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lunedì 30 marzo 2026

UN PÒ DI NOMI (TRA MUSICA E CINEMA) CHE CI LASCIANO

 Si apre la settimana con l'addio a David Riondino, cantante, autore di canzoni, attore e scrittore, diventato famoso per le sue partecipazioni satiriche in molte trasmissioni televisive tra gli anni Ottanta e Novanta, specialmente il Maurizio Costanzo Show. Aveva 73 anni David e all’inizio degli anni Ottanta era diventata molto popolare la sua canzone MARACAIBO,


(attenzione al testo di questa scarna versione originale che cita un certo Fidel che poi sarà modificato in Miguel nella versione ufficiale prodotta da Tony Carrasco e guarnita di fiati e percussioni) scritta e cantata qui insieme a Maria Luisa "Lu" Colombo, diventata anche un cavallo di battaglia degli spettacoli di Gerry Calà grazie al film Vacanze Di Natale. 
Altra musica quella di Chip Taylor

che ci ricollega al film UNA DONNA PROMETTENTE, pellicola da vedere assolutamente il cui finale devastante fa suonare Angel Of The Morning nella cover di Juice Newton datata 1981.
Si perché quella canzone era stata scritta da Chip, il cui vero nome era James Wesley Voight ed era, come si può notarne la somiglianza dalla foto, il fratello dell'attore John, quindi anche zio di Angelina Jolie.

Canzone incisa anche dallo stesso Chip nel 1971, ma prima di lui negli anni 60 era già stata resa famosa da almeno tre versioni precedenti di cui una anche italiana da parte di RENATO DEI PROFETI

con un videoclip tratto da uno dei tanti film definiti "musicarelli" che venivano prodotti in quegli anni legati alle canzoni di successo. 
Chip se n'è andato anche lui e aveva 86 anni.
Ancora più differente la musica heavy metal di Ross "The Boss" Friedman,

chitarrista fondatore dei Manowar e ancora prima dei punk The Dictators. 
È deceduto a 74 anni affetto da sclerosi laterale amiotrofica. 
Ci lascia a 67 anni anche Jon Dee Graham, texano ed ex membro di Skunk e True Believers, band che hanno fuso il punk con il classico country.

Addio quindi David, Chip, Ross e Jon. 

 

lunedì 14 aprile 2025

RAMBO E I BLONDIE IN LUTTO

 Aveva raggiunto i 94 anni Ted Kotcheff, regista canadese, ma nei giorni scorsi purtroppo è mancato e la cosa un po' più triste è che forse pochi si ricorderanno che Rambo, l'icona bellica di Sylvester Stallone (arrivata dopo Rocky già uscito in precedenza) era nata al cinema proprio sotto la sua direzione, cambiando però drasticamente il finale del libro di David Morrell da cui era tratta la sceneggiatura (si dice per insistenza di Sylvester), ma finale che era stato girato anche in versione alternativa secondo la storia raccontata nel libro, seppure anche lì con una piccola modifica.


Ma torniamo a focalizzarci su Ted Kotcheff, partito come regista per la tv, che era poi passato al cinema ed il primo, insuperabile Rambo (First Blood) lo si può considerare il suo fiore all'occhiello  e possiamo vederlo infagottato in questa foto presa sul set con Sly in Canada, dove è stata girata la pellicola e sicuramente faceva un po' freschetto. 

Regista dotato di versatilità Ted, caratteristica che gli arrivava anche grazie al lavoro televisivo, e che infatti poi in seguito cambierà completamente registro (e clima) buttandosi sulla spiaggia per la commedia nera di Weekend Con Il Morto (solo il primo), comunque anche quello un film azzeccato perché divertentissimo e con un'idea pure scopiazzata da altri in altre occasioni, ma il più delle volte MALAMENTE
Anche nella musica abbiamo un lutto con Clem Burke, ex batterista dei BLONDIE

