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lunedì 22 giugno 2026

L'ARGENTINA IN MANO-MISSIONE PER CONTO DI DIO

 Già che siamo in tempo dI Mondiali, ma senza la nostra Nazionale derisa da un davvero poco opportuno Gianni Infantino, presidente della FIFA, ricordiamo che esattamente quarant'anni fa Diego Armando Maradona segnava quel celebre gol della Mano di Dio nei quarti di finale della Coppa del Mondo FIFA 1986 tra Argentina e Inghilterra, e chiaramente scatenava un mare di polemiche perché il pallone era stato toccato da Diego con la testa saltando in elevazione sopra al portiere, ma anche con la mano sinistra che il calciatore aveva sollevato per darsi più spinta non essendo lui altissimo. 

L'arbitro però non vide il fallo e convalidò la rete.
Maradona poi sostenne che il gol era stato segnato in buona parte con la testa e il tocco di mano era stato spinto da Dio facendo nascere quella famosa espressione che ho camuffato nel titolo del post di oggi citando i Blues Brothers e una loro altrettanto famosa frase del film diretto da John Landis nel 1980.

A questo episodio seguì, circa cinque minuti dopo, un'altra rete di Maradona che, per come sarà eseguita, sarà definita il Gol del Secolo e grazie alla quale l'Argentina vinse 2-1 nonostante il tentativo di rimonta dell'Inghilterra, e in seguito conquistò la Coppa del Mondo di quell'edizione. 
Episodi che, anche se siete come me che il calcio non lo seguo granché, non possono fare a meno di rimanere nella storia anche perché quella della Mano di Dio è un'espressione che ha in seguito ispirato FILM, libri e canzoni. 

mercoledì 17 giugno 2026

SLAM DUNK: LA FINE

 Era il 17 giugno del 1996 quando veniva pubblicato sulla rivista settimanale Shōnen Jump l'ultimo capitolo del fumetto Slam Dunk di Takehiko Inoue, inizialmente con l'indicazione "Fine prima parte" che poi sarà modificata definitivamente in "Fine" nella pubblicazione come volume a sé stante.


Dal manga, il primo che ha contribuito in maniera molto marcata alla diffusione e allo sviluppo del basket nella Terra del Sol Levante, sono stati tratti un anime di centouno episodi, in tv dal 16 ottobre 1993, e cinque film animati. 
La serie anime però presentava spesso scene in ordine diverso, con aggiunte o tolte diverse altre piccole sequenze che ne modificano leggermente il contenuto, per cui è stata interrotta a poco più della metà del manga per volere dell'autore dell'opera originale, in quanto ritenuta troppo differente e non adeguata, senza quindi un vero e proprio finale. 
I film, invece, sono indipendenti dalla serie e si basano su storie a parte. 
Slam Dunk tratta la tematica dello sport con molto humour, ma punta anche l'attenzione verso il bullismo nelle scuole, tema sempre molto attuale.

Il protagonista Hanamichi Sakuragi (qui sopra la sua action figure) è un teppistello che si unisce alla squadra di basket del liceo Shohoku solo per fare colpo sulla ragazza dei suoi sogni, scoprendo poi una vera passione per lo sport, mostrando quindi un racconto di formazione e crescita personale. 
Quella formazione e crescita che viene mostrata spesso nel cinema e nelle serie tv dove un personaggio inizialmente negativo cambia radicalmente atteggiamento, e, a quanto pare, ha funzionato anche trent'anni fa. 

venerdì 12 giugno 2026

MONDIALI 2026: PER TANTI, MA NON PER TUTTI

 Di questi Mondiali 2026 ce ne può fregare qualcosa?


Personalmente a me no, perché l'Italia non partecipa per l'ENNESIMA VOLTA, ma sono sicuro che quelli che seguono abitualmente il calcio guarderanno lo stesso le partite che, per la prima volta, con una organizzazione monumentale, vengono giocate in tre Paesi diversi: Stati Uniti, Canada e Messico. 
E proprio qui ieri si è tenuta la cerimonia di apertura nello stadio Azteca di Città del Messico. 
Si, quella l'ho guardata, e non è uno stadio qualsiasi questo. 
Qui Pelé conquistò il suo terzo titolo mondiale nel 1970, mentre Diego Armando Maradona firmò la vittoria dell'Argentina nel 1986 con la famosa MANO DE DIOS e il gol del secolo contro l’Inghilterra. 
Per gli italiani resta invece lo scenario della leggendaria semifinale Italia-Germania Ovest terminata 4-3, passata alla storia come la PARTITA DEL SECOLO, e per ricordare tale evento è stato invitato a presenziare Gianni Rivera che segnò il gol decisivo. 
Shakira ha cantato l’inno ufficiale, DAI DAI, insieme al nigeriano Burna Boy

