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mercoledì 25 febbraio 2026

QUANDO LA RAI NON SI FILAVA IL FESTIVAL

 A DITONELLAPIAGA è stata affidata l'apertura del Festival ed è stata una devastante apertura dato che pareva di sentire gli Underworld, cioè tutto quello che non è un classico brano da Sanremo e forse per questo l'ho già messa tra le mie preferite.


Un Festival questo che rende doverosamente omaggio a parecchi personaggi televisivi e musicali morti più o meno di recente. 
Tutto questo sorretto da un grande impianto scenico che definire faraonico non rende l'idea perché adesso la Rai per il Festival non bada a spese con gente che ci lavora su mesi e mesi prima con uno sbattimento che non ti dico. 
Ma immaginate invece un festival di Sanremo che andava in onda in tv solo con la serata finale (le altre si sentivano alla radio) organizzato in una manciata di giorni, con un presentatore che invece di stare sul palco rimane seduto a un tavolo sotto (Giancarlo Guardabassi aveva problemi a stare tanto in piedi) come si vede in apertura nel video più avanti, con la diretta della serata finale che finisce prima dell'annuncio del vincitore perché non c'erano santi... il tempo a disposizione per la diretta era già abbastanza (altro che i minutaggi spropositati di adesso) e doveva assolutamente andare in onda il telegiornale

(sarà annunciato lì che Peppino Di Capri ha vinto con NON LO FACCIO PIÙ) che chiude la programmazione serale della RAI, allora ancora monopolista. 
Era il 1976 e avevo registrato tutte le canzoni dalla tv con quel Philips K7 mio compagno musicale per lungo tempo, in un'Italia stretta tra sacrifici, crisi e poca movida, tra big in declino e tanti sconosciuti.

C'era un Toto Cutugno già cotonatissimo, ma in gara come leader degli Albatros portando una canzone bruttissima, VOLO AZ 504, che narra di lui che supplica lei incinta che invece se ne va via da lui con l'intenzione di abortire, in pratica una soap-opera. 
Personalmente invece avevo già la mia guilty pleasure in Mara Cubeddu, voce dei Daniel Sentacruz Ensemble che cantavano LINDA BELLA LINDA.

Festival che sul fatto di essere sottotono se la giocava con quello dell'anno precedente di cui ho parlato IERI. 
Entrambi parevano la sagra paesana citata da Vincenzo De Lucia mentre imitava Laura Pausini.

Poi sono arrivate le tv private e la Rai si è dovuta dare una svegliata per non perdere spettatori, così, anno dopo anno siamo arrivati a quel Festival supermaxi di adesso che personalmente seguo per buona parte il giorno dopo su RaiPlay. 
Magari poteva bastare una onesta via di mezzo? 

giovedì 22 gennaio 2026

MINIMARKET: QUANDO URLI "KEVIN!", MA NON È "MAMMA HO PERSO L'AEREO"

 Wow, una serie tv italiana con Kevin Spacey che ritorna in pubblico dopo quelle brutte vicende?


Eh si, vedi, è su RaiPlay e si chiama Mini Market, ma... c'è un ma, perché l'idea del commesso di un mini market che ha come amico immaginario proprio Kevin Spacey sulla carta pareva carina con anche varie guest e i momenti musical, e pure il primo episodio non è male. 
Poi però scopri che non è così interessante come pareva e anzi annoia un pò, ma se vuoi la guardi così se proprio non c'è niente di meglio. 
Peccato, anche per Kevin che fa specie vederlo così impelagato in una produzione a basso, bassissimo costo tanto mediocre dove però lui dà il meglio di sé prendendosi in giro,

e prendendo in giro anche la famosa ENNE rossa alla quale, per via di quelle accuse, aveva dovuto pagare non so quanti dindini. 
Comunque lui non se ne sta con le mani in mano e anche in questo periodo di oblio ha partecipato a diverse produzioni indipendenti, dove in una delle quali ci sarebbe stato anche Dolph Lundgren, ma è finita in vacca a causa del produttore accusato di cose poco legali... 
Eh, ma è un vizio allora... 

giovedì 25 settembre 2025

IL RITORNO DI OCCHI DI GATTO

 La canzone di Cristina D'avena parlava di "tre ragazze bellissime", e le abbiamo, "tre sorelle furbissime", appunto, che "son tre ladre abilissime molto sveglie agilissime", che "con astuzia e perizia", ed unendo sempre "un poco di furbizia, riescon sempre a fuggire e nel nulla sparire".


"O-o-o Occhi Di Gatto, è questo il nome del trio compatto. Son tre sorelle che han fatto un patto" per scoprire la verità sulla morte del padre legata ad una galleria d'arte gestita da una tizia gnocca, ma molto cattiva che se non le vai a genio ci mette un attimo a puntarti la pistola contro e... Bang! 
Tutto questo si vede nella serie di produzione francese Occhi Di Gatto in onda settimanalmente su Rai2, ma su Raiplay c'è già tutta la stagione completa. Rilettura del classico degli anime anni 80 con anche una giustificazione alle tutine indossate dalle tre ladre

che nella versione animata sembravano sullo stile delle famose tutine di Zelig molto care a MADAME VERDURIN, mentre nella versione giapponese Live Action (un film tv) avevano più un look da Catwoman burtoniana e ne avevo parlato QUI, 

ed outfit replicato anche per le action figures che i collezionisti in vena di spendere cifre esorbitanti possono ancora trovare su Ebay.

