sabato 31 ottobre 2020

DAVE BRUBECK QUARTET VS. STRANGLERS, OVVERO SIAMO TUTTI UN PO' JAZZ, PUNK, DARK, GOTH

 

Se qualcuno negli anni 80 è stato Punk (Prima di Te) come cantava Enrico Ruggeri, si ricorderà degli Stranglers e della loro ballad del 1981, GOLDEN BROWN


che faceva idealmente il paio con l'altro famoso singolo del 1986 ALWAYS THE SUN.

Io ero fondamentalmente paninaro ma stavo dalla parte dei Dark (che oggi si chiamano Goth) perché da buongustaio avevo constatato che le ragazze di quel giro erano veramente intriganti per quei tempi, con il loro look un po' da Elvira Mistress Of The Dark o, se preferite, Morticia Addams, che comunque sotto Halloween cade a fagiuolo... 


per cui ho avuto pure io i miei trascorsi musicali tra Siouxie, Nina Hagen, Cure, Bauhaus, Sex Pistols, Clash e naturalmente Ramones. Bene, anche gli Strangolatori erano un gruppo che girava in quegli anni e dalla partenza punk della metà degli anni 70 si erano via via indirizzati verso la più raffinata New Wave. Adesso Laurence Mason, un genio del montaggio audio/video, sfruttando certe assonanze con il famoso classico del Dave Brubeck Quartet, TAKE FIVE e rimontando le immagini del video originale, ha suonato con il sax la  melodia di Golden Brown ed ha creato un nuovo VIDEOCLIP fakissimo (ma anche fikissimo)


in cui si vede il quartetto suonare la canzone degli Stranglers , grazie a campionamenti sonori e immagini in loop, creando un paradosso temporale incredibile con quei musicisti in bianco e nero che sembrano tutti degli anziani professori di lettere con occhialoni spessi inclusi. ENJOY!

venerdì 30 ottobre 2020

ATTENTI A QUEI DUE - CINQUE MIGLIA A MEZZANOTTE

 Ho già parlato in maniera approfondita QUI di questa stupenda serie inglese, ma stavolta riprendo l'argomento per focalizzare l'attenzione su un unico episodio che la Rai all'epoca non ha mai mandato in onda a causa del tema trattato: sesso? violenza? droga? Niente di tutto questo.

L'episodio è ambientato a Roma e mostra un Italia dominata dalla mafia e con le forze dell'ordine ben poco efficienti... Come? Non è così lontano dalla realtà? Beh non lo so questo... nella mia galassia lontana lontana al massimo ci si spara tra simpatiche canaglie nella taverna di Mos Eisley (si, ho sparato io per primo, lo ammetto).
Fatto sta che per anni l' episodio è rimasto senza doppiaggio italiano finché la Yamato nel 2008 non ha acquistato i diritti della serie ed ha realizzato una versione nella nostra lingua senza però le voci storiche di Cesare Barbetti e Pino Locchi che purtroppo erano deceduti pochi anni prima. Al di là della storia strampalata che ci viene mostrata, sembra che anche i dialoghi italiani siano di livello molto molto basso, e mentre la voce di Danny Wilde è abbastanza simile a quella di Pino Locchi grazie a Massimiliano Lotti che riesce ad imitarne anche i piccoli caratteristici tic e la parlata veloce, Brett Sinclair con la voce di Claudio Moneta (si, la voce di Spongebob!) manca proprio di quell' aplomb british che lo faceva così diverso da Danny e proprio per questo perfettamente complementare alla coppia. In conclusione si, tratta di un episodio decisamente dimenticabile, forse addirittura il più brutto della serie, nonostante ci sia una giovane Joan Collins come guest star, ancora lontana dal personaggio di Alexis in Dynasty.
Per una volta la censura Rai non ci aveva privati di qualcosa di interessante.

giovedì 29 ottobre 2020

THUNDERBIRDS ARE GO! E STAVOLTA SONO QUELLI VERI!!!

 L'anno scorso avevo scritto del film diretto da Jonathan Frakes che era un' infausto remake, live action con attori, della serie tv con marionette Thunderbirds di Gerry & Sylvia Anderson, i creatori delle mie serie preferite in assoluto: U.F.O. e SPAZIO 1999. Di quel film ne ho parlato dettagliatamente QUI, ma comunque il succo del discorso era che il film perdeva del tutto l'idea di Gerry e Sylvia finendo per diventare un film di ragazzini ficcanaso. Scopro quindi recentemente grazie a RaiPlay una nuova serie remake di cinque anni fa, che sta andando in onda su RaiGulp, dal titolo Thunderbirds Are Go!,


questa volta realizzata da quei geni neozelandesi del Weta Workshop, dove i personaggi in CGI si muovono su sfondi reali, cioè miniature di ambienti e modellini esattamente come accadeva nella serie tv storica, con tutto, ma proprio tutto tale e quale. Per capire meglio cosa voglio dire è utile questo simpatico "backstage" dove i personaggi (anche Lady Penelope) interagiscono (disturbandolo) con lo staff della Weta:

https://youtu.be/x2TtzpoPLEo

Il risultato finale è assolutamente ottimo e se qualcuno obietta che i personaggi sembrano dei pupazzi, questa era proprio l'intenzione del Weta Workshop, cioè di riportare in scena le marionette, ma senza i fili che le muovevano e con tutto l' armamentario di miniature e modellini che facevano fantasticare i ragazzi dell' epoca. L'unica differenza è che ora i nomi dei veicoli vengono chiamati con i numeri in inglese, mentre il doppiaggio degli episodi storici usava i numeri in italiano come anche il nome dell' organizzazione che era Soccorso Internazionale, mentre ora è International Rescue. Ma lo spirito stavolta è esattamente lo stesso, per fortuna.

mercoledì 28 ottobre 2020

TONYA, PER UNA VOLTA UN BIOPIC NON MUSICALE

 Grazie a Rai3, la settimana scorsa mi sono gustato questo biopic su Tonya Harding, la famosa pattinatrice coinvolta in uno scandalo che le costerà la carriera e il successo già raggiunto di per sé con gran fatica dovendo combattere duramente contro il disprezzo dei giudici che la bollavano sempre come "goffa e sgraziata" e una madre che te la raccomando.


