venerdì 31 maggio 2024

X-FACTOR 2024... NONOSTANTE TUTTO

 Sembrava che per i bassi ascolti dovesse chiudere i battenti X-Factor, o perlomeno cambiare casa, e invece si torna a parlare di una nuova edizione 2024 tutta rinnovata già dalla conduttrice che non sarà più Francesca Michielin e suoi UAU pronunciati così, ma Giorgia Todrani, meglio conosciuta solo come Giorgia e per essere una delle migliori voci indiscusse della musica italiana, alla faccia di chi continua ad incensare Mina come la sola ed unica, ma che, diciamolo, ha fatto il suo tempo e l'ha fatto benissimo, però adesso ad ogni tentativo di mostrarsi "moderna", al passo coi tempi risulta IMBARAZZANTE.


Non è così invece per Giorgia che ha fatto anche la sua esperienza da attrice in SCORDATO, un piacevole road movie con Rocco Papaleo che non resterà nella storia, ma avercene di film così. 
Torniamo però al talent show che tra i giudici vede il ritorno di Manuel Agnelli il quale mi sembra scelto per il rock, mentre i suoi colleghi saranno Achille Lauro che potrebbe rappresentare il pop glam alternativo, Jake La Furia dei Club Dogo che ne sa abbastanza di hip hop, rap e simili, e Paola Iezzi che con la sorella Chiara ha voce in capitolo in tema di dance e pop leggero. 
Gruppo ben nutrito quindi nonostante come sempre ci siano già le critiche sul fatto che Giorgia dovrebbe fare la giudice e non la conduttrice, che quello là cosa ne sa eccetera eccetera (fallo te se sei tanto capace). 
Io so solo che anche stavolta me lo guarderò perché gente interessante ce n'è sempre, anche se poi non si tratta dei vincitori tipo Sarafine che l'avete più vista in giro? 
E i Måneskin infatti erano arrivati secondi... Vedi che... 

giovedì 30 maggio 2024

FALLOUT: UN'ALTRO FIORE ALL'OCCHIELLO DI PRIME VIDEO

 È vero che su Prime Video tante cose che vedi sono dei pacchi (l'ho constatato personalmente e non c'entra Amadeus), ed è anche vero che la trovata degli spot adesso rompe un bel po' i maroni, ma la si sopporta lo stesso se guardi una serie come Fallout, tratta dal famoso videogame per X-Box, quello con le armature, i cavalieri e gli scudieri, ma del futuro, e realizzata in maniera strepitosa dai creatori di Westworld, cioè Jonathan Nolan e Lisa Joy che un pacco pure loro me l'avevano tirato ed era INVERSO - THE PERIPHERAL.


La faccenda parte con la solita apocalisse atomica che ha reso la superficie terrestre un po' come il mondo di Mad Max cioè tanta terra, sabbia, rottami, mentre sottoterra nei Vault, vivono i sopravvissuti in uno strano limbo temporale diviso fra alta tecnologia e stile anni 50, che è l'epoca in cui sarebbe avvenuto l'evento nucleare per cui tante cose sono rimaste com'erano a quei tempi. 
E infatti è tale la musica vintage che accompagna spesso le scene, anche quelle più action creando un contrasto fantastico e straniante perché tipo si danno delle legnate, coltellate, sparate con il sottofondo di canzoni stile Platters. 
Giuro è forte sta cosa.

La protagonista della vicenda è Katy Perry... ehm cioè no, è Ella Purnell che però abbigliata in abito da sposa come appare nel primo episodio pare la cantante uscita dal video di Hot & Cold. 
In seguito invece la vedremo nel mondo esterno un po' meno elegante e leggermente disordinata e stavolta mi ha fatto tornare in mente una giovane Susan Sarandon, specialmente per quegli occhioni particolari per i quali sembra davvero la figlia di Kyle McLachlan

che interpreta suo padre. 
Quel Kyle che in una scena flashback vediamo pure ringiovanito come quando era l'agente Cooper di Twin Peaks grazie all'ormai usuale tecnica del deaging (si, ho puntato il dito quando l'ho visto mentre contemporaneamente pensavo a quelle famose note della SIGLA).

No, chiaramente non è questo qui sopra il Kyle ringiovanito (non avrebbe funzionato molto bene sennò), ma uno degli altri due personaggi che tessono la trama della vicenda e sono il ghoul Cooper Howard (ecco chi è) interpretato da Walton Goggins e Maximus che ha il volto di Aaron Moten e c'è stato pure qualcuno che, vedendo insieme lui ed Ella, ci ha rivisto la coppia di Star Wars La Rinascita Della Forza, ma con due personaggi di molto superiori


(e i meme si sono moltiplicati). 
Scene forti e disturbanti ne abbiamo a iosa e pure twist niente male con un finale però che non è un finale, ma ormai si usa così e per fortuna, al contrario di altre serie che terminano sospese, si termina la visione non incazzati, ma con la voglia di vederne ancora, ma comunque appagati come per The Boys e Gen V, altre due belle bombe presenti sul menù di Prime Video.


mercoledì 29 maggio 2024

LA RINASCITA DELLA LEONESSA TINA

 Oggi andiamo a parlare della mai dimenticata Tina Turner, un po' perché ci ha lasciati proprio nel maggio dello SCORSO ANNO, e ricordarla non è mai un male, ma anche per un evento eclatante di 40 anni fa nella sua carriera poiché era dal 1979 che la signora non pubblicava più un disco, e francamente quel Love Explosion così legato ancora al rithm&blues che faceva con l'ex marito Ike, non era stato un grande successo, tant'è che la casa discografica EMI non le rinnovó il contratto, tutto forse perché nell'aria c'era già un sentore di cambiamenti musicali, di "nuove onde" e stili che gente colpita dal sacro fuoco della genialità come i Buggles di Video Killed The Radio Star stavano facendo conoscere.