(la canzone non ha però per nulla la forza della sempre mondial-calcistica Waka Waka). 
Perlomeno però lei ce la siamo goduta per la seconda metà del brano con un buon audio mentre per tutto il resto dello show si sentiva quello rimbombante in presa diretta perché era molto più importante far sentire in primo piano le voci dei due commentatori...mah...
Sul palco prima di Shakira che ha chiuso lo show, sono passati molti altri artisti locali (ma sfido chiunque ad averli sentiti) tra cui i Maná, quelli che con Santana avevano inciso nel 1999 CORAZÓN ESPINADO,

in una festa in pieno stile da carnevale sudamericano, ma vista da ogni angolo del mondo. 
Anche Canada e Stati Uniti hanno oggi la loro cerimonia inaugurale dove da una parte a Toronto ci saranno anche Alanis Morissette e Michael Bublé, mentre a Los Angeles si esibiranno Katy Perry, il rapper Future e la cantante brasiliana Anitta, quella che in questa pre estate stiamo già ballando con LA TESTA GIRA, un indiavolato merengue cantato in trio con i nostri Fred De Palma ed Emis Killa.

Si, alla fine il mondo della musica e dello spettacolo è diventato piccolo, e questa è anche la parte che desta almeno un certo interesse da parte mia... e poi, marginale, in questo show c'è anche un pò di calcio.

mercoledì 6 maggio 2026

RIFLESSIONE SUL CONCERTONE DEL PRIMO MAGGIO(NE)

 Ho sentito cose che voi umani... Si, cioè, in realtà "ho letto" critiche sulla selezione dei partecipanti al Concertone del Primo Maggio del 2026 definendoli artisti mainstream come infatti sono, ma aggiungendo che non sia quello il loro posto.


È chiaro che tali critiche arrivino principalmente da gente che negli "anni di piombo", quelli difficili ANCHE PER LA MUSICA live, ha vissuto indossando l'eskimo e che pretende dall'artista sul palco un "impegno" e possibilmente uno schieramento politico ben dichiarato, dimenticando però che l’impegno vero riguarda le motivazioni personali che non devono per forza materializzarsi, in modo sistematico e intellegibile, all'interno di una canzone pop di stampo mainstream. 
A battersi per i diritti, secondo alcuni, dovrebbero essere solo i poveri, mentre quelli che, grazie alla musica, hanno "fatto i soldi" dovrebbero starne fuori perché, sempre secondo il ragionamento di cui sopra, se partecipano diventano istantaneamente degli ipocriti o degli opportunisti. 
L'ho già detto molte, moltissime altre volte che dal 1990, anno del primo Concerto del Primo Maggio, condotto allora da Carlo Massarini e Ombretta Colli, le cose sono molto cambiate, e non sto certo affermando che sia in meglio, tuttavia dovremmo accettare la possibilità di una via pop all'impegno sociale, non dico con favore, ma almeno con maggior serenità anche se vedere, per fare un esempio, Fulminacci sul palco ti fa domandare chi sia

e poi invece quando attacca la sanremese Stupida Sfortuna fai "aaah, ecco!". 
È vero che modificare il testo di Bella Ciao! sia stato un passo falso per Delia, ma non notato dal pubblico teen che forse conosce la canzone più per La Casa Di Carta che per il suo reale significato, e che lo "spessore artistico" di molti presenti equivalga a quello della carta velina, eppure sono sempre i ragazzi nel pubblico che quelle canzoni se le cantano tutte perché fanno parte della loro generazione e tutto sommato le conosco anch'io che sono cresciuto con Bennato, Dalla e DeGregori, e pure alcune di queste nuove leve le apprezzo davvero. 
Sarà anche l'effetto delle radio che martellano con gli stessi artisti visti venerdì sera, ma non dimentichiamo che il motivo di tali passaggi è che le emittenti sono ormai diventate da tempo dei veicoli promozionali per le majors, mentre i ragazzi legati a etichette indipendenti che si sono esibiti invece nel pomeriggio ben difficilmente li sentirai passare in radio. 
In questo caso funziona il passaparola, le piattaforme streaming (Spotify ospita moltissimi nomi nuovi, ma non sempre eclatanti) che sono un concetto indirizzato perlopiù sempre ai ragazzi, cioè quelli che nel mondo del lavoro non ci sono ancora, per cui il vero significato di questo concertone non lo conoscono se non per sentito dire, e manco sanno cosa significhino quelle misteriose sigle CIGL, CISL, UIL, ma piuttosto valutano l'importanza dei like e dei followers, e magari si sono pure chiesti cosa ci facessero là quei vecchietti fiorentini coi capelli grigi (i Litfiba).