Il film si snoda tra varie interviste ai protagonisti prendendo a volte persino la piega della commedia con i due "scemo e più scemo" che hanno organizzato quella famosa aggressione all' avversaria principale della Harding, con il conseguente scandalo. Da parte sua Margot Robbie non perde l'occasione per sfoggiare anche in questo film tutta una serie di dialoghi con il pubblico sfondando la quarta parete, ma stavolta anche gli altri lo fanno perché in fondo si sta raccontando questa vicenda da diversi punti di vista. Grandiosi gli effetti speciali che mostrano Margot fare evoluzioni sui pattini mentre in realtà le scene sono state realizzate con una vera pattinatrice alla quale è stato applicato il volto della Robbie in post-produzione. Il famigerato triplo axel, che pochissime atlete sono in grado di eseguire, è stato invece fatto proprio da Margot grazie a cavi e imbragature. Il risultato finale comunque è davvero stupefacente perché non ci si accorge di alcun trucco. È il caso di dire che, per assurdo, parrebbe quasi un lavoro sprecato, eppure il bello dell' effetto speciale è proprio quando non vedi che è stato usato. 

martedì 27 ottobre 2020

QUANDO IL GIOCO SI FA DURO, I DURI COMINCIANO A GIOCARE (MA ANCHE GLI IDIOTI... E SONO TANTI)

 Accendo la tv e capito su Retequattro dove stanno mandando immagini in diretta da Torino che mostrano scontri tra polizia e manifestanti che stanno letteralmente distruggendo ogni cosa che trovano sul loro cammino.


In studio c'è una rappresentante dei ristoratori colpiti in prima persona dall' ultimo decreto (un po' scioccherello dai) che impone la chiusura dei ristoranti alle 18 penalizzando notevolmente chi in questi mesi passati si è dato da fare per dotare i propri locali di misure anti-covid ed ora si vede costretto a rinunciare alla fascia oraria più redditizia. Sicuramente quelli che si vedono nelle riprese in tv che stanno facendo casino a Torino sono i soliti che si infiltrano in ogni manifestazione pacifica per approfittarne e fare "bordello" come declamava un ragazzo tanti anni fa in un famoso video di una situazione analoga dimostrando che non sapeva nemmeno il motivo per cui si trovava lì. Quindi, viste le immagini che ora vengono trasmesse dai tg, si potrebbe anche pensare che a mettere a ferro e a fuoco le piazze in questi giorni siano proprio (e soltanto) i ristoratori stanchi dei soprusi subiti, ma attenzione: quasi sicuramente non è così perché andrebbe contro il loro interesse sfasciare auto e vetrine. Personalmente trovo piacevole andare una sera alla settimana a mangiare una pizza, nonostante debba girare con la mascherina e lavarmi mille volte le mani, per cui dispiace molto anche a me questa chiusura serale francamente immotivata e, come ho detto prima, scioccherella, dato che durante il giorno ci si trova comunque stipati su treni, bus e metropolitane; non è che il Covid-19 durante il giorno dorma e si risvegli al calar del sole come i nostri amici vampiri di letteraria e filmica memoria. Era già stato dimostrato che il virus diventava più forte con le basse temperature e più debole con il caldo, difatti siamo riusciti ad avere un'estate quasi normale. Così normale che forse chi doveva pensare a dei provvedimenti per l'inverno successivo, come farebbe una saggia formichina, ha invece fatto la cicala e si è goduto il sole perché tanto ormai si stava bene. E adesso? I reparti di terapia intensiva NON sono stati potenziati, come il personale medico che NON è stato formato e pure i sistemi di trasporto NON sono stati migliorati, ed ora ci si ritrova al punto di prima con la cifra dei decessi in crescita. Anzi no, non siamo al punto di prima perché siamo solo ad ottobre ed abbiamo ancora un lungo inverno davanti, mentre la volta scorsa avevamo già la primavera alle porte che faceva sperare in qualcosa di buono. Ora... io sono qui solo per parlare di cinema e di musica che mi piace e di cose che vedo in tv, per cui cerco sempre di stare sempre leggero con il tono dei miei scritti, ma quando la tv mi fa vedere questo è inevitabile farci qualche pensiero in più sopra. E purtroppo non sono pensieri positivi.... ah! No! Parlare di positivi in questo periodo non è una cosa positiva, ma negativa... però è anche vero che è meglio se si è negativi... Ahia! Mi son perso in una supercazzola e non so se ne uscirò😂😂😂

lunedì 26 ottobre 2020

RATCHED... TANTO TEMPO FA...QUANDO QUEL CUCULO ERA LONTANO LONTANO...

 Se le nuove idee scarseggiano, non dobbiamo preoccuparci perché la cinematografia di 40 anni fa è pregna di personaggi interessanti che magari sono stati protagonisti o solo coprotagonisti di un capolavoro, tipo Norman Bates di Psycho che è stato rebootato adolescente in BATES MOTEL facendoci conoscere anche la sua mamma da viva. Pure Qualcuno Volò Sul Nido Del Cuculo del 1975 mostrava un personaggio decisamente particolare e iconico, cioè la caposala Mildred Ratched,


della quale questa serie su Netflix ci vuole raccontare le origini sue e del suo modo di comportarsi un tantino sopra le righe (ma mica solo lei!!!). Fotografia dai colori supersaturi e riprese che sembrano (giuro!) fatte da Stanley Kubrick, rendono ogni episodio ipnotico al punto giusto insieme ad una musica sempre presente e molto spesso ossessiva. Quindi una bella serie? Beh se la si prende davvero come un prequel del film di Milos Forman magari si può trovare da ridire su parecchie cose, mentre se la prendi come se fosse l'ennesima American Horror Story (l'autore è lo stesso) allora le cose funzionano molto meglio perché violenza, sadismo, splatter e sesso non mancano assolutamente. Ho visto alcuni episodi e personalmente mi hanno preso parecchio, ma so che invece i più tanti hanno definito la serie un flop proprio per il suo riferimento al film di Forman. Vedi a volte a confrontarsi col mito (o col Milos)? Meglio volare più basso...

domenica 25 ottobre 2020

X-FACTOR E IL CASO ROCCUZZO

 La nuova edizione di X-Factor ha già scatenato le polemiche ancora prima di arrivare ai live grazie ad Emma Marrone che, dopo essersi emozionata fino alle lacrime durante le audizioni di Roccuzzo


ed aver speso parole su come sia "nato per cantare" (parole sue), alla resa dei conti ha deciso di non portarlo ai Live che cominceranno giovedì prossimo in favore di altri tre ragazzi provinati. E così, come nelle migliori tradizioni ormai di quando non ti piace il finale di una serie tv, sono subito volati gli insulti sui social verso la cantante che occupa il posto di giudice per la prima volta nella storia della trasmissione. Tuttavia bisogna pensare che molte parti sono state tagliate, per cui una decisione così può apparire affrettata, mentre magari era stata più ponderata e motivata meglio di come si è visto. A discolpa sempre di Emma resta anche il fatto che la voce così particolare di Roccuzzo sarebbe di difficile utilizzo nell' industria discografica che, come ho avuto modo di spiegare in altri post, lascia poco spazio ai sentimenti veri in favore di bieche possibilità di profitto, motivo per il quale molti artisti preferiscono evitare le majors e firmare piuttosto contratti con piccole etichette indipendenti pur di non diventare dei pupazzi manovrati dai discografici. Quindi ora Roccuzzo la sua esposizione televisiva l'ha avuta e, se ha davvero i numeri per andare avanti, magari lo rivedremo anche senza l'aiuto di Emma. Basta però non rivederlo tipo a lamentarsi dalla D'Urso eh...

