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lunedì 10 agosto 2026

THE BEATLES - REVOLVER: 60 ANNI FA I RAGAZZI DECIDEVANO CHE ERA IL MOMENTO DI CAMBIARE

 Ricordate che vi avevo dato APPUNTAMENTO ad agosto per l'anniversario di Revolver dei Beatles?


Ed eccoci qua con quel disco che venne pubblicato per la precisione il 5 agosto 1966 come settimo album dei FabFour e ne avrei parlato prima, ma nel frattempo FRANCESCO se n'è andato e non potevo evitare di dedicargli un intero post. 
Disco questo considerato il loro momento di svolta nel quale i ragazzi metteranno da parte la musica pop da concerto (anche per via di certe DISAVVENTURE di cui vi ho già raccontato) per buttarsi nelle prime, complesse sperimentazioni in studio, tra cui l'uso pionieristico di nastri magnetici, il tape loop e le prime influenze psichedeliche e orientali. 
Registrato agli Abbey Road Studios di Londra sotto la guida del produttore George Martin, l'album contiene 14 brani e, per la prima volta ben tre sono composizioni di George Harrison

(in precedenza i due "capi" gliene concedevano al massimo due per disco), tra cui la celebre canzone d'apertura TAXMAN che potrebbe ricordare il tema musicale della nota serie tv Batman e difatti entrambe uscirono nello stesso anno, ma non è mai stato chiarito bene chi avesse ispirato chi. 
C'è poi TOMORROW NEVER KNOWS scritta da John Lennon,

che con quel sitar dominante è considerata la canzone che ha dato il via alla psichedelia essendo costruita su un unico accordo di Do, e utilizza loop di nastri registrati al contrario. 
ELEANOR RIGBY è tutta di Paul McCartney,

ma, per il famoso accordo tra di loro, risultano tutte divise con Lennon ed è arrangiata unicamente per un ottetto d'archi, difatti i quattro non suonano nessuno strumento e, anzi, Ringo nemmeno canta. 
Lo fa invece in YELLOW SUBMARINE, marcetta apparentemente infantile (Paul l'aveva concepita proprio pensando ad una canzone per bambini e fu pubblicata come singolo), ma diventata una specie inno generazionale e oso dire che quasi sicuramente è stata la mia prima canzone dei Beatles che ho ascoltato.

Era naturalmente la colonna sonora del celebre FILM D'ANIMAZIONE omonimo. 
All'interno della canzone, oltre all'intervento a sorpresa di una banda musicale, c'è anche una lunga serie di rumori inseriti da John Lennon, come suoni di campane e vari altri tipo colpi e cigolii, compresa una sequenza di parole pronunciate in lingue diverse. Esiste anche una VERSIONE cantata in italiano da Nada,

con il testo scritto da Mogol e un risultato finale al limite del terrificante, e nel numero 2934 di Topolino del 21 febbraio 2012, a pag. 97 appare un sottomarino giallo usato da Zio Paperone e Paperino per esplorare il fondale del mare uguale allo Yellow Submarine. 
Infatti Zio Paperone specifica che arriva da un set cinematografico... 
HERE, THERE AND EVERYWHERE è poi diventata un classico di Paul

che la propone spesso nei suoi concerti e la si sente anche in quel suo bistrattato film GIVE MY REGARDS TO BROAD STREET (non era così orrendo, dai) e una menzione particolare invece va a GOT TO GET YOU INTO MY LIFE, bella, ma che viene largamente superata dalla cover che ne faranno gli Earth Wind per quel disastro di film che era stato SGT. PEPPER e se volete confrontarla la trovate nel post che avevo dedicato a quel passo falso di Robert Stigwood e i Bee Gees. 

Nonostante il titolo Revolver, non ci si riferisce ad un'arma da fuoco come potrebbe pensare anche la mia cara amica blogger RITA (che parlando dei Beatles ci sta benissimo perché loro canteranno in futuro di una Rita Meter Maid), ma piuttosto al movimento rotatorio del piatto del giradischi. 
La copertina poi l'avevo anche ridisegnata io per la classica cassetta che mi ero fatto registrare da un amico, ed era formata da un collage di foto e disegni realizzato dal bassista e amico Klaus Voormann (sarà poi nella Plastic Ono Band) che ha vinto con questa il prestigioso Grammy Award come Best Album Cover, Graphic Arts. 
Pochi giorni dopo la pubblicazione i Beatles sbarcheranno in America per il loro ultimo tour, quello che si concluderà il 26 agosto a San Francisco.