L'outfit delle tre "gatte" qui invece si distacca dallo spandex, dal latex e dal fetish in generale, ed è proposto da una delle sorelle che lo usa, in diversi colori, per fare parkour e infatti quello che indossano sono sempre delle tute intere, ma fatte in un tessuto molto tecnico (se vogliamo, più sullo stile di Black Widow) ed è molto più plausibile piuttosto che in entrambe le versioni precedenti. 
Meno plausibili sono le pazzesche abilità acrobatiche che le tre dimostrano con estrema disinvoltura

(ma magari hanno una qualche preparazione atletica che non sappiamo) e il fatto che nessuno le riconosca (coprono solo la bocca quando sono in presenza di altre persone) dato che anche qui c'è la relationship con il detective sempre con il rischio di far saltare la copertura.
Il prodotto è leggermente più orientato verso un pubblico adulto che magari adora cose come John Wick, ma con un po' di storia d'amore (melensa) dentro nonché un pizzico di inclusività sessuale, giusto per non far mancare nulla. 
Dal Giappone tutto si trasferisce a Parigi, quindi sono cambiati anche i nomi, e tutto sommato non è male, lo ammetto. 
Basta non pretendere troppo realismo.

E comunque, probabilmente se siamo arrivati a sto punto, la colpa è anche SUA😁. 

mercoledì 27 agosto 2025

TECHETECHETÉ È LA VERA REGINA DELL'ESTATE?

 Poco più di una settimana fa, in occasione della dipartita di PIPPO BAUDO, mi trovavo ad elogiare Techetecheté che ultimamente mi sta dando grosse soddisfazioni, ed ecco che la scorsa settimana arriva una puntata sugli anni 80 della Italo-disco,


periodo al quale sono molto legato perché l'ho trascorso facendo girare i vinili sui piatti Technics in discoteca (no, non dico che suonavo, state tranquilli). 
E quindi aggiungo un ulteriore punto a favore di Rai1 con invece un piccolo appunto a Stefano Zandri (“chi cacchio è?" diranno i più) cioè Den Harrow

il cui nome d'arte era un gioco di parole su "denaro", come lo erano anche i nomi di altri suoi due colleghi degli esordi Joe Yellow e Jock Hattle, sempre facenti parte della scuderia di Turatti & Chierigato. 
Stefano infatti sul suo profilo Facebook dichiara di aver visto quella puntata in tv e di essersi reso conto di quanto fossero horror i look di allora. Beh su questo caro Stefano di cui ho fatto girare parecchi dischi, dissento completamente poiché i look anni 80 sono stati e rimangono assolutamente iconici con nulla da invidiare a quelli dei loro colleghi internazionali come Duran Duran e Spandau Ballet, e te lo dice uno che in quegli anni è uscito per strada sia come paninaro che come new dandy pseudo dark.

Quello che era invece davvero orribile era il balletto che spesso accompagnava le esibizioni finte live come a Discoring e posso citare RAGGIO DI LUNA (produzione italiana, ma cantante francese, al secolo Mandy Ligios) con Comanchero, ma sopratutto in assoluto gli EASY GOING con Baby I Love You, davvero imbarazzanti nonostante quel pezzo mi piacesse un botto.

Tant'è che c'erano anche alcuni, come SAVAGE (Roberto Zanetti noto in seguito come Robyx) per la sua Don't Cry Tonight (non presente nella puntata, ma visto in un ALTRO SPECIAL), che racconta che, dato che non sapeva ballare, per non sembrare ridicolo si inventava pose statiche e mosse con le mani, 

cioè una specie di antenato di POSAMAN. 
Per Den Harrow e altri suoi colleghi come Spagna (allora ancora immune dalla chirurgia plastica selvaggia), per esempio, invece anche il muoversi sul palco era perfettamente centrato con la canzone che presentavano. 
Che vabbè, nel caso di Stefano è risaputo che non cantasse lui, ma Tom Hooker e Silvio Pozzoli


(no, non è Gigi del duo Gigi & Ross), ma chissenefrega dato che il risultato funzionava (anche con Baltimora e Valerie Dore, per dire) e il produttore tedesco FRANK FARIAN lo aveva capito già bene dagli anni 70 quando cantava in studio al posto di Bobby Farrell dei BONEY M (nelle poche esibizioni live invece era proprio Bobby a cantare, ma in modo molto diverso) e poi in seguito ha messo su i Milli Vanilli con tutti i casini che sono successi.
Bene, per quanto mi riguarda spero che Techetecheté continui a sorprendermi così che va bene. 
Anzi, sulla sua scia intanto ieri sera Raidue ha mandato in onda invece la prima puntata di uno speciale su Discoring,

anche quello molto bello e zeppo di ricordi. 
Naturalmente anche la puntata di Techetecheté è su Raiplay ancora per qualche giorno e consiglio di vederla finché possibile. 

venerdì 27 giugno 2025

CRIMES OF THE FUTURE (MA IL TITOLO ARRIVA DAL PASSATO)

 Lo so che oggi si sposa Jeff Bezos, ma il marrano non mi ha invitato e sono leggermente offeso, perciò non ne parlerò, tié.


Parlerò invece di cinema che non sta nemmeno su Prime Video, ma su Raiplay (ancora tié Jeff) e a tal proposito premetto che ho adorato David Cronenberg con LA MOSCA e altri suoi lavori, ma stavolta con Crimes Of The Future, film con Viggo Mortensen, Lea Seydoux e Kristen Stewart, che ha lo stesso titolo di un suo corto del 1970, non mi trova molto dalla sua parte.
Cioè, sapevo di cosa parlava e quindi ero curioso, ma quelle mutazioni me le immaginavo più sullo stile della Brundlefly. 
Poi non so se la versione che ho visto su Raiplay sia stata mozzata di qualche scena magari davvero troppo forte per essere mandata in tv, ma sembra che a volte manchi qualcosa tra una situazione e l'altra come risulta anche da un confronto tra i minutaggi dove su quello Rai mancano circa tre minuti rispetto alla durata ufficiale dichiarata. 
A tal proposito ricordo con vero "orrore" le versioni scandalosamente eppurate che Italia 1 mandava in onda di classici come NIGHTMARE, LA COSA, LE IENE o L'ESORCISTA togliendo via a muzzo il meglio delle scene splatter.

