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sabato 25 luglio 2026

THE RUBETTES - SUGAR BABY LOVE: UNA CANZONE PAZZESCA

 Quando parte con quel crescendo che, lo giurerei quasi di sicuro, ispirerà David Bowie per Let's Dance ti da già la carica.


Poi esplode con un falsetto che manco i Bee Gees te lo fanno così potente, e nonostante tutto ci provi ad andarci dietro a cantarla perché è irresistibile, ti tira dentro SUGAR BABY LOVE dei Rubettes che sono un gruppo pop e glam rock inglese fondato a Londra nel 1973. 
La band mi era rimasta impressa quando la vidi per la prima volta in tv, anche per il suo look fatto di completi e cappellini bianchi (classiche coppole) con il quale si sono sempre presentati immancabilmente anche ad ogni ospitata televisiva e non.

Tant'è che per un pò avevo pensato di adottarlo anch'io quel cappello. 
Mavalà... idea per fortuna accantonata. 
Ma c'è una storia dietro tutto ciò, perché I Rubettes non sono nati come una band tradizionale, ma come un esperimento in studio, cosa che poi nella discomusic, specie quella italiana, sarà una prassi normale (Kano, Peter Jacques Band, Den Harrow). 
I produttori Wayne Bickerton e Tony Waddington scrissero il brano "Sugar Baby Love" e cercavano dei musicisti per interpretarlo. 
E quell'urlo in falsetto iniziale fu inciso dal session man Paul Da Vinci (nessuna parentela con Sal, anche perché per entrambi si tratta di un nome d'arte fasullo).

Da Vinci (Paul) però era già sotto contratto con una casa discografica che lo voleva per una carriera solista. 
I due produttori allora rimasero con tre dei session men che avevano inciso il disco a cui aggiunsero altri musicisti per formare così una band da portare in tv a promuovere la canzone, ed erano Alan Williams (voce principale e chitarra), Tony Thorpe (chitarra e voce), Mick Clarke (basso), John Richardson (batteria) e Bill Hurd (tastiere). 
In seguito Alan Williams reincise la canzone riuscendo ad arrivare al falsetto di Paul, ma è risaputo che a Top Of The Pops, cantava in playback sulla voce originale registrata da Da Vinci come gli altri mimavano il "bop-shoo-waddy" ripetuto per tutto il brano. 
Come spesso succede dalle mie parti, parlo oggi dei Rubettes perché Tony Thorpe (quello che nella foto in alto è con gli occhiali che pare Elton John), chitarrista principale e co-vocalist storico, è scomparso il 18 luglio 2026 all'età di 80 anni ed era uno dei musicisti che non avevano suonato la registrazione originale, ma "assunto" in seguito. 
Esistono anche due cover in italiano di questa canzone.

La prima la cantava a Canzonissima (quella vera e non la BRUTTA ROBA della Carlucci) il mitico Mino Reitano con il titolo DOLCE ANGELO e bisogna dire che non si è mai tirato indietro il Mino nemmeno quando gli hanno proposto di rifare IN ITALIANO Basket Case dei Green Day (!!!);

la seconda cover si chiama DOLCE AMORE MIO ed era stata incisa da Fiorello, il re del Karaoke in tv, nel suo secondo album, ma la sua versione era stata un pò troppo ritoccata elettronicamente e perdeva tutto, anche perché mancava il famoso "bop-shoo-waddy" che sembra una cavolata, ma cacchio se conta!

Un altro gruppo italiano, LA QUINTA FACCIA, specializzato nel rifare brani internazionali di grande successo, l'aveva invece incisa pari pari in inglese presentandosi con lo stesso white look (coppole escluse) e quell'urlo in falsetto così ugguale ugguale che... miii, lasciatemi il beneficio del dubbio, ma per me era stato preso in qualche modo dal disco originale dei Rubettes.

Poi vedete voi... anzi... sentite! 

sabato 27 giugno 2026

LABYRINTH - DOVE TUTTO È POSSIBILE (ANCHE VEDERE DAVID BOWIE COSÌ)

 Sono passati 40 anni (era il 27 giugno del 1986) da quando negli USA usciva il film Labyrinth


diretto da Jim Henson e ispirato ai libri dello scrittore statunitense Maurice Sendak, e infatti in quell'estate io mettevo già in discoteca il pezzo UNDERGROUND dalla sua soundtrack per far ballare in pista, ed è anche per questo motivo che il film occupa il posto della musica del sabato, perché di musica dentro ce n'è 

tra i cinque brani firmati da David Bowie (cantati da lui però sono solo quattro) e le musiche di Trevor Jones.
Per vederlo in Italia abbiamo aspettato fino al 23 dicembre e il titolo era stato allungato in Labyrinth - Dove Tutto È Possibile, usanza dell'epoca che finalmente è stata messa da parte (quasi sempre) per lasciare i titoli così come l'autore li ha fatti. 
Qui abbiamo l'adolescente Sarah (Jennifer Connelly) che non è soddisfatta della sua vita familiare (genitori separati, nuova matrigna... uff!!!) e si distrae leggendo libri che parlano di mondi fiabeschi, e collezionando pupazzi. 
Una sera deve fare da baby-sitter al suo fratellino Toby (Toby Froud) che non la smette di piangere. 
La ragazza ormai stremata invoca allora il re dei Goblin, Jareth protagonista di uno dei suoi libri, affinché si porti via il capriccioso bimbo. 
E mica se l'aspettava che Jareth, un David Bowie con un look tra Patty Pravo e Tina Turner,

arrivasse davvero e se lo prendesse! Al che la povera Sarah gli chiede di restituirlo subito che ll'era tutto uno scherzo, un era mica vero (doveva avere origini toscane la Sarah), ma il re risponde beffardo con la voce di Tom Cruise (Roberto Chevalier) che se lo rivuole indietro ha tempo 13 ore per superare il labirinto che circonda il suo castello, altrimenti il piccolo diventerà uno dei tanti goblin del suo regno. 
Inizia così la dura prova di Sarah durante la quale incontra bizzarri personaggi, e da alcuni trova anche aiuto come lo gnomo Gogol, il bestione Bubo, e Sir Didymus, un cane yorkshire che cavalca un "coraggioso" cane da pastore; ma gli ostacoli sono tanti e Jareth si diverte a rendere tutto ancora più complicato.

