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mercoledì 29 luglio 2026

PARLI DEI QUEEN E SPUNTA LA CORONA (O IL BAFFO...)

 Ho fatto appena in tempo a dedicare un POST al leggendario concerto dei Queen a Budapest che questo non ti arriva al cinema in 4K IMAX?


Beh non subito eh (e non in tutte le sale), ma in occasione del 40° anniversario di questo momento storico, Sony Music ha annunciato che la versione restaurata in 4K del documentario sul concerto Queen Budapest sarà proiettata a partire dal 7 ottobre prima che la colonna sonora rimasterizzata venga pubblicata il successivo 30 ottobre su vinile (per gli audiomaniaci), CD e in formato digitale. 
Eccallà... Brian e Roger continuano a darsi da fare. 
Ma lo fanno bene? 
Me lo chiedo perché per questa "nuova" versione la qualità sarà sicuramente ottima visto che a lavorarci è stato il team di Peter Jackson, quello del Signore Degli Anelli e, parlando invece di restauro, delle immagini del GET BACK sui Beatles, così nitide (come anche l'audio) che ti pareva di essere in sala prove con loro. 
Ma i contenuti sono esattamente gli stessi. Nel senso che la versione audio dovrebbe essere completa di tutti i brani, mentre quella video invece non offre nulla di più dell'edizione precedente del concerto. 
Nel Blu-ray non sarà presente nessun documentario sul viaggio dei Queen a Budapest, nessuna nuova intervista o contenuto extra (cose che invece fanno sempre piacere trovare). 
Certo, andare al cinema a vederlo in una sala con l'audio come si deve sarà pur sempre una gran cosa. 
Ma parliamo anche di come si presenta il prodotto: Hungarian Rhapsody aveva una foto di Freddie francamente mediocre in cui pareva uno dei tanti imitatori che si trovano nelle sempre più numerose tribute band, ma perlomeno mostrava un font stupendo esattamente in linea con l'anno 1986 della band; questo invece (con un nuovo titolo, ma perché poi? Era così bello l'originale) ha una foto splendida, ma un font che non c'entra nulla piazzato lì a muzzo. 
E di queste cose ne avevo già parlato per esempio per le edizioni home video di ROLLERBALL, dei film di 007 e altri. 
Eh, gente... la grafica è importante, sempre! 

domenica 26 luglio 2026

LA PANTERA ROSA IN LUTTO

 È morto a 94 anni Plas Johnson,


jazzista statunitense noto per aver collaborato con il compositore Henry Mancini avendo suonato il sassofono in “Pink Panther Theme”, la composizione principale della colonna sonora del film La Pantera Rosa del 1963 entrando così nella storia della musica.

Era il primo capitolo della famosa serie di commedie poliziesche del regista Blake Edwards e lasciamo stare la versione più recente con Steve Martin che, ovviamente, manco era diretta da Blake.
Qui, nell'originale, avevamo l’ispettore Clouseau interpretato magistralmente da Peter Sellers ed era un film dove recitavano anche Robert Wagner, Capucine, David Niven e pure la nostra CLAUDIA CARDINALE.

Che cast, eh? 
E che pellicola, aggiungo io. 
Tra l'altro il testo sul poster originale sembra anche anticipare di ben quattro anni quello di un noto film di James Bond. 
In quell’occasione Johnson realizzò una delle parti di sassofono più riconoscibili di tutti i tempi che diventerà anche il tema portante della successiva serie di cartoons nata dopo il grande successo dei TITOLI DI TESTA del film (vedi che una volta i titoli di testa erano importanti?).

Johnson aveva iniziato con il jazz negli anni Trenta, a New Orleans insieme al fratello Ray, che suonava il piano. 
Negli anni Cinquanta poi diventò il sassofonista di James Brown, che accompagnò in diversi tour negli Stati Uniti, e collaborò saltuariamente con alcuni tra i musicisti blues, R&B e jazz più importanti degli Stati Uniti, da BB King a Frank Sinatra. Goodbye Plas. 




lunedì 6 luglio 2026

STALLONE & BIKINI

 Apriamo oggi innanzitutto con gli auguri per gli ottant'anni di Sylvester Stallone (che, per fortuna, a dispetto del titolo del post, non è in Bikini) e glieli facciamo anche da parte di "Adrianaaa"!