Operazione talmente invasiva che alcuni registi hanno poi diffidato le emittenti dal modificare in alcun modo la loro opera. 
E quindi forse qui è proprio David che invece si diverte a metterci alla prova per vedere se il nostro cervello viaggia alla velocità del suo? 
Velocità che però non viene tradotta in ritmo nel film dato che più di una volta ho rischiato il colpo di sonno, vuoi anche per la continua ripetizione di certe situazioni, eppure lo stavo guardando su un maxischermo quasi da cinema (un regalino che mi è arrivato da qualche mesetto) e un sonoro di tutto rispetto.


Comunque seppure siano più convincenti i molti effetti "veri" rispetto a quelli in CGI, mi cade tutto verso la fine con quella poverata di scena del cranio trapanato dove si vede benissimo che quello è un manichino quasi come fosse stato preso direttamente dalla vetrina di un negozio lì vicino. 
Era finito il budget? 

martedì 22 aprile 2025

UN GRANDE ADDIO NELL' EARTH DAY 2025

 Mentre ieri mattina siamo stati svegliati dalla notizia della morte di Papa Francesco che aveva 88 anni, mancato subito dopo i riti pasquali ai quali aveva fatto solo una breve apparizione perché purtroppo non era più in perfetta salute da tempo, ed ecco il "grande addio" del titolo, cade oggi la Giornata Mondiale Della Terra, ed è dal 2008 che in occasione di tale evento proprio a Roma, ma non solo, si tiene il Concerto Per La Terra per sensibilizzare il pubblico sulle grandi sfide ambientali e celebrare insieme l’Earth Day.


Negli anni passati si sono esibiti personaggi come Ben Harper e i Subsonica a Piazza del Popolo, Pino Daniele al Circo Massimo, Patti Smith (RIECCOLA anche oggi), Noemi, Ron e Carmen Consoli a Villa Borghese, Fiorella Mannoia al Teatro della Luna di Assago, Arisa agli Arcimboldi di Milano. 
Quest’anno i protagonisti del Concerto per la Terra sono stati i Tiromancino di Federico Zampaglione,

che il 3 aprile scorso, poco dopo che il Pontefice era stato dimesso, hanno calcato il palco dell’auditorium della Nuvola di Fuksas a Roma con un concerto gratuito (ma il posto era da prenotare). 
Concerto che da oggi è disponibile anche su Raiplay.


E ancora in coda torno come in apertura per un addio a Papa Francesco per il quale persino Putin ha mandato le condoglianze dicendo di avere un grande rispetto per lui, e forse dichiarazione un pochino ipocrita dato che, nonostante le invocazioni del Santo Padre, mica l'ha piantata lì di fare la guerra eh... (discorso che comunque vale anche per la controparte ucraina). 
Addio Jorge Mario. 

 

lunedì 17 marzo 2025

STASERA C'È (ANCORA) CATTELAN E FORSE ANCHE...

 È tornato Ale Cattelan con la nuova edizione di Stasera C'è Cattelan che va sempre in onda in seconda serata, ma stavolta il programma c'è solo una sera a settimana probabilmente anche per i molti impegni che il bravo conduttore sta portando avanti, nel senso che adesso ha anche un Podcast visibile su YouTube e in audio anche su Amazon Music, dal titolo Supernova dove conduce le sue classiche interviste al vip del momento e come sempre sono interviste ben riuscite.


Con la sola eccezione a quella fatta (appositamente così) a Frank Matano di cui "non dirò nulla", e, se la vedrete qui nel VIDEO disponibile su YouTube, capirete il perché.

Inevitabilmente molti degli ospiti che invece stanno passando adesso nel programma in tv arrivano dall'appena passato festival (lo so, avevo detto che avrei cercato di non nominarlo più, ma non riesco proprio) che lo ha visto anche come co-conduttore e dal quale dice di esserne uscito completamente rintronato. 
Non temete per l'orario poiché si vede comodamente su Raiplay (sempre sia lodata). 
E, sempre in tema di programmi tv, ma su piattaforma, su Prime Video potrebbero tornare anche i tre "vecchietti" di The Grand Tour con un nuovo programma più dialogato e meno d'azione.

Quest'ultimo punto perché specialmente Jeremy Clarkson si definisce ormai troppo vecchio e grasso per fare ancora certe cose e inoltre James May, durante le riprese dello special in Scandinavia, aveva avuto un brutto incidente che gli aveva fruttato tre costole rotte. 
Per ora sono solo rumours, ma in cuor mio ci spero davvero. 

sabato 15 marzo 2025

TUTTA L'ITALIA VA ALL'EUROVISION SONG CONTEST

 Ed è letteralmente vero, poiché oltre a Lucio Corsi a rappresentare il nostro Paese, ci sarà proprio l'Italia intera comprensiva anche di quella piccolissima Repubblica di San Marino con Gabry Ponte e la sua TARANTELLA che ha fatto da stacchetto durante tutto l'ultimo Festival Di Sanremo.


Canzone quella di Gabry con una storia complicata dato che era stata presentata alle selezioni per la gara rivierasca, ma il regolamento non permetteva a Ponte di presentarsi con una canzone se non era lui a cantare, dato che il brano è eseguito, come in tutte le sue produzioni, da un vocalist e stavolta sono pure due. 
Carlo Conti però, che ci vede lungo con i suoi occhiali, ci ha pensato lui a fare al dj producer una promozione ancora maggiore rendendola il tormentone della kermesse. 
Dopodiché Gabry ha partecipato al San Marino Song Contest che da quest'anno non si chiama più Una Voce Per San Marino probabilmente perché tra i partecipanti c'era anche BOOSTA dei Subsonica

e nel suo caso di voce non ce n'era manco un po' dato che ha suonato il piano e basta, ma Francesco lo annuncia lo stesso dicendo "canta". 
All'inizio dello show andato in onda in diretta una settimana fa, ma visibile su Raiplay, è stato conferito il premio alla carriera ad ALBANO che si è prodotto in due dei suoi brani più celebri, ma non esattamente al meglio delle sue capacità mostrando molta fatica nello sforzarsi per raggiungere le sue famose note alte.