Altra canzone famosa dalla colonna sonora, sempre cantata da Bowie e pubblicata come singolo, è MAGIC DANCE
I pupazzi del film sono di Frank Oz, già creatore dei Muppets e del saggio Yoda di quella famosa saga, e David si ritrova per la seconda volta perfettamente a suo agio a collaborare con lui e i suoi "giocattoli" poiché era già stato ospite molti anni prima proprio del mitico Muppets Show. 
Nessuna CGI era stata usata, ma solo effetti ottici ben congegnati, con un unico momento debole riguardante un effetto speciale in chromakey abbastanza pezzente per animare dei pupazzi rosa. 
Ma complessivamente mi sento di perdonarlo. 

venerdì 6 marzo 2026

BOWIE ANCHE A FUMETTI

  Amanti dei comics attenzione perché esce oggi la graphic novel "Low - David Bowie e gli anni di Berlino",


firmata dal fumettista tedesco Reinhard Kleist, ed è in pratica il seguito di "Starman" che invece ritraeva l'artista nel periodo di Ziggy. 
Qui infatti si prosegue con il trasferimento a Berlino Ovest nel 1976, quando Bowie lascia Los Angeles per prendere le distanze da certi eccessi che stavano diventando un pò troppo invadenti. 
Troviamo la scena underground, le sessioni di registrazione e Iggy Pop, tutto in una Berlino ancora divisa dal Muro. 
Il 31 marzo arriva invece in libreria "Ho lasciato ogni posto"

di Lorenzo Coltellacci e Mattia Tassaro che ci presentano un Bowie anche qui distante dall'immaginario glam di Ziggy Stardust, con Brian Eno e Robert Fripp come personaggi che gli gravitano intorno alla fine dei Settanta e con la nascita di post-punk e new wave. 
I due autori si sono già cimentati con Joy Division e Cure ed ora tornano in questo periodo che ricorda i dieci anni della scomparsa di David Bowie, l'artista che Carlo Conti su quel famoso palco televisivo si ostinava a chiamare "Baui"! in occasione dell'esecuzione di RAGAZZO SOLO, RAGAZZA SOLA,

orrenda versione italiana di Space Oddity che non c'entrava nulla con la drammatica vicenda del Major Tom nello spazio, e di cui lo stesso Duca Bianco, costretto ad inciderla dalla RCA, si era vergognato definendola "uno scempio". 
In conclusione gli auguri a un altro David che di cognome fa Gilmour e compie oggi 80 anni di cui in buona parte passati insieme ai Pink Floyd e tutte le beghe consecutive con Roger Waters.
Tra l'altro il compleanno proprio oggi pare non capitare così a caso poiché i due David hanno diviso il palco della Royal Albert Hall il 29 maggio del 2006 con due canzoni dei Pink Floyd: ARNOLD LAYNE e COMFORTABLY NUMB 

con 15 minuti di applausi tra un brano e l'altro e l'ovazione finale a conclusione del concerto. 
Nel frattempo in italia Povia aveva appena vinto Sanremo e nel giro di pochi anni ci saremmo trovati a dover convivere con la "trap"... 

sabato 28 febbraio 2026

DAVID BOWIE E GLORIA GAYNOR (AMBEDUE SOTTO MENTITE SPOGLIE) ED ALTRI CONTRO SANREMO

 Premetto che non ho nulla contro la kermesse musicale a parte la sua durata eccessiva (ma tanto c'è RaiPlay), anzi la seguo costantemente ogni anno (Fedez & Masini saranno i vincitori?), tuttavia oggi per la nostra musica del sabato porto in scena cose ben diverse da quelle che in questi giorni dominano anche l'etere radiofonico. 


Sono morti infatti nei giorni scorsi alcuni artisti che Carlo Conti non ha nominato durante la lunga lista di personaggi famosi scomparsi (Pippo, Peppe, eccetera) e posso capirlo poiché forse non erano popolarissimi, specie nel caso di Des De Moor (quello più paffutello nella foto di copertina del disco) che, in coppia con il pianista Russell Churney, si era divertito a rileggere in versione alternativa stile cabaret/chanson una serie di canzoni di David Bowie come per esempio questa THE MAN WHO SOLD THE WORLD, ed è anche forse l'unica che si riesce a trovare su YouTube.
Des aveva 64 anni.

Altra famosa cover uscita negli anni 90 riguarda I Will Survive di Gloria Gaynor che la band statunitense dei Cake aveva rifatto in una VERSIONE maschile strascicata, ma con il suo perché, e che sicuramente tutti abbiamo sentito passare in radio almeno una volta. 
Oggi la pubblico qui perché Greg Brown,

il chitarrista co-fondatore dei Cake che aveva lasciato la band dopo la pubblicazione dell'album relativo, è mancato nei giorni scorsi all'età di 54 anni dopo una breve malattia. 
Sempre di musica si parla con MARK KENNEDY,

batterista australiano che è entrato a far parte dei Men At Work nel 1985 quando Jerry Speiser ha lasciato la band dopo quel periodo di grande successo dei primi due album che ce li avevano fatti conoscere con hit come WHO CAN IT BE NOW? .

Mark aveva 74 anni. 
Infine una breve incursione nel cinema poiché Robert, il più giovane dei fratelli Carradine, si è suicidato a 71 anni. 
Colgo l'occasione allora, restando con la famiglia Carradine, di mettere qui nel post anche suo fratello Keith che con I'M EASY appariva nello storico film Nashville di Altman.

Goodbye Des, Greg, Mark & Robert. 

venerdì 6 febbraio 2026

MOONAGE DAYDREAM: UN VIAGGIO OLTRE LO SPAZIO ED IL TEMPO

 Per la ricorrenza dei DIECI ANNI della morte di David Bowie, Rai 5, sempre molto legata alla musica, ha proposto Moonage Daydream, il film documentario dedicato all'artista e che ancora non avevo visto.