Ma quel 29 maggio del 1984 qualcosa stava per accadere perché per la Capitol usciva Private Dancer, disco costruito apposta per lei dal produttore Rupert Hine, che in quell'anno aveva già lavorato con Howard Jones e i Thompson Twins, collaborando con due membri degli Heaven 17 (e anche ex Human League), cioè Martyn Ware e Ian Craig Marsh che di successi ne sapevano pure loro giusto qualcosa, e mettendo insieme una decina di canzoni una più bella dell'altra, di cui ben sette furono pubblicate come singolo.

Primo fra tutti il brano WHAT'S LOVE GOT TO DO WITH IT, che rimase per tre settimane alla vetta delle classifiche americane, ed è da notare anche PRIVATE DANCER, la title track scritta da Mark Knopfler, che però in realtà non era nata esattamente per lei, ma per essere inserita nell'album dei Dire Straits Love Over Gold. 
La canzone venne invece poi lasciata fuori dalla tracklist perché il leader non era del tutto convinto che fosse adatta a lui (le famose canzoni che rimangono poi negli altrettanto famosi cassetti), così la passó allo staff di Tina che la modificó nella tonalità e nei suoni per adattarla alla cantante.


Quindi a tutti gli effetti si trattó di un riciclo, ma di gran classe. 
Da quel disco (l'unico di Tina che venne ristampato anche in digitale) ci fu la rinascita artistica di Tina con un tour in grande stile che le permise di cavalcare al meglio gli anni 80 in contrapposizione alla new wave e alla italo-disco imperanti, con, invece dei synth (ma ci sono anche lì, seppure dai suoni più soft), quel sound smooth-soul seguito anche da altri artisti, da Sade ai Simply Red e molti altri che mettevi nell'autoradio a cassette (eh... all'epoca era così) per darti un tono da figo anche se guidavi una Fiat 127 di seconda mano o una Autobianchi A112 sempre usata

(che era quello che potevi permetterti) coi sedili che si ribaltavano all'istante tirando una leva... ma questa è un'altra storia 😉. 

martedì 28 maggio 2024

TI BASTAN POCHE BRICIOLE...

 Un'altro dei nomi che hanno costruito la nostra infanzia, anche se magari non tutti sapevamo che dietro a tante canzoni dei film Disney ci fosse lui, ci ha lasciato a 95 anni e si tratta di Richard M. Sherman che, insieme al fratello Robert ha firmato quelle canzoni che assolutamente almeno una volta nella vita abbiamo cantato,


tipo LO STRETTO INDISPENSABILE da Il Libro Della Giungla o Alleluja Tutti Jazzisti da Gli Aristogatti senza dimenticare naturalmente SUPERCALIFRAGILISTICHESPIRALIDOSO da Mary Poppins.

Inoltre, siccome era pure quello un film con lo spirito Disney, ma per una Casa diversa, aveva collaborato anche con la MGM per le canzoni di CHITTY CHITTY BANG BANG, dove tornava in scena l'ex spazzacamino Bert, ovvero Dick Van Dyke, nel ruolo del bizzarro inventore protagonista del film tratto da un romanzo del papà di 007, Ian Fleming, e con parecchia gente che aveva già lavorato per la spia più famosa del mondo.

Richard aveva anche fatto da consulente musicale per Il Ritorno Di Mary Poppins dove un paio di brani suoi venivano furbescamente citati, e lui, anima candida, aveva dichiarato che anche quelli nuovi gli erano piaciuti anche se non li aveva scritti lui. 
Su questo, come avevo già detto in un POST dedicato al film, non mi trova per niente d'accordo perché le canzoni sono proprio una delle cose peggiori di quel sequel perché nessuna, dico nessuna e ribadisco nessuna è passata alla storia. 
E non sono cattivo, no, anzi, sono così buono che consiglio vivamente di evitare quel sequel del 2018, per quanto Emily Blunt sia brava nel ruolo. 
Piuttosto è meglio rivedere per l'ennesima volta l'originale con i suoi effetti speciali avantissimo per l'epoca in cui era stato girato. 
E sfido chiunque a dire il contrario (occhio che vengo li, eh...).

Un altro addio musicale invece ci porta da tutt'altra parte, ovvero nel rock psichedelico degli Iron Butterfly che con  IN-A-GADDA-DA-VIDA fecero il botto nel 1968. 
È mancato infatti a 78 anni anche Doug Ingle, tastierista e cantante ed uno dei membri fondatori della band.

Il nome della canzone dal riff ossessivo stile Smoke On The Water dei Deep Purple (che arriverà quattro anni dopo), è una storpiatura da abuso di alcol della frase In The Garden Of Eden che, pronunciata in quelle condizioni mentre la stavano provando, suonava esattamente così e rimase nella storia come titolo ufficiale. 
So, goodbye Richard & Doug. 

lunedì 27 maggio 2024

STORIE DI DJ VINTAGE E ATTRICI CELEBRATE

 Gli americani son fatti così e adorano dedicare un giorno dell'anno anche alle celebrità, non solo decedute per fortuna, per cui vent'anni fa, il 27 maggio del 2004 negli Stati Uniti veniva istituito il Meryl Streep Day per dedicarlo appunto alla famosa attrice che ha all'attivo una marea di film e non solo Mamma Mia!


Invece ancora più indietro nel tempo, cioè un secolo fa esatto, sempre nello stesso giorno, nasceva la Music Corporation of America abbreviata come MCA che all'inizio era solo un'agenzia di spettacolo e in seguito diventerà anche una casa editrice e discografica che nel 2006 sarà acquistata dalla Geffen Records. 
Come casa discografica la MCA Records aveva un catalogo di artisti tutti di altissimo livello e mi sono capitati tra le mani parecchi suoi dischi marchiati con quella label dai colori iridati che ricorda un po' la copertina di The Dark Side Of The Moon dei Pink Floyd.