Anche la conduzione di Francesco Facchinetti con Flora Canto è stata a livello di uno spettacolo amatoriale, se non peggio, presentando canzoni mediobasse (ma questo non è da imputare a loro) eseguite da perfetti sconosciuti anche stranieri, o da qualche nome famoso del passato che ci riprovava come Silvia Salemi, Pierdavide Carone, Marco Carta, Bianca Atzei, Luisa Corna. 
Su tutti ha vinto facile quindi Gabry Ponte che ora dovrà vedersela con l'ESPRESSO MACCHIATO dell'Estonia, canzone che ci percula a più non posso

come già lo aveva fatto la Russia QUALCHE ANNO FA. 
Cosa che fa anche Gabry, in effetti, ma questa nel suo caso si chiama autoironia. 

giovedì 27 febbraio 2025

SALVO D'ACQUISTO: UN EROE DEL PASSATO

 Su Raiplay c'è la versione più recente, cioè la miniserie con protagonista Beppe Fiorello che, come al solito, alla fine della storia muore (era una gag fatta con suo fratello, ma capita davvero quasi sempre così).


Ma Salvo D'Acquisto era stato anche un film uscito per la gloriosa Cineriz nel 1974 con Massimo Ranieri nella parte del carabiniere ventenne che si offrì per essere giustiziato dai nazisti al posto di 22 persone innocenti accusate di aver ordito un attentato contro le SS dove morirono due soldati tedeschi. 
Film che propone piuttosto fedelmente la vicenda con una buona prestazione attoriale dell'allora giovane cantante che oltre alla musica calcherà spesso anche i palchi dei teatri perché Ranieri il talento ce l'ha di suo e lo ha portato ancora al Festival Di Sanremo con una CANZONE che certamente non ha l'appeal giusto verso il pubblico che adesso fa i grandi numeri, cioè quello intorno ai 20 anni, però secondo il mio gusto è un brano molto bello, intenso, a tratti epico.

Tornando invece al film andrebbe tutto bene se non ci fosse un Enrico Maria Salerno senza freno alcuno che calca un po' troppo la mano nel suo personaggio dell'attivista socialista al punto da diventare irritante. 
Detto ciò, il film è su Prime Video e Salvo torna d'attualità perché Papa Francesco, che non se la sta passando molto bene, ha dichiarato che sarà reso beato.
Cosa che effettivamente non cambia nulla nei suoi riguardi dato che, per il suo gesto, è stato da sempre considerato un eroe immolatosi per salvare 22 vite che non erano suoi amici o parenti, ma solo persone innocenti che rischiavano di essere giustiziate per rappresaglia in quel brutto periodo della storia, ovvero il 1943 in "tempo di guerra" come si suol dire... tempo che purtroppo non è mai passato del tutto. 

martedì 21 gennaio 2025

LA FANTASTICA STORIA DI DON CHISCIOTTE DELLA MANCIA

 Tempo fa Terry Gilliam si era intestardito sul progetto di un film su Don Chisciotte, ma tutta una serie di sfighe lo avevano dissuaso fino a che alla fine è riuscito a tirare fuori un ALTRO FILM che è poi un metafilm sul cavaliere errante di Cervantes e che forse è ancora meglio di quello che sarebbe stato l'agognato film mai girato.


Storia antichissima quella narrata da Miguel Cervantes scritta infatti più di quattro secoli fa e raccontata in due libri il primo dei quali usciva nel gennaio del 1605 con codesto incipit: 
«Viveva, non ha molto, in una terra della Mancia, che non voglio ricordare come si chiami, un idalgo di quelli che tengono lance nella rastrelliera, targhe antiche, magro ronzino e cane da caccia»
Il romanzo ispirerà musicalmente l'idolo mullettato degli anni 80 Nick Kershaw per una sua CANZONE

(una delle sue peggiori, detto francamente) e anche il nostro Roberto Vecchioni lo racconterà in PER AMORE MIO (una delle sue migliori), ma sotto il punto di vista di Sancho, il fedele scudiero, e infatti il titolo completo della canzone comprende tra parentesi "Ultimi Giorni Di Sancho P.", 

nonché il buon Francesco Guccini nel suo periodo più recente, cioè esattamente l'entrata negli anni 2000, con l'album Stagioni che conteneva appunto la canzone DON CHISCIOTTE.

Molto tempo prima che Gilliam ci pensasse, la Rai aveva acquistato una miniserie su Don Chisciotte di produzione spagnola (o forse era franco-tedesca) di cui credo di aver perso ogni traccia (probabilmente anche l'emittente di stato non la ricorda più), ma intanto nel 1970 ha poi realizzato anche una sua miniserie metateatrale girata negli studi di Napoli dove il cavaliere errante era interpretato da Gigi Proietti (lassù in alto nel post), perfettamente sopra le righe mentre racconta le sue avventure ad un pubblico di bambini. 
Vista adesso sente un po' il peso degli anni per come è realizzata questa miniserie, ma, grazie a Gigi e i comprimari, il livello della recitazione è superiore a qualsiasi cosa dei giorni nostri. 
Adesso è disponibile su Raiplay e una piccola curiosità è che le musiche erano eseguite dal vivo in studio ed erano di Giorgio Gaslini che cinque anni dopo collaborerà coi Goblin per Profondo Rosso. 
Ah... Oltre a diversi altri film più o meno belli esistenti su Don Chisciotte, anche Franco e Ciccio hanno fatto naturalmente la loro versione nel 1968, dato che credo non esista cosa al mondo che i due non abbiano parodiato.

Perfetti nel phisique du role. 

domenica 27 ottobre 2024

I CASI DELLA GIOVANE MISS FISHER: NON GIUDICARE UNA SERIE DALLA LOCANDINA

 Scorrendo un'app con i programmi tv (ricordo a proposito che ieri sono stati gli 80 anni della nascita della nostra emittente nazionale come Rai dopo essere stata la radiofonica Eiar, ma le regolari trasmissioni televisive partiranno solo dieci anni dopo) mi capitava spesso di vedere che su Rai Premium andava in onda in replica I Casi Della Giovane Miss Fisher (prima era su Rai 2) dove lei, la miss, nelle immagini mostrate, è molto carina in outfit da swinging London, così una sera, curioso come un gatto, sono andato a cercarlo su Raiplay e ho guardato il primo episodio della prima stagione.


