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martedì 24 febbraio 2026

CI RISIAMO, VERO SANREMO?

 Stasera ci risiamo come il titolo di un VECCHIO WESTERN comico con Tomas Milian,


e riparte il Festival di Sanremo, ma Carlo Conti, con le sue rivelazioni snocciolate giorno per giorno e gli spot dove tutti cantano, ha già fatto la sua bella operazione di marketing. 
Abbiamo anche qui Laura Pausini, poi l’attore turco Can Jaman/Sandokan, Achille Lauro, Max Pezzali e altri ancora con pure la faccenda pseudo politica di Pucci. 
In gara una serie di figli d’arte di cui uno (Tredici Pietro) identico al padre,

ma rapper, al contrario del genitore che si capisce benissimo chi sia, e molti nomi sconosciuti agli occupanti delle poltrone dell'Ariston e ai nostalgici dei Festival di Baudo e Bongiorno. 
Poi ci sono quelli di Amici e X-Factor, e glorie del passato messe lì per il pubblico che ho citato prima.
A proposito di passato sanremese devo segnalare la scomparsa ad 87 anni di Angela Luce,

cantante e attrice napoletana che nel 1975 si era piazzata seconda con IPOCRISIA (vinse Gilda con Ragazza Del Sud) e che mi era già capitata da queste parti parlando di un film tutto matto con Tomas Milian e Maria Grazia Buccella, DOVE VAI TUTTA NUDA?, dove lei faceva un personaggio secondario, ma fondamentale. 
Aveva lavorato anche per Pasolini nel famigerato IL DECAMERON e per Luchino Visconti. 
Ma torniamo a noi, che francamente quest'anno Carlo Conti ci ha già un pò fracassato le palle. 
È comunque interessante dare un'occhiata come "magnifiche spie",

a quello che sta dietro, osservando tre cose: chi scrive, chi produce e chi firma. 
Cioè sono grosso modo i soliti autori, il che, per certi versi, riporta un pò al modo in cui era stato concepito il Festival ai tempi di Nunzio Filogamo che lo presentava agli "amici vicini e lontani" e dove le canzoni in gara venivano eseguite da tre soli interpreti a cui venivano affidati i brani da portare sul palco. 
La differenza è che qui adesso si lavora a più mani, ma tante, nel senso che il brano di Fedez e Marco Masini arriva con sei firme. 
Quello delle Bambole Di Pezza ne porta otto. 
Forse più che canzoni sono associazioni a delinquere a giudicare da quanti nomi le firmano. 
Ci sono quasi solo major discografiche, mentre le alternative sono molto poche nonostante Conti avesse parlato di apertura alle etichetta indipendenti. 
Fatto clamoroso, manca LaTarma Management, quello di Marta Donà che ogni anno vince con il suo artista. 
Era lei, Marta, quella signora che seguiva passo passo i Maneskin all'Eurovision e non una groupie fuori tempo massimo che qui sta abbracciando e baciando Victoria.

Forse Carlo avrà pensato che, se avesse vinto anche stavolta, alla fine qualcuno si sarebbe chiesto se non ci fosse qualche sotterfugio? 
Ma alla resa dei... "Conti" voglio sperare che questi siano solo dei miei pregiudizi e che poi lo spettacolo ci sia... 
Perché Sanremo è Sanremo. 

domenica 10 agosto 2025

AAA CERCASI VOCALIST

 Un giorno ti arriva Jimmy Page che ha intenzione di riformare gli Yardbirds, magari cambiando poi il nome in Led Zeppelin e ti chiede se vuoi essere il cantante frontman, ma tu cosa gli rispondi?


No, grazie anzi, ti consiglio quel giovane Robert, biondo figo, e se ti serve un batterista conosco anche John che aveva suonato con me e pesta come un fabbro. 
Un anno dopo ti arriva Richie Blackmore che cerca pure lui un nuovo vocalist per il suo nuovo gruppo che chiamerà Deep Purple e ti chiede se ti interessa farne parte, e tu ancora? 
No, grazie non mi interessa, c'ho da fare cose mie.
Fantascienza? No, è la realtà che ha visto TERRY REID rifiutare ben due proposte pazzesche per dedicarsi invece alla carriera solista che non sarà comunque priva di collaborazioni varie.


In effetti, per dirla tutta, con Page c'era stata quasi la possibilità di un sì se Terry non fosse già stato impegnato in tour come supporter di Rolling Stones e Cream. 
Chitarrista e cantante dalla voce stile Paul Rodgers (ben noto ai fans dei Queen), Terry é mancato di recente a 75 anni, ricevendo consensi nel giro della musica, ma non certo al livello che hanno poi raggiunto le due band simbolo dell'hard rock da lui evitate. 
Ma forse potrebbe essere andata così ugualmente con una sua fuoriuscita dalla formazione dopo uno o due dischi. Cosa che accade sempre anche da noi e vediamo come esempio i Lunapop e i Timoria, mentre per il discorso Maneskin pare ci siano voci di corridoio che ne (s)paventano un ritorno al completo. 
Staremo a vedere. 
Si continua sempre nel rock e nei suoi vocalist, ma qui siamo nell'heavy metal degli Iron Maiden parlando della morte di Paul Day,

il quale fu il primissimo cantante della band inglese, liquidato presto perché si dice non avesse una presenza scenica e carisma adeguati al ruolo. 
Paul, che di nome completo faceva anche Mario ed aveva 69 anni, si era poi rifatto diventando frontman degli SWEET negli anni 80, ma per un breve periodo di soli tre anni

durante i quali, oltre all'attività live, aveva registrato con loro anche delle NUOVE CANZONI.
Altro nome della musica (totalmente differente) che ci lascia è quello di Jane Morgan, di molto antecedente a Terry e Paul, come si può capire dallo stile delle sue canzoni, e nota dalle nostre parti,

oltre che per FASCINATION, più che altro per aver realizzato una cover della nostra italiana ROMANTICA, cavallo di battaglia di Renato Rascel.

Jane aveva raggiunto la notevole età di 101 anni! 
Goodbye Jane, Paul & Terry. 

sabato 24 maggio 2025

DAMIANO DAVID - FUNNY LITTLE FEARS, OVVERO... PAURE CHE SIA TUTTA UNA MONTATURA?

 Durante la settimana passata ho voluto a tutti i costi ascoltare per intero il nuovo disco solista Funny Little Fears di Damiano David,


poiché i due singoli che lo hanno preceduto, cioè BORN WITH A BROKEN HEART e NEXT SUMMER sono stati entrambi una gradevole sorpresa.


Ed ho constatato così che anche l'intero album non fa una piega, così pop leggero com'è con un occhio agli anni 90, i quali stanno tornando celebrati un po' come nella scorsa decade abbiamo tutti vissuto nella nostalgia dei fantastici anni 80.

