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domenica 1 febbraio 2026

ADDIO ALLA "MAMMA" DI "KEVIN!!!"

 Nooo dai, non è possibile... Catherine O'Hara è mancata a 71 anni?


Ma sul serio? 
Cioè la mamma di Kevin in Mamma Ho Perso L'Aereo, ma ancora prima in BEETLEJUICE e poi ritrovata anche nei sequel di entrambi? 
E pure nella serie tv THE STUDIO con Seth Rogen? 
Si, purtroppo le cose stanno così dato che una breve malattia se l'è portata via e sicuro ci mancherà tantissimo. 
Ma anche la musica è in lutto perché da alcuni giorni il duo Sly & Robbie non esiste definitivamente più. 
Eh già, perché dopo la dipartita del bassista Robbie Shakespeare nel 2021, anche il batterista Sly Dunbar se n'è andato durante la passata settimana a 73 anni. 
Come duo hanno collaborato nei dischi di moltissimi artisti, da Grace Jones a Bob Dylan, ma anche i nostri Francesco De Gregori e Jovanotti li hanno voluti in sala d'incisione. 
Nati come rappresentanti del reggae nel 1976, hanno poi negli anni 80 cominciato a produrre dischi con il loro nome e penso che molti possano ricordare questa BOOPS THERE SHE GOES.


Goodbye Catherine & Sly. 

mercoledì 1 ottobre 2025

LA DIABOLICA INVENZIONE, OVVERO IL CINEMA INCREDIBILE DEGLI ANNI 50

 Oggi, così come per ricollegarmi al POST DI IERI, dalla cineteca del potentissimo Professor Guidobaldo Maria Riccardelli (naturalmente scherzo) tiro fuori un nome che potrei definire unico: Karel Zeman,


che non è l'allenatore di calcio, bensì un regista cecoslovacco che negli anni 50 aveva realizzato una serie di corti e lungometraggi in cui mescolava abilmente la recitazione live action con l'animazione a passo uno (quella amata da Tim Burton), ma con la caratteristica che gli sfondi parevano stampe ottocentesche e le parti animate avevano un gusto retrò in stile vittoriano (in effetti anche quello amato da Tim Burton)

Ricordo che molti anni fa Rai 2 nella fascia preserale aveva mandato in onda una rassegna dei suoi film e ne ero rimasto estasiato. 
Purtroppo ormai l'unico suo film recuperabile è La Diabolica Invenzione, del 1958 ed ispirato ai romanzi di Jules Verne (si, ditemelo che si chiama come i figli di Doc Emmett Brown😜), con il doppiaggio italiano che vede all'opera nomi meravigliosi come Emilio Cigoli, Maria Pia Di Meo e Carletto Romano.


C'è integrale su YouTube e sono sicuro che un paio di foto non bastano per descriverlo, così posto anche il TRAILER che era stato realizzato ex novo nel 2015 in occasione del suo restauro.

Certo è poco, ma meglio di niente. 

venerdì 12 settembre 2025

MERCOLEDÌ - STAGIONE 2, ANCHE SE OGGI È VENERDÌ

 Si, lo so che ho già usato questo titolo del post IN PASSATO nello stesso contesto, ma, come si dice? non si butta via niente e comunque ci stava lo stesso.


Ma bando alle ciance perché è arrivato davvero il momento di parlare della nuovissima stagione 2 di Mercoledì (con locandina leggermente bondage) dopo quei commenti negativi di cui avevo SENTITO IN GIRO
Tutte balle, potete dar retta ad una vecchia canaglia, poiché seppure rimanga sempre quell'effetto da scuola di Harry Potter/X-Men (o Miss Peregrine se vogliamo accostare la cosa più vicina a Tim Burton) il risultato è assolutamente positivo nonostante il nostro regista non metta la sua mano direttiva proprio in tutti gli episodi. 
E la differenza di regia si vede perché rimane comunque facile riconoscere quelli diretti da Burton, come il primo dove arriva anche la sua classica sequenza in cui utilizza la tecnica del passo uno. 
Poi andando avanti vediamo citare anche Il Silenzio Degli Innocenti

e facciamo conoscenza con i nuovi personaggi interpretati da Steve Buscemi e Billie Piper (la Rose Tyler del DOTTORE). 
Nella nuova stagione si nota una presenza molto maggiore di Catherine Zeta-Jones alias Morticia per via del conflitto personale che c'è con la figlia, e anche Pugsley diventa una figura centrale della vicenda. 
Purtroppo devo segnare un punto a sfavore per zio Fester

che ho trovato insopportabile anche se è interpretato da Fred Armisen del Saturday Night Live. 
Altro punto che non mi ha convinto del tutto è la CGI degli Hyde e dei lupi mannari che hanno un po' un effetto pupazzo, mentre il resto del comparto effetti speciali lavora egregiamente per cui ci posso passare sopra. 
Attenzione a Lady Gaga che fa un cameo che pare buttato lì a muzzo e invece poi ti rendi conto che funziona come fosse una promo per la sua canzone THE DEAD DANCE

che poi sentiremo durante il balletto di Enid e Agnes, che sono assolutamente deliziose, ma sarà difficile che tale scena diventi un meme come lo era stata la Wednesday Dance nella PRIMA STAGIONE.

