sabato 18 luglio 2026

UNA BAND CHE FA L'APPELLO

 Chissà se qualcuno si ricorda di Dave Dee, Dozy, Beaky, Mick & Tich?


Questa serie di soprannomi messi in fila è stata il nome di un popolare gruppo pop/rock britannico formatosi nel 1964 a Salisbury. 
Eccentrici nei loro spettacoli come nel loro abbigliamento, scalarono le classifiche degli anni '60

con una serie di hit come HOLD TIGHT!BEND IT! (una specie di sirtaki) e ZABADAK!, scritte dal duo di autori Ken Howard e Alan Blaikley, e non chiedetemi il motivo di tale grande successo perché francamente non lo so, ma, come dimostrato spesso nella musica, può esserci del genio anche in motivetti apparentemente insulsi.

La band era composta da Dave Dee (David Harman, voce), Dozy (Trevor Ward-Davies, basso), Beaky (John Dymond, chitarra), Mick (Michael Wilson, batteria), Tich (Ian Amey, chitarra) ed era nata come The Initials per poi prendere quel nome così insolito rispetto ai canoni dell'epoca che prediligevano nomi brevissimi sul modello dei Beatles e degli Who. 
Mossa furba però che li rese unici e differenti da Peter, Paul & Mary che utilizzavano i loro nomi, e da Crosby, Stills & Nash (a volte con Young) che invece usavano i cognomi. 
Il loro stile musicale spaziava dal pop orecchiabile al freakbeat (un pò stile Frank Zappa) e mod, fino alla psichedelia. 
Ebbero un successo enorme, piazzando quei primi due singoli postati lassù con oltre un milione di copie vendute e raggiungendo il primo posto nella classifica britannica.
Il loro singolo più iconico, Hold Tight! (1966), è noto anche per essere apparso nella celebre colonna sonora del film Grindhouse - A Prova Di Morte (Death Proof) di Quentin Tarantino

e vanta anche una COVER IN ITALIANO da parte de I Monelli, quartetto beat che in seguito allargherà la formazione cambiando il nome in Flashmen e diventando il primo gruppo italiano sotto contratto con la prestigiosa Decca, quella stessa dei Rolling Stones. 
Colgo l'occasione di parlarne oggi perché John "Beaky" Dymond è mancato di recente all'età di 81 anni.

Come anche se n'è andato Halroy "Hal" Candis Williams, 91 anni, attore statunitense noto soprattutto per il suo ruolo ricorrente dell'agente di polizia Smith ("Smitty") in Sanford & Son,

la famosa SERIE TV black con la sigla firmata da QUINCY JONES
Goodbye "Hal" & "Beaky".

venerdì 17 luglio 2026

FRANKENSTEIN ALLA CONQUISTA DELLA TERRA: IL TRASH GIAPPONESE CON I MOSTRI GIGANTI

 Nel 1966 (il mese preciso non è sicuro, ma c'è chi dice tra maggio e luglio) negli Stati Uniti usciva Frankenstein Alla Conquista Della Terra diretto da Ishiro Honda, ovvero il papà di Godzilla.


In Giappone invece era uscito l'anno precedente, mentre in Italia me lo ricordo che era arrivato nei primi anni 70 direttamente nelle piccole sale di seconda visione come quella del piccolo paese dove abitavo, sala che di quei film orientali, tra kaiju (i film di mostri giapponesi) e wuxia (arti marziali cinesi), ne proiettava un botto riempiendo le poltrone, e un mio amico che millantava di averlo visto me lo aveva raccontato, ma delle sue parole non sapevo se fidarmi molto perché di suo era un noto fanfarone e quello che sentivo mi pareva parecchio bizzarro. 
Molti anni dopo, agli albori delle tv private, l'ho visto su una di quelle piccole emittenti e ho avuto la conferma che quello che raccontava quell'amico fosse vero e decisamente bizzarro. 
Intanto era prodotto dalla inarrestabile Toho che sfornava pellicole a getto continuo, e con un contributo degli USA per cui appare già quel Nick Adams,

attore americano di genitori ucraini che ritroveremo anche in seguito in L'INVASIONE DEGLI ASTROMOSTRI, e prende spunto dal romanzo mito di Mary Shelley mixato con il genere kaiju raccontando che, durante la Seconda Guerra Mondiale, i nazisti erano in possesso del cuore immortale del mostro di Frankenstein. 
Tale organo va a finire a Hiroshima ma, intersecando fatti storici reali, il 6 agosto del 1945, l'esplosione della bomba atomica lo fa mutare e dal singolo cuore si formerà una vera e propria figura umana. 
Anni dopo, un ragazzo selvaggio viene trovato mentre semina il panico in città: 