Anzi, quelli che aspettavano la band di Pelù e Renzulli erano sicuramente a casa davanti alla tv, mentre i ragazzi del pubblico in piazza San Giovanni avranno invece apprezzato molto di più il DJ set (finto) del pomeriggio.
Quello che poi è anche cambiato notevolmente è quel mondo del lavoro dove una volta ci si sentiva "a posto" lavorando da dipendenti di una ditta consolidata, mentre adesso il giovane cerca di essere subito indipendente al grido di "io sono mio e mi gestisco io" (frase famosa anche in un altro contesto) e si apre una partita IVA come libero professionista, con tutti i pro e i contro del caso, per cui anche i classici sindacati dovranno presto prendere coscienza di ciò e adeguarsi ai tempi. 
Ecco... curiosando sui social ho letto fin troppi commenti nello stile "ai miei tempi..." e inevitabilmente mi sono figurato l'autore come uno che nel tempo libero sta lì a guardare un cantiere. 
E allora ancora una volta dico no e prometto solennemente che io non sarò mai così.

E purtroppo devo aggiungere in coda l'addio a Evaristo Beccalossi, storico calciatore del Brescia, dell'Inter e della Sampdoria che ci ha lasciato stanotte a 69 anni per le complicazioni di un'emorragia cerebrale. 
Addio Evaristo. 

domenica 3 maggio 2026

ALEX


Ciao Alex.
Si, Alex Zanardi. 
Tu si che sei stato un supereroe, altro che quelli cartonati della Marvel.
Tu hai saputo rialzarti dopo una terribile caduta che avrebbe messo in crisi chiunque.
Hai mantenuto un senso dell' umorismo e una positività che sono ormai merce rara.
Hai dimostrato che non è mai finita finché non è finita, proprio come dice quella famosa canzone di Lenny Kravitz.
Vederti ancora in pista era come sentire il Dottor Frankenstein (o suo nipote) che gridava "Si Può Fareeee!!!".
Ma il destino sa essere beffardo e un brutto giorno decide di aspettarti dietro una curva per coglierti di sorpresa.
Da allora non sei più apparso in pubblico ed ora, raggiunti i 59 anni, non ti vedremo davvero più e ci mancherai moltissimo.
Ma di sicuro non ti dimenticheremo.
Ripeto, ciao Alex! 

martedì 3 marzo 2026

FRANCESCO PAOLANTONI HA VINTO QUALCHECCOSA

 Oggi apro il post con gli auguri per i suoi 70 anni a Francesco Paolantoni,


il simpatico comico napoletano che capita di vedere ospite in millemila programmi tv (soprattutto per le incursioni a Tale E Quale Show) e in particolare nuovamente da domani in prima serata con Stasera Tutto È Possibile, dove gioca ai giochi più pazzi sotto la conduzione di Stefano De Martino. 
Anche se allora era molto diverso, non si può dimenticare a Mai Dire Gol nei panni del concorrente di telequiz Robertino

con il tormentone "ho vinto qualcheccosa?".
Purtroppo c'è anche l'addio a Sandro Munari, storico campione di rally per la Lancia che se n'è andato ad 85 anni

e a Len Garry, 84 anni, che era stato uno dei primi membri dei Quarrymen, dove suonava il bidofono, come si vede nella foto sotto, che era una specie di contrabbasso artigianale costituito appunto da un bidone, un palo e una corda, mentre le due chitarre erano di competenza di John Lennon e Paul McCartney.

E poi è inutile ricordare come si sarebbero evolute le cose.
Auguri ancora a Francesco e addio a Sandro e Len. 

martedì 17 febbraio 2026

ALLA MATTINA PRESTO COSA C'È DI MEGLIO DELL'ODORE DEL CAFFÈ CHE RIEMPIE LA CASA? FORSE QUALCOS'ALTRO?

 Eh, si, secondo qualcuno l'odore migliore per alzarsi la mattina è un altro.