sabato 24 ottobre 2020

FRANCESCO BIANCONI - CERTI UOMINI, OVVERO: ALTRO CHE LE RIME "SOLE, CUORE, AMORE"

 Oggi post da bollino rosso perché si parla di canzoni con contenuti espliciti, come succede nel rap che anche lì mettono il bollone "explicit" sulla copertina del disco. Ma non di rap si tratta, bensì di musica cantautorale nella figura di Francesco Bianconi, leader dei Baustelle. I Baustelle hanno fatto cose interessanti e specialmente nell' ultimo album ci sono alcuni brani il cui arrangiamento con sound elettropop anni 80 ti fa saltare l'impianto stereo (tipo il brano Amanda Lear). Mi piace quella commistione tra il suono della voce di Francesco così DeAndreiano e la musica che sembra uscita da uno dei migliori album di Battiato. Non riesco però ad apprezzare un loro disco nella sua completezza. Ora Francesco Bianconi mette in standby la band e si concede un progetto solista dal titolo Forever e presentato da una canzone dal testo che definire particolare è un eufemismo: CERTI UOMINI, che consiglio di ascoltare con particolare attenzione.


Il brano è il terzo singolo che anticipa l'intero lavoro e parte proprio come se fosse Fabrizio DeAndrè a cantarla facendo una disamina sui vari caratteri maschili finché non arriva quel famigerato ritornello che (la stavo ascoltando su Radio DeeJay in macchina) per poco non mi fa andare a sbattere. In effetti anche con i Baustelle Francesco non ha mai girato molto intorno alle parole, cioè se doveva dire una cosa la diceva. Ma qui è ancora più diretto e disturbante al punto che non te l'aspetti. Non lesina nemmeno critiche verso i colleghi declamando:

"I cantanti ucciderebbero per apparire in un programma in televisione dove i discografici morti della Warner, della Universal e della Sony poi gli pubblicano la canzone" , 

parole sue estratte dal testo. Insomma, io sono canaglia, ma c'è chi mi surclassa di brutto...

venerdì 23 ottobre 2020

CARNIVAL ROW, UNA STORIA PIÙ ATTUALE DI QUANTO POSSA SEMBRARE

 Una popolazione oppressa da un regime di guerra, dittatura e violenza fugge dalla propria patria a bordo di imbarcazioni con la speranza di raggiungere una terra dove poter vivere dignitosamente, ma i naufragi vanificano molto spesso queste speranze e i fortunati che riescono ad arrivare alla terra promessa si riducono a fare lavori pesanti, umilianti (come la prostituzione), suscitando la diffidenza di chi si vede arrivare in casa questi stranieri e talvolta si arriva anche ad atti di violenza verso di loro... Parrebbe una cronaca dei nostri giorni sui migranti, vero? Invece è la trama di Carnival Row,


una serie del 2018 dove i "fatati" sono quelli che fuggono dal loro Paese e cercano di integrarsi in un luogo di fantasia che sembra esattamente la Londra vittoriana, bobbies compresi, con tutto quello che ne consegue. Cara Delevigne è una fata che sopravvive ad un naufragio e entra a lavorare come domestica presso una famiglia benestante, mentre Orlando Bloom è un ispettore di polizia che indaga su una serie di omicidi a danno proprio dei "fatati". Tra i due, che avevano avuto una relazione in passato, nascerà una collaborazione per risolvere il mistero. Non è male come idea e sono abbastanza buoni gli effetti speciali, e pure la recitazione (doppiaggio compreso) rende il tutto dignitoso, ma una fotografia perennemente scura e sporca non mi ha fatto apprezzare granché la messinscena. Non credo che la metterò tra le mie serie preferite.

giovedì 22 ottobre 2020

SPENCER DAVIS E RONNIE HANSON, DUE VITE PER LA MUSICA

 Questo blog parla sì, di cinema, musica e televisione, ma ricorda anche quando qualche personaggio importante in quei campi ci lascia e, in questo 2020 maledetto, di necrologi se ne trovano a bizzeffe se si scorre indietro, forse in media almeno uno alla settimana. Oggi è la volta di ben due personaggi della musica anche se impegnati da punti di vista diversi.


Il primo è Spencer Davis, fondatore dello Spencer Davis Group dove ha militato anche Steve Winwood, e ci ha lasciati all'età di 81 anni. Per chi non conoscesse la band, i Pooh, non ancora con la formazione storica, hanno realizzato il loro primo 45 giri coverizzando la loro KEEP ON RUNNIN'


che è  diventata VIENI FUORI.

Ma sono da ricordare anche GIMME SOME LOVIN',

famosa anche nella versione dei BLUES BROTHERS, e I'm A Man della quale ho parlato in occasione di QUESTO POST. L'altro personaggio quasi coetaneo invece è Ronnie Hanson, speaker dal tipico accento british (infatti trasmetteva in inglese) che è stato la prima voce di Radio DeeJay, la famosa emittente milanese quando era guidata da Claudio Cecchetto che l' aveva improntata sulla New Wave bandendo totalmente le canzoni in italiano, salvo ripensarci in seguito quando si è trovato fra le mani Jovanotti e gli 883. Ronnie ci lascia a 79 anni... 
Goodbye guys.

mercoledì 21 ottobre 2020

KICKBOXER - RETALIATION, OVVERO: ME LE VADO A CERCARE

 Pigramente steso sul divano ieri sera provo a testare i canali della tv, mettendo da parte per una volta i servizi streaming, e sul tardi mi capita di vedere una buona metà di questo film su Italia 1,


dopo un po' di stanco zapping tra Temptation Island e Giordano che delira su Retequattro. Ma attenzione: non è che sono rimasto a vedere il film perché seguito dei vari Kickboxer con Jean Claude VanDamme che torna anche qui come Rocky che allena il figlio di Apollo Creed, e nemmeno attirato dalla presenza di Christopher Lambert, che quando finisce nei seguiti è garanzia di "sola" (vero HIGHLANDER II?), oppure per Mike Tyson o Ronaldiñho (mancava solo un cameo di Topo Gigio ormai). No, la cosa che mi ha fatto fermare con il telecomando è stata un doppiaggio terrificante degno delle migliori parodie su Youtube. Non che in lingua originale il film avrebbe potuto avere un'altra faccia eh... Ed ho avuto ancora una volta la conferma che ormai è meglio stare sulle piattaforme streaming.

martedì 20 ottobre 2020

THE BOYS - STAGIONE 2: THE KIDS ARE ALRIGHT

Uso il titolo di un noto album degli Who per definire la seconda stagione di The Boys, che con LA PRIMA ha dato letteralmente un calcio negli zebedei al luccicoso mondo dei supereroi con le tutine colorate.


