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sabato 13 settembre 2025

PER VIVERE INSIEME FELICI E CONTENTI, COME NELLE FAVOLE

 Chi non conosce HAPPY TOGETHER dei The Turtles,


magari nella versione italiana dal titolo PER VIVERE INSIEME cantata dai Quelli, ma anche da Jimmy Fontana e qualcun altro ancora? 
Canzone a ritmo di marcetta beatlesiana che convoglia, proprio come dice il titolo, un sentimento di felicità collettiva con quel papapappà ripetuto ad libitum.

E canzone che capita qui dalle mie parti oggi a causa del suo autore, Mark Volman, fondatore degli statunitensi The Turtles (è loro anche la versione originale di Scende La Pioggia di Gianni Morandi) insieme a Howard Kaylan con cui avrà anche un periodo di militanza nel gruppo di Frank Zappa per poi mettere insieme il duo Flo & Eddie.
Mark infatti, che, da tipo bizzarro qual'era, inizialmente aveva chiamato il gruppo The Tyrtles un po' come The Byrds avevano storpiato la traduzione inglese di Uccelli, è mancato nei giorni scorsi a 78 anni,

in quei giorni dominati dalla scomparsa di GIORGIO ARMANI e poco prima anche di EMILIO FEDE, e probabilmente la sua dipartita sarà passata in secondo piano. 
Esattamente come pochi avranno notato anche la scomparsa di Oliviero Malaspina, cantautore e scrittore del pavese noto per la collaborazione con Cristiano De André in molti dei suoi dischi e anche per quell'album mai completato a cui stava lavorando Fabrizio De André poco prima di morire e che avrebbe avuto come tema conduttore la notte.

Oliviero, che aveva 63 anni, poi lo avremmo visto partecipare al concerto commemorativo Faber Amico Fragile insieme a tanti altri nomi della musica italiana (anche Celentano che si era impantanato su La Guerra Di Piero) dove ha eseguito CANZONE DEL PADRE
Più recente invece la morte di Rick Davies uno dei due fondatori/voci dei SUPERTRAMP di cui Roger Hodgson era quello dei falsetti, mentre Rick cantava con voce più profonda canzoni come questa GOODBYE STRANGER

(divisa comunque con Roger) dal loro album di più grande successo che è stato Breakfast In America e che ognuno deve avere in casa in qualsiasi forma, ma ci deve essere. 
Rick, 81 anni, era malato di tumore del sangue e per tale motivo era saltata la reunion che avrebbero dovuto fare nel 2015.
Sempre legato alla musica era il produttore irlandese Nicky Ryan

(da non confondere con il regista sempre irlandese Nick), scopritore dei Clannad dai quali arriva Enya che, grazie a lui, inzió a metà degli anni 80 la sua carriera da solista prendendolo come agente e produttore dopo che entrambi conclusero la collaborazione con la band.
Ryan, come si sente qui sotto nella canzone più famosa di Enya, ORINOCO FLOW

era un appassionato delle sovrapposizioni vocali con le quali creava atmosfere molto particolari e che richiedevano un enorme lavoro in studio, cioè una cosa che gruppi come i QUEEN conoscevano perfettamente già da tempo (per maggiori chiarimenti ascoltate i loro dischi fino alla svolta baffuta di Mercury). 
Nick aveva 79 Anni. 
Non termina qui la triste lista delle dipartite, ma stavolta non c'entra la musica perché a 78 anni, dopo una lunga malattia degenerativa che non gli premettava più di comunicare, è mancato anche Stefano Benni,

il noto scrittore autore di titoli come La Compagnia Dei Celestini e Bar Sport. 
Quest'ultimo diventerà anche un film con Claudio Bisio, Giuseppe Battiston e molti altri a dar vita ai personaggi del libro. 
E in coda purtroppo anche l'assassinio di Charlie Kirk, 31 anni, attivista influencer conservatore ucciso da un killer 22enne già arrestato.