Infatti è fresca di ieri la notizia della morte di Robert Duvall, 95 anni, noto soprattutto per amare "l'odore del Napalm la mattina" in APOCALYPSE NOW e per il ruolo dell'avvocato consigliere ne Il Padrino, entrambi al servizio di Francis Ford Coppola.
Carriera comunque la sua che non può essere ridotta a questi due soli ruoli, seppure iconici, perché costellata di vari premi e anche di un Oscar nel 1984, mentre il suo debutto risale al 1962 quando ha interpretato il malato di mente Arthur "Boo" Radley in Il Buio Oltre La Siepe. 
Rimanendo nel cinema è curioso che a febbraio di vent'anni fa, per la precisione era il 3, uscisse La Cura Del Gorilla,

film diretto da Carlo A. Sigon e che, nuovamente a febbraio, ma stavolta pochi giorni fa, sempre Carlo è mancato all'età di 61 anni. 
Sigon nel cinema ha fatto ben poco e anzi altre sue due opere sono documentari sportivi, 

mentre è stato prolifico per Elio E Le Storie Tese per quanto riguarda i loro videoclip musicali. 
Anche Baglioni ha avuto la sua direzione per Io Sono Qui.
Ma purtroppo sembra essere la sua regia, forse non essendo avvezzo alle durate cinematografiche, il punto più debole di questo film che in effetti non parte male con Claudio Bisio in scena e in perenne voice over come nei classici noir. 
Che noir in effetti lo è perché il morto c'è (ricordate Kledi della De Filippi?), ma anche con momenti di commedia dove passano di lì anche Bebo Storti, Antonio Catania, Stefano Chiodaroli (Pieraaaaa!!!) e Gigio Alberti a dare al film un'aria da Salvatores, ma preso su Wish. 
Perché man mano che va avanti, il film perde tutto quello che aveva dato nelle prime scene e a strappare un sorriso ogni tanto non sono le situazioni, ma solo alcune battute. 
Poi magari da Bisio, ormai associato a vita a Zelig, il pubblico si aspettava un film diverso da questo dove il suo personaggio del buttafuori Sandrone soffre di doppia personalità quasi come un Jekyll/Mr.Hyde, ma non sempre questo "doppio" rende bene come dovrebbe. 
Beh, diciamo che il film si può definire non pessimo dato che c'è anche il mitico Ernest Borgnine, nel senso che si lascia guardare, ma alla fine ti accorgi che è la classica pellicola che "vorrebbe essere", ma non ci arriva, ed è anche il classico caso in cui il libro di Sandrone Dazieri è migliore.

Colgo l'occasione, già che oggi siamo in tema di addii, per segnalare anche la morte di Pino Colizzi, 88 anni, attore, ma soprattutto storico doppiatore che ha dato la voce, oltre a quelli decisamente riconoscibili mostrati nella foto qui sopra, anche a Jack Nicholson, Robert DeNiro e moltissimi altri come si può vedere dalla sua pagina di Wikipedia. 
È stato anche direttore del doppiaggio per Pulp Fiction, Matrix e per James Bond nella versione di Pierce Brosnan.
E purtroppo non manca la musica all'appello poiché abbiamo perso anche Andrew Ranken,

72 anni e batterista membro fondatore dei Pogues, gruppo folk punk che è già passato su queste pagine web in occasione del Natale... pare strano? 
Non lo è, perché quella loro ballad che trovate QUI, è bellissima. 
Comunque addio Robert, Carlo, Pino e Andrew. 

domenica 8 febbraio 2026

APERTURA OLIMPIADI INVERNALI: BENE, MA NON BENISSIMO

 Non so se seguirò in tv le Olimpiadi Invernali, perlomeno non assiduamente, però l'apertura di venerdì quella l'ho vista e devo dire che lo spettacolo è stato grande,


e bene anche per le prime medaglie che da ieri hanno già cominciato ad arrivare, mentre posso definire ignobile l'altro spettacolo del giorno dopo con i soliti ennesimi disordini e scontri con la Polizia (ma perché, branco di idioti che non siete altro?).
Adesso per quanto riguarda la cerimonia di venerdì metto subito le cose in chiaro puntando il dito contro i mascheroni (qui sotto diretti da Matilda De Angelis) che ad un certo punto ballavano una Vamos A La Playa modificata facendola diventare Milano E Cortina (a proposito, uno dei tre NON era Peppe Vessicchio, eh...)

offrendo uno spettacolo così cringe che ha superato anche Mariah Carey imbalsamata al centro dello stadio, completamente "rah-peata" nel leggere un gobbo con scritto come pronunciare le parole (giuro!).