E più avanti il loro percorso di crescita e sperimentazione continuerà con SGT. PEPPER, ma quello vero, eh... 

mercoledì 4 marzo 2026

QUELLA VOLTA CHE JOHN LENNON NON AVEVA MISURATO LE PAROLE

 Quel lontano 4 marzo del 1966, mentre Lucio Dalla compiva 23 anni e aveva appena partecipato al Festival di Sanremo con Paff Bum!, prima di partire per un tour negli Stati Uniti, John Lennon in un'intervista all'Evening Standard si faceva scappare una famosa frase che venne subito male interpretata, e ne avevo accennato già qualcosa L'ANNO SCORSO.


Nella frase sosteneva che i Beatles (eh si, tornano anche oggi) erano diventati più famosi di Gesù, e concetto con il quale il beatle voleva solo evidenziare la portata planetaria della "Beatlemania" rispetto alla religione in quel periodo. 
Cioè hai presente il fanatismo, le ragazzine urlanti, le folle in delirio eccetera? 
Tutte cose che non potevano certo lasciare indifferenti quei quattro ragazzi di Liverpool e che, volente o nolente, ti infondono anche una certa autostima. 

E infatti Lennon per quei motivi aveva avuto la sensazione che il cristianesimo fosse in declino in quegli anni dato che le chiese erano sempre meno affollate, e che la band di cui faceva parte stesse semplicemente avendo un impatto culturale maggiore, un più forte effetto aggregante sulla gioventù dell'epoca rispetto alla religione. 
Se andiamo a vedere non aveva per nulla torto poiché John si riferiva solo alla popolarità pop del momento e non ad un confronto storico o teologico che esulava totalmente dalle sue competenze. 
Forse in effetti aveva preso come metro di paragone qualcosa di un pò troppo grande, buttandosi così candidamente, ingenuamente senza pensare tanto a quello che stava dicendo. 
Ma se le parole sono importanti, come DICEVA Nanni Moretti, conta anche molto come vengono interpretate, e per questo la dichiarazione causò enormi polemiche, in particolare negli Stati Uniti che su questi argomenti si mostravano particolarmente bigotti, portando a boicottaggi dei dischi dei Beatles con roghi dei vinili organizzati dalle radio cristiane e dalle associazioni religiose, nonostante le successive precisazioni di Lennon. 
Questa vicenda viene anche raccontata nel documentario del 2016 diretto da Ron Howard,

The Beatles: Eight Days A Week - The Touring Years dove Ringo Starr è doppiato in italiano da Pino Insegno, giuro. 
La frase di John, sempre con quel suo significato leggermente travisato, divenne un simbolo della supremazia della cultura pop e della musica rock negli anni '60. 
Il titolo PIÙ FAMOSO DI GESÙ è stato anche utilizzato da Gianluca Grignani per un brano del 1996, contenuto nel discusso album La Fabbrica di Plastica di cui avevo parlato tempo fa qui dalle mie parti.

Strano però che per Gianluca non si sia scatenato lo stesso putiferio... 

martedì 3 marzo 2026

FRANCESCO PAOLANTONI HA VINTO QUALCHECCOSA

 Oggi apro il post con gli auguri per i suoi 70 anni a Francesco Paolantoni,


il simpatico comico napoletano che capita di vedere ospite in millemila programmi tv (soprattutto per le incursioni a Tale E Quale Show) e in particolare nuovamente da domani in prima serata con Stasera Tutto È Possibile, dove gioca ai giochi più pazzi sotto la conduzione di Stefano De Martino. 
Anche se allora era molto diverso, non si può dimenticare a Mai Dire Gol nei panni del concorrente di telequiz Robertino

con il tormentone "ho vinto qualcheccosa?".
Purtroppo c'è anche l'addio a Sandro Munari, storico campione di rally per la Lancia che se n'è andato ad 85 anni

e a Len Garry, 84 anni, che era stato uno dei primi membri dei Quarrymen, dove suonava il bidofono, come si vede nella foto sotto, che era una specie di contrabbasso artigianale costituito appunto da un bidone, un palo e una corda, mentre le due chitarre erano di competenza di John Lennon e Paul McCartney.