Nascita, quella di Sly, avvenuta un giorno dopo quella del Bikini, appunto, di cui sopra. 
Che oggi è pur vero che fa caldo eh? 
Ma pensate un pò che vampate ottant'anni fa quando, nel 1946, la spogliarellista Micheline Bernardini indossava il primo modello di quel costume da bagno femminile in una piscina di Parigi.


Una novità letteralmente "esplosiva". 
Il sarto francese Louis Reard presentava infatti il 5 luglio alla piscina Molitor di Parigi un nuovo  costume da bagno, destinato a cambiare radicalmente, la  moda estiva femminile. 
Per rimarcare l'effetto dirompente del due pezzi, il nome scelto si rifaceva al luogo del test delle due bombe all'idrogeno lanciate dagli Stati Uniti sull'atollo di Bikini, nelle isole Marshall. 
Inizialmente però persino le modelle stesse si vergognavano ad indossare un costume così piccolo e che lascia scoperto l'ombelico come buona parte dei glutei. 
Tant'è che Reard faticava a trovare una persona disponibile a indossarlo finché non ti arriva la diciannovenne Micheline che è già avvezza a presentarsi in pubblico in outfits ben più succinti. 
Le grandi star del cinema come Brigitte Bardot e i concorsi di bellezza contribuiranno alla diffusione del bikini a partire dalla seconda metà degli anni Cinquanta.

Ma certamente, per quanto riguarda proprio il cinema, uno dei bikini più famosi rimane quello del 1962 con cui Ursula Andress si fa notare da Sean Connery uscendo dal mare in Agente 007 Licenza Di Uccidere, ed outfit replicato poi nell'era Brosnan da Halle Berry.

Nel frattempo le notizie sul nuovo 007 sono sempre vaghe, quindi aspettiamo, ma temo che sarà ancora lunga l'attesa. 

giovedì 28 maggio 2026

TITANIC II: UN SEQUEL NON AUTORIZZATO

 La Asylum, casa di produzione specializzata nel cavalcare i grandi successi cinematografici realizzandone imitazioni a basso costo, non poteva certo restare con le mani in mano dopo il botto di James Cameron e il suo TITANIC nel 1997.


Ma lascia calmare le acque (espressione quanto mai ad hoc) e nel 2010 realizza Titanic II dove è in realtà la Queen Mary la nave che viene spacciata per il transatlantico omomonimo e che stavolta non cozza contro un iceberg, ma viene colpito da un fulmine. 
Se conoscete i prodotti Asylum avete già capito di che levatura sia il film scritto, diretto e anche interpretato con un ruolo secondario da Shane Van Dyke, nipote del centenario e disneyano DICK, e che mette nel cast anche un altro paio di suoi familiari.

La Queen Mary (in effetti molto simile al Titanic) era entrata in servizio il 27 maggio del 1936, perciò ha appena compiuto ieri 90 anni ed è tuttora esistente come hotel e museo galleggiante a Long Beach poiché è stata dismessa nel 1967. 
Ma le velleità attoriali del natante non sono rimaste immortalate solo in quel film di serie B poiché è inoltre inquadrata in Pearl Harbor,

nella scena in cui Ben Affleck e Kate Beckinsale giungono a bordo di uno scafo e si issano al suo fianco con un montacarichi della nave. 
Sono state fatte delle riprese sul ponte e negli interni anche per il film L'Avventura Del Poseidon, tratto dal romanzo omonimo, come anche la miniserie tv S.O.S. Titanic ha utilizzato diverse parti della nave come set. 
E poi sono moltissimi i momenti in cui appare, a volte solo per pochi secondi, in altri film e serie tv come Chips, Beverly Hills 90210 e Ghost Whisperer, con anche un film del 2023 tutto dedicato a lei facendola diventare una nave maledetta dal titolo La Maledizione Della Queen Mary, supportando le leggende nate sul suo conto riguardanti incidenti mortali tra il personale e una grave collisione avvenuta in tempo di guerra, quando le venne momentaneamente cambiato il nome (cosa che porta malissimo in nautica) e che causò più di trecento vittime. 
Sulla sua erede,

la Queen Mary II, invece Carly Simon ha registrato uno storico concerto dove canta tutti i suoi grandi successi, compresa quella che rimane una delle più belle canzoni della saga di 007, NOBODY DOES IT BETTER.