La serie è australiana, è ambientata a Melbourne ed, essendo l'Australia una colonia britannica, ecco spiegato l'outfit della bella protagonista. 
Purtroppo però le mie aspettative che mi facevano pensare a qualcosa di brioso come tipo La Fantastica Signora Maizel, sono state deluse poiché nonostante una bella confezione ho visto una cosa che dovrebbe essere un giallo, ma coperta da talmente tanto miele da risultare stucchevole e nauseante. 
La situazione poi non mi era nemmeno nuova dato che la detective snobbata dai colleghi maschi solo perché donna è stata poi portata in video in diverse salse e molto meglio di così, da ENOLA HOLMES a MISS SCARLET AND THE DUKE, per citare le migliori versioni più recenti che ho visto (su LIDIA POËT avevo invece espresso il mio parere), mentre di questa, nonostante sia del 2019, perciò antecedente, non ne conoscevo l'esistenza, e forse un motivo c'era. 

venerdì 13 settembre 2024

SPAZIO 1999 AL CINEMA, MA SOLO IN U.K.

 Settimana questa in cui la Luna torna spesso protagonista perché a Londra questo weekend sarà un weekend spaziale dato cade l'anniversario dei 50 anni di SPAZIO 1999 e sarà celebrato con la proiezione di una versione ampliata di Separazione (Breakaway), il primo episodio della serie che potrebbe benissimo essere un film a sé stante e che, rimasterizzato in HD, verrà presentato in formato widescreen per una vera esperienza cinematografica.

Gerry e Sylvia Anderson cominciarono a lavorare al progetto nel 1973, e quella che nell'ambiente viene chiamata "copia-lavoro" venne realizzata e ultimata con tecnica cinematografica nel 1974 (gli episodi successivi avranno un aspetto più televisivo, ma sempre con scene "forti" per l'epoca) e per questo sono stati considerati oggi i 50 anni anche se la prima trasmissione in U.K. fu nel 1975 e in Italia l'anno successivo. 

Nonostante adesso siano ENTRAMBE DISPONIBILI su Raiplay, non mi stancherò mai di consigliare di evitare come la peste la seconda stagione, quella dove c'era la mutaforma Maya


(anche se so benissimo che molti ricordano solo lei) e mostrilli ridicoli, perché era stata rimaneggiata dagli americani (Fred Freiberger) al punto che pareva diventato uno show per bambini tipo La Melevisione, giuro! 
Questa di Londra invece sarà un'occasione unica per tutti i fan per celebrare la serie in un giorno particolare, quello di oggi, 13 settembre 2024, perché era appunto il 13 settembre, ma del 1999, che si verificava, nella serie, come si vede nei meravigliosi TITOLI DI TESTA, l'evento, il disastro che mandava la luna fuori dalla sua orbita terrestre.

Alla proiezione è stato invitato anche Orso Maria Guerrini che, insieme ad altri attori italiani, aveva partecipato come guest in alcuni episodi facendo risultare il prodotto come una co-produzione Rai, ma nel lavoro effettivo di sceneggiatura e quant'altro la nostra emittente non ci mise proprio niente. 
Nei due giorni successivi ci saranno invece conventions e raduni a tema tipo quelli che fanno i trekkers buffi

(perlomeno i maschietti, mentre le femminucce hanno quel qualcosa di gradevole che non guasta) salutandosi alla maniera vulcaniana. 
Ma forse non tutti sanno che già allora nel 1974 si provò a presentare "Separazione" in versione lungometraggio al Festival di Cannes, probabilmente per sfruttare tutte le riprese girate dal regista Lee H. Katzin. Purtroppo, il tentativo non si concretizzò ed un primo montaggio, della durata di 72 minuti, venne ridotto a 52 perché molte scene furono eliminate. 
Ora, per la prima volta, la maggior parte di queste scene perdute è stata ripristinata grazie alle possibilità digitali che se vuoi ti ricreano ad hoc anche una nuova canzone dei Beatles e da stasera si torna nello spazio,

perlomeno a Londra, sperando poterlo vedere quanto prima anche da noi perché personalmente non ho mai smesso di avere la testa fra stelle e sono contento così. 

sabato 29 giugno 2024

CUORE DI ANTONELLO VENDITTI: CERTI DISCHI FANNO DEI GIRI IMMENSI E POI RITORNANO

 Sarà un mese fa che stavo ascoltando Antonello Venditti su Radio Deejay intervistato da Linus e Nicola in occasione dell'uscita del nuovo disco che non è poi così nuovo perché è la riedizione rimasterizzata di Cuore,


album che compie i suoi bei 40 anni, del cantautore romano dde Roma, che contiene la super hit CI VORREBBE UN AMICO e dove adesso c'è un brano inedito in più che è la cover di Say Something di Christina Aguilera e A Great Big World che in italiano diventa DI' UNA PAROLA,

e, durante l'intervista, i nostri amici hanno preso ovviamente a parlare anche di Notte Prima Degli Esami, presente come apertura della tracklist del disco come anche in ogni concerto di Antonello, persino anche quella volta che l'aveva presentata nel 2018 in occasione di Pino È, il concerto tributo a Pino Daniele dove era stato apprezzabile l'impegno di ogni cantante per interpretare i brani del cantautore, ma non tutti erano stati all'altezza, a cominciare da Biagio Antonacci che si sforzava di prendere note un po' a caso, Giuliano Sangiorgi che violentava Quanno Chiove, la Nannini rauca più che mai e via così.

Si salvavano invece Fiorella Mannoia che quando tocca una canzone le dà sempre una luce particolare, e a sorpresa Jovanotti e J-Ax che mantennero la propria linea musicale regalando nuova linfa ai brani e scaldando anche gli animi del pubblico. 
Cosa che invece non è riuscita ad alcuni dei comici che hanno presentato dei monologhi, vuoi per la banalità di quello che dicevano o vuoi perché alla gente interessava la musica.