Damiano, con tanto di allitterazione nel nome come gli eroi Marvel, qui si distacca completamente dal sound dei Maneskin, quel sound che dal vivo è vero che ti fa saltare e pogare, ma ad ascoltare il disco tipo in casa o in macchina ti viene un nervoso (ne avevo GIÀ PARLATO) perché le canzoni, ballad escluse, sono tutte uguali fatte per fare sì che Victoria vada avanti e indietro per il palco imbracciando il basso mezza nuda. 
Ecco, qui nel disco di Damiano solista c'è molto di più che le poppe della biondina, c'è una ricerca dei suoni e degli arrangiamenti molto più curata che magari non lo rende certo un capolavoro campione di vendite, ma lo fa ascoltare con piacere anche se i Maneskin vi sono sempre stati sulle balle. 
Provare per credere. 
Con un solo piccolo dubbio legittimo sull'ESECUZIONE LIVE di Born With A Broken Heart al Festival Di Sanremo

portata sul palco un tono sotto rispetto alla versione di studio, e per questo motivo (fateci caso) risultava un pochino spenta, mentre sul disco nello stesso brano Damiano si esibisce in acrobazie vocali non da poco. 
Ecco, una prova integrale live potrebbe dare la conferma oppure ribaltare il risultato come nei programmi di Alessandro Borghese... 

giovedì 20 febbraio 2025

C'È ANCORA SANREMO

 Prima che il Festival di Sanremo chiudesse i battenti avevo dedicato un POST con un approfondimento riguardante la divisione degli artisti per quanto riguarda le case discografiche e facevo notare come Warner, Sony e Universal avessero la maggioranza degli artisti in gara con il particolare che lo scorso anno i primi cinque erano tutti sotto la Warner.


Quest'anno invece sul podio le cose sono cambiate poiché c'è stata un'equa divisione fra le case discografiche dato che i primi tre erano legati rispettivamente a Sony (Olly), Sugar (Corsi che andrà all'Eurovision senza Topo Gigio al posto di Olly) e Universal (Brunori), con la Warner che troviamo invece troviamo al quarto posto con Fedez che vede tutto nero come i Rolling Stones (ma la colpa è sicuramente delle lenti a contatto). 
Scavando ancora di più però qualcuno che cerca il marcio a tutti i costi ha pensato ad un altro tipo di complotto e consiglia, per il prossimo Festival di Sanremo del 2026, di dare un'occhiata ai manager dei cantanti più che alle canzoni o al personaggio. 
Infatti:

Sanremo 2021 è stato vinto dai Maneskin: manager Marta Donà

Sanremo 2023 da Marco Mengoni: manager sempre Marta Donà

Sanremo 2024 Angelina Mango: manager ancora Marta Donà

Sanremo 2025 Olly: manager, per non sbagliare, Marta Donà

In più dicono, ma non ne sono del tutto sicuro, che tutti gli artisti citati avessero il numero 15 nel televoto.


Per essere più chiaro, Marta è quella signora che all'Eurovision Song Contest dove pure lì hanno vinto i Maneskin, li seguiva passo passo nel backstage come fosse la quinta componente del gruppo. I ragazzi poi hanno preferito licenziarla in favore di un management internazionale e per loro si era rivelata una scelta vincente in fatto di popolarità mondiale, seppure con tutte le critiche che la band si tira dietro (pure da parte mia che giudico negativamente il loro ULTIMO ALBUM). Ma ferma un attimo e non andiamo subito a pensare ad una mafia musicale, infatti l'edizione 2022 l'hanno vinta Mahmood e Blanco (aaargh! Soffro ancora adesso); cioè magari non potrebbe essere piuttosto che Marta ha un ottimo fiuto per gli artisti dato che è cresciuta in un ambiente musicale? Ognuno è libero di pensare come crede, e sicuramente lei è l'orgoglio dei suoi zii che sono Adriano Celentano e Claudia Mori, la cui sorella è appunto la mamma di Marta. 

martedì 14 gennaio 2025

L'ULTIMO SCATTO DI OLIVIERO TOSCANI

 Ad 82 anni dopo una lunga malattia è mancato Oliviero Toscani,


il noto fotografo che più volte si è fatto notare per campagne pubblicitarie al limite dell'oltraggioso e per affermazioni fatte durante interviste o programmi radiofonici/televisivi in cui ha, senza peli sulla lingua, detto la sua su personaggi pubblici in preferenza politici (Gasparri, Meloni), ricevendo in cambio denunce e querele. 
Il più delle volte Oliviero infatti per certe frasi è stato condannato a risarcire le persone tirate in ballo, e in pochi rari casi ha fatto delle pubbliche scuse ritirando quanto detto. 
Perché quello era il suo carattere che definire difficile è di per sé un addolcimento, e lo confermano anche le figlie che con lui hanno sempre avuto un rapporto molto complicato. 
Sul suo lavoro (anche i MANESKIN sono passati davanti al suo obiettivo) invece non si può negare che il genio c'era, quello che riesce a fare di una semplice foto un'opera d'arte. 
Cosa non da tutti e non per tutti, certo. Ricordo infatti il mio insegnante di religione (o era il parroco che ci faceva catechismo?) quando, per spiegare il comandamento di "non nominare il nome di Dio invano" disse che non apprezzava per niente cose come questa.

Ma allora non sapevo ancora chi avesse fatto la foto e no... non era Loredana Bertè la modella, come invece vorrebbe far credere una leggenda metropolitana alimentata dalla foto di copertina del suo disco T.I.R.

che era anche il terzo album della cantante calabrese, i cui testi erano firmati da Oscar Avogadro e Daniele Pace, quest'ultimo facente anche parte dei mitici SQUALLOR che, secondo voci di corridoio, stanno per tornare in qualche modo.

E, a proposito di musica, dobbiamo dare l'addio anche a Sam Moore del duo Sam & Dave, cioè quelli di Soul Man e HOLD ON I'M COMING, due pietre miliari del soul. 
Sam aveva 89 anni ed è deceduto per le complicazioni di un'operazione chirurgica.

Addio Oliviero e Sam. 

domenica 15 settembre 2024

ADDIO AI MANESKIN?

 Io l'avevo detto già tempo fa da qualche parte tipo TRE ANNI FA, credo anche rispondendo ad un commento su un post o forse commentando io stesso su qualche social, ma allora nessuno mi credeva.