E serve forse dire anche il titolo del film? 





lunedì 25 maggio 2026

007: FUTURO INCERTO?

 Si sente in giro parlare di gravi difficoltà di Amazon nella produzione del prossimo James Bond dopo aver acquisito in toto il glorioso brand.


Qualcuno l'avrebbe sentito definire “vecchia e antiquata spia inglese”, incubo e noia, facendo temere già l’insuccesso di Bond 26, sempre che venga realizzato. 
Se la direzione creativa avrebbe come nomi Amy Pascal e David Heyman, già presenti dietro Spider-Man e Harry Potter, per la regia Denis Villeneuve, reduce dalla monumentale trilogia di Dune (di cui non sono sicuro di vedere il terzo capitolo), e Steven Knight per la sceneggiatura, l'opera al momento risulta ancora ben lontana dall’essere completata. 
Si parla infatti ormai del 2029-30 e non c'è mai stata prima una pausa così lunga tra due film della saga. 
Si parla di un Bond più giovane, come nel recente VIDEOGAME, nero, donna (qui siamo nella sindrome di Doctor Who) o ambientato negli anni 60. 
Sono stati fatti i nomi di Jacob Elordi, Callum Turner, Henry Cavill e Aaron Taylor-Johnson, ma soprattutto per gossip. 
Tenuto conto che il top dell'era Craig è stato Skyfall,

davvero un grande film, il prossimo dovrà portare risultati ancora più alti. 
E con tutta questa pressione sembra ripetersi l'effetto Connery quando tornò sul set di UNA CASCATA DI DIAMANTI (Mai Dire Mai era apocrifo), dato che molti chiedono ancora in scena Craig. 
È vero che il suo Bond alla fine di NO TIME TO DIE sembrava definitivamente spacciato, ma sappiamo bene che le risorse del cinema sono infinite, perciò chissà? 

domenica 8 marzo 2026

COSA SAREBBE 007 SENZA LE DONNE?

 Buongiorno e buon 8 Marzo a tutte le lettrici di questo blog, e a tutte voi dedico la COMPILATION di donne famose nel video qui sotto. 

Si, donne che hanno avuto un ruolo importante in quella famosa saga perché diciamolo pure chiaro: non c'è Bond senza donne, che agli inizi magari parevano perlopiù di contorno, un bel contorno sovrastato dal maschilismo preponderante, mentre nella più recente era di Daniel Craig le abbiamo viste ben più emancipate e presenti, senza problemi ad adoperare le armi come ci ha mostrato Ana DeArmas


(anche nella saga di John Wick e in Ballerina) che nel video di YouTube non appare poiché era stato pubblicato molto prima di No Time To Die. 
Anzi, con lo stesso intento celebrativo verso il gentil sesso, durante il periodo di Brosnan, allegato a La Morte Può Attendere, era stato distribuito anche Bond Girls Are Forever, documentario di 46 minuti che abbiamo ritrovato poi rimontato anche negli extra di Casino Royale.  
Quindi concludo rinnovando gli auguri a tutte voi ringraziandovi perché avete il merito di aver reso 007 il mito che è diventato. 

giovedì 19 febbraio 2026

IL NOME DELLA ROSA: QUANDO JAMES BOND È AL SERVIZIO DELLA LETTERATURA

 Eh, già... IERI Zootropolis compiva dieci anni ed oggi sono sempre dieci gli anni di cui si parla, ma in questo caso riguardano la data della morte di Umberto Eco, scrittore che è diventato ancora più noto al grande pubblico grazie a Sean Connery che ha incarnato il suo Guglielmo Da Baskerville, il frate detective protagonista de Il Nome Della Rosa.


