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sabato 23 maggio 2026

POOH 60 - LA NOSTRA STORIA (NOSTRA NEL SENSO DI TUTTI, MA PROPRIO TUTTI)

 Stasera, 23 maggio, andrà in onda su Rai1 la finale di Dalla Strada Al Palco che non sono riuscito a seguire forse perché Carlo Conti mi ha un pò saturato i maroni.


Dall’altra parte dunque è pronta la replica di Canale 5 con i Pooh che festeggiano quest’anno i sessant’anni di carriera anche se tempo fa avevano già tenuto il classico concerto d'addio. 
In effetti da allora non hanno più prodotto nuove canzoni, ma solo una versione riveduta ed estesa di PARSIFAL, a solo nome di Roby Facchinetti, album rimasterizzati e concerti eventi che continuano a riunire migliaia di fans. 
Questo perché i Pooh rimangono una delle band più celebri ed iconiche del nostro panorama musicale e, diciamolo pure chiaramente, sempre all'avanguardia nella strumentazione e negli allestimenti scenografici, tant'è che si è dibattuto a lungo su chi avesse per primo usato gli effetti laser tra loro e i ROCKETS (hanno vinto però i francesi). 
Per questi 60 anni in cui siamo cresciuti insieme a loro quindi, i Pooh si sono esibiti per tre serate all'Arena di Verona e Canale 5 ha registrato tutto montando, suppongo, il meglio dei tre concerti poiché la prima del 14 maggio è stata funestata da un forte temporale durante il quale la band ha lasciato il palco e molti del pubblico sono andati via pensando che non riprendessero più a suonare e invece, dopo circa mezz'ora, il concerto è ripreso per i pochi coraggiosi rimasti, ma accorciato di molto. 
Intero invece quello del 16 maggio, ma anche lì c'è stato un grave imprevisto con uno spettatore colpito da infarto e prontamente soccorso, ma purtroppo invano. 
Senza ulteriori problemi la terza serata del 17 maggio e per festeggiare questi 60 anni con i Pooh sul palco hanno duettato anche Giuliano Sangiorgi dei Negramaro

(in UOMINI SOLI), Noemi (in Tanta Voglia Di Lei), Ermal Meta (in Stai Con Me) e Marco Masini (in Pierre) con anche l'apporto di una vera orchestra sinfonica. 
Non sono mancate alcune critiche sulla posizione completamente laterale per il giovane Phil Mer, il figlioccio di Red Canzian che i Pooh hanno chiamato ormai da alcuni anni a sostituire il compianto batterista Stefano D'Orazio (che appare in video). 
Phil infatti (lo si vede anche dalle ospitate in tv) viene tuttora considerato più un ottimo turnista piuttosto che un vero membro dei Pooh, come succede anche a Danilo Ballo, polistrumentista fondamentale per la resa live, che adesso sta sul palco con loro, in posizione laterale opposta a Phil, mentre in precedenza era letteralmente dietro le quinte. 

I Pooh invece, per risultare sempre in quattro perlomeno sulle locandine, hanno fatto rientrare il fuggitivo Riccardo Fogli che negli anni 70 li aveva mollati convinto dalla sua compagna di allora, Patty Pravo, a dedicarsi ad una carriera solista

che per un lungo periodo è stata pure fortunata con diversi successi e anche la VITTORIA al Festival di Sanremo. 
Una piccola curiosità è che, in realtà, nessuno di loro quattro faceva parte della formazione originale dei Pooh

che ha debuttato con questo nome nel 1966, dopo essersi chiamati inizialmente Jaguars, con questa COVER dello Spencer Davis Group. 
Tutto questo al grido di "Si può essere amici per sempre!".


giovedì 12 marzo 2026

LE 12 FATICHE DI ASTERIX: UN FILM CHE INVECCHIA BENE

 Le 12 Fatiche Di Asterix usciva il 12 marzo (sarà un caso?), ma secondo alcune fonti sarebbe stato distribuito invece il 20 ottobre del 1976.


Giorno più giorno meno, mese più mese meno, poco importa. 
Anzi nello stesso giorno usciva in Italia non questo, ma Qualcuno Volò Sul Nido Del Cuculo di cui ho parlato DI RECENTE, quindi per noi anche il film con Jack Nicholson compie mezzo secolo, ma in realtà era uscito negli States già a novembre del 1975.
Direi che anche qui vale il discorso del "mese più mese meno".
Fatto sta che anche il film animato con Asterix & Obelix compie 50 anni ed è uno dei migliori della saga tratta dai fumetti di Goscinny & Uderzo, forse perché sembra per bambini ma sotto sotto non lo è. 
Farsi prendere per i fondelli dai Galli era una prerogativa dei Romani, ma quella volta Cesare vuole alzare l'asticella e decide di mettere alla prova questi "campioni" con 12 prove da superare come fossero le mitiche fatiche di Ercole.