Perché diciamolo chiaramente, è più credibile un mondo Marvel o Dc oppure questo mondo in cui i supereroi (non tutti) sono degli stronzi, corrotti, maniaci, psicopatici, giusto per non calcare troppo la mano che poi qualcuno si offende? Senza alcun dubbio il mondo di The Boys è più vicino alla realtà di qualsiasi altro cinecomic visto finora (forse sarebbe d'accordo anche Martin Scorsese) e la seconda serie conferma il tutto. Certo qualche momento WTF si trova, tipo le branchie che cantano You Are So Beautiful ad Abisso in un momento allucinogeno con tutta la faccenda della sua riabilitazione dopo i comportamenti scorretti verso il gentil sesso, o Patriota che sul finale di stagione grida il suo delirio di onnipotenza facendo QUELLA COSA (attenzione... diciamo spoiler!) sopra la città, oppure ancora il rapporto che si instaura fra lui e Stormfront con quella scena del "bruciami le tette" che davvero non poteva essere nel fumetto perché Stormfront è donna solo nella serie tv. Tutte cose che ti lasciano un po con la faccia "meh", ma ci sono comunque il ritmo (anche se un po' meno rispetto alla prima stagione), le sorprese e lo splatter che tanto ci piace quando viene fatto così bene, e assicuro che, episodio dopo episodio le cose vanno in crescendo così tanto, ma così tanto che nemmeno riesci ad immaginarlo, e non mi dà alcun fastidio se la serie si discosta parecchio dal fumetto, dato che non l'ho mai letto; la mia impressione è che tutto sommato funzioni bene, scelte di sceneggiatura bislacche incluse che lasciano più spazio ai Sette che ai Boys, ma se appunto funziona... Perché diciamolo ancora più chiaramente: il nostro lato morboso ci fa essere più curiosi di cosa si cela veramente dietro ai patinati supereroi che abbiamo sempre immaginato come dei santi, dei buoni per antonomasia essendo "eroi", piuttosto che dietro ai "normali" che li vogliono smascherare. Ma ripeto, parlo sempre come uno che il fumetto non l'ha mai letto e sono pronto a rimangiarmi tutto se mi capiterà di sfogliare quelle pagine.

Molti amanti del binge-watching non hanno gradito la scelta di Prime di centellinare gli episodi uno alla sertimana dopo i primi tre pubblicati a settembre e questo ha portato anche critiche negative, ma personalmente il problema non mi tocca, tanto non ce l'ho mai fatta a spararmi una serie completa in una botta sola, nemmeno quelle da 30 minuti ad episodio.

lunedì 19 ottobre 2020

ADDIO AD ALFREDO CERRUTI, IL FONDATORE DEGLI SQUALLOR

 Mannaggia, che scherzone mi hai fatto Alfredo. Ho parlato del tuo primo disco con gli Squallor, e del modo curioso in cui è nato, poco tempo fa proprio QUI, e tu oggi cosa fai? A 78 anni te ne vai e tanti saluti a tutti.


Eh si, vabbè che l'avventura con quella band goliardica ed irriverente era terminata da tempo, come la storia d'amore con Mina e le collaborazioni con Renzo Arbore tipo Indietro Tutta (Volante 1 a Volante 2), di pari passo con il tuo lavoro di produttore discografico, ma non si fa così dai. I tuoi tormentoni sono ormai nella storia, i dischi, i film sono dei cult del trash e tu sparisci così all'improvviso? Eh no, qui c'è qualcosa sotto... Raccontala Giusta Alfredo... così cantava il lato B di 38 Luglio, il tuo primo 45 giri che in realtà non aveva ancora le caratteristiche dissacratorie degli album che verranno, infatti quella canzone te la passava in radio anche MammaRai, mentre le storie di Pierpaolo o di Berta che verranno in seguito, quelle per ascoltarle ce le passavamo sottobanco anche di nascosto dai nostri genitori. Che dobbiamo farci? Siamo cresciuti con te che avevi sempre voglia di scherzare e se siamo un po' canaglie è anche merito tuo. Adesso però non si scherza più e per questo ci mancherai.

Addio Alfredo.

domenica 18 ottobre 2020

AGUIRRE FURORE DI DIO, UN ALTRO FILM CHE TI CAPITA LÌ PER CASO

 Parlando di film conosciuti per caso, avevo raccontato QUI come negli anni 90 ho scoperto Irma Vep di Olivier Assayas, film che parla di cinema nel cinema con qualche concessione al fetish e diventato uno dei miei cult personali. Ma stavolta siamo ad una quindicina di anni prima. Era infatti la fine degli anni 70 ed eravamo riuniti in casa di un nostro amico fricchettonissimo con la tv accesa sulla Rai e com'è, come non è, mentre gli altri parlano di calcio e altre amenità, io vengo preso da questo film del 1972 che sta andando in onda.


Aguirre Furore Di Dio, un film sui Conquistadores alla ricerca dell' El Dorado, un film di follia resa egregiamente da quel folle di Klaus Kinsky diretto dal non meno folle Werner Herzog. Follia anche nel backstage perché si racconta di liti furiose tra i due galli dai caratteri appena un po' estroversi, e, se solo avete voglia di cercarli, aneddoti o leggende su Kinsky ed Herzog se ne trovano a bizzeffe anche presi singolarmente. Tipo la cifra esorbitante chiesta da Kinsky per ridoppiare il film in tedesco (perché girato recitando in inglese), la risposta di Herzog con vaffa incluso, e Werner che risolve in quattro e quattr'otto chiamando un altro attore a dar la voce a Klaus per l'edizione distribuita in Germania. Follia dopo follia il film è diventato un cult con quella storia dell'allucinante viaggio sul fiume che ha ispirato anche Francis Ford Coppola per il suo Apocalypse Now, con una lieve differenza di minutaggio perché Aguirre dura solo 90 minuti, ma sa portarti lo stesso nella follia senza la Cavalcata Delle Valchirie, ma con la colonna sonora psichedelico/ambient dei Popol Vuh.
https://youtu.be/zdeIN3sYcfk

sabato 17 ottobre 2020

THE STRUTS FT. ROBBIE WILLIAMS - STRANGE DAYS

 Collaborazione insolita tra una giovane band il cui frontman sembra un po' il figlio (ipotetico eh!!!) di Alice Cooper e Chrissie Hynde dei Pretenders che fa le mosse di Jack Sparrow, e quell'ex scavezzacollo dei Take That Robbie Williams, ormai signore maturo e anche di un certo peso non indifferente. The Struts sono una band che ha avuto l'onore di aprire i concerti dei Foo Fighters, ma soprattutto dei Rolling Stones e proprio in questo brano si notano echi di Ruby Tuesday (ma siamo ben lontani dal plagio).