Su Agnes poi non ho capito bene se è il makeup a farle gli occhi così grandi o se accade come in Big Eyes, sempre di Tim Burton, dove la CGI crea quest'effetto (opto piu per la seconda ipotesi). 
Ed ecco infine la ciliegina sulla torta che ha il nome di Joanna Lumley che i nostalgici come il sottoscritto potranno ricordare in ZAFFIRO E ACCIAIO al fianco di David McCallum (il futuro Ducky di NCIS).

Joanna, splendida settantanovenne, qui è la nonna di Mercoledì, ma fatta tutta al contrario di come era rappresentata nella serie tv nei fumetti dove pareva più Maga Magò.

Da segnalare che nel nutrito mucchio degli attori guest ha trovato posto anche quel Casper Van Dien di solito abbonato ad eclatanti ciofeche, ma forse Tim si era ricordato di averlo diretto in Il Mistero Di Sleepy Hollow. 
Livello horror altissimo, quindi ottima qualità burtoniana, e quei commenti negativi vadano pure a quel paese, maledetti troll della malora. 
Termine troll che in una serie così tutto sommato ci sta benissimo, eh!!! 

venerdì 15 agosto 2025

UN MERCOLEDÌ DA LEONI... O DA NETFLIX?

 No, non parlerò di Mercoledì, mi pare logico anche perché oggi è venerdì 😜 (ma qualcuno ha già intravisto il post pubblicato ieri per errore, lo so),


e inoltre non parlerò di come non condivida la politica di Netflix di dividere tutte le sue serie in due blocchi collocati in mesi diversi cosicché l'utente deve pagare due mesi di abbonamento per vedere una cosa che potrebbe vedere invece tutta di fila. 
E infatti non parlerò dei molti che stanno aspettando che arrivi anche la seconda tranche per vederla tutta insieme (onore a chi riesce a fare binge watching). 
E non parlerò dei nuovi personaggi e delle sostituzioni nel cast, e tantomeno del cameo illustre e del fatto che Tim Burton diriga solo il primo e l'ultimo episodio di questa stagione, così come se gli altri fossero per lui dei semplici filler. 
E non parlerò del fatto che, nel frattempo, ci siano già quelli che dicono che questa stagione è brutta e Jenna Ortega si sarebbe rifatta qui e là, e le sue sopracciglia,

eccetera eccetera... 
Lalalalalalala! 
Non voglio sentire niente perché non ne parlerò fino al mese prossimo, ma intanto non posso fare a meno di assimilare tutto quello che arriva dal web e che spoilera implacabile ogni sorpresa.
Aspetterò e non ne parlerò, anche perché adesso, sotto FERRAGOSTO, con spettacoli all'aperto ovunque, fa troppo caldo per stare in casa davanti alla tv per vedere una cosa che invece stava bene vista nei dintorni di Halloween... 
Ma chi è il programmatore di Netflix? Topo Gigio? 
E che diamine! 
Ma... Ho forse parlato troppo? 

venerdì 25 luglio 2025

TARON E LA PENTOLA MAGICA, MA LA MAGIA DISNEY STAVOLTA NON FUNZIONA

 Usciva nelle sale statunitensi il 24 luglio del 1985 (ovvero ieri, ma in tale giornata ho preferito dedicare il post ad OZZY), Taron E La Pentola Magica,


primo film Disney in cui viene usata la CGI per animare una sfera di luce galleggiante e altri particolari nelle scene come la stessa pentola magica. Film questo il cui titolo originale non nomina Taron, ma un Calderone Nero, e che tra tutti i classici Disney finisce tra quelli di minor successo (infatti ben pochi se lo ricordano). 
Questo probabilmente perché la pellicola aveva dei toni fin troppo horror (cosa già accaduta con THE BLACK HOLE, curiosamente sempre con quel "black" portasfiga nel titolo) per un pubblico infantile verso il quale era in teoria rivolta, e forse ciò era dovuto al fatto che nel team c'era anche quel Tim Burton che più avanti delle atmosfere gotiche/spaventose ne farà un uso personale ben più fortunato e nemmeno in modica quantità.