Prove una più esilarante dell'altra con un'animazione del 1976 che non è certo quella della Pixar, ma sa fare il suo lavoro perfettamente al servizio della comicità. Film questo che da noi è arrivato direttamente in tv la vigilia di Natale del 1982 su Canale 5 e non al cinema, mentre l'edizione dvd (vedi in alto) presenta il titolo leggermente modificato solo perché, per una questione di marketing, si preferiva mettere Asterix in grande prima di tutto il resto. 
In effetti sei anni sono tanti, ma tranquilli che nessuno quella sera davanti alla tv se ne era accorto.

E nemmeno una recente visione farebbe pesare la sua età. 

mercoledì 28 gennaio 2026

STRISCIA LA NOTIZIA: MA SUL SERIO?

 Si, la settimana scorsa ho visto la prima puntata della nuova Striscia La Notizia e in cuor mio non credo proprio che domani vedrò la seconda dato che già le ultime edizioni preserali (ma che poi erano una prima serata effettiva, come già ho spiegato TEMPO FA) non mi prendevano per niente, anzi mi irritavano al punto che preferivo i Pacchi di Rai 1...


Scherzo eh... 
Perché invece già mi fiondavo sulle piattaforme streaming dove perlomeno scelgo io e a che ora mi pare, e se mi capita di vedere una porcheria sono io il responsabile. 
Porcheria magari questa nuova Striscia non lo è del tutto, però è piena di WTF, primo fra tutti vedere la De Filippi con Tina Cipollari e Giovannino (uno dei motivi per cui evito come la peste Tu Si Que Vales) consegnare le merdine agli occupatori abusivi di parcheggi per invalidi. 
Poi beh, grande studio, grande orchestra diretta da Demo Morselli che non vedevo da un sacco di tempo, grande quantità di Veline che passano da due a sei, ma putroppo per me non è grande tv. 

martedì 20 gennaio 2026

ADDIO VALENTINO

 Grande lutto nella moda e per l'Italia nel mondo con la scomparsa di Valentino Garavani a 93 anni, ma solo Valentino per il mondo delle passerelle.


Così iconico da avere stabilito una precisa tonalità di rosso a cui ha dato il suo nome (su WIKIPEDIA trovate le specifiche esatte della gradazione) e indossare un abito così è un privilegio non comune. 
Vabbè non sto parlando solo del lato economico, dai.

Sempre così iconico da apparire himself anche al cinema in Il Diavolo Veste Prada e ZOOLANDER 2
E iconico al punto da meritarsi una delle interpretazioni più famose di Dario Ballantini

a Striscia La Notizia che giovedì torna in prima serata su Canale 5 con una nuova formula. 
Addio Valentino. 

lunedì 12 gennaio 2026

QUALCUNO VOLÒ SUL NIDO DEL CUCULO COMPIE 50 ANNI E ZELIG UN PÒ MENO

 Come ultimamente si usa fare al cinema, torna nelle sale per tre giorni, il 12,13 e 14 gennaio (ma non tutte le sale hanno queste date),


Qualcuno Volò Sul Nido Del Cuculo in edizione rimasterizzata in 4k per i suoi 50 anni, film durissimo, ma anche commovente e a tratti divertente, capolavoro di Milos Forman sui malati di mente o considerati tali, con un cast di giovani future star da Jack Nicholson e le sue già belle pronte espressioni a Danny DeVito, da Christopher Lloyd a Will Sampson, da Brad Dourif fino a Louise Fletcher nel ruolo della terribile infermiera Ratched che si è meritata di recente su Netflix una SERIE TV tutta sua seppure controversa nel senso che non a tutti era piaciuta. 
Per me invece in quella serie decisamente splatter ci avevo trovato molto Kubrick dentro perlomeno nel tipo di riprese. 
La pellicola uscì negli USA il 20 novembre 1975 quindi in realtà avrebbe 51 anni, ma certamente il ricordo è legato alla notte degli Oscar del 1976 quando si portò a casa ben cinque statuette, mentre in Italia arriverà il 12 marzo 1976 con questa locandina

e qui con il divieto ai minori di 14 anni per il linguaggio e le situazioni. 
Ma francamente in un periodo come quello dubito che il ragazzino adolescente volesse andare al cinema a vedere un film come questo mentre l'offerta alternativa (sempre con il divieto) presentava i classici film commedia italiani scollacciati, beceri sicuramente, ma quanti incassi hanno fatto allora? 
Sempre in tema di grandi compleanni festeggia 30 anni Zelig che torna da stasera su Canale 5. 
Certo tutt'altra cosa, ma va benissimo. 