Beh, si tratta di un vero e proprio viaggio nel mondo di David condito da colori su colori, a tratti con effetto lisergico per quanto mi sono apparse ipersature quasi fluorescenti anche le immagini tratte dal film concerto Ziggy Stardust che ricordavo invece per una fotografia piuttosto cupa/scura. 
Davanti agli occhi ti passano montaggi di immagini a raffica come se fossi Alex DeLarge durante la Cura Ludovico, e che ti ricordano quante cose ha fatto Bowie durante la sua esistenza. Cioè non solo musica, ma anche cinema, teatro, mimo, pittura, e ti viene da pensare che a te, per fare lo stesso, non basterebbero due vite come quelle cantate da Mengoni.
Interviste ce ne sono in cui si racconta, ma sono sempre blocchi molto brevi dove alla sua voce viene sovrapposta quella di Roberto Chevalier che lo ha doppiato in alcuni film


(forse i migliori) e ti accorgi che in effetti quella di  David sarebbe un pochino più profonda, ma sinceramente Roberto è talmente bravo (c'è bisogno di dirlo?) che posso dire di non aver avuto per nulla l'impressione di sentire parlare Tom Cruise. 
Durante la visione segui l'evoluzione della sua musica (ma non solo quella) passando anche dalla gelida Berlino, dagli arrangiamenti Chic di Nile Rodgers, e più avanti per quel periodo in cui con Reeves Gabrels ha fondato i Tin Machine che (oddio!) non ho mai sopportato, ma glielo concedo lo stesso perché l'ho già detto più volte che un artista non deve per forza essere legato a degli stili o cliché che in genere ti impongono i manager mangiasoldi. 
Lui invece ha sempre scelto di essere libero di reinventarsi ed è finito pure in un brutto film con Pieraccioni e la Marcuzzi, pensa te. 
Si, David Bowie ha davvero provato qualsiasi cosa... in tutti i sensi. 

mercoledì 14 gennaio 2026

LA PRIMA VOLTA DI DAVID BOWIE

 Pochi giorni fa abbiamo ricordato i 10 ANNI della morte di David Bowie e oggi invece cade l'anniversario della pubblicazione del suo primo singolo con questo nome d'arte poiché, essendo lui all'anagrafe David Jones, in precedenza aveva già pubblicato alcuni 45 giri come Davie Jones oppure Davy Jones come il tentacolato pirata leggendario (ma ricordiamo che anche il piccoletto cantante percussionista dei MONKEES si chiamava così). 


Il 14 gennaio del 1966 infatti veniva pubblicato CAN'T HELP THINKING ABOUT ME che in effetti fu un flop (qualcuno disse che imitava troppo gli Who), ma riascoltato oggi ci troviamo già quello che sarà il Bowie del futuro che infatti non disdegnerà di riproporre il brano anche nei suoi concerti più recenti, quelli con la bassista Gail Ann Dorsey come si vede in questo VIDEO LIVE in cui introduce lui stesso la canzone con una breve presentazione.

All'epoca dell'incisione gli Spiders From Mars non c'erano ancora e David registrò il disco con una band messa insieme tramite gli annunci sui giornali specializzati e che prese il nome di The Buzz dove il musicista più famoso era Tony Hatch, compositore pianista arrangiatore che lavorerà con moltissimi artisti. Della canzone poi esiste anche una NUOVA INCISIONE dell'inizio degli anni 2000


realizzata con la band che ultimamente accompagnava David in concerto e caratterizzata da un timbro vocale più profondo di quello acerbo degli esordi che sarà pubblicata nell'album postumo Toy uscito nel 2021 che conteneva nuove versioni di canzoni ripescate dal passato di Bowie. 
Beh... anche oggi una scusa come un'altra per riascoltare un mito. 

martedì 13 gennaio 2026

IL MORTO RICONOSCENTE TORNA ANCORA

 Sarà un caso, ma ultimamente i GRATEFUL DEAD (il titolo del post è la traduzione del nome della band) mi ritornano spesso su queste pagine web e stavolta putroppo è per dare l'addio a Bob Weir,


78 anni, chitarrista e co-fondatore della band di Jerry Garcia. 
Anche il cinema che piace a me, quello truculento firmato da John Carpenter porta oggi un addio per T.K. Carter, 69 anni e che più o meno tutti ricordiamo nel ruolo del cuoco nero Nauls in LA COSA,

film che, ve l'ho già raccontato, fu un flop forse perché uscito in patria in concomitanza con E.T. di Spielberg, ma che nella mia galassia lontana lontana (e non solo la mia) occupa tuttora un posto d'onore con non so quante volte che me lo sono rivisto, ma non sui canali Mediaset perché lì aveva subìto dei tagli enormi per via delle scene veramente troppo impressionanti perdendo però tutto il lavoro di Rob Bottin negli effetti speciali che all'epoca erano tutti realizzati live in scena senza CGI e quindi con risultati fin troppo realistici per certi stomaci deboli. 
Stessa tecnica tutta live, ma tutt'altro che truculenta, che c'era anche in Labyrinth con David Bowie di cui abbiamo parlato POCHI GIORNI FA con MADAME VERDURIN
Goodbye Bob & T.K.

mercoledì 13 agosto 2025

AUGURI A TUTTI I MANCINI

 Ogni giorno scopro qualcosa di nuovo, come, per esempio, che oggi è la giornata internazionale dei mancini.


Mancini che nella musica di un certo livello hanno lasciato il segno come nella figura di Paul McCartney per dire, lui da solo o con i Beatles imbracciando quel basso Hofner a forma di violino, idolatrato dai cultori musicisti, ma in realtà Paul ammise che aveva usato quello semplicemente perché era economico e all'epoca non poteva permettersi altro.

Tra i miti mancini poi c'è sicuramente Jimi Hendrix la cui chitarra era realizzata per destrorsi, ma il genio di Seattle ne aveva ribaltato le corde. 
E poi ci sono anche batteristi mancini, cioè che tengono rullante e charleston invertiti rispetto ai loro colleghi, e uno di loro è Phil Collins,

mentre un altro, anche lui "abbastanza famoso", è Ringo Starr. 
Tornando ai chitarristi mancini famosi abbiamo Tony Iommi dei Black Sabbath,

quanto mai d'attualità in questo periodo in cui anche chi fino a ieri ascoltava solo Alessandra Amoroso e Tony Effe, adesso si dice fan sfegatato della band di Ozzy Osbourne.