Addio Charlie, Stefano, Nick, Rick, Oliviero e Mark. 

lunedì 23 giugno 2025

EMILIA PÈREZ E QUEL PROBLEMA PARTICOLARE

 Seguendo un commento che (mi pare, ma non sono sicuro) aveva fatto Lory ad un mio post, ho finalmente visto Emilia Pérez,


film del quale non sapevo assolutamente nulla se non che si trattava di un musical (e a me i musical piacciono) perciò ho assimilato la storia con la stessa sorpresa che mostra Zoe Saldana quando viene convocata (forse meglio dire rapita) da un rude e temibile boss di cartello messicano che vuole cambiare vita nel modo più estremo. 
Il problema di cui ho accennato nel titolo del post però mi si è verificato nei primi numeri musicali, in particolare quello che (non lo sapevo ancora mentre lo stavo guardando) è stato criticato come il peggiore nella storia dei musical, ovvero MAN TO WOMAN

davvero trash o cringe che più non si può. 
Ecco, a quel punto stavo per mollare tutto e infatti a dir la verità quella sera l'ho fatto. 
Pochi giorni dopo però ci ho ripensato ricordando certi musical particolari che toccavano argomenti forti come Rent di Chris Columbus dove, per esempio, sono di scena la tossicodipendenza e l'AIDS, oppure Dancer In The Dark di Lars Von Trier sullo sfruttamento, e così ho deciso di proseguirne la visione. 
Diciamo pure meno male perché, arrivando alla fine del film, ho trovato la versione cubana de LE PASSANTI di Fabrizio DeAndré, canzone estremamente poetica che comunque era già una cover di Georges Brassens.

Ora, nel caso non l'abbiate ancora visto, non voglio spoilerare nulla per permettervi di godere della stessa sorpresa che ho provato io. 
E lo so che sarà durissima, ma consiglio di superare quella bruttura di cui parlavo prima perché poi c'è di meglio e infatti Zoe Saldana ci ha vinto l'Oscar per la sua performance con altri brani del film come la di molto migliore EL MAL dove sfoggia anche ottime doti di ballerina.

Selena Gomez mica l'ho riconosciuta subito così bionda, anche perché son lontani i tempi de I MAGHI DI WAVERLY ormai. 
Insomma per dirla tutta, non è quello che si dice un capolavoro, ma alla fine si lascia guardare, e la a cosa più strana del film è che, al contrario del classico musical, le canzoni qui saranno solo il 30% del minutaggio (forse è pure più cantato JOKER: FOLIE A DEUX) dove il resto è recitato e, anzi, tutto probabilmente poteva funzionare anche senza quelle canzoni che in molti momenti paiono messe lì forzate creando un surreale effetto quasi ridicolo visto il contesto in cui si svolge la storia che insisto a non voler raccontare nei particolari (ma già qualcosa del tema trattato si può capire con il primo video lassù) perché, fidatevi, è meglio così per rimanerne sorpresi. 

sabato 10 maggio 2025

BAUSTELLE - EL GALACTICO (SOGNANDO LA CALIFORNIA)

 Decimo album di studio questo dei Baustelle di Francesco Bianconi,


uno che nelle sue corde vocali c'ha dentro il miglior DeAndrè, ma con intenzioni molto diverse dal cantautore genovese e che stavolta se la canta anche su REGISTRI DIFFERENTI rispetto a quelli in cui siamo abituati ad ascoltarlo.


Specie in quest'ultimo disco c'è tanta California, non la cantante dei Coma_Cose, ma quella mitizzata che sognavano i Mamas & Papas e i Dik Dik, quella con le ragazze dei Beach Boys celebrate anche da David Lee Roth senza i Van Halen, e California che SI VEDE anche nei videoclip allegati.

Non per niente il titolo dell'album è El Galactico, nome di un locale milanese che fa tacos e un po' forse nella scelta musicale c'entra anche il fatto di aver visto la serie Laurel Canyon, documentario tutto dedicato a quel genere musicale che stava a cavallo tra gli anni 60 e 70 di Buffalo Springfield e Crosby, Stills & Nash. 
C'è anche una TRACCIA dove protagonista principale è Rachele (Bastrenghi) e dedicata a Moana Pozzi perché Francesco non nega di essere stato un assiduo spettatore dei suoi film.