Anzi, nella prima proiezione di prova tale contenuto macabro era ancora più accentuato, al punto che, prima di farlo uscire ufficialmente nelle sale, ne vennero sforbiciati via circa 12 minuti per non rischiare dei divieti verso i minori di 17 anni non accompagnati. 
Sarà quindi in questa versione che arriverà in Italia il 28 gennaio del 1986, casualmente lo stesso mese ed anno in cui sulla copertina di Pro Wrestling Illustrated 

appariva il mitico wrestler Hulk Hogan al meglio della sua forma dopo essere apparso già diverse volte anche al cinema, per esempio in Rocky III procurando tanto male a Sly, e in moltissime serie tv. 


Hulk, il cui vero nome era Terrence Gene Bollea, è deceduto per un arresto cardiaco a 71 anni nella sua casa di Clearwater in Florida, e continua così la triste saga delle leggende che se ne vanno poiché anche lui, nel suo campo, lo era senza dubbio.
Devo segnalare anche la scomparsa ad 84 anni di Chuck Mangione, trombettista dalle radici jazz che per un breve periodo era finito anche nelle radio commerciali grazie a quel brano raffinato che era FEELS SO GOOD.


Goodbye Hulk & Chuck. 

mercoledì 2 aprile 2025

BRUTTE NOTIZIE DA PARTE DI BATMAN, JIM MORRISON E IL SANTO

 Eh, lo sapevamo tutti che Val non era più in gran forma da tempo, ma perlomeno pareva che fosse guarito da quel cancro alla gola che lo aveva colpito nel 2014, e comunque, nonostante il grave malanno che comportava importanti problemi alla voce, non aveva rinunciato a tornare nel ruolo di Iceman in TOP GUN MAVERICK.


Adesso a 65 anni se lo è portato via una polmonite il Val Kilmer che ci ha tenuto compagnia sia interpretando il Re Lucertola in The Doors di Oliver Stone, che sotto la maschera di Batman diretto da Joel Schumacher in uno di quei DUE FILM poco compresi soltanto perché Tim Burton aveva dato quella nota dark che adesso tutti volevano, dimenticando però la trashissima e coloratissima serie tv degli anni 60 verso la quale il regista aveva invece preferito indirizzarsi.

E, tanto per rimanere sul fantasy tra tutti i film da lui interpretati, era stato anche lo sbruffone, ma coraggioso, Madmartigan in Willow del 1988 diretto da Ron Howard (non c'entra con il personaggio dell'universo di Star Wars), con anche un tentativo di rinverdire i fasti de Il Santo, ma lì aveva dovuto scontrarsi con il colosso Roger Moore che il suo Simon Templar lo aveva anche portato nel carattere della sua incarnazione di James Bond, quindi davanti a tale istituzione non poteva esserci gara. 
Ci mancherà molto Val. 
Di tutt'altro mondo invece, cioè quel mondo che vent'anni esatti orsono vedeva la scomparsa di Giovanni Paolo II, faceva parte Suor Paola D'Auria

che Fabio Fazio aveva reso famosa come inviata sui campi di calcio, essendo lei tifosa della Lazio, ai tempi di Quelli Che Il Calcio.
Suor Paola aveva 77 anni. 
Addio Suor Paola e Val. 

venerdì 4 ottobre 2024

THE PENGUIN (FORSE È MEGLIO SE È TATTICO NUCLEARE)

 Abbiamo un grosso problema con The Penguin, la nuova serie spinoff di THE BATMAN, il film con Robert Pattinson nella parte dell'uomo pipistrello.


Vale a dire che il Pinguino che vediamo qui non è il Pinguino che dovrebbe essere o che ci si aspetta. 
Da quando Nolan ha preso in mano la saga del Cavaliere Oscuro, c'è stato un continuo cercare di rendere reale tutto quello che circondava l'eroe dark dei fumetti cercando di far dimenticare quella serie tv multicolor degli anni 60 così simile ad un cartone animato di Hanna & Barbera che, in effetti, si distaccava parecchio dall'odierna rappresentazione grafica del vendicatore alato della DC. 

E allora vai con tanto nero, colori cupi, pesantezza, e queste cose già si sentivano nel film dello scorso anno. 
Qui siamo invece arrivati davvero a toccare il top del realismo a tutti i costi e Gotham adesso è una metropoli come tante con criminali come tanti. 
Anzi, Oswald Cobblepot (che si fa chiamare Oz) è uno come tanti perché ha pure un'origine completamente diversa, cioè non è più quel figlio deforme rifiutato dai suoi aristocratici genitori, ma è un gangster sfregiato,

sovrappeso, più simile a Tony Soprano che al personaggio che invece Danny DeVito aveva portato in scena in Batman Returns grazie a Tim Burton che già virava sul dark, ma con tanta fantasia bizzarra (pure fetish, diciamolo), e dove Michael Keaton si divideva la scena con Christopher Walken ed una indimenticabile e insuperabile (come il tonno, ma meglio) Michelle Pfeiffer.