Non sono sicuro, ma credo che anche lei abbia usufruito del playback, come invece ha ammesso l'onnipresente Laura Pausini, che festeggia oggi con piadina e lambrusco i 20 anni del suo Grammy Award preso per il pop latino, ed esecutrice dell'inno italiano in versione un pò "pausinata" con un paio di modifiche alla melodia originale che, ok, davano enfasi, ma forse se esegui quel brano lo dovresti fare come Goffredo Mameli l'ha scritto, o meglio come Michele Novaro, che è il compositore della musica, l'ha pensato.

Sul fatto di eseguirlo in playback invece potrebbe essere che nessuno voleva rischiare l'EFFETTO ALBANO di qualche anno fa. 
Facendo i complimenti al management di Ghali che è riuscito ad infilarlo lì in mezzo come un cavolo a merenda giusto per promuovere il nuovo disco, un altro punto che devo criticare sono i commentatori Rai che durante le performances hanno quasi sempre continuato a parlare e parlare e ancora a parlare snocciolando informazioni per far vedere che ne sapevano, ma a me invece hanno ricordato gli Squallor di VACCA,

dove Gianni Boncompagni, guest-star nel brano, raccontava nello stesso modo vita, morte (soprattutto) e miracoli di tutti i componenti dell'orchestra che eseguiva il pezzo. 
Vabbè... di buono c'è che lo spettacolo perlomeno non è finito "in vacca", come si suol dire, poiché grande è stato l'entusiasmo che si è scatenato all'arrivo degli azzurri e concludo ricordando un grande azzurro del passato immortalato in un altrettanto grande film.



 

sabato 17 gennaio 2026

IL RITORNO DI EMMA

 A sorpresa è tornata in auge una canzone di Emma Marrone targata 2013 dal titolo L'AMORE NON MI BASTA


e che quando era uscita mi aveva fatto pensare ad una specie di imitazione presa su Wish della meravigliosa Try di Pink. Scoprirò in seguito che in effetti nel disco di Emma suonava Mylious Johnson, proprio il batterista di Pink, e il brano voleva essere una specie di omaggio (vabbè dilla così). 
Comunque mi piaceva un sacco e tuttora piace a molti poiché è diventata virale come colonna sonora di video sui social perlopiù legati allo sport (fondamentalmente calcio). 
Sempre restando in tema di musica purtroppo dobbiamo dare l'addio a TONY DALLARA mancato a 89 anni

e a Kenny Morris, 68 anni e primissimo batterista di Siouxsie & The Banshees alla fine degli anni 70.

Addio Tony e Kenny. 

lunedì 8 dicembre 2025

UN ALTRO NOME DELLA MUSICA ITALIANA CHE CI LASCIA

 Non ditemi nulla... cioè dopo il mito di Steve Cropper mi tocca aprire la settimana nel giorno dell'Immacolata ancora con una triste notizia, quella della scomparsa di Sandro Giacobbe,


cantante pop, spesso paragonato al Claudio Baglioni del primo periodo, e che aveva avuto una certa notorietà tra gli anni Settanta e Ottanta grazie alle partecipazioni al Festival di Sanremo

e a canzoni che parlavano di amori controcorrente, persino pruriginosi per l'epoca come SIGNORA MIA, Il Giardino Proibito e GLI OCCHI DI TUA MADRE, questa presentata appunto sul palco del Festival
.

Sandro è morto a 75 anni dopo aver lottato da oltre dieci anni contro un tumore.
 
Personalmente ricordo anche IL MIO CIELO LA MIA ANIMA, una sua canzone che passava continuamente dagli autoscontri della festa patronale, quelli dove cercavi di portarci a fare un giro la ragazzina che ti piaceva, così con la scusa di proteggerla dagli scossoni la abbracciavi pure.

Ma ricordi giovanili a parte, Sandro è stato anche uno dei principali promotori della Nazionale Cantanti, prima come giocatore e poi come allenatore. 
Elio E Le Storie Tese invece lo avevano citato simpaticamente nella canzone SUPERGIOVANE scherzando sulla SG che il "supereroe" ostentava e quella parte, recitata da Diego Abatantuono diceva così con la famosa parlata del suo terrunciello: 
"Vedo un quacchecosa sul giubbotto, poi c'è scritto che c'è scritto? SG. Chevvordì? Che è, Sandro Giacobbe? Impossibile, Sandro non ha lo spessore".