https://youtu.be/j5e8C1nhe_s
Ballad piacevole con lo stesso titolo di un bellissimo, ma bistrattato film di Katryn Bigelow, nonché di un album dei Doors, dove le due voci si fondono insieme al punto che a tratti diventa difficile distinguerle. Ascolto dopo ascolto, mi piace sempre di più.

venerdì 16 ottobre 2020

SKY HIGH - SCUOLA DI SUPERPOTERI

 Del giovane Kurt Russell e del suo contratto con la Disney ne avevo parlato QUI. Finito il contratto poi il ragazzo ha seguito strade ben diverse tra avventurose Fughe da New York e Los Angeles ed orripilanti COSE TRA I GHIACCI in compagnia di John Carpenter e altre situazioni ancora differenti con Quentin Tarantino. Qualche anno fa però Kurt un capolino nella casa del Topo ce l'ha fatto ancora con questo film del 2005 che pare proprio una rilettura di Harry Potter in versione supereroi, dove abbiamo la scuola, i compagni stronzi, i buoni e i cattivi; cioè situazioni tali e quali a quelle che abbiamo conosciuto ad Hogwarts grazie a J.K. Rowling.


Non si può dire che sia un brutto film, anzi qualche sana risata te la fa fare come la Disney migliore che abbiamo conosciuto (purtroppo non ai livelli di quella di Stevenson), ma è pur vero che tutta l'idea sa appunto di già visto, per cui alla fine non è niente di speciale. Per fortuna ci si può divertire anche nel trovare le similitudini con la saga del maghetto... Degna di nota Kelly Preston (purtroppo scomparsa lo scorso luglio a soli 57 anni) in costume da super anche se la si vede per un minutaggio molto limitato.

Mary Elizabeth Winstead, Lynda Carter (si, proprio lei) e Bruce Campbell (si, proprio lui) sono i nomi di spicco che completano il cast di quello che forse allora doveva essere il pilota di un franchise, ma lo scarso successo di pubblico al cinema (specialmente in Italia è stato un clamoroso flop) ha fermato tutto. E magari è anche andata meglio così. Tuttavia, ora che il film è su Disney+ e in casa abbiamo pure la famiglia Marvel, qualcuno recentemente ha davvero ventilato l'ipotesi di un sequel... Mah.... Devo forse avvisare la squadra di Billy Butcher che ci pensino un po' loro?

giovedì 15 ottobre 2020

NON CI SONO PIÙ I DRIVE-IN DI UNA VOLTA, SIGNORA MIA...

 Il Drive-in: una cosa nata in America negli anni 50 che permetteva di gustarsi un film comodamente seduti nella propria macchina, preferibilmente in dolce compagnia.


Negli anni 80 tale nome viene invece riutilizzato per battezzare una trasmissione televisiva che passerà alla storia per i molti comici che debutteranno proprio lì e pure per le poppe di Carmen Russo e Tinì Cansino messe in mostra, insieme a tutto lo staff delle Ragazze Fast-Food,

ma tuttavia ancora coperte rispetto a STRYX, quel leggendario programma di Rai2 di qualche anno prima dove invece i veli cadevano spesso e volentieri, e Barbara D'Urso ne sa qualcosa. Al giorno d'oggi invece il nome Drive-in è tornato d' attualità perché è diventato quel luogo dove vai a fare ore di fila seduto nella tua auto al fine di farti ravanare coi tamponi per verificare se sei positivo o meno al Covid-19, anche se qualcuno ha accarezzato per breve tempo l'idea di rispolverare proprio quelli anni 50 per poter ricominciare a proiettare film in pubblico. Certo avrei anch'io preferito il ritorno di quel tipo di Drive-in o tuttalpiù quello degli anni 80... eh, son buongustaio...

mercoledì 14 ottobre 2020

WE ARE WHO WE ARE, OVVERO: FORSE SONO IO CHE HO QUALCHE PROBLEMA CON LUCA GUADAGNINO

 Qualcuno a forma di Cassidy sostiene giustamente che i primi cinque minuti di un film determinino l'intera pellicola e allora, se si rapporta il ragionamento alle serie tv, il primo episodio dovrebbe essere quello che catalizza l'attenzione per farti seguire tutta la (breve) serie, giusto?


Nel caso di We Are Who We Are, nuova serie su Sky strapromozionata e firmata da Luca Guadagnino, allora ho un problema perché ho letto in giro recensioni entusiaste, mentre a me il primo episodio mi ha simpaticamente fracassato i maroni per un'ora tra le vicende di una moderna famiglia lesbo con figlio problematico e con nel cast pure una figlia d'arte che manco sapevo che fosse tale (Francesca Scorsese) e che già prima di capire chi fosse avevo inconsciamente bollato come farebbe Pannofino in Boris, per cui non credo che proseguirò nella visone, anche perché avevo già ben poco apprezzato la sua versione di SUSPIRIA, quindi se tanto mi dà tanto...

martedì 13 ottobre 2020

NOWHERE BOY, STAVOLTA SI PARLA DI JOHN LENNON PER DAVVERO... MA FINO AD UN CERTO PUNTO

 Stavolta sono serio. Si sono, festeggiati gli 80 anni della nascita di John Lennon e stavolta ho fatto i compiti grazie a RaiPlay con cui mi sono visto un film di cui avevo sentito parlare da tempo, ma avevo sempre messo da parte.