Adesso, eccallà, succede che il prossimo 27 di settembre Damiano David, frontman dei Måneskin se ne uscirà con il suo primo singolo da solista dal titolo Everywhere. 
Si ripete così la pantomima delle uscite dai gruppi famosi come da sempre succede. 
Riccardo Fogli che se ne va dai Pooh (poi tornato di recente), Robin Gibb che molla i fratelli Bee Gees (ma lui poi ci ripensa quasi subito), Peter Gabriel che se ne va fuori dai Genesis, Cesare Cremonini dai Lunapop e la lista potrebbe comprendere anche gli 883 senza Mauro Repetto, ma qui la faccenda è forse più complicata perché il fuggiasco non è rimasto come solista e la vedremo raccontata nella serie tv ad ottobre. 
Insomma dal 27 vedremo se Damiano adesso tirerà lo stesso senza le poppe al vento di Victoria che nel frattempo avrà esclamato un "porca putt..." come sa fare bene, e si sta attrezzando per un tour solista pure lei. 
Loro dicono entrambi che non è uno scioglimento, ma solo una pausa, però intanto Damiano ha cancellato i Måneskin dalla bio del suo Instagram...  
Uhmmm... 
Quelle famose pause di riflessione che si prendono le coppie in crisi lo sai come vanno a finire poi... 
Si accettano scommesse. 

sabato 17 agosto 2024

L'ATTACCO DEI MANESKIN GIGANTI

 In effetti in questa settimana c'è tanta musica nel blog, fra Olimpiadi e debutti storici, e infatti la musica c'è anche oggi, ma, diciamolo, è estate e tutto intorno siamo invasi da spettacoli e concerti come anche in Giappone dove proprio oggi a Tokyo e domani a Osaka si esibiranno i nostri Måneskin che per l'occasione hanno avuto l'onore di avere una locandina 


disegnata nientemeno che da Hajime Isayama, ovvero l'autore del manga L'Attacco Dei Giganti trasposto anche in versione anime. Forse non sono proprio somigliantissimi i nostri ragazzi, ma sulla libera interpretazione dell'autore non si discute, e comunque Ethan Torchio, il batterista aveva già avuto una specie di sosia in ALICE IN BORDERLAND


Personalmente il loro primo disco mi era piaciuto molto, grazie anche al singolo TORNA A CASA, come nel secondo album l'altra ballad, a cui avevo già DEDICATO UN POST, dal titolo VENT'ANNI mi prendeva davvero molto bene,

mentre per la terza prova su LP, cioè Rush!, ripubblicato poi con l'aggiunta nel titolo di (Are U Coming?), purtroppo ho un giudizio non proprio positivo se non giusto per la bella ballad THE LONELIEST, l'unico brano per me degno di nota e non è un caso se in questo post ho messo solo quelle canzoni.

Ma c'è da dire che questo loro album è chiaramente stato realizzato appositamente per essere suonato dal vivo, con le canzoni che hanno più o meno tutte lo stesso tiro e difatti live rende molto bene quando sei nella bolgia sotto il palco ad aspettare lo stage diving di Damiano sudato (che magari volevi che il tuffo lo facesse Victoria, e invece no). 
Qualcuno dice che nel disegno mancano i tatuaggi di Damiano, è vero, ma forse la scelta di disegnarlo così non è casuale dato che in Giappone il tatuaggio è un segno di appartenenza ad associazioni tipo Yakuza. 
Adesso noto che li ho nominati tutti tranne Thomas, ma tanto lui campeggia lì in primo piano sulla locandina...  
Tornando quindi a Rush! devo dire che se in quelle canzoni più melodiche di cui sopra non li trovavo per niente male, qui invece mi urtavano un po' certe cose ripetitive passate dalle radio, seppure suonate con grande energia e precisione, cosa quest'ultima che forse se John Taylor parla bene di Victoria DeAngelis un motivo ci sarà.

Però sai com'è, l'ho già detto che prima di esprimere un giudizio definitivo bisogna verificare di persona perciò questo album ho voluto ascoltarlo tutto per intero durante un viaggio e questo ha confermato quello che dicevo prima, cioè che magari dal vivo certi pezzi tirati rendono bene (sono appunto fatti apposta) anche grazie a come sanno stare i ragazzi sul palco, ma così al solo ascolto in auto (che reputo uno dei modi migliori per ascoltare musica se sei da solo) non ci siamo proprio, cioè stavo provando una sensazione di nervoso.
A questo si aggiunga anche la mossa secondo me discutibile di ripubblicare questo terzo album con l'aggiunta di alcuni inediti, cosa che ultimamente si fa quando esce la Legacy Edition di un disco famoso che compie 30, 40, 50 anni, e ci trovi appunto inediti, provini e versioni alternative. 
Ma nel caso dei Måneskin che senso ha, se non solo puramente a scopo di lucro, far uscire una versione extended del disco ancora quasi fresco di stampa?
Tant'è che subito dopo, sempre durante quel viaggio, ho ritirato fuori AQUALUNG dei Jethro Tull (anche questo in una versione extended uscita per l'anniversario) e l'ho fatto girare per intero un paio di volte fino all'arrivo a casa.

E la mia psiche ha finalmente ringraziato. 

sabato 27 luglio 2024

MUSICA, BODYSHAMING E LATINO

 Dato che di recente era stato poco ben impressionato da POKE MELODRAMA, il nuovo album di Angelina Mango, non brutto, ma un po' monotono, sono andato a ripescare il suo primo EP Voglia Di Vivere,


il disco post Amici (prima ancora la ragazza ha all'attivo un album indipendente autoprodotto). 
Il disco contiene solo sei brani di cui uno è l'esecuzione live fatta durante il programma di canale 5 di NOVE MAGGIO, la cover di Liberato che Angelina aveva cantato lì.

Solo sei canzoni per un disco che dura poco più di 15 minuti, ma qui il mood è decisamente diverso, più solare come quel singolo CI PENSIAMO DOMANI che mi aveva catturato quando ancora non sapevo che lei fosse la figlia di Pino e da dove arrivasse poiché Amici non è uno di quei programmi che seguo assiduamente.

Capita a volte, si, ma proprio per caso. 
La differenza con l'album contenente La Noia e Melodrama è che in quello ha partecipato alla produzione anche Dardust e forse il marchio dance ha coperto un po' quello melodico che invece secondo me Angelina dovrebbe usare come suo punto di forza. 
Ma lo abbiamo visto tutti che le esibizioni che ha portato in giro anche nei programmi come Tim Summer Awards hanno mostrato una cantante molto impegnata sul piano fisico, cioè a ballare e muoversi tenendo comunque sempre un buon controllo della voce (non è per niente facile) senza dover per forza apparire mezza nuda come ultimamente si usa fare, ma preciso che ognuna dev'essere libera di presentarsi come vuole su un palco e chi critica di solito lo fa perché sta rosicando o solo per fare il classico troll. 
Se questa è la strada che vuole seguire o che le è stata consigliata dopo Sanremo, bene per lei. 
Magari, me lo auguro, potrebbe avere un certo riscontro internazionale come i suoi colleghi Maneskin. 
Già internazionale di suo invece suona Anna, la giovane rapper spezzina che adesso, dopo diversi featuring in dischi di uno e dell'altro, è uscita con il suo album Vera Baddie e mi ha preso pure molto bene già solo con il singolo 30°C.