(qui sopra nella foto vintage, dove sembra Paul McCartney, infatti è con Debbie Harry) morto a 70 anni per un cancro e che, dopo lo scioglimento della band, ha collaborato con tanti altri artisti come Joan Jett, Iggy Pop, persino con i RAMONES, con i quali condivideva il debutto al mitico CBGB, adottando lo pseudonimo di Elvis Ramone secondo la regola della band che imponeva ad ogni musicista che ne facesse parte di farsi chiamare Ramone, e batteristi i Ramones ne hanno cambiati molti, ma, per fortuna, non per gli stessi motivi degli SPINAL TAP
Goodbye Ted & Clem (o, se vogliamo, Elvis). 

venerdì 16 agosto 2024

MEZZO SECOLO FA DEBUTTAVANO I RAMONES

 50 anni spaccati sono passati da quel 16 agosto del 1974, giorno fatidico che cambiò per sempre la storia della musica... vabbè... perlomeno quella di un certo tipo, dai.


Sarà quella infatti la prima data ufficiale in cui i mitici RAMONES si esibiranno al CBGB di New York, locale alternativo dove stavano muovendo i primi passi anche i Blondie, ma allora facendosi chiamare ancora Angel And The Snake.

In effetti, se bisogna dirla tutta, prima di quella data c'erano state due serate di prova al Performance's Studio, ma da dimenticare perché alla prima presenziarono pochissime persone, mentre la seconda registró addirittura il vuoto pneumatico. 
C'è da dire anche che allora la formazione doveva ancora assestarsi e infatti da quel 16 agosto i Ramones diventeranno Joey, Johnny, DeeDee e Tommy. 
Tre di loro poi rimarranno per sempre, mentre alla batteria nel corso degli anni arriveranno dei sostituti, ma sempre con il cognome d'arte Ramone che era un marchio di fabbrica come l'outfit composto da giubbotto di pelle nera, jeans e scarpe da ginnastica. 
Saranno stati anche sempre uguali a loro stessi, è vero, ma funzionavano e anzi Joe Strummer diceva che senza di loro la scena punk non sarebbe mai nata o perlomeno non avrebbe avuto la rilevanza che ha avuto. 
In breve i Ramones sono diventati presto la band di punta del CBGB e hanno avuto come apertura dei loro concerti altri gruppi esordienti, come, per esempio, i Talking Heads.

Chi ha avuto la fortuna di vederli più volte dal vivo nel corso degli anni avrà notato che lo show non cambiava di una virgola, sia che fosse tenuto nei piccoli club come quello di New York oppure in locations più grandi: cioè c'erano i quattro ragazzi sul palco a sparare a raffica PEZZI BREVISSIMI che iniziavano quasi sempre con il classico "one two three four!" e basta.

Da quella prima data al CBGB dove il pubblico ancora scarso era formato da gente capitata lì per caso che manco sapeva cosa suonassero sti quattro, e travestiti arrivati da un locale vicino, piano piano la loro popolarità crebbe in maniera esponenziale e ne seguiranno altre di date sempre più affollate dove tra il pubblico ci saranno anche Andy Warhol e Lou Reed, finché non li vedremo partire in tour in giro per il mondo e finalmente arriveranno anche da noi in Italia negli anni 80, più o meno in quel periodo in cui anche i Kiss fecero un giretto nel Belpaese (ma senza già più Peter Criss sostituito da Eric Carr).

L'ho già detto in altre occasioni che il punto di forza dei Ramones era che non cantavano canzoni da incazzati, ma piuttosto nei testi si parlava invece di ragazze, di spiagge, di corse in moto, insomma di divertimento. 
Questo perché in mezzo a loro c'era l'allampanato Joey che aveva una grande passione per la musica degli anni 50, quella della Motown (il loro End Of The Century sarà prodotto proprio da Phil Spector per volere di Joey), e in ogni disco ci infilava almeno una COVER di quei tempi,

ma certo suonata come la sapevano suonare solo loro che sono arrivati fino al 1996 per poi sciogliersi. 
Nei due decenni successivi tutti i membri originali sono deceduti per motivi diversi e di loro è rimasto solo il batterista Marky Ramone, successore ufficiale di Tommy, a portare in giro le canzoni della band