D'altronde si sa che al mondo c'è chi li ha visti e chi mente... 

sabato 13 luglio 2024

MUSICA DEL 2024: ESTATE E DINTORNI

 Sono giorni in cui si parla da una parte solo delle gaffe di Biden e dall'altra di TAYLOR SWIFT che oggi e domani domina Milano, così oggi metto sul giradischi un pochino di cose nuove o seminuove come il singolo MALAVITA dei Coma_Cose,


i due ragazzi milanesi che sto seguendo passo passo fin da loro ESORDIO e ai quali avevo dedicato un intero post molto tempo fa. 
Da allora c'è stata una certa evoluzione nella loro musica e stavolta la canzone mette inseme sonorità latine con certe chiusure alla DeAndrè, cosa non strana per loro perché già dal primo album si sentivano comunque molti riferimenti e citazioni dei classici della musica italiana (Battisti) seppure rivisitati su ritmi moderni. 
Da parte mia sono contento che esistano. 
Diversa invece è l'opinione che il mondo dei social ha su Angelina Mango uscita con il nuovo album post Sanremo e Eurovision, dove, oltre a La Noia c'è il singolo MELODRAMA, che non è una brutta canzone, però non mi fa impazzire come anche tutto il suo disco completo per una certa monotonia di fondo.

Da lì, però, ad attaccarla come è successo sui social come "figlia di papà" ce ne passa e anzi, attendo una nuova prova da parte sua, che le doti la ragazza le ha, ma forse dovrebbe cercare solo di affidarsi ad un team tipo quello che assiste Annalisa, partita da un piccolo paese ligure ed ora diventata una star a tutti gli effetti e in continua ascesa. 
D'altronde anche i Maneskin, dopo la vittoria dell'Eurovision hanno dato il benservito alla loro manager scegliendo qualcuno che in breve tempo li ha portati nell'olimpo delle Rockstar, con tutte le critiche del caso, ok, ma se Tom Morello dei RATM in concerto adesso fa anche una cover della band romana (ha suonato nel loro disco), un motivo ci sarà. 
Tutt'altro genere invece è Hit Me Hard And Soft, il nuovo album di BILLIE EILISH, pieno di ritmi e anche sussurri, ma molto diversi da quelli di ARIANA GRANDE con quel suo disco di cui avevo parlato tempo fa, molto raffinato, ma che dopo un po' diventa stucchevole, e ascoltarlo invece questo della Billie, se lo si fa nelle migliori condizioni, posso assicurare che è un'esperienza quasi onirica.

Per dire... Io l'ho fatto su una sdraio crogiolandomi bello bello al sole e nel mezzo dormiveglia la mia mente si è aperta che manco i Doors. 
Concludo ancora al femminile con Ditonellapiaga, che dopo l'ormai lontano lancio sanremese insieme alla Rettore, si è fatta notare anche al Concertone del Primo Maggio con una PERFORMANCE energica e un look da vera star che difficilmente passava inosservato.

Album il suo Flash che ti spinge a pompare il volume perché è anche molto dance e ben venga un prodotto italiano fatto così bene. 

giovedì 30 novembre 2023

TRA FAST & FURIOUS E UNA GALASSIA FARLOCCA FARLOCCA

 Il mondo del cinema horror, ma anche squisitamente fantatrash, perde Aldo Lado, regista del quale ho già parlato qui nel mio blog, in particolare per quel suo film trashissimo (appunto) e furbetto girato sotto lo pseudonimo di George B. Lewis, ovvero L'UMANOIDE,

sul quale trovate giusto qualche nota in più a questo LINK, e che, come TANTI fecero in quel periodo, riprendeva o diciamo pure copiava in tutto e per tutto costumi e ambienti di Guerre Stellari, fra astronavi giganti, droidi, panorami sabbiosi, luci al neon e divisa del villain quasi identica, anzi qui francamente un po' più ridicola 

ma tanto l'occhio alla fine ti cadeva sulle grazie messe in mostra come si può notare dalla mise di Barbara Bach esibita come fosse la protagonista principale nella locandina su in alto, quella per il mercato estero, mentre qui sotto c'è quella originale italiana. 

Film del 1979 realizzato mettendo nel cast, per dare la parvenza di un prodotto internazionale, oltre a Barbara, altri nomi prestigiosi che in quel periodo, grazie a vari film di James Bond (fra cui Corinne Clery e l'iconico Richard Kiel, ovvero Squalo) stavano sulla cresta dell'onda, e convinti a partecipare in chissà quale subdolo modo, con pure Ennio Morricone a comporre la (brutta, diciamolo pure) colonna sonora. 