La ragazza ha anche rinnovato il look uniformandosi alle colleghe internazionali come Cardi B, Nicki Minaj, Doja Cat, grazie anche ad una dieta che ha dato i suoi frutti, questo dopo che all'epoca di BANDO era stata anche oggetto di bodyshaming, ma forse solo perché Big Mama ancora doveva arrivare a mettere in riga tutti.

Su Elodie e la sua BLACK NIRVANA c'è poco da dire se non che lei è sempre bellissima e so per certo che molti guardano i suoi video senza nemmeno l'audio, così sulla fiducia. 
Ancora al femminile oggi concludo con Karol G e la sua latineggiante SI ANTES TE HUBIERA CONOSCIDO, perché il pezzo latino da ballare come bachata non può mancare in estate.

Ed è comunque una bella canzone... bella come Karol. 

lunedì 20 maggio 2024

ROCK'N'ROLL CAN NEVER DIE (DISSERO I MANESKIN)

 Era il 20 maggio del 1954 quando ROCK AROUND THE CLOCK, la famosa canzone di Bill Haley & His Comets (della quale però non è lui l'autore), usciva sul mercato discografico,


ma stranamente non era stata considerata nel modo giusto poiché stava in origine relegata sul lato B di Thirteen Women (And Only One Man In Town). 
Il vero botto lo farà l'anno successivo perché il brano verrà inserito nel film Il Seme Della Violenza con Glenn Ford e Anne Francis, attrice che più avanti ritroveremo con piacere in IL PIANETA PROIBITO, per cui sarà ripubblicata come Lato A. 
Da lì a diventare poi la sigla della prima stagione di HAPPY DAYS, serie tv che ha appena compiuto 50 anni, il passo non sarà assolutamente breve, ma anzi sarà una lunga consacrazione come uno dei brani rocknroll più famosi del mondo passando anche per American Graffiti di George Lucas ed omaggiata con diverse cover


tra cui QUELLA SWING in italiano del  QUARTETTO CETRA registrata nel 1956, e la ipertecnologica dei francesi Telex sul lato B del loro singolo Moscow Discow del 1979, una insolita VERSIONE cantata col vocoder e così gelida che molti, ascoltandola alla radio, avevano pensato che fossero invece i tedeschi Kraftwerk che proprio l'anno precedente andavano alla grande con The Robots.

In realtà poi si scoprirà che il brano è molto simile a GOING MOVE TO ALABAMA di Charley Patton, ma in fondo gli accordi e i giri del rock'n'roll sono abbastanza basici (molti infatti non sopportano il blues perché dicono che è tutto uguale) per cui alla fine le somiglianze erano inevitabili.

E quindi, ricollegandomi con la frase nel titolo del post gridata da Damiano dei Maneskin in occasione della vittoria dell'Eurovision Song Contest (ma prima di lui mettiamoci Neil Young, eh...), evvai con 1 2 3 o'clock 4 o'clock rock... 

mercoledì 8 maggio 2024

QUELLA VOLTA CHE HAI INCONTRATO DUE BUSKERS MOLTO PARTICOLARI

 I buskers, forse lo sapete già, sono i cosiddetti musicisti di strada (si, come i Måneskin prima di diventare famosi) che suonano ovunque sperando in una piccola offerta in denaro, nelle piazze, sui lungomare, anche nei corridoi delle stazioni delle metropolitane, un luogo che assicura un gran passaggio di gente e un tetto sopra la testa, che metti che piova...


L'unica nota negativa di quest'ultima location è che la maggior parte di quella gente passa di fretta tutta indaffarata per andare da qualche parte, magari a prendere qualche coincidenza, senza quasi degnare di uno sguardo i musicisti, ma quella domenica di due anni fa, l'8 maggio del 2022 qualcuno notó che c'era qualcosa di strano in quei due buskers nella stazione della metropolitana di Khreshchatyk a Kiev (ammetto di aver fato copia-incolla), perché assomigliavano maledettamente a Bono e The Edge degli U2. 
I soliti sosia da Tale E Quale Show? 
Non proprio, perché quelli erano davvero BONO E THE EDGE nel tunnel della stazione metropolitana, e suonavano gratuitamente per alcune decine di persone che si erano fermate curiose.


A loro si è poi unita la band ucraina Antytila per cantare insieme la celebre “Stand By Me” di Ben E. King, o, se preferite, "Pregherò" di Celentano (per non dire John Lennon, eh). 
Questa trovata era stata ideata per sensibilizzare la gente sul concetto di libertà che non riguarda solo l'Ucraina, ma tutti in generale, augurando che si potesse presto arrivare alla pace. 
Speranza per ora vana, anzi nel frattempo si è acuito anche un altro annoso conflitto mediorientale, ma, con tutto il rispetto per le lodevoli iniziative per la pace verso le quali si sono sempre fortemente dichiarati, dubito fortemente che stavolta i due irlandesi andranno a suonare anche da quelle parti. 

sabato 11 novembre 2023

MUSICA CON VECCHI NOMI CHE TORNANO E FRESCHE NOVITÀ

 È un gradito ritorno quello dei Blink 182 con ONE MORE TIME, una ballad stupenda che ho già messo fra le mie canzoni preferite di questo 2023 che sta per volgere alla conclusione perché, eh si, manca solo un mese e mezzo, anzi, tra poco comincerà la manfrina del "se non ci vediamo prima, allora Buon Natale e Buon Anno, eh".


Ma scusate la divagazione festaiola, che non cambia però il fatto che, a dirla tutta, l'intero album non è esattamente un disco esaltante. 
Beh ragazzi, teniamo conto che i Blink sono cresciuti un po' da quando ci facevano saltare con All The Small Things e quindi qualcuno può pensare che sia normale comportarsi un po' meno da scavezzacolli e magari essere un po' più riflessivi, senza arrivare però ai livelli ROGER WATERS ottantenne che trasforma un capolavoro in una menosissima rilettura autocompiaciuta.
Ma non è questo il caso perché invece il disco di cui sto parlando è parecchio tirato a mille, diventando però nel contempo anche un po' monotono facendo risaltare per contro proprio la ballad che mi piace tanto. 