Ecco, il problema è che la serie, se si fosse intitolata in un altro modo, magari poteva anche funzionare, ma se vuoi collegarla a tutti i costi con Batman (che tra l'altro viene nominato di striscio solo due o tre volte) allora non ci siamo. 
Sembra quando, dopo il successo di Alvaro Vitali con il personaggio di Pierino, i distributori tirarono fuori un film che era già lì pronto dove Pierino non c'entrava nulla ma nel titolo misero lo stesso nome di Pierino al personaggio solo perché c'era Alvaro protagonista.

Certo possiamo apprezzare lo sforzo di Colin Farrell sotto il pesante makeup per interpretare un personaggio completamente diverso da com'è lui in realtà, ma anche quella parlata che gli dà (in originale e anche nel doppiaggio di Fabio Boccanera, fratello della Laura che ha prestato spesso la sua voce alla BELLUCCI) contribuisce a distaccare il personaggio dalle intenzioni originali.


Potrei anche apprezzare personalmente il fatto che nel cast c'è Cristin Milioti (l'adoro), ma peccato che questo non basti per cambiare le carte in tavola. 
E a questo punto, con tutto il rispetto per Burton e Nolan, penso che mi sta mancando davvero tanto JOEL SCHUMACHER con i SUOI Batman, che invece quella vintaggia serie tv l'adorava... 

lunedì 15 luglio 2024

STAVOLTA WENDY NON L'HA SCAMPATA (E NEMMENO BRENDA)

 Anche questa settimana mi tocca aprirla con alcuni addii famosi dato che se n'è andata anche Shelley Duvall, la mitica Wendy di Shining perseguitata da Jack (Nicholson/Torrance) munito di accetta.


Shelley ottenne quel ruolo scelta da Kubrick per il modo così realistico in cui sapeva piangere. 
Cosa buona per lei, ma scoprirà poi sul set che la stessa scena in cui si disperava tra le lacrime l'avrebbe dovuta girare almeno una trentina di volte perché Stanley era fatto così e la disperazione alla fine te la faceva uscire per davvero anche se fossi stata una "cagna maledetta" (cit. Boris). 
Shelley non aveva studiato recitazione, ma quasi per caso era finita nelle grazie di Robert Altaman che la vorrà in diversi suoi film fra i quali il famoso Nashville,

film corale (secondo il tipico stile del regista) che ruota intorno a 24 personaggi presenti al famoso festival country che si tiene nella città del Tennessee e che non è mai stato doppiato in italiano, ma solo sottotitolato per cui difficilmente venne proiettato nelle sale normali, ma piuttosto confinato a quelle da cinestudio. 
Anche da Woody Allen Shelley ottenne una parte in Io E Annie, passando poi anche sotto la direzione di Terry Gilliam, Tim Burton e Steven Soderbergh, ma ultimamente l'attrice non era più esattamente in bolla e spesso vaneggiava cose senza senso. 
A portarla via a 75 anni sono state le complicazioni del diabete dal quale era affetta da tempo. 
Altro grande addio per Shannen Doherty,

53 anni e indimenticabile Brenda Walsh di Beverly Hills 90210. 
Da una decina di anni lottava contro un tumore al seno, ma le metastasi erano infine arrivate anche al cervello. 
La ricordiamo anche come Prue delle sorelle Halliwell della serie Streghe (Charmed), poi fuoriuscita con la morte scenica del personaggio, ma, in realtà per tensioni con Alyssa Milano, cioè la sorella Phoebe. 
Anche il cinema italiano perde un noto personaggio che arriva dal capolavoro Amarcord di Federico Fellini (probabilmente il suo film che preferisco) e sto parlando del giovane Titta interpretato da Bruno Zanin

(da giovane quasi identico a Tom Cruise) che attualmente aveva ormai 73 anni. 
La carriera di Bruno aveva avuto inizio proprio con quel film dopo che era capitato a Cinecittà in cerca di lavoro. 
Prima invece aveva avuto una pessima esperienza studiando da prete per volere dei suoi genitori, ma dovendo subire abusi da un religioso per cui molló tutto deciso a lasciarsi alle spalle quei brutti ricordi. 
Oltre che ad una decina di film, Zanin ha partecipato anche a fiction per la tv e lavori teatrali, scrivendo in più anche libri ed articoli per giornali. 
Per la musica invece devo segnalare la scomparsa di Tonj Acquaviva degli Agricantus

di cui è stato il fondatore polistrumentista e percussionista nel 1979, la pluripremiata band di musica inizialmente etnica evolutasi negli anni 80 in elettronica trance e i cui brani sono spesso stati usati come colonna sonora in film come questa AMATEVI tratta da I Giardini Dell'Eden.