Anche Mark Knopfler sarebbe mancino, ma suona la chitarra da destrorso, con però una manualità particolare sul manico dovuta alla sua caratteristica, come sarebbe mancino anche Noel Gallagher degli Oasis,

ma anche lui imbraccia lo strumento come destrorso così come lo fa anche Steve Morse il successore di Richie Blackmore nei Deep Purple.

Era invece destrorso Kurt Cobain, ma preferiva usare chitarre mancine.

Mancino era anche Ziggy Stardust, il personaggio alterego di David Bowie (anche lui era un mancino che suonava da destrorso) e lui stesso infatti lo dice nella canzone che porta quel nome come titolo,

quella canzone che avevo conosciuto prima nella versione un po' più dark dei Bauhaus in QUEL PERIODO degli anni 80 in cui gravitavo tra paninari e DARK, appunto, e solo in seguito sono andato a scoprire l'originale del White Thin Duke. 
Ma vedi che anche le cover, se fatte bene, sono utili alla crescita musicale? 
Quindi, come lassù nel titolo, tanti auguri ai tanti mancini!!! 

lunedì 19 maggio 2025

ALL' EUROVISION HA VINTO UN CAPOLAVORO O UNA CORAZZATA?

 Gabry Ponte, colui che ha nel mondo portato il verbo di Blue Da Ba Dee Da Ba Daa vendendo millemila copie finisce ultimo all'Eurovision Song Contest?


Apriti cielo! 
Scherzi a parte, nel perculare l'Italia e i suoi stereotipi probabilmente è rimasto più simpatico il caffeinomane Tommy Cash che, tra l'italiano maccheronico e i suoi balletti sgangherati, si è preso il terzo posto presentando una performance dinamica e divertente, mentre Gabry, se ricordate, aveva portato uno show ben più corposo alla selezione di San Marino con tanto di ballerine trecciate e di rosso vestite che replicavano il videoclip sul palco,

ma è anche vero che là nella piccola repubblica erano in undici, cioè sette più le quattro ballerine, mentre qui a Basilea invece c'era quel limite delle sette persone presenti sul palco. 
Il nostro venerato Lucio Corsi si è dovuto accontentare della quinta posizione, ma raggiunta onestamente senza "fumi e raggi laser" (cit. Battiato) e ricevendo anche i complimenti di Ed Sheeran per la sua canzone

(che il rosso musicista stia meditando un duetto?) presentata leggermente modificata rispetto all' esecuzione sanremese, ma sempre con quel look glam anni 70, un incrocio tra i Kiss e David Bowie. 
Degli altri ne avevo già parlato QUI, perciò non sto a ripetermi, mentre per il vincitore, rappresentante dell'AUSTRIA, non ho commenti da fare se non che avevo trovato la sua canzone una delle più noiose presentate a Basilea.

Certo dietro c'è tutto un messaggio di sofferenza e poi il fatto che un uomo canti così come un contralto-soprano ha fatto sicuramente effetto, senza dimenticare che la canzone in tv è stata presentata in bianco e nero e si sa che, quando nel cinema vuoi fare il regista figo, devi fare una pellicola dal sapore vintage perlomeno a prima vista, come, per dire, Paola Cortellesi con C'È ANCORA DOMANI
Ma è un attimo che, anche con il bianco e nero, finisci invece a fare una nuova Corazzata Kotiomkin e ti prendi quei famosi

che forse, secondo il rag. Fantozzi Ugo, non definiscono esattamente un capolavoro... 

sabato 14 dicembre 2024

DAVID GUETTA GUARDA ALL'ORIENTE (E ANCHE AL CINEMA)

 Anche oggi un sabato musicale contaminato dal K-Pop con le sei IVE in collaborazione con David Guetta e la loro SUPERNOVA LOVE


che prende in prestito un famoso riff da Forbidden Colours di Ryuichi Sakamoto (SCOMPARSO lo scorso anno) e lo rende tutto dance, mentre il brano originale arriva dalla soundtrack del film Furyo del 1983, il cui titolo originale era Merry Christmas Mr. Lawrence (ma in Italia arriverà così rinominato l'8 febbraio del solito prolifico 1984) con Tom Conti, David Bowie


(sul quale il furbo marketing aveva fatto molta leva come si vede dal poster) e lo stesso Sakamoto, cioè un'altra di quelle pellicole degli anni 80 che tutti andammo a vedere spinti sia dalla presenza del Duca Bianco che dal traino del pezzo alla radio e pure in discoteca dato che vantava anche già allora una versione dance, credo anche qui di furba produzione italiana, e c'era anche la versione cantata da David Sylvian, l'ex Japan. 
Qualcuno rimase deluso dal film perché in effetti il ritmo era piuttosto lento e il vero protagonista in realtà era Tom Conti, ma non si può certo dire che sia una brutta pellicola. 
Canzone carina, invece tornando al disco di oggi, che però non mi toglie dalla testa che le migliori produzioni David Guetta le abbia fatte con quella voce pazzesca di Sia e con i Black Eyed Peas di I GOTTA FEELING.

Ma il vero fatto notevole è che quarantuno anni dopo, lo stesso brano di Sakamoto continua a dare spunti musicali ed imperterrito continua a suonare come fosse fresco di giornata (meditate gente... meditate...). 

martedì 26 novembre 2024

IL RAGAZZO E L'AIRONE: SE SEI FIGLIO DELLA SOLITA ILLUSIONE E SE FAI CONFUSIONE...

 Il dodicesimo film di Hayao Miyazaki, Il Ragazzo E L'Airone, è difficile, molto difficile, per questo, facendo anche una doppia rima (non me ne voglia Madame), nel titolo del post ho citato una certa canzone di Lucio Battisti che forse conoscete.


Nel senso che, dopo che l'hai visto, ti pare di esserti svegliato da uno di quei sogni tutti incasinati tipo se mangi troppa peperonata alla sera, perché alla bellezza delle immagini, che per ogni frame sembra di vedere un quadro specialmente nei paesaggi esterni con tanto verde, si contrappone una cripticità che finora nei suoi film c'era, ma in maniera molto meno preponderante. 
Invece qui c'è molto della tradizione giapponese (e anche autoriferimenti al cinema dello stesso Miyazaki) già in quell'airone che fa visita al ragazzo, che lì per lì pensi, come logica, alla madre morta poco tempo prima e invece c'è tutta un'altra faccenda dietro.