(lui è quello che fa il gestaccio col dito in mezzo ai suoi musicisti) mentre altri due musicisti che hanno fatto parte della band per breve tempo, cioè Richie (seconda chitarra) ed Elvis (batteria) hanno preso strade diverse, in particolare il secondo il cui vero nome è Clem Burke ed è entrato nei BLONDIE dato che il mondo del CBGB in fondo è piuttosto piccolo. 
Mentre sto scrivendo queste righe poi ho sempre nel cuore la speranza che si realizzi davvero un film biopic su di loro, oppure una SERIE TV come quella di Danny Boyle sui Sex Pistols, perché di materiale ce ne sarebbe davvero. 
Gabba Gabba Hey! 

giovedì 8 febbraio 2024

METTIAMOCI COMODI PER SALUTARE UN BEL PO' DI GENTE

 Sarà un post un po' lungo, ma giuro sempre meno di una serata di Sanremo, questo dove i punk o ex punk (come dice di esserlo stato anche Enrico Ruggeri) saranno in lutto per la scomparsa di Wayne Kramer,


chitarrista e uno dei fondatori degli MC5, band di Detroit antesignana di quello che sarà il movimento al quale apparterranno anche Sex Pistols e Ramones. 
Wayne aveva 75 anni e la sua band era stata considerata un modello di ispirazione al pari dei Velvet Underground e degli Stooges, portando sul palco degli show particolarmente energici come si può sentire da questo brano live dal titolo KICK OUT THE JAMS.

Sempre la musica, ma molto molto diversa, manda l'ultimo saluto ad Aston Barrett, bassista dei giamaicani Wailers e, con il fratello Carlton, arrangiatore dei successi di Bob Marley nei quali creava tutte le linee di basso e spesso contribuiva anche alla composizione. 
Aston aveva 77 anni ed era soprannominato "family man" perché pare che avesse ben 41 figli, perlomeno dichiarati, poiché altre fonti ne citano invece più di 50.

Per il cinema invece ci lascia Don Murray, 94 anni, attore che ricevette la nomination per l'Oscar come miglior attore non protagonista, grazie al film Fermata D'Autobus con Marilyn Monroe, ma premio che gli venne soffiato da Anthony Quinn per Brama Di Vivere. 
Don aveva anche uno stretto legame con l'Italia poiché nel dopoguerra aveva fondato un'azienda agricola in Sardegna.

E passando quindi per il nostro BelPaese abbiamo perduto anche lo sceneggiatore di fumetti Alfredo Castelli, 76 anni e autore di Martin Mystére, uno dei più noti dei numerosi titoli di casa Bonelli.

Altra sceneggiatura di successo, ma stavolta non italiana, è quella per il film THE PRESTIGE di Christopher Nolan, tratta molto liberamente dal romanzo di Christopher Priest, autore britannico di fantascienza deceduto ad 80 anni.

E già che oggi siamo in tema di addii, mandiamo anche le condoglianze a Bruce Springsteen poiché nei giorni scorsi è mancata la sua mamma, Adele Zerilli di 98 anni dalle chiare origini italiane e in questo toccante VIDEO li vediamo ballare insieme come quando il Boss ballava con l'allora ragazzina Courteney Cox sulle note di Dancing In The Dark.

Addio Adele, Christopher, Don, Aston e Wayne. 

domenica 24 settembre 2023

È MORTO IL CANTANTE DI CA PLANE POUR MOI

 Si è vero, con la foto di oggi mi sono permesso di fare un po' uno scherzetto, ma in realtà non ho cominciato io e, anzi, ho detto persino la verità perché è morto colui che cantava davvero quei grandi successi pop come Ca Plane Pour Moi e Tout Petit La Planete, e NON era Plastic Bertrand come invece stava scritto sulla copertina del disco.