Oltre che nei dischi ufficiali degli Agricantus, che sono una decina, i loro brani sono reperibili anche in quelle compilations lounge della serie Buddha Bar che funzionavano un po' di tempo fa. 
Tonj aveva 61 anni. 
Concludo con colui che è stato vittima dell'attentato a Donald Trump durante un comizio un paio di giorni fa,

cioè il cinquantenne ex vigile del fuoco Corey Comperatore che ha fatto scudo con il suo corpo per proteggere moglie e figlia rimanendo ucciso. 
L'ex presidente in corsa per la Casa Bianca invece è stato ferito ad un orecchio di striscio. 
Addio Shelley, Shannen, Corey, Bruno e Tonj. 

venerdì 10 maggio 2024

EUROVISION SONG CONTEST 2024: SEMPRE DI PIÙ SENZA VERGOGNA ALCUNA

 Eddai che è tornato il circo, il carnevale di primavera, ovvero l'Eurovision Song Contest, dove conta la canzone, si, ma anche come la presenti, e più esageri, meglio è.


Già la prima semifinale ci ha deliziato con l'Irlanda rappresentata da Bambie Thug e la sua DOOMSDAY BLUE che, fra pentacoli, candele e corna, ha avuto tutta l'aria di essere una specie di ode a Satana con la bella demonietta che tutta makeuoppata horror pare persino sexy, seppure molto molto secca. 
Bisogna dire che la ragazza senza artifici è un bel po' diversa da come si presenta in scena,


mentre la canzone salta dall'urlo indemoniato al sound raffinato così con uno schiocco di dita per cui ti lascia un po' perplesso come è successo a Mara Maionchi che commenta insieme a Gabriele Corsi.

Altra bella presenza quella della Slovenia con Raiven vestita, diciamo così, dentro ad una tuta trasparente che copriva con delle applicazioni le parti pericolose. 
La canzone un po' goth style alla Evanescence è VERONIKA.

La Polonia ha portato sul palco una ennesima emula di Lady Gaga con THE TOWER accompagnata da una coreografia giocata sul gioco degli scacchi e i costumi che, restando in casa della Germanotta, sembravano quelli di Bad Romance,

mentre il Lussemburgo va sui ritmi alla Shakira, anche un po' turchi per la verità, cantando FIGHTER parte in francese e parte in inglese con la deliziosa Tali stivalata e trecciosa.

La Croazia strizza l'occhio all'italia con Baby Lasagna (grazie, ma non mi è piaciuto granché) e la Finlandia dei Windows95man si diverte in NO RULES! con un nudo maschile coperto di volta in volta nelle riprese televisive da una testa mobile, una telecamera o altri oggetti che sembrano impallare l'immagine

e invece è tutto un gioco perché sul palco il ricciolone Teemu Keisteri aveva un tanga color carne che verrà mostrato dalle due presentatrici nella seconda serata (vestite tra l'altro spallonate come negli anni 80)

come un oggetto di culto messo all'asta (naturalmente per scherzo). Seconda serata che ci ha portato anche ANGELINA MANGO, pure lei in outfit molto sexy e con coreografia e arrangiamento mille volte più efficace di quando ha presentato La Noia al Festival Di Sanremo,

tant'è che non ha sfigurato per niente in mezzo ai mille effetti speciali utilizzati dagli altri cantanti, alcuni dei quali sono arrivati giustamente alla finale di domani sera, mentre altri come i MEGARA, rappresentanti spagnoli per San Marino, sono stati eliminati con mia sorpresa perché mi sono piaciuti con quel loro look fra Donnie Darko e Tim Burton, con tanto di cambio di look in scena.

Vabbè magari la canzone presentata non era così perfetta, però lo spettacolo c'era tutto. 
Le votazioni invece hanno favorito uno dei cantanti più scialbi visti ieri sera e parlo di Dons per la Lettonia, ma per fortuna anche un'altra simil Lady Gaga, per l'Austria ha passato il turno e il suo pezzo WE WILL RAVE già mi sta in testa; sto parlando di Kaleen con un look alla Barbarella davvero niente male,

e insieme a lei altre super-tutine hanno raggiunto la finale. 
L'Italia con Francia, Germania, Spagna e Regno Unito sono le top five che di diritto hanno già la finale assicurata. 
Piccola chicca in chiusura di serata ieri quando c'è stata l'esibizione degli HERREYS,

i ragazzi svedesi che avevano vinto nel 1984, quell'anno che l'Italia era stata rappresentata da Franco Battiato (non ci credereste mai, eh?) e Alice con i treni di Tozeur.