Un punto interrogativo mi era rimasto su Venditti che quella sera aveva cantato appunto NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI (quindi chiaramente non di Pino) giustificandola raccontando che il pianoforte sulla spalla citato nel testo, era trasportato fra mille imprecazioni proprio da Pino Daniele agli inizi della carriera, quando era bassista (tutto a sinistra nella foto) del gruppo fusion Napoli Centrale

(ma ricordo perfettamente lo stesso aneddoto raccontato da Antonello, con protagonisti diversi come Ernesto Bassignano, Giorgio LoCascio e Francesco DeGregori ai tempi del Folkstudio senza nominare nessun altro...). 
O forse vuoi vedere che il riferimento a Daniele era nella frase "Come i Pini di Roma, la vita non li spezza, questa notte è ancora nostra"???
O Antonè... se nun c'avevi er tempo de preparatte 'n brano potevi dillo no? A sto punto chiamavamo Guzzanti che cce cantava Er Grande Raccordo Anulare e eccallà. Ugguale!!! 
Ed ecco che durante l'intervista su Radio Deejay oltre a dare un'ennesima nuova versione dei quattro ragazzi con la chitarra dove anche stavolta la presenza di Pino non viene nemmeno accennata, l'Antonello ti attacca pure una tiritera su quanto siano speciali le sue canzoni tipo "le mie canzoni hanno qualcosa che ti rimane dentro e te le fa sentire tue" e cose del genere. 
Giuro, stavo morendo di vergogna io per lui, perché quelle cose vanno bene se a dirle è qualcun'altro, ma diventano un ridicolo autoincensarsi se se le dice addosso lo stesso protagonista. 
Non vi pare?
Che poi è pur vero che Antonello ha scritto canzoni bellissime, che la sua Roma Capoccia l'aveva partorita quando aveva solo 14 anni, che Sotto Il Segno Dei Pesci è un disco che riascolto spesso tutto intero perché non c'è una canzone che sia una brutta ed è pure legato ad un bel periodo della mia vita da canaglia. 
Ma ricordo anche circa 20 anni fa un'altra intervista radiofonica dove intervenivano gli ascoltatori al telefono e Venditti, invece di aspettare di ricevere i complimenti che di solito un fan rivolge al suo idolo, lo anticipava chiedendo "T'e piaciuto lo spettacolo, le luci, il palco?", come dire "eh dimmelo quanto so' bbravo eh". 
Bravo senza dubbio si, ma un po' di umiltà a volte non guasta. 
Tornando invece a quel concerto tributo del 2018, Rai 1 aveva trasmesso in diretta quel grande omaggio all'artista napoletano prematuramente scomparso, con un gran finale che vedeva riuniti i superstiti dei Napoli Centrale, però, se fosse stata una ciambella, il buco non sarebbe stato perfetto, per tutto quello che ho scritto prima che ha composto una lunga maratona musicale con alti (pochi) e (tanti) bassi. 
Incluso lo strafalcione di Raiplay che citava come location Piazza Del Plebiscito, mentre era allo Stadio San Paolo... (non ho più controllato, ma suppongo che abbiano poi corretto). 
O vuoi vedere che noi quella volta abbiamo visto lo spettacolo sbagliato?, 

mercoledì 24 aprile 2024

DOC - NELLE TUE MANI E LA SECONDA STAGIONE

 Sempre grazie a Raiplay sono entrato nella modalità di recupero della seconda stagione di Doc - Nelle Tue Mani con Luca Argentero che prosegue il buon lavoro fatto durante LA PRIMA anche cambiando la regia.


Il dottor Fanti, profondamente cambiato in meglio dopo l'incidente subìto (ricordiamo che all'inizio della PRIMA STAGIONE era un perfetto str...., complice in questo anche la perdita del figlio), adesso rivuole il suo posto da primario più che altro per salvaguardare il suo reparto da mani avide e senza scrupoli, e viene perciò messo sotto duro esame per vedere se è idoneo dopo tutto quello che ha passato (ma in realtà ci sono dei sotterfugi anche stavolta), mentre la sua figliola che nella prima stagione abbiamo lasciato ragazzina, adesso si è fatta adulta e, fresca di laurea, ed è entrata pure lei a lavorare lì in quell'ospedale grazie alla situazione d'emergenza poiché nel primo episodio ci troviamo in piena era Covid, un po' come era accaduto per The Good Doctor che a tale evento aveva dedicato DUE PUNTATE. 
In questo caso la pandemia si porta via anche uno dei protagonisti precedenti e, come se Fanti non avesse già abbastanza grattacapi, la sua giovin virgulta si prende una cotta per Valenti, il primario di chirurgia che ha l'età di suo padre (se non di più) e francamente le scene in cui i due amoreggiano come piccioncini danno pure un po' fastidio a vederle;

tra l'altro il Valenti ha pure abitudini poco corrette (no... non bdsm), ma vabbè... non sono io lo sceneggiatore. 
Continua, nonostante tutto, compresa qualche piccola forzatura, ad essere un prodotto sopra la media standard delle brutte fiction tv.

domenica 17 marzo 2024

THE QUIET ONE - VITA DI BILL WYMAN: CHE VITA MERAVIGLIOSA, COME DISSE DIODATO

 Keith Richards ha dichiarato che deve moltissimo a Bill Wyman, l'ormai ex bassista dei Rolling Stones, per aver raccolto tanto materiale audio e video nel corso degli anni, poiché, ammette il chitarrista, in quegli anni era talmente "fuori" che ricorda davvero poco di quanto gli accadeva intorno.