martedì 23 dicembre 2025

SANDOKAN 2025: C'È UN PÒ DI 007 IN QUESTA TIGRE DELLA MALESIA

 Il nuovo Sandokan di Rai 1 ha diviso il pubblico con da una parte i nostalgici a tutti i costi che rimpiangono Kabir Bedi,


decretandolo unico e irripetibile nei panni della Tigre Della Malesia, dimenticando però che prima dello sceneggiato diretto da Sergio Sollima di cui avevo parlato a lungo QUI, e che risente in pieno del peso degli anni, c'erano stati già diversi film sempre di produzione italiana con Steve Reeves

e comunque Emilio Salgari nei suoi libri non aveva fatto una descrizione del pirata che fosse pari pari all'attore indiano, anche perché all'epoca dello scritto il Kabir doveva ancora nascere. 
Dall'altra parte ci sono quelli che invece hanno apprezzato il nuovo Sandokan interpretato da Can Yaman di cui invece bisogna parlarne obbligatoriamente con un occhio diverso.

Intanto sulle prime il pirata mi è apparso come un James Bond infiltrato alla festa dove, sotto falsa identità, incontra per la prima volta il villain, ovvero uno dei cliché della spia britannica. 
Non c'era il classico casinò qui, ma una festa dove si ballava.
La nuova storia, anche se comprensiva di Marianna/Perla di Labuan e della classica tigre uccisa al volo grazie agli EFFETTI SPECIALI

(qui però solo ferita e finita subito dopo da Brooke), non segue le vicende già raccontate da Sollima, ma invece sembra più un prequel tutto inventato dei racconti di Salgari (persino Mompracem ancora non la conoscono), con un Sandokan pirata, ma non ancora così dominatore della Malesia da far rabbrividire solo a nominarlo.

Quindi probabilmente a molti non è arrivato il carisma granitico del personaggio che già conoscevano (pure i suoi pirati mettono in discussione gli ordini del capo) proprio perché tutto è ancora in fase di crescita e non è colpa del giovane attore turco che invece fa del suo meglio (magari dovrebbe solo variare un pò le sue pose che sono identiche a come si presentava nella fiction di Canale 5)


seguendo lo script che gli hanno dato con un cast di contorno di tutto rispetto dove abbiamo anche John Hannah da La Mummia. 
Si aggiunga che all'epoca Kabir era doppiato da Pino Locchi, voce di Connery (riecco di nuovo 007), Curtis, Belmondo, Hill, mentre Can ha la voce di Adriano Giannini, bravissimo si, ma di tutt'altro spessore rispetto anche solo al padre Giancarlo. 
E anche questo particolare ha fatto storcere il naso ai nostalgici, ma in fondo è andata anche bene perché potevano dare il doppiaggio in mano a Pino Insegno, per dire... 
Lo Yanez di Preziosi

fa il fenomeno nelle sue scene, ma rimane un pò in disparte rispetto a come si presentava Philippe Leroy e inoltre ha un passato che Salgari non aveva raccontato e lo scopriamo in uno degli 8 flashback che aprono ogni episodio. 
La sigla però è rimasta quella degli Oliver Onions anche se all'inizio solo accennata, ma poi sempre più presente sulle battute finali. 
Appunto, come il classico tema musicale di Bond che ricorre in ogni nuovo film. 
Insomma alla fine anche questo mondo filmico/televisivo è piccolo, ma tutto sommato funziona e personalmente (se ricordate TEMPO FA temevo il peggio) dopo averlo finalmente visto lo ritengo un buon prodotto che utilizza anche location storiche italiane facendoti credere che si tratti del palazzo del Sultano.

E attenzione al giovane Emilio della ciurma... altra grossissima invenzione della sceneggiatura, ma non devo certo dirvi io chi dovrebbe essere... 

giovedì 9 ottobre 2025

BUONGIORNO MAMMA! 3: I NUOVI MUTANTI

 Chi si è approcciato alla visione della terza stagione di Buongiorno Mamma! potrebbe essere rimasto spiazzato non riconoscendo più né Jacopo né Michelino, l'ultimogenito della famiglia Borghi piena di problemi grossi che abbiamo imparato a conoscere nelle due stagioni precedenti.