Una faccenda in cui c'è un percorso che il protagonista Mahito deve fare, durante il quale succede veramente l'impossibile come succede in quei succitati sogni, e personaggio il suo che sembra ispirato proprio a Miyazaki dato che il padre del regista era un ingegnere aeronautico come quello del ragazzo del suo film con sullo sfondo la vicenda della guerra (ma solo sullo sfondo) come quella vissuta dal giovane Hayao. 
Ecco, la bellezza delle immagini e delle animazioni forse è l'unica cosa che ti spinge ad andare avanti nelle due ore del film che, molto sinceramente, ti spiazza più di una volta e ti fa dire "macchecc...?".
Uscito al cinema senza nemmeno tanta pubblicità, il suo doppiaggio internazionale si fregia di voci come Cristian Bale, Willem Dafoe, Dave Bautista, Florence Pugh, Mark Hamill (si, proprio Luke Skywalker) mentre in Italia è stato affidato ai classici doppiatori come Federica DeBortoli e Alessandro Rossi. 
E su questo punto apro una parentesi sul doppiaggio dato che anche Striscia La Notizia ha rigirato il coltello nella piaga di Elodie

dopo che è stata presa di mira da Lilli Manzini, doppiatrice di professione, per il suo lavoro svolto per dare la voce a Sarabi, la madre di Simba nell'ultimo film Disney prequel di Il Re Leone dal titolo Mufasa. 
Non è la prima volta che Lilli su Tik Tok accusa i personaggi dello spettacolo quando vengono inseriti per marketing nei lavori di doppiaggio. 
E molto spesso ha ragione dicendo che il risultato poi è mediocre. 
Nel caso di Elodie l'ha definita monocorde e inespressiva aggiungendo nella lista dei complimenti pure ciofeca parlando del risultato, mentre la cantante aveva cercato di dare del suo meglio sotto la direzione di Fiamma Izzo, da lei definita severissima, ma comprensiva per il fatto che non fosse una doppiatrice professionista. 
Elodie, che comunque ha anche già recitato in Ti Mangio Il Cuore (e chi l'ha visto dice pure che è un gran bel film), per la cronaca, poi è stata difesa da Simona Izzo,

attrice e sorella di Fiamma ed io, come d'altronde si suppone anche la Manzini, non ho ancora visto il film, perciò non posso giudicare. 
Il fatto però è che all'estero invece parecchi film animati vengono doppiati da attori di grosso nome e di recente ho citato anche IL CASTELLO ERRANTE DI HOWL, come accade appunto anche in questo ultimo film di Miyazaki. 
Si parla però comunque di attori e non di cantanti, e tantomeno di vip improvvisati. 
Anch'io comunque a sostegno dei cantanti ci metto David Bowie

che aveva dato divinamente la voce a Maltazard in Arthur E Il Popolo Dei Minimei, fermo restando che David è stato pure attore in film tutt'altro che disprezzabili. 
Ma torniamo al nostro di film che, tirando le somme, non è male, ma se pensate a Il Castello Errante Di Howl o Il Mio Amico Totoro, è tutta un'altra storia... o un'altro sogno. 

giovedì 14 novembre 2024

ANNALISA & TAYLOR SWIFT SEMPRE PIÙ AL TOP

 Annalisa colpisce ancora e vince il premio come Best Italian Act al Mtv Europe Music Awards dove ha trionfato, manco a dirlo, la solita Taylor Swift,


e questo dimostra che la cantante ligure è sempre in continua ascesa checché ne dica Morgan riguardo alle sue canzoni che LUI GIUDICA di livello infimo. 
Io apprezzo moltissimo l'ex Bluvertigo per la sua cultura musicale, ma un po' meno per certe sue uscite che sono tante, per fortuna spesse volte sagaci, ma su questo punto in particolare non sono per niente d'accordo con lui perché il disco di Annalisa l'ho ascoltato per intero ed è un gran lavoro come ne avevo già parlato PROPRIO QUI
Anzi, caro Morgan,

e fallo te un disco bello come quello di Annalisa se sei capace. 
Detto ciò, poco tempo fa mi ero anche gustato su Infinity il concerto che Canale 5 aveva trasmesso il 5 settembre, ma che era stato registrato a maggio all'Arena Di Verona.
Concerto pieno di ospiti con i quali la cantante ha duettato sottolineando ogni volta (forse anche troppe volte) che ci teneva proprio tanto a cantare con lei/lui, da Elisa a Giorgia, da Tananai ad Ernia ad Irama. 
Grande show con un'apertura che a qualcuno che ha vissuto gli anni 80 avrà per forza ricordato il Glass Spider Tour di David Bowie dove il compianto artista scendeva giù dall'alto del palco appeso a dei cavi.


Annalisa ha fatto la STESSA APERTURA, ma... uhmmm... non so voi, ma io ho sentito puzza di stuntwoman a causa di quegli occhiali a fascia che coprivano mezzo volto della cantante mentre era appesa lassù. 
Ma anche se fosse così non sarebbe un male perché comunque anche gli stuntmen/women fanno parte dello spettacolo e anche BILLIE EILISH ha usato un trucchetto del genere al Coachella, per non parlare poi di Michael Jackson. 
Insomma a quanto pare abbiamo un'altra nostra star che diventa internazionale come lo sono stati i Maneskin... ricordi i Maneskin? Si dai, quelli che conquistavano il mondo a suon di tette scoperte e stage diving. 
Ecco, stavolta siamo in reggicalze, ok, ma c'è anche davvero tanto merito, tant'è che c'è anche la sua parodia al Gialappa's Show.

 

giovedì 3 ottobre 2024

X-FACTOR: TRA AMORE E ODIO

 È terminata la prima fase di X-Factor, programma che continuo a seguire nonostante tutte le critiche che gli piovono addosso persino da gente come Bruce Dickinson degli Iron Maiden, che era stato contattato per diventare giudice di un altro famoso talent e così non ha perso l'occasione per sparare a zero su tutto quel genere di programmi tv.