è l'essere nato da quel cuore e, per dirla tutta, quel simil-cavernicolo non ha un'espressione esattamente intelligente (tra l'altro nei primissimi piani si nota benissimo che ha una di quelle dentiere da vampiro che vendono a carnevale, quelle con un pezzo di gengiva rossa, giuro),

tant'è che qualche risata può tranquillamente scappare durante la visione anche perché sembra di rivedere Richard Kiel in L'UMANOIDE che si produce in mille espressioni che vorrebbero essere minacciose e invece sono una più ridicola dell'altra. 
Comunque l'essere diventerà gigantesco, con la capacità di rigenerarsi e si troverà poi a combattere contro il mostro Baragon

(dal corno lampeggiante) per difendere l'umanità, dimostrando di essere buono anche se inizialmente tutti credevano il contrario. 
Per curiosità, nel costume di Baragon c'era Haruo Nakajima, ovvero colui che ha interpretato Godzilla in tutti i film vintage, più altri mostri in altri film.
Ora non vi racconto il finale per filo e per segno, ma c'è da dire che i co-produttori americani della American International Pictures rimasero così impressionati dagli effetti speciali del mostro "Oodako" (il polpo gigante apparso in Il Trionfo Di King Kong) che chiesero espressamente di inserirlo in qualche modo nel film. 
Così venne girata una scena finale extra in cui Frankenstein viene improvvisamente attaccato da un Polpo Gigante emerso dal nulla nei boschi. 
Questa sequenza assurda (polpi lacustri? Nei boschi? Mah...) venne però scartata nella versione USA ufficiale perché alla fine risultava fuori contesto. 
Rimase però inclusa in alcune edizioni home video e passaggi televisivi. 
Anche l'intero montaggio americano subì tagli di scene drammatiche e l'aggiunta di dialoghi doppiati che spiegavano in modo più marcato le dinamiche scientifiche e belliche cercando di dare spessore a una trashata immane.

giovedì 16 luglio 2026

THE DOORS: THE FINAL CUT (E QUEL FUOCO SI RIACCENDE)

 The Doors: The Final Cut è la versione restaurata in 4K con audio Dolby Atmos del celebre film biografico diretto nel 1991 da Oliver Stone.


Anche questo film, come Il Castello Di Cagliostro, è tornato nelle sale negli stessi giorni e se l'avete perso mi spiace, ma mica posso pensare io a tutto eh... 
Scherzi a parte il film racconta l'ascesa, gli eccessi e la morte a soli 27 anni di Jim Morrison, interpretato da un memorabile Val Kilmer, ripercorrendo la vita di Jim dalla fondazione della band a Los Angeles insieme a Ray Manzarek, Robby Krieger e John Densmore. 
C'è naturalmente anche il rapporto tormentato con Pamela Courson (Meg Ryan), ma Stone ci mostra in particolare la deriva autodistruttiva del cantante, tra uso di sostanze allucinogene, poesia e provocazioni pubbliche, fino alla morte a Parigi.
Val Kilmer ha anche registrato personalmente gran parte delle parti vocali, sovrapponendole o affiancandole ai nastri originali della band, i cui membri originali rimasero stupiti per la verosimiglianza fisica e scenica con cui l'attore aveva portato in scena il loro leader.

Per dire... è difficile a prima vista capire quale delle due foto di Jim e Pam mostri gli attori e quale invece sia vera. 
Più che un'interpretazione sembrava una vera e propria reincarnazione del Re Lucertola, cioè tutt'altra cosa rispetto al Freddie Mercury di Rami Malek che, messo a confronto con Val, pareva un partecipante di Tale E Quale Show (con tutto il rispetto per il FILM che comunque avevo apprezzato). 
Comunque, miei "cavalieri della tempesta", non disperate perché il film è anche disponibile a noleggio su Prime Video, anche se per la resa migliore dell'audio, specialmente in casi come questo, rimane sempre la sala il posto più adatto. 

mercoledì 15 luglio 2026

LUPIN III - IL CASTELLO DI CAGLIOSTRO IN 4K

 Come abbiamo già visto in precedenza per anche gli altri film suoi, anche il leggendario debutto cinematografico di Hayao Miyazaki è tornato da lunedì per tre giorni sul grande schermo in una straordinaria versione restaurata e rimasterizzata in 4K.

E una nota leggenda di Hollywood racconta anche che Steven Spielberg sia un grandissimo fan di questo anime, definendolo in passato come uno dei film d'avventura più belli mai realizzati.  Hayao invece dalla sua ha spesso nominato Lo Squalo come uno dei suoi film preferiti.  Tant'è che sembrano esserci alcuni punti di contatto tra il film di Miyazaki e Indiana Jones avendo anticipato di ben due anni l'uscita nelle sale de I Predatori Dell'Arca Perduta (1981).