E Bill, grazie a questi ricordi mette insieme un film su sé stesso, prima, durante e dopo i Rolling Stones, in cui si racconta fin da quando era ragazzino, quando si è costruito il suo primo basso elettrico da solo (inventando così il primo fretless), quando ha cambiato il proprio nome, e poi le avventure con la band più famosa e longeva del mondo (perché i Beatles come vera band non ci sono più da mó, mentre gli Stones invece incredibilmente si), ma tutto questo non è un film rocknroll come potresti immaginare. 
Tutt'altro. 
Anche se durante la visione si riascoltano i grandi successi dei cinque, questo è un documentario riflessivo esattamente come il suo protagonista, il Rolling Stone meno appariscente al pari del compianto Charlie Watts (notare a proposito il gioco grafico della locandina originale lassù in alto fra "one" e "stone"), ma che con la sua tecnica sullo strumento ha dettato legge, fatto scuola, rinnovato la musica, insomma viene detto chiaro che se non c'era Bill sarebbe stata tutta un'altra storia. 
E storia vista di recente su Raiplay dopo essere andata in onda su Rai5, canale tv che per la musica ha un occhio di molto riguardo. 
Meno male che qualcuno ci pensa. 

venerdì 15 marzo 2024

AS BESTAS - LA TERRA DELLA DISCORDIA: VICINI DI CASA TROPPO VICINI

 Ho seguito il consiglio di Lory e, come le avevo promesso, ho fatto i compiti e sono andato a vedermi As Bestas, su Raiplay fino a pochi giorni fa dopo essere passato su Rai 4, film del 2022 franco-spagnolo parecchio crudo e violento, ma di una violenza lenta, subliminale, tutt'altro che splatter, dove le liti fra vicini sono protagoniste e mica solo nel cinema, mi direte.


È vero e infatti anche le recenti cronache hanno riportato di certi battibecchi degenerati in tragedia persino per futili motivi tipo un parcheggio, mentre qui le motivazioni sono molteplici e prima fra tutte è la differenza culturale nonché etnica fra francesi con un certo grado di istruzione e bifolchi (che ho già SPIEGATO che non è un vero e proprio insulto) spagnoli della Galizia con i quali non c'è verso di andare d'accordo.

Ho già parlato più volte anche della recitazione sia spagnola che francese che è sempre nei dialoghi parecchio difficile da far rendere bene in italiano perché in entrambi i casi gli attori infarciscono le frasi di "eh, uh, oh, ah" che manco in una canzone di Vasco e comunque da come viene doppiato un film ti accorgi subito da dove arriva l'originale. 
Questa pellicola di Rodrigo Sorogoyen, che in italiano ha la solita aggiunta così tanto per scriverci qualcosa, ha come protagonista Denis Menochet, ovvero colui che avevamo già visto con molti chili in meno in apertura del Bastardi Senza Gloria di Tarantino,

ed è un film dalla continua atmosfera pesante come la sua fotografia sempre livida e sicuramente non per tutti i palati specie se cercate una serata d'evasione (valà che un film Marvel da cervello spento nel caso lo trovate sempre su Disney+), ma che, nonostante una lunghezza eccessiva per cui l'ho visto in due volte, riesce a farti interessare alla vicenda che è molto più reale di quanto assurda possa apparire. 

venerdì 5 gennaio 2024

IO, NOI E GABER (GRAZIE A RAI 3)

 La Rai ci ha preso gusto coi documentari musicali dato che non molto tempo fa ha ricordato sia BATTISTI che i POOH, e ancora prima FRANCO BATTIATO (ben vengano programmi così).


Stavolta è toccato a Io, Noi E Gaber, film documentario passato nei cinema poco tempo fa e trasmesso su Rai 3, canale che, per fortuna, si dedica ad una programmazione meno becera del classico reality, gioco, talk show che trovi invece su qualsiasi altra rete. 
Come il titolo dice, si tratta di un racconto fatto da coloro che sono stati vicini a Giorgio Gaber per lavoro o per parentela, dato che partecipano anche moglie, figlia e nipote, oppure semplicemente sono artisti e persone che lo hanno ammirato.

Un artista Gaber che agli esordi rockeggiava come Celentano, e infatti la sua PRIMA APPARIZIONE in tv era stata condivisa con il Molleggiato, entrambi replicando le mosse di Elvis, e anche con Mina ancora giovanissima. 
Nel corso degli anni ha poi modificato profondamente il suo modo di fare canzoni, portandole in teatro e inventando appunto quel Teatro Canzone che rimarrà un suo marchio. 
Durante i suoi spettacoli Giorgio, che politicamente potrebbe essere una versione sui generis di un anarchico, un anticonformista gravato di pessimismo, non stava solo e semplicemente sul palco, ma piuttosto si dava davvero con tutto sé stesso sciogliendosi in sudore,

e si parla nel documentario letteralmente di mucchi di asciugamani lanciati dietro le quinte, finendo lo spettacolo fradicio e con un selvaggio urlo liberatorio. 
Il finale del documentario invece non lo svelo perché è una piccola sorpresa, ma dico solo che è stata una trovata molto emozionante. 
Anche su Raiplay. 

giovedì 4 gennaio 2024

LA TELEVISIONE HA COMPIUTO 70 ANNI

 E così la Rai Tv ha compiuto proprio ieri 70 anni (e 100 ne fa la radio) e... secondo alcuni li dimostra, ma secondo me tutto sommato no.


Certo è pur vero che i dati di ascolto vanno sempre a a favore dei canali mediaset, ma bisogna tenere conto che molti utenti seguono i programmi in differita su Raiplay, e personalmente io ne seguo parecchi, tipo Viva Rai 2 che alle 7 del mattino è ancora un pochino presto per me, oppure del titanico Festival Di Sanremo ormai non ricordo una puntata vista tutta in diretta. 
Ok, mediaset ha dalla sua le repliche dei programmi su Infinity e grazie a quella ho visto anche le ultime puntate di Zelig,