Aldo aveva 88 anni e aveva diretto fra a gli altri, e con maggior dignità, anche La Corta Notte Delle Bambole Di Vetro e Sepolta Viva, cose sicuramente a lui più congeniali. 
Per quanto riguarda la musica invece diamo l'addio a Maurizio Majorana,

bassista e contrabbassista di estrazione jazz, che aveva lavorato con diversi nomi della musica italiana, in particolare con Fabrizio DeAndrè in Non Al Denaro Non All'Amore Nè Al Cielo, scritto così senza virgole e con l'accento errato sulla "e", e disco che, fra le altre canzoni, conteneva la celebre UN GIUDICE.

Di tale opera integrale ne ha fatto una sua fedele versione Morgan vincendoci anche il premio Tenco: sempre lui, il Marco Castoldi si, che adesso pare dovrebbe tornare per la finale di X-Factor, ma un attimo dopo invece no, a seconda di come gira la diatriba fra Sky e Fremantle. 
Di Maurizio invece fra le altre collaborazioni da ricordare c'è quella con il compositore Piero Umiliani per diverse colonne sonore. 
Maurizio aveva 85 anni. 
Altro nome nella musica è quello di Mars Williams,

sassofonista rock jazz che venne chiamato a sostituire Gary Windo in concerto causa malattia di quest'ultimo negli Psychedelic Furs durante i live del 1983, con il risultato poi di rimanere fisso nella band per suonare in pezzi come questa HEARTBEAT.

Mars, che è mancato a 68 anni per un tumore, suonerà poi anche con Billy Idol e Power Station. 
Da ricordare poi in chiusura che in questa data di 10 anni fa, ci lasciava Paul Walker, la star di Fast & Furious che moriva, ironia della sorte, in un terribile incidente automobilistico dove però non stava guidando lui, ma l'amico Roger Rodas, anche lui deceduto nello schianto, mentre tornavano da un evento di beneficenza.

Quindi addio ad Aldo, Maurizio, Mars e un affettuoso e commosso ricordo di Paul. 

sabato 24 ottobre 2020

FRANCESCO BIANCONI - CERTI UOMINI, OVVERO: ALTRO CHE LE RIME "SOLE, CUORE, AMORE"

 Oggi post da bollino rosso perché si parla di canzoni con contenuti espliciti, come succede nel rap che anche lì mettono il bollone "explicit" sulla copertina del disco. Ma non di rap si tratta, bensì di musica cantautorale nella figura di Francesco Bianconi, leader dei Baustelle. I Baustelle hanno fatto cose interessanti e specialmente nell' ultimo album ci sono alcuni brani il cui arrangiamento con sound elettropop anni 80 ti fa saltare l'impianto stereo (tipo il brano Amanda Lear). Mi piace quella commistione tra il suono della voce di Francesco così DeAndreiano e la musica che sembra uscita da uno dei migliori album di Battiato. Non riesco però ad apprezzare un loro disco nella sua completezza. Ora Francesco Bianconi mette in standby la band e si concede un progetto solista dal titolo Forever e presentato da una canzone dal testo che definire particolare è un eufemismo: CERTI UOMINI, che consiglio di ascoltare con particolare attenzione.


Il brano è il terzo singolo che anticipa l'intero lavoro e parte proprio come se fosse Fabrizio DeAndrè a cantarla facendo una disamina sui vari caratteri maschili finché non arriva quel famigerato ritornello che (la stavo ascoltando su Radio DeeJay in macchina) per poco non mi fa andare a sbattere. In effetti anche con i Baustelle Francesco non ha mai girato molto intorno alle parole, cioè se doveva dire una cosa la diceva. Ma qui è ancora più diretto e disturbante al punto che non te l'aspetti. Non lesina nemmeno critiche verso i colleghi declamando:

"I cantanti ucciderebbero per apparire in un programma in televisione dove i discografici morti della Warner, della Universal e della Sony poi gli pubblicano la canzone" , 

parole sue estratte dal testo. Insomma, io sono canaglia, ma c'è chi mi surclassa di brutto...

UN SUPEREROE VERO

 Cade oggi l'anniversario di un'impresa eroica che costò purtroppo la carriera sportiva al suo protagonista. Il 16 settembre del 19...