Questo perché ci sono stati due drastici cambi nel cast e, se nel caso del rosso Michelino la differenza non è così evidente poiché si tratta di un bimbo in crescita, molto più eclatante è il cambio faccia di Jacopo (nella foto sopra con la camicia grunge) che non è più interpretato da Oscar Matteo Giuggioli, il quale all'epoca delle riprese era già impegnato sul set della seconda stagione dedicata agli 883 dove recita e balla come Mauro Repetto. 
In partenza si vociferava che il personaggio sarebbe apparso poco nella stagione mettendo nella sceneggiatura che sarebbe andato all'estero, cosa che invece non è stata mantenuta e infatti Jacopo versione 2.0 entra ed esce continuamente dalla scena in ogni episodio. 
E ha voglia Thomas Berger Christensen, il suo sostituto, a fare le pose sghembe e le facce un po' stralunate che Oscar (molto più simile fisicamente a Stewart Copeland dei Police) portava in scena

abbinate stavolta ad una pessima recitazione biascicata (ma in linea con le fiction italiane, eh). 
Non è la stessa cosa, ma vabbè. 
Altro grosso problema è che (UUUUH SPOILER!!!) la Mamma del titolo non è più tra noi, deceduta durante un periodo temporale che si colloca tra le due ultime stagioni e le cose ci vengono spiegate tramite dei flashback con presente Maria Chiara Giannetta parruccata malissimo, e anche lei già presa da altri impegni per cui appare per un minutaggio molto breve. 
Tutto ciò inoltre porta ad un evidente distacco dalla storia vera di partenza alla quale la fiction si era ispirata, ma che nonostante tutto continua a ribadirlo ad ogni apertura di episodio. 
Storia che nella prima stagione inoltre era furbescamente sottolineata da EVERYBODY HURTS,

probabilmente la più bella canzone dei R.E.M., quella tipica da accendini durante il concerto, messa lì con chissà quale pagamento dei diritti d'autore e mai più risentita nelle stagioni successive in favore delle musiche originali scritte per la fiction che sono anche quelle belle, in effetti, con qualche evidente ispirazione a TORI AMOS (non dite di no).

Tutto questo ha portato ad un calo degli ascolti su Canale 5 e una quarta stagione non è più tanto sicura. 
Ma in effetti... perché si deve insistere così ostinatamente su un soggetto snaturando completamente il suo punto di partenza? 
Ah, ecco, si...
Sono le regole dello show business... 
E allora continuiamo a farci del male... 

domenica 17 agosto 2025

ADDIO AL RE DELLA TV

 La notizia della sua morte ci ha colti ieri sera, ma già da tempo l'immenso, gigantesco, unico Pippo Baudo non si faceva più vedere in giro perché malato.


Famoso al punto che non devo certo aggiungere qualcosa io (sicuramente lo conoscevano anche su Tatooine), aveva 89 anni e al suo attivo poteva contare, oltre a 13 Festival Di Sanremo (le cui canzoni rimangono tuttora dei classici), svariate trasmissioni televisive soprattutto da prima serata (come casualmente ha deciso di andarsene) che lo avevano fatto diventare senz'altro il re della nostra tv, con il merito si aver scoperto e lanciato le più note soubrette quando ancora quel termine stava a definire una bellezza televisiva che avesse davvero delle qualità per stare in video.
E, a proposito di prima serata, forse qualcosa adesso sta cambiando nelle programmazioni televisive poiché nell'anteprima del nuovo palinsesto di Canale 5 non si parla più di Striscia La Notizia perlomeno collocata dove è stata finora.