Film di Jean Jacques Annaud con poster originale firmato da quel grande artista che è stato RENATO CASARO, e pellicola che ormai si porta sulla schiena i suoi bei 40 anni che, per la precisione, compirà a settembre.
Sean, sempre con la voce italiana di Pino Locchi, suo doppiatore anche per James Bond, indaga su delle morti misteriose avvenute all'interno di un monastero ed ha come assistente un giovane Christian Slater. 
Anche il libro pubblicato nel 1980 era molto bello (forse è anche il migliore di Umberto), confermato dal fatto che è diventato un best-seller internazionale, e le notevoli differenze che ci sono nel film sono state comunque approvate dallo scrittore

che così facendo si è rivelato comprensivo sulle difficoltà di riportare in pellicola tutto esattamente pari pari alle pagine scritte, specialmente le lunghe discussioni teoriche che ci sono nella prima parte del racconto. 
Eco ha inoltre apprezzato che la maggior parte dei personaggi del film rispettassero esattamente la sua idea di come li aveva immaginati lui scrivendo il romanzo. 
Per questo non poteva che uscirne questo grande film che oggi è passato di qua. 

martedì 17 febbraio 2026

ALLA MATTINA PRESTO COSA C'È DI MEGLIO DELL'ODORE DEL CAFFÈ CHE RIEMPIE LA CASA? FORSE QUALCOS'ALTRO?

 Eh, si, secondo qualcuno l'odore migliore per alzarsi la mattina è un altro.

Infatti è fresca di ieri la notizia della morte di Robert Duvall, 95 anni, noto soprattutto per amare "l'odore del Napalm la mattina" in APOCALYPSE NOW e per il ruolo dell'avvocato consigliere ne Il Padrino, entrambi al servizio di Francis Ford Coppola.
Carriera comunque la sua che non può essere ridotta a questi due soli ruoli, seppure iconici, perché costellata di vari premi e anche di un Oscar nel 1984, mentre il suo debutto risale al 1962 quando ha interpretato il malato di mente Arthur "Boo" Radley in Il Buio Oltre La Siepe. 
Rimanendo nel cinema è curioso che a febbraio di vent'anni fa, per la precisione era il 3, uscisse La Cura Del Gorilla,

film diretto da Carlo A. Sigon e che, nuovamente a febbraio, ma stavolta pochi giorni fa, sempre Carlo è mancato all'età di 61 anni. 
Sigon nel cinema ha fatto ben poco e anzi altre sue due opere sono documentari sportivi, 

mentre è stato prolifico per Elio E Le Storie Tese per quanto riguarda i loro videoclip musicali. 
Anche Baglioni ha avuto la sua direzione per Io Sono Qui.
Ma purtroppo sembra essere la sua regia, forse non essendo avvezzo alle durate cinematografiche, il punto più debole di questo film che in effetti non parte male con Claudio Bisio in scena e in perenne voice over come nei classici noir. 
Che noir in effetti lo è perché il morto c'è (ricordate Kledi della De Filippi?), ma anche con momenti di commedia dove passano di lì anche Bebo Storti, Antonio Catania, Stefano Chiodaroli (Pieraaaaa!!!) e Gigio Alberti a dare al film un'aria da Salvatores, ma preso su Wish. 
Perché man mano che va avanti, il film perde tutto quello che aveva dato nelle prime scene e a strappare un sorriso ogni tanto non sono le situazioni, ma solo alcune battute. 
Poi magari da Bisio, ormai associato a vita a Zelig, il pubblico si aspettava un film diverso da questo dove il suo personaggio del buttafuori Sandrone soffre di doppia personalità quasi come un Jekyll/Mr.Hyde, ma non sempre questo "doppio" rende bene come dovrebbe. 
Beh, diciamo che il film si può definire non pessimo dato che c'è anche il mitico Ernest Borgnine, nel senso che si lascia guardare, ma alla fine ti accorgi che è la classica pellicola che "vorrebbe essere", ma non ci arriva, ed è anche il classico caso in cui il libro di Sandrone Dazieri è migliore.