Spessore come supereroe in tutina aderente quello magari no, ma sicuramente con le sue canzoni sono nati anche tanti amori. 
Addio Sandro. 

sabato 6 dicembre 2025

IL "COLONNELLO" DEL BLUES

 Certo che 84 anni non sono pochi, però Steve Cropper detto The Colonel suonava ancora alla grande la sua Telecaster,


eppure anche lui ha deciso di andarsene nei giorni scorsi, per cui gli dedico il sabato musicale del blog (ero nel dubbio se parlare invece della finale di X-Factor... non è vero!!!) e anzi sono sicuro che queste canzoni porteranno a tutti degli ottimi ricordi. 
Steve era una delle due chitarre dei Blues Brothers (l'altra era suonata da Matt "Guitar" Murphy) ma ancora prima era stato nella band Booker T. & the M.G.'s

(ricordate la famosissima GREEN ONIONS? nel video d'epoca è ancora sbarbatello e coi capelli corti come nel collage cronologico in alto) dove era passato anche il bassista dei Blues Brothers Donald "Duck" Dunne. 
Cropper era anche autore e tra i suoi pezzi più famosi ci sono (SITTIN' ON) THE DOCK OF THE BAY

 (qui cantata da Tom Jones) e RESPECT (dalla soundtrack del secondo, inutile film dei Blues Brothers)

entrambe scritte o comunque prodotte in coppia con Otis ReddingIN THE MIDNIGHT HOUR

 assieme a Wilson Pickett e KNOCK ON WOOD assieme a Eddie Floyd, ma di questa permettemi di postare la super fantastica versione disco del 1979 cantata da Amii Stewart,

anche perché era stata la prima versione che me l'ha fatta conoscere quella canzone e, anzi, con quella muovevo anche i primi passi da dj in discoteca
Lutto purtroppo anche oggi nello sport dato che a 72 anni, dopo una breve malattia, è mancata Mabel Bocchi

considerata una delle migliori giocatrici di basket di tutti i tempi. 
Mabel aveva fatto anche una breve apparizione nel film Lui È Peggio Di Me del 1985 con Celentano e Pozzetto dove era la moglie di Pongo. 
Addio Mabel e Steve. 

mercoledì 3 dicembre 2025

...E PURTROPPO ANCHE OGGI QUALCUNO SE NE VA

 Mentre Jannik Sinner sta facendo riappassionare gli italiani al tennis, Nicola Pietrangeli, puntualmente interpellato più volte dai media sulle nuove leve, se n'è andato a 95 anni dopo aver collezionato parecchie vittorie in questo sport, con l'unico rammarico di non aver mai conquistato la Coppa Davis. 


Ma forse tale mancanza era in parte dovuta alla troppa passione per le donne come diceva scherzando, ma non troppo, la sua amica e collega Lea Pericoli (qui sopra con lui sugli spalti) durante una famosa intervista.
Quella Lea alla quale già abbiamo mandato L'ULTIMO SALUTO e che pure lei faceva appassionare gli italiani al tennis, ma in maniera un pò diversa da Jannik perché oltre alla bravura aveva qualche cosa in più.

 
Ma torniamo a Nicola e al suo egocentrismo conclamato che era diventato come una specie di gioco per i media, i quali lo punzecchiavano apposta per avere dichiarazioni dove lui sembrava uscirne sempre rimpiangendo il mondo del vecchio tennis dal quale arrivava e nel quale era nota la rivalità, ma che diventerà anche amicizia, con il giovane Adriano Panatta. 
Dallo sport alla musica devo segnalare la scomparsa a 63 anni di Gary "Mani" Mounfield,

bassista degli Stone Roses, band di Manchester con solo due album pubblicati negli anni 80, ma che è stata fonte di ispirazione per quelli che hanno cavalcato il sound degli anni 90 come gli Oasis e i Kasabian.

Personalmente nel loro SOUND PSICHEDELICO ci ho trovato anche molto dei Pink Floyd del periodo di Syd Barrett. 
Adesso invece andiamo nella tv vintage americana, quella che negli anni 60 vedeva la prima versione live action di Spider-Man poiché dobbiamo dare l'addio a Danny Seagren che lo interpretava.