Bene anche la musica italiana con Calcutta, uno dei nomi nuovi che trovo più interessanti, con la sua nuova 2 MINUTI, che continua a piacermi anche se la sua esibizione live da Fiorello non è stata il massimo della perfezione. 
Posso dire in sua scusante che cantare alle 8 del mattino non è cosa da tutti e porto l'esempio di Dionne Warwick che, non so se ad 82 anni ha ancora questa regola, prima di mezzogiorno addirittura non proferisce parola. 
È anche una bella sorpresa sentire in questi giorni Mina con ANCORA ANCORA ANCORA remixata da Mark Ronson (non è però figlio di tanto MICK),

un po' come nello stesso modo Bob Sinclair ti mette le mani su Ti Sento, uno dei pezzi più potenti dei Matia Bazar con Antonella Ruggiero e ne tira fuori una COSA COSÌ tutta dance che però deve ancora inchinarsi davanti all'originale che rimane il top.

Operazione simile anche quella di Marshmello che riprende Fields Of Gold di Sting, modificandola a modo suo anche nel titolo che diventa DREAMING, e nel testo tutto nuovo, e la fa cantare ex novo a Pink e all'ex Police, che quando c'è da provare qualcosa di insolito (nella musica intendo... eh) non si è mai tirato indietro.

Novità interessante l'ho trovata con Tate McRae e la sua GREEDY, un po' piena di autotune, è vero, ma l'ho già detto che sulla voce femminile lo sopporto di più quel maledetto effetto, e che nel video mostra molto apertamente atteggiamenti ed ispirazioni da Lolita mutuati da una giovane Britney Spears,

come anche nell'outfit rosso in cui si era presentata ormai quasi un anno fa ai Juno Awards con SHE'S ALL I WANNA BE (ma allora ammetto che non sapevo proprio chi fosse).

E poi c'è il terzo singolo dei Duran Duran tratto da Danse Macabre, ovvero PSYCHO KILLER, bella cover dei Talking Heads, con al basso Victoria dei Maneskin incensata da John Taylor come una buona bassista (o una bassista buona, adesso non ricordo bene), mentre sulla rete è partito un immotivato bombardamento mediatico contro di lei.

Ok, diciamo che sti quattro ragazzi de Roma, dei quali è stata pubblicata proprio ieri l'edizione estesa di Rush!, il loro album già uscito a gennaio che ora torna con quattro nuovi brani all'interno, non sono di sicuro i migliori musicisti del mondo e credo che non comprerei mai un loro disco (sempre per il discorso di prima sui Blink di essere piuttosto ripetitivi), però non si può negare che sanno fare spettacolo e tengono il palco come si deve quando fai un concerto, per cui hanno avuto l'occasione e colto la palla al balzo per sfruttare il successo nel modo migliore. 
Finché dura. 
Ah, non so se sia importante, ma nel frattempo è uscito anche un nuovo disco dei Beatles di cui avevo già parlato TEMPO FA, all'inizio dell'estate mentre Paul McCartney ci stava lavorando su e questo è il videoclip ufficiale di NOW AND THEN,

ovvero un capolavoro di CGI che mette insieme i quattro di diverse epoche come se fossero lì adesso a suonare tutti insieme. 
Si, questo è il modo migliore per avviarci verso la fine di un anno forse ancora peggiore di quelli funestati dal Covid-19, perché allora la guerra che si combatteva non era una cosa idiota e insulsa come quelle che stanno devastando adesso il nostro pianeta, ma (lo scrivo sottovoce) dicono che una forse per il momento dovrebbe essere un attimo in standby, perlomeno per quanto riguarda la liberazione degli ostaggi. 
Che poi, a ben pensare, quando mai una guerra non è idiota? 
E se il redivivo digitale John Lennon, a proposito, tanti tanti anni fa cantava Imagine e Give Peace A Chance, questo significa che non è cambiato proprio niente. 

mercoledì 23 agosto 2023

L'ULTIMA CANZONE DELL'ITALIANO

 Un'altro nome famoso della musica, anzi, ma che dico famoso?... famosissimo in tutto il mondo se ne va ad 80 anni, cioè Toto Cutugno.


Davvero famoso in tutto il mondo grazie a L'ITALIANO, canzone sanremese criticata da parecchi per i luoghi comuni con cui dipingeva noi, abitanti del belpaese, ma veramente conosciuta ovunque, e lo posso dire personalmente perché circa 10 anni fa mi trovavo in missione segreta in un paese dell'Asia centrale e un cameriere orientale, che tuttavia aveva sgamato le mie origini nonostante il mio perfetto accento british, canticchiava proprio quella canzone. 
Toto aveva debuttato prima con Ghigo E I Goghi, poi con Toto E I Tati (sulle scelte dei nomi meglio sorvolare), fino ad arrivare al Festival di Sanremo del 1976 con Gli Albatros e la canzone VOLO AZ504,


canzone particolare dall'incedere drammatico e molto recitata da Silvia Dionisio, attrice nota in quel periodo per le grazie mostrate in quasi ogni film, anche il primo episodio di Amici Miei.
Toto con quel disco si classificherà terzo per poi partire con una carriera solista che lo vedrà scrivere anche uno dei più grandi successi di Adriano Celentano, cioè Soli, e diventare anche conduttore televisivo. 
Aveva vinto il festivalone con Solo Noi nel 1980 e, dieci anni dopo, pure l'Eurofestival (allora si chiamava così) molto prima dei Maneskin. 
A causa di una malattia polmonare è morto anche Ron Cephas Jones,

66 anni, cioè uno dei protagonisti di This Is Us. 
Ron aveva avuto una carriera principalmente televisiva (Luke Cage, Mr. Robot) con invece piccole parti secondarie al cinema. 
Addio Toto e Ron. 

martedì 18 aprile 2023

L.O.L. III CHI RIDE È FUORI E DALLA STRADA AL PALCO: COSA VEDO OLTRE AL CINEMA E ALLE SERIE TV

 Due programmi tv oggi dove, secondo le regole, resta un solo vincitore e il primo dei due, che ho guardato giusto perché mi aveva divertito nelle EDIZIONI PRECEDENTI (la SECONDA già un pochino meno e lasciamo pure fuori dalla mischia il mini SPECIALE DI NATALE), è L.O.L. III Chi Ride È Fuori che è tornato su Prime Video sempre condotto da Fedez coadiuvato da Frank Martano, ma ancora una volta con poche novità degne di nota e un effetto sorpresa ormai del tutto assente se non per un finale che non ti aspetti e che però condivido pienamente proprio perché sovverte la regola citata all'inizio.