criticate da molti perché certi nuovi comici non facevano ridere per niente, e sono d'accordo, ma nel mucchio c'erano anche le colonne storiche (Cremona, Lastrico, Sconsolata) che hanno alzato l'asticella. 
Come età poi Mediaset è molto, ma molto più giovane, cioè nel senso che la sua rete ammiraglia ha 30 anni di meno e, siccome ispirata in gran parte ai modelli statunitensi, ha portato giusto quella ventata di novità in un epoca allora un po' tanto bacchettona, bigotta e legata ai vecchi schemi, e pure adesso quando vedo una cosa normale come le previsioni meteo su Canale 5, non le capisco mai veramente bene fino in fondo perché rimango, come dire... un po' distratto



e non per colpa di Giuliacci. 
Nel frattempo però anche i canali Rai si sono aggiornati e tutto sommato reggono il colpo, con un occhio di riguardo per Rai 3 che ha nel suo palinsesto piccoli gioielli di programmi. 
In occasione di tale compleanno, ieri sera Carlo Conti ha condotto una rievocazione del Rischiatutto, il celebre quiz di Mike Bongiorno,

con concorrenti vip e con lo scopo di ricordare, tramite le domande, i momenti storici della tv nazionale su tabellone e cabine in bianco e nero, proprio come le vedevamo allora sullo schermo a tubo catodico, ma nel 2016 Fabio Fazio aveva portato in video un'edizione speciale del quiz dove rivelava che quello che noi vedevamo grigio era in realtà, a sorpresa, rosso.

Disquisizioni cromatiche a parte, anche la tv, che sia Rai o Mediaset o una piattaforma streaming, è per me motivo di interesse come cinema e musica, per cui oggi ho dedicato questo post alla nostra emittente settantenne che, appunto nel 1954, cominciava le sue trasmissioni presentando il primo Telegiornale.

Auguri! 

sabato 14 ottobre 2023

UN PAIO DI NUOVE USCITE COSÌ COSÌ

 Qualche sera fa stavo stendendo il bucato (lo faccio anch'io, embè?) con le mie fide cuffiette e dalla radio sento che James Blunt è tornato con un nuovo disco, BESIDE YOU,


carino, ma che passa e va così senza sfracelli, anzi abbastanza in sordina se non fosse per il fatto che già dalla prima battuta ricorda quel primo singolo dei Planet Funk, CHASE THE Sun, che già mi piaceva un sacco. 

Certo, si, se non fosse però che a sua volta il riff di tale canzone era stato preso pari pari da Alla Luce Del Giorno firmata da Ennio Morricone per il film METTI UNA SERA A CENA con Annie Girardot,

quindi sono più propenso ad immaginare che James si sia ispirato all'originale del Maestro. 
Torna con la tediosa inevitabilità di una stagione non amata (cit. Moonraker) anche Ligabue con il secondo singolo estratto dal nuovo album Dedicato A Noi, cioè UNA CANZONE SENZA TEMPO


tutta dedicata a Rrrooomaaaa, calandosi come nei panni di un novello Venditti, ma francamente non la trovo granché eclatante, nel senso che magari l'omaggio alla città eterna sarà anche gradito, però mi fa sentire un Liga un po' stanco. 
Non che a casa di Vasco, per citare il suo diretto antagonista, le cose vadano meglio in fatto di creatività eh, tanto più che il rocker di Zocca, dopo aver visto su RaiPlay È Andata Così, la bioserie sul Luciano di Correggio, ha realizzato per Netflix Il Supervissuto, giusto per non essere da meno. 
E fatevelo un disco insieme prima o poi, magari davanti ad una piadina e un bicchiere di lambrusco, dai... 

lunedì 9 ottobre 2023

IL RACCONTO DEL VAJONT SU RAI5

 Eh si, le notizie di catastrofi, stragi e quant'altro non mancano mai nei nostri notiziari, anche nei giorni scorsi fra autobus che cadono dai viadotti e il riaccendersi del conflitto sulla striscia di Gaza.


Ma quella di cui parlo oggi è una catastrofe avvenuta esattamente 60 anni fa e che, forse , sarebbe stato possibile evitare. 
Sto parlando della strage della diga del Vajont provocata da un gigantesco pezzo di roccia staccatosi dalla sovrastante montagna e caduto nel bacino idrico, il quale ha dato il via a tale catastrofe spazzando via tutto quello che stava lì sotto, e sto parlando di abitazioni che formavano cinque paesi con un resoconto di migliaia di vittime.

La vicenda nel 1993 era stata raccontata a teatro da Marco Paolini e poi quattro anni dopo era stata portata in tv. 
Di Marco avevo già visto il suo lavoro sulla vicenda di Ustica ed ero rimasto affascinato dalla narrazione che ti prendeva come se fossi davvero lì in quei momenti.

Stessa cosa infatti accade per questo lavoro teatrale dedicato alla strage del Vajont che questa sera va in onda su Rai5, rete nazionale minore, ma con una programmazione particolare per chi ama musica e teatro (era su Rai5 che avevo visto quel DOCUMENTARIO sui Bee Gees dove si svelavano i segreti di Spirits Having Flown, il disco successore di Saturday Night Fever). 
Questo non sarà solo un appuntamento televisivo, ma anche teatrale in contemporanea con oltre 130 teatri in Italia e all'estero dove verrà tenuta tale rappresentazione, come già anticipato da Caterpillar su Radio2. 
Perché è giusto non dimenticare che, contro la natura, l'uomo può fare ben poco, e ne abbiamo avuto ancora recentemente la dimostrazione ogni volta che è arrivato un nubifragio di dimensioni importanti.
P. S.
Chiedo scusa per il clamoroso ritardo nella pubblicazione del post odierno dovuto a problemi sulla linea internet, che, finché funziona tutto, la prendi come una cosa scontata e anzi magari ne parli pure male della rete globale a cui siamo legati con tutte le stupidate da social network, followers, eccetera, e invece quando non va diventa una vera catastrofe, certo non grave come quella raccontata sopra, ma... 
Mannaggia se ti manca!!! 

L'ULTIMA MISSIONE: PROJECT HAIL MARY: TANTE CITAZIONI IN UN FILM DELIZIOSO

 Project Hail Mary è prima dì tutto un romanzo di fantascienza del 2021 scritto da Andy Weir già autore di The Martian, storia già portata a...