Il più importante per me era stata la soundtrack di Jesus Christ Superstar su doppio vinile, mentre, del mio periodo da DJ, ho molto a cuore Pop Muzik degli M di cui, essendo ad uso discoteca, avevo il discomix o maxisingolo grande come gli LP, ma che girava a 45 RPM.


Penso che chi ha fatto un po' di radio o discoteca, quell'arcobaleno lo deve aver visto parecchie volte girare sui piatti, perché moltissimi altri erano stati gli artisti che avevano inciso sotto quell'etichetta e sto parlando di Cher, Elton John, Kim Wilde, Sheena Easton, Alanis Morissette, Bobby Brown, per citarne solo alcuni. 
Cosa, quella di veder girare il disco, che adesso nelle radio e nelle discoteche, salvo in rari casi, non succede più perché non viene più usato il supporto fisico in vinile e nemmeno il cd, ma degli
incorporei file visualizzati sui computer con indicazioni varie riguardanti brano e artista ed una barra che ti fa il countdown per parlare mentre la canzone sta iniziando e smettere prima che inizi a cantare, ovvero il cosiddetto "intro" che invece 40 anni fa lo facevi solo conoscendo bene il disco e dosando la velocità e la quantità di parole da dire (cosa che Alessandro Cattelan, Fiorello e pure Amadeus sanno fare benissimo). 
Altri tempi, altra musica e, già che l'ho nominata prima, ecco qui dal 1979 POP MUZIK degli M.

Beh... per quelli che non la conoscono magari è una canzone strana forte, ma a me piace un sacco 😁. 

domenica 26 maggio 2024

DA VICINO NESSUNO È NORMALE: LA PRIMA SERATA (DI NUOVO) PER CATTELAN

 Alessandro Cattelan dopo tanto tempo è tornato alla prima serata, con uno show a dir poco faraonico, ma che non gli ha risparmiato diverse critiche, prima fra tutte che assomiglia in maniera imbarazzante a Non Dimenticate Lo Spazzolino Da Denti che aveva condotto Fiorello 30 anni fa su Canale 5, sostituito poi da Gerry Scotti e Ambra Angiolini.


E quindi dai a scrivere sui social che, con Da Vicino Nessuno È Normale, Cattelan vuole essere come Fiorello, ma non ce la fa e papapì è papapà... 
Beh ferma un attimo eh, perché intanto Ale e Rosario hanno due modi ben diversi di condurre un programma e non c'è alcuna imitazione fra di loro, anzi vorrei avere io la parlantina di Cattelan e lo spirito di Fiore (vale anche viceversa). 
In secondo luogo il programma visto lunedì su Rai2 è in pratica una versione extended, extra large, extra tutto di quello che succedeva in seconda serata (se non addirittura a notte inoltrata) a Stasera C'è Cattelan, che, strutturato come talk show, in effetti funzionava meglio, questo lo dico anch'io. 
Tornano infatti con Ale sia la band degli Street Clerks, presi sotto la sua ala dai tempi di X-Factor, sia tutta una serie di volti già visti nella trasmissione precedente


pronti a prestarsi alle gag (vere o costruite che siano) che vengono create insieme al pubblico in teatro e intorno alla piscina esterna, due location tra le quali si divide il conduttore correndo come un forsennato da una parte all'altra. 
Come ho già detto prima, però preferisco il formato da talk show con scrivania e divano molto meno grandioso, ma senz'altro più interessante. 
In terzo luogo, forse Ale si è allineato alla tendenza del momento perché faccio notare che la tv, oltre a riciclare format pure brutti che arrivano dagli altri paesi, rinomina vecchi programmi e li spaccia come nuovi,

e sto parlando di Tris Per Vincere condotto da Nicola Savino su Tv8 che altro non è che il vecchio Gioco Dei Nove di Mediaset. 
Mentre Gerry Scotti si mette a confronto con il grande Mike Bongiorno, che proprio oggi avrebbe compiuto 100 anni, e resuscita La Ruota Della Fortuna, proprio come Carlo Conti che ha riportato in tv Il Rischiatutto. 
Eccallà... Tv novità? Mah... Direi di no... 
Però bisogna prendere atto che Ale ce la mette tutta e lo fa al meglio delle sue possibilità. 
E per questo si merita almeno un Bravo!

Ehm... No, non intendevo questo, che qualcuno in preda a ricordi vintaggi magari ha anche posseduto, ma va bene lo stesso 😁. 

sabato 25 maggio 2024

IMMENSAMENTE GIULIA, CANTAVANO LE VIBRAZIONI

 Forse l'avete già sentita o letta da qualche parte la notizia della morte di una donna di nome Giulia. Si tratta di una Giulia molto speciale, e non solo perché Giulia Tagliapietra, 46 anni, ha lasciato un marito e due figli dopo una brutta malattia, ma anche perché è proprio quella "immensamente Giulia" nominata da Francesco Sarcina de Le Vibrazioni nella loro prima grande hit DEDICATO A TE


(ma molti chiamavano la canzone con il nome della donna), dove nel videoclip ufficiale girato in piano sequenza sui navigli di Milano viene interpretata dall'attrice Angelica Cacciapaglia. 
Giulia Tagliapietra in persona invece appare nella VERSIONE alternativa dello stesso identico video.

Finora la sua identità non era stata resa pubblica, ma con il triste evento Francesco ha deciso di ringraziare pubblicamente la donna per averlo ispirato a scrivere quella canzone come omaggio per averlo aiutato ad uscire da un periodo particolarmente negativo con la sua "lucente armonia" che cita nel testo della canzone. 
Questo perché Francesco, dopo aver avuto una relazione a vent'anni con lei, l'aveva lasciata nemmeno troppo bene per un'altra (succede spesso a quell'età) che però era tossicodipendente, ma Giulia era rimasta presente come amica quando lui è tornato sui suoi passi chiedendole di aiutarlo ad uscire da quel brutto giro in cui era finito e lo faceva sentire "come un equilibrista che sul mondo sfida il crollo delle sue capacità". Testo che riletto adesso assume un diverso aspetto e rivela delle verità che all'epoca erano rimaste un bel po' criptiche.