Nel frattempo ho scoperto un altro programma però sulla tv generalista, ma fruibile comodamente su RaiPlay, che è Dalla Strada Al Palco, seconda edizione di una specie di Italia's Got Talent da un'idea di Stefano Accor... ehm no, da un'idea di Carlo Conti, riservato agli artisti di strada di cui per un po' hanno fatto parte anche i Maneskin, con un Nek conduttore entusiasta, ma un po' troppo tendente al Carramba Che Sorpresa! che vuole a tutti i costi smuovere i sentimenti e la lacrimuccia. Ruffianerie a parte, il programma è uno di quei talent che mi piace seguire (l'ho scritto anche sulla mia presentazione) quando non ci sono grossi appuntamenti fra cinema e serie tv sulle varie piattaforme. 

venerdì 14 aprile 2023

CREATORS - THE PAST: COME TI FACCIO SPARIRE UN FILM SENZA LA PRESTIDIGICIRIBIRIBIZZAZIONE

 Creators - The Past è un film di fantascienza italiano, ma tutto girato in inglese con ottimi attori e pure uno splendido doppiaggio con Giancarlo Giannini, Luca Ward e persino Michele Kalamera che dava la voce al comandante Koenig di SPAZIO 1999, secondo alcuni migliorando notevolmente la prestazione attoriale di Martin Landau.


Un film diretto da Piergiuseppe Zaia, produttore, musicista e regista alla sua prima prova cinematografica come lungometraggio, girato in location varie come Venezia e Ivrea, ma pellicola già con una storia misteriosa alle spalle perché Eleonora Fani, l'autrice del libro e della sceneggiatura


(qui sopra con il regista) nonché pure lei produttrice del film, fa parte di quella cerchia di persone a cui anche Mauro Biglino, traduttore e scrittore, appartiene e che appare nel film come sé stesso,

ovvero persone che negano quanto dice la Bibbia, o meglio ne danno una diversa interpretazione in favore di ipotesi di civiltà aliene (sai quella faccenda degli Annunaki e il pianeta Nibiru) che avrebbero popolato la Terra nella notte dei tempi per scopi relativi ad esperimenti o cose del genere e spiegherebbero in modi completamente diversi la gravidanza di Maria Vergine (tema peraltro trattato anche in X-Files) nonché la storia di Gesù stesso. 
Ed è proprio di tali esseri extraterrestri che ci governerebbero che si parla nel film. 
Ovvio che alla Chiesa certe ipotesi diano più che fastidio, perciò il film, che sarebbe uscito nel 2019, oltre ad essersi ritrovato fra capo e collo il problema del Covid-19, in qualche modo è stato sepolto sotto ad una montagna di cacca e fatto sparire finché Prime Video, esaudendo il desiderio di parecchi curiosi, non l'ha messo nel suo menù, così adesso lo si può vedere liberamente. 
E che dire? 
La produzione è veramente sontuosa, con effetti speciali curati da gente che ha lavorato alla ILM di Lucas (e si vede), ed un cast che conta su



William Shatner, Bruce Payne e Gerard Depardieu, oltre alla stessa autrice del libro Eleonora Fani però irriconoscibile poiché nel film appare di colore ed è pure molto credibile oltre che molto gnocca (quanno ce vó ce vó).

In cotal guisa la Fani era stata anche a Lucca Comics durante l'anteprima del film che dopo tale proiezione non si è mai più visto nelle sale.

Sontuoso si, ma anche un po' pretenzioso, diciamolo pure. 
In pratica un film dall'aspetto narcisistico che gode nel vedersi come in uno specchio così bello e perfetto, ma che non convince del tutto chi invece lo osserva dal di fuori. 
Piccola curiosità quella di un controcampo di spalle di Depardieu aggiunto dopo la fine delle riprese e perciò sostituito da un salumiere amico del regista con la stessa corporatura importante dell'attore francese. 
Come anticipa il The Past del titolo, ci sarebbe pure una trilogia nei progetti degli autori, ma se già al primo step siamo finiti contro un muro, la vedo dura andare avanti.

Concludo il post di oggi con un altro film, di tutt'altro genere, che dopo l'anteprima sparirà dato che è stata proiettata ieri e soltanto ieri in contemporanea nelle sale di tutto il mondo la video anteprima di 72 Seasons, il nuovo album dei Metallica che esce oggi. 
Evento audiovisivo unico in Dolby Atmos coi bassi che ti ribaltavano le interiora se visto in una sala come si deve (ma d'altronde è il modo più consono per godere della musica di James Hetfield, Lars Ulrich & Co.) in cui ogni brano del disco è stato accompagnato da un videoclip (alcuni però erano formati solo da effetti grafici) e dai commenti della band che ha deciso di tornare per stabilire come si suona metal e dare del filo da torcere a tutti. 
Ed ora i Maneskin stanno tremando... 

mercoledì 18 maggio 2022

EUROVISION SONG CONTEST 2022: ANCORA TRE PAROLE (E NON SONO SOLE, CUORE E AMORE)

 Torno ancora oggi un attimo per esternare alcune mie elucubrazioni sullo show di sabato scorso che ha dato la vittoria all'Ucraina.


Vittoria vociferata da subito e confermata in finale, come per dimostrare nemmeno troppo velatamente a quel tizio là che, nonostante tutto, quel piccolo stato è sostenuto da tutti e qualcosa lo riesce a vincere, anche se, per ora, non si tratta di una guerra. 
Lo show della serata finale vero e proprio inizia solo dopo l'apertura con i Rocking 1000 e subito dopo con Laura Pausini che fa un medley dei suoi successi con cambi d'abito rapidi e un finalino in outfit quasi fetish, 

look estrosi come un po' tutte le cose indossate durante le tre serate firmate da Donatella Versace che trasforma la Lauretta di Solarolo in una vamp.

Tutto ciò al posto dei Maneskin che, avendo vinto lo scorso anno, ero sicuro che avrebbero, come tradizione, dovuto aprire lo spettacolo e invece è stato preferito dargli una collocazione più adeguata allo status di rockstar planetarie che ormai hanno raggiunto: non voglio certo criticare i quattro ragazzi romani, ma dai, cosa non riesce a fare un buon ufficio marketing per creare un mito da spremere finché è possibile? 
Ok, la chiudo qui e lunga vita ai Maneskin con un augurio di pronta guarigione per Damiano che sul palco era sofferente e zoppicante a causa di un incidente occorsogli mentre girava un videoclip. 
In generale quest'anno ho dovuto notare esecuzioni decisamente meno perfette rispetto ad altre edizioni, con il top dell'orrore con i nostri MAHMOOD & BLANCO
assolutamente deleteri per le orecchie, calanti su tutta la canzone con quei falsetti da orticaria (e già sopporto poco la canzone di suo). 
Roba da ultimo posto a calci nel culo e invece sono arrivati sesti... 
Mah... Perlomeno così l'Italia non dovrà sobbarcarsi anche la prossima edizione dello show che invece toccherà all'Ucraina... 
E francamente, messi come siamo messi, la vedo molto dura, ma Zelensky dice di essere ottimista, tanto che la farebbe a Mariupol... 
Comunque sia, l'anno prossimo voglio Malgioglio a cantare sul palco come rappresentante di tutti gli stati dove ha avuto un fidanzato: praticamente sarà un One Man Show 😜. 

sabato 14 maggio 2022

EUROVISION SONG CONTEST 2022: L'APPUNTAMENTO CON IL KITSCH A CUI NON POSSO MANCARE

 Tanta musica questo sabato perché si sta srotolando su tre serate la kermesse musicale più pazza del mondo, la più colorata e anche kitsch, e stavolta si svolge a Torino grazie alla vittoria lo scorso anno dei Maneskin pigliatutto.


