2022

HISTOIRE D'O: L'EROTISMO CON GIOCHI PARTICOLARI

 Giochi, quelli nel titolo del post, particolari come i ricordi particolari che ho su questo film con Corinne Clery (futura Bondgirl) e UDO KIER, che usciva nelle sale italiane nel 1976 con, chiaramente, il divieto ai minori di 18 anni, e le cui locandine già abilmente modificate coprendo graficamente i seni, venivano esposte comunque ulteriormente censurate (che non si sa mai) piazzando la striscia con la scritta riportante il divieto proprio in quel punto lì, e, prima di vederlo sto film, ricordavo anche foto poco esplicative mostrate su quelle che vengono definite "fotobuste" (se siete appassionati di cinema vintage sapete cosa sono), con immagini tipo dei pavimenti a scacchi di palazzi antichi e costumi che parevano medievali.

Ma attenzione: non si trattava di porno da cinema a luci rosse, assolutamente no; era quel filone erotico raffinato che film come Emmanuelle, dello stesso regista Just Jaeckin, avevano già portato nelle sale ufficiali nei primi anni 70. 
Ricordo anche che conoscevo già la colonna sonora di Pierre Bachelet che era trasmessa alla radio nella VERSIONE DEI LOVELETS e, dato che mi piaceva un sacco, da lì l'avevo registrata con il Philips K7, 

se ricordo bene durante i Dischi Caldi di Giancarlo Guardabassi, con quel suo microfono in dotazione che non dovevi assolutamente toccare sennò rimanevano rumori orribili nella registrazione. 
Poi, nemmeno tanti anni dopo, un bel giorno sul settimanale che riportava i programmi tv leggo che Histoire D'O sarebbe andato in onda a notte tarda su una tv locale (urca!), così approfittando del sonno profondo della mia famiglia quella fatidica notte mi sono approcciato alla visione sull'unica tv che avevamo (adesso non sarebbe certo così dato che siamo pieni di "black mirrors" in ogni casa), ma mi andava bene anche se lo vedevo in bianco e nero e col volume bassissimo per non farmi beccare, perché non volevo far la figura di Faletti che cerca le donne nude o di Paolo Villaggio sorpreso abbracciato alla tv.

Ed è allora durante la visione che ti scopro che di storia medievale non c'era nulla, ma solo certi costumi e accessori che un po' si riferivano a quei tempi andati, e per contro c'erano tante altre cose che lì per lì, data la mia giovane età, non mi erano del tutto chiare, tipo se una tizia sta con tizio (l'Amante),

perché tizio la manda in quel posto lì dove le mettono le catene e poi perché tizio la cede a caio (Sir Stephen), che poi c'è anche sempronio (Pierre e non solo lui) che sarebbe interessato? 
Insomma sulle pratiche sadomaso di dominazione e sottomissione non sapevo ancora nulla per cui questo è stato il mio primo approccio abbastanza confuso con tale argomento, confuso forse anche per il modo clandestino in cui lo avevo visto. 
Allora sai cosa ho fatto? 
Mi sono comprato il libro da cui il film è tratto, un romanzo di Pauline Reage, e lì ho trovato che le cose erano un po' più approfondite con anche un finale diverso rispetto al film. 
Nel pieno degli anni 80 poi il film sarà pubblicato in VHS e nei 90 arriverà anche il dvd grazie ai quali potrò godere anche del colore e della versione integrale. 
Adesso lo so che qualcuno potrà pensare male (pervertito!), visto l'argomento, però secondo me il film è molto bello e realizzato con garbo anche se mette in scena cose che possono apparire disturbanti forse ancora di più di certi film di Pasolini. 
Anzi, la fotografia patinata e l'atmosfera generale lo rendono migliore persino di prodotti più recenti tanto osannati, ma che dopo averli visti dici "evabbe", come le mirabolanti avventure di Christian Grey, per dire. 
Da evitare come la peste invece il secondo capitolo dal titolo Histoire D'O Ritorno A Roissy del 1984 che non presenta nessuno degli interpreti originali ed è solo in parte ispirato al secondo romanzo della Reage, sconfinando subito sul porno di bassa lega, ma per dovere di cronaca e per curiosità ho sopportato (ma veramente sopportato) di vedere anche quello e non lo farò mai più. 
Ispirato sempre allo stesso secondo capitolo so che esiste anche il franco-nipponico Les Fruits De La Passion, del 1981 con Klaus Kinsky, che si racconta sia leggermente più vicino al romanzo, forse perché oltre ad O torna, come nel libro, anche la figura di Sir Stephen, assente nell'altro sequel, cioè colui dal quale lei dipende, ma, non avendolo mai visto, non posso esprimere un parere a riguardo. 
Ma già il fatto che Corinne non sia nel cast non depone a suo favore. 

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