Nowhere Boy è un biopic sul Lennon adolescente, quello scavezzacollo che con la madre Julia aveva un rapporto più da amico che da figlio, mentre la famiglia che lo ha cresciuto è quella degli zii Mimi e George perché Julia lo aveva abbandonato a cinque anni per seguire uno dei tanti amori sballati della sua breve vita, con tutte le conseguenze che una situazione del genere può portare. John semina il panico anche al college dove viene sospeso più volte finché il ricongiungimento con la madre che gli insegna a suonare il banjo non lo porta anche a scoprire l'amore per la musica che da lì in poi diventa il suo principale scopo di vita insieme alle ragazze che regolarmente nutrono un certo interesse verso questo tipo coi capelli alla Elvis, e mette insieme la prima band, i Quarrymen per suonare ad una festa. L'incontro con Paul (McCartney) sarà fondamentale per cominciare a dare una svolta a tutto il disordine che campeggia sovrano nella sua vita. L'arrivo di George (Harrison) mette a posto ancora un tassello a quell' avventura che comincerà ad Amburgo (ma Ringo non era ancora a bordo) con quella nuova band il cui nome non viene mai nominato e di cui non si sente nemmeno mai una canzone. Perché in effetti pare impossibile fare un film del genere senza quei due particolari eppure la regista Sam Taylor Woods, compagna di Aaron "Kickass" Johnson, il Lennon protagonista, ci riesce seppure il film scorra abbastanza rigido e spento dal punto di vista della direzione. Forse può essere considerato anche un bene in quanto la regista non aggiunge nulla di suo alla storia conosciuta (cosa che invece abbiamo visto accadere a mani basse in film come Bohemian Rhapsody) limitandosi a riportare piuttosto fedelmente gli avvenimenti, tipo il provino di George realmente avvenuto su un autobus o certe scene identiche a famose foto dell' epoca


che i fans di Lennon conoscono bene senza alcun dubbio. Per cui probabilmente è un film che soddisfa di più un profondo conoscitore di John piuttosto che lo spettatore occasionale e ne ho le prove perché chi stava vedendo il film con me, dopo 20 minuti non aveva ancora capito chi fosse il ragazzo protagonista😂😂😂. Se poi a qualcuno venisse la voglia di un sequel, Backbeat racconta i Beatles ad Amburgo dal punto di vista di Stuart Sutcliffe, che per poco tempo ha fatto parte della band.

lunedì 12 ottobre 2020

STO PENSANDO DI FINIRLA QUI (SOGNO O SON DESTO?)

 Non avevo mai visto un film di Charlie Kaufman, ma solo lo stupendo Essere John Malkovich in cui lui era soltanto sceneggiatore e comunque l'ho scoperto solo dopo aver visto questo, per cui, quando mi sono approcciato alla visone, la mia mente era ancora totalmente vergine, non influenzata dalle opere precedenti con le quali alcuni hanno trovato dei punti di contatto o similitudine.


Io invece ho preso il film come una cosa a sé e senza alcun background che potesse influenzarmi in qualche modo, per cui per me ogni cosa è stata una pennellata di colore su una tela bianca e anche una serie di sensazioni strane, a partire dal formato ormai desueto in 4:3, quello che si usava quando i televisori avevano il tubo catodico e pesavano come un blocco di marmo. Poi i dialoghi apparentemente senza un senso, ma ascoltando bene quello che i due si dicono (e soprattutto come lo dicono) in macchina durante il lunghissimo viaggio sotto la neve, si comincia già a capire che qualcosa non quadra come dovrebbe. La cena dai genitori di Jake poi è tutto un viaggiare nel tempo e nella realtà più illogica che si possa immaginare. Stessa cosa il viaggio di ritorno durante il quale accadono cose ancora più assurde e inconcepibili grazie ai comportamenti vagamente da psicopatico che ha Jake. E personalmente sono arrivato alla fine del lungo film con una domanda ben stampata in testa: "ma come diavolo ha fatto Kaufman a mettere in pellicola uno dei miei sogni più strani?". Si, perché di un paio dei miei sogni bizzarri ne ho già parlato QUIQUI in quanto avevano un argomento musicale, ma in realtà ne faccio anche altri più simili a questo film in cui la musica non c'entra, ma piuttosto c'entra il dover andare in un posto e non poterci arrivare per una serie di motivi surreali e incontri bislacchi come solo nei sogni può accadere. E anche nel film di cose surreali ne accadono eccome a Lucy quando è a casa dei genitori di Jake e poi sulla via del ritorno, tra inutili soste e bizzarri incontri. Ogni evento accade però proprio con quella consistenza strana che hanno le cose nei sogni, per cui ora una cosa adesso è così e un attimo dopo non lo è più senza un motivo preciso (tenete d'occhio i vestiti di Lucy, per dire...). Adesso un critico di quelli seri mi dirà che non ho capito niente del messaggio intrinseco che Kaufman ha voluto mettere nel suo film. Certo sarà così, ma siccome io scrivo di quelle che sono le mie impressioni, per me ho visto un sogno tradotto in film. E tutto sommato mi è pure piaciuto, per cui magari andrò a recuperare qualcos'altro di Charlie Kaufman per farmi magari un altro sogno in technicolor.

domenica 11 ottobre 2020

GLI SPOT DI "MANOMANO"

 Oggi parliamo di spot pubblicitari. Per ricordarci quelli vintaggi MikiMoz si dà un bel daffare e lo fa benissimo, per cui lungi da me l'idea di prendere il suo posto, infatti qui oggi qui si parla di spot contemporanei. Lungi da me anche l'idea di fare promozione ad un sito di vendita online, tra l'altro non ci ho mai comprato nulla al contrario di Amazon dove sto diventando ormai tipo socio onorario, ma devo dire che gli spot di ManoMano
https://youtu.be/34yAYcsEhHM

che stanno passando in questi giorni sono a dir poco geniali per il linguaggio usato, volutamente approssimativo e dall' effetto esilarante😂😂😂. Più di tutti quello dei ricambi per le docce, il più riuscito secondo me, che mi ha simpaticamente divertito di più.

sabato 10 ottobre 2020

TOMMASO PARADISO, VIOLA VALENTINO, I RICCHI E POVERI E PURE JOHN LENNON (COSÌ NON CI FACCIAMO MANCARE NIENTE)

 Proprio ieri sono stati ricordati gli 80 anni della nascita di John Lennon, per cui viene naturale parlare del nuovo disco di Tommaso Paradiso... 😀 Che c' azzecca? Niente infatti... Ma ero sicuro che prima o poi qualcuno avrebbe fatto notare a Tommy che stava diventando un clone di Umberto Tozzi. E deve essere accaduto o se n'è accorto da solo, perché ora Tommaso decide di cambiare pelle e te ne esce con Ricordami, una cosa a metà strada tra Comprami di Viola Valentino e Mamma Maria dei Ricchi E Poveri. Giuro!!!

https://youtu.be/o9owSt9SHak
Con sax alla Righeira mentre il video diretto dai Yonuts ricorda volutamente qualche patinato show anni 80. Eeeee niente... mi sa che il ragazzo deve ancora trovare la sua strada del dopogiornalisti, ma, se continua così, posso provare a calarmi nei panni (kitsch) del Divino Otelma e azzardare la previsione che la prossima canzone probabilmente sarà ispirata a Fiky Fiky di Gianni Drudi... 

venerdì 9 ottobre 2020

L' UOMO CHE VISSE NEL FUTURO (THE TIME MACHINE)

 Il regista George Pal, che già aveva portato sullo schermo LA GUERRA DEI MONDI di H.G. Wells, sette anni dopo, nel 1960, trasforma in film un altro romanzo dello stesso scrittore: The Time Machine, da noi conosciuto con un titolo che suona come un ossimoro lungimirante, ma sappiamo bene che ci sono stati titoli decisamente peggiori nella storia del cinema tradotto in italiano.