Ammetto che temevo una versione stile Festival Di Sanremo con pause interminabili fra una canzone e l'altra per promozioni e sponsor, e invece tutto si sta svolgendo come da copione come nelle edizioni precedenti, con grande rapidità (immagino un esercito di gente che sposta e monta scenografie al volo), compresa la conduzione a sorpresa in inglese (gag comprese) da parte di Alessandro Cattelan e Laura Pausini, mentre Mika poliglotta traduce anche in francese. 
Una differenza però l'ho sentita ed è stata una malinconia presente in parecchie canzoni con molte esibizioni ridotte all'essenziale, forse segno dei brutti tempi che stiamo passando. 
A fare da contraltare ci sono comunque sempre i personaggi che osano di più come la rappresentante dell'ALBANIA

ad aprire le danze che, per quanto il kitsch sia una parola d'ordine qui, è apparsa davvero eccessiva e volgarotta (e infatti eliminata), i gruppi coloratissimi e fantasiosi come quello della Moldavia, nonché i Daft Punk norvegesi, cioè i SUBWOOLFERS, con ballerini zentai.
Eliminata anche la Bulgaria che ha presentato una band metal stile anni 90 sul trend lanciato da Damiano l'anno scorso "Rocknroll never dies", ma che non ha convinto i votanti. 
Non vinceranno di sicuro, ma fra tutti quella della prima semifinale mi sono piaciute un sacco le Systur,
dolcissime islandesi con uno stile retrò anni 70 che pareva di veder prendere vita quel famoso adesivo del vagabondo con la chitarra che si vedeva sul posteriore di auto alternative come Dyane e 2CV Citroen. 
La seconda serata ha mostrato una Pausini truccata da drag queen pezzente (ma perché?), e personaggi musicali come la rappresentante della SERBIA
più vicini allo stile performer che alla canzone vera e propria, e Malta, con la giovane EMMA MUSCAT
che arriva da Amici presentando un plagio sputato di Domani, la canzone di Mauro Pagani e gli ARTISTI UNITI per il terremoto in Abruzzo, mixata con gli Ace Of Base. 
Arriva poi letteralmente un'esplosione del pubblico all'esibizione di Achille Lauro, indubbiamente uno showman anche se ormai un po' ripetitivo fra outfit equivoci e baci in bocca (e difatti è stato eliminato),
con quel toro meccanico che mi conferma il sospetto che avevo scritto in un POST, cioè che Achille conosca molto bene i videoclip di SEVDALIZA e prenda parecchi spunti visivi da essi, mentre anche la POLONIA non si fa troppi problemi a copiare e incollare una famosa canzone di Lana Del Rey (cosa già fatta peraltro da Annalisa per il Festival Di Sanremo).
Preferisco non fare commenti sul duetto di Mika e la Pausini perché poi sembra che mi accanisca su di lei, mentre stasera si disputa la finale alla quale hanno già avuto accesso di diritto l'Italia con altre 4 nazioni, e con ospiti d'onore proprio i Maneskin ad aprire lo show. 

mercoledì 20 aprile 2022

NON FIDIAMOCI TROPPO DEI GIORNALISTI: BLANCO STA BENE (E ANCHE IL SUO PUBBLICO)

 Ecco che i giornalisti "creativi" tornano alla carica per acchiappare i gonzi in un periodo in cui le notizie sono monopolizzate dalla guerra.

Blanco, novello vincitore (discusso) di Sanremo con Mahmood, ha avuto una PICCOLA DISAVVENTURA durante un suo concerto a Roma nel momento in cui ha provato a farsi sorreggere dal pubblico, tipo nello stage diving di cui è ormai campione olimpionico Damiano dei Maneskin, trionfatori pochi giorni fa anche al Festival di Coachella, ma pure lui a volte ha riposto TROPPA FIDUCIA sulla preparazione fisica del pubblico.
Si, perché gli articoli sui giornali parlavano proprio di "tuffo" sul pubblico in grande stile come nella famosa scena di SCHOOL OF ROCK con Jack Black,
mentre dal video su in alto si vede chiaramente che il cantante si è sdraiato lentamente sulla folla sperando di fare il "crowdsurfing", cosa diversa, cari giornalisti, dallo stage diving, ma per voi che la musica "moderna" è tutta "musica del diavolo", buttate tutto nello stesso pentolone senza ritegno.
Folla che, però, non è riuscita a reggerlo facendolo scivolare a terra insieme ad una manciata di ragazzi, perché son sempre quei 70 chili che se ti spingono giù ti mettono in equilibrio precario. 
Risalito sul palco, Blanco ha poi subito chiesto se i ragazzi coinvolti nell'allegra ammucchiata stavano tutti bene. 
Da quello che invece raccontavano i giornalisti pareva che Blanco avesse avuto delle lesioni tali da richiedere l'intervento del pronto soccorso. 
Vera invece era stata la facciata presa da MORGAN in un suo stage diving andato male
facendo pure incazzare molto il cantante. 
Anzi, pare che fra il pubblico ci fosse pure Bugo che avrebbe esclamato: "Dov'è Morgan?". 😜
Bravi giornalisti mendaci, continuate così che già non ne abbiamo abbastanza di notizie false su tutto quello che ci circonda, e peggio ancora sono quelli che hanno riportato la notizia solo per sentito dire, magari ingigantendola come nel gioco del telefono senza fili. 
Ormai però è facile sbugiardarvi grazie al web, gnè gnè gnè. 

sabato 11 dicembre 2021

X-FACTOR 2021: NON VA "MIKA" TANTO BENE... (MA ANCHE EMMA, MANUEL ED HELL RATON)

 Posso riassumere in breve l'ultima edizione di X-Factor vinta da BALTIMORA?