Tra gli elementi che accomunano le due opere c'è un perfetto e scanzonato bilanciamento tra azione mozzafiato, enigmi storici e un umorismo sempre brillante.  Ci sono trappole mortali e criminali spietati, gadget improvvisati e una massiccia dose di improvvisazione per risolvere situazioni complicate.  Anche le scene d'azione spielberghiane sembrano ispirate all'inseguimento iniziale del film animato. Entrambi i franchise poi ruotano attorno alla decifrazione di antichi segreti e al recupero di preziosi reperti storici protetti da insidie meccaniche e sotterranei segreti.  Non si tratta certo di plagio nel caso di Spielberg, ma sicuramente Miyazaki con questo film ha fatto del gran bene alla Hollywood che ci piace. 

martedì 14 luglio 2026

JURASSIC PARK PERDE IL SUO PROTAGONISTA STORICO... E PURE LA MUSICA NON È DA MENO

 È un brutto momento sia per la musica, come abbiamo visto nei giorni scorsi (eh, ma anche oggi...), che per il cinema poiché anche l'attore neozelandese Sam Neill è morto improvvisamente ieri all'età di 78 anni, dopo essere guarito dal cancro. 


L'interprete di JURASSIC PARK, quello originale del 1993, era nato in irlanda e aveva annunciato ad aprile di essere guarito, dopo essersi sottoposto a cure per un tumore del sangue al terzo stadio.
Non era stato solo legato ai dinosauri però il Sam poiché lo abbiamo visto anche in Lezioni Di Piano, Caccia A Ottobre Rosso, L'Uomo Bicentenario, Punto Di Non Ritorno (per alcuni un cult, per altri una ciofeca) e Peaky Blinders in tv, giusto per citare alcuni titoli. 
Era tornato, insieme a Jeff Goldblum e Laura Dern, anche nel rinnovato franchise per Jurassic World - Il Dominio nel 2022.
Ancora per la musica se n'è andato a 63 anni Calvin Hayes, tastierista (anche batterista) britannico che ha fatto parte dei Johnny Hates Jazz

(sfido a non ricordarsi di loro appena parte la canzone) i cui più grandi successi nel pop anni Ottanta sono stati SHATTERED DREAMS (con videoclip diretto da David Fincher dove Calvin si vede al piano) e Turn Back the Clock incluse nel loro primo vero album che portava il titolo del secondo singolo, dove Hayes ha suonato anche la batteria e arrivato dopo alcuni lavori iniziali passati inosservati.
Ci lascia anche Kevin Chown, 56 anni,

bassista americano di tutt'altro genere che ha suonato anche nei Chad Smith's Bombastic Meatbats, ovvero il gruppo rock fusion strumentale del batterista dei Red Hot Chili Pepper.
Goodbye Sam,Calvin & Kevin. 

lunedì 13 luglio 2026

A.I. ANZIANOTTA?

 Adesso parlare di intelligenza artificiale sembra il modo migliore per mostrarsi al passo coi tempi, non è vero?


Infatti anche il più scrauso dei film finisce che ce la butta in mezzo in qualche modo, anzi spesso sono proprio quelli di serie B che lo fanno, magari a sproposito, proprio per cercare di darsi un tono d'attualità. 
E se invece vi dicessi che di tale argomento se ne parlò per la prima volta ben 70 anni fa? 
Mi riferisco al Seminario di Dartmouth del 1956, ideato da John McCarthy, matematico informatico, Marvin Minsky, scienziato cognitivo e informatico, Nathaniel Rochester, ingegnere elettronico in IBM, e Claude Shannon, matematico e ingegnere elettronico. 
In quell'occasione venne introdotto ufficialmente da McCarthy il termine "intelligenza artificiale" e si cominciò a studiare la possibilità di creare macchine pensanti. 
Idea strampalata? 
Probabilmente per molti sarà stato così ritenendo che sarà stato il caldo, chissà, poiché era l'estate del 1956 e quelle persone si trovavano presso il Dartmouth College ad Hanover, nel New Hampshire, fatto sta che tale seminario è durato circa sei settimane finanziato dalla Fondazione Rockefeller.

Oltre ai partecipanti principali ha riunito anche altri matematici, ingegneri e psicologi per definire le basi necessarie per creare macchine capaci di simulare funzioni cognitive umane e istituire l'intelligenza artificiale come campo autonomo di ricerca scientifica. 
Per dire... i modelli moderni come i Large Language Models come la ormai famigerata  Chat Gpt che scrive gli articoli per i giornalisti pigri, o le reti neurali profonde, realizzano gli stessi obiettivi del 1956, ma usando il calcolo statistico sui dati invece della logica formale. 
Ed è qui oggi che vediamo come si sono evolute le cose a riguardo poiché il seminario di Dartmouth ha definito allora i problemi fondamentali dell'IA, mentre la tecnologia odierna ha cambiato il modo di risolverli. 
Nel 1956 si ipotizzò che ogni aspetto dell'apprendimento e dell'intelligenza potesse essere descritto così precisamente da essere simulato da una macchina e infatti i modelli moderni confermano questa intuizione attraverso la matematica e i vettori di dati. 
A Dartmouth si cercava di far capire la lingua alle macchine tramite regole grammaticali rigide, mentre oggi, i modelli di linguaggio generativi fanno la stessa cosa, ma in maniera più "smart" prevedendo la parola successiva in base a miliardi di esempi, un pò come fa il nostro smartphone mentre scriviamo un messaggio perché ormai ha già capito dove vogliamo andare a parare. 
Marvin Minsky portò a Dartmouth i suoi studi sulle prime reti neurali artificiali (Snarc). 
Quel concetto, allora limitato dalla scarsa potenza di calcolo dell'epoca, è la base del modo come l'intelligenza artificiale impara e si evolve. 
Ieri si cercava di programmare le regole del mondo nella macchina, mentre oggi si danno alla macchina miliardi di dati e si lascia che sia lei a trovare le regole da sola. 
Vuoi mettere che comodità? 
Tutto molto bello, come avrebbe detto BRUNO PIZZUL, ma l'importante è che la cosa non sfugga di mano