Già, perché qui la faccenda va a toccare un altro segreto della musica che magari non tutti sanno anche se è stato rivelato già nel 2010, come succedeva per i vari Milli Vanilli e Den Harrow, dato che è vero che il biondo punk Plastic Bertrand (Roger Allen Francois Jouret) appariva in video e sulle copertine dei dischi, ma in realtà a cantare e a firmare tali canzoni nei suoi primi quattro album era Lou Deprijck,

(quello col cappello, mentre l'altro è Plastic/Roger) artista belga che poco prima di tale scherzetto aveva fatto parte dei Two Man Sound, cioè quelli di DISCO SAMBA che tutti credevamo fossero brasiliani (PEPPÈPEPPÈPEPPÈ altro scherzetto).

Fra le altre cose Lou aveva anche poi lanciato la giovane cantante Viktor Lazlo con BREATHLESS, un'altra rappresentante di quegli anni 80 di cui avevo parlato QUI, quelli un po' soul/jazz e profondamente diversi dalla new wave sintetica che imperava.

Per curiosità la stessa canzone ha anche un DIVERSO VIDEOCLIP giocato molto più sul sexy/fatale come un minifilm che sprizza anni 80 da ogni fotogramma, e lo posto lo stesso per dovere di cronaca anche se ha un audio e una qualità pessimi.

All'epoca capitava spesso che ci fossero due versioni diverse del videoclip della stessa canzone, una per il mercato europeo e l'altra più mirata per i gusti del pubblico degli U.S.A.
Lou è mancato a 77 anni pochi giorni fa, e un ultimo saluto oggi va anche al nostro ex presidente Giorgio Napolitano, scomparso a 98 anni.

Addio Giorgio e Lou, quindi, ma per fortuna possiamo anche augurare buon compleanno all'ex portiere del Real Madrid che, durante la convalescenza per un bruttissimo incidente stradale, divenne JULIO IGLESIAS, il cantante preferito dalle signore attempate di tutto il mondo. 
Auguri per i suoi 80 anni compiuti ieri.



lunedì 13 febbraio 2023

IL COLIBRÌ: PER UNA VOLTA NON SONO I PROTAGONISTI A VIAGGIARE NEL TEMPO, MA GLI SPETTATORI

 Francesca Archibugi non è certo una regista facile, una di cassetta, e le sue opere, lo sappiamo dai tempi di Mignon È Partita e Il Grande Cocomero, lo hanno sempre dimostrato come anche stavolta con Il Colibrì dove mette alla prova noi spettatori narrando una storia che salta continuamente avanti e indietro in diverse epoche nell'arco della vita del protagonista Marco Carrera, interpretato da Pierfrancesco Favino.


Salti temporali che sembra di vedere CALEIDOSCOPIO con gli episodi mischiati a caso, creando in effetti un po' di confusione, ma che vengono aiutati comunque da un ottimo casting per rappresentare i personaggi in età diverse (sorprendente il Carrera adolescente, un vero Favino junior) fino a condire il tutto con una morale, perlomeno è quanto mi è arrivato, una presa di coscienza sul diventare un peso per i familiari quando si raggiunge una certa veneranda età ed è lì che si arriva a parlare quindi di quell'argomento delicato che è il suicidio assistito. 
L'unica nota negativa è un makeup tremendo usato per invecchiare attori a attrici, eccetto per il trasformista Favino che, visti i suoi precedenti, suppongo abbia un team di truccatori personale.

Nel film, tratto dal romanzo di Sandro Veronesi, si fa notare la parte secondaria, ma fondamentale di Nanni Moretti legato a Veronesi già per Caos Calmo, e qui particolarmente buffo perché recita esattamente come parla nei suoi film tipo Caro Diario o Palombella Rossa, rendendo così surreali i suoi interventi. 
E per una volta posso dire che non vedevo un Massimo Ceccherini così in parte dai tempi de Il Ciclone,

qui nella versione adulta di Duccio il portaiella in cui appare per pochi minuti, ma che lasciano il segno. Stranamente non ci sono molte canzoni relative agli anni in cui si svolge l'azione, come invece si usa fare di solito per caratterizzare l'epoca, e a volte a sproposito, tranne DANCING BAREFOOT di Patti Smith
che apre il film e che suona come fosse un pezzo scritto da Kurt Cobain (ma è del 1979!), e LONDON CALLING dei Clash che ricorre anche un paio di volte durante la visione.
Occasione ghiotta quindi per infilare oggi nel post anche queste due bellissime canzoni che... altro che SANREMO.