I nostri, nonostante Franco avesse in repertorio dei balletti come quello che faceva nel videoclip di Centro Di Gravità Permanente che Roberto Bolle se li sogna certi passi, avevano fatto un'esibizione standard, mentre i tre svedesi ieri sera hanno riproposto più o meno lo stesso show con 40 anni in più sulla schiena, ma lo stesso spirito di allora.

Giustamente, perché lo spirito dello spettacolo è proprio quello di essere sopra le righe, e anche stavolta il risultato è stato raggiunto.
Ed ora ci aspetta la finale di domani sera. 

giovedì 2 maggio 2024

BEETLEJUICE BEETLEJUICE: SE LO DICI DUE VOLTE ARRIVA... IL SEQUEL

 Inutile dire che c'è già una grande attesa per la data del 9 giugno 2024, giorno in cui arriverà sugli schermi Beetlejuice Beetlejuice, ovvero il sequel di quel GIOIELLINO creato da Tim Burton nel lontano 1998.


Poco compreso all'epoca un po' come tutti i film di Tim (ve l'ho già DETTO di come la cumpa aveva recepito Mars Attacks! quando l'avevamo visto al cinema), adesso è a tutti gli effetti un cult grazie anche a Michael Keaton imbattibile nel ruolo del protagonista e, grazie al makeup, quasi identico ad allora in questo sequel dove tornano anche Winona Ryder e Catherine O’Hara, con l'aggiunta di Jenna Ortega che, dopo l'ottima serie MERCOLEDÌ non poteva mancare in un FILM del genere.

C'è anche Willem Dafoe a completare il nuovo cast e ovviamente Danny Elfman a condire il tutto con le sue note. 
Ah, già... dimenticavo la Bellucci perché Tim deve, diciamo, pagare pegno... vabbè. 
Bentornato Beetlejuice, ti stiamo aspettando come se tutto questo tempo non fosse mai passato. 
E, restando in tema di horror-goth, ieri in apertura del concertone mezzo bagnato fradicio di Roma, nel pomeriggio abbiamo potuto conoscere anche il nuovo progetto dei Bloom con Giusy Ferreri, la quale si propone dark-goth come una nuova versione dei Lacuna Coil (interessante, ma i problemi tecnici per la pioggia non hanno giovato alla performance e la versione sul disco è di gran lunga molto meglio), quindi, per chi non lo avesse ancora visto, posto qui il videoclip di È LA VERITÀ dei Bloom (dove  è da notare l'hairstyle di Giusy),

la canzone presentata dalla Ferreri ieri a Roma appunto nelle peggiori condizioni immaginabili per una band live, e per questo, anche se son canaglia, evito quella performance disastrosa. 
Pezzo dal mood dark che nel contesto burtoniano di oggi ci sta benissimo. 

martedì 2 gennaio 2024

DUMBO: MEGLIO VEDERLO SENZA PREGIUDIZI

 Ieri, l'ho detto, è stata una giornata pigra e, a proposito di pigrizia, qualche sera fa, affidandomi alla programmazione di Rai 1, mi sono reso conto che non avevo ancora visto Dumbo nella versione di Tim Burton.


E molti diranno "per fortuna!" dato che mi ricordo di recensioni non proprio positive su un regista definito come ormai soggiogato dalla Disney e costretto a fare film come dicono loro. 
Beh, francamente questa versione live action della storia dell'elefantino che, grazie ad una sua malformazione, poteva volare, non mi è sembrata così pessima come tanti sostenevano. 
Certo è che la storia raccontata nel cartone del 1941 che allora durava poco più di un'ora, qui viene dilatata secondo i dettami del cinema odierno costruendoci intorno tutta una corolla di personaggi emarginati con problemi anche grossi (e da Tim questo ce lo si può aspettare) piazzata in mezzo a scenografie colossali (e anche questo è un marchio del nostro regista) seppure per la maggiore digitali.

Burton ci mette poi anche Michael Keaton e Danny DeVito come antagonisti, ma a ruoli invertiti rispetto a Batman Returns, e Colin Farrell che vedo qui in scena dopo quella sua parte in GLI SPIRITI DELL'ISOLA e mi viene da pensare che questo personaggio del padre vedovo, triste e menomato lo sentisse già come un indirizzo verso quel film candidato agli Oscar poi superato dalla SARABANDA NEL MULTIVERSO.