Forse finalmente hanno capito che ormai la prima serata è diventata quella tutta uguale ogni sera con Striscia da una parte e i "Pacchi" dall'altra, nonostante si continui a chiamare "fascia preserale"? 
Eh si, perché una volta, ma mica secoli fa cioè ancora quando Pippo stava in tv, la prima serata cominciava con il film o la serie tv o lo show alle 20.40 subito dopo il TG mentre adesso, per lasciare posto a quei due preserali, tutto è traslato quasi alle 22, orario francamente troppo avanti per esser definito "prima serata". 
Quindi qualcuno forse ha pensato se davvero, con tutta la concorrenza delle piattaforme, è ancora il caso di mantenere questo schema. 
E infatti per me non lo è perché per me la prima serata ormai da tempo comincia quando mi pare perché scelgo io cosa guardare che dei "Pacchi" proprio non me ne cale (ne prendo già sulle piattaforme, in effetti) e anche di Striscia specie se porta in video certi conduttori insopportabili presi per chissà quale contratto stipulato. 
Vedremo quindi se nella stagione autunno inverno intanto Trump riuscirà nel suo intento di far cessare almeno la guerra Russia - Ucraina, e se ci saranno davvero dei cambiamenti epocali in tv oppure tutto resterà noiosamente uguale (conflitti compresi che tengono sempre banco nei TG) dato che nel frattempo la prima serata di Rai 1 è Techetechetè (che apprezzo nella nuova versione senza conduttrice inutile), mentre su Canale 5 è, per ogni santo giorno, La Ruota Della Fortuna con Gerry Scotti che comincia a starmi stretto pure lui...
Comunque addio Pippo, tu ci mancherai. 

giovedì 14 novembre 2024

ANNALISA & TAYLOR SWIFT SEMPRE PIÙ AL TOP

 Annalisa colpisce ancora e vince il premio come Best Italian Act al Mtv Europe Music Awards dove ha trionfato, manco a dirlo, la solita Taylor Swift,


e questo dimostra che la cantante ligure è sempre in continua ascesa checché ne dica Morgan riguardo alle sue canzoni che LUI GIUDICA di livello infimo. 
Io apprezzo moltissimo l'ex Bluvertigo per la sua cultura musicale, ma un po' meno per certe sue uscite che sono tante, per fortuna spesse volte sagaci, ma su questo punto in particolare non sono per niente d'accordo con lui perché il disco di Annalisa l'ho ascoltato per intero ed è un gran lavoro come ne avevo già parlato PROPRIO QUI
Anzi, caro Morgan,

e fallo te un disco bello come quello di Annalisa se sei capace. 
Detto ciò, poco tempo fa mi ero anche gustato su Infinity il concerto che Canale 5 aveva trasmesso il 5 settembre, ma che era stato registrato a maggio all'Arena Di Verona.
Concerto pieno di ospiti con i quali la cantante ha duettato sottolineando ogni volta (forse anche troppe volte) che ci teneva proprio tanto a cantare con lei/lui, da Elisa a Giorgia, da Tananai ad Ernia ad Irama. 
Grande show con un'apertura che a qualcuno che ha vissuto gli anni 80 avrà per forza ricordato il Glass Spider Tour di David Bowie dove il compianto artista scendeva giù dall'alto del palco appeso a dei cavi.


Annalisa ha fatto la STESSA APERTURA, ma... uhmmm... non so voi, ma io ho sentito puzza di stuntwoman a causa di quegli occhiali a fascia che coprivano mezzo volto della cantante mentre era appesa lassù. 
Ma anche se fosse così non sarebbe un male perché comunque anche gli stuntmen/women fanno parte dello spettacolo e anche BILLIE EILISH ha usato un trucchetto del genere al Coachella, per non parlare poi di Michael Jackson. 
Insomma a quanto pare abbiamo un'altra nostra star che diventa internazionale come lo sono stati i Maneskin... ricordi i Maneskin? Si dai, quelli che conquistavano il mondo a suon di tette scoperte e stage diving. 
Ecco, stavolta siamo in reggicalze, ok, ma c'è anche davvero tanto merito, tant'è che c'è anche la sua parodia al Gialappa's Show.

 

martedì 27 agosto 2024

UN TUFFO NEL PASSATO: UN ALTRO FILM DOVE SI TORNA INDIETRO NEGLI ANNI 80, E STORIE DI TV DI QUELL'EPOCA

 Oggi apro lo scrigno dei ricordi e, come Marty McFly con la DeLorean, torno indietro a quarant'anni fa, quando c'erano gli anni 80, quelli delle spallone imbottite e dei capelli cotonati, anni colorati pieni di musica synth e momento d'oro per la italo-disco.


Anche per la televisione è un momento d'oro poiché il 27 agosto come oggi, ma del 1984, l'allora Fininvest di Silvio Berlusconi, avrà ufficialmente i suoi tre canali televisivi su cui suddividere la sua offerta. Canale 5, cioè la rete ammiraglia piena di show di ogni tipo, dal Drive In al Maurizio Costanzo Show, Italia 1 indirizzata al pubblico più giovane fra serie tv (C.H.I.P.S., A-Team, Supercar), animate e il Festivalbar, e Rete 4 per le persone con una certa età che preferiscono cose tipo La Signora In Giallo o le telenovelas con Grecia Colmenares, star assoluta di quei tempi.