venerdì 14 ottobre 2022

IL PUNK ITALIANO DICE ADDIO PER SEMPRE AI KRISMA

 In un momento dove il punk ritorna sugli schermi grazie a Danny Boyle, e presto ne parleremo, i Krisma (o Chrisma come si erano chiamati all'inizio unendo i loro nomi) non esistono definitivamente più poiché dopo la scomparsa di Maurizio Arcieri nel 2015, anche Christina Moser, sua partner musicale e nella vita, ci ha lasciati a 70 anni.


Per un lungo periodo il duo era stato rappresentante di un punk all'italiana, non chitarroso come i Sex Pistols, ma tutto puntato sull'elettronica grazie anche all'aiuto di Vangelis nei loro primi lavori prodotti da Niko, il fratello del famoso tastierista.
Con Chinese Restaurant infatti, e in particolare con il singolo LOLA fecero il botto alla fine degli anni 70, grazie a suoni e voci sensuali che derivavano ancora dai loro esordi di qualche anno prima, quando erano rivolti decisamente più verso la sexy-disco portata al successo da Donna Summer con LOVE TO LOVE YOU BABY
e i 23 orgasmi contenuti in essa durante i 17 minuti del pezzo che, arrangiato in stile Barry White, occupava un'intera facciata dell'album. 
Il primo singolo AMORE, cantato, o meglio parlato in italiano,
nonostante fosse stato anche presentato al Festivalbar del 1976 con Christina in abito da sera e Maurizio in bretelle glitterate, non ebbe un riscontro di pubblico, e francamente posso capire il perché. 
Anzi, già che ci sono, vi posto anche la SERATA INTEGRALE
di quel Festivalbar dove si esibirono anche i Pooh, Marcella, Julio Iglesias, Gianni Bella, Il Guardiano Del Faro e molti altri nomi che invece hanno dominato le classifiche di quell'anno.
Per fortuna il successivo singolo, molto più sexy e curato, dal titolo U,
cominciò a farsi strada nelle radio private (la Rai no); entrambi però non furono mai inclusi in nessun album, come ad indicare che quella era una diversa incarnazione del duo. 
Finché un bel giorno non arrivò quel primo album dal titolo Chinese Restaurant dal gusto british, ma con tocchi latini e francesi al tempo stesso, con pure un cambio di look rivolto alla pelle nera,

trucco marcato e spille da balia come piercing. 
Gli anni 80 hanno modificato il nome del duo in Krisma, come per segnare un ulteriore passaggio dove il sound diventava ancora più sintetico e MANY KISSES
ne è stata la bandiera grazie anche alla collaborazione con Hans Zimmer che appare con loro nel video che ho postato qui sopra, e a Carlo Massarini con il suo programma innovativo dal titolo MR.FANTASY
Christina, oltre a cantare, metteva al servizio del duo un'immagine molto sexy che pareva presa dai disegni di Patrick Nagel, creatore della copertina di Rio dei Duran Duran.

Passato il periodo del successo commerciale, il duo ha continuato a lavorare fino alla morte di Maurizio, ed oggi purtroppo ci tocca un altro saluto. 
Addio Christina. 

venerdì 20 novembre 2020

DRIVE-IN 2000

 Ecco uno dei tanti film figli di Mad Max, ma quello originale con Mel Gibson.


Drive-In 2000, del 1986, dopo averlo visto una notte su qualche canale tipo Odeon Tv, nei primi anni 90 l'avevo acquistato usato in VHS per pochi spiccioli presso una videoteca che svendeva vecchi film e, stranamente la custodia rossa da noleggio aveva la copertina con il titolo originale in inglese, Dead End.