Per curiosità, lo stesso videoclip è stato parodiato da Elio E Le Storie Tese per SHPALMAN, dove appare l'intera band Le Vibrazioni nelle stesse identiche situazione dell'originale e anche Angelica Cacciapaglia, ma qui al posto della protagonista femminile c'è il geometra Mangoni per cui l'azione, dopo un inizio identico, si sposta su di lui, e anche Frankie HiNRG infine li ha omaggiati tutti in blocco per la sua CHIEDI CHIEDI.

Credo che per la musica del sabato sia una canzone che (con tutte le altre) ci sta benissimo, no? 
E quindi anch'io, da questa galassia lontana lontana mando un ultimo saluto a Giulia. 

venerdì 24 maggio 2024

LOL 4: CHI RIDE È FUORI, E INFATTI STAVOLTA SI RIDE

 Anche l'ennesima edizione di LOL Chi Ride È Fuori, cioè la quarta, è arrivata dal primo di aprile su Prime Video. 


È quella che aveva avuto anche un TALENT PREQUEL per selezionare un nuovo comico da affiancare agli altri in gara, e sempre con Fedez come conduttore che però non sta passando per niente un bel momento tra separazione e vicende di pestaggi alle quali risponde come Shaggy cioè IT WASN'T ME.

Al suo fianco ancora Frank Matano e anche Lillo, ma, parlando dei concorrenti di questa edizione, dopo l'eliminazione di Diego Abatantuono che nella competizione sembrava da subito molto defilato e desideroso di togliersi dalle balle (ma è anche la forza del suo personaggio quella), mi hanno divertito molto Lucia Ocone con i suoi classici, Aurora Leone autotunata con la parodia della trapper fortunata, nel senso che solitamente chi fa quel genere racconta di vicende personali non proprio edificanti, mentre lei era tutto il contrario, Panariello irresistibile nei panni di Renato Zero, 


tutti presenti in questo BEST OF, e Rocco Tanica degli Elii micidiale quando è arrivato conciato da MARY L'IMMENSO, ovvero un Marilyn Manson poledancer parecchio sovrappeso mettendo a dura prova la resistenza alla risata di tutti i presenti. 
Posto a proposito una chicca dell'esibizione non presente nelle puntate su Prime Video.

Il vincitore finale non lo spoilero (ma ho già detto che non è Abatantuono) per non togliere il gusto di vedere gli episodi che stavolta hanno ripreso i giri e divertono davvero. 

giovedì 23 maggio 2024

BONNIE & CLYDE IN TUTTE LE SALSE

 Oggi è la Giornata Della Legalità che pare un po' un ossimoro o un segno del destino in un periodo in cui le cronache riportano notizie di tangenti, mazzette, corruzione e regalini in cui noti personaggi della politica sono coinvolti e interrogati proprio oggi (non faccio nomi eh... ma tanto non serve, belin!).


Casualmente la giornata cade anche in una data in cui, 90 anni orsono, Bonnie Parker e Clyde Barrow, i mitici Bonnie & Clyde, finivano la loro carriera criminale uccisi in una sparatoria con la polizia. 
Entrati quindi nel mito, sono stati poi omaggiati ovviamente in cinema, ma anche in musica, per esempio con The Ballad Of Bonnie & Clyde di Georgie Fame che nel 1968 ha avuto una cover italiana ben più nota da noi perché cantata da Gianni Pettenati, quello di Bandiera Gialla


 (mica male la copertina in puro stile "beat", eh?). 
Personalmente invece sono molto legato ad un'altra cover, ma della canzone in origine cantata da Serge Gainsbourg e Brigitte Bardot sempre dedicata e intitolata ai due banditi, e che si trova nella colonna sonora di IRMA VEP di Olivier Assayas (cult assoluto che pochi conoscono). 
A cantarla qui sono i LUNA.

Poi vabbè ci sono passati anche Jay Z, Max Pezzali e tanti altri, a celebrare i due fuorilegge, e persino il genere neomelodico può vantare una canzone squisitamente trash come quella di GIANNI PIROZZO

con videoclip in perfetto stile USA. Ovviamente non sono solo queste le canzoni dedicate ai due rapinatori (basta digitare su YouTube e ne escono fuori a decine), e, come dicevo lassù, anche il cinema nel 1967 aveva raccontato la loro storia in Gangster Story di Arthur Penn con Warren Beatty e Faye Dunaway.


Ma voglio concludere il post di oggi con invece un omaggio cinematografico di qualche anno in meno fa che mi è più consono e certamente anche più trash (ma mi piace), cioè quello del 1982 con Paolo Villaggio e Ornella Muti in BONNIE E CLYDE ALL'ITALIANA


ovvero un'ennesima variazione su Fantozzi in un film ingenuo, prevedibile, ma divertente come ci si divertiva (forse meglio?) poco più di 40 anni fa. 

mercoledì 22 maggio 2024

NON AMO IL CALCIO, MA QUESTA È STORIA

 Nei corsi e ricorsi storici anche per uno come me che il calcio lo segue solo in pochissime occasioni (tipo nel 1982, giusto per far casino in strada) si finisce spesso a ricordare quella famosa partita del 1970, quella passata alla storia come LA PARTITA DEL SECOLO, quella che sembrava non finire mai e della quale avevo già parlato appunto in occasione della scomparsa di Franz Beckenbauer.


E infatti se ne riparla oggi perché è mancato ad 85 anni anche Karl-Heinz Schnellinger, proprio colui che, ormai allo scadere dei 90 minuti che mostravano l'Italia in vantaggio per 1 a 0, mentre stava già dirigendosi verso gli spogliatoi, si è visto arrivare addosso il pallone quasi per caso e, francamente con una mossa parecchio goffa, l'ha calciato nella nostra rete cambiando il risultato.