Esiste anche un bruttino remake con Guy Pearce, lo dico per dovere di cronaca, ma per me questa versione vintaggia resta mille volte migliore anche se con il bluray trovi i difetti delle matte-paintings (e sono davvero tanti) e molti effetti speciali sentono il peso del tempo, il che suona anche buffo parlando di un film in cui il protagonista (un granitico Rod Taylor) viaggia appunto nel tempo con una macchina entrata nel mito; la macchina la troviamo infatti anche in un episodio di The Big Bang Theory (ma non è davvero quella originale anche se molto simile) e in altre occasioni cinematografiche e televisive. Un po' come è accaduto per Robby The Robot del PIANETA PROIBITO. Se quella del remake invece giace dimenticata da tutti in qualche magazzino degli studios, un motivo ci sarà...

giovedì 8 ottobre 2020

IN & OUT VISTO DA MADAME VERDURIN

Oggi ho il piacere di ospitare su questo blog Madame Verdurin, titolare del blog CINEMUFFIN - PER GOLOSI DI CINEMA, la quale ha la simpatica abitudine di lanciare dei piccoli enigmi a riguardo di famosi film, e uno di questi sono riuscito a risolverlo vincendo la sua recensione in rima di questo divertente film del 1997 diretto da Frank Oz e con protagonista un grande (come sempre) Kevin Kline. Lascio quindi la parola a lei, prego Madame:


Che vi piaccia oppure no una recensione in rima

Vi consiglio il film di vederlo prima

Per non farvi poi rovinare la visione

Perchè vi ho anticipato ogni battuta del copione.

Una cosa però ve la anticipo, perdonate:

Con questo film vi farete di certo grandi risate,

Che, in mano a chi ha grande intelligenza,

Possono trasmettere un messaggio importante con più potenza.

Questa bellissima storia ha inizio nel paesino di Verdefoglia

Dove di far polemica e litigare mai nessuno ha voglia,

Perchè son sempre tutti felici e sorridenti,

Le donne ben vestite e gli uomini etero e contenti.

Il “j’accuse” all’ignoranza retrograda non è certo vago

Da parte del regista, che si chiama come un famoso mago.

Al momento di scegliere l’attore protagonista

Il bravissimo Kevin Kline è il primo della lista

Che interpreta il compìto professore d’inglese

Che insegna Shakespeare nella scuola del paese.

Howard Brackett, docente amato da tutti

bicicletta e papillon, mai e poi mai parolacce e rutti.

Con la bella professoressa Montgomery lui è fidanzato

Ormai da tre anni, eppure è ancora illibato,

Nonostante la ragazza (Joan Cusack), di lui così invaghita

Di ben trentatré chili per lui sia dimagrita.

Per Barbra Streisand Howard ha una grande passione:

Di tutti i suoi film lui fa collezione.

In In&Out il cinema infatti è davvero importante,

E alla consegna degli Oscar accade un fatto sconcertante.

Glenn Close, elegantissima, sul palcoscenico sale

Strizzando l’occhio al compagno di Attrazione Fatale.

Poi tocca a Whoopi Goldberg fare pubblicità

Al personaggio di Matt Dillon, che la storia cambierà.

Il belloccio Cameron Drake, premiato come miglior attore

Nel suo discorso ringrazia anche quel suo vecchio professore

Che nella sua natia Greenleaf gli insegnò quanto Shakespeare fosse bello.

“Professore straordinario” aggiunge poi “anche se gli piace l’uccello!”.

Che colpo di scena, e in diretta nazionale!

Mettere così in dubbio la sua identità sessuale…

Sconvolto da una simile mancanza di pudore

Howard getta dalla finestra il telecomando del televisore.

Ma fuori da casa sua l’intero paese è già in posa:

“Howard, caro, devi dirci qualcosa?”

Con tutti Howard si schernisce: “Suvvia, è ridicolo!”

Eppure le nozze ora sembrano in pericolo.

Tutti si chiedono: “Sarà vero?” “Che si può fare?”

E intanto il preside (Bob Newhart), nel dubbio, lo vuole licenziare.

Amici, colleghi e studenti lo evitano, e anche io lo farei

per sfuggire alle terribili “microonde gay”!

Un omosessuale in cattedra? Una cosa da pazzi!

Che idee metterà in testa a quei poveri ragazzi?

Ormai “il professore gay” è diventato una celebrità:

Howard sarà in grossi guai se non si sposerà!

Ovunque lui vada, paparazzi da ogni parte:

“Howard, che ne pensa delle lesbiche su Marte?”.

Lo prendono in giro le tv di tutto il mondo

Che gli mandano persino un famoso showman biondo:

Un inedito Tom Selleck per un servizio arriva

Senza i suoi baffoni nè l’auto sportiva.

Ma se al primo incontro Howard sul naso lo ha picchiato,

A quello successivo invece tra i due c’è un bacio appassionato.

Ormai anche Howard è andato in confusione:

Serve una prova definitiva per risolvere la questione.

Il parroco in persona, nel confessionale

Lo incoraggia ad avere con la fidanzata un rapporto sessuale,

Ma qualcosa va storto, Howard non sa più cosa lo aspetta

Non resta che una cosa: l’inequivocabile test dell’audiocassetta!

“I veri uomini non ballano!” è la voce registrata a sentenziare

“Guarda Schwarzenegger, riesce a malapena a camminare!”

Ma Howard si scatena, balla senza freno alla musica disco di Gloria:

“Ecco, sono davvero gay”. Fine della storia.

Ormai il giorno delle nozze è arrivato

E Howard da tutto il paese è sorvegliato.

Tiene tutti a bada la mamma, tuttavia,

Una Debbie Reynolds insuperabile in bravura e simpatia.