Qui si parla di una specie di lager camuffato da drive-in dove i ragazzi cosiddetti difficili vengono rinchiusi e tenuti prigionieri, ma non in celle. 
Anzi sono liberi di fare quello che gli pare, anche assumere droga, ma solo nei confini del Drive-in. 
Si tratta ovviamente di un futuro distopico ma comunque sempre con macchine scassate


e abbigliamento semi Punk con creste in crescita libera;

in più tante luci colorate al neon perché BLADE RUNNER ha spiegato che il futuro si fa così. 
Crab e la sua ragazza Carmen si trovano appunto in questa situazione di stallo perché lui è un mezzo teppistello, e va bene, però lei in realtà non avrebbe avuto nessun motivo di essere rinchiusa lì, ma vedi a frequentare certa gente? Poi vai a finire così, figliola mia... 
Tant'è che comunque Carmen fa amicizia con le altre ragazze che ci sono nel lager e si acconciano i capelli e si truccano e fanno le cose da ragazze così davanti allo specchio come fan tutte;

tra l'altro riesce a riutilizzare lo stesso vestito di pvc facendolo sembrare diverso semplicemente girandolo al contrario

anche perché sono finiti lì così con solo quello che avevano senza nemmeno un cambio perciò arrangiatevi. 
Crab però non è affatto convinto di quello che gli è toccato e cerca di evadere in tutti i modi e alla fine se ce la farà o non ce la farà non lo spoilero, ma suppongo che un po tutti lo abbiano già visto questo film australiano con i soliti cliché da film australiano post atomico (anche Mad Max era dopotutto australiano), ma tutto sommato godibile anche se il ritmo latita un pochino. 
P.s. Il tizio sulla locandina che pare Il Corvo, non c'entra una cippa...

sabato 31 ottobre 2020

DAVE BRUBECK QUARTET VS. STRANGLERS, OVVERO SIAMO TUTTI UN PO' JAZZ, PUNK, DARK, GOTH

 


Se qualcuno negli anni 80 è stato Punk (Prima di Te) come cantava Enrico Ruggeri, si ricorderà degli Stranglers e della loro ballad del 1981, GOLDEN BROWN


che faceva idealmente il paio con l'altro famoso singolo del 1986 ALWAYS THE SUN.

Io ero fondamentalmente paninaro ma stavo dalla parte dei Dark (che oggi si chiamano Goth) perché da buongustaio avevo constatato che le ragazze di quel giro erano veramente intriganti per quei tempi, con il loro look un po' da Elvira Mistress Of The Dark o, se preferite, Morticia Addams, che comunque sotto Halloween cade a fagiuolo... 


per cui ho avuto pure io i miei trascorsi musicali tra Siouxie, Nina Hagen, Cure, Bauhaus, Sex Pistols, Clash e naturalmente Ramones. 
Bene, anche gli Strangolatori erano un gruppo che girava in quegli anni e dalla partenza punk della metà degli anni 70 si erano via via indirizzati verso la più raffinata New Wave. 
Adesso Laurence Mason, un genio del montaggio audio/video, sfruttando certe assonanze con il famoso classico del Dave Brubeck Quartet, TAKE FIVE e rimontando le immagini del video originale, ha suonato con il sax la  melodia di Golden Brown ed ha creato un nuovo VIDEOCLIP fakissimo (ma anche fikissimo)


in cui si vede il quartetto suonare la canzone degli Stranglers , grazie a campionamenti sonori e immagini in loop, creando un paradosso temporale incredibile con quei musicisti in bianco e nero che sembrano tutti degli anziani professori di lettere con occhialoni spessi inclusi. 
ENJOY!

L'ULTIMO LIVE DEI BEATLES (O MEGLIO, IL PENULTIMO)

 Oggi torno alla musica vintage e, in questo caso, anche registrata piuttosto male, perché ricorre la data storica dei sessant'anni dell...