E poi è inutile ricordare come si sarebbero evolute le cose.
Auguri ancora a Francesco e addio a Sandro e Len. 

sabato 20 dicembre 2025

SIR PAUL TORNA E...

 Chi ha assistito alle tappe dell'ultimo tour di Paul McCartney, “Got Back”, sarà rimasto colpito come il sottoscritto dalla sua energia che, ad 83 anni, gli fa tenere il ritmo per quasi tre ore senza mostrare segni di stanchezza.


Ok, sorvoliamo sul costo dei biglietti abbastanza proibitivo, ma Paul nello show non si limita a cantare: suona basso, chitarre, piano, mandolino, ukulele, praticamente senza pause con solo una breve sosta prima del bis. 
In tutto, trentacinque canzoni che attraversano più di sessant’anni di musica.

Tra gli strumenti suonati c'è ovviamente lo storico basso Höfner che non è il migliore del mondo, ma, come disse Paul, lo aveva comprato all'epoca perché costava poco e poteva permettersi solo quello. 
La band che lo accompagna mostra Rusty Anderson e Brian Ray alle chitarre, Abe Laboriel Jr. alla batteria, Paul “Wix” Wickens alle tastiere e una sezione fiati che aggiunge colore nei momenti giusti.

L’apertura è con HELP! , e ti accorgi subito che Paul in effetti adesso canta con una voce non esattamente perfetta come una volta, ma con quei pezzi basta eseguirli e scatta lo stesso la magia dalle prime note.

Si passa dai classici degli WINGS agli ultimi lavori solisti, fino a NOW AND THEN, la canzone dei Beatles completata di recente. 
In mezzo ai brani, un Paul chiacchierone racconta storie che da sole varrebbero il biglietto: la prima volta che vide Hendrix a Londra, la REGISTRAZIONE DI LOVE ME DO, o quella di IN SPITE OF ALL THE DANGER, il primo pezzo inciso dai Beatles. 
Come parla anche di questo che potrebbe davvero essere l'ultimo suo tour.

SOMETHING, di George Harrison, Paul se la suona in una versione inedita all’ukulele e poi coinvolge tutta la band in versione elettrica. 
Il ritmo non cala mai. 
Paul ringrazia anche Peter Jackson per il bellissimo documentario GET BACK di cui scorrono immagini sul video, in particolare quelle del concerto sul tetto.

Let It Be e Hey Jude sono da brividi collettivi, mentre LIVE AND LET DIE ci porta nel mondo di 007 con un’esplosione di fuochi e fiamme, letteralmente. 
Per il bis, canta di nuovo con John su I'VE GOT A FEELING, grazie appunto alle immagini del leggendario live del 1969 con grande commozione.

Si chiude con Sgt. Pepper’s, Helter Skelter e il medley finale: Golden Slumbers / Carry That Weight / The End. 
E alla fine, siccome tutto deve finire, Paul saluta mandando tutti a casa dopo una serata dove le imperfezioni sono state abbondantemente coperte dalle emozioni e dai ricordi. 
Ah... e senza autotune... 

sabato 14 giugno 2025

YESTERDAY... QUELLA CANZONE NAPOLETANA DI MASSIMO TROISI

 Era il 14 giugno del 1965 e quel giorno Paul Mc Cartney entrava solo soletto in sala di registrazione agli Abbey Road Studios, lui con la sola chitarra per registrare una canzone breve, ma che diventerà una delle più famose nel repertorio dei Beatles.