Ma alla fine Howard, stanco di mentire

Sceglie la verità: “Sono gay, ve lo devo proprio dire”.

La sposa, sconvolta, si rifugia in un bar scalcinato

Dove cerca di rimorchiare il giornalista ossigenato.

“Mi spiace, sono gay, getta altrove la tua lenza…”

“Ma dove sono?” grida lei “in un film di fantascienza?”

“Possibile che sian tutti gay quelli che ho intorno?”

“Professoressa Montgomery, buongiorno!”

Colpo di scena! È Cameron Drake, il famoso attore

Tornato al suo paese per rimediare all’errore.

Ha mollato la fidanzata top model nel motel a telefonare,

Ma poverina, il telefono con tastiera rotante non lo sa usare!

“Professoressa, lei era già così bella, non doveva dimagrire.

Le ragazze magre, sa, ti fanno impazzire…”

Alla cerimonia dei diplomi di maturità

Certo nessuno si aspetta una simile celebrità.

“Howard è gay, ma è un grande insegnante, io lo so

E per questo la mia statuetta dell’Oscar gli consegnerò!”

Alla fine tutti fanno il tifo per il professore e la sua sincerità

E si dichiarano tutti gay per solidarietà.

La cara mamma di Howard alla fine contenta resta:

Per i suoi cinquant’anni di matrimonio avrà la sua festa.

E scatenandosi con Macho Man tra amici e studenti

Vivranno tutti quanti felici e contenti.

Ne abbiamo viste e sentite delle belle,

quindi il film si merita ben quattro dolci stelle!

mercoledì 7 ottobre 2020

ADDIO AD EDDIE VAN HALEN

 Ferma tutto!!! Ferma ogni post che parla di serie tv o di film perché oggi SI DEVE PARLARE di un'altra grandissima perdita nel mondo della musica al pari di quando ci hanno lasciato Freddie Mercury e David Bowie.


Purtroppo Eddie Van Halen, leader della band omonima ha perso la sua battaglia che da anni stava conducendo contro un cancro alla gola e se n'è andato a 65 anni. Da sempre considerato uno dei più veloci chitarristi rock, è da ricordare anche per lo stupendo assolo in Beat It del Re del pop Michael Jackson, 


https://youtu.be/Aplfy9YZcZs

dimostrando che il rock non vive in compartimenti stagni, isolato dal pop. Anche perché nei primi dischi della band si erano divertiti a rileggere in chiave rock anche un pezzo poppissimo come Oh! Pretty Woman di Roy Orbison,

https://youtu.be/VZqFlEGtHfk
nonché You Really Got Me dei Kinks (ma qui eravamo in territorio decisamente più rock)
https://youtu.be/Bg1UG0GwIKc
e altre ancora. Lui, con la band avevano raggiunto il top della popolarità nel 1984 con l'album che conteneva la mitica Jump!
https://youtu.be/SwYN7mTi6HM
dove dimostrava di essere anche un tastierista speed, poi, tra i suddetti problemi di salute e cambi di frontman (da David Lee Roth a Sammy Hagar, quindi il ritorno di David) la storia è andata avanti fino al triste epilogo che cade in un anno carico di nomi illustri che ci lasciano.

Go ahead and Jump!!!

martedì 6 ottobre 2020

THE WALKING DEAD - WORLD BEYOND (NON FINIRÀ MAI?)

 The Walking Dead ormai è risaputo che ha perduto ascolti come un colapasta che cerchi di riempire d'acqua, per cui è arrivato tempo fa in soccorso il prequel Fear The Walking Dead, verso il quale personalmente non sono riuscito a provare molto interesse.

Arriva adesso su Prime pure il sequel tutto virato su ragazzini che vanno alla ricerca del padre scomparso, tanto per dare un tono alla Stranger Things o It, o ancora, per i più nostalgici, i Goonies,

ma una domanda viene spontanea... ne avevamo davvero bisogno? Noi probabilmente no, vista la noia che ha pervaso il primo episodio, ma probabilmente la AMC cerca in questo modo di risollevare le sorti di una saga ormai stanca cercando di acchiappare il pubblico teen. Perché è questo che mi è sembrato: un Teen Walking Dead (mi si perdoni il gioco di parole The/Teen). Ora, secondo la politica di distribuzione di Prime, ogni venerdì arriverà un nuovo episodio, ma onestamente non sono sicuro di avere dentro di me tutta quella curiosità che mi dovrebbe spingere ad affezionarmi ad una serie così, che comunque ha già la previsione dichiarata di concludersi dopo due stagioni.

lunedì 5 ottobre 2020

ENOLA HOLMES, LA SORELLA PIÙ FURBA (E PIÙ CARINA) DI SHERLOCK

 Grazie a Gene Wilder eravamo a conoscenza dell' esistenza del Fratello Più Furbo Di Sherlock Holmes, film del 1975 diretto da Wilder subito dopo il grande successo di FRANKENSTEIN JUNIOR, portandosi dietro alcuni colleghi del cast. Ma della sorella minore Enola ero totalmente all' oscuro anche se il soggetto parte da una serie di romanzi dedicati a lei.


A riempire questa lacuna ci hanno pensato Netflix e Millie Bobby Brown, la Undici di Stranger Things, che oltre ad interpretare la protagonista produce pure il film con i soldini guadagnati dalla serie tv, per cui può permettersi di fare un po'quello che le pare in scena, tipo parlare con il pubblico

e cambiarsi d' abito tipo una ventina di volte nelle due ore della pellicola.



Ma almeno il risultato è un film frizzante e divertente caratterizzato da splendidi costumi vittoriani con relativi corsetti con le stecche di balena (che avranno un ruolo fondamentale nella sopravvivenza di Enola) e rivolto ad un pubblico adolescenziale dell' età di Millie, ma che si fa gustare un po' da tutti, anche per una simpatica citazione di Per Un Pugno Di Dollari (o Ritorno Al Futuro III, vedete voi, dipende dall' età). Henry "Superman" Cavill interpreta Sherlock senza rubare la scena,

come anche Helena Bonham Carter che si ritaglia la sua parte di mamma un po' particolare. E si sta già parlando di un sequel che se mantiene le premesse/promesse di questo potrebbe essere interessante. Anche perché la Millie ha una certa somiglianza con una giovane Carrie Fisher, che non posso certo dimenticare...

GLOBAL CITIZEN LIVE: 24 ORE DI SPETTACOLO

 Parola d'ordine: d ifendere il pianeta! Arrivano i Supereroi Marvel o DC? Ma vaaaa, lo si può fare anche con la musica, ed è quello che...