La cosa più sorprendente di questa edizione per me è stata la simpatia debordante di Jake La Furia dei Club Dogo, compagnone così giocoso che ci andrei subito a farmici una birretta insieme, mentre Manuel Agnelli è ancora lì che ti parla di "attitudine", Achille Lauro se la tira come se fosse David Bowie tornato (o ricaduto) sulla terra e Paola Iezzi (ovviamente del duo Paola & Chiara) non perde occasione per fare battutine a doppio senso sessuale... 
Vabbè, ma c'è anche Giorgia che conduce, ok ma per ora molto in disparte se non per un paio di canzoni sue buttate lì a cappella per presentarsi. 
Come sempre le audizioni sono ricolme di personaggi che entrano sul palco solo per divertirsi già consci che non sarebbero presi, altri che arrivano tirandosela come Achille Lauro che se la tira da Bowie e poi fanno figure barbine, mentre altri ancora che appena li vedi non gli daresti due soldi, poi scopri che sono la reincarnazione di Edith Piaf come la sgangherata e divertente LUNASPINA

che ha tenuto banco presentandosi e parlando del suo gatto Primpi La Merda, e poi ha chiuso questa prima parte in bellezza riportandomi alla mente pure INCEPTION perché quella canzone della Piaf, che ha cantato pazzescamente benissimo, serviva a DiCaprio e compari per quel macchinario del sonno condiviso. 
Sonno che spero non mi prenda in seguito come invece era capitato altre volte, ma perlomeno per quelli che sono passati adesso direi che carne al fuoco ne abbiamo, perciò speriamo bene da stasera per i Bootcamp, gli Home Visit e infine i live. 
E chi lo ama (X-Factor) lo segua! 

venerdì 2 agosto 2024

ZIGGY STARDUST TORNA IN TV

 Questa sera su Rai 5, rete nazionale che dedica molto spazio alla musica, specialmente quella "storica", arriva un omaggio a David Bowie e al suo più celebre personaggio perché alle 22,35 andrà in onda il film concerto "Ziggy Stardust and The Spiders From Mars", ovvero il documento filmato della chiusura dell'Aladdin Sane Tour, che il cantante inglese tenne all'Hammersmith Odeon di Londra il 3 luglio 1973.


Piccola curiosità sul titolo di quel disco che fa pensare alla favolesca lampada di Aladino, mentre invece spostando gli spazi fra le lettere esce fuori A Ladd Insane, cioè Un Ragazzo Pazzo. 
E questo sarebbe solo uno dei tanti scherzetti che David ha fatto durante quella sua carriera che ha avuto anche dei momenti bassi, è vero, ma in quelli alti era davvero difficile stare al suo pari.

Comunque questo film concerto dove David nel look sembra ricordare Patty Pravo (se lo dite vi rispondo con il meme di Willy Wonka!!!), suppongo l'abbiate già visto, ma nel caso invece foste dei neofiti, non aspettatevi uno show faraonico, tutto luccicante come quello di Taylor Swift, perché qui intanto si comincia a mettere i musicisti su un palco che non è così immenso come si potrebbe pensare per un personaggio come Ziggy Stardust e Gli Spiders From Mars,


e inoltre la FOTOGRAFIA è perennemente scura, cupa, sgranata, forse dovuta anche alla scelta del regista di girare in 16 mm, cioè poco più che una pellicola amatoriale. 
Altra curiosità è l'apertura del film che ad un certo punto, prima dell'entrata dei musicisti, ci porta le note di una famosa SINFONIA di Beethoven riletta da Wendy Carlos

(all'epoca era ancora Walter) e che conosciamo per essere presente nella soundtrack di Arancia Meccanica. 
Ma le curiosità continuano con l'inizio del concerto che viene riproposto tale e quale anche nel film Stardust, dove però Hang On To Yourself viene sostituita dalla COVER di un brano (credo, ma non ne sono sicuro) dei T-Rex

perché in quel film non può essere suonata nessuna canzone di Bowie per le solite questioni di diritti musicali. 
Questo film concerto l'avevo visto prima in VHS e poi anche in DVD sperando in un'immagine migliore, ma invece niente. 
E se già le immagini dello spezzone qui sopra tratto da Stardust vi sembrano scure, beh, il film originale (pubblicato per la prima volta in cassetta proprio nell'agosto del 1984) è pure peggio, tuttavia rimane un concerto importante perché segna la morte del personaggio e la rinascita di Bowie che toccherà anche il funky di YOUNG AMERICANS,

dove vediamo suonare anche un giovane David Sanborn, prima di portarci, con la collaborazione di Tony Visconti e Brian Eno, nella famosa trilogia berlinese dalla quale arriva l'immortale HEROES e il suo videoclip assolutamente minimale.

Solo pagine di storia in musica che non fanno mai male. 

sabato 20 luglio 2024

MISSION IMPOSSIBLE... FAILED!

 In questo mondo che ieri è stato bloccato da un blackout globale tipo come nel film YESTERDAY (ma tranquilli che i Beatles e la Coca Cola esistono ancora), di solito il post del sabato è prettamente musicale, ma dato che questa settimana è già stata di suo piena di musica negli ultimi giorni (e aggiungo, che musica!), oggi cambio le regole (se mai ce ne fossero state) e mi rifaccio ad un evento di ottant'anni fa narrato in un famoso film di Bryan Singer dove Tom Cruise per la prima volta fallisce la sua missione impossibile che sarebbe stata quella di uccidere Adolf Hitler in arte Fuhrer.