Si trattava di YESTERDAY, l'unica canzone dove non compare nessun altro dei Beatles dato che Lennon aveva solo dato un piccolo contributo al testo provvisorio che portava come titolo Scrambled Eggs ed era tutto giocato sul goliardico dicendo cose come "oh my baby how I love your legs" (ma rimarrà poi comunque firmata da entrambi) al punto che alla casa discografica venne il dubbio se fosse meglio pubblicarla come canzone solista di Paul dato che differiva molto dal genere dei Beatles e dell'album dove sarà poi inserita, cioè Help!, colonna sonora del film. 
Ma su questo dubbio Paul era irremovibile e voleva che restasse una canzone dei Fab Four, che di dividersi ancora non ci si pensava minimamente. 
Due furono le registrazioni della canzone durante una delle quali a Paul scappò una risatina perché aveva invertito due frasi e infatti venne scelta l'altra alla quale George Martin sovraincise poi un quartetto d'archi per renderla nella versione come tutti la conosciamo, ovvero lo stesso lavoro fatto, stavolta con un ottetto d'archi, su ELEANOR RIGBY

dove i Beatles mettono solo le loro voci (Ringo escluso) e forse pezzo ancora più anomalo dato che i quattro non toccano alcuno strumento (siamo già nelle sperimentazioni di Revolver). 
Si racconta che la melodia di Yesterday venne in mente a Paul durante il sonno, ma poi rimase tormentato dal dubbio che potesse essere qualcosa che aveva ascoltato e inconsciamente assimilato, così prima di mettersi al lavoro fece un vero e proprio sondaggio fra gli addetti ai lavori per capire se qualcuno riconoscesse in tale melodia un brano già noto. 
Qualcuno di recente infatti ha insinuato che ci sia una VECCHIA CANZONE NAPOLETANA molto simile a Yesterday e che non solo quella canzone dei Beatles avrebbe dei debiti verso la tradizione partenopea.


Tant'è che gli Shampoo incisero davvero quella canzone napoletana cantandone il testo sulla musica di Yesterday come si vede nel video qui sopra, video che confronta appunto diverse loro canzoni. 
Certo, è vero che nello spezzone si dice che Lennon ascoltasse molta musica proveniente da ogni parte del mondo, anche musica napoletana, ma il fatto è che John non aveva minimamente contribuito alla composizione della melodia. 
Oppure potrebbe essere che quella volta lì c'era anche Paul con lui e... 
O magari vuoi vedere che sarà stata mica colpa di MASSIMO TROISI quella volta che è finito nel passato?

Perché si sa che se vai nel passato e cambi anche una piccola cosa poi ci saranno enormi cambiamenti nel futuro (Doc Brown ne sa qualcosa). 
Insomma plagio o ispirazione, Yesterday rimane una delle canzoni più belle del mondo ed anche un bel FILM di Danny Boyle. 
E non lo dico solo perché adoro i Beatles. 

venerdì 10 gennaio 2025

QUELLA CANZONE MI RICORDA QUALCOSA...

 Tramite un parente acquisito grazie ad una mia cugina che si era maritata con un personaggio avventuroso sempre in giro per il mondo, verso la fine degli anni 70 avevo scoperto un po' di musica che non conoscevo ancora e che potevo ascoltare sul suo compatto Philips, 


oggetto che ai cultori dell'hi-fi faceva certamente ribrezzo perché aveva degli altoparlanti biconici invece delle tre vie necessarie per assaporare la completa gamma di frequenze emesse, ma quello c'era (lo so che chi ha avuto in casa tali apparecchi non lo ammetterà mai nemmeno sotto tortura) e per me era pur sempre superiore al piccolo registratore K7, sempre della Philips, in mio possesso. 
La musica che per me era allora ancora da scoprire era quella racchiusa nei vinili della signora Joni Mitchell, degli elettrici THE BYRDS, e inoltre ho approfondito conoscenze che già gravitavano nel mio mondo tipo Elton John, di cui avevo solo un 45 giri, Cat Stevens, i primissimi Bee Gees, i Beatles (avevo raccontato TEMPO FA anche della loro cassetta col nastro riparato) e The Shocking Blue, cioè quelli originali di Venus che le Bananarama hanno poi fatta loro negli anni 80 (e che molti pensano invece che sia tutta farina del loro sacco).