Colgo l'occasione, già che oggi siamo in tema di addii, per segnalare anche la morte di Pino Colizzi, 88 anni, attore, ma soprattutto storico doppiatore che ha dato la voce, oltre a quelli decisamente riconoscibili mostrati nella foto qui sopra, anche a Jack Nicholson, Robert DeNiro e moltissimi altri come si può vedere dalla sua pagina di Wikipedia. 
È stato anche direttore del doppiaggio per Pulp Fiction, Matrix e per James Bond nella versione di Pierce Brosnan.
E purtroppo non manca la musica all'appello poiché abbiamo perso anche Andrew Ranken,

72 anni e batterista membro fondatore dei Pogues, gruppo folk punk che è già passato su queste pagine web in occasione del Natale... pare strano? 
Non lo è, perché quella loro ballad che trovate QUI, è bellissima. 
Comunque addio Robert, Carlo, Pino e Andrew. 

sabato 20 dicembre 2025

SIR PAUL TORNA E...

 Chi ha assistito alle tappe dell'ultimo tour di Paul McCartney, “Got Back”, sarà rimasto colpito come il sottoscritto dalla sua energia che, ad 83 anni, gli fa tenere il ritmo per quasi tre ore senza mostrare segni di stanchezza.


Ok, sorvoliamo sul costo dei biglietti abbastanza proibitivo, ma Paul nello show non si limita a cantare: suona basso, chitarre, piano, mandolino, ukulele, praticamente senza pause con solo una breve sosta prima del bis. 
In tutto, trentacinque canzoni che attraversano più di sessant’anni di musica.

Tra gli strumenti suonati c'è ovviamente lo storico basso Höfner che non è il migliore del mondo, ma, come disse Paul, lo aveva comprato all'epoca perché costava poco e poteva permettersi solo quello. 
La band che lo accompagna mostra Rusty Anderson e Brian Ray alle chitarre, Abe Laboriel Jr. alla batteria, Paul “Wix” Wickens alle tastiere e una sezione fiati che aggiunge colore nei momenti giusti.

L’apertura è con HELP! , e ti accorgi subito che Paul in effetti adesso canta con una voce non esattamente perfetta come una volta, ma con quei pezzi basta eseguirli e scatta lo stesso la magia dalle prime note.

Si passa dai classici degli WINGS agli ultimi lavori solisti, fino a NOW AND THEN, la canzone dei Beatles completata di recente. 
In mezzo ai brani, un Paul chiacchierone racconta storie che da sole varrebbero il biglietto: la prima volta che vide Hendrix a Londra, la REGISTRAZIONE DI LOVE ME DO, o quella di IN SPITE OF ALL THE DANGER, il primo pezzo inciso dai Beatles. 
Come parla anche di questo che potrebbe davvero essere l'ultimo suo tour.

SOMETHING, di George Harrison, Paul se la suona in una versione inedita all’ukulele e poi coinvolge tutta la band in versione elettrica. 
Il ritmo non cala mai. 
Paul ringrazia anche Peter Jackson per il bellissimo documentario GET BACK di cui scorrono immagini sul video, in particolare quelle del concerto sul tetto.

Let It Be e Hey Jude sono da brividi collettivi, mentre LIVE AND LET DIE ci porta nel mondo di 007 con un’esplosione di fuochi e fiamme, letteralmente. 
Per il bis, canta di nuovo con John su I'VE GOT A FEELING, grazie appunto alle immagini del leggendario live del 1969 con grande commozione.

Si chiude con Sgt. Pepper’s, Helter Skelter e il medley finale: Golden Slumbers / Carry That Weight / The End. 
E alla fine, siccome tutto deve finire, Paul saluta mandando tutti a casa dopo una serata dove le imperfezioni sono state abbondantemente coperte dalle emozioni e dai ricordi. 
Ah... e senza autotune... 

sabato 13 dicembre 2025

AUGURI BERT!

 Giorno davvero speciale oggi perché compie ben 100 anni l'attore Dick Van Dyke.


Come dimenticare la sua celebre DANZA con i pinguini o quella sui tetti nei panni del simpatico spazzacamino Bert, amico della tata più famosa del cinema ovvero Mary Poppins? 
Certo lei, perché invece Francesca Cacace (o Fran Fine per gli americani) è la più famosa tata della tv. 
Ma oh... non attacchiamo a divagare come al solito perché è di Dick il compleanno, e quindi la MUSICA del nostro sabato riguarda proprio lui, seppure nelle versioni doppiate in italiano.