Eh dai mica sto spoilerando dato che è un fatto storico conosciuto. 
Infatti non è che quella volta Ethan Hunt e la sua squadra fossero andati nel passato per cercare di cambiare la storia, assolutamente no. 
Qui Tom nel film Operazione Valchiria interpretava l'ufficiale tedesco Claus Schenk Von Stauffenberg menomato per la mancanza di un occhio e una mano, e che si prendeva quella bella gatta da pelare di far fuori quel tizio col baffetto alla Charlie Chaplin, ma che faceva molto meno ridere. 
Film bello dal punto di vista scenico, ma a mio parere non uno dei migliori di Singer che avevo preferito alcuni anni prima alle prese con gli X-Men e I Soliti Sospetti. 
Ma la cosa che non sapevo riguardo a quella vicenda, perdonate la mia ignoranza, è che era stata già raccontata in precedenza in altre sette produzioni di cui due del 1955 cioè Accadde Il 20 Luglio e Operazione Walkiria, due del 1967 che sono La Notte Dei Generali e Il Complotto Di Luglio dove quest'ultimo era un film per la tv italiano dove Stauffenberg era interpretato da Paolo Graziosi, nel 1971 in Operation Walküre, altro film tv, ma inedito in Italia, nel 1990 con la serie tv The Plot To Kill Hitler, anche questa inedita da noi, e ancora nel 1990 con Stauffenberg - Attentato A Hitler, ennesimo film per la tv. 
Quindi, se lo si desidera, si può anche vedere la stessa vicenda raccontata in modi differenti, ma solo Tarantino aveva osato modificare la storia in Bastardi Senza Gloria (lo farà anche in Django Unchained e in C'Era Una Volta A Hollywood) mettendo insieme una squadra di balordi tutta inventata che aveva lo stesso scopo di Stauffenberg, solo un po' più in grande.

Scopo che viene attuato in quella splendida SCENA sottolineata da Cat People (Putting Out On Fire) di David Bowie nella bellissima versione originale scritta con Giorgio Moroder e arrangiata dal produttore altoatesino per il film del 1982 Il Bacio Della Pantera con Nastassia Kinsky, versione millemila volte migliore di quella che troverò L'ANNO DOPO nel disco del Duca Bianco Let's Dance dove ci metterà le mani Nile Rodgers e, per quanto ammiri le produzioni dell'ex Chic, stavolta le mani doveva tenerle in tasca che sarebbe stato meglio

(e vedi che un po' di musica alla fine c'è anche oggi). 
Per la cronaca però, Hitler non morì in nessun fantasioso attentato, ma per suicidio quando ormai non c'era più nulla da fare. 
Ok, ragazzi, potete andare, la lezione di storia è terminata... 

sabato 22 giugno 2024

MADONNA, BOWIE E I KISS... ARIA DI COMPLOTTO

 Correva l'anno 1974 ed era il 22 giugno, per una strana coincidenza era un sabato proprio come oggi, quando una allora già peperina quindicenne che di nome fa Madonna Louise Veronica e di cognome Ciccone, scappa di casa con un'amica per andare a vedere il suo primo concerto alla Cobo Arena di Detroit dove sul palco si esibisce un giovane David Bowie (questa settimana il Duca Bianco TORNA SPESSO ad occupare i miei post) che l'anno prima aveva appena fatto morire il suo personaggio alieno di Ziggy Stardust per proseguire la carriera con l'ennesima incarnazione musical/artistica.


Personaggio quello dell'alieno che due anni prima apparve in tv con quella dentatura approssimativa a Top Of The Pops cantando STARMAN insieme agli Spiders From Mars (su una base, ma con la voce live) scioccando i telespettatori con quel look glam così esagerato e ambiguo, ma certamente d'effetto per eseguire una canzone stupenda che ebbe pure una cover italiana fatta l'anno dopo da I Profeti con il titolo L'AMORE MI AIUTERÀ

Magari ascoltarla così può far storcere il naso, ma all'epoca si coverizzava nella nostra lingua qualsiasi cosa e comunque questa versione di Starman è decisamente più dignitosa di quella volta che alla RCA venne in mente di far cantare David in italiano la sua Space Oddity che, grazie a Mogol, spero in una sua giornata no, diventò quella roba brutta che è RAGAZZO SOLO, RAGAZZA SOLA.

La "sola" qui è proprio la canzone, altro che la ragazza, e spero proprio che David all'epoca non sapesse assolutamente quello che stava cantando. 
Ma tornando a Madonna, il suo essere fan di David Bowie l'aveva portata ad omaggiare il cantante inglese nel giorno della notizia della sua morte in quel 2016 durante un suo concerto del Rebel Heart Tour a Houston in Texas, cantando la canzone REBEL REBEL (che calzava pure a pennello con il nome della tournée), ma durante quell'esecuzione si diceva che qualcosa fosse andato storto e la cantante si era accasciata sul palco alla fine del brano.

Da quello che si vede invece a me pare solo un momento creato per fare scena, ma sai i giornalisti come "montano" bene le notizie quando si parla di star di quel calibro.
Casualmente oggi negli Stati Uniti è anche la Giornata Nazionale Del Bacio che, lo sappiamo tutti perché forse è una delle prime parole che si impara in inglese, si dice Kiss come la famosa band glam rock, appunto, di Detroit (due di loro sono ultrasettantenni, pensa te...),

ovvero il luogo del concerto di Bowie dove partecipò la Madonnina teenager... 
E quindi tutto questo..., possibile che sia solo una dannata coincidenza? 
Si, lo è assolutamente, ma proprio perché il mondo della musica alla fine è più piccolo di quanto si creda, e gira gira... 

mercoledì 19 giugno 2024

SI, I DOLCI FANNO MALE, PAROLA DI DAVID BOWIE

 "Certe volte bisognerebbe essere come i Blues Brothers nel film, quando cantavano RAWHIDE dietro ad una griglia di protezione",


avrà pensato David Bowie quel 19 giugno del 2004 quando stava portando in giro il suo Reality Tour e qualcuno del pubblico di Oslo ebbe l'idea di lanciare un lecca lecca a forma di cuore (il classico lollipop) verso il palco con tale oggetto che va a colpire il cantante all'occhio sinistro, proprio quello già lesionato da ragazzino per cui la pupilla non reagiva più alla luce rimanendo dilatata e dandogli quella particolare aria da alieno. 
Gail Ann Dorsey, la sua bassista era stata la prima ad accorgersi dell'incidente guardando David improvvisamente impallidito che smette di cantare per quel dolore lancinante provocato dalla contusione e uno dello staff che lo sorregge per portarlo dietro le quinte.


