venerdì 18 marzo 2022

HOTEL PORTOFINO: CONFEZIONE ELEGANTE, MA POCA SOSTANZA

 La mia astinenza da DOWNTON ABBEY, di cui arriverà tra breve il secondo film, mi ha portato a vedere su Sky questa serie ambientata negli anni 20 del dopoguerra (più o meno stesso periodo appunto dell'inizio della serie british), in cui una signora inglese ristruttura una villa a Portofino per trasformarla in un albergo dove vanno a soggiornare i suoi conterranei e anche alcuni italiani che con gli abitanti del Regno Unito hanno contatti e relazioni.


La signora è interpretata da quella Natascha McElhone che abbiamo tutti visto armata di tutto punto al fianco di Robert DeNiro in RONIN, ma qui non ci sono inseguimenti frenetici in auto e sparatorie. 
La nostra Natasha qui si porta in giro un'aria perennemente tra la sorpresa e la svampita persino quando riceve la visita comprensiva di minaccia da parte di un rappresentante del partito fascista che imperava in quel periodo. 
Con Downton Abbey ho trovato molti, anzi troppi punti di contatto, al limite del plagio se vogliamo dirla tutta, come l'anziana zia, anche se ben più giovane di Maggie Smith, e peccato che tutto prenda in breve tempo la piega della soap opera, ma d'altronde me lo dovevo aspettare in un prodotto dove nel cast appaiono anche Daniele Pecci specializzato nelle fiction televisive, e Lorenzo Richelmy, reduce da quella gran brutta cosa che era IL TALENTO DEL CALABRONE.
A volte sono segnali da non ignorare... 

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