Intanto il suo esordio parte dalla tv negli anni 50 per sfociare poi nel 1964 in questo meraviglioso FILM Disney dove la magia c'era tutta a mani basse.

È passato per vie traverse anche nel mondo di James Bond con CHITTY CHITTY BANG BANG, film prodotto da casa Broccoli per la MGM con il chiaro intento di sfruttare il Van Dyke personaggio. 
Tornerà in tv negli anni 90 con la serie Un Detective In Corsia e ancora al cinema negli anni 2000 per Una Notte Al Museo dove si rivelava piuttosto cattivello. 
Lo rivedremo anche in IL RITORNO DI MARY POPPINS dove interpreta Mr. Dawes Jr, a capo della Grande Banca Dawes Di Credito, Risparmio E Sicurtà, e anche lì si esibirà in un balletto, ma in qualche passaggio con l'aiuto di uno stuntman. 
Purtroppo in questo sequel la magia Disney non aveva funzionato granché, ma ciò che conta è che oggi possiamo augurare buon compleanno a Dick e ballare almeno virtualmente con lui.

Auguri!!! 

domenica 23 novembre 2025

ADESSO LA NOTTE È PICCOLA, MA ANCHE PIÙ VUOTA

 E così anche due icone (o meglio tre) della nostra tv in bianco e nero se ne sono andate a cominciare dalle due gemelle Kessler congedatesi durante questa settimana a 89 anni. 


Lo hanno fatto insieme grazie al suicidio assistito (legale in Germania dove ora risiedevano) poiché, se fosse accaduto loro qualcosa, avevano scelto di non voler sopravvivere l'una all'altra. 
E infatti Ellen aveva da tempo gravi problemi di salute. 
Una scelta forte, libera e pienamente consapevole la loro, ma che ha già fatto discutere i sostenitori dell'etica a tutti i costi, pur essendo in fondo coerente con come erano le due soubrette che nella loro vita hanno sempre fatto tutto insieme, a partire dai loro balletti perfettamente sincronizzati che vedevamo in tv nei programmi come Studio Uno fino al vivere nella stessa casa divisa in due alloggi. 
Le Kessler erano già passate in questo blog quella volta in cui ho parlato di K2+1, una serie tv andata in onda negli anni 70 dove dividevano la scena con Johnny Dorelli. 
Anche il nostro cinema le aveva volute in alcune pellicole tra cui I Complessi con Alberto Sordi.

Era sempre più o meno in quel periodo che in tv vedevamo in bianco e nero anche Ornella Vanoni, mancata per un malore a 91 anni.
Quell'Ornella che ormai quando era ospite in tv non si faceva problemi a dire quello che le passava per la testa su chiunque che tanto alla sua età che problema poteva esserci? 
Anche lei, come le Kessler, ha fatto le sue esperienze nel cinema, nel suo caso anche DI RECENTE
E, a proposito di cinema, se n'è andato anche Lee Tamahori,

il regista neozelandese che aveva esordito con Once Were Warriors per poi firmare anche l'ultimo episodio del Bond versione Brosnan, ovvero LA MORTE PUÒ ATTENDERE,

quello con Madonna spadaccina (oltre che interprete del bruttino motivo dei titoli di testa) e pellicola dove Halle Berry rifaceva la famosa scena cult di Ursula Andress che usciva dal mare.

Lee aveva 75 anni ed era da tempo malato di Parkinson. 
Sempre cinema, ma anche tv con la scomparsa di Pauline Collins, attrice britannica che deve la sua fama soprattutto alla serie SU E GIÙ PER LE SCALE, ma che è stata anche tra i protagonisti del film Quartet, pellicola che aveva segnato l'esordio alla regia di Dustin Hoffman a 75 anni.