come James Cameron ci aveva raccontato in Terminator e già Stanley Kubrick lo aveva anticipato nel lontano 1968 lassù nella famosa scena di 2001 Odissea Nello Spazio: "Apri la saracinesca esterna HAL", "Mi dispiace, David, purtroppo non posso farlo. Questa conversazione non può avere più alcuno scopo... Addio".
Intelligenza artificiale fin troppo intelligente...

domenica 12 luglio 2026

QUEEN LIVE AT WEMBLEY '86: ED È STORIA

Il 12 luglio del 1986 rimane una data storica per i Queen perché viene registrato allo Stadio di Wembley il doppio CD Queen Live at Wembley '86 che sarà proposto anche in VHS.


In realtà  già l'11 la band aveva tenuto il concerto e tale registrazione sarà poi pubblicata nelle edizioni speciali successive rimasterizzate, anche questa completa.

È il concerto del celebre giubbotto giallo di Freddie che in alcuni brani in effetti sentiamo molto affaticato, ma i cori di Roger e Brian aiutano l'insieme. 
Rimane comunque un documento storico perché fu trasmesso in tv (non in diretta) e fu anche una delle ultime performance live della band. 
Per la precisione, l'ultima in assoluto, ma nessuno ancora lo sapeva, fu tenuta il successivo 9 agosto a Knebworth con l'apertura degli Status Quo e i Big Country, e il materiale registrato finirà in Live Magic. 
Inoltre, anche se con i Queen non ha alcun legame,

se non un meme così, fatemi fare anche gli auguri per i 90 anni di Lino Banfi,

passato con disinvoltura dalle commedie scollacciate anni 70/80 ai prodotti televisivi per le famiglie. 
Auguri Lino! 

sabato 11 luglio 2026

THE ROLLING STONES: FOREIGN TONGUES: POTREBBE ESSERE DAVVERO L'ULTIMA TESTIMONIANZA? PER PEPPINO SI

  È uscito ieri Foreign Tongues il nuovo  album dei Rolling Stones dalla copertina orrenda che più orrenda non si poteva fare anche se creata dall'artista Nathaniel Mary Quinn, dove cantano anche del declino dell’impero americano.


È un mix fra lo spirito di Exile On Main Street, ovvero l’anima musicale sporca, grezza e blues di Keith Richards, e il gusto pop di Mick Jagger ai tempi di Some Girls, quando la band arrivava anche nelle discoteche con Miss You e lo si sente dai ritornelli che sembrano fatti apposto per acchiappare. 
C'è comunque un feeling “live” nell’album che è stato registrato nell’arco di un mese e contiene anche alcuni riferimenti all’attualità.

Uno è in RINGING HOLLOW, pezzo che evoca il country e che è una riflessione sullo stato dell’America che non è più il posto che era un tempo. 
In un altro pezzo, MR. CHARM, si tira in ballo Elon Musk.

In SIDE EFFECTS, invece, Jagger canta di donne e degli effetti collaterali della vita rock’n’roll con una frase che dice che “C’è un prezzo da pagare per tutto ciò che ti inietti nelle vene”,

e si sa che tutti loro hanno usato varie sostanze e avuto problemi durante la loro lunga carriera in quei tempi, gli anni ’60 e ’70, che erano un periodo di grande apertura in questo senso. 
Tra le altre canzoni ci sono ci sono il soul in falsetto alla Curtis Mayfield di JEALOUS LOVER

(che si poteva anche evitare a mio parere) con Steve Winwood al Fender Rhodes; HIT ME IN THE HEAD, recuperata da una delle ultime session con Charlie Watts alla batteria ed è, a detta di Jagger, un pezzo punk

molto veloce stile Ramones, ma con più soli di chitarra dentro; e parlando di chitarre c'è DIVINE INTERVENTION, basata sull’intreccio delle chitarre di Richards e Ronnie Wood e con ospite alla chitarra anche Robert Smith dei Cure

messo in mezzo così all'improvviso senza quasi potersi preparare; COVERED IN YOU, con Paul McCartney al basso;

NEVER WANNA LOSE YOU, con di nuovo Smith ai synth e ai cori.