La differenza con Marty McFly che ho citato all'inizio del post, è solo che lui tornava negli anni 50, però, anche se l'escursione temporale era esattamente la stessa, a rivedere certe immagini quanta differenza di stile c'è tra le due situazioni, eh? 
Questo lo si nota anche in quel film fatto apposta per Halloween dalla Blumhouse di cui avevo parlato tempo fa, TOTALLY KILLER, dove una ragazza torna indietro pure lei di 40 anni per cercare di evitare la morte della madre per mano di un serial killer e finisce quindi negli anni 80. 
Stessa situazione anche in Un Tuffo Nel Passato


con John Cusack, film che anzi sviluppa ipotesi ancora diverse rispetto al film di Zemeckis poiché i protagonisti finiscono sì nel 1986, ma agli occhi degli altri risultano ringiovaniti mentre incontrano le ragazze con cui erano usciti insieme in quell'anno. 
E poi qui come trait d'union c'è anche Crispin Glover, ovvero proprio il George McFly di Ritorno Al Futuro, ma nella parte di uno scorbutico cameriere monco, mentre il tecnico che conosce i segreti dei viaggi nel tempo è pure lui un viso famoso, cioè Chevy Chase che però con Zemeckis non ha mai lavorato poiché quella volta aveva rifiutato il ruolo di protagonista per Forrest Gump (offerto anche a Bill Murray e John Travolta)

che invece come sappiamo toccherà infine a Tom Hanks. 
Vedi che anche nel fare cinema a volte ci sono delle scelte che a tornare indietro nel passato magari le faresti in modo diverso, oppure no, a seconda del modo in cui vuoi impostare la tua carriera. 
D'altronde noi quando vediamo un film campione d'incassi fatto e finito, magari ci stupiamo poi sapendo che quel ruolo era stato rifiutato dal tale attore, ma in realtà in pre produzione, quando tutto sta ancora scritto sulla carta ed è vivo solo nella mente del regista, è difficile prevedere se il film sarà un successo o un clamoroso flop che magari poi ti pregiudica altri ingaggi. 
A tal proposto girava questo divertente meme su Harrison Ford e Mark Hamill:

E purtroppo tornare indietro nel tempo per riparare ad un errore si può fare solo nei film... 

giovedì 4 gennaio 2024

LA TELEVISIONE HA COMPIUTO 70 ANNI

 E così la Rai Tv ha compiuto proprio ieri 70 anni (e 100 ne fa la radio) e... secondo alcuni li dimostra, ma secondo me tutto sommato no.


Certo è pur vero che i dati di ascolto vanno sempre a a favore dei canali mediaset, ma bisogna tenere conto che molti utenti seguono i programmi in differita su Raiplay, e personalmente io ne seguo parecchi, tipo Viva Rai 2 che alle 7 del mattino è ancora un pochino presto per me, oppure del titanico Festival Di Sanremo ormai non ricordo una puntata vista tutta in diretta. 
Ok, mediaset ha dalla sua le repliche dei programmi su Infinity e grazie a quella ho visto anche le ultime puntate di Zelig,

criticate da molti perché certi nuovi comici non facevano ridere per niente, e sono d'accordo, ma nel mucchio c'erano anche le colonne storiche (Cremona, Lastrico, Sconsolata) che hanno alzato l'asticella. 
Come età poi Mediaset è molto, ma molto più giovane, cioè nel senso che la sua rete ammiraglia ha 30 anni di meno e, siccome ispirata in gran parte ai modelli statunitensi, ha portato giusto quella ventata di novità in un epoca allora un po' tanto bacchettona, bigotta e legata ai vecchi schemi, e pure adesso quando vedo una cosa normale come le previsioni meteo su Canale 5, non le capisco mai veramente bene fino in fondo perché rimango, come dire... un po' distratto



e non per colpa di Giuliacci. 
Nel frattempo però anche i canali Rai si sono aggiornati e tutto sommato reggono il colpo, con un occhio di riguardo per Rai 3 che ha nel suo palinsesto piccoli gioielli di programmi. 
In occasione di tale compleanno, ieri sera Carlo Conti ha condotto una rievocazione del Rischiatutto, il celebre quiz di Mike Bongiorno,

con concorrenti vip e con lo scopo di ricordare, tramite le domande, i momenti storici della tv nazionale su tabellone e cabine in bianco e nero, proprio come le vedevamo allora sullo schermo a tubo catodico, ma nel 2016 Fabio Fazio aveva portato in video un'edizione speciale del quiz dove rivelava che quello che noi vedevamo grigio era in realtà, a sorpresa, rosso.