Schnellinger aveva giocato nel Milan tra gli anni sessanta e settanta. 
Quello lassù in alto è ovviamente un disegno in stile manga (come fossero Holly & Benji in quel campo da calcio che non finiva mai) ricavato da alcune foto che hanno immortalato quell'esatto momento in campo, e precisamente si tratta di questo scatto:


Addio Karl-Heinz. 

martedì 21 maggio 2024

CINEMA, DISCOTECA E GIORNALISMO IN LUTTO

 Anche oggi purtroppo ci sono degli addii in campi e situazioni molto diverse, partendo, per esempio con Dabney Coleman, 92 anni e attore statunitense noto per pellicole come Dalle 9 Alle 5, Orario Continuato


dove era l'odioso capufficio maschilista e dittatoriale di Dolly Parton, Lily Tomlin e Jane Fonda, e Tootsie dove invece era un detestabile regista che dirigeva la "diva" Dustin Hoffman, alias Dorothy Michaels, alias Michael Dorsey,

cioè ruoli tutt'altro che positivi o perlomeno buonisti, ma spesso anche nelle commedie i personaggi cattivi o comunque poco amabili sono quelli che determinano il successo di un film. 
Porto ad esempio il primo Wonder Woman dove, oltre ad una CGI pessima, sulla quale però potevi anche sorvolare, il villain era assolutamente ridicolo, e non me ne voglia David Thewlis, interprete di Sir Patrick/Ares,

ottimo in Harry Potter E La Camera Dei Segreti, ma qui davvero il suo personaggio faceva crollare tutto il film. 
Altro nome che ci ha lasciati è quello del vocalist Franchino, ovvero Francesco Principato, 71 anni,

molto noto nelle discoteche anni 80 e 90 e precursore di quelli che ti gridano "su le maniiiii" non per rapinarti, ma per farti fare casino in pista. 
Infine si è conclusa a 68 anni con l'inevitabile morte la triste odissea di Franco Di Mare, giornalista Rai inviato spesso in territori di guerra dove supponeva di essere stato esposto ad amianto e uranio impoverito che gli avrebbero causato un male incurabile.

La nota molto triste è che la tv di stato, a suo dire, non l'avrebbe degnato di un giusto riconoscimento per il danno subito, come aveva infatti raccontato da Fabio Fazio sulla Nove, ormai la diretta concorrente della Rai dove vanno a finire tutti quelli che ne scappano o ne sono cacciati. 

lunedì 20 maggio 2024

ROCK'N'ROLL CAN NEVER DIE (DISSERO I MANESKIN)

 Era il 20 maggio del 1954 quando ROCK AROUND THE CLOCK, la famosa canzone di Bill Haley & His Comets (della quale però non è lui l'autore), usciva sul mercato discografico,


ma stranamente non era stata considerata nel modo giusto poiché stava in origine relegata sul lato B di Thirteen Women (And Only One Man In Town). 
Il vero botto lo farà l'anno successivo perché il brano verrà inserito nel film Il Seme Della Violenza con Glenn Ford e Anne Francis, attrice che più avanti ritroveremo con piacere in IL PIANETA PROIBITO, per cui sarà ripubblicata come Lato A. 
Da lì a diventare poi la sigla della prima stagione di HAPPY DAYS, serie tv che ha appena compiuto 50 anni, il passo non sarà assolutamente breve, ma anzi sarà una lunga consacrazione come uno dei brani rocknroll più famosi del mondo passando anche per American Graffiti di George Lucas ed omaggiata con diverse cover


tra cui QUELLA SWING in italiano del  QUARTETTO CETRA registrata nel 1956, e la ipertecnologica dei francesi Telex sul lato B del loro singolo Moscow Discow del 1979, una insolita VERSIONE cantata col vocoder e così gelida che molti, ascoltandola alla radio, avevano pensato che fossero invece i tedeschi Kraftwerk che proprio l'anno precedente andavano alla grande con The Robots.

In realtà poi si scoprirà che il brano è molto simile a GOING MOVE TO ALABAMA di Charley Patton, ma in fondo gli accordi e i giri del rock'n'roll sono abbastanza basici (molti infatti non sopportano il blues perché dicono che è tutto uguale) per cui alla fine le somiglianze erano inevitabili.

E quindi, ricollegandomi con la frase nel titolo del post gridata da Damiano dei Maneskin in occasione della vittoria dell'Eurovision Song Contest (ma prima di lui mettiamoci Neil Young, eh...), evvai con 1 2 3 o'clock 4 o'clock rock... 

domenica 19 maggio 2024

DOC - NELLE TUE MANI: NON C'È DUE SENZA STAGIONE TRE

 Prosegue il mio percorso di recupero su Raiplay delle mirabolanti avventure raccontate nella terza stagione di Doc - Nelle Tue Mani.


Lo dico così con un filo di ironia perché in effetti certe situazioni conclusive nella trama verticale stanno spesso andando un po' sopra le righe, ma rimane sempre un prodotto godibile e sopra alla media delle fiction italiane. 
Andrea Fanti (Argentero) è riuscito a riottenere il suo posto di primario e sta anche avendo dei flash di ricordi perduti grazie anche ad una stimolazione cerebrale a cui lo sottopone il suo collega e amico psicologo. 
Insieme ai ricordi arrivano però anche strane allucinazioni come fossero dei messaggi dell'inconscio e non può mancare un qualcosa di misterioso che segue la trama orizzontale in cui è coinvolta l'ex moglie di Fanti. 
Infine poi c'è la ciliegina del collegamento con la prima stagione (nel penultimo episodio vediamo tutti ringiovaniti, ma non con il deaging) di cui tutti ormai sono al corrente mentre io arrivo tardi, ma arrivo eh... 

sabato 18 maggio 2024

COS'HANNO IN COMUNE YES, NOMADI E MATIA BAZAR?