Oltre ai pezzi già noti Rough and Twisted e IN THE STARS (quella del video con Odessa A’zion in cui gli Stones sono ringiovaniti),

nel disco ci sono le cover di You Know I’m No Good di Amy Winehouse, con Jagger all’armonica a bocca, e di Beautiful Delilah di Chuck Berry che rappresenta una sorta di sguardo alle origini dato che la band ha sostanzialmente iniziato nel 1963 rifacendo Come On di Berry. 
L’artrite di Richards, che tra una cosa e l'altra è diventato bisnonno, ha impedito al gruppo di intraprendere un tour negli stadi che era già stato previsto e a questo punto non è dato sapere se gli Stones torneranno a fare tournée o qualche concerto isolato. 
Ma, almeno per ora, l'ultimo album è una certezza e, perlomeno al primo ascolto, non sa per nulla di vecchio.

In chiusura anche l'ultimo saluto a Peppino Di Capri, 86 anni, che è mancato stanotte e che aveva aperto i concerti italiani dei loro "rivali" Beatles. 
Addio Peppino. 

venerdì 10 luglio 2026

L'ECLISSI TOTALE DEL CUORE DI BONNIE

 Che brutto venerdì oggi. Venerdì che al cinema è stato spesso declinato come horror oppure pazzo, e che invece stavolta mi porta la notizia della morte di Bonnie Tyler, nota dalla fine degli anni Settanta per canzoni di grande successo come IT'S A HEARTACHE,


per la quale con quella sua voce roca era stata paragonata a Rod Stewart. 
Altra sua canzone famosa la si sentiva in Footlose, la cui colonna sonora comprendeva HOLDING OUT FOR A HERO,

ma soprattutto la sua voce rimane legata a TOTAL ECLIPSE OF THE HEART, canzone a dir poco maestosa del 1983 scritta da Jim Steinman nel suo classico inconfondibile stile, che girò anche il suo video, ed con ebbe con quella un successo pazzesco.

Bonnie, il cui vero nome era Gaynor Hopkins e aveva anche rappresentato il Regno Unito all’Eurovision quando ancora non era lo show dell'eccesso trash, ha avuto una carriera piuttosto lunga, ma non sempre alla vetta del successo poiché per molto tempo non si era più sentito parlare di lei, ed è morta mercoledì a 75 anni in ospedale in Portogallo, dove era stata ricoverata a inizio maggio per problemi di salute e poi messa in coma farmacologico. 
Avrebbe dovuto cominciare un tour di 30 date tra Europa e Regno Unito, ma purtroppo è andata così. 
Goodbye Bonnie. 

giovedì 9 luglio 2026

E QUI COMANDO IO, E QUESTA SQUADRA È MIA

 C'è mancato poco che questa foto fatta con l'intelligenza artificiale diventasse realtà.


Anzi, no, poiché quel "maneggio" in odore di onnipotenza fatto da Trump tramite telefonata al Presidente della FIFA Infantino per annullare l'espulsione del suo giocatore degli Stati Uniti, non è servito a nulla con il Belgio che ha buttato fuori la squadra americana bastonandola. 
Tiè! 
Che poi mica le ho viste quelle due partite, ma se ne parla talmente tanto di questa intromissione del mega Presidente galattico, che non posso nascondere la testa sotto la sabbia. 
Partite invece che nel 2006 avevo seguito perché l'Italia quella volta c'era in gioco, e a Berlino andava a finire che batteva la Francia per 6-4 dopo i calci di rigore nella finale dei mondiali di calcio di Germania 2006 e Chirac muto...  
Finale che forse in tutta sincerità, se non ci fosse stato quell'intermezzo-scontro tra Zidane e Materazzi,

ho sempre pensato che avrebbe potuto rischiare di finire a favore della Francia. 
Comunque questo è stato il quarto titolo mondiale conquistato dagli azzurri, ventiquattro anni dopo il precedente a Spagna '82 di cui ricordo come fosse adesso i caroselli in piazza per festeggiare. 
E ricordo anche che all'epoca avevo la Vespa. 
Giorno questo anche per fare gli auguri a Tom Hanks che compie 70 anni.

Auguri!!! 

mercoledì 8 luglio 2026

ARRIVANO LE SPICE GIRLS... DAL GIAPPONE

 Era il 1996, e in questo giorno di trent'anni fa il girl group britannico Spice Girls pubblicava il proprio singolo di debutto WANNABE


dove tutte avevano una parte solista, magari breve, tranne Victoria Adams che restava confusa nelle parti corali, anzi, secondo QUANTO DICEVA Butcher in The Boys nella stagione finale, la futura sposa di David Beckham proprio non emetteva alcun suono e infatti le parti vocali più evidenti erano quelle di MELANIE C, la Sporty Spice che forse fra le cinque era allora la meno carina, ma anche la più dotata artisticamente. 
Gruppi femminili al mondo ce n'erano stati già in precedenza, ma più sul genere elegante delle SUPREMES di Diana Ross, le LABELLE, le Sister Sledge. 
Con le Spice Girls si presentava invece il girl power tutto ballo e grinta tra zeppe e mini outfits. 
Piacevoli e anche divertenti per me in quello strampalato film dove appaiono anche Roger Moore ed Elton John

e che per l'Italia era stato rinominato Spice Girls - Il Film... forse che magari non si capiva che c'erano loro cinque?
Piccola curiosità: il singolo era stato già pubblicato in Giappone il mese precedente, così come test dato che nel Paese del Sol Levante i gruppi femminili dall'aspetto accattivante erano in circolazione già da tempo. 
Difatti laggiù andò benissimo anche per le Spice Girls e con tale anteprima si era creato da solo il materiale pubblicitario. 
Un marketing geniale. 