Disquisizioni cromatiche a parte, anche la tv, che sia Rai o Mediaset o una piattaforma streaming, è per me motivo di interesse come cinema e musica, per cui oggi ho dedicato questo post alla nostra emittente settantenne che, appunto nel 1954, cominciava le sue trasmissioni presentando il primo Telegiornale.

Auguri! 

venerdì 21 aprile 2023

SHALL WE DANCE? OVVERO: BALLIAMO? È GIÀ TANTO TEMPO CHE NON LO FACCIAMO

 Ecco un film di un genere che a priori di solito evito, ma di cui invece, dopo averlo visto per la prima volta quasi 20 anni fa, conservo un ottimo ricordo ed è Shall We Dance? del 2004, diretto da Peter Chelsom e interpretato da Jennifer Lopez e Richard Gere. 


Pellicola che da allora ogni tanto capita di rivedere con piacere su qualche rete, magari anche già iniziata, che tanto la storia è abbastanza semplice, cioè c'è un avvocato di mezza età, John Clark (interpretato da Gere), che si sente insoddisfatto della propria vita, e durante il tragitto casa-lavoro, nota una scuola di ballo, così decide di iscriversi per prendere lezioni di ballroom dancing. 
Durante le lezioni, John incontra l'insegnante di ballo, Paulina (interpretata dalla Lopez), e si invaghisce di lei, quel buongustaio, lei che comunque aveva già notato affacciata alla finestra probabilmente già prima di constatare che dentro lo stabile ci fosse una scuola di ballo,

ma nonostante con il passare delle lezioni, tenute non da Paulina ma dalla bisbetica Mitzi, John si senta come nella canzone di Coez, cioè con "una scuola di danza nello stomaco", decide di non tradire la moglie lasciando tutto come una relazione platonica. 
Nel frattempo, la moglie di John sospetta che lui abbia invece una relazione a tutti gli effetti e assume perfino uno scalcagnato detective privato per seguirlo. 
Il film è un rifacimento dell'omonima pellicola giapponese del 1996 di Masayuki Suo che ha ispirato la sceneggiatrice Audrey Wells, ma con alcune differenze significative nella trama tipo l'età del protagonista e, pur avendo ricevuto recensioni miste, ha avuto un discreto successo commerciale, segno che i critici seri alla fine contano poco, e merito sopratutto della bravura degli interpreti fra cui anche Susan Sarandon che fa la moglie di Richard/John ed è da notare soprattutto la performance di Stanley Tucci lanciato alla grande nella parte del ballerino parruccato.

La colonna sonora del film, nominata per l'Oscar, ma senza vincere nulla, comprende anche parecchi brani da ballo ovviamente e, nonostante io sia un vero ciocco di legno a ballare, mi piace quando vedo invece gente ballare bene e mi è capitato quindi di soffermarmi su Ballando Con Le Stelle condotto da Milli Carlucci della quale invece evito come la peste Il Cantante Mascherato (e consiglio a tutti di fare lo stesso) di cui sabato ci sta la finale che vorrà a tutti i costi battere lo share di Amici su Canale 5 perciò durerà presumo sulle 4 o 5 ore. 
In conclusione, Shall We Dance? è un film di genere romantico, ma sa essere anche commovente senza diventare melenso e inoltre affronta temi come la crisi di mezza età, cosa che accade spesso, il desiderio di vivere la vita al massimo, cosa che si dovrebbe fare sempre, e soprattutto il valore del matrimonio e della fedeltà, cose per molti passate di moda ma che invece per me sono da tenere sempre vive. 
Sono una canaglia romantica, che ci posso fare? 

martedì 20 dicembre 2022

LAST CHRISTMAS: UN NATALE CON GEORGE MICHAEL

 Ecco un'altro film natalizio, ma che alla sua uscita mi era passato inosservato, forse perché arrivato nel novembre 2019, quando si cominciava a pensare al Covid-19 che stava dilagando in Cina e il mese successivo sarebbe arrivato anche da noi nonostante tutte le precauzioni che potevamo prendere.