Pauline, che era passata anche nella serie DOCTOR WHO come guest (ma chi non c'è passato?), aveva 85 anni ed era malata anche lei di Parkinson. 
Addio Alice & Ellen, Ornella, Pauline e Lee. 

lunedì 17 novembre 2025

ANDIAMO AL CINEMA CON L'UNESCO

 Ha compiuto ieri 80 anni l'UNESCO con i suoi luoghi considerati patrimonio nazionale e che spesso sono stati immortalati in pellicole famose a partire,


così senza un preciso ordine cronologico, da Indiana Jones E L'Ultima Crociata dove una delle locations era il monumento funerario di Petra noto come El Khasneh e lo si vede proprio nella scena finale. 
Come il sito naturale del Kenya Lake System ha fornito le scenografie e gli aironi

per La Mia Africa con Meryl Streep e il compianto ROBERT REDFORD
Il Parco Nazionale Tongariro in Nuova Zelanda invece lo abbiamo visto con varie locations dar vita alla trilogia de Il Signore Degli Anelli di Peter Jackson.

La nostra Roma ha visto girare in Vespa Audrey Hepburn con Gregory Peck in Vacanze Romane del 1953,

mentre altre due ruote hanno raccontato nel 2004 del giovane Ernesto Che Guevara ne I Diari Della Motocicletta su e giù per il Perù, in particolare davanti alla cittadella Inca di Machu Picchu.

Il musical Tutti Insieme Appassionatamente si avvale della vera Salisburgo in Austria,

mentre Alfred Hitchcock va in Marocco per L'Uomo Che Sapeva Troppo con James Stewart e Doris Day.

Ancora più indietro nel tempo Murnau per il suo Nosferatu del 1922 ci porta a Lubecca in Germania,

mentre Wadi Rum in Giordania ha visto girare il DUNE di Villeneuve, ma prima c'era stato il set di The Martian e ancora più indietro nel tempo quello di Lawrence D'Arabia.

La Lara Croft di Angelina Jolie si muove nel parco archeologico di Angkor in Cambogia,

mentre l'apertura di Spectre (poteva mancare James Bond?) mostra il centro di Città Del Messico durante i festeggiamenti per il Dia De Los Muertos con una spettacolare sequenza di apertura dall'alto dove Daniel Craig indossava imbragature di sicurezza poi cancellate in post produzione (e forse è anche la scena migliore del film).

La curiosità però è che tale festa pare sia diventata di portata cosi faraonica solo dopo le riprese del film che quindi, da quel giorno, avrebbe portato un valore aggiunto per i turisti. 
Insomma, anche con l'UNESCO si può parlare di cinema e, nella maggior parte dei casi, di grande cinema. 

mercoledì 29 ottobre 2025

OCCHIO ALLA PENNA!

 Occhio di creatura horror già che siamo in vista di Halloween?


Macché... si tratta semplicemente della punta di una penna a sfera che oggi mi offre lo spunto per scrivere il post. 
Ok che qui nella blogosfera non usiamo la classica penna per scrivere poiché ci troviamo in una pagina web dove tutto è digitale e forse più asettico, ma al tempo stesso oggi non posso esimermi dal ricordare che esattamente 80 anni fa, nel 1945 veniva messa in vendita nei negozi la prima penna a sfera. 
Il che, detto oggi nel 2025, non fa sicuramente scalpore dato che quotidianamente usiamo tale strumento quasi senza accorgercene, per segnare un appunto sul calendario appeso in cucina, per scrivere un biglietto di auguri da allegare ad un regalino, per risolvere i cruciverba de La Settimana Enigmistica, quella originale che vanta più tentativi dì imitazione,

ma anche le imitazioni vanno bene che mica è vietato, e tanti altri utilizzi. 
Quel tipo di penna venne inventato da Lazlo Birò (da qui il suo nome dì Penna Biro), giornalista stressato dal continuo sporcarsi di inchiostro usando le stilografiche, stilose come dice il loro nome, ma poco pratiche specie se scrivi in condizioni scomode. 
Lazlo ne depositò il brevetto nel 1938 finché poi la penna venne messa in vendita in versione definitiva 80 anni fa. 
Penne a sfera da esportare che, insieme a calze di nylon per ingraziarsi le rappresentanti del gentil sesso, facevano parte del bagaglio di uno dei personaggi del viaggio verso Cracovia nel film Un Sacco Bello,

l'esordio di Carlo Verdone, dove l'auto del protagonista, una Fiat Dino, era iperaccessoriata in stile James Bond, ma con finì molto differenti da quelli della spia britannica. 
Anche la musica conta una canzone intitolata proprio PENNA A SFERA e l'aveva inserita Antonello Venditti nel suo album Lilly, quello la cui title-track raccontava dì una ragazza tossicodipendente ripetendo ossessivamente il suo nome.