Le modifiche rispetto al cartone ci sono anche nella storia strettamente riguardante il piccolo elefante, tipo i corvi spariti perché considerati uno stereotipo della gente di colore, ma sapete, un tempo non c'erano tante MENATE e la Mami di Via Col Vento lo sa bene. 
Sparito anche il topolino Timoteo in favore di una bella topolona (mi si perdoni) che di nome fa Eva Green,

e comunque il risultato è un film che probabilmente è stato preso male a priori con sta faccenda della Disney che si ostina a fare i remake live action dei suoi classici, ma che invece, visto a mente fredda dopo alcuni anni dalla sua uscita (è del 2019), risulta tutto sommato un prodotto realizzato con grande stile, sempre con le ottime musiche di Danny Elfman, come Burton ha saputo fare spesso in passato, quando gli effetti digitali ancora non si usavano, e che, per fortuna, qui rimangono perfettamente al servizio del regista e non viceversa come troppo spesso accade ultimamente. 

sabato 23 settembre 2023

DURAN DURAN - DANSE MACABRE: UN ORRORE IN TUTTI I SENSI, MA CI PENSANO I ROCKETS E NILE RODGERS

 Il prossimo 27 ottobre, cioè ad un passo da Halloween, uscirà il nuovo album dei Duran Duran che ha già fatto parlare di sé per la presenza di Victoria dei Maneskin e per il ritorno di Nile Rodgers, nonché del figliol prodigo Andy Taylor, ma quanto sia affidabile il ragazzo lo devo ancora verificare, anche perché il chitarrista fino allo scorso anno era in lotta contro un tumore.


Nel frattempo è stato pubblicato pochi giorni fa il nuovo singolo dal titolo DANSE MACABRE che continua il trend "ottimista" lanciato dai Depeche Mode con Memento Mori lo scorso anno. 
Videoclip horror creato dall'intelligenza artificiale che ha raccolto tutti i dati possibili su Tim Burton e La Sposa Cadavere/Nightmare Before Christmas/BEETLEJUICE, nonché su certi altri film come Coraline E La Porta Magica da quel romanzo di Neil Gaiman, per sfornare un gran bel prodotto senza dubbio, che però si ferma lì al lato visuale, dato che la canzone in sé stessa, nonostante le percussioni tipo SHOUT dei Tears For Fears che si sentono all'inizio, è quanto di più brutto si sia mai sentito dagli anni 80 a questa parte (altro che la super hit di Orzabal e Smith).

E in questo sabato che solitamente viene riservato alla musica, ve lo dice a malincuore uno che fra Spandau e Duran ha sempre preferito i secondi al punto da aver portato a lungo delle acconciature come i cinque di Birmingham per fare il dj in discoteca, imitandoli anche negli outfit per quanto fosse possibile.

Li ho seguiti sti ragazzi anche negli anni 90 quando Warren Cuccurullo (ex Missing Persons) era subentrato ad Andy, in particolare nel 1993, anno storico per i videogames in cui nasceva Sonic The Hedgehog per la Sony e loro se ne uscivano con quel disco senza un titolo preciso, solo con il loro nome, ma chiamato The Wedding Album a causa delle foto di copertina,

un lavoro che conteneva due gioielli come Ordinary World e Come Undone, e poi nei 2000, notando ogni volta che ogni nuovo disco pescava a tratti nel loro passato senza mai autocopiarsi, ma piuttosto come a mantenere una certa coerenza di stile. 
Ma qui, oggi, nel 2023, in cui il mitico Simon LeBon potrebbe cambiare il suo cognome con MaxiBon,

non riesco proprio a trovare le fonti che hanno generato tale orrore musicale (se musica si può definire). 
E se questo è un assaggio del nuovo album, allora lascio la parola ad una che se ne intende, ovvero alla Sora Lella.


Ah... proprio un attimo prima della pubblicazione del post (forse per correre ai ripari) è stato rilasciato anche il secondo singolo dei Duran Duran, cioè BLACK MOONLIGHT,

proprio la canzone dove hanno dato il loro contributo Nile Rodgers e Andy Taylor e questa alza il livello portando un po' di funky col basso di John che tira il pezzo.
Questo fa ben sperare, ma purtroppo le voci di corridoio dicono che sia l'unico brano decente del nuovo lavoro.
Aspettiamo un mesetto per la verifica dai... 
Novità di tutt'altro genere invece il NUOVO DISCO dei ROCKETS di Fabrice Quagliotti che rimane come ultimo rappresentante dei cinque originali, e che continua a rinnovare la formazione dato che dall'inizio dell'estate ha presentato il nuovo frontman Fabri Kiarelli che arriva da Savona. 
I Rockets pure loro stavolta spiazzano tutti perché si cimentano nel beat anni 60 coverizzando (pensa te...) Piccola Katy dei Pooh e dandole un testo in inglese con aggiunte alcune barre rap, mantenendo però il famoso break recitato in cui Riccardo Fogli chiedeva alla ragazza di fermarsi un momento ad ascoltarlo e la convinceva a tornare a casa.