 Da un po' di tempo il sabato musicale lo sto dedicando alle nuove uscite che, per fortuna, portano spesso ottimi prodotti, ma anche brutture inascoltabili che comunque meritano (anzi "se lo meritano") di essere citate in questo blog dove l'header spiega tutto.


Oggi però torno a dare uno sguardo alle glorie del passato cominciando con gli inglesi Yes, band progressive storica, che continua ad andare avanti nonostante i componenti non siano più quelli di una volta, e non è solo un modo di dire, sia per la morte di Chris Squire ed Alan White, ovvero basso e batteria, che per i vari sostituti come Jon Davison che fa le veci del vocalist Jon Anderson, il quale ha preferito lasciare un gruppo che, appunto, non è più quello con cui è stato per anni e anni, e il tastierista Geoff Downes (ex Buggles già stato con loro ai tempi di Drama) al posto dello storico Rick Wakeman. Insomma gli Yes stanno diventando un po' come la famosa e filosofica Nave Di Teseo alla quale piano piano vengono sostituiti tutti i pezzi creando il dubbio se si possa considerare o no sempre la stessa nave, e l'identica cosa succede ai nostri Nomadi dove l'unico membro originale è rimasto Beppe Carletti, mentre nei liguri Matia Bazar è ormai avvenuta in toto la sostituzione completa di ogni componente. 
Jon Davison ci prova a prendere il posto di Anderson, imitandone il canto angelico, ma il risultato è mediocre, vedi per esempio il loro classico ROUNDABOUT,


tanto che qualche anno fa la sua presenza aveva spinto sui social i fans della band (e mi trovano d'accordo) a chiamarli Maybe invece che Yes... hehe, capita la finezza? 
Comunque Yes o no, durante gli ultimi anni di concerti il pubblico ha notato che in scaletta non c'è più quella hit degli anni 80 che li aveva portati lassù in alto nelle classifiche dove mai erano stati, cioè Owner Of A Lonely Heart. 
La spiegazione in fondo è molto semplice e ci riporta ad un ennesimo periodo in cui la formazione era diversa perché quella canzone faceva parte del disco 90125 dove alla chitarra c'era Trevor Rabin al posto del veterano Steve Howe che, essendo lui fondatore della band fin dagli inizi e ormai unico membro originale, dopo averla SUONATA in passato

(era il 1999 e alle tante tastiere c'era anche Wakeman che pure lui non era presente in quel disco anni 80), preferisce suonare adesso le composizioni sue piuttosto che quelle di un'altro musicista, seppure di talento. Sempre Jon Davison poi, durante un'intervista ha fatto un efficace confronto alimentare fra la musica che fa la band di cui fa parte, con quella della scena trap, rap, hip hop definendo il progressive come un pranzo sontuoso, mentre la musica attuale è paragonabile ad un fast food. 
Su questo, ma solo su questo, il Jon mi trova pienamente d'accordo. 
Per il resto rimango legato alla formazione classica che suonava in questo GOING FOR THE ONE

che è senza dubbio uno dei migliori dischi del gruppo e a cui avevo giustamente dedicato un intero post qualche anno fa, ovvero i primi tempi che bloggavo qui. 

venerdì 17 maggio 2024

QUANDO SBAGLI LA TONALITÀ, LA FRITTATA È FATTA

 L'ho visto anch'io il povero AlBano cantare l'inno italiano in occasione della finale di Coppa Italia e l'ho visto perdersi fra le note cercando di aggiustare dei passaggi al volo dopo delle clamorose stecche e un finale che più raffazzonato non poteva essere.


Cos'è successo? 
L'impressione che ho avuto è che il cantante pugliese, per mancanza di tempo o (spero davvero di no) per presunzione, abbia improvvisato tutto senza fare nemmeno una prova per trovare una tonalità adatta a lui. 
Preferisco non infierire oltre poiché già ci sono state ovunque le reazioni sui social, sul web, sulle testate giornalistiche, ma, a dimostrazione che invece sulla giusta tonalità aveva già fatto delle performances eccellenti, posto quest'altro INNO eseguito da lui perfettamente pochi anni fa.

La fondamentale differenza era che nel video qui sopra cantava sopra ad una base che gli ha dato quindi una nota ben precisa con cui partire, mentre stavolta era a cappella e così è andato un po' a caso secondo l'istinto traditore, prendendola troppo alta. 
Potenza ne ha certamente ancora il "ragazzo", ma certe note alte dell'altra sera sono impossibili anche per uno con la sua esperienza e capacità musicale. 
Madonna, per esempio adesso canta LIKE A VIRGIN due toni più bassa della versione originale del suo stesso disco


e, vabbè, ora non stiamo a vedere le canzoni che invece ha fatto in playback nell'ultimo tour, faccenda che ha fatto girare le balle non poco a quelli che si son pagati dei biglietti salatissimi. 
Non solo lei, però, ha scelto di tenere una tonalità più bassa, ma anche rock band come i Kiss hanno di recente suonato e cantato I WAS MADE FOR LOVING YOU riadattata un tono sotto con l'aggiunta di qualche coro preregistrato, però ricordo anche che purtroppo, nonostante l'escamotage tecnico, Paul Stanley (c'ha un'età) non era stato esattamente al suo massimo.

Un altro espediente per eseguire dignitosamente una canzone che in originale sarebbe da urlare come dei pazzi, è quello di farne una versione acustica, quindi piu soft, il che giustifica anche un canto più sommesso e delicato su una tonalità meno "appesa". 
Come gli U2 con la loro SUNDAY BLOODY SUNDAY riproposta solo chitarra e voci. 


Rimane pur sempre una canzone che, anche eseguita in questo modo, fa cantare lo stesso tutto uno stadio, si uno stadio come quello che ha sentito dal vivo AlBano...

giovedì 16 maggio 2024

C'ERANO UN MUSICISTA, UN CANTANTE E UN ATTORE...