Last Christmas, andato in onda la scorsa settimana su Canale5, sembra un musical, tante sono le canzoni di George Michael/Wham! che si ascoltano durante la visione, nel senso che verrebbe di pensare ad un prodotto come Mamma Mia!, e invece non lo è, anche se la storia raccontata prende spunto proprio dalla famosa canzone di Natale. 
Emilia Clarke, dopo essersi mostrata parruccata e anche psicolabile nell'evolversi degli eventi de Il Trono Di Spade, qui è una ragazza di origini slave che cerca di sfondare a Londra nei musical (ma ripeto che questo non lo è) e nel frattempo lavora vestita da elfo

(carinissima) in un negozio di articoli natalizi gestito da Michelle Yeoh, combinando guai in ogni posto dove passa (anche nel negozio stesso), manco fosse Leslie Nielsen. 
Tuttavia riesce sempre a farsi perdonare e scatta anche un colpo di fulmine con un ragazzo molto speciale che nasconde un segreto molto, molto importante per lei.

Si, alla fine si tratta di una favola diretta da Paul Feig che perlomeno riesce a far dimenticare certe brutture nel suo armadio come il Ghostbusters al femminile, e come favola ci sta anche il finale di pura fantasia che potrebbe far ricordare anche un famoso film di M.Night.Shyamalan, e finale che si rifà proprio alla frase che apre LA CANZONE: "Last Christmas I gave you my heart".
Beh, sarà la bravura degli attori, con una Emma Thompson anche co-produttrice e co-sceneggiatrice, il freddo boia che fa fuori, le lucine di Natale ovunque, ma è persino commovente e, anche se rimango una canaglia, sono molto felice di averlo recuperato.

giovedì 9 dicembre 2021

UÀ: QUASI UN SUONO ONOMATOPEICO

 Ogni nuovo concerto o evento televisivo di Claudio Baglioni ultimamente ha un'atmosfera autobiografica e dal mood non si discosta nemmeno questo nuovo Uà, 


show del sabato sera su Canale 5 che va a cercare di contrastare Milly Carlucci e i suoi ballerini. 
Parte infatti con 51 Montesacro in cui Claudio canta di lui bambino, per poi andaaareeeee... lontaaaanoooo... 
Fra ospiti e canzoni reinterpretate, praticamente quello che ha fatto durante la conduzione dei suoi due Festival Di Sanremo, dove era stato accusato di dare fin troppo spazio ai suoi pezzi al punto da far apparire le canzoni in gara come un materiale di contorno (in effetti era palesemente così). 
Le critiche comunque sono arrivate anche per la prima puntata dello show considerato noioso e si è fatta già ironia sul titolo che pareva uno sbadiglio e invece era la contrazione (molto contratta) di UOMO DI VARIE ETÀ,
canzone dal titolo che gioca con gli anni di carriera di Claudio, che ha cominciato a fare i provino ancora minorenne accompagnato dalla mamma a Milano, e il suo fare spettacolo, appunto di varietà, ma francamente bruttina con quel suo Tattattàtattattà. 
Ma siccome io con le canzoni di Claudio ci son cresciuto, con le sue cassette che giravano spesso nella mia autoradio (anche a scopo ruffiano, lo ammetto), mi sento un po' di parte e per me non può essere un disastro totale come tanti hanno detto. 
Poi sarà stata anche la presenza di Renato Zero in questa prima puntata, ma ho trovato alcune similitudini con quel programma di molti anni fa, Tutti Gli Zeri Del Mondo, dove Renato era il mattatore e si raccontava al pubblico a modo suo; programma flop anche quello ma che a me tutto sommato non era dispiaciuto. 
Per concludere, non lo boccio del tutto, però, in effetti... 
Diciamo che vale la regola dei 90 minuti, cioè che dopo un'ora e mezza di spettacolo, è stato provato e dimostrato che l'attenzione dello spettatore cala (e a volte anche la palpebra) perciò a quel punto nello show dovrebbe accadere qualcosa di veramente clamoroso per ridestare tutti e che ti porta verso un finale trionfale. 
Cosa che invece non accade, perché tutto procede abbastanza piatto, lineare con Claudio che canta e racconta cose per 2 ore e 45 al netto degli spot, per cui al lordo si va sulle durate monster (ma anche su Rai1 non scherzano eh...) che proprio fisicamente non si reggono. 
Ma ormai la gara televisiva mi pare che sia su chi ce l'ha più lungo... il programma dico, a discapito della qualità, per farci stare dentro più spot possibili. 
E... No, non l'ho visto in diretta, ma su Tim Vision a piccole dosi e quando mi pareva a me, perché mica son così scemo eh... 
E forse, chissà? 
Magari è stato proprio quel "piccole dosi" che mi ha permesso di reggerlo. 

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