Dopo alcune minuti e parole non proprio gentili verso l'ignoto lanciatore (e vorrei vedere) di cui c'è un DOCUMENTO foto-audio,
 Bowie ha ripreso il concerto, ma qualche sera dopo a Praga lo show è stato interrotto prima del previsto per un altro motivo del tutto differente, cioè un forte dolore ad una spalla. 
Era stata una serie di eventi particolarmente sfortunati per il Duca Bianco, che invece in quel periodo era tornato alla grande dopo quei momenti hard con i Tin Machine (mai piaciuta quella parentesi), e dischi sperimentali. 
In quel 2004 David, allora 57enne, era perfettamente in forma

(c'è un dvd molto bello che lo testimonia) ed aveva anche smesso di fumare prendendosi cura di sé grazie all'aiuto di un personal trainer, tanto da sembrare ringiovanito come ai tempi del Glass Spider Tour dopo aver passato normali (per lo showbiz) alti e bassi di una carriera comunque leggendaria e multiforme che ha lasciato il segno anche nel cinema (ah... quel Labyrinth!!!).


Quel cinema che ce lo ha presentato come un alieno caduto sulla terra e poi via via in ruoli sempre diversi, tanto che lo avrei visto bene pure in quel film di John Landis che ho citato prima, nella parte del leader dei Goodole Boys (l'attore Charles Napier)

gruppo al quale i Blues Brothers prendevano il posto dietro la griglia di protezione (e il cerchio si chiude), che tanto quel tipo di cappello western lo avrebbe indossato poi per Giovanni Veronesi in un BRUTTO FILM con Harvey Keitel, Leonardo Pieraccioni ed Alessia Marcuzzi, pellicola che preferisco dimenticare. 
Chissà che non ci avesse pensato anche lo stesso John? 

martedì 29 agosto 2023

MORGAN: DOVE PASSA LASCIA IL SEGNO

 Se inviti Morgan ad un festival lo sai benissimo che è come maneggiare della nitroglicerina ed è successo anche qualche sera fa a Selinunte durante il Festival Della Bellezza quando l'artista si è scatenato con una serie di INSULTI PESANTI nei confronti del pubblico, e in particolare sembra verso uno spettatore, che gli aveva gridato (quindi non così educatamente) di piantarla lì con quello che stava suonando e di fare invece brani di Franco Battiato, perché il concerto era stato presentato anche come un omaggio al cantautore catanese scomparso da qualche anno.


Questo è perlomeno quanto appare, ma in realtà non mi sento di dare tutto il torto a Morgan che magari è una punta arrogante, egocentrico e logorroico, questo si, ma che era andato lì per fare un concerto-lezione di musica su Franco Battiato e sul modo in cui è stato influenzato dalle sue opere, ed era quindi partito suonando quelle che, secondo lui, erano state le ispirazioni che lo avevano formato, lui come Morgan, e quelle del cantautore siciliano che in vita sua non ha fatto solo Cuccuruccuccù, ma anche dischi sperimentali come Fetus e Pollution, saltando da Bach a Mozart, da Tenco a Bowie, anche improvvisando sul palco e spiegando tutto nel suo modo che abbiamo visto durante il programma in Rai STRAMORGAN, perché a Marco (Castoldi) piace non solo suonare e cantare ma anche raccontare e rendere partecipe il pubblico di quelle che sono le emozioni che lui stesso prova mentre lo fa e mentre ascolta la musica degli altri. 
Questo era il concetto di bellezza che Morgan voleva portare su quel palco, ma qualcuno non era d'accordo con lui ed ha cominciato a reclamare che voleva sentire canzoni di Battiato e basta facendo andare su tutte le furie il nostro cantautore che ha ribattuto in modo parecchio (anche troppo, in verità) colorito verso quelli che lo contestavano (e comunque non avevano certo chiesto "per favore"), e che, bisogna dire la verità, erano in netta minoranza rispetto a quelli che invece stavano gradendo lo show che era, si molto personale, ma che se conoscevi il personaggio che andavi ad ascoltare potevi capire che era coerente con sé stesso. 
Mentre invece si è verificata una situazione che molte persone di mia conoscenza che suonano a livello amatoriale si ritrovano ad affrontare fin troppo spesso, tipo un tributo ai Queen che si sente richiedere "un po' di musica italiana allegra", oppure il tizio che mentre stai suonando o cantando sul palco sale su e ti chiede "mi metti YMCA" come se fossi un dj davanti alla consolle, capito? "Mi metti" e non "la suonate". 
Ed è questo che ha fatto scattare la scintilla dell'ira nell'ex BluVertigo, cioè l'essere stato considerato un jukebox al servizio del pubblico, mentre lui stava portando avanti un discorso ben preciso fatto di musica e parole. 
La cosa è ben più grave di quanto possa apparire perché in questo modo si finisce verso un appiattimento dell'offerta musicale, dove l'artista fa solo quello che dice il pubblico e non più quello che lui si sente di offrire, sempre che davvero non ci siamo già arrivati in realtà, vista la qualità della musica che viene sfornata a getto continuo ogni giorno.

Questo significa quel "vai a vedere Fedez e Marracash" rivolto al disturbatore, ma i due nomi potevano essere benissimo altri due della scena pop usa e getta fatta con lo stampino e farcita di autotune. 
Il giorno dopo comunque Morgan si è pubblicamente scusato sui social spiegando il più possibile tutta la situazione che si era creata e chiedendo scusa in particolare per quegli insulti omofobi che nella foga del momento gli erano usciti di bocca e che hanno girato la cosa decisamente a suo sfavore con un sonoro "noooo" del pubblico. 
Questa infatti è l'unica cosa per cui mi sento di accusare Morgan, ma su tutto il resto della vicenda rimango dalla sua parte. 
Beh... 
La nuova stagione di X-Factor, dove Morgan dovrebbe tornare fra i giudici, se non ci saranno provvedimenti da parte di Sky come tempo fa era accaduto con Asia Argento (guarda caso una sua ex) e le sue vicende di presunte molestie sessuali, si preannuncia già adesso interessante... 

CON QUELLA FACCIA UN PÒ COSÌ

 Ma sarà un effetto ottico o sono tracce di vita extraterrestre? Questo si domandavano in milioni tra spettatori e lettori di fronte alla f...