Credo di sì, e mi basta citare alcuni tormentoni che ho sentito ripetuti a nastro fin dalle audizioni: 
"Che dire?", "Hai spaccato", "A questo giro..." (Hell Raton), 
"Attitudine", "Contaminazione" , "Cazzo!", "Vari discorsi tecnici..."(Manuel Agnelli), 
"C'hai la cazzimm", "Prenditi il palco...", "Ti dico solo questo..." (Emma), 
"Qualsiasi cosa, ma pronunciata con l'accento sbagliato come Stanlio e Ollio..." (Mika). 
A fare da contorno a tutte queste frasi ci sono state poi anche delle canzoni perché nel programma di solito si usa così, canzoni in genere urlate da band che ho trovato francamente fastidiose e che si atteggiano per apparire internazionali come i Maneskin (si... provaci), quei Maneskin usciti proprio da qui ed ospiti d'onore della serata finale (insieme ad un'altra band famosa quasi quanto loro 😜 che forse avrete sentito nominare qualche volta, i Coldplay), oppure brani inquinati da voci autotunate, ma per fortuna presto perse per strada.

Trionfo zentai per quanto riguarda i costumi del corpo di ballo, forse scelti per rendere anonimi e tutti uguali gli altri intorno, proprio come nella bizzarra pratica giapponese di cui ogni tanto mi è già capitato di parlare, e non distogliere l'attenzione dal volto del concorrente. 
Forse anche il cambio di conduttore non ha giovato al programma e non me ne voglia Ludovico Tersigni dall'accento talmente romanesco che mme veniva da ddì: "ANNAMO A PIJA' ER GELATO?“,

ma prima, dove la diretta aveva degli inevitabili momenti loffi, poteva invece  contare sulle capacità quasi uniche di Ale Cattelan di ravvivare l'atmosfera e strapparti un sorriso lo stesso. 
Cosa che Ludovico ha provato a fare nell'apertura della serata finale urlando come un ossesso ottenendo solo un effetto da vocalist da discoteca anni 90. Ah... Nel marasma generale, come ho detto all'inizio ha vinto Baltimora (e ora dai, tutti a cantare TARZAN BOY... Hehehe, ma non è mica lui, dai...),
al secolo Edoardo Spinsante, continuamente incensato dal suo coach Hell Raton, ma ritengo che non ci sarà confusione con il prodotto tormentone anni 80 di Maurizio Bassi (che poi era anche la voce nei dischi), dato che, senza cattiveria alcuna, ne profetizzo una rapida scomparsa nell'oblio, come le vincitrici degli anni scorsi, CASADILEGO e SOFIA TORNAMBENE, perché mica tutti sono i Maneskin... che son bravi, ok, ma prima di tutto bisogna sapere che hanno alle spalle un management (prima italiano ed ora internazionale) con le strapalle che sa esattamente come muoversi e agire per creare il mito. 
E finora sta andando tutto bene... 
Finché dura, gloria ai Maneskin. 

martedì 7 dicembre 2021

UN GRANDE, GRANDISSIMO ADDIO A JOHN MILES, E NON SOLO.

 Una canzone la sua MUSIC del 1976, conosciuta a livello planetario, grazie anche al fatto che il suo primo disco era stato prodotto in pompa magna da Alan Parsons (e si sente eccome).

Quindi, nonostante John Miles abbia poi realizzato nella sua carriera altri dischi (non moltissimi in verità) il suo nome rimane per sempre legato a quella canzone. 
E adesso lo sarà ancora di più perché John ci ha lasciati a 72 anni dopo aver anche cantato come ospite nei dischi dell'Alan Parsons Project e in un album solista di Jimmy Page, la chitarra dei LED ZEPPELIN
Appartiene invece ad un altro genere musicale, ma non per questo meno importante, un altro artista che qualcuno ricorderà alla TV dei Ragazzi in quel programma intitolato Il Dirigibile di cui ho accennato tempo fa in un post proprio sui LED ZEPPELIN (oggi sti ragazzi mi saltano fuori ovunque). 
Forse si ricorderà tale trasmissione con Mal come conduttore/comandante, è vero, ma la prima edizione del Dirigibile era invece pilotata da Toni Santagata


(a sinistra col cappello da comandante), il simpatico cantautore pugliese che ci ha lasciati in questi giorni ad 86 anni. 
Toni aveva portato le sue radici folk nel mondo del pop partecipando a diversi programmi televisivi e vincendo l'edizione di Canzonissima del 1974 con LU MARITIELLO nel girone della musica folk scontrandosi con la sarda Maria Carta.
Il girone della musica leggera di quell'anno invece fu vinto da Wess & Dori Ghezzi con la strafamosa Un Corpo E Un'Anima, facendoli diventare anche nostri rappresentanti all'Eurofestival del 1975 (allora si chiamava così e l'accesso alla kermesse non avveniva tramite il Festival Di Sanremo), cioè come quest'anno i Maneskin, ma vi assicuro che si presentavano un pizzico diversi dai quattro rockers. 
Per il cinema invece ci ha lasciati a 66 anni Martha De Laurentiis,

produttrice cinematografica, e infatti sia lei che il marito Dino hanno sfornato senza dubbio parecchio materiale di qualità, ma, francamente, anche qualche scivolone trash. 
Ho detto trash o FLASH? Ahaaaaa... 
Si, perché quello era tutto opera di Dino nel 1980, anno in cui i due si sono incontrati, conosciuti e piaciuti, ed è scattata la scintilla... 
O il... Flash! Ahaaaaaa... 
Qualche titolo prodotto da Martha: Unico Indizio La Luna Piena, Brivido, King Kong 2, e in questo caso non ci sono dirigibili a librarsi sopra di noi... 
Un addio a tutti, Martha, John e Toni, e ancora un ricordo di Dino, da questa galassia lontana lontana. 

domenica 7 novembre 2021

I MANESKIN ALLE STELLE MENTRE UN ASTRO HA SMESSO DI BRILLARE

 Mentre i Maneskin hanno aperto il concerto dei Rolling Stones a Las Vegas con mezz'ora tutta per loro durante la quale hanno scaldato il pubblico per Mick & Co., ed io non riesco a farmi un'idea dell'emozione che i quattro ragazzi avranno provato, ci lascia a 64 anni Astro,


al centro nella foto, ovvero Terence Wilson, il fondatore della storica band degli UB40 e voce insieme ad Ali Campbell, cioè gli inglesi del reggae contaminato con venature elettroniche. Era stato con la band di Birmingham fino al 2013, anno in cui ha mollato i compagni per portare in giro una sua formazione con lo stesso repertorio. 
Goodbye Astro. 

CON QUELLA FACCIA UN PÒ COSÌ

 Ma sarà un effetto ottico o sono tracce di vita extraterrestre? Questo si domandavano in milioni tra spettatori e lettori di fronte alla f...