Il suo Spider-Man appariva in un programma per bambini e parlava tramite i balloons dei fumetti proprio per stimolare alla lettura i giovin virgulti. 
Danny, che aveva 81 anni, era stato fondamentalmente un ballerino e aveva anche studiato come marionettista con Jim Henson, il futuro creatore dei Muppets. 
Per finire arriva il cinema con la morte a 88 anni di Tom Stoppard

sceneggiatore di Shakespeare In Love, Brazil e molti altri, nonché anche regista (come per l'opera teatrale) nel caso di Rosencrantz E Guilderstein Sono Morti con Gary Oldman, Tim Roth e Richard Dreyfuss, film che in pratica sarebbe una specie di spin-off dell'Amleto.

Addio Nicola, Gary, Danny e Tom. 

martedì 25 novembre 2025

CINQUE ANNI SENZA DIEGO

 Sono passati ormai cinque anni da quando Diego Armando Maradona se n'è andato a soli 60 anni.


L'ho già detto che non seguo il calcio, ma quello di Diego era ormai diventato un vero mito specie per i tifosi partenopei, e infatti Marco Risi nel 2007 aveva realizzato su di lui un film biografico dal titolo Maradona - La Mano De Dios distribuito anche all'estero e dove lo interpretava Marco Leonardi.

Nel 2021 invece Paolo Sorrentino ha diretto È Stata La Mano Di Dio, altro film, ma postumo, dove l'arrivo di Diego al Napoli si intreccia con le vicende del giovane Fabietto che poi è il vero protagonista della pellicola.

Film questo che, nonostante dei buoni incassi, per il regista de La Grande Bellezza fu un mezzo fallimento perché le spese di produzione non riuscirono ad essere coperte dagli introiti.
Poi, beh devo ricordare ancora una volta SANTA MARADONA, un mio guilty pleasure con Stefano Accorsi e il compianto LIBERO DE RIENZO (giusto non dimenticare il giovane attore), dove il bomber argentino c'entra solo nel titolo e nella canzone dei Mano Negra che apre il film.
Ma vi assicuro che vale comunque la pena di essere visto perché divertentissimo. 

sabato 15 novembre 2025

FRANCESCO PER MATILDE

  Oggi, per la musica del sabato, riporto in scena il cantautore genovese Francesco Baccini che in effetti da tempo non gode più dei fasti relativi ai suoi esordi con canzoni piene di ironia, ma anche con tanto cervello dentro.


Torna Francesco perché ha scritto una CANZONE per Matilde Lorenzi che è uscita ormai lo scorso 24 ottobre. 
Ricordo, proprio per chi non lo ricordasse, che Matilde è stata una sciatrice della Nazionale juniores, morta in un incidente durante un allenamento in Val Senales il 28 ottobre 2024, un mese prima del suo ventesimo compleanno. 
Canzone breve questa di Baccini che è una celebrazione della vita e della determinazione di Matilde, non un brano commemorativo, ma un inno alla vita che vuole farla "vivere per sempre". 
E, siccome qui dalle mie parti capita molto spesso che musica e cinema si incontrino, nemmeno troppo casualmente il brano è anche nella colonna sonora del docufilm "Kristian Ghedina: Storie Di Sci" di Paolo Galassi, che ripercorre la storia delle Olimpiadi italiane. 

martedì 11 novembre 2025

ANCORA UN PÒ DI ADDII DI TUTTI I GENERI

 Durante la settimana scorsa, oltre a Peppe Vessicchio che ho ricordato DOMENICA, ci ha lasciato anche Giorgio Forattini,


il famoso vignettista rivolto in particolare alla satira politica sia di sinistra come all'inizio della sua carriera, che di destra dove si indirizzò successivamente. 
Giorgio aveva 94 anni. 
Anche il cinema ha dato nei giorni scorsi l'ultimo saluto a Diane Ladd,

madre di Laura Dern con lei nella foto, avuta dalla relazione con Bruce Dern, quello dell' ODISSEA 2002 FASULLA (ma solo per l'Italia). 
Diane la ricordo personalmente con sua figlia, Nicolas Cage e Willem Dafoe in Cuore Selvaggio di David Lynch, ma per serbare un bel ricordo è meglio vedere la pellicola in lingua originale o perlomeno con il primo doppiaggio italiano perché il RIDOPPIAGGIO successivo del film è di livello infimo (giuro, sembra amatoriale). 
Diane aveva 89 anni. 
Sempre cinema, ma italiano, quello in cui ha lavorato Rita Di Lernia

alternandosi fra teatro e (anche qui) doppiaggio. 
Molti dei film in cui è apparsa fanno parte del genere commedia sexy all'italiana, ma qualche sorcino potrà ricordarla anche nel ruolo della madre di Renato Zero in Ciao Nì.

