Cade oggi l'anniversario di un'impresa eroica che costò purtroppo la carriera sportiva al suo protagonista.
Il 16 settembre del 1976, infatti Shavarsh Karapetyan, nuotatore armeno, stava facendo jogging lungo il lago di Yerevan con suo fratello dopo aver completato il suo solito allenamento di nuoto, quando sentì il rumore di uno schianto e vide un filobus che affondava nel lago dopo essere caduto da una diga.
In un attimo il mezzo, carico di passeggeri, finì sul fondo del bacino idrico a circa 25 metri dalla riva a una profondità di 10 metri. Karapetyan si tuffò nonostante le difficili condizioni delle acque limacciose e riuscì ad aprire il finestrino posteriore del filobus riuscendo a salvare, rituffandosi più volte, 37 dei 92 passeggeri a bordo, più altri 9 che riuscirono a fuggire da soli attraverso il finestrino.
Putroppo solo 20 dei 46 totali salvati sopravvissero, nonostante le cure mediche dei soccorsi arrivati sul posto.
Karapetyan stesso venne ricoverato per 45 giorni a causa delle molteplici lacerazioni contro i vetri rotti e anche per una grave polmonite.
Successive complicazioni polmonari impedirono a Karapetyan di continuare la sua carriera sportiva eccetto per un'ultima gara nella quale, nonostante i polmoni danneggiati e i forti dolori, riuscì a stabilire un nuovo record mondiale.
Ma il bello è che Karapetyan non era nuovo ad imprese eroiche poiché due anni prima stava viaggiando su un autobus quando l'autista accostò per controllare un problema meccanico.
Forse per il freno a mano difettoso, l'autobus iniziò improvvisamente a rotolare giù verso una gola di montagna.
Ma in pochi secondi Karapetyan sfondò la parete divisoria che separava i passeggeri dal posto di guida dell'autista, prese il controllo del volante e allontanò l'autobus dal pericolo di finire nel dirupo.
Ora viene da chiedersi se nessuno abbia mai avuto l'idea di realizzare un film sulle imprese extra sportive di Karapetyan, ma il fatto è che la censura sovietica solitamente sopprimeva qualsiasi notizia sui disastri nell'URSS
(si, anche le conquiste spaziali che tanto facevano rosicare gli americani perché pareva che ai sovietici andasse sempre tutto bene), quindi tutte le documentazioni relative all'incidente furono conservate presso l'ufficio del procuratore distrettuale e pubblicate solo anni dopo, quando finalmente la Pravda pubblicò l'articolo sulla sua impresa il 12 ottobre 1982 cioè sei anni dopo l'accaduto, rivelando che era lui il salvatore per cui gli furono conferite delle onorificenze ufficiali; al che molti chiesero che gli venisse conferito anche il titolo di Eroe dell'Unione Sovietica, ma ciò non accadde.
(si, anche le conquiste spaziali che tanto facevano rosicare gli americani perché pareva che ai sovietici andasse sempre tutto bene), quindi tutte le documentazioni relative all'incidente furono conservate presso l'ufficio del procuratore distrettuale e pubblicate solo anni dopo, quando finalmente la Pravda pubblicò l'articolo sulla sua impresa il 12 ottobre 1982 cioè sei anni dopo l'accaduto, rivelando che era lui il salvatore per cui gli furono conferite delle onorificenze ufficiali; al che molti chiesero che gli venisse conferito anche il titolo di Eroe dell'Unione Sovietica, ma ciò non accadde.
Eh... hanno un caratterino difficile questi russi e ormai l'abbiamo capito bene.


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Chi spamma invece non è gradito per cui occhio!
Tengo sempre pronto il blaster.