Fra quelli che invece mi erano completamente sconosciuti c'era il trio folk statunitense Peter, Paul & Mary, battezzati così con i loro nomi come più tardi si firmeranno anche Crosby, Stills & Nash (ma loro coi cognomi), e specializzati soprattutto nelle cover di Bob Dylan, ma con all'attivo anche quella IF I HAD A HAMMER scritta da Pete Seeger e portata al successo da Trini Lopez, e che inoltre in Italia sarebbe diventata Datemi Un Martello cantata dalla tutto pepe Rita Pavone con un testo che perdeva ogni riferimento politico.

Del trio purtroppo è mancato nei giorni scorsi Peter Yarrow, 86 anni, per un tumore alla vescica, e quindi adesso rimane solo Paul dato che anche Mary se n'era andata nel 2009.
Un'altra curiosità sul trio è che nel 1960 usciva il loro primo album che conteneva STEWBALL, una classica canzone tradizionale folk che dalle prime strofe dovrebbe ricordare a tutti qualcosa che magari avete riascoltato proprio sotto le scorse festività.

Si, infatti è identica a HAPPY X-MAS (WAR IS OVER) di John Lennon, ma all'epoca non erano nemmeno ancora nati (artisticamente) i Beatles, perciò quello di John si può dire che fosse stato un plagio bello e buono, senonchè, siccome quel brano, essendo tradizionale, non era gravato da diritti d'autore, Lennon dichiarò poi di essersi solo "ispirato" a tale canzone e quindi non se ne fece nulla.

Anche Rino Tommasi ci ha lasciato a 90 anni. 
Il giornalista e commentatore sportivo televisivo era noto soprattutto per boxe e tennis.

Non solo addii comunque oggi poiché compie i suoi bei 80 anni Rod Stewart di cui ho parlato proprio pochi giorni fa per quel suo FAMOSO RECORD.

Quindi auguri Rod e addio Rino e Peter. 

mercoledì 8 maggio 2024

QUELLA VOLTA CHE HAI INCONTRATO DUE BUSKERS MOLTO PARTICOLARI

 I buskers, forse lo sapete già, sono i cosiddetti musicisti di strada (si, come i Måneskin prima di diventare famosi) che suonano ovunque sperando in una piccola offerta in denaro, nelle piazze, sui lungomare, anche nei corridoi delle stazioni delle metropolitane, un luogo che assicura un gran passaggio di gente e un tetto sopra la testa, che metti che piova...


L'unica nota negativa di quest'ultima location è che la maggior parte di quella gente passa di fretta tutta indaffarata per andare da qualche parte, magari a prendere qualche coincidenza, senza quasi degnare di uno sguardo i musicisti, ma quella domenica di due anni fa, l'8 maggio del 2022 qualcuno notó che c'era qualcosa di strano in quei due buskers nella stazione della metropolitana di Khreshchatyk a Kiev (ammetto di aver fato copia-incolla), perché assomigliavano maledettamente a Bono e The Edge degli U2. 
I soliti sosia da Tale E Quale Show? 
Non proprio, perché quelli erano davvero BONO E THE EDGE nel tunnel della stazione metropolitana, e suonavano gratuitamente per alcune decine di persone che si erano fermate curiose.


A loro si è poi unita la band ucraina Antytila per cantare insieme la celebre “Stand By Me” di Ben E. King, o, se preferite, "Pregherò" di Celentano (per non dire John Lennon, eh). 
Questa trovata era stata ideata per sensibilizzare la gente sul concetto di libertà che non riguarda solo l'Ucraina, ma tutti in generale, augurando che si potesse presto arrivare alla pace. 
Speranza per ora vana, anzi nel frattempo si è acuito anche un altro annoso conflitto mediorientale, ma, con tutto il rispetto per le lodevoli iniziative per la pace verso le quali si sono sempre fortemente dichiarati, dubito fortemente che stavolta i due irlandesi andranno a suonare anche da quelle parti. 

martedì 7 marzo 2023

STARDUST - DAVID PRIMA DI BOWIE: SI, MA "DOPO" COSA RIMANE?