La canzone di cui parlavo prima invece era stata dedicata con fare ironico ad un giornalista dì CIAO 2001 che aveva intitolato un articolo Compagni e Champagne, nel quale criticava lo stile dì vita tendente al lusso di certi cantautori cosiddetti impegnati citando proprio Antonello.
Che non l'avesse presa bene il cantautore di Roma Capoccia è risaputo

e comunque nella canzone si era ancora trattenuto. 
Bisogna dire che in seguito poi l'impegno politico di Venditti verrà molto mitigato in favore di canzoni molto romantiche, a volte pure furbette, ma di grande successo commerciale e cantate da tutto il pubblico in coro durante i concerti. 
In un certo senso forse quel giornalista ci aveva visto lungo... 

venerdì 24 ottobre 2025

KICK-ASS E IL MICROONDE

 Ci sono quei film che cambiano la vita e quelli che cambiano il cinema, e in questo caso Kick-Ass, quando è uscito nel 2010, ha decisamente cambiato il modo di vedere i supereroi come ce li aveva fino ad allora proposti la MARVEL e la DC.


A dire il vero non è stato soltanto questo film che ha riletto i super in quel periodo in effetti (e magari ne parlerò in un altro post), ma diciamo che Kick-Ass pareva un film della Marvel diretto da Quentin Tarantino o Robert Rodriguez tante erano le cose che vedevi sullo schermo e ti facevano dire "nooo, non ci credo!!!" molto tempo prima che in tv arrivassero THE BOYS e Gen-V (a proposito... vista la SECONDA STAGIONE?).
Tra le tante scene ultra splatter di Kick-Ass c'era quella del microonde usato come arma letale.

Beh un microonde certo non come quelli che ormai tutti abbiamo in casa, ma invece grande abbastanza da metterci dentro una vittima umana. 
La cosa che però non tutti sanno è che tale elettrodomestico vedeva la luce nel lontano 1955, e proprio domani compirà 70 anni. 
Il primo esemplare venne messo in commercio dalla ditta Tappen nell'Ohio, ma allora era grande come un forno tradizionale

e costava una cifra che, tradotta nella valuta di oggi, si aggirava intorno ai 10.000 euro perciò non esattamente alla portata di tutti, cioè la stessa cosa dei telefoni cellulari che appena vennero messi sul mercato erano GROSSI COME MATTONI (infatti erano chiamati "the brick") e pesavano uguale con un costo elevatissimo. 
Altra cosa curiosa era che inizialmente l'apparato a microonde era stato inventato come apparecchio per intercettare gli aerei nemici in guerra e una cosa simile (ma tutta fantasiosa) la si vede nel film AVVENTURA NEL TEMPO che fu l'ultima apparizione di Peter Cushing,  mentre adesso, opportunamente ridimensionato anche nel costo, quell' elettrodomestico ci dà una mano in cucina. 
Ah... comunque restando nel cinema, tale apparecchio ha dato l'ispirazione per venire usato come strumento di morte in altre pellicole e non solo in Kick-Ass di cui torno a parlare in coda perché Aaron Taylor Johnson,

il protagonista allora giovanissimo con l'ancora più giovane Chloe Grace Moretz e il veterano Nicolas Cage, pareva già candidato al ruolo di 007, ma in realtà non ci sono mai state vere conferme dei vari gossip, e poi perché è un film questo che mi ha spinto a leggere anche il fumetto da cui deriva con i relativi seguiti e spinoff, e che a tratti prende strade diverse, è vero, specie nella scena finale, ma sono entrambi due cose che nella tua vita devi poter dire "si, li conosco" perché, metti caso, sei ad un raduno di cosplayers e almeno non rischi di confondere Hit Girl con il Tenente Ellis della serie tv UFO.


E nel frattempo, mentre leggi il fumetto o guardi il film, ti scaldi un bel caffellatte nel microonde... 

L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE NON CONOSCE BENE I QUEEN

 In questo periodo in cui tanto si parla di intelligenza artificiale usata anche spesso a sproposito, Brian May, chitarrista dei Queen nonch...