Putroppo anche Rita fa parte di quelli che se ne sono andati e l'ha fatto a 84 anni. 
Ancora in Italia è mancato pure lui a 84 anni Andrea De Adamich, ex pilota di Formula 1 e in seguito telecronista sportivo per Mediaset. 
Era stato forse, a mia memoria, l'unico pilota che sotto il casco indossava gli occhiali con una montatura bella spessa.


Addio Rita, Andrea, Diane e Giorgio... e ancora Peppe. 

mercoledì 1 ottobre 2025

LA DIABOLICA INVENZIONE, OVVERO IL CINEMA INCREDIBILE DEGLI ANNI 50

 Oggi, così come per ricollegarmi al POST DI IERI, dalla cineteca del potentissimo Professor Guidobaldo Maria Riccardelli (naturalmente scherzo) tiro fuori un nome che potrei definire unico: Karel Zeman,


che non è l'allenatore di calcio, bensì un regista cecoslovacco che negli anni 50 aveva realizzato una serie di corti e lungometraggi in cui mescolava abilmente la recitazione live action con l'animazione a passo uno (quella amata da Tim Burton), ma con la caratteristica che gli sfondi parevano stampe ottocentesche e le parti animate avevano un gusto retrò in stile vittoriano (in effetti anche quello amato da Tim Burton)

Ricordo che molti anni fa Rai 2 nella fascia preserale aveva mandato in onda una rassegna dei suoi film e ne ero rimasto estasiato. 
Purtroppo ormai l'unico suo film recuperabile è La Diabolica Invenzione, del 1958 ed ispirato ai romanzi di Jules Verne (si, ditemelo che si chiama come i figli di Doc Emmett Brown😜), con il doppiaggio italiano che vede all'opera nomi meravigliosi come Emilio Cigoli, Maria Pia Di Meo e Carletto Romano.


C'è integrale su YouTube e sono sicuro che un paio di foto non bastano per descriverlo, così posto anche il TRAILER che era stato realizzato ex novo nel 2015 in occasione del suo restauro.

Certo è poco, ma meglio di niente. 

mercoledì 3 settembre 2025

UCCELLO SCALCIANTE NON SCALCIA PIÙ (E NEMMENO EMILIO)

 Quel bizzarro nome di Uccello Scalciante apparteneva al personaggio di Balla Coi Lupi, lo sciamano dei Sioux, che gli era valso la candidatura all'Oscar, a lui come a Kevin Costner, che invece l'aveva anche vinto per quel film nel 1990.


Sto parlando di Graham Greene, l'attore omonimo dello scrittore inglese, il quale è morto a 73 anni. 
Attore canadese di origine nativa americana, era nato nella riserva delle sei nazioni di Brantford, in Ontario, e aveva iniziato a lavorare in teatro, al cinema e in tv negli anni Ottanta. 
Dopo il successo di Balla Coi Lupi era rimasto legato al ruolo del nativo americano in diversi film storici e western. 
Ovviamente non manca oggi anche l'addio ad Emilio Fede, mancato a 95 anni dopo essere stato giornalista nonché direttore e conduttore del Tg4, e, suo malgrado, anche protagonista del web


con tutti i meme che ha fatto nascere con quel suo atteggiamento un tantino arrogante verso i suoi sottoposti (Paolo Brosio ne sa qualcosa) e, al contrario, al limite del servile verso le alte sfere nell'epoca di Berlusconi (sarò anche canaglia, ma è così), pubblicando anche alcuni libri che se lo fa Bruno Vespa della diretta concorrenza perché non poteva farlo lui?
Addio anche a Joe Bugner, 75 anni e pugile britannico, ma anche attore in un paio di film con Bud Spencer 

(Lo Chiamavano Bulldozer e Uno Sceriffo Extraterrestre) e in uno con la coppia Spencer - Hill al completo, ovvero Io Sto Con Gli Ippopotami, fino al più recente che era Cinderella Man diretto da Ron Howard.
Come pugile Bugner era famoso per essere rimasto in piedi sul ring come Rocky sia contro Mohammed Alì che contro Joe Frazier. 
Addio Emilio, Graham e Joe. 

TOP OF THE POPS: IT'S STILL NUMBER ONE!

 Esattamente vent'anni fa la celebre trasmissione musicale britannica Top Of The Pops ha chiuso i battenti dopo 42 anni di messa in onda...