 Si può fare un film su David Bowie senza usare nemmeno una sua canzone? Si che si può fare, secondo Gabriel Range, e con Stardust del 2020 prova a dimostrarlo, non solo perché non ha avuto i diritti sui brani, ma anche perché qui si parla degli esordi del giovane David ancora lontano dai ragni di Marte (ma lì lì, prossimi in arrivo) e dai pallidi titoli nobiliari.


Avevo citato questo film (senza nominarlo!!!) nel post sulla serie PISTOL, ed è un film in cui un po' sembra di rivedere quel NOWHERE BOY che raccontava i primi passi nella musica di John Lennon pre Beatles, dove quel gruppo anche lì non si nominava mai (manco si chiamassero The Voldemorts) nemmeno sul finale quando partono per Amburgo con Pete Best ancora al posto di Ringo e nessuna canzone famosa si sentiva nel film. 
Poi di recente c'è stata la manovra inversa con un FILM su Celine Dion e tutte le sue canzoni strafamose, ma la protagonista si chiamava Aline perché non c'era il benestare dell'artista in questione. 
Stessa cosa era accaduta in Italia con il BIOPIC su Mia Martini dove i personaggi di Ivano Fossati (fondamentale sentimentalmente per la cantante) e Renato Zero (amico molto intimo della sorella Loredana) cambiavano nome e fisionomia perché gli originali non potevano essere utilizzati.

Qui il giovane David Jones, interpretato da un somigliante Johnny Flynn, è ancora agli inizi, prima di quella carriera da stella di prima grandezza che tutti conosciamo. 
Quindi ancora prima di quel Velvet Goldmine che NON era un biopic su Bowie, ma era chiaramente ispirato alla sua figura, e vedi che anche qui torniamo sul discorso di prima di fare un film su una star (dust) senza citarla direttamente. 
Tuttavia, nonostante l'impegno, il film ti lascia uno sgradevole gusto di incompletezza, tant'è che il figlio di David, Duncan stimato regista, è stato uno dei primi detrattori della pellicola, anche perché la famiglia del cantante non è stata coinvolta in alcun modo nella realizzazione. 
Una mancanza che invece Moonage Daydream pare colmare, ma di questo ne parlerò appena avrò modo di vederlo. 

domenica 6 marzo 2022

...E NON È COLPA MIA SE ESISTONO CARNEFICI...

 Diceva così Franco Battiato nel 1980, e io, concordando con lui, aggiungo che non è nemmeno colpa mia se il mondo ha fatto un salto indietro di 50 anni e per le strade si rivedono cortei con il simbolo della pace.


E ancora non è colpa mia se certe canzoni che parevano legate ad un tempo remoto, come la guerra del Vietnam, adesso tornano prepotentemente d'attualità.


Ed ecco che alla radio riascolto GIVE PEACE A CHANCE di John Lennon, che per dovere di cronaca viene spesso ripescata in occasione di conflitti e situazioni di protesta, come viene cantata anche nel film del 1970 Fragole E Sangue da un gruppo di studenti in rivolta mentre la polizia sta per fare irruzione all'interno del loro istituto; film che consiglio vivamente a tutti. 
Alla canzone di John Lennon mi sento di rispondere anche in italiano con GENERALE

di Francesco De Gregori, che nel testo originale citava una "notte crucca ed assassina", ma poi Vasco nella sua cover quella notte l'ha resa meno "mirata" e soltanto "buia ed assassina". 
E di nuovo non è colpa mia se, in questo caso, però credo che oggi si possa tranquillamente modificare nuovamente il testo della canzone del "Principe" (soprannome coniato per lui da Lucio Dalla) dando una nuova nazionalità a tale notte... 
Perché le uniche "guerre" che a noi piacciono sono quelle "stellari"... 

venerdì 8 gennaio 2021

LA REGINA DEGLI SCACCHI

 Avevo letto un libro di Walter Tevis tanto tempo fa che era L'Uomo Che Cadde Sulla Terra, letto tutto d'un fiato, recuperato in biblioteca in edizione Urania dopo aver visto il film diretto da Nicolas Roeg con un favoloso David Bowie; cioè era un film che pareva fatto su misura per il Duca Bianco e vuoi che non me lo guardo? Adesso Netflix mi mette a disposizione un'intera serie TV tratta da un altro romanzo sempre di Walter Tevis, ma del 1983, e vuoi che non me la guardo?