 Non è una barzelletta, perché anche oggi perdiamo un grande nome della musica, cioè David Sanborn, 78 anni.


David era un sassofonista che ha potuto vantare collaborazioni con i più grandi nomi dello show business con il suo stile che mischiava il jazz con il funky e, grazie a quello, è stato fra i musicisti che hanno suonato in YOUNG AMERICANS, l'album che per David Bowie segnò una transizione netta dal rock al funky appunto

dove il sax di Sanborn la fa da padrone specie nella title track. 
In tempi più recenti, per modo di dire perché si parla pur sempre di anni 90, aveva partecipato anche alla colonna sonora di Arma Letale 3 con Sting ed Eric Clapton nel brano IT'S PROBABLY ME.

Purtroppo un cancro alla prostata è riuscito alla fine a portarselo via nonostante lui avesse continuato imperterrito a suonare dal vivo e anzi c'era già pronto un tour per l'anno successivo, ma tant'è... 
Da tutt'altro mondo musicale invece arrivava Enrico Musiani, cioè da quel canto all'italiana melodico portato avanti da Claudio Villa che lo presenta in questo video con il suo più grande successo LAURETTA MIA.


Enrico, che aveva 86 anni, aveva cantato anche Rose Rosse portata al successo però da Massimo Ranieri che all'epoca era senza dubbio più dentro ai circuiti commerciali anche per la sua immagine molto accattivante per il pubblico femminile e un modo di cantare molto più "power" di quello di Musiani. 
Anche il cinema è da citare oggi per la scomparsa di Mark Damon, 91 anni, attore statunitense che aveva iniziato la carriera (guarda un po' com'è piccolo il mondo) con ROGER CORMAN in I Vivi E I Morti

e I Diavoli Del Grand Prix, dopodiché in Italia ha lavorato in diversi titoli horror e western con i nostri registi che, spesso sotto nome fittizio, sfornavano pellicole a getto continuo, quelle con i titoli molto creativi, e chissenefrega se spesso si trattava di b-movie, tanto il suo mentore Corman era specializzato proprio in quello e ci aveva fatto su una fortuna.

Negli anni 80 invece lo troveremo fra i produttori di film di grande successo fra cui 9 Settimane E 1/2. 
Addio Mark, Enrico e David. 

mercoledì 15 maggio 2024

L'ACCHIAPPATALENTI: UN GRANDE MOMENTO DI TELEVISIONE... O ANCHE NO

 Non me le vado a cercare (cioè, a volte si), ma stavolta ci sono finito per caso a vedere uno spezzone di L'Acchiappatalenti, il nuovo programma dell'iperentusiasta Milly Carlucci partito lo scorso venerdì e forse il destino, che sa sempre tessere le sue trame in maniera egregia, ha voluto che finissi a vedere uno dei momenti più tremendi con l'ESIBIZIONE del bruco che diventa farfalla.


Se l'avete visto potete capire di cosa sto parlando, sennò ve l'ho postato qui sopra così vi fate un'idea, e tale coincidenza che mi ha fatto cadere su Rai1 proprio in quel momento la considero appunto come un segno del destino per tenermi lontano da tale programma che sento sui livelli de Il Cantante Mascherato mixato con Italia's Got Talent e Tu Si Que Vales, con la differenza che negli altri due programmi i giudici potevano bloccare un'esibizione se non era gradita, mentre qui siamo andati avanti per quasi 10 minuti con un pazzo furioso che sbraitava in un italiano approssimativo terrorizzando la giuria (mentre io mi chiedevo WTF?) e in particolare Sabrina Salerno che aveva un problema con l'outfit e rischiava di finire a mostrare troppe grazie. 
Ah... Perché ho visto solo quello spezzone? 
Beh avevo appena finito di guardare qualcosa on demand su piattaforma che avevo scelto io e posso assicurare che qualsiasi cosa fosse era meglio di quello scempio televisivo che mi fa capire perché tanti stanno migrando sulla Nove e per il quale sono stati a milioni i commenti negativi sui social (vox populi, vox dei) nonostante un paio di performances decenti ci siano pure state. 
Per fortuna sta per arrivare Cattelan in prima serata dai... finché pure a lui non faranno il contratto per la Nove... 

martedì 14 maggio 2024

BIRDMAN O (L'IMPREVEDIBILE VIRTÙ DELL'IGNORANZA): SUPEREROI INVENTATI E CARTONI VERI

 Birdman (chiamiamolo solo così per brevità) è un film del 2014 diretto da Alejandro Inarritu con protagonista Michael Keaton nei panni di una star dei vecchi film di supereroi che deve fare i conti con il suo alterego di fantasia che, come un POSAMAN di Lillo, sta prendendo un po' il sopravvento nella sua vita.


Non è però un film comico come lo è la serie di Prime Video, anzi è molto drammatico e vede Riggan (Keaton) alle prese con l'allestimento di un lavoro teatrale con il quale vorrebbe far dimenticare il suo passato supereroistico, ma tutto viene portato avanti fra problemi, oltre che con il suo alterego, anche con la figlia (Emma Stone) e litigi sul palco coi colleghi (Edward Norton).

La chicca tecnica del film però è che è stato girato in modo che tutto sembri un lungo piano sequenza, esercizio tentato da pochi registi in maniera reale, anche se in realtà non lo è. 
Fatto sta che comunque Birdman era davvero un personaggio dei cartoni le cui avventure venivano da noi mandate in onda durante Gli Eroi Di Cartone, un programma della TV Dei Ragazzi ai tempi del bianco e nero, la cui sigla era FUMETTO di Lucio Dalla,


ma ora non stiamo a sottilizzare se durante la sigla, sulle immagini di Birdman, per ben due volte Lucio nomina Nembo Kid, mentre gli altri personaggi sono quelli giusti sia in audio che in video, piuttosto spero di aver portato un ricordo nostalgico di una sigla famosissima.