Certo l'effetto che fa è quantomai bizzarro (per non dire terrificante), ma bisogna ricordare che la band fece il botto quando entró in formazione Fabrice sempre con una cover, cioè On The Road Again dei Canned Heat superando la popolarità dell'originale, e anche il loro primo album conteneva APACHE degli Shadows riletta da loro in stile funky.

Quindi in effetti sono tutte canzoni piuttosto strane per un gruppo che si spaccia per extraterrestre, ma persino questa nuova inutile cover così diversa dal loro solito sound sintetico/spaziale, mi pare meno peggio di quel brutto nuovo singolo dei Duran Duran.
Parere personale eh...

giovedì 3 agosto 2023

EUPHORIA, LA FAMOSA SERIE TV È SEGNATA DA UN LUTTO

 Lutto triplo nel cinema e tv, intanto per un'overdose che è la causa della morte improvvisa di Angus Cloud, 25 anni e facente parte del cast della fortunata serie Euphoria con il personaggio di Fezco, e serie dove ha recitato anche Zendaya.


Angus (quello in arancione che scatta il selfie), quasi un sosia del cantante Sam Smith, stava passando un brutto momento per la scomparsa del padre pochi giorni fa e, per ironia del destino, il suo personaggio nella serie tv era uno spacciatore. 
È di questi giorni anche la morte di Paul Reubens, noto dagli anni 80 per il suo personaggio di Pee-wee Herman,

un adulto dal comportamento infantile che era stato portato anche al cinema da Tim Burton con Pee-wee's Big Adventure. 
Paul aveva avuto dei seri problemi giudiziari per atti osceni in luogo pubblico per cui era sparito dalle scene per un certo periodo, tornando di recente con il suo personaggio in un nuovo film su Netflix. 
Reubens, oltre ad altri ruoli tra cinema e tv, aveva interpretato anche il padre del Pinguino in Gotham e aveva 70 anni. 
Sempre nel cinema dobbiamo salutare Inga Landgré che se ne va alla bella età di 96 anni dopo essere stata immortalata in diverse pellicole da Ingmar Bergman tra cui il cult Il Settimo Sigillo.

Inga interpretava la moglie di Antonius Block (MAX VON SYDOW) ed è la quarta dall'alto nella locandina originale. 
Goodbye Inga, Angus & Paul. 

giovedì 27 aprile 2023

CALYPSO E SPIRITI DIABOLICI: CIAO HARRY

 Tempo fa avevo pubblicato un post su quel piccolo cult che è BEETLEJUICE


ed oggi lo stesso film mi torna fra le mani perché, se ricordate bene, ben due numeri musicali all'interno di esso sono legati ad Harry Belafonte che ci ha lasciati ieri a 96 anni e, per celebrarlo alla mia maniera, il film di Tim Burton mi sembra il modo più adatto.

Re del calypso e anche attore, nonché attivista per i diritti civili, in quel film di Burton fa letteralmente ballare e cantare tutti in due scene: la prima con DAY-O (BANANA BOAT SONG) in cui lo spirito diabolico possiede Catherine O'Hara e i suoi commensali che partono a fare un'incredibile coreografia,

e poi sul finale con JUMP IN THE LINE (SHAKE SENORA) con una volteggiante Winona Ryder, che lo so che si vede benissimo che è appesa ai cavi come lo è anche Michael Keaton, ma chissenefrega.

Quel film è bellissimo così con i suoi effetti speciali artigianali e basta, e se a qualcuno viene in mente di farne un remake pieno di CGI gli mando Beltegeuse in persona! 
È di questi giorni invece il gossip su un possibile seguito che dovrebbe essere girato la prossima estate sempre con Keaton e Burton, dove Jenna Ortega prenderebbe il posto di Winona Ryder. 
Beh se si resterà sui livelli di MERCOLEDÌ (perlomeno gli episodi diretti da Tim) allora se ne può parlare. 
Tornando invece alla canzone Day-O, della versione mistico-religiosa di Celentano che l'ha chiamata DEUS meglio non parlarne, però, giusto se si vuole fare il confronto, eccola qui.

Meglio l'originale, l'avevo detto, e meglio ricordare piuttosto anche MATILDA, altra grande hit di Harry, anzi per la precisione il suo primo singolo pubblicato, pure quella dal ritmo irresistibile che ti fa muovere anche senza il bisogno di Michael Keaton, e canzone che esattamente oggi compie 70 anni.

Everybody!!!
E direi che con questa la colonna sonora della giornata è a posto. 
Goodbye Harry. 

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