martedì 7 luglio 2026

THE AVIATOR E IL DISASTRO DI BEVERLY HILLS

 Nel film The Aviator del 2004 diretto da Martin Scorsese, e pellicola di cui avevo parlato TEMPO FA dicendomi entusiasta a metà, quella metà viene come marcata dall'incidente


che Howard Hughes ebbe a Beverly Hills con lo schianto del suo prototipo da ricognizione Hughes XF-11, pilotato da lui (interpretato ovviamente da Leonardo DiCaprio), e il fatto accadeva il 7 luglio del 1946. 
Era il primo volo di collaudo e un guasto all'elica e la conseguente perdita di potenza del motore costrinsero Hughes a tentare un atterraggio d'emergenza in un campo da golf, ma senza riuscire ad arrivarci.


Il velivolo precipitò nel quartiere di Beverly Hills distruggendo tre abitazioni prima di prendere fuoco. 
Nonostante le case fossero abitate, miracolosamente nessun civile rimase ucciso. 
L'imprenditore invece subì gravissime lesioni e gravi ustioni su tutto il corpo. 
Il lungo periodo di riabilitazione e i dolori cronici, uniti ai farmaci antidolorifici, contribuirono in seguito a scatenare il suo noto disturbo ossessivo-compulsivo e a farlo vivere isolato. 
Ed è da lì infatti che, dopo quella SCENA altamente spettacolare che ti faceva rimanere a bocca aperta, il film cambiava registro, ma la storia in fondo era ben quella. 

lunedì 6 luglio 2026

STALLONE & BIKINI

 Apriamo oggi innanzitutto con gli auguri per gli ottant'anni di Sylvester Stallone (che, per fortuna, a dispetto del titolo del post, non è in Bikini) e glieli facciamo anche da parte di "Adrianaaa"!


Nascita, quella di Sly, avvenuta un giorno dopo quella del Bikini, appunto, di cui sopra. 
Che oggi è pur vero che fa caldo eh? 
Ma pensate un pò che vampate ottant'anni fa quando, nel 1946, la spogliarellista Micheline Bernardini indossava il primo modello di quel costume da bagno femminile in una piscina di Parigi.


Una novità letteralmente "esplosiva". 
Il sarto francese Louis Reard presentava infatti il 5 luglio alla piscina Molitor di Parigi un nuovo  costume da bagno, destinato a cambiare radicalmente, la  moda estiva femminile. 
Per rimarcare l'effetto dirompente del due pezzi, il nome scelto si rifaceva al luogo del test delle due bombe all'idrogeno lanciate dagli Stati Uniti sull'atollo di Bikini, nelle isole Marshall. 
Inizialmente però persino le modelle stesse si vergognavano ad indossare un costume così piccolo e che lascia scoperto l'ombelico come buona parte dei glutei. 
Tant'è che Reard faticava a trovare una persona disponibile a indossarlo finché non ti arriva la diciannovenne Micheline che è già avvezza a presentarsi in pubblico in outfits ben più succinti. 
Le grandi star del cinema come Brigitte Bardot e i concorsi di bellezza contribuiranno alla diffusione del bikini a partire dalla seconda metà degli anni Cinquanta.

Ma certamente, per quanto riguarda proprio il cinema, uno dei bikini più famosi rimane quello del 1962 con cui Ursula Andress si fa notare da Sean Connery uscendo dal mare in Agente 007 Licenza Di Uccidere, ed outfit replicato poi nell'era Brosnan da Halle Berry.

Nel frattempo le notizie sul nuovo 007 sono sempre vaghe, quindi aspettiamo, ma temo che sarà ancora lunga l'attesa. 

domenica 5 luglio 2026

LE DISAVVENTURE DI QUATTRO GIOVANI BEATLES

 Ricordate lunedì scorso che in conclusione del post sui BEATLES IN GIAPPONE davo appuntamento alla "prossima volta" per parlare delle loro disavventure filippine?


Ed ecco che quella "prossima volta" è arrivata oggi facendoci tornare esattamente a 60 anni fa con i giornali locali dell'epoca che intitolavano gli articoli giocando sui titoli delle loro canzoni. 
Ma tutto ebbe inizio il giorno precedente, il 4 luglio del 1966, quando il gruppo mancò accidentalmente ad un ricevimento di gala organizzato dalla First Lady Imelda Marcos al Palazzo Presidenziale di Malacañang.