In più c'è quella giovane star Anya Taylor-Joy che sta spuntando fuori in diverse pellicole e vuoi che non me la guardo? Aggiungi poi che sono un accanito giocatore di scacchi...🤔 No questo non è vero, anzi sono proprio schiappa... ma non importa perché posso assicurare che riesce ad appassionare anche chi non sa giocare perché certe scene in cui muovono i pezzi hanno la stessa forza di certi combattimenti corpo a corpo dei film action,

per cui... vuoi che la serie non me la guardo? Infatti guardata e piaciuta molto. Ah... se vi chiedete dove avete già visto il biondino che interpreta Benny,

era il giovane Paul McCartney in NOWHERE BOY, il film sul giovane John Lennon pre-Beatles. Per quanto riguarda una vera recensione non mi sembra il caso di ripetere quanto già ampiamente esposto sui vari blog che parlano di serie tv, se non che è realizzata veramente bene; forse una delle migliori serie uscite nel nefasto 2020. Ed essendo il soggetto proveniente da un libro fatto e finito, spero che non arrivi un inventato quanto inutile seguito.

Caspita, a quanto pare sto proprio rivalutando con piacere le proposte di Netflix ultimamente.

giovedì 24 dicembre 2020

NATALE 2020... UN PO'COSÌ, CON QUELLA FACCIA UN PO'COSÌ, CHE ABBIAMO NOI...

 Siamo alla vigilia di Natale, un Natale che, come da DPCM passeremo solo con i congiunti stretti con la possibilità di invitare al massimo due non conviventi e con l'eccezion fatta per i ragazzi sotto ai 14 anni, perché loro probabilmente non portano il virus in giro (?), con il bambinello che nascerà prematuro di qualche ora perché la Santa Messa non si può più celebrare a mezzanotte, e, nonostante tutto sia avverso, con pure tutti che ci stanno remando contro, siamo tradizionalmente anche tutti più buoni, e anch'io che di norma sono canaglia sarò buono, ma non so ancora bene in che percentuale.


Anche Achille Lauro si dimostra più buono e sfodera la sua canzone di Natale facendola però cantare praticamente tutta ad Annalisa (perché è buono, altro che ft.) e rifacendo pari pari il famoso classico JINGLE BELL ROCK


che una ventina di anni fa era stata coverizzata pure dai Flabby di Rosario Pellecchia, di cui solo io ho acquistato il cd perché mi piaceva da impazzire BALUBA...

eh son strano e lo so. Tiziano Ferro invece dalla sua tira fuori CASA A NATALE

un'altra canzone dal suo album dell' anno precedente ripubblicato in versione doppia con le cover, ma questa era già presente nel disco anche in versione singola. Mariah Carey con la sua All I Want For Christmas Is You è un classico immancabile, come Una Poltrona Per Due in tv, e perché non ascoltarla in QUESTA VERSIONE con Michael Bublè (uomo del Natale pure lui) mai pubblicata su disco?

Siccome poi proprio in questo mese sono 40 anni che il buon John Lennon ci ha lasciati prematuramente a causa di un pazzerello psicolabile che passava di lì, oggi mettiamo su anche Happy X Mas (War Is Over), ma nella VERSIONE DEI POOH

così rendiamo omaggio anche al carissimo e compianto Stefano che ora starà appunto discutendo con John se avesse gradito questa cover o meno e magari anche delle qualità (?) artistiche di Yoko Ono. E per finire, consigli per gli acquisti natalizi: non regalate il classico maglione con la renna, ma siate più originali regalando una renna col maglione😀😀😀.


Ho ho ho🎅🎅🎅 e comunque Auguri a tutti!!!

martedì 13 ottobre 2020

NOWHERE BOY, STAVOLTA SI PARLA DI JOHN LENNON PER DAVVERO... MA FINO AD UN CERTO PUNTO

 Stavolta sono serio. Si sono, festeggiati gli 80 anni della nascita di John Lennon e stavolta ho fatto i compiti grazie a RaiPlay con cui mi sono visto un film di cui avevo sentito parlare da tempo, ma avevo sempre messo da parte.