La serie animata prodotta da Hanna & Barbera era un qualcosa di girato molto in economia, con immagini terribilmente statiche di Birdman in volo mentre lanciava il suo urlo di battaglia che effettato com'era pareva gridare Birba!... si, come il gatto di Gargamella, ed era uno dei tre membri del Galaxy Trio che aveva una serie a sé. 

Supereroe ad energia solare, quindi fotovoltaico, ecologico, giuro, perché ricaricava i suoi poteri grazie alla luce del sole, e, al contrario di una parodia che ha avuto su Cartoon Network, in realtà non ha alcuna correlazione con il personaggio del film di Inarritu, ma, come dalle mie parti succede spesso, non riesco a fermarmi quando tra i miei neuroni mi parte un collegamento con qualcosa durante un post, e... questo è il risultato. 

lunedì 13 maggio 2024

PAREVA UN LUNEDÌ COME TANTI...

 Lunedì come tanti, si, ma con alcuni addi fra cinema, musica e serie tv partendo sopratutto da Roger Corman, prolifico regista e produttore di film horror di serie B a basso costo, ma dal grande effetto per cui erano i preferiti da proiettare nei vecchi Drive-In.


Aveva 98 anni ed aveva prodotto più di 300 pellicole, delle quali una cinquantina, spesso con soggetti presi da Edgar Allan Poe, dirette da lui stesso come I Vivi E I Morti e La Maschera Della Morte Rossa, entrambi con Vincent Price. 
Fra i film prodotti da lui c'era anche quel primo tentativo fatto sui Fantastici 4 insabbiato dalla Fox perché la major stava lavorando a quello con Jessica Alba e la storia la trovate spiegata meglio QUI.

Anche una serie tv degli anni 90 ha avuto la sua firma come sceneggiatore e produttore ed è Black Scorpion, inedita in Italia, dove un'agente di polizia diventa una paladina della giustizia in costume stile DC Comics e Marvel. 
Per la musica abbiamo perso Steve Albini, 61 anni, chitarrista degli Shellac, Rapeman e Big Black, e produttore (ma non amava essere chiamato così) di In Utero dei Nirvana che cercavano qualcuno che, smanettando sui cursori in sala di registrazione, li distaccasse un po' dal sound quasi easy (per essere una band grunge, intendiamoci) di quella bomba di Nevermind.


Steve era stata la scelta perché con la sue band suonava noise rock e in particolare con i Big Black ci dava giù pesante, al punto che aveva sfidato i dirigenti di un'etichetta indipendente per vedere se avevano davvero il coraggio di pubblicare un album dal titolo SONGS ABOUT FUCKING


(e quelli l'hanno fatto!). 
La sua passione era il suono sporco, tanto sporco che alla band, in particolare a Kurt Cobain, piaceva, ma non molto alla Geffen Records che, dopo il botto di Nevermind, almeno per un paio di brani che sarebbero usciti come singoli, Heart Shaped Box e All Apologies, pensò che forse a Steve era scappata un pochino la mano e chiese la collaborazione di un'altra mente musicale per levigare un po' il risultato finale chiamando Andy Wallace che aveva già lavorato con un sacco di band dopo la fortunata collaborazione con gli Aerosmith e i Run DMC per la hit anni 80 Walk This Way . 
A portarlo via, il buon Steve, è stato un infarto dopo che nella sua carriera aveva collaborato anche con i Pixies e P.J. Harvey.

Dalla nota serie Il Trono Di Spade si piange invece la scomparsa di Ian Gelder, 74 anni, che aveva impersonato Kevan Lannister. 
Ian aveva un cancro al dotto biliare. 
Passiamo adesso in Italia per la musica perché ad 87 anni è morta Giovanna Marini che con il Nuovo Canzoniere Italiano aveva, dagli anni 60, recuperato la tradizione della canzone popolare italiana come, per fare un esempio Bella Ciao, grazie a lei legata indissolubilmente al ricordo dei partigiani e del 25 aprile.

Addio Giovanna, Roger, Ian e Steve. 

domenica 12 maggio 2024

QUANDO LA MAMMA È UNA SUPERMAMMA

 Quest'anno per la Festa Della Mamma, dato che le mamme sono tutte "super", riprendo un evento dello scorso anno accaduto durante il programma American Idol dove fra i giudici ci sono da ben quattro stagioni Lionel Richie e Katy Perry.


Proprio lei, Katy, durante la serata dedicata alle canzoni Disney che lo scorso anno cadeva proprio nel giorno della Festa Della Mamma, si è presentata con un perfetto outfit da supermamma nel costume di Elastigirl, ovvero Helen Parr, la Mrs Incredible dei famosi film.

"Elasti" davvero in maniera particolare perché il costume era interamente di latex e Katy, pure lei infatti mamma, appariva identica al personaggio del cartone con la sua verve e spirito che la contraddistinguono in pubblico.

Forse anche troppo, poiché tale trovata non le aveva risparmiato parecchie critiche dai soliti haters che la volevano colpevole di aver catalizzato l'attenzione su di lei invece che sui concorrenti in gara. 
Katy in effetti non è nuova ai travestimenti Disney ed è già stata anche sia Sirenetta Ariel,

con capitombolo giù dalla sedia a causa della coda da pesce, bellissima, ma scomodissima, sia Ursula,

la cattiva dello stesso film, nonché Trilli, Biancaneve e persino Dumbo, quest'ultimo quando era incinta.



E anche se il latex di solito viene associato a cose ben diverse dalla Festa Della Mamma e dalla Disney (ma su Disney+ ci son CERTE PRODUZIONI...), in questo caso è stata un'idea azzeccata e coloratissima.
Auguri mamme, anche quelle che leggono questo blog (so per certo che ci sono) che lo siete sempre super... in ogni caso. 

NELSON MANDELA E INCEPTION

 Esattamente 60 anni fa, cioè il 12 giugno del 1964, Nelson Mandela, attivista anti apartheid e premio nobel per la pace, nonché presidente ...