Il manager Brian Epstein, per non stressare troppo i suoi ragazzi, aveva declinato l'invito sottovalutando involontariamente l'importanza della situazione non essendo al corrente dell'etichetta che non permetteva assolutamente di considerare facoltativo un simile invito, ma i media locali e il regime filippino lo presero come un affronto intenzionale. 
La notizia del loro mancato arrivo fu trasmessa immediatamente dai notiziari in TV, con i figli dei Marcos in lacrime, scatenando la furia popolare. 
E fu così che, dopo il grande successo dei loro due concerti al Rizal Memorial Stadium davanti a 80.000 fan, i Beatles si ritrovarono improvvisamente senza alcuna protezione di polizia o di sicurezza. 
Anzi, la mattina del 5 luglio del 1966, la band e il loro entourage scoprirono che nessuno li serviva in hotel e che una folla ostile li attendeva fuori. 
Durante il tragitto verso l'aeroporto internazionale di Manila e al loro arrivo si trovarono come in un incubo, con le scale mobili bloccate e quindi costretti a trasportare di peso la strumentazione, senza contare che subirono sputi, insulti e spintoni. 
Pare che vennero persino costretti a pagare tasse inventate dai funzionari del governo prima di poter salire sull'aereo. 
Questa traumatica esperienza convinse il gruppo a smettere definitivamente di esibirsi dal vivo nei tour mondiali solo pochi mesi dopo. 
Quindi, se per caso andate nelle Filippine e, anche se non cantate, vi invitano ad un galà, nel dubbio non dite di no... che è meglio... 

sabato 4 luglio 2026

BLOOD SWEAT & TEARS: NON LA SOLITA MUSICA

 Ci sono quelle band, in genere piuttosto numerose, dove c'è dentro una sezione di fiati piuttosto importante, per esempio gli Earth Wind & Fire e i Chicago che più o meno conosciamo tutti per alcuni successi da discoteca (i primi) o raffinate ballad radiofoniche (i secondi).


Nella categoria rientrano, molto meno popolari dei loro colleghi di prima, anche i Blood, Sweat & Tears (nove elementi) di cui leggevo tanti anni fa su Ciao 2001, e se si parla di loro si deve in realtà fare distinzione tra due band differenti un pò come succederà con i FLEETWOOD MAC prima e dopo PETER GREEN.
Qui abbiamo la prima fondata nel 1967 da AL KOOPER, collaboratore di Bob Dylan (suo è il riff di Hammond in Like A Rolling Stone), il quale, dopo la pubblicazione del primo album 

dalla famosa foto di copertina che mostra i nostri nove con, sulle ginocchia, i rispettivi mini-me, viene messo in discussione dai suoi compagni per le sue capacità vocali e su questo non sono d'accordo, anche perché contiene ottimi brani come questa I LOVE YOU MORE THAN YOU'LL EVER KNOW.

E infatti si racconta che la vera motivazione delle critiche fosse una certa sua sgradita supremazia decisionale e il fatto che Kooper fosse già una celebrità per cui il resto dei musicisti sembrava relegato al solo ruolo di accompagnamento. 
Così Al ha lasciato il gruppo dopo quel primo album che, nonostante le lodi della critica per il loro sound così diverso per l'epoca, non andò molto bene forse proprio perché tanto diverso. 
E poi c'è la seconda band con formazione leggermente cambiata e l'ingresso del cantante David Clayton-Thomas,

(quello massiccio tutto sulla destra) canadese, che ne è stato il frontman nel periodo di maggiore successo partendo da un secondo album del 1968 intitolato semplicemente con il nome della band (la foto in apertura del post), come se si trattasse invece di una novella opera prima. 
David è mancato di recente a 84 anni e ha guidato la band con la sua voce potente e blues verso il successo negli anni '60 e '70, mischiando rock, jazz e maestose sezioni di fiati. 
Ma non è stata tutta rose e fiori la vita di David che, scappato di casa a 14 anni, ha vissuto da senzatetto e ha trascorso anche del tempo in prigione dove ha imparato a suonare la chitarra. 
Trasferitosi a Toronto, si è fatto le ossa nei club rhythm and blues di Yonge Street, prima di trasferirsi a New York nel 1967.

SPINNING WHEEL (scritta proprio da Clayton-Thomas) è la canzone simbolo dei Blood Sweat & Tears che hanno partecipato anche al celebre Festival di Woodstock nel 1969, ma, nonostante fossero tra gli artisti principali e avessero ricevuto un compenso di 15.000 dollari, la loro esibizione fu notoriamente esclusa dall'iconico film documentario perché il loro manager ordinò di spegnere le telecamere a causa di controversie sui pagamenti. 
Per esattamente 50 anni, la loro esibizione è rimasta ufficialmente inedita, fino all'agosto del 2019, quando la Columbia/Legacy ha pubblicato un album live completo della performance, intitolato Live at Woodstock. 
La carriera di David con i BS&T si è alternata anche tra lavori solisti, e tutto quello che c'è da sapere sulla band viene raccontato anche al cinema nel documentario "What the Hell Happened to Blood, Sweat & Tears?"

uscito nel 2023 per la regia di John Scheinfeld,  che racconta la loro incredibile ascesa vincendo, grazie anche a David, 3 Grammy negli anni '70, e rivela anche la storia segreta, ma non troppo, di come i membri della band furono ricattati dal Dipartimento di Stato per far sì che al loro cantante canadese venisse rilasciato un visto di residenza permanente, una carta verde necessaria per continuare a lavorare con la band. 
Curioso infine che in quello stesso album di Spinning Wheel ci sia una canzone cantata da lui dal titolo WHEN I DIE e che, per come è strutturata, sembra un musical.