Nowhere Boy è un biopic sul Lennon adolescente, quello scavezzacollo che con la madre Julia aveva un rapporto più da amico che da figlio, mentre la famiglia che lo ha cresciuto è quella degli zii Mimi e George perché Julia lo aveva abbandonato a cinque anni per seguire uno dei tanti amori sballati della sua breve vita, con tutte le conseguenze che una situazione del genere può portare. John semina il panico anche al college dove viene sospeso più volte finché il ricongiungimento con la madre che gli insegna a suonare il banjo non lo porta anche a scoprire l'amore per la musica che da lì in poi diventa il suo principale scopo di vita insieme alle ragazze che regolarmente nutrono un certo interesse verso questo tipo coi capelli alla Elvis, e mette insieme la prima band, i Quarrymen per suonare ad una festa. L'incontro con Paul (McCartney) sarà fondamentale per cominciare a dare una svolta a tutto il disordine che campeggia sovrano nella sua vita. L'arrivo di George (Harrison) mette a posto ancora un tassello a quell' avventura che comincerà ad Amburgo (ma Ringo non era ancora a bordo) con quella nuova band il cui nome non viene mai nominato e di cui non si sente nemmeno mai una canzone. Perché in effetti pare impossibile fare un film del genere senza quei due particolari eppure la regista Sam Taylor Woods, compagna di Aaron "Kickass" Johnson, il Lennon protagonista, ci riesce seppure il film scorra abbastanza rigido e spento dal punto di vista della direzione. Forse può essere considerato anche un bene in quanto la regista non aggiunge nulla di suo alla storia conosciuta (cosa che invece abbiamo visto accadere a mani basse in film come Bohemian Rhapsody) limitandosi a riportare piuttosto fedelmente gli avvenimenti, tipo il provino di George realmente avvenuto su un autobus o certe scene identiche a famose foto dell' epoca


che i fans di Lennon conoscono bene senza alcun dubbio. Per cui probabilmente è un film che soddisfa di più un profondo conoscitore di John piuttosto che lo spettatore occasionale e ne ho le prove perché chi stava vedendo il film con me, dopo 20 minuti non aveva ancora capito chi fosse il ragazzo protagonista😂😂😂. Se poi a qualcuno venisse la voglia di un sequel, Backbeat racconta i Beatles ad Amburgo dal punto di vista di Stuart Sutcliffe, che per poco tempo ha fatto parte della band.

sabato 10 ottobre 2020

TOMMASO PARADISO, VIOLA VALENTINO, I RICCHI E POVERI E PURE JOHN LENNON (COSÌ NON CI FACCIAMO MANCARE NIENTE)

 Proprio ieri sono stati ricordati gli 80 anni della nascita di John Lennon, per cui viene naturale parlare del nuovo disco di Tommaso Paradiso... 😀 Che c' azzecca? Niente infatti... Ma ero sicuro che prima o poi qualcuno avrebbe fatto notare a Tommy che stava diventando un clone di Umberto Tozzi. E deve essere accaduto o se n'è accorto da solo, perché ora Tommaso decide di cambiare pelle e te ne esce con Ricordami, una cosa a metà strada tra Comprami di Viola Valentino e Mamma Maria dei Ricchi E Poveri. Giuro!!!

https://youtu.be/o9owSt9SHak
Con sax alla Righeira mentre il video diretto dai Yonuts ricorda volutamente qualche patinato show anni 80. Eeeee niente... mi sa che il ragazzo deve ancora trovare la sua strada del dopogiornalisti, ma, se continua così, posso provare a calarmi nei panni (kitsch) del Divino Otelma e azzardare la previsione che la prossima canzone probabilmente sarà ispirata a Fiky Fiky di Gianni Drudi... 

DEEP PURPLE QUASI AL COMPLETO

 Quello che è accaduto ieri sera 12 agosto a New York è stato un evento epocale poiché dopo 33 anni Ritchie Blackmore si è riunito sul palco...