Goodbye David. 

venerdì 3 luglio 2026

TRANSFIGURE: EVVAI DI PHOTOSHOP

 Alzi la mano chi non ha mai corretto digitalmente una propria foto!


Non dico per sembrare una top model, ma magari solo per correggere un'ombra, un occhio rosso, un qualcosina che dà fastidio. 
Io stesso mi sono più volte dilettato con tali strumenti. 
In effetti c'è chi di tali artifici digitali ne abusa e i risultati poi si vedono chiaramente perché l'immagine diventa innaturale. 
Su tale tema c'è su YouTube TRANSFIGURE,

un breve corto di qualche anno fa dove una ragazza sta, appunto, cercando di migliorare una sua foto, ma si accorge che, per qualche strano motivo, le modifiche che fa le si presentano anche sul suo corpo reale, cosa che lì per lì ti fa pensare Wow! 
Ma se il computer su cui stai lavorando ad un certo punto comincia a fare di testa sua, le conseguenze possono essere anche letali... 
Buon divertimento! 

giovedì 2 luglio 2026

VILLAGE PEOPLE IN LUTTO

 Con grande dispiacere riporto la notizia della morte di Victor Willis, 74 anni cantante frontman e leader originale dei Village People,


quello al centro travestito da poliziotto e in seguito anche da ufficiale di marina. 
È stato lui la mente creativa dietro i più grandi successi della band oltre che l'unico membro eterosessuale della primissima formazione originale. 
I produttori Jacques Morali e Henri Belolo lo ingaggiarono dopo averlo visto recitare nel musical The Wiz a Broadway per quello che allora era solo un progetto in studio come tanti altri nella discomusic: infatti per il primo album omonimo del 1977, quello che conteneva SAN FRANCISCO,

Willis cantò da solista quasi tutte le parti vocali, affiancato da coristi professionisti. 
Visto l'enorme successo ottenuto nei club, i due produttori hanno poi rapidamente assemblato un gruppo di ballerini e performer (che non sono gli stessi che appaiono nella foto di copertina del primo LP) per portare i brani in giro con coreografie dal vivo. 
Y.M.C.A., Macho Man, In the Navy, Go West, sono alcune tra le canzoni dei Village People che portano firma di Willis e senza dubbio le più famose. 
Goodbye Victor. 

mercoledì 1 luglio 2026

YOUNG SHERLOCK SU PRIME VIDEO: RISCRIVIAMO TUTTO PER L'ENNESIMA VOLTA

 Su Prime Video c'è Young Sherlock che è una serie ideata da Matthew Parkhill, sviluppata da Guy Ritchie e Peter Harness e basata sui romanzi di Andy Lane.


Sono gli anni giovanili del celebre futuro investigatore che qui vediamo sullo schermo ancora diciannovenne, ma già con torbidi misteri e traumi familiari tra il carcere di Newgate e l'Università di Oxford. 
È uno Sherlock tormentato e ribelle quello interpretato da Hero Fiennes Tiffin che si ritrova coinvolto in una serie di cospirazioni e tragedie, che gettano le basi del suo carattere e lo formano per la nascita della sua ossessione per la giustizia. 
Al contrario di come ce lo presentava Steven Spielberg in quella sua produzione del 1985

dal titolo Piramide Di Paura diretta da Barry Levinson e scritta da Chris Columbus (che trio, eh?), qui non c'è ancora traccia del fido Watson al suo fianco, mentre invece Sherlock diventa migliore amico della sua futura nemesi, James Moriarty, e durante gli episodi ci saranno alcuni momenti che ci dicono come cambierà il loro rapporto, di cui uno, con una battuta divertente, è quando Sherlock in un negozio si prova il classico cappellino iconico legato all'investigatore.

I primi due episodi, quelli diretti da Ritchie, hanno il dinamismo visivo che già si vedeva nei film con Robert Downey Jr. mentre in seguito il ritmo spesso cala. 
Ironia comunque ne abbiamo, ma anche molte licenze narrativa rispetto al materiale originale, come la sorella minore data per morta da piccina. 
Sorella mai pensata da Sir Arthur Conan Doyle, ma creata negli anni 2000 dall'autrice Nancy Springer e che, con il nome di Enola, è stata già portata in due film da Millie Bobby Brown, con il terzo che dovrebbe uscire su Netflix proprio oggi.

Vedi a volte le coincidenze... 

UNA BAND CHE FA L'APPELLO

 Chissà se qualcuno si ricorda di Dave Dee, Dozy, Beaky, Mick & Tich? Questa serie di soprannomi